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  1. Nel presentare la sfida interna contro Capo d’Orlando (palla a due domani alle 17, diretta su Eurosport 2), Attilio Caja non manca di tornare con dispiacere sull’ultima sconfitta maturata nel finale a Pesaro per via del canestro incredibile di Dallas Moore: «Sono un po’ dispiaciuto per le critiche eccessive che sono arrivate alla mia squadra dopo la partita disputata a Pesaro - dichiara amareggiato Caja - perché questa è una squadra che lavora tutti i giorni nel modo migliore e ha affrontato la partita con grande impegno. Non sempre però si riesce a fare ciò che si vuol fare. Credo sia giusto
  2. Attilio Caja ricambia le parole al miele di Eric Maynor nei suoi confronti in vista del ritorno dell'ex più amato dai tifosi varesini tra le quattro stelle del 2016-17 non rimaste in biancorosso. Il tecnico pavese preparerà ovviamente sulla marcatura dell'ex giocatore NBA la gara di domani contro Capo d'Oliando: «Il primo pensiero va ovviamente ad Eric Maynor: personalmente lo rivedrò con grande piacere, ma sono convinto che tutta la gente di Varese lo accoglierà allo stesso modo, per quello che ha fatto per tutti noi nelle sue precedenti parentesi in maglia biancorossa. E un giocatore che si
  3. Eric Maynor si prepara a nell'estate del 2016 ho ricevere l'applauso del PalA2A in occasione del suo ritorno da ex con la maglia di Capo d'Orlando. Il playmaker statunitense, artefice delle ultime due rimonte salvezza della Varese di Attilio Caja, ha solo ricordi piacevoli delle stagioni 2014-15 e 2016-17 e tornerà volentieri nell'impianto di Masnago: «Per me sarà una bella giornata: mi mancano tutti quelli che ho conosciuto in due anni ricchi di ricordi piacevoli, e comunque per me importantissimi visto che mi hanno permesso di riuscire a tornare un giocatore di alto livello. Amo i tifosi di
  4. Domenica al PalA2A arriva l’Orlandina, società che in questa stagione, dopo il quarto posto dell’anno scorso, sta vivendo forse il punto più alto e il momento più bello della sua giovane storia. La formazione siciliana allenata da De Carlo è inserita nel tabellone della Champions League e, pur con risultati non esaltanti (una vittoria e sei sconfitte finora), sta comunque vivendo un’esperienza particolare. L’inizio di stagione, nelle primissime partite, non è stato semplice ma gli ultimi due mesi hanno visto una squadra in grande crescita complice anche l’inserimento nel roster dell’ex Va
  5. La Pallacanestro Varese allunga il suo digiuno esterno anche a Pesaro. Una clamorosa prodezza balistica di Dallas Moore punisce la prestazione dai due volti della truppa di Attilio Caja, che incassa il terzo stop consecutivo - e quarto stagionale lontano da Masnago - finendo risucchiata nella zona bassa della classifica. Due partite in una per Ferrero e soci, invischiati per 25 minuti dalle cadenze sincopate di una Vuelle capace di graffiare a ripetizione dall'arco (7/15 alla pausa lunga) e di nuovo vittime del male oscuro nel tiro dal perimetro (1/11 all' intervallo) che aveva già fatto
  6. ... una squadra in preda agli errori perda totalmente fiducia, diventando l’ombra di se stessa. E poi succede che la stessa ritorni in sè, sfiorando un miracolo “ucciso” da un miracolo degli avversari. A Pesaro finisce 74-71 Succede che il basket sia lo sport più bello del mondo. Ma anche uno dei più spietati nel colpire dove fa male davvero. Succede che la definizione dello sport più bello del mondo abbia una postilla nel finale: “…scopo del gioco è che ogni squadra riesca a mandare il pallone nel canestro avversario”. Succede che quando una squadra, un gruppo di esseri umani p
  7. Pesaro-Varese rientra nella categoria delle partite da non sbagliare: seguendo una ipotetica tabella di marcia, Pesaro è una squadra contro cui Varese può e deve fare punti. Possibilmente quattro da qui al termine della stagione. Alle 18.15 all’Adriatic Arena i biancorossi affrontano per la prima volta in stagione una formazione che sta sotto di loro in classifica, anche se di soli due punti. Si rientra ufficialmente in campo dopo la sosta che ha lasciato spazio agli impegni delle Nazionali, e si rientra con la necessità di mettere un punto, anzi due, e andare a capo dopo la sconfitta cas
  8. Massimo Galli respinge l'etichetta di sfida salvezza per il match di domenica tra la sua Pesaro e la sua ex Varese. Il 55enne coach varesino, coach dei Roosters post-Stella che si dimise a Natale del 1999 dopo 4 mesi difficili (ma anche l'ultimo trofeo vinto sul campo e appeso sulle volte del PalA2A), è tornato in serie A nell'estate 2017 come assistant coach della Vuelle, attuale ultima della classe insieme ad altre tre squadre. «Mi sembra prematuro parlare di scontro diretto; di sicuro noi saremo protagonisti fino in fondo della lotta per la salvezza visto che abbiamo il sedicesimo budget de
  9. Cominciamo dalla fine. Ovvero da una delle (poche) buone notizie arrivate sulla riviera adriatica negli ultimi tempi. A Pesaro sta per approdare Rihards Kuksiks, vecchia conoscenza biancorossa con il vizio del canestro (se oltre l’arco da tre punti è meglio: 46% dalla lunga in campionato nella sua parentesi varesina): a ieri mancava ancora il nulla osta della società di provenienza (i lituani del Nevezis) e poi ci saranno anche le visite mediche da superare, ma l’ala lettone potrebbe e dovrebbe fare in tempo a esordire domenica contro la sua ex squadra. L’ormai più che probabile addizione
  10. La Pallacanestro Varese si appella al calendario per guardare con fiducia alla seconda metà del girone d'andata all'insegna degli scontri diretti. Il coefficiente di difficoltà delle prime 8 giornate della regular season è stato decisamente elevato per la truppa di Attilio Caja: lo testimonia anche l'indicatore del totale dei punti "fatturati" in classifica dalle avversarie dei biancorossi. Che avendo sfidato 4 delle prime 5 della classe (Milano, Brescia e Avellino fuori casa e Venezia in casa) hanno un coefficiente di 80, inferiore soltanto a quello di Brindisi (a quota 82) nel maxi-plotone d
  11. Le triple di Sassari sgonfiano i sogni di gloria di una Varese piccola piccola. Il Banco Sardegna allunga a quota 5 la serie positiva al PalA2A, infliggendo una punizione pesante alla peggior versione stagionale della squadra di Attilio Caja. Biancorossi spenti e senza mordente in una serata povera di lucidità, ma anche di energie: e in un match giocato su cadenze sincopate, la maggior qualità della Dinamo è il fattore chiave di una serata dove la solare differenza nelle percentuali da 3 (2/18 contro 12/28) è la prima ma non l'unica causa di una sconfitta nettissima. Di certo Varese ha sc
  12. Più del risultato, seconda sconfitta casalinga della stagione, a far male è l’avvolgente sensazione di non essere stati all’altezza della situazione. Anche in questo caso si tratta di un bis: prima di ieri, solo l’esordio di campionato contro Venezia aveva prodotto un sentimento simile negli occhi di spettatori e critica. Si è perso anche a Milano, a Brescia e ad Avellino, tutte occasioni nelle quali - però - Varese aveva sempre dimostrato di poter degnamente reggere lo stesso terreno di combattimento delle contendenti. Nel -21 (61-82 il risultato finale) con cui il Banco di Sardegna Sassari h
  13. Varese si appella alla legge del PalA2A per provare a sorprendere Sassari. Oggi a Masnago (palla a due alle 18.15) la truppa di Attilio Caja cercherà di allungare a quota 4 la sua serie di vittorie casalinghe ospitando un Banco Sardegna sempre corsaro nelle sue ultime 4 visite sulle Prealpi. Partita ricca di spunti per i biancorossi alla vigilia della pausa per la Nazionale che manderà a riposo il campionato per due settimane, permettendo i primi bilanci a metà del girone d'andata. Battere una squadra con ambizioni playoff come la Dinamo confermerebbe l'elevato spessore del "sistema-Varese" an
  14. Sulla carta quella di oggi sarà un’altra montagna: Sassari vale una parte di classifica (quella di sinistra) nella quale Varese non dovrebbe avere diritto di cittadinanza (mentre la squadra di Pasquini sì, al pari di Venezia, Milano, Brescia, Trentino e Avellino). Sulla carta quella di oggi sarà un’altra montagna, scivolosa per di più. C’entra la psicologia: la Dinamo ha già sfiorato il suo fondo (dimissioni dell’allenatore dopo la sconfitta interna di domenica scorsa contro Capo d’Orlando), ha immediatamente ricominciato la risalita (dimissioni ritirate davanti alla presa di posizione co
  15. Attilio Caja chiede alla sua Varese un passo avanti rispetto ad Avellino e di mantenere il trend di crescita portato avanti nelle prime sette giornate. La ricetta in vista della gara di domani contro Sassari prevede anche la massima attenzione alle eventuali zone che Federico Pasquini potrebbe schierare per imbrigliare il contropiede biancorosso in versione PalA2A: «Per battere una squadra di prima fascia, che ambisce legittimamente ad un posto nei playoff - spiega il tecnico - dovremo disputare una partita migliore rispetto a quella di domenica scorsa. Noi siamo sempre cresciuti una partita d
  16. Dottor Jeckill e Mister Hyde in versione cestistica? Signore e signori, ecco a voi la Pallacanestro Varese versione 2017-18. O almeno questo si evince analizzando la differenza nettissima per la squadra di Attilio Caja fra il rendimento al PalA2A e quello esterno. Non si tratta soltanto del ruolino di marcia, confrontando le 3 vittorie casalinghe su 4 impegni a Masnago rispetto alle 3 sconfitte esterne su altrettante partite lontano dalla tana biancorossa. La certezza attorno alla quale Varese costruisce le sue fortune resta la difesa, che non presenta invece alcuno scostamento tra casa e tras
  17. Varese fa la partita, la Sidigas la vince. La truppa di Caja si fa sfuggire l'occasione di un colpaccio sull'imbattuto campo di Avellino: i biancorossi non coronano una rimonta furiosa dal meno 10 del 33' al sorpasso dell'ultimo giro di lancetta, finendo infilzati da una tripla di pura classe di Jason Rich, fino a quel momento contenuto alla perfezione dalla difesa ospite (2/14 dal campo, compresala tripla del 62-61 a meno 45"). Legittimi i rimpianti di Varese per non aver raccolto i frutti di una partita tatticamente dominata grazie a un'applicazione in retroguardia oltremodo efficace per tog
  18. Deluso. Ma deluso per il risultato, non da chi ha giocato. Il commento non è nostro: è di un tifoso biancorosso (MarkBuford è il suo “soprannome” online). Lo citiamo perché, anche a distanza di ore, anche a mente raffreddata, non troviamo nulla di più calzante e sensato nel descrivere l’arcobaleno di sensazioni che la sconfitta della Openjobmetis ad Avellino ha lasciato in dote. Delusi da un’occasione persa grande come una casa, non da chi ha mantenuto l’ennesima promessa. Risalire dagli inferi di uno svantaggio in doppia cifra accusato tra le mura di una delle tre squadre più forti
  19. Avellino: se la conosci… sai cosa ti aspetta. Attilio Caja, forse anche più delle altre volte e più della classica attenzione che va prestata a una delle formazioni sulla carta più forti dell’intero campionato, è ben consapevole del cimento che attende la sua truppa. Alcuni giocatori del roster irpino, infatti, sono passati sotto le sue grinfie da Artiglio nell’arco della carriera: parliamo del capocannoniere del campionato Jason Rich (a Cremona), di Lorenzo D’Ercole (ancora alla Vanoli, sempre del 2011/2012) e parzialmente anche di Benjamin Ortner (uno scampolo di stagione a Udine nel 20
  20. Attilio Caja punta sulla difesa come chiave di volta della trasferta di domani ad Avellino: contro la Sidigas del capocannoniere Jason Rich la tenuta della retroguardia biancorossa sarà determinante per le chances di conquistare la prima vittoria esterna stagionale. «Ci attende un banco di prova importante per la consistenza della nostra difesa che rappresenta una componente fondamentale del nostro gioco. Ci siamo preparati bene in una settimana di lavoro al livello di quelle precedenti; le ultime due vittorie casalinghe non hanno cambiato la nostra applicazione, abbiamo tenuto i piedi ben pia
  21. La sesta giornata di Serie A ha portato in dote risultati inediti, sorprendenti. Difficile ammettere che la larga vittoria della Openjobmetis di Attilio Caja fosse preventivabile, non tanto nell’esito quanto nelle proporzioni con cui è giunta. Rimandare a casa i vice-campioni d’Italia con quasi trenta punti sul groppone non era sicuramente tra le attese opzioni iniziali. E, ripensandoci, nel caso specifico non è neanche così spendibile la teoria della stanchezza da coppe europee della Dolomiti Energia, che ha raggiunto Varese nella giornata di giovedì direttamente da Gran Canaria, avendo
  22. Bastano sei partite - tra le quali due trionfi casalinghi strappa-applausi - per attribuire alla Varese operaia di Attilio Caja la patente di miglior squadra degli ultimi 5 anni? La prova del campo ha promosso senza riserve tutte le premesse estive sulle quali era stata costruito il roster della stagione 2017-18, e già questo basta e avanza per evitare gli equivoci e le correzioni in corsa forzose ripetutesi senza soluzione di continuità dal 2013-14 al 2016-17. I numeri puri e semplici dicono che dopo 6 giornate solo la Varese di Frates aveva un bilancio analogo a quella di "Artiglio" con
  23. “Gli spietati”. È la prima qualifica che balza alla mente. Oppure “quelli seri”, quelli cioè che non buttano via nemmeno un minuto di partita, nemmeno un grammo del loro impegno. Oppure ancora, “quelli che non possono che giocare così”, ovvero con un’intensità pazzesca dal 1’ al 40’ e senza mai fermarsi, perchè se fossero diversi non vincerebbero nemmeno una gara. Solo 7 volte in 30 anni Davanti alla seconda “goleada” cestistica in sole 6 giornate di campionato, gli aggettivi più appropriati trovateli voi. Noi ci limiteremo a raccontare i numeri e la storia. Varese-Cantù: +31. V
  24. «Dovremo stare attenti alla loro intensità. L’unico modo per farcela contro Trento sarà pareggiare la loro energia». Attilio Caja, 3 novembre 2017, conferenza stampa pre-partita di Openjobmetis Varese-Dolomiti Energia Trentino. Parole? Le solite? Ma in effetti cosa vuoi che debba dire un allenatore in questi casi? «Entriamo molli»? Ecco: Varese, questa Varese, è una squadra che alle parole finora ha sempre fatto seguire i fatti. Varese, questa Varese, è una squadra che sa mantenere le promesse. A partire dalla sua guida (che nella fattispecie prende Buscaglia e tatticamente, e nella
  25. La Pallacanestro Varese schianta Trento con le armi preferite dei vicecampioni d'Italia in carica e si aggancia per 24 ore ai treno della zona playoff. La miglior Varese dell'anno, ancor più brillante rispetto al più 31 nel derby contro Cantù, travolge con un inizio folgorante una Dolomiti Energia tutt'altro che... energica. Clamorosa la differenza d'intensità nel 31-12 del primo quarto che segna una partita dominata in lungo e in largo dalla formazione di Attilio Caja. Ferrero e compagni sommergono l'Aquila con un mix di letture perfette contro una difesa sul pick&roll impostata cont
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