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Il primo X deve averne almeno 20 a gara nelle mani, con il 40% da tre. Oltre ad un fisico da guardia, imho.
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Visti ieri Passera e Boscagin, come dire, avrei dei seri dubbi. Però non nego che la trojka ferrarese Farabello-Allegretti-Zanelli, da terzo a sesto per minuti giocati, è lì a rasserenarmi.
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Quindi Passera-X-Boscagin-X-Galanda. Ci devo riflettere.
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Dubbioso. Salvo che non si stia parlando di un triennale finalizzato soprattutto a spalmare l'ingaggio dell'anno prossimo (più che a fidelizzare il giocatore: circostanza della quale dovremmo disinteressarci, imho). A me, da modesto osservatore, pare che la programmazione più funzionale al risultato, nell'ottica del contenimento dei costi, sia quella fatta anno per anno, lavorando durante la stagione nell'ottica di quella successiva. Un triennale ad un 33enne esce dai miei attuali schemi mentali.
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Sei il suo Agente?
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Se a te il Grant attuale sembra uguale al Melvin di Rieti, allora il dibattito è chiuso. Non capisco che utilità ci sia nel mandare gek fuori ruolo difensivamente, costringendolo a rincorrere la gente sui p&r, solo perchè ha un altro anno di contratto.
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Dipende: dal contesto tecnico-tattico, dal budget, dalle ambizioni, dagli avversari. Non mi sembra, però, che in legadue i lunghi statici con ottimo tiro da fuori siano dominanti. Galanda, in legadue, io lo vedrei solo da 5, per costringere gli altri ad adeguarsi. Altrimenti si parte già "zoppi", e si può solo peggiorare. P.s.: Jesi ottava, Ferrara prima, Caserta seconda; in backcourt we trust.
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don't feed the troll
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Non lontano da canestro...
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Galanda 4 in difesa in legadue? La vedo durissima...
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Soldi con i quali, se sei bravo, ti prendi due esterni che in legadue fanno la differenza. E' bene ricordarlo. P.s.:
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Quindi, Galanda farebbe il 4 in attacco e il 5 in difesa? Fantastica idea: hai uno dei 3-4 settepiedi di tutta la legadue e lo mandi a tirare da tre. Per non dire della gente sfuggente che gli toccherebbe marcare in "5". Ferrara prima con i botoli Jamison e Namaka e Foiera terzo lungo, Caserta seconda con Ivan Gatto, Sassari terza con Nikkila, Jesi ottava con Maggioli. Io, mediterei.
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Mah. S'è prestato a fare da foglia di fico per lo scempio messo su in estate. La sua presenza ha impedito ribaltoni quanto mai necessari già alla seconda-terza d'andata. Se queste non sono gravissime responsabilità...
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La mia era, soprattutto, una provocazione. Ma capisco che ci sia poca voglia di coglierla. Lasciamo perdere.
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Pensaci bene, Emaz. Una curva così non aveva forse bisogno di essere ribaltata come un calzino, fosse pure dalle forze dell'ordine? Ieri sono arrivati, ancora, segnali inquetanti (De Pol, 5 italiani, Passera titolare, ecc..): la società deve avere la forza di fregarsene, altrimenti la prossima tappa sarà la B1 (lì sì, 5 italiani; anzi 10...). La squadra di quest'anno, panchina compresa, l'hanno fatta in joint venture tifosi, giornalisti, dirigenti e qualche giocatore a fine carriera. Da domani, la squadra dovrebbe farla qualcun'altro, che non sia condizionato nè condizionabile. Putroppo, non sarà così. E infatti la stampa corre a intervistare De Pol che ribadisce il desiderio di restare per... giocare! Nel mondo globalizzato, noi viviamo ancora di ricordi ultradecennali. Mentre Cantù va ai playoff senza italiani e ferrara stravince la leagadue con gli stranieri e gli oriundi. Questo è, se vi pare (Ma alla curva non pare).
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In altezza?
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Un bel low cost su Tallin è il sogno bagnato di ogni business man milanese. Peccato che gli affari si facciano altrove.
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Del resto, quale compagnia straniera o italiana non ha qualche decina di aerei per voli intercontinentali inutilizzati negli hangar, con l'equipaggio a bordo e il personale di terra allo sportello, scalpitanti...
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Sul Santo Padre, che non è nella top ten dei miei uomini pubblici preferiti, ritengo si debba andare sempre con i piedi di piombo. In fondo, manifesta un pensiero condiviso, in tutto o in parte, da milioni di persone nel mondo. Io criticherei non lui, ma i politici che si adeguano dogmaticamente alle sue affermazioni di principio, con buona pace di una sana laicità e dell'autonomia di pensiero.
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Adesso mi spieghi anche la relazione tra il tuo sfogo antipapista e la notizia postata da Roo...
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Così mi dai ragione. Perchè il Presidente del Consiglio dei Ministri annuncia quel che farà il Governo, nei primi 100 giorni. Non quel che dovrà fare il Parlamento. Il Governo fa i decreti legge, che il parlamento converte, i disegni di legge, che il parlamento approva o respinge, i decreti legislativi, su delega del parlamento. Qui si vuole che il parlamento faccia una legge elettorale, su impulso del governo, per delega del capo dello stato. Questa roba, nella costituzione, non c'è. Ed assomiglia ad uno stravolgimento delle regole democratiche.
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Adesso aspetto di sapere, anche, quale sia l'articolo della Costituzione che gli consente questa singolare manovra.
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Il Governo non promulga le leggi. A voler sottolizzare non le approva nemmeno. Il Governo governa. Nei paesi normali. In Italia cambia anche le leggi elettorali.
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La teoria sulla divisione dei poteri non l'ho inventata io. Napolitano vuole costituire un esecutivo che dica al legislativo cosa deve fare. Peggio: il prossimo, putativo, capo del Governo andrà, partito per partito, a raccogliere il consenso per l'approvazione di una legge. Con la piccola differenza che poi il Governo sarà nella pienezza dei suoi poteri, con i Ministri che firmeranno provvedimenti, disporranno del pubblico denaro, ecc.. Costituzionalmente rappresenta un'assurdità, che stravolge ogni logica di quella che è, appunto, la divisione "classica" dei poteri in uno Stato democratico. E, dal mio punto di vista, costituisce una non troppo velata forma di pressione indebita sull'autonomia del Parlamento, la cui volontà viene in qualche modo surrogata dall'impulso, eterodiretto (leggi Napolitano), dell'esecutivo. Se ci rifletti, è folle: 945 parlamentari eletti dal popolo vengono posti sotto la tutela di Marini perchè approvino una norma, cioè svolgano l'attività cui sono naturalmente demandati, non per loro libera iniziativa, ma perchè così si è deciso in qualche stanza che non è, nè a Palazzo Madama, nè a Palazzo Montecitorio. Se al posto di Marini ci fosse Silvietto, le prefiche della democrazia urlerebbero: "dittatura!". Ma chi può prendersela, invece, con questo bel sindacalista dall'aria di nonno grigiocrinito, operante in palese conflitto d'interessi, essendo nel contempo il rappresentante di una delle due Camere e, in pectore, del Governo? Il controllato controlla sè stesso, mentre dice al controllante cosa fare. E gli scalfarotti, i girotondini, i noglobcentrsoc tacciono e, pure, acconsentono. Probabile che qualche estimatore della buonanima riveda, in un Parlamento spossessato della propria autonomia, il realizzarsi di certi sogni bagnati in camicia nera.
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Qualcuno ha capito quale nesso esista fra l'esercizio del potere legislativo, in particolare in materia elettorale, inequivocabilmente demandato alle Camere, e la necessità di nominare, per questo, un nuovo esecutivo, con la inevitabile concessione di cadreghe e sottosegretariati vari?
