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corny

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About corny

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    Varesefans
  • Birthday 06/02/1963

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    http://
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Profile Information

  • Gender
    Male
  • Location
    Albino (BG)
  • Interests
    Motociclismo off-road

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  • Attività:
    libero professionista
  • Appassionato/a di:
    viaggi
  • Spettatore live o Tv?
    - di 5 gare anno (biglietti)

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  1. Visto dal vivo nelle partite di play-off dello scorso anno tra Mantova e Bergamo ... poca roba secondo me, penso sia giusto provarlo per 3 mesi.
  2. Ho visto solo un filmato di un paio di minuti di Nana Foulland, e mi ha dato questa impressione.
  3. Mi ricorda vagamente Frank Hassell .... anche se molto più verticale. Comunque allenarsi con Scola per un centro emergente è tanta roba
  4. Aspetto con ansia la firma di Luis prima di stappare una bottiglia di quello buono ... Vedere da noi uno dei miei idoli, anche se nella fase finale della carriera, non ha prezzo. Sempre considerato Scola più forte anche di Ginobili.
  5. A me Jalen Cannon piace, visto dal vivo le ultime 3 stagioni quando ha giocato da avversario a Bergamo e mi ha sempre ben impressionato. Giocatore intelligente che ricorda vagamente Thompson più che altro per l'altezza e la stazza (anche se meno alto e meno stazzato di Corny), e dall'agilità insospettabile per il suo peso, potrebbe benissimo essere il 4 titolare con una buonissima mano, anche da oltre i 6.25 anche se non è la sua specialità, e anche cambio del 5 per qualche minuto. A sto punto vediamo di firmare anche il suo concittadino ....
  6. Popovich la tocca piano su The Donald Dal Corriere: Gregg Popovich, il coach-guru dei San Antonio Spurs della Nba, squadra in cui gioca Marco Belinelli, non le ha mai mandate a dire sul conto di Donald Trump. Lui e anche tanti altri protagonisti del basket professionistico, da LeBron James a Stephen Curry, che assieme ai Golden State Warriors rifiutò il tradizionale invito alla Casa Bianca dopo la conquista del titolo. Nel 2016 Popovich era sinceramente preoccupato che The Donald potesse essere eletto: timori rivelatisi fondatissimi. Poi non ha mai mancato di lanciare frecciate qua e là, non appena se ne presentasse l’occasione. Ma quanto sta accadendo adesso negli Usa in seguito all’uccisione di George Floyd a Minneapolis gli ha dato lo spunto per un attacco al presidente durissimo e senza precedenti: «È un codardo e un idiota squilibrato». Prosit. Lo ha dichiarato a The Nation, la più antica rivista statunitense e uno dei riferimenti della Sinistra americana, nei confronti della quale «Pop», che ha radici europee e balcaniche in quanto il padre era serbo e la madre croata, ha una misurata ma chiara simpatia. La durezza del pensiero del coach leggendario è totale, senza sconti. Siluro numero uno: «La prima cosa che mi colpisce è che anche nel passato abbiamo visto la violenza e il razzismo della polizia: però nulla è cambiato, per questo le proteste sono così pesanti. Del resto senza una leadership e qualcuno che capisca, la situazione non cambierà mai». Ce n’è anche per i bianchi americani, troppo legati a suo avviso a uno spicciolo opportunismo: «Hanno/abbiamo sempre evitato di fare i conti con questo problema: è stato un privilegio non pensarci». Ma la furia vera è tutta per Trump: «Se avesse un cervello, anche se fosse cinico al 99% direbbe qualcosa per unire le persone. Però a lui non interessa farlo. È squilibrato, è tutto lui. È interessato solo a ciò che gli porta beneficio, mai al bene comune. Avremmo bisogno di un leader che dica «Black Lives Matter» («Le vite dei neri contano», ndr), ma non lo farà e nemmeno potrà farlo perché per lui è prioritario rabbonire il piccolo gruppo di seguaci che danno valore alla sua follia. Trump non è uno che divide, è uno che distrugge. Essere in sua presenza ti uccide: per i suoi interessi ti mangerebbe vivo». La voglia di battersi, comunque, non disarma: «Sono scioccato che Trump non sappia, non voglia e non possa pronunciare quelle tre parole. Per questo si nasconde nel bunker della Casa Bianca. È un codardo. Ha creato il problema e poi fugge via come uno scolaretto. La cosa migliore è ignorarlo perché non c’è nulla che possa cambiare la prospettiva di un idiota squilibrato. Ma nonostante questo si deve provare a cambiare il sistema e io farò di tutto per aiutare: questo è quello che fanno i leader». La filippica ha una chiosa-riflessione sulle dure contestazioni in corso in tutti gli Stati Uniti. Gregg Popovich cita Martin Luther King («Lui sapeva indicarti quando protestare: se diceva che non bisognava essere violenti, nessuno lo era») e nota un deficit di organizzazione: «Se ognuno va poi da una parte, senza coordinamento, non funziona. Così c’è troppa confusione. Serve maggiore leadership per evitare che questa incredibile massa di dimostranti sia usata da altre persone per scopi diversi».
  7. Teniamoci stretto Caja così evitiamo di tirarci in casa questo tipo di giocatori. Come pensi veniva considerato il Poz fuori Varese
  8. Infatti penso che con Caja a Varese non vedremo mai giocatori che pensano fuori dagli schemi e spettacolari ma solo soldatini che svolgono il loro compitino. L'ultimo anno si è vista una ricerca spasmodica del tiro da 3 e poco altro. Posso capire se Varese avesse raggiunto alte posizioni in classifica, ma 2 noni posti ....
  9. Bah parli un po' da persona prevenuta! A Forlì, Agropoli, Bergamo direi che ha solo deliziato il pubblico. Di giocatori capaci di giostrare da 1 da 2 e da 3 non ce ne sono in giro molti e per giunta è uno che da spettacolo. Ha dei limiti è ovvio, altrimenti giocherebbe in palcoscenici più importanti, tiro da 3 ondivago e tendenza a strafare in certi frangenti delle partite, un po' come Avramovic per intenderci. Per dare parecchi minuti a Tambone e Stratins è il giocatore ideale.
  10. Il play è l'unico straniero con il contratto garantito, cambiare play significa spender soldi per tagliarlo. Siamo così sicuri di trovare di meglio?
  11. Strautins potenzialmente un gran giocatore, ma non la mette mai. Mantenere l'accoppiata Majo-Simmons quest'anno sarebbe tanta roba
  12. Questo è il bello del basket ... io la penso esattamente al contrario
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