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  1. L'Openjobmetis più bella della stagione sorprende la seconda forza Avellino con un secondo tempo di grandissimo spessore difensivo. Impresa tanto inattesa quanto meritata per la truppa di Attilio Caja, che espugna il PalaDelMauro con una prova di grande spessore tecnico e mentale e lascia l'ultimo posto della classifica in vista del primo spareggio salvezza di domenica contro Pesaro. Dopo 21 giornate di campionato, Varese festeggia la prima striscia vincente stagionale, dando continuità alla vittoria nel posticipo contro Pistoia su un parquet dove un mese e mezzo fa era caduta la corazzata Milano. Successo fortemente voluto dai biancorossi grazie ad una condotta di gara lucida e grintosa: l'alternanza di uomo e zona 2-3 proposte da Attilio Caja spegne la luce per gli irpini, che dopo i 49 punti col 58% dal campo fatturati all'intervallo ne producono solo 26 con il 29% da 2 e il 31 % da 3 nei secondi 20'. OJM letteralmente rigenerata dopo la pausa lunga, con Ferrero ed Eyenga a sprigionare una quantità inesauribile di energia e sviluppare un ficcante contropiede decisivo per il break di 3-19 con il quale i biancorossi hanno girato il senso del match (dal 49-40 del 20' al 52-59 del 27'). Ma già in avvio la truppa di Caja aveva mostrato un piglio efficace, con il filo tessuto con costanza sull'asse Maynor-Anosike (9 assist per il play; 8/10 da 2 per il centro nigeriano) che aveva messo a nudo i limiti difensivi di Fesenko e l'assenza pesante del suo alter ego Cusin. Avellino aveva però scardinato il primo giro di zona biancorossa con i dardi degli atipici Leunen e Zerini e le folate di un Ragland poi limitato dai falli (49-40 al 20'). Ma la vecchia ricetta "difesa&contropiede" ha permesso all'OJM di ripartire di slancio dopo l'intervallo; e i giochi a due tra Maynor e Anosike (o Pelle), croce offensiva dell'era Moretti, sono diventati delizia anche grazie a qualche invenzione dal cilindro del regista statunitense (tripla da 8 metri ad altissimo coefficiente di difficoltà del 63-72 al 35'). Poi nel finale i quattro piccoli proposti da Caja, con Cavaliero di supporto a Maynor ed Eyenga a farsi valere nell'1 contro 1 contro Leunen (canestro della staffa del 73-80 a meno 19" dopo una sanguinosa persa sulla rimessa a metà campo con 31" da giocare), hanno messo il sigillo ad una vittoria dal peso specifico davvero enorme. Prima di tutto perché dimostra con i fatti la crescita tecnica e mentale della squadra nella gestione-Caja: il tagliando nella pausa per la Coppa Italia ha fatto scattare il click giusto all'interno del gruppo, che ha saputo mettere in atto in maniera ottimale il piano partita - attaccare Fesenko sul pick&roll e togliere ritmo alle punte della Sidigas con una zona mobilissima sui lati ma "flottata" a centro area - preparato dallo staff tecnico. E poi ribadisce la solidità di un impianto di gioco nel quale ognuno sembra aver trovato la sua dimensione nelle pieghe di un collettivo ben oliato: il cammino verso la salvezza è ancora lungo, ma la strada è tracciata con chiarezza davanti a Cavaliero e compagni. Ora arrivano due appuntamenti chiave dentro e fuori dal campo: domenica lo spareggio contro Pesaro, e poi il 16 marzo gli "Stati Generali" del consorzio per decidere se aprire le porte al "socio forte" (sia esso Gianfranco Ponti o altre eventuali alternative al momento "coperte"). Ma arrivarci con mezza salvezza in tasca, in caso di filotto di vittorie a quota 3 con tanto di 2-0 negli scontri diretti sulla Consultinvest, sarebbe il miglior viatico per programmare un futuro meno condizionabile dall'alea delle scelte tecniche... Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis misura la solidità del suo impianto di gioco sul campo della seconda forza Avellino. Oggi al PalaDelMauro (palla a due alle ore 18.15) la compagine di Attilio Caja proverà a sfidare la quotata Sidigas di Pino Sacripanti, che guida il plotone delle inseguitrici della fuggitiva Milano nel rush finale verso i migliori piazzamenti del tabellone playoff. Impegno sulla carta proibitivo per Cavaliere e compagni sul campo di un'avversaria che al gran completo avrebbe fisicità e profondità per provare a sfidare la corazzata EA7 ed a correre sino in fondo nell'avventura in Champions League. Però, Varese ha il dovere e la necessità di cercare punti su qualsiasi parquet nella sua volata-salvezza che riparte dall'ultimo posto nonostante la vittoria scacciacrisi nel posticipo contro Pistoia. Dunque, dovrà provare a mettere granelli di sabbia negli ingranaggi di una Sidigas decisa a consolidare il suo ruolo di seconda forza e sfatare il tabù (tre sconfìtte in fila tra Coppa Italia, campionato ed Europa) legato l'innesto ad effetto di David Logan, la guardia già campione d'Italia 2014/'15 con Sassari, prelevata con un investimento massiccio tra ingaggio e buyout dal Lietuvos Rytas. Più che il risultato finale, conterà l'atteggiamento che la squadra di Caja saprà mettere in campo al PalaDelMauro: servono conferme relativamente capacità di esportare anche lontano da Masnago la mentalità operaia decisiva lunedì scorso, spazzando via i dubbi emersi nell'ultima trasferta di Brindisi con una prova che corrobori l'ambiente in vista dello spareggio casalingo di domenica contro Pesaro. Le chances di fare bottino sul parquet della Sidigas sono poche, ma Varese deve dimostrare il suo spessore mentale ancor prima che tecnico. E farsi trovare pronta a cogliere l'occasione, qualora la truppa di Pino Sacripanti dovesse affrontare con sufficienza l'impegno contro l'ultima della classe, spostando l'attenzione verso il retour-match di mercoledì nel derby italiano degli ottavi di Champions League contro Venezia. Di certo l'Openjobmetis si è preparata al meglio per il match di oggi, con una settimana di allenamenti a ranghi completi per impostare una partita all'insegna di applicazione mentale e sacrificio. La Sidigas ha grande potenziale offensivo col talento perimetrale di Ragland e del neoacquisto Logan, cui abbina la freschezza atletica degli esterni Randolph e Thomas e la potenza fisica del mastodontico Fesenko (64,3% da 2 per il centrane ucraino da 216 centimetri per 130 chili). Ma Pino Sacripanti le ha dato un volto più votato alle esecuzioni e alla lucidità che ai punteggi alti (terza difesa della serie A a 74.7 punti di media). Nelle ultime settimane Avellino sta pagando dazio per l'assenza di Marco Cusin, vittima di una frattura alla mano destra che lo terrà ai box sino a fine marzo: senza il centrane azzurro, Sacripanti deve chiedere sforzi extra a Fesenko, per fermare il quale sembra prevedibile un massiccio uso della difesa a zona anche nell'ottica di proteggere Maynor contro il folletto Ragland. Pronostico chiuso per Varese? No, se la squadra di Caja riuscirà a sorprendere la Sidigas alzando i ritmi grazie all'aggressività della difesa e al presidio dei rimbalzi. Altrimenti il destino dei biancorossi rischia di essere segnato... Giuseppe Sciascia
  3. «Dobbiamo cercarlo questo risultato. Mettiamoci il fisico e usiamo la testa: facciamoci trovare pronti». Sull'onda lunga della vittoria ottenuta lunedì scorso contro Pistoia, la Varese di Attilio Caja prova a sognare un colpaccio che scompaginerebbe le carte della corsa salvezza: rubare due punti alla Scandone Avellino, seconda in classifica. La differenza tra le due squadre, la graduatoria stessa e il buon senso al momento non consentono di andare oltre l'irrazionalità del desiderio: per trasformarlo in realtà servirà la partita perfetta. «Veniamo da una settimana di lavoro corta ma positiva - ha detto Caja nella consueta conferenza stampa del venerdì - iniziata con una vittoria che ci ha dato fiducia e morale, dimostrando che stiamo facendo le cose per bene. Contro Pistoia, la prima di undici finali per noi, l'approccio è stato quello giusto, la difesa è stata solida e attenta: siano queste delle indicazioni per il futuro». A cominciare da quello prossimo: «Siamo consapevoli di come Avellino sia un impegno molto difficile da affrontare - continua il coach - Giocheremo contro una squadra che punta ad arrivare seconda in campionato, che ha fatto un'ottima stagione lo scorso anno e, sull'onda lunga di questa, ha concluso un mercato brillante, ben orchestrato da Nicola Alberane. Il ds forlivese, deus ex machina della Sidigas, che proprio ieri - su queste colonne -aveva elogiato il lavoro di Caja con Varese (nota di servizio: i due erano pronti a collaborare due anni fa, poi qualcuno decise di cacciare Caja dal Sacro Monte e il manager non riuscì a liberarsi dal suo contratto con Roma...), prende giusto merito alle propria bravura nelle parole dell'allenatore pavese: «Ci ha visto ancora bene... Ha perso l'mvp del 2015/2016 Nunnally, che si è accasato al Fenerbahce, ma è riuscito lo stesso a costruire una squadra molto competitiva. Ora ha preso anche Logan, a dimostrazione che Avellino non vuole lasciare nulla di intentato». Insomma: in Irpinia sarà dura. «Hanno grande atletismo tra gli esterni e fisicità sottocanestro, con Fesenko. Noi dovremo metterci il fisico ed essere aggressivi, ma anche usare la testa, per sporcare le tante opzioni della formazione di Sacripanti». Si riparte dalla difesa, chiave di volta, anche psicologica, del successo contro la The Flexx: «Quando a livello di talento sei inferiore agli avversari, e ancora di più quando giochi in trasferta, la difesa diventa fondamentale, insieme al controllo dei rimbalzi. Rispetto alla gara contro i toscani, però, mi aspetto dei miglioramenti in attacco, non solo nella costruzione del gioco, ma anche nella sua finalizzazione, che è questione di fiducia. Sarà questo il passo avanti» La Scandone viene da tre sconfitte consecutive (Sassari in coppa Italia, Brescia in campionato e Venezia in Champions) e vivrà la partita contro Varese come intermezzo tra l'andata e il ritorno dei playoff continentali. Un piccolo vantaggio per noi? «Non credo - conclude Caja - Avellino è squadra abituata a questi ritmi». Fabio Gandini
  4. L'Openjobmetis ritrova il sorriso al PalA2A e non fallisce il primo appuntamento col treno-salvezza. La compagine di Attilio Caja interrompe un digiuno casalingo di oltre due mesi e mezzo (ultimo hurrà in campionato datato 10 dicembre), piegando la rivelazione Pistoia con 30 minuti di applicazione difensiva graffiante e un finale da leader di Dominique Johnson (10 punti negli ultimi 3'30" compresa la tripla della staffa sul 71 -64 a meno 1'05"). Vittoria tanto importante quanto sofferta per una Varese costretta a fare bottino dalle imprese delle dirette rivali Pesaro e Cremona: se la necessità di non fallire il colpo ha visibilmente pesato sulla fluidità dei biancorossi (27% da 3 e 60% in lunetta), l'atteggiamento grintoso profuso da Cavaliero e soci è stato all'altezza dell'importanza della posta in palio. Determinante soprattutto l'energia iniziale, con l'ottimo impatto dalla panchina di Pelle e Kangur a creare il primo strappo dopo un avvio a fari spenti sui due fronti (27-13 al 14' dopo il 10-9 dell'8'). Varese ha costruito molto, con un Maynor alterno ma comunque abile nell'innescare a turno Anosike e Pelle, e una supremazia territoriale a rimbalzo che è stata sostanziosa per 30 minuti (44-40 finale, ma 19 punti e 22 "carambole" totali" per i due centri biancorossi) ad accendere spesso e volentieri il motore del contropiede. Brava l'Openjobmetis ad interpretare il match con il piglio richiesto da Caja, con un costante lavoro per spegnere i terminali toscani Boothe e Petteway (3/21 in due e 11 punti rispetto ai quasi 26 di media). Ed è stato comunque lo stesso Maynor, pur sistematicamente punito da Moore dall'arco con una difesa troppo permissiva, a riaccendere la luce con una serie di iniziative pregevoli per respingere il primo assalto toscano (51-36 al 27' dopo il 40-35 del 23'). Ma quando i ragazzi di Esposito hanno allungato la difesa, approfittando del calo di Maynor e dei passaggi a vuoto di un Avramovic totalmente fuori fase, l'inerzia della partita ha rischiato di invertirsi con gli assetti più dinamici scelti dal coach ospite che hanno girato il senso del match a rimbalzo e nei ritmi. Senza più benzina per il contropiede e dovendo attaccare a metà campo contro una difesa aggressiva, Varese ha mostrato ancora tremori evitabili consentendo a Pistoia di tornare in partita dopo aver pressoché dominato per tre quarti. Provvidenziali i 3 minuti di sostanza in regia Bulleri con un jumper prezioso per tenere a distanza gli ospiti (63-54 al 36' ); e quando gli spettri delle sconfitte in serie hanno rischiato di giocare un brutto tiro all'Openjobmetis con Pistoia che ha ricucito fino al 68-64 ameno 1'22", è stato "Dom" Johnson a vestire finalmente i panni del trascinatore (prima vittoria a Masnago in campionato anche per la guardia ex Alba Berlino oltre che per Caja), risolvendo prima in lunetta e poi dall'arco l'impasse della manovra varesina quando Maynor è stato progressivamente soffocato dai toscani. Non certo un Picasso, ma vista l'importanza della posta in palio non c'era da andare troppo per il sottile; e una vittoria figlia di una prova tutta sudore, applicazione e intensità dimostra che l'Openjobmetis ha colto il succo dell'importanza della missione-salvezza, scaldando con il suo atteggiamento combattivo la platea di un PalA2A che ha sostenuto con calore gli sforzi biancorossi. L'auspicio è che l'iniezione di fiducia del ritorno al successo casalingo sblocchi un attacco ancora troppo alterno; ma se Masnago torna ad essere un fortino, l'arduo cammino salvezza avrà trovato una stella polare attraverso la quale orientarsi nella giusta direzione... Giuseppe Sciascia
  5. L'Openjobmetis lancia la volata salvezza nel posticipo di stasera contro Pistoia. Match delicatissimo per la truppa di Attilio Caja, decisa a rompere il digiuno al PalA2A (che dura dal 10 dicembre) davanti alle telecamere di SkySport 2: palla a due alle ore 20.45. Per i biancorossi sarà una tappa obbligata nella rincorsa alla permanenza in serie A, specie dopo le imprese casalinghe a pronostico avverso di Cremona e Pesaro contro Venezia e Sassari che hanno lasciato Varese sola all'ultimo posto. Il peso specifico della posta in palio è pesantissimo, non solo per i risultati negativi dagli altri campi, ma soprattutto per il rilievo determinante dell'impegno di stasera dopo l'ultimo "tagliando" effettuato durante la pausa per la Coppa Italia. Se il fattore-campo deve essere la certezza assoluta sulla quale fare affidamento nel rush finale delle 11 partite mancanti, la sfida contro la rivelazione The Flexx - che si presenta a Masnago col peggior record esterno della serie A: una sola vittoria su 9 uscite in trasferta - è una partita nella quale l'OJM dovrà dimostrare di possedere le certezze tecniche e mentali necessarie per condurre in porto la difficile missione-salvezza. Solo una vittoria supporterà concretamente l'efficacia della ricetta tutta lavoro e coralità impostata da Caja per guarire i mali di questa Varese cresciuta sul piano del gioco ma ancora troppo alterna e soprattutto fragile sul piano della continuità. I biancorossi giocheranno con le spalle al muro, consapevoli che una eventuale sconfitta brucerebbe il credito acquisito in due mesi di cura-Caja acuendo lo psicodramma di una piazza già sull'orlo di una crisi di nervi per la situazione complicatissima, anche perchè (colpevolmente) sottovalutata quando tra ottobre e novembre c'era margine per rimediare. E renderebbe improcrastinabile quel ricorso al mercato che finora è stato congelato come jolly da utilizzare in caso di estrema necessità. La squadra è al momento della verità, dovendo dimostrare sul campo che vale più dell'attuale classifica e il senso di responsabiltà nei confronti dell'ambiente di Varese sul quale il coach pavese ha fatto leva dopo la sconfìtta contro Brindisi darà al gruppo la motivazione decisiva per evitare la retrocessione in A2. Il rientro di Anosike e Bulleri, assenze pesanti in occasione dello scivolone pre-Final Eight a Brindisi, consentirà a Caja di ristabilire le gerarchie tecniche che avevano prodotto spunti convincenti sul piano del gioco prima del tonfo del PalaPentassuglia. Determinante l'esito del duello a rimbalzo contro una squadra dal "tonnellaggio" elevato come la The Flexx, col lungo tiratore Boothe (12.7 punti e 4.9 rimbalzi) e il massiccio Crosariol (9.7 punti e 5.6 rimbalzi) come punti di riferimento interni. Il motore dei toscani è l'affidabile play Moore ( 10.6 punti e 5.3 assist), il fuciliere è l'agile ma alterno Petteway (13.3 punti) ma in generale Pistoia è temibile per la sua capacità di mordere in difesa e alternare gli assetti tra stazza e dinamismo. La squadra di Esposito, già ben oltre le aspettative e con la chance di rincorrere il sogno playoff, potrà giocare a mente sgombra al contrario di una OJM obbligata alla vittoria. I biancorossi sapranno trasformare la tensione in energia positiva, come richiesto prima del match da Attilio Caja? Se il campo dirà sì, sarà un segnale importante in chiave salvezza. Altrimenti suonerà l'allarme rosso con necessità di rinforzi immediati per evitare il baratro. Giuseppe Sciascia
  6. Attilio Caja punta sulla difesa e sull' importanza della posta in palio per dare la carica all'Openjobmetis in vista del delicato impegno casalingo di lunedì contro Pistoia. «Preparazione molto lunga per una partita importantissima: dovremo impostare la partita sulle basi di una grande energia difensiva. Conoscendo il peso della posta in palio e le qualità di Pistoia, che a sua volta ama correre, sarà fondamentale mettere attenzione costante in retroguardia per prendere poi ritmo e fiducia sul fronte offensivo. Noi saremo in casa, dovremo giocare una partita aggressiva e coraggiosa, trasformando la tensione per la posta in palio in un grande impatto emotivo». Il coach pavese non si fida del ruolino di marcia negativo dei toscani lontano da casa (1-8 in trasferta contro il 9-2 in al PalaCarrara): « È un dato indicativo, come però lo è anche il nostro record negativo in casa. Però, a questo punto contano più l'aspetto mentale, la serietà della preparazione e la consapevolezza del momento del campionato più che l'aspetto tecnico. Servirà grande attenzione, supportata però da buone percentuali: ultimamente abbiamo costruito bene ma tirato male. E questo non ci ha aiutato». Caja confida infine che sbloccare il digiuno a Masnago (ultima vittoria in campionato datata 10 dicembre contro Reggio Emilia) possa aiutare la squadra ad esprimersi meglio: «Dal punto di vista tecnico facciamo cose di buon livello sui due lati del campo. L'aspetto delle percentuali dipende dalla fiducia. Una vittoria ci aiuterebbe a rendere la palla più leggera e guadagnare sicurezze, sbloccandoci a livello offensivo». Giuseppe Sciascia
  7. Concentrazione, controllo dei ritmo, lotta a rimbalzo e pragmatismo per esaltare la coralità ritrovata dall'Openjobmetis sul campo di una squadra votata all'attacco come l'Enel. Brindisi contro Varese significa anche Meo Sacchetti contro Attilio Caja, allenatori che danno identità abbastanza antitetiche alle rispettive squadre; il coach pavese esorta prima di tutto i suoi ad affrontare la trasferta in Puglia con lo stesso piglio di quella di Caserta. «Andremo in campo con l'intento di dare il massimo per fare risultato. A questo punto della stagione non importa se si gioca in casa o fuori: ogni gara può essere quella buona per concretizzare il lavoro che stiamo portando avanti, dunque serviranno concentrazione e convinzione per provare a fare bottino, pur consapevoli del valore dell'Enel che settimana prossima sarà una delle protagoniste delle Final Eight». Brindisi è squadra di grandi attaccanti, per fare il colpaccio servirà una grande difesa... «Giocare una partita molto importante in difesa è la base per provarci: sfideremo il secondo attacco del campionato e la priorità sarà quella di fermare una squadra di grande talento, con un quintetto base che viaggia interamente in doppia cifra. Ci sono giocatori con grande atletismo e qualità offensive, penso soprattutto a M'Baye che è una delle migliori sorprese della serie A, un lungo che gioca come una guardia viste le sue doti in palleggio. Lo stesso Scott è un attaccante di primaria importanza, poi c'è Goss che ha esperienza e leadership oltre che qualità». Altra chiave di volta del match sarà il duello a rimbalzo, ci sarà l'ex di turno Anosike? «O.D. ha accusato problema alla schiena in settimana ma ha dimostrato grande disponibilità (ieri ancora lavoro differenziato ma la situazione è in via di risoluzione dopo terapie specifiche, oggi partirà con la squadra, ndr). Oltre che in difesa dovremo lottare forte sotto i tabelloni, situazione che va al di là dell'aspetto tecnico, ma entra nella sfera caratteriale: l'importanza della partita dovrà darci stimoli importanti, Brindisi è in una situazione di metà classifica con la Coppa Italia già conquistata, mentre noi dobbiamo recuperare e per questo servirà confermare l'atteggiamento pugnace messo in campo nelle partite precedenti. E togliere qualche passaggio a vuoto in termini di continuità fisica e mentale che ci permetterebbe un ulteriore progresso». Dunque cuore e testa per giocare una partita intensa ma soprattutto lucida per non esaltare le doti in campo aperto dell'Enel? «Servirà controllare il ritmo ed essere pragmatici, soprattutto alla luce delle caratteristiche dell'Enel: di sicuro non li sfideremo a chi segna un canestro in più. Difensivamente abbiamo fatto delle buone cose e questo deve darci fiducia, così come dobbiamo avere fiducia nelle nostre capacità di giocare insieme e avere responsabilità divise. Sarà importante il ritmo e di conseguenza il controllo dei rimbalzi, riducendo il numero dei possessi degli avversari: ci saranno momenti in cui Brindisi, spinta dal pubblico, avrà momenti positivi. E noi dovremo essere bravi a farli sbollire». Meo Sacchetti chiede strada a Varese per rilanciare le velleità playoff della sua Brindisi. L'ex capitano di DiVarese e Ranger indica priorità ben precise per la sua squadra in vista del match casalingo di domani contro l'Openjobmetis: «C'è bisogno che i miei giochino una partita migliore rispetto a quella di lunedì a Reggio Emilia. Alcuni sprazzi sono stati positivi, come spesso ci è accaduto nell'arco della stagione, ma serve aumentare molto l'intensità: al di là delle nostre caratteristiche in positivo e in negativo che sono tipiche di ogni squadra, non dobbiamo perdere palloni banali per leggerezza o carenza di aggressività. La serie A di quest' anno non perdona: se giochi senza energia rischi di perdere con chiunque, e questo vale anche per Milano che è nettamente la più forte». Brindisi disputerà le Final Eight di Coppa Italia ed è a 4 punti dal quarto posto, ma a oggi è undicesima pur con 8 punti di margine su Cremona: quale lato della classifica si guarda? «La classifica è cortissima e dà ancora margine per guardare in alto, ma per arrivare ai playoff dovremo trovare continuità: si pensava a 4 o 5 squadre superiori alle altre e poi glande bagarre, ma in realtà il peso del doppio impegno tra campionato e coppa ha via via condizionato le varie Sassari, Avellino e Venezia. La Champions League sembrava una "coppetta", in realtà il livello è più alto del previsto: quando vinci ti dà un bello sprint, ma alla lunga i carichi pesano». Dal mar Tirreno di Sassari all'Adriatico di Brindisi: come sta andando l'avventura alla guida dell'Enel? «Brindisi e una citta dove c'è una passione radicata, difensive viene da tante stagioni di alto livello, l'ambiente è caldo e coinvolgente: qui mi trovo bene, abbiamo costruito una squadra giovane e talentuosa per alimentare questa passione. Nel complesso sono contento, ma lo sarei ancora di più con quelle due vittorie in più che sarebbero state adeguate al potenziale della squadra». Come giudica il momento che sta attraversando l'Openjobmetis? «Varese viene da buone partite al di là dei risultati: l'ho vista dal vivo all'opera contro Sassari, aveva condotto a lungo ma si è trovata di fronte ad un' avversaria che ha trovato un filotto micidiale di triple. Altra questione la partita contro Milano: l'ho analizzata a lungo per preparare la sfida di domani, per reggere l'urto contro l'EA7 devi dare il 101 per cento e trovarli in una serata infelice. L'Openjobmetis ha giocato bene ed ha anche rimontato con un break importante, ma la forza dell'Olimpia è punirti appena tiri il fiato». Che partita si aspetta domani al PalaPentassuglia e cosa dovrete fare per riuscire a battere Varese? «Mi aspetto tante variazioni di difese che noi dovremo affrontare con lucidità: dobbiamo imparare a leggere meglio le partite e le situazioni e mordere un po' di più in difesa quando non facciamo canestro come ci piace. Dunque sarà importante farci trovare pronti e sereni quando Varese passerà da uomo a zona e viceversa, e riuscire a imporre più e meglio dei nostri avversali i ritmi a noi più congeniali». Giuseppe Sciascia
  8. L'Openjobmetis naufraga malamente in riva all'Adriatico e scivola nuovamente sul fondo della classifica. Il blocco delle quattro partite tra le due pause della serie A si chiude nel peggior modo possibile per la truppa di Attilo Caja, travolta alla distanza dalla vivacità dell'Enel che schianta sul piano del ritmo una Varese inguardabile come ai tempi peggiori del girone d'andata. L'assenza di O.D. Anosike, costretto a dare forfait in extremis per un problema alla schiena e bisognoso di terapie specifiche, è solo un'attenuante nell'economia di una partita che Cavaliero e compagni non sono riusciti ad affrontare secondo le intenzioni di Artiglio a causa di una inferiorità aerea costante senza il pilastro della difesa. Ma la sconfitta dell'Openjobmetis è figlia anche di una prestazione offensiva totalmente inconsistente, col record negativo di punti segnati che fa il paio con il massimo stagionale di palle perse (ben 26 di cui 13 nel solo terzo quarto chiuso con 9 punti segnati e una lunga serie di possessi letteralmente regalati nelle mani di Brindisi). Effimera la striscia di triple (tre di Johnson e una da metà campo di Cavaliero) che aveva permesso ai biancorossi di evitare il tracollo immediato sul primo fuorigiri offensivo (11-2 al 6' ma 20-22 al 13'), e il buon finale del secondo quarto che aveva chiuso il primo strappo (38-34 a metà gara con tripla sulla sirena di Ferrero dopo il 33-24 del 16'). Gli errori non forzati nel terzo quarto hanno impedito agli ospiti di sfruttare le molte sbavature dell'Enel sul 48-41 del 24', e quando i padroni di casa hanno inquadrato il bersaglio con Moore e Scott il match ha preso una piega a senso unico (67-50 al 34' ) con Maynor fuori fase al tiro, Johnson non più coinvolto dopo i 10 punti nei primi 12' e il solo Ferrero a battersi con ardore fino in fondo. Un passo indietro lungo e ben disteso che rinfocola lo psicodramma della piazza alla luce della vittoria tonante di Cremona contro Torino, che riporta Varese all'ultimo posto come quattro settimane fa. Ancora una volta diventa evidente che l'attuale squadra non può permettersi mai di uscire dallo spartito cajano: laddove emergono i vecchi istinti personalistici (citofonare Eyenga e la sua esibizione di palle perse), i biancorossi mostrano preoccupanti segnali di scollamento che dovranno essere leniti durante la pausa per le Final Eight con due settimane di lavoro in palestra per completare una volta per tutte l'assimilazione del nuovo sistema. Ma il tonfo del PalaPentassuglia rimette in discussione la possibilità di arrivare alla salvezza con l'organico attuale: serve prima di tutto svuotare l'infermeria, non soltanto per quanto riguarda Anosike ma anche Bulleri, assenza pesante alla luce dell'assoluta negatività prodotta da Avramovic. Ma con Cremona tonificata dall'effetto Johnson Odom e Pesaro rinforzatasi col fuciliere Hazell, basterà il roster attuale di Varese - con Kangur ormai desaparecido e Maynor troppo solo se Johnson non crea per sé e per gli altri dal palleggio - per centrare una salvezza per la quale servirà soffrire fino all'ultimo? Il vincolo delle risorse azzerate dagli extrabudget per correggere gli errori del passato a oggi è pesante, ma non deve né può diventare un alibi per nascondere quelli evidenti commessi in estate e in autunno. Che necessitano di almeno un correttivo - nello spot di 4, oppure una guardia-play da affiancare a Maynor, spostando Johnson ed Eyenga da 3 e da 4 - per non rischiare davvero una retrocessione in A2 già evitata negli ultimi 3 anni solo grazie agli interventi correttivi sul mercato. Giuseppe Sciascia
  9. Quaranta minuti di vigorosi colpi di spugna, a cancellare i passi avanti fatti nell’ultimo periodo, con Caja sulla tolda di comando. Lascia senza parole – almeno, senza parole riferibili su un articolo – la pessima prestazione della Openjobmetis a Brindisi, dove i padroni di casa vincono senza alcun problema sfruttando facilmente l’incredibile mare di errori inventati per l’occasione da Maynor e compagni. Salento, terra di sagre, avranno pensato gli svogliati biancorossi che hanno messo in scena quella più sgradevole, il festival della palla persa. Ben 26 i palloni regalati agli increduli avversari, sorpresi da tanta grazia di Dio, tanto da fare cilecca a loro volta in più occasioni. Ma una serie di oscenità così lunga era impossibile da sprecare: Brindisi ha fatto il compitino, pur senza tirare bene, ha lavorato con pazienza a rimbalzo e inchiodato Varese (80-58) alle proprie responsabilità. A 3′ dalla fine il tabellino biancorosso narrava di 24 rimbalzi difensivi e 24 palle perse: pensateci bene, la Openjobmetis ha messo – praticamente – nelle mani avversarie ogni pallone ghermito sotto i tabelloni. Un dato impressionante. Certo, a Caja mancava il totem sotto canestro perché OD Anosike, annunciato con la schiena in fiamme, è andato a referto ma non ha giocato (e già mancavano Campani e Bulleri). Assenza grave, non vi è dubbio, ma non è stato certo il fantasma del pivot a costringere Maynor e Cavaliero a palleggiarsi sui piedi, Eyenga a scaricare palloni nelle mani degli avversari, Avramovic a cadere per terra lasciando la sfera ai rivali. Difficile quasi da spiegare, l’attacco di un’Openjobmetis che per un po’ ha anche retto in fase difensiva, con Caja a predicare zona per non pagare troppo gli scontri diretti. La coperta però, che già si sapeva corta, è risultata anche sforacchiata, leggera e sporca. Con un’unica eccezione, Giancarlo Ferrero, ancora una volta chiamato a predicare nel vuoto. E con Cremona che ha sdrenato Torino, Varese torna a essere la più seria candidata alla caduta libera verso la A2. COLPO D’OCCHIO Solita cornice di pubblico calda, al PalaPentassuglia, impianto intitolato a un ex allenatore che fu anche alla guida della Pallacanestro Varese. Qualche preoccupazione tra il pubblico di casa per il ventilato disimpegno dello sponsor Enel, contributo fondamentale per l’unico club pugliese di LBA. Assenti i tifosi ospiti per decisione delle autorità, contestata dagli ultras locali che hanno esposto uno striscione contrario alla scelta del prefetto locale. PALLA A DUE La presenza di OD Anosike durante il riscaldamento delle due squadre è solo un’illusione. Il pivot, con la schiena malconcia, resterà in panchina per tutto l’incontro e la sua assenza si aggiunge a quelle di Campani e Bulleri. Caja inzia così con Ferrero e Pelle lunghi; l’ex Goss parte da riserva nel quintetto di Sacchetti, che schiera Cardillo titolare. LA PARTITA Un canestro di Eyenga è l’unico centro biancorosso prima di 6′ costellati di errori di ogni tipo. Brindisi fa poco meglio e si trova avanti 9-2 nonostante un timeout immediato di Caja, poi Ferrero smuove i suoi e Varese decolla improvvisamente con tre triple segnate da Johnson. E’ pareggio, con Cavaliero che regalerà il vantaggio segnando sulla sirena da quasi 20 metri dopo due liberi di Goss (17-18). Varese mantiene la testa per un paio di azioni nel secondo quarto, poi pian piano riprende a sbagliare e lascia strada ai padroni di casa, non particolarmente precisi ma alla lunga più efficaci. Se M’Baye non è il solito cecchino, tocca ai lunghi muovere il punteggio e a Moore rifinire il vantaggio. Anche in questo periodo però Varese trova il colpo di coda (rifinito da una tripla di Ferrero allo scadere) che tiene aperte le danze: 34-38 alla pausa lunga. Illusioni, nulla di più: al rientro in campo Brindisi (dopo il -2 del solito Ferrero) torna ad allungare e stavolta senza fare l’elastico. La Openjobmetis perde 13 palloni in 10′, nei modi più buffi, goffi e dilettanteschi possibili: l’Enel incredula ne approfitta senza neppure esagerare, trova i cesti di Moore e Scott e chiude su un morbido e caloroso +16 a trequarti di gara. IL FINALE A questo punto, una squadra con un minimo di amor proprio, proverebbe a dare il tutto per tutto nel tentativo di rientrare in partita, soprattutto con 10′ da giocare e una rivale che non è esattamente il Real Madrid di Doncic. Lo sforzo di Varese arriva, per la bellezza di un minuto e mezzo: tornata a -9, quasi incredibilmente (unica fiammata di Maynor, due canestri a cavallo dell’intervallino) la Openjobmetis si spegne di nuovo, ingloriosamente: Eyenga ammacca il ferro da ogni posizione, Avramovic con le palle perse colleziona pure le figuracce, lo stesso Maynor incappa in tre liberi sbagliati prima di mettere il quarto. Insomma, neppure se Brindisi ritirasse i giocatori e schierasse i magazzinieri, cambierebbe qualcosa. E il finale, 80-58, è “alterato” dalla più inutile delle triple di Eyenga a pochi istanti dalla sirena. Damiano Franzetti
  10. La serie A è pronta a cambiare volto, ma la riforma che porterà da 16 a 18 le partecipanti al massimo campionato nel giro di tre stagioni piace più all'A2 che ai club professionistici. Oggi il Consiglio federale ratificherà la road map della riforma concordata la scorsa settimana con Lega Basket e LNP per aumentale da una a due le promozioni nel massimo campionato, e di conseguenza le retrocessioni tra i dilettanti. Serviranno due stagioni propedeutiche per la messa a punto della riforma: la prossima prevederà ancora 16 squadre e un solo interscambio, nel 2018/' 19 una sola retrocessione a fronte di tre promozioni dall' A2, mentre dal 2019/'20 la riforma andrà a regime con 18 squadre in A per una regalar season da 34 partite e due "scambi" tra professionisti e dilettanti. Una formula che i club professionistici hanno accettato senza troppo entusiasmo, con l'unico obiettivo di annacquare il raddoppio delle retrocessioni che su 18 squadre anziché 16 avrà un peso specifico meno rilevante: basti pensare a che cosa significherebbe per l'Openjobmetis nell'attuale situazione di classifica trovarsi a lottare per evitare gli ultimi due e non soltanto l'ultimo posto in classifica. Per un club di fascia media in termini di budget come Varese l'ampliamento delle partecipanti alla luce del raddoppio delle retrocessioni è una piccola garanzia in più: «Posto che almeno la metà dei club di serie A non sarà mai coinvolto nella lotta salvezza, a livello meramente aritmetico passare da una a due retrocessioni su 16 o 18 squadre cambia qualcosa - è il parere di Toto Bulgheroni, consigliere delegato all'area tecnica della Pallacanesuo Varese -. Sotto un certo aspetto il campionato sarà più interessante e combattuto, anche se personalmente non sono favorevole alle 18 squadre perché non ci sono atleti a sufficienza per garantire la qualità del gioco». Il raddoppio delle promozioni è invece una vittoria dei club di A2 che insistevano sin dai tempi dell'unione delle forze tra LegAdue e DNA con la creazione di un primo campionato dilettantistico a 32 squadre per eliminare il collo di bottiglia dell'unico salto di categoria disponibile in un campionato che raccoglie una vasta gamma di nobili decadute (i 5.417 spettatori medi della Fortitudo Bologna e i 4.990 di Treviso sarebbero rispettivamente il secondo e terzo dato della serie A dietro la sola Milano ma davanti a Sassari e Pesaro). La riforma è pensata più per le big Virtus e Fortitudo Bologna, Treviso, Trieste e Verona che per un club come la TWS Legnano, il cui presidente Marco Tajana - che oggi sarà tra i consiglieri federali delegati a ratificare la riforma - la applaude in maniera incondizionata: «Per noi non cambia granché. Per possibilità economiche, struttura e impianto, l'A2 è il massimo campionato cui possiamo puntare e il nostro obiettivo è il consolidamento a lungo termine - spiega il presidente degli Knights -. Però la serie A italiana era l'unico campionato in tutta Europa a prevedere una sola retrocessione: con questa riforma si favorirà il recupero di piazze che hanno tradizione e impianti. E il maggior interscambio renderà meno traumatica la retrocessione dalla A». Giuseppe Sciascia
  11. L'Openjobmetis non sfigura al cospetto della corazzata EA7. Il derby numero 174 ribadisce l'attuale superiorità di Milano (8 vittorie in fila e 100 totali) nei confronti di Varese, ma la truppa di Attilio Caja esce tra gli applausi del PalA2A per aver onorato al meglio una sfida sulla carta impossibile. Nonostante le assenze di Cinciarini e Simon, la compagine di Jasmin Repesa mostra la profondità chilometrica della sua panchina spremendo 46 punti dal secondo quintetto contro i 20 dei padroni di casa, penalizzati dai precoci problemi di falli di Anosike e Ferrero e dal riposo obbligato di Maynor in assenza del veterano Bulleri. Quintetto contro quintetto, Varese ha per certi versi fatto meglio dell'E A7, con una partenza graffiante (20-15 al 7') firmata dalle accelerazioni dettate dal play statunitense (13 nel primo tempo) e finalizzate da un esplosivo Eyenga. Ma se le rotazioni di coach Repesa hanno permesso di girare le chiavi nel quadro, specie con un tonico Dragic e un ispiratissimo Pascolo, l'OJM ha avuto risposte quasi solo negative (eccetto per un flash di Pelle nel terzo quarto) dalla sua "second unit". Eloquente il primo break subito a cavallo tra primo e secondo quarto (24-37 al 13' con un 4-22 in soli 5'), con Milano micidiale dall'arco (9/15 all'intervallo e 14/28 a fine gara) per punire gli errori di costruzione del gioco di una Openjobmetis orfana per 20' del terminale principe Dom Johnson (1 punto e 0/6 al tiro a metà gara). Ma dopo aver rischiato il tracollo sul 32-50 del 16', Varese ha avuto la forza di reagire aggrappandosi all'efficacia della zona 2-3 proposta da Caja dopo l'intervallo. Riacceso il motore del contropiede, i biancorossi hanno trovato qualche guizzo dall'arco con Johnson e Ferrero, ricucendo a poco a poco fino al clamoroso 61 pari del 27'. Ma sul secondo giro di cambi, Milano ha rilanciato la fuga con l'atipica coppia di lunghi Pascolo-Macvan, mentre Varese ha deragliato malamente con le chiavi affidate ad Avramovic. Nuovo contro-break a suon di triple e contropiedi con 3-22 in 6' per il definitivo 64-83 del 34', anche se il PalA2A ha comunque gradito il piglio deciso profuso fino al 40' dalla squadra di Caja per onorare la sfida sulla carta impossibile contro la capolista. Alla fine il tecnico pavese accarezza la squadra per i tanti spunti positivi profusi sul piano tecnico e caratteriale; quando Varese ha difeso con energia e costruito gioco con coralità, ha saputo comunque esprimere spunti di alto livello da rivedere contro avversarie meno inarrivabili di un'EA7 che ha chiuso col 61% dal campo. La contemporanea sconfitta di Cremona a Caserta (vittoriosa Pesaro contro Cantù, ma è saltato l'affare Dionte Christmas che Philadelphia non libererà dalla sua squadra di sviluppo in D-League) permette al clan biancorosso di affrontare un'altra settimana senza patemi in vista della trasferta a Brindisi, tappa importante per provare a strappare altri punti pesanti in chiave salvezza contro una squadra che la Varese attuale può provare a mettere in difficoltà con il suo basket corale. Sarà la trasferta sul campo dell'Enel a dare l'indirizzo definitivo alla società biancorossa in vista della pausa per la Coppa Italia: dopo la cura-Caja l'asse Maynor-Anosike dà certezze sufficienti, preoccupa - e molto - l'involuzione di Kristjan Kangur nello spot di ala forte nel quale il buon Ferrero non può essere l'unica risorsa. Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis misura lo spessore dei suoi progressi contro la capolista EA7. Stasera al PalA2A (palla a due alle 20.45; diretta su RaiSport 1) la truppa di Attilio Caja ospiterà la corazzata Milano in un derby che ha fatto la storia del basket italiano. L'edizione numero 174 trova Varese ed Olimpia quasi agli antipodi della classifica: Cavaliero e soci navigano in acque pericolose, anche se il colpo esterno di domenica scorsa a Caserta è stato un segnale importante che i biancorossi hanno imboccato la corsia giusta in chiave salvezza. La compagine di Jasmin Repesa, unica portacolori nostrana nel "gotha" continentale dell'Eurolega, ha vinto le ultime 3 manifestazioni italiane (Coppa Italia e Scudetto 2015-16 e SuperCoppa 2016-17) e punta al "triplete" nella stagione in corso sulla scorta di una supremazia economica sempre più schiacciante (e si valuta l'ulteriore addizione dell'esplosivo lungo Stephane Lasme). Con tutta l'efficacia della cura-Caja, l'Openjobmetis terzultima della classe è in grado di reggere l'urto di una Milano decisa a ripartire di slancio in campionato dopo il passo falso di lunedì scorso ad Avellino? Sulla carta il derby di stasera sembra una partita a pronostico chiuso: pur senza l'ex Cerella e con uno degli 8 stranieri (verosimilmente Hickman, preservato per l'Eurolega) in tribuna per motivi regolamentari, l'EA7 ha semplicemente troppe risorse fisiche e tecniche - rotazione a 11 giocatori, miglior attacco della serie A, prima nel tiro da 2 e negli assist e seconda nel tiro da 3 - rispetto all' attuale Varese. Che però vuole onorare al meglio l'impegno, facendo valere il senso della sfida connaturato alla possibilità di misurarsi contro la favorita per lo Scudetto 2016-17, e verificare l'entità dei suoi progressi al cambio della squadra più forte d'Italia. Possibilità che l'Openjobmetis possa far saltare il banco e sorprendere la capolista? Poche, anzi pochissime, e legate eventualmente anche ad un possibile calo mentale dell'EA7 dopo l'esaltante ma dispendiosa rimonta da meno 25 di giovedì in Eurolega contro il Darussafaka. Dal canto proprio la squadra di Caja ha avuto a disposizione una intera settimana per preparare al meglio la "mission impossible" di stasera; e sarà certamente interessante verificare l'impatto della nuova routine di lavoro in palestra dopo la conclusione dell'avventura in Champions League. A Varese non si chiede di vincere e interrompere a quota 7 la serie negativa con l'EA7, ma principalmente di onorare al meglio il derby cercando di non sfigurare al cospetto della capolista. In tal senso sarà importante la spinta del pubblico in una serata che a dispetto della diretta TV e della concomitanza con Juventus-Inter dovrebbe portare sulle tribune del PalA2A almeno 4500 spettatori (l'attuale record del 2016-17 sono i 4090 paganti del derby del 4 dicembre contro Cantù). Ma sarà altrettanto fondamentale la capacità di Maynor e soci di coinvolgere i supporters biancorossi con un atteggiamento "sfidante" nei confronti della superiorità annunciata di Milano. Giuseppe Sciascia
  13. Un derby apparentemente a pronostico chiuso che Varese vuole onorare dando il massimo contro la squadra da battere della serie A. Attilio Caja non si sofferma nell'analisi degli indiscutibili valori dell'EA7, ma chiede ai suoi di interpretare con la giusta mentalità un match comunque prestigioso: «Superfluo ribadire le qualità di Milano: Ì'EA7 ha fisicità e atletismo in abbondanza, ed è l'unica rappresentante italiana in Eurolega, dove ha vinto tre delle ultime quattro partite. Quella di domani sarà una gara prestigiosa e una tappa importante del nostro percorso di crescita: la giocheremo al massimo delle nostre possibilità, così come faremo in ognuna delle 13 partite che mancano». La priorità sottolineata dal coach pavese è quella della coralità, chiave di volta per non subire il gap fisico e tecnico nei confronti della capolista: «Sarà un test importante per verificare il livello raggiunto nel percorso di crescita effettuata nelle ultime settimane: per noi la priorità sarà quella di giocare di squadra sui due lati del campo. Le sfide individuali sono già perse in partenza, evitare gli isolamenti e gli 1 contro 1 in difesa è il primo aspetto determinante per provare a competere contro una squadra fortissima come l'EA7. Sotto questo profilo mi aspetto conferme sul piano della mentalità, determinante nella vittoria di Caserta». L'occasione sarà dunque ghiotta per verificare la tenuta mentale della squadra nel suo impianto corale contro l'avversaria più impegnativa della stagione: «È stato importante il modo con cui abbiamo ottenuto i due punti, mettendo in mostra applicazione e solidità mentale: due aspetti decisivi per vincere partite importanti e fare risultato in trasferta. Questa dimostrazione di solidità dà fiducia per il prosieguo del nostro campionato; ora cerchiamo conferme contro Milano in una partita nella quale sarà fondamentale non disunirci né rilassarci mai. La squadra di Repesa è bravissima a punire ogni errore, dovremo limitare la loro transizione e la loro capacità di giocare dentro l'area sia con i lunghi che con gli esterni». Il coach pavese sottolinea la necessità di spingere sull'acceleratore per esaltare le qualità di Maynor e si rammarica per l'assenza di Bulleri, out per un problema muscolare a una coscia: «Dovremo essere bravi noi a giocare il più possibile in transizione per aiutare Maynor e non subire troppo la fisicità di Milano; a metà campo invece dovremo essere bravi con i blocchi ad aiutarlo per costringere la difesa a fare delle scelte. Purtroppo ci mancherà Bulleri: mi spiace molto perché Massimo è un professionista esemplare, meriterebbe di poter giocare questo derby». Giuseppe Sciascia
  14. L'Openjobmetis inverte la rotta a Caserta. Dopo 5 sconfitte in fila e 50 giorni di digiuno, la formazione biancorossa torna alla vittoria sul campo della Pasta Reggia con una prova confortante alle voci concentrazione e coralità. Ossia i cardini del basket di Attilio Caja, che può celebrare il suo primo hurrà in campionato a culmine di una prestazione sostanziosa sui due lati del campo. Nella partita psicologicamente più delicata dopo lo stop casalingo contro Sassari - con tanti applausi ma zero punti - e il tonfo di Oldenburg, piace soprattutto la tenuta mentale mostrata da Varese per giocare una gara accorta contro un'avversaria dai chiari pregi e chiari limiti. I biancorossi imbrigliano con un mix di uomo e zona 2-3 il temuto bomber bianconero Sosa (8/22 dal campo), gestendo con oculatezza il ritmo di una partita che ripropone un Maynor in versione leader (7/18 al tiro e 7 falli subiti), con tutte le giocate decisive contro la zona 3-2 campana che portano la sua firma. Difesa solida attorno al pilastro Anosike (tentacolare sotto il canestro biancorosso con 21 rimbalzi, la metà di quelli conquistati dagli ospiti) e ripartenze efficaci che esaltano un Dominique Johnson finalmente affidabile come finalizzatore della manovra (9/15 dal campo per l'ex Alba Berlino). Ma la carta vincente della truppa di Caja è un Giancarlo Ferrero inusitato terminale offensivo, che funge da "terzo polo" dell'attacco in una serata balisticamente disastrosa di Eyenga (1/13 dal campo e 4/7 ai liberi, comunque utile in retroguardia). Vittoria che vale due punti... e due posizioni in classifica, visti i contemporanei stop casalinghi delle dirette rivali Cremona e Pesaro. Ma dopo tanta fatica non ripagata dai risultati, rompere il ghiaccio era fondamentale per dare una prova concreta dell'efficacia del sistema-Caja. E una vittoria figlia di una ricetta azzeccatissima - a livello di tattica di gara, ma soprattutto di mentalità instillata nel gruppo - da parte del tecnico pavese è il miglior viatico possibile sulla strada - comunque ancora lunga - che porta alla salvezza. E se Maynor è quello di Caserta, vicino mai come ieri sera a quello decisivo per la salvezza di due anni fa, l'auspicio è che il nuovo regime di una partita alla settimana lo porti a migliorare ulteriormente la condizione. Necessità impellente per un Kangur davvero in riserva, "nascosto" comunque dal Ferrero rigenerato dalla cura Caja nelle profondità della panchina. E artefice a suon di triple del primo strappo biancorosso (21 -31 al 10' con un poderoso 6-24 costruito a suon di transizioni ed esecuzioni dopo il 15-7 iniziale per la Pasta Reggia). Openjobmetis non sempre lucida, vedi il passaggio a vuoto a cavallo tra secondo e terzo quarto quando è calata la fluidità della manovra e Caserta ha alzato il ritmo: dal 31-42 del 16' i padroni di casa, trovando giocate dinamiche sull'asse Sosa-Putney, hanno ricucito sul 43-47 del 20', mettendo la freccia in avvio del terzo periodo (58-54 al 26'). Brava Varese a non perdersi d'animo e a riproporre la ricetta corale sui due lati del campo somministrata dal suo coach: ancora Ferrero protagonista per il controsorpasso (60-61 al 28'), poi un'altra fiammata di Johnson per il 62-72 del 34'. Poi tanti affanni contro la zona 3-2 e un 2+1 di Sosa da brivido (75-76 a meno 110"); nel finale difesa sugli scudi con Anosike baluardo, e Maynor decisivo a pescare il nigeriano per la schiacciata del 75-79 a meno 49" con Johnson glaciale in lunetta per il 4/4 della staffa. E ora il derby impossibile di domenica contro Milano fa meno paura... Giuseppe Sciascia
  15. L'Openjobmetis misura le sue attuali prospettive in chiave salvezza sul campo di Caserta. Oggi al PalaMaggiò (palla a due alle ore 18.15) la truppa di Attilio Caja farà visita alla rivelazione Pasta Reggia provando a fermare a quota 5 il lungo digiuno in campionato che l'ha inchiodata all'ultimo posto della classifica. Un test impegnativo ma indicativo per i biancorossi dopo la definitiva chiusura dell'avventura in Champions League: il tonfo di Oldenburg ha rappresentato il primo passo indietro della gestione "Artiglio", e dunque il riscontro odierno sul campo di una squadra in salute come quella di Sandro Dell'Agnello dovrà chiarire se si è trattato di un semplice incidente di percorso. Il pronostico è avverso a Varese, ma con 8 trasferte sulle 14 partite ancora da giocare - e una delle 6 a Masnago sarà proprio il derby di domenica prossima contro l'EA7 Milano - ogni partita è buona per recuperare il (tanto) terreno perso nel girone d'andata. Fuor di metafora, all'Openjobmetis servono almeno un paio di imprese esterne per completare una missione-salvezza che - a scapito dei passi avanti dell'ultimo mese - non ha ancora visto muovere la classifica nell'era Caja. E la trasferta al PalaMaggiò, sul campo di una Pasta Reggia guidata dal grande talento offensivo di Edgar Sosa (19.2 punti e 6.6 assist a partita per il play dominicano) ma non certo impenenetrabile per atteggiamento difensivo (peggior difesa della serie A a 85.3 punti a gara), è una verifica importante per capire se l'attuale versione del team biancorosso possiede la sufficiente forza tecnica e mentale per risalire la china in classifica. Qualsiasi ipotesi interventistica sul mercato è stata rinviata alla pausa, prevista dal 12 al 26 febbraio e riservata alle Final Eight di Coppa Italia. Ma l'Openjobmetis dovrà guadagnarsi sul campo nel trittico Caserta-Milano-Brindisi la fiducia riposta nuovamente da Attilio Caja negli effettivi a sua disposizione dopo il match di Oldenburg. Sotto la lente di ingrandimento ci sarà ancora una volta Eric Maynor, il quale sembra aver superato le noie al ginocchio dei primi giorni della settimana: sarà il play statunitense il primo a dover cambiare registro sul campo, legittimando con un rendimento più affidabile e un piglio più sicuro la leadership che il coach pavese gli riconosce in allenamento. Caserta ha sfruttato a sua volta lo stop tra andata e ritorno per svuotare l'infermeria (recuperato il solido esterno Bostic) e sostituire l'infortunato Czyz con l'ex biancorosso Diawara, subito decisivo settimana scorsa a Reggio Emilia per fermare a quota 5 la sua serie negativa. Varese dovrà giocare una partita lucida e accorta, impostando un match su ritmi e punteggi bassi per non esaltare le folate degli "scorridori" campani che possono contare su lunghi agili come il saltatore Putney e il solido Watt. Coach Caja ha tracciato la rotta, adesso i giocatori saranno capaci di tramutare sul campo le sue indicazioni? Giuseppe Sciascia
  16. La pioggia di triple di Sassari spegne le velleità di riscossa dell'Openjobmetis. Quarto periodo ancora fatale alla truppa di Attilio Caja che, due settimane dopo il calo decisivo contro Torino, si fa trafiggere da un Banco Sardegna infallibile dall'arco (16/31 totale di cui 6/11 negli ultimi 10'). A Varese non bastano le migliori prove stagionali sul piano statistico nel tiro da 2 punti e nelle palle perse (rispettivamente 60% e solo 7) per aver ragione della lanciatissima Dinamo (4 successi in fila per il team di Pasquini). Nella sconfitta consecutiva numero 5 dei biancorossi sono molti di più i meriti ospiti rispetto alle colpe dei padroni di casa. Che pure pagano a caro prezzo l'unico fuorigiri del match : i 4 punti prodotti nei primi 5' del quarto periodo, frutto di attacchi senza spaziature e a palla ferma come nella fase peggiore del girone d'andata, risultano determinanti per consentire agli ospiti la fuga decisiva (dal 61-62 del 30' al 65-74 del 35' firmato da 4 triple). Una dimostrazione pratica che l'Openjobmetis non può permettersi mai e in nessun caso di uscire dallo spartito corale voluto da Attilio Caja, ma anche una conferma che troppi giocatori faticano a stare con la testa in un sistema evoluto. E appena emergono le (cattive) vecchie abitudini, si vanificano 35 minuti di lavoro complessivamente positivo pur in una partita che rimette in discussione la capacità di Eric Maynor di guidare col piglio giusto Varese nella missione-salvezza. Il merito maggiore di Sassari è quello di aver attaccato con pazienza chirurgica i punti deboli della difesa di biancorossa, raccogliendo i frutti della sua sagacia tattica con un numero elevatissimo di tiri aperti nei secondi finali dell' azione. Ma troppo spesso la squadra di Caja ha dovuto ricorrere a cambi difensivi e rotazioni forzate per tappare le falle aperte dal suo playmaker. E quando negli ultimi 15' Sassari ha convertito a rimbalzo d'attacco i pochi errori commessi dal perimetro, l'OJM -sconfitta a sorpresa nel duello a rimbalzo, chiave determinante della ripresa-non ha più trovato quei canestri facili generati dalle ripartenze che gli avevano garantito qualche allungo (42-40 al 18' dopo il 33-38 del 16' e 49-44 al 24'). Se poi il regista statunitense fatica a mettere in ritmo i compagni "deragliando" nel traffico con troppi palleggi e tanta fatica contro la pressione difensiva come accaduto nel quarto periodo, allora la sua gestione "leggera" e troppo povera di consistenza diventa un lusso che una squadra da battaglia come la Varese dell'era Caja non può permettersi. Non a caso il coach pavese ha affidato ad Avramovic la bacchetta del comando per l'assalto finale, guidato fino al 73-77 del 38' dall'ex di turno Eyenga ma poi respinto dall'ennesimo dardo velenoso dell'altro ex Stipcevic (MVP per il Banco Sardegna con 21 punti in 27'). In definitiva una prova positiva sotto molti aspetti, certamente migliore rispetto a quella di due settimane fa contro Torino, ma conclusasi analogamente con tanti rammarichi e zero punti. Chiaro che la Varese di ieri sera avrebbe con ogni probabilità messo "in saccoccia" i punti regalati all'andata contro Avellino, Brescia e la stessa Fiat; resta però il fatto che in classifica il piatto piange, e il calendario propone un trittico di fuoco (Caserta e Brindisi fuori e Milano in casa) prima della pausa per la Coppa Italia. La crescita del gioco non basta più: senza una vittoria che sblocchi la squadra a livello mentale la missione-salvezza rischia di complicarsi notevolmente... Giuseppe Sciascia
  17. L'Openjobmetis prova a conciliare fame di punti e voglia di impresa. Oggi al PalA2A (palla a due alle ore 18.15) la formazione di Attilio Caja inaugura il girone di ritorno contro il Banco Sardegna Sassari, una delle big dell'ultimo decennio italiano contro la quale non vince a Masnago dal novembre 2012. Test probante ma significativo per verificare il livello raggiunto da Cavaliero e compagni dopo i primi riscontri positivi della cura somministrata dal nuovo coach. Le due corroboranti vittorie contro Radom e Usak (rispetto a mercoledì recuperato Massimo Bulleri, che sarà a disposizione del tecnico pavese) hanno dimostrato come Varese abbia imboccato la strada giusta grazie ad una miglior condizione atletica determinante per alzare l'intensità della difesa e il ritmo del gioco. Ma la Dinamo, che si presenta a Masnago con un ruolino di 5 vittorie nelle ultime 6 gare, è avversaria di valore ben superiore rispetto a polacchi e turchi, e lo scomodissimo ultimo posto in classifica - frutto del blackout finale di due settimane fa contro Torino - impone di invertire rapidamente la rotta. Per questo il match iniziale della fase discendente del campionato assume le fattezze di uno spartiacque: un'eventuale vittoria consacrerebbe definitivamente la guarigione dell' Openjobmetis dal male oscuro che l'ha condizionata per i primi quattro mesi del 2016/17. E darebbe la spinta alla truppa di Caja verso una volata salvezza da affrontare con meno affanni se nel poker di impegni prima della Coppa Italia (dopo il match odierno Varese andrà a Caserta, poi ospiterà Milano e infine sarà di scena a Brindisi) riuscirà a spremere 4 punti prima del ciclo di scontri diretti degli ultimi due mesi. I biancorossi sapranno confermarsi sui livelli di intensità difensiva e coralità alla base delle prime due vittorie dell' «era Artiglio»? Di certo il copione sarà analogo a quello proposto mercoledì contro l'Usak: tanta aggressività per togliere efficacia alle trame di una Dinamo graffiante dall'arco (39% da 3, terza in serie A), con l'obiettivo di tenere ben pigiato il pedale dell'acceleratore per non finire impastoiati nelle spire della miglior difesa del campionato a 74.8 punti concessi. Varese ha bisogno di conferme definitive da Maynor come volano del gioco e di impatto offensivo da un Dom Johnson ormai calato nei panni della prima punta e dall'ex di turno Eyenga. E soprattutto di volume interno dalla coppia Anosike-Pelle contro un Banco Sardegna ultimo in serie A nel totale rimbalzi a dispetto dell'innesto dell'esplosivo Lawal, uno dei due correttivi (l'altro è l'esperto esterno Bell, che ha preso il posto di un Johnson Odom ormai ai saluti) attraverso i quali i sardi hanno agganciato in extremis il pass per la Coppa Italia e opzionato i playoff di Champions League. Se Varese vuol dare una svolta alla stagione, oggi è l'occasione giusta per riaccendere l'entusiasmo del PalA2A con una impresa che fermi a quota quattro la serie di sconfitte in campionato. Giuseppe Sciascia
  18. Attilio Caja indica la rotta alla sua Openjobmetis per ripetere 1" impresa di due anni fa. Proprio il coach pavese infatti era alla guida del team biancorosso il 19 aprile 2015, in occasione dell'unica vittoria di Varese negli ultimi 7 confronti con Sassari: al PalaSerradimigni finì 79-71 con 21 punti di Maynor e 20 di Eyenga. Ora serve rompere un digiuno casalingo che dura dall'ottobre 2012 con Frank Vitucci in panchina per invertire la rotta e lasciare l'ultimo posto in classifica. Ma "Artiglio" non vuole sovraccaricare il match che inaugurerà il girone di ritorno di eccessive aspettative: «Ci aspetta una partita difficile contro un'avversaria tosta come Sassari, ma ho grande fiducia nelle qualità della mia squadra e nella consapevolezza che si è preparata bene per questa sfida. Bisogna vivere questa partita con serenità e fiducia, ma senza farsi prendere dal panico per la classifica attuale: il campionato è molto lungo, le partite senza ritorno saranno le ultime e gli scontri diretti. Se riuscissimo a vincere sarebbe un grandissimo risultato per noi, viceversa dovremo continuare il nostro processo di crescita e miglioramento: è la classica partita che dà grandi vantaggi in caso di successo, in caso contrario avremo perso contro una big del campionato». Di certo Varese si troverà di fronte un'avversaria in salute, che dopo due mesi di "gestazione" ha recuperato posizioni in classifica staccando in extremis il pass per la Coppa Italia anche grazie all' innesto del play-guardia Bell e del pivot Lawal. Il "toto-turnover" dei 9 stranieri per 7 posti indica come altamente probabile la conferma a referto dell'ala Carter, con Darius Johnson Odom nuovamente sul mercato: «Sassari è una squadra di grande talento fisico e tecnico e sta vivendo un momento estremamente positivo, ha vinto 5 delle ultime 6 partite di cui tre consecutive in campionato e martedì a Ludwigsburg ha conquistato un successo virtualmente decisivo per iplayoff di Champions League. Il loro salto di qualità è coinciso quando lo zoccolo duro degli italiani è tornato ad essere protagonista; la Dinamo ha 9 stranieri da ruotare, martedì ha reinserito Carter dopo diverse gare con Johnson Odom: non so cosa aspettarmi delle scelte di Pasquini, prepareremo la partita a prescindere dal loro assetto». E la priorità indicata dal tecnico dell'Openjobmetis è quella di ripetere l'intensità e l'applicazione difensiva messa in campo in Champions League per tenere il ritmo alto: «Dobbiamo ripartire sulla falsariga della gara di mercoledì contro l'Usak. Abbiamo disputato un'ottima partita difensiva che vogliamo ripetere anche contro Sassari: giorno dopo giorno i ragazzi mi hanno dimostrato con i fatti la volontà di fare bene e dare il massimo. Domani serviranno aggressività e contropiede, sfruttando la fiducia nei nostri mezzi acquisita grazie alle ultime due vittorie: la Dinamo corre meno degli altri anni, se riusciremo a trovare canestri facili in campo aperto aumenteranno le nostre chances». Dunque l'obiettivo di Caja è quello di mettere a frutto in campionato la fiducia acquisita grazie ai successi in coppa: «Usak non è una squadra di Eurolega ma vale una buona squadra del nostro campionato: abbiamo dimostrato di tenere il campo con autorità, e in generale la coppa ha aumentato le nostre certezze con due partite nelle quali tutti i giocatori hanno dimostrato di poter fare la loro parte». Giuseppe Sciascia
  19. L'Openjobmetis non sa più vincere. Anche l'incompleta Torino (priva di Harvey e Poeta) passa al PalA2A, approfittando della flessione dei padroni di casa dopo un frizzante primo tempo da 49 punti segnati. Varese non capitalizza il più 12 del 28', costruito grazie ad una costante superiorità sotto i tabelloni (50-37 a rimbalzo con 22 offensivi), e va a sbattere contro la vischiosa zona 3-2 proposta da Frank Vitucci, contro la quale la truppa di Attilio Caja sparacchia troppo e male dall'arco (10/40 da 3 ma 4/24 nel secondo tempo). Eppure le premesse erano quelle giuste per rompere il digiuno che dura dal 10 dicembre: un primo quarto da spellarsi le mani per fluidità offensiva e circolazione di palla, e tanta intensità nelle ripartenze e nei duelli sotto i tabelloni per nascondere il calo delle medie (glaciale 10/45 dopo l'intervallo dopo il 20/39 a metà gara). Ma negli ultimi 12' Varese ha vistosamente finito la benzina: la cartina di tornasole della prova "bifronte" dei biancorossi è Dominique Johnson, tanto incisivo in un primo tempo ricco di qualità non solo dal perimetro (15 punti con 6/9 al tiro) quanto "sfasato" al tiro dopo l'intervallo (2/13 di cui 0/9 da 3). E senza più le "ripartenze" che per 30' avevano dato la carica al tiratore ex Alba Berlino, la funzionalità dell' arrocco piemontese ha costretto la squadra di Caja a girare stabilmente al largo dal pitturato, e il controbreak di 4-22 in 6'(dal 61-49 del 28' al 65-71 del 34') ha completamente invertito il trend della gara. Una fiammata dall'arco di Eyenga ha girato nuovamente il senso del match (74-73 al 37'), ma la zona 2-3 proposta dal tecnico pavese per proteggere Anosike contro il dinamico White è stata scardinata tre volte consecutive dall'arco (Wilson e doppio Alibego-vic) con due canestri consecutivi allo scadere dei 24 secondi che hanno tagliato le gambe ai padroni di casa (77-82 al 38'). Una sconfitta che fa malissimo dopo aver assaporato per lunghi tratti il gusto della vittoria scaccia-crisi: se non si riesce a portare a casa partite come quella di ieri, contro un'avversaria senza due giocatori e avendo concluso il match con 21 tiri dal campo in più, dove si potranno raggranellare nel girone di ritorno le 5-6 vittorie necessarie per conquistare la salvezza? Resta la sensazione di una squadra dagli equilibri tecnici labilissimi e col morale sotto i tacchi, con lo stop di ieri sera che potrebbe minare ulteriormente la fiducia dell'ambiente. E l'affaire-Maynor? La questione resta da dirimere entro le prossime 48 ore, ma ieri Eric non ha dato la sensazione di avere la valigia in mano, dirigendo il traffico con buon piglio. Anche se il duello a distanza con Chris Wright è stato vinto a mani basse dall'ex di turno (anche 7 assist e 8 rimbalzi oltre al 7/16 dal campo): esattamente il leader - soprattutto difensivo - che servirebbe ora a questa Openjobmetis con troppi giocatori in crisi di fiducia (leggi lo 0/11 in due di Kangur e Cavaliero). La pausa della serie A (due settimane di stop fino al 22 genanio contro Sassari; nel frattempo previste le ormai ininfluenti gare di Champions League contro Radom e Usak) offrirà l'ultima possibilità per fare il tagliando alla squadra: se il mercato in entrata è chiuso a meno di uscite a sorpresa, la cura Caja dovrà fare diventare tondi giocatori nati quadrati, convincendo elementi con propensione offensiva e tasso agonistico modesto a sposare la causa della difesa e del collettivo per vincere la difficile sfida-salvezza. La partita di ieri ha dimostrato con i fatti che la strategia funziona solo se applicata per 40': appena emergono i vecchi vizi, l'Openjobmetis evidenzia i problemi strutturali di una squadra a cui manca totalmente la spina dorsale di un'identità corale. Giuseppe Sciascia
  20. L'Openjobmetis prova a rialzarsi contro la Fiat Torino degli ex Frank Vitucci e Chris Wright. Stasera al PalA2A (palla a due alle 20.30) la compagine di Attilio Caja cercherà nuovamente la scintilla per rompere un digiuno che dura ormai da quasi un mese (ultimo hurrà datato 10 dicembre contro Reggio Emilia, ancora con Paolo Moretti in panchina e Dominique Johnson in tribuna). Partita delicata per una Varese bocciata dai riscontri del campo nei primi due test del tour de force della prima settimana del 2017: il brutto tonfo di Cremona ha proiettato Cavaliero e soci in piena bagarre salvezza, e i passi avanti sul piano della disponibilità a eseguire uno spartito comune non sono bastati mercoledì contro Ventspils nella sconfitta che ha virtualmente archiviato la pratica coppe europee. Dopo due settimane di semina in palestra da parte di Attilio Caja, ora serve iniziare a raccogliere i frutti in termini d risultati: lo impone una classifica preoccupante, ma soprattutto la necessità di dimostrare ai giocatori biancorossi che la ricetta praticata dal tecnico pavese è quella giusta per superare la crisi delle 6 sconfitte consecutive. «Dobbiamo consolidare i progressi mostrati contro Ventspils senza fare passi indietro -così Artiglio indica la via - Per prevalere servirà una partita di squadra contando sul contributo di tutti». Varese ritroverà Avramovic, tornato già ieri sera in palestra, mentre resta il dubbio sul recupero di Pelle, che sarà comunque in panchina. Ma l'osservato speciale sarà Eric Maynor, opposto a un difensore "ringhioso" come Chris Wright, il suo predecessore in biancorosso che per qualità difensive e leadership sarebbe oggi la panacea di molti dei mali dell'Openjobmetis. Il play statunitense, in evidente flessione tra la difficoltà di reggere i ritmi dell'era-Caja e il peso del gioco a gravare nuovamente sulle sue spalle dopo l'arrivo di un terminale come Dominique Johnson, è ancora sintonizzato sulla lunghezza d'onda di Varese, oppure il mix della situazione fisica, tecnica ed emotiva consiglierà ad entrambe le parti una separazione rigeneratrice? La sfida contro la Fiat sarà decisiva per capire se Maynor può - e vuole - essere ancora il giocatore giusto per guidare i compagni verso la salvezza, oppure se durante la pausa tra andata e ritorno (la serie A riprenderà il 22 gennaio col match casalingo contro Sassari) si consumerà il divorzio ventilato in settimana. L'Openjobmetis è dunque chiamata a ripagare sul parquet quella "cambiale in bianco" richiesta da Attilio Caja e Claudio Coldebella, e sottoscritta da tutto l'ambiente - Arditi compresi -in vista della delicata sfida di stasera. L'Auxilium di Frank Vitucci (priva del veterano Poeta) è avversaria ostica in quanto frizzante e reattiva, con elementi di sostanza come il ben noto Wright e l'ala Washington a supporto del talento offensivo del dinamico pivot White (18.4 punti e 8.4 rimbalzi). Torino è squadra dall'indole offensiva, che gioca e lascia giocare (peggior difesa della serie A a 85.0 punti subiti): può essere l'occasione giusta per indossare la tuta blu tanto cara ad Attilio Caja, imboccando la via del sacrificio difensivo e della coralità per chiudere con un sorriso un girone d'andata da incubo? Giuseppe Sciascia
  21. Cambia l'anno ma non il risultato per una Openjobmetis crollata sotto il peso dei suoi equivoci tecnici anche sul campo del fanalino di coda Vanoli. La truppa di Attilio Caja si scioglie alla distanza non capitalizzando l'inerzia favorevole del secondo quarto e pagando sistematicamente dazio sul piano atletico di fronte alla vigorosa squadra di Paolo Lepore. Così Varese incassa la quinta sconfitta consecutiva tra campionato e Champions League, e si fa risucchiare in piena zona pericolo nella corsa a tre con Pesaro e la stessa Cremona (tornata a vincere al PalaRadi dopo 3 mesi) per evitare la retrocessione in A2. La cura Caja funziona solo per alcuni sprazzi di un match nel quale emerge in tutta la sua evidenza l'allarme rosso legato alla condizione di Eric Maynor e Kristjan Kangur. I due giocatori più "logori" del roster - con il play del 1987 alle prese con un problema all'alluce del piede destro - sono stati letteralmente travolti dal vigore dei pari-ruolo Holloway (10 assist) e Thomas (9/14 al tiro più 6 rimbalzi e 4 stoppate). All'Openjobmetis non basta il fatturato interno di Anosike (6/9 e 20 rimbalzi), comunque troppo spesso costretto a girare al largo in difesa: i biancorossi capitalizzano poco e male il vantaggio fisico, concedono troppo spesso le chiavi dell'area (53% da 2 per la Vanoli) e distribuiscono malissimo i carichi offensivi (17 tiri per il rientrante Eyenga e solo 7 per un inespressivo Johnson). Di fatto i momenti migliori di Varese - il secondo quarto costringendo Cremona al 30% dal campo e la rimonta dal 61-50 del 26' al 68-65 del 33' - arrivano grazie alla verve prodotta dagli italiani della panchina. Il secondo quintetto produce tantissima energia con Bulleri prima ed Avramovic poi, efficaci "sentinelle" su Holloway (7 e 3 assist nei primi 6' caricando Maynor di 2 falli rapidi), e un ispirato Ferrero (7 nel secondo quarto) a sopperire alle difficoltà di Kangur (3 falli in 8') contro l'agilità dei mezzi lunghi di Cremona. A dispetto di qualche occasione sprecata in campo aperto, l'attacco bianco-osso ritrova sostanza sull'asse Maynor-Eyenga (35-40 al 19'). Ma due leggerezze di Pelle e Kangur costano care negli ultimi 60" e Cremona impatta alla pausa lunga con 5 punti del vivace Thomas. Poi nell'ultima frazione l'Openjobmetis deraglia a ripetizione con Maynor fuori partita ed Eyenga che forza di tutto: il 12-0 finale (dal 73-69 del 34' all'85-69 del 39') che permette alla Vanoli di incassare anche un bel gruzzolo in termini di differenza canestri arriva col solito cocktail venefico di palle perse ed errori difensivi. Ora la classifica fa paura, ma a spaventare soprattutto è la leggerezza mentale di un gruppo nel quale solo gli italiani sembrano sintonizzati sulla delicatezza del momento. Da Cremona si torna con un allarme rosso nello spot di ala forte, il dubbio sempre più radicato che questo Maynor sia una tassa difensiva insostenibile alla luce del fatturato offensivo intermittente e di una tenuta fisica rivedibile, e la conferma che l'innesto di Dominique Johnson (0-5 il record con la guardia ex Alba Berlino) non ha dato la svolta auspicata. Come invertire la rotta nel trittico Ventspils-Torino-Radom previsto nei prossimi 7 giorni? La sensazione è che servirà ancora il ricorso al mercato (in regia?), sperando in tempi di reazione meno "elefantiaci" rispetto agli interventi - per ora senza esito - per Dominique Johnson e Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  22. L'Openjobmetis vuole inaugurare col botto il 2017. Stasera a Cremona (palla a due alle ore 20.30; diretta tv su Telesettelaghi) la truppa di Attilio Caja andrà a caccia della più classica delle vittorie scacciacrisi per allontanarsi dalla zona più calda della classifica. Match ricco di significati sul campo del fanalino di coda Vanoli per una Varese che ha assoluta necessità di ritrovare fiducia per invertire il trend negativo delle ultime settimane. Si tratta di un test significativo per valutare concretamente l'efficacia della cura Caja somministrata a Cavaliero e compagni per provare a risalire la china in Italia e ad agganciare in extremis il ripescaggio in FIBA Cup in Europa. Varese ha lavorato di buona lena a dispetto delle festività e gli ultimi allenamenti - svolti su elevati livelli di intensità - hanno evidenziato una progressiva metabolizzazione del gruppo dei nuovi giochi d'attacco proposti dal tecnico pavese, sempre molto attento alla cura dei particolari per limitare l'atavico problema delle palle perse (i biancorossi sono primi in serie A. a 16,3 di media-partita). Rientrato l'allarme Maynor, che ieri si è allenato dopo i due giorni di riposo per un dolore all'alluce del piede destro, Varese sarà al gran completo recuperando Eyenga dopo la squalifica scontata contro l'Umana. E contro un'avversaria più abbordabile rispetto a quella del 27 dicembre, l'Openjobmetis ha tanta voglia di svolta provando a mettere a frutto i primi nove giorni del nuovo corso nell'impegno inaugurale del tour de force di inizio 2017 (dopo la trasferta di stasera a Cremona, i biancorossi ospiteranno Ventspils mercoledì sera e chiuderanno l'andata sabato al PalA2A ricevendo Torino). Per questo il match sul campo della Vanoli ha un peso specifico così elevato: una vittoria esterna su un campo storicamente favorevole nelle ultime stagioni (tre successi negli ultimi quattro derby al PalaRadi) lancerebbe Cavaliero e compagni a più 6 rispetto al fanalino di coda. Al contrario, un'eventuale sconfitta farebbe scivolare Varese in piena zona-pericolo, alimentando la spirale di depressione e negatività che Attilio Caja ha provato a esorcizzare in sede di presentazione. In effetti il match ha contenuti a tinte forti soprattutto per i padroni di casa, che non vincono sul proprio campo dalla prima di campionato del 4 ottobre: Cremona ha già cambiato volto sul mercato (l'ala Harris per un deludente Omar Thomas e il play oriundo Carlino - atteso in campo stasera dopo aver saltato il match del 27 dicembre per un problema muscolare - per il rookie York) e in panchina, affidandosi a Paolo Lepore - già vice di Caja alla Vanoli e con la Nazionale Sperimentale - al posto del veterano Cesare Pancotto che pure era stato votato allenatore dell'anno del 2015/16 dopo la miglior stagione di sempre della formazione lombarda (quarto posto e prima partecipazione ai playoff in 7 stagioni di A). Per la difesa di Varese da tenere d'occhio il creativo realizzatore Holloway e l'energetica coppia di lunghi Thomas-Biligha. Lecito aspettarsi una partita molto ruvida e molto tattica (tanta zona per i biancorossi?): sulla carta è un'occasione ghiottissima per esaltare il pragmatismo della cura Caja e scacciare i cattivi pensieri, ora è il momento tradurre in risultati del campo i segnali positivi espressi negli allenamenti sostenuti tra Natale e Capodanno... Giuseppe Sciascia
  23. Niente scossa per l'Openjobmetis dall'esordio in panchina di Attilio Caja. La truppa biancorossa chiude nel peggior modo possibile l'anno solare 2016, crollando sotto le scariche dall'arco dell'Umana (14/32 da 3) che inanella la settima vittoria consecutiva in campionato ribadendo i limiti strutturali di una Varese scivolata in piena zona retrocessione. Approccio troppo remissivo per Cavaliero e compagni contro la lanciata Venezia, che punisce a suon di triple (5/5 nei primi 6' per il 5-17 iniziale) la partenza morbida sul piano mentale di una Openjobmetis assolutamente latitante nel gioco interno (38% da 2 ma 5/23 da sotto nei primi 25'). Il cambio di allenatore adottato dalla società per provare ad invertire il trend totalmente negativo degli ultimi due mesi (13 sconfitte in 16 partite nella fase finale dell'era Moretti) non produce alcun effetto immediato sulla psiche della squadra. Se con soli 4 giorni di lavoro era lecito non attendersi stravolgimenti tattici immediati dalla cura-Caja, ci si aspettava invece un avvio rombante in termini di intensità. Lungi dal mettere in campo l'approccio aggressivo richiesto da Artiglio, i bianco-rossi sono parsi invece bloccati dalla tensione e dalla mancanza di punti di riferimento sicuri nell'attacco a difesa schierata, anche stavolta principale tallone d'Achille per una Openjobmetis trafitta spesso e volentieri in transizione dopo manovre improduttive condotte da un Maynor nuovamente involuto. Dopo aver rischiato il tracollo sul meno 27 del 28', Varese trova quantomeno l'orgoglio per salvare la faccia, sfruttando la ritrovata verve balistica di Johnson (20 punti negli ultimi 12' dopo l'1/8 iniziale) e la grinta profusa dal veterano Bulleri per accendere la squadra in difesa. Unica risorsa alla quale appellarsi per risolvere i problemi strutturali di un attacco ingessato dalle difficoltà di convivenza della strana coppia Maynor-Anosike e dal fatturato ridottissimo di Kangur. Ma anche in retroguardia ci sono problemi di sistema: senza uno stopper nel settore guardie, troppo spesso si va in rotazione obbligata lasciando messe di triple aperte agli specialisti della Reyer (micidiale soprattutto il 6/9 dell'arciere designato Bramos. Sarà questo il principale problema che Attilio Caja dovrà risolvere, per dare la sua impronta al reparto-chiave della sua nuova avventura sulla panchina di Varese. L'unico modo per invertire la rotta è quella di dare alla squadra un'anima difensiva, indispensabile per aumentare il ritmo e sfruttare la potenza di Eyenga per sopperire alla prevedibilità a difesa schierata di una squadra totalmente priva di riferimenti dentro l'area colorata. La prima prova del campo ha evidenziato dunque che i risultati negativi dell'Openjobmetis 2016-17 non dipendevano solamente dalla conduzione tecnica di Paolo Moretti, pur primo artefice di un mercato totalmente sbagliato che andrebbe corretto con ulteriori interventi strutturali resi praticamente impossibili dai 200mila euro extra già investiti su Dominique Johnson e Attilio Caja. Al tecnico pavese, le cui dichiarazioni permeate di positività hanno cercato di stemperare il clima plumbeo di un ambiente che si attendeva ben altro impatto dall'arma atomica del cambio di allenatore, il compito di trovare le soluzioni giuste per galvanizzare la squadra in vista del delicatissimo spareggio di lunedì prossimo a Cremona. Giuseppe Sciascia
  24. L'Openjobmetis cerca l'impresa contro la seconda forza Venezia per inaugurare col botto l'era Caja. Stasera al PalA2A (palla a due alle 18.45; diretta su SkySport 2) il coach pavese farà il suo esordio stagionale sulla panchina biancorossa 19 mesi dopo la sua ultima apparizione a Masnago nella gara finale della stagione 2014-15. Una svolta inevitabile alla luce delle 13 sconfitte in 16 partite che avevano fatto precipitare la Varese di Paolo Moretti al penultimo posto in Italia e all'ultimo in Champions League. Ma il nuovo corso affidato ad un tecnico esperto delle "riparazioni d'emergenza" inizia con un test quantomai impegnativo. Un compito difficile contro la squadra più in forma della serie A (13 vittorie nelle ultime 14 gare tra campionato ed Europa) reso ancora più improbo dall' assenza forzata di Christian Eyenga. L'ala congolese dovrà infatti scontare il turno di squalifica rimediato a Trento per la reazione nei confronti degli arbitri dopo l'espulsione per doppio fallo antisportivo in 54 secondi (per l'atleta del 1989 è stato il secondo stop in due settimane dopo la commutazione automatica in multa della squalifica rimediata contro Cantù). Quale impronta saprà dare "Artiglio" in soli 4 giorni di lavoro dopo l'insediamento avvenuto il 23 dicembre? La curiosità è grande per scoprire la reazione della squadra al cambio di allenatore: l'auspicio dell'ambiente è che il classico "effetto-scossa" possa dare gli stimoli giusti ad una Openjobmetis chiamata a giocare una partita diametralmente opposta a quella senza nerbo di Trento nel match più sentito dal main sponsor Rosario Rasizza. Rispetto all'ultima uscita biancorossa con Paolo Moretti in panchina, Varese recupererà Giancarlo Ferrero, che in assenza di Eyenga tornerà utile per allungare le rotazioni nello spot di ala piccola. Ma sembra scontato che Caja farà largo uso dell'assetto con tre guardie, utilizzando al posto del congolese l'ultimo arrivato Dominique Johnson (al debutto casalingo in campionato dopo le prove generali al PalA2A contro Klaipeda). Sul piano tattico i 3 piccoli e l'uso della zona - arma quasi obbligata per non subire dinamismo e atipicità dell'Umana - sono armi già utilizzate da Moretti nell'ultima fase della sua avventura a Varese. Ma il nuovo coach punterà molto sull'aspetto mentale e motivazionale per una svolta immediata nel ciclo di impegni ravvicinati - 4 in 10 giorni fino all'ultima di andata del 7 gennaio con Torino - fissati sul calendario di Cavaliero e compagni. La Reyer sarà senza l'emergente Tonut, allievo prediletto di Caja nell'ultima versione della Nazionale Sperimentale, ma la profondità del roster a disposizione di Walter De Raffaele è davvero notevole e le armi offensive degli orogranata - in particolare l'energia perimetrale di Haynes e McGee e le qualità frontali del pungente Peric - restano comunque temibili. All'Openjobmetis servirà una prestazione perfetta sul piano dell'impegno e della concentrazione, ma se Attilio Caja avrà saputo trasmettere alla squadra quel mix di grinta e meticolosità profuse sul parquet del PalA2A nei primi 4 giorni di lavoro con la squadra, allora non sarà una missione del tutto impossibile... Giuseppe Sciascia
  25. L'Openjobmetis ruzzola nel modo peggiore sul primo gradino dell'auspicata scalata alla Coppa Italia. La truppa di Moretti fallisce malamente il test verità sul campo di Trento, schiantata dalla voglia di riscatto di una Dolomiti Energia che rompe un digiuno casalingo di quasi 2 mesi "sbranando" la tenerissima Varese con una partenza travolgente. La formazione di Busca-glia aggredisce ogni pallone vagante e manda in tilt i meccanismi ospiti con una difesa ruvida che costa 11 palle perse nel solo primo quarto (saranno 23 alla fine) alla svaporata manovra di Cavaliero e soci. Il travolgente parziale di 23-4 a suon di contropiede e rimbalzi d'attacco che fa decollare l'Aquila sul 28-13 spacca il match già dopo 12' ; e la partita della svolta dopo l'aggiunta di Dominique Johnson ribadisce invece i mali profondi di una Openjobmetis che nel giro di 4 giorni ripone nel cassetto il secondo obiettivo stagionale dopo i playoff di Champions. Il fuciliere ex Alba Berlino conferma le sue qualità balistiche, ma un finalizzatore non modifica - anzi per certi versi acuisce - la strutturalità dei problemi tecnici della squadra di Moretti, di nuovo costretta a "tirare il collo" a Maynor come unico creatore di gioco. La pesante sconfitta di Trento nasce prima di tutto a livello mentale: l'approccio molle e leggero è stato un errore imperdonabile contro un'avversaria affamata e senza stelle come la Dolomiti Energia, che grazie alla partenza a razzo ha preso fiducia trovando canestri impossibili da Flaccadori (8 in fila per il 46-31 del 19' dopo che Varese aveva ricucito sul 36-28 del 17'). Così l'OJM, che riaccendendo la luce sull'asse Maynor-Anosike e trovando qualche dardo di Johnson si era avvicinata sul 63-55 del 30', è stata più volte punita sui cambi difensivi anche a metà campo, finendo travolta dall'uragano Lighty (ripresa da 21 punti e 3/3 da 3) per l'81-61 del 38'. Solite criticità della Varese formato esportazione, acuite dall'aver totalmente rinnegato l'anima italiana (11' totali "tricolori" pur contando l'indisponibilità di Campani e Ferrero) utile lo scorso anno per superare i momenti più critici, che alimentano un senso di frustrazione e scoramento. E mentre i tifosi al seguito (un centinaio tra Arditi, "Il Basket Siamo Noi" e il settore giovanile) si rifugiano nell'ironia amara («Ce ne andiamo a Chalon» e «Tutti all'Hollywood» i cori a fine gara), sembra evidente la necessità di una svolta per uscire da un trend negativo che costringe Varese a pensare alla salvezza e non certo ai playoff, ultimo possibile obiettivo residuo dopo i primi due fallmenti per Coppa Italia e Champions League. La società ha ribadito anche dopo ieri sera che Paolo Moretti non è in discussione; ma non intervenire in maniera decisa dopo l'inaccettabile prova senza nerbo di ieri sarebbe la peggior "non-scelta" possibile, lasciando sulla graticola il coach toscano fino a quando (ultima chance il 27 dicembre con Venezia?) non ci saranno alternative al cambio di rotta. Se si crede ancora in Moretti, lo si supporti e lo si aiuti ora nel cercare le strade - e non sul mercato - per invertire la rotta. Altrimenti è meglio staccare subito la spina: al di là del discorso economico, se si trattasse di accanimento terapeutico, c'è rischio di estremizzare i problemi sul piano mentale in un gruppo che ha manifestato segnali di nervosismo e assuefazione alla sconfitta. D'altra parte il bilancio è in profondo rosso (7 vittorie in 23 gare tra campionato e coppa), e il conto degli ultimi due mesi aumenta a 14 stop in 17 gare... Giuseppe Sciascia
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