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M'artagnan

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  1. M'artagnan

    Una prima scelta di squadra

    Una squadra pronta e ben coesa è quella che si trovano di fronte i 600 tifosi che questa sera hanno dato il benvenuto ai giocatori nuovi e il bentornato ai veterani al Palazzetto Lino Oldrini, da poco rinominato Enerxenia Arena. Coach Caja ha presentato entusiasta il suo nuovo team, ricordando il sogno di un Playoff finito forse troppo presto. “C’è bisogno della vostra presenza” dice rivolto al pubblico. Continua, in tono scherzoso: “L’anno scorso eravamo partiti con l’obiettivo di lasciare indietro una sola squadra, quest’anno alziamo l’asticella e puntiamo a lasciarne indietro due!” Il Coach prosegue ringraziando in primis i nuovi ragazzi, successivamente la regia di Coldebella prima e ora del nuovo general manager Conti che ha reso possibile la costruzione di una squadra di prime scelte nel panorama della pallacanestro. “C’è stato chi ha accettato più velocemente (parlando di Moore e Archie) e chi ha avuto un corteggiamento più lungo (e qui si riferisce a Iannuzzi, proveniente da Brindisi e ancor prima Torino)”, ma si dice del tutto soddisfatto del risultato. E’ bella la collaborazione che si crea tra i vecchi talenti e le matricole, in particolare verso quelli che hanno bisogno traduzioni istantanee dello speech di Caja, compito che Ferrero si assume ben volentieri e sul quale il coach non manca di ironizzare: “Translate, translate”, he says. Attilio ringrazia il “Dottor Ferrero”, il capitano biancorosso; un ringraziamento speciale va al “secondo capitano”, il mitico Cain e un grazie particolare va anche allo straordinario Aleksa che la scorsa stagione ha fatto sognare varesini e varesotti. A proposito del numero 4, racconta che è proprio lui la sua spalla e il suo confidente, tanto che sua moglie, nel vederlo arrabbiato, gli ripete spesso “guarda che io non sono mica Avramovic!” Dopo le foto di rito tutti insieme, anche con i tifosi radunati in tribuna, è seguito un momento in cui i fedelissimi seguaci del basket varesino hanno potuto incontrare i giocatori, scambiare due parole, fare qualche foto e farsi dedicare autografi. I ragazzi sono stati come al solito molto disponibili. Tutto promette un inizio stagione con i fiocchi (e con quali avversari! Caja promette scintille nelle prime due partite in casa, contro Germani Brescia la prima e poi Dolomiti Energia Trentino, una sorta di rivincita dopo qualche mese dalle finali playoff). Prossimo appuntamento 7 ottobre, Masnago. Martina Rossato per VareseFansBasket, 19 Agosto 2018
  2. Pensando a Parravicini e alla sua tripla fenomenale che ha portato ai 100 punti ricordate un momento della vostra carriera in cui ancora giovanissimi vi siete resi conto che quella era una piccola grande soddisfazione? Ferrero: Per me il grande momento che posso paragonare a quello di Parra è quando ho esordito in Lega2 a Casale Monferrato. Avevo più o meno la sua stessa età quindi 17/18 anni. Ho esordito a Imola ed è stato un momento molto bello, a cui non ero preparato. Di solito l’esordio avviene quando la squadra è molto avanti, invece l’allenatore dell’epoca, Franco Gramenzi, mi ha buttato in campo alla fine del secondo quarto. Quando ho sentito il mio nome è stato un momento molto emozionante: è stata la mia prima volta in un campionato professionistico. Natali: A me è successa una cosa molto simile. Anche io avevo 17 anni e giocavo per la squadra della mia città, Montecatini Terme, all’epoca in A2. Ero aggregato a tutte le trasferte ma non giocavo mai. Un giorno eravamo a una partita a Capo d’Orlando e come per Giancarlo non era una situazione ben definita: non stavamo vincendo o perdendo di tanto. Insomma, non si sa come mai il mio allenatore mi abbia messo dentro ;-). Quello fu il mio esordio. Feci anche un tiro e il mio primo canestro in A2. Fu un’emozione incredibile, molto simile a quella di Parra. Abbiamo perso, ma il giorno dopo a scuola tutti che ti fanno i complimenti… Sempre riguardo al discorso studi e lauree, tu Giancarlo ti stai laureando mentre Nicola tu sei laureato ma so che studi lingue. Come pensate di usare le vostre lauree in futuro? Insomma, cosa volete fare "da grandi"? Ferrero: Onestamente non ho ancora ben capito che cosa vorrei fare ma sto studiando Economia e Managment. Si tratta di un settore a cui sono interessato e che posso applicare al basket oppure no. La mia formazione, come per Nicola, è una formazione che aiuta a crescere, ad aprire gli orizzonti, a vedere le cose in modo diverso, ti dà gli strumenti per affrontare il post carriera. Quando finiremo di giocare avremo degli strumenti in più. Natali: Riallacciandomi al suo discorso, neanche io so esattamente quale sarà la mia professione nel momento in cui smetterò di giocare. Ritengo comunque fondamentale, e con questo mi rivolgo soprattutto a voi giovani, il cercare di capire il prima possibile che cosa vi piace fare. Puntate tutto su quello! Leggete, informatevi, non solo in ambito scolastico, ma nel tempo libero. Oggi con internet c'è modo di approfondire e imparare moltissime cose anche da soli, a casa. Facendo questo tipo di lavoro, noi abbiamo la fortuna di non avere avuto la necessità immediata di capire che lavoro volessimo fare. Normalmente, possiamo permetterci di giocare fino ai 35 anni, così abbiamo approfittato di questi 15 anni di carriera per costruirci un futuro basato sulle nostre passioni e su quello che ci piacerebbe fare. Io mi sono laureato in Management dello Sport e adesso sto studiando la lingua cinese. Anche se non so esattamente quello che farò mi piacerebbe stare nel mondo del business, del management e dello sport. Conto nel giro di magari cinque anni di imparare il cinese. Basta leggere i giornali per rendersi conto che la Cina sta entrando nel mondo dello sport in maniera dominante. Sono tutti strumenti che spero mi serviranno in futuro. Chiedendo ai giocatori che aria si respirasse in spogliatoio hanno aggiunto che vivono serenamente l'esperienza a Varese perché tra compagni si è instaurata una forte amicizia. Hanno detto di stare bene assieme, di scherzare e spesso di prendersi in giro, com'è giusto che sia. Sicuramente il compagno più irrequieto è Aleksa, definito come una "trottola" carica di energia sempre pronta a saltare e cantare incomprensibili canzoni in serbo. Stando in tema di musica anche gli americani fanno la loro parte, portandosi sempre dietro le loro casse hip-pop. I compagni allora, scherzosamente: “Tyler, metti un po’ di musica?” “In che senso, volete che alzi il volume?” “No no, metti musica vera, questa non è musica!” Progetto VareseFansBasket con Liceo Classico Ernesto Cairoli, Elisa Romano e Martina Rossato
  3. Varese 88-68 Pesaro nella 24° giornata di Campionato Stasera al Pala2a una Openjobmetis più che carica. Al fischio d’inizio gli avversari di Pesaro rubano la palla al quintetto base varesino (Cain, Vene, Larson, Okoye, Wells). Si fa da subito notare un prepotente Mika che è il primo a segnare, ma le sorti sembrano scritte fin dall’inizio: segue un fantastico assist di Larson che porta Vene, ormai perfettamente inserito nella squadra, a segnare i primi punti per Varese. Il giocatore si fa vedere tra triple, liberi e assist. Dunque un ottimo inizio per i ragazzi di Caja che al primo time-out chiesto da Pesaro, si trovano in una posizione già vincente con i loro 13 punti contro i soli 4 degli avversari. Riprende la partita, neanche Okoye sta con le mani in mano. E’ perfetto il gioco di squadra, sia in difesa che in attacco. Continuano gli assist, non si ferma neanche Cain, anche se non brilla come le altre volte. Per Pesaro non è una partita facile. Perde palla più volte, traballa sotto canestro e fallisce nella difesa, ma non mancheranno piccoli momenti di gloria. Il primo quarto si chiude con un -14 di Pesaro sui 26 punti di Varese. Il secondo quarto non sembrerebbe aprirsi nel migliore dei modi: fallo di Tambone e canestro di Ancelotti. E’ a questo punto che si sveglia un Avramovic più scattante che mai. Prende la palla sotto il canestro avversario, comincia a correre e non si ferma prima di aver segnato i primi 2 dei suoi 29 punti, che gli valgono ancora una volta il titolo di MVP. Senza che i tifosi abbiano il tempo di realizzare questa azione, corre di nuovo alla rete e tira dalla linea da tre. E’ ovvio il time-out chiesto da coach Galli che vede la propria squadra in difficoltà. Siamo a 33-16 per l’Openjobmetis. Alla ripresa, sono ancora molti i tentativi di attentato al canestro difeso da Varese, ma praticamente sempre vani, demoralizzati da un Aleksa, ogni minuto più deciso, che regala alla squadra continui assist e punti. Tra gli avversari comincia lentamente a farsi notare Clarke che subisce il primo fallo di Avramovic e segna, con i 2 liberi che gli sono concessi dalla lunetta. Saranno suoi i momenti migliori nel terzo tempo di Pesaro, nonché nell’intera partita. Il secondo quarto si chiude sul suono della sirena con 2 punti di Wells che alzano il bilancio a +20 per la squadra di casa. Si ricomincia. Buona la stoppata di Wells, ma la palla è ripresa da Mika che la passa a Clarke. Ed è subito tripla. Ne seguono altre due, segnate da un impazzito Clarke. Varese chiede il time-out sui 48-40. La situazione si fa più critica. La squadra di Galli si porta a -5. Ma è solo una “fiammata” come affermato da Caja in conferenza stampa: infatti arriva Larson a salvare la situazione con una bella tripla e a rinforzare l’animo all’Openjobmetis. Ora tutto sembra ristabilizzarsi per Varese. Assistiamo a bei tentativi di Vene e Avramovic in difesa. Pesaro è di nuovo in difficoltà: chiede il time-out. Il terzo quarto si chiude a 62-47 per i varesini. Palla agli uomini di casa per l’ultimo quarto. E’ un susseguirsi di falli subiti da Varese, a partire da Omogbo su Vene, passando per Serpilli su Delas e così via. Avramovic continua a far sognare insieme ai suoi unitissimi compagni di squadra. Con una tripla di Larson si raggiungono gli 80 punti contro i 55 avversari. Avra segna i suoi ultimi punti toccando gli 87-62, a cui andrà aggiunto sono un tiro libero di Delas per gli 88 punti finali. La squadra avversaria chiude invece a -20. Per finire in bellezza, coach Caja, che si dice orgoglioso del lavoro svolto dai suoi, decide di far giocare due giovani promesse, Seck e Bergamaschi. Martina Rossato progetto liceo classico "E. Cairoli" con Varesefansbasket
  4. M'artagnan

    Openjobmetis 76 - AJ Milano 72

    Progetto VFB-Liceo Classico Cairoli / Giosuè Ballerio e Martina Rossato Nel posticipo della 17esima giornata, Varese riesce a spuntarla su Milano in una partita bella ed equilibrata. A vincerla è stata soprattutto la voglia, l’energia e il cuore che la squadra di casa è riuscita a mettere in campo, contro un’Olimpia apparsa stanca e quasi permissiva. Mattatori i soliti Wells (23 pti. totali per lui) e Avramovic, 18 pti. col 67% da 3). Varese si presenta fin dai nastri di partenza energica e propositiva, trovando facilmente la via del canestro nei primi minuti di gioco. Milano invece trova fluidità nella manovra e solidità in difesa, riportando presto la situazione in parità e anzi riuscendo a portarsi sul più 2 a fine primo quarto. Alla ripresa del gioco Varese piazza un parziale di 8-0 tanto da costringere coach Pianigiani al time out. L’Openjobmetis continua sui propri passi e riesce a toccare il massimo vantaggio di +10, grazie alle triple di Avramovic, ma giungendo alla pausa lunga sul punteggio di 42-36. Alla ripresa continuano i tentativi di assalto di Milano con due bombe di Micov, a cui Varese però riesce a replicare bene, grazie alla buona verve di Okoye, Wells e lo scatenato Avramovic. È un continuo scambio di inerzia, che fa tornare Milano sul -3 a fine terzo quarto. Si entra così nell’ultima frazione in un’atmosfera a dir poco incandescente, dove continuano i tentativi di rimonta dell’EA7, che però la squadra di casa ricaccia indietro grazie all’intraprendenza dall’arco di Okoye e Wells. Nel finale la situazione è tesa e nervosa per gli ultimi attacchi di Milano, ma ci sono tanti errori da una parte e dall’altra del parquet, che portano comunque la squadra di Caja alla vittoria, grazie ai 2 liberi di Wells, costringendo Milano al quarto stop di campionato. Come già detto, serata on fire per Wells (23 punti, 7 rimbalzi, 5 assist) e Avramovic, MVP della partita con 18 punti. Per Milano, che si è affidata troppo al tiro da lontano, da segnalare i 18 punti di Micov e i 14 di Goudelock. Serata speciale anche grazie alla presenza di Gianmarco Pozzecco, sempre rimasto nei cuori dei tifosi, che domani riceverà la cittadinanza onoraria di Varese insieme a Dino Meneghin. Esordio per Tyler Larson, partito in quintetto e apparso con una buona voglia e vivacità. L’ultimo arrivato deve tuttavia ancora entrare nei meccanismi della squadra ed esce dalla serata poco brillante al tiro (20 % dal campo).
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