Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'campionato'.

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Solo Basket
    • Varese e il campionato di Basket
    • Il basket dalla B in giù...passando dalle giovanili
    • Archivio articoli
  • Gruppo Vfb.it
    • Divertiti col gruppo di Vfb.it
    • FantaVFB
    • Il gioco dei pronostici

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Location


Interests

  1. La Pallacanestro Varese chiede strada a Trento per consolidarsi in zona tranquillità. L'anticipo serale contro i vicecampioni d'Italia in carica (diretta Tv alle ore 20.45 su Eurosport 2) inaugura il trittico di impegni contro avversarie di caratura internazionale, quantomeno alla luce della partecipazione alle coppe europee versione 2017/'18: le sfide contro Dolomiti Energia, Avellino e Sassari dovranno misurare lo spessore della truppa di Caja al cambio di avversarie con ambizioni playoff. Sulla carta l'impegno è ostico contro una squadra che ha cambiato parte degli effettivi ma non fil
  2. Un intero cammino in due categorie. La prima: le partite da vincere. La seconda: le partite che, se vinci, … Gli esempi possono aiutare. Cantù in casa e Pistoia idem appartengono al primo insieme. Brescia da affrontare lontano dalle mura amiche (e a maggior ragione Milano e Venezia, ovunque incontrate) al secondo. I criteri della scelta? La qualità dei tuoi avversari, in primis, e gli obiettivi che ti sei prefissato poi. Strappare due punti a Red October e The Flexx serve semplicemente a mettere fieno in cascina in una corsa salvezza che non ammette errori: chi li commette, cioè
  3. Cameron Wells prende per mano la Pallacanestro Varese e la trascina al successo contro Pistoia. Festa doppia per la formazione di Attilio Caja tra due punti ghiotti per consolidare il suo ruolino di marcia in zona tranquillità e la prestazione sopra le righe del play statunitense, capace di rispondere alla grande alle sollecitazioni settimanali post Brescia. I 14 punti segnati negli ultimi 10 minuti - soprattutto gli 11 nei 4' finali - dal regista ex Giessen risultano determinanti per ribaltare il trend di una partita complicatasi sul meno 8 di inizio quarto periodo. 10-0 decisivo negli ultimi
  4. Chi? Wells? È arrivato, tranquilli. Il play ex Giessen decide di presentarsi finalmente al pubblico di Masnago e Varese conquista due punti d’oro. Al culmine di un match maschio, brutto, fisico, tutt’altro che imprevisto nelle difficoltà incontrate lungo il cammino, la Openjobmetis si disfa della The Flexx e mantiene la “media inglese” tra le mura amiche: vittoria contro Cantù e vittoria contro i toscani. La classifica sorride: 4 punti in saccoccia, ottavo posto. Anzi primo posto, almeno del campionato in cui gioca - come usa sempre dire un maestro di comunicazione come Attilio Caja da Pavia -
  5. Attilio Caja avverte il clima giusto per la sua Varese in vista del match casalingo di domani contro Pistoia che arriva dopo una settimana dedicata a qualche piccolo correttivo per distribuire più efficacemente i temi dell'attacco e non dipendere eccessivamente dal tiro da 3 punti: «Ci siamo preparati in modo intenso per migliorare alcuni dettagli dopo la partita di Brescia - racconta - mi riferisco in particolare all'idea di cercare situazioni alternative al tiro da 3 punti e avere coinvolgimento nel gioco di tutti i giocatori. Come al solito c'è stata grande applicazione da parte di tutti e
  6. Moore, i rimbalzi offensivi di Pistoia e Wells: tre “macro” argomenti per presentare l’impegno che attende la Openjobmetis Varese domani al PalA2A. Li sceglie, stimolato dalle domande dei giornalisti durante l’abituale conferenza stampa del venerdì, coach Attilio Caja. I primi due aiutano a focalizzare l’attenzione sull’avversario, non banale per un presente capace di rispecchiare uno storico di tante stagioni positive appena alle spalle. Il terzo, invece, riprende la situazione di uno dei giocatori al momento più discussi del roster biancorosso, spiegando - molto meglio di quello che può
  7. È un meno sei che frega quello con cui la Openjobmetis viene fermata a Montichiari dalla sempre più capolista Germani Brescia. Il parziale contenuto che blocca Varese per la terza volta in stagione è sintomatico dell’unica verità che il match del PalaGeorge sussurra senza remore: la squadra di Attilio Caja non molla mai, non sbraca, cerca di restare con la testa nella partita fino a quando sente l’ultima sirena. Tutto ciò è indubbiamente positivo e servirà in futuro. Per il resto il dubbio è quello, amletico che Shakespeare spostati, di sempre: quanto Brescia e quanto (quanto poco) Varese
  8. Varese chiude a mani vuote il trittico contro le prime della classe. Dopo le big Venezia e Milano, anche la rivelazione Brescia mette sotto la squadra di Attilio Caja che paga a caro prezzo una prestazione offensiva opaca sia al tiro che in fase di costruzione del gioco (38% dal campo e 19 perse). Fatale la dissolutezza dei 5' finali del secondo quarto, quando la vischiosa zona della Germani ha completamente mandato in tilt Cameron Wells, ancora largamente insufficiente al di là delle cifre (2/5 al tiro, 3 stoppate subite e meno 16 di plus/minus in 22'). Un passaggio a vuoto punito duramente d
  9. La Pallacanestro Varese va in cerca di conferme sul campo della capolista Brescia. Stasera a Montichiari la formazione di Attilio Caja farà visita alla rivelazione Germani - unica in grado di reggere il passo delle big annunciate Venezia e Milano - per mettersi nuovamente alla prova dopo l'esaltante trionfo nel derby contro Cantù. Ferrero e compagni saranno ospiti dell'unica squadra italiana capace di batterli in precampionato (62-82 al Trofeo Lombardia, pur senza Waller e con Wells a mezzo servizio). Per i biancorossi sarà un test impegnativo ma importante su un campo difficile come il P
  10. Non basta un derby vinto bene a considerare conclusa la scalata della Openjobmetis Varese 2017/2018 a una montagna chiamata Serie A. A parte il fatto che la colonna sonora dell’uno contro tutti (più belli, più attrezzati, più forti: sì tutti, o quasi...) è stimolante da morire, ci piace altrettanto e a nostro modesto giudizio dovrebbe fare da sottofondo all’intero film stagionale biancorosso, ma poi c’è che davvero stasera al PalaGeorge il pendio sarà ancora una volta irto. Brescia è più talentuosa della truppa di Caja, Brescia è più lunga di Varese, Brescia chiama una musica a metà tra Dreams
  11. Telegramma per Augusto Ossola (Paradiso, via della Ignis 10): Augusto. Stop. Cantù è stata distrutta. Stop. Ah, se ti serve per il tuo archivio, ti mandiamo anche il tabellino. Stop. Tipo: Okoye 22 punti e 18 rimbalzi. Stop. Diciotto, sì: hai capito bene. Stop. Cain 10 punti, 11 rimbalzi e 4 assist. Stop. Sì, ricordi bene: Cain è un centro. Stop. Waller ne ha messi 18, Ferrero 17. Stop. Han giocato tutti bene. Stop. Cantù non ci ha capito un’acca, davvero Augusto. Stop. Cata su: cantato. Stop. Ah, Augusto: Varese è una squadra. Vera. Stop. Fino agli angeli Un derby giocato così
  12. La Pallacanestro Varese sceglie il modo più entusiasmante per inaugurare la casella delle vittorie nella stagione 2017-18. La truppa di Attilio Caja straccia una spenta Cantù nel derby numero 140 che entra nella storia anche a livello statistico (massimo di sempre il più 31 finale, cancellato il 102-72 dell'Ignis nel 1959-60). La sfida tra organizzazione e talento esalta il mix di concentrazione, applicazione e intensità profuso da Ferrero e soci. Dopo due mesi di stagione Varese è un collettivo perfetto per distribuzione dei ruoli e capacità di credere nella funzionalità del sistema già
  13. Oggi bisogna vincere? Beh, sai che novità: non abbiamo ancora conosciuto una squadra che ogni maledetta domenica (salvo anticipi o posticipi, si intende...) scenda su parquet (o campo, o ghiaccio, o diamante: quel che volete) senza aver fisso nella capoccia l’obiettivo di cui sopra. Ridondante e fin banale dare al derby numero 140 della storia tra Varese e Cantù la didascalia dei “due punti obbligatori”: il campionato non finirà stasera, nemmeno se sotto la casella “lost” dovesse comparire il numero 3. Ben più importante per la Openjobmetis di Attilio Caja sarà testare le proprie qua
  14. La Pallacanestro Varese va in cerca dei primi punti stagionali nell'edizione numero 140 della classicissima contro Cantù. Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 20.45, diretta tv su Eurosport 2) la formazione di Attilio Caja ospiterà i "cugini" brianzoli con l'obiettivo di inaugurare la casella delle vittorie dopo i preventivabili stop nelle prime due uscite contro le big Venezia e Milano. Per Ferrero e compagni il campionato s'inizia dunque stasera, ossia dalla prima partita a pronostico aperto nella quale Varese dovrà mostrare concretamente l'efficacia del suo impianto di gioco basato su di
  15. Rompere il ghiaccio in campionato facendo leva su una grande carica agonistica alimentata dalla spinta dei tifosi del PalA2A. Chiarissimo il piano preparato da Attilio Caja in vista del match di lunedì contro Cantù, il primo disputato con l'ausilio del fattore campo nella sua avventura sulla panchina di Varese. «Vogliamo ottenere al più presto la prima vittoria in campionato e il derby rappresenta una buona occasione: giocheremo in casa, davanti al nostro pubblico, e dobbiamo continuare sulla falsariga di quel che abbiamo messo in mostra domenica scorsa a Milano e proseguito con una buona sett
  16. La ricerca della felicità spesso e volentieri implica l’esercizio della memoria. E non è tanto una questione di confronti con il presente (anche perché la Varese di quest’anno non ha ancora un vero presente da mettere sulla bilancia): è che pescare nei ricordi positivi aiuta a sperare, è una guida calorosa verso l’ignoto, rasserena l’orizzonte almeno nei nostri sogni. Attilio Caja, uomo attento al magistero del vissuto, lo sa. E nel presentare il 140° derby della storia tra Varese e Cantù (i prealpini comandano 84 a 55) l’Artiglio pesca a piene mani dalle emozioni del 2 aprile 2017: il su
  17. La Varese operaia sfiora il colpaccio sul campo della corazzata EA7. Nonostante l'enorme differenza di tonnellaggio a livello fisico (ed economico), la truppa di Caja si gioca il finale in volata facendo leva sull'identità corale tanto apprezzata in precampionato. Alla fine conta il risultato, e i biancorossi escono dal Forum a mani vuote a dispetto dell'intensità profusa per 40': il rimpianto principale è per il 10 su 20 ai liberi che in una gara persa col minimo scarto è fatalmente determinante, soprattutto perché i ferri in serie li hanno collezionati anche specialisti come Waller e Ferrero
  18. Lo scriviamo subito così ci togliamo il pensiero: se a tabellino ti mancano 10 punti perché hai sbagliato 10 tiri liberi e perdi di uno (1!) un derby nel quale - sulla carta - non avresti dovuto scendere in campo, beh… ti girano... Il punto è che la Openjobmetis Varese che esce dal Forum di Assago permettendosi di avere addirittura il diritto di recriminare sul risultato finale è una squadra che nella settimana “post- ripassata” da Venezia ha fatto sensibili passi avanti: nella coralità, nella fisicità, nella mentalità, nelle individualità. E questo fa davvero ben sperare per il futuro, o
  19. Varese prova a sorprendere la superfavorita Milano nel primo dei tre derby lombardi del mese di ottobre. Stasera ad Assago (palla a due alle ore 20.45 ; diretta Tv su RaiSportl ) la compagine di Attilio Caja - con il lutto sulle maglie in memoria di Augusto Ossola - proverà a misurarsi contro l'EA7, regina incontrastata del movimento tricolore che punta a presentarsi in maniera convincente davanti al proprio pubblico. L'edizione numero 175 della classicissima del basket italiano sembra offrire ben poche chances agli ospiti, chiamati comunque a mostrare maggior personalità rispetto all'eso
  20. C’è Milano, la montagna più alta del nostrano massimo campionato di basket. Ma c’è soprattutto Varese, c’è sempre Varese. Prima di ogni avversario c’è una strada da percorrere, che non può prescindere dalle tappe (anche quelle proibitive) ma che alle tappe non si ferma. Più corsa, più malizia Questa, sempre restando dentro la metafora, è la sempiterna mappa di Attilio Caja, che nel presentare il derby numero 175° della storia parte dalla sua di squadra. Parte da quello che stanno facendo i suoi giocatori, dai loro miglioramenti, dalle loro pecche, dalle loro sensazioni. Parte dalla r
  21. Si può racchiudere una partita finita tanto a poco in due sole azioni? Si può. Anzi, già che ci siamo ci richiudiamo potenzialmente un’intera stagione. Varese-Venezia, minuto 17: i padroni di casa sono avanti di 4 punti, coach De Raffaele ha appena chiamato timeout, Varese sta reggendo l’urto dei Campioni d’Italia soprattutto grazie a una difesa grintosa e nel complesso efficace, al netto di qualche errore. Si ritorna sul parquet dopo la sospensione, attacca la Reyer e la squadra di Caja aggredisce ogni passaggio come fatto poc’anzi, contenendo un paio di tentativi di uno contro uno e cristall
  22. Manifesta inferiorità, il primo verdetto s'intona alla realtà tanto temuta per un'obiettiva differenza di valori in campo in rapporto alle individualità delle squadre. Fors'anche il tifoso, per amore di parte, seppur preparato a quel sofferto realismo che lo accompagnerà nella stagione, sperava in un divario meno pesante e impietoso in casa propria certo dell'energia quale unico bene del collettivo biancorosso, costretto all'ardore dai limiti di cui i suoi uomini, a dire dello stesso Caja, sono ben consci. Limiti spaventosi allorquando l'intensità di Varese si è sgretolata di fronte all'e
  23. Varese sbatte contro la dura realtà del campionato, alzando bandiera bianca sotto la pioggia di triple di Venezia. Le certezze costruite in precampionato svaniscono alla prima prova del campo: la compagine di Attilio Caja accompagna solo nei primi 15' il piglio graffiante ad un attacco illuminato. Poi emergono tutti i limiti di talento che la coralità non riesce più a nascondere, e lo show dei solisti del mitra dell'Umana piega rapidamente le ginocchia ad una squadra mai fuori partita dal punto di vista dell'intensità, ma troppo remissiva in attacco per tenere il passo delle triple in serie de
  24. Il basket, signori, è una delle scienze più esatte che esistono. E le statistiche sono il compendio migliore per studiarla. Or dunque: 9% da 3 contro 52%, 7 assist contro 23, 3 quarti su 4 persi nel punteggio. Statistiche dei singoli, ancora più importanti: Wells virgola e Cain quasi virgola contro Johnson 22 e Orelik 17 (tanto per dire, perché poi si potrebbe anche citare l’impatto quasi nullo di Avramovic e Tambone e la comparsata di un solo quarto di Hollis contro la solidità di Watt e Biligha e i punti capaci di dare il là alla fuga ospite di Haynes). E visto che, da ultimo, anche la
  25. Attilio Caja ricorre ad una immagine della sua amatissima atletica leggera per introdurre il match inaugurale della stagione della serie A 2017-18: Varese si è preparata coscienziosamente ad una gara di salto in alto, ma l'entry level la costringerà a partire con una impresa superiore al suo standard abituale. «L'asticella sarà subito molto alta ospitando i campioni d'Italia in carica: a luglio l'obiettivo era quello di svolgere una preparazione omogenea per arrivare pronti all'appuntamento con il campionato, e provare a sorprendere qualche avversaria di livello medio non altrettanto pronta. L
×
×
  • Create New...