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  1. Varese chiude a mani vuote il trittico contro le prime della classe. Dopo le big Venezia e Milano, anche la rivelazione Brescia mette sotto la squadra di Attilio Caja che paga a caro prezzo una prestazione offensiva opaca sia al tiro che in fase di costruzione del gioco (38% dal campo e 19 perse). Fatale la dissolutezza dei 5' finali del secondo quarto, quando la vischiosa zona della Germani ha completamente mandato in tilt Cameron Wells, ancora largamente insufficiente al di là delle cifre (2/5 al tiro, 3 stoppate subite e meno 16 di plus/minus in 22'). Un passaggio a vuoto punito duramente d
  2. La Pallacanestro Varese va in cerca di conferme sul campo della capolista Brescia. Stasera a Montichiari la formazione di Attilio Caja farà visita alla rivelazione Germani - unica in grado di reggere il passo delle big annunciate Venezia e Milano - per mettersi nuovamente alla prova dopo l'esaltante trionfo nel derby contro Cantù. Ferrero e compagni saranno ospiti dell'unica squadra italiana capace di batterli in precampionato (62-82 al Trofeo Lombardia, pur senza Waller e con Wells a mezzo servizio). Per i biancorossi sarà un test impegnativo ma importante su un campo difficile come il P
  3. Non basta un derby vinto bene a considerare conclusa la scalata della Openjobmetis Varese 2017/2018 a una montagna chiamata Serie A. A parte il fatto che la colonna sonora dell’uno contro tutti (più belli, più attrezzati, più forti: sì tutti, o quasi...) è stimolante da morire, ci piace altrettanto e a nostro modesto giudizio dovrebbe fare da sottofondo all’intero film stagionale biancorosso, ma poi c’è che davvero stasera al PalaGeorge il pendio sarà ancora una volta irto. Brescia è più talentuosa della truppa di Caja, Brescia è più lunga di Varese, Brescia chiama una musica a metà tra Dreams
  4. Telegramma per Augusto Ossola (Paradiso, via della Ignis 10): Augusto. Stop. Cantù è stata distrutta. Stop. Ah, se ti serve per il tuo archivio, ti mandiamo anche il tabellino. Stop. Tipo: Okoye 22 punti e 18 rimbalzi. Stop. Diciotto, sì: hai capito bene. Stop. Cain 10 punti, 11 rimbalzi e 4 assist. Stop. Sì, ricordi bene: Cain è un centro. Stop. Waller ne ha messi 18, Ferrero 17. Stop. Han giocato tutti bene. Stop. Cantù non ci ha capito un’acca, davvero Augusto. Stop. Cata su: cantato. Stop. Ah, Augusto: Varese è una squadra. Vera. Stop. Fino agli angeli Un derby giocato così
  5. La Pallacanestro Varese sceglie il modo più entusiasmante per inaugurare la casella delle vittorie nella stagione 2017-18. La truppa di Attilio Caja straccia una spenta Cantù nel derby numero 140 che entra nella storia anche a livello statistico (massimo di sempre il più 31 finale, cancellato il 102-72 dell'Ignis nel 1959-60). La sfida tra organizzazione e talento esalta il mix di concentrazione, applicazione e intensità profuso da Ferrero e soci. Dopo due mesi di stagione Varese è un collettivo perfetto per distribuzione dei ruoli e capacità di credere nella funzionalità del sistema già
  6. Oggi bisogna vincere? Beh, sai che novità: non abbiamo ancora conosciuto una squadra che ogni maledetta domenica (salvo anticipi o posticipi, si intende...) scenda su parquet (o campo, o ghiaccio, o diamante: quel che volete) senza aver fisso nella capoccia l’obiettivo di cui sopra. Ridondante e fin banale dare al derby numero 140 della storia tra Varese e Cantù la didascalia dei “due punti obbligatori”: il campionato non finirà stasera, nemmeno se sotto la casella “lost” dovesse comparire il numero 3. Ben più importante per la Openjobmetis di Attilio Caja sarà testare le proprie qua
  7. La Pallacanestro Varese va in cerca dei primi punti stagionali nell'edizione numero 140 della classicissima contro Cantù. Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 20.45, diretta tv su Eurosport 2) la formazione di Attilio Caja ospiterà i "cugini" brianzoli con l'obiettivo di inaugurare la casella delle vittorie dopo i preventivabili stop nelle prime due uscite contro le big Venezia e Milano. Per Ferrero e compagni il campionato s'inizia dunque stasera, ossia dalla prima partita a pronostico aperto nella quale Varese dovrà mostrare concretamente l'efficacia del suo impianto di gioco basato su di
  8. Rompere il ghiaccio in campionato facendo leva su una grande carica agonistica alimentata dalla spinta dei tifosi del PalA2A. Chiarissimo il piano preparato da Attilio Caja in vista del match di lunedì contro Cantù, il primo disputato con l'ausilio del fattore campo nella sua avventura sulla panchina di Varese. «Vogliamo ottenere al più presto la prima vittoria in campionato e il derby rappresenta una buona occasione: giocheremo in casa, davanti al nostro pubblico, e dobbiamo continuare sulla falsariga di quel che abbiamo messo in mostra domenica scorsa a Milano e proseguito con una buona sett
  9. La ricerca della felicità spesso e volentieri implica l’esercizio della memoria. E non è tanto una questione di confronti con il presente (anche perché la Varese di quest’anno non ha ancora un vero presente da mettere sulla bilancia): è che pescare nei ricordi positivi aiuta a sperare, è una guida calorosa verso l’ignoto, rasserena l’orizzonte almeno nei nostri sogni. Attilio Caja, uomo attento al magistero del vissuto, lo sa. E nel presentare il 140° derby della storia tra Varese e Cantù (i prealpini comandano 84 a 55) l’Artiglio pesca a piene mani dalle emozioni del 2 aprile 2017: il su
  10. La Varese operaia sfiora il colpaccio sul campo della corazzata EA7. Nonostante l'enorme differenza di tonnellaggio a livello fisico (ed economico), la truppa di Caja si gioca il finale in volata facendo leva sull'identità corale tanto apprezzata in precampionato. Alla fine conta il risultato, e i biancorossi escono dal Forum a mani vuote a dispetto dell'intensità profusa per 40': il rimpianto principale è per il 10 su 20 ai liberi che in una gara persa col minimo scarto è fatalmente determinante, soprattutto perché i ferri in serie li hanno collezionati anche specialisti come Waller e Ferrero
  11. Lo scriviamo subito così ci togliamo il pensiero: se a tabellino ti mancano 10 punti perché hai sbagliato 10 tiri liberi e perdi di uno (1!) un derby nel quale - sulla carta - non avresti dovuto scendere in campo, beh… ti girano... Il punto è che la Openjobmetis Varese che esce dal Forum di Assago permettendosi di avere addirittura il diritto di recriminare sul risultato finale è una squadra che nella settimana “post- ripassata” da Venezia ha fatto sensibili passi avanti: nella coralità, nella fisicità, nella mentalità, nelle individualità. E questo fa davvero ben sperare per il futuro, o
  12. Varese prova a sorprendere la superfavorita Milano nel primo dei tre derby lombardi del mese di ottobre. Stasera ad Assago (palla a due alle ore 20.45 ; diretta Tv su RaiSportl ) la compagine di Attilio Caja - con il lutto sulle maglie in memoria di Augusto Ossola - proverà a misurarsi contro l'EA7, regina incontrastata del movimento tricolore che punta a presentarsi in maniera convincente davanti al proprio pubblico. L'edizione numero 175 della classicissima del basket italiano sembra offrire ben poche chances agli ospiti, chiamati comunque a mostrare maggior personalità rispetto all'eso
  13. C’è Milano, la montagna più alta del nostrano massimo campionato di basket. Ma c’è soprattutto Varese, c’è sempre Varese. Prima di ogni avversario c’è una strada da percorrere, che non può prescindere dalle tappe (anche quelle proibitive) ma che alle tappe non si ferma. Più corsa, più malizia Questa, sempre restando dentro la metafora, è la sempiterna mappa di Attilio Caja, che nel presentare il derby numero 175° della storia parte dalla sua di squadra. Parte da quello che stanno facendo i suoi giocatori, dai loro miglioramenti, dalle loro pecche, dalle loro sensazioni. Parte dalla r
  14. Si può racchiudere una partita finita tanto a poco in due sole azioni? Si può. Anzi, già che ci siamo ci richiudiamo potenzialmente un’intera stagione. Varese-Venezia, minuto 17: i padroni di casa sono avanti di 4 punti, coach De Raffaele ha appena chiamato timeout, Varese sta reggendo l’urto dei Campioni d’Italia soprattutto grazie a una difesa grintosa e nel complesso efficace, al netto di qualche errore. Si ritorna sul parquet dopo la sospensione, attacca la Reyer e la squadra di Caja aggredisce ogni passaggio come fatto poc’anzi, contenendo un paio di tentativi di uno contro uno e cristall
  15. Manifesta inferiorità, il primo verdetto s'intona alla realtà tanto temuta per un'obiettiva differenza di valori in campo in rapporto alle individualità delle squadre. Fors'anche il tifoso, per amore di parte, seppur preparato a quel sofferto realismo che lo accompagnerà nella stagione, sperava in un divario meno pesante e impietoso in casa propria certo dell'energia quale unico bene del collettivo biancorosso, costretto all'ardore dai limiti di cui i suoi uomini, a dire dello stesso Caja, sono ben consci. Limiti spaventosi allorquando l'intensità di Varese si è sgretolata di fronte all'e
  16. Varese sbatte contro la dura realtà del campionato, alzando bandiera bianca sotto la pioggia di triple di Venezia. Le certezze costruite in precampionato svaniscono alla prima prova del campo: la compagine di Attilio Caja accompagna solo nei primi 15' il piglio graffiante ad un attacco illuminato. Poi emergono tutti i limiti di talento che la coralità non riesce più a nascondere, e lo show dei solisti del mitra dell'Umana piega rapidamente le ginocchia ad una squadra mai fuori partita dal punto di vista dell'intensità, ma troppo remissiva in attacco per tenere il passo delle triple in serie de
  17. Il basket, signori, è una delle scienze più esatte che esistono. E le statistiche sono il compendio migliore per studiarla. Or dunque: 9% da 3 contro 52%, 7 assist contro 23, 3 quarti su 4 persi nel punteggio. Statistiche dei singoli, ancora più importanti: Wells virgola e Cain quasi virgola contro Johnson 22 e Orelik 17 (tanto per dire, perché poi si potrebbe anche citare l’impatto quasi nullo di Avramovic e Tambone e la comparsata di un solo quarto di Hollis contro la solidità di Watt e Biligha e i punti capaci di dare il là alla fuga ospite di Haynes). E visto che, da ultimo, anche la
  18. Attilio Caja ricorre ad una immagine della sua amatissima atletica leggera per introdurre il match inaugurale della stagione della serie A 2017-18: Varese si è preparata coscienziosamente ad una gara di salto in alto, ma l'entry level la costringerà a partire con una impresa superiore al suo standard abituale. «L'asticella sarà subito molto alta ospitando i campioni d'Italia in carica: a luglio l'obiettivo era quello di svolgere una preparazione omogenea per arrivare pronti all'appuntamento con il campionato, e provare a sorprendere qualche avversaria di livello medio non altrettanto pronta. L
  19. La prima partita dell’anno porta con sé attesa e fermento, tensione e voglia di rivedere quel palazzetto pieno, possibilmente per rivivere le medesime emozioni del finale di stagione scorso. La Openjobmetis Varese di Attlio Caja comincerà la sua stagione in casa contro i campioni d’Italia della Umana Reyer Venezia, che a giugno ha superato in finale la Dolomiti Energia Trento. L’attesa la vive anche il coach, che per la prima volta inizia la stagione sulla panchina di Varese dopo essere subentrato per due volte: «Non vediamo l’ora di iniziare, tutti quanti. Ho letto le dichiarazioni di al
  20. Nella tarda mattinata di oggi, lunedì 31 luglio 2017, la Lega Basket ha diramato il calendario della Serie A Poste Mobile 2017/18 che prenderà ufficialmente il via domenica 1 ottobre. I biancorossi di coach Attilio Caja faranno il loro esordio casalingo contro i Campioni d’Italia dell’Umana Reyer Venezia. Alla seconda giornata è già tempo di derby con la Openjobmetis di scena al Mediolanum Forum contro l’EA7 Emporio Armani Milano. Alla terza di andata il secondo derby della stagione con Varese che ospiterà al PALA2A la Red October Cantù. Subito dopo a Brescia quindi doppio turno casalingo alla
  21. L'Openjobmetis lascia il "punto della bandiera" a Torino e chiude con una sconfitta il percorso della stagione 2016-17. La compagine di Attilio Caja si congeda dal campionato cedendo il passo ad una Fiat più motivata dal desiderio di dare una soddisfazione ai suoi tifosi do- po 5 stop consecutivi. La terza sconfitta esterna consecutiva dopo Reggio Emilia e Venezia è del tutto ininfluente ai fini della classifica: Varese chiude dodicesima a 4 punti dai playoff, arrivando con pochissime gocce di benzina nel serbatoio all'ultima tappa di un'annata lunghissima e logorante sul piano mentale più che
  22. Coi Resuscitabili non ci si annoia mai. Con i Resuscitabili ci si diverte. Con i Resuscitabili ci si incazza, ma sapendo che il perdono arriverà presto. Con i Resuscitabili ci si commuove, davanti al calore di un addio e ai campioni veri che salutano il basket. Con i Resuscitabili ci si mangia anche le mani, infine, pensando a quello che avrebbe potuto essere e invece non sarà. Nell’analisi di Varese-Cremona, l’ultima di Masnago, partiamo proprio da qui: stai a vedere che alla fine dei giochi la Openjobmetis resterà fuori dai playoff per la classifica avulsa... Con il successo contro
  23. L'Openjobmetis saluta con una vittoria il pubblico del PalA2A e condanna Cremona alla retrocessione in serie A2. La compagine di Attilo Caja si congeda con un bell'acuto finale dai tifosi biancorossi, onorando il terzo dato di presenze della stagione 2016-17 con una prova gagliarda per 37 minuti nonostante le motivazioni di classifica ormai azzerate. Di sicuro Varese rispetta l'equità competitiva del campionato molto più della capolista Milano, che dopo aver indirizzato il rush finale playoff "regalando" punti a Pistoia e Brindisi, fa pendere la bilancia della volata salvezza in favore di Pesa
  24. Si spegne a Venezia il sogno proibito della rimonta playoff per l'Openjobmetis. La compagine di Attilio Caja cede soltanto nel finale sul campo della seconda forza della serie A, onorando comunque al meglio l'impegno contro una big come l'Umana. Anche al Taliercio i biancorossi mostrano la solidità di un impianto di gioco esaltato da un Maynor a lungo incontenibile (11/18 al tiro e 8 assist per il play statunitense). Alla fine, però, la cavalleria leggera della Reyer punisce Varese proprio nel reparto in cui i padroni di casa erano più in affanno viste le assenze sotto le plance di Batista, Ha
  25. Varese piegata a Venezia, Pistoia vince in casa contro Pesaro: l’aritmetica, con due giornate ancora in calendario, spegne il sogno della clamorosa rimonta playoff partendo dall’ultimo posto in classifica (sia i toscani che Capo d’Orlando, al momento ottava, sono avanti negli scontri diretti con la Openjobmetis). Non vogliamo sprecare più di una frase nel dare conto del verdetto che chiude, di fatto, il campionato della squadra di Attilio Caja: per un’impresa ai limiti dell’impossibile non ci possono essere grandi rimpianti, soprattutto se la memoria ti ricorda come (e dove) era messo que
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