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  1. Quattro caselle piene e sei ancora da riempire per costruire nei prossimi due mesi l'Openjobmetis che verrà pronta all'appello del raduno dell'8 agosto. Dei (quasi) 900mila euro da investire sul monte stipendi netto della stagione ventura, Varese ne ha allocati poco meno di 250mila con i contratti già firmati. Tra l'accordo già in essere con Matteo Tambone, i rinnovi di Giancarlo Ferrero e Nicola Natali e il contratto annuale fresco di firma di L.J. Peak, il club biancorosso ha riempito gli spot di ala piccola titolare e di cambio di guardia, ala piccola ed ala forte. Ma il gruzzoletto ancora a disposizione, poco meno di 650mila euro, dovrà servire per ingaggiare i calibri pesanti di un roster che rispetto all'annata appena conclusa prevederà una distribuzione diversa delle risorse. Una fetta attorno al 20 per cento andrà investita per convincere Tyler Cain a sposare nuovamente la causa biancorossa: il pilastro del sistema difensivo è un giocatore sul quale l'OJM è disposta ad investire, e l'ulteriore ritocco della proposta inviata da Andrea Conti nei giorni scorsi lo dimostra. Ma non a svenarsi, come chiederebbe oggi l'agente straniero per chiudere oggi la trattativa, con un incremento del 60% rispetto al salario dell'anno passato. La sensazione è che la quadra si troverà, e che Cain sarà uno dei tre pezzi forti della formazione biancorossa nell'ambito di economie di scala in fase di messa a punto. Se nel 2018/19 lo starting five biancorosso prevedeva salari su livelli molto simili per tutti i suoi componenti, la strategia di mercato attuale prevede la volontà di piazzare un paio di colpi pesanti in due ruoli strategici tra playmaker o guardia ed ala forte. Altre fette da 20 per cento delle risorse restanti per un giocatore di qualità sul perimetro che dovrà dare un'impronta marcata alla squadra, preferibilmente in regia ma in alternativa anche un realizzatore, e per il ruolo di secondo lungo di supporto (auspicabilmente) a Cain. Di fatto il mercato di Varese è fatto ad incastri: Peak è una scommessa ragionata a costi abbordabili che dovrà fungere da raccordo tra esterni e lunghi, così come un altro giocatore del quintetto - il play o la guardia a seconda degli snodi delle trattative - sarà un giocatore con profili e costi simili a quelli dell'ex Pistoia che pesa per circa il 10 per cento delle risorse. Investimenti forti sul quintetto uguale disponibilità relative per la panchina: il cambio degli esterni con capacità di dare supporto anche in regia (dunque più perimetrale rispetto ai Bertone e ai Salumu della stagione passata) avrà comunque un profilo di buon livello trattandosi del sesto uomo della rotazione. Per ricavare risorse in più rispetto al 2018/19 e sterilizzare gli aumenti fisiologici relativi ai rinnovi con gli italiani e (auspicabilmente) Cain il risparmio principale sarà quello sul profilo del pivot italiano di riserva, ruolo nel quale - se ci sarà ancora il centro del Minnesota - servirà un giocatore più solido che appariscente per 8-10 minuti di energia. E nei contratti di 11° e 12° giocatore, iniziando a coinvolgere gli atleti dell'Academy biancorossa nel giro della serie A. Giuseppe Sciascia
  2. Riesplode l'entusiasmo dei tifosi OJM nel giorno della firma di LJ. Peak. La formalizzazione definitiva dell' intesa tra Varese e l'ala del South Carolina - contratto annuale respingendo l'ultimo assalto in extremis di Pistoia - non ha effetti diretti sull'apertura della campagna abbonamenti, che ha confermato l'amore incondizionato dei fedelissimi disposti a sottoscrivere alla cieca la tessera stagionale. Al momento il club biancorosso ha quattro certezze (Ferrero, Tambone, Natali e da ieri Peak), al di là della trattativa con Tyler Cain che però ristagna per le richieste dell'agente straniero, ma c'è chi come Claudio Colombo - il primo abbonato della stagione 2019/20 - si è presentato all'Enerxenia Arena alle 6 del mattino, dunque 10 ore prima dell'apertura delle porte, per bruciare sul tempo altri innamorati dei colori biancorossi. L'imprenditore di Venegono, che ha sottoscritto 4 tessere per tutta la famiglia in Tribuna Gold, stimola Varese a costruire una squadra ambiziosa: «Il basket lo devi amare, altrimenti non verresti al buio a Masnago alle 6 del mattino - racconta Colombo -. Sono rimasto un po' deluso per il finale della stagione passata, vero che il budget fa la differenza, ma mi sarebbe piaciuto rischiare su una sostituzione di Archie scommettendo sull'arrivo ai playoff per recuperale l'investimento. Un sogno per il mercato? Adrian Banks». L'accordo già blindato con Brindisi renderà impossibile accontentarlo, mentre la richiesta del secondo abbonato biancorosso. il legnanese Emanuele Macchi che ha sottoscritto la tessera Under 24 in Curva Nord, è teoricamente praticabile: «Sono abbonato dal 2011, mi aspetto una squadra che combatta sempre come quella della stagione appena conclusa, ma spero in qualche sogno in più nel cassetto provando a puntare ai playoff. Il mio sogno di mercato? Il ritorno di Mike Green». Ipotesi che fa parte del listone delle idee al vaglio - anche se i costi del 34enne ex Indimenticabili sono ancora elevati - pur con Siim Sander Vene e Tyler Larson più caldi nell'elenco degli ex considerati nelle strategie di mercato. «La società opera sempre bene, speriamo di ripetere la bella stagione passata coronando il tutto con i playoff. Mi piacerebbe rivedere Chris Wright» aggiunge Edoardo Scola, storico abbonato in Galleria e terzo nella classifica dei più veloci. Il primo abbonato Under 14 è stato il giovanissimo Tommaso Badò, iscritto ai corsi di Minibasket della Robur et Fides che assieme alla famiglia - mamma, nonna e zia - ha sottoscritto la tessera in Galleria. Per i fedelissimi più veloci foto di rito con Attilio Caja e premi con i gadget biancorossi. Dopo la cinquantina di presenti all'apertura delle 16, l'affluenza nella sala Giancarlo Gualco è stata costante per tutto il pomeriggio. Alla chiusura delle 20 sono state 170 le tessere staccate al primo giorno: si continuerà fino a sabato per provare a battere quota 1.065 tessere della prima fase di 12 mesi fa. Giuseppe Sciascia
  3. Varese è pronta a riempire il primo tassello dello starting five della prossima stagione. Accordo di massima raggiunto tra il club biancorosso e L.J. Peak: le parti avrebbero convenuto sui dettagli relativi al contratto, per le firme serviranno i tempi tecnici per lo scambio dei documenti in base a quanto concordato nelle ultime 48 ore, ma dovrebbe trattarsi di una semplice formalità. Dunque la prima X ad essere svelata sarà quella dell'ala piccola, ruolo naturale del 23enne esterno del South Carolina che in maglia OJM cercherà il salto di qualità dopo una promettente stagione d'esordio in Italia a Pistoia (con i toscani che hanno tentato l'ultimo assalto per non perdere l'unico giocatore applaudito dai tifosi in occasione della sconfitta casalinga dell'OriOra nel turno finale della regular season contro Avellino). La scelta del primo titolare, che piace per il potenziale da sviluppare e per le sue doti da uomo di raccordo alla Scrubb (con meno impatto a rimbalzo ma molto più trattamento di palla) darà un indirizzo alle prossime scelte per completare il puzzle. Puntare su un giovane emergente come Peak -con un contratto inferiore alle 6 cifre - permetterà all'OJM di investire cifre superiori in almeno uno dei due ruoli perimetrali vacanti. Varese vuole un bomber e un leader che rimpiazzi Avramovic sul quale costruire la spina dorsale del roster, e un giocatore che dà equilibrio a cifre ragionevoli come l'ex Pistoia è il giusto complemento da affiancarli. Questione di chimica d'insieme ma anche di economie di scala nell'allocazione delle risorse, aspetto fondamentale per far fruttare al meglio le quelle disponibili. Di fatto ogni tessera che entra nel puzzle dell'organico OJM restringe a poco a poco il campo per le scelte successive: Peak spinge il mercato biancorosso verso una certa direzione sul perimetro, dove però ci sono ancora svariati incastri per i due moli chiave: col play realizzatore si cercherà una guardia d'appoggio, con un bomber alla Avramovic arriverà invece un regista d'ordine che sia però più incisivo di Moore. E nel settore lunghi? Per il momento nessuna risposta definitiva da Tyler Cain, per firmare subito il lungo del Minnesota chiederebbe un piccolo ritocco dell'offerta, nel frattempo l'agenzia valuta alternative alla proposta dell'OJM che però ha il fascino del biennale garantito per un giocatore di 31 anni perfetto per il sistema Caja ma non necessariamente proponibile per tutti gli allenatori. Resta la fiducia nella prosecuzione del rapporto pur con tempistiche meno immediate del rinnovo di 12 mesi fa annunciato il 29 maggio. Nella vasta gamma di possibilità alternative da esplorare, ci sarebbe anche il nome di Siim Sander Vene: l'equilibratore della Varese da playoff della seconda metà dell'annata scorsa resta in cima ai sogni di Artiglio. Oggi però si parla di nulla, perchè l'ala estone è vincolato al Gran Canaria: se la squadra iberica deciderà di esercitare l'uscita dal contratto nelle prossime settimane e se l'atleta del 1990 non troverà alternative più lucrose in Spagna e in Russia -dove può giostrare nel ruolo prediletto di ala piccola rispetto allo spot di ala forte nel campionato italiano modalità small ball - potrebbe essere una ipotesi da vagliare più avanti. Giuseppe Sciascia
  4. L'Openjobmetis va in pressing su L.J. Peak. La 23enne guardia-ala statunitense - all'anagrafe Darryl Leon Junior, abbreviato in L.J. - che nel 2018/19 ha esordito in Italia con la maglia di Pistoia è il nome molto caldo nella lista dei desideri dell' area tecnica biancorossa. L'esterno mancino del 1996, che ha totalizzato 12,7 punti di media col 51% da 2 e il 33% da 3 vestendo la maglia dell'OriOra, potrebbe essere l'erede di Tommy Scrubb nello scacchiere tattico biancorosso. Il giocatore del 1996 possiede le atout ricercate da Varese nella sua caccia ad elementi emergenti, ed ha destato l'attenzione di Andrea Conti ed Attilio Caja, che lo avevano apprezzato in occassione della gara di ritorno contro i toscani (22 punti con 3/6 da 2, 3/6 da 3 e 7/8 ai liberi pur nella sconfitta 70-98 della squadra di Moretti). Si tratta di un giocatore duttile ed atletico, decisamente più perimetrale rispetto a Scrubb che è un fattore molto superiore a rimbalzo (7,2 contro 2,9) ma è molto meno incisivo con la palla in mano e nell'attaccare il canestro a difesa schierata. Nella disgraziata stagione di Pistoia, Peak ha fatto vedere spunti interessanti (compresa una gara da 35 punti in occasione della vittoria estema di Sassari) e una capacità da uomo di raccordo a fianco di accentratori come Dominique Johnson prima e Tony Mitchell poi. Sarebbe dunque una scelta ragionata su un giocatore che ha qualità ma anche potenziale da esplorare; quel che intriga maggiormente di Peak sono proprio i margini crescita di un giocatore di soli 23 anni con capacità di produrre punti all'interno di un contesto organizzato. Che ne fanno un candidato sulla carta perfetto ad entrare nell'ottica della forza lavoro tanto cara ad Attilio Caja, per provare a sfruttare l'occasione offerta da Varese ed aumentare consistenza e incisività in un sistema particolarmente adatto alle sue doti di equilibratore più votato all'attacco rispetto a Scrubb. L'atleta della South Carolina ha infatti chiuso dopo soli 3 anni - uno meno rispetto ai 4 del corso di studi NCAA - il suo percorso a Georgetown University. Nell'estate 2017 era stato messo sotto contratto da Houston per le Summer Leagues e poi firmato dai Boston Celtics per il camp precampionato, con relativa assegnazione alla franchigia associata della lega minore G-League dei Maine Red Claws. Dopo la prima esperienza professionistica nella lega estiva della Nuova Zelanda, la chiamata nell'estate 2018 dell'OriOra - che lo aveva seguito già nel 2017, quando però era prevalso il sogno NBA - lo ha portato alla corte di Alessandro Ramagli. In Toscana Peak si è trovato molto bene e Pistoia gli ha sottoposto anche una proposta di rinnovo pur senza aver ancora nominato g.m. ed allenatore; la mossa di Varese però potrebbe essere decisiva dopo i semafori verdi ricevuti nelle richieste sulle referenze tecniche ed umane. La trattativa pare ben avviata, anche se c'è ancora qualche dettaglio da sistemare: il weekend potrebbe portare sviluppi decisivi, e chissà che la campagna abbonamenti al via martedì prossimo - oltre all'ufficialità del rinnovo fino al 2022 con capitan Giancarlo Ferrero - non possa portare invece il primo volto nuovo della campagna acquisti. Giuseppe Sciascia
  5. Varese lavora per costruire il roster della prossima stagione ipotizzando un budget sostanzialmente analogo a quello del 2018/19. Ma quanto vale il suo potere d'acquisto in relazione alle compagne di viaggio della serie A? La conferma dei numeri dell'annata appena conclusa potrebbe valere qualcosa in più al cambio degli investimenti delle avversarie, almeno per quanto traspare dagli altri club. Si tratta di cifre stimate, perché, a differenza di quanto avviene in Francia - dove la lega pubblica ogni anno budget e monte stipendi dei 18 club di Pro A -, i numeri non sono pubblici e ogni bilancio nasconde letture diverse anche a seconda del ricorso dei cosiddetti "diritti d'immagine" sui contratti stranieri. Gli ultimi bilanci depositati del 2016/17 - i club di A ne hanno l'obbligo in quanto società di capitali - portano ancora Varese al sesto posto con 4,9 milioni di euro; fu però l'annata con la perdita d'esercizio più elevata dei 9 anni dell'era consorzio. Dopo la quale l'asse Bulgheroni-Coldebella-Caja - ora al posto del trevigiano c'è Andrea Conti - ebbe risorse più contenute (due anni fa poco meno di 4 milioni, nel 2018/19 attorno a 4,2) con relativa riduzione del monte stipendi. In attesa del CdA della prossima settimana che metterà nero su bianco i numeri previsionali, l'OJM del 2019/20 verrà costruita investendo una somma stimabile in circa 900mila euro netti (circa il 35% in meno del costo degli Indimenticabili), una parte dei quali già allocata per i rinnovi di Ferrero e Natali e l'accordo con Tambone. Numeri certamente lontanissimi rispetto a chi viaggia attorno ai 25 milioni come la corazzata Milano (monte stipendi poco superiore ai 7 milioni secondo quanto dichiarato dal presidente Proli) o supera gli 8 di investimenti come Venezia ed Avellino. In termini di monte stipendi quest'anno erano 10 - contando anche Sassari. Brescia. Bologna, Trento, Reggio Emilia, Cantù e Trieste - i club che superavano il milione di euro di somma stipendi netto; solo Pistoia e Pesaro erano certamente sotto all'OJM, più o meno a braccetto di club che hanno fatto meglio in classifica come Cremona (semifinalista con qualcosa meno di 3,5 milioni) e Brindisi. Però le risorse dell'OJM, anche se non illimitate, sono garantite; e per il prossimo torneo potersi confermare sul livello dello scorso anno potrebbe dare qualche vantaggio. Club come Milano, Venezia, Bologna, Avellino e Sassari avranno un potere d'acquisto ancora nettamente superiore alle compagne di viaggio; di sicuro però ridurranno il budget club reduci dalle situazioni più traumatiche del 2018/19. Trieste, che con Alma proprietario-sponsor ha superato i 5 milioni, si prefigge di arrivare a quota 3,5 (per ora coperture attorno all'80%), mentre Cantù, che aveva impostato il roster iniziale ancora nell'era Gerasimenko e investiva forte (più del più pagato dell'OJM) per Jefferson, Udanoh e Gaines, spenderà certamente meno. Venti di (lieve) riduzione anche a Trento, dove si parla di un taglio del 15-20 per cento, a Brescia dopo l'ultima stagione senza playoff in Italia e in Europa, ed a Reggio Emilia dove il proprietario unico Stefano Landi cerca nuovi soci. In compenso però le neopromosse Virtus Roma e Fortitudo Bologna ipotizzano budget non dissimili a quello dell'OJM (rispettivamente 4 e 3,7 milioni) e se dovesse arrivare anche Treviso sarà comunque una concorrente in più da temere. A sostanziale parità di (poche) risorse, la ricetta idee più forza lavoro indicata da Attilio Caja dovrà essere il valore aggiunto per far sì che la classifica dei budget non rifletta quella del campo come accaduto nell'ultima annata. Giuseppe Sciascia
  6. Guida ragionata al mercato straniero dell'Openjobmetis versione 2019/20. Tenendo fede ai vincoli dei giocatori già visti in Italia (che comunque è preferenza non inderogabile), ecco una lista iniziale di potenziali candidati per i cinque spot vacanti (quattro da quintetto più uno da sesto uomo). Per ora idee in libertà, perché oggi si chiedono soltanto i prezzi e molto difficilmente si potrà chiudere qualche acquisto prima di 20-30 giorni. Ma sono ipotesi verosimili da vagliare al cambio delle evoluzioni del mercato... I PLAY Scelta ridotta nella serie A 2018/19 in un ruolo sempre più povero di registi puri: Dallas Moore di Torino ha punti nelle mani ma poca propensione alla coralità, mentre l'ex biancorosso Chris Wright è adatto al basket di Caja ma in quest'annata a Trieste viaggiava a 200mila dollari. Tra gli ex italiani all'estero Derek Needham può occupare due ruoli, ma ha aspettative di guadagno e vetrina europea; l'ex cremonese Kenny Hayes avrà tanti occhi addosso visto il titolo di capocannoniere in Turchia (21,5 al Demir). Buoni riscontri a Limoges per l'ex romano Jordan Taylor che viaggia ancora a cifre importanti. Scommesse ragionate potrebbero essere Brandon Taylor dall'A2 di Bergamo o l'ex biancorosso Tyler Larson che a Francoforte ha viaggiato a 15.9 punti e 5,4 assist col 39% da 3. LE GUARDIE È il ruolo in cui si cerca la prima punta dopo l'addio di Avramovic : il tiratore pesarese James Blackmon (secondo marcatore della A a 19.7 punti di media) o il sassarese Tyrus McGee (già a Cremona con Andrea Conti) potrebbero avere un profilo adatto; escluso invece l'ex biancorosso Dominique Johnson che si indirizza ormai verso leghe poco impegnative ma molto remunerative (35mila dollari al mese in Libano). Ex italiani all'estero: spicca Trae Golden, ex Chieti, capocannoniere in Russia a Saratov, mentre Dwight Hardy da Limoges ha qualità ed esperienza ma pure 33 anni. L'ex reggiano Garrett Nevels in Spagna ha esplosività ma tiro ballerino, il veterano Michael Jenkins protagonista ad Astana è affidabile ma da accoppiare ad un play brioso perché non è una prima punta. Stesso discorso per il torinese Tekele Cotton. LE ALI PICCOLE È lo spot nel quale si proverà ad inserire un uomo di raccordo tra i reparti. Tra gli ibridi a metà col settore guardie il triestino Jamarr Sanders o il canturino Gerry Blakes; già fuori portata economica l'ex cremonese Kelvin Martin che a Bologna viaggia a 180mila dollari. Ma nell'ottica delle scommesse potrebbe essere il ruolo giusto per inserire un europeo, visto che con le 18 squadre in A ci sarà un visto in meno (7 rispetto agli 8 del 2018/19). LE ALI FORTI È l'altro ruolo su cui si vorrebbe investire. L'ex capocannoniere Marcus Landry, MVP del 2016/17 a Brescia, lancia segnali verso l'Italia (potrebbe piacere a Venezia?) ma a 34 anni il tassametro corre... Tra gli ex italiani all'estero bene l'ex cremonese Cameron Clark a Le Mans e l'ex agrigentino Perrin Buford a Saratov. Potrebbe anche essere l'occasione per mettere a frutto le esperienze in FIBA Cup ed esplorare ex rivali in Europa come Chase Fieler di Ostenda e Devin Oliver di Wurzburg. IL CAMBIO DEGLI ESTERNI Qualche ipotesi dall'A2 (Terrance Roderick di Bergamo, Kenny Hasbrouck della Fortitudo Bologna, Tourè Murry di Piacenza, La'Marshall Corbett di Montegranaro) da vagliare al cambio del desiderio di accettare meno soldi pur di giocare in A. L'idea è cercare comunque in quel range - comprendendo profili tipo Derrick Marks e Phil Greene - un giocatore che possa anche dare minuti in regia. Giuseppe Sciascia
  7. La Pallacanestro Varese aggiunge una certezza nel roster 2019/20 e prova ad affondare il primo colpo di spessore relativo allo star-tingfive. Il club di piazza Monte Grappa ha formalizzato la sua offerta di rinnovo del contratto a Tyler Cain: un biennale secco senza clausole d'uscita che legherebbe il centro del Minnesota ai biancorossi fino al 2021. Ora la palla passa al giocatore statunitense che dovrà decidere se togliersi prestissimo dal mercato, accettando rapidamente l'offerta dell'Openjobmetis, o valutare più approfonditamente il mercato (la clausola d'uscita dal suo attuale 1+1 scade il 10 luglio) in cerca di opportunità più remunerative all'estero. Il centro Usa, architrave difensiva del sistema Caja (secondo rimbalzista del campionato 2018/19 a 10,8 di media-partita), sarebbe così il primo tassello del quintetto della Varese che verrà. Il club ha fatto un piccolo sforzo economico per convincerlo a fidelizzarsi per altre due stagioni, ma confida soprattutto nell'appeal che la Città Giardino vanta nei confronti dell'atleta. Cain diverrà padre per la seconda volta entro poche settimane ed ha espresso più volte il suo gradimento sulla sistemazione per la sua famiglia: rinnovare per due anni con l'OJM significherebbe stabilità. Il centro del 1988 per le sue caratteristiche da "colletto blu" senza grandi qualità offensive (9,7 punti nel 2018/19) è elemento adatto solo ad allenatori di sistema; ciò non significa che non possa avere mercato altrove (nell'estate 2018 arrivò una richiesta da un club di Eurocup con buyout però minimo), ma Varese auspica che la scelta di accettare in tempi rapidi o aspettare più avanti non sia legata soltanto a fattori economici. Intanto c'è il sì di Nicola Natali, che ha accettato il rinnovo annuale proposto dall'OJM: per la terza stagione consecutiva l'ala di Montecatini vestirà la maglia biancorossa, mettendosi a disposizione di Attilio Caja per un ruolo da decimo uomo disposto a dare tutto in allenamento ed a farsi trovare pronto in partita (3,1 punti in 8,6 minuti nel 2018/19; erano stati 1,8 in 8,6 due anni fa). Natali si aggiunge a Ferrero e Tambone nella lista delle certezze italiane, mentre - compatibilmente con gli impegni scolastici alla mattina - si va verso il coinvolgimento nel gruppo di lavoro in allenamento dei primi elementi dell'Academy giovanile: i papabili sono i 18enni Omar Seck e Dusan Raskovic. oltre a qualche altro elemento che sarà reclutato attraverso il nuovo responsabile del settore giovanile Stefano Bizzozi. Di fatto il parco italiani è quasi al completo: all'appello mancherà soltanto il cambio del pivot che, nell'ipotesi auspicabile della conferma di Cain, sarà un elemento in grado di dare 8-10 minuti di sostanza difensiva. Dunque non un investimento imponente per un'Openjobmetis che concentrerà la quasi totalità delle risorse non allocate nei rinnovi sui 4 stranieri da quintetto e sul primo cambio degli esterni tuttora da individuare. In attesa che le giovanili producano italiani (di passaporto o di formazione) di alto livello, il valore della Varese che verrà sarà legato a filo doppio alle scelte sugli stranieri. Giuseppe Sciascia
  8. L'Openjobmetis 2019/20 ripartirà con ogni probabilità dallo stesso nucleo della stagione appena chiusa, tolto ovviamente Aleksa Avramovic. Tra contratti in essere, rinnovi e trattative, sono quattro i potenziali punti fermi della Varese che verrà. Lo zoccolo duro italiano, con Matteo Tambone vincolato fino al 2021 già al termine del precampionato scorso e il prolungamento fino al 2022 di capitan Ferrero - stessa durata temporale dell'estensione di Attilio Caja -, sarà la base di (ri)partenza. E con ogni probabilità dovrebbe aggiungersi anche Nicola Natali, decimo uomo di lusso disposto anche ad accettare di non giocare e facendosi trovare pronto quando chiamato in causa dal coach pavese. Ma, al di là del supporting cast, il primo pilastro per il futuro è la conferma di Tyler Cain: le parti si annusano da qualche mese, ma il dialogo concreto degli ultimi giorni pare indirizzato ad una conclusione positiva. Il centro statunitense, che a giugno diventerà padre per la seconda volta, avrebbe espresso interessse per la possibilità di vestire per il terzo anno di fila la maglia dell'OJM. La negoziazione per togliere la clausola d'uscita dal contratto in cambio di un piccolo ritocco avverrà nei prossimi giorni, ma l'apprezzamento della famiglia per la destinazione Varese fa ben sperare il clan biancorosso di poter trattenere la pietra angolare del sistema difensivo di Artiglio, per questo motivo il più insostituibile di tutti. Anche più di Aleksa Avramovic, che pure sarà ovviamente il più rimpianto per la sua capacità di accendere i tifosi col suo adrenalinico stile di gioco. «E giusto che Avrà vada alla fine di un percorso molto stimolante, dovrà solo trovare la collocazione adatta a lui senza farsi soffocare dove non gli verranno dati minuti»: così Attilio Caja certifica la partenza a fine contratto della guardia serba, cui ha dispensato consigli nel corso della serata di ieri al Muccala. Lo show dei 30 punti a Bologna ha fatto pensare a un interesse della Virtus che per ora sogna serbi di altro spessore (offerta biennale da oltre 2 milioni alla superstar Teodosic); sembra difficile anche un interesse del suo mentore Claudio Coldebella a Kazan, mentre sul conto di Avra aveva chiesto informazioni Veljko Mrsic per il Cedevita Zagabria. Sostituire il bomber nello scacchiere tattico e la stella nel cuore dei tifosi non sarà facile, mentre tutto il resto del parco stranieri è in uscita. Tommy Scrubb vuole monetizzare la sua solidissima stagione provando a sfruttare in Spagna il suo passaporto britannico: Varese non può e non vuole svenarsi per trattenere un (pur ottimo) comprimario. Moore e Archie hanno fatto la loro parte per tenere l'OJM lontana dalla zona pericolo, ma hanno avuto un rendimento troppo alterno e si cercheranno profili più freschi; Salumu ha mostrato qualche spunto interessante ma la sua opzione per il 2019/20 prevede uno scatto salariale troppo alto per un giocatore della panchina. Con la conferma alle porte di Cain, è ai saluti anche Iannuzzi: al di là del rendimento inferiore alle aspettative, inutile investire risorse importanti su un elemento che può dare minuti solamente da cambio del pivot nel ruolo occupato da un giocatore da 30,9 minuti di media. Giuseppe Sciascia
  9. Tre quinti abbondanti di regular season già in archivio e prime ipotesi sull'Openjobmetis che verrà in attesa di indicazioni certe dalla proprietà - oggi c'è in agenda un CdA importante per impostare alcune strategie future - relativamente a budget ed ambizioni. La Varese 2019/20 potrebbe ipoteticamente ripartire da almeno 5 conferme, al netto di offerte altrui o novità inattese sulle prospettive della stagione ventura. CHI RESTA - L'unica certezza è il contratto fino al 2021 di Matteo Tambone, al di là delle valuazioni sul molo futuro dell'esterno romano (più spazio da guardia?). A breve arriverà anche il rinnovo di Giancarlo Ferrero, ormai una bandiera per il popolo biancorosso, che dà garanzie umane e tecniche (non solo per il recente record in carriera dei 28 punti a Trieste) nel sistema di Attilio Caja. Discorso analogo per Nicola Natali, che in 18 mesi ha dimostrato di potersi ritagliare minuti in serie A e non essere solo un elemento utile per gli allenamenti. GLI OBIETTIVI - Data per scontata la partenza di Aleksa Avramovic al termine del ciclo triennale impostato nel 2016 da Claudio Coldebella, i primi due obiettivi sul fronte stranieri sono le conferme di Tommy Scrubb e Tyler Cain. L'ala canadese è il perfetto interprete del sistema del coach grazie alla sua duttilità, e col tempo ha aumentato la sua intraprendenza offensiva. Un giocatore da 13,7 punti più 7,3 rimbalzi, 2,7 assist e 1,6 recuperi però può far gola anche ad altri, e l'OJM deve provare a muoversi in anticipo al netto del rebus Mondiali (se il Canada lo convocherà, il mancino del 1991 tornerà solo il 20 settembre, problema meno grave per una eventuale conferma). Il lungo del 1988 ha opzione per il 2019/20 ma anche uscita a suo favore dal contratto 1+1 rinnovato la scorsa primavera: per abnegazione e doti difensive è la vera architrave del sistema, l'apprezzamento della famiglia per Varese col secondogenito in arrivo potrebbe giocare a favore dell'OJM. PUNTI DI DOMANDA - Ronnie Moore e Dominique Archie si giocano il posto nei prossimi tre mesi: giocatori conosciuti sul piano tecnico e umano che danno garanzie di tenere la squadra fuori dalla zona pericolo, ma ai quali difetta continuità (al play nel tiro da 3, all'ala forte nella fisicità dentro l'area) per l'alto livello. Dipenderà da budget, incastri e alternative, oltre che dalle sensazioni delle ultime 11 gare della regular season più eventuali playoff e dell'avventura in FIBA Europe Cup: si può trovare di meglio, ma l'anno prossimo le retrocessioni saranno due e non una, dunque occhio agli azzardi se le risorse non lo consentiranno. Antonio Iannuzzi era arrivato con grandi aspettative da parte di Attilio Caja, ma complice anche la super stagione di Cain fatica a trovare spazi, e pare difficile che le parti abbiano voglia di riprovarci, specie se resterà Tyler. Jean Salumu ha opzione per la stagione ventura, i numeri dicono che è più efficace di Bertone (5.2 punti col 36% da 3 rispetto a 1,8 col 20%), ma se l'ipotesi era quella di farne il futuro Avramovic, a oggi è la risposta è un no. Giuseppe Sciascia
  10. L’Openjobmetis anticipa di un paio di settimane il Natale e si regala il rinforzo Jean Salumu. Ratificata nella mattinata di ieri, lunedì 9 dicembre, la trattativa con il ventottenne esterno belga, che ha firmato l’accordo “1+1” propostogli dal club prealpino alla fine della scorsa settimana. L’atleta del 1990 ha raggiunto Varese nel tardo pomeriggio. Oggi, martedì 10 dicembre, alle ore 9 avverrà il primo contatto con Attilio Caja, che attraverso i video inizierà a introdurlo nel collaudatissimo sistema di gioco decisivo per il raid di domenica scorsa a Venezia. Poi le visite mediche di rito, tappa obbligata per dare valore formale al contratto, e nel pomeriggio il primo allenamento (si lavorerà al Campus con l’Enerxenia Arena non disponibile), pur con le cautele del caso, trattandosi dell’immediato prepartita della sfida di domani, mercoledì 12 dicembre, contro i ciprioti di Larnaca. I tempi tecnici della competizione FIBA - tesseramento necessario 48 ore prima della partita - impediranno a Salumu di esordire nel primo atto delle Top 16; la società di piazza Monte Grappa però è già al lavoro per ottenere tutte le carte - oltre al nulla osta della federazione turca con il placet del Sakarya, dove Salumu ha militato fino a 2 settimane fa - per poterlo schierare domenica 16 dicembre contro Torino. «Si tratta di un giocatore che ha qualità offensive e una taglia importante per il suo ruolo - così lo descrive il d.g. Andrea Conti -. Jean è un giocatore che ha esperienza internazionale con le coppe disputate con Ostenda e Sakarya, oltre a essere portato a stare all’interno di un sistema di gioco collaudato come il nostro». Salumu prenderà il posto di Pablo Bertone, al quale il dirigente cremonese ha comunicato la notizia dell’arrivo dell’esterno belga dopo l’allenamento di ieri mattina al Campus. Dunque la guardia italo-argentina giocherà la sua ultima partita con la casacca biancorossa proprio domani contro Larnaca e poi resterà in tribuna in attesa di trovare collocazione altrove. L’IDENTIKIT DI SALUMU 193 centimetri per 90 chili di potenza atletica e qualità balistiche. Jean Salumu aggiunge profondità e pericolosità dall’arco all’OJM come testimoniano i 14,0 punti col 36% da 3 in 15 gare disputate con il Sakarya. Nato nel 1990 in terra fiamminga, Salumu ha vinto 6 scudetti e 6 coppe con Ostenda (compagno di Dominique Archie nel 2015/16) dove nel 2017/18 è stato MVP del campionato belga chiuso a 12,9 punti col 40% da 3. Dal 2014 veste la maglia della sua Nazionale (12,5 punti e 3,0 assist nelle attuali qualificazioni agli Europei del 2021). Salumu rappresenta sulla carta un upgrade in termini di qualità offensive e duttilità rispetto all’atleta del 1990, che in 9 gare di campionato ha prodotto 1,0 punti in 5,3 minuti col 18% da 2 e il 20% da 3 (mentre in FIBA Cup viaggiava a 10,6 punti in 20,3 minuti). «L’idea è che Salumu parta dalla panchina dando minuti di riposo sia ad Avramovic sia a Scrubb, in questa prima parte di stagione utilizzato tantissimo dal coach - spiega Conti -. Riteniamo che Jean possa essere il giocatore giusto per aggiungere qualità alle nostre rotazioni senza dover modificare equilibri già consolidatissimi, come dimostrano le attuali 5 vittorie consecutive». E il d.g. biancorosso sottolinea un risvolto interessante, considerando che l’atleta del 1990 potrebbe essere un investimento anche per il futuro. «L’opzione per il prossimo anno ci permetterà di valutare con attenzione un giocatore interessante, anche nell’ottica della costruzione del roster futuro; dal 2019/20 ci saranno meno visti a disposizione, un giocatore col suo status garantito dal passaporto potrebbe tornare doppiamente utile». Giuseppe Sciascia
  11. L'Openjobmetis prova a stringere su Jean Salumu. Il 28enne nazionale belga diventa l'obiettivo primario del club di piazza Monte Grappa visto il reiterato impasse su tempistiche e modalità per liberare Tyrus McGee dal contratto con FAfyon Beledye. L'esterno fiammingo ha invece trovato l'accordo per la separazione consensuale con il Sakarya, il club turco nelle cui file ha totalizzato 14,7 punti e 3,1 rimbalzi nelle 13 partite disputate tra campionato e coppe. Varese ha fatto la sua mossa, sottoponendo all'atleta del 1990 una proposta "1+1" di durata fino al 30 giugno 2020 ma con opzioni di uscita a favore di entrambe le parti al termine della stagione corrente. L'interesse dell'area tecnica biancorossa è concreto: Salumu è una guardia che ha stazza ( 193 centimetri per 90 chilogrammi), qualità atletiche e punti nelle mani, una combinazione gradita nei sondaggi che l'OJM stava portando avanti ormai da qualche settimana in cerca di un upgrade dalla panchina rispetto a Pablo Bertone. Un attaccante creativo e con buone doti balistiche (in Turchia viaggiava col 36% da 3, nella scorsa annata in Belgio ha chiuso col 40%) che potrebbe partire alle spalle di Avramovic e dare minuti anche da ala piccola dietro Scrubb. Salumu ha disputato nello scorso weekend le qualificazioni a E-robasket 2021 con la maglia della sua Nazionale, della quale è una pedina importante sin dal 2014. Dal 2012 al 2018 è stato un pilastro di Ostenda, la dominatrice dell'Ethias League belga, vincendo per sei stagioni consecutive scudetto e coppa (nella stagione passata, chiusa a 12,5 punti e 2,0 rimbalzi, è stato votato MVP del campionato e inserito nel miglior quintetto difensivo). Nei suoi trascorsi con la squadra leader del Belgio c'è anche una stagione disputata assieme a Dominique Archie in maglia Tele-net nel 2015/16; in quell'annata Salumu giocò a Masnago la gara di esordio della FIBA Europe Cup, risultando il top scorer degli ospiti (21 punti con 4/6 da 2, 3-4 da 3 e 4/5 ai liberi) nel successo 85-81 contro la squadra allora guidata da Paolo Moretti. La trattativa è in corso, l'auspicio di Varese è quello di chiudere all'inizio della prossima settimana, magari provando a portare a termine l'operazione per poter avere il rinforzo già in occasione dell'esordio casalingo di mercoledì prossimo contro Larnaca nelle Top 16 di FIBA Europe Cup. Però domani a Venezia in campo andrà ancora Pablo Bertone, il quale ha convissuto con grande professionalità per tre settimane con l'ipotesi concreta della sostituzione. Ora Varese pare vicinissima alla scelta del suo rimpiazzo, ma non c'è dubbio sul fatto che l'oriundo darà il massimo se chiamato in causa al Taliercio. E continuerà a farlo finché l'OJM avrà bisogno di lui. Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis non molla la presa su Tyrus McGee. Il rapporto diretto tra il d.g. Andrea Conti e l'atleta statunitense, che nel 2015-16 ha già lavorato con lui a Cremona, è un canale privilegiato per monitorare la situazione della guardia che Varese vorrebbe aggiungere come upgrade dalla panchina dietro Aleksa Avramovic. Il giocatore del 1991 è bloccato in Turchia all'Afyon Beledye, dove ha firmato un "contrattone" estivo onorato fin qui con grandi affanni dal suo attuale club. La società di piazza Monte Grappa ha formulato una proposta formale, come d'altra parte ha fatto anche Reggio Emilia che gli offrirebbe un posto in quintetto ma che sembra avere meno appeal perché è ultima e non gioca una competizione europea, per assicurarsi l'ex campione d'Italia nel 2016/17 con Venezia. Però a oggi McGee non è libero, e non è chiaro quali saranno le tempistiche per sbloccare l'impasse; i biancorossi sono pronti ad agire quando arriverà il via libera, ma la situazione intricata non dà certezze. E allora l'Openjobmetis sonda anche altre soluzioni, a partire dalla 28enne guardia belga Jean Salumu, anch'egli in Turchia al Sakarya (13,8 punti di media) dove la situazione economica parrebbe ancor più grave rispetto all'Afyon. L'optimum per Attilio Caja sarebbe stato quella di sfruttare la settimana entrante per l'inserimento della new-entry, trattandosi dell'ultima di lavoro in palestra "pieno" prima del tour de force di 7 partite in 21 giorni che l'Openjobmetis disputerà tra campionato e FIBA Europe Cup da domenica a Venezia al 30 dicembre a Pesaro. Ma a meno di colpi di scena ad oggi improbabili, pare difficile trovare in tempi rapidi - ossia entro le 11 di venerdì, tempo massimo per poter schierare l'eventuale rinforzo alla ripresa del campionato sul campo dell'Umana - il grimaldello per liberare uno dei suoi obiettivi dagli attuali vincoli contrattuali. Difficile che arrivino novità entro questa settimana, si continuerà a monitorare il mercato in attesa di ulteriori sviluppi (possibile uscita da Cremona di Tre Demps?). Per l'intervento migliorativo ci sono volontà e disponibilità, la prima occasione gradita a Bulgheroni, Conti e Caja che si libererà nelle prossime settimane sarà colta al volo... Giuseppe Sciascia
  13. Openjobmetis, squadra che vince (e convince) non si cambia. Anche perché mancano profili credibili per migliorare il roster attuale, unico motivo per cui varrebbe davvero la pena di intervenire dopo le 10 vittorie in 14 partite del primo terzo del 2018/19. Modificare la chimica di un gruppo terzo in classifica in campionato e promosso con autorità alla seconda fase della FIBA Europe Cup? Sì, solo se dovesse emergere la possibilità di effettuare per un upgrade in grado di innalzare decisamente la qualità del reparto esterni. Le quattro vittorie consecutive dopo lo stop contro Avellino non hanno mutato la posizione della società: resta la volontà di intervenire in caso di occasione importante, che il consigliere Toto Bulgheroni aveva confermato su queste colonne al-l'indomani del primo scivolone interno stagionale. Ma l'operazione Dominique Johnson, per il quale l'Openjobmetis sarebbe stata disponibile a fare uno sforzo extra considerando il gradimento del giocatore di Detroit per la piazza biancorossa dove era già stato protagonista per due terzi della stagione 2016/17, non è realizzabile in tempi rapidi. Il giocatore del 1987, in difficoltà tecniche ed ambientali dopo le prime 6 giornate a Pistoia, è stato protagonista degli ultimi due successi del club toscano, non disposto a privarsene ora. Se ne potrà eventualmente riparlare dopo il 9 gennaio, quando scadrà l'attuale accordo a termine tra l'OriOra e il tiratore statunitense. Lo spessore dell'eventuale obiettivo - che alla corte di Alessandro Ramagli viaggia a 15,5 punti di media col 40% da 3 in 30,1 minuti - fa capire che Varese è disposta anche ad incidere sulla chimica attuale del gruppo, considerando che Johnson sarebbe stato disponibile ad accettare un ruolo da sesto uomo pur di competere per la zona alta della classifica. Dunque soluzioni pur non disprezzabili come quelle dello sloveno Mesicek o del ceko Klyznrk non vengono prese in considerazione da società e staff tecnico, perchè considerate non sufficientemente migliorative rispetto a Pablo Bertone. Ossia un giocatore amato da compagni e pubblico che comunque sta dando il massimo con grande professionalità a dispetto delle difficoltà di ritagliarsi spazio in campionato (1.1 punti in 5,2 minuti rispetto ai 10,5 in 20,5 della FIBA Europe Cup). Se Varese dovrà effettuare un upgrade per alzare l'asticella delle ambizioni, è quello il ruolo nel quale provare a migliorare il roster attuale. La troika Toto Bulgheroni, Andrea Conti e Attilio Caja ne ha convenuto anche ieri sera dopo la cena di squadra al "Bologna" che il coach pavese ha offerto a tutto il gruppo prima del rompete le righe fino a lunedì prossimo. Si sostituirà Bertone solo per un giocatore rodato e di sicuro impatto che garantisca trattamento di palla (ossia capacità di giocare il pick&roll) e penetrazione, monitorando il mercato in Italia e in Europa. A partire dalle evoluzioni in Turchia su Tyrus McGee: l'Afyon Beledye, club dove milita il sogno dell'estate 2017 di Attilio Caja e già con Andrea Conti a Cremona nel 2015/16. sembra navigare in cattive acque. L'OJM non ha fretta di cambiare subito, ma se ci fosse un'occasione ghiotta... Giuseppe Sciascia
  14. L’Openjobmetis apre ufficialmente la caccia ad un rinforzo sul perimetro. Anticipati i tempi delle valutazioni rispetto all’idea di riflettere a bocce ferme durante la pausa per le Nazionali: definitiva la bocciatura di Pablo Bertone da parte di Attilio Caja dopo le due-azioni-due nelle quali è rimasto in campo contro Avellino (una palla persa e una tripla subita dall’uomo su cui difendeva), e la successiva “consacrazione” pubblica del problema nella conferenza stampa del dopo gara («Non riesco a farlo rendere»). Varese cerca dunque da ieri un sostituto dell’esterno oriundo, ingaggiato in estate per essere il sesto uomo di impatto dietro i 5 titolari stranieri, e scivolato al decimo posto nelle rotazioni di “Artiglio” (9 punti in 37’ totali con 4/15 al tiro nelle 6 gare di campionato disputate in maglia OJM). La partita contro la Sidigas ha ribadito la solidità dell’impianto di gioco disegnato dal tecnico pavese col personale scelto in estate; per evitare di dipendere sempre dalle magie di Avramovic o dalle percentuali nel tiro dall’arco, serve però un “ritocchino” che aumenti il potenziale offensivo della squadra senza stravolgerne la mentalità operaia. Di fatto un elemento che accetti di partire dalla panchina con costi adeguati, anche se c’è disponibilità per uno sforzo superiore rispetto all’uscente Bertone, che comunque resta in organico fino all’arrivo del sostituto (oggi in partenza per Oporto insieme alla squadra per la trasferta di domani in FIBA Europe Cup). Il discorso economico e di responsabilità sembra escludere in partenza la suggestiva ma difficilmente praticabile ipotesi del ritorno di Dominique Johnson: posto che Pistoia lo lasci libero, cosa che al momento non sembra affatto scontata, l’ex biancorosso avrebbe le atout tecniche adatte ma dovrebbe calarsi in un ruolo non suo. La ricerca di Andrea Conti è concentrata su una guardia che abbia fisico, potendo magari dare minuti anche in ala piccola, dove di fatto Bertone non è mai stato utilizzato e al di là della partita jolly di Natali contro la Sidigas c’è rischio di “tirare il collo” a Scrubb. Ma anche gambe fresche per saltare l’uomo e aiutare il canadese a migliorare le sue percentuali dall’arco (30,8% da 3 contro il 53% del 2017/18 ad Avellino) creandogli tiri più aperti e togliendogli attenzioni delle difese come accadeva lo scorso anno in Irpinia. Scartata già la settimana scorsa l’ipotesi Stojanovic, considerato troppo ala e poco guardia oltre che troppo amante della palla in mano, nessuna delle piste americane ed europee vagliate finora sembra combaciare alla perfezione all’identikit disegnato da Attilio Caja. L’unica situazione intrigante, ma da esplorare in maniera approfondita valutandone costi ed effettiva fattibilità, potrebbe essere quella dello sloveno Blaz Mesicek: il 21enne esterno lo scorso anno a Brindisi dove ha totalizzato 9,9 punti e 2,4 rimbalzi, è tornato in patria all’Olimpia Lubiana dove viaggia a 8,0 punti e 2,0 assist in Champions League. Un “Simil-Avramovic” di 197 centimetri - pure mancino come il serbo - che partirebbe come suo cambio ed eventualmente il prossimo anno esserne il sostituto. Giuseppe Sciascia
  15. L’Openjobmetis programma il futuro partendo dagli italiani. Dopo il rinnovo fino al 2021 con Matteo Tambone discusso in estate e finalizzato nei giorni scorsi, la società di piazza Monte Grappa è pronta a sedersi al tavolo con Giancarlo Ferrero per estendere il rapporto in scadenza al 30 giugno 2019. Per ora si tratta solo di un “pour parler” con un appuntamento che sarà approfondito nelle prossime settimane. Ma il rapporto tra il capitano e Varese – intesa anche come città e non solo sul piano sportivo – si è talmente consolidato nelle 4 stagioni in cui ha vestito la maglia biancorossa, che l’accordo almeno per un altro anno sembra solo una formalità. Tra la tesi di laurea con argomento “Varese nel Cuore”, l’ulteriore master biennale alla Liuc e la possibilità lavorativa che la compagna dell’ala piemontese ha trovato in città, la sensazione è che tra Ferrero e Varese ci sia un feeling molto più consistente del semplice rapporto sportivo. D’altra parte l’ala mancina è un esempio concreto di come il sacrificio e l’impegno costante messi al servizio di un allenatore impregnato di cultura del lavoro come Attilio Caja permettano di raggiungere traguardi importanti. In maglia OJM Ferrero ha dimostrato di essere giocatore di serie A, ed è diventato il simbolo della mentalità operaia alla base del “sistema-Artiglio” nonché il punto di riferimento per tutti i tifosi biancorossi che si identificano nella sua coinvolgente carica agonistica. Basti pensare a quanto importante sia stata la spinta della “pattuglia tricolore” Tambone e Ferrero in occasione dello spunto decisivo della partita di domenica contro Trento per cogliere il valore dello zoccolo duro italiano per l’oggi e per il domani. Soprattutto in vista dell’allargamento della serie A a 18 squadre dal prossimo anno, che ridurrà ulteriormente gli spazi di manovra sul mercato degli italiani che in corrispondenza delle maggiori necessità imposte dalle formule di eleggibilità 5+5 e 6+6 entrate in vigore da questa stagione. Se hai in casa italiani validi ed affidabili, oltre che benvoluti dal pubblico che si identificano più facilmente con atleti “nostrani”, meglio tenerseli stretti: così ha ragionato e sta ragionando il d.g. Andrea Conti, nell’ottica di provare a costruire una base solida e duratura per la Varese che verrà. Per l’oggi e il domani Tambone e Ferrero hanno già dimostrato – e non solo domenica – di poter dare garanzie importanti. Per il dopodomani l’italianità dell’Openjobmetis arriverà auspicabilmente dai prodotti del vivaio biancorosso che oggi offre già prospetti di interesse nazionale come il 17enne Matteo Parravicini, il 15enne Nicolò Virginio e il 14enne Benjamin Nobile, oltre ai 4 prospetti “pescati” da Gianfranco Ponti tra Serbia e Montenegro (fatti salvi i problemi burocratici relativi al tesseramento che ne hanno rallentato l’innesto in campionato). E che in tempi ragionevolmente brevi è pronta ad avviare un reclutamento su scala nazionale – compatibilmente alla nascita della foresteria che è compresa nel progetto della nuova palestra di Calcinate degli Orrigoni – per aggiungere fisicità ai gruppi già validi prodotti dal Minibasket biancorosso. Giuseppe Sciascia
  16. Attilio Caja plaude senza riserve all’esito finale della campagna acquisti che gli ha consegnato una Openjobmetis fatta a sua immagine e somiglianza. Il coach pavese racconta così le sue sensazioni di fine mercato: «Sono molto contento perché abbiamo fatto veramente il massimo rispetto alle nostre possibilità. Complimenti a Claudio Coldebella per la prima e ad Andrea Conti per la seconda parte di una campagna acquisti pienamente soddisfacente. Sin dall’inizio abbiamo avuto le idee chiare su quello che volevamo fare e abbiamo raggiunto al meglio gli obiettivi: la società si è mossa per tempo prima ancora che finisse il campionato, e anche tramite la regia di Toto Bulgheroni ha compiuto un ottimo lavoro per costruire una squadra in grado di far bene». Dunque la staffetta dietro la scrivania non ha portato traumi a una Varese che ha viaggiato a pieno regime sul mercato... «Tengo a ringraziare Claudio Coldebella per tutto il supporto che mi ha dato in questi 18 mesi: come lui resterà sempre un nostro tifoso noi lo sosterremo in questa nuova avventura. La società ha avuto una brillantissima prontezza non solo nel firmare i contratti dei nuovi giocatori ma anche nel sostituire in fretta una pedina importantissima; l’entusiasmo che ha portato Andrea Conti si affianca al mio per l’esito di questa campagna acquisti, e la risposta positiva del pubblico in termini di abbonamenti (attualmente siamo a circa 200 tessere in più rispetto allo stesso periodo dell’estate 2017, ndr) è un segnale che dà fiducia». Cinque volti nuovi e cinque conferme per una Varese che nasce con l’obiettivo di essere più squadra delle avversarie... «Le nostre armi dovranno essere difesa di squadra e attacco omogeneo: si dovrà partire da una retroguardia solida e consistente che non ti lascia mai a piedi nei momenti difficili e in caso di infortuni. In attacco ci sono tanti giocatori in grado di essere protagonisti ma disposti a stare in un sistema di squadra; mi aspetto un ulteriore salto di qualità da Avramovic nel contesto di un gruppo di elementi senza picchi che danno garanzie di affidabilità. Confermarsi non sarà semplice perché quando hai negli occhi un finale così esaltante come quello del 2017/18 le aspettative saranno elevate, e c’è anche l’esperienza nuova della coppa. Però abbiamo scelto giocatori solidi e affidabili che hanno caratteristiche complementari, perciò partiamo con qualche certezza e nuovi elementi pronti a essere inseriti senza rodaggio nel prossimo torneo della massima serie inizierà il 7 ottobre e si concluderà il 12 maggio 2019, con l’antipasto della Supercoppa fissata per il 29 e 30 settembre a Brescia; sarà molto importante il precampionato per metabolizzare subito il sistema». Quali prospettive vede per la prossima stagione? «L’annata scorsa è stata eccellente a prescindere dal risultato finale. Ora dobbiamo ricostruirci tutto daccapo, pronti però a fare la nostra parte ed inserirsi negli spazi che potrebbero crearsi. Dovremo essere solidi e competitivo, poi il valore aggiunto lo daranno ambiente, società e tifosi. Il club ci ha sempre messo nelle condizioni migliori per lavorare e la spinta del pubblico è sempre stata importante. Partiamo sempre come sfidanti, l’obiettivo è farci rispettare e confermare l’etichetta che ci eravamo guadagnati sul campo nella stagione passata, quando chiunque doveva giocare contro Varese pensava “ci aspetta un brutto cliente che non molla mai”». Giuseppe Sciascia
  17. L'Openjobmetis chiude ufficialmente la campagna acquisti 2018/19 con la firma di Pablo Bertone. Accordo 1+1 per la 28enne guardia nata in Argentina ma con passaporto italiano per ascendenza: l'atleta visto nel 2017/18 a Pesaro (10,4 punti e 3,3 rimbalzi col 49% da 2 e il 37% da 3) sarà il sesto uomo della truppa di Attilio Caja, che ha puntato sulla duttilità e sulle qualità da collante del giocatore nativo della regione di Cordoba. Trattativa a segno per completare il roster a tempo di record: neppure due mesi dopo l'ultima uscita del 2017/18 -datata 16 maggio contro Brescia - la Varese 2018/19 è pronta all'uso per le sapienti mani di "Artiglio". Bertone è stato un giocatore scelto per le sue qualità di uomo-squadra e di capacità di stare nel sistema, oltre che per la sua conoscenza del campionato italiano maturata la scorsa annata con la maglia della Vuelle. Insomma le caratteristiche che il tecnico pavese ha ricercato in tutti gli acquisti di una estate all'insegna dell'usato sicuro dopo le tante scommesse effettuate nel 2017. Stavolta l'Openjobmetis, ovviamente in funzione delle risorse disponibili, è stata attrice protagonista del suo mercato impostato da Claudio Coldebella e completato da Andrea Conti. Dalle cinque conferme su 10 giocatori di rotazione alla missione compiuta con Antonio Iannuzzi - la vera prima scelta raggiunta su un mercato dai margini ristrettissimi come quello dei lunghi italiani - Varese si è mossa con oculatezza per far fruttare il suo budget in leggera ascesa ma non certo infinito. Ma comunque rispettabile per una serie A nella quale l'ultimo anno e mezzo ha ridato una solida patente di credibilità al progetto tecnico biancorosso, col ritorno in Europa che è servito per avere un appeal maggiore sul mercato degli stranieri. Sulle scelte dei tre giocatori del quintetto e il primo cambio degli esterni, l'unica trattativa in modalità "voluto e preso" è stata quella con Roland Moore: la terza stagione in crescita costante ha indotto coach Caja a puntare sulle doti di attivatore del regista ex Pistoia, considerato il più affidabile tra gli usati sicuri alla portata economica biancorossa. Sugli altri tre fronti Varese ha scelto chi ha detto sì rispetto a chi ha preferito aspettare o cercare soluzioni alternative: nel gioco delle sliding doors il roster finale con Scrubb, Archie e Bertone è tanto diverso da quello con Bostic (finito a Ulm), Vene (rinnovo rifiutato e ancora in cerca di collocazione) e Sanders (accasatosi a Trieste da titolare)? Il risultato finale potrà non accendere la fantasia dei tifosi "americanofili"; ma se c'è una qualità che Attilio Caja ha dimostrato col passare degli anni, è la capacità di far rendere al meglio squadre costruite con i criteri adatti per le sue doti di allenatore da palestra. E nel 2018/19, con il doppio impegno campionato-coppa che ridurrà il tempo per puntare sulla tattica, l'affidabilità tecnica e umana di chi entrerà a far parte di un sistema di lavoro già consolidato sarà un valore aggiunto fondamentale per provare a confermarsi nella metà alta della classifica e ad onorare l'impegno in Europa. Giuseppe Sciascia
  18. L'Openjobmetis prova a convincere Pablo Bertone come possibile ultimo pezzo del puzzle bianco-rosso versione 2018/19. La 28enne guardia italo-argentina, che nella stagione passata ha totalizzato 10,4 punti e 3,3 rimbalzi di media con la maglia di Pesaro, ha in mano una proposta del club di piazza Monte Grappa che gli propone il ruolo di sesto straniero dietro Aleksa Avramovic e Thomas Scrubb. L'alternativa valutata da Varese era Jamarr Sanders, ma l'atleta statunitense ha lasciato cadere la proposta del club biancorosso - che per l'ultimo giocatore del roster non ha certo risorse illimitate - accettando nella serata di ieri l'offerta di Trieste, con un salario più elevato ma soprattutto un ruolo da titolare nello scacchiere tattico della matricola Alma. Così il g.m biancorosso Andrea Conti ha rotto gli indugi e formulato un'offerta al giocatore argentino di scuola americana (high school in Florida e 4 anni di NCAA a Florida Atlantic) che fino a qualche giorno fa viaggiava su richieste economiche superiori alle disponibilità del club bosino. Ma visto che Pesaro, in attesa di chiudere il parco italiani, pare uscita dalla corsa all'atleta oriundo, Varese ha fatto la sua mossa con le risorse a disposizione proponendo un ruolo comunque importante ad un atleta che nel 2017/18 è stato un efficace collante tra i molti attaccanti della Vuelle. Sicuramente la risposta non arriverà fino al tardo pomeriggio: Bertone ha infatti presentato un'istanza al Consiglio federale nel vedersi riconosciuta la formazione italiana dopo aver disputato le qualificazioni per i Campionati europei del 3 contro 3 con la Nazionale di Street Basket. Evidente come il cambio di status -attualmente Bertone gioca in quota stranieri nonostante il doppio passaporto - potrebbe cambiarne completamente le prospettive di mercato, rendendolo appetibile come italiano per club di livello molto superiore. Però il regolamento parla chiaro - la formazione italiana a chi gioca in Nazionale spetta soltanto per le selezioni 5 contro 5 - e sembra alquanto improbabile che l'istanza dell'oriundo possa essere accolta. Bertone a Varese interessa comunque da straniero, per il mix di duttilità e qualità tecniche che può garantire in un ruolo perimetrale. L'atleta del 1990 ha una buona taglia fisica (193 centimetri per 96 chili), conoscenza del gioco e qualità balistiche rispettabili (37% da 3 nel 2017/18 a Pesaro). Sicuramente un uomo di raccordo più che un realizzatore, che aumenterebbe il tasso di uomini-squadra nel roster di Attilio Caja. In caso di fumata nera per mancata intesa economica, l'Openjobmetis riprenderà a sfogliare il catalogo degli americani già visti in A2 desiderosi di giocarsi una chance in A sullo stile di Stan Okoye nel 2017/18. Ad oggi, però, non c'è alcun profilo convincente sulla base del rapporto costo-rendimento e i salari "lievitanti" per gli stranieri del primo campionato dilettantistico rendono ancora poco concorrenziale il gruzzoletto residuo nelle mani di Varese. Giuseppe Sciascia
  19. L'Openjobmetis ha convinto Thomas Scrubb. La 27enne ala piccola canadese ha accettato la proposta della società di piazza Monte Grappa: un sì da formalizzare in termini contrattuali sotto forma di proposta da controfirmare da parte dell'atleta di 196 centimetri per 89 chili cresciuto alla Carleton University. Il miglior tiratore dall'arco della stagione 2017/18 (53% su 83 tentativi con la maglia della Sidigas Avellino) completerà, a meno di colpi di scena dell'ultima ora, il quintetto base della formazione di Attilio Caja, dando disponibilità anche a "saltare un giro" con il Canada per disputare il precampionato con i biancorossi e tornare in Nazionale nelle finestre di novembre e febbraio. Con grande soddisfazione del tecnico pavese, che caldeggiava la soluzione Scrubb alla luce del mix di duttilità e capacità nel gioco senza palla che fanno del giocatore nativo della regione British Columbia un elemento adatto al sistema corale tanto caro al coach biancorosso. Il giocatore del 1991 era già stato vicino al club biancorosso 12 mesi fa: nel 2016/17 Scrubb militava infatti nelle file dei Giessen 46ers, la squadra nella quale fu pescato Cameron Wells. Claudio Coldebella lo aveva seguito con grande attenzione per il suo mix di dinamicità e capacità da uomo-squadra (11.8 punti e 5.2 rimbalzi in Bundesliga), poi sull'atleta canadese piombò Avellino e l'Openjobmetis spostò Stan Okoye da ala piccola puntando su Damian Hollis. In Irpinia Scrubb ha prodotto 9,2 punti e 4,7 rimbalzi da primo cambio degli esterni (19,7 minuti con 3 sole presenze in quintetto); a Varese avrà invece spazi da titolare, auspicando di replicare il fatturato in doppia cifra media prodotto nelle precedenti esperienze europee in Finlandia (14,2 punti a Kataja nel 2015/16 disputando la FIBA Europe Cup) ed a Giessen. Di Scrubb Caja apprezza le doti balistiche (43% da 3 in Finlandia e 37% in Germania) che ne fanno un ideale convertitore di scarichi in un reparto esterni nel quale Moore è un attivatore provetto (terzo negli assist nella stagione 2017/18 a 5,9 di media) e le capacità di saltare l'uomo di Avramovic apriranno certamente spazi importanti per un giocatore di sistema come il canadese. Chiaro che "Avra" sarà la primissima punta di un quintetto con tanti elementi votati al collettivo come Moore, Archie e lo stesso Scrubb; ma circolazione di palla e condivisione delle responsabilità offensive sono state le chiavi del successo dell'Openjobmetis del girone di ritorno. Individuato il nono giocatore del roster 2018/19 a 24 ore dalla riapertura della campagna abbonamenti (da domani fino al 21 luglio seconda tranche per la vendita delle tessere stagionali, l'ultima con le prelazioni per i vecchi abbonati) per completare il puzzle manca solo il sesto straniero che cambierà gli esterni. Sfumate le piste iniziali di giocatori da pescare in A2 senza esperienza di A che hanno poi firmato nella seconda lega, e scartate perché poco convincenti (Rice, Pepper, Marks) o costose (Bertone) le alternative valutate nei giorni scorsi, Andrea Conti cerca una guardia capace di creare dal palleggio che possa dare qualche minuto anche da ala piccola. Giuseppe Sciascia
  20. L’Openjobmetis è pronta ad aggiustare il tiro nella caccia all’ala piccola titolare. Su Josh Bostic è infatti piombato il Ratiopharm Ulm, club tedesco al via dell’Eurocup 2018/19 che sta provando a convincere anche l’ex milanese Mantas Kalnietis: vetrina migliore e proposta economica più elevata per il 31enne atleta ex Sassari, che non ha ancora sciolto la riserva sulla rinuncia alla proposta del club biancorosso, con il quale era in avanzate trattative. Evoluzioni definitive attese tra la notte e la prima mattina, con il d.g. Andrea Conti che verificherà le evoluzioni della situazione in stretto contatto con gli agenti italiani del giocatore impegnati a Las Vegas per la Summer League in pieno svolgimento.Difficile però che il richiamo economico e tecnico del club tedesco sia superato dalla voglia di Italia della famiglia di Bostic; molto probabile dunque che Varese debba virare su altri profili ad iniziare da Thomas Scrubb, il 26enne nazionale canadese che nel 2017/18 ad Avellino ha totalizzato 9,5 punti più 4,6 rimbalzi col 53% da 3. Trattativa mai lasciata cadere da parte dell’area tecnica biancorossa, che come spiegato ieri su queste colonne ha tenuto aperte diverse piste nella ricerca dell’ala piccola titolare in funzione del vincolo principale indicato da Attilio Caja dell’esperienza italiana già acquisita da tutti i candidati che hanno superato il suo vaglio. «Chiunque ci dirà di sì ci renderà felici senza rimpianti: tutti i candidati sono molto interessanti, sia pur con repertorio e caratteristiche diverse - ha spiegato il coach pavese facendo il punto della situazione -. Nessuno è un ripiego e si adatterebbe in maniera ottimale, con le proprie qualità, all’organico che stiamo costruendo». Lo scoglio principale per convincere l’atleta con passaporto inglese che nel 2016/17 si era messo in luce a Francoforte riguarda l’aspetto economico: l’atleta del 1992 alla Sidigas viaggiava su cifre superiori rispetto alle disponibilità biancorosse, da capire se sarà disposto ad accettare un ingaggio inferiore o preferirà passare la mano attendendo offerte più “lucrative”. Varese tiene comunque monitorate anche altre piste, dall’ex cremonese Kelvin Martin che ovviamente Andrea Conti conosce a perfezione all’ex pesarese Taylor Braun (12,5 punti e 6,0 rimbalzi nelle ultime 6 gare del 2017/18 alla Vuelle) che era stato sondato un mese fa e abbandonato per costi fuori portata, ma così come l’ala ex Vanoli sta lentamente riducendo le sue pretese. Sull’agenda del nuovo d.g. biancorosso comunque l’ordine di priorità è ben chiaro: se Bostic avrà confermato nella notte tra domenica e lunedì la preferenza accordata ad Ulm, entrerà nel vivo la trattativa con Scrubb. Se il canadese dovesse passare la mano, si continuerà la caccia sondando i profili già noti e “tastati”. La caccia è aperta, la sensazione è che entro la fine della settimana Varese avrà la sua ala piccola titolare, e di conseguenza potrà scegliere con calma anche l’identikit tecnico del cambio degli esterni che ne concluderà le operazioni di mercato. Giuseppe Sciascia
  21. L'Openjobmetis ha gettato le reti a strascico per trovare l'ala piccola che completerà il suo starting five. Il club di piazza Monte Grappa ha fatto i suoi passi per quei profili - segnalati ieri su queste colonne - che hanno superato il vaglio di Attilio Caja per quanto riguarda il mix di qualità e conoscenza della serie A italiana. La cifra a disposizione è stata chiaramente esposta ai rappresentati del pacchetto di atleti considerati da Varese per l'ultima pedina vacante del quintetto di partenza. Ora toccherà agli atleti valutare le rispettive prospettive di mercato e decidere se prendere in considerazione la proposta della società biancorossa. Le risorse a disposizione di Andrea Conti per il ruolo di "3" titolare non sono enormi ma neppure disprezzabili, specie per chi comunque gradirebbe proseguire nel suo percorso in Italia nelle file di un club che garantisce una vetrina internazionale come l'Openjobmetis (chiave di volta per i giocatori di scuola americana, per massimizzare la loro visibilità anche in ottica futura). Il vincolo di bilancio relativo ai costi induce il team prealpino a concentrare la sua attenzione su Thomas Scrubb e Josh Bostic, i due elementi più accessibili nel pacchetto di giocatori valutati dalla società di piazza Monte Grappa. Claudio Coldebella aveva già avviato il dialogo con il 26enne nazionale canadese nel 2017/18 ad Avellino, ora il nuovo d.g. ha esplorato anche la disponibilità della 31enne ala che dopo un 2016/17 non brillante a Caserta a causa di un infortunio non curato al meglio ha fatto molto bene a Zara (capocannoniere dell'Adriatic League fino al gennaio 2018) e nella problematica Sassari del girone di ritorno ha totalizzato 13,3 punti col 37% da 3. Giocatori diversi per caratteristiche tecniche e fisicità: più duttile e perimetrale Scrubb che ha un ottimo bagaglio nel gioco senza palla ma non è un attaccante né un tiratore naturale nonostante il 53% da 3 nel 2017/18, più potente e realizzatore Bostic che ha meno "scuola" (esploso in un college di seconda divisione NCAA) rispetto al più giovane canadese. Entrambi però graditi all'area tecnica perchè considerati funzionali al progetto-squadra che sta nascendo, senza comunque scartare le altre ipotesi sul piatto (da Kelvin Martin a Dominique Johnson, a oggi però il più lontano sul piano economico, fino al veterano Lance Harris). La sensazione è che si ripeterà il copione già utilizzato in occasione della firma di Dominique Archie: Varese aveva fatto un'offerta all'ex Capo d'Orlando e una proposta di rinnovo a Siim Sander Vene, nel momento in cui l'ala del 1987 ha accettato e l'estone ha detto no la scelta è maturata senza "ballottaggi" di natura tecnica. Che per l'ala piccola mancante saranno presi in considerazione solo se più di un prescelto accetterà le condizioni proposte dal club biancorosso. Giuseppe Sciascia
  22. Mercato senza gita a Las Vegas per l'Openjobmetis. Mentre la stragrande maggioranza di dirigenti e agenti si prepara alla partenza per il Nevada, dove da domani fino al 18 luglio è in programma la Summer League NBA più importante, il nuovo d.g. biancorosso Andrea Conti e il coach Attilio Caja proseguono il lavoro di cesello delle svariate piste aperte per il molo di ala piccola titolare nell'ambito dell'usato sicuro. Scelta di campo sulla quale il coach pavese non ha mai avuto dubbi sin dall'inizio del mercato, indicando a Claudio Coldebella gli obiettivi poi acquisiti Dominque Archie e Roland Moore. Inutile volare a Las Vegas a caccia di superatleti mai visti in Europa (sempre che i nuovi stipendi della G-League, ormai molto vicini ad un contratto medio in serie A, li rendano avvicinabili...): il basket di Artiglio è all'insegna di organizzazione e solidità, il doppio impegno campionato e FIBA Europe Cup del 2018/19 darà meno tempo per costruire in allenamento nella preparazione tattica settimanale le basi del collettivo, dunque elementi rodati e affidabili sono l'unico target plausibile per esaltare il sistema di lavoro del coach biancorosso. D'altra parte, Varese ha lavorato in anticipo sui profili adatti alle necessità di Caja e non ha bisogno di azioni di scouting per ampliare una gamma già ampia di candidati al vaglio. A partire da Thomas Scrubb: la 26enne ala canadese appena liberata da Avellino (9,2 punti e 4,4 rimbalzi col 53% da 3 nel 2017-18), già inseguita nell'estate 2017 prima della firma alla Sidigas costringendo i biancorossi a virare su Damian Hollis, avrebbe le caratteristiche giuste per conoscenza del gioco e capacità di stare in un sistema per completare il puzzle biancorosso. Di mezzo, però, c'è il problema della Nazionale: se il Canada dovesse chiamarlo per la finestra di settembre, facendogli saltare 20 giorni di lavoro, così come rischia di fare Aleksa Avramovic con la Serbia, c'è rischio di un precampionato condizionato dalle assenze che Attilio Caja dovrà digerire per non cambiare obiettivo. Ma al vaglio ci sono anche altri profili, ad iniziare dall'ex Sassari e Caserta Josh Bostic, 31enne ala piccola con stazza e tiro (13.3 punti col 37% da 3 nel 2017/18 alla Dinamo): l'atleta del 1987 vuole restare in Italia e l'opzione Varese non sarebbe sgradita anche se c'è distanza economica. Stesso discorso per Kelvin Martin, che Andrea Conti ha avuto nel 2017/18 a Cremona: un mese fa l'ala del 1988 era del 40% sopra le possibilità del club biancorosso, ora il gap si è ridotto al 25% e la tattica attendista potrebbe avvicinare ulteriormente la forbice. Alla portata ci sarebbe invece Lance Harris, vecchia conoscenza di Caja e Conti (nel 2012/13 a Cremona prima di un brutto infortunio): si tratta di un atleta ancora competitivo (12,6 punti nel 2017/18 in Francia a Chalon), ma lasciano qualche dubbio i 34 anni con il doppio impegno. Più suggestiva ma al momento fuori portata l'ipotesi Dominique Johnson, più guardia che ala piccola ma comunque adattabile alla bisogna visto il fisico e la propensione a finalizzare: l'uomo salvezza del 2016/17 non ha al momento interessi concreti in Italia, gradirebbe il ritorno a Varese ma attualmente è troppo caro e difficilmente arriverà a tiro per il club biancorosso. Giuseppe Sciascia
  23. Antonio lannuzzi sarà l'ottavo giocatore dell'Openjobmetis. L'ufficialità della firma ancora non c'è, visto che per l'annuncio da parte del club di piazza Monte Grappa mancano alcuni dettagli, sia nella parte che coinvolge la chiusura del rapporto tra Torino e il centro avellinese, sia in quella del contratto annuale con il nuovo club. Ma la concorrenza sul lungo del 1991 è progressivamente uscita di scena. Un corteggiamento lungo più di due mesi si sta giorno dopo giorno avvicinando alla fumata bianca. E anche se in mancanza di sigle sui documenti ufficiali il mercato lascia sempre quel piccolo margine di imprevisto, sembrano improbabili sorprese dell'ultima ora. Se tutto andrà come deve andare, entro fine settimana arriverà la sospirata firma e il club di piazza Monte Grappa avrà completato il parco italiani con un giocatore che sotto le Prealpi proverà a rientrare nel giro della Nazionale (una presenza a novembre 2017 dopo l'ottimo impatto con la serie A all'esordio nel 2016/17 a Capo d'Orlando, chiuso a 8,7 punti e 4,2 rimbalzi in 21,2 minuti). Una scelta fortemente voluta da Attilio Caja, deciso a puntare sulle indiscusse qualità tecniche del lungo del 1991, già allenato dal tecnico pavese nella Nazionale Sperimentale e concupito già tre anni fa assieme a Michele Vitali prima della decisione della società di non confermarlo dopo la prima impresa salvezza. Nelle gerarchie di Caja il pivot nativo di Avellino sarà il primo cambio dei lunghi, con uno spread ipotizzabile dai 15 ai 20 minuti. L'arrivo di lannuzzi rappresenta comunque un upgrade importante per la profondità della panchina biancorossa: nel finale del 2017/18 il cambio di Tyler Cain era Mario Delas, che non ha certo lasciato ricordi indelebili dopo la partenza di Norvel Pelle (numericamente più performante rispetto al croato; con lui però Varese ha totalizzato 8 vittorie su 19 partite; col centro del 1990 invece 8 vittorie su 14 gare compreso lo 0-3 contro Brescia nei playoff). Una volta messa nero su bianco la firma del lungo ex Capo d'Orlando, che ritroverà Dominique Archie nella sua nuova incarnazione in biancorosso, l'attenzione si sposterà sui due tasselli mancanti: operazioni già in pieno svolgimento per la scelta dell'ala piccola titolare, ruolo nel quale comunque c'è ampia disponibilità dei profili richiesti da Attilio Caja nel comparto "usato sicuro". Varese non ha certo risorse infinite per l'ultimo tassello dello starting five, ma è decisa ad utilizzare cum grano salis il suo tesoretto: nessuno della decina di giocatori dal gradimento più o meno simile nella gerarchia di Artiglio è al momento disposto ad accettare al volo la proposta biancorossa. Ma i prezzi a poco a poco calano: quel che una settimana fa era totalmente fuori portata, oggi è ancora troppo caro ma è meno irraggiungibile. Dopo la metà di luglio potrebbero spuntare occasioni interessanti tra chi si dimostrerà disposto a sposare la causa dell'Openjobmetis. Giuseppe Sciascia
  24. Inizia ufficialmente oggi l’era di Andrea Conti a Varese. Nel pomeriggio il nuovo general manager biancorosso si insedierà negli uffici di piazza Monte Grappa: dopo la presentazione di venerdì al CdA della Pallacanestro Varese, l’erede di Claudio Coldebella riceverà la prime consegne dal suo predecessore relativamente ai dossier mercato e alle situazioni di rinnovo delle sponsorizzazioni in scadenza (a partire dal main sponsor Openjobmetis: sicura la conferma, imminente la trattativa relativa all’importo) oltre alla ricerca del partner che accompagnerà i biancorossi in FIBA Europe Cup. Tanto lavoro soprattutto sui fronti extratecnici, dato che il futuro dirigente di Kazan aveva già lavorato tanto di concerto con Attilio Caja e Toto Bulgheroni: la Varese che verrà è fatta per 7 decimi, e nel corso della settimana arriverà la sospirata fumata bianca per Antonio Iannuzzi, per il quale è già pronta una bozza d’intesa da formalizzare dopo la definitiva separazione tra l’atleta avellinese e l’Auxilium Torino. Di fatto i tasselli mancanti sono due: l’ala piccola titolare che prenderà il posto di Stan Okoye, e il cambio degli esterni da inserire alle spalle di Aleksa Avramovic (stasera di nuovo in campo con la Serbia contro la Germania, l’auspicio è che Djordjevic lo getti nella mischia dopo i 40’ di panchina di venerdì contro la Georgia). E il più che probabile ritorno in Nazionale del mancino del 1994 nella finestra per le nazionali di settembre, che presuppone due partite tra il 14 e il 18 con 20 giorni di preparazione, è un fattore condizionante nella scelta degli ultimi due tasselli. L’assenza di Avramovic nella prima fase di preparazione dedicata ai tornei presuppone l’impossibilità di puntare su un altro elemento nel giro delle varie Nazionali: il sistema Caja va metabolizzato in precampionato, dunque l’ipotesi vagliata di puntare su Thomas Scrubb (l’ala in uscita da Avellino che nel 2017/18 aveva totalizzato 10,5 punti col 53% da 3) si scontra con la sicura convocazione con il Canada per l’atleta del 1992. D’altra parte la mancanza di Avramovic per le prime 8 amichevoli significa che il giocatore che Varese sceglierà come cambio degli esterni avrà inizialmente spazio da titolare per dover poi rientrare nei ranghi col ritorno del mancino serbo. Dunque servirà un elemento con le motivazioni giuste per accettare un ruolo in uscita dalla panchina; se anche in questo comparto prevarrà il concetto dell’usato sicuro già utilizzato per Moore ed Archie, facile pensare ad uno straniero “pescato” tra coloro che hanno esperienza in A2 desiderosi di mettersi alla prova al piano superiore. Ma il cambio degli esterni sarà comunque l’ultimo tassello del mercato, scelto in funzione delle caratteristiche tecniche – e dei costi – dell’ala piccola titolare. Varese sta provando a focalizzare l’attenzione su obiettivi mirati ma per ora fuori portata economica; in ogni caso, con sette giocatori... e tre quarti già in organico, il nuovo g.m. predica calma per arrivare al miglior “incastro” possibile sul piano tecnico ed economico. Giuseppe Sciascia
  25. Varese spera nella doppia fumata bianca per Andrea Conti e Antonio Iannuzzi. Giornata decisiva per gli obiettivi più caldi per scrivania e roster dell'Openjobmetis: se il pivot avellinese ha preso la direzione di piazza Monte Grappa e ora bisognerà stringere gli aspetti contrattuali dopo la rescissione con Torino, pratica ancora in mano all'uscente d.g. Claudio Coldebella, l'attuale dirigente di Cremona darà risposta in giornata alla proposta formale sottopostagli dal club biancorosso. 24 ore di riflessione per Conti, che dovrà decidere se accettare il contratto biennale da general manager proposto da Varese, o restare nella città dove si è stabilito dopo aver chiuso l'attività agonistica nel 2013. L'accordo in essere con la Va-noli non è un ostacolo insormontabile, trattandosi di un accordo informale senza un vincolo contrattuale vero e proprio; toccherà al 44enne dirigente rhodense stabilire se considera Varese come un upgrade di una carriera professionale che inizierebbe fuori dalla sua città, oppure il richiamo della famiglia avrà la meglio. Di certo Conti sembra lusingato ed attratto dalle attenzioni della società di piazza Monte Grappa, e il colloquio con Toto Bulgheroni ha avuto l'effetto di affascinare l'attuale d.g. della Vanoli. Che conoscendo bene Varese e il suo ambiente ne apprezza ovviamente la tradizione, ma anche le potenzialità future legate agli sviluppi societari in divenire. Al momento sembrano esserci buone possibilità che Conti accetti la proposta dell'Openjobmetis e possa insediarsi in fretta - già la prossima settimana? - dietro là scrivania biancorossa, laddove comunque Claudio Coldebella sta rispettando il patto con Toto Bulgheroni nel garantire continuità - non solo sul fronte Iannuzzi ma anche nelle esplorazioni iniziali sull'ala piccola titolare - per quanto riguarda i dossier aperti sul suo tavolo. Insomma se non ci saranno colpi di scena Varese avrà trovato in tempi rapidi la miglior soluzione possibile per "cadere in piedi" dopo l'addio anticipato del suo direttore generale. Anche se non bisogna sottovalutare la possibilità di un no in extremis dopo il colloquio che Conti ha avuto ieri con la dirigenza della Vanoli (dove un possibile sostituto in caso di divorzio sarebbe Gianmaria Vacirca, ex dirigente con Meo Sacchetti a Capo d'Orlando e visto anche a Varese nel 2013/14). Al momento il club di piazza Monte Grappa non ha un "piano B", in caso di fumata nera con Conti dovrà ripartire un nuovo giro di orizzonti tra profili liberi o liberabili. Qualora il dirigente di Cremona accettasse la proposta di Varese il mandato iniziale dovrebbe essere comunque relativo all'area tecnica, visto che il club sta valutando un'aggiunta a tempo pieno nell'area marketing dopo le partenze per nuove esperienze lavorative nel corso dell'ultima stagione di Luna Tovaglieri ed Elisa Fabris. Giuseppe Sciascia
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