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corny

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About corny

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  • Birthday 06/02/1963

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Profile Information

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    Male
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    Albino (BG)
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    Motociclismo off-road

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    libero professionista
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    viaggi
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    - di 5 gare anno (biglietti)

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  1. Grazie Silver, solo chi ha avuto parenti stretti in terapia intensiva, può capire cosa vuol dire aspettare ogni giorno la telefonata dell'ospedale, per un minuto di informazione sulla salute dei propri cari.. non poterli vedere e neppure seppellirli è allucinante. Grazie a tutti per la vostra vicinanza
  2. Ecco la lettera di 13 medici del Papa Giovanni di Bergamo che offre spunti di riflessione veramente interessanti: La lettera dei medici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo al New England Journal of Medicine, che Fabio Sabatini, professore associato alla Sapienza di Roma, ha tradotto. Un grido di allarme struggente e un atto di accusa durissimo. “Lavoriamo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una struttura all’avanguardia con 48 posti di terapia intensiva. Nonostante Bergamo sia una città relativamente piccola, è l’epicentro dell’epidemia con 4305 casi, più di Milano e di qualsiasi altro comune nel paese. Il nostro ospedale è altamente contaminato e siamo già oltre il punto del collasso: 300 letti su 900 sono occupati da malati di Covid-19. Più del 70% dei posti in terapia intensiva sono riservati ai malati gravi di Covid-19 che abbiano una ragionevole speranza di sopravvivere. La situazione è così grave che siamo costretti a operare ben al di sotto dei nostri standard di cura. I tempi di attesa per un posto in terapia intensiva durano ore. I pazienti più anziani non vengono rianimati e muoiono in solitudine senza neanche il conforto di appropriate cure palliative. Le famiglie non possono avere alcun contatto coi malati terminali e sono avvisate del decesso dei loro cari per telefono, da medici benintenzionati ma esausti ed emotivamente distrutti. Nelle zone circostanti la situazione è anche peggiore. Gli ospedali sono sovraffollati e prossimi al collasso, e mancano le medicazioni, i ventilatori meccanici, l’ossigeno e le mascherine e le tute protettive per il personale sanitario. I pazienti giacciono su materassi appoggiati sul pavimento. Il sistema sanitario fatica a fornire i servizi essenziali come l’ostetricia, mentre i cimiteri sono saturi e (l’accumulazione dei cadaveri, ndt) crea un ulteriore problema di salute pubblica. Il personale sanitario è abbandonato a se stesso mentre tenta di mantenere gli ospedali in funzione. Fuori dagli ospedali, le comunità sono parimenti abbandonate, i programmi di vaccinazione sono sospesi e la situazione nelle prigioni sta diventando esplosiva a causa della mancanza di qualsiasi distanziamento sociale. Siamo in quarantena dal 10 marzo. Purtroppo il resto del mondo sembra non essersi accorto che a Bergamo l’epidemia è fuori controllo. I sistemi sanitari occidentali sono stati costruiti intorno al concetto di patient-centered care (un approccio per cui le decisioni cliniche sono guidate dai bisogni, dalle preferenze e dai valori del paziente, ndt). Ma un’epidemia richiede un cambio di prospettiva verso un approccio community-centered care. Stiamo dolorosamente imparando che c’è bisogno di esperti di salute pubblica ed epidemie. A livello nazionale, regionale e di ogni singolo ospedale ancora non ci si è resi conto della necessità di coinvolgere nei processi decisionali chi abbia le competenze appropriate per contenere i comportamenti epidemiologicamente pericolosi. Per esempio, stiamo imparando che gli ospedali possono essere i principali veicoli di trasmissione del Covid-19, poiché si riempiono rapidamente di malati infetti che contagiano i pazienti non infetti. Lo stesso sistema sanitario regionale contribuisce alla diffusione del contagio, poiché le ambulanze e il personale sanitario diventano rapidamente dei vettori. I sanitari sono portatori asintomatici della malattia o ammalati senza alcuna sorveglianza. Alcuni rischiano di morire, compresi i più giovani, aumentando ulteriormente le difficoltà e lo stress di quelli in prima linea. Questo disastro poteva essere evitato soltanto con un massiccio spiegamento di servizi alla comunità, sul territorio. Per affrontare la pandemia servono soluzioni per l’intera popolazione, non solo per gli ospedali. Cure a domicilio e cliniche mobili evitano spostamenti non necessari e allentano la pressione sugli ospedali. Ossigenoterapia precoce, ossimetri da polso, e approvvigionamenti adeguati possono essere forniti a domicilio ai pazienti con sintomi leggeri o in convalescenza. Bisogna creare un sistema di sorveglianza capillare che garantisca l’adeguato isolamento dei pazienti facendo affidamento sugli strumenti della telemedicina. Un tale approccio limiterebbe l’ospedalizzazione a un gruppo mirato di malati gravi, diminuendo così il contagio, proteggendo i pazienti e il personale sanitario e minimizzando il consumo di equipaggiamenti protettivi. Negli ospedali si deve dare priorità alla protezione del personale medico. Non si possono fare compromessi sui protocolli; l’equipaggiamento deve essere disponibile. Le misure per prevenire il contagio devono essere implementate massicciamente, in tutti i luoghi compresi i veicoli. Abbiamo bisogno di strutture ospedaliere interamente dedicate al Covid-19 e separate dalle aree non contagiate. Questa epidemia non è un fenomeno che riguarda soltanto la terapia intensiva, è una crisi umanitaria e di salute pubblica. Richiede l’intervento di scienziati sociali, epidemiologi, esperti di logistica, psicologi e assistenti sociali. Abbiamo urgente bisogno di agenzie umanitarie che operino a livello locale. L’OMS ha lanciato l’allarme sugli allarmanti livelli di inazione (dei paesi occidentali, ndt). Sono necessarie misure coraggiose per rallentare l’infezione. Il lockdown è fondamentale: in Cina il distanziamento sociale ha ridotto la trasmissione del contagio di circa il 60%. Ma non appena le misure restrittive saranno rilassate per evitare di fermare l’economia, il contagio ricomincerà a diffondersi. Abbiamo bisogno di un piano di lungo periodo per contrastare la pandemia. Il coronavirus è l’Ebola dei ricchi e richiede uno sforzo coordinato e transnazionale. Non è particolarmente letale, ma è molto contagioso. Più la società è medicalizzata e centralizzata, più si diffonde il virus. La catastrofe che sta travolgendo la ricca Lombardia potrebbe verificarsi ovunque.” Gli autori sono Mirco Nacoti, Andrea Ciocca, Angelo Giupponi, Pietro Brambillasca, Federico Lussana, Michele Pisano, Giuseppe Goisis, Daniele Bonacina, Francesco Fazzi, Richard Naspro, Luca Longhi, Maurizio Cereda Carlo Montaguti
  3. Quello che fa più incazzare di questa storia dei tamponi che non sono stati fatti periodicamente neppure a medici e personale ospedaliero è quando vedi che a un Dybala di turno e alla sua compagna ne sono stati fatti a iosa. A me, e a tanti nella mia situazione, malgrado sintomi conclamati niente, ma il comico è che fin quando non farò un tampone sarò potenzialmente una persona contagiosa che non è neppure in quarantena. Che ci siano state lacune enormi nelle procedure di contenimento del contagio è evidente. A mia cognata, malgrado il marito sia morto per COVID19, non è stata messa in quarantena, solo dopo aver avuti sintomi e portata in pronto soccorso a tampone positivo riportata a casa e messa in quarantena. Ma la cosa allucinante è che è stata chiamata dall'ospedale perchè dopo qualche giorno doveva presentarsi al pronto soccorso per ripetere il tampone !!! Cioè una persona positiva è invitata a spostarsi magari con i mezzi pubblici per recarsi in ospedale. Procedura questa poi modificata perchè quando ho telefonato all'ospedale per chiedere delucidazioni mi è stato detto che adesso sarà l'ATS locale a prendersi in carico le persone risultate positive, con interventi di monitoraggio a domicilio. Eravamo totalmente impreparati a questo tipo di emergenze. Vi recupero una lettera veramente interessante di una decina di medici del Papa Giovanni XXIII di Bergamo in cui si spiega come e perchè dovrà cambiare la sanità pubblica dopo questa emergenza.
  4. Grazie per la vostra vicinanza. Questo secondo me non è il momento delle polemiche, serve solo unità e coesione per superare insieme questo momento terribile, al di la delle appartenenze politiche. Ma mi sto rendendo conto che questo in Italia è praticamente impossibile. Poi quando l'emergenza si sarà calmata si potranno fare tutti i ragionamenti del caso e ricercate le responsabilità dove la macchina operativa ha toppato, nella mia zona 2 scelte che nessuno ha capito, in primis la riapertura dopo 4 ore del pronto soccorso di Alzano senza aver preso nessuna precauzione e non rispettando i vari protocolli di sicurezza, e la mancata zona rossa in media Valseriana. Tutti, e sottolineo tutti, abbiamo sottovalutato questo virus. Ascoltiamo le dichiarazioni di tutti i politici di destra, centro e sinistra di fine febbraio quando è stato trovato a Codogno il primo positivo al COVID19 dove nessuno aveva ancora capito la gravità del problema. Se è vero, come sembra, che il virus era presente nella bergamasca già a metà gennaio, in era di globalizzazione, probabilmente dovevamo essere più vigili sull'aumento considerevole di polmoniti nelle prime settimane di febbraio. Certo tutto questo con il senno di poi.
  5. Numeri assolutamente non reali per difetto. Questo è quello che dice il sindaco del paese dove vivo https://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/coronavirus-val-seriana-1.5087982?fbclid=IwAR0svLnHopfilpJtl6KLdAwy5vuzoBfP5wsVo0vkGPIMxb57Zti6NwLl8wg Io mi considero un miracolato dopo 11 giorni di febbre via via sempre più alta, fortunatamente mi sto riprendendo. Purtroppo non mio fratello che ha perso la battaglia con questo virus bastardo a soli 60 anni. Chi non vive in Valseriana non può capire cosa sia stato l'ultimo mese per noi. Praticamente ogni famiglia ha avuto un lutto. Quasi un intera generazione di anziani spazzata via. I dati forniti dal sindaco di Albino sono sovrapponibili a quelli di comuni come Alzano, Nembro, Villa di Serio, Gazzaniga, praticamente tutti i comuni della media Valseriana
  6. Cioè si giocherebbe una stagione con 2 squadre diverse? Questa è follia.
  7. Da bergamasco, abitante nella media valseriana nella zona che a breve diventerà rossa, messo in quarantena per qualche linea di febbre, con gli ospedali intasati e i letti per la terapia intensiva quasi finiti, dico che qualsiasi azione atta a rallentare la diffusione del virus è doverosa e sottolineo doverosa.
  8. A Bergamo in A2 la partita con Capo d'Orlando di domani sera è stata rinviata a data da destinarsi.
  9. Come lungo Ousmane Diop mi ha fatto una gran bella impressione ... non se nell'orbita di qualche società con più $$ di noi
  10. Primo fallo bolognese nel 4quarto dopo 8 minuti e mezzo ...
  11. Eliminiamo sta cazzo di VAR. Toglie ogni dubbio sulla malafede degli arbitri, almeno prima si poteva pensare che in arbitro fosse scarso.
  12. Questo sta giocando con il fuoco ... e poi i terroristi sono sempre gli altri.
  13. Come non quotarti, il basket ormai sta imboccando una strada a parer mio pericolosa. Squadre che si prendono oramai 40 tiri da 3 a partita ... lo spettacolo, quello vero, quello che mi ha fatto innamorare di questo sport è un altra cosa.
  14. E dici niente, magari pagarla con una pacca sulla spalla.
  15. Ha scelto il giocatore dove andare .... poca differenza tra offerta Inter e offerta Juve. Qualche altra asta è sempre disponibile . Traore dicono sia fortissimo ($$$$$$) A Bergamo mai visti tanti soldi come negli ultimi anni. Purtroppo invece nel basket nemmeno le briciole con una squadra in A2 veramente oscena, e si che stanno costruendo il nuovo palazzetto.
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