Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'campionato'.



More search options

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Solo Basket
    • Varese e il campionato di Basket
    • Il basket dalla B in giù...passando dalle giovanili
    • Archivio articoli
  • Gruppo Vfb.it
    • Divertiti col gruppo di Vfb.it
    • FantaVFB
    • Il gioco dei pronostici

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Location


Interests

Found 201 results

  1. Niente scossa per l'Openjobmetis dall'esordio in panchina di Attilio Caja. La truppa biancorossa chiude nel peggior modo possibile l'anno solare 2016, crollando sotto le scariche dall'arco dell'Umana (14/32 da 3) che inanella la settima vittoria consecutiva in campionato ribadendo i limiti strutturali di una Varese scivolata in piena zona retrocessione. Approccio troppo remissivo per Cavaliero e compagni contro la lanciata Venezia, che punisce a suon di triple (5/5 nei primi 6' per il 5-17 iniziale) la partenza morbida sul piano mentale di una Openjobmetis assolutamente latitante nel gioco interno (38% da 2 ma 5/23 da sotto nei primi 25'). Il cambio di allenatore adottato dalla società per provare ad invertire il trend totalmente negativo degli ultimi due mesi (13 sconfitte in 16 partite nella fase finale dell'era Moretti) non produce alcun effetto immediato sulla psiche della squadra. Se con soli 4 giorni di lavoro era lecito non attendersi stravolgimenti tattici immediati dalla cura-Caja, ci si aspettava invece un avvio rombante in termini di intensità. Lungi dal mettere in campo l'approccio aggressivo richiesto da Artiglio, i bianco-rossi sono parsi invece bloccati dalla tensione e dalla mancanza di punti di riferimento sicuri nell'attacco a difesa schierata, anche stavolta principale tallone d'Achille per una Openjobmetis trafitta spesso e volentieri in transizione dopo manovre improduttive condotte da un Maynor nuovamente involuto. Dopo aver rischiato il tracollo sul meno 27 del 28', Varese trova quantomeno l'orgoglio per salvare la faccia, sfruttando la ritrovata verve balistica di Johnson (20 punti negli ultimi 12' dopo l'1/8 iniziale) e la grinta profusa dal veterano Bulleri per accendere la squadra in difesa. Unica risorsa alla quale appellarsi per risolvere i problemi strutturali di un attacco ingessato dalle difficoltà di convivenza della strana coppia Maynor-Anosike e dal fatturato ridottissimo di Kangur. Ma anche in retroguardia ci sono problemi di sistema: senza uno stopper nel settore guardie, troppo spesso si va in rotazione obbligata lasciando messe di triple aperte agli specialisti della Reyer (micidiale soprattutto il 6/9 dell'arciere designato Bramos. Sarà questo il principale problema che Attilio Caja dovrà risolvere, per dare la sua impronta al reparto-chiave della sua nuova avventura sulla panchina di Varese. L'unico modo per invertire la rotta è quella di dare alla squadra un'anima difensiva, indispensabile per aumentare il ritmo e sfruttare la potenza di Eyenga per sopperire alla prevedibilità a difesa schierata di una squadra totalmente priva di riferimenti dentro l'area colorata. La prima prova del campo ha evidenziato dunque che i risultati negativi dell'Openjobmetis 2016-17 non dipendevano solamente dalla conduzione tecnica di Paolo Moretti, pur primo artefice di un mercato totalmente sbagliato che andrebbe corretto con ulteriori interventi strutturali resi praticamente impossibili dai 200mila euro extra già investiti su Dominique Johnson e Attilio Caja. Al tecnico pavese, le cui dichiarazioni permeate di positività hanno cercato di stemperare il clima plumbeo di un ambiente che si attendeva ben altro impatto dall'arma atomica del cambio di allenatore, il compito di trovare le soluzioni giuste per galvanizzare la squadra in vista del delicatissimo spareggio di lunedì prossimo a Cremona. Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis cerca l'impresa contro la seconda forza Venezia per inaugurare col botto l'era Caja. Stasera al PalA2A (palla a due alle 18.45; diretta su SkySport 2) il coach pavese farà il suo esordio stagionale sulla panchina biancorossa 19 mesi dopo la sua ultima apparizione a Masnago nella gara finale della stagione 2014-15. Una svolta inevitabile alla luce delle 13 sconfitte in 16 partite che avevano fatto precipitare la Varese di Paolo Moretti al penultimo posto in Italia e all'ultimo in Champions League. Ma il nuovo corso affidato ad un tecnico esperto delle "riparazioni d'emergenza" inizia con un test quantomai impegnativo. Un compito difficile contro la squadra più in forma della serie A (13 vittorie nelle ultime 14 gare tra campionato ed Europa) reso ancora più improbo dall' assenza forzata di Christian Eyenga. L'ala congolese dovrà infatti scontare il turno di squalifica rimediato a Trento per la reazione nei confronti degli arbitri dopo l'espulsione per doppio fallo antisportivo in 54 secondi (per l'atleta del 1989 è stato il secondo stop in due settimane dopo la commutazione automatica in multa della squalifica rimediata contro Cantù). Quale impronta saprà dare "Artiglio" in soli 4 giorni di lavoro dopo l'insediamento avvenuto il 23 dicembre? La curiosità è grande per scoprire la reazione della squadra al cambio di allenatore: l'auspicio dell'ambiente è che il classico "effetto-scossa" possa dare gli stimoli giusti ad una Openjobmetis chiamata a giocare una partita diametralmente opposta a quella senza nerbo di Trento nel match più sentito dal main sponsor Rosario Rasizza. Rispetto all'ultima uscita biancorossa con Paolo Moretti in panchina, Varese recupererà Giancarlo Ferrero, che in assenza di Eyenga tornerà utile per allungare le rotazioni nello spot di ala piccola. Ma sembra scontato che Caja farà largo uso dell'assetto con tre guardie, utilizzando al posto del congolese l'ultimo arrivato Dominique Johnson (al debutto casalingo in campionato dopo le prove generali al PalA2A contro Klaipeda). Sul piano tattico i 3 piccoli e l'uso della zona - arma quasi obbligata per non subire dinamismo e atipicità dell'Umana - sono armi già utilizzate da Moretti nell'ultima fase della sua avventura a Varese. Ma il nuovo coach punterà molto sull'aspetto mentale e motivazionale per una svolta immediata nel ciclo di impegni ravvicinati - 4 in 10 giorni fino all'ultima di andata del 7 gennaio con Torino - fissati sul calendario di Cavaliero e compagni. La Reyer sarà senza l'emergente Tonut, allievo prediletto di Caja nell'ultima versione della Nazionale Sperimentale, ma la profondità del roster a disposizione di Walter De Raffaele è davvero notevole e le armi offensive degli orogranata - in particolare l'energia perimetrale di Haynes e McGee e le qualità frontali del pungente Peric - restano comunque temibili. All'Openjobmetis servirà una prestazione perfetta sul piano dell'impegno e della concentrazione, ma se Attilio Caja avrà saputo trasmettere alla squadra quel mix di grinta e meticolosità profuse sul parquet del PalA2A nei primi 4 giorni di lavoro con la squadra, allora non sarà una missione del tutto impossibile... Giuseppe Sciascia
  3. L'Openjobmetis ruzzola nel modo peggiore sul primo gradino dell'auspicata scalata alla Coppa Italia. La truppa di Moretti fallisce malamente il test verità sul campo di Trento, schiantata dalla voglia di riscatto di una Dolomiti Energia che rompe un digiuno casalingo di quasi 2 mesi "sbranando" la tenerissima Varese con una partenza travolgente. La formazione di Busca-glia aggredisce ogni pallone vagante e manda in tilt i meccanismi ospiti con una difesa ruvida che costa 11 palle perse nel solo primo quarto (saranno 23 alla fine) alla svaporata manovra di Cavaliero e soci. Il travolgente parziale di 23-4 a suon di contropiede e rimbalzi d'attacco che fa decollare l'Aquila sul 28-13 spacca il match già dopo 12' ; e la partita della svolta dopo l'aggiunta di Dominique Johnson ribadisce invece i mali profondi di una Openjobmetis che nel giro di 4 giorni ripone nel cassetto il secondo obiettivo stagionale dopo i playoff di Champions. Il fuciliere ex Alba Berlino conferma le sue qualità balistiche, ma un finalizzatore non modifica - anzi per certi versi acuisce - la strutturalità dei problemi tecnici della squadra di Moretti, di nuovo costretta a "tirare il collo" a Maynor come unico creatore di gioco. La pesante sconfitta di Trento nasce prima di tutto a livello mentale: l'approccio molle e leggero è stato un errore imperdonabile contro un'avversaria affamata e senza stelle come la Dolomiti Energia, che grazie alla partenza a razzo ha preso fiducia trovando canestri impossibili da Flaccadori (8 in fila per il 46-31 del 19' dopo che Varese aveva ricucito sul 36-28 del 17'). Così l'OJM, che riaccendendo la luce sull'asse Maynor-Anosike e trovando qualche dardo di Johnson si era avvicinata sul 63-55 del 30', è stata più volte punita sui cambi difensivi anche a metà campo, finendo travolta dall'uragano Lighty (ripresa da 21 punti e 3/3 da 3) per l'81-61 del 38'. Solite criticità della Varese formato esportazione, acuite dall'aver totalmente rinnegato l'anima italiana (11' totali "tricolori" pur contando l'indisponibilità di Campani e Ferrero) utile lo scorso anno per superare i momenti più critici, che alimentano un senso di frustrazione e scoramento. E mentre i tifosi al seguito (un centinaio tra Arditi, "Il Basket Siamo Noi" e il settore giovanile) si rifugiano nell'ironia amara («Ce ne andiamo a Chalon» e «Tutti all'Hollywood» i cori a fine gara), sembra evidente la necessità di una svolta per uscire da un trend negativo che costringe Varese a pensare alla salvezza e non certo ai playoff, ultimo possibile obiettivo residuo dopo i primi due fallmenti per Coppa Italia e Champions League. La società ha ribadito anche dopo ieri sera che Paolo Moretti non è in discussione; ma non intervenire in maniera decisa dopo l'inaccettabile prova senza nerbo di ieri sarebbe la peggior "non-scelta" possibile, lasciando sulla graticola il coach toscano fino a quando (ultima chance il 27 dicembre con Venezia?) non ci saranno alternative al cambio di rotta. Se si crede ancora in Moretti, lo si supporti e lo si aiuti ora nel cercare le strade - e non sul mercato - per invertire la rotta. Altrimenti è meglio staccare subito la spina: al di là del discorso economico, se si trattasse di accanimento terapeutico, c'è rischio di estremizzare i problemi sul piano mentale in un gruppo che ha manifestato segnali di nervosismo e assuefazione alla sconfitta. D'altra parte il bilancio è in profondo rosso (7 vittorie in 23 gare tra campionato e coppa), e il conto degli ultimi due mesi aumenta a 14 stop in 17 gare... Giuseppe Sciascia
  4. L’Openjobmetis chiede strada a Trento per agganciare l’ultimo treno per la Coppa Italia. La truppa di Paolo Moretti proverà oggi (ore 18.15; diretta tv su Telesettelaghi) a dar seguito all’impresa contro Reggio Emilia sul campo della “compagna di crisi” Dolomiti Energia (una sola vittoria nelle ultime 7 gare rispetto alle 2 ottenute dai biancorossi). Varese sfoggerà per la prima volta in campionato il rinforzo di lusso Dominique Johnson, scelto per risolvere i problemi di produttività offensiva che troppe volte hanno frenato Cavaliero e soci. Al bomber ex Alba Berlino si chiederà un impatto da protagonista per guarire i tremori esterni (finora solo 2 vittorie - Lisbona e Pesaro - su 10 viaggi) in un match spartiacque per le prospettive di classifica e il morale dell’ambiente. Espugnare il PalaTrento rimetterebbe l’Openjobmetis in corsa per l’obiettivo Final Eight, visto un finale di andata potenzialmente in discesa (Venezia e Torino in casa, in mezzo la trasferta sul campo del fanalino di coda Cremona), soprattutto se l’innesto del nuovo straniero garantirà alla formazione di Moretti l’auspicato cambio di marcia. Ma una sconfitta all’esordio dell’esterno statunitense individuato come uomo della svolta da società e staff tecnico farebbe svanire definitivamente il secondo obiettivo stagionale delle Final Eight, dopo aver virtualmente detto addio alle velleità di playoff in Champions League. Il coach toscano ha recisamente negato volontà rinunciatarie nelle rotazioni del secondo tempo contro Klaipeda; resta però il malcontento diffuso tra i tifosi - illustri e semplici - per una gestione delle risorse tecniche interpretata in chiave conservativa in vista dell’importanza della posta in palio a Trento; e solamente una vittoria odierna archivierebbe definitivamente il caso. Di certo l’occasione sembra ghiotta per una Openjobmetis rinfrancata dalla spinta della vittoria contro Reggio Emilia e con un fuciliere come Johnson in più. Soprattutto alla luce del momento difficile vissuto da Trento, che sta arrancando dopo una partenza sparata (3 vittorie nelle prime 4 gare, compreso un colpaccio a Venezia) con un digiuno casalingo che dura dal 23 ottobre. Attenzione sul perimetro al solido play Craft, che assieme alla bandiera Forray proverà a spegnere la luce di Maynor, all’esplosiva ala Lighty e all’emergente guardia Flaccadori, varesino mancato nel 2014 per un pugno di euro. Ma Trento, penultima in A per punti segnati e percentuali dall’arco, non avrà neppure l’ex biancorosso Jefferson sotto le plance, pur contando su due alternative dinamiche come Hogue e Baldi Rossi. Qualche problema anche per Varese, alle prese con gli acciacchi di Bulleri e Ferrero (ieri mattina a riposo, oggi a referto ma difficilmente in campo); ma se l’OJM vuole rilanciarsi verso la metà alta della classifica, il match odierno dovrà essere il primo gradino da percorrere nella scalata verso Coppa Italia e playoff. Giuseppe Sciascia
  5. L'Openjobmetis schianta la seconda forza Reggio Emilia e si riconcilia con il pubblico del PalA2A. La miglior Varese dell'anno sfoga tutta la sua voglia di riscatto dopo il tonfo nel derby contro Cantù, facendo valere la legge di una difesa granitica per 40' filati per infliggere il terzo stop stagionale ad una Grissin Bon presto orfana di Gentile (brutto infortunio alla caviglia sinistra, si teme una frattura). Così la truppa di Paolo Moretti interrompe un digiuno lunghissimo (ultimo hurrà in campionato a Masnago datato 23 ottobre) e intasca due punti ghiotti per classifica e morale senza neppure dover "scomodare" il rinforzo di lusso Dominique Johnson, che stasera tornerà da Francoforte col visto necessario per farlo debuttare domenica prossima a Trento. La vittoria che serviva per scacciare gli spettri che aleggiavano anche sul coach arriva nel modo richiesto dallo stesso Moretti alla squadra: il larghissimo uso della zona 2-3 con mille adeguamenti e tanta aggressività sul perimetro toglie sistematicamente la luce del canestro ai fucilieri ospiti (25% da 3) e sporca le trame dei giochi a due. Così Reggio Emilia gira stabilmente sotto le medie abituali (84,9 col 58% da 2 prima del match di Masnago, chiuso a quota 71 col 41% da 2), e dall'alternanza tra l'arrocco ed una difesa individuale robusta a protezione del ferro, l'Openjobmetis trova sicurezze per spingere anche in campo aperto. E a differenza di tante partite all'insegna di mille affanni nel "pitturato", l'attacco di Varese muove bene palla e uomini per costruire un sostanzioso 59% da 2 e fatturare 42 punti in area. Alla fine sono sei i giocatori in doppia cifra per la formazione biancorossa, guidati da un Maynor sempre più tonico attorno al quale però trovano spazi efficaci anche Anosike, Kangur e un chirurgico Bulleri. Dunque il messaggio è forte e chiaro: la nuova proposta tattica per nascondere i problemi difensivi in alcune situazioni particolari è piaciuta molto alla squadra, che l'ha applicata con un'energia e una determinazione in grado di farle cambiare completamente volto rispetto ai 92 punti concessi 8 giorni fa contro Cantù. Vittoria meritata che dimostra il ritrovato feeling tra squadra e coach e la solidità del gruppo che ora aspetta l'aggiunta sul perimetro (ieri Johnson rimasto in panchina per 40' e ormai ai margini del roster). L'Openojobmetis ha preso in mano il pallino del gioco a metà del secondo quarto (34-26 al 16' ) e non lo ha più lasciato fino al termine, anche se - complice qualche licenza di troppo nella gestione del pallone, vedi le 22 perse di cui 17 nella ripresa - anche stavolta c'è stato da faticare fino in fondo. Per tre volte nel terzo quarto Varese ha allungato a più 9, senza però riuscire a chiudere i conti a causa dei contropiedi "regalati" a suon di palle perse. Provvidenziali tre triple allo scadere dei 24 secondi di Bulleri, Avramovic e Maynor per tenere sempre a distanza una Grissin Bon presto orfana per falli del totem Cervi e costretta a pagare dazio a rimbalzo (42-26 totale) nella scelta di giocare con quintetti senza centri puri per provare a scardinare la zona varesina. Il quarto periodo da protagonista di Kangur (8 punti nei 6' finali) ha messo al sicuro il vantaggio varesino (71-60 al 37'). Mercoledì l'Openjobmetis cercherà conferme contro Klaipeda, poi via all'era Dominique Johnson confidando che la vittoria della svolta possa anticipare l'impatto positivo dell'uomo della svolta. Giuseppe Sciascia
  6. L'Openjobmetis cerca l'impresa scacciacrisi contro la seconda della classe Reggio Emilia. Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 20.45; diretta tv su RaiSport 1) la truppa di Paolo Moretti proverà a invertire il trend negativo degli ultimi 45 giorni -11 sconfitte in 13 gare tra campionato e Champions League - ospitando la quotata Grissin Bon. Compito improbo per una squadra in piena crisi tecnica e mentale, a digiuno dal lontano 23 ottobre a Masnago e scivolata in fondo alla classifica anche in Italia, dove ha vinto soltanto una delle ultime sei gare. È credibile sperare che la Varese trafitta in casa da Cantù e arresasi senza condizioni a Lione possa trovare in quattro giorni la forza di reagire battendo una big come il team di Menetti? Di certo un'eventuale vittoria potrebbe modificare significativamente il corso accidentato della stagione biancorossa, in attesa che l'innesto di Dominique Johnson sul telaio della compagine di Moretti renda meno problematici gli incastri tecnici offensivi. Ma fino a domenica prossima il coach toscano dovrà fare il fuoco con la legna che si è scelto in estate, compreso quel Melvin Johnson che alla prova dei fatti non ha demeritato più di altri, finendo però stritolato dagli ingranaggi di una squadra che non gira e che ha bisogno di un giocatore dal fatturato offensivo garantito per doti balistiche e personalità come negli auspici di tutti sarà l'ex Alba Berlino. Però i capricci della burocrazia hanno impedito al rinforzo di lusso scelto da società e staff tecnico di rendersi utile alla causa nelle due delicate sfide casalinghe contro Reggio Emilia e Klaipeda. E allora servirà fare nuovamente appello a fattori extratecnici e toccare le corde giuste a livello mentale per stimolare un gruppo che a Villeurbanne ha evidenziato pericolosi sintomi di accettazione della sconfitta per accumulo. Per questo Paolo Moretti ha sottolineato l'importanza dell'approccio difensivo - decisivo contro il secondo attacco del campionato a 84.7 punti di media - per giocare una partita agonisticamente vibrante che metta in partita il pubblico di Masnago. Che, dopo lo scioccante stop nel derby, si aspetta quantomeno un'Openjombetis gagliarda e combattiva in una partita sulla carta a pronostico avverso: solamente se Cavaliero e compagni inizieranno col piglio giusto avranno certamente il PalA2A dalla loro parte. Nel caso di un'altra gara inespressiva come quella di martedì in Francia potrebbe invece riaffiorare la contestazione già manifestatasi nel dopo-partita contro Cantù. Di fronte, comunque, ci sarà un'avversaria di alto livello: nonostante gli scivoloni di Caserta e Brescia, la Grissin Bon ha espresso un'invidiabile continuità di rendimento sulla spinta dei due fucilieri Aradori e Della Valle (rispettivamente settimo e decimo marcatore della serie A). E con i due ex "Indimenticabili" De Nicolao e Polonara, il miglioratissimo Cervi e Stefano Gentile ha il miglior parco italiani del campionato, integrato da un play di spinta come Needham e due lunghi atipici come James e Lesic. Per battere Reggio Emilia servirà una partita perfetta e se Masnago sarà ancora terra di conquista per la settima volta su undici gare stagionali, non sarà facile tenere la barra dritta per un'altra settimana in attesa dell'esordio di Dominique Johnson... Giuseppe Sciascia
  7. L’Openjobmetis non sa più vincere al PalA2A. Il derby della svolta finisce nelle mani di Cantù, che interrompe una serie di 5 sconfitte in fila e trascina la formazione di Paolo Moretti in piena bagarre salvezza (stasera i biancorossi avranno una sola squadra alle spalle vista la sfida sul fondo tra Cremona e Pesaro). Terzo stop casalingo consecutivo per una Varese che regala inspiegabilmente 20’ abbondanti ad una Red October tonificata dal cambio di allenatore. Un mix disastroso di ritardi difensivi sui cambi costanti puniti dal pick&roll insistito sull’asse Waters (determinante unendo 11 assist ai 25 punti)-Johnson, ed attacco incapace di trovare alternative al solo Maynor, protagonista di un notevole “one- man-show” supportato solo a tratti da Avramovic nella serata più nera di un inguardabile Eyenga. Così Varese concede di tutto e di più ai brianzoli, che macinano contropiede e triple in serie per tutto il primo tempo (38-58 con un clamoroso 59% al tiro), sprofondando fino al meno 25 del 22’ prima di una reazione guidata da Maynor (già a quota 28 all’ultimo intervallo) e supportata da Avramovic e Bulleri. L’Openjobmetis cancella il gap con un terzo quarto furente (parziale di 31-8 per il 69-71 del 30’), ma nell’ultimo quarto - complice il calo di Eric - emergono i soliti balbettii a difesa schierata (5/19 dal campo nei 10’ finali e 42% complessivo contro il 50% di Cantù), e l’asse Waters-Johnson piazza l’affondo decisivo (76-83 al 37’). Una gara dai due volti nella quale la truppa di Moretti ha pagato un atteggiamento mentale totalmente inadeguato alla luce dell’importanza della posta in palio. E questo al di là dei problemi tecnici conclamati e ripetuti, vedi l’asfissia progressiva dell’attacco a metà campo - già fatale nelle precedenti 4 sconfitte casalinghe prima dell’acuto anti-Oldenburg - e l’irresolubilità del problema difensivo di limitare i penetratori avversari con l’asse Maynor-Anosike che non può funzionare e Cavaliero troppo spesso “messo alla gogna” nel chiedergli sforzi superiori alle sue forze. Una battuta d’arresto indigesta per le ricadute sulla classifica, ma soprattutto sul morale dell’ambiente. Una contestazione dai toni non arroventati all’uscita dal campo - ma alla fine gli Arditi “piantonano” l’uscita degli spogliatoi e i giocatori se ne vanno tra gli insulti - che rappresenta però lo specchio di una situazione davvero critica e preoccupante. Se dopo aver perso in casa contro la pericolante Brescia, Varese si arrende anche contro una Red October ridotta all’osso in termini di rotazioni (sette uomini compreso l’acciaccato Callahan, in arrivo il lungo nigeriano Ofoegbu dal Balikesir), la classifica inizia a far paura alla vigilia del trittico Reggio Emilia-Trento-Venezia di fine 2016. Basterà il cambio annunciato sul perimetro con Melvin Johnson ormai ai saluti e Dominque Johnson sull’uscio (previo accordo definitivo con l’Alba Berlino, che intanto ha ingaggiato Carl English e sta trattano la transazione col tiratore del 1987?). Oppure la società, dopo una sconfitta dolorosissima proprio perché inattesa nella forma e nella sostanza, è pronta a valutare decisioni forti, mettendo in discussione anche la guida tecnica di Paolo Moretti? Martedì si torna in campo a Villeurbanne ma oggi sarà una giornata caldissima su tutti i fronti: serve una presa di posizione forte: o rafforzando un coach che i tifosi (Curva Nord a parte) mettono in discussione, oppure far partire la svolta dalla panchina attraverso il “pronto soccorso” di Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  8. È il derby della svolta per una Openjobmetis chiamata a sfatare anche nel campionato di serie A il tabù del PalA2A. Stasera a Masnago (palla a due alle ore 20.30; diretta tv su Milanow) la compagine di Paolo Moretti ospiterà la storica rivale Cantù nell'edizione numero 136 della sfida più sentita tra le regine della provincia lombarda. Sarà una versione ridotta sia dentro che fuori del campo, tra la precaria situazione di classifica di entrambe le protagoniste e il divieto di trasferta per i tifosi ospiti - con i biglietti venduti solamente ai residenti in provincia di Varese - a rendere meno stimolante il colpo d'occhio in tribuna. D'altro canto, la posta in palio ha un valore molto più elevato dei semplici due punti: per Cavaliero e compagni è un crocevia fondamentale che, a seconda dell'esito del match, darà una direzione totalmente diversa alla stagione. Il valore particolare del derby, alla luce della storica rivalità con i "cugini" brianzoli, rende oltremodo significativo il risultato di una sfida che arriva in un momento clou per entrambe. L'Openjobmetis ha assoluto bisogno di punti per "dar da mangiare" ad una classifica asfittica, ma soprattutto ha necessità di confermare gli spunti positivi intravisti mercoledì contro l'Oldenburg. Battere la Red October sarebbe il modo migliore per spazzare il cielo dalle nubi del novembre nero e fare il pieno di fiducia per inaugurare un mese ricchissimo di insidie (Reggio Emilia, Klaipeda e Venezia in casa; Villeurbanne, Trento e Salonicco in trasferta). Al contrario, un'eventuale sconfitta farebbe deflagrare una crisi in grado di mettere in discussione tutto e tutti, allenatore compreso. Alla luce dei riscontri opposti delle ultime gare, però, Varese sembra partire con i favori del pronostico: la vittoria contro i tedeschi in Champions League ha rigenerato l'ambiente biancorosso e il rientro di Melvin Johnson aumenterà le risorse a disposizione di coach Moretti. Al contrario, Cantù ha vissuto una settimana difficilissima, con la separazione - più o meno consensuale - da Rimas Kurtinaitis e la promozione di Kirill Bolshakov (allenatore a livello giovanile del patron Dmitry Gerasimenko e uomo di fiducia del magnate ucraino) per provare a dare una scossa dopo cinque sconfitte consecutive che l'hanno fatta scivolare all'ultimo posto, ben lontana dalle ambizioni playoff della nuova proprietà. La Red October si presenterà al Pa-1A2A con un ruolino di marcia tutt'altro che invidiabile: non ha mai vinto in trasferta e vanta la seconda peggior difesa del campionato (84.4 punti di media). Inoltre il roster è decisamente corto: sotto canestro c'è un elemento di assoluta qualità come Jajuan Johnson (tre anni fa a Pistoia con coach Moretti), ma dopo la partenza del pivot titolare Lawal al suo fianco ci sarà il solo Craig Callahan (biancorosso nel 2014/15). Anche se il nuovo coach Bolshakov potrà schierare come "4 tattico" il veterano Darden, inseguito a lungo da Varese in estate prima di puntare sul cavallo di ritorno Eyenga. Ma il duello chiave sarà quello di centrocampo, dove la coppia Waters-Pilepic non dà grandi garanzie ai brianzoli, e Moretti attende ulteriori conferme da Eric Maynor, che senza più l'ombra del taglio pare aver ritrovato la fiducia necessaria per guidare con sufficiente affidabilità l'attacco biancorosso. Però il derby della svolta si vince soprattutto sul piano dell'atteggiamento: servirà ripetere la prova difensiva di mercoledì per evitare la reazione di una Red October ferita e tenere il piede affondato sull'acceleratore per regalare al PalA2A la vittoria più attesa dopo oltre 40 giorni di digiuno in campionato. Giuseppe Sciascia
  9. L'Openjobmetis non inverte la rotta a Capo d'Orlando. La compagine di Paolo Moretti incassa la nona sconfitta nelle ultime 10 gare sul campo della rivelazione Betaland: la reazione si vede sul piano del carattere e dell'atteggiamento, ma non su quello del gioco, con l'ormai consueta asfitticità offensiva che inchioda Varese al penultimo posto di una classifica cortissima. I prealpini pagano il gelido 6/24 dall'arco in una partita nella quale hanno provato a costruire gioco con lucidità, ma troppo spesso hanno sparato sul ferro il frutto di esecuzioni diligenti. Crisi di gioco o di fiducia per una squadra che rispetto ad altri naufragi esterni senza reazione ha quantomeno provato a lottare fino in fondo, senza però trovare la chiave di sblocco del suo attacco? Visto l'impasse balistico generale avrebbe fatto comodo Melvin Johnson, costretto a dare forfait in extremis a causa di un infortunio manifestatosi nella mattinata di ieri e che lo ha aggiunto alla lista infortunati a fianco di Campani. Nella serata in cui i biancorossi hanno "spremuto" 9 miseri punti con 2/15 totale dalla coppia Avramovic-Cavaliero, il rookie statunitense - pur se in discussione -poteva dare alla manovra la pericolosità perimetrale totalmente mancata all'appello. Evidente che il problema principale resta la mancanza di una "prima punta" che garantisca punti e personalità a metà campo: non bastano i segnali positivi trasmessi da un Maynor più efficace con meno palleggi (4/8 al tiro e 6 assist) per accendere la luce in un attacco more solito povero di alternative alle soluzioni in post basso o in penetrazione di Eyenga. Che però è stabilmente sfidato al tiro da fuori da ogni difesa d'Italia e d'Europa (0/4 a fronte del 7/9 da 2 e 5/6 ai liberi), e in una squadra dove i contropiedi si contano sulle dita di una mano non ha atout tecniche sufficienti per essere il "primo violino". La necessità di un correttivo per risolvere il primo e più evidente problema tecnico è acclarata ormai da qualche settimana, ma il mercato continua a "ristagnare" non per cattiva volontà del club - e nella settimana entrante coach Moretti dovrà continuare a fare il fuoco con la legna che ha. Restano gli spunti positivi sul piano della capacità di reazione di fronte ai soliti blackout legati a banali errori offensivi costati contropiedi sanguinosi al cospetto di una Betaland che ha avuto protagonisti a sorpresa come Iannuzzi ed Archie nella serata in cui i cambi difensivi hanno tolto la luce del canestro al temuto Fitipaldo e i padroni di casa hanno perso dopo 6' il pivot titolare Delas per un problema muscolare. Ma alla lunga è stato quasi un vantaggio: Varese non ha più servito Anosike dopo una partenza esaltante, al contrario Capo d'Orlando ha fatto la partita con un ottimo Iannuzzi (artefice del 36-27 del 15 ') e l'atipico Archie (15 punti nella ripresa) da "finto pivot" per il 59-47 del 28'. Mentre gli ospiti non hanno mai capitalizzato il vantaggio fisico, subendo al contrario a rimbalzo (32-41). Ed anzi la rimonta finale è arrivata quando Moretti ha giocato la carta dei 4 o 5 piccoli, ricucendo sul 62-56 del 36': ma quando il ferro ha respinto o addirittura sputato le triple della speranza (due volte errore per il possibile meno 3), Capo d'Orlando ha chiuso i conti con Tepic. Oggi si torna in palestra per preparare gli assalti ad Oldenburg e Cantù: serve dare corpo alla reazione d'orgoglio del PalaFantozzi, spezzando il cerchio della negatività in attesa di buone notizie dal mercato. Ma senza una vittoria scaccia-crisi, spezzare il circolo vizioso della negatività è davvero impresa improba... Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis va in cerca della svolta sul parquet di Capo d'Orlando. Stasera alle 17.15 (diretta TV su Telesettelaghi) la compagine di Paolo Moretti sarà ospite della rivelazione Betaland in un match dai risvolti delicati vista la perdurante crisi (8 sconfitte nelle ultime 9 partite, 3 delle ultime 4 in campionato) delle ultime 4 settimane. Varese chiede nuovamente risposte alle attuali risorse interne in attesa di concretizzare la svolta sul fronte mercato: l'operazione Dominique Johnson passa ancora attraverso un accordo a tre che per favorire il suo approdo in maglia biancorossa dovrà comprendere anche il suo attuale club Alba Berlino. Ma al PalaFantozzi andrà in campo la stessa squadra sconfitta in casa da Brescia e crollata nuovamente sotto il peso dei suoi limiti tecnici e mentali ad Usak, nella versione attuale senza l'infortunato Campani e col solo Kangur (comunque recuperato dopo il lieve problema alla schiena di martedì) nello spot di ala forte. Come trovare le chiavi di innesco per una Openjobmetis che nelle ultime uscite ha messo in scena sempre il medesimo copione, mostrando però una versione sempre più sfocata di sé stessa con l'incedere delle sconfitte? Moretti ha puntato sul tasto dell'orgoglio e della mentalità per provare a scuotere un gruppo parso in difficoltà anche sul piano psicologico: dalla trasferta siciliana ci si aspettano prima di tutto risposte caratteriali per rigenerare la squadra in vista delle importantissime sfide casalinghe contro Oldenburg e Cantù. Qualunque sia l'esito del rush finale nell'operazione Dominique Johnson, l'aiuto esterno attraverso il mercato non basterà da solo a riaccendere il motore "grippato" dell'Openjobmetis. Serve uno sforzo congiunto tra staff tecnico, squadra, ambiente e società per trovare le risorse necessarie ad uscire dalla crisi; sotto questo profilo la sfida contro un'avversaria annunciata in salute tecnica e psicologica come la Betaland è significativo per capire se il gruppo possiede ancora sufficiente forza mentale per replicare la convincente prova di due settimane fa a Pesaro. La formazione di Gennaro Di Carlo è un "case history" di successo nel far fruttare risorse economiche limitate attraverso uno scouting "alternativo" all'americanologia dilagante. Con due soli extracomunitari rodati (il veterano Diener e il cavallo di ritorno Archie) e un mix intrigante di scoperte (su tutti il talentuoso play italo-uruguagio Fitipaldo e il centro Iannuzzi, pescato in A2 a Omegna) e giocatori da rilanciare come il serbo Tepic e il croato Delas, la Betaland ha costruito un sistema dall'identità forte che punta sulla tecnica e sulla conoscenza del gioco a scapito dell'atletismo. La versione attuale dell'Openjobmetis potrebbe accoppiarsi bene contro un'avversaria senza incursori esplosivi né stopper "iperaggressivi" sul perimetro. D'altro canto però il ricordo dell'amichevole precampionato del 22 settembre (vittoria 91-86 della Betaland con 13 triple messe a segno) è ben chiaro nella testa di Paolo Moretti, che ha spiegato chiaramente ai suoi la necessità giocare una partita di grande accortezza sui due lati del campo. Capo d'Orlando è una squadra votata alla circolazione di palla e all'attacco corale che si esalta soprattutto in casa: al PalaFantozzi è uscita indenne solo Milano. Per sognare l'impresa servirà la Varese fluida e concentrata di Pesaro, altrimenti il rischio concreto è quello di un altro naufragio... Giuseppe Sciascia
  11. L'Openjobmetis sprofonda nella spirale di una crisi sempre più nera. Il match del riscatto contro Brescia manda in onda un "remake" dello psicodramma di mercoledì contro il Rosa Radom: Varese si avvita senza costrutto sui limiti del suo attacco senza idee né ritmo, e complice il terribile 0/13 da 3 dei secondi 20' incassa la seconda sconfitta interna consecutiva e la settima nelle ultime 8 gare. Effimero l'ottimo abbrivio iniziale firmato dalle triple di Johnson (24-12 al 10') nell'unica fase in cui la squadra di Moretti riesce a spingere sulT acceleratore: Brescia lima subito il gap con il quintetto dinamico che esalta la duttilità di Burns (37-38 al 18'). E come già accaduto contro i polacchi, quando il ritmo cala Varese "batte in testa", tradita da un Maynor totalmente fuori fase nella scelta dei ritmi con la zona 2-3 proposta a lungo da Diana che "ingessa" di nuovo l'attacco varesino (34% dal campo e 16 perse). E la lunga serie di possessi improduttivi nel quarto periodo (solo 3 punti segnati in 6') favorisce il sorpasso decisivo degli ospiti, con Landry e Moss a timbrare le triple partita (66-71 al 39'). Così l'Openjobmetis esce tra i fischi di un PalA2A quasi attonito per l'ennesimo finale a fari spenti; e c'è qualche fischio anche per coach Moretti quando Bulleri (diligente nel guidare la squadra nel minibreak dal 53-57 del 28' al 63-59 del 32') rientra solo a 30" dal termine. Che tra le soluzioni immediate necessarie per invertire un trend allarmante finisca in discussione anche la figura centrale del progetto tecnico nonché principale artefice delle scelte di mercato? Evidente che i cambi a raffica con assetti e uomini ruotati senza soluzione di continuità servano per tenere sempre l'intensità di una difesa inappuntabile per almeno 35', ma contribuiscano alla "rottura prolungata" dehllattacco. Ma l'allenatore, più colpevole in fase di assortimento del roster che dell'attuale situazione di "non-gioco" legata alle scelte sbagliate più che alla gestione del personale tecnico, non pare in cima alla lista dei problemi da risolvere. Toccherà alla società trovare in fretta il correttivo di mercato necessario per sbloccare l'impasse tecnico e psicologico. Il CdA di venerdì ha dato il via libera all'extrabudget: l'urgenza di un intervento per un Maynor ormai indifendibile è estrema, d'altra parte però il mercato offre pochissime soluzioni adatte alla bisogna (Boatright lo sarebbe stato, ma aveva già firmato giovedì notte col Cedevita Zagabria, che è arrivato a 30mila dollari al mese) a dispetto del discreto "gruzzolo" in mano. Senza rinforzo è allarme rosso, ma se si sbaglia anche il correttivo (sperando che basti un solo cambio...) si rischia di sprofondare... Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis va in cerca di continuità in campionato per cancellare le delusioni europee. Stasera al PalA2A (palla a due alle 20.30) la truppa di Paolo Moretti ospita la matricola Germani Brescia. Nel primo degli anticipi per agevolare le trasferte europee del martedì - con tanto di ringraziamenti pubblici del coach toscano a Brescia che ha accettato di giocare al sabato sera, dopo il "cortocircuito" del mese scorso con Brindisi e Pistoia - Varese è attesa da un test molto delicato, soprattutto in caso di sconfitta che potrebbe far soffiare venti di crisi in grado di mettere in discussione tutto e tutti. Partita da vincere a tutti i costi per la classifica ed il morale, alla luce della necessità di tenere la rotta per gli obiettivi Final Eight e playoff dopo che il sogno del passaggio del turno in Champions League è stato quasi definitivamente compromesso. In Italia, dove il livello è più basso - soprattutto per quanto riguarda fisicità ed organizzazione - Varese nasconde con più facilità i suoi problemi di messa a punto palesati a ripetizione a livello internazionale (69.3 punti contro i 79.3 del campionato, e i biancorossi sono quarantesimi su 40 partecipanti negli assist totali). Per questo la sfida contro la Leonessa, gruppo di veterani con qualità offensive importanti ma un tasso atletico relativo e una propensione difensiva limitata (penultimi in serie A a 84.7 punti subiti), sembra calzare a pennello alle attuali necessità dell'Openjobmetis. Vincere stasera servirebbe a restare agganciati alla metà alta della classifica alla vigilia di altre due sfide non impossibili (domenica trasferta a Capo d'Orlando, poi il derby con Cantù). Ma soprattutto a recuperare autostima e fiducia da parte dell'ambiente, dopo che al termine della gara di mercoledì contro il Rosa Radom la qualità davvero modesta della prestazione - pur a dispetto dell'impegno che è stato inappuntabile - ha suscitato qualche mugugno sulle tribune. «Contro i polacchi abbiamo difeso bene per 40 minuti, ma attaccato bene solo per metà gara: questa volta dovremo restare concentrati per l'intero arco della partita, prestando particolare attenzione alle trappole di una squadra che ha tanti giocatori in grado di rendersi pericolosi»: così Paolo Moretti inquadra il match contro la Germani, rilanciata dal raid di domenica scorsa a Brindisi dopo un avvio di stagione sofferto. La matricola guidata da Andrea Diana ha puntato principalmente sull'esperienza, confermando il veterano David Moss (inseguito da Varese prima che la promozione sul campo con Brescia lo inducesse ad accettare il rinnovo del contratto) e affiancandolo con elementi rodati come l'ex azzurro Luca Vitali in regia, la talentuosa ala Landry (secondo marcatore della serie A a 18.6 punti) e l'ultimo arrivato Christian Burns, che ha aggiunto pericolosità interna al gruppo; da tenere d'occhio anche l'esplosiva guardia rookie Lee Moore (17.0 punti col 48% da 3), che garantisce vitalità ed energia sul perimetro. Per Varese resta il il dubbio Campani, anche ieri ai box per i problemi al ginocchio la cui prognosi sarà stabilita la prossima settimana: il giocatore ha dato disponibilità a scendere comunque in campo, sul suo utilizzo si deciderà in extremis dopo la rifinitura di stamattina. Giuseppe Sciascia
  13. L'Openjobmetis risorge all'Adriatic Arena. Bella reazione d'orgoglio per la squadra di Moretti che spazza via i venti di crisi delle cinque sconfitte consecutive e della conseguente spirale di tensione con una prova corale di grande spessore tecnico e mentale. Una vittoria del gruppo e dell'allenatore, che cancella l'immagine impiegatizia di Ventspils mettendo in campo con assoluta efficacia tutte le armi del sistema-Moretti. L'eroe di giornata è Aleksa Avramovic, adrenalina pura dalla panchina con le sue incursioni ficcanti e la capacità di mettere pressione sulla palla (21 punti in 21' corredati da 4 rimbalzi, 3 recuperi e 3 assist). E soprattutto le due triple-partita (la prima da 9 metri, la seconda su assist di un sostanziosissimo Evenga) che firmano il primo hurrà esterno stagionale in grado di invertire il trend dei ceffoni lontano da Masnago. Ma la prova di valore assoluto della guardia serba è la punta dell'iceberg di un collettivo mai così oliato nelle scelte di gioco e di tiro tra piccoli e lunghi (bene il "centro a tre teste" Campani-Pelle-Anosike, quest'ultimo rientrato con 21' sostanziosi dopo l'allarme schiena di sabato mattina). Che cosa è cambiato in soli 4 giorni rispetto alla pessima prova in Lettonia? Varese rompe finalmente le pastoie di un attacco non più incollato alle mani di Maynor, e gioca una gara molto lucida per fluidità e scelte di tiro (60% da 2 e 42% da 3 ) tornando a muovere la palla nel modo più efficace per esaltare la coralità del suo attacco. La miglior Varese della stagione sul piano della fluidità del gioco sfrutta appieno tutte le frecce al suo arco, spremendo 50 punti dalla pachina (Avramovic a parte, ottimo pure l'apporto di Campani che produce 10 punti in 15') nelle gerarchie in fase di aggiustamento in corsa. Un caso che la brillante prova offensiva dell'Adriatic Arena coincida con una serata da comprimario del play ex Oklahoma City, stabilmente affiancato da un costruttore di gioco (Avramovic o Cavaliero) e molto meno isolato con la palla in mano? Sicuramente no. E il match di Pesaro - nel quale Eric è parso nuovamente in grande affanno in difesa - potrebbe confermare l'ipotesi di un intervento in regia (possibile interesse di Cremona in caso di divorzio? Al momento però non risultano contatti né nomi caldi di sostituti). Di certo Varese ha cercato - e trovato - soluzioni alternative a quello che doveva essere l'uomo capace di innescare il suo attacco. E lo ha fatto anche chiedendo 10' di esperienza e sacrificio a Massimo BulIeri che, dopo un nuovo avvio a fari spenti (6 punti e 6 perse in 7'...), si mette al servizio della squadra indicando ai compagni la strada da seguire per uscire dalla crisi di gioco e risultati e dare un segnale forte a supporto di Paolo Moretti. Che nelle pieghe delle rotazioni da 10-uomini-10 trova spesso l'assetto o l'accorgimento giusto nel momento giusto, compreso il finale con Pelle a presidiare l'area ed Eyenga "cavalcato" negli 1 contro 1 frontali o spalle a canestro per colpire in lunetta o aprire spazi peri compagni. Certo, non sono mancate le emozioni forti, con Pesaro che ha cancellato due affondi sostanziosi (dal 23-38 del 18'al 42-42 del 23' e dal 56-68 del 33' al 70-71 del 36') punendo qualche incertezza - più difensiva che offensiva - di una squadra che ha però dimostrato compattezza e durezza mentale nei momenti più delicati. Dunque, crisi tecnica e mentale superata e caso Anosike risolto? Ovviamente servono conferme, a partire dalle prossime due gare casalinghe contro Rosa Radom e Brescia. Però dall'Adriatic Arena torna una OJM più unita e non più legata a filo doppio alle lune di Maynor. Viste le plumbee premesse prepartita, meglio di così non poteva andare. Giuseppe Sciascia
  14. Paolo Moretti rinnova la sua fiducia all'Openjobmetis da lui disegnata in estate, pur riservandosi ulteriori valutazioni alla luce di riscontri del campo diversi dalle aspettative di una reazione d'orgoglio dopo le ultime 5 sconfìtte in fila. Alla vigilia della trasferta di Pesaro il coach dell'Openjobmetis risponde così a chi domanda se ha ancora fiducia nel gruppo: «Da parte mia la fiducia è totale, però ogni giorno e partita dopo partita è necessario fare valutazioni, sia da parte di chi sta sopra di me che dei giocatori alle mie dipendenze. Personalmente rivendico ogni scelta compiuta, col diritto e il dovere di essere responsabile di ogni cosa, partendo da come la squadra sta in campo. Questo vale a maggior ragione in una piazza come Varese e in un club che a me ed ai giocatori non fa mancare nulla per potersi esprimere al meglio». Evidente che i risultati del campo facciano sorgere perplessità che potrebbero portare Moretti a rivedere alcune scelte, senza però rinnegarne la paternità: «I dubbi e le perplessità sono legittimi dopo le ultime prestazioni e non solo: già dopo Brindisi avevo detto che non ero soddisfatto della prestazione della squadra; resto però fiducioso sulla qualità del nostro lavoro e sulla capacità dei ragazzi di uscire dalla situazione negativa. Ma rivendico ogni scelta compiuta: se e quando sarà il momento di riconoscere che sono stati commessi errori me ne assumerò le responsabilità. La partita dovrebbe essere l'esame del miglioramento sviluppato in allenamento: nelle ultime 2-3 settimane difficilmente abbiamo potuto farlo, però nonostante le difficoltà del recupero limitato tra una partita e l'altra ci sono sempre esami per tutti, a partire da me. Bisogna dare risposte sul campo: se non le dai o sono sbagliate è giusto che tutti si sentano sotto esame». Il tecnico toscano passa poi all'analisi delle motivazioni che hanno causato gli ultimi tre tonfi pesanti lontano dal PalA2A: «Queste situazioni si sono presentati nelle ultime tre trasferte e vanno esaminate in maniera molto più approfondita del solo aspetto psicologico: ricordo al contrario come esempio positivi le due partite tiratissime contro il Benfica, le reazioni d'orgoglio a Milano e Sassari e le rimonte contro Brindisi e Villeurbanne. La mancanza di reazione non è stata costante, dunque non dipende solo da fattori psicologici». Moretti fa affidamento sul sistema e sull'orgoglio del gruppo per cercale la reazione a Pesaro, dove tornerà anche O.D. Anosike, mentre rimanda alle 4 mura dello spogliatoio la sua analisi su Maynor: «Dobbiamo analizzare gli errori commessi e fare affidamento sul nostro sistema adattandoci alle caratteristiche dei nostri avversari; servirà una reazione forte sul piano psicologico e caratteriale. Anosike? È tornato ad allenarsi ieri sera con il gruppo e siamo molto fiduciosi che potrà essere della partita. Lo stato di forma di Maynor? In generale la tenuta fisica e la gestione dei carichi, insieme al fattore psicologico ed a quello tecnico delle collaborazioni poco efficaci, sono alla base delle nostre difficoltà in trasferta. Però accetto il vostro consiglio: i panni sporchi si lavano in casa, di questo parlerò in spogliatoio». Giuseppe Sciascia
  15. L’Openjobmetis prova a fermare la lanciatissima Sidigas per cancellare lo spettro della crisi.Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 18.15) la squadra di Paolo Moretti (nella foto in alto con Hangur) ospita la seconda forza Avellino in un match delicato e difficile, che dovrà dare indicazioni chiare e definitive per delineare le strategie future. Varese proverà a chiudere a quota 3 la sua serie negativa di fronte ad un’avversaria che ha vinto le ultime 6 gare tra campionato e Champions League. Il primo nodo da sciogliere è quello relativo a O.D. Anosike: il centro nigeriano, bloccato da uno spasmo muscolare alla schiena nel match di martedì contro il Paok, resta in forte dubbio per il match odierno. L’atleta del 1991 ha svolto qualche esercizio sul parquet con i compagni, ma è parso ancora sofferente: il suo eventuale utilizzo, verrà deciso dopo la rifinitura in programma questa mattina. La presenza in campo di Anosike è legata alle risposte alle terapie e alla soglia del dolore del giocatore; comprensibile però la richiesta di società e staff tecnico di stringere i denti e garantire una rotazione in più sotto i tabelloni come preziosa risorsa per limitare lo strapotere fisico del duo Cusin-Fesenko. Anche perché se il nigeriano - dolorante alla schiena ormai da una ventina di giorni - non può dare garanzie di recupero in tempi brevi in funzione del doppio impegno, sulla sua posizione si aprirebbero riflessioni diverse e non più legate sulla sua compatibilità con Maynor su entrambi i lati del campo. Allo stesso tempo Anosike è uno dei titolari “stimolati” da Paolo Moretti nel post-partita contro Salonicco nel chiedere un rendimento in linea con le aspettative iniziali. Dovesse mancare O.D. - come sembra molto probabile - spazio dunque a Pelle in quintetto riportando Campani nel ruolo di pivot, e varando assetti naniformi che sembrano perfetti per giocare quella partita arrembante chiesta dal tecnico toscano e capitan Cavaliero per nascondere gli attuali problemi di produttività offensiva. Evidente la difficoltà dell’impegno contro quella che al momento sembra la migliore delle squadre “umane” dietro l’inarrivabile Milano (unica a battere due volte la Sidigas nel 2016-17). Ma una sfida a pronostico avverso offre comunque la chance di ribaltare il trend negativo: match da interpretare con la clava e non il fioretto, partendo da un atteggiamento gagliardo che accenda il PalA2A: fermare a Masnago la corsa della Sidigas darebbe a Varese quella sferzata di energia mentale indispensabile alla vigilia delle trasferte di Ventspils e Pesaro. Evidente che servirà un’impresa contro un’avversaria che ha un realizzatore di talento come Ragland, due esterni dinamici come Randolph e Thomas e tanti muscoli sotto i tabelloni con i veterani Marques Green e Leunen a raccordare i reparti. Ma l’Openjobmetis ha bisogno di un’impresa per dare la svolta alla stagione: obbligatorio almeno provarci gettando in campo il 101 per cento delle risorse disponibili. Giuseppe Sciascia
  16. Paolo Moretti attende risposte dagli elementi "pungolati" martedì dopo la sconfitta in Champions League contro Salonicco. Mentre su Anosike passa la palla ai medici, in attesa di notizie definitive relative alla disponibilità del centro nigeriano, ancora sotto terapie dopo l'infortunio muscolare alla schiena riportato di martedì. «La situazione di O.D. è ancora da valutare a livello fisico: non mi esprimo su questioni di competenza dell'area medica delle quali cui non conosco bene i dettagli»: così ha risposto il tecnico biancorosso alla domanda sulle condizioni del giocatore del 1991, poi precisate dalla società attraverso un comunicato ufficiale: «Anosike ha svolto lavoro differenziato dopo le visite da ortopedico e osteopata, le condizioni verranno nuovamente valutate oggi e domani mattina con l'obiettivo di recuperarlo per il match contro Avellino». L'ex di turno resta dunque in dubbio per domani - ed anche nella migliore delle ipotesi ci sarà a scartamento ridotto - ma resta la curiosità del coach di verificare come reagiranno gli altri titolari (nessun nome specifico, ma oltre a quello di O.D. anche il rendimento di Maynor, Kangur e Johnson - quest'ultimo tolto dal quintetto nelle ultime due gare - è sicuramente sotto le aspettative) ai quali aveva chiesto un maggior apporto: «Solo il futuro ci dirà se il messaggio lanciato è arrivato a segno; quel che è evidente è che al momento le prestazioni di alcuni giocatori siano al di sotto delle aspettative, e attendiamo le risposte dei singoli e della squadra in questo periodo ricco di impegni». Il richiamo al massimo impegno nel periodo di messa in moto del tour de force campionato-Champions League coinvolge comunque tutti gli effettivi e non solo chi al momento sta dando meno del previsto: «Era prevedibile incontrare qualche difficoltà all'inizio del periodo del doppio impegno visto il livello della Champions, che è molto alto. Potranno arrivare altre sconfitte, ma l'importante è che l'atteggiamento sia sempre quello di una squadra affamata: dovremo lottare e sputare sangue contro chiunque, non è accettabile che si verifichino prove senza reazione e carattere e spero vivamente che a Klaipeda e Pistoia si siano verificati episodi frutto di coincidenze straordinarie». Il coach toscano tesse infine le lodi di Avellino, contro cui Varese cercherà il riscatto dopo 3 sconfitte in fila nel difficilissimo match di domani contro una Sidigas in serie positiva da 6 turni tra campionato e Champions League: «Affronteremo una "nuova grande" che si è consolidata ad alto livello grazie ad una eccellente continuità di risultati, frutto del sistema garantito da Pino Sacripanti: sono chirurgici nello sfruttare i vantaggi e hanno giocatori di talento che garantiscono un elevato livello di imprevedibilità. Hanno giocatori esperti e un solido nucleo italiano, centri di caratura internazionale e un elevato tasso atletico nei ruoli di guardia e ala. Con loro non puoi lasciare nulla a metà perché sono bravissimi a punire ogni tuo errore o indecisione». Giuseppe Sciascia
  17. Il grande freddo segue l'Openjobmetis dalla Lituania alla Toscana. Dopo il meno 34 di Klaipeda, arriva un altro stop pesantissimo nei modi e nelle proporzioni sul campo di una The Flexx in emergenza (out l'infortunato Antonutti). Varese non entra mai in partita, travolta dall'aggressività profusa da Pistoia che si limita a ricalcare il copione utilizzato dal Neptunas nel mandare in cortocircuito l'imballatissimo attacco biancorosso. Troppo facile staccare i fili di un gioco prevedibile, farraginoso e povero di soluzioni se Maynor - more solito "azzannato" dall'avversario di turno - inanella palle perse e azioni senza costruire nulla per sé e per gli altri. La mossa di Moretti nell'affiancare in quintetto un costruttore di gioco come Cavaliero (l'unico da assolvere per grinta e impatto balistico) al play ex Oklahoma City non paga dividendi: Varese non trova mai chiavi offensive interne né in penetrazione né con i lunghi (40% da 2 e 19 perse), concedendo al contrario contropiedi a raffica alla The Flexx (68% da 2) che si aggrappa alla verve dei suoi italiani (Cournooh imprendibile per tutti gli esterni biancorossi, Magro e Crosariol nettamente vittoriosi nel duello con Anosike e Pelle) per nascondere i problemi di organico. Così l'Openjobmetis deve subito inseguire (17-9 all'8') e l'unico sussulto firmato Avramovic (23-19 al 13') si perde tra palle perse e penetrazioni concesse (34-22 al 16'). La tripla da oltre 20 metri di Petteway allo scadere del primo tempo è una ulteriore tegola (42-28 al 20'), e il secondo tempo è una lenta agonia con un terribile 11-0 nella fase centrale (dal 47-33 del 24' al 58-33 del 26') che fa saltare definitivamente gli argini. Alla base di tutto c'è un problema tecnico evidente, legato alla condizione attuale di Maynor e a un contesto inadatto a supportarlo in questa versione a scartamento ridotto: sin dall'estate era chiaro che le fortune offensive di una Openjobmetis senza un terminale principe sarebbero passate dalle mani di Eric. Ma se Avramovic non ripete gli eroismi anti-Asvel e la difesa - complice un tasso atletico non elevato di tanti elementi -non riesce a innescare il contropiede per esaltare le doti atletiche di Eyenga e quelle balistiche di Johnson, alla luce dei limiti evidenti di pericolosità perimetrale del congolese e dell'incapacità del rookie da VCU di togliere pressione da Maynor, l'attacco a metà campo esprime una insostenibile sterilità anche a causa della totale improduttività spalle a canestro della coppia Anosike-Pelle. Il problema tecnico pare evidente, ma la soluzione è più difficile da individuare: mettere in discussione Maynor cercando un solutore solitario stile Wayns, tipologia di giocatore mal digerita da Moretti? Supportare Maynor con un difensore-atleta-agonista stile Julyan Stone, rinunciando però all'unico tiratore puro Johnson? Cercare un rimbalzista-stoppatore-difensore stile il Johndre Jefferson di due anni fa per proteggere Maynor in difesa ed esaltare le sue doti di "alzatore" per un centro atletico? Ma se comunque i match casalinghi con Salonicco (già domani sera) ed Avellino daranno prove d'appello al roster attuale per valutare se l'effetto Masnago ridarà certezze alla squadra, quel che preoccupa davvero è il cortocircuito mentale che ha portato Varese a sciogliersi due volte consecutive come neve al sole. Un mix di errori puerili (tre rimesse consecutive nelle mani avversarie... ) e contropiedi subiti per tiri forzati e cattivi rientri difensivi che hanno trasmesso segnali di resa senza lottare, in totale contro-tendenza rispetto al gruppo combattivo visto in campo fino a domenica scorsa contro Brindisi. Per questo o si svolta in fretta, con una diversa gerarchia delle risorse interne o con il mercato, oppure il rischio è alto. Giuseppe Sciascia
  18. Paolo Moretti avverte l'Openjobmetis sulle difficoltà ambientali della trasferta di domani a Pistoia. Il tecnico aretino, che per sei stagioni e mezza ha guidato la formazione toscana portandola dai "bassifondi" dell' A2 fino ai playoff del massimo campionato, conosce bene il calore del PalaCarrara. «Tra oggi (ieri, ndr) e domani, avremo preparato la partita di Pistoia di fatto solo in un giorno e mezzo» precisa il coach della OJM che nel pomeriggio partirà per la Toscana. «Siamo al completo e abbiamo avuto comunque l'occasione per lavorare nel modo giusto in vista di una partita molto difficile visto il calore dell'ambiente di una realtà consolidata da ormai tre stagioni. Avremo di fronte una squadra che ha talento e lo sviluppa a ritmi alti, mettendo pressione soprattutto in attacco con una manovra corale e ricchissima di soluzioni». La prima priorità indicata da Moretti è quella relativa alla scelta tattica di non inseguire Pistoia in una gara di corsa, amministrando con lucidità il ritmo: «Cercheremo di gestire il ritmo della gara per non entrare nelle trappole che troveremo se lasceremo libera la The Flexx di esaltare le sue qualità in campo aperto e le sue doti offensive. I toscani sono una squadra del nostro livello, che cercherà di metterci sotto come d'altro canto faremo noi: è da queste partite che riusciremo nel corso del campionato a trovare quei punti indispensabili per scalare le posizioni in classifica e puntare ai playoff. Problemi sotto canestro per i toscani? Sinceramente non mi pare, con Magro e Crosariol stanno tenendo botta senza andare sotto con nessuno». Il tecnico dell'Openjobmetis ritorna poi sulla partita di martedì a Klaipeda e sui tempi di recupero ristretti tra gli impegni di campionato e coppa per l'impossibilità di anticipare le partite contro Brindisi e Pistoia: «Giocare con così poco margine tra una partita e l'altra dà un vantaggio enorme alle nostre avversarie, spiace che contro Brindisi e Pistoia non si sia trovata una soluzione anche se giocando in casa contro Salonicco avremo almeno un giorno in più per prepararci. Ma certi ritmi vanno metabolizzati, e non devono essere una giustificazione per uno stop così pesante: a Klaipeda abbiamo perso nettamente contro una delle migliori squadre nel girone, ma il segnale forte è che la Champions League è una manifestazione di alto livello, e se non si è pronti a livello tecnico, fisico e mentale non si riesce ad essere competitivi». Il coach toscano ribadisce infine la sua piena fiducia nell'organico attuale, confidando che i margini di crescita del gruppo possano eliminare quei passaggi a vuoto offensivi ancora condizionanti sul rendimento della squadra: «Per vedere all'opera la vera Openjobmetis servirà ancora tempo. Confidavamo di sfruttare al meglio un precampionato lungo, ma alla luce della necessità di gestire le situazioni fisiche di Maynor, Kangur, Campani e Cavaliero non è stato possibile lavorale su amalgama e meccanismi per diverse settimane. Non so quanto ci vorrà per arrivare al top, ma sono assolutamente convinto che non ci siano giocatori incompatibili con altri. Voglio portare avanti questo gruppo senza stravolgimenti: la stagione passata è stata complicata fino a quando non ci siamo fermati nella nostra ricerca dell' alchimia migliore, e questa è una lezione della quale fare tesoro. La prima cosa da fare per crescere è migliorare la qualità e le letture dell' attacco per sfruttare al meglio la quantità della nostra produzione». Giuseppe Sciascia
  19. Adesso chiamatela pure zona Kangur. Per la seconda volta in quattro giorni l'ala estone timbra la tripla decisiva sulla sirena per regalare all'Openjobmetis una vittoria tanto sudata quanto importante. Dopo il missile dall'angolo valso la vittoria contro Villeurbanne, "KK" aumenta ulteriormente il coefficiente di difficoltà, segnando di tabella da 9 metri con un tiraccio fuori equilibrio su una palla vagante raccolta dalla spazzatura il canestro che pareggia a quota 76 un match che sembrava perso sul 71-75 a 10" dal termine. Un jolly che vale due punti pesantissimi al termine di una gara nella quale la squadra di Moretti ha balbettato a ripetizione in fase di costruzione del gioco tra erroracci (18 perse) e forzature dall'arco (30% da 3 ma 3/16 al 20') a dispetto di una costante supremazia aerea (51-39 a rimbalzo), comunque decisiva sul piano dei secondi tiri (17 offensivi). Per la quarta volta su 7 partite stagionali (contando anche il doppio impegno con il Benfica) il finale in volata sorride a Varese, che dopo lo scampato pericolo al termine dei regolamentari gioca 3' di grande concentrazione e spiana una Enel ai minimi termini (out Joseph e scartamento ridotto per il debuttante Goss) con un rombante 11-0 che vale il decisivo 87-76. Ma solo in quei 3' l'Openjobmetis ha giocato con la testa dopo troppi ghirigori di Maynor (comunque positivo con 6/15 e 6 assist), troppi ferri degli esterni (4/17 in due per Cavaliero e Johnson) e troppo poca pericolosità interna da parte di Anosike e Pelle, incisivi solo a rimbalzo offensivo ma mai in grado di incidere sugli scarichi di Eric né nel gioco interno che manca ad entrambi. Così per la terza volta in una settimana Varese parte ad handicap (6-16 al 6' ) e trova la scossa dalla panchina (29-31 al 16'), sbattendo però contro il ferro del PalA2A quando il tiro da fuori non entra più (31-40 al 20'). A suonare la carica neUa ripresa è stato l'MVP Evenga (7/12 al tiro e 4 assist), accelerando spesso da rimbalzo difensivo e trovando passaggi fluidi contro i costanti raddoppi dell'Enel sul suo gioco interno. Effimero però il 14-4 di inizio ripresa (47-44 al 24') con l'attacco varesino tornato a inchiodarsi nella manovra a difesa schierata nonostante le molteplici rotazioni di coach Moretti in cerca dell'alchimia vincente. Varese ha chiuso la saracinesca in difesa senza però avere la forza di affondare i colpi sul sorpasso firmato Johnson (65-62 al 36'), e due magie di Scott (tripla del 65-70 allo scadere dei 24" e 2+1 pescando un fallo di Pelle a meno 41" sul 70 pari) sembravano aver compromesso la gara, complici anche gli errori in serie in lunetta (19/31 con doppio 1-2 di Maynor negli ultimi 40"). Poi l' 1-2 di Goss sul 73-75 e la clamorosa magia in torsione sulla sirena di Kangur raccogliendo una palla praticamente persa da Maynor: una botta di adrenalina pura (ma non ditelo all' estone, tornato in panchina dopo la prodezza con la solita faccia da giocatore di poker...) che ha fatto esplodere un PalA2A finalmente oltre 4000 presenti. E col pubblico a dare la spinta, sono stati proprio i veterani Maynor e Kangur a piazzare le giocate decisive della seconda vittoria in 4 giorni figlia di carattere e mentalità vincente più che della qualità - decisamente intermittente, ed a tratti piuttosto opaca - del gioco espresso da Varese. Alla fine festa grande con le valigie in mano vista la partenza alle 8 di stamani per la Lituania: si torna già in campo domani alle 18 per il secondo atto della Champions League. Benvenuti sulla giostra del doppio impegno, ma per spuntarla a Klaipeda e Pistoia non ci si potrà affidare ancora allo "stellone"... Giuseppe Sciascia
  20. L'Openjobmetis chiede strada a Brindisi per prendere la corsia giusta verso Coppa Italia e playoff. Nuovo impegno casalingo per la squadra di Moretti dopo la vittoria col brivido contro Villeurbanne: stasera al neoribattezzato PalA2A (palla a due alle ore 18.15) i biancorossi ospiteranno l' Enel del caro ex Meo Sacchetti per allungare a quota 3 la striscia vincente casalinga tra Italia ed Europa. Occasione da cogliere per Cavaliero e soci alla vigilia delle due trasferte consecutive di Klaipeda e Pistoia: l'obiettivo dei biancorossi è quello di bissare la netta vittoria ottenuta in precampionato al torneo di Casale Monferrato (nell'occasione mancavano Kangur e Johnson), e proseguire nel processo di messa a punto degli assetti di una squadra ancora in cerca degli equilibri migliori nelle rotazioni degli uomini e dei quintetti. Il match contro una squadra votata all'attacco e ai ritmi elevati come Brindisi sarà un test interessante sulla capacità della squadra di Moretti di adattare la sua filosofia di gioco a seconda dell' avversaria di turno. Varese ha mostrato finora le cose migliori quando è riuscita ad accendere il motore del contropiede grazie all'aggressività della difesa, ma in sede di presentazione del match il coach toscano ha chiesto ai suoi di correre... con la testa, selezionando con lucidità le occasioni di spingere sull' acceleratore per non accettare il "run&gun" tipico delle squadre di Meo Sacchetti. Si vedrà una Openjobmetis diversa da quella capace di mettere sotto Caserta e rimontare l'Asvel, con Moretti che mischerà le carte cercando soluzioni adeguate per limitare le doti principali di Brindisi anche nell'ottica dell'impegnativa trasferta di martedì sul campo di Klaipeda? L'altra curiosità riguarda l'impatto di Varese con la prima settimana della stagione a pieno regime tra campionato e Champions League: la società ha costruito un roster profondo e ricco di esperienza proprio per evitare rischi di cali di tensione fisici e mentali, serve però la verifica del campo per dimostrare con i fatti la sostenibilità del doppio impegno. Dal canto proprio l'Enel, dopo aver messo sotto contratto Sacchetti per tre stagioni, ne ha sposato incondizionatamente la filosofia "corsaiola" scommettendo sulle qualità di un gruppo di emergenti all'esordio in Italia. Oltre all'agile coppia di lunghi M'Baye-Agbele-se, da tenere d'occhio soprattutto il talentuoso esterno English, spostato in regia dopo l'infortunio del play titolare Moore che ha indotto l'Enel a puntare sull'esperienza di Phil Goss. Ma il 33enne esterno, sbarcato in Puglia solo giovedì sera, non potrà essere subito al meglio dopo oltre 6 mesi di stop (proprio a Masnago chiuse l'avventura a Venezia con un infortunio ad un piede lo scorso 9 aprile). Attraverso una condotta di gara accorta, l'Open-jobmetis può e deve far valere la legge di un fattore campo che quest'anno dovrà essere una certezza fondamentale per le ambizioni della truppa di Moretti. Giuseppe Sciascia
  21. L'Openjobmetis si mette alla prova sul campo della corazzata Milano. Stasera ad Assago (palla a due alle 20.45; diretta tv su Rai-Sport 1) la squadra di Paolo Moretti farà visita all'EA7 campione d'Italia in carica e unica esponente tricolore ai vertici d'Europa. Partita dalle molteplici sfaccettature a partire dalla storica tradizione di un derby che ha fatto la storia del basket italiano: nessuna rivalità della serie A è più datata e ricca di precedenti di quella tra Milano e Varese, che vivranno oggi la sfida numero 173 in 69 anni di scontri nel massimo campionato. I favori del pronostico del derby (che in settimana ha già vissuto due prologhi a livello giovanile: 98-65 per l'Olìmpia a livello Under 18; ieri a Masnago vittoria a sorpresa 80-66 per gli Under 15) sono tutti per la squadra di Repesa, imbattuta nel 2016/17 tra Supercoppa, campionato ed Eurolega (5 vittorie su altrettante gare avendo già intascato il primo trofeo della stagione), che negli ultimi tre anni al Forum ha perso solo una partita su 45 di stagione regolare. L'Olimpia è l'unica potenza di caratura internazionale rimasta in un campionato italiano sempre più povero di risorse e per prepararsi alla nuova Eurolega a 16 squadre non ha badato a spese costruendo un roster da 14 giocatori (solo stamattina coach Repesa sceglierà i due da mandare in tribuna, scelte tecniche legate al recupero del febbricitante Sanders). Ma l'OJM rifiuta di considerare già segnata in partenza la trasferta ad Assago: chiarissimo il messaggio lanciato da Moretti esortando i biancorossi a giocare a mente sgombra ed a mettere in campo la voglia di misurarsi senza timori reverenziali contro l'unanime favorita per lo scudetto. Di certo Varese non deve aspettarsi un'EA7 scarica dopo le vittorie contro Avellino e Maccabi: «Il modo con cui approcceremo la partita e la mentalità con cui scenderemo in campo mi diranno molte cose sul volto reale della squadra, sarà una gara ancor più importante rispetto a quella di giovedì» 0 messaggio chiaro lanciato da Jasmin Repesa. Ma per i biancorossi il derby del Forum non può e non dev'essere una tappa di trasferimento in vista dell'esordio in Champions League di mercoledì contro Villeurbanne. Il coach toscano si aspetta una squadra capace di onorare la tradizione e mostrare ulteriori progressi rispetto al successo contro Caserta, mettendo a frutto l'ultima settimana di allenamenti a preludio del via del tour de force sui due fronti tra campionato e Champions. Come provare a disinnescare la debordante superiorità fisica di Milano? Prima di tutto reggendo l'urto a rimbalzo, dove Anosike e Pelle dovranno tenere botta contro il mastodontico Raduljica, e poi limitando le taglienti incursioni di Hickman, decisivo giovedì in Eurolega contro il Maccabi. Ma il piano di gioco di Varese non può prescindere da una gestione oculata del ritmo e delle scelte offensive per non esaltare il contropiede, arma preferita dall'EA7 sfruttando gli assetti multiformi a disposizione del coach croato. Mai come stasera il pallino sarà nelle mani di Eric Maynor, chiamato ad un passo avanti contro una difesa che non mancherà di aggredirlo sul piano fisico-atletico. Per questo il match di oggi costituirà un test importante per valutare la capacità di Varese di resistere sul piano tecnico e mentale di fronte ad un'avversaria in grado di esercitare una supremazia sulla carta soverchiante. Giuseppe Sciascia
  22. Paolo Moretti cerca risposte dall'Openjobmetis al cambio dell'EA7 campione in carica e considerata unanimemente la squadra da battere nel 2016-17. Alla vigilia del derby del Forum, il tecnico biancorosso chiede alla sua squadra di essere sfrontata per provare a stupire la favorita d'obbligo: «Partita molto affascinante che ci porterà a giocare in casa della favorita per lo scudetto. Vorremmo che fosse un test per misurare la nostra condizione generale, un esame nei confronti di noi stessi e di conseguenza del top team della serie A. Teniamo molto a vedere come andrà a finire; scenderemo in campo con grande rispetto delle qualità dei nostri avversari, ma visto il pronostico quasi chiuso come per chiunque sarà ospite di Milano, vorrei vedere una partita disputata con la spavalderia di chi non ha nulla da perdere in termini di risultati. Vogliamo mettere la nostra energia e il nostro talento a confronto con la squadra più forte del nostro campionato». La priorità indicata da Moretti riguarda l'aspetto mentale, evitando di correre l'errore di considerarsi sconfitti ancor prima di giocare: «Il messaggio che deve passare e che ho già recapitato ai miei giocatori sin dall'inizio della settimana è che non dobbiamo assolutamente pensare di andare in campo con l'idea che la partita è già segnata. Questa è una cosa che non esiste nel nostro sport, e poi comunque noi siamo Varese, abbiamo una maglia troppo pesante per partire sconfitti e vogliamo giocarci una partita a viso aperto mettendo in campo tutte le nostre possibilità senza fare mezzo passo indietro. Vedremo se e quanto riusciremo a tenere il passo di Milano, e poi scopriremo nelle pieghe della partita le sensazioni che si verranno a creare». Difficile individuare un punto debole dell'EA7 per una Varese che tiene comunque a fare meglio della stagione passata: «Milano ha tantissime facce, e la capacità di far valere un punto di forza o cercare un tuo punto debole per poi attaccarlo. Non credo che ci troveremo di fronte un'avversaria stanca dopo il match di giovedì in Eurolega, visto che il loro cammino europeo è appena iniziato e il roster è profondissimo. L'anno scorso con Milano abbiamo perso male due volte (62-90 al Forum e 64-86 a Varese) e io persi anche la faccia (espulso a Masnago dopo un battibecco con Jasmin Repesa, ndr): sotto entrambi i profili possiamo solo fare meglio». Qualche piccolo intoppo per la seduta di ieri (parziale lavoro differenziato per Maynor ed Eyenga, a parte Bulleri e Campani) ma il roster dovrebbe essere completo in vista del match contro un'EA7 che dovrà invece scegliere i due senior da mandare in tribuna (giovedì contro il Maccabi in tribuna c'erano Fontecchio e il febbricitante Sanders, che resta in dubbio per domani). La sfida del Forum sarà l'ultima che coach Moretti potrà preparare con la settimana-tipo di allenamenti: l'inizio della Champions League (mercoledì via a Masnago contro Villeurbanne) cambierà regime e ritmi di lavoro, in particolare in occasione delle prossime due settimane con impegni ravvicinatissimi: «Il derby del Forum inaugura il periodo della stagione che ci vedrà impegnati regolarmente due volte a settimana tra campionato e Champions League; abbiamo qualche acciaccato e dunque servirà una attenta gestione delle risorse per evitare di entrare in condizioni precarie nel regime del doppio impegno». Giuseppe Sciascia
  23. L'Openjobmetis schianta alla distanza Caserta, e presenta un biglietto da visita spettacolare al pubblico di Masnago. La squadra di Moretti esor- cizza lo spettro della choccante partenza casalinga del 2015-16, capitalizzando i progressi di condizione delle ultime settimane con un brillante crescendo che piega la resistenza della Pasta Reggia. Varese vince, con vince... e diverte pure, esaltando le qualità della "pattuglia acrobatica" Eyenga-Pelle in una gara chiusa con 7 schiacciate e 6 stoppate. Per la prima volta i biancorossi sviluppano un basket reattivo frutto di una difesa graffiante, e riescono a sprigionare un ritmo elevato che esalta le doti balistiche di Melvin Johnson, mortifero in transizione (6/9 da 3) e perfetto nel capitalizzare gli scarichi del "fratello maggiore" Maynor (8 assist, ma ancora troppi "ghirigori" in palleggio), il rookie da VCU convince per qualità offensive e personalità dopo un primo tempo marchiato a fuoco dallo strapotere atletico di Christian Eyenga: il congolese segna 19 punti in 11' in un clinic di schiacciate al volo, sgroppate a tutto campo e soluzioni spalle a canestro che firmano il primo allungo concreto dei padroni di casa (40-31 al 16') dopo un passaggio a vuoto attorno al primo intervallo. La squadra di Moretti capitalizza solo in parte il volume di gioco garantito da una difesa blindata a protezione del canestro (33% da 2 per gli ospiti) e sempre attentissima sul temuto Sosa (2/14 al tiro e 5 perse). Tra una supremazia costante a rimbalzo (48-43 totale) e tante accelerazioni innescate dalle ripartenze di Eyenga e dalle stoppate di Pelle garantisce un ritmo stabilmente elevato per evitare le pastoie del gioco a difesa schierata. Le rotazioni profondissime sono per la prima volta un fattore determinante, con Moretti che trova le chiavi giuste dopo il primo giro di cambi con poco impatto (dal 14-9 del 6' al 22-25 del 13'). L'affondo decisivo è firmato dalle triple di Johnson e dalle acrobazie difensive di Pelle, con l'Openjobmetis che cambia volto in attacco quando riesce a correre con continuità (dal 29% del primo quarto al 62% con un clamoroso 7/9 da 3 nella terza frazione). C'è ancora da limare qualche sbavatura di troppo, vedi un quarto periodo giocato troppo a lungo in "surplace" (81-70 per 4 minuti filati dopo il 70-53 del 28'...) prima della scarica di adrenalina di Avramovic per mettere il punto esclamativo anche sul piano dello scarto. E talvolta Varese si è fatta prendere dalla foga, sprecando occasioni ghiotte in transizione per cattive spaziature; questi gli aspetti del gioco che coach Moretti vuole "pulire" in vista della doppia sfida contro i campioni in carica - rispettivamente di Italia e Francia - Milano e Villeurbanne. Condivisibile il concetto che l'Openjobmetis abbia ulteriori margini di crescita, migliorando l'intesa tra Maynor e chi ancora non ha capito come sfruttare le sue iniziative, e aumentando l'autonomia di un Kangur sfasato al tiro ma comunque incisivo in retroguardia. Dopo i piccoli passi avanti contro Benfica e Sassari, stavolta ne arriva uno lungo e ben disteso che trasmette comunque un'immagine oltremodo confortante ai tifosi desiderosi di scoprire il volto della nuova Varese. Se la panchina lunghissima permette di tenere sempre alta l'intensità della difesa, innescando il contropiede per sfruttare al meglio la potenza atletica di Eyenga e la "trivella" perimetrale di Johnson, l'Openjobmetis in versione Masnago potrà togliersi belle soddisfazioni in una stagione nella quale ha i mezzi per tenere fede alle aspettative play off in Italia e in Europa. Giuseppe Sciascia
  24. Massima attenzione per evitare brutti scherzi come accaduto già 12 mesi fa, con l'obiettivo di presentare un biglietto da visita convincente ai tifosi di Masnago. Paolo Moretti disegna la sua "road map" verso l'esordio casalingo di domani contro Caserta per intascare i primi due punti della stagione e fare il pieno di fiducia ed entusiasmo in vista delle sfide contro le big d'Italia e d'Europa Milano e Villeurbanne. E il primo appello è nei confronti dei tifosi (per il momento prevendite "regolari", ma si spera di superare quota 4mila paganti all'esordio): «Affronteremo la gara con lo spirito di chi vuole con grande determinazione questi due punti: mi aspetto un'atmosfera speciale per l'esordio casalingo in campionato dopo che i tifosi ci avevano già dato una bella spinta contro il Benfica. Ci teniamo molto a fare bene perché il nostro pubblico attende questa serata da mesi, e sono convinto che la squadra metterà in campo l'approccio giusto per questa occasione: vestire la maglia di Varese comporta responsabilità, ma questo gruppo ne è pienamente consapevole». Di fronte all'Openjobmetis ci sarà comunque una formazione competitiva, in particolare sull'asse play-pivot Sosa-Watt, che Moretti esorta ad affrontare con grande concentrazione: «Affrontiamo una squadra reduce da una vittoria importante come quella ottenuta contro Reggio Emilia, che ha già dimostrato qualità e talento; Caserta ha caratteristiche particolari delle quali dovremo tenere conto con grande attenzione. Hanno un solista importante come Sosa, ma talento diffuso anche in altri ruoli; servirà grande concentrazione per disputare una partita lucida contro un'avversaria che arriverà a Masnago molto carica sul piano mentale». Biancorossi annunciati al gran completo con il recupero di O.D. Anosike (tornato in gruppo ieri dopo il lavoro differenziato di mercoledì e giovedì), anche Caserta dovrebbe essere a pieno organico nonostante i problemi fisici accusati nei giorni scorsi da Josh Bostic. E proprio il centro nigeriano potrebbe essere un fattore importante: «O.D. è un giocatore di quantità che rende al meglio quando può stare in campo per tanti minuti. A Sassari ha prodotto anche giocate di qualità, se lo farà spesso saremo contenti. L'intesa con Maynor? La fluidità arriva attraverso un sistema che coinvolge cinque giocatori e non solo due, però stiamo lavorando per crescere tutti insieme. Abbiamo avuto inconvenienti con lui e Campani rallentando un poco i ritmi di lavoro, ma saranno sicuramente della partita». E sul concetto dei miglioramenti di squadra per ar- rivare al top della forma il coach toscano insiste molto: «Tra questa settimana completa e la prossima metteremo nel mirino quelle situazioni corali che ci mancano per arrivare al 100 per cento della condizione. Nel frattempo però si gioca per i due punti, e dovremo avere equilibrio tra il lavoro di messa a punto e la necessità di fare risultati. I cinque giocatori chiave del nostro sistema lavorano insieme soltanto da venti giorni, non siamo ancora al top ma stiamo crescendo, e per questo dovremo prestare particolare attenzione alla partita contro una squadra che avrà meno da perdere rispetto a noi». Giuseppe Sciascia
  25. L'Openjobmetis si sveglia troppo tardi per fare il colpaccio al PalaSerradimigni. La squadra di Paolo Moretti cede nell'esordio stagionale sul campo del quotato Banco Sardegna, ma mostra confortanti segnali di crescita pur tra troppe sbavature nell'arco del match. Ancora poca continuità sul fronte offensivo, dove Maynor produce più ombre che luci, e Johnson trova solo nel finale il ritmo balistico necessario per sorreggere la produzione interna del sostanzioso Anosike (MVP con 7/10 da 2 e 13 rimbalzi). E ancora qualche affanno negli equilibri difensivi, in particolare contro gli assetti dinamici di Sassari, che trova il match winner in Brian Sacchetti: l'ala del 1986-nata cestisticamente a Varese nel Minibasket biancorosso -spacca la partita con i suoi dardi (4/6 al tiro, 5/6 ai liberi e 27 di valutazione in 22') esaltando la funzionalità dei quintetti da "Small-Ball" contro una Openjobmetis ancora abituata agli assetti europei. Apprezzabile però la reazione prodotta dai biancorossi nell'evitare di deragliare nel quarto periodo, dopo il 59-45 del 28' confezionato a suon di triple dai due ex Sacchetti e Stipcevic. Quando Kangur ha raccordato i reparti, Anosike ha fatto la voce grossa a centro area e Johnson ha finalmente rotto il ghiaccio dal perimetro, e soprattutto quando la difesa ha chiuso gli spazi accendendo a sua volta il contropiede biancorosso, Varese ha giocato minuti di basket sostanzioso ricucendo fino al 68-64 del 35'. Bravo Johnson-Odom a leggere il momento critico del match e a mettersi in proprio con tre velenose sospensioni mancine che hanno definitivamente spaccato la partita: un 9-0 in 3 azioni che ha piegato la resistenza biancorossa (77-64 al 36'). Nel complesso però Varese torna dalla trasferta in Sardegna con qualche certezza in più nel mix tra autonomia e coesione in crescita rispetto alle due gare contro il Benfica. La squadra di Moretti non ha ancora quei meccanismi fluidissimi degli ultimi due mesi del 2015-16, quando gli 8 "superstiti" avevano trovato il loro ruolo in ingranaggi che giravano alla perfezione. Le rotazioni chilometriche creano qualche "vuoto d'aria", ma il trend dei passi avanti - piccoli ma costanti - fa ben sperare in vista dell'esordio casalingo di domenica contro Caserta. Certo bisogna migliorare la produzione degli esterni, vero tallone d'Achille dei primi tre quarti. Attacco asfittico per troppe scelte forzate dei costruttori di gioco, ad iniziare da Maynor che si infila nelle trappole della difesa aggressiva di Sassari: senza pericolosità perimetrale e con una circolazione di palla poco fluida, il temibile contropiede del Banco Sardegna si scatena già in avvio con le fiondate di Carter a scavare il primo solco (13-6 al 5'). Varese ha qualche sussulto quando riesce a tessere una tela paziente per capitalizzare i vantaggi fisici dei suoi quintetti stazzati. E quando la difesa chiude l'area, Sassari smarrisce il feeling con la tripla e Maynor trova un paio di invenzioni personali, si vede un attacco lucido e ben spaziato in grado di giocare il basket solido "Moretti-Style". Ma appena si è tornati alle forzature e alle cattive letture - citofonare Maynor, ma anche Avramovic - si scatena nuovamente il contropiede della Dinamo con un 9-0 micidiale a cavallo della pausa lunga (40-28 al 22'). Poi di nuovo Eric in cattedra e Varese in scia (42-36 al 25' ), prima della scarica letale di Brian Sacchetti che l'Openjobmetis ha saputo ricucire solo in parte. Crescere si può e si deve, ma il passo del PalaSerradimigni è stato compiuto nella direzione giusta. Giuseppe Sciascia
×
×
  • Create New...