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  1. C'è l'accordo tra Liegi e Pallacanestro Varese: Tyler Larson può partire per l'Italia con la benedizione del club belga nelle cui file ha totalizzato 18,4 punti più 4,6 rimbalzi, 5,4 assist e 1,6 recuperi. L'accordo complessivo tra le due società e l'atleta del 1991, al quale si lavorava da qualche giorno, è stato ratificato nei dettagli: lo ha confermato nella serata di ieri la società belga attraverso il proprio account Twitter, con un comunicato ufficiale nel quale ha annunciato che "Pallacanestro Varese e VOO Liege Basket hanno trovato un accordo, Tyler Larson si unirà al club italiano" con i ringraziamenti di rito per l'esterno statunitense. Sono dunque stati avviati i passaggi formali - rescissione con il VOO, versamento del buyout necessario per ottenere il nulla osta per il trasferimento internazionale, firma del nuovo contratto con Varese - che preludono al rilascio del visto da parte del CONI. Superati questi passaggi, l'atleta statunitense dovrà presentarsi all'ambasciata italiana di Bruxelles per ritirare il visto indispensabile per depositarne il tesseramento, e poi potrà finalmente partire alla volta dell'Italia. Formalità auspicabilmente sbrigabili nel giro di 48 ore, comunque entro le 11 di venerdì, termine ultimo per poter schierare Larson in occasione del derby di lunedì prossimo contro Milano. Dunque c'è ancora da aspettare qualche giorno prima di poter vedere al PalA2A il rinforzo scelto per rimpiazzare Antabia Waller: «Un giocatore verticale, bravo ad attaccare il ferro: potrà darci una mano aggiungendo qualcosa di diverso rispetto ai compagni» - anticipa qualche considerazione tecnica prima dell'ufficialità Attilio Caja. «Si tratta di un elemento che sa costruire anche per i compagni oltre a finalizzare la manovra, esattamente la tipologia di giocatore che stavamo cercando» - conclude il tecnico. Non un playmaker puro ma neppure un terminale come il suo predecessore Waller; di fatto un attaccante che si dividerà con Wells il bastone del comando in regia, come accade abitualmente per più della metà delle squadre di serie A 2017-18 che sta abitualmente in campo con due giocatori di pick&roll negli spot perimetrali. E nell'emergenza perdurante dell'infortunio di Waller, coach Caja ha comunque "scoperto" un Tambone in crescita sul piano della personalità (7,8 punti col 47% da 3 nelle 5 gare disputate senza la guardia titolare rispetto ai 3,6 col 10% da 3 delle prime 11 partite). Cosa potrà aggiungere Larson nella volata salvezza dei biancorossi? L'obiettivo è garantire quel pizzico di talento e imprevedibilità che permetta a Varese di aumentare il potenziale offensivo con un giocatore che unisce doti fisiche, qualità balistiche ed estro. Ovviamente servirà un minimo di ambientamento, non soltanto per inserire l'atleta laureato alla South Dakota University nell'oliato sistema biancorossa, ma anche per consentirgli di superare il salto in termini di fisicità ed organizzazione tattica dal campionato belga alla serie A italiana. Chiaro che il battesimo del fuoco contro Milano sarà in assoluto il più impegnativo tra quelli proposti dal calendario; ma in attesa di scoprire il valore di Larson, una rotaizone in più sarà comunque utilissima a Varese. Che sul fronte del mercato in uscita attende il si definitivo per l'approdo di Damian Hollis a Bergamo per chiudere il rapporto con l'ala di passaporto ungherese. Giuseppe Sciascia
  2. Sarà con ogni probabilità Tyler Larson il sostituto di An-tabia Waller. Il 26enne play-guardia che si è messo in luce in Belgio con la maglia del VOV Liegi (secondo marcatore del torneo a 18,2 punti, primo nelle classifiche di assist e recuperi rispettivamente a quota 5,4 e 1,6) è il rinforzo sul quale punta la Pali. Varese per ottenere la spinta decisiva in chiave salvezza. Si tratta di un elemento capace sia di costruire che finalizzare il gioco (nel 2016-17 capocannoniere in Lettonia con i Barons Riga a 16,4 punti e 4.6 assist), ossia quella "combo-guard" che Varese stava cercando per affiancare a Cameron Wells un altro elemento capace di trattare il pallone anziché un terminale puro come Antabia Waller. L'ufficialità ancora non c'è perchè l'atleta del 1991 sta definendo i dettagli della conclusione del suo rapporto con Liegi, dove aveva conquistato il titolo di MVP della Euromillions League a ottobre e novembre; il giocatore statunitense non è comunque sceso in campo sabato ad Anversa («Avendo già la testa da un' altra parte, è stato meglio per noi e per noi non averlo utilizzato» - ha affermato il coach Laurent Costantiello per spiegare la sua assenza) e dunque sembra davvero questione di particolari tra società ed atleta prima che Varese possa chiudere l'operazione e procedere alle pratiche per visto e tesseramento in tempo per il debutto nel derby del 29 gennaio contro Milano. Il 26enne giocatore di Las Vegas era stato sondato un mese fa da Oldenburg -squadra tedesca di Champions League -ma Liegi aveva detto no; stavolta Varese ha fatto valere argomenti convincenti, offrendo un accordo con opzione per il 2018-19. Un nome sicuramente meno altisonante rispetto alle altre strade battute senza esito nelle ultime 4 settimane; alla società di piazza Monte Grappa sono piaciuti il mix di taglia fisica, capacità di costruire il gioco e talento perimetrale del play-guardia che a Liegi viaggiava col 48% da 3 e l'83% in lunetta, e la sua voglia di mettersi alla prova di un campionato più competitivo. Da capire ovviamente quanto del fatturato prodotto da Larson in Lettonia e Belgio sarà riproducibile al cambio del livello fisico più elevato della serie A italiana. Giuseppe Sciascia
  3. Una Varese più giovane e italiana tra necessità e scelta nel mix tra risorse, regole e congiuntura del mercato in vista per il futuro del basket locale, nazionale e mondiale. MENO STRANIERI Scelte per certi versi obbligate dal quadro generale in fase di composizione che coincidono anche con gli investimenti giovanili in divenire di Gianfranco Ponti (in corso da ieri la nuova "missione Belgrado" per la collaborazione con il Partizan Belgrado, la scelta del nuovo responsabile tecnico per le fasce dall'Under 13 all'Under 16 e quella dei due o tre stranieri del 2003 e 2004 da aggiungere dal 2018-19 ai gruppi attuali del vivaio). Investimenti che sono nuova linfa per una società chiamata a fare i conti dalla prossima estate con le nuove formule di eleggibilità che saranno senza più i 7 stranieri utilizzati ininterrottamente dal 2012-13 a oggi. Il quadro normativo in fase di elaborazione spinge Varese verso il 5 stranieri + 5 italiani (rispetto all' alternativa del 6+6): lo impongono i costi inferiori di due contratti in meno, ma anche gli incentivi cresciuti per chi sceglierà questa formula, soprattutto in funzione dei nuovi criteri di assegnazione del premio favorevoli a chi investe sul vivaio. PIÙ ITALIANI Alla luce di una ulteriore spendìng review concentrata principalmente su aspetti non legati alla squadra dopo il taglio del 25% dell'estate 2017 del monte stipendi della serie A - è lecito pensare che lo zoccolo duro degli italiani sotto contratto (garantito per Ferrerò e Tambone, per Natali c'è un 1+1) sia la base di un 5+5, implementato in tempi non troppo distanti dagli investimenti sugli italiani futuribili per la serie A in età Under 20 che il "ministro" delle giovanili biancorosse programma già per l'estate 2018. Tra l'altro la FIP ragiona anche su una premialità incrementata e diversamente distribuita che riconosca ri- torni economici a chi investe su foresterie ed allenatori per i vivai. APPEAL RIDOTTO Ma di quale futuro si va discorrendo, se la quotidianità fotografa una Pali.Varese impelagata in piena bagarre salvezza con l'obbligo di mantenere lo status professionistico per realizzare i progetti di cui sopra? Nella congiuntura di un mercato globale che nei prossimi due anni vedrà ridursi ulteriormente la disponibilità di americani per la crescita ulteriore della G-League (la lega di sviluppo della NBA che arriverà a 30 squadre rispetto alle 18 dell'estate 2016), l'appeal di un club come Va- rese sarà ancor più ridotto di quanto non sia già ora. LA SCELTA Tra gli elementi cercati per sostituire Antabia Waller, la lista dei "no, grazie" da parte dei big affermati con salari elevati - da Boatright non disponibile a Ledo rientrato in G-League, passando per Boynton, Brazelton, Wolters, Nevels, Jenkins e Vasiliauskas - è abbastanza nutrita. Più o meno quanto quella dei giocatori disponibili negli ultimi 20 giorni, sui quali è stata Varese a passare la mano (Wyatt, Lyons, Vaughn, Bynum, Murry, Brown, Dillard). Sarebbe stato meglio turarsi il naso scegliendo il "meno inadatto" per tappare una falla evidente, piuttosto che giocare 5 partite senza uno straniero (a Venezia almeno ci sarà Avramovic, fermo precauzionalmente ieri per un problema ad una caviglia mercoledì, ma oggi annunciato di nuovo in palestra)? La società ha deciso altrimenti, e ora conta di chiudere entro l'inizio della prossima settimana tra le 3-4 soluzioni al vaglio sul fronte degli "emergenti" dal sottobosco europeo. Le scelte sul rinforzo, tra elementi vagliati ed elementi scartati, sono state effettuate in base a una logica tecnica; sarà l'impatto sul campo del sostituto di Waller a stabilire se Varese ha adottato una strategia giusta o sbagliata. Giuseppe Sciascia
  4. Mercato ancora in stallo per una Pallacanestro Varese decisa ad aprire l'orizzonte della ricerca anche in territori "inesplorati" vista la difficoltà oggettiva a smuoverei big. La necessità è di un rinforzo è ben chiara e altrettanto ben identificata, puntando su un playmaker-guardia che possa garantire punti ma anche costruzione del gioco a supporto di Cameron Wells. Scartate dunque tutte le guardie tendenti all'ala piccola che non giocano pick&roll - da Levi Randolph in uscita da Sassari a Kevin Murphy in uscita dal Cedevita Zagabria, fino al solito Josh Bostic - il problema resta sempre la non disponibilità dei giocatori sotto contratto, anche se attualmente non utilizzati: oltre allo straniero di coppa di Reggio Emilia Garrett Nevels, è il caso di Ryan Boatright, considerato al momento incedibile dal Besiktas Istanbul nonostante sia rimasto in tribuna nelle ultime due gare perché in esubero rispetto ai 7 stranieri consentiti dal regolamento. Fermo restando il fatto che l'ultimo posto in classifica senza la vetrina delle coppe rende difficilmente attrattiva la soluzione Varese per giocatori che ad aspettative economiche importanti (l'ex Capo d'Orlando viaggia a oltre 40mila dollari mensili in Turchia) abbinano anche la richiesta di vetrine internazionali. La stessa combinazione di motivi che ha fatto cadere altri tentativi con giocatori militanti in club meno importanti della massima lega turca, e che ora sta inducendo la società di piazza Monte Grappa a valutare elementi di spicco in leghe dal minor "censo", e di conseguenza con pedigree meno nobile, ma in grado di considerare il campionato italiano come un upgrade irrinunciabile per sbloccare gli attuali vincoli contrattuali. In ogni caso la certezza è che anche domenica a Venezia la formazione di Attilio Caja giocherà con uno straniero in meno, l'auspicio è che la settimana trascorsa da Claudio Coldebella a "pasturare" situazioni ai 4 angoli d'Europa possa portare sbocchi positivi in vista del derby del 29 gennaio contro Milano. In attesa che Damian Hollis riesca a finalizzare l'accordo con Bergamo, soluzione preferita rispetto a Israele e Russia, l'unica novità riguarda Antabia Waller, che martedì è stato operato a Reggio Emilia dal dottor Rodolfo Rocch. Varese seguirà la fase di recupero per consentire allo statunitense di rimettersi e poter poi transare il contratto quando si sarà ristabilito. Giuseppe Sciascia
  5. Tante piste battute ma nessun risultato concreto per una Pallacanestro Varese che ancora non trova l'incastro giusto per il pezzo forte del restyling sul mercato. Il problema di fondo resta trovare l'equilibrio giusto tra chi piace e chi è disponibile: anche i numerosi sondaggi - in particolare in Turchia - con giocatori le cui società non sono in regola con i pagamenti, non hanno sortito effetti perché alla prova dei fatti chi era proposto come liberabile non è risultato tale. Se le risorse da investire ora non sono disprezzabili (per un elemento di valore si potrebbe arrivare al rateo mensile investito nel 2016-17 per Dominique Johnson) e la volontà chiara è quella di ingaggiare un rinforzo, a cosa e dovuto questo ritardo, che si riverbererà nuovamente su una squadra che domenica contro Torino giocherà per la quarta partita consecutiva senza guardia titolare? Il mercato di riparazione è anche questione di fortuna nel trovare il giocatore giusto nel momento in cui si crea la necessità: capitò nel 2014-15 con Eric Maynor e la stagione passata con Dominique Johnson, è capitato la settimana scorsa con Siim Sander Vene, mentre nel 2015-16 servirono 40 giorni tra l'esclusione dal roster di Ramon Galloway (poi reintegrato per mancanza di alternative) e la scelta di Chris Wright. Quest'anno le nuove formule contrattuali tra NBA e G-League che tengono 6 giocatori nell'orbita dei professionisti contribuiscono ad aumentare la siccità di elementi di valore: Ricky Ledo, tagliato dall' Efes Istanbul, ha preferito tornare nella lega di sviluppo, mentre Ryan Arcidiacono - che Attilio Caja ebbe tre anni fa con la Nazionale Sperimentale - è blindato dal two-way contract con i Chicago Bulls e non interessato a sbarcare ora in Europa. Nell'elenco di chi è disponibile invece non c'è nessuno adatto alla bisogna, perché fermo da mesi (Darius Washington e Will Bynum) oppure inadatto all'Europa (Jermaine Taylor), o in gran forma ma fuori ruolo (l'ex casertano Josh Bostic, capocannoniere dell'Adria- tic League, ala pura e dunque inutile alla causa biancorossa). Disponibile subito e già in Italia ci sarebbe Ken Brown, bomber dell'A2 a Jesi (19,4 punti e 4,6 assist) che ha lasciato le Marche pagando di tasca sua per un contratto in Libano poi non concretizzato; ma l'atleta non è disponibile a un tryout per farsi "tastare" dal vivo. E allora, siccome il colpo in canna sul mercato è uno solo e lo si vuole sparare a colpo sicuro, società e staff tecnico preferiscono aspettare che si creino le condizioni giuste per arrivare ad un giocatore dal rendimento garantito. Ovviamente il fattore tempo e la classifica non giocano a favore di Varese, che però mantiene le antenne dritte su tutti i fronti, pronta a cogliere al volo la prima occasione buona come accaduto con l'affare Vene. Se poi l'impasse dovesse proseguire ancora a lungo, il 3 febbraio si chiuderà la regular season della NBL australiana con la possibilità di liberare 3 o 4 elementi interessanti (lo scorso anno Pesaro vi pescò l'uomo salvezza Rotnei Clarke). L'auspicio è quello che il treno giusto passi molto prima, di sicuro però prendere un giocatore che non convince appieno perché colti dalla frenesia sarebbe molto più rischioso di affrontare il trittico Torino-Venezia-Milano ancora in emergenza... Giuseppe Sciascia
  6. Un’opportunità ghiotta colta al volo per rinforzare la squadra in attesa di trovare il giocatore giusto sul perimetro per sostituire Antabia Waller e completare dunque il restyling. A dettare l’ordine di priorità è stato il mercato, che resta comunque aperto alla luce della necessità di un secondo rinforzo in un settore nevralgico attualmente scoperto: è il d.g. Claudio Coldebella a spiegare le strategie che hanno portato la Pallacanestro Varese a concentrarsi sull’operazione Vene anticipando l’arrivo del nuovo esterno. «Era una opportunità ghiotta che abbiamo colto al volo vista la possibilità di aggiungere un elemento interessante come l’ala estone - spiega il dirigente biancorosso - Vene è un giocatore che avevamo già seguito in estate; allora non c’erano le condizioni, ora invece si è creata una situazione favorevole. E la difficoltà di reperire giocatori disponibili, non ce la siamo fatta sfuggire». Nell’estate 2017 il nazionale estone ha preferito Reggio Emilia alla luce delle prospettive playoff e della visibilità in Eurocup che poteva offrire la Grissin Bon; Varese sarà invece per l’ala del 1990 la chance per ripartire dopo l’infortunio al piede destro del mese di settembre, mettendo a disposizione le sue qualità tecniche e balistiche della squadra di Attilio Caja. «Crediamo che Siim-Sander possa darci una mano con le sue qualità ed inserirsi bene nel nostro sistema - aggiunge Coldebella - non possiamo aspettarci subito un impatto determinante dopo la sua lunga inattività, ci vorranno 2 o 3 settimane per fargli recuperare il ritmo partita. Però è un giocatore di scuola europea che potrà adattarsi bene al nostro stile di gioco e, una volta giunto alla condizione ottimale, rendersi utile nel contesto della coralità del gruppo». Logica la necessità di un rodaggio per vedere al massimo della forma l’atleta estone, che ha disputato l’ultima partita ufficiale il 16 aprile 2017 con la maglia del Nizhny Novgorod, a meno di contare le tre amichevoli disputate con la maglia di Reggio Emilia (7,3 punti di media) prima dello stop successivo al Memorial Bertolazzi di Parma vinto con la maglia della Grissin Bon. In ogni caso il dirigente ribadisce che il mercato non è chiuso con la firma di Vene, pur con le difficoltà oggettive di trovare un giocatore rodato e disponibile in un panorama davvero asfittico: «Siamo ancora attivi per trovare il sostituto di Waller e soddisfare in tal modo una necessità tecnica evidente - conferma Coldebella - Al momento però non ci sono soluzioni disponibili che facciano al caso nostro; non abbiamo preclusioni sul ruolo, cerchiamo il miglior giocatore disponibile tra playmaker, guardia e combo guard, ma ci scontriamo con una situazione di mercato davvero complicata in quel reparto». Anche per questo motivo, alla luce della difficoltà di reperire giocatori disponibili, Varese ha stretto i tempi con Vene, auspicando che il weekend smuova qualche situazione - sicuramente all’estero, vista la staticità del mercato italiano - per sbloccare l’impasse attuale. Giuseppe Sciascia
  7. La Pallacanestro Varese interviene, a sorpresa, prima di tutto sul reparto ali con l'arrivo di Siim-Sander Vene. L'atleta estone classe 1990 aveva firmato in estate con Reggio Emilia, di cui avrebbe dovuto essere il 4 titolare, ma, complice un infortunio al tallone riportato in settembre, non è mai sceso in campo con la Grissin Bon. Ora l'approdo in biancorosso e il possibile esordio già domenica nella delicata trasferta di Cremona: un'operazione di mercato, in attesa di individuare in guardia il sostituto di Waller, che fa apparire pressoché scontata la rinuncia al discusso Damian Hollis. Di seguito il comunicato della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore Siim-Sander Vene. Ala estone classe 1990, ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2017/18. Vene, che nella giornata di domani effettuerà le visite mediche di rito in città, è un giocatore dotato di buon tiro perimetrale (35% da 3 punti nell’ultima stagione); nel suo palmares vanta un Euroleague Basketball Next Generation Tournament (2007), un titolo NKL (2008, seconda lega lituana), una Lega Baltica (2010) e un campionato lettone (2012). La scheda Data di nascita: 12 novembre 1990 Luogo di nascita: Tartu (Estonia) Altezza: 203 cm Ruolo: ala Carriera A contatto con la pallacanestro già dalla tenerissima età durante gli allenamenti di mamma Lea (giocatrice anche a livello internazionale), Vene cresce sotto la guida tecnica di papà Priit, suo allenatore a TTÜ (Tallinn University of Technology) e anch’egli cestista professionista. Il suo talento richiama subito l’interesse delle big d’Europa e, all’età di 15 anni, prende la decisione di trasferirsi allo Zalgiris nella blasonata Arvydas Sabonis School. Durante la sua decennale permanenza in Lituania viene perlopiù mandato in prestito per completare il suo percorso di crescita: Ludwigsburg (Germania), Atletas Kaunas e Prienai (Lituania) e Riga (Lettonia). Nel luglio del 2013 torna a far parte del roster dello Zalgiris con cui conquista tre titoli lituani consecutivi (4 punti, 2.8 rimbalzi in 3 stagioni) e gioca l’Eurolega fino alle Top 16 (3.1 punti e 1.6 rimbalzi di media in 45 partite). Fermato da un infortunio dopo la firma con Reggio Emilia la scorsa estate, nell’ultima stagione ha vestito la canotta del Nižnij Novgorod, squadra russa con cui ha collezionato 10.4 punti, 2.7 rimbalzi, 2 assist in campionato e 10.6 punti, 3.9 rimbalzi e 1.9 assist in Eurocup. In ambito internazionale ha vestito la canotta della sua Nazionale nella formazione U18 (12.1 punti e 5 rimbalzi in occasione del Campionato Under-18 FIBA del 2007) ed è tutt’ora membro della Nazionale maggiore con cui ha partecipato ad Eurobasket 2015 collezionando 10 punti, 6.4 rimbalzi e 1.6 assist. È stato inoltre eletto Giocatore Estone del’Anno 2017, riconoscimento di cui l’ex biancorosso Kangur detiene il record con 8 consecutivi.
  8. La Pallacanestro Varese è pronta a giocare a sorpresa la carta Siim-Sander Vene come primo rinforzo del suo restyling. Accordo vicinissimo con il ventisettenne estone, 203 centimetri per 94 chili, capace di giocare prevalentemente da ala forte ma anche di dare minuti da ala piccola. L’atleta baltico aveva firmato in estate con Reggio Emilia, che aveva puntato su di lui come titolare nello spot di ala forte. Ma una frattura al tallone destro riportata a metà settembre ne ha chiuso anzitempo l’avventura alla Grissin Bon: il club reggiano ha fatto altre scelte (prima il francese Sanè a gettone, poi il ritorno di Julyan Wright) e il giocatore del 1990 è tornato in patria per curarsi. Cresciuto a pane e basket in quanto figlio di due giocatori professionisti, l’atleta del 1990 - allenato dal padre a livello giovanile - è approdato a 19 anni nelle file dello Zalgiris Kaunas, con cui ha assaggiato l’Eurolega dal 2014 al 2016. Nella stagione passata il cestista estone ha avuto la prima esperienza da titolare al Nizhny Novgorod tra VTB League ed Eurocup (10,7 punti e 3,7 rimbalzi col 37% da 3). Nell’estate 2017 è stato uno degli elementi “tastati” ma non disponibili per costi e mancanza di vetrina europea per il post-Eyenga e pre-Hollis. Ora, complice la transazione con Reggio Emilia, l’operazione è alla portata delle casse di Varese: occasione ghiotta a costi limitati che il club di piazza Monte Grappa vuole chiudere al volo formalizzando un’operazione ai dettagli. In caso di fumata bianca Siim-Sander Vene sbarcherà in serata a Varese, sostenendo le visite mediche di rito (Vene si stava comunque tenendo in forma da più di un mese in attesa di chiamata) con la possibilità che venga tesserato in tempo per le ore 11 di domani, venerdì 5 gennaio, e possa dunque debuttare con la maglia biancorossa nella trasferta di domenica 7 gennaio a Cremona. Sulla carta è scontato che l’estone - tre volte campione di Lituania con Kaunas e una volta di Lettonia con il Vef Riga - prenda il posto di Damian Hollis nello scacchiere tattico di Varese; il mix di qualità atletiche e doti balistiche, e la capacità di inserirsi in un sistema di gioco basato sulla coralità, ne fanno un evidente upgrade rispetto all’atleta di passaporto ungherese. Inoltre il passaporto europeo di Vene lascia a disposizione due visti, uno dei quali sarà utilizzato per il sostituto di Waller, operazione slittata in ordine di priorità vista la disponibilità immediata di Vene. L’ipotesi Brazelton non pare più d’attualità, in ogni caso non ci sono alternative pronte per i soliti motivi (costi, disponibilità immediata o gradimento dell’area tecnica), dunque la scelta del nuovo esterno titolare slitterà alla prossima settimana, con il debutto previsto contro Torino. Giuseppe Sciascia
  9. La Pallacanestro Varese ha messo gli occhi su Tyrone Brazelton per sostituire Antabia Waller. Ma il corteggiamento è ancora a distanza, in attesa di capire se il 31 enne playmaker di Chicago potrà essere effettivamente l'uomo della possibile svolta del 2018. L'esterno del 1986 possiede le caratteristiche adatte - leadership, creatività e capacità di migliorare i compagni - per aggiungere all'attacco biancorosso quel quid di personalità e talento rispetto all'attuale versione (sin troppo) operaia. L'interesse c'è, alla luce delle qualità dimostrate nel corso di una lunga carriera europea pur senza tappe italiane; ora però si dovrà verificare la possibilità di concretizzarlo, capendo in che termini e in che tempi l'atleta potrà effettivamente liberarsi dall'attuale contratto che lo lega all'Istanbulspor Beyilikdzu, formazione della seconda lega turca dove sta viaggiando a 18.9 punti e 6.2 assist. Non avendo ancora certezze definitive, Varese sta tenendo aperte diverse piste alternative, prendendo informazioni su giocatori liberati o liberabili (dai superbig Ricky Ledo e Ryan Boatright - il primo tagliato e il secondo a rischio dalle corazzate turche Efes e Besiktas - passando per il veterano Darrin Downey che dovrebbe uscire da Chalon in Francia) che però non sembrano dare garanzie di sviluppi immediati in termini di costi e tempistiche. Soprattutto questo fattore sarà decisivo nella scelta del sostituto di Waller: se dalla Turchia arriveranno notizie positive sarà Brazelton, altrimenti si porteranno avanti le alternative tenute aperte vista la necessità di valutare più alternative in un mercato poverissimo di free agent. L'anno scorso, tra la scelta di Dominique Johnson come uomo della svolta e l'effettiva firma per Varese dell'esterno ora a Venezia, trascorse più di una settimana durante la quale l'agente americano e l'Alba Berlino lavorarono alla risoluzione consensuale del rapporto. Anche stavolta di mezzo c'è un contratto importante, visto che l'A2 turca - a dispetto del valore tecnico relativo - è meta ambita per gli stranieri vista l'entità elevata degli stipendi. Dunque si rimane in attesa di sviluppi di una trattativa nella quale Varese non è parte in causa, tenendosi pronti a far scattare i piani di riserva se l'atleta e il club turco - nelle cui file il giocatore è rientrato da due partite dopo 4 settimane trascorse negli Stati Uniti per assistere la compagna per la nascita del secondo figlio - non dovessero trovare la quadra. I tifosi più attenti ricorderanno Brazelton con la maglia del Rosa Radom nella gara del 16 novembre 2016 al PalA2A in Champions League; una prestazione da 19 punti, 10 rimbalzi e 4 assist che guidò i polacchi al successo 69-62 a Masnago. Il giocatore del 1986 sembra comunque elemento adatto alla bisogna per il mix di qualità individuali e personalità che potrebbe aggiungere al roster attuale. Giramondo con 10 nazioni "toccate" in 10 anni di camera professionistica, nelle ultime tre stagioni il regista puro ha al suo attivo due playoff raggiunti in Francia con Le Havre e Gravelines, e la Supercoppa polacca vinta lo scorso anno al Rosa Radom, chiudendo però l'avventura a causa di una frattura della mano destra a dicembre che gli impedì di disputare il ritorno in Champions League con Varese. Sarà lui il prescelto con relativo spostamento di Cameron Wells nel ruolo di guardia? Al momento è una possibilità, entro le prossime 48 ore si capirà se potrà concretizzarsi o si dovrà guardare altrove. Giuseppe Sciascia
  10. Slitterà con ogni probabilità al 2018 l'arrivo del sostituto di Antabia Waller nel roster della Pallacanestro Varese. La caccia all'esterno che dovrà prendere il posto del tiratore statunitense infortunato al ginocchio destro prosegue senza sosta, ma al momento non è ancora giunta a individuare un profilo in grado di far collimare i tre aspetti determinanti per la quadratura del cerchio. Il primo è relativo al costo, il secondo alla disponibilità (ossia libero o liberabile per farlo arrivare al PalA2A entro mercoledì prossimo), il terzo al gradimento dell'area tecnica. L'ultimo requisito ha escluso Kwame Vaughn (troppo poco attaccante) e Brandon Triche (dubbi sul completo recupero dall'infortunio di due anni fa) dalla lista della spesa del d.g. Claudio Coldebella; negli elenchi dell'usato sicuro resterebbe Preston Knowles, più simile a Waller - tiratore con poca propensione ad attaccare il ferro - rispetto al profilo più votato alla costruzione del gioco che si sta cercando per affiancare Cameron Wells. E in effetti la Usta dei giocatori "tastati" per verificarne la disponibilità si è allargata anche ai playmaker puri (tale è Earl Calloway, 34enne veterano attualmente in Turchia all'Usak, che però costa visto il passaporto bulgaro e non ha tanti punti nelle mani). Per avere il roster al completo in occasione della trasferta del 7 gennaio a Cremona il tempo stringe; al massimo entro lunedì si prenderà una decisione tirando a riva le reti gettate "a strascico" ai 4 angoli d'Europa in base a costi e disponibilità, e poi vagliando i profili rimasti in base al gradimento tecnico del coach per il "rinforzo di Capodanno". Se poi arrivasse un regista puro - ma con leadership e punti nelle mani - si ripeterebbe una mossa che nella storia recente della Pallacanestro Varese ha già pagato dividendi in due occasioni. La prima nel 2010-11, quando nella pausa per la Coppa Italia Rok Stipcevic sostituì l'infortunato Jobey Thomas: l'allora Cimberio risalì dal quattordicesimo al settimo posto. La seconda nel 2015-16, quando dopo più di un mese di ricerca arrivò Chris Wright per Ramon Galloway, spostando Maalik Wayns nello spot di guardia: Varese risalì dal penultimo al nono posto in Italia e arrivò a un niente dalla FIBA Europe Cup a Chalon. La congiuntura attuale però non porterà novità imminenti, e come ampiamente prevedibile, martedì a Brindisi non ci saranno rinforzi sul perimetro. L'unica novità rispetto alla sconfitta all'overtime del 26 dicembre sarà il rientro di Damian Hollis, che riprenderà oggi ad allenarsi insieme a Norvel Pelle (anch'egli ai box per una forma influenzale più leggera rispetto a quella dell'atleta ungherese). Giuseppe Sciascia
  11. Waller: rotto e non ancora sostituito. Hollis: influenzato e fuori causa dalla mattina stessa di Santo Stefano, dì della partita contro la Virtus Bologna. Pelle: influenza, come sopra. Da mercoledì. E poi Cameron Wells: due giorni che non si allena a causa di un malessere a una gamba. Il play ex Giessen ha anche effettuato diversi esami strumentali che hanno dato tutti esito negativo: il dolore, tuttavia, permane. E’ una Openjobmetis ridotta ai minimi termini quella che sta cercando di preparare la trasferta che la impegnerà il 2 gennaio contro Brindisi in Puglia: agli ordini di coach Attilio Caja ieri c’erano solo sei effettivi dei 10 che compongono il roster biancorosso. Non un buon auspicio per una trasferta impegnativa, per uno scontro salvezza a tutti gli effetti (la squadra allenata da Frank Vitucci è ultima a quota 4 punti, quattro in meno di Varese). E una cosa è certa (ma non da ora). Il sostituto di Antabia Waller non arriverà in tempo per il match del 2 gennaio: il termine ultimo per effettuare un tesseramento valido per la 13a giornata di campionato era ieri. E sarà il 5 gennaio, invece, per la gara contro la Vanoli Cremona, in programma domenica 7. La ricerca del profilo giusto sta continuando in modo frenetico, ma al momento la società di Piazza Monte Grappa non avrebbe ancora fatto alcuna offerta. Difficile, quindi, che il nuovo arrivo, chiunque egli sia, diventi ufficiale entro l’ultimo giorno dell’anno 2017. Fabio Gandini
  12. Caccia aperta ad una combo guard con esperienza europea e leadership per riaccendere il motore della Pallacanestro Varese. La squadra è tornata ieri in palestra - compreso Damian Hollis che sta recuperando lentamente dall'influenza intestinale di martedì - per preparare la delicata trasferta di inizio 2018 a Brindisi: l'ala ungherese sarà però l'unico "rinforzo" a disposizione per la sfida salvezza sul campo dell'Happy Casa, perchè entro il termine ultimo delle 11 di oggi sarà impossibile tesserare il sostituto di Antabia Waller. Il d.g. Claudio Coldebella sta lavorando su diverse piste per assecondare la richiesta di Attilio Caja di trovare un giocatore alla Phil Goss, ossia un elemento capace di giocare sia da play che da guardia e che sappia migliorare i compagni con la sua creatività. L'originale non è più disponibile, perchè accasatosi tre settimane fa al Paok Salonicco, così il dirigente trevigiano sta scandagliando i quattro angoli d'Europa in cerca di un giocatore con caratteristiche analoghe. Idee? Tante, ma da verificare al cambio di costi e disponibilità ad uscire dai contratti attuali. Il sogno Nigel Williams-Goss (rookie in grande evidenza al Partizan Belgrado in difficoltà economica e appena eliminato dall'Eurocup) resterà tale, visto che per liberarlo servirebbe un buyout che Varese non è in grado di permettersi per non erodere il suo tesoretto. Ossia quell'avanzo sul budget estivo per costruire il roster che è rimasto nelle casse del club dopo il no di Eyenga e la firma di Hollis alla metà della cifra stanziata per il congolese. Più praticabili le piste che portano ad elementi già rodati in Italia, al momento scontenti dell'attuale collocazione, come Preston Knowles (visto due anni fa a Pistoia, ora allo Zadar Zara), Kwame Vaughn (nel 2013/14 campione dell'A2 Silver ad Agrigento, ora all'Aris Salonicco) e Brandon Triche (ex Trento e Roma, ora al Paok Salonicco). Più guardie che play il primo e il terzo, più play che guardia il secondo: profili comunque al vaglio con maggiore considerazione rispetto a Tourè Murry, 27enne guardia ex NBA con i Knicks, che però in Europa non ha brillato nella scorsa annata in Turchia ed ora a Ulm, dov'è in uscita dopo l'eliminazione dall'Eurocup. Nell'elenco dei free agent depennati perché considerati "solisti del mitra", non adatti ad un sistema organizzato giocatori con buone doti realizzative ma spiccata propensione individualistica, come Josh Akognon (già bocciato a febbraio 2015 da "Artiglio " quando subentrò a Gianmarco Pozzecco), Terrell Stoglin - già visto a Varese senza convincere nelle 5 partite finali del 2013/14 - e Kevin Dillard, bocciato dagli stessi compagni al Paok Salonicco nei primi mesi della stagione corrente. Rispetto al primo check-up con una quindicina di profili, il cerchio si è ristretto a 3 o 4 situazioni in fase di approfondimento, pur con la possibilità che F elenco delle preferenze possa cambiare in corsa in caso di apertura di nuovi canali da esplorare in Turchia. L'obiettivo è chiuderne una entro domenica o al più tardi lunedì, schierando il rinforzo il 7 gennaio a Cremona. Giuseppe Sciascia
  13. La tegola dell’infortunio di Antabia Waller costringe la Openjobmetis Varese ad intervenire sul mercato per cercare un sostituto del 29enne americano, che dovrà essere operato per la lesione del legamento crociato anteriore, riscontrata mercoledì. «Guardia e anche play» Ne abbiamo parlato con Toto Bulgheroni, consigliere con delega all’area tecnica, che ci fa il punto della situazione. «Come è ovvio che sia, siamo dispiaciutissimi per il ragazzo, che è un ottimo ragazzo e che ci stava dando un buon contributo in questa prima parte della stagione. Detto questo siamo obbligati a muoverci sul mercato, avendo però un vincolo di disponibilità che è relativo. Quindi non possiamo pensare di avvicinare giocatori che hanno dei costi proibitivi. Claudio Coldebella ed Attilio Caja si stanno già muovendo nella maniera migliore per trovare un giocatore che possa darci una mano in termini di realizzazione, ma anche difensivi. Di nomi in questo momento non ne abbiamo, perché non siamo sufficientemente sicuri per poter dire che puntiamo un giocatore piuttosto che un altro. Confermo che però siamo costretti a muoverci in questa direzione». Identikit particolari non ce ne sono, anche perché il filtro principale è quello della disponibilità economica e dei giocatori presenti attualmente sul mercato: «Stiamo anzitutto muovendoci cercando di capire quali sono i giocatori disponibili sul mercato e soprattutto ai costi che possiamo permetterci, quindi la scelta non è così facile e non è neanche così scontata. Riuscissimo trovare quella che i tecnici chiamano combo-guard, un termine che a me non piace, ossia una guardia con punti nelle mani e che possa garantire anche qualche minuto da playmaker, potrebbe essere di grande aiuto. Allo stesso tempo però vorremmo un giocatore con delle referenze, che abbia non solo buoni numeri ma anche una buona predisposizione». «Tambone? Non era passi... Detto del mercato, il pensiero torna rapidamente alla sfida persa nel giorno di Santo Stefano contro la Virtus: «Parto da una considerazione: mi dispiace buttarla sempre su questo piano ma abbiamo giocato contro una squadra che ha dichiarato 2 milioni e mezzo di stipendi netti contro una squadra che non arriva a 900mila. E teniamo conto due giocatori non c’erano. Una considerazione che è stata però smentita dal cuore e dalla grinta che la squadra ha avuto nel combattere alla pari con loro che hanno roster lungo, giocatori molto forti, due perni della nazionale come Aradori e Gentile. Ci siamo sbattuti come pochi. C’è rammarico perché è stato fischiato un passi clamoroso, che con le nuove regole non è mai passi. Abbiamo subito un errore del tavolo quando avevamo palla in mano e mancavano cinque secondi. Come detto c’è grande rammarico ma anche grande soddisfazione per aver visto una squadra che ha lottato con otto giocatori e con Ferrero ed Okoye fuori nel supplementare. Deve essere un grosso sprone per noi». Ultima postilla su Damian Hollis: «Sono convinto possa darci ancora molto, perché non ha dato un grande contributo. È un giocatore atipico, che ha bisogno di entrare “in the zone”, in un momento in cui vede il canestro grosso e vede le cose facili. Martedì ci avrebbe dato una mano grossa contro la Virtus. Per di più è un bravissimo ragazzo, non è uguale agli altri, Attilio sa come prenderlo e come plasmarlo, ci vuole del tempo come sempre nella vita. Ci saranno spazi e margini per lui per dimostrare ciò che vale». Alberto Coriele
  14. La Pallacanestro Varese è costretta a ricorrere al mercato per sostituire Antabia Waller. Il verdetto della visita specialistica sostenuta ieri mattina a Reggio Emilia non lascia spazio ad alcuna alternativa: la guardia statunitense ha riportato una lesione del legamento crociato del ginocchio destro, con la necessità di un intervento chirurgico che ne chiuderà anzitempo la stagione. Il giocatore americano sarà seguito direttamente dalla società di piazza Monte Grappa per quanto riguarda l'operazione (con ogni probabilità l'effettuerà il professor Rodolfo Rocchi, lo stesso specialista reggiano che ha visitato ieri l'atleta del 1988); ma Waller rappresenta ormai il passato per il club biancorosso, costretto a intervenire sul mercato per sostituirlo. Le risorse per rimpiazzare la guardia titolare infortunata saranno reperite mediante un extrabudget comunque non eccessivamente invasivo (sei mensilità di uno statunitense più i costi accessori corrispondono ad un costo azienda che dovrebbe essere contenuto entro le cinque cifre). Le risorse limitate a disposizione del club impediscono un'aggiunta alla Dominique Johnson, con stipendio praticamente triplo rispetto al suo predecessore Melvin. Inserire un nuovo giocatore sul perimetro rappresenta però una necessità ineludibile per non rischiare di finire risucchiati nel gorgo della zona retrocessione. Varese era comunque preparata al peggio, col d.g. Claudio Coldebella attivo già la scorsa settimana per valutare le disponibilità del mercato in attesa dell'esito della visita di Waller. La difficoltà maggiore riguarda la scarsità di giocatori liberi, oppure che militano in altri club europei - visto che il mercato italiano non offre alcuna soluzione "riciclabile" (Marques Green a Venezia va verso un altro gettone mensile) - ma liberatali senza dover versare un buyout. Anche per tale motivo l'esigenza di inserire un esterno potrebbe trasformarsi in un'opportunità per una correzione di assetto: il sostituto di Waller potrebbe non essere una guardia pura con spiccate doti balistiche come l'atleta della Georgia, ma un elemento con maggiore propensione alla costruzione del gioco. Dunque Varese, compatibilmente con l'asfitticità del mercato, preferirebbe puntare su un play-guardia o addirittura su un playmaker puro, con l'intento di sgravare Cameron Wells dalle responsabilità della regia per liberarne le doti realizzative nello spot di guardia, come accadeva spesso al Giessen. La caccia è aperta puntando su un giocatore esperto d'Europa e già rodato nel 2017/18, non potendo affidarsi a scommesse o giocatori da rimettere in forma dopo lunghi stop. I tempi ristrettissimi per il tesseramento (termine ultimo le 11 di domani, anche se si giocherà il 2 gennaio) impediscono di trovare il rinforzo in tempo utile per la trasferta di inizio 2018 a Brindisi. La società di piazza Monte Grappa vuole però portare a Varese entro mercoledì prossimo il sostituto di Antabia Waller con tutti i documenti necessari per poterlo schierare il 7 gennaio a Cremona. Giuseppe Sciascia
  15. La Openjobmetis Varese è sul mercato. E questa è la prima notizia. La seconda, di gran lunga meno importante, è che lo sbandierato (ma “disperato” nelle sue possibilità di accoglimento...) ricorso per l’errore al tavolo degli ufficiali di campo con il cronometro dei 24” nel match contro la Virtus Bologna non verrà esperito. Questo quanto dedotto da un comunicato diffuso nel primo pomeriggio di ieri nel quale, tuttavia, la società biancorossa ha provveduto a «...stigmatizzare l’inadeguato operato della terna arbitrale e degli ufficiali di campo...». Non solo “2” Si parta però da Antabia Waller, che ieri ha eseguito gli accertamenti medici strumentali dopo l’infortunio al ginocchio subito durante l’allenamento di mercoledì 20 dicembre. Il responso degli stessi è stato lapidario: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. In soldoni? Stagione finita. La guardia ex Mornar Bar dovrà infatti operarsi e il rientro sul parquet in casi simili - tra riabilitazione e riattivazione agonistica- non avviene normalmente prima di almeno sei mesi. Tutto ciò significa che da ieri Attilio Caja è ufficialmente senza il “2” titolare e che sarà necessario ricorrere immediatamente al mercato. La cernita del profilo giusto è già iniziata nel pomeriggio di ieri, una volta appresa la brutta novella su Antabia: lo staff tecnico ha stilato una rosa di una ventina di nomi e da tale elenco dovrà uscire il prescelto. Non ci si fossilizzerà sulle guardie pure: Varese cerca il miglior elemento attualmente disponibile su piazza tra gli esterni compatibilmente con le proprie disponibilità economiche, contando di poter integrarlo in ruoli anche parzialmente diversi. Quel che è certo è che la società non potrà sottrarsi a un sacrificio finanziario non previsto, tra la transazione che si cercherà con Waller e l’ingaggio del nuovo acquisto. Il dietrofront Per ciò che riguarda Varese-Virtus, invece, la giornata di ieri è stata caraterizzata da un innegabile dietrofront comunicativo. Dopo la partita, a caldo, i dirigenti biancorossi avevano annunciato urbi et orbi la volontà di presentare ricorso alla Federazione per il danno subito sul punteggio di 81-83, quando il cronometro dei 24" si è bloccato per diversi secondi prima di essere fatto ripartire dagli ufficiali di campo senza che sul parquet nessuno si accorgesse. Nemmeno gli arbitri, che hanno contestato un’infrazione di 24” a Varese solo dopo una lunga consultazione all’istant replay, togliendo alla stessa squadra biancorossa una rimessa dal fondo conquista (stoppata di Slaughter su Wells) con ancora 5” secondi da giocare nell’azione. Questo il comunicato di ieri: «In riferimento a quanto pubblicato oggi da alcuni quotidiani (tuttindr....), Pallacanestro Varese comunica che non è sua intenzione proporre ricorso per quanto accaduto ieri, martedì 26 dicembre, in occasione della partita con la Segafredo Virtus Bologna. valida per la dodicesima giornata del campionato LBA 2017-18. Questa decisione è stata presa per rispetto nei confronti della Società bolognese, cui vanno le congratulazioni per la vittoria ottenuta sul campo, al termine di un’emozionante gara che ha rappresentato uno spot bellissimo per il nostro sport...». Qualche riga più tardi, tuttavia, si continua così: «Parallelamente, e con rammarico autentico, Pallacanestro Varese non può non stigmatizzare l’inadeguato operato della terna arbitrale e degli ufficiali di campo che, nell’occasione, non si sono dimostrati di livello pari a quello delle squadre nella gestione delle situazioni venutasi a creare, come innegabilmente testimoniato dalla stessa diretta televisiva. Le decisioni tecniche che ne sono scaturite hanno condizionato il regolare svolgimento della gara e, si sottolinea, avrebbero potuto penalizzare sia l’una che l’altra parte in campo. In vista del prosieguo del campionato, Pallacanestro Varese si augura che la classe arbitrale dimostri di avere al suo interno qualità, capacità di analisi e critica e che gli stessi arbitri siano considerati parte di un sistema fortemente determinato ad investire risorse importanti per riqualificare la categoria all’eccellenza del passato». Fabio Gandini
  16. La tegola Tay Waller piomba sulla missione salvezza di Varese. La guardia statunitense dovrà restare ai box per un periodo di tempo ancora da definire a causa di una distorsione al ginocchio destro accusata nell'allenamento di mercoledì. Una brutta torsione verso l'interno mentre il giocatore stava andando in contropiede, che al momento non è valutabile con esattezza: l'articolazione è ancora troppo gonfia per effettuare gli esami specialistici necessari a stabilire diagnosi e prognosi. Fino ai primi giorni della prossima settimana, probabilmente dopo la gara del 26 dicembre contro Bologna, sarà impossibile valutare se si tratta di un problema risolvibile mediante terapie (ma potrebbero servire non meno di 4 settimane di stop), oppure si tratterà di una situazione più grave con la necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico. Quel che è sicuro è che Waller - secondo miglior marcatore biancorosso a 11,4 punti di media - salterà il prossimo impegno casalingo di martedì prossimo, dal quale Varese proverà comunque a spremere punti vitali in chiave salvezza, e a meno di clamorosi colpi di scena anche le due trasferte di inizio 2018 sui campi delle dirette rivali Brindisi e Cremona. Nella contingenza immediata ci sarà spazio in quintetto base per Aleksa Avramovic, forse l'elemento più in forma delle ultime settimane; ma pur con tutte le cautele del caso, la società di piazza Monte Grappa sta monitorando quel che offre il mercato per farsi trovare pronta in caso di necessità ineludibili (leggi uno stop superiore alle 3-4 settimane da parte dell' atleta del 1988). Nell'ipotesi peggiore tali da superare anche i vincoli di bilancio, rimanendo nel "target" economico del 2017-18 e non potendo pescare un altro jolly di valore assoluto (tecnico, ma anche monetario) come il Dominique Johnson del 2016-17. Piuttosto il problema è legato alla scarsità di soluzioni disponibili: giocatori tagliati o liberabili in Italia non ce ne sono (potrebbe esserlo Marques Green fra 10 giorni a Venezia, ma l'autonomia a 35 anni e il ruolo da play puro non ne fanno un profilo ad hoc). Si prova a capire cosa può esserci disponibile negli altri campionati europei, escludendo gli atleti inattivi dal 2016-17 vista la necessità di inserire eventualmente un giocatore già pronto e rodato. Ma anche se da qui alla prossima settimana si dovessero individuare profili che calzano alle necessità tecniche e alle disponibilità economiche, c'è da fare i conti con le festività natalizie con relativa chiusura degli uffici del Coni che rilasciano i visti per gli extracomunitari. Dunque a meno di non trovare un giocatore con passaporto dell'Unione Europea - con costi parametrati alla difficoltà di una ricerca assai circoscritta, molto più facile invece reperire un americano disponibile o già attivo in Italia, sarebbe impossibile trovare un sostituto "arruolabile" prima del match del 7 gennaio a Cremona o addirittura dell'ultima di andata del 14 gennaio contro Torino. Se invece il problema di Waller fosse meno grave - attorno al mese di stop - Varese proverà a stringere i denti in attesa del recupero della guardia del 1988. Ad oggi si naviga a vista, preparando le strategie alternative in attesa del responso definitivo degli specialisti. Di sicuro però la truppa di Attilio Caja dovrà affrontare in emergenza sul perimetro due gare assai delicate come quelle contro Virtus Bologna e Brindisi, che negli auspici avrebbero potuto garantire un abbrivio importante verso la zona tranquillità. Oggi più che mai invece Varese deve guardarsi alle spalle. Giuseppe Sciascia
  17. La Pallacanestro Varese ha ripreso la normale routine di lavoro in vista della trasferta di domenica a Pesaro. Doppia seduta ieri a Masna-go per la truppa di Attilio Caja, rimasta a riposo sabato e domenica in coincidenza con la prima pausa della serie A riservata alle attività delle Nazionali (il campionato si fermerà di nuovo dall'11 febbraio al 4 marzo tra Final Eight di Coppa Italia e seconda franche delle qualificazioni ai Mondiali 2019 in Cina). Ranghi pressoché completi per il tecnico pavese in attesa del ritorno di Aleksa Avramovic dalla Serbia: la guardia del 1994 tornerà in gruppo oggi pomeriggio dopo l'esperienza in Nazionale (solo allenamenti senza scendere in campo per l'atleta biancorosso) e sarà a disposizione di Artiglio nell'amichevole ufficiale prevista per domani a Gallarate (palestra di via Sottocosta, ore 18.30) contro la Vanoli Cremona di Meo Sacchetti. Un test agonistico per non perdere l'abitudine al basket giocato e prepararsi al meglio alla sfida sul campo della Vuelle, una dei quattro fanalini di coda della classifica attuale, e potenzialmente prima avversaria sulla quale fare corsa per allontanarsi dalla zona retrocessione. Ma mentre Varese si affida al lavoro in palestra per preparare la trasferta sul parquet dell'Adriatic Arena, nelle Marche c'è agitazione sul fronte mercato. E sul cammino dei biancorossi ci sarà anche l'ex Rihards Kuksiks: il 29enne tiratore lettone che giocò a Varese nel 2015/' 16 ha firmato con Pesaro per tamponare la doppia falla sul perimetro aperta dagli infortuni di Mario Little e Patricio Bertone. L'ala statunitense è ai box da ormai un mese; la Vuelle ha provato a rimpiazzarlo con Guido Rosselli in uscita dalla Virtus Bologna ma l'ala di Empoli ha scelto di tornare in A2 alla Fortitudo. La guardia argentina s'è invece infortunata sabato alla caviglia destra nell'amichevole disputata dalla Vuelle contro la Segafredo; al momento non è certo il suo recupero per la gara contro Varese, pertanto Pesaro s'è lanciata sul mercato in cerca di un rinforzo. E ha riaperto il canale con Kuksiks, già sondato senza esito qualche settimana fa, fino a portarlo alla positiva conclusione con la firma di un accordo di un mese più uno successivo. L'atleta del 1988, che era in Lituania al Nevezis (14.2 punti e 4.8 rimbalzi di media), sbarcherà domani nelle Marche in modo da essere tesserato nei tempi previsti (entro le ore 11 di venerdì) per debuttare proprio contro il team di Caja. Che poi aspetta l'altro grande ex Eric Maynor nel match del 10 dicembre al PalA2A contro Capo d'Orlando in occasione dell'inaugurazione del nuovo tabellone led cube. Giuseppe Sciascia
  18. Qual è stata la sorte e come stanno giocando alcuni dei “nomi” valutati o addirittura concretamente trattati dalla Openjobmetis durante l’ultimo mercato estivo? Breve viaggio nella Varese che poteva essere e invece non è stata: italiani o stranieri, possibili upgrade rispetto a ciò che la realtà sta decretando sul campo o “pericoli scampati” che siano stati, un po’ di curiosità è rimasta. Cerchiamo di soddisfarla, premettendo di non avere alcuna pretesa di completezza o di esattezza senza macchie: fino a prova contraria il mercato lo fanno i dirigenti e non i giornalisti. E a dividere i primi dai secondi – per fortuna, oseremmo scrivere – permangono ancora dei segreti. Il mancato arrivo più eclatante risponde alla figura di Jake Odum, non tanto per la concretezza della trattativa (che comunque è stata più che intavolata) quanto per l’ipotetica valenza del giocatore, peraltro tutta da verificare alla prova del parquet. Il regista ex Wurzburg è stato insomma una concreta alternativa a Cameron Wells, prima di prendere l’aereo per la Turchia e accasarsi nell’ambizioso e di certo economicamente più potente Banvit. Dove sembrava esser stato celebrato un matrimonio d’amore e di reciproca soddisfazione: tre partite di campionato a 16,6 punti di media con il 50% da 3 e tre partite di Basketball Champions League a 9,3 punti media in 25 minuti di utilizzo. Sembrava: il play ha lasciato l’Anatolia cestistica lo scorso 17 novembre per approdare al Nizhny Novgorod, spiegando che troppi problemi intercorrevano con il club turco. A proposito di “1”: è stato in ballottaggio per alcune settimane con Matteo Tambone per il ruolo di regista di riserva. Scriviamo di Marco Spanghero, classe 1991 con trascorsi a Trento, Verona e Brindisi. Alla fine il giocatore triestino è approdato a Tortona nel campionato di serie A2 Ovest: con la Bertram, oggi come oggi ottava in graduatoria, sta segnando 11,6 punti di media in 30,3 minuti, con il 38% sia da 2 che da 3. L’atleta non arrivato alla corte di Caja che però ci è andato più vicino a farlo è stato Niccolò De Vico. La spedizione sul parquet di Biella per vederlo giocare, i contatti con l’agente, la concorrenza delle altre squadre che sembrava battuta: trattativa più che avanzata, si dice in questi casi. L’ala del 1994 ha però scelto Reggio Emilia, squadra dall’inizio di stagione tribolato nella quale l’impatto del giovane ex capitano piemontese – chiamato al primo salto di categoria della carriera - si è finora percepito poco: 2,5 punti segnati in 13 minuti di media, con il 50% da 2 e il 12,5% da 3. Non fa meglio in Eurocup: 2,3 punti in 15 minuti con 0/5 complessivo da 2, 18% da 3 e l’83,3% ai liberi. Non si è andati lontanissimi dalla firma nemmeno di Stefano Masciadri, una delle opzioni per chiudere il roster insieme al poi effettivamente acquistato Nicola Natali. L’ala del 1989, 2 metri di altezza, è rimasto a Ravenna (serie A2 Est) dove sta giocando discretamente: segna 7,8 punti in 22,7 minuti e tira con il 60% da 2 e il 53% da 3. Nella categoria analizzata in questo articolo dovrebbero entrare a pieno titolo anche Oderah Anosike e Christian Eyenga, i due ex che – rispetto agli altri compagni della stagione 2016/2017 – è stato più probabile rivedere in biancorosso (per onestà va anche scritto che, tra i due, solo Air Congo è quello che ci è andato piuttosto vicino). Il pivot e l’ala, come noto, oggi militano in Spagna, rispettivamente a Siviglia e al Fuenlabrada: il centro viaggia a 11,2 punti e 6 rimbalzi con il 61% da 2 (e la sua squadra sta recuperando terreno dopo aver assaggiato l’ultimo posto); il 3 galoppa a 12 punti di media con il 47% da 2, il 34% da 3 e 4,9 rimbalzi. Infine ce n’è un’altra di categoria, ben diversa da quella fin qui lumata, a scrivere il vero piuttosto scivolosa e dai contorni non ben definiti: è quella dei giocatori offerti dagli agenti (o auto-offertisi, anche…), che una chiamata qui e là per sondare il terreno giustamente non se la negano mai. Di questa sezione facciamo solo tre esempi: Brian Sacchetti, Andrea De Nicolao e l’ex Orlandina Dominique Archie. Il primo ora impreziosisce la Brescia capolista (6,4 punti in 21 minuti uniti a 4,3 rimbalzi); il secondo sta trovando il suo spazio nella Reyer Venezia campione d’Italia (3,8 punti in 14 minuti e 3,3 assist in campionato, 2,7 punti in 15,2 minuti e 3,2 assist in Champions League); il terzo è finito in Israele, al Bnei Rav Bariach Herzliya (10,1 punti in 26 minuti con il 65% da 2 e il 28% da 3). Tre atleti stimabilissimi, ma non certo delle trattative fattibili per Varese. Fabio Gandini
  19. Matteo Laganà ha scelto Capo d'Orlando. Niente colpo finale per il mercato di Varese: il 17enne talento Calabro ha preferito la soluzione logisticamente più comoda rispetto ad una nuova avventura in Lombardia dopo la stagione 2016-17 disputata a Milano. L'atleta del 2000 firmerà un accordo quadriennale con la Betaland, che nel 2017-18 lo utilizzerà come terzo playmaker dietro all'americano Talton e allo slovacco Ihring, dandogli spazio di gioco nella società satellite Agatirno militante in C Silver. L'alternativa Varese, che a sua volta proponeva un accordo pluriennale con doppio tesseramento per la prossima stagione con la Coelsanus in serie B, è stata presa in seria considerazione fino all'ultimo, ma alla fine la possibilità di riavvicinarsi a casa ha giocato un ruolo decisivo nella scelta della famiglia dell' atleta. Al momento non sono previsti ulteriori innesti nel roster biancorosso che comunque sarebbe al completo se Manuel Rossi dovesse sciogliere l'attuale riserva ed accettare il contratto biennale che la società gli aveva proposto due settimane fa. La situazione è in stallo: il 19enne playmaker nato cestisticamente alla Valceresio preferirebbe giocare da protagonista nelle Minors (era un obiettivo primario della Coelsanus che però si è ritirata in buon ordine quando la Pall.Varese ha inserito l'atleta del 1997 nei suoi piani), se però non firmerà il contratto accettando il ruolo da undicesimo in serie A, rischia di restare ai box per tutta la stagione fino allo svincolo automatico l'1 luglio del prossimo anno. L'unica alternativa è che Varese valuti la possibilità di aggregare un ospite per il ritiro e la prima parte del precampionato, pescando tra i giocatori senza contratto come era accaduto lo scorso anno con Massimo Bulleri (e per qualche settimana anche Stefano Borsato). Ma non sembrano esserci le condizioni per un'aggiunta "extra": l'operazione Laganà avrebbe rappresentato un investimento interessante in ottica futura a costi inizialmente limitati, un undicesimo giocatore senior rischierebbe di "erodere" il tesoretto (circa 70mila euro sugli 800mila ipotizzati inizialmente come monte stipendi netto) da conservare in caso di necessità per evitare extrabudget a stagione in corso. Intanto continuano le chiamate di allenatori stranieri ad Attilio Caja in cerca di notizie sul conto di O.D. Anosike ed Eric Mavnor: l'ultimo a farsi vivo è stato Eric Elfassi, coach dell'Ironi Nahariya del campionato israeliano, intessato sia al centro nigeriano che al play statunitense. Il lungo del 1991 resta comunque in corsa per tutte e quattro le situazioni aperte in serie A di squadre in caccia del centro titolare. Però Capo d'Orlando e Brindisi (dove peraltro è già stato nella seconda metà del 2014-15) hanno risorse troppo limitate, Cremona lo valuta ma Meo Sacchetti preferirebbe un lungo più atletico, e alla Virtus Bologna è considerato un profilo in subordine a quello di altri elementi dal pedigree più importante (a partire da Joey Dorsey, che dopo aver iniziato la stagione 2016-17 al Barcellona ha chiuso in Turchia al Best Balikesir retrocedendo in seconda lega). Giuseppe Sciascia
  20. Passi avanti sul fronte Matteo Laganà sull'asse Pallacanestro Varese e Robur et Fides. L'operazione per portare in biancorosso il 17enne talento di Reggio Calabria - tra i tre italiani della sua annata convocati al camp Basketball Without Borders in programma da 13 al 16 agosto in Israele - procede con tutte le difficoltà del caso legate ad un'atleta ancora minorenne. Non c'è fumata bianca definitiva: da risolvere i problemi extratecnici - leggi sistemazione logistica e scolastica - legati alla sistemazione della guardia che nel 2016-17 ha assaggiato il basket senior in serie B all' Urania Milano. Però il dialogo tra Attilio Caja e Cecco Vescovi - dopo quello dei vertici societari che ha coinvolto Claudio Coldebella e Claudio Corti - ha messo le basi per la possibile condivisione delle prestazioni del giocatore nel suo eventuale primo anno di militanza sotto le Prealpi. La bozza di intesa tra le parti prevede che l'atleta del 2000 possa allenarsi principalmente con la serie A, svolgendo comunque le sedute con la Coelsanus - che lavora al Campus, a 200 metti dal PalA2A - dopo aver concluso gli impegni con Attilio Caja. In caso di concomitanza tra le partite delle rispettive prime squadre, sarebbe la Robur ad avere la precedenza per l'utilizzo di Laganà: l'idea sarebbe quella di sfruttare la disponibilità della serie B gialloblù per far maturare esperienze significative al 17enne prospetto visto in azzurro agli Europei Under 16 dell'anno scorso. Una full immersion cestistica di 12 mesi per un programma pluriennale di crescita di un giocatore che in ottica futura potrebbe rappresentare un investimento interessante per la serie A. Certo il ruolo di Laganà non è troppo diverso da quello del prodotto nostrano Parravicini, ma memori di quando Gianluca Basile venne scartato nel lontano 1995 al provino con Varese perché nel suo ruolo c'era già Andrea Meneghin, quando si parla di talento e futuribilità è sempre meglio non farsi scappare opportunità ghiotte come quella che potrebbe scaturire dall'operazione Laganà. Che è l'ultima in sospeso in un mercato estivo chiuso in largo anticipo rispetto alle ultime 4 stagioni. Ora la società è già al lavoro per gli aspetti operativi - logistica e visti - dello sbarco dei giocatori della stagione 2017-18: il calendario degli arrivi sarà inaugurato da Cameron Wells, che arriverà in città domenica 13 agosto anticipando la procedura di "acclimatamento" rispetto al primo appuntamento di mercoledì 16. L'unico ritardatario sarà Norvel Pelle, che si aggregherà direttamente a Chiavenna dal 22 agosto dopo aver esaurito gli impegni con la maglia del Libano. Inoltre c'è il punto interrogativo su Matteo Parravicini: il 16enne prospetto del vivaio convocato per il ritiro di Chiavenna, da ieri è a Roma a giocarsi un posto per gli Europei Under 16. Varese ha comunque convocato a Chiavenna Gianmarco De Vita, la 20enne ala piccola che nelle ultime due stagioni si era allenato con la serie A: l'atleta del 1997 svolgerà il ritiro in provincia di Sondrio e poi si unirà ad Oleggio agli ex compagni delle giovanili Matteo Lo Biondo e Marco Calzavara. Giuseppe Sciascia
  21. Un acquisto ufficiale e uno virtuale per completare il parco stranieri della Pallacanestro Varese. Ieri la società di piazza Monte Grappa ha formalizzato l'ingaggio di Damian Hollis, comunicando l'accordo annuale raggiunto con il 29enne atleta di passaporto ungherese scelto, dopo il no di Christian Eyenga, per completare il roster con un tocco di qualità nello spot di ala forte. Ma da ieri anche Norvel Pelle si può considerare a tutti gli effetti un atleta della Pallacanestro Varese per la stagione 2017-18; è scaduta alle 24 di martedì la clausola d'uscita a pagamento per NBA, coppe europee, VTB League e Cina inserita nel contratto biennale firmato a luglio 2016. La scelta di Hollis è stata ulteriormente "benedetta" da Attilio Caja, che illustra così le ragioni dell'ingaggio del giocatore del 1988, alla sua seconda esperienza in A dopo la parentesi del 2014-15 a Cantù e che vanta però un pàlmares ricco di vittorie (scudetto e coppa in Ungheria e Portogallo, Coppa Italia di A2 a Biella nel 2013-14 e promozione in A con Brescia nel 2015-16). «Si tratta di un atleta dotato di grandi qualità tecniche che, con il lavoro quotidiano e le motivazioni, sarà in grado di fare un campionato di Serie A all'altezza. Grazie al suo talento offensivo e ai miglioramenti ottenuti con le esperienze maturate in questi anni, tra l'A2 vinta a Brescia e il campionato portoghese vinto al Benfica dove ha disputato una positiva FIBA Europe Cup, ci potrà dare una mano. Come ha già dimostrato in passato siamo convinti che potrà fare bene in Italia». La conferma di Pelle, miglior stoppatore della serie A 2016-17, è invece automatica alla luce dell'impossibilità di eventuali acquirenti di "strappare" dietro versamento di un buyout il centro di Antigua alla società di piazza Monte Grappa. L'atleta del 1993 è stato uomo-mercato a giugno, quando prima Sassari e poi Avellino - ma anche vari club esteri - avevano sondato i suoi agenti. I 75mila euro della clausola rescissoria avevano però dissuaso tutti i potenziali acquirenti. A dire il vero, la Sidigas ci aveva rifatto un pensierino dopo metà luglio, ma il ricordo dell'esperienza di 4 anni fa per il buyout di Frank Vitucci ha indotto la proprietà irpina a spegnere qualsiasi ipotesi di trattativa con il club di piazza Monte Grappa. Nel frattempo Pelle ha appreso che nella Varese 2017-18 avrebbe fatto coppia con un lungo meno interno rispetto a O.D. Anosike col quale aveva diviso i minuti (24 per il nigeriano e 16 per il carabico) nel 2016-17: la possibilità di avere più spazi dietro e a fianco di Cain ha contribuito a convincere l'atleta del 1993 a sfruttare la chance del secondo anno di apprendistato dopo gli esiti positivi della cura-Caja su un atleta ancora acerbo sul piano tecnico. Di certo gli sarà utile la full immersion cestistica al quale si è sottoposto in questi mesi: Pelle ha provato a strappare un posto in NBA con diversi workout a giugno, poi si è allenato con i Miami Heat disputando le Summer Leagues di Orlando e Las Vegas. Infine l'esperienza con il Libano, che gli ha conferito la "nazionalità sportiva" per aggiungerlo alla Nazionale che disputerà in casa l'Asia Cup in programma dall' 8 al 20 agosto a Beirut. L'atleta del 1993 è atteso a Chiavenna il 22 agosto, di certo però Caja potrà contare su un giocatore già in forma fisica, ma soprattutto maturato dalle esperienze di gioco di questa estate di superlavoro. Giuseppe Sciascia
  22. Ora è ufficiale: Damian Hollis è un nuovo giocatore della Openjobmetis Varese, e anche il tassello che chiude la campagna acquisti, perlomeno per quanto riguarda le rotazioni principali. Dopo le conferme di Ferrero, Avramovic e Pelle, sono arrivati Okoye, Waller, Wells, Tambone, Natali, Cain e appunto Hollis. Il roster, al netto di alcuni innesti di giovani, è al completo e questa sarà la squadra che ammireremo nella prossima stagione. Hollis ha firmato, così come Cain e differentemente dal resto dei compagni, un contratto di una sola stagione. Dopo il no di Eyenga, che ha firmato in Spagna con il Fuenlabrada, arriva l’ala americana con passaporto ungherese, reduce da una buona stagione con il Benfica, con cui ha anche affrontato Varese nei preliminari della scorsa Fiba Champions League. Nato il 19 agosto 1988, e perciò vicino a compiere 29 anni, si è formato presso la George Washington University: concluso l’apprendistato negli States, è sbarcato in Europa vestendo dapprima la maglia dei belgi del Viviers-Pepinstar, spostandosi poi in Ungheria, dove ha anche ottenuto il passaporto da comunitario: tre stagioni all’Alba Fehérvár, con cui vince coppa e campionato ungherese, poi lo sbarco in Italia. Prima a Biella, nel 2013 in DNA Gold, con una stagione da 18 punti e 6,5 rimbalzi di media, poi Cantù nel 2014/2015 (5,5 punti, 3,9 rimbalzi in campionato; 8 punti e 3,4 rimbalzi in Eurocup). Dopo una parentesi in Grecia con l’AGO Rethymo, torna in Italia a Brescia, dove contribuisce da protagonista alla promozione in Serie A, con cifre importanti: 17 punti e 7,5 rimbalzi con il 55% da 2 e il 39% da 3. Si guadagna la chiamata del Benfica, con cui vince il campionato portoghese (14 punti e 5,6 rimbalzi), e partecipa prima alla qualificazione alla FIBA Basketball Champions League contro Varese (16 punti e 7,5 rimbalzi) e quindi alla FIBA Europe Cup dopo l’eliminazione al preliminare (17,6 punti e 5,7 rimbalzi). Soddisfatto Attilio Caja per la firma di Hollis, dopo la delusione per aver perso Eyenga: «È un ragazzo che abbiamo seguito con attenzione e che la scorsa stagione, con la maglia del Benfica, ha fatto bene sia in campionato sia in FIBA Europe Cup. Inoltre due anni fa a Brescia in Serie A2 ha giocato un campionato importante, risultando decisivo per la Leonessa. Si tratta di un atleta dotato di grandi qualità tecniche che, con il lavoro quotidiano e le motivazioni, sarà in grado di fare un campionato di Serie A all’altezza. Con le esperienze maturate in questi anni ci potrà dare una mano. Come ha già dimostrato in passato siamo convinti che potrà fare bene in Italia». Alberto Coriele
  23. Matteo Bonetti racconta Dannali Hollis. Il patron della Leonessa Brescia, ultima tappa italiana del giocatore che Varese ha scelto per completare il nuovo roster, racconta pregi e difetti della 29enne ala forte di passaporto ungherese per il quale ha maturato una forte predilezione nel 2015/'16. «Damian è un giocatore super: ha grande talento, è fortissimo nell'1 contro 1 ed è un buon tiratore frontale. Sul campo è un'ala forte di alto livello, che ha bisogno dell'ambiente giusto per rendere al meglio. Fuori del campo è un ragazzo molto intelligente e molto generoso: gira con il suo cane Onyx al quale è legatissimo ed è una persona molto sensibile che nel Giorno del Ringraziamento (festività alla quale gli statunitensi sono legatissimi - ndr) organizza una cena col tradizionale tacchino per i bambini di un'associazione segnalatagli dalla società. Quando è stato da noi ha cucinato personalmente per 30 persone». Talento indiscutibile con tanto di partecipazione ai Mondiali U19 del 2007 rappresentando gli Stati Uniti, che però non ha mai sfondato ad alto livello: come se lo spiega? «Avendo origini giamaicane, ha uno spirito caraibico, con lui bisogna essere chiari sui ruoli: se lo metti in competizione con un altro elemento tende a sedersi. Ma quando la posta si alza, egli alza il livello del gioco: nelle finali contro la Fortitudo Bologna è stato l'MVP assoluto al culmine di playoff super. In difesa è molto scaltro, sembra non si danni l'anima ma in realtà non è così: di sicuro non è un agonista ma più un esteta del basket». Per quale motivo Brescia non lo ha confermato la scorsa estate? «La prima richiesta economica era decisamente superiore alle nostre possibilità, poi in realtà nell'ossatura di una squadra con un playmaker come Luca Vitali ci serviva un giocatore dalle caratteristiche differenti, infatti scegliemmo un "professore" con spiccate doti balistiche come Marcus Landry. Però ne conservo un ottimo ricordo: per me Damian è come un figlio ed è un giocatore che prenderei sempre». Secondo lei, Hollis può essere un giocatore in grado di fare la differenza anche in A? «A me piace tantissimo perché ha un talento incredibile; certo ci vuole il giusto contesto per esaltarne le qualità e sono convinto che anche in serie A possa fare molto bene. Di sicuro deve avere ben chiaro il suo ruolo da protagonista; inoltre va supportato senza farsi ingannare da un linguaggio del corpo che apparentemente può sembrare indolente. In realtà non è così, ma a Brescia all'inizio della stagione c'era qualcuno che lo criticava. Alla distanza ho avuto ragione io e ci ha portato in serie A...». Come giudica la convivenza tra Hollis e il suo vecchio avversario Attilio Caja (Bonetti sfidò più volte l'attuale tecnico di Varese quando guidava le giovanili della JuVi Cremona nei primi anni '90 - ndr)? «Se saprà prendere Damian per il verso giusto, Varese avrà trovato un fenomeno. Non sarà facile perché Attilio impronta il suo modo di allenare sul lavoro, ma Hollis è un giocatore capace di risolvere da solo le difficoltà dell'attacco e che può risultare immarcabile con la sua duttilità. Certo, toccherà anche a lui farsi trovare pronto al livello della serie A: molto dipenderà pure dalla capacità dei compagni, e in particolare del playmaker, di servirlo nei modi e con i tempi giusti». Giuseppe Sciascia
  24. Presente, passato e previsioni future illustrate ai consorziati di Varese nel Cuore, nel corso di un'assemblea - tenutasi ieri al PalA2A - cui hanno preso parte circa una trentina di piccoli proprietari. Al tavolo dei relatori il presidente del Consorzio Alberto Castelli, il direttore generale Claudio Coldebella e coach Attilio Caja, quest'ultimo chiamato a relazionare i presenti sul roster che avrà a disposizione per affrontare l'incipiente stagione agonistica. Una rosa che verrà completata con ogni probabilità da Damien Hollis, 29 anni, 203 cm di altezza e un passato italiano a Biella, Cantù e Brescia: con il giocatore naturalizzato ungherese si è arrivati allo scambio dei contratti (Varese ha già firmato) ed è possibile che venga annunciato ufficialmente già nei primi giorni della prossima settimana. Hollis completerà un gruppo che - come ammesso dallo stesso Coldebella davanti alla platea dei piccoli proprietari - peserà economicamente assai meno sulle casse societarie rispetto allo scorso anno, con un'erosione del monte stipendi netto di circa il 25%. Da qui l'esigenza di costruire una squadra con raziocinio e oculatezza, una formazione che punterà molte delle proprie fortune sull'asse play-pivot Wells-Cain e e sull'agonismo dei loro compagni, contando anche sul pizzico di talento offensivo fornito dall'ultimo (quasi) acquisto. In un campionato - come ha spiegato Caja - che almeno sulla carta vedrà aumentare le pretendenti alle posizioni playoff (almeno 10: lo dicono i soldi investiti dalle stesse... ), il compito di Varese - ai nastri di partenza inseribile nella fascia restante di squadre - non sarà facile, ma verrà affrontato senza paura e con grandi motivazioni, a partire da quelle di ferro proprio "dell'Artiglio". Un rammarico, se c'è, è quello di non essere riusciti a confermare alcune pedine fondamentali della scorsa stagione (tralasciando gli "impossibili" Maynor e Johnson, per tali si intendono Eyenga e Anosike), vantaggio che avrebbe permesso di ripartire dal brillante lavoro tecnico svolto negli ultimi quattro mesi del campionato 2016/2017. Nella riunione sono stati toccati anche tanti altri argomenti: l'ingresso di Gianfranco Ponti a capo del settore giovanile, i cui dettagli sono stati illustrati da Castelli che ha anche risposto alle domande dei consorziati in merito; le modifiche allo statuto di Varese nel Cuore; la questione riguardante il "cubo", struttura che entro la fine del 2017 andrà a migliorare la fruibilità del palazzetto. Di ieri anche la conferma di una notizia già riportata su queste colonne mercoledì: Norvel Pelle giocherà i campionati asiatici con il Libano dall'8 al 20 agosto. Ieri è arrivato il nulla osta di piazza Monte Grappa: Pelle si aggregherà a Varese presso il ritiro di Chiavenna. Fabio Gandini
  25. La Pallacanestro Varese punta decisamente su Damian Hollis per completare il roster 2017-18. La 29enne ala statunitense, in possesso di passaporto ungherese acquisito per meriti sportivi nel triennio dal 2010 al 2013 in cui ha giocato all'Alba Fehervar, è la prima scelta della società di piazza Monte Grappa dopo il "check" di costi e qualità dei candidati vagliati nello spot di ala forte. L'atleta del 1988, figlio d'arte di un ex professionista (il padre Essie giocò in Italia nei primi anni ' 80 in A2 a Chieti), è stato preferito alla concorrenza per la capacità di costruirsi un tiro dal palleggio rispetto agli altri profili. Un elemento capace di andare fuori dalle righe sul parquet - mentre le referenze umane raccolte nelle precedenti destinazioni italiane a Biella, Cantù e Brescia sono comunque positive - che dovrebbe dare alla manovra quel "quid" di imprevedibilità offensiva necessaria ad aumentare il tasso di qualità del gruppo. A livello di serie A Hollis è per certi versi una scommessa: la sua unica apparizione nel 2014-15 a Cantù - dove era arrivato dopo un eccellente 2013-14 in A2 a Biella chiuso a 18,1 punti e 5,7 rimbalzi col 47% da 3 - non è stata memorabile (5,5 punti e 3,9 rimbalzi in 20 gare, venne sostituito da Metta World Peace). Nel 2015-16 l'atleta nativo della Florida è tornato nel primo campionato dilettantistico conquistando la promozione in serie A da leader assoluto con la maglia di Brescia (17,1 punti e 7,5 rimbalzi sfiorando il 40% da 3). Poi la scorsa estate la chiamata del Benfica Lisbona, nelle cui file ha disputato la FIBA Europe Cup (17,6 punti e 5,7 rimbalzi di media) dopo aver conteso proprio a Varese l'accesso alla Champions League nel turno preliminare nel quale si mise in luce al PalA2A realizzando 21 punti nella vittoria di 2 lunghezze che non bastò comunque ai lusitani visto il meno 3 casalingo dell'andata. Hollis è un giocatore di talento che giostra principalmente fronte a canestro ma ha anche qualità tecniche in post basso; un elemento con qualità tecniche e duttilità che non è sempre al massimo dell'intensità agonistica praticando un basket più "felpato" che aggressivo. Ma a Varese piace molto la classe che è in grado di sfoggiare in diversi aspetti del gioco; e nel suo palmares personale ci sono comunque tanti successi (campionato e coppa nel 2013 in Ungheria, campionato e coppa nel 2017 in Portogallo più l'A2 italiana vinta 12 mesi fa a Brescia). L'atleta del 1988 sembrava vicinissimo alla firma a Digione in Pro A francese, poi nel weekend il club transalpino ha cambiato idea e Varese si è mossa rapidamente. Sull'atleta del 1988 c'erano richieste da parte di alcuni club di A2 (Reggio Calabria e Virtus Roma su tutti), ma l'occasione di tornare in A per cercare il definitivo salto di qualità a 29 anni - stessa età dei possibili futuri compagni Wells, Waller e Cain - è evidentemente assai ghiotta per l'atleta laureato alla George Washington University. I costi sono sicuramente abbordabili, se non ci saranno intoppi nella trattativa Attilio Caja avrà trovato in Hollis il pezzo del puzzle mancante. Giuseppe Sciascia
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