Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'campionato'.



More search options

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Solo Basket
    • Varese e il campionato di Basket
    • Il basket dalla B in giù...passando dalle giovanili
    • Archivio articoli
  • Gruppo Vfb.it
    • Divertiti col gruppo di Vfb.it
    • FantaVFB
    • Il gioco dei pronostici

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Location


Interests

Found 201 results

  1. L'Openjobmetis finisce schiacciata dai cingoli di Cantù e si allontana ulteriormente dal sogno playoff. Prima sconfitta per Attilio Caja in un derby contro i brianzoli: dopo 4 vittorie in fila dei biancorossi, l'Acqua San Bernardo rompe un digiuno che durava dal 3 dicembre 2016 imponendo la sua soverchiarne supremazia fisica ad una Varese insolitamente travolta a rimbalzo. Decisivo d 47-29 con cui la formazione di Nicola Brienza evidenzia la sua fisicità nel pitturato, cavalcando un imprendibile Davon Jefferson (8/8 da 2 e 32 di valutazione) che vince nettamente il duello con TylerCain. All'OJM non basta una partenza a spron battuto (anche più 8 in avvio del secondo quarto) con Scrubb stellare nei primi 10' a sorreggere una manovra ficcante ed efficace. Alla distanza l'attacco ospite paga l'ormai abituale sterilità dall'arco, col 7/32 totale (di cui 3/17 nel secondo tempo) che fa a pugni con la crescita progressiva dei padroni di casa (10/26 dall'arco di cui 6/12 nella ripresa). Lo show individuale di Avramovic è insufficiente per ricucire lo strappo del terzo quarto, figlio della solita sterilità balistica abbinata agli inusitati affanni difensivi nel cuore dell'area a dispetto di un lavoro non disprezzabile fotografato dalle 17 perse di Cantù. Alla fine Varese salvaguarda quantomeno il più 18 dell'andata, ma la quinta sconfitta in fila tra campionato e coppa certifica il momento critico di un team nuovamente lasciato a piedi da Ronnie Moore, condizionante se non riesce a trovare un minimo di ritmo dal perimetro (2/8 totale con 0/5 da 3 per ti play statunitense). Il 38% da 3 delle prime 13 giornate era l'eccezione alla regola e il 18% delle 14 gare del 2019 la normalità? Il campo dice chiaramente che Varese è passato dal 9-4 delle prime 13 gare al 5-9 del nuovo anno solare, con un digiuno esterno che dura dal 10 febbraio a Trieste, quando la truppa di Caja pescò il jolly di una serata da 18/34 da 3. E che nella seconda metà della stagione i biancorossi abbiano evidenziato una chiara Avra-dipendenza quando ti mancino serbo non trova il canestro (Pistoia, secondo tempo di Avellino, Brindisi, Torino) o non trova adeguato supporto dal sistema. Non manca volontà, ma qualità. E se il tiro dall'arco non funziona, mancano alternative valide per dare sbocco all'attacco. Il derby del PalaDesio allontana ulteriormente Varese dall'obiettivo playoff alla luce delle contemporanee vittorie di Trento, Trieste, Avellino e Sassari; ora il margine di errore dell'OJM è azzerato: andrà capitalizzato il fattore campo delle prossime due gare contro Pesaro e Pistoia e poi la trasferta del 12 maggio a Bologna (contro una Segafredo ancora in corsa o tagliata fuori dai playoff?) sarà probabilmente decisiva. Ferrero e soci vogliono crederci ancora, però nel rush finale alla volontà andrà abbinata più qualità, almeno sul piano balistico... Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis cede il passo alla fame di punti di Torino e rimanda all'Enerxenia Arena l'ultimo step da compiere in chiave playoff. La compagine di Attilio Caja si arrende sotto la pioggia di triple della Fiat (13/25 da 3), che rompe un digiuno di 5 gare e quasi 2 mesi contro una Varese penalizzata dall'assenza di Dominique Archie. Senza la dimensione interna garantita dall'ala ex Capo d'Orlando (oggi altra infiltrazione all'anca dolorante, in funzione delle risposte si capirà se potrà tornare già sabato contro Milano), l'attacco biancorosso non ha alternative al tiro dall'arco per far saltare il banco. E in una partita che l'OJM gioca su ritmi cadenzati e su punteggi bassi, dunque svolgendo more solito i compiti a casa preparati da Attilio Caja, il 9/31 da 3 finale con lo 0/6 di un Avramovic fuori giri dall'arco è un handicap impossibile da superare per Ferrero e soci. Una Varese lineare nell'eseguire il piano partita, ma non efficace per mancanza di precisione balistica: quando nel terzo quarto - l'unico chiuso a 5/9 da 3 - si è inquadrato il bersaglio con continuità, i biancorossi hanno messo la freccia col piglio giusto. Il rammarico è per l'inerzia cavalcata malissimo nel finale del periodo, quando si poteva provare ad amplificare il gap, e per l'avvio incerto dell'ultima frazione quando Torino ha trovato nell'anima italiana dell'asse Poeta-Portannese-Cusin una difesa graffiante in grado di concedere 5 punti in 10' all'attacco ospite. Una sconfitta meritata per una Varese imprecisa al tiro e nel primo tempo in difficoltà anche sotto le plance (meno 8 nel gap a rimbalzo, 36-33 per Torino che era ultima nella classifica di squadra) senza il vigore di Archie. Ma anche stavolta l'OJM, pur sbagliando tanti tiri aperti e non sprigionando certamente un basket scintillante, ha giocato una partita agonisticamente vibrante. Si poteva fare meglio? Certamente sì, pur col fattore Archie ad incidere parecchio; ma la Varese da 66 punti - di cui 12 nell'ultimo quarto - e tante padelle del Pala Vela è la stessa, per sistema e individualità, che domenica scorsa aveva schiantato la seconda forza Venezia. E che con un monte stipendi tra il decimo e l'undicesimo della A naviga dall'inizio dell'annata tra le prime 8 in classifica ed è alla vigilia di un ciclo di partite decisive. Tra mercoledì e sabato, con la spinta dell'Enerxenia Arena a dare maggior vigore all'azione degli uomini di Caja, l'OJM giocherà due match casalinghi dall'enonne peso specifico contro Wurzburg e Milano. La bagarre in classifica, amplificata dalle imprese di Sassari e Trento, avvalora ulteriormente il valore del fattore campo per il rush finale: nelle ultime 5 gare Pesaro e Pistoia sono tappe obbligate all'Enerxenia Arena, quota 32 potrebbe anche bastare per tagliare il traguardo via classifiche avulse. Ma un'altra impresa contro la capolista Ax Exchange (7 stop nelle ultime 8 gare ma ora senza più Eurolega) nel derby di sabato darebbe a Varese la spinta decisiva. Giuseppe Sciascia
  3. L'Openjobmetis più bella della, stagione abbatte la seconda forza Venezia e regala una notte magica ai 4.000 dell'Enerxenia Arena. Prova da applausi per la truppa di Attilio Caja, che ferma a quota 4 la serie positiva dell'Umana e allunga a quota 3 la serie positiva nella sfida più sentita dal main sponsor (e auspicabilmente futuro socio forte) Rosario Rasizza. Varese gioca una partita di grande sostanza a livello tecnico e mentale, mettendo in pratica alla perfezione il piano partita disegnato dal suo coach per imporre la legge di Masnago alla lanciata Reyer. I biancorossi rispondono al meglio all'appello di Artiglio, che aveva chiesto una partita aggressiva e coraggiosa: gli assalti al ferro di un imprendibile Avramovic (10/16 al tiro e 6 assist) e il mix di giocate interne ed esterne di un Archie decisivo in attacco permettono all'OJM di abbattere la miglior difesa del campionato con una gara da 64% da 2 e 50% da 3. In difesa, invece, Ferrero e soci sporcano le linee di passaggio con cui l'Umana costruisce le sue soluzioni perimetrali, e tiene a stecchetto (25% da 3 rispetto al 39% abituale) la miglior formazione della serie A nel tiro dal perimetro. A ciò si aggiunga un predominio assoluto a rimbalzo, con Cain autore di una prova sensazionale per solidità (miglior valutazione a quota 27 pur con soli 4 punti a referto). Il 40-24 finale nel duello aereo permette a Varese di controllare il ritmo di una gara condotta con grande aggressività; e dunque le 17 palle perse - record negativo stagionale - sono tollerate da Artiglio perché indice di quel coraggio nell'attaccare il canestro che aveva chiesto in sede di preparazione della partita. Una vittoria che ribadisce con fragore l'appartenenza dell'OJM al club dell'alta classifica: quest'anno i biancorossi non avevano ancora messo sotto a Masnago una superbig del budget e della graduatoria, la sicurezza del successo di ieri sera pesa molto più dei puri due punti. Che pure valgono un capitale visti i risultati degli altri campi: la compagine di Caja riaggancia il treno del quarto posto e riguadagna 4 punti di vantaggio sulle none. A 6 turni dalla fine è un margine quasi decisivo ma la faccia dell'OJM di ieri è quella in grado di sfidare anche le grandi. A patto che l'infortunio di Archie (distorsione all'anca destra, oggi gli esami del caso) non tolga dal puzzle una pedina chiave per la sua doppia dimensione offensiva: l'unica nota negativa della serata arriva proprio dall'uscita anticipata dell'ala ex Capo d'Orlando, auspicando che non si tratti di un problema serio alla luce del rush finale in campionato e in FIBA Cup (dove comunque i tesseramenti sono chiusi). Ora due giorni di riposo guadagnati dalla squadra grazie alla super prestazione di ieri sera, capace di commuovere anche un veteranissimo come Toto Bulgheroni. E domenica a Torino può essere l'occasione buona per prenotare i play off in largo anticipo apparecchiando la tavola per i derby consecutivi contro Milano e Cantù. Giuseppe Sciascia
  4. L'Openjobmetis si ferma sull'ultimo metro dello spareggio playoff di Brindisi. Seconda volata persa nell'ultimo minuto per la truppa di Attilio Caja, che dopo aver guidato per 35' abbondanti si fa infilzare al fotofinish dalla rimonta a suon di triple dell'Happy Casa. Replay solo apparente della prestazione bifronte di Avellino: Varese gioca per lunghi tratti una partita sostanziosa sui due lati del campo, punisce prima dall'arco e poi da distanza ravvicinata i cambi difensivi di Brindisi, e con una condotta di gara accorta costruisce un solido più 7 all'ingresso del rettilineo finale. A far saltare il banco sono le triple di Rush, Moraschini e Chappell (pezzo di bravura dell'ex Cantù con le dita di Salumu - preferito a Scrubb nei 3' finali - letteralmente negli occhi) con cui la formazione di Vitucci ribalta negli ultimi 180 secondi una partita comandata per lunghi tratti dalla solidità difensiva di Varese. I pugliesi realizzano 27 punti nei 10' finali, ma soprattutto 15 negli ultimi 180 secondi, dopo che lo slow motion biancorosso aveva permesso all'OJM di fare meritatamente l'andatura. Il rammarico maggiore è forse proprio quello di non aver capitalizzato maggiormente l'inerzia gestita quasi stabilmente nei primi 37', lasciando al talento dei veterani di Brindisi (Banks e Chappell su tutti) la chance di ribaltare il risultato. Qualche sbavatura di troppo, tra gli assalti di Avramovic sputati dal ferro e due liberi pesanti non convertiti nel finale, che potevano garantire vantaggi più pingui ad una Varese lasciata a piedi nei possessi finali da Ronnie Moore. Due errori da matita rossa- un passi sul più 1 con una gestione rivedibile e un tiraccio fuori asse sul possibile sorpasso - cancellano un quarto periodo tutto sommato accettabile; i tre precedenti, tra una difesa sospetta su Moraschini ma anche Zanelli (record in carriera in A per l'ex Legnano) e tante padelle dal perimetro, rappresentano un passo indietro lungo e ben disteso rispetto alle ultime prove. I due viaggi in Campania e Puglia lasciano zero punti e tanti rimpianti ad una Varese che ribadisce a tutto tondo la solidità del suo impianto di gioco anche a Brindisi, ma esce sconfitta per la mancanza di uno stoccatore perimetrale in grado di garantire punti sicuri quando la palla scotta. I risultati degli altri campi lasciano sola al sesto posto l'OJM, che guida un plotone di 7 squadre concentrate in 4 punti protese verso la parte finale del tabellone playoff. Però ora servirà almeno una impresa tra le prossime due gare casalinghe con Venezia e Milano - in mezzo la trasferta sul campo della pericolante Torino - per tenersi alle spalle la muta delle rimontanti. Prima però c'è l'appuntamento di mercoledì contro Ostenda, con l'obiettivo semifinali di FIBA Cup da perseguire con massima energia: la sconfitta di Avellino ha generato come reazione d'orgoglio un tris di vittorie contro Prishtina, Cremona e Filou, all'OJM il compito di trasformare la rabbia di Brindisi in carica agonistica per mercoledì e domenica... Giuseppe Sciascia
  5. L'Openjobmetis spiana l'ostacolo Cremona e riparte di slancio verso il traguardo playoff. La compagine di Attilio Caja allunga la serie positiva all'Enerxenia Arena contro la Vanoli (vittoria numero 10 su altrettanti confronti) e si prende una sonora rivincita della sconfitta del mese scorso alle Final Eight di Coppa Italia. La Varese più bella dell'anno per il mix di lucidità offensiva e intensità in retroguardia con il quale ferma a quota 6 la striscia vincente della terza forza di Meo Sacchetti e intasca un prezioso 2-0 negli scontri diretti con i biancazzurri (dal canto proprio penalizzati dall'infortunio alla caviglia che ha messo k.o. il leader Travis Diener). Bella reazione a livello tecnico e caratteriale dopo la beffa di domenica scorsa ad Avellino: i biancorossi hanno aggredito la partita con tanta voglia di rivalsa, partendo dalla certezza di una difesa determinante attorno al totem Cain (14 rimbalzi) per concedere soli 64 punti all'attacco della Vanoli (39% dal campo e 12 perse). Tante situazioni forzate e tanti recuperi, con un esplosivo Salumu (super lavoro nella ripresa sulle stelle ospiti Crawford e Sanders) a garantire sostanza a fianco dei titolari e contropiede folgoranti cavalcando un paio di momenti di ispirazione di Avramovic per nascondere una serata non felicissima nel tiro dall'arco (8/27 totale di cui 3/17 nel primo tempo). Ma stavolta l'OJM non è stata condizionata dall'esito delle conclusioni dall'arco, trovando spesso iniziative vincenti dentro l'area con il miglior Archie della stagione - solo gli arbitri lo hanno fermato con un quarto fallo discutibile e un tecnico per proteste che ha chiuso la sua gara con oltre 14' sul cronometro - e con le iniziative dal palleggio di Scrubb e Salumu. La scelta difensiva di Sacchetti aveva pagato tantissimo a Firenze; ieri ha tolto di gara Cain (comunque determinante in retroguardia) ma la Caja's band ha trovato soluzioni alternative per garantirsi punti sicuri nell'attacco a difesa schierata. Una gara complessivamente eccellente per volume di gioco espresso e quantità di energia profusa da una Varese che conferma la ritrovata condizione fisica e mentale evidenziata dopo la pausa per la Coppa Italia. Nel mese di marzo l'OJM ha steccato un quarto a Prishtina e due ad Avellino, evidenziando per il resto una ritrovata vitalità atletica su entrambi i lati del campo anche grazie alla certezza ormai acquisita rappresentata dal sesto uomo di impatto Salumu. Ora non c'è tempo per festeggiare una vittoria pur ghiottissima, che rida 4 punti di margine in chiave playoff a Ferrero e compagni: il doppio impegno contro Ostenda, il nuovo spareggio di domenica contro Brindisi e il big-match fra due settimane contro Venezia sono quattro sfide spartiacque per i destini della stagione biancorossa. La prova di forza contro la Vanoli è il miglior viatico possibile per un rush finale nel quale l'OJM di ieri può ancora recitare da protagonista in Italia e in Europa. Giuseppe Sciascia
  6. L'Openjobmetis crolla nel finale ad Avellino. Incredibile sconfitta per la formazione di Attilio Caja, che dilapida 24 punti di vantaggio accumulati grazie ad un primo tempo da spellarsi le mani e si fa infilzare in volata da un Sidigas orfana di Nichols, Filloy e D'Ercole. Grande occasione sciupata da una Varese bifronte, tanto lucida e pungente nel primo tempo da 53 punti con 10/17 da 3, quanto inconsistente e senza nerbo in una ripresa nella quale ha prodotto soli 18 punti con un glaciale 6/34 dal campo. Così Avellino, trascinata da un indomabile Caleb Green e dai gregari Harper e Campogrande, punisce una OJM totalmente fuori controllo nella gestione dei possessi dell'ultimo minuto (in serie: persa di Moore su passaggio indietro modello rugby sul più 1, rigore sbagliato da sotto da Avramovic sul meno 1 e persa sull'asse Moore-Scrubb su rimessa laterale sul meno 3). Una sconfitta che fa malissimo in una partita che poteva girare la stagione di Varese: dopo il primo tempo si pregustava una vittoria dal valore doppio ribaltando anche il meno 4 casalingo dell'andata, invece lo 0-2 negli scontri diretti con Avellino e il fiato sul collo delle inseguitrici playoff a soli 2 punti acuiscono il rammarico per uno stop davvero difficile da digerire. L'OJM dei primi 20' era stata assoluta padrona del campo tra qualità di esecuzioni corali ed efficacia del suo impianto difensivo. Quella del secondo tempo ha smesso di attaccare con aggressività, con la regia di Moore totalmente sfasata; e senza più ritmo nella circolazione di palla, Varese è andata a sbattere contro i muscoli di una Sidigas che ha girato il duello chiave a rimbalzo (14-22 nei primi 20' ma un oceanico 32-16 per gli irpini nella ripresa), e che a suon di secondi tiri ha costruito la parte iniziale della rimonta nel terzo quarto. Poi quando la palla scottava è emersa la maggior qualità di Avellino, che pur senza tre elementi di spessore ha puntato sul talento delle sue individualità. Mentre a Varese è rimasto più volte il colpo in canna con Avramovic, al quale però non è corretto gettare la croce addosso perché tutto il reparto esterni biancorosso (con l'eccezione di un Tambone gravato presto di falli) si è afflosciato nella ripresa. La sconfitta del PalaDelMauro pone nuovamente l'accento sulla eccessiva prevedibilità di Ronnie Moore in regia; al netto delle questioni economiche voler cambiare ora avrebbe senso per un giocatore interessante anche per l'anno prossimo, in ogni caso i tesseramenti in FIBA Europe Cup sono chiusi e dunque si naviga a vista fino a quando durerà l'avventura europea. Nella quale l'OJM si ritufferà mercoledì col ritorno casalingo contro Prishtina per preparare il derby contro Cremona: nella rivincita dei quarti di Coppa Italia la truppa di Caja non potrà sbagliare per sognare ancora i primi 8 posti; la rabbia per la sconfitta di Avellino andrà incanalata subito nei binari giusti nei prossimi due delicati impegni casalinghi. Giuseppe Sciascia.
  7. L'Openjobmetis abbatte Reggio Emilia e imbocca la corsia preferenziale verso i playoff. La compagine di Attilio Caja onora il ritorno all'Enerxenia Arena dopo 5 settimane, regalando una prova ricca di contenuti ai quasi 4.300 presenti in tribuna. Nonostante le condizioni imperfette di Archie (comunque importante nel decisivo 13-0 a cavallo tra terzo e quarto periodo) e la mira ancora sfasata di Moore (1/8 dal campo), Varese supera con sicurezza una Grissin Bon rimessa a nuovo dal terzo restyling stagionale. La ricetta vincente è sempre la stessa: applicazione graffiante in retroguardia col "ministro della difesa" Tyler Cain come baluardo, e tante ripartenze ficcanti (18-2 il totale delle azioni in contropiede) per esaltare le qualità acrobatiche di Aleksa Avramovic. L'OJM soffre per 25 minuti prima di sbrogliare la matassa, non coronando il vibrante break iniziale quando Reggio macina triple e rimbalzi d'attacco per mettere anche il naso avanti nel secondo quarto. Poi, complice il precoce quarto fallo di Dixon, la difesa varesina taglia spazi e linee di passaggio, e le rubate convertite in velocità tagliano le gambe alla formazione di Pillastrini con i biancorossi che dilagano in campo aperto tra terzo e quarto periodo. Lo schiacciante predominio dentro l'area prodotto da un superlativo Cain (record stagionale di punti grazie ai 10 rimbalzi offensivi) rompe l'equilibrio dei primi 20', poi ci pensano l'adrenalinico Avramovic e mister utilità Scrubb a mettere il sigillo ad una vittoria che rispolvera una OJM capace di coniugare intensità e produzione offensiva (54% da 2 e 39% da 3). E se anche i due americani assenti all'appello in Coppa Italia non brillano ancora, dalla panchina arrivano conferme importanti per Attilio Caja: spiccano i 13 punti in 19' di Jean Salumu, che colpisce da fuori ma anche in penetrazione ritagliandosi spazi da protagonista dietro i due big sul perimetro. Molto positivi anche i minuti in regia di Matteo Tambone, che sui due lati del campo rende più di Moore al quale però Artiglio affida la gestione del vantaggio finale. E arriva invece una nuova conferma della ritrovata forma psicofisica di Giancarlo Ferrero, tornato a pieno regime proprio nel momento della massima utilità visto il momento no dell'acciaccato Archie. Una vittoria corroborante per gli indicatori positivi sotto ogni aspetto - 5 uomini in doppia cifra e 110-81 di valutazione - che evidenziano come la pausa sia comunque stata utile per recuperare brillantezza ed energia da parte del clan biancorosso. Ora Varese entra nel vivo della stagione tra i playoff di FIBA Europe Cup (mercoledì l'andata a Prishtina) e i due scontri diretti con Avellino e Cremona: l'OJM di ieri è stata più vicina a quella ammirata a Trieste che a quella mancata all'appello a Firenze, per alimentare sogni di alto livello però c'è bisogno che Moore ritrovi la mira ed Archie recuperi la forma migliore. Giuseppe Sciascia
  8. L'Openjobmetis rispolvera l'artiglieria per conquistare due punti vitali a Trieste. Miglior prestazione offensiva della stagione per la formazione di Attilio Caja, per la prima volta in 19 gare di serie A oltre quota 100 punti realizzati, per espugnare l'Allianz Dome grazie ad una scintillante prestazione balistica. Varese chiude 40 giorni di quaresima anticipata dal perimetro segnando tutte in una volta quelle triple che nelle 4 sconfitte subite nelle ultime 5 gare ne avevano frustrato più volte gli sforzi. Il clamoroso 18/34 da 3 - di cui 12/17 nel primo tempo chiuso già a quota 61 - fatturato da Varese spiana la strada per una vittoria di importanza fondamentale per i suoi molteplici significati. I biancorossi dimostrano con i fatti che i risultati non brillanti delle ultime settimane erano legati a filo doppio alle percentuali nel tiro da 3. Stavolta l'OJM non sbaglia un colpo dall'arco, cavalcando soprattutto la straordinaria vena balistica di Giancarlo Ferrero, autore di una prestazione senza pari in 4 stagioni a Varese (11/13 dal campo e 28 punti in 21 '). Ma Artiglio trova risposte eccellenti in panchina anche da Jean Salumu, a sua volta mortifero dall'arco non solo sugli scarichi ma anche in proprio facendo le veci di Avramovic nel finale, e nella serata "normale" di Cain spreme 10' intrisi di sostanza da Antonio Iannuzzi. Vittoria da grande sul campo di un'Alma comunque mai doma, capace di rientrare da meno 19 a meno 5 quando i biancorossi hanno attaccato per difendere il vantaggio anziché per aggredire il canestro come avevano fatto magistralmente nei primi 30 minuti. Due punti che valgono doppio in classifica, visto il 2-0 negli scontri duetti con una delle inseguitrici in chiave playoff e le 4 lunghezze ristabilite nei confronti del plotone delle squadre sospese tra ottavo e decimo posto a quota 18 punti. Ma che valgono infinitamente di più sul piano della convinzione e del morale: l'OJM vira al giro di boa della seconda pausa per le Nazionali con un sesto posto solitario che vale più di quanto non dicano i numeri viste le 6 gare casalinghe proposte dal calendario sulle 11 ancora da disputare. Il campionato andrà in letargo fino al 3 marzo, quando all'Enerxenia Arena arriverà il fanalino di coda Reggio Emilia con tre volti nuovi; ma per Varese non è ancora tempo di riposare e cedere il proscenio all'Italbasket per la sfida del 22 febbraio a Masnago contro l'Ungheria. La vittoria di Trieste rigenera le batterie della Caja's Band in vista del ghiotto appuntamento con la Coppa Italia: giovedì primo atto delle Final Eight di Firenze nel derby contro Cremona, in palio c'è un posto in semifinale contro la vincente di Milano-Bologna. La pioggia di triple di ieri sera gonfia le vele dell'OJM con un vento carico di fiducia ed entusiasmo per onorare al meglio una vetrina che Ferrero e soci si sono meritati a suon di imprese. "Hard work pays off: da giovedì scopriremo fino a che punto... Giuseppe Sciascia
  9. Una Openjobmetis bella solo a metà non basta per sfatare il tabù della BLM Group Arena. Quarta sconfitta su altrettante trasferte in Trentino per la truppa di Attilio Caja, che non capitalizza la rimonta dal meno 11 del 20' a dispetto di un finale rovente di Aleksa Avramovic. Varese in versione Giano Bifronte, con un primo tempo opaco e sterile (3/19 da 3 e 26 punti) seguito da una ripresa di alto livello (45 punti con 7/14 da 3 e 16 punti per la sua stella); l'atteggiamento e la difesa sono quelle dei due mesi da big, le percentuali da fuori però premiano i biancorossi sono dopo l'intervallo lungo. Così Ferrero e soci tornano a mani vuole dal campo della Dolomiti Energia, limitandosi a salvaguardare il più 7 dell'andata in ottica doppio confronto. Il rammarico principale è per lo 0/2 ai liberi di Archie sul 66-70 dopo un antisportivo di Hogue sul meno 4; l'ala della Georgia, per lunghi tratti MVP prima dell'eruzione finale di Avra, spreca la chance per mettere la freccia in volata. Ma la vittoria di Trento è comunque meritata per il volume di gioco prodotto nell'arco dei 40', con la coppia Craft-Forray mortifera dall'arco nei momenti clou di una partita nella quale invece l'OJM è stata lasciata a piedi - non solo in attacco ma anche in difesa - da un Ronnie Moore da 1/9 al tiro. Mani subito calde per l'Aquila con Gomes e Marble che graffiano da 3 per il 10-4 del 3'. Le mani di Varese invece sono gelate (4/17 al tiro nel primo quarto); la difesa tutto sommato tiene (12-9 al 7') ma tre perse banali costano care e Trento allunga (18-9 al 12') prima del gol dall'arco di Ferrerò dopo 8 errori in fila. L'OJM prende ritmo dal perimetro con Avramovic e Natali a bersaglio per il 23-20 del 14' ; la Dolomiti Energia alza il volume a rimbalzo e rilancia la fuga a suon di secondi tiri quando Varese torna a sparare a salve. Sette errori in fila da 3 (complessivo 3/19 nel primo tempo) e attacco di nuovo in panne con Trento che riprende l'abbrivio con Hogue e Marble per il 37-26 di metà gara. Dopo la pausa lunga due guizzi di Archie danno tono agli ospiti; migliorano qualità delle esecuzioni e gestione del ritmo, e l'OJM prova a rientrare (42-38 al 25'). Due fiondate frontali di Forray ridanno gas alla Dolomiti Energia, ma i 24 punti fatturati dagli ospiti nel terzo quarto dopo i miseri 26 dei primi 20' riaprono il match a tutti gli effetti (52-50 al 30'). Il quarto fallo di Cain costa però caro a Varese, e Trento riapre il fuoco da 3 con Forray e Fiaccadori per un 7-0 che fa male (59-52 al 32'). Avramovic suona la carica con 6 punti in fila e la truppa di Caja rientra di nuovo in scia trovando canali interni per la manovra (64-63 al 37' ). Ma due giocate da leader di Craft (assist per Hogue e tripla frontale contro un Moore passivo) ricacciano indietro l'assalto dell'OJM sul 69-63 del 38'. L'unica tripla di Scrubb riapre le speranze (69-66 a meno 58 secondi), il secondo antisportivo di Hogue su Archie a meno 24" regala la chance del possibile pareggio a Varese sul meno 4, ma lo 0/2 dell'ex Capo d'Orlando pesa come un macigno nonostante il dardo di Avrà (70-69 a meno 13"). Al contrario Forray e Craft sono glaciali in lunetta (74-71 a meno 7") e l'ultimo hurrà di Avramovic sulla sirena è fuori misura. Alla compagine di Caja restano i complimenti per una ripresa rombante, ma in classifica il piatto piange con la quarta sconfitta nelle ultime 5 gare... Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis riparte di slancio anche in campionato. La compagine di Attilio Caja sfata il tabù casalingo contro Sassari, chiudendo a quota 3 la sua serie negativa in serie A e fermando a quota 5 la striscia aperta del Banco Sardegna. Successo perentorio e mai in discussione per una Varese capace di rispolverare le sue armi migliori per imporre la legge dell'Enerxenia Arena ad una Dinamo penalizzata dalle defezioni di Pierre e Smith. I biancorossi azzannano la partita con l'approccio difensivo graffiante necessario per disinnescare il mix di forza fisica ed atletica a disposizione di Enzo Esposito. Se uno straordinario Cain fa anche le veci del desaparecido Iannuzzi (unico pesce fuor d'acqua rispetto alla garra profusa dai compagni ) e tutto il reparto ali si batte con ardore per limitare i balzi di Thomas e Polonara, in attacco è il reparto guardie a fare la differenza superando per la prima volta quota 80 punti segnati nel 2019. L'OJM ritrova un Avramovic determinante nell'aggredire la partita (10 punti nei primi 7' ) e poi finalizzale con le sue scorribande (8/16 totale dal campo) la grinta profusa in retroguardia dall'intera Caja's band. L'uomo in più per i padroni di casa è Matteo Tambone, che con un paio di fiammate micidiali dall'arco spacca la partita due volte nel secondo quarto chiudendo con un sontuoso bottino di 14 punti in 16' di gioco. Aggiungendo anche il ritorno ad alto livello di Ronnie Moore (3/8 e 4 assist) nonostante la marcatura rigida del suo mentore Esposito, si ottiene il quadro generale di una prestazione qualitativamente migliore di quanto indichino le cifre finali (43% da 2 e 35% da 3). Il tutto anche grazie al buon impatto complessivo della panchina, che prevale 25-12 nel duello contro il secondo quintetto della Dinamo con gli spunti positivi nel terzo quarto di Natali e Salumu a riaccendere la macchina delle triple biancorosse (9/20 alla terza sirena). Peccato per quei tre sfortunati errori sull'ultimo assalto che avrebbero potuto dare a Varese la ciliegina sulla torta del vantaggio nel doppio confronto (all'andata più 11 per i sardi, differenza canestri in parità assoluta). Ma si tratta comunque di un successo sostanzioso e corroborante, in grado di convincere qualche scettico (3.888 spettatori, quasi 300 in meno della media dell'andata: solo colpa dell'orario e del meteo?) ma allo stesso di scatenare applausi scroscianti del pubblico. Anche senza tifosi organizzati, il fattore campo di Masnago ha saputo dare la carica ad Avramovic e compagni per generare una delle prestazioni stagionali più ricche di energia e intensità. La vittoria contro la Dinamo rilancia l'OJM in piena zona playoff, ora la rivincita di mercoledì per blindare il primo posto nel girone di FIBA Europe Cup e poi le due trasferte a Trento e Trieste a preludio della Coppa Italia. Che grazie alla rotonda vittoria di ieri sera diventano opportunità per alimentare una nuova striscia vincente. Giuseppe Sciascia
  11. Il ruggito della Leonessa manda ancora al tappeto l'Openjobmetis. Terzo stop in fila per la formazione di Attilio Caja, che si arrende di fronte ad una Germani reattiva e graffiarne pur senza Luca Vitali. Varese gioca una gara dai due volti, pagando a caro prezzo un secondo quarto povero di lucidità prima ancora che di qualità balistiche. L'abbrivio positivo frustrato dal clangore dei ferri del PalaLeonessa impedisce ai biancorossi di raccogliere i frutti di un approccio efficace. E a suon di errori su errori dall'arco (terribile 6/25 al tiro a metà gara), l'OJM deraglia dai binari del control-game obbligatorio per non esaltare un'avversaria priva di un play di ruolo ma grondante vigore atletico nei moli perimetrali. Varese va sotto di brutto subendo la fisicità degli esterni della Germani, con Moss regista occulto e Abass stoccatore di forza: con Cain messo k.o. dai falli (4 a fine secondo quarto; arbitraggio spesso fuori controllo, e Caj a a fine gara non le manda a due...) l'attacco ospite non capitalizza mai i vantaggi fisici contro l'esperienza dei vari Zerini e Sacchetti (36% da 2 contro il 62% dei padroni di casa e 30 tiri da 2 contro 39 triple). Solo dopo il meno 20 del 24' la formazione biancorossa adegua il livello di fisicità al clima agonistico in campo, e macinando le sue geometrie a ritmi più adatti alle sue abitudini riapre clamorosamente il match grazie allo scatenato Tommy Scrubb (11/18 al tiro e 8 rimbalzi). Ma il canadese è una voce nel deserto di un attacco che come contro Pistoia e Bologna costruisce tanto ma converte poco: l'unico a dar manforte al mancino del 1991 è Nicola Natali, anima della rimonta della ripresa. Ma per la terza volta di fila alla manovra OJM manca all'appello il fatturato di Moore e Avramovic: il play tesse trame efficaci (8 assist) ma colleziona ferri e nel finale non convince, il mancino serbo gira nuovamente a vuoto finendo troppe volte irretito nei viluppi a centroarea. E ad acuire il problema della produzione delle guardie, anche Salumu si unisce alla collezione di errori dal perimetro (7/28 complessivo per il pacchetto esterni). Il momento di flessione dei due titolari e le difficoltà di adattarsi al doppio salto (prima volta da straniero e prima volta dalla panchina) da parte del belga è il fattore chiave delle difficoltà di Varese in un campionato nel quale però molte squadre in affanno o in ritardo nel girone d'andata hanno modificato l'organico o trovato in corsa equilibri migliori. Ora le avversarie stanno crescendo, e Brescia ne è un esempio eloquente, mentre il team di Caja sta segnando il passo per un mix di calo fisico e mentale. La rimonta finale dimostra che i biancorossi hanno ancora piena fiducia nel sistema, e i 4 punti di vantaggio sul nono posto rimangono un tesoretto sul quale fare affidamento. Ora tappa mercoledì a Larnaca, ma la doppietta casalinga campionato-FIBA Cup contro Sassari diventa un test importante... Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis s'inchina allo show balistico di Bologna. Colpo esterno a suon di triple per la Segafredo che sbanca Masnago con un clamoroso 11/17 da 3, compreso un micidiale poker a cavallo fra terzo e quarto periodo per cancellare l'unico sorpasso biancorosso. Niente ciliegina sulla torta per il girone d'andata da grande della truppa di Attilio Caja, piegata da una Virtus tonificata dal rientro di Martin e dal debutto di Moreira che ha mostrato ben altro spessore rispetto ai due mesi precedenti con l'ala ex Cremona ai box e in attesa del pivot angolano. Varese ha subito solo in avvio la fiammata iniziale di M'Baye (15 nel primo quarto), poi ha giocato la solita partita casalinga ricca di ardore agonistico ed energia. Ma il maggior volume di gioco raggranellato dai biancorossi (37-32 a rimbalzo, solo 8 perse e 12 tiri in più dal campo) non è stato monetizzato a tabellone da una serata povera di qualità balistica. Il 27% finale da 3 stride ancor di più se paragonato all'irreale 65% degli ospiti: l'OJM non ha raccolto in termini di bottino tutti gli encomiabili sforzi prodotti per cancellare la partenza ad handicap, mentre Bologna ha avuto il merito di ricacciare ripetutamente indietro Varese con dardi velenosi nei momenti chiave. La compagine di Caja ce l'ha messa tutta, ma la qualità della prova della Segafredo è stata superiore; perciò il tecnico pavese ha comunque plaudito agli sforzi profusi dai suoi in una serata nella quale i padroni di casa hanno commesso errori di misura e non di concetto. Certo, sono mancate anche stavolta le conclusioni dal perimetro di Moore e le incursioni al ferro di Avramovic (4/21 in due), sia pur parzialmente sopperite dalle fiammate dalla panchina di Tambone e Salumu (24 punti dal secondo quintetto per i biancorossi). Ma i 28 minuti col coltello tra i denti disputati da Varese per cancellare il meno 12 dei primi 12', figli dei 34 punti subiti in avvio, meritano comunque il plauso dell'Enerxenia Arena. La Virtus di ieri è squadra da finale scudetto, Cain e soci hanno lottato sino in fondo per contenderle due punti e hanno dovuto alzare bandiera bianca solo di fronte ad una serie di magie dall'arco. Più di così non si poteva fare se i meccanismi corali dell'attacco di casa non sono stati finalizzati in maniera efficace dall'arco: il sistema Caja garantisce solidità, impegno e continuità nell'azione sui due lati del campo. Ed i complimenti a fine gara del tecnico pavese dimostrano che la sconfitta non è un dramma se si dà tutto contro avversari fatati dal perimetro, mentre all'appello mancano quelle triple costruite dal sistema che rappresentano la variabile dipendente di ogni partita per far quadrare i conti. Così l'OJM, anziché chiudere terza e vivere un nuovo capitolo della sfida infinita con Sassari, termina quinta l'andata incrociando Cremona in Coppa Italia. Ora una settimana di lavoro per rifare la "convergenza" al mirino e reinserire Ferrero. Poi le sfide contro Brescia e Sassari per provare a ripartire di slancio. Giuseppe Sciascia
  13. L'Openjobmetis inaugura col piede sbagliato il 2019. La truppa di Attilio Caja segna il passo sul campo di Pistoia, con l'ex di turno Dominique Johnson protagonista assoluto di un match poverissimo di qualità balistica per i biancorossi. Dopo due scorpacciate offensive contro difese arrendevoli come quelle di Cantù e Pesaro, Varese fatica a trovare il bandolo della matassa contro un'OriOra più determinata per cancellare la partitaccia di domenica scorsa a Cantù. Cain e soci macinano un volume di gioco non disprezzabile (prova ne siano i 20 assist), ma lasciano sul ferro del PalaCarrara una quantità industriale di tiri aperti, non solo dall'arco ma anche in penetrazione. All'appello mancali fatturato degli esterni, con il 3/21 complessivo di Moore e Avramovic che rende inefficace la sostanza profusa da Archie, mentre Salumu brucia subito 3 falli e non riesce mai ad entrare in partita. Di fatto Varese ha giocato una partita normale contro un' avversaria tarantolata sul piano dell'energia difensiva (vedi i 25' di pressione costante di Della Rosa sull'ex compagno Moore): così l'attacco è tornato a girare su livelli di produttività non sufficienti, tra l'altro con diversi errori banali in termini di palle perse e contropiedi regalati agli avversari nei momenti topici del match. Era stato buon profeta Attilio Caja a temere la forza caratteriale dei toscani a dispetto dell'assenza di Gladness e delle condizioni non ottimali di Martini, tant'è che per una volta l'OJM è stata superata sul piano agonistico da un'avversaria che ha giocato col sangue agli occhi. Una sconfitta figlia di un mix di poca efficacia negli assalti al ferro nel cuore di un'area sempre rovente, una lunga serie di triple sul ferro (specie a inizio partita) e un Dominique Johnson deciso a dimostrare ai tifosi di Pistoia tutto il suo valore. Di sicuro il bomber di Detroit ha vinto a mani basse il duello con la sua ex riserva Aleksa Avramovic. E chissà che il partitone di ieri sera induca l'atleta del 1987 e l'OriOra a proseguire il rapporto (per Varese la finestra di opportunità si è chiusa a metà novembre, eventualmente era prendibile dopo lo stop con Avellino...). Un passo falso inatteso che costa due punti e due posizioni in classifica, con l'obiettivo di far tesoro della lezione del PalaCarrara in vista della ripresa del doppio impegno (domani squadra in partenza per Groningen in vista del match di mercoledì che chiuderà l'andata delle Top16 di FIBACup). Con gli obiettivi di classifica delineati per tutti, ogni partita in trasferta sarà durissima sotto l'aspetto agonistico; Varese deve farsi trovar pronta anche quando si troverà di fronte un'altra squadra in missione come nel caso dell'OriOra di ieri sera. Ora in missione sarà l'Openjobmetis in vista della chiusura casalinga dell'andata di domenica contro Bologna, nella quale si delineerà la griglia di partenza della Coppa Italia. Giuseppe Sciascia
  14. L'Openjobmetis taglia a braccia alzate il traguardo delle Final Eight di Coppa Italia e chiude un 2018 memorabile al secondo posto della classifica. La truppa di Attilio Caja conquista un perentorio successo esterno sul campo della pericolante Pesaro e ribadisce la granitica solidità del suo impianto di gioco con una prova scintillante sui due lati del campo. Maturità da squadra di rango per i biancorossi, che macinano per 40 minuti il loro basket ruvido in difesa e geometrico in attacco; appena i padroni di casa abbassano la guardia Varese piazza un micidiale 0-14 a cavallo tra secondo e terzo quarto che spiana la strada per la sesta vittoria nelle ultime 7 gare. L'applicazione in retroguardia disinnesca il capocannoniere Blackmon e toglie di partita il possente Mockevicius, mentre la coralità offensiva (6 giocatori in doppia cifra) produce il bottino stagionale più elevato (record precedente i 93 della terza di andata contro Trento) in una serata di grazia collettiva dall'arco (11/20 da 3 oltre al 54% da 2). Prima il ghiaccio di Moore, un computer nella gestione dei tempi delle azioni offensive e un martello dall'arco dove sta diventando ormai una sentenza; poi il fuoco di Avramovic, che dà spettacolo nella ripresa trovando punti da sotto e da fuori con la capacità ormai acquisita di aspettare il suo momento per sfoderare le sue giocate da protagonista. A corredo il solito lavoro oscuro in difesa di Cain e Archie, un'altra prova sostanziosa sui due lati del campo di Scrubb e l'impatto auspicato da Jean Salumu, in modalità "attacco istantaneo" (12 punti in 14', 10 dopo 7' di gioco) dando quella marcia in più dalla panchina che serviva ai biancorossi. Così l'OJM consacra il suo splendido momento di forma festeggiando la qualificazione aritmetica alla Coppa Italia, traguardo che la società di piazza Monte Grappa non conquistava da 6 stagioni. E la sconfitta di Venezia la proietta al secondo posto della classifica nell'attuale parità a quattro squadre a quota 18 punti che comprende anche Avellino e Cremona. Il modo migliore per concludere un 2018 strepitoso, con un record complessivo di 29 vittorie su 41 partite giocate sommando le due stagioni a metà tra 2017/18 e 2018/19. Il merito va al marchio di fabbrica di Attilio Caja (pronto per il bis da allenatore dell'anno?) e alla dedizione degli uomini che ha scelto per portare avanti un basket tanto semplice quanto complicato nella messa a punto grazie al minuzioso e costante lavoro di ripetizioni dei dettagli in palestra. La capacità dell'OJM di imporre contro qualsiasi avversaria la sua identità rappresenta davvero il marchio della grande squadra, la Coppa Italia rappresenta il giusto premio per l'impegno profuso ma la corsa continua e le prossime due gare contro avversarie in crisi (domenica a Pistoia e l'ultima di andata in casa con Bologna) ulteriori occasioni per consolidare il suo ruolo nei piani altissimi della classifica. Giuseppe Sciascia
  15. L'Openjobmetis si inchina solo davanti alle magie di "King" Mike James. La truppa di Attilio Caja mette a lungo in difficoltà l'imbattuta Milano con il suo mix di sostanza difensiva ed organizzazione offensiva. Ma nel momento migliore di una Varese capace di risalire dal -11 del 18' con un avvio di ripresa davvero brillante, lo strapotere tecnico ed atletico della stella dell' Olimpia respinge l'assalto al potere dei biancorossi con una fiammata di livello assoluto (11 punti in 3' per portare i padroni di casa da meno 7 a più 8). La striscia vincente si ferma a quota 8, perché stavolta non bastano coralità e sacrificio per fermare un giocatore hors catégorie per il livello del campionato italiano; d'altra parte l'ex Omegna vale da solo (1,8 milioni di dollari) quasi il doppio del monte stipendi biancorosso. La prova mostruosa di James (11/18 al tiro, 8 rimbalzi, 5 assist e 33 di valutazione) nasconde le assenze pesanti di Micov e Gudaitis e piega quasi da sola una bella OJM, che sul parquet della capolista ribadisce ulteriormente la solidità del suo impianto di gioco. Ad Assago la Varese plasmata da "Artiglio" conferma di aver acquisito le stimmate della squadra di alto rango, capace di imporre la sua identità su tutti i campi a dispetto dello spessore dell'avversaria di turno. Sul piano tattico la partita la fanno gli ospiti, speculando su una supremazia costante a rimbalzo (45-33 con Cain dominante anche contro avversari da Eurolega) per impostare ritmi cadenzati e tenere 23 punti sotto media il miglior attacco del campionato. Peccato per una serata non felice nel tiro dall'arco (8/24 complessivo da 3) che unitamente a tante altre piccole sbavature (15 perse e 41% da 2, sprecando qualche occasione ghiotta in campo aperto) impedisce all'Openjobmetis di raccogliere appieno i frutti dell'inerzia amministrata per lunghi tratti. Varese esce comunque a testa altissima dal Forum, avendo messo in difficoltà fino in fondo un'avversaria dalle potenzialità molto superiori (lo dimostra anche il decisivo 26-4 nel duello dei punti prodotti dalla panchina). Nonostante la sconfitta i biancorossi strappano applausi convinti agli 800 tifosi abbondanti al seguito: se il basket iperorganizzato della "Caja's Band" ha messo in difficoltà anche la capolista Ax Exchange, costretta a chiedere gli straordinari alla sua stella più fulgida, allora in un campionato sempre più livellato l'OJM può davvero competere per le posizioni di vertice. E ora ha la possibilità di dimostrare quanto il suo mix di concretezza difensiva e coralità offensiva possa garantirle continuità ad alto livello: domani si torna in campo nel derby contro una Cantù ricca di talento individuale ma in difficoltà nel farlo fruttare, l'obiettivo è fare il regalo di Natale agli oltre 4mila attesi all'Enerxenia Arena e poi andarsi a prendere le Final Eight di Coppa Italia nelle due successive trasferte di Pesaro e Pistoia. Giuseppe Sciascia
  16. L' Openjobmetis cala il settebello e prenota un posto al tavolo delle grandi alle Final Eight di Coppa Italia. Altra brillante sinfonia del collettivo biancorosso, con il santone Larry Brown che va a lezione di basket italiano dal "Ministro della difesa" Attilio Caja. Sigillo consecutivo numero 4 in campionato e numero 7 contando anche la Fiba Cup per una Varese solida come il granito nella interpretazione della partita sui binari del suo basket sostanzioso. Prova corale di altissimo livello per Cain e soci, che dominano fisicamente la contesa (73% da 2 e 38-26 a rimbalzo) contro un'avversaria più stazzata e "spendereccia" come la Fiat. I padroni di casa comandano per 40 minuti filati, imponendo il loro moto perpetuo offensivo e la loro capacità di togliere fiato agli avversari in difesa per non far accendere i numerosi "solisti del mitra" del roster ospite. E "Artiglio" sfoggia davanti al pluritotolato collega d'oltreoceano il valore assoluto di un collettivo frutto di una cura maniacale dei dettagli. La messe di canestri allo scadere dei 24 secondi costruiti con minuziose esecuzioni dall'attacco OJM frustrano ripetutamente gli sforzi della difesa ospite. Stavolta Avramovic funziona da ispiratore (11 assist !) e Archie da stoccatore con le sue triple frontali nei momenti chiave, anche se l'MVP a tutto tondo è l'uomo ovunque Scrubb, meno appariscente ma più sostanzioso del suo predecessore Okoye. E nonostante una serata tutt' altro che scintillante dall'arco, dove la tripletta finale Archie - Moore- Scrubb "corregge" il 9/36 fino al minuto 37, Varese macina gioco con l'abituale sicurezza, soffocando nelle spire della sua difesa asfissiante un'avversaria sulla carta superiore sul piano del talento individuale. Merito di un allenatore che la mette in campo con una quantità industriale di preparazione tecnica, tattica e atletica; e merito dei giocatori che lavorano con indefessa applicazione durante la settimana, sostenendo col massimo dell'impegno lo sforzo fisico e mentale richiesto da "Artiglio". Il risultato è la sinfonia attraverso la quale l'Openjobmetis mette sotto con sicurezza Torino, non uscendo dai binari delle certezze acquisite neppure quando il giro a vuoto dell'attacco riporta gli ospiti da meno 15 a meno 3. Stavolta dalla panchina escono pochi spunti offensivi di valore (solo 10 punti dal secondo quintetto contro i 67 dello starting five); ed è proprio questo l'upgrade che dovrà arrivare dall'ultimo arrivato Jean Salumu, che al servizio della causa biancorossa porterà atletismo e tiro perimetrale. Oggi si festeggia il Natale a Ville Ponti con 6 punti di vantaggio sulle none a 5 turni dal termine dell'andata che rappresentano un margine consistente nella corsa verso una Coppa Italia che Varese non disputa da 6 anni.Da domani si torna in palestra col belga pronto all'uso in vista del derby italiano in Europa di mercoledì a Sassari e della sfida impossibile di domenica a Milano. Giuseppe Sciascia
  17. L'Openjobmetis timbra la patente da grande al Taliercio. La truppa di Attilio Caja infligge il primo stop casalingo stagionale alla seconda forza Venezia, e regala una soddisfazione doppia a Rosario Rasizza nel "derby del lavoro interinale" contro l'Umana. Eloquente il tweet a fine gara del main sponsor biancorosso («Openjobmetis gioca una partita disUmana. Luigi Brugnaro, ti aspetto a Varese per tifare insieme. Questa volta forza Varese!») per celebrare il secondo "sacco di Mestre" nell'anno solare 2018: "Orgoglio Varese" è ormai (praticamente) realtà, nel frattempo sono il coach pavese e la sua banda di guastatori a rendere orgoglioso l'a.d. dell'azienda di Gallarate nella partita più sentita dell'anno. Un capolavoro tattico costruito da Caja sfruttando al meglio la pausa per mettere a punto il copione di una difesa perfetta per 30 minuti (rispettivamente 7 e 10 punti concessi nei quarti centrali). Sigillo consecutivo numero 5 pur senza capitan Ferrero e in attesa dell' upgrade Salumu, ripartendo di slancio dopo la pausa per la Coppa Italia che consolida il molo da attuale terza forza in classifica. L'impresa di Varese è ancor più clamorosa perché arriva in rimonta dopo un avvio choccante sotto la pioggia di triple iniziale dell'Umana. Ma la forza mentale e caratteriale del-l'OJM emerge proprio in queste circostanze: le scelte tattiche di "Artiglio" -proteggere il pitturato raddoppiando sempre i lunghi - inducono Venezia ad abusare delle triple, e dopo il 6/10 dei primi 10' il successivo 6/30 è la prima chiave del raid biancorosso. Così gli ospiti portano avanti le loro trame sincopate, eseguendo con pazienza dopo il gelido avvio dal perimetro. Varese controlla il duello dei cristalli pur contro un'avversaria più stazzata grazie ad un Cain insuperabile dentro la sua area colorata. Di conseguenza impone le sue cadenze alternando ripartenze fulminee sui recuperi a trame al limite dei 24 secondi. Giocate che le permettono di indirizzare la partita sui suoi binari più congeniali. Una lezione difensiva sul campo della miglior difesa del campionato, mai in grado di imporre i suoi vantaggi in termini di stazza e costretta a giocare con quintetti naniformi per trovare spazi nel micidiale viluppo creato dalla retroguardia OJM. Così la formazione di Caja conferma tutto lo spessore della sua coralità, imponendo anche al Taliercio la legge della sua granitica organizzazione sui due lati del campo: se la difesa costringe gli avversari a snaturarsi e l'attacco macina il suo basket controllato senza uscire dal copione, si può vincere sul campo dell'Umana anche in una serata povera di spunti balistici (5/22 da 3). Ora Varese vuol provare ad alimentare il "magic-moment" con la doppietta all'Enerxenia Arena contro Larnaca e Torino, ma il raid del Taliercio lancia un messaggio forte e chiaro al campionato: anche quest'anno la classe operaia dell'Openjobmetis vale il Paradiso chiamato playoff... Giuseppe Sciascia
  18. L'Openjobmetis regala emozioni e spettacolo ai 4.200 presenti all'Enerxenia Arena. La truppa di Attilio Caja schianta Brindisi con la forza della sua difesa di granito, fermando a quota 4 la serie positiva dei lanciati pugliesi, e regala al folto e "rombante" pubblico di Masnago la miglior prestazione delle prime 7 settimane del 2018/19. Quarto sigillo consecutivo per i biancorossi, che rispondono all'appello del coach relativamente all'importanza della partita che chiudeva il primo ciclo di 14 gare tra Italia ed Europa; e il terzo posto in classifica dietro le due big Milano e Venezia (sul cui campo l'OJM sarà ospite alla ripresa del 9 dicembre) fotografa al meglio la capacità dei biancorossi di capitalizzare la qualità dei primi tre mesi di lavoro agli ordini di "Artiglio". Varese costruisce la sua superiorità con un'altra partenza a razzo, fratto di un approccio mentale feroce nel rispetto delle consegne difensive e della capacità di leggere perfettamente le situazioni tattiche per capitalizzare la sua superiorità tisica nel pitturato. Una partita condotta con maturità e vinta con autorità anche in una serata non certo esaltante dall'arco (9/30 da 3 "sporcato" con lo 0/7 dei 10' finali); merito di un collettivo mai così efficace nella ricerca delle soluzioni interne ad alta percentuale (62% da 2 e ben 23 assist). La gente di Masnago va giustamente in visibilio per le accelerazioni di un Avramovic inarrestabile dopo l'intervallo (13 nei secondi 20'), ma la palma di MVP va all'uomo-squadra per eccellenza Scrubb (7/8 al tiro, 10 rimbalzi e il silenziatore messo alla chiave pugliese Chappell). E nelle pieghe della sontuosa prova corale biancorossa spiccano anche la regia accorta di Moore (9 assist e un gran lavoro sul bomber ospite Clark) e l'abituale volume interno prodotto da Cain (altra "doppia-doppia" con 12 rimbalzi e 2 stoppate pur con qualche errore di troppo da sotto). Insomma una OJM che sulla base di un volume di gioco davvero sostanzioso (108-73 la valutazione statistica) trasmette sensazioni forti ad un'Enerxenia Arena ricca di VIP, a parti- re da un big della politica come Giancarlo Giorgetti piacevolmente coinvolto dall'atmosfera di entusiasmo a sostegno della squadra di Caja (presente anche il doppio ex di turno O.D. Anosike). L'unica nota negativa della serata riguarda l'infortunio muscolare che ha bloccato Giancarlo Ferrero: problema alla coscia destra da valutare oggi, la pausa per la Nazionale (riposo da mercoledì al 3 dicembre per il gruppo biancorosso; oggi Avramovic e Scrubb si uniranno a Serbia e Canada) attenuerà il peso del problema. Il perentorio successo contro Brindisi permetterà all'OJM di staccare la spina con tante certezze sullo spessore tecnico e caratteriale del grappo; con la tavola apparecchiata per puntare a Final Eight di Coppa Italia e playoff di FIBA Cup, si ragionerà in maniera lucida e serena sull'opportunità di rinforzarsi sacrificando un elemento gradito a compagni e tifosi come Pablo Bertone. Giuseppe Sciascia
  19. La base del sistema è la difesa, ma la chiave dei risultati è l'attacco. Il rendimento dell'Openjobmetis è legato a filo doppio alla produzione offensiva: la vittoria esterna di Cremona - la prima stagionale in campionato lontano dall'Enerxenia Arena - ribadisce un trend chiarissimo in questi primi mesi della stagione. Nelle 11 gare disputate tra Italia ed Europa, Varese ha superato 6 volte quota 80 punti segnati con un percorso netto di 6 vittorie in tutte le occasioni in cui l'attacco ha girato bene; al contrario ha vinto una sola gara (78-66 contro Trieste) tra le 5 terminate sotto la soglia degli 80 realizzati. Dato significativo ma comunque da sviscerare, nella misura in cui è l'aggressività della difesa la miglior spinta per l'attacco biancorosso: domenica al PalaRadi, infatti, la squadra di Attilio Caja ha prodotto tanto bottino tra ripartenze da palla recuperata e rimbalzi d'attacco, abituali risorse fondamentali del suo fatturato offensivo a Masnago. Se Varese graffia in retroguardia e riesce a trovare punti in contropiede primario, la sua produzione di punti dipende meno dall'esito delle soluzioni balistiche dall'arco alle quali sono legate principalmente le sue fortune (38,7% nelle 4 vittorie in Italia e 27,3% nelle 3 sconfitte in campionato). Dunque, se l'OJM difende con energia, riesce a spingere sull'acceleratore e riesce a costruire trame lucide convertendole con precisione, è in grado di sbancare il campo dell'attuale terza forza del campionato e competere fino al 38' contro la potenziale terza forza della serie A. Le partite contro Avellino e Cremona - con in mezzo la corroborante vittoria di Oporto - hanno ribadito che la Varese costruita secondo i dettami di Attilio Caja ha qualità e organizzazione per provare a competere anche in quest'annata per la metà alta della classifica. Ad oggi l'unico problema sul quale riflettere in chiave mercato rimane lo scarto elevato tra il rendimento offensivo del quintetto base e l'apporto delle rotazioni. Lo starting five fattura più di tre quarti dei 77.8 punti di media ( Avramovic 16.4, Archie 13.0, Cain 11.5, Moore 10.4 e Scrubb 9.7), mentre dalla panchina ne arrivano poco più di 18 (Ferrero 5.6, Tambone 4.7, Iannuzzi 3.0, Natali 2.5 e Bertone 1.3). Tutti sono utili alla causa difensiva, ma il blackout balistico sul primo giro di cambi in tutti i ruoli che ha vanificato i maxi-break iniziali delle ultime due trasferte (7-21 in Portogallo e 2-21 a Cremona) è indicativo della differenza di pericolosità offensiva. Per questo l'OJM tiene gli occhi puntati sul mercato degli esterni, riservandosi di ragionare nella pausa di campionato e FIBA Europe Cup, da lunedì prossimo al 9 dicembre, se spunterà il profilo ad hoc nel ruolo di guardia per dare a Caja un sesto uomo di impatto tecnico e fisico. Statistiche alla mano, Varese è seconda nelle triple tentate (29,1 di media, solo Cremona a quota 32 usa di più il tiro da 3) e ultima nei viaggi in lunetta (16,0 a partita): un cambio di guardie e ali che abbia fisico e capacità di attaccare il ferro completerebbe al meglio il puzzle biancorosso. Giuseppe Sciascia
  20. L'Openjobmetis rompe il digiuno esterno in campionato. Prima vittoria da ex al PalaRadi per Attilio Caja, perfetto direttore d'orchestra del collettivo biancorosso nella sfida a distanza tra filosofie contrapposte con Meo Sacchetti. Varese cancella lo scivolone casalingo contro Avellino tornando ad esultare in trasferta dopo quasi 7 mesi (ultimo hurrà datato 22 aprile a Bologna) grazie ad una eccellente prestazione difensiva, marchio di fabbrica del basket di "Artiglio": i biancorossi negano il gioco interno agli esterni della Vanoli e piazzano un perentorio 21-2 iniziale a suon di ripartenze. Poi però la Vanoli accende la macchina delle triple (17/41 totale dopo l'1/8 del primo quarto) e costringe a sudare fino all'ultimo una OJM lucida e matura nell'impostare le sue cadenze sincopate sull'asse portante tra la regia lineare di Moore e la presenza dominante del mastodontico Cain. La difesa ospite tiene sotto ritmo una squadra votata all'attacco come Cremona, mentre le esecuzioni a metà campo trovano finalmente riscontri positivi dall'arco nella ripresa (6/13 da 3 dopo il 3/16 dei primi 20' giocati "contro sole": cara Lega Basket, dopo il pasticciaccio del derby di Natale alle 17, non sarebbe meglio evitare di programmare partite alle 12 su campi dove la luce che entra dai finestroni riporta ai climi delle palestre di provincia di 50 anni fa?) Una vittoria costruita con l'impostazione tattica di Caja e l'interpretazione agonistica di un gruppo che finalmente ha messo in campo lo stesso piglio difensivo graffiante mostrato finora soltanto in versione Enerxenia Arena. Ma anche una dimostrazione di solidità tecnica e caratteriale che ricalca sotto molti aspetti i temi della vittoria di mercoledì ad Oporto, compreso il passaggio a vuoto del secondo quarto con l'impatto negativo del secondo quintetto, ribadendo l'efficacia del "sistema Varese" quando tutti gli elementi dello starting five rendono ben sopra la sufficienza. L'uomo chiave del sistema è Dominique Archie a fare la differenza per l'OJM: l'ala ex Capo d'Orlando, cresciuto in termini di condizione e allo stesso tempo di convinzione, dà garanzie come terminale a metà campo per non dipendere in tutto e per tutto dalle serpentine di Avramovic. L'ambiente biancorosso ha saputo capitalizzare al meglio le positività della prestazione contro Avellino, riproponendo lo stesso approccio della positiva ma sfortunata gara di domenica. E le due vittorie esterne di Oporto e Cremona soffiano un forte vento nelle vele biancorosse verso le due gare casalinghe contro Alba Fehervar e Brindisi. Lo spareggio per il primo posto europeo di mercoledì e la sfida di alta classifica contro l'Happy Casa degli ex Vitucci e Banks domenica sono occasioni da cogliere per spianarsi la strada verso Top 16 di FIBA Cup e Final Eight di Coppa Italia. Poi la pausa servirà a scegliere con calma quel sesto uomo di impatto che dovrà ridurre l'attuale gap offensivo troppo elevato tra starting five e secondo quintetto. Giuseppe Sciascia
  21. L'Openjobnietis paga a caro prezzo quattro errori fatali contro Avellino. La fortezza Masnago cade per la prima volta nel 2018/19 : alla formazione di Attilio Caja non basta una prova gagliarda per 38 minuti per aver ragione di una Sidigas trascinata prima dall'infuocato Cole e poi dal pungente Nichols. Individualità da Eurolega contro un collettivo ben oliato che produce gioco (60% da 2) ma non punti: anche stavolta è la poca precisione dall'arco a condannare Varese, inchiodata dal 9/33 da 3 e soprattutto dai 4-errori-4 consecutivi sul 75-76 nel momento migliore della difesa di casa. Grande rammarico per i biancorossi, penalizzati da 4 errori da matita rossa negli ultimi 5 attacchi di una gara giocata col piglio giusto. Due perse evitabili di Archie e Moore, un tiro senza costrutto del play di casa e la linea laterale calpestata da Scrubb sull'ultimo assalto a meno 4: dopo aver perso 5 palloni in 38', l'OJM ne regala 3 decisivi ad una Sidigas imbrigliata nel suo "run&gun", ma capace di punire egualmente i padroni di casa con un brillante 13/30 da 3. E in particolare di ribaltare l'abbrivio favorevole che Varese si era costruita con il solito Avramovic e la "matta" Natali (10 in 11' per l'ala toscana) sul 61-54 del 28' ; i 4 piccoli proposti da Vucinic hanno esaltato l'atipicità della Sidigas, e nonostante i 34 punti in area di Varese contro i 26 degli irpini la partita è girata li, prima di quel finale a martellare i ferri da 3 e a sprecare gli assalti finali con gestioni poco lucide. L'Openjobmetis ha dato tutto sul piano agonistico, ma ha pagato la serata poco brillante dell'ex Scrubb e la gestione rivedibile del finale di Moore (troppo tenero su Cole in un primo tempo da 19 punti e 4 assist). Alla fine la compagine di Caja esce egualmente tra gli applausi dei 4200 presenti, ma resta la sensazione di una "incompiuta" a dispetto del grande impegno profuso. Se sul fronte "extracampo" la notizia migliore della serata - ben più importante del risultato negativo sul parquet - è la garanzia di rispettare nei tempi previsti l'impegno assunto la scorsa primavera al di là delle evoluzioni in corso sul fronte "Orgoglio Varese", la partita di ieri sera indirizza l'OJM verso precise direzioni sul mercato. Le risposte di Iannuzzi sono positive anche in pochi minuti, al contrario dell'impatto di Bertone che Caja boccia (definitivamente?) dopo un minuto e una persa. La Varese capace di far soffrire fino in fondo una candidata alle semifinali come la Sidigas è una squadra che gioca, lotta e si applica; ma ancora una volta raccoglie solo in parte le energie prodotte per una produzione offensiva troppo modesta e in larga parte monocorde al di là delle scorribande di Avramovic. Per distillare qualità dalla quantità, serve almeno un altro esterno (tra guardia e ala piccola) creativo dal palleggio e con gambe fresche - identikit che non corrisponde a quello di Stojanovic - per non dipendere sempre e comunque dalla roulette russa del tiro dall'arco. Giuseppe Sciascia
  22. L'Openjobmetis non guarisce dal mal di trasferta sul campo della Grissin Bon. La compagine di Attilio Caja si arrende alla fame di punti dei padroni di casa, che cavalcano il talento del bomber Ledo per nascondere l'assenza pesante dell'infortunato Butterfield. Varese gioca la partita tatticamente accorta impostata dal coach pavese, controllando i ritmi e tenendo il punteggio basso contro un'avversaria corsaiola come la formazione di Cagnardi. Ma contro la peggior difesa della serie A i biancorossi producono un fatturato offensivo decisamente troppo modesto per coronare i frutti delle loro fatiche in retroguardia. L'OJM macina trame pazienti ma troppo spesso sterili: con Avramovic guardato a vista da Candì e mai in grado di accendersi tra cambi punitivi e misure troppo spesso sfasate negli assalti al ferro, l'attacco di Varese non ha alternative al martellamento dall'arco che però funziona poco e male (8/27 totale, sarebbe 3/16 senza l'unica mano calda Archie). Il rammarico maggiore è per i primi 15' con l'inerzia in mano, nei quali però la squadra di Caja raccoglie solo in minima parte per la difficoltà del suo attacco di monetizzare il volume di fatica profusa sul parquet. Poi sopravviene la frustrazione e fioccano le palle perse, tante volte banali, a togliere fluidità ad una manovra prevedibile senza un'alternativa affidabile ad "Avra". Non può esserla Moore, la cui taglia fisica è troppo limitata per incidere in penetrazione; né Bertone, elemento di quantità che non graffia con minuti spot; né Scrubb, che ha doti di finalizzatore sugli scarichi e in campo aperto ma non crea con la palla in mano. Ma se le guardie producono così poco, non bastano i 37 punti fatturati da Archie (il migliore della stagione) e Cain per portare a casa una partita che Reggio Emilia ha vinto quando ha abbassato il quintetto giocando con tre piccoli per aumentare l'aggressività e migliorale le spaziature offensive. Tra martedì in Ungheria e ieri al PalaBigi sono arrivate risposte sostanzialmente analoghe: questa Varese, semplicemente, non ha abbastanza qualità perimetrale per riuscire a ripetere in versione esportazione il suo rendimento casalingo. Fa bene Attilio Caja a guardarsi le spalle e pensare alla distanza dall'ultimo posto, inquadrando la salvezza come obiettivo primario? Impegno e applicazione danno gas quando l'OJM gioca all'Enerxenia Arena, ma evidentemente non bastano per incidere lontano da Masnago. Ora il fattore campo darà il suo conforto in occasione delle prossime sfide contro Rilski Sportist e Avellino: in particolare il match di domenica contro l'attacco atomico di una squadra di alto rango come la Sidigas dovrà dare altre risposte importanti sullo spessore di Varese. Che per provare a proporre un volto esterno meno prevedibile e piatto potrebbe valutare un esterno di qualità e personalità da incastrare tra Avramovic e Scrubb durante la pausa per le Nazionali. Giuseppe Sciascia
  23. L'Openjobmetis spiana a suon di muscoli l'ostacolo Trieste e completa il percorso netto all'Enerxenia Arena. Terza vittoria interna consecutiva e quarta assoluta per la compagine di Attilio Caja, che abbatte alla distanza la resistenza dell' Alma con il solito cocktail fatto di difesa ringhiarne (32% al tiro per gli ospiti) e un predominio sostanzioso sotto i tabelloni (51-31 nel duello a rimbalzo). Poi a trasformare in oro la mastodontica quantità di ferro prodotta dall'elevato volume di energia profuso dai biancorossi ci pensa Aleksa Avramovic: una fiammata da campione del mancino serbo, con 11 punti consecutivi frutto di una magia dall'angolo sinistro e tre triple frontali in fotocopia da distanza NBA, spacca in due la partita nel giro di 3 minuti infuocati che danno adrenalina pura ai 4.256 tifosi dell' Enerxenia Arena. Varese gioca l'abituale partita impregnata di impegno ed applicazione, con la serietà e l'etica del lavoro che contraddistingue un gruppo plasmato da Attilio Caja ad immagine e somiglianza delle sue idee votate alla coralità e al sacrificio difensivo. Poi però serve il guizzo di Avramovic per dare quella scarica di adrenalina indispensabile alla squadra e ai tifosi per vivere un'altra bella serata di festa a Masnago. Se la lucida follia di "Avra" marchia a fuoco la gara, sono sempre i muscoli di Tyler Cain (alla terza "doppia-doppia" nelle ultime 4 gare) l'architrave attorno al quale l'OJM costruisce le sue fortune, sia nella determinante protezione del pitturato difensivo che nella produzione di punti dentro l'area (58% da 2 al 30' prima del gelido 2/13 dei 10' finali). Positiva e volitiva anche la regia di Moore al di là dei 6 assist e nuova menzione d'onore per capitan Ferrero in un'altra serata all'insegna dei problemi di falli per Archie (3 dopo 6', comunque in partita dopo l'intervallo). Ma nella serata in cui Varese ha banchettato stabilmente nel pitturato c'è stato modo di apprezzare anche Antonio Iannuzzi, che non ha fatto rimpiangere Cain neppure in difesa mostrando progressi consistenti nell'apprendimento del sistema Caja. Così Varese capitalizza appieno il trittico casalingo e fa il pieno di punti e fiducia in vista dei prossimi esami di maturità. La versione casalinga dell'OJM strappa applausi convinti a tutta Masnago, e il clima favorevole che si respira attorno alla "sporca dozzina" di Attilio Caja sembra ideale per aiutare Rosario Rasizza a ultimare l'opera di proselitismo per il progetto "Orgoglio Varese" nel quale comunque esprime piena fiducia per completarlo in tempi relativamente rapidi. Ora però i biancorossi hanno già le valigie pronte in vista della partenza mattutina per l'Ungheria (domani alle 18.30 spareggio per il primato di FIBA Cup sul campo dell'Alba Fehervar) e poi preparano la trasferta di domenica a Reggio Emilia: per sognale in grande, Varese dovrà sfoggiare lo stesso approccio graffiante anche nelle prossime due gare lontano dall'Enerxenia Arena. Giuseppe Sciascia
  24. L'Openjobmetis va in cerca del poker di vittorie contro Trieste. Stasera all'Enerxenia Arena (palla a due alle 17.30; diretta su Eurosport2) la formazione di Attilio Caja chiuderà il trittico casalingo settimanale contro l'agguerrita matricola Alma. L'obiettivo è quello di allungare la serie positiva che tra campionatoe FIBA Europe Cup è giunta a 3 successi di fila e fare il pieno di fiducia in vista delle trasferte in Ungheria (partenza già domani mattina per il match delle 18.30 di martedì) e a Reggio Emilia. Il momento favorevole, corredato da spunti positivi di alcuni effettivi diversi dal terminale principe Avramovic (Scrubb contro Trento, Bertone contro il Porto), ha corroborato l'entusiasmo dei tifosi che a giudicare dall'andamento positivo delle prevendite (già oltre quota 1.000 biglietti staccati) sosterranno con l'abituale calore gli sforzi biancorossi in un orario pomeridiano che aiuterà l'affluenza in tribuna. Occasione da cogliere per Ferrero e compagni contro un'avversaria agguerrita come la neo-promossa Alma che, nonostante qualche acciacco iniziale (attualmente 14 giocatori in organico di cui però 3 infortunati, da verificare il recupero di Peric per stasera), ha costruito un roster di valore. «Per noi è uno scontro diretto con un'avversaria che ha ambizioni simili alle nostre: sia noi che loro partiamo dal lato destro della classifica, partite come queste in casa vanno vinte preparandoci a giocare una partita molto dura contro una squadra esperta». Così Attilio Caja introduce il match contro una compagine che riporterà a Masnago l'ex capitano biancorosso Daniele Cavaliero, uscito di scena ad aprile 2017 per fare ritorno nella sua città natale riportata in serie A dopo 15 anni. Alno ex che ha lasciato un ricordo positivo è quel Chris Wright che diede la scossa alla Varese 2015/16, trascinando i biancorossi alla finale di FIBA Europe Cup a Chalon al di là di quel "pasticciaccio" della sua uscita di scena per un caso di doping poi giustamente archiviato. Da tenere d'occhio anche le qualità balistiche delle ali Silins (aggiunto due settimane fa per l'infortunio di Knox) e Strautins e le doti acrobatiche di William Mosley, nelle ultime due stagioni pilastro di Legnano in A2 che si misura per la prima volta con la serie A a 29 anni. Varese dovrà aggredire la partita con la solita difesa graffiante in formato Enerxenia Arena per completare l'atteso en plein casalingo della settimana. Giuseppe Sciascia
  25. L'Openjobmetis coniuga vittoria e bel gioco inaugurando nel modo migliore il trittico casalingo all'Enerxenia Arena. La compagine di Attilio Caja impone la legge dell'Enerxenia Arena con una sostanziosa prestazione corale che acuisce la crisi di Trento (può prendere quota l'ipotesi Gentile, ad ora sondato solo dall'Estudiantes Madrid?). Varese interpreta uno spartito diverso rispetto all'esordio a Masnago contro Brescia: niente assolo di Avramovic, ma una sinfonia perfettamente equilibrata di un attacco che chiude con 6 giocatori in doppia cifra una gara scintillante (59% da 2 e 42% da 3). Rispetto alla "magra" balistica di Sassari, cambiano non solo le percentuali ma anche l'atteggiamento di una OJM caricata a molla dalla spinta dei suoi tifosi. I biancorossi aggrediscono la partita con un piglio deciso che ti porta a sfruttare al meglio due chiavi tecniche fondamentali: dopo le sofferenze a rimbalzo delle prime due gare, Varese domina la battaglia delle aree colorate con un ciclopico Cain (14 rimbalzi e 2 stoppate) e si garantisce così benzina per le sue efficaci ripartenze. E coinvolgendo i lunghi nella manovra offensiva riesce a muovere anche meglio la palla attraverso un maggior equilibrio delle conclusioni grazie a qualche soluzione interna o in avvicinamento. Detto di un Cain padrone assoluto di entrambe le aree vincendo nettamente il duello con Hogue, nelle pieghe dell'oliato collettivo biancorosso l'OJM raccoglie frutti copiosi dalla costante solidità dell'uomo-ovunque Scrubb (6/8 al tiro, 5/7 ai liberi, 5 rimbalzi e 5 assist). Ma gli uomini chiave per imprimere il marchio biancorosso alla partita sono Matteo Tambone e Giancarlo Ferrero: il play romano trova finalmente il feeling con la retina e segna il primo affondo dei padroni di casa con un rovente 4/4 nel primo tempo, mentre il capitano gioca la miglior partita dell'anno solare 2018 sopperendo con un primo tempo all'insegna di triple e tanta garra ai 3 falli rapidi accumulati da Archie in 5'24". Nella giornata in cui Varese non deve chiedere gli straordinari ad un Avramovic sfasato al tiro ma comunque utile alla causa, i 36 punti prodotti dalla panchina - dove Bertone e Iannuzzi confermano i piccoli ma costanti progressi di Samokov - costituiscono un contributo vitale alla qualità della prestazione del collettivo varesino. Vittoria convincente per molti aspetti, non ultimo quello di una difesa all'altezza della situazione per lunghi tratti (53 punti subiti in 28') prima della pioggia di triple finali di Trento che impedisce all'OJM di raccogliere appieno i frutti della sua prova di spessore in termini di scarto finale. Ma se le risposte di ieri danno sicurezze nella scoperta che il collettivo sa anche dare spettacolo e il doppio impegno aiuta a guadagnare fluidità, si può guardare con fiducia ai prossimi due impegni casalinghi contro Porto e Trieste per cavalcare ulteriormente il tonante fattore Masnago... Giuseppe Sciascia
×
×
  • Create New...