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  1. L'Openjobmetis taglia a braccia alzate il traguardo delle Final Eight di Coppa Italia e chiude un 2018 memorabile al secondo posto della classifica. La truppa di Attilio Caja conquista un perentorio successo esterno sul campo della pericolante Pesaro e ribadisce la granitica solidità del suo impianto di gioco con una prova scintillante sui due lati del campo. Maturità da squadra di rango per i biancorossi, che macinano per 40 minuti il loro basket ruvido in difesa e geometrico in attacco; appena i padroni di casa abbassano la guardia Varese piazza un micidiale 0-14 a cavallo tra secondo e terzo quarto che spiana la strada per la sesta vittoria nelle ultime 7 gare. L'applicazione in retroguardia disinnesca il capocannoniere Blackmon e toglie di partita il possente Mockevicius, mentre la coralità offensiva (6 giocatori in doppia cifra) produce il bottino stagionale più elevato (record precedente i 93 della terza di andata contro Trento) in una serata di grazia collettiva dall'arco (11/20 da 3 oltre al 54% da 2). Prima il ghiaccio di Moore, un computer nella gestione dei tempi delle azioni offensive e un martello dall'arco dove sta diventando ormai una sentenza; poi il fuoco di Avramovic, che dà spettacolo nella ripresa trovando punti da sotto e da fuori con la capacità ormai acquisita di aspettare il suo momento per sfoderare le sue giocate da protagonista. A corredo il solito lavoro oscuro in difesa di Cain e Archie, un'altra prova sostanziosa sui due lati del campo di Scrubb e l'impatto auspicato da Jean Salumu, in modalità "attacco istantaneo" (12 punti in 14', 10 dopo 7' di gioco) dando quella marcia in più dalla panchina che serviva ai biancorossi. Così l'OJM consacra il suo splendido momento di forma festeggiando la qualificazione aritmetica alla Coppa Italia, traguardo che la società di piazza Monte Grappa non conquistava da 6 stagioni. E la sconfitta di Venezia la proietta al secondo posto della classifica nell'attuale parità a quattro squadre a quota 18 punti che comprende anche Avellino e Cremona. Il modo migliore per concludere un 2018 strepitoso, con un record complessivo di 29 vittorie su 41 partite giocate sommando le due stagioni a metà tra 2017/18 e 2018/19. Il merito va al marchio di fabbrica di Attilio Caja (pronto per il bis da allenatore dell'anno?) e alla dedizione degli uomini che ha scelto per portare avanti un basket tanto semplice quanto complicato nella messa a punto grazie al minuzioso e costante lavoro di ripetizioni dei dettagli in palestra. La capacità dell'OJM di imporre contro qualsiasi avversaria la sua identità rappresenta davvero il marchio della grande squadra, la Coppa Italia rappresenta il giusto premio per l'impegno profuso ma la corsa continua e le prossime due gare contro avversarie in crisi (domenica a Pistoia e l'ultima di andata in casa con Bologna) ulteriori occasioni per consolidare il suo ruolo nei piani altissimi della classifica. Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis si inchina solo davanti alle magie di "King" Mike James. La truppa di Attilio Caja mette a lungo in difficoltà l'imbattuta Milano con il suo mix di sostanza difensiva ed organizzazione offensiva. Ma nel momento migliore di una Varese capace di risalire dal -11 del 18' con un avvio di ripresa davvero brillante, lo strapotere tecnico ed atletico della stella dell' Olimpia respinge l'assalto al potere dei biancorossi con una fiammata di livello assoluto (11 punti in 3' per portare i padroni di casa da meno 7 a più 8). La striscia vincente si ferma a quota 8, perché stavolta non bastano coralità e sacrificio per fermare un giocatore hors catégorie per il livello del campionato italiano; d'altra parte l'ex Omegna vale da solo (1,8 milioni di dollari) quasi il doppio del monte stipendi biancorosso. La prova mostruosa di James (11/18 al tiro, 8 rimbalzi, 5 assist e 33 di valutazione) nasconde le assenze pesanti di Micov e Gudaitis e piega quasi da sola una bella OJM, che sul parquet della capolista ribadisce ulteriormente la solidità del suo impianto di gioco. Ad Assago la Varese plasmata da "Artiglio" conferma di aver acquisito le stimmate della squadra di alto rango, capace di imporre la sua identità su tutti i campi a dispetto dello spessore dell'avversaria di turno. Sul piano tattico la partita la fanno gli ospiti, speculando su una supremazia costante a rimbalzo (45-33 con Cain dominante anche contro avversari da Eurolega) per impostare ritmi cadenzati e tenere 23 punti sotto media il miglior attacco del campionato. Peccato per una serata non felice nel tiro dall'arco (8/24 complessivo da 3) che unitamente a tante altre piccole sbavature (15 perse e 41% da 2, sprecando qualche occasione ghiotta in campo aperto) impedisce all'Openjobmetis di raccogliere appieno i frutti dell'inerzia amministrata per lunghi tratti. Varese esce comunque a testa altissima dal Forum, avendo messo in difficoltà fino in fondo un'avversaria dalle potenzialità molto superiori (lo dimostra anche il decisivo 26-4 nel duello dei punti prodotti dalla panchina). Nonostante la sconfitta i biancorossi strappano applausi convinti agli 800 tifosi abbondanti al seguito: se il basket iperorganizzato della "Caja's Band" ha messo in difficoltà anche la capolista Ax Exchange, costretta a chiedere gli straordinari alla sua stella più fulgida, allora in un campionato sempre più livellato l'OJM può davvero competere per le posizioni di vertice. E ora ha la possibilità di dimostrare quanto il suo mix di concretezza difensiva e coralità offensiva possa garantirle continuità ad alto livello: domani si torna in campo nel derby contro una Cantù ricca di talento individuale ma in difficoltà nel farlo fruttare, l'obiettivo è fare il regalo di Natale agli oltre 4mila attesi all'Enerxenia Arena e poi andarsi a prendere le Final Eight di Coppa Italia nelle due successive trasferte di Pesaro e Pistoia. Giuseppe Sciascia
  3. L' Openjobmetis cala il settebello e prenota un posto al tavolo delle grandi alle Final Eight di Coppa Italia. Altra brillante sinfonia del collettivo biancorosso, con il santone Larry Brown che va a lezione di basket italiano dal "Ministro della difesa" Attilio Caja. Sigillo consecutivo numero 4 in campionato e numero 7 contando anche la Fiba Cup per una Varese solida come il granito nella interpretazione della partita sui binari del suo basket sostanzioso. Prova corale di altissimo livello per Cain e soci, che dominano fisicamente la contesa (73% da 2 e 38-26 a rimbalzo) contro un'avversaria più stazzata e "spendereccia" come la Fiat. I padroni di casa comandano per 40 minuti filati, imponendo il loro moto perpetuo offensivo e la loro capacità di togliere fiato agli avversari in difesa per non far accendere i numerosi "solisti del mitra" del roster ospite. E "Artiglio" sfoggia davanti al pluritotolato collega d'oltreoceano il valore assoluto di un collettivo frutto di una cura maniacale dei dettagli. La messe di canestri allo scadere dei 24 secondi costruiti con minuziose esecuzioni dall'attacco OJM frustrano ripetutamente gli sforzi della difesa ospite. Stavolta Avramovic funziona da ispiratore (11 assist !) e Archie da stoccatore con le sue triple frontali nei momenti chiave, anche se l'MVP a tutto tondo è l'uomo ovunque Scrubb, meno appariscente ma più sostanzioso del suo predecessore Okoye. E nonostante una serata tutt' altro che scintillante dall'arco, dove la tripletta finale Archie - Moore- Scrubb "corregge" il 9/36 fino al minuto 37, Varese macina gioco con l'abituale sicurezza, soffocando nelle spire della sua difesa asfissiante un'avversaria sulla carta superiore sul piano del talento individuale. Merito di un allenatore che la mette in campo con una quantità industriale di preparazione tecnica, tattica e atletica; e merito dei giocatori che lavorano con indefessa applicazione durante la settimana, sostenendo col massimo dell'impegno lo sforzo fisico e mentale richiesto da "Artiglio". Il risultato è la sinfonia attraverso la quale l'Openjobmetis mette sotto con sicurezza Torino, non uscendo dai binari delle certezze acquisite neppure quando il giro a vuoto dell'attacco riporta gli ospiti da meno 15 a meno 3. Stavolta dalla panchina escono pochi spunti offensivi di valore (solo 10 punti dal secondo quintetto contro i 67 dello starting five); ed è proprio questo l'upgrade che dovrà arrivare dall'ultimo arrivato Jean Salumu, che al servizio della causa biancorossa porterà atletismo e tiro perimetrale. Oggi si festeggia il Natale a Ville Ponti con 6 punti di vantaggio sulle none a 5 turni dal termine dell'andata che rappresentano un margine consistente nella corsa verso una Coppa Italia che Varese non disputa da 6 anni.Da domani si torna in palestra col belga pronto all'uso in vista del derby italiano in Europa di mercoledì a Sassari e della sfida impossibile di domenica a Milano. Giuseppe Sciascia
  4. L'Openjobmetis timbra la patente da grande al Taliercio. La truppa di Attilio Caja infligge il primo stop casalingo stagionale alla seconda forza Venezia, e regala una soddisfazione doppia a Rosario Rasizza nel "derby del lavoro interinale" contro l'Umana. Eloquente il tweet a fine gara del main sponsor biancorosso («Openjobmetis gioca una partita disUmana. Luigi Brugnaro, ti aspetto a Varese per tifare insieme. Questa volta forza Varese!») per celebrare il secondo "sacco di Mestre" nell'anno solare 2018: "Orgoglio Varese" è ormai (praticamente) realtà, nel frattempo sono il coach pavese e la sua banda di guastatori a rendere orgoglioso l'a.d. dell'azienda di Gallarate nella partita più sentita dell'anno. Un capolavoro tattico costruito da Caja sfruttando al meglio la pausa per mettere a punto il copione di una difesa perfetta per 30 minuti (rispettivamente 7 e 10 punti concessi nei quarti centrali). Sigillo consecutivo numero 5 pur senza capitan Ferrero e in attesa dell' upgrade Salumu, ripartendo di slancio dopo la pausa per la Coppa Italia che consolida il molo da attuale terza forza in classifica. L'impresa di Varese è ancor più clamorosa perché arriva in rimonta dopo un avvio choccante sotto la pioggia di triple iniziale dell'Umana. Ma la forza mentale e caratteriale del-l'OJM emerge proprio in queste circostanze: le scelte tattiche di "Artiglio" -proteggere il pitturato raddoppiando sempre i lunghi - inducono Venezia ad abusare delle triple, e dopo il 6/10 dei primi 10' il successivo 6/30 è la prima chiave del raid biancorosso. Così gli ospiti portano avanti le loro trame sincopate, eseguendo con pazienza dopo il gelido avvio dal perimetro. Varese controlla il duello dei cristalli pur contro un'avversaria più stazzata grazie ad un Cain insuperabile dentro la sua area colorata. Di conseguenza impone le sue cadenze alternando ripartenze fulminee sui recuperi a trame al limite dei 24 secondi. Giocate che le permettono di indirizzare la partita sui suoi binari più congeniali. Una lezione difensiva sul campo della miglior difesa del campionato, mai in grado di imporre i suoi vantaggi in termini di stazza e costretta a giocare con quintetti naniformi per trovare spazi nel micidiale viluppo creato dalla retroguardia OJM. Così la formazione di Caja conferma tutto lo spessore della sua coralità, imponendo anche al Taliercio la legge della sua granitica organizzazione sui due lati del campo: se la difesa costringe gli avversari a snaturarsi e l'attacco macina il suo basket controllato senza uscire dal copione, si può vincere sul campo dell'Umana anche in una serata povera di spunti balistici (5/22 da 3). Ora Varese vuol provare ad alimentare il "magic-moment" con la doppietta all'Enerxenia Arena contro Larnaca e Torino, ma il raid del Taliercio lancia un messaggio forte e chiaro al campionato: anche quest'anno la classe operaia dell'Openjobmetis vale il Paradiso chiamato playoff... Giuseppe Sciascia
  5. L'Openjobmetis regala emozioni e spettacolo ai 4.200 presenti all'Enerxenia Arena. La truppa di Attilio Caja schianta Brindisi con la forza della sua difesa di granito, fermando a quota 4 la serie positiva dei lanciati pugliesi, e regala al folto e "rombante" pubblico di Masnago la miglior prestazione delle prime 7 settimane del 2018/19. Quarto sigillo consecutivo per i biancorossi, che rispondono all'appello del coach relativamente all'importanza della partita che chiudeva il primo ciclo di 14 gare tra Italia ed Europa; e il terzo posto in classifica dietro le due big Milano e Venezia (sul cui campo l'OJM sarà ospite alla ripresa del 9 dicembre) fotografa al meglio la capacità dei biancorossi di capitalizzare la qualità dei primi tre mesi di lavoro agli ordini di "Artiglio". Varese costruisce la sua superiorità con un'altra partenza a razzo, fratto di un approccio mentale feroce nel rispetto delle consegne difensive e della capacità di leggere perfettamente le situazioni tattiche per capitalizzare la sua superiorità tisica nel pitturato. Una partita condotta con maturità e vinta con autorità anche in una serata non certo esaltante dall'arco (9/30 da 3 "sporcato" con lo 0/7 dei 10' finali); merito di un collettivo mai così efficace nella ricerca delle soluzioni interne ad alta percentuale (62% da 2 e ben 23 assist). La gente di Masnago va giustamente in visibilio per le accelerazioni di un Avramovic inarrestabile dopo l'intervallo (13 nei secondi 20'), ma la palma di MVP va all'uomo-squadra per eccellenza Scrubb (7/8 al tiro, 10 rimbalzi e il silenziatore messo alla chiave pugliese Chappell). E nelle pieghe della sontuosa prova corale biancorossa spiccano anche la regia accorta di Moore (9 assist e un gran lavoro sul bomber ospite Clark) e l'abituale volume interno prodotto da Cain (altra "doppia-doppia" con 12 rimbalzi e 2 stoppate pur con qualche errore di troppo da sotto). Insomma una OJM che sulla base di un volume di gioco davvero sostanzioso (108-73 la valutazione statistica) trasmette sensazioni forti ad un'Enerxenia Arena ricca di VIP, a parti- re da un big della politica come Giancarlo Giorgetti piacevolmente coinvolto dall'atmosfera di entusiasmo a sostegno della squadra di Caja (presente anche il doppio ex di turno O.D. Anosike). L'unica nota negativa della serata riguarda l'infortunio muscolare che ha bloccato Giancarlo Ferrero: problema alla coscia destra da valutare oggi, la pausa per la Nazionale (riposo da mercoledì al 3 dicembre per il gruppo biancorosso; oggi Avramovic e Scrubb si uniranno a Serbia e Canada) attenuerà il peso del problema. Il perentorio successo contro Brindisi permetterà all'OJM di staccare la spina con tante certezze sullo spessore tecnico e caratteriale del grappo; con la tavola apparecchiata per puntare a Final Eight di Coppa Italia e playoff di FIBA Cup, si ragionerà in maniera lucida e serena sull'opportunità di rinforzarsi sacrificando un elemento gradito a compagni e tifosi come Pablo Bertone. Giuseppe Sciascia
  6. La base del sistema è la difesa, ma la chiave dei risultati è l'attacco. Il rendimento dell'Openjobmetis è legato a filo doppio alla produzione offensiva: la vittoria esterna di Cremona - la prima stagionale in campionato lontano dall'Enerxenia Arena - ribadisce un trend chiarissimo in questi primi mesi della stagione. Nelle 11 gare disputate tra Italia ed Europa, Varese ha superato 6 volte quota 80 punti segnati con un percorso netto di 6 vittorie in tutte le occasioni in cui l'attacco ha girato bene; al contrario ha vinto una sola gara (78-66 contro Trieste) tra le 5 terminate sotto la soglia degli 80 realizzati. Dato significativo ma comunque da sviscerare, nella misura in cui è l'aggressività della difesa la miglior spinta per l'attacco biancorosso: domenica al PalaRadi, infatti, la squadra di Attilio Caja ha prodotto tanto bottino tra ripartenze da palla recuperata e rimbalzi d'attacco, abituali risorse fondamentali del suo fatturato offensivo a Masnago. Se Varese graffia in retroguardia e riesce a trovare punti in contropiede primario, la sua produzione di punti dipende meno dall'esito delle soluzioni balistiche dall'arco alle quali sono legate principalmente le sue fortune (38,7% nelle 4 vittorie in Italia e 27,3% nelle 3 sconfitte in campionato). Dunque, se l'OJM difende con energia, riesce a spingere sull'acceleratore e riesce a costruire trame lucide convertendole con precisione, è in grado di sbancare il campo dell'attuale terza forza del campionato e competere fino al 38' contro la potenziale terza forza della serie A. Le partite contro Avellino e Cremona - con in mezzo la corroborante vittoria di Oporto - hanno ribadito che la Varese costruita secondo i dettami di Attilio Caja ha qualità e organizzazione per provare a competere anche in quest'annata per la metà alta della classifica. Ad oggi l'unico problema sul quale riflettere in chiave mercato rimane lo scarto elevato tra il rendimento offensivo del quintetto base e l'apporto delle rotazioni. Lo starting five fattura più di tre quarti dei 77.8 punti di media ( Avramovic 16.4, Archie 13.0, Cain 11.5, Moore 10.4 e Scrubb 9.7), mentre dalla panchina ne arrivano poco più di 18 (Ferrero 5.6, Tambone 4.7, Iannuzzi 3.0, Natali 2.5 e Bertone 1.3). Tutti sono utili alla causa difensiva, ma il blackout balistico sul primo giro di cambi in tutti i ruoli che ha vanificato i maxi-break iniziali delle ultime due trasferte (7-21 in Portogallo e 2-21 a Cremona) è indicativo della differenza di pericolosità offensiva. Per questo l'OJM tiene gli occhi puntati sul mercato degli esterni, riservandosi di ragionare nella pausa di campionato e FIBA Europe Cup, da lunedì prossimo al 9 dicembre, se spunterà il profilo ad hoc nel ruolo di guardia per dare a Caja un sesto uomo di impatto tecnico e fisico. Statistiche alla mano, Varese è seconda nelle triple tentate (29,1 di media, solo Cremona a quota 32 usa di più il tiro da 3) e ultima nei viaggi in lunetta (16,0 a partita): un cambio di guardie e ali che abbia fisico e capacità di attaccare il ferro completerebbe al meglio il puzzle biancorosso. Giuseppe Sciascia
  7. L'Openjobmetis rompe il digiuno esterno in campionato. Prima vittoria da ex al PalaRadi per Attilio Caja, perfetto direttore d'orchestra del collettivo biancorosso nella sfida a distanza tra filosofie contrapposte con Meo Sacchetti. Varese cancella lo scivolone casalingo contro Avellino tornando ad esultare in trasferta dopo quasi 7 mesi (ultimo hurrà datato 22 aprile a Bologna) grazie ad una eccellente prestazione difensiva, marchio di fabbrica del basket di "Artiglio": i biancorossi negano il gioco interno agli esterni della Vanoli e piazzano un perentorio 21-2 iniziale a suon di ripartenze. Poi però la Vanoli accende la macchina delle triple (17/41 totale dopo l'1/8 del primo quarto) e costringe a sudare fino all'ultimo una OJM lucida e matura nell'impostare le sue cadenze sincopate sull'asse portante tra la regia lineare di Moore e la presenza dominante del mastodontico Cain. La difesa ospite tiene sotto ritmo una squadra votata all'attacco come Cremona, mentre le esecuzioni a metà campo trovano finalmente riscontri positivi dall'arco nella ripresa (6/13 da 3 dopo il 3/16 dei primi 20' giocati "contro sole": cara Lega Basket, dopo il pasticciaccio del derby di Natale alle 17, non sarebbe meglio evitare di programmare partite alle 12 su campi dove la luce che entra dai finestroni riporta ai climi delle palestre di provincia di 50 anni fa?) Una vittoria costruita con l'impostazione tattica di Caja e l'interpretazione agonistica di un gruppo che finalmente ha messo in campo lo stesso piglio difensivo graffiante mostrato finora soltanto in versione Enerxenia Arena. Ma anche una dimostrazione di solidità tecnica e caratteriale che ricalca sotto molti aspetti i temi della vittoria di mercoledì ad Oporto, compreso il passaggio a vuoto del secondo quarto con l'impatto negativo del secondo quintetto, ribadendo l'efficacia del "sistema Varese" quando tutti gli elementi dello starting five rendono ben sopra la sufficienza. L'uomo chiave del sistema è Dominique Archie a fare la differenza per l'OJM: l'ala ex Capo d'Orlando, cresciuto in termini di condizione e allo stesso tempo di convinzione, dà garanzie come terminale a metà campo per non dipendere in tutto e per tutto dalle serpentine di Avramovic. L'ambiente biancorosso ha saputo capitalizzare al meglio le positività della prestazione contro Avellino, riproponendo lo stesso approccio della positiva ma sfortunata gara di domenica. E le due vittorie esterne di Oporto e Cremona soffiano un forte vento nelle vele biancorosse verso le due gare casalinghe contro Alba Fehervar e Brindisi. Lo spareggio per il primo posto europeo di mercoledì e la sfida di alta classifica contro l'Happy Casa degli ex Vitucci e Banks domenica sono occasioni da cogliere per spianarsi la strada verso Top 16 di FIBA Cup e Final Eight di Coppa Italia. Poi la pausa servirà a scegliere con calma quel sesto uomo di impatto che dovrà ridurre l'attuale gap offensivo troppo elevato tra starting five e secondo quintetto. Giuseppe Sciascia
  8. L'Openjobnietis paga a caro prezzo quattro errori fatali contro Avellino. La fortezza Masnago cade per la prima volta nel 2018/19 : alla formazione di Attilio Caja non basta una prova gagliarda per 38 minuti per aver ragione di una Sidigas trascinata prima dall'infuocato Cole e poi dal pungente Nichols. Individualità da Eurolega contro un collettivo ben oliato che produce gioco (60% da 2) ma non punti: anche stavolta è la poca precisione dall'arco a condannare Varese, inchiodata dal 9/33 da 3 e soprattutto dai 4-errori-4 consecutivi sul 75-76 nel momento migliore della difesa di casa. Grande rammarico per i biancorossi, penalizzati da 4 errori da matita rossa negli ultimi 5 attacchi di una gara giocata col piglio giusto. Due perse evitabili di Archie e Moore, un tiro senza costrutto del play di casa e la linea laterale calpestata da Scrubb sull'ultimo assalto a meno 4: dopo aver perso 5 palloni in 38', l'OJM ne regala 3 decisivi ad una Sidigas imbrigliata nel suo "run&gun", ma capace di punire egualmente i padroni di casa con un brillante 13/30 da 3. E in particolare di ribaltare l'abbrivio favorevole che Varese si era costruita con il solito Avramovic e la "matta" Natali (10 in 11' per l'ala toscana) sul 61-54 del 28' ; i 4 piccoli proposti da Vucinic hanno esaltato l'atipicità della Sidigas, e nonostante i 34 punti in area di Varese contro i 26 degli irpini la partita è girata li, prima di quel finale a martellare i ferri da 3 e a sprecare gli assalti finali con gestioni poco lucide. L'Openjobmetis ha dato tutto sul piano agonistico, ma ha pagato la serata poco brillante dell'ex Scrubb e la gestione rivedibile del finale di Moore (troppo tenero su Cole in un primo tempo da 19 punti e 4 assist). Alla fine la compagine di Caja esce egualmente tra gli applausi dei 4200 presenti, ma resta la sensazione di una "incompiuta" a dispetto del grande impegno profuso. Se sul fronte "extracampo" la notizia migliore della serata - ben più importante del risultato negativo sul parquet - è la garanzia di rispettare nei tempi previsti l'impegno assunto la scorsa primavera al di là delle evoluzioni in corso sul fronte "Orgoglio Varese", la partita di ieri sera indirizza l'OJM verso precise direzioni sul mercato. Le risposte di Iannuzzi sono positive anche in pochi minuti, al contrario dell'impatto di Bertone che Caja boccia (definitivamente?) dopo un minuto e una persa. La Varese capace di far soffrire fino in fondo una candidata alle semifinali come la Sidigas è una squadra che gioca, lotta e si applica; ma ancora una volta raccoglie solo in parte le energie prodotte per una produzione offensiva troppo modesta e in larga parte monocorde al di là delle scorribande di Avramovic. Per distillare qualità dalla quantità, serve almeno un altro esterno (tra guardia e ala piccola) creativo dal palleggio e con gambe fresche - identikit che non corrisponde a quello di Stojanovic - per non dipendere sempre e comunque dalla roulette russa del tiro dall'arco. Giuseppe Sciascia
  9. L'Openjobmetis non guarisce dal mal di trasferta sul campo della Grissin Bon. La compagine di Attilio Caja si arrende alla fame di punti dei padroni di casa, che cavalcano il talento del bomber Ledo per nascondere l'assenza pesante dell'infortunato Butterfield. Varese gioca la partita tatticamente accorta impostata dal coach pavese, controllando i ritmi e tenendo il punteggio basso contro un'avversaria corsaiola come la formazione di Cagnardi. Ma contro la peggior difesa della serie A i biancorossi producono un fatturato offensivo decisamente troppo modesto per coronare i frutti delle loro fatiche in retroguardia. L'OJM macina trame pazienti ma troppo spesso sterili: con Avramovic guardato a vista da Candì e mai in grado di accendersi tra cambi punitivi e misure troppo spesso sfasate negli assalti al ferro, l'attacco di Varese non ha alternative al martellamento dall'arco che però funziona poco e male (8/27 totale, sarebbe 3/16 senza l'unica mano calda Archie). Il rammarico maggiore è per i primi 15' con l'inerzia in mano, nei quali però la squadra di Caja raccoglie solo in minima parte per la difficoltà del suo attacco di monetizzare il volume di fatica profusa sul parquet. Poi sopravviene la frustrazione e fioccano le palle perse, tante volte banali, a togliere fluidità ad una manovra prevedibile senza un'alternativa affidabile ad "Avra". Non può esserla Moore, la cui taglia fisica è troppo limitata per incidere in penetrazione; né Bertone, elemento di quantità che non graffia con minuti spot; né Scrubb, che ha doti di finalizzatore sugli scarichi e in campo aperto ma non crea con la palla in mano. Ma se le guardie producono così poco, non bastano i 37 punti fatturati da Archie (il migliore della stagione) e Cain per portare a casa una partita che Reggio Emilia ha vinto quando ha abbassato il quintetto giocando con tre piccoli per aumentare l'aggressività e migliorale le spaziature offensive. Tra martedì in Ungheria e ieri al PalaBigi sono arrivate risposte sostanzialmente analoghe: questa Varese, semplicemente, non ha abbastanza qualità perimetrale per riuscire a ripetere in versione esportazione il suo rendimento casalingo. Fa bene Attilio Caja a guardarsi le spalle e pensare alla distanza dall'ultimo posto, inquadrando la salvezza come obiettivo primario? Impegno e applicazione danno gas quando l'OJM gioca all'Enerxenia Arena, ma evidentemente non bastano per incidere lontano da Masnago. Ora il fattore campo darà il suo conforto in occasione delle prossime sfide contro Rilski Sportist e Avellino: in particolare il match di domenica contro l'attacco atomico di una squadra di alto rango come la Sidigas dovrà dare altre risposte importanti sullo spessore di Varese. Che per provare a proporre un volto esterno meno prevedibile e piatto potrebbe valutare un esterno di qualità e personalità da incastrare tra Avramovic e Scrubb durante la pausa per le Nazionali. Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis spiana a suon di muscoli l'ostacolo Trieste e completa il percorso netto all'Enerxenia Arena. Terza vittoria interna consecutiva e quarta assoluta per la compagine di Attilio Caja, che abbatte alla distanza la resistenza dell' Alma con il solito cocktail fatto di difesa ringhiarne (32% al tiro per gli ospiti) e un predominio sostanzioso sotto i tabelloni (51-31 nel duello a rimbalzo). Poi a trasformare in oro la mastodontica quantità di ferro prodotta dall'elevato volume di energia profuso dai biancorossi ci pensa Aleksa Avramovic: una fiammata da campione del mancino serbo, con 11 punti consecutivi frutto di una magia dall'angolo sinistro e tre triple frontali in fotocopia da distanza NBA, spacca in due la partita nel giro di 3 minuti infuocati che danno adrenalina pura ai 4.256 tifosi dell' Enerxenia Arena. Varese gioca l'abituale partita impregnata di impegno ed applicazione, con la serietà e l'etica del lavoro che contraddistingue un gruppo plasmato da Attilio Caja ad immagine e somiglianza delle sue idee votate alla coralità e al sacrificio difensivo. Poi però serve il guizzo di Avramovic per dare quella scarica di adrenalina indispensabile alla squadra e ai tifosi per vivere un'altra bella serata di festa a Masnago. Se la lucida follia di "Avra" marchia a fuoco la gara, sono sempre i muscoli di Tyler Cain (alla terza "doppia-doppia" nelle ultime 4 gare) l'architrave attorno al quale l'OJM costruisce le sue fortune, sia nella determinante protezione del pitturato difensivo che nella produzione di punti dentro l'area (58% da 2 al 30' prima del gelido 2/13 dei 10' finali). Positiva e volitiva anche la regia di Moore al di là dei 6 assist e nuova menzione d'onore per capitan Ferrero in un'altra serata all'insegna dei problemi di falli per Archie (3 dopo 6', comunque in partita dopo l'intervallo). Ma nella serata in cui Varese ha banchettato stabilmente nel pitturato c'è stato modo di apprezzare anche Antonio Iannuzzi, che non ha fatto rimpiangere Cain neppure in difesa mostrando progressi consistenti nell'apprendimento del sistema Caja. Così Varese capitalizza appieno il trittico casalingo e fa il pieno di punti e fiducia in vista dei prossimi esami di maturità. La versione casalinga dell'OJM strappa applausi convinti a tutta Masnago, e il clima favorevole che si respira attorno alla "sporca dozzina" di Attilio Caja sembra ideale per aiutare Rosario Rasizza a ultimare l'opera di proselitismo per il progetto "Orgoglio Varese" nel quale comunque esprime piena fiducia per completarlo in tempi relativamente rapidi. Ora però i biancorossi hanno già le valigie pronte in vista della partenza mattutina per l'Ungheria (domani alle 18.30 spareggio per il primato di FIBA Cup sul campo dell'Alba Fehervar) e poi preparano la trasferta di domenica a Reggio Emilia: per sognale in grande, Varese dovrà sfoggiare lo stesso approccio graffiante anche nelle prossime due gare lontano dall'Enerxenia Arena. Giuseppe Sciascia
  11. L'Openjobmetis va in cerca del poker di vittorie contro Trieste. Stasera all'Enerxenia Arena (palla a due alle 17.30; diretta su Eurosport2) la formazione di Attilio Caja chiuderà il trittico casalingo settimanale contro l'agguerrita matricola Alma. L'obiettivo è quello di allungare la serie positiva che tra campionatoe FIBA Europe Cup è giunta a 3 successi di fila e fare il pieno di fiducia in vista delle trasferte in Ungheria (partenza già domani mattina per il match delle 18.30 di martedì) e a Reggio Emilia. Il momento favorevole, corredato da spunti positivi di alcuni effettivi diversi dal terminale principe Avramovic (Scrubb contro Trento, Bertone contro il Porto), ha corroborato l'entusiasmo dei tifosi che a giudicare dall'andamento positivo delle prevendite (già oltre quota 1.000 biglietti staccati) sosterranno con l'abituale calore gli sforzi biancorossi in un orario pomeridiano che aiuterà l'affluenza in tribuna. Occasione da cogliere per Ferrero e compagni contro un'avversaria agguerrita come la neo-promossa Alma che, nonostante qualche acciacco iniziale (attualmente 14 giocatori in organico di cui però 3 infortunati, da verificare il recupero di Peric per stasera), ha costruito un roster di valore. «Per noi è uno scontro diretto con un'avversaria che ha ambizioni simili alle nostre: sia noi che loro partiamo dal lato destro della classifica, partite come queste in casa vanno vinte preparandoci a giocare una partita molto dura contro una squadra esperta». Così Attilio Caja introduce il match contro una compagine che riporterà a Masnago l'ex capitano biancorosso Daniele Cavaliero, uscito di scena ad aprile 2017 per fare ritorno nella sua città natale riportata in serie A dopo 15 anni. Alno ex che ha lasciato un ricordo positivo è quel Chris Wright che diede la scossa alla Varese 2015/16, trascinando i biancorossi alla finale di FIBA Europe Cup a Chalon al di là di quel "pasticciaccio" della sua uscita di scena per un caso di doping poi giustamente archiviato. Da tenere d'occhio anche le qualità balistiche delle ali Silins (aggiunto due settimane fa per l'infortunio di Knox) e Strautins e le doti acrobatiche di William Mosley, nelle ultime due stagioni pilastro di Legnano in A2 che si misura per la prima volta con la serie A a 29 anni. Varese dovrà aggredire la partita con la solita difesa graffiante in formato Enerxenia Arena per completare l'atteso en plein casalingo della settimana. Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis coniuga vittoria e bel gioco inaugurando nel modo migliore il trittico casalingo all'Enerxenia Arena. La compagine di Attilio Caja impone la legge dell'Enerxenia Arena con una sostanziosa prestazione corale che acuisce la crisi di Trento (può prendere quota l'ipotesi Gentile, ad ora sondato solo dall'Estudiantes Madrid?). Varese interpreta uno spartito diverso rispetto all'esordio a Masnago contro Brescia: niente assolo di Avramovic, ma una sinfonia perfettamente equilibrata di un attacco che chiude con 6 giocatori in doppia cifra una gara scintillante (59% da 2 e 42% da 3). Rispetto alla "magra" balistica di Sassari, cambiano non solo le percentuali ma anche l'atteggiamento di una OJM caricata a molla dalla spinta dei suoi tifosi. I biancorossi aggrediscono la partita con un piglio deciso che ti porta a sfruttare al meglio due chiavi tecniche fondamentali: dopo le sofferenze a rimbalzo delle prime due gare, Varese domina la battaglia delle aree colorate con un ciclopico Cain (14 rimbalzi e 2 stoppate) e si garantisce così benzina per le sue efficaci ripartenze. E coinvolgendo i lunghi nella manovra offensiva riesce a muovere anche meglio la palla attraverso un maggior equilibrio delle conclusioni grazie a qualche soluzione interna o in avvicinamento. Detto di un Cain padrone assoluto di entrambe le aree vincendo nettamente il duello con Hogue, nelle pieghe dell'oliato collettivo biancorosso l'OJM raccoglie frutti copiosi dalla costante solidità dell'uomo-ovunque Scrubb (6/8 al tiro, 5/7 ai liberi, 5 rimbalzi e 5 assist). Ma gli uomini chiave per imprimere il marchio biancorosso alla partita sono Matteo Tambone e Giancarlo Ferrero: il play romano trova finalmente il feeling con la retina e segna il primo affondo dei padroni di casa con un rovente 4/4 nel primo tempo, mentre il capitano gioca la miglior partita dell'anno solare 2018 sopperendo con un primo tempo all'insegna di triple e tanta garra ai 3 falli rapidi accumulati da Archie in 5'24". Nella giornata in cui Varese non deve chiedere gli straordinari ad un Avramovic sfasato al tiro ma comunque utile alla causa, i 36 punti prodotti dalla panchina - dove Bertone e Iannuzzi confermano i piccoli ma costanti progressi di Samokov - costituiscono un contributo vitale alla qualità della prestazione del collettivo varesino. Vittoria convincente per molti aspetti, non ultimo quello di una difesa all'altezza della situazione per lunghi tratti (53 punti subiti in 28') prima della pioggia di triple finali di Trento che impedisce all'OJM di raccogliere appieno i frutti della sua prova di spessore in termini di scarto finale. Ma se le risposte di ieri danno sicurezze nella scoperta che il collettivo sa anche dare spettacolo e il doppio impegno aiuta a guadagnare fluidità, si può guardare con fiducia ai prossimi due impegni casalinghi contro Porto e Trieste per cavalcare ulteriormente il tonante fattore Masnago... Giuseppe Sciascia
  13. L'Openjobmetis resta a digiuno nel lunch match del PalaSerradimigni. La compagine di Attilio Caja si arrende contro un Banco Sardegna deciso a inaugurare al meglio la stagione davanti al suo pubblico: costa caro un primo tempo offensivamente tragico (18 punti con 7/31 al tiro e 2 soli assist), e non basta una fiammata di Avramovic ( 13 dei suoi 19 nei primi 4'40" del terzo quarto) per accendere la scintilla in casa biancorossa. A Varese non è sufficiente un'applicazione difensiva diligente, che però scopre troppi varchi sul perimetro per l'MVP Bamforth e il mortifero Gentile: troppi gli elementi sottotono contro un'avversaria più agile nei duelli sotto i cristalli, col 48-30 totale del computo a rimbalzo che penalizza ulteriormente gli spuntati "prealpini". L'esito del primo viaggio sul campo di una big è ampiamente rivedibile alla luce del fatturato offensivo davvero troppo modesto prodotto da un attacco sterile e prevedibile per quasi 30 minuti. Il terzo quarto da 27 punti e 8/14 al tiro è l'eccezione e non la regola, visto che l'OJM non riesce mai a coinvolgere i lunghi nel pitturato e non trova soluzioni in avvicinamento a canestro (spesso anche in campo aperto, almeno 5 errori banali in velocità particolarmente pesanti nella fase iniziale del quarto periodo). La trama offensiva biancorossa produce spesso tiri aperti dall'arco, ma se le percentuali non supportano la costruzione della manovra come accaduto nei primi 20', Varese non sembra avere armi alternative a disposizione per dare volume al suo gioco. Preoccupa la giornata no di Archie, in affanno contro il vigore di Thomas prima e Polonara poi: se il secondo violino produce 0/5 al tiro e 5 perse è impossibile sperare di vincere a Sassari, mentre i 18 punti di Moore (con 19 tiri, record assoluto in 5 stagioni italiane) pesano molto meno di quel che dice il tabellino. Che invece fotografa un'altra gara senza ritmo balistico per Tambone (0/10 da 3 in due gare) e un contributo ancora inespressivo per Iannuzzi e Bertone (4 minuti in 2 gare per l'italo-argentino, scavalcato nelle rotazioni da Nicola Natali). A dispetto della rimonta del terzo quarto, vanificata dalle troppe frenesia offensive dei primi 5' del quarto periodo, ne esce una sconfitta netta che rimanda agli interrogativi sulla capacità di trovare nelle pieghe dell'organico alternative stabili all'unica punta dell'attacco, indispensabile in trasferta per non rischiare di incartarsi quando le percentuali non premiano la circolazione di palla. Ora l'esordio europeo in Bulgaria - mercoledì trasferta a Samaden - servirà per dare risposte sul campo di un'avversaria dal livello inferiore rispetto alla Dinamo; poi trittico Trento, Porto e Trieste all'Enerxenia Arena, dove la spinta dei tifosi sembra dare più brio ad un attacco ieri neppure lontano parente rispetto a quello da 81 punti con 15/34 del match con Brescia... Giuseppe Sciascia
  14. Una tripla di Ronald Moore manda in paradiso l'Openjobmetis. Il canestro a 3 secondi e 3 decimi del play ex Pistoia regala alla compagine di Attilio Caja la prima impresa casalinga della stagione, esaltando i 4200 spettatori dell'Enerxenia Arena al termine di una partita mozzafiato. Varese rende la pariglia a Brescia dopo tante beffe in volata - in particolare negli ultimi playoff - con un Avramovic stellare e capace di strappare applausi pure al mito Bob Morse, ma anche con la solidità caratteriale di un gruppo mai domo anche nei momenti peggiori di un match stracarico di capovolgimenti di fronte. La guardia serba recita un copione da star (10/19 al tiro, 5/6 ai liberi e 6 assist) facendo reparto da solo in un primo tempo da 21 punti in 16'; l'attacco di Varese però fatica a funzionare con continuità perchè il gioco interno non produce (40% da 2 e solo 5 tiri in due tra Cain e Iannuzzi). E allora le folate biancorosse portano la firma della difesa e delle triple in transizione (44% da 3 su 34 tentativi), capitalizzando una energia in retroguardia che alza il volume soprattutto nel palpitante rush finale (leggi gli sfondamenti subiti da Cain e Avramovic negli ultimi 2'). Vittoria soffertissima ma complessivamente meritata contro una Germani comunque capace di esprimere un basket sostanzioso, soprattutto dall'arco (13/33 da 3 dopo il 7/41 delle due precedenti gare con Milano e Monaco) e mettere in difficoltà Varese con tanti secondi tiri (30-41 a rimbalzo il computo totale). Nonostante il mancato presidio dei cristalli, Ferrero e soci sono riusciti egualmente a trovare ripartenze efficaci quando la difesa è riuscita a "graffiare" (15 perse per la Germani contro le 9 dell' OJM). Chiaro che la necessità di trovare alternative ad un Avramovic in modalità one man show è la priorità assoluta per ridurre gli sbalzi di tensione; apporto quantitativamente sostanzioso da parte di Scrubb (9 rimbalzi e 2 assist) mentre Archie ha avuto una fiammata nel terzo quarto in un duello che Varese ha però perso ai punti contro la "pattuglia acrobatica" Abass-Hamilton. E in attesa che Bertone e Iannuzzi digeriscano al meglio il sistema Caja, dalla panchina sono stati i veterani Ferrero e Tambone a dare una scossa positiva per Varese. Il capitano è tornato quello dei primi due terzi del 2017/18, il play romano - pur senza centrare il bersaglio dall'arco - è stato prezioso in difesa e in fase di tessitura del gioco. Insomma una vittoria corroborante per svariati motivi che alimenta l'entusiasmo di un pubblico caliente come si conveniva ad una sfida ormai sentita visti i ricordi degli ultimi playoff. Ora l'ultima settimana "piena" per preparare la prima trasferta dell'anno sul difficile campo di Sassari, poi via al tour de force del doppio impegno campionato-FIBA Europe Cup. Ma con questo spirito difensivo e questo Avramovic, l'OJM promette di divertire anche quest'anno... Giuseppe Sciascia
  15. L'Openjobmetis chiude con una sconfitta indolore il suo esaltante girone di ritorno e prepara l'assalto alla terza forza Brescia nei playoff al via sabato a Verona. I risultati degli altri campi neutralizzano, come prevedibile, l'effetto dello stop biancorosso sul campo di un' Auxilium decisa a chiudere col sorriso: Varese perde dopo 8 vittorie in fila contro una squadra reduce da 9 stop consecutivi, ma il contemporaneo successo di Cantù e lo scivolone di Bologna (clamorosamente esclusa dai playoff per classifica avulsa) proiettano egualmente la truppa di Attilio Caja verso il derby contro la Leonessa. La sconfitta del PalaRuffini non preoccupa il tecnico pavese, che ha effettuato rotazioni sperimentali dopo il perentorio più 12 del primo quarto: nella ricerca di risposte in chiave playoff dai giocatori della panchina sono arrivati spunti positivi da Tambone (massimo in serie A eguagliato) e Ferrero (4/5 in 19' ritrovando quantomeno ritmo balistico), meno brillanti invece da Delas e Dimsa. «Ma abbiamo comunque disputato una partita seria e volitiva: ottimo in particolare l'approccio iniziale; poi vanno dati meriti all'Auxilium che ha segnato anche canestri difficili quando ci siamo riavvicinati nel finale. Abbiamo commesso qualche errore in difesa, ma gh avversari hanno tirato col 48 per cento da 3: alla squadra non ho nulla da dire». L'attenzione di tutti è già concentrata verso la sfida contro Brescia: il bilancio stagionale dice 1-1 con la Germani vittoriosa 73-67 al PalaGeorge e Varese dominante 100-72 al PalaA2 A nella gara pre-pausa per la Coppa Italia. Il tecnico pavese, che oggi sarà a Milano per la premiazione da MVP assieme al g.m. Coldebellaa, Okoye e Ferrero, considera quello con la terza forza della serie A come un incrocio molto difficile: «Dovremo cercare di recuperare tutte le nostre energie fisiche e nervose per onorare al meglio un obiettivo che ci siamo guadagnati con grande impegno - afferma Caja -. Vogliamo fare bella figura, ma sono convinto che riusciremo nell'intento come abbiamo fatto anche ieri a Torino». Il tecnico biancorosso sottolinea prima di tutto il gap nettissimo in termini di esperienza tra i veterani della Leonessa che hanno almeno 25 playoff totali contro i soli 4 cumulati dal roster dell'Openjobmetis, in cui tutti saranno all'esordio eccetto Vene (tre volte campione in Lituania con lo Zalgiris) e Delas (titolato all'estero e nella scorsa annata ai playoff con Capo d'Orlando). «Brescia ha disputato un campionato a parte assieme a Venezia e Milano: ho citato più volte la Germani come esempio di continuità tecnica e di organico che mi piacerebbe imitare a Varese; sul campo ha un tasso d'esperienza molto più elevato di noi. Ma nello sport non conta il passato; loro hanno il fattore campo, l'esperienza e i favori del pronostico. Noi, però, vogliamo cercare di dire la nostra dimostrando di vale- re questo livello di competizione». Per Caja il concetto di "bella figura" è quello di onorare la serie e dare il massimo senza traguardi specifici: «Siamo felicissimi del risultato ottenuto, saremmo presuntuosi se indicassimo un obiettivo specifico: non necessariamente è vincere almeno una partita, sarò contento se daremo sempre il massimo in ogni gara che ci saremo meritati di giocare come abbiamo sempre fatto durante l'anno. Anche se dovessimo perdere tre volte di 1...». Giuseppe Sciascia
  16. L'Openjobmetis va in cerca della nona sinfonia sul campo di Torino. Stasera al PalaRuffini (palla a due alle 20.30) la compagine di Attilio Caja completerà il cammino della stagione regolare provando a chiudere con un ulteriore acuto il suo girone di ritorno da prima della classe. Partita dal valore relativo per la classifica dopo la grande festa playoff di domenica sera al PalA2 A e alla luce del sesto posto solitario occupato dai biancorossi, che potrebbero essere scalzati solo da una combinazione di fattori altamente improbabili (leggi vittoria di Bologna e sconfitta di Cantù). Per questo motivo "Artiglio" prepara una Varese in versione sperimentale nei minutaggi, pensando già all'esordio di sabato nei quarti di finale dopo un match dispendioso come quello contro la Vanoli durante il quale Okoye, Larson, Cain e Vene hanno tenuto il campo per più di 30 minuti. «Nei playoff si giocherà ogni due giorni, le energie saranno fondamentali: per questo l'idea è cercare di dare spazio a chi nelle ultime partite ha giocato meno come Delas e Dimsa e recuperare appieno Ferrerò, senza spremere i titolari protagonisti della battaglia di domenica contro Cremona» - spiega il tecnico pavese anticipando rotazioni diverse dal solito nella gara sul campo dell' Auxilium. Il che non significa però un approccio arrendevole o la volontà di snobbare l'impegno. Gli stimoli vanno cercati nei numeri, dal possibile record societario di punti nel girone di ritorno - sarebbero 26 in caso di vittoria - ad eguagliare la striscia vincente più lunga del terzo millennio (9 vittorie in fila nel 2003-04 con Giuloi Cadeo in panchina e nel 2012-13 per inaugurare la stagione degli "Indimenticabili" di Frank Vitucci), fino alla possibilità di chiudere il 2017-18 avendo battuto almeno una volta tutte e 15 le avversarie della serie A. Poi c'è l'aspetto motivazionale nel voler dimostrare nuovamente quanto valgano un sistema di lavoro che col passare dei mesi ha garantito una chimica di squadra e un'identità tecnica davvero radicate di fronte ad un insieme di individualità poco coese come quelle della Fiat. Una delle tante squadre che hanno speso più dell'Openjobmetis, raccogliendo almeno il frutto della Coppa Italia vinta tre mesi e mezzo fa, ma che chiuderanno alle sue spalle in classifica. E chissà che una cartolina non vada recapitata a Norvel Pelle (ma soprattutto al suo agente americano...) che nella pausa di febbraio lasciò Varese per trasferirsi in un club più ambizioso, ma che stasera sarà in vacanza al contrario dei suoi ex compagni... Giuseppe Sciascia
  17. L'Openjobmetis impone la legge del PalA2A nello spareggio contro Cremona e scrive la pagina più bella della storia recente. L'ottava meraviglia contro la Vanoli garantisce alla truppa di Attilio Caja la certezza aritmetica della qualificazione ai playoff: 5 anni dopo gli "Indimenticabili" di Frank Vitucci, la società di piazza Monte Grappa torna tra le protagoniste della corsa allo Scudetto, coronando un girone di ritorno stellare con un'altra perla all'insegna della coralità. Prestazione di alto livello sul piano tecnico ed agonistico per i biancorossi, che giocano la solita partita arrembante in versione Masnago guidando per 40 minuti contro un'avversaria mai doma. Nonostante i 3 falli bruciati in 5'36" da Avramovic, Varese ritrova un Okoye in formato superstar (8/18 dal campo, 7 rimbalzi e 4 assist) e gioca una gara molto lucida nelle scelte offensive contro il run&gun della Vanoli. Tante conclusioni costruite all'insegna della circolazione di palla che esaltano la pazienza dell'Openjobmetis nello snidare una Vanoli spesso in campo senza centri di ruolo: il 45-37 a rimbalzo è una chiave tattica importante al pari della prestazione a tutto campo di Siim Sander Vene (7/10 al tiro, 6 rimbalzi e 4 assist), non solo l'uomo della svolta al posto di Hollis, ma anche l'elemento di raccordo dell'intero sistema di gioco biancorosso. Varese trova sostanza ed energia anche dagli italiani della panchina, con Ferrero e Natali che danno gas nel terzo quarto dopo il rientro ospite a meno 3 e Tambone che mette il punto esclamativo sui playoff raggiunti con i 5 punti della staffa a metà del quarto periodo. Il giusto simbolo della capacità di Attilio Caja di pescare risorse da tutti gli effettivi del suo organico: la rimonta playoff è il giusto premio per il lavoro che la squadra non ha mai smesso di svolgere al massimo del'impegno e della serietà sin dal raduno del 18 agosto, e gratifica tutti gli uomini "dietro le quinte" che in cinque anni di vacche magre hanno sempre fatto il massimo per mettere i giocatori nelle condizioni ottimali per rendere. Cosa che quest'anno è avvenuta con un gruppo che ha saputo produrre un volume totale superiore alla somma delle singole parti: merito del coach e degli uomini dell'area tecnica Claudio Coldebella e Toto Bulgheroni, ma anche di un gruppo che ha sposato senza riserve l'etica lavorativa di "Artiglio". Una serata magica per un PalA2A torrido, che festeggia con grandissimo entusiasmo l'impresa di un gruppo entrato nel cuore della gente con un girone di ritorno stellare. Mai nella storia del basket italiano una squadra era riuscita a raggiungere i playoff dopo aver chiuso il girone d'andata all'ultimo posto; un record che resterà negli annali quello stabilito da una Varese ora capolista solitaria della classifica della fase discendente. Una grande festa che però non appaga una squadra decisa ad onorare al meglio questo playoff riagguantato all'insegna del carattere e della forza di volontà: oggi riposo, ma domani si torna sul pezzo per pensare alla chiusura di mercoledì a Torino, dove c'è la possibilità di mettere le mani sul sesto posto che significa derby contro Brescia e una possibile finestra sull'Europa. L'Openjobmetis ha stupito tutti, ma il gruppo biancorosso ha ancora fame di gloria... Giuseppe Sciascia
  18. L'Openjobmetis pesca il settebello ma non si avvicina ulteriormente ai playoff. La formazione di Attilio Caja porta la sua striscia vincente a quota 7 (record positivo per il coach pavese sulla panchina biancorossa) piegando con fatica una Happy Casa assetata di punti salvezza. Ma le contemporanee vittorie di Cantù, Bologna, Cremona e Sassari lasciano inalterata la situazione di classifica rispetto alla scorsa settimana: Varese si giocherà l'accesso alla post season nello spareggio di domenica prossima contro la Vanoli (ma potrebbe non bastate una vittoria per la certezza aritmetica della qualificazione). Non per questo, però, il successo contro Brindisi è da considerare privo d'importanza, specie per le modalità con cui Ferrero e soci sono arrivati a conquistare due punti intrisi di sudore. Nella serata in cui l'attacco biancorosso ha viaggiato a tre cilindri per tre quarti abbondanti - 60% dal campo e 24 punti nel terzo, in precedenza 8 punti col 29% e 17 col 47% e infine 20 ma col 35% - la squadra di Caja si è aggrappata alla certezze acquisite in difesa per non deragliare sulla rotta verso la post season. Primo tempo affannoso nel trovare con continuità la via del canestro, con un bottino inizialmente striminzito (12 punti nei primi 14') che soltanto l'asse Avramovic-Cain ha saputo implementare con continuità nella serata totalmente fuori fase del terminale principe Okoye (quarta partita in fila sotto il 50%, stavolta senza neppure una fiammata). Tra percentuali perimetrali glaciali - 20% da 3 complessivo - e tanta fatica a spingere sull'acceleratore in campo aperto, l'attacco dell'Openjobmetis si è sbloccato solo nel terzo quarto con Avramovic ispirato e 6 preziosissimi punti di Natali per lanciare l'unica fuga consistente (massimo vantaggio a più 14 del 29'). Poi però Brindisi, tra la zona adottata da Virucci e un quatto finale da 28 punti con la crescita del veterano Smith, ha saputo riaprire il match forzando i bianco-rossi ad un finale palpitante, risolto dal solito Larson protagonista quando conta e da un Avramovic glaciale nella conversione dei liberi della staffa. Non certo un'opera d'arte, ma una vittoria comunque frutto della mentalità votata al sacrificio di un gruppo che ha imparato a non dare per scontate le serate di grazia in attacco, ed a stare sempre sul pezzo in retroguardia per evitare brutte sorprese. Chiaro che alla distanza la defezione di Wells sta iniziando a farsi sentire sul volume di gioco prodotto dalla compagine di Caja: vero è che senza Cameron i biancorossi hanno vinto 5 volte su 5, altrettanto vero però che le attenzioni attirate dall'ex Giessen erano preziose per liberare Okoye. Ed ora se uno tra Stan e Aleksa "buca", l'attacco di Varese fatica a trovare alternative. Anche se ieri un monumentale Cain (8/10 da 2, 12 rimbalzi e 28 di valutazione) è stato decisivo anche sul fronte offensivo e non solo nell'abituale superlavoro a protezione del ferro. Tenuta alta la guardia contro Brindisi, ora si guarda già allo spareggio contro la Vanoli di Meo Sacchetti: per esperienza e qualità offensiva Cremona è un cliente assai ostico in uno spareggio secco, i 40' di sofferenza con gioia liberatoria finale dei quasi 4.700 di un PalA2A ancora ribollente di entusiasmo indicano la strada che l'Openjobmetis deve percorrere per l'ultima e decisiva tappa verso la terra promessa dei playoff. Giuseppe Sciascia
  19. L'Openjobmetis prova a calare il settebello sulla rotta verso i playoff. Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 19) la formazione di Attilio Caja proverà ad allungare a quota 7 la sua serie positiva contro la terz'ultima della classe Brindisi. La prima delle due gare casalinghe consecutive che potrebbero consacrare aritmeticamente la storica rimonta biancorossa dall'ultimo posto del girone d'andata alla qualificazione per la volata-scudetto è quella sulla carta più abbordabile per una Varese lanciatissima anche senza più Cameron Wells. L'Happy Casa di Frank Vitucci, ultimo protagonista di un playoff disputato a Masnago con gli "Indimenticabili" del 2012/13, si presenterà senza il play titolare Moore e con un roster riveduto e corretto per necessità dopo la cessione della stella Lalanne (150mila dollari di buyout versati dal Besiktas per prelevare il lungo haitiano da 15.3 punti e 9.9 rimbalzi prima della Coppa Italia). Senza più la sua stella i pugliesi hanno vinto solo 2 partite delle ultime 8, record diametralmente opposto al 6-2 totalizzato da Ferrero e compagni che, dopo tante partite affrontate a pronostico avverso, partono decisamente favoriti. Anche se Brindisi avrà comunque stimoli forti, visto lo 0-2 negli scontri diretti con Capo d'Orlando che le impone l'obbligo di conquistale altri due punti per mettersi al riparo dal rischio retrocessione. Di sicuro, però, Varese non vuole commettere un passo falso proprio quando inizia il rush finale per coronare il suo esaltante girone di ritorno: la squadra di Caja ha svolto una settimana di allenamenti a tutto gas e stasera sarà al completo - con la curiosità di scoprire finalmente l'ultimo arrivato Dimsa - per allungare la sua serie positiva in vista dello spareggio di domenica prossima contro Cremona. La vittoria col brivido della Vanoli nel derby con Brescia (decisiva una tripla di Travis Diener a meno 18") trasforma in una sfida "dentro o fuori" il prossimo impegno dei biancorossi. Non per questo però la gara odierna dovrà diventare una tappa di trasferimento, vista la necessità di tenere sempre altissima la concentrazione in questa fase della stagione nella quale c'è la possibilità concreta di raccogliere i frutti di 9 mesi di lavoro. Dunque, massima attenzione in retroguardia per limitare il talentuoso esterno sloveno Mesicek (dichiaratosi per il draft NBA 2018) in coppia col veterano Tepic, e le doti balistiche del fuciliere Suggs. Sotto canestro la coppia Lydeka-Iannuzzi (vecchio pallino di Attilio Caja che lo ha già messo sulla lista della spesa per il 2018/19) ha stazza, mentre l'esperto Donta Smith - decisivo all'andata per il successo all'overtime dell'Happy Casa - è un elemento dalle potenzialità offensive importanti. L'obiettivo dell'OJM è imprimere alla partita il suo mix di aggressività ed energia; un avvio a tutto gas, come spesso accaduto al PalA2A, contribuirebbe a lasciare un marchio indelebile sulla partita. Poi i playoff andranno conquistati contro Cremona, ma stasera c'è bisogno di un'ulteriore dimostrazione di forza mentale per mantenere il ritmo in vista dello spareggio di domenica prossima. Giuseppe Sciascia
  20. Openjobmetis, "6" bellissima anche al PalaDozza. Sei come le vittorie consecutive di una Varese che non si ferma più e che impone la legge del suo basket corale ad una Virtus tradita dalle assenze di Alessandro Gentile e Umeh. La squadra di Caja non si disunisce dopo 25 minuti di attacco "rimasticato" con poca fluidità e ritmi cadenzati più adatti ai muscoli della Segafredo, ed esplode un quarto periodo da 24 punti e 5/7 da 3 (sontuoso 9/13 complessivo dall'arco nella ripresa dopo il 5/17 dei primi 20') per sorpassare di slancio le "Vu Nere". Impresa del collettivo con 5 uomini in doppia cifra guidati da un Avramovic sempre più protagonista nella serata poco felice di Okoye (3/14 dal campo, ma due triple taglienti come rasoi nei momenti caldi del quarto periodo). Ferrero e soci capitalizzano la fiducia assoluta riposta nel sistema anche quando la palla fatica a entrare: la qualità dei tiri e la concentrazione della difesa sono sempre elevate, e quando le percentuali iniziano a premiare gli sforzi corali profusi da Varese l'inerzia della partita cambia in favore della squadra più... squadra. Così l'OJM alimenta il momento magico compiendo un'altra vendetta sul campo di un'avversaria che all'andata aveva festeggiato al PalA2 A; è una conferma della mentalità vincente acquisita da un gruppo che ha saputo trarre lezione dalle sconfitte beffarde del girone d'andata e ora ha le stimmate del team di rango che ha le idee chiare quando serve cercare certezze nei momenti decisivi delle partite. O almeno fin quando la bagarre finale della Virtus non ha mandato in tilt i meccanismi biancorossi negli ultimi 90" nei quali è successo di tutto (bolgia in tribuna con lancio di oggetti compreso; prima della partita scontri fra tifosi con gli Arditi che non sono entrati al PalaDozza). Sul più 7 a 90" dal termine pareva fatta con la possibilità di ribaltare anche il meno 5 dell'andata, poi il 3/6 ai liberi e le due perse di Larson sull'assalto della Segafredo ha fatto correre brividi lungo la schiena a Varese che s'è salvata prima con un errore da un metro di Lafayette e poi con la correzione volante fuori misura di Slaughter dopo una rimessa sbagliata da Larson a 90 centesimi dalla sirena (l'ex Real Madrid aveva commesso un fallo solare su Cain per liberarsi, ma nell'arrembaggio finale anche gli arbitri non sono stati inappuntabili). Nel complesso però Varese ha vinto con merito, tenendo la testa sulle spalle quando le sue esecuzioni non funzionavano e caval-cando le sue punte quando il movimento di palla ha finalmente trovato mani calde sul perimetro. Anche sul piano della fortuna l'OJM, dopo i tanti episodi avversi dell'andata, sta a poco a poco riscuotendo i crediti: dal guizzo all'overtime di Okoye a Capo d'Orlando alle ultime due vittorie contro avversarie con problemi di organico come Reggio Emilia e Bologna. Ora i due match-ball casalinghi contro Brindisi e soprattutto Cremona per alimentare un entusiasmo sopito da troppi anni di premesse estive non rispettate sul campo: i quasi 250 tifosi al seguito al PalaDozza sono un dato indicativo di quanto l'Openjobmetis operaia abbia conquistato il cuore dei tifosi. Che dovranno sostenere Ferrero e compagni nel doppio sforzo casalingo per coronare un sogno playoff insperato e per questo ancora più eccitante. Giuseppe Sciascia
  21. L'Openjobmetis abbatte anche Reggio Emilia con la forza del suo cuore pulsante sospinto da un PalAZA già da playoff e ora mette paura a tutti. Vittoria di puro carattere per la truppa di Attilio Caja, che esalta il record stagionale di presenze a Masnago (4840 spettatori, meno di un centinaio i posti disponibili per i tifosi di casa) con la "cinquina" di successi calata di fronte ad una Grissin Bon all'ultima spiaggia per riacciuffare il treno per la post season. Varese deve battere due volte la combattiva truppa di Menetti, visto che il solito avvio tambureggiante a suon di ripartenze e giocate in campo aperto (già più 20 dopo 9' e ancora più 18 al 17") non basta per piegare la resistenza degli avversari. Il tecnico reggiano trova le mosse giuste - tra una zona 3-2 adeguata e l'assetto con due play ma senza centri di molo - per mettere in difficoltà i biancorossi, orfani di un elemento importante come Wells in attesa che l'ultimo arrivato Dimsa (comparsata per neppure 2' dopo l'intervallo) si inserisca nei meccanismi di gioco, e soprattutto orfani dell'equilibratore Vene, in campo solo 4' nella ripresa per problemi di falli. Così Varese, assoluta padrona del campo nei primi 15', ha progressivamente smarrito il bandolo della matassa, subendo il controbreak di una Grissin Bon che pur senza la stella Della Valle ha trovato ossigeno dall'esperienza e dall' atipicità di White e Julyan Wright. Sul 53-59 del 28' però l'Openjobmetis ha serrato i ranghi, sostenuta da un PalA2A davvero traboccante di entusiasmo, e si è semplicemente rifiutata di perdere. Così, piegando le gambe in difesa attorno all'architrave Cain (MVP assoluto con 5/6 da 2, 5/6 ai liberi e 8 rimbalzi), i biancorossi hanno trovato canestri di cuore e volontà per ribaltare di nuovo l'inerzia del match. E dopo 17 minuti di digiuno dall'arco, la tripletta Lar-son-Okoye-Larson ha definitivamente piegato le ginocchia alla Grissin Bon. Un successo fortemente voluto frutto dell'intera gamma delle armi a disposizione della compagine di Caja: l'inizio segnato dalla difesa e dal contropiede ha esaltato l'energia e l'aggressività che rappresentano il marchio di fabbrica della formazione biancorossa. Ma l'arrembaggio finale è stato all'insegna di cuore e carattere, cavalcando la spinta emotiva di un pubblico che dopo anni di "vacche magre" risponde alla grande agli stimoli dell'atmosfera play off. E a cavalcarne gli umori so- no principalmente Avra-movic e Larson: dopo 15" "spiritati" il serbo spacca il ferro per lunghi tratti (6/7 in avvio, poi 0/10 in fila), ma non rinuncia alle giocate decisive dimostrando di avere finalmente imparato a giocare con la sfrontatezza "da slavo". Il play di Las Vegas, che per 35' non aveva visto il canestro, si conferma elemento dagli attributi "fumanti" ribadendo di possedere un innato senso del canestro nei momenti decisivi. Così Ferrero e soci salgono al settimo posto alla vigilia della trasferta di Bologna che potrebbe definitivamente spalancare le porte dei playoff: agganciare la Segafredo al sesto posto significherebbe uscire dalla bagarre con Sassari, Cantù, Torino e Cremona (mercoledì il recupero a Reggio Emilia) per gli ultimi due posti. Altrimenti servirà un tris di vittorie contro Brindisi e Cremona ed a Torino per agganciare la fatidica quota 32. Ma intanto il PalA2A impazzisce per una Varese mai così in sintonia con i suoi fans dopo gli Indimenticabili di cinque stagioni fa. Giuseppe Sciascia
  22. L'Openjobmetis cala il poker a Capo d'Orlando e ringrazia "San" Okoye. Serve una "t" in meno per fotografare il peso specifico determinante della prodezza firmata a 5 decimi dal termine dell'ala nigeriana, che vale l'aggancio alla zona playoff regalando due punti ghiottissimi alla truppa di Attilio Caja. Rimessa dal fondo a 2 secondi e 90 dalla sirena finale: Stan riceve sulla linea di fondo a destra del canestro, fa un palleggio in arretramento, si svita su se stesso e lascia partire un tiro ad altissimo coefficiente di difficoltà che si spegne dolcemente in fondo alla retina. Chiamatelo fade-away, circus shot, giravolta spaziale o "tiro da campione", prendendo a prestito le parole di capitan Ferraro: è una magia che alimenta il momento magico di una Varese capace di nascondere l'assenza pesante di Cameron Wells, e raddrizzare con 5 minuti di difesa di granito una partita che aveva preso una brutta piega sul meno 7 del 35'. Successo ben più sofferto del previsto contro una Betaland rigenerata dal cambio di allenatore, ma soprattutto dalla metabolizzazione del nuovo assetto del roster (5 cambi negli ultimi 2 mesi e mezzo). Nel clima sahariano del Pala-Fantozzi, Varese ha espresso un ottimo volume di gioco nei primi 15' (massimo vantaggio il 24-32 di inizio secondo quarto), cavalcando un Avramovic partito a razzo (14 nei primi 8', alla fine però 4/14 dal campo) e l'unica fiammata di Okoye prima del finale da protagonista assoluto (7/21 dal campo con 10 punti nel secondo quarto e 8 nei 5' finali). Il terzo quarto da 10 punti segnati con 3/18 al tiro ha evidenziato invece le difficoltà dell'attacco biancorosso quando le due punte "autopromosse" per meriti acquisiti nel corso della stagione non hanno più trovato continuità. L'Openjobmetis ha però trovato nella tenuta in retroguardia la chiave primaria per non deragliare nel momento migliore della Betaland (64-57 al 34'); e quando, dopo 12 errori consecutivi da 3, la doppietta di Okoye ha rotto l'impasse perimetrale che aveva contribuito a "inchiodare" l'attacco, la squadra si è rimessa in carreggiata. Ancora una volta preziosi gli ultimi arrivati Larson e Delas prima del canestro-copertina di Stan: il play di Las Vegas si è preso responsabilità da protagonista segnando 5 punti pesantissimi nel rush finale (67-71 con tripla frontale e 71-73 a meno 45" prima del 2/2 del pareggio di Likhodey). Il centro ex di turno, chiamato in causa nel finale per il precoce quinto fallo di Cain, è stato il miglior rimbalzista biancorosso mettendo pezze preziose in difesa per tenere lontano dal ferro gli assalti finali della Betaland. L'impresa del PalaFantozzi, in condizioni ambientali e climatiche difficili e senza un riferimento importante come Wells, ribadisce lo spessore caratteriale del gruppo; e i risultati degli altri campi coronano l'inseguimento di Varese, che aggancia all'ottavo posto il gruppone Sassari, Torino e Cremona, ottimo viatico per alimentare l'entusiasmo alla vigilia degli scontri diretti con Reggio Emilia e Bologna. Ora servono risposte definitive sul conto di Wells: a oggi il suo recupero - e non solo per domenica - sembra improbabile. Il mercato offre svariati profili in uscita dalla G-League, quasi tutti inadatti al trapianto in un sistema corale che ha bisogno di tempi di digestione piuttosto lunghi (vedi i quasi 2 mesi di Tyler Larson). Oggi il d.g. Claudio Coldebella farà il punto: la sensazione è che per sognare i playoff serva un'aggiunta, se si troverà un rinforzo per l'oggi che potrà servire soprattutto per il domani la società è disposta a fare uno sforzo. Giuseppe Sciascia
  23. Con Cameron Wells ai box, toccherà ad Aleksa Avramovic e Tyler Larson provare a trascinare l'Openjobmetis ai playoff. Mentre la guardia statunitense è ancora alle prese col rebus dei tempi - attualmente indefiniti - di recupero del suo problema al polso sinistro e il d.g. Claudio Coldebella inizia a verificare le disponibilità del mercato - ma solo per un giocatore che abbia senso anche per la stagione 2018-19 - Varese si affida ai due migliori in campo nell'ultima sfida contro Pesaro per provare a fare poker domani a Capo d'Orlando. «Stiamo davvero pensando ai playoff, e quella sul campo della Betaland sarà una tappa importante per dare forza al nostro sogno - spiega la guardia serba Abbiamo battuto le prime 4 squadre della classifica, in questo momento siamo in forma e in fiducia e dunque è legittimo crederci. Attenzione però a non sottovalutare nessuna partita, a cominciare dalla trasferta di domani: sulla carta il nostro calendario può sembrare facile, ma per noi ogni partita è difficile se non la affrontiamo al 100 per cento dell'intensità». Di sicuro il giocatore biancorosso più migliorato tra andata e ritorno ha ancora voglia di lottare per un obiettivo importante come i playoff: «Il coach ci ha dato 3 giorni di riposo, ma molti di noi hanno lavorato individualmente anche durante la pausa. Siamo un grandissimo gruppo, a tutti noi piace dare il massimo in allenamento e metterci a disposizione di Attilio Caja. Prima della partita contro Pesaro avevo lavorato molto sul mio tiro da fuori e i risultati sono stati positivi, ora confido di riuscire a ripetermi anche in trasferta. Sicuramente la spinta del pubblico per noi è importantissima: ormai al PalA2A le presenze si sono moltiplicate e il clima è strepitoso, se dovessimo riuscire a completare la rimonta ai playoff mi aspetto gente anche sul tetto per venire ad incitarci... ». Chi invece sembra aver definitivamente trovato la sua nicchia nel sistema Caja è Tyler Larson, reduce dalla sua miglior prestazione in Italia (record personali i 13 punti e 7 assist totalizzati contro Pesaro) a conferma di un processo di ambientamento ormai completato: «A Liegi avevo un ruolo da protagonista assoluto, quando ho scelto l'Italia per misurarmi con un livello più alto ero consapevole che sarebbe servito un periodo di adattamento. A poco a poco ho preso confidenza con il sistema, e nelle ultime 3 partite sono riuscito ad incidere come desideravo. Il coach mi ha parlato tutti i giorni per spiegarmi cosa si aspettava da me e cosa aveva bisogno; i compagni sono stati super nell'aiutarmi e a poco a poco ho preso fiducia». Il play di Las Vegas è determinatissimo a inseguire fi-no in fondo il sogno dei playoff con Varese: «Nessuno di noi pensa di essere in vacanza dopo la vittoria contro Pesaro: sabato siamo andati a casa festeggiando una bella prestazione, ma poi abbiamo ripreso a lavorare forte in palestra con l'intensità e la concentrazione che ci ha contraddistinto ogni settimana. Personalmente io proverò a dare sempre una spinta importante: cerco prima di tutto di passare la palla e coinvolgere i compagni e di dare energia alla squadra». Il regista statunitense è certo che Varese affronterà con il massimo della concentrazione la trasferta di domani a Capo d'Orlando. «In questo campionato non esistono partite facili, dobbiamo sempre dare il massimo contro qualsiasi avversario, rispettando il piano partita e lottando con intensità in ogni situazione. La forza di questa squadra è quella di rispettare ogni avversario, sia essa la capolista Milano o l'ultima della classifica. Qualunque sia la squadra da battere servirà sempre un approccio aggressivo e la massima concentrazione». Giuseppe Sciascia
  24. Cinque vittorie in 6 giornate, tra cui 4 scontri diretti, per coronare un sogno playoff alimentato a forza di imprese compiute nella corsa a perdifiato guardandosi le spalle per mettersi al sicuro. L’Openjobmetis ormai certa del posto in serie A per il 2018-19 può celebrare la salvezza più veloce degli ultimi 4 anni: la pratica archiviata a livello aritmetico dopo 24 turni significa aver fatto meglio del Caja I (2014-15, festa alla giornata 27), del Caja II (2016-17, analogamente giornata 26) e dell’era Moretti I (2015-16, giornata 26). Dalla ripresa odierna con la doppia seduta di allenamento per riattivarsi dopo 3 giorni di vacanza si alza l’asticella, pur con un margine di errore limitato vista la necessità di rimontare 2 punti e 3 posizioni in classifica in una bagarre che coinvolge 8 squadre per 4 posti. Sulla carta il calendario può aiutare Varese, che ha già esaurito le sfide contro le 4 grandi Milano, Venezia, Brescia e Avellino. Il percorso delle ultime 6 gare partirà domenica da Capo d’Orlando, snodo cruciale per alimentare l’attuale serie positiva a preludio di due scontri diretti decisivi. Il 15 aprile la squadra di Caja riceverà al PalA2A la Grissin Bon Reggio Emilia, che dopo l’eliminazione dall’Eurocup insegue a sua volta la rimonta playoff contando anche su due recuperi casalinghi (uno dei quali in programma stasera). Partita da vincere con un occhio rivolto anche alla differenza canestri (all’andata -10 al PalaBigi) per presentarsi col vento in poppa il 22 aprile al PalaDozza sul campo della Virtus Bologna, all’andata corsara con beffa a Masnago (+5 all’overtime). Poi il doppio impegno casalingo contro una Brindisi ormai salva (29 aprile) e lo scontro diretto del 5 maggio con Cremona (si parte dal -8 dell’andata) prima della chiusura di mercoledì 9 maggio a Torino (-3 al Pala2A). In pratica la rimonta playoff passa dalle vendette rispetto alle cinque sconfitte consecutive di fine girone d’andata, e dalla necessità di guadagnare un quadro favorevole negli scontri diretti oltre a quello attuale che prevede un 2-0 su Cantù e un 1-1 svantaggioso con Sassari (meno 17 nel doppio confronto). Anche se la quota 32 punti raggiungibile con 5 vittorie - lasciando dunque un margine di errore su uno dei due scontri diretti esterni - potrebbe bastare senza bisogno di classifiche avulse e differenze canestri. Presto per studiare tabelle di marcia parametrate agli avversari visto l’alto numero di scontri diretti ancora da disputare negli ultimi 6 turni. Però il “giochino” della stima dei calendari sommando i punti delle avversarie da incontrare indica che il cammino di Varese è sulla carta il più favorevole (120 punti contro i 122 di Cantù e i 138 di Bologna: Trento ne ha 140, Sassari 154, Cremona 158 e Torino 164). Se la squadra di Caja avrà ancora benzina fisica e psicologica da gettare in campo dopo le 7 vittorie nelle prime 9 giornate del girone di ritorno, la rimonta playoff è difficile ma non impossibile... Giuseppe Sciascia
  25. L'Openjobmetis cala il tris contro Pesaro e prova ad alzaie l'asticella degli obiettivi stagionali. La truppa di Caja festeggia davanti ai 4.365 tifosi del PalA2A la certezza aritmetica della permanenza in serie A, abbattendo con un avvio a tutto gas la resistenza dell'ultima della classe Vuelle. Varese ribadisce la forma smagliante ritrovata dopo gli stop contro Pistoia e Trento sulla base della solita ricetta fatta di intensità difensiva e scelte lucide in attacco. L'appeal inferiore dell'avversaria di turno rispetto alle big Avellino e Sassari non spegne la fame di gloria della formazione biancorossa, che indirizza la partita con un perentorio 26-12 nel primo quarto frutto del consueto mix di aggressività e gestione oculata dei ritmi. Di fatto Ferrerò e compagni "regalano" al fanalino di coda soltanto i primi 5' della ripresa, rientrando molli dagli spogliatoi dopo il rotondo +20 della pausa lunga; ma dopo uno 0-15 scioccante, la compagine di Caja cala nuovamente la saracinesca in difesa (8 punti subiti tra il 24' e il 34' ) e sfrutta appieno la vena balistica dello scatenato Avramovic (10/13 al tiro e 31 di valutazione in 25 ' ) per regalale un'altra serata piacevole ad un PalA2A ormai stabilmente oltre le 4.000 presenze. Anche nella giornata normale di Okoye (9 nei primi 7', poi frenato dai falli) l'Openjobmetis ha saputo trovare protagonisti alternativi in una prova comunque all'insegna della coralità (21 assist col 58% da 2 e il 43% da 3). Conferma importante per l'importanza di Vene negli equilibri tecnici sui due lati del campo (più 33 di plus/mì-nus in 20' per l'estone, limitato nel finale dai postumi del problema ad una caviglia accusata in settimana), mentre Larson e Delas hanno confermato di essersi definitivamente ritagliati la loro nicchia nel sistema di gioco biancoros-so. Il play del Nevada ha saputo alternate bene i tempi della manovra risultando anche pungente al tiro, mentre il lungo croato è stato un efficace regista occulto (5 assist) alimentando la vena offensiva di Avramovic (20 punti nella ripresa) per il break che ha chiuso il match tra terzo e quarto periodo. Vittoria nitida e mai in discussione che premia la serietà del gruppo di Caja nell'interpretare il match con la medesima concentrazione rispetto a sfide più stimolanti. Il tecnico pavese sorride a 32 denti per la salvezza aritmetica conseguita in largo anticipo e premia i giocatori concedendo tre giorni di vacanza. Ma di certo Varese non ha alcuna intenzione di staccale la spina una volta tagliato il traguardo stagionale indicato dalla società. Le 7 vittorie ottenute in 9 gare del girone di ritorno fotografano una squadra in piena salute tecnica e mentale. E i 2 soli punti di svantaggio dalla zona playoff aumentano sogni di gloria impensabili tornando con la mente all' ultimo posto al giro di boa del 14 gennaio. La trasferta sul campo dell' altro fanalino di coda Capo d'Orlando sarà un altro test importante per capire se Ferrerò e soci saranno in grado di alimentare ulteriormente il magic moment in vista dei successivi scontri-verità contro Reggio Emilia e Bologna. Messa al sicuro la serie A anche per il 2018-19, ora l'OJM ha la possibilità di divertire e divertirsi ancora senza affanni. Considerando quota 32 come minima per l'accesso ai playoff, il margine di errore nelle ultime 6 partite è quasi azzerato, ma la fame di questa Varese sembra insaziabile... Giuseppe Sciascia
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