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  1. Paolo Moretti rinnova la sua fiducia all'Openjobmetis da lui disegnata in estate, pur riservandosi ulteriori valutazioni alla luce di riscontri del campo diversi dalle aspettative di una reazione d'orgoglio dopo le ultime 5 sconfìtte in fila. Alla vigilia della trasferta di Pesaro il coach dell'Openjobmetis risponde così a chi domanda se ha ancora fiducia nel gruppo: «Da parte mia la fiducia è totale, però ogni giorno e partita dopo partita è necessario fare valutazioni, sia da parte di chi sta sopra di me che dei giocatori alle mie dipendenze. Personalmente rivendico ogni scelta compiuta, col diritto e il dovere di essere responsabile di ogni cosa, partendo da come la squadra sta in campo. Questo vale a maggior ragione in una piazza come Varese e in un club che a me ed ai giocatori non fa mancare nulla per potersi esprimere al meglio». Evidente che i risultati del campo facciano sorgere perplessità che potrebbero portare Moretti a rivedere alcune scelte, senza però rinnegarne la paternità: «I dubbi e le perplessità sono legittimi dopo le ultime prestazioni e non solo: già dopo Brindisi avevo detto che non ero soddisfatto della prestazione della squadra; resto però fiducioso sulla qualità del nostro lavoro e sulla capacità dei ragazzi di uscire dalla situazione negativa. Ma rivendico ogni scelta compiuta: se e quando sarà il momento di riconoscere che sono stati commessi errori me ne assumerò le responsabilità. La partita dovrebbe essere l'esame del miglioramento sviluppato in allenamento: nelle ultime 2-3 settimane difficilmente abbiamo potuto farlo, però nonostante le difficoltà del recupero limitato tra una partita e l'altra ci sono sempre esami per tutti, a partire da me. Bisogna dare risposte sul campo: se non le dai o sono sbagliate è giusto che tutti si sentano sotto esame». Il tecnico toscano passa poi all'analisi delle motivazioni che hanno causato gli ultimi tre tonfi pesanti lontano dal PalA2A: «Queste situazioni si sono presentati nelle ultime tre trasferte e vanno esaminate in maniera molto più approfondita del solo aspetto psicologico: ricordo al contrario come esempio positivi le due partite tiratissime contro il Benfica, le reazioni d'orgoglio a Milano e Sassari e le rimonte contro Brindisi e Villeurbanne. La mancanza di reazione non è stata costante, dunque non dipende solo da fattori psicologici». Moretti fa affidamento sul sistema e sull'orgoglio del gruppo per cercale la reazione a Pesaro, dove tornerà anche O.D. Anosike, mentre rimanda alle 4 mura dello spogliatoio la sua analisi su Maynor: «Dobbiamo analizzare gli errori commessi e fare affidamento sul nostro sistema adattandoci alle caratteristiche dei nostri avversari; servirà una reazione forte sul piano psicologico e caratteriale. Anosike? È tornato ad allenarsi ieri sera con il gruppo e siamo molto fiduciosi che potrà essere della partita. Lo stato di forma di Maynor? In generale la tenuta fisica e la gestione dei carichi, insieme al fattore psicologico ed a quello tecnico delle collaborazioni poco efficaci, sono alla base delle nostre difficoltà in trasferta. Però accetto il vostro consiglio: i panni sporchi si lavano in casa, di questo parlerò in spogliatoio». Giuseppe Sciascia
  2. L’Openjobmetis prova a fermare la lanciatissima Sidigas per cancellare lo spettro della crisi.Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 18.15) la squadra di Paolo Moretti (nella foto in alto con Hangur) ospita la seconda forza Avellino in un match delicato e difficile, che dovrà dare indicazioni chiare e definitive per delineare le strategie future. Varese proverà a chiudere a quota 3 la sua serie negativa di fronte ad un’avversaria che ha vinto le ultime 6 gare tra campionato e Champions League. Il primo nodo da sciogliere è quello relativo a O.D. Anosike: il centro nigeriano, bloccato da uno spasmo muscolare alla schiena nel match di martedì contro il Paok, resta in forte dubbio per il match odierno. L’atleta del 1991 ha svolto qualche esercizio sul parquet con i compagni, ma è parso ancora sofferente: il suo eventuale utilizzo, verrà deciso dopo la rifinitura in programma questa mattina. La presenza in campo di Anosike è legata alle risposte alle terapie e alla soglia del dolore del giocatore; comprensibile però la richiesta di società e staff tecnico di stringere i denti e garantire una rotazione in più sotto i tabelloni come preziosa risorsa per limitare lo strapotere fisico del duo Cusin-Fesenko. Anche perché se il nigeriano - dolorante alla schiena ormai da una ventina di giorni - non può dare garanzie di recupero in tempi brevi in funzione del doppio impegno, sulla sua posizione si aprirebbero riflessioni diverse e non più legate sulla sua compatibilità con Maynor su entrambi i lati del campo. Allo stesso tempo Anosike è uno dei titolari “stimolati” da Paolo Moretti nel post-partita contro Salonicco nel chiedere un rendimento in linea con le aspettative iniziali. Dovesse mancare O.D. - come sembra molto probabile - spazio dunque a Pelle in quintetto riportando Campani nel ruolo di pivot, e varando assetti naniformi che sembrano perfetti per giocare quella partita arrembante chiesta dal tecnico toscano e capitan Cavaliero per nascondere gli attuali problemi di produttività offensiva. Evidente la difficoltà dell’impegno contro quella che al momento sembra la migliore delle squadre “umane” dietro l’inarrivabile Milano (unica a battere due volte la Sidigas nel 2016-17). Ma una sfida a pronostico avverso offre comunque la chance di ribaltare il trend negativo: match da interpretare con la clava e non il fioretto, partendo da un atteggiamento gagliardo che accenda il PalA2A: fermare a Masnago la corsa della Sidigas darebbe a Varese quella sferzata di energia mentale indispensabile alla vigilia delle trasferte di Ventspils e Pesaro. Evidente che servirà un’impresa contro un’avversaria che ha un realizzatore di talento come Ragland, due esterni dinamici come Randolph e Thomas e tanti muscoli sotto i tabelloni con i veterani Marques Green e Leunen a raccordare i reparti. Ma l’Openjobmetis ha bisogno di un’impresa per dare la svolta alla stagione: obbligatorio almeno provarci gettando in campo il 101 per cento delle risorse disponibili. Giuseppe Sciascia
  3. Paolo Moretti attende risposte dagli elementi "pungolati" martedì dopo la sconfitta in Champions League contro Salonicco. Mentre su Anosike passa la palla ai medici, in attesa di notizie definitive relative alla disponibilità del centro nigeriano, ancora sotto terapie dopo l'infortunio muscolare alla schiena riportato di martedì. «La situazione di O.D. è ancora da valutare a livello fisico: non mi esprimo su questioni di competenza dell'area medica delle quali cui non conosco bene i dettagli»: così ha risposto il tecnico biancorosso alla domanda sulle condizioni del giocatore del 1991, poi precisate dalla società attraverso un comunicato ufficiale: «Anosike ha svolto lavoro differenziato dopo le visite da ortopedico e osteopata, le condizioni verranno nuovamente valutate oggi e domani mattina con l'obiettivo di recuperarlo per il match contro Avellino». L'ex di turno resta dunque in dubbio per domani - ed anche nella migliore delle ipotesi ci sarà a scartamento ridotto - ma resta la curiosità del coach di verificare come reagiranno gli altri titolari (nessun nome specifico, ma oltre a quello di O.D. anche il rendimento di Maynor, Kangur e Johnson - quest'ultimo tolto dal quintetto nelle ultime due gare - è sicuramente sotto le aspettative) ai quali aveva chiesto un maggior apporto: «Solo il futuro ci dirà se il messaggio lanciato è arrivato a segno; quel che è evidente è che al momento le prestazioni di alcuni giocatori siano al di sotto delle aspettative, e attendiamo le risposte dei singoli e della squadra in questo periodo ricco di impegni». Il richiamo al massimo impegno nel periodo di messa in moto del tour de force campionato-Champions League coinvolge comunque tutti gli effettivi e non solo chi al momento sta dando meno del previsto: «Era prevedibile incontrare qualche difficoltà all'inizio del periodo del doppio impegno visto il livello della Champions, che è molto alto. Potranno arrivare altre sconfitte, ma l'importante è che l'atteggiamento sia sempre quello di una squadra affamata: dovremo lottare e sputare sangue contro chiunque, non è accettabile che si verifichino prove senza reazione e carattere e spero vivamente che a Klaipeda e Pistoia si siano verificati episodi frutto di coincidenze straordinarie». Il coach toscano tesse infine le lodi di Avellino, contro cui Varese cercherà il riscatto dopo 3 sconfitte in fila nel difficilissimo match di domani contro una Sidigas in serie positiva da 6 turni tra campionato e Champions League: «Affronteremo una "nuova grande" che si è consolidata ad alto livello grazie ad una eccellente continuità di risultati, frutto del sistema garantito da Pino Sacripanti: sono chirurgici nello sfruttare i vantaggi e hanno giocatori di talento che garantiscono un elevato livello di imprevedibilità. Hanno giocatori esperti e un solido nucleo italiano, centri di caratura internazionale e un elevato tasso atletico nei ruoli di guardia e ala. Con loro non puoi lasciare nulla a metà perché sono bravissimi a punire ogni tuo errore o indecisione». Giuseppe Sciascia
  4. Il grande freddo segue l'Openjobmetis dalla Lituania alla Toscana. Dopo il meno 34 di Klaipeda, arriva un altro stop pesantissimo nei modi e nelle proporzioni sul campo di una The Flexx in emergenza (out l'infortunato Antonutti). Varese non entra mai in partita, travolta dall'aggressività profusa da Pistoia che si limita a ricalcare il copione utilizzato dal Neptunas nel mandare in cortocircuito l'imballatissimo attacco biancorosso. Troppo facile staccare i fili di un gioco prevedibile, farraginoso e povero di soluzioni se Maynor - more solito "azzannato" dall'avversario di turno - inanella palle perse e azioni senza costruire nulla per sé e per gli altri. La mossa di Moretti nell'affiancare in quintetto un costruttore di gioco come Cavaliero (l'unico da assolvere per grinta e impatto balistico) al play ex Oklahoma City non paga dividendi: Varese non trova mai chiavi offensive interne né in penetrazione né con i lunghi (40% da 2 e 19 perse), concedendo al contrario contropiedi a raffica alla The Flexx (68% da 2) che si aggrappa alla verve dei suoi italiani (Cournooh imprendibile per tutti gli esterni biancorossi, Magro e Crosariol nettamente vittoriosi nel duello con Anosike e Pelle) per nascondere i problemi di organico. Così l'Openjobmetis deve subito inseguire (17-9 all'8') e l'unico sussulto firmato Avramovic (23-19 al 13') si perde tra palle perse e penetrazioni concesse (34-22 al 16'). La tripla da oltre 20 metri di Petteway allo scadere del primo tempo è una ulteriore tegola (42-28 al 20'), e il secondo tempo è una lenta agonia con un terribile 11-0 nella fase centrale (dal 47-33 del 24' al 58-33 del 26') che fa saltare definitivamente gli argini. Alla base di tutto c'è un problema tecnico evidente, legato alla condizione attuale di Maynor e a un contesto inadatto a supportarlo in questa versione a scartamento ridotto: sin dall'estate era chiaro che le fortune offensive di una Openjobmetis senza un terminale principe sarebbero passate dalle mani di Eric. Ma se Avramovic non ripete gli eroismi anti-Asvel e la difesa - complice un tasso atletico non elevato di tanti elementi -non riesce a innescare il contropiede per esaltare le doti atletiche di Eyenga e quelle balistiche di Johnson, alla luce dei limiti evidenti di pericolosità perimetrale del congolese e dell'incapacità del rookie da VCU di togliere pressione da Maynor, l'attacco a metà campo esprime una insostenibile sterilità anche a causa della totale improduttività spalle a canestro della coppia Anosike-Pelle. Il problema tecnico pare evidente, ma la soluzione è più difficile da individuare: mettere in discussione Maynor cercando un solutore solitario stile Wayns, tipologia di giocatore mal digerita da Moretti? Supportare Maynor con un difensore-atleta-agonista stile Julyan Stone, rinunciando però all'unico tiratore puro Johnson? Cercare un rimbalzista-stoppatore-difensore stile il Johndre Jefferson di due anni fa per proteggere Maynor in difesa ed esaltare le sue doti di "alzatore" per un centro atletico? Ma se comunque i match casalinghi con Salonicco (già domani sera) ed Avellino daranno prove d'appello al roster attuale per valutare se l'effetto Masnago ridarà certezze alla squadra, quel che preoccupa davvero è il cortocircuito mentale che ha portato Varese a sciogliersi due volte consecutive come neve al sole. Un mix di errori puerili (tre rimesse consecutive nelle mani avversarie... ) e contropiedi subiti per tiri forzati e cattivi rientri difensivi che hanno trasmesso segnali di resa senza lottare, in totale contro-tendenza rispetto al gruppo combattivo visto in campo fino a domenica scorsa contro Brindisi. Per questo o si svolta in fretta, con una diversa gerarchia delle risorse interne o con il mercato, oppure il rischio è alto. Giuseppe Sciascia
  5. Paolo Moretti avverte l'Openjobmetis sulle difficoltà ambientali della trasferta di domani a Pistoia. Il tecnico aretino, che per sei stagioni e mezza ha guidato la formazione toscana portandola dai "bassifondi" dell' A2 fino ai playoff del massimo campionato, conosce bene il calore del PalaCarrara. «Tra oggi (ieri, ndr) e domani, avremo preparato la partita di Pistoia di fatto solo in un giorno e mezzo» precisa il coach della OJM che nel pomeriggio partirà per la Toscana. «Siamo al completo e abbiamo avuto comunque l'occasione per lavorare nel modo giusto in vista di una partita molto difficile visto il calore dell'ambiente di una realtà consolidata da ormai tre stagioni. Avremo di fronte una squadra che ha talento e lo sviluppa a ritmi alti, mettendo pressione soprattutto in attacco con una manovra corale e ricchissima di soluzioni». La prima priorità indicata da Moretti è quella relativa alla scelta tattica di non inseguire Pistoia in una gara di corsa, amministrando con lucidità il ritmo: «Cercheremo di gestire il ritmo della gara per non entrare nelle trappole che troveremo se lasceremo libera la The Flexx di esaltare le sue qualità in campo aperto e le sue doti offensive. I toscani sono una squadra del nostro livello, che cercherà di metterci sotto come d'altro canto faremo noi: è da queste partite che riusciremo nel corso del campionato a trovare quei punti indispensabili per scalare le posizioni in classifica e puntare ai playoff. Problemi sotto canestro per i toscani? Sinceramente non mi pare, con Magro e Crosariol stanno tenendo botta senza andare sotto con nessuno». Il tecnico dell'Openjobmetis ritorna poi sulla partita di martedì a Klaipeda e sui tempi di recupero ristretti tra gli impegni di campionato e coppa per l'impossibilità di anticipare le partite contro Brindisi e Pistoia: «Giocare con così poco margine tra una partita e l'altra dà un vantaggio enorme alle nostre avversarie, spiace che contro Brindisi e Pistoia non si sia trovata una soluzione anche se giocando in casa contro Salonicco avremo almeno un giorno in più per prepararci. Ma certi ritmi vanno metabolizzati, e non devono essere una giustificazione per uno stop così pesante: a Klaipeda abbiamo perso nettamente contro una delle migliori squadre nel girone, ma il segnale forte è che la Champions League è una manifestazione di alto livello, e se non si è pronti a livello tecnico, fisico e mentale non si riesce ad essere competitivi». Il coach toscano ribadisce infine la sua piena fiducia nell'organico attuale, confidando che i margini di crescita del gruppo possano eliminare quei passaggi a vuoto offensivi ancora condizionanti sul rendimento della squadra: «Per vedere all'opera la vera Openjobmetis servirà ancora tempo. Confidavamo di sfruttare al meglio un precampionato lungo, ma alla luce della necessità di gestire le situazioni fisiche di Maynor, Kangur, Campani e Cavaliero non è stato possibile lavorale su amalgama e meccanismi per diverse settimane. Non so quanto ci vorrà per arrivare al top, ma sono assolutamente convinto che non ci siano giocatori incompatibili con altri. Voglio portare avanti questo gruppo senza stravolgimenti: la stagione passata è stata complicata fino a quando non ci siamo fermati nella nostra ricerca dell' alchimia migliore, e questa è una lezione della quale fare tesoro. La prima cosa da fare per crescere è migliorare la qualità e le letture dell' attacco per sfruttare al meglio la quantità della nostra produzione». Giuseppe Sciascia
  6. Adesso chiamatela pure zona Kangur. Per la seconda volta in quattro giorni l'ala estone timbra la tripla decisiva sulla sirena per regalare all'Openjobmetis una vittoria tanto sudata quanto importante. Dopo il missile dall'angolo valso la vittoria contro Villeurbanne, "KK" aumenta ulteriormente il coefficiente di difficoltà, segnando di tabella da 9 metri con un tiraccio fuori equilibrio su una palla vagante raccolta dalla spazzatura il canestro che pareggia a quota 76 un match che sembrava perso sul 71-75 a 10" dal termine. Un jolly che vale due punti pesantissimi al termine di una gara nella quale la squadra di Moretti ha balbettato a ripetizione in fase di costruzione del gioco tra erroracci (18 perse) e forzature dall'arco (30% da 3 ma 3/16 al 20') a dispetto di una costante supremazia aerea (51-39 a rimbalzo), comunque decisiva sul piano dei secondi tiri (17 offensivi). Per la quarta volta su 7 partite stagionali (contando anche il doppio impegno con il Benfica) il finale in volata sorride a Varese, che dopo lo scampato pericolo al termine dei regolamentari gioca 3' di grande concentrazione e spiana una Enel ai minimi termini (out Joseph e scartamento ridotto per il debuttante Goss) con un rombante 11-0 che vale il decisivo 87-76. Ma solo in quei 3' l'Openjobmetis ha giocato con la testa dopo troppi ghirigori di Maynor (comunque positivo con 6/15 e 6 assist), troppi ferri degli esterni (4/17 in due per Cavaliero e Johnson) e troppo poca pericolosità interna da parte di Anosike e Pelle, incisivi solo a rimbalzo offensivo ma mai in grado di incidere sugli scarichi di Eric né nel gioco interno che manca ad entrambi. Così per la terza volta in una settimana Varese parte ad handicap (6-16 al 6' ) e trova la scossa dalla panchina (29-31 al 16'), sbattendo però contro il ferro del PalA2A quando il tiro da fuori non entra più (31-40 al 20'). A suonare la carica neUa ripresa è stato l'MVP Evenga (7/12 al tiro e 4 assist), accelerando spesso da rimbalzo difensivo e trovando passaggi fluidi contro i costanti raddoppi dell'Enel sul suo gioco interno. Effimero però il 14-4 di inizio ripresa (47-44 al 24') con l'attacco varesino tornato a inchiodarsi nella manovra a difesa schierata nonostante le molteplici rotazioni di coach Moretti in cerca dell'alchimia vincente. Varese ha chiuso la saracinesca in difesa senza però avere la forza di affondare i colpi sul sorpasso firmato Johnson (65-62 al 36'), e due magie di Scott (tripla del 65-70 allo scadere dei 24" e 2+1 pescando un fallo di Pelle a meno 41" sul 70 pari) sembravano aver compromesso la gara, complici anche gli errori in serie in lunetta (19/31 con doppio 1-2 di Maynor negli ultimi 40"). Poi l' 1-2 di Goss sul 73-75 e la clamorosa magia in torsione sulla sirena di Kangur raccogliendo una palla praticamente persa da Maynor: una botta di adrenalina pura (ma non ditelo all' estone, tornato in panchina dopo la prodezza con la solita faccia da giocatore di poker...) che ha fatto esplodere un PalA2A finalmente oltre 4000 presenti. E col pubblico a dare la spinta, sono stati proprio i veterani Maynor e Kangur a piazzare le giocate decisive della seconda vittoria in 4 giorni figlia di carattere e mentalità vincente più che della qualità - decisamente intermittente, ed a tratti piuttosto opaca - del gioco espresso da Varese. Alla fine festa grande con le valigie in mano vista la partenza alle 8 di stamani per la Lituania: si torna già in campo domani alle 18 per il secondo atto della Champions League. Benvenuti sulla giostra del doppio impegno, ma per spuntarla a Klaipeda e Pistoia non ci si potrà affidare ancora allo "stellone"... Giuseppe Sciascia
  7. L'Openjobmetis chiede strada a Brindisi per prendere la corsia giusta verso Coppa Italia e playoff. Nuovo impegno casalingo per la squadra di Moretti dopo la vittoria col brivido contro Villeurbanne: stasera al neoribattezzato PalA2A (palla a due alle ore 18.15) i biancorossi ospiteranno l' Enel del caro ex Meo Sacchetti per allungare a quota 3 la striscia vincente casalinga tra Italia ed Europa. Occasione da cogliere per Cavaliero e soci alla vigilia delle due trasferte consecutive di Klaipeda e Pistoia: l'obiettivo dei biancorossi è quello di bissare la netta vittoria ottenuta in precampionato al torneo di Casale Monferrato (nell'occasione mancavano Kangur e Johnson), e proseguire nel processo di messa a punto degli assetti di una squadra ancora in cerca degli equilibri migliori nelle rotazioni degli uomini e dei quintetti. Il match contro una squadra votata all'attacco e ai ritmi elevati come Brindisi sarà un test interessante sulla capacità della squadra di Moretti di adattare la sua filosofia di gioco a seconda dell' avversaria di turno. Varese ha mostrato finora le cose migliori quando è riuscita ad accendere il motore del contropiede grazie all'aggressività della difesa, ma in sede di presentazione del match il coach toscano ha chiesto ai suoi di correre... con la testa, selezionando con lucidità le occasioni di spingere sull' acceleratore per non accettare il "run&gun" tipico delle squadre di Meo Sacchetti. Si vedrà una Openjobmetis diversa da quella capace di mettere sotto Caserta e rimontare l'Asvel, con Moretti che mischerà le carte cercando soluzioni adeguate per limitare le doti principali di Brindisi anche nell'ottica dell'impegnativa trasferta di martedì sul campo di Klaipeda? L'altra curiosità riguarda l'impatto di Varese con la prima settimana della stagione a pieno regime tra campionato e Champions League: la società ha costruito un roster profondo e ricco di esperienza proprio per evitare rischi di cali di tensione fisici e mentali, serve però la verifica del campo per dimostrare con i fatti la sostenibilità del doppio impegno. Dal canto proprio l'Enel, dopo aver messo sotto contratto Sacchetti per tre stagioni, ne ha sposato incondizionatamente la filosofia "corsaiola" scommettendo sulle qualità di un gruppo di emergenti all'esordio in Italia. Oltre all'agile coppia di lunghi M'Baye-Agbele-se, da tenere d'occhio soprattutto il talentuoso esterno English, spostato in regia dopo l'infortunio del play titolare Moore che ha indotto l'Enel a puntare sull'esperienza di Phil Goss. Ma il 33enne esterno, sbarcato in Puglia solo giovedì sera, non potrà essere subito al meglio dopo oltre 6 mesi di stop (proprio a Masnago chiuse l'avventura a Venezia con un infortunio ad un piede lo scorso 9 aprile). Attraverso una condotta di gara accorta, l'Open-jobmetis può e deve far valere la legge di un fattore campo che quest'anno dovrà essere una certezza fondamentale per le ambizioni della truppa di Moretti. Giuseppe Sciascia
  8. L'Openjobmetis si mette alla prova sul campo della corazzata Milano. Stasera ad Assago (palla a due alle 20.45; diretta tv su Rai-Sport 1) la squadra di Paolo Moretti farà visita all'EA7 campione d'Italia in carica e unica esponente tricolore ai vertici d'Europa. Partita dalle molteplici sfaccettature a partire dalla storica tradizione di un derby che ha fatto la storia del basket italiano: nessuna rivalità della serie A è più datata e ricca di precedenti di quella tra Milano e Varese, che vivranno oggi la sfida numero 173 in 69 anni di scontri nel massimo campionato. I favori del pronostico del derby (che in settimana ha già vissuto due prologhi a livello giovanile: 98-65 per l'Olìmpia a livello Under 18; ieri a Masnago vittoria a sorpresa 80-66 per gli Under 15) sono tutti per la squadra di Repesa, imbattuta nel 2016/17 tra Supercoppa, campionato ed Eurolega (5 vittorie su altrettante gare avendo già intascato il primo trofeo della stagione), che negli ultimi tre anni al Forum ha perso solo una partita su 45 di stagione regolare. L'Olimpia è l'unica potenza di caratura internazionale rimasta in un campionato italiano sempre più povero di risorse e per prepararsi alla nuova Eurolega a 16 squadre non ha badato a spese costruendo un roster da 14 giocatori (solo stamattina coach Repesa sceglierà i due da mandare in tribuna, scelte tecniche legate al recupero del febbricitante Sanders). Ma l'OJM rifiuta di considerare già segnata in partenza la trasferta ad Assago: chiarissimo il messaggio lanciato da Moretti esortando i biancorossi a giocare a mente sgombra ed a mettere in campo la voglia di misurarsi senza timori reverenziali contro l'unanime favorita per lo scudetto. Di certo Varese non deve aspettarsi un'EA7 scarica dopo le vittorie contro Avellino e Maccabi: «Il modo con cui approcceremo la partita e la mentalità con cui scenderemo in campo mi diranno molte cose sul volto reale della squadra, sarà una gara ancor più importante rispetto a quella di giovedì» 0 messaggio chiaro lanciato da Jasmin Repesa. Ma per i biancorossi il derby del Forum non può e non dev'essere una tappa di trasferimento in vista dell'esordio in Champions League di mercoledì contro Villeurbanne. Il coach toscano si aspetta una squadra capace di onorare la tradizione e mostrare ulteriori progressi rispetto al successo contro Caserta, mettendo a frutto l'ultima settimana di allenamenti a preludio del via del tour de force sui due fronti tra campionato e Champions. Come provare a disinnescare la debordante superiorità fisica di Milano? Prima di tutto reggendo l'urto a rimbalzo, dove Anosike e Pelle dovranno tenere botta contro il mastodontico Raduljica, e poi limitando le taglienti incursioni di Hickman, decisivo giovedì in Eurolega contro il Maccabi. Ma il piano di gioco di Varese non può prescindere da una gestione oculata del ritmo e delle scelte offensive per non esaltare il contropiede, arma preferita dall'EA7 sfruttando gli assetti multiformi a disposizione del coach croato. Mai come stasera il pallino sarà nelle mani di Eric Maynor, chiamato ad un passo avanti contro una difesa che non mancherà di aggredirlo sul piano fisico-atletico. Per questo il match di oggi costituirà un test importante per valutare la capacità di Varese di resistere sul piano tecnico e mentale di fronte ad un'avversaria in grado di esercitare una supremazia sulla carta soverchiante. Giuseppe Sciascia
  9. Paolo Moretti cerca risposte dall'Openjobmetis al cambio dell'EA7 campione in carica e considerata unanimemente la squadra da battere nel 2016-17. Alla vigilia del derby del Forum, il tecnico biancorosso chiede alla sua squadra di essere sfrontata per provare a stupire la favorita d'obbligo: «Partita molto affascinante che ci porterà a giocare in casa della favorita per lo scudetto. Vorremmo che fosse un test per misurare la nostra condizione generale, un esame nei confronti di noi stessi e di conseguenza del top team della serie A. Teniamo molto a vedere come andrà a finire; scenderemo in campo con grande rispetto delle qualità dei nostri avversari, ma visto il pronostico quasi chiuso come per chiunque sarà ospite di Milano, vorrei vedere una partita disputata con la spavalderia di chi non ha nulla da perdere in termini di risultati. Vogliamo mettere la nostra energia e il nostro talento a confronto con la squadra più forte del nostro campionato». La priorità indicata da Moretti riguarda l'aspetto mentale, evitando di correre l'errore di considerarsi sconfitti ancor prima di giocare: «Il messaggio che deve passare e che ho già recapitato ai miei giocatori sin dall'inizio della settimana è che non dobbiamo assolutamente pensare di andare in campo con l'idea che la partita è già segnata. Questa è una cosa che non esiste nel nostro sport, e poi comunque noi siamo Varese, abbiamo una maglia troppo pesante per partire sconfitti e vogliamo giocarci una partita a viso aperto mettendo in campo tutte le nostre possibilità senza fare mezzo passo indietro. Vedremo se e quanto riusciremo a tenere il passo di Milano, e poi scopriremo nelle pieghe della partita le sensazioni che si verranno a creare». Difficile individuare un punto debole dell'EA7 per una Varese che tiene comunque a fare meglio della stagione passata: «Milano ha tantissime facce, e la capacità di far valere un punto di forza o cercare un tuo punto debole per poi attaccarlo. Non credo che ci troveremo di fronte un'avversaria stanca dopo il match di giovedì in Eurolega, visto che il loro cammino europeo è appena iniziato e il roster è profondissimo. L'anno scorso con Milano abbiamo perso male due volte (62-90 al Forum e 64-86 a Varese) e io persi anche la faccia (espulso a Masnago dopo un battibecco con Jasmin Repesa, ndr): sotto entrambi i profili possiamo solo fare meglio». Qualche piccolo intoppo per la seduta di ieri (parziale lavoro differenziato per Maynor ed Eyenga, a parte Bulleri e Campani) ma il roster dovrebbe essere completo in vista del match contro un'EA7 che dovrà invece scegliere i due senior da mandare in tribuna (giovedì contro il Maccabi in tribuna c'erano Fontecchio e il febbricitante Sanders, che resta in dubbio per domani). La sfida del Forum sarà l'ultima che coach Moretti potrà preparare con la settimana-tipo di allenamenti: l'inizio della Champions League (mercoledì via a Masnago contro Villeurbanne) cambierà regime e ritmi di lavoro, in particolare in occasione delle prossime due settimane con impegni ravvicinatissimi: «Il derby del Forum inaugura il periodo della stagione che ci vedrà impegnati regolarmente due volte a settimana tra campionato e Champions League; abbiamo qualche acciaccato e dunque servirà una attenta gestione delle risorse per evitare di entrare in condizioni precarie nel regime del doppio impegno». Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis schianta alla distanza Caserta, e presenta un biglietto da visita spettacolare al pubblico di Masnago. La squadra di Moretti esor- cizza lo spettro della choccante partenza casalinga del 2015-16, capitalizzando i progressi di condizione delle ultime settimane con un brillante crescendo che piega la resistenza della Pasta Reggia. Varese vince, con vince... e diverte pure, esaltando le qualità della "pattuglia acrobatica" Eyenga-Pelle in una gara chiusa con 7 schiacciate e 6 stoppate. Per la prima volta i biancorossi sviluppano un basket reattivo frutto di una difesa graffiante, e riescono a sprigionare un ritmo elevato che esalta le doti balistiche di Melvin Johnson, mortifero in transizione (6/9 da 3) e perfetto nel capitalizzare gli scarichi del "fratello maggiore" Maynor (8 assist, ma ancora troppi "ghirigori" in palleggio), il rookie da VCU convince per qualità offensive e personalità dopo un primo tempo marchiato a fuoco dallo strapotere atletico di Christian Eyenga: il congolese segna 19 punti in 11' in un clinic di schiacciate al volo, sgroppate a tutto campo e soluzioni spalle a canestro che firmano il primo allungo concreto dei padroni di casa (40-31 al 16') dopo un passaggio a vuoto attorno al primo intervallo. La squadra di Moretti capitalizza solo in parte il volume di gioco garantito da una difesa blindata a protezione del canestro (33% da 2 per gli ospiti) e sempre attentissima sul temuto Sosa (2/14 al tiro e 5 perse). Tra una supremazia costante a rimbalzo (48-43 totale) e tante accelerazioni innescate dalle ripartenze di Eyenga e dalle stoppate di Pelle garantisce un ritmo stabilmente elevato per evitare le pastoie del gioco a difesa schierata. Le rotazioni profondissime sono per la prima volta un fattore determinante, con Moretti che trova le chiavi giuste dopo il primo giro di cambi con poco impatto (dal 14-9 del 6' al 22-25 del 13'). L'affondo decisivo è firmato dalle triple di Johnson e dalle acrobazie difensive di Pelle, con l'Openjobmetis che cambia volto in attacco quando riesce a correre con continuità (dal 29% del primo quarto al 62% con un clamoroso 7/9 da 3 nella terza frazione). C'è ancora da limare qualche sbavatura di troppo, vedi un quarto periodo giocato troppo a lungo in "surplace" (81-70 per 4 minuti filati dopo il 70-53 del 28'...) prima della scarica di adrenalina di Avramovic per mettere il punto esclamativo anche sul piano dello scarto. E talvolta Varese si è fatta prendere dalla foga, sprecando occasioni ghiotte in transizione per cattive spaziature; questi gli aspetti del gioco che coach Moretti vuole "pulire" in vista della doppia sfida contro i campioni in carica - rispettivamente di Italia e Francia - Milano e Villeurbanne. Condivisibile il concetto che l'Openjobmetis abbia ulteriori margini di crescita, migliorando l'intesa tra Maynor e chi ancora non ha capito come sfruttare le sue iniziative, e aumentando l'autonomia di un Kangur sfasato al tiro ma comunque incisivo in retroguardia. Dopo i piccoli passi avanti contro Benfica e Sassari, stavolta ne arriva uno lungo e ben disteso che trasmette comunque un'immagine oltremodo confortante ai tifosi desiderosi di scoprire il volto della nuova Varese. Se la panchina lunghissima permette di tenere sempre alta l'intensità della difesa, innescando il contropiede per sfruttare al meglio la potenza atletica di Eyenga e la "trivella" perimetrale di Johnson, l'Openjobmetis in versione Masnago potrà togliersi belle soddisfazioni in una stagione nella quale ha i mezzi per tenere fede alle aspettative play off in Italia e in Europa. Giuseppe Sciascia
  11. Massima attenzione per evitare brutti scherzi come accaduto già 12 mesi fa, con l'obiettivo di presentare un biglietto da visita convincente ai tifosi di Masnago. Paolo Moretti disegna la sua "road map" verso l'esordio casalingo di domani contro Caserta per intascare i primi due punti della stagione e fare il pieno di fiducia ed entusiasmo in vista delle sfide contro le big d'Italia e d'Europa Milano e Villeurbanne. E il primo appello è nei confronti dei tifosi (per il momento prevendite "regolari", ma si spera di superare quota 4mila paganti all'esordio): «Affronteremo la gara con lo spirito di chi vuole con grande determinazione questi due punti: mi aspetto un'atmosfera speciale per l'esordio casalingo in campionato dopo che i tifosi ci avevano già dato una bella spinta contro il Benfica. Ci teniamo molto a fare bene perché il nostro pubblico attende questa serata da mesi, e sono convinto che la squadra metterà in campo l'approccio giusto per questa occasione: vestire la maglia di Varese comporta responsabilità, ma questo gruppo ne è pienamente consapevole». Di fronte all'Openjobmetis ci sarà comunque una formazione competitiva, in particolare sull'asse play-pivot Sosa-Watt, che Moretti esorta ad affrontare con grande concentrazione: «Affrontiamo una squadra reduce da una vittoria importante come quella ottenuta contro Reggio Emilia, che ha già dimostrato qualità e talento; Caserta ha caratteristiche particolari delle quali dovremo tenere conto con grande attenzione. Hanno un solista importante come Sosa, ma talento diffuso anche in altri ruoli; servirà grande concentrazione per disputare una partita lucida contro un'avversaria che arriverà a Masnago molto carica sul piano mentale». Biancorossi annunciati al gran completo con il recupero di O.D. Anosike (tornato in gruppo ieri dopo il lavoro differenziato di mercoledì e giovedì), anche Caserta dovrebbe essere a pieno organico nonostante i problemi fisici accusati nei giorni scorsi da Josh Bostic. E proprio il centro nigeriano potrebbe essere un fattore importante: «O.D. è un giocatore di quantità che rende al meglio quando può stare in campo per tanti minuti. A Sassari ha prodotto anche giocate di qualità, se lo farà spesso saremo contenti. L'intesa con Maynor? La fluidità arriva attraverso un sistema che coinvolge cinque giocatori e non solo due, però stiamo lavorando per crescere tutti insieme. Abbiamo avuto inconvenienti con lui e Campani rallentando un poco i ritmi di lavoro, ma saranno sicuramente della partita». E sul concetto dei miglioramenti di squadra per ar- rivare al top della forma il coach toscano insiste molto: «Tra questa settimana completa e la prossima metteremo nel mirino quelle situazioni corali che ci mancano per arrivare al 100 per cento della condizione. Nel frattempo però si gioca per i due punti, e dovremo avere equilibrio tra il lavoro di messa a punto e la necessità di fare risultati. I cinque giocatori chiave del nostro sistema lavorano insieme soltanto da venti giorni, non siamo ancora al top ma stiamo crescendo, e per questo dovremo prestare particolare attenzione alla partita contro una squadra che avrà meno da perdere rispetto a noi». Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis si sveglia troppo tardi per fare il colpaccio al PalaSerradimigni. La squadra di Paolo Moretti cede nell'esordio stagionale sul campo del quotato Banco Sardegna, ma mostra confortanti segnali di crescita pur tra troppe sbavature nell'arco del match. Ancora poca continuità sul fronte offensivo, dove Maynor produce più ombre che luci, e Johnson trova solo nel finale il ritmo balistico necessario per sorreggere la produzione interna del sostanzioso Anosike (MVP con 7/10 da 2 e 13 rimbalzi). E ancora qualche affanno negli equilibri difensivi, in particolare contro gli assetti dinamici di Sassari, che trova il match winner in Brian Sacchetti: l'ala del 1986-nata cestisticamente a Varese nel Minibasket biancorosso -spacca la partita con i suoi dardi (4/6 al tiro, 5/6 ai liberi e 27 di valutazione in 22') esaltando la funzionalità dei quintetti da "Small-Ball" contro una Openjobmetis ancora abituata agli assetti europei. Apprezzabile però la reazione prodotta dai biancorossi nell'evitare di deragliare nel quarto periodo, dopo il 59-45 del 28' confezionato a suon di triple dai due ex Sacchetti e Stipcevic. Quando Kangur ha raccordato i reparti, Anosike ha fatto la voce grossa a centro area e Johnson ha finalmente rotto il ghiaccio dal perimetro, e soprattutto quando la difesa ha chiuso gli spazi accendendo a sua volta il contropiede biancorosso, Varese ha giocato minuti di basket sostanzioso ricucendo fino al 68-64 del 35'. Bravo Johnson-Odom a leggere il momento critico del match e a mettersi in proprio con tre velenose sospensioni mancine che hanno definitivamente spaccato la partita: un 9-0 in 3 azioni che ha piegato la resistenza biancorossa (77-64 al 36'). Nel complesso però Varese torna dalla trasferta in Sardegna con qualche certezza in più nel mix tra autonomia e coesione in crescita rispetto alle due gare contro il Benfica. La squadra di Moretti non ha ancora quei meccanismi fluidissimi degli ultimi due mesi del 2015-16, quando gli 8 "superstiti" avevano trovato il loro ruolo in ingranaggi che giravano alla perfezione. Le rotazioni chilometriche creano qualche "vuoto d'aria", ma il trend dei passi avanti - piccoli ma costanti - fa ben sperare in vista dell'esordio casalingo di domenica contro Caserta. Certo bisogna migliorare la produzione degli esterni, vero tallone d'Achille dei primi tre quarti. Attacco asfittico per troppe scelte forzate dei costruttori di gioco, ad iniziare da Maynor che si infila nelle trappole della difesa aggressiva di Sassari: senza pericolosità perimetrale e con una circolazione di palla poco fluida, il temibile contropiede del Banco Sardegna si scatena già in avvio con le fiondate di Carter a scavare il primo solco (13-6 al 5'). Varese ha qualche sussulto quando riesce a tessere una tela paziente per capitalizzare i vantaggi fisici dei suoi quintetti stazzati. E quando la difesa chiude l'area, Sassari smarrisce il feeling con la tripla e Maynor trova un paio di invenzioni personali, si vede un attacco lucido e ben spaziato in grado di giocare il basket solido "Moretti-Style". Ma appena si è tornati alle forzature e alle cattive letture - citofonare Maynor, ma anche Avramovic - si scatena nuovamente il contropiede della Dinamo con un 9-0 micidiale a cavallo della pausa lunga (40-28 al 22'). Poi di nuovo Eric in cattedra e Varese in scia (42-36 al 25' ), prima della scarica letale di Brian Sacchetti che l'Openjobmetis ha saputo ricucire solo in parte. Crescere si può e si deve, ma il passo del PalaSerradimigni è stato compiuto nella direzione giusta. Giuseppe Sciascia
  13. L'Openjobmetis fa rotta verso Sassari col dubbio Eyenga. Varese inaugurerà la stagione 2016/17 sul difficile parquet del PalaSerradimigni (palla a due alle 20.30, diretta tv su Telesettelaghi) senza certezze relative alla presenza dell' ala congolese. L'ex di turno ha infatti lavorato a parte negli ultimi due allenamenti a causa del dolore alla mano destra infortunata nel retour-match di giovedì contro il Benfica. L'atleta del 1989 è salito sull'aereo che ieri sera ha condotto in Sardegna l'intera comitiva biancorossa, ma solo all'ultimo momento si capirà se e quanto Eyenga potrà dare un contributo fattivo alla causa della squadra di Moretti. Non certo il miglior viatico possibile per una Varese già alle prese con le difficoltà di messa a punto palesate nel durissimo doppio confronto contro i portoghesi. 11 pass per la Champions League conquistato dopo 80 minuti di battaglia ha certamente gasato l'ambiente e il gruppo bianco-rosso, che ora attende con curiosità di verificare l'impatto nella nuova serie A. Evidente la necessità di aumentare la condizione di alcuni singoli - Maynor, Kangur e Anosike su tutti - per sistemare un quadro difensivo ancora alterno e migliorare il rendimento di un attacco che ha bisogno di spinta per nascondere i limiti di conoscenza reciproca nella manovra ragionata. Quello di stasera è un test impegnativo contro una squadra che si giocherà con Avellino, Reggio Emilia e Venezia lo status di "anti-Milano" per eccellenza. La Dinamo ha rivoluzionato il roster dopo il deludente 2015/16 post-scudetto chiuso ai quarti di finale, costruendo una potente trazione posteriore a stelle e strisce (il creativo Johnson-Odom in regia e la coppia Lacey-Carter sul perimetro) e un parco-lunghi con la classe del veterano serbo Savanovic affiancata da due "tute blu" come Olaseni e Lydeka. Dal canto proprio, Varese ha il vantaggio di aver già giocato due partite ufficiali, ma il precampionato del Banco Sardegna ha già messo in mostra una buona intesa corale vincendo 7 amichevoli su 9. «I segnali sono positivi, ma il precampionato non conta nulla - ammonisce Federico Pasquini, per 5 stagioni "architetto" del mercato tornato in pianta stabile in panchina dopo aver concluso il 2015/16 da interim coach -. Equilibrio e coesione si raggiungono con tanta fatica, se pensiamo di essere arrivati ci faremo del male». Il tecnico ferrarese sottolinea la necessità di prestare la massima attenzione all'OJM: «Il valore e la qualità di Varese non si discutono e due match così intensi come quelli contro il Benfica accelerano la crescita della squadra». Ma sarà prima di tutto la stessa squadra di Moretti che andrà in cerca di risposte per capire quanto valga la sua versione attuale al cambio di una protagonista annunciata della serie A. E quanto sarà lungo il percorso da compiere nei prossimi 20 giorni scarsi - ossia prima della partenza della Champions League - per sistemare condizione fisica e meccanismi tecnici di quello che al momento è già un ottimo gruppo, ma non ancora una squadra ben rodata e convincente. Giuseppe Sciascia
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