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  1. La Pallacanestro Varese è pronta a giocare a sorpresa la carta Siim-Sander Vene come primo rinforzo del suo restyling. Accordo vicinissimo con il ventisettenne estone, 203 centimetri per 94 chili, capace di giocare prevalentemente da ala forte ma anche di dare minuti da ala piccola. L’atleta baltico aveva firmato in estate con Reggio Emilia, che aveva puntato su di lui come titolare nello spot di ala forte. Ma una frattura al tallone destro riportata a metà settembre ne ha chiuso anzitempo l’avventura alla Grissin Bon: il club reggiano ha fatto altre scelte (prima il francese Sanè a gettone, poi il ritorno di Julyan Wright) e il giocatore del 1990 è tornato in patria per curarsi. Cresciuto a pane e basket in quanto figlio di due giocatori professionisti, l’atleta del 1990 - allenato dal padre a livello giovanile - è approdato a 19 anni nelle file dello Zalgiris Kaunas, con cui ha assaggiato l’Eurolega dal 2014 al 2016. Nella stagione passata il cestista estone ha avuto la prima esperienza da titolare al Nizhny Novgorod tra VTB League ed Eurocup (10,7 punti e 3,7 rimbalzi col 37% da 3). Nell’estate 2017 è stato uno degli elementi “tastati” ma non disponibili per costi e mancanza di vetrina europea per il post-Eyenga e pre-Hollis. Ora, complice la transazione con Reggio Emilia, l’operazione è alla portata delle casse di Varese: occasione ghiotta a costi limitati che il club di piazza Monte Grappa vuole chiudere al volo formalizzando un’operazione ai dettagli. In caso di fumata bianca Siim-Sander Vene sbarcherà in serata a Varese, sostenendo le visite mediche di rito (Vene si stava comunque tenendo in forma da più di un mese in attesa di chiamata) con la possibilità che venga tesserato in tempo per le ore 11 di domani, venerdì 5 gennaio, e possa dunque debuttare con la maglia biancorossa nella trasferta di domenica 7 gennaio a Cremona. Sulla carta è scontato che l’estone - tre volte campione di Lituania con Kaunas e una volta di Lettonia con il Vef Riga - prenda il posto di Damian Hollis nello scacchiere tattico di Varese; il mix di qualità atletiche e doti balistiche, e la capacità di inserirsi in un sistema di gioco basato sulla coralità, ne fanno un evidente upgrade rispetto all’atleta di passaporto ungherese. Inoltre il passaporto europeo di Vene lascia a disposizione due visti, uno dei quali sarà utilizzato per il sostituto di Waller, operazione slittata in ordine di priorità vista la disponibilità immediata di Vene. L’ipotesi Brazelton non pare più d’attualità, in ogni caso non ci sono alternative pronte per i soliti motivi (costi, disponibilità immediata o gradimento dell’area tecnica), dunque la scelta del nuovo esterno titolare slitterà alla prossima settimana, con il debutto previsto contro Torino. Giuseppe Sciascia
  2. La Pallacanestro Varese ha messo gli occhi su Tyrone Brazelton per sostituire Antabia Waller. Ma il corteggiamento è ancora a distanza, in attesa di capire se il 31 enne playmaker di Chicago potrà essere effettivamente l'uomo della possibile svolta del 2018. L'esterno del 1986 possiede le caratteristiche adatte - leadership, creatività e capacità di migliorare i compagni - per aggiungere all'attacco biancorosso quel quid di personalità e talento rispetto all'attuale versione (sin troppo) operaia. L'interesse c'è, alla luce delle qualità dimostrate nel corso di una lunga carriera europea pur senza tappe italiane; ora però si dovrà verificare la possibilità di concretizzarlo, capendo in che termini e in che tempi l'atleta potrà effettivamente liberarsi dall'attuale contratto che lo lega all'Istanbulspor Beyilikdzu, formazione della seconda lega turca dove sta viaggiando a 18.9 punti e 6.2 assist. Non avendo ancora certezze definitive, Varese sta tenendo aperte diverse piste alternative, prendendo informazioni su giocatori liberati o liberabili (dai superbig Ricky Ledo e Ryan Boatright - il primo tagliato e il secondo a rischio dalle corazzate turche Efes e Besiktas - passando per il veterano Darrin Downey che dovrebbe uscire da Chalon in Francia) che però non sembrano dare garanzie di sviluppi immediati in termini di costi e tempistiche. Soprattutto questo fattore sarà decisivo nella scelta del sostituto di Waller: se dalla Turchia arriveranno notizie positive sarà Brazelton, altrimenti si porteranno avanti le alternative tenute aperte vista la necessità di valutare più alternative in un mercato poverissimo di free agent. L'anno scorso, tra la scelta di Dominique Johnson come uomo della svolta e l'effettiva firma per Varese dell'esterno ora a Venezia, trascorse più di una settimana durante la quale l'agente americano e l'Alba Berlino lavorarono alla risoluzione consensuale del rapporto. Anche stavolta di mezzo c'è un contratto importante, visto che l'A2 turca - a dispetto del valore tecnico relativo - è meta ambita per gli stranieri vista l'entità elevata degli stipendi. Dunque si rimane in attesa di sviluppi di una trattativa nella quale Varese non è parte in causa, tenendosi pronti a far scattare i piani di riserva se l'atleta e il club turco - nelle cui file il giocatore è rientrato da due partite dopo 4 settimane trascorse negli Stati Uniti per assistere la compagna per la nascita del secondo figlio - non dovessero trovare la quadra. I tifosi più attenti ricorderanno Brazelton con la maglia del Rosa Radom nella gara del 16 novembre 2016 al PalA2A in Champions League; una prestazione da 19 punti, 10 rimbalzi e 4 assist che guidò i polacchi al successo 69-62 a Masnago. Il giocatore del 1986 sembra comunque elemento adatto alla bisogna per il mix di qualità individuali e personalità che potrebbe aggiungere al roster attuale. Giramondo con 10 nazioni "toccate" in 10 anni di camera professionistica, nelle ultime tre stagioni il regista puro ha al suo attivo due playoff raggiunti in Francia con Le Havre e Gravelines, e la Supercoppa polacca vinta lo scorso anno al Rosa Radom, chiudendo però l'avventura a causa di una frattura della mano destra a dicembre che gli impedì di disputare il ritorno in Champions League con Varese. Sarà lui il prescelto con relativo spostamento di Cameron Wells nel ruolo di guardia? Al momento è una possibilità, entro le prossime 48 ore si capirà se potrà concretizzarsi o si dovrà guardare altrove. Giuseppe Sciascia
  3. Slitterà con ogni probabilità al 2018 l'arrivo del sostituto di Antabia Waller nel roster della Pallacanestro Varese. La caccia all'esterno che dovrà prendere il posto del tiratore statunitense infortunato al ginocchio destro prosegue senza sosta, ma al momento non è ancora giunta a individuare un profilo in grado di far collimare i tre aspetti determinanti per la quadratura del cerchio. Il primo è relativo al costo, il secondo alla disponibilità (ossia libero o liberabile per farlo arrivare al PalA2A entro mercoledì prossimo), il terzo al gradimento dell'area tecnica. L'ultimo requisito ha escluso Kwame Vaughn (troppo poco attaccante) e Brandon Triche (dubbi sul completo recupero dall'infortunio di due anni fa) dalla lista della spesa del d.g. Claudio Coldebella; negli elenchi dell'usato sicuro resterebbe Preston Knowles, più simile a Waller - tiratore con poca propensione ad attaccare il ferro - rispetto al profilo più votato alla costruzione del gioco che si sta cercando per affiancare Cameron Wells. E in effetti la Usta dei giocatori "tastati" per verificarne la disponibilità si è allargata anche ai playmaker puri (tale è Earl Calloway, 34enne veterano attualmente in Turchia all'Usak, che però costa visto il passaporto bulgaro e non ha tanti punti nelle mani). Per avere il roster al completo in occasione della trasferta del 7 gennaio a Cremona il tempo stringe; al massimo entro lunedì si prenderà una decisione tirando a riva le reti gettate "a strascico" ai 4 angoli d'Europa in base a costi e disponibilità, e poi vagliando i profili rimasti in base al gradimento tecnico del coach per il "rinforzo di Capodanno". Se poi arrivasse un regista puro - ma con leadership e punti nelle mani - si ripeterebbe una mossa che nella storia recente della Pallacanestro Varese ha già pagato dividendi in due occasioni. La prima nel 2010-11, quando nella pausa per la Coppa Italia Rok Stipcevic sostituì l'infortunato Jobey Thomas: l'allora Cimberio risalì dal quattordicesimo al settimo posto. La seconda nel 2015-16, quando dopo più di un mese di ricerca arrivò Chris Wright per Ramon Galloway, spostando Maalik Wayns nello spot di guardia: Varese risalì dal penultimo al nono posto in Italia e arrivò a un niente dalla FIBA Europe Cup a Chalon. La congiuntura attuale però non porterà novità imminenti, e come ampiamente prevedibile, martedì a Brindisi non ci saranno rinforzi sul perimetro. L'unica novità rispetto alla sconfitta all'overtime del 26 dicembre sarà il rientro di Damian Hollis, che riprenderà oggi ad allenarsi insieme a Norvel Pelle (anch'egli ai box per una forma influenzale più leggera rispetto a quella dell'atleta ungherese). Giuseppe Sciascia
  4. Waller: rotto e non ancora sostituito. Hollis: influenzato e fuori causa dalla mattina stessa di Santo Stefano, dì della partita contro la Virtus Bologna. Pelle: influenza, come sopra. Da mercoledì. E poi Cameron Wells: due giorni che non si allena a causa di un malessere a una gamba. Il play ex Giessen ha anche effettuato diversi esami strumentali che hanno dato tutti esito negativo: il dolore, tuttavia, permane. E’ una Openjobmetis ridotta ai minimi termini quella che sta cercando di preparare la trasferta che la impegnerà il 2 gennaio contro Brindisi in Puglia: agli ordini di coach Attilio Caja ieri c’erano solo sei effettivi dei 10 che compongono il roster biancorosso. Non un buon auspicio per una trasferta impegnativa, per uno scontro salvezza a tutti gli effetti (la squadra allenata da Frank Vitucci è ultima a quota 4 punti, quattro in meno di Varese). E una cosa è certa (ma non da ora). Il sostituto di Antabia Waller non arriverà in tempo per il match del 2 gennaio: il termine ultimo per effettuare un tesseramento valido per la 13a giornata di campionato era ieri. E sarà il 5 gennaio, invece, per la gara contro la Vanoli Cremona, in programma domenica 7. La ricerca del profilo giusto sta continuando in modo frenetico, ma al momento la società di Piazza Monte Grappa non avrebbe ancora fatto alcuna offerta. Difficile, quindi, che il nuovo arrivo, chiunque egli sia, diventi ufficiale entro l’ultimo giorno dell’anno 2017. Fabio Gandini
  5. Caccia aperta ad una combo guard con esperienza europea e leadership per riaccendere il motore della Pallacanestro Varese. La squadra è tornata ieri in palestra - compreso Damian Hollis che sta recuperando lentamente dall'influenza intestinale di martedì - per preparare la delicata trasferta di inizio 2018 a Brindisi: l'ala ungherese sarà però l'unico "rinforzo" a disposizione per la sfida salvezza sul campo dell'Happy Casa, perchè entro il termine ultimo delle 11 di oggi sarà impossibile tesserare il sostituto di Antabia Waller. Il d.g. Claudio Coldebella sta lavorando su diverse piste per assecondare la richiesta di Attilio Caja di trovare un giocatore alla Phil Goss, ossia un elemento capace di giocare sia da play che da guardia e che sappia migliorare i compagni con la sua creatività. L'originale non è più disponibile, perchè accasatosi tre settimane fa al Paok Salonicco, così il dirigente trevigiano sta scandagliando i quattro angoli d'Europa in cerca di un giocatore con caratteristiche analoghe. Idee? Tante, ma da verificare al cambio di costi e disponibilità ad uscire dai contratti attuali. Il sogno Nigel Williams-Goss (rookie in grande evidenza al Partizan Belgrado in difficoltà economica e appena eliminato dall'Eurocup) resterà tale, visto che per liberarlo servirebbe un buyout che Varese non è in grado di permettersi per non erodere il suo tesoretto. Ossia quell'avanzo sul budget estivo per costruire il roster che è rimasto nelle casse del club dopo il no di Eyenga e la firma di Hollis alla metà della cifra stanziata per il congolese. Più praticabili le piste che portano ad elementi già rodati in Italia, al momento scontenti dell'attuale collocazione, come Preston Knowles (visto due anni fa a Pistoia, ora allo Zadar Zara), Kwame Vaughn (nel 2013/14 campione dell'A2 Silver ad Agrigento, ora all'Aris Salonicco) e Brandon Triche (ex Trento e Roma, ora al Paok Salonicco). Più guardie che play il primo e il terzo, più play che guardia il secondo: profili comunque al vaglio con maggiore considerazione rispetto a Tourè Murry, 27enne guardia ex NBA con i Knicks, che però in Europa non ha brillato nella scorsa annata in Turchia ed ora a Ulm, dov'è in uscita dopo l'eliminazione dall'Eurocup. Nell'elenco dei free agent depennati perché considerati "solisti del mitra", non adatti ad un sistema organizzato giocatori con buone doti realizzative ma spiccata propensione individualistica, come Josh Akognon (già bocciato a febbraio 2015 da "Artiglio " quando subentrò a Gianmarco Pozzecco), Terrell Stoglin - già visto a Varese senza convincere nelle 5 partite finali del 2013/14 - e Kevin Dillard, bocciato dagli stessi compagni al Paok Salonicco nei primi mesi della stagione corrente. Rispetto al primo check-up con una quindicina di profili, il cerchio si è ristretto a 3 o 4 situazioni in fase di approfondimento, pur con la possibilità che F elenco delle preferenze possa cambiare in corsa in caso di apertura di nuovi canali da esplorare in Turchia. L'obiettivo è chiuderne una entro domenica o al più tardi lunedì, schierando il rinforzo il 7 gennaio a Cremona. Giuseppe Sciascia
  6. La tegola dell’infortunio di Antabia Waller costringe la Openjobmetis Varese ad intervenire sul mercato per cercare un sostituto del 29enne americano, che dovrà essere operato per la lesione del legamento crociato anteriore, riscontrata mercoledì. «Guardia e anche play» Ne abbiamo parlato con Toto Bulgheroni, consigliere con delega all’area tecnica, che ci fa il punto della situazione. «Come è ovvio che sia, siamo dispiaciutissimi per il ragazzo, che è un ottimo ragazzo e che ci stava dando un buon contributo in questa prima parte della stagione. Detto questo siamo obbligati a muoverci sul mercato, avendo però un vincolo di disponibilità che è relativo. Quindi non possiamo pensare di avvicinare giocatori che hanno dei costi proibitivi. Claudio Coldebella ed Attilio Caja si stanno già muovendo nella maniera migliore per trovare un giocatore che possa darci una mano in termini di realizzazione, ma anche difensivi. Di nomi in questo momento non ne abbiamo, perché non siamo sufficientemente sicuri per poter dire che puntiamo un giocatore piuttosto che un altro. Confermo che però siamo costretti a muoverci in questa direzione». Identikit particolari non ce ne sono, anche perché il filtro principale è quello della disponibilità economica e dei giocatori presenti attualmente sul mercato: «Stiamo anzitutto muovendoci cercando di capire quali sono i giocatori disponibili sul mercato e soprattutto ai costi che possiamo permetterci, quindi la scelta non è così facile e non è neanche così scontata. Riuscissimo trovare quella che i tecnici chiamano combo-guard, un termine che a me non piace, ossia una guardia con punti nelle mani e che possa garantire anche qualche minuto da playmaker, potrebbe essere di grande aiuto. Allo stesso tempo però vorremmo un giocatore con delle referenze, che abbia non solo buoni numeri ma anche una buona predisposizione». «Tambone? Non era passi... Detto del mercato, il pensiero torna rapidamente alla sfida persa nel giorno di Santo Stefano contro la Virtus: «Parto da una considerazione: mi dispiace buttarla sempre su questo piano ma abbiamo giocato contro una squadra che ha dichiarato 2 milioni e mezzo di stipendi netti contro una squadra che non arriva a 900mila. E teniamo conto due giocatori non c’erano. Una considerazione che è stata però smentita dal cuore e dalla grinta che la squadra ha avuto nel combattere alla pari con loro che hanno roster lungo, giocatori molto forti, due perni della nazionale come Aradori e Gentile. Ci siamo sbattuti come pochi. C’è rammarico perché è stato fischiato un passi clamoroso, che con le nuove regole non è mai passi. Abbiamo subito un errore del tavolo quando avevamo palla in mano e mancavano cinque secondi. Come detto c’è grande rammarico ma anche grande soddisfazione per aver visto una squadra che ha lottato con otto giocatori e con Ferrero ed Okoye fuori nel supplementare. Deve essere un grosso sprone per noi». Ultima postilla su Damian Hollis: «Sono convinto possa darci ancora molto, perché non ha dato un grande contributo. È un giocatore atipico, che ha bisogno di entrare “in the zone”, in un momento in cui vede il canestro grosso e vede le cose facili. Martedì ci avrebbe dato una mano grossa contro la Virtus. Per di più è un bravissimo ragazzo, non è uguale agli altri, Attilio sa come prenderlo e come plasmarlo, ci vuole del tempo come sempre nella vita. Ci saranno spazi e margini per lui per dimostrare ciò che vale». Alberto Coriele
  7. La Pallacanestro Varese è costretta a ricorrere al mercato per sostituire Antabia Waller. Il verdetto della visita specialistica sostenuta ieri mattina a Reggio Emilia non lascia spazio ad alcuna alternativa: la guardia statunitense ha riportato una lesione del legamento crociato del ginocchio destro, con la necessità di un intervento chirurgico che ne chiuderà anzitempo la stagione. Il giocatore americano sarà seguito direttamente dalla società di piazza Monte Grappa per quanto riguarda l'operazione (con ogni probabilità l'effettuerà il professor Rodolfo Rocchi, lo stesso specialista reggiano che ha visitato ieri l'atleta del 1988); ma Waller rappresenta ormai il passato per il club biancorosso, costretto a intervenire sul mercato per sostituirlo. Le risorse per rimpiazzare la guardia titolare infortunata saranno reperite mediante un extrabudget comunque non eccessivamente invasivo (sei mensilità di uno statunitense più i costi accessori corrispondono ad un costo azienda che dovrebbe essere contenuto entro le cinque cifre). Le risorse limitate a disposizione del club impediscono un'aggiunta alla Dominique Johnson, con stipendio praticamente triplo rispetto al suo predecessore Melvin. Inserire un nuovo giocatore sul perimetro rappresenta però una necessità ineludibile per non rischiare di finire risucchiati nel gorgo della zona retrocessione. Varese era comunque preparata al peggio, col d.g. Claudio Coldebella attivo già la scorsa settimana per valutare le disponibilità del mercato in attesa dell'esito della visita di Waller. La difficoltà maggiore riguarda la scarsità di giocatori liberi, oppure che militano in altri club europei - visto che il mercato italiano non offre alcuna soluzione "riciclabile" (Marques Green a Venezia va verso un altro gettone mensile) - ma liberatali senza dover versare un buyout. Anche per tale motivo l'esigenza di inserire un esterno potrebbe trasformarsi in un'opportunità per una correzione di assetto: il sostituto di Waller potrebbe non essere una guardia pura con spiccate doti balistiche come l'atleta della Georgia, ma un elemento con maggiore propensione alla costruzione del gioco. Dunque Varese, compatibilmente con l'asfitticità del mercato, preferirebbe puntare su un play-guardia o addirittura su un playmaker puro, con l'intento di sgravare Cameron Wells dalle responsabilità della regia per liberarne le doti realizzative nello spot di guardia, come accadeva spesso al Giessen. La caccia è aperta puntando su un giocatore esperto d'Europa e già rodato nel 2017/18, non potendo affidarsi a scommesse o giocatori da rimettere in forma dopo lunghi stop. I tempi ristrettissimi per il tesseramento (termine ultimo le 11 di domani, anche se si giocherà il 2 gennaio) impediscono di trovare il rinforzo in tempo utile per la trasferta di inizio 2018 a Brindisi. La società di piazza Monte Grappa vuole però portare a Varese entro mercoledì prossimo il sostituto di Antabia Waller con tutti i documenti necessari per poterlo schierare il 7 gennaio a Cremona. Giuseppe Sciascia
  8. La Openjobmetis Varese è sul mercato. E questa è la prima notizia. La seconda, di gran lunga meno importante, è che lo sbandierato (ma “disperato” nelle sue possibilità di accoglimento...) ricorso per l’errore al tavolo degli ufficiali di campo con il cronometro dei 24” nel match contro la Virtus Bologna non verrà esperito. Questo quanto dedotto da un comunicato diffuso nel primo pomeriggio di ieri nel quale, tuttavia, la società biancorossa ha provveduto a «...stigmatizzare l’inadeguato operato della terna arbitrale e degli ufficiali di campo...». Non solo “2” Si parta però da Antabia Waller, che ieri ha eseguito gli accertamenti medici strumentali dopo l’infortunio al ginocchio subito durante l’allenamento di mercoledì 20 dicembre. Il responso degli stessi è stato lapidario: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. In soldoni? Stagione finita. La guardia ex Mornar Bar dovrà infatti operarsi e il rientro sul parquet in casi simili - tra riabilitazione e riattivazione agonistica- non avviene normalmente prima di almeno sei mesi. Tutto ciò significa che da ieri Attilio Caja è ufficialmente senza il “2” titolare e che sarà necessario ricorrere immediatamente al mercato. La cernita del profilo giusto è già iniziata nel pomeriggio di ieri, una volta appresa la brutta novella su Antabia: lo staff tecnico ha stilato una rosa di una ventina di nomi e da tale elenco dovrà uscire il prescelto. Non ci si fossilizzerà sulle guardie pure: Varese cerca il miglior elemento attualmente disponibile su piazza tra gli esterni compatibilmente con le proprie disponibilità economiche, contando di poter integrarlo in ruoli anche parzialmente diversi. Quel che è certo è che la società non potrà sottrarsi a un sacrificio finanziario non previsto, tra la transazione che si cercherà con Waller e l’ingaggio del nuovo acquisto. Il dietrofront Per ciò che riguarda Varese-Virtus, invece, la giornata di ieri è stata caraterizzata da un innegabile dietrofront comunicativo. Dopo la partita, a caldo, i dirigenti biancorossi avevano annunciato urbi et orbi la volontà di presentare ricorso alla Federazione per il danno subito sul punteggio di 81-83, quando il cronometro dei 24" si è bloccato per diversi secondi prima di essere fatto ripartire dagli ufficiali di campo senza che sul parquet nessuno si accorgesse. Nemmeno gli arbitri, che hanno contestato un’infrazione di 24” a Varese solo dopo una lunga consultazione all’istant replay, togliendo alla stessa squadra biancorossa una rimessa dal fondo conquista (stoppata di Slaughter su Wells) con ancora 5” secondi da giocare nell’azione. Questo il comunicato di ieri: «In riferimento a quanto pubblicato oggi da alcuni quotidiani (tuttindr....), Pallacanestro Varese comunica che non è sua intenzione proporre ricorso per quanto accaduto ieri, martedì 26 dicembre, in occasione della partita con la Segafredo Virtus Bologna. valida per la dodicesima giornata del campionato LBA 2017-18. Questa decisione è stata presa per rispetto nei confronti della Società bolognese, cui vanno le congratulazioni per la vittoria ottenuta sul campo, al termine di un’emozionante gara che ha rappresentato uno spot bellissimo per il nostro sport...». Qualche riga più tardi, tuttavia, si continua così: «Parallelamente, e con rammarico autentico, Pallacanestro Varese non può non stigmatizzare l’inadeguato operato della terna arbitrale e degli ufficiali di campo che, nell’occasione, non si sono dimostrati di livello pari a quello delle squadre nella gestione delle situazioni venutasi a creare, come innegabilmente testimoniato dalla stessa diretta televisiva. Le decisioni tecniche che ne sono scaturite hanno condizionato il regolare svolgimento della gara e, si sottolinea, avrebbero potuto penalizzare sia l’una che l’altra parte in campo. In vista del prosieguo del campionato, Pallacanestro Varese si augura che la classe arbitrale dimostri di avere al suo interno qualità, capacità di analisi e critica e che gli stessi arbitri siano considerati parte di un sistema fortemente determinato ad investire risorse importanti per riqualificare la categoria all’eccellenza del passato». Fabio Gandini
  9. La tegola Tay Waller piomba sulla missione salvezza di Varese. La guardia statunitense dovrà restare ai box per un periodo di tempo ancora da definire a causa di una distorsione al ginocchio destro accusata nell'allenamento di mercoledì. Una brutta torsione verso l'interno mentre il giocatore stava andando in contropiede, che al momento non è valutabile con esattezza: l'articolazione è ancora troppo gonfia per effettuare gli esami specialistici necessari a stabilire diagnosi e prognosi. Fino ai primi giorni della prossima settimana, probabilmente dopo la gara del 26 dicembre contro Bologna, sarà impossibile valutare se si tratta di un problema risolvibile mediante terapie (ma potrebbero servire non meno di 4 settimane di stop), oppure si tratterà di una situazione più grave con la necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico. Quel che è sicuro è che Waller - secondo miglior marcatore biancorosso a 11,4 punti di media - salterà il prossimo impegno casalingo di martedì prossimo, dal quale Varese proverà comunque a spremere punti vitali in chiave salvezza, e a meno di clamorosi colpi di scena anche le due trasferte di inizio 2018 sui campi delle dirette rivali Brindisi e Cremona. Nella contingenza immediata ci sarà spazio in quintetto base per Aleksa Avramovic, forse l'elemento più in forma delle ultime settimane; ma pur con tutte le cautele del caso, la società di piazza Monte Grappa sta monitorando quel che offre il mercato per farsi trovare pronta in caso di necessità ineludibili (leggi uno stop superiore alle 3-4 settimane da parte dell' atleta del 1988). Nell'ipotesi peggiore tali da superare anche i vincoli di bilancio, rimanendo nel "target" economico del 2017-18 e non potendo pescare un altro jolly di valore assoluto (tecnico, ma anche monetario) come il Dominique Johnson del 2016-17. Piuttosto il problema è legato alla scarsità di soluzioni disponibili: giocatori tagliati o liberabili in Italia non ce ne sono (potrebbe esserlo Marques Green fra 10 giorni a Venezia, ma l'autonomia a 35 anni e il ruolo da play puro non ne fanno un profilo ad hoc). Si prova a capire cosa può esserci disponibile negli altri campionati europei, escludendo gli atleti inattivi dal 2016-17 vista la necessità di inserire eventualmente un giocatore già pronto e rodato. Ma anche se da qui alla prossima settimana si dovessero individuare profili che calzano alle necessità tecniche e alle disponibilità economiche, c'è da fare i conti con le festività natalizie con relativa chiusura degli uffici del Coni che rilasciano i visti per gli extracomunitari. Dunque a meno di non trovare un giocatore con passaporto dell'Unione Europea - con costi parametrati alla difficoltà di una ricerca assai circoscritta, molto più facile invece reperire un americano disponibile o già attivo in Italia, sarebbe impossibile trovare un sostituto "arruolabile" prima del match del 7 gennaio a Cremona o addirittura dell'ultima di andata del 14 gennaio contro Torino. Se invece il problema di Waller fosse meno grave - attorno al mese di stop - Varese proverà a stringere i denti in attesa del recupero della guardia del 1988. Ad oggi si naviga a vista, preparando le strategie alternative in attesa del responso definitivo degli specialisti. Di sicuro però la truppa di Attilio Caja dovrà affrontare in emergenza sul perimetro due gare assai delicate come quelle contro Virtus Bologna e Brindisi, che negli auspici avrebbero potuto garantire un abbrivio importante verso la zona tranquillità. Oggi più che mai invece Varese deve guardarsi alle spalle. Giuseppe Sciascia
  10. La Pallacanestro Varese ha ripreso la normale routine di lavoro in vista della trasferta di domenica a Pesaro. Doppia seduta ieri a Masna-go per la truppa di Attilio Caja, rimasta a riposo sabato e domenica in coincidenza con la prima pausa della serie A riservata alle attività delle Nazionali (il campionato si fermerà di nuovo dall'11 febbraio al 4 marzo tra Final Eight di Coppa Italia e seconda franche delle qualificazioni ai Mondiali 2019 in Cina). Ranghi pressoché completi per il tecnico pavese in attesa del ritorno di Aleksa Avramovic dalla Serbia: la guardia del 1994 tornerà in gruppo oggi pomeriggio dopo l'esperienza in Nazionale (solo allenamenti senza scendere in campo per l'atleta biancorosso) e sarà a disposizione di Artiglio nell'amichevole ufficiale prevista per domani a Gallarate (palestra di via Sottocosta, ore 18.30) contro la Vanoli Cremona di Meo Sacchetti. Un test agonistico per non perdere l'abitudine al basket giocato e prepararsi al meglio alla sfida sul campo della Vuelle, una dei quattro fanalini di coda della classifica attuale, e potenzialmente prima avversaria sulla quale fare corsa per allontanarsi dalla zona retrocessione. Ma mentre Varese si affida al lavoro in palestra per preparare la trasferta sul parquet dell'Adriatic Arena, nelle Marche c'è agitazione sul fronte mercato. E sul cammino dei biancorossi ci sarà anche l'ex Rihards Kuksiks: il 29enne tiratore lettone che giocò a Varese nel 2015/' 16 ha firmato con Pesaro per tamponare la doppia falla sul perimetro aperta dagli infortuni di Mario Little e Patricio Bertone. L'ala statunitense è ai box da ormai un mese; la Vuelle ha provato a rimpiazzarlo con Guido Rosselli in uscita dalla Virtus Bologna ma l'ala di Empoli ha scelto di tornare in A2 alla Fortitudo. La guardia argentina s'è invece infortunata sabato alla caviglia destra nell'amichevole disputata dalla Vuelle contro la Segafredo; al momento non è certo il suo recupero per la gara contro Varese, pertanto Pesaro s'è lanciata sul mercato in cerca di un rinforzo. E ha riaperto il canale con Kuksiks, già sondato senza esito qualche settimana fa, fino a portarlo alla positiva conclusione con la firma di un accordo di un mese più uno successivo. L'atleta del 1988, che era in Lituania al Nevezis (14.2 punti e 4.8 rimbalzi di media), sbarcherà domani nelle Marche in modo da essere tesserato nei tempi previsti (entro le ore 11 di venerdì) per debuttare proprio contro il team di Caja. Che poi aspetta l'altro grande ex Eric Maynor nel match del 10 dicembre al PalA2A contro Capo d'Orlando in occasione dell'inaugurazione del nuovo tabellone led cube. Giuseppe Sciascia
  11. Qual è stata la sorte e come stanno giocando alcuni dei “nomi” valutati o addirittura concretamente trattati dalla Openjobmetis durante l’ultimo mercato estivo? Breve viaggio nella Varese che poteva essere e invece non è stata: italiani o stranieri, possibili upgrade rispetto a ciò che la realtà sta decretando sul campo o “pericoli scampati” che siano stati, un po’ di curiosità è rimasta. Cerchiamo di soddisfarla, premettendo di non avere alcuna pretesa di completezza o di esattezza senza macchie: fino a prova contraria il mercato lo fanno i dirigenti e non i giornalisti. E a dividere i primi dai secondi – per fortuna, oseremmo scrivere – permangono ancora dei segreti. Il mancato arrivo più eclatante risponde alla figura di Jake Odum, non tanto per la concretezza della trattativa (che comunque è stata più che intavolata) quanto per l’ipotetica valenza del giocatore, peraltro tutta da verificare alla prova del parquet. Il regista ex Wurzburg è stato insomma una concreta alternativa a Cameron Wells, prima di prendere l’aereo per la Turchia e accasarsi nell’ambizioso e di certo economicamente più potente Banvit. Dove sembrava esser stato celebrato un matrimonio d’amore e di reciproca soddisfazione: tre partite di campionato a 16,6 punti di media con il 50% da 3 e tre partite di Basketball Champions League a 9,3 punti media in 25 minuti di utilizzo. Sembrava: il play ha lasciato l’Anatolia cestistica lo scorso 17 novembre per approdare al Nizhny Novgorod, spiegando che troppi problemi intercorrevano con il club turco. A proposito di “1”: è stato in ballottaggio per alcune settimane con Matteo Tambone per il ruolo di regista di riserva. Scriviamo di Marco Spanghero, classe 1991 con trascorsi a Trento, Verona e Brindisi. Alla fine il giocatore triestino è approdato a Tortona nel campionato di serie A2 Ovest: con la Bertram, oggi come oggi ottava in graduatoria, sta segnando 11,6 punti di media in 30,3 minuti, con il 38% sia da 2 che da 3. L’atleta non arrivato alla corte di Caja che però ci è andato più vicino a farlo è stato Niccolò De Vico. La spedizione sul parquet di Biella per vederlo giocare, i contatti con l’agente, la concorrenza delle altre squadre che sembrava battuta: trattativa più che avanzata, si dice in questi casi. L’ala del 1994 ha però scelto Reggio Emilia, squadra dall’inizio di stagione tribolato nella quale l’impatto del giovane ex capitano piemontese – chiamato al primo salto di categoria della carriera - si è finora percepito poco: 2,5 punti segnati in 13 minuti di media, con il 50% da 2 e il 12,5% da 3. Non fa meglio in Eurocup: 2,3 punti in 15 minuti con 0/5 complessivo da 2, 18% da 3 e l’83,3% ai liberi. Non si è andati lontanissimi dalla firma nemmeno di Stefano Masciadri, una delle opzioni per chiudere il roster insieme al poi effettivamente acquistato Nicola Natali. L’ala del 1989, 2 metri di altezza, è rimasto a Ravenna (serie A2 Est) dove sta giocando discretamente: segna 7,8 punti in 22,7 minuti e tira con il 60% da 2 e il 53% da 3. Nella categoria analizzata in questo articolo dovrebbero entrare a pieno titolo anche Oderah Anosike e Christian Eyenga, i due ex che – rispetto agli altri compagni della stagione 2016/2017 – è stato più probabile rivedere in biancorosso (per onestà va anche scritto che, tra i due, solo Air Congo è quello che ci è andato piuttosto vicino). Il pivot e l’ala, come noto, oggi militano in Spagna, rispettivamente a Siviglia e al Fuenlabrada: il centro viaggia a 11,2 punti e 6 rimbalzi con il 61% da 2 (e la sua squadra sta recuperando terreno dopo aver assaggiato l’ultimo posto); il 3 galoppa a 12 punti di media con il 47% da 2, il 34% da 3 e 4,9 rimbalzi. Infine ce n’è un’altra di categoria, ben diversa da quella fin qui lumata, a scrivere il vero piuttosto scivolosa e dai contorni non ben definiti: è quella dei giocatori offerti dagli agenti (o auto-offertisi, anche…), che una chiamata qui e là per sondare il terreno giustamente non se la negano mai. Di questa sezione facciamo solo tre esempi: Brian Sacchetti, Andrea De Nicolao e l’ex Orlandina Dominique Archie. Il primo ora impreziosisce la Brescia capolista (6,4 punti in 21 minuti uniti a 4,3 rimbalzi); il secondo sta trovando il suo spazio nella Reyer Venezia campione d’Italia (3,8 punti in 14 minuti e 3,3 assist in campionato, 2,7 punti in 15,2 minuti e 3,2 assist in Champions League); il terzo è finito in Israele, al Bnei Rav Bariach Herzliya (10,1 punti in 26 minuti con il 65% da 2 e il 28% da 3). Tre atleti stimabilissimi, ma non certo delle trattative fattibili per Varese. Fabio Gandini
  12. Matteo Laganà ha scelto Capo d'Orlando. Niente colpo finale per il mercato di Varese: il 17enne talento Calabro ha preferito la soluzione logisticamente più comoda rispetto ad una nuova avventura in Lombardia dopo la stagione 2016-17 disputata a Milano. L'atleta del 2000 firmerà un accordo quadriennale con la Betaland, che nel 2017-18 lo utilizzerà come terzo playmaker dietro all'americano Talton e allo slovacco Ihring, dandogli spazio di gioco nella società satellite Agatirno militante in C Silver. L'alternativa Varese, che a sua volta proponeva un accordo pluriennale con doppio tesseramento per la prossima stagione con la Coelsanus in serie B, è stata presa in seria considerazione fino all'ultimo, ma alla fine la possibilità di riavvicinarsi a casa ha giocato un ruolo decisivo nella scelta della famiglia dell' atleta. Al momento non sono previsti ulteriori innesti nel roster biancorosso che comunque sarebbe al completo se Manuel Rossi dovesse sciogliere l'attuale riserva ed accettare il contratto biennale che la società gli aveva proposto due settimane fa. La situazione è in stallo: il 19enne playmaker nato cestisticamente alla Valceresio preferirebbe giocare da protagonista nelle Minors (era un obiettivo primario della Coelsanus che però si è ritirata in buon ordine quando la Pall.Varese ha inserito l'atleta del 1997 nei suoi piani), se però non firmerà il contratto accettando il ruolo da undicesimo in serie A, rischia di restare ai box per tutta la stagione fino allo svincolo automatico l'1 luglio del prossimo anno. L'unica alternativa è che Varese valuti la possibilità di aggregare un ospite per il ritiro e la prima parte del precampionato, pescando tra i giocatori senza contratto come era accaduto lo scorso anno con Massimo Bulleri (e per qualche settimana anche Stefano Borsato). Ma non sembrano esserci le condizioni per un'aggiunta "extra": l'operazione Laganà avrebbe rappresentato un investimento interessante in ottica futura a costi inizialmente limitati, un undicesimo giocatore senior rischierebbe di "erodere" il tesoretto (circa 70mila euro sugli 800mila ipotizzati inizialmente come monte stipendi netto) da conservare in caso di necessità per evitare extrabudget a stagione in corso. Intanto continuano le chiamate di allenatori stranieri ad Attilio Caja in cerca di notizie sul conto di O.D. Anosike ed Eric Mavnor: l'ultimo a farsi vivo è stato Eric Elfassi, coach dell'Ironi Nahariya del campionato israeliano, intessato sia al centro nigeriano che al play statunitense. Il lungo del 1991 resta comunque in corsa per tutte e quattro le situazioni aperte in serie A di squadre in caccia del centro titolare. Però Capo d'Orlando e Brindisi (dove peraltro è già stato nella seconda metà del 2014-15) hanno risorse troppo limitate, Cremona lo valuta ma Meo Sacchetti preferirebbe un lungo più atletico, e alla Virtus Bologna è considerato un profilo in subordine a quello di altri elementi dal pedigree più importante (a partire da Joey Dorsey, che dopo aver iniziato la stagione 2016-17 al Barcellona ha chiuso in Turchia al Best Balikesir retrocedendo in seconda lega). Giuseppe Sciascia
  13. Passi avanti sul fronte Matteo Laganà sull'asse Pallacanestro Varese e Robur et Fides. L'operazione per portare in biancorosso il 17enne talento di Reggio Calabria - tra i tre italiani della sua annata convocati al camp Basketball Without Borders in programma da 13 al 16 agosto in Israele - procede con tutte le difficoltà del caso legate ad un'atleta ancora minorenne. Non c'è fumata bianca definitiva: da risolvere i problemi extratecnici - leggi sistemazione logistica e scolastica - legati alla sistemazione della guardia che nel 2016-17 ha assaggiato il basket senior in serie B all' Urania Milano. Però il dialogo tra Attilio Caja e Cecco Vescovi - dopo quello dei vertici societari che ha coinvolto Claudio Coldebella e Claudio Corti - ha messo le basi per la possibile condivisione delle prestazioni del giocatore nel suo eventuale primo anno di militanza sotto le Prealpi. La bozza di intesa tra le parti prevede che l'atleta del 2000 possa allenarsi principalmente con la serie A, svolgendo comunque le sedute con la Coelsanus - che lavora al Campus, a 200 metti dal PalA2A - dopo aver concluso gli impegni con Attilio Caja. In caso di concomitanza tra le partite delle rispettive prime squadre, sarebbe la Robur ad avere la precedenza per l'utilizzo di Laganà: l'idea sarebbe quella di sfruttare la disponibilità della serie B gialloblù per far maturare esperienze significative al 17enne prospetto visto in azzurro agli Europei Under 16 dell'anno scorso. Una full immersion cestistica di 12 mesi per un programma pluriennale di crescita di un giocatore che in ottica futura potrebbe rappresentare un investimento interessante per la serie A. Certo il ruolo di Laganà non è troppo diverso da quello del prodotto nostrano Parravicini, ma memori di quando Gianluca Basile venne scartato nel lontano 1995 al provino con Varese perché nel suo ruolo c'era già Andrea Meneghin, quando si parla di talento e futuribilità è sempre meglio non farsi scappare opportunità ghiotte come quella che potrebbe scaturire dall'operazione Laganà. Che è l'ultima in sospeso in un mercato estivo chiuso in largo anticipo rispetto alle ultime 4 stagioni. Ora la società è già al lavoro per gli aspetti operativi - logistica e visti - dello sbarco dei giocatori della stagione 2017-18: il calendario degli arrivi sarà inaugurato da Cameron Wells, che arriverà in città domenica 13 agosto anticipando la procedura di "acclimatamento" rispetto al primo appuntamento di mercoledì 16. L'unico ritardatario sarà Norvel Pelle, che si aggregherà direttamente a Chiavenna dal 22 agosto dopo aver esaurito gli impegni con la maglia del Libano. Inoltre c'è il punto interrogativo su Matteo Parravicini: il 16enne prospetto del vivaio convocato per il ritiro di Chiavenna, da ieri è a Roma a giocarsi un posto per gli Europei Under 16. Varese ha comunque convocato a Chiavenna Gianmarco De Vita, la 20enne ala piccola che nelle ultime due stagioni si era allenato con la serie A: l'atleta del 1997 svolgerà il ritiro in provincia di Sondrio e poi si unirà ad Oleggio agli ex compagni delle giovanili Matteo Lo Biondo e Marco Calzavara. Giuseppe Sciascia
  14. Un acquisto ufficiale e uno virtuale per completare il parco stranieri della Pallacanestro Varese. Ieri la società di piazza Monte Grappa ha formalizzato l'ingaggio di Damian Hollis, comunicando l'accordo annuale raggiunto con il 29enne atleta di passaporto ungherese scelto, dopo il no di Christian Eyenga, per completare il roster con un tocco di qualità nello spot di ala forte. Ma da ieri anche Norvel Pelle si può considerare a tutti gli effetti un atleta della Pallacanestro Varese per la stagione 2017-18; è scaduta alle 24 di martedì la clausola d'uscita a pagamento per NBA, coppe europee, VTB League e Cina inserita nel contratto biennale firmato a luglio 2016. La scelta di Hollis è stata ulteriormente "benedetta" da Attilio Caja, che illustra così le ragioni dell'ingaggio del giocatore del 1988, alla sua seconda esperienza in A dopo la parentesi del 2014-15 a Cantù e che vanta però un pàlmares ricco di vittorie (scudetto e coppa in Ungheria e Portogallo, Coppa Italia di A2 a Biella nel 2013-14 e promozione in A con Brescia nel 2015-16). «Si tratta di un atleta dotato di grandi qualità tecniche che, con il lavoro quotidiano e le motivazioni, sarà in grado di fare un campionato di Serie A all'altezza. Grazie al suo talento offensivo e ai miglioramenti ottenuti con le esperienze maturate in questi anni, tra l'A2 vinta a Brescia e il campionato portoghese vinto al Benfica dove ha disputato una positiva FIBA Europe Cup, ci potrà dare una mano. Come ha già dimostrato in passato siamo convinti che potrà fare bene in Italia». La conferma di Pelle, miglior stoppatore della serie A 2016-17, è invece automatica alla luce dell'impossibilità di eventuali acquirenti di "strappare" dietro versamento di un buyout il centro di Antigua alla società di piazza Monte Grappa. L'atleta del 1993 è stato uomo-mercato a giugno, quando prima Sassari e poi Avellino - ma anche vari club esteri - avevano sondato i suoi agenti. I 75mila euro della clausola rescissoria avevano però dissuaso tutti i potenziali acquirenti. A dire il vero, la Sidigas ci aveva rifatto un pensierino dopo metà luglio, ma il ricordo dell'esperienza di 4 anni fa per il buyout di Frank Vitucci ha indotto la proprietà irpina a spegnere qualsiasi ipotesi di trattativa con il club di piazza Monte Grappa. Nel frattempo Pelle ha appreso che nella Varese 2017-18 avrebbe fatto coppia con un lungo meno interno rispetto a O.D. Anosike col quale aveva diviso i minuti (24 per il nigeriano e 16 per il carabico) nel 2016-17: la possibilità di avere più spazi dietro e a fianco di Cain ha contribuito a convincere l'atleta del 1993 a sfruttare la chance del secondo anno di apprendistato dopo gli esiti positivi della cura-Caja su un atleta ancora acerbo sul piano tecnico. Di certo gli sarà utile la full immersion cestistica al quale si è sottoposto in questi mesi: Pelle ha provato a strappare un posto in NBA con diversi workout a giugno, poi si è allenato con i Miami Heat disputando le Summer Leagues di Orlando e Las Vegas. Infine l'esperienza con il Libano, che gli ha conferito la "nazionalità sportiva" per aggiungerlo alla Nazionale che disputerà in casa l'Asia Cup in programma dall' 8 al 20 agosto a Beirut. L'atleta del 1993 è atteso a Chiavenna il 22 agosto, di certo però Caja potrà contare su un giocatore già in forma fisica, ma soprattutto maturato dalle esperienze di gioco di questa estate di superlavoro. Giuseppe Sciascia
  15. Ora è ufficiale: Damian Hollis è un nuovo giocatore della Openjobmetis Varese, e anche il tassello che chiude la campagna acquisti, perlomeno per quanto riguarda le rotazioni principali. Dopo le conferme di Ferrero, Avramovic e Pelle, sono arrivati Okoye, Waller, Wells, Tambone, Natali, Cain e appunto Hollis. Il roster, al netto di alcuni innesti di giovani, è al completo e questa sarà la squadra che ammireremo nella prossima stagione. Hollis ha firmato, così come Cain e differentemente dal resto dei compagni, un contratto di una sola stagione. Dopo il no di Eyenga, che ha firmato in Spagna con il Fuenlabrada, arriva l’ala americana con passaporto ungherese, reduce da una buona stagione con il Benfica, con cui ha anche affrontato Varese nei preliminari della scorsa Fiba Champions League. Nato il 19 agosto 1988, e perciò vicino a compiere 29 anni, si è formato presso la George Washington University: concluso l’apprendistato negli States, è sbarcato in Europa vestendo dapprima la maglia dei belgi del Viviers-Pepinstar, spostandosi poi in Ungheria, dove ha anche ottenuto il passaporto da comunitario: tre stagioni all’Alba Fehérvár, con cui vince coppa e campionato ungherese, poi lo sbarco in Italia. Prima a Biella, nel 2013 in DNA Gold, con una stagione da 18 punti e 6,5 rimbalzi di media, poi Cantù nel 2014/2015 (5,5 punti, 3,9 rimbalzi in campionato; 8 punti e 3,4 rimbalzi in Eurocup). Dopo una parentesi in Grecia con l’AGO Rethymo, torna in Italia a Brescia, dove contribuisce da protagonista alla promozione in Serie A, con cifre importanti: 17 punti e 7,5 rimbalzi con il 55% da 2 e il 39% da 3. Si guadagna la chiamata del Benfica, con cui vince il campionato portoghese (14 punti e 5,6 rimbalzi), e partecipa prima alla qualificazione alla FIBA Basketball Champions League contro Varese (16 punti e 7,5 rimbalzi) e quindi alla FIBA Europe Cup dopo l’eliminazione al preliminare (17,6 punti e 5,7 rimbalzi). Soddisfatto Attilio Caja per la firma di Hollis, dopo la delusione per aver perso Eyenga: «È un ragazzo che abbiamo seguito con attenzione e che la scorsa stagione, con la maglia del Benfica, ha fatto bene sia in campionato sia in FIBA Europe Cup. Inoltre due anni fa a Brescia in Serie A2 ha giocato un campionato importante, risultando decisivo per la Leonessa. Si tratta di un atleta dotato di grandi qualità tecniche che, con il lavoro quotidiano e le motivazioni, sarà in grado di fare un campionato di Serie A all’altezza. Con le esperienze maturate in questi anni ci potrà dare una mano. Come ha già dimostrato in passato siamo convinti che potrà fare bene in Italia». Alberto Coriele
  16. Matteo Bonetti racconta Dannali Hollis. Il patron della Leonessa Brescia, ultima tappa italiana del giocatore che Varese ha scelto per completare il nuovo roster, racconta pregi e difetti della 29enne ala forte di passaporto ungherese per il quale ha maturato una forte predilezione nel 2015/'16. «Damian è un giocatore super: ha grande talento, è fortissimo nell'1 contro 1 ed è un buon tiratore frontale. Sul campo è un'ala forte di alto livello, che ha bisogno dell'ambiente giusto per rendere al meglio. Fuori del campo è un ragazzo molto intelligente e molto generoso: gira con il suo cane Onyx al quale è legatissimo ed è una persona molto sensibile che nel Giorno del Ringraziamento (festività alla quale gli statunitensi sono legatissimi - ndr) organizza una cena col tradizionale tacchino per i bambini di un'associazione segnalatagli dalla società. Quando è stato da noi ha cucinato personalmente per 30 persone». Talento indiscutibile con tanto di partecipazione ai Mondiali U19 del 2007 rappresentando gli Stati Uniti, che però non ha mai sfondato ad alto livello: come se lo spiega? «Avendo origini giamaicane, ha uno spirito caraibico, con lui bisogna essere chiari sui ruoli: se lo metti in competizione con un altro elemento tende a sedersi. Ma quando la posta si alza, egli alza il livello del gioco: nelle finali contro la Fortitudo Bologna è stato l'MVP assoluto al culmine di playoff super. In difesa è molto scaltro, sembra non si danni l'anima ma in realtà non è così: di sicuro non è un agonista ma più un esteta del basket». Per quale motivo Brescia non lo ha confermato la scorsa estate? «La prima richiesta economica era decisamente superiore alle nostre possibilità, poi in realtà nell'ossatura di una squadra con un playmaker come Luca Vitali ci serviva un giocatore dalle caratteristiche differenti, infatti scegliemmo un "professore" con spiccate doti balistiche come Marcus Landry. Però ne conservo un ottimo ricordo: per me Damian è come un figlio ed è un giocatore che prenderei sempre». Secondo lei, Hollis può essere un giocatore in grado di fare la differenza anche in A? «A me piace tantissimo perché ha un talento incredibile; certo ci vuole il giusto contesto per esaltarne le qualità e sono convinto che anche in serie A possa fare molto bene. Di sicuro deve avere ben chiaro il suo ruolo da protagonista; inoltre va supportato senza farsi ingannare da un linguaggio del corpo che apparentemente può sembrare indolente. In realtà non è così, ma a Brescia all'inizio della stagione c'era qualcuno che lo criticava. Alla distanza ho avuto ragione io e ci ha portato in serie A...». Come giudica la convivenza tra Hollis e il suo vecchio avversario Attilio Caja (Bonetti sfidò più volte l'attuale tecnico di Varese quando guidava le giovanili della JuVi Cremona nei primi anni '90 - ndr)? «Se saprà prendere Damian per il verso giusto, Varese avrà trovato un fenomeno. Non sarà facile perché Attilio impronta il suo modo di allenare sul lavoro, ma Hollis è un giocatore capace di risolvere da solo le difficoltà dell'attacco e che può risultare immarcabile con la sua duttilità. Certo, toccherà anche a lui farsi trovare pronto al livello della serie A: molto dipenderà pure dalla capacità dei compagni, e in particolare del playmaker, di servirlo nei modi e con i tempi giusti». Giuseppe Sciascia
  17. Presente, passato e previsioni future illustrate ai consorziati di Varese nel Cuore, nel corso di un'assemblea - tenutasi ieri al PalA2A - cui hanno preso parte circa una trentina di piccoli proprietari. Al tavolo dei relatori il presidente del Consorzio Alberto Castelli, il direttore generale Claudio Coldebella e coach Attilio Caja, quest'ultimo chiamato a relazionare i presenti sul roster che avrà a disposizione per affrontare l'incipiente stagione agonistica. Una rosa che verrà completata con ogni probabilità da Damien Hollis, 29 anni, 203 cm di altezza e un passato italiano a Biella, Cantù e Brescia: con il giocatore naturalizzato ungherese si è arrivati allo scambio dei contratti (Varese ha già firmato) ed è possibile che venga annunciato ufficialmente già nei primi giorni della prossima settimana. Hollis completerà un gruppo che - come ammesso dallo stesso Coldebella davanti alla platea dei piccoli proprietari - peserà economicamente assai meno sulle casse societarie rispetto allo scorso anno, con un'erosione del monte stipendi netto di circa il 25%. Da qui l'esigenza di costruire una squadra con raziocinio e oculatezza, una formazione che punterà molte delle proprie fortune sull'asse play-pivot Wells-Cain e e sull'agonismo dei loro compagni, contando anche sul pizzico di talento offensivo fornito dall'ultimo (quasi) acquisto. In un campionato - come ha spiegato Caja - che almeno sulla carta vedrà aumentare le pretendenti alle posizioni playoff (almeno 10: lo dicono i soldi investiti dalle stesse... ), il compito di Varese - ai nastri di partenza inseribile nella fascia restante di squadre - non sarà facile, ma verrà affrontato senza paura e con grandi motivazioni, a partire da quelle di ferro proprio "dell'Artiglio". Un rammarico, se c'è, è quello di non essere riusciti a confermare alcune pedine fondamentali della scorsa stagione (tralasciando gli "impossibili" Maynor e Johnson, per tali si intendono Eyenga e Anosike), vantaggio che avrebbe permesso di ripartire dal brillante lavoro tecnico svolto negli ultimi quattro mesi del campionato 2016/2017. Nella riunione sono stati toccati anche tanti altri argomenti: l'ingresso di Gianfranco Ponti a capo del settore giovanile, i cui dettagli sono stati illustrati da Castelli che ha anche risposto alle domande dei consorziati in merito; le modifiche allo statuto di Varese nel Cuore; la questione riguardante il "cubo", struttura che entro la fine del 2017 andrà a migliorare la fruibilità del palazzetto. Di ieri anche la conferma di una notizia già riportata su queste colonne mercoledì: Norvel Pelle giocherà i campionati asiatici con il Libano dall'8 al 20 agosto. Ieri è arrivato il nulla osta di piazza Monte Grappa: Pelle si aggregherà a Varese presso il ritiro di Chiavenna. Fabio Gandini
  18. La Pallacanestro Varese punta decisamente su Damian Hollis per completare il roster 2017-18. La 29enne ala statunitense, in possesso di passaporto ungherese acquisito per meriti sportivi nel triennio dal 2010 al 2013 in cui ha giocato all'Alba Fehervar, è la prima scelta della società di piazza Monte Grappa dopo il "check" di costi e qualità dei candidati vagliati nello spot di ala forte. L'atleta del 1988, figlio d'arte di un ex professionista (il padre Essie giocò in Italia nei primi anni ' 80 in A2 a Chieti), è stato preferito alla concorrenza per la capacità di costruirsi un tiro dal palleggio rispetto agli altri profili. Un elemento capace di andare fuori dalle righe sul parquet - mentre le referenze umane raccolte nelle precedenti destinazioni italiane a Biella, Cantù e Brescia sono comunque positive - che dovrebbe dare alla manovra quel "quid" di imprevedibilità offensiva necessaria ad aumentare il tasso di qualità del gruppo. A livello di serie A Hollis è per certi versi una scommessa: la sua unica apparizione nel 2014-15 a Cantù - dove era arrivato dopo un eccellente 2013-14 in A2 a Biella chiuso a 18,1 punti e 5,7 rimbalzi col 47% da 3 - non è stata memorabile (5,5 punti e 3,9 rimbalzi in 20 gare, venne sostituito da Metta World Peace). Nel 2015-16 l'atleta nativo della Florida è tornato nel primo campionato dilettantistico conquistando la promozione in serie A da leader assoluto con la maglia di Brescia (17,1 punti e 7,5 rimbalzi sfiorando il 40% da 3). Poi la scorsa estate la chiamata del Benfica Lisbona, nelle cui file ha disputato la FIBA Europe Cup (17,6 punti e 5,7 rimbalzi di media) dopo aver conteso proprio a Varese l'accesso alla Champions League nel turno preliminare nel quale si mise in luce al PalA2A realizzando 21 punti nella vittoria di 2 lunghezze che non bastò comunque ai lusitani visto il meno 3 casalingo dell'andata. Hollis è un giocatore di talento che giostra principalmente fronte a canestro ma ha anche qualità tecniche in post basso; un elemento con qualità tecniche e duttilità che non è sempre al massimo dell'intensità agonistica praticando un basket più "felpato" che aggressivo. Ma a Varese piace molto la classe che è in grado di sfoggiare in diversi aspetti del gioco; e nel suo palmares personale ci sono comunque tanti successi (campionato e coppa nel 2013 in Ungheria, campionato e coppa nel 2017 in Portogallo più l'A2 italiana vinta 12 mesi fa a Brescia). L'atleta del 1988 sembrava vicinissimo alla firma a Digione in Pro A francese, poi nel weekend il club transalpino ha cambiato idea e Varese si è mossa rapidamente. Sull'atleta del 1988 c'erano richieste da parte di alcuni club di A2 (Reggio Calabria e Virtus Roma su tutti), ma l'occasione di tornare in A per cercare il definitivo salto di qualità a 29 anni - stessa età dei possibili futuri compagni Wells, Waller e Cain - è evidentemente assai ghiotta per l'atleta laureato alla George Washington University. I costi sono sicuramente abbordabili, se non ci saranno intoppi nella trattativa Attilio Caja avrà trovato in Hollis il pezzo del puzzle mancante. Giuseppe Sciascia
  19. Varese sposta l'obiettivo verso lo spot di ala forte nella ricerca dell'ultimo tassello del roster. Il summit tra il d.g. Claudio Coldebella e il coach Attilio Caja al ritorno del dirigente dagli Stati Uniti ha stabilito le nuove priorità del mercato dopo la fumata nera con Christian Eyenga. È limitata la disponibilità di giocatori di passaporto europeo ragionevolmente agganciabili dalla società di piazza Monte Grappa in base alle disponibilità attuali che sono un discreto gruzzolo da investire sul mercato dei free agent, ma non la rendono competitiva per arrivare ai profili di caratura internazionale tuttora disponibili. Dunque l'attenzione si sposta verso il "numero 4", sfruttando la duttilità di Stan Okoye che nei piani iniziali doveva occupare lo spot di titolare nel ruolo di ala forte, ma che nel 2016-17 ad Udine aveva giocato stabilmente da ala piccola con risultati più che lusinghieri (17,5 punti col 38% da 3 su oltre 5 triple tentate a partita dopo che nel 2014-15, al suo primo passaggio in biancorosso, aveva tentato solo 12 conclusioni dall'arco dei 6,75). Nel ruolo di ala forte, però, l'offerta di europei alla portata di Varese è superiore rispetto all'ala piccola, dove sarebbe stato necessario ripiegare su scommesse ad alto rischio o su certezze dal rendimento poco stimolante. E nel mare magnum dei giocatori scoutizzati in queste ultime due settimane, il numero di profili al vaglio si è ridotto dalla ventina dei giorni scorsi a 5 elementi con qualità tecniche tutto sommato garantite al di là di sfumature differenti relative a fisicità e impatto a rimbalzo, aspetti forti del gioco di Eyenga. Si valuterà se continuare a puntare su questi profili oppure di spostarsi su giocatori più tecnici. L'idea è completare il roster con un giocatore di qualità che si sposi bene con il resto del puzzle: sarà un elemento diverso ma auspicabilmente non inferiore ad Air Congo. E comunque certamente più motivato, visto che l'atleta del 1989 avrebbe scelto Varese come ultima ratio in mancanza di alternative. L'obiettivo è stringere il cerchio in base a valutazioni tecniche ed economiche e provare ad affondare il colpo per chiudere l'operazione entro fine settimana: per il 16 agosto tutti gli effettivi saranno certamente pronti a rispondere "presente" alla chiamata di Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  20. Ala piccola, niente di nuovo sul fronte occidentale. Incassato il no di Christian Eyenga, accasatosi in Spagna al Fuenlabrada, lo staff tecnico si è messo al lavoro per trovare il protagonista mancante alla truppa che affronterà il campionato di Serie A 2017/2018. La ricerca è ancora in una fase di scrematura dei profili degni di interesse, fase preliminare alle offerte che cercheranno poi concretamente di accaparrare colui che verrà individuato come papabile. Dopo aver costruito 9/10 dell’organico a tempo quasi record, ora la Pallacanestro Varese non ha giustamente fretta nel compiere l’ultimo passo: la scelta è per certi versi “costretta”, visto che il mercato sondabile è solo quello degli europei e dei cotonou, ma va azzerata al minimo la possibilità di pescare male. Una fortuna, sfruttabile grazie alla versatilità di un giocatore già in saccoccia come Stanley Okoye, è quella di poter estendere i parametri di ricerca anche alle ali forti e non solo ai “3” di ruolo (che, in un basket fatto di adattamenti come quello odierno, sono peraltro sempre più rari): se la cernita dovesse esaurirsi su un “4”, il direttore generale Claudio Coldebella cercherà di non lasciarselo scappare. C’è un limite temporale per arrivare ad un risultato? Forse il raduno, fissato per il 16 agosto e al quale non sarà probabilmente presente Norvel Pelle. Il centro caraibico, ormai quasi sicuro di restare in biancorosso anche nell’incipiente stagione (il termine per l’esercizio del buyout da parte di squadre terze interessate ai suoi servigi scade nel fine settimana e offerte vere non sono mai arrivate alla sua corte…), sta infatti per ottenere l’ok dalla società biancorossa per partecipare alla Fiba Asia Cup 2017 con la maglia del Libano, nazione della quale ha ottenuto la cittadinanza la scorsa settimana. Il torneo continentale si svolgerà proprio nello Stato mediorientale dall’8 al 20 agosto (il Libano è inserito nel gruppo C insieme a Corea, Nuova Zelanda e Kazakistan): se da piazza Monte Grappa dovesse arrivare il nulla osta, Pelle raggiungerà i compagni già in ritiro a Chiavenna nella quarta settimana del mese. Fabio Gandini
  21. La Pallacanestro Varese apre la caccia al sostituto di Christian Eyenga in un mercato ricco di ipotesi operative ma povero di soluzioni a pronto uso. Ieri Fuenlabrada ha comunicato ufficialmente la firma dell'ala congolese (annunciando un contratto annuale e non biennale come affermato dagli agenti statunitensi, ma è un dettaglio poco importante): l'atleta del 1989 si è dichiarato carico e motivato per la nuova avventura in Spagna, la sua prima scelta per la stagione 2017-18 a dispetto delle parole pronunciate al momento di lasciare Varese oltre due mesi fa («Qui sono stato benissimo, considererei volentieri la possibilità di restare»). Questione non soltanto economica, con la società di piazza Monte Grappa che aveva proposto il rinnovo alla stessa cifra del 2016-17, ma anche di maggior appeal generale della Liga ACB rispetto al campionato italiano. Ma ormai Eyenga è il passato e Varese deve guardare avanti; il problema però riguarda la scarsa disponibilità di profili davvero convincenti nello spot di ala piccola, o eventualmente in ala forte sfruttando la duttilità di Stan Okoye che può giostrare in entrambi gli spot di ala. A questo punto l'apertura è totale anche nello spot di ala forte - quantomeno con doti frontali - partendo dalla necessità di inserire un giocatore in grado di dare atletismo ed energia. Impossibile trovare un profilo analogo a quello di Eyenga, si cercherà comunque il miglior giocatore disponibile a livello assoluto senza troppi vincoli tecnici e di ruolo. Anche perché il "laccio" più stringente è quello del passaporto: lo status da europeo o Cotonou per il tassello mancante nello spot di ala piccola restringe abbastanza il cerchio. I profili di caratura internazionale - il croato Marko Tomas, lo sloveno Edo Muric, l'estone Siim Sander Vene - sono al momento fuori portata economica rispetto al range da 130-140mila euro che Varese può mettere sul piatto. E rispetto alla stagione passata non c'è neppure il richiamo della coppa europea a poter attrarre giocatori che non possono prescindere dal doppio impegno per mantenere il posto nelle rispettive Nazionali. L'alternativa è pescare nel sottobosco tra europei e Cotonou (non Lasan Kromah), ma nessuno dei 15-20 nomi vagliati riscuote il pieno consenso: nei prossimi giorni lo staff tecnico effettuerà un nuovo "check-up" completo dei profili che potrebbero firmare in tempi rapidi a costi più accessibili per verificare se tra gli elementi scoutizzati nelle ultime due settimane c'è qualcuno in grado di rubare l'occhio di Claudio Coldebella e Attilio Caja. In caso contrario Varese potrebbe anche decidere di aspettare che qualcuno dei "big" europei resti ancora a piedi e possa prendere in considerazione proposte che al momento non vuole neppure discutere. La tattica "attendista" 12 mesi fa non funzionò con James White e Tremmell Darden, ma portò lo stesso Eyenga a rinunciare a un bel gruzzoletto in Israele pur di tornare a vestire biancorosso. Ora nello spot di ala piccola la società di piazza Monte Grappa vorrebbe investire le risorse maggiori - insieme a quelle messe sul piatto per Cameron Wells - in cerca di un giocatore di qualità e rendimento garantito. Ad oggi però ci sono solo scommesse, sia pur dal potenziale interessante ma con certezze relative, o giocatori di raccordo in modalità "usato sicuro" dall'impatto inferiore ad Eyenga. La caccia è aperta, ma l'attesa per individuare il pezzo finale del puzzle potrebbe non essere breve... Giuseppe Sciascia
  22. Altro giro, altra stagione, stessa passione. Se c’è un metro di giudizio per valutare l’entusiasmo ma soprattutto l’attaccamento di una piazza e di una tifoseria, questo è la campagna abbonamenti. Ieri si è chiusa la seconda fase di questa estate di sottoscrizioni, è il dato complessivo è di 1834 abbonamenti staccati nella Sala Conferenze Giancarlo Gualco. Un dato interessante, importante, che conferma una grande voglia di pallacanestro, se possibile superiore alla scorsa stagione. Caja, Coldebella, Ferrero e tutta la società hanno deciso di mettersi l’elmetto in testa e di affrontare la prossima stagione con il coltello tra i denti, un atteggiamento che piace, che conquista, che entusiasma. Niente proclami, dunque, niente strilloni di playoff, solo la realtà. La risposta del pubblico è stata una volta di più eccezionale: 1834 abbonati sono qualcosa di più rispetto alle 1752 tessere staccate nella scorsa prima fase, che fu impostata su una prima fase di nove giorni a luglio 2016. L’impostazione scelta per questa stagione ha portato 865 tessere nella prima inedita finestra dal 25 al 31 maggio (sei giorni di apertura), e 969 in questa seconda tranche dal 13 al 22 luglio (sei giorni di apertura uffici). Con tre giorni in più di apertura, dodici nel 2017 contro i nove nel 2016, il dato è comunque da registrare in positivo. Ora una meritata pausa per il mese di agosto, quando si radunerà la squadra, e poi via a settembre con la terza fase: si parte il 7 e si prosegue fino 16 settembre, con vendita libera, a tariffa intera e senza prelazione sul posto. Gli orari e le aperture per questa terza sessione sono sempre i consueti: il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 20, mentre il sabato al PalA2A si lavora con orario continuato dalle 10 alle 19. L’anno scorso, a settembre 2016, la campagna abbonamenti chiuse a quota 2810: c’è tutto il margine per poter fare di meglio. Giungono intanto novità sul fronte legato a Christian Eyenga e alla posizione di ala piccola, l’unica rimasta sguarnita nel roster della prossima Openjobmetis Varese: come vi raccontavamo nei giorni scorsi, Eyenga ha ricevuto sul tavolo tre offerte da formazioni europee, due dalla Spagna e una dalla Francia. Ebbene, dopo aver rifiutato tempo fa la prima proposta di rinnovo con Varese, ora il congolese sembrerebbe intenzionato ad accettare un’offerta spagnola giunta al suo interesse e di quello dei suoi agenti in questi ultimi giorni. Questa eventualità - che ancora dunque non si è concretizzata in un sì definitivo del giocatore nativo di Kinshasa - lo allontanerebbe di conseguenza da un ritorno a Varese per una terza stagione, la seconda consecutiva. La società biancorossa, in tal caso, dovrebbe dunque rimettersi sul mercato per cercare un sostituto del 31, elemento apprezzato da Attilio Caja e, soprattutto, che molto ben conosce l’ambiente di Varese per averlo frequentato per due stagioni non consecutive. Alberto Coriele
  23. Dopo tanto tira e molla, la decisione è finalmente arrivata. E, purtroppo, è la più amara. Christian Eyenga non tornerà a Varese. L'ala congolese, obiettivo primario del club biancorosso per completare il roster ancora privo dell'ala piccola titolare, tornerà in Spagna dove s'era riaffacciato per i play off della Liga ACB con la maglia dell'Unicaja Malaga. L'atleta del 1989 s'è accordato con il Montakit Fuenlabrada, formazione di livello intermedio del massimo campionato iberico (12a nel 2016/'17, nella prossima stagione non parteciperà alle coppe europee): una possibilità apertasi negli ultimi 3-4 giorni, alla luce della cessione in fase di completamento da parte degli spagnoli dell'emergente talento estone Rolands Smits, 22enne ala piccola - miglior giovane dell'ultima Eurocup - prelevato dallo Zalgiris Kaunas con un buy-out superiore ai 100milaeuro. Così il club iberico ha formulato un' offerta biennale ad Eyenga, che in Spagna gode dello status di "giocatore di formazione" per le giovanili disputate nelle file della Joventud BadaIona. E "Air Congo" ha sposato senza riserve l'idea di tornare nella Liga ACB, considerata più stimolante rispetto al campionato italiano e che era al centro dei suoi desideri. L'agenzia dell'ala congolese ha comunicato ieri sera la sua decisione agli operatori biancorossi di mercato, chiudendo la possibilità di rivedere a Varese l'ultima delle quattro stelle tonificate dalla cura Caja nella fase finale del 2016/'17. E ora? Weekend di riflessioni a 360 gradi, ragionando sui vari profili scoutizzati nelle scorse settimane nell'eventualità che Eyenga prendesse altre strade. Da domani si rifletterà sui piani B, C e D, partendo dai presupposti tecnici che "Artiglio" aveva indicato venerdì su queste colonne: «Cercheremo il giocatore in grado di garantire il maggior numero di aspetti positivi negli otto indici di valutazione tra attacco e difesa che stiamo valutando». Ovviamente, però, c'è da fare i conti col fattore economico: i free agent di maggior spicco - dal croato Marko Tomas allo sloveno Edo Muric - hanno richieste economiche (o comunque abitudini passate) che sfiorano i 200mila euro, decisamente fuori portata per le casse della società di piazza Monte Grappa. Che ha ancora un discreto gruzzoletto da investire per l'ala piccola titolare, ma non è in grado di sforare un monte stipendi complessivo attorno ai 750mila euro, tenendosi di riserva una somma per eventuali necessità durante l'annata senza più dover chiedere sforzi ai soci. Ad oggi non ci sono nomi caldi, il d.g. Claudio Coldebella ci lavorerà dall'inizio della settimana entrante dando priorità agli europei con o senza visto considerando l'offerta davvero scarna nel settore Cotonou. Le buone notizie arrivano dalla campagna abbonamenti: la seconda franche s'è chiusa a quota 1.834 tessere staccate, con un piccolo incremento rispetto allo stesso periodo del 2016 (più 4,5%. rispetto alle 1.752 del luglio di 12 mesi fa). Un dato significativo che conferma la passione dei varesini per i colori bianco-rossi e la credibilità della campagna acquisti pescando giocatori che non garantivano uno specifico richiamo nei confronti del pubblico. Per l'ultima fase della campagna abbonamenti, prevista dal 7 al 16 settembre, il roster sarà al completo, compresa l'ala piccola che sostituirà Eyenga. Giuseppe Sciascia
  24. Attilio Caja inquadra le necessità tecniche di Varese nello spot mancante di ala piccola con un identikit che una volta di più prende le fattezze di Christian Eyenga. Così il coach pavese "fotografa" l'identikit del giocatore che dovrà completare il mosaico biancorosso: «Scontato dire che serve un giocatore forte; per arrivare a questa definizione la necessità è che si trovi un elemento il più possibile completo negli aspetti offensivi e difensivi del gioco. È fondamentale è che abbia il maggior numero di doti nel piatto da offrire alla causa; per questo Eyenga, che ha alcune qualità offensive, è un difensore di spiccato valore e sa farsi valere a rimbalzo, è in cima alla lista». Dunque entro 3-4 giorni si aspetta la risposta di Air Congo, auspicando che accetti la chance per il salto di qualità definitivo «Confidiamo che accetti la nostra proposta, consapevole del fatto che ne apprezziamo i pregi: spero che consideri quanto importante sarebbe per lui tornare in un club che ha saputo valorizzare al meglio le sue doti e lo ha messo nelle condizioni di fare il meglio. L'auspicio è che torni per dimostrare per tutto l'anno quello che ha fatto vedere negli ultimi tre mesi: con l'Eurolega si è cimentato due anni fa e non era pronto, noi gli offriremmo la possibilità di una definitiva consacrazione da protagonista sui due lati del campo». In caso di fumata nera si proverà a cambiare profilo tecnico cercando un'ala più tecnica e meno esplosiva? «Se arriverà un no non ci ritireremo, ma ce ne faremo una ragione cercando un elemento con caratteristiche diverse. La duttilità dell'organico attuale ci permette di spaziare su profili diversi per inserire l'ultimo pezzo del puzzle. L'altro aspetto importante è che Eyenga ha già dimostrato di saper stare nel mio sistema; gli altri dovrebbero adattarsi, anche se per un giocatore di scuola europea non dovrebbe essere un problema». Come proseguirà la strategia di mercato nei prossimi giorni? «Abbiamo tante idee alternative, però prima di abbandonare il piano A che porta alla conferma di Eyenga ci vogliono motivi forti. Ossia se Christian dovesse dirci che preferisce accasarsi altrove o rifiuterà definitivamente la nostra offerta; a oggi non è accaduto nulla dì tutto questo, dunque lavoreremo sulla situazione fino a che non ci sarà una risposta definitiva. Dopodiché, se sarà negativa, esploreremo i piani B e C che stiamo tenendo pronti qualora dovessero servire». Giuseppe Sciascia
  25. Le caselle riempite del mercato estero fanno automaticamente compiere a Christian Eyenga un altro passo verso Varese. La notizia dell'accordo raggiunto tra Vladimir Jankovic e il Morabanc Andorra fa tirare un sospiro di sollievo alla società di piazza Monte Grappa: la squadra del piccolo principato nei Pirenei, che disputerà l'Eurocup 2017-18, era una collocazione plausibile per Air Congo, nelle scorse settimane sondato dal club iberico che poi gli ha preferito la 27enne ala serbo-greca. Siccome quasi tutte le formazioni della Liga ACB hanno già l'ala piccola titolare - all'appello manca solo l'Estudiantes Madrid che però cerca un realizzatore - il pericolo Spagna sembra scongiurato per l'atleta del 1989, che resta la prima scelta - a oggi di fatto l'unica - per lo spot mancante nel roster di Varese. E anche in Italia, dove comunque Eyenga è stato l'unico tra i big della stagione 2016-17 a non avere avuto offerte, il puzzle è quasi completo. Tra le squadre che hanno scelto la formula 3+4+5, col passaporto Cotonou dell'ala del 1989 che diventa merce preziosa, hanno già trovato soluzioni Torino col giamaicano Durand Scott e Brindisi con il serbo Milenko Tepic (firmato ieri strappandolo a Capo d'Orlando). E se Eyenga trovasse amatori in Russia o Turchia, potenzialmente le leghe più ricche d'Europa con ingaggi altissimi rispetto alla media italiana anche per le squadre che non partecipano alle coppe? È l'eventualità per la quale Varese sta tenendo pronte varie alternative con passaporti di vario genere, auspicando però di non dover ricorrere al piano B in una situazione avara di profili di alto livello. Il mercato europeo offre relativamente poche alternative ad Air Congo: uscito dal radar lo stesso Jankovic finito ad Andorra, tra gli attuali free agent ci sono l'esperto croato Marko Tomas (ex Cedevita Zagabria), il lettone Zanis Peiners (avversario lo scorso anno in Champions League con l'Aris Salonicco), lo sloveno Gregor Hrovat (ex Olimpia Lubiana) e l'estone Siim Sander Vene (nel 2016-17 in Russia al Nizhny Novgorod). I primi tre però disputeranno Eurobasket 2017 e sarebbero disponibili solo a metà settembre, particolare che ne fa scemare notevolmente l'appetibilità. Nel ramo Cotonou disponibili solo scommesse come l'ala sudanese Peter Jok (rookie da Iowa che ha ben figurato alla Summer League di Las Vegas con New Orleans) e il nigeriano Zaid Hearst, capocannoniere dell' A2 spagnola 2016-17 ad Araberri, che però è più guardia che ala piccola ( 1.93 di statura a dispetto dei 98 chili di stazza). Mentre l'idea è comunque cercare un'ala piccola fisicata come Eyenga da accoppiare al "4 tattico" Okoye. Aprendo la caccia nello spot di ala forte grazie alla duttilità del nigeriano, all'elenco si potrebbero aggiungere il tedesco Robin Benzing (13 punti di media nel 2016-17 a Saragozza) e il giamaicano Omari Johnson affrontato con il Neptunas Klaipeda in Champions League nel 2016-17. Una galleria di profili che comunque saranno considerati e approfonditi solo in caso di fumata nera con Eyenga. Giuseppe Sciascia
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