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  1. La seconda in classifica del girone di ritorno contro la seconda in classifica “reale”: «Vediamo quanto siamo distanti da loro: basta questo come stimolo» I playoff lasciamoli lì dove sono: non pensarci, in fondo, fino adesso ha portato fortuna. E poi, al “cartesiano” Attilio Caja, ciò che dipende anche da fattori esterni al “super io” biancorosso non interessa: così è stato nella rincorsa salvezza, così sarà in questo finale di campionato. “Prima” della classe Sulla strada di una Openjobmetis da 7 vittorie in 8 partite stavolta c’è un esame di quelli da 3 mesi di studio. Al Tal
  2. Il commento a fine primo quarto, a fine secondo quarto, a fine terzo quarto sempre lo stesso era: hai perso con Reggio Emilia, perderai con Trento, ringrazia di esserti salvato e non sfidare montagne troppo alte per te. Come puoi infatti persino permetterti anche solo di sognare i playoff se i confronti con chi la post season la farà davvero ti vedono sconfitto senza appello (ancorché lottando)? Ecco, meno male che i commenti si devono scrivere alla fine. I Resuscitabili di Attilio Caja non muoiono mai: a farne le spese una Dolomiti Energia convinta di aver già sbancato il Tempio e vittim
  3. L'ottava meraviglia di Attilio Caj a regala all'Openjobmetis la certezza aritmetica della permanenza in serie A e alimenta il sogno playoff a tre turni dal termine della regular season. Varese respinge col vigore e l'energia della squadra di rango l'assalto della Dolomiti Energia, ribaltando con un imperioso 13-2 un match che sembrava segnato sul 67-74 del 37'. Una vittoria tutta sudore e grinta che simboleggia perfettamente gli ingredienti chiave della rimonta-salvezza di Cavaliero e soci. Vincenti le scelte tattiche finali del coach pavese, che imbriglia con la zona 2-3 l'agilità e l'energia
  4. L'Openjobmetis lancia la sfida alla rivelazione Trento per ripartire di slancio dopo il passo falso di Reggio Emilia. Penultimo appuntamento casalingo stagionale stasera al PalA2A: la truppa di Attilio Caja recupera Eric Maynor con la volontà di festeggiare aritmeticamente lo scampato pericolo in chiave salvezza e alimentare le ultime speranze playoff contro una realtà di alto livello come la Dolomiti Energia. Sia pure non ancora al meglio, il play statunitense sarà a disposizione del coach per dare l'assalto alla miglior difesa della serie A: «Vogliamo chiudere il discorso salvezza davan
  5. Siamo agli sgoccioli della stagione ma la voglia di basket è ancora tanta, tantissima. Stasera al PalA2A si gioca Varese-Trento (20.30) e per i biancorossi di Caja è previsto un altro bagno di folla: la prevendita ha toccato quasi un migliaio di biglietti venduti, e anche per questo anticipo pasquale si supereranno le quattromila presenze nel Tempio. Per la Openjobmetis, probabilmente, questa è una partita da affrontare con meno pressione, piuttosto con la voglia e l'intenzione di migliorarsi ancora, di togliersi qualche soddisfazione in un'annata che ha visto la svolta solo un mese fa. C'è vo
  6. La rimonta playoff dell'Openjobmetis si ferma a Reggio Emilia. La truppa di Attilio Caja chiude a quota 6 la sua esaltante serie positiva: il primo stop post-Coppa Italia è figlio dell'assenza obbligata di Eric Maynor, impossibilitato a scendere in campo dai postumi del colpo di frusta rimediato nell'incidente stradale (da passeggero) nel quale è stato coinvolto nella notte post-derby a Milano. Troppo asfittico l'attacco di Varese senza il suo "Aladino", genio della lampada in grado di creare tiri facili per i lunghi (solo 4 per un Anosike opaco) e tiri aperti per gli esterni (glaciale 1/10 da
  7. Si dice che la miglior difesa sia l’attacco. Si dice. Il principio è stato pedissequamente messo in pratica dal duo Alessandro Frosini-Ivan Paterlini, rispettivamente ds e vicepresidente della Pallacanestro Reggiana, dopo la partita dell’altro ieri tra la Grissin Bon e la Openjobmetis, costituendo la classica goccia capace di far traboccare un vaso già pieno a seguito di quanto accaduto sul parquet. Parola ai due: «È stata una partita sporca - attacca l’ex lungo di Virtus e Fortitudo Bologna - Loro (Varese ndr) sono una squadra che ti mette le mani addosso...». «E’ stata una partita belli
  8. Questa volta è difficile, lo ammettiamo. Eppure, ora che arrivata una sconfitta a spezzare la “monotonia” delle vittorie, trovare le parole dovrebbe essere facile. E invece no. Cosa scriviamo? Che l’assenza di Maynor ha spezzato un incantesimo? Fino al 35’ del match del Pala Bigi, fino al +18 (69-51) Reggio Emilia che sembrava aver mandato in archivio con ampio margine la contesa, il titolo era proprio questo: senza il suo leader Varese è tornata piccola piccola. Poi assisti a un recupero assurdo, che arriva a giocarsi addirittura il -2 con una manciata di secondi da giocare, e perdi di s
  9. L'Openjobmetis affronterà il suo esame di maturità sul campo di Reggio Emilia con la virtuale certezza di dover fare a meno di Eric Maynor. Stasera al PalaBigi (palla a due alle 18.15; diretta su Telesettelaghi) la compagine di Attilio Caja farà visita alla Grissin Bon forte dell'entusiasmo generato dalle 6 vittorie consecutive che hanno garantito in largo anticipo l'esito felice della missione-salvezza, aprendo uno spiraglio per una clamorosa rimonta playoff. A meno di sorprese nella rifinitura di stamattina Varese dovrà però rinunciare al suo play titolare: il colpo di frusta rimediato nell'
  10. Dopo la sesta vittoria in fila pensate che siano finiti gli aggettivi? Tranquilli, per questo capolavoro di derby li troviamo, eccome se li troviamo. Per questi dodici giocatori vestiti di rosso e per il loro condottiero tutto d’un pezzo in giacca e cravatta: per quelli che dopo 10 anni 10 sono stati capaci di espugnare la Brianza, riportando ai tifosi obbligati ingiustamente a rimanere a casa una gioia immensa. Impagabile. Agognata. Al Pala Desio vince la Openjobmetis di un maestro che ha insegnato a una squadra perdente, clamorosamente perdente, come si diventa spietata. Un maestro che
  11. L'Openjobmetis si regala una sera da grande. La compagine di Attilio Caja allunga a quota 6 la striscia vincente, sfatando dopo 10 anni il tabù esterno nel derby contro Cantù. Pur senza il supporto dei tifosi (che hanno però caricato la squadra presentandosi alla partenza da Masnago), Varese ribadisce la sua stellare condizione psicofisica imponendo la legge del suo atletismo sul campo di una Mia schiacciata dal predominio fisico biancorosso. Se la sconfitta dell'andata aveva consacrato lo psicodramma di una squadra in crisi di identità, l'imperioso successo del PalaDesio legittima la "resurre
  12. E adesso sarebbe fin troppo semplice dire le cose che si dicono in questi casi. Che il derby senza tifosi è una porcheria, che la pallacanestro italiana non è ancora morta perché esistono queste sfide - e un po’ di sana rivalità campanilistica - a mantenerla in vita. La realtà è che non ci abbiamo creduto nemmeno per un istante: sapevamo già, ce lo sentivamo, che la trasferta a Cantù per i tifosi di Varese sarebbe stata vietata. Di questi tempi, eliminare il problema alla radice è più semplice che provare in qualche modo a risolverlo. Gli ultimi anni ci hanno raccontato di sfide che, quan
  13. Attilio Caja chiede l'ultimo colpo di reni alla sua Openjobmetis per raggiungere la fatidica "quota 22" indicata come traguardo salvezza. Riuscirci nel derby contro Cantù sarebbe una doppia soddisfazione per il tecnico pavese: «Siamo sul rettilineo finale ma dobbiamo ancora tagliare il traguardo: contro Capo d'Orlando abbiamo fatto un altro passo importante verso la salvezza, raccogliendo l'entusiasmo di un pubblico che ci ha gratificato tantissimo nel premiare i nostri sforzi. Adesso manca lo sforzo finale, e sarebbe bellissimo coronare la missione salvezza nel derby: è la prima opportunità p
  14. Non usa mezze misure Attilio Caja, ed è un bene che si sia espresso in questi termini. Un derby senza tifosi è un mezzo derby, e la scelta di vietare ai tifosi varesini la possibilità di assistere dal vivo è stata tardiva e discutibile: «Peccato per questo divieto, che mi sembra una scelta di comodo, senza senso. Evidentemente per qualcuno è meglio lavarsi le mani. Ci si toglie una responsabilità, ma se tutti facessero così nel proprio lavoro e non si prendessero mai responsabilità, non andremmo da nessuna parte. C’è grande rammarico, perché sarebbe stata una bella pagina di sport. Noi abbiamo
  15. E ora che guardare indietro fa meno paura, ora che i fantasmi sono spariti, ora che i magoni sono dimenticati, ora che l’adrenalina ti ha messo le ali, l’unico limite diventa il cielo. Pazza idea di fare i playoff con lui, Attilio Caja. Anzi con loro, lui e il suo esercito spartano (fu Armata Brancaleone), protagonisti di una della metamorfosi più improbabili della storia del basket: là dove c’era la sconfitta, ora ci sono i sogni. Pazza idea di fare i playoff con Varese. Quando un obiettivo sembra conquistato (e lo è, quasi...) bisogna porsene subito un altro, ancorché difficile se non i
  16. L'Openjobmetis supera a pieni voti anche l'esame di maturità contro Capo d'Orlando. La compagine di Attilio Caja allunga a quota 5 la sua serie positiva (record personale per il tecnico pavese sulla panchina biancorossa), fermando a quota 4 la striscia della quarta forza Betaland, e compie un passo decisivo verso la salvezza visti gli 8 punti di margine a 6 giornate dal termine nei confronti dell'ultima della classe Cremona. Vittoria tanto sofferta quanto significativa per una Varese capace di indossare la tuta blu in un match dai toni agonistici oltremodo vibranti, tra la doppia espulsione pe
  17. «Dopo la partita di domenica scorsa, l’asticella si alza ancora. Ancora di più». Non fa una grinza e non si tratta solo della qualità degli avversari: il percorso è sempre stato, è e sarà varesino. Contro i propri limiti più che contro l’altro da sè. Pistoia è valsa l’abbaglio di una speranza, Avellino a piazzare il colpo che scompagina le carte, Pesaro a mettere a segno un punto importante nella battaglia salvezza, Brescia a corroborare il concetto di rinascita con una partita di purissima sostanza. Cosa sarà Capo d’Orlando? Se lo chiede anche coach Attilio Caja, nella lunga vigilia
  18. Quattro perle, un unico - vero - filo conduttore: la difesa. Il resto sono modi diversi di vincere, protagonisti che si alternano sul palco, un’affidabilità di fondo di alcune pedine e la fragorosa sorpresa di altre. La somma fa una crescita collettiva che le cifre certificano in maniera evidente: nelle ultime partite Varese ha tirato con il 55,7% da 2, il 41,5% da 3, ha segnato 84,3 punti di media, preso 37,1 rimbalzi, smazzato 16,3 assist, perso 11,5 palloni, conseguito un 94,3 medio di valutazione e subito 75 punti a gara. Prima la situazione era questa: i punti segnati erano 75,6, frutto d
  19. L’ultimo dei miracolati di Attilio Caja (vi ricordate il Johnson dell’inizio?) ha la mano torrida, la faccia di bronzo e la tendenza a mettersi in posa dopo aver bucato le retine avversarie, soprattutto quando conta. Si chiama Dominique Johnson e ne ha fatti trenta. Sì trenta. Dietro di lui una squadra vera, che segna, difende, soffre: una squadra di architetti, di scultori, di muratori (non conta chi sei o cosa fai: conta dove arrivi e dove gli altri arrivano grazie a te) che costruisce una casa coi fiocchi. Il capo-cantiere? Già lui: quello che ha preso un gruppo di uomini a terra e li
  20. L'Openjobmetis cala il poker sul campo di Brescia e certifica la sua definitiva uscita dalla zona calda. La truppa di Attilio Caja sbanca il PalaGeorge con una prestazione balistica di assoluto rilievo (18/35 da 3 di cui 8/14 del micidiale cecchino Dominique Johnson) e allunga a quota 6 il margine sulla zona retrocessione, oggi equidistante dai playoff. Obiettivo totalmente fuori portata per le occasioni sprecate in serie all'andata; ma oggi Varese merita ben altra posizione in classifica rispetto alla tredicesima attuale (sorpassata anche Caserta grazie al 2-0 negli scontri diretti). L'i
  21. «Giochiamo contro una squadra a tre punte, piena di giocatori di energia e capace di condizionare gli avversari con la sua difesa. Ma non dovremo snaturarci: facciamo la nostra pallacanestro, usiamo le nostre armi». Bello avere un’identità, finalmente. Dopo mesi di sofferenze, dopo che tirare fuori il sangue dalle rape sembrava impresa più facile che dare un senso a questa Openjobmetis 2016/2017. Ed è altrettanto bello saper di potere fare affidamento su di essa nel presentarsi al cospetto di un nuovo, difficile impegno, giocandosi le proprie chance e non partendo necessariamente battuti.
  22. Dubbi e certezze. Dubbi: nessuno pensi che la corsa sia finita qui. Perchè ne manca di sofferenza a “far felici” le budella la domenica pomeriggio prima di alzare la bandiera della salvezza. Soprattutto in un campionato, vittima di un livello appiattito verso il basso, in cui non esiste alcunché di scontato. Certezze: la Openjobmetis Varese, all’alba del mese di marzo, ha finalmente trovato un’anima, collettiva come somma di quelle individuali, su cui contare. Non puoi prevedere il momento in cui un insieme di singoli diventa una squadra: ci sono assemblaggi tecnici e umani che ci me
  23. L'Openjobmetis abbatte Pesaro con un quarto periodo arrembante e torna a godersi gli applausi scroscianti del PalA2A. La compagine di Attilio Caja ribalta con 15 minuti ad altissimo coefficiente di intensità difensiva (9 punti concessi nel quarto periodo) un match che aveva preso una brutta piega (50-61 al 25') e allunga a quota 3 una serie positiva che allontana finalmente i biancorossi dalla zona retrocessione. Il 2-0 negli scontri diretti con Pesaro è un punto fermo d'importanza capitale nella volata per evitare l'ultimo posto, ora distante 4 lunghezze visto il contemporaneo scivolone casal
  24. Attilio Caja non cambia la ricetta vincente per l'Openjobmetis a dispetto del peso specifico della posta in palio. La chiave tattica della sfida di domani contro Pesaro sarà la stessa che ha permesso a Varese di conquistare la prima mini-striscia vincente della stagione 2016-17: difesa, coralità e concentrazione sono le priorità richiamate dal coach pavese alla vigilia del primo spareggio-salvezza al PalA2A. «La settimana di lavoro è stata estremamente positiva per arrivare al meglio al match contro Pesaro: siamo consapevoli dell'importanza dell'impegno, trattandosi di uno scontro diretto casa
  25. L'Openjobmetis teme l'effetto-scossa in casa Consultinvest dopo la clamorosa svolta sulla panchina marchigiana con la risoluzione consensuale ufficializzata mercoledì con Piero Bucchi e la promozione a capo allenatore dell'assistente Spiro Leka. Il precedente che fa paura a Varese è quello del derby del 2 dicembre contro Cantù: l'allora Red October si presentò al PalA2A in piena crisi dopo le dimissioni di Rimas Kurtinaitis e la promozione ad interim di Kyrill Bolshakov. Ma la scossa per l'addio di un allenatore che evidentemente era poco gradito dal gruppo diede una carica inattesa ai canturi
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