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  1. La Pallacanestro Varese ha annunciato l'acquisto di Tyler Cain, pivot statunitense nelle ultime tre stagioni in Pro A francese. Cain, che ha firmato un annuale, sarà il centro titolare della nuova Openjobmetis, presumibilmente in coppia con Norvel Pelle. Adesso al puzzle biancorosso 2017/2018 manca solo l'ala piccola titolare. Di seguito il comunicato della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore Tyler Cain. Centro americano classe 1988, Cain ha firmato un contratto di un anno che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2017/18. Giocatore completo ed efficace su entrambi i lati del campo, Cain è capace di far valere la propria fisicità sotto canestro ed è abile a trovare spazi per sé e per i suoi compagni grazie anche a notevoli doti da passatore. La Scheda: Data di nascita: 30 giugno 1988 Luogo di nascita: Rochester (Minnesota, USA) Altezza: 203 cm Ruolo: centro Carriera Prodotto dell’università di South Dakota (nel suo ultimo anno con i Coyotes totalizza 14.7 punti e 10.4 rimbalzi di media), Cain comincia subito la sua carriera in Europa accasandosi in Lettonia, al VEF Riga, dove contribuisce alla vittoria di due campionati e dove accumula una discreta esperienza in campo internazionale grazie alla vetrina offerta dall’EuroCup. Nel 2012-2013 si trasferisce ai Barons di Riga dove totalizza 15.8 punti e 10.6 rimbalzi ben figurando anche nella Lega Baltica aggiudicandosi la palma di miglior rimbalzista (11.2 ad allacciata di scarpe) e mettendo a referto 13.3 punti. L’anno successivo approda in Italia, a Forlì, dove si impone come uno dei migliori giocatori dell’allora DNA Gold grazie a 17 punti ed 11 rimbalzi per un totale di 25 di valutazione media. Dalla stagione 2014-2015 gioca nella massima serie francese dove ha vestito le maglie del Pau Orthez, Digione e, infine, Chalons-Reims dove ha chiuso l’anno con quasi 10 punti e 7 rimbalzi a partita. Ecco le dichiarazione di coach Attilio Caja sulla firma di Tyler Cain: «Diamo un caloroso benvenuto a Tyler Cain, un giocatore che interpreta benissimo il concetto di uomo squadra. Oltre a creare tanto per sé stesso sfruttando la grande tecnica di cui dispone, Cain, infatti, è anche capace di mettere i propri compagni nelle migliori condizioni per far bene grazie ad una straordinaria capacità di lettura del gioco. Questa sua doppia dimensione gli permette di ricoprire anche il ruolo di ala grande».
  2. Varese e Christian Eyenga sono due innamorati timidi che si studiano a bordo della pista da ballo senza che nessuno faccia il primo passo. Situazione ancora "cristallizzata" sulla possibilità che l'ala congolese completi il roster della stagione 2017-18. A oggi Varese non è in grado di migliorare la sua offerta economica - analoga a quella del 2016-17 - senza però avere più la vetrina europea da proporre ad "Air Congo". Che però ad oggi non ha ricevuto proposte alternative - né dall'Italia né dall'estero - a quella del club di piazza Monte Grappa. La società resta ferma sulle sue posizioni, confidando che il piatto continui a piangere e che nel giro di una decina di giorni Eyenga si convinca che Varese è la miglior soluzione possibile per lui, e che un altro anno con Attilio Caja può rilanciarlo definitivamente dopo gli alti e bassi e i numerosi cambi di squadra della prima parte della sua carriera. Nel frattempo però l'ala confida a sua volta che chi non lo ha considerato finora possa cambiare idea e proporgli un accordo più remunerativo e visibilità internazionale. D'altra parte però le squadre che offrono soldi e vetrina in Europa sono in avanzato stato di costruzione del roster: sarebbe sorprendente - ma non impossibile - che da qui a fine luglio Eyenga torni ad essere un nome "gettonato" altrove dopo oltre un mese di silenzio. Nel frattempo Varese si guarda intorno in cerca di alternative: un po' per necessità, dovendo farsi trovare pronti se l'ex Sassari e Torino prenderà altre vie, un po' per curiosità, nel verificare se il mercato - principalmente degli europei, meno quello dei Cotonou - offra soluzioni tecnicamente diverse e per questo in grado di dare alternative al puzzle in costruzione. In ogni caso, a sperare in un esito positivo della trattativa sono in tanti a partire da Attilio Caja, primo tifoso della soluzione Eyenga Ter. Intanto Norvel Pelle ha preso la cittadinanza libanese, terzo passaporto dopo Antigua e Barbuda (quella sportiva con cui gioca in Italia) e Stati Uniti nelle mani del 24enne lungo. Nel campionato medio orientale già disputato nel 2015-16 con gli Hometenmen Beirut sarebbe un valore aggiunto notevole e gli si aprirebbero prospettive salariali ben superiori a quelle del contratto con Varese. Ma è improbabile che possa interrompere la sua parabola di crescita tecnica scegliendo di tornare in una lega molto meno competitiva. Giuseppe Sciascia
  3. Varese e Christian Eyenga continuano a studiarsi a distanza in attesa di capire se la possibilità di un ritorno in biancorosso di Air Congo potrà effettivamente concretizzarsi nelle prossime settimane. Sull’agenda degli appuntamenti del d.g. Claudio Coldebella, nel suo viaggio-lampo a Las Vegas, c’era pure un colloquio con l’agente primario dell’ala del 1989 per verificare la possibilità di un’intesa dopo gli assalti a vuoto del mese scorso. La sensazione è che entrambe le parti gradirebbero un lieto fine della telenovela, ma che ancora non ci siano le condizioni per la fumata bianca. Lo scoglio da superare resta di natura economica, perché in realtà il profilo del tassello mancante (un’ala atletica e fisicamente prestante che possa mantenere il livello elevato di energia garantita dagli altri membri del roster e comporre una coppia intercambiabile con un “4 tattico” non stazzatissimo come Stan Okoye) è quasi perfettamente calzante con quello di Eyenga. Che però ad oggi, come 15 giorni fa, continua a considerare troppo bassa la proposta di piazza Monte Grappa: così continua a guardarsi intorno, ma le ventilate offerte da Russia, Turchia e Spagna non si sono mai concretizzate e il sondaggio di qualche giorno fa di Torino (dove era già stato senza brillare negli ultimi tre mesi del 2015/’16) non ha avuto seguito. Più passano i giorni, più aumentano le chances di un Eyenga Ter se il congolese - potenzialmente entro fine mese - metterà da parte le velleità attuali e si convincerà che una grande stagione a Varese sarebbe il giusto trampolino di lancio per tornare nell’Europa che conta. D’altra parte, la società monitora il mercato in cerca di alternative. In un mercato poverissimo di soluzioni valide nel ramo Cotonou, tra atleti di passaporto africano o caraibico, una possibile alternativa sarebbe quella di cercare un europeo “vero”, con punti nelle mani garantiti, per una squadra che ad oggi conta sulle qualità perimetrali di Wells e Waller, ma non ha in organico un vero e proprio terminale designato. I primi due scogli da superare restano sempre i costi - gli europei con o senza visto hanno molto mercato in Spagna, dove ne sono concessi 6 a referto a fronte di 2 soli extracomunitari - e soprattutto la mancanza di vetrina internazionale alla quale gli elementi abituati a giocare nelle rispettive Nazionali (specie se medie o piccole) non vogliono rinunciare. Insomma, trovare un giocatore sicuramente migliore di Eyenga, agli stessi costi, è praticamente impossibile. Ed è alquanto complicato pure reperire un elemento altrettanto competitivo ma con qualità tecniche diverse. Il mercato dei veterani potrebbe proporre Marko Tomas, 32enne ala piccola croata in uscita dal Cedevita Zagabria, dove nel 2016/’17 ha giocato per Mrsic e Pozzecco; ma l’atleta del 1985 - che nella scorsa annata viaggiava su cifre raggiungibili per Varese - ha trascorsi internazionali di alto livello, è tornato in Nazionale (e con ogni probabilità giocherà Eurobasket 2017) e difficilmente sarebbe disponibile per un club senza coppe. In alternativa di nomi del “sommerso” del Vecchio Continente ne sono stati studiati più di una decina; ma ad oggi sono tutte opzioni più o meno praticabili nel momento in cui Eyenga dovesse firmare altrove. Oppure sigillare una volta per tutte la porta ad una Varese che lavora al contrario per allargare giorno dopo giorno uno spiraglio mai definitivamente chiuso... Giuseppe Sciascia
  4. Cameron Wells è ufficialmente il nuovo playmaker dell'Openjobmetis. In giornata è infine arrivata la conferma della firma col giocatore americano del 1988, reduce da tre stagione con i Giessen 46ers, che ha guidato alla promozione in Budesliga nel 2014/2015 e dove si è fatto apprezzare per costanza e leadership, diventando anche capitano della squadra tedesca. Wells, come tutti gli altri acquisti di Varese fin qui, ha sottoscritto un contratto biennale. Ora si attende la firma, data per imminente, col nuovo centro Tyler Cain: all'appello nel roster di coach Caja mancherà poi solo l'ala piccola titolare. Di seguito il comunicato ufficiale della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica con soddisfazione di aver raggiunto un accordo con il giocatore Cameron Wells. Classe 1988, Wells ha firmato un contratto di due anni che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2018/19. Playmaker americano molto abile nel pick’n roll e con un’ottima visione di gioco, Wells è un giocatore di grande esperienza e talento che alterna soluzioni personali con un buon tiro da tre punti a giocate per i suoi compagni di squadra. La Scheda: Data di nascita: 23 settembre 1988 Luogo di nascita: Houston (Texas, USA) Altezza: 186 cm Ruolo: playmaker Carriera Cameron Louis Wells si forma cestisticamente nel college di The Citadel in South Carolina dove detiene il record di miglior realizzatore ogni epoca (2.049 punti). Al suo primo anno mette a referto 14,4 punti, 5,1 rimbalzi, 3,8 assist di media fino a chiudere il torneo NCAA nel 2010/11 a 17,2 punti, 5,1 rimbalzi, 4,3 assist in 32 partite con il riconoscimento di diversi premi personali della All Southeren Conference. Fa il suo debutto tra i professionisti in Olanda con la canotta dello Landstede Zwolle (14 punti, 3,9 rimbalzi, 3,6 assist, 2,4 rubate con il 45% da 2 e il 30% 3), poi si sposta in Germania dove gioca tra le fila del Tubingen. Grazie al suo gioco dinamico e alla sua abilità di cambiare i ritmi di gioco, nel 2014/15 viene scelto dal Giessen 46ers (allenata dall’ex Roosters Denis Wucherer) per tornare in Bundesliga dopo la retrocessione in ProA dell’anno precedente. Centrata la promozione a 12,3 punti, 3,8 assist e 3,5 rimbalzi in 36 partite, il team tedesco estende l’accordo con il giocatore per altre due stagioni. Lo scorso campionato ha totalizzato 14 punti di media (9°miglior realizzatore), 4 assist (5°miglior passatore), 2,7 rimbalzi, 1,2 palloni rubati (53% da 2, il 39% da 3 e il 79% ai liberi) con un high-score di 30 punti contro il Bamberg. Dotato di un’ottima attitudine difensiva e capace di dominare le gare in maniera silente, è stato allenato dalla leggenda NBA John Lucas. Ecco le dichiarazione di coach Attilio Caja sulla firma di Cameron Wells: «Vista l’importanza del ruolo che dovrà ricoprire all’interno della squadra, Wells è un giocatore che abbiamo seguito con molta attenzione. Si tratta di un atleta che gioca sempre sotto controllo senza mai tralasciare le iniziative individuali e di squadra. E questa doppia dimensione è una caratteristica importante per il ruolo di playmaker. Un’altra aspetto importante che ci ha particolarmente colpito di Cameron è il fatto che è rimasto tre anni nella stessa squadra, ricoprendo anche il ruolo di capitano. E questo vuol dire avere qualità importanti sia in campo sia fuori. Wells ha tutte le caratteristiche tecniche e di leadership di cui abbiamo bisogno».
  5. C'è la maxi-offerta del Banvit Bandirma a frenare l'approdo a Varese di Cameron Wells. Proprio mentre la società di piazza Monte Grappa era ai dettagli con il 29enne regista texano, il club turco iscritto alla Champions League FIBA ha proposto un contratto a cifre decisamente più elevate rispetto alle possibilità biancorosse all'oggetto dei desideri di Claudio Coldebella e Attilio Caja. Tutto da rifare per gli operatori di mercato? Assolutamente no: Wells non ha ancora preso una decisione definitiva tra la proposta di Varese e quella del Banvit, e dovrebbe sciogliere la riserva entro il weekend con il club prealpino che confida ancora di avere buone carte da giocare. Certamente non sul piano economico, dato che i turchi offrono praticamente il doppio rispetto ai biancorossi. Ma i fattori sui quali punta la società di piazza Monte Grappa sono due: il primo è il ruolo, con Varese che offre a Wells le chiavi della squadra in cabina di regia, mentre il Banvit lo vorrebbe come guardia a fianco di un regista puro come Tony Taylor ("tastato" da Attilio Caja ai primi di giugno e poi approdato in Turchia per 360mila dollari...). E l'ex capitano del Giessen preferirebbe avere la palla in mano come "direttore d'orchestra" anziché giocare a fianco di un altro elemento di manovra. L'altro aspetto è logistico: Wells non sarebbe convintissimo della destinazione Bandirma, località marittima della Turchia asiatica con tutto quanto è legato attualmente all'approdo nel paese della Mezzaluna. Prevarrà l'aspetto meramente economico, oppure il ruolo più gradito e l'attrattività del caro vecchio "Belpaese" indurranno il 29enne esterno a sposare la causa di Varese? La decisione del giocatore è attesa nelle prossime 24-48 ore, e chiaramente condiziona le scelte biancorosse sulle strategie future, mentre prosegue l'opera di "limatura" dei dettagli per la firma di Tyler Cain che non dovrebbe arrivare più tardi di domani. Dalla decisione di Wells dipendono le scelte future sullo spot mancante nel ruolo di ala piccola titolare: come sempre quando il mercato "ad incastri" riduce il numero dei giocatori da inserire nel puzzle, gli ultimi elementi debbono essere funzionali al sistema costruito in precedenza. Dunque se il direttore d'orchestra sarà Wells, combo-guard con leadership e doti balistiche che predilige il tiro in sospensione alle iniziative in avvicinamento al canestro, l'ultimo tassello dovrà avere caratteristiche complementari - possibilimente capacità di creare dal palleggio e comunque qualità offensive da prima punta - a quelle del regista di Houston e di Antabia Waller. Se Wells preferirà la Turchia, e Varese dovrà riaprire le consultazioni nella ricerca del giocatore che dia un'impronta forte alla squadra, allora l'idea è quella di scegliere prima il regista titolare e di conseguenza l'ultimo tassello che possa sposarsi bene con il nuovo playmaker. Ma entro il weekend il nodo dovrebbe sciogliersi in un senso o nell'altro; ovviamente però gli operatori di mercato biancorossi confidano che la telenovela Wells abbia lieto fine. Giuseppe Sciascia
  6. Un acquisto con… sorpresa. Tyler Cain sarà il nuovo centro titolare della Pallacanestro Varese: il raggiunto accordo con il lungo ex Châlons-Reims verrà comunicato ufficialmente dal club nelle prossime ore. Per le caratteristiche del giocatore, per come l’atleta classe 1988 è stato “pensato” dall’asse tecnica all’interno del mosaico Varese 2017/2018, il suo avvento sotto al Sacro Monte nasconde un’ulteriore “notizia” di mercato, assai attesa dai tifosi: la conferma di Norvel Pelle. Il passo potenzialmente idoneo a completare il reparto che evoluirà sotto le plance, partizione di rosa che al momento conta di Stanley Okoye, Giancarlo Ferrero – visto tuttavia come jolly per cambiare entrambi gli spot di ala – e di Nicola Natali come quinto in rotazione, è infatti un gioco di incastri, di opportunità e di occasioni colte nel magma del mercato. I perché di una decisione Tutto nasce dal “no” per fatti concludenti di Oderah Anosike, la conclamata prima scelta di coach Caja diventata impossibile da rendere concreta stante la distanza economica tra offerta societaria e aspirazioni economiche del giocatore. La ricerca di un erede del centro newyorkese, operazione già nel vivo da tempo come cautela davanti al temporeggiare di O.D., ha allora subito una decisa accelerata, focalizzandosi su una tipologia di sostituto ben precisa alla luce anche di un altro fatto capace di indirizzare le mire varesine : il progressivo consolidamento di Pelle nel futuro biancorosso. Il caraibico, sul conto del quale nel mese di giugno non è arrivata alcuna vera richiesta all’indirizzo di piazza Monte Grappa 4, durante i giorni scorsi ha fatto il suo esordio nella Summer League di Orlando (oggi parte il torneo di Las Vegas), senza peraltro lasciare alcuna traccia di sé: una partita giocata, 11 minuti complessivi in campo, un solo punto segnato. Interesse della Nba al momento? Pochino. Se è vero che una conferma senza se e senza ma del miglior stoppatore dello scorso campionato sarà possibile solo a fine luglio, ovvero quando scadrà il termine per l’esercizio dell’impegnativo buyout (50 mila dollari per i professionisti, 75 mila per tutti gli altri) che squadre terze dovrebbero versare a Varese per ottenere i suoi servigi, è allora altrettanto vero che Coldebella, Bulgheroni e Caja hanno iniziato a fare i conti con una sua presenza sempre più possibile nell’immaginare la contraerea di “big men” in divenire. Doppio titolare E qui una considerazione, decisiva: che senso avrebbe prevedere per un elemento in ascesa come Norvel, a tutti gli effetti la sorpresa più eclatante della scorsa annata, il semplice ruolo di cambio del centro, compito che – combinato con un titolare da 30 minuti alla Anosike – garantirebbe a Pelle solo gli scampoli delle gare? Ecco quindi l’idea Cain. Un “4-5” più che un centro tout court, per fisico (203 centimetri di altezza, 106 chili di peso), rapidità di piedi e caratteristiche tecniche (dimestichezza fronte a canestro, discreto tiro dalla media e capacità di passare la palla: 2,1 assist di media nella Pro A 2016/2017). Un giocatore che partirà da pivot al fianco di Okoye, ma che potrà sostituire lo stesso nigeriano scalando di una posizione e lasciando spazio e consistenti minuti al caraibico in rampa di lancio. Pensato, fatto, quasi annunciato. Alla corte dell’Artiglio giunge così un giocatore dalla solida esperienza europea: due stagioni con tanto di partecipazione all’Eurocup a Riga (2010-2012, dopo essere uscito da South Dakota University), un’altra sempre sul baltico ai Barons, poi Forlì nella seconda serie italiana (17 punti, 11 rimbalzi e 2,3 stoppate di media, mvp del girone di andata e il ricordo lasciato ai posteri di intelligenza cestistica, versatilità e generosità), infine la Francia (Pau Orthez, Digione, Châlons-Reims). Rimbalzista meno clamoroso di Anosike (7,5, 5,7, 7,0 nelle sue annate transalpine, ma 11,4 nel 2012/2013 a Riga, vincendo la classifica di specialità), “attaccante” non di primo piano (in Francia il massimo dei punti sono stati i 10,7 segnati a Digione nel 2015/2016), Cain – oggetto di interesse prealpino pure nelle scorse estati – è da inquadrare anche come atleta energico, come lottatore puro, “skills” che lo rendono compatibile con i desideri di garra del suo nuovo coach e con il roster “povero ma cattivo” delineato pubblicamente da Coldebella alcuni giorni orsono. Cain e Pelle: i lunghi sono in saccoccia. Ora sotto di nuovo con il playmaker (Wells tarda a dire sì: Varese vedrà se tornare a vagliare la pista Odum, lasciata per il momento raffreddare per puntare forte sull’ex Giessen) e con l’ala piccola. Fabio Gandini
  7. La Pallacanestro Varese ha individuato il possibile centro titolare della stagione 2017-18. C'è Tyler Cain in cima alla lista degli obiettivi della società di piazza Monte Grappa: il 29enne centro statunitense (2,03 metri per 107 chili) si sposa perfettamente alla descrizione del giocatore affamato e motivato che Claudio Coldebella e Attilio Caja cercano per completare il mosaico biancorosso. Il lungo laureatosi nel 2010 a South Dakota University è un veterano dei campionati europei, con 7 stagioni di "pellegrinaggio" tra Lettonia e Francia (nelle ultime 3 annate titolare nella Pro A transalpina; 9,9 punti, 7,2 rimbalzi e 1,0 stoppate nell'ultima stagione allo Chalons-Reims). A differenza di Antabia Waller e del potenziale play titolare Cameron Wells, con il quale prosegue a oltranza la trattativa per provare a convincere l'ex Giessen a sposare la causa biancorossa, il giocatore del 1988 ha già all'attivo un'esperienza italiana: nel 2013-14 ha giocato in DNA Gold (corrispondente all'attuale A2, ma nella vecchia versione 16 squadre) a Forlì, chiudendo con 17 punti, 11 rimbalzi e 2,3 stoppate di media. E proprio il richiamo del ritorno in Italia sarebbe la molla decisiva per far scattare la scintilla tra Varese e Cain: l'accordo è ancora da perfezionare, ma se dovesse arrivare la chiusura in tempi rapidi per il club biancorosso sarebbe un affarone visto un ingaggio che sarebbe poco sopra alla metà dell'accordo del 2016-17 con O.D. Anosike. Cain è un giocatore poco appariscente ma di grande sostanza, conosciuto per le sue doti di difensore ed agonista, doti perfette per le necessità di coach Caja. E soprattutto per le sue qualità umane da uomo-spogliatoio che potrebbero farlo individuare come l'erede di Kristian Kangur per la capacità di leadership nel guidare il gruppo in allenamento. Certamente Cain non è un elemento di grande impatto offensivo (in 7 stagioni in Europa solo tre volte in doppia cifra: ai Barons Riga nel 2012-13, l'anno successivo a Forlì e nel 2015-16 in Francia a Digione); ma la scelta - in caso di fumata bianca di una trattativa comunque molto ben avviata - sarebbe in funzione di un giocatore di squadra che sa esaltarsi nel clima da battaglia. E che alla luce della mobilità e del tocco comunque discreto dalla media distanza (meglio in movimento che in lunetta, 62% lo scorso anno e 52% nel 2015-16) potrebbe anche giocare qualche minuto in coppia con Norvel Pelle. A oggi, infatti, le chance di conferma del centro caraibico paiono in netto rialzo: le prestazioni alla Summer League di Orlando non hanno acceso particolari interessi NBA e, così come già accaduto con Sassari, anche Avellino è intrigata dal giocatore ma dissuasa dai 75mila euro di buyout da versare nelle casse di Varese, e la NBA escape che l'agenzia vorrebbe inserire in ogni pluriennale propostogli dall'estero (compreso quello dalla Turchia di cui si parlava qualche settimana fa), avrebbe analogo effetto deterrente. Con Cain ai dettagli, Wells sempre in trattativa e Pelle che si riavvicina, mancherebbe all'appello solo l'ala piccola: se firmeranno il pivot e il play statunitensi sarà giocoforza un europeo o un "Coto-nou" alla Eyenga, molto difficilmente il congolese, più probabilmente un giocatore maggiormente votato all'attacco, in ogni caso un altro "affamato e motivato" stile Waller, Cain e, auspicabilmente, Wells. Giuseppe Sciascia
  8. O.D. Anosike tiene la porta aperta alla Pallacanestro Varese. Il centro nigeriano racconta la sua versione sulle trattative in corso, ribadendo la sua volontà di proseguire il dialogo. «La trattativa con Varese è stata un po' lenta, molte delle voci che ho sentito non rispondono assolutamente a verità - spiega. Ho ricevuto la prima offerta dalla società soltanto la scorsa settimana: vorrei discutere alcuni aspetti del contratto non legati soltanto alla parte economica, ma non ho ricevuto molte informazioni a riguardo. Il ritorno a Varese non dipende solo da me: tutto quel che chiedo alla società sono onestà e comunicazione. Sulla base di questi presupposti sono sicuro che potremo trovare un accordo». Claudio Coldebella ha affermato che all'80% lei non resterà a Varese: condivide questo pronostico? «Sono sicuro che nessuno possa stimare in percentuale se tornerò oppure no. Nessuno sa ancora dove sarò, compreso me stesso. Ho detto molte volte che amo Varese e mi piacerebbe tantissimo tornare. Questa è la verità al 100 per cento, ma allo stesso tempo dobbiamo trovare un accordo che sia equo per tutti. E normale in ogni lavoro, non solo nel basket». La volontà iniziale delle parti era quella di provare a proseguire nel rapporto. È cambiato qualcosa nelle ultime settimane, oppure ci sono ancora possibilità di trovare un accordo? «Sono assolutamente disponibile a discutere tutte le opzioni per un nuovo accordo. Ho ricevuto interessamenti forti da diversi club di altre nazioni, e tutti hanno uguali possibilità in questo momento. Bisogna capire che il basket è un lavoro e non un hobby: è normale per ogni giocatore guardarsi intorno». Ha la sensazione che Varese voglia sempre confermarla con il 100 per cento delle forze, oppure ci siano altre idee? «La mia opinione è che ci sono delle persone all'interno della società che sono pienamente convinti di puntare sul mio ritorno, mentre potrebbero essercene altre per le quali va bene muoversi in un'altra direzione». Coach Caja ha spiegato che non vuole giocatori che considerano Varese come una seconda scelta, ma elementi entusiasti e motivati: qual è il suo punto di vista in merito? «Non considero Varese come una seconda scelta, ma ogni giocatore deve valutare tutte le opzioni prima di prendere una decisione: allenatori, dirigenti e presidenti fanno la stessa cosa, ognuno di noi vuole essere sicuro di trovare la miglior opportunità possibile. Coach Caja e io abbiamo un ottimo rapporto e mi piace molto giocare per lui; sono sicuro che con un altro anno insieme potremo fare entrambi passi avanti». Le ambizioni sulla carta inferiori rispetto al 2016-17 possono rappresentare un problema nella sua decisione? «Il budget ridotto non è un problema per me. Ci sono molte parti di un accordo, non solo l'aspetto economico. Il mio obiettivo è quello di far parte di una squadra dove le mie qualità siano apprezzate, ed essere circondato da persone ambiziose, professionali e intelligenti. Io credo che Varese potrà disputare una grande stagione con le decisioni giuste». Che messaggio vuole mandare ai tifosi di Varese? «Vorrei dire nuovamente ai tifosi che sarei felicissimo di tornare. Nel corso della scorsa stagione il mio rapporto con la città è cresciuto insieme ai successi che abbiamo conquistato nella sua parte finale. Mi piacerebbe molto proseguire questo percorso». Giuseppe Sciascia
  9. Un Coldebella più realista del Re. Senza proclami, senza pretese, senza obiettivi sparati al cielo a furor di popolo. Nell'incontro con la stampa locale, convocata in centro città alle 11, il direttore generale della Pallacanestro Varese ha ieri voluto fare un punto sul mercato, prima di tutto, ma anche sulle aspettative per la prossima stagione. Partendo da un punto fermo, ossia la compattezza: «Dovremo essere brutti, sporchi e cattivi, tutti quanti», come se fosse un mantra, ripetuto diverse volte durante la chiacchierata. Fare la differenza Perché il budget sarà uno dei più bassi di tutta la Serie A - ma di questo lo stesso Coldebella non fa un problema - ma servirà forse di più l'unità, la commistione tra squadra. staff, società, tifosi e la stessa stampa. Sotto questo aspetto, non è mancato il ringraziamento ai supporter per la straordinaria prova di attaccamento mostrata durante la prima fase della campagna abbonamenti. Si cercherà una chiara e precisa identità di gioco, si punterà sul lavoro e sullo spirito di sacrificio: nel fare questo, di certo, coach Attilio Caja è un maestro. Coldebella ha poi ribadito la necessità di rispettare il budget a disposizione e di non voler gravare sulle casse societarie, dopo che la proprietà è già stata chiamata nei mesi scorsi a mettere una pezza sulla situazione economica. Nei limiti del possibile si cercherà di "avanzare" un gruzzoletto per eventuali interventi a stagione in corso. Citati più volte gli esempi della Dolomiti Energia Trentino e di Pistoia, in quanto a energia ed idee, sul campo e fuori, il direttore generale ha più volte ribadito la sua assoluta fiducia e tranquillità in vista della prossima annata: «Le idee, l'atteggiamento e la compattezza dell'ambiente possono fare la differenza nel campionato italiano. È successo a Trento quest'anno, sono rimasti fuori dalle Final Eight di Coppa Italia, ma hanno avuto la pazienza di andare avanti e tutti abbiamo visto dove sono arrivati. Allo stesso modo Pistoia, sanno di non aver tanta disponibilità economica ma andare a vincere a casa loro è difficilissimo». Pelle? Nostro se... Il mirino del discorso si è poi spostato inevitabilmente sul mercato, con un focus sulle conferme: Chris Eyenga ed Oderah Anosike, due protagonisti dell'ultima stagione, si allontanano sensibilmente dalla Openjobmetis Varese. Le richieste economiche dei due giocatori, presentate alla società dai rispettivi agenti, sono al momento troppo elevate ed insostenibili per le casse di piazza Monte Grappa. Sempre fedelmente al discorso di prima, non si fanno follie. Al 75/80% .perciò, le trattative con loro sono chiuse. Lo stesso discorso si può estendere ad Eric Maynor: «Un giocatore abituato a viaggiare a 300mila euro a stagione, può accettare per una sola stagione un terzo di questo stipendio», sono state circa queste le parole del suo agente recapitate alla squadra mercato biancorossa. Per la sostituzione del regista di Raeford sembra più vicina la firma di Cameron Wells, in vantaggio sull'altro candidato valutato dai biancorossi che risponde al nome di Jake Odum. Una risposta definitiva dai rispettivi agenti non è ancora arrivata, ma la sensazione è che con l'ex guida dei Giessen 46ers l'accordo sia più facile da trovare rispetto al collega nell'ultima stagione in forza al Wuzburg. Questione Norvel Pelle: il giocatore, come noto sotto contratto per un'altra stagione con Varese, disputerà la Summer League di Las Vegas con i Miami Heat. Eventuali acquirenti - disposti a versare il buyout variabile di 50 mila (Nba) o 70 mila euro (Europa) - dovranno palesarsi entro e non oltre il 20/25 luglio. Oltre quella data, si potrà considerare Pelle come giocatore di Varese a tutti gli effetti. Alberto Coriele
  10. Niente italiani, siamo Varese. La società di piazza Monte Grappa continua a puntare sullo schema con 7 stranieri anche nella stagione in cui due facce note alle nostre latitudini come Andrea De Nicolao e Brian Sacchetti avrebbero considerato con grande interesse la possibilità di vestire la maglia biancoros-sa. Il play di riserva degli "Indimenticabili" è in procinto di firmare un biennale con la Reyer Venezia con base di partenza a 5 cifre (sicuramente al di sotto dell'importo dell'offerta nelle mani di Cameron Wells). Il figlio del grande Meo, visto nelle giovanili biancorosse, ha siglato un biennale a Brescia a costi di poco superiori rispetto all'ingaggio di Stan Okoye. Due club dalle prospettive ovviamente superiori a quelle del sodalizio biancorosso, che però aveva un grande appeal logistico sia per l'atleta del 1991 (che ha comprato casa a Sant'Ambrogio e che il 12 agosto si sposerà in città con la fidanzata varesina) sia per l'ala del 1986, interessato a cercale per motivi personali una squadra vicina a Milano. Mai come quest'anno il 5+5 sarebbe stato proponibile. E mai come quest'anno - in tempi di spending review obbligata - il 5+5 avrebbe avuto senso, con un risparmio complessivo stimato attorno ai 150mila euro, senza contare i ricavi ulteriori prodotti dalla partecipazione alla corsa per il premio italiani. Se i modelli cui ispirarsi in tempi di monte stipendi nella metà bassa della classifica della serie A sono Trento e Pistoia, ossia i club che negli ultimi 3-4 anni hanno sempre ottimizzato le risorse nella classifica tra costi e rendimento sul campo, è giusto anche precisare che Dolomiti Energia e The Flexx hanno sempre puntato sul 5+5 e sullo zoccolo duro degli italiani. Chiaro che la presenza del contratto garantito di Avramovic (ci sarebbe anche Pelle, ma è evidente la volontà dell' agenzia di trovargli collocazione altrove) è stato il "peccato originale" in grado di stroncare sul nascere ogni velleità di passaggio al 5+5. D'altra parte, però, i 7 stranieri - pescando con occhio lungo nel sottobosco del mercato degli atleti di scuola americana - sono una potentissima "livella" dei valori economici: lo dimostra il caso degli "Indimenticabili" di Vitucci, case history che Varese spera sempre di replicare da quattro estati consecutive ma con risultati quantomeno rivedibili. Ma si tratta di scorciatoia per massimizzare il risultato immediato, che però difficilmente consente di costruire qualcosa di duraturo oltre il singolo anno sportivo, come insegna proprio l'epopea degli "Indimenticabili". Ora, se nell'estate 2018 FIP e Lega Basket confermeranno il passaggio alla formula con 6 stranieri liberi e 6 italiani, Varese non avrà perso una grande occasione per crearsi uno zoccolo duro italiano evitando di svenarsi fra 12 mesi quando la legge della domanda e dell'offerta farà salire i prezzi? Eppure la proprietà, ormai da 3 anni, esprime inizialmente una preferenza "debole" per il 5+5: lo stesso Alberto Castelli su queste colonne aveva parlato di "modello Udinese" per dare al club un'identità marcata attraverso programmazione e scouting. Al contrario chi dirige l'area tecnica - Claudio Coldebella in primis - ha nuovamente indirizzato le strategie verso i 7 stranieri: il campo - ma a medio termine anche i conti - sarà giudice di tale decisione. Di sicuro, però, Varese è un caso più unico che raro, dove gli stipendiati dettano la linea alla proprietà... Giuseppe Sciascia
  11. Jake Odum o Cameron Wells? Il playmaker titolare della Pallacanestro Varese prossima ventura uscirà dal ballottaggio tra due dei migliori registi dell’ultimo campionato tedesco. Entrambi i giocatori nati negli Stati Uniti hanno ricevuto un’offerta da piazza Monte Grappa, al culmine di una cernita tra profili potenzialmente interessanti - operata dall’asse tecnica biancorossa - che si è progressivamente ridotta a un testa a testa che partorirà il prescelto. Radio mercato dà l’ultima “guida” dei Giessen 46ers in leggero vantaggio sull’omologo ex Wuzburg, ma solo le risposte definitive degli agenti definiranno il quadro. Wells e Odum, caratteristiche diverse, stessa capacità di intrigare: comunque vada a finire, Varese non dovrebbe pescare male nell’occupare la casella più delicata del quintetto. Il primo, classe 1988, 186 cm di altezza, formazione universitaria presso The Citadel, ateneo del quale è stato il miglior marcatore “all-time”, appare attaccante completo, dotato di un efficace arresto e tiro ma bravo anche nell’aggredire il canestro in penetrazione. Grintoso, fisicamente stazzato, uscito dal college Wells ha militato al Landstede Zwolle (Olanda) e ai Tigers Tubinga (Germania), prima di sbocciare - sempre in Bundesliga - alla corte dell’ex biancorosso Denis Wucherer. Di tutto rispetto le cifre della sua ultima stagione: 14 punti in 30,2 minuti a partita, con il 53% da 2, il 39,1% da 3 e 4,1 assist di media. Il secondo, classe 1991, più alto del collega (193 cm), atleta di punta nella storia di Indiana State University (quinto di sempre nei punti segnati, 2° negli assist e 4° nelle palle rubate), convince sia come attivatore (ferrato nei giochi a due) che come “produttore”: lo testimoniano ampiamente i notevoli numeri scritti a referto nel campionato tedesco appena concluso (15,3 punti in 31,3 minuti a partita, corredati dal 52,6% da 2, il 39,2% da tre e da 5,7 assist). Dopo la brillante carriera universitaria nella fila dei ”Sycamores”, Odum ha esordito nel professionismo con il Paok (disputando anche l’Eurocup 2014/2015) per poi passare ai tedeschi del Medi Bayreuth e quindi al Wuzburg. Valenti tiratori, leader delle squadre di cui hanno fatto parte, compromessi più che accettabili tra costo e affidabilità: le prospettive sembrano rosee per Varese in posizione “1”. Manca la firma, una o l’altra che sia: nel mercato del terzo millennio, il particolare non è trascurabile. Fabio Gandini
  12. La Pallacanestro Varese aumenta decisamente i giri nella caccia al playmaker titolare e prova ad affondare il colpo Cameron Wells. Concreto l'interesse per il 29enne playmaker texano di 185 centimetri per 90 chili che ha disputato le ultime 4 stagioni in Germania (3 consecutive nelle file dei Giessen 46Ers, la migliore quella appena conclusa a 14,0 punti e 4,0 assist di media). Un elemento rodato in grado di giostrare sia da playmaker che da guardia, e possiede le stimmate del "giocatore-capo" al quale Attilio Caja vorrebbe affidare le chiavi della squadra per la stagione 2017-18. La qualità migliore di Wells è proprio la leadership che esprime nel suo stile di gioco basato su energia e fisicità - ottime doti spalle a canestro sfruttando la stazza fisica importante - alla quale ha aggiunto una pericolosità in grande crescita nel tiro da fuori (39% da 3 nel 2016-17). Il regista di Houston, cresciuto in una scuola militare come la Citadel University - dunque nessun problema ad adattarsi ai ritmi di lavoro di Attilio Caja - non è un nome altisonante ma ha certamente il profilo adatto alle necessità del tecnico pavese, in cerca di un giocatore "affamato" ma dal rendimento garantito per mettergli in mano il bastone del comando. Difficile trovare un profilo più diverso dall' ex stella NBA Eric Maynor: Wells in 5 stagioni in Europa ha militato in Olanda e Germania (Landstede Zwolle e Tubingen le tappe prima di Giessen, dove il regista statunitense ha vinto l'A2 tedesca nel 2014-15 e poi collezionato due noni posti consecutivi in Bundesliga). Però a favore del regista del 1988 - coetaneo del primo acquisto extracomunitario Antabia Waller - giocano tanti fattori positivi: la voglia di mettersi in luce in Italia, l'affidabilità garantita dalla lunga esperienza europea e la personalità forte che "Artiglio" richiede al suo direttore d'orchestra. I costi abbordabili e la disponibilità immediata sembrano indurre Varese ad aprire concretamente il discorso con Wells, senza aspettare che calino i prezzi di giocatori attualmente fuori portata e senza la certezza di poterli avvicinare tra un mese. Jordan Taylor "sondato" a giugno 2016 ma in campo solo a gennaio 2017, è in cima al taccuino di Reggio Emilia. Meglio un giocatore motivato e affamato disposto ad accettare la sfida di far bene davanti all'esigente ma entusiasta pubblico del PalA2A, rispetto a chi considera Varese come un ripiego.Wells è un esponente di spicco della prima categoria, e neppure l'incaglio dello stop fino al 31 agosto per un caso di doping accertato a febbraio - positivo insieme ad un compagno per aver assunto un integratore alimentare senza sapere che conteneva sostanze vietate; il tribunale tedesco ha comminato 3 mesi, ossia il minimo della pena, per motivi puramente formali, a partire dall'1 giugno - ha frenato l'interesse del club biancorosso. Chiaro che l'eventuale accelerazione definitiva per chiudere l'operazione Wells darebbe un indirizzo chiaro al mercato: il regista del 1988 ha tiro e fisicità ma in Germania non attaccava molto il ferro, anche per lo stile compassato della manovra del Giessen. Avere un playmaker che produce punti ma soprattutto gioco per i compagni a fianco di una guardia amante del tiro in sospensione come Waller spingerebbe Varese a puntare su almeno un attaccante di riferimento nei ruoli mancanti di ala piccola e centro titolare. Caratteristica che non appartiene né ad Eyenga né ad Anosike, ai quali però il club di piazza Monte Grappa ha concretamente iniziato da qualche giorno a cercare alternative col profilo "alla Wells". Giuseppe Sciascia
  13. Il successore di Eric Maynor potrebbe essere Jake Odum. La lista dei candidati a occupare uno dei posti più delicati del quintetto di Attilio Caja si è ridotta da cinque a tre nomi: tra loro emergerebbe anche il profilo del playmaker americano classe 1991, proveniente dalla Basketball Bundesliga, nella quale ha militato - nel corso dell’ultima stagione - tra le fila dell’Oliver Wuzburg, club che si è classificato 14° su 18 squadre. 193 centimetri di altezza, un passato al Paok Salonicco, realtà che gli ha dato la possibilità di giocare anche l’Eurocup, e al Medi Bayreuth, sempre in Germania, Odum è stato giocatore di livello al college: le quattro stagioni trascorse a Indiana State University, concluse con un record di 79 partite vinte e 55 perse, gli sono valse l’entrata in diverse classifiche “all-time” dell’ateneo che ha formato anche una leggenda come Larry Bird: punti (5° posto), assist (2° posto), palle rubate (4° posto), tiri tentati e minuti giocati. Non scelto al Draft Nba del 2014, il play originario di Terre Haute ha optato per la carriera europea: nell’ultimo campionato con la canotta del Wuzburg (33 partite) ha totalizzato 15,3 punti in 31,3 minuti di media, con il 52% da 2 punti, il 39,3% da tre, 5,7 assist e 1,2 palle rubate. Che sia lui l’uomo giusto con il quale chiudere la questione, oppure un altro della “triade” di “prescelti”, certo è che la questione playmaker nelle prossime settimane sarà prioritaria per la società: solo una volta trovato il titolare nello spot di “1”, Varese valuterà gli sviluppi delle situazioni che riguardano Eyenga ed Anosike. Fabio Gandini
  14. Non un rookie, non un giocatore che arrivi dalla D-League, militanza già comprovata in un campionato europeo, costo massimo (non comprensivo degli aggravi aziendali) intorno ai 120-130 mila euro, eventuale disponibilità a firmare contratto biennale (come da “cifra” dell’intero mercato biancorosso fino a questo momento). È questo l’identikit del playmaker titolare che la Pallacanestro Varese va cercando nell’orbe terracqueo cestistico. La firma di Nicola Natali, annunciata ieri, ha completato la panchina (fatto salvo l’eventuale “buco” che verrebbe creato dalla partenza di Norvel Pelle): ora si pensa al resto di un quintetto che conta a oggi Stan Okoye e Antabia Waller. Se Anosike ed Eyenga rimangono, per le posizioni di centro e ala piccola, delle strade concrete da percorrere, in quanto al regista si pescherà nell’ignoto, posto che con Eric Maynor una trattativa per il rinnovo non è stata praticamente nemmeno abbozzata: enorme la differenza tra le possibilità di offerta e i desideri insiti nella domanda, roba da 150 mila euro - almeno - di differenza. Sul taccuino di Claudio Coldebella ci sarebbero cinque profili sotto osservazione (“voci” dicono che con uno di questi la trattativa sarebbe già in fase assai avanzata, ma tali “spifferi” non hanno trovato conferma negli ambienti interni alla Pallacanestro Varese). Si tratterebbe di giocatori che non hanno militato nel campionato italiano durante l’ultima stagione, quanto invece in un altro del continente (e la firma di Waller - pescato in Montenegro - insegna che la ricerca non si limita e non si limiterà solo ai tornei più importanti). Alcuni “paletti” sono stati messi giustamente dallo staff tecnico: no a elementi in uscita dal college e no anche a chi proviene dalla lega di sviluppo della Nba e non ha collezionato altre esperienze professionistiche. Un minimo di affidabilità in un ruolo così delicato è considerata fondamentale. Altri sono, ovviamente, economici: l’offerta al candidato non supererà l’ammontare degli stipendi maggiori erogati ai componenti del roster 2016/2017. Le ristrettezze che stanno condizionando la campagna acquisti di piazza Monte Grappa, tuttavia, sono state prese anche come un’opportunità per seguire il sentiero dei contratti biennali, dotati di un’uscita a pagamento (irrisorio) dopo il primo anno solo a favore della società. Chiara ne è la ratio: se non posso prendere giocatori conosciuti e affermati, allora mi butto su atleti che ancora hanno dimostrato poco (e costano altrettanto) e tento di ”svilupparli” con il lavoro in palestra. Un percorso, insomma. Verificabile dopo 365 giorni: se la chance offerta e la mano dello staff tecnico sortiscono effetti e risultati, ti trovi in casa giocatori che valgono più di quello che hai speso per accaparrarteli, garantendoti un futuro; se così non accade, poco male: ogni scommessa persa varrebbe assai meno di 10mila euro. Posto che il playmaker sarà una delle pedine più pagate della prossima rosa (diverso da un Waller, da un giovane alla Tambone o da un outsider alla Okoye), anche con lui si cercherà un accordo che travalichi la singola stagione. Fabio Gandini
  15. Christian Eyenga e O.D. Anosike lasciano o raddoppiano il loro rapporto con Varese? Situazione ancora in stallo sui rinnovi di ala piccola e centro sui quali il club di piazza Monte Grappa vorrebbe costruire due terzi dell'asse portante della stagione 2017-18. La società biancorossa ha fatto le prime mosse con entrambi, ma sia pur con differenti gradi di evoluzione non sembrano in vista accordi imminenti. O quantomeno entro i termini del famoso "bonus" che l'ala congolese e il centro nigeriano si erano guadagnati sul campo con il brillante finale di stagione. Con O.D. Varese ha fatto un passo avanti che però non ha ancora convinto il centro nigeriano: la distanza tra le parti non è così elevata, resta però da capire se c'è disponibilità del giocatore ad avvicinarsi alla proposta del club biancorosso - e dunque, tra uno sforzo e l'altro c'è margine per chiudere in tempi non troppo lunghi - oppure se almeno per ora l'attuale richiesta non è trattabile. Iniziato anche il dialogo economico con Eyenga: anche in questo caso la proposta è stata considerata bassa, ma a differenza di Anosike l'ala congolese avrebbe possibilità di generare interessi da parte di club di Russia e Turchia, ad oggi le destinazioni economicamente più appetite nel panorama generale del basket europeo. Pertanto è alquanto improbabile che "Air Congo" - che nell'estate 2016 aveva "risposato" Varese il 14 agosto - possa accettare ad inizio mercato - tale è la situazione al 23 giugno - una offerta che considera inferiore alle sue aspettative di guadagno. Significa che né Eyenga né Anosike resteranno in biancorosso? Assolutamente no, ma è chiaro che il club di piazza Monte Grappa non può aspettare a tempo indeterminato i suoi obiettivi primari, e se entro fine mese non arriveranno segnali relativi alla disponibilità di intavolare una trattativa sulla base delle proposte attuali - con le parti interessate a fare un passo verso l'altra come accaduto in occasione del caso Ferrerò - bisognerà iniziare a considerare concretamente soluzioni alternative. Come d'altra parte stanno legittimamente facendo Eyenga ed Anosike nel cercare proposte più remunerative rispetto a quella già garantita da Varese. Un gioco delle parti che potrebbe continuare fino a quando gli atleti non decideranno che il club biancorosso è la loro opzione migliore, oppure fino a quando l'asse Coldebel-la-Bulgheroni-Caja non troverà profili alternativi ritenuti altrettanto validi nel rapporto qualità-prezzo. Ma per firmare i pezzi pregiati ci vorrà tempo: trovare oggi un giocatore di qualità - soprattutto in regia - è impresa quasi impossibile, nella mentalità degli statunitensi che per togliersi ora dal mercato richiedono prezzi fuori portata per le possibilità del club di piazza Monte Grappa. La stessa mentalità che porta Eyenga e Anosike a tenere "di riserva" le attuali proposte biancorosse; nel gioco delle parti la domanda chiave è fino a che punto "Air Congo" e O.D. sono davvero disposti a sacrificarsi pur di tenere fede alla loro grande voglia di restare a Varese espressa su queste colonne. Giuseppe Sciascia
  16. Altra ufficialità per la Pallacanestro Varese che firma con un biennale anche Nicola Natali, figlio d'arte, che dopo molti anni in A2 esordirà nella massima serie con la maglia biancorossa. Natali, che ha giocato le ultime 3 stagione a Casale Monferrato dove si è fatto molto apprezzare per grinta, intensità e come uomo chiave per lo spogliatoio, completa dunque gli italiani "da rotazione" della Varese 2017/2018 assieme al capitano Giancarlo Ferrero e a Matteo Tambone. Di seguito il comunicato della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore Nicola Natali. Figlio d’arte, suo papà Gino è stato giocatore e dirigente, Natali ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso per le prossime due stagioni sportive. Ecco le dichiarazione di coach Attilio Caja sulla firma di Nicola Natali: «Ci siamo assicurati un ragazzo che con il suo modo di giocare si è sempre fatto apprezzare in tutte le squadre in cui ha militato. Ha accettato la proposta di Varese rinunciando ad alcune chiamate importanti in Serie A2. Nicola ha una grande etica del lavoro, siamo sicuri che ci aiuterà tantissimo. È un giocatore che fa dell’intensità e dell’agonismo i suoi punti di forza e sa essere utile alla squadra dando il suo contributo sia in difesa sia in attacco con tante piccole cose tipo rimbalzi, palle recuperate e contropiedi». Ecco le dichiarazioni di Nicola Natali sulla firma con la Pallacanestro Varese: «È un grandissimo onore aver firmato a Varese, una piazza storica del nostro basket. La Serie A rappresenta un’esperienza completamente nuova ma sono pronto a mettermi in gioco. Con il lavoro quotidiano in palestra cercherò di aiutare la squadra a prepararsi al meglio in vista delle partite. E con il lavoro duro cercherò di guadagnarmi anche solo un minuto di gioco per poter contribuire alle prestazioni dei miei compagni. Non vedo l’ora di arrivare in città e di imparare da coach Caja, uno dei grandi maestri della pallacanestro italiana, e di entrare al palazzetto di Masnago per la prima volta. Sarà un’emozione unica. Sono carico e pronto a mettermi in gioco con la maglia della Pallacanestro Varese». La Scheda: Data di nascita: 1 settembre 1988 Luogo di nascita: Firenze Altezza: 202 cm Ruolo: ala La Carriera: Classe 1988, Nicola Natali cresce nel vivaio di Montecatini. Nel 2005 viene promosso in prima squadra giocando quattro stagioni tra Legadue e Serie A Dilettanti. Passa quindi a Trento dove rimane per due stagioni. Nel 2011 torna nuovamente in Legadue vestendo la canotta di Forlì dove viaggia a 5,3 punti e 3 rimbalzi in 19 minuti la prima stagione e 8,4 punti, 7,8 punti e 3,4 rimbalzi in 26 minuti l’anno successivo. Nell’estate del 2013 si accorda con Barcellona (DNA Gold), poi arriva la chiamata di Casale Monferrato con cui gioca le ultime tre stagioni guadagnandosi il posto in quintetto grazie alla sua grande applicazione difensiva, la fisicità e la propensione a rimbalzo. Chiude lo scorso campionato a 5,6 punti (57% da 2, 38% da 3) e 2,8 rimbalzi in regular season e 6,2 punti e 2,5 rimbalzi nelle 4 gare di playoff disputate dai piemontesi. Oltre alle convocazioni nelle formazioni Under 16 e Under 18, nel 2013 è stato convocato anche in Nazionale per i XVII Giochi del Mediterraneo.
  17. Classe 1988, esperienza europea (ha giocato in Turchia, in Kosovo e in Montenegro), discreto tiratore e - da come lo descrive coach Attilio Caja - bravo sia con la palla in mano che nei movimenti senza di essa. La nuova guardia titolare della Pallacanestro Varese versione 2017/2018 è Antabia Waller, nell’ultima annata agonistica di casa al KK Mornar Bar , “bloccato” dalla società varesina con un biennale “chiuso”, ovvero senza uscita (nè per il giocatore, nè per la parte datoriale) durante l’estate 2018. Un colpo segnato di soppiatto dall’asse tecnica, che ha ottenuto il sì di Waller già da qualche giorno: ieri l’annuncio ufficiale, dopo l’incrocio di firme andato a buon fine. Chi è il sostituto di Dominique Johnson? Le parole di Caja servono a dare i primi indizi: «Antabia è un ragazzo che ci ha colpito per le sue qualità offensive e per la sua doppia dimensione: è in grado, infatti, di giocare bene con e senza palla in mano. Nella sua carriera ha disputato dei buoni campionati ben figurando anche contro squadre di alto livello, in particolare nella Lega Adriatica. Pensiamo possa avere la giusta mentalità per confrontarsi e competere nel campionato italiano. Abbiamo riscontrato in lui grande motivazione e grande voglia di mettersi in gioco». La carriera e i numeri completano il quadro, in attesa di vederlo evoluire su questi schermi. Waller, nativo di Manchester (Georgia), si forma cestisticamente nei college di Nothwest Florida State e Auburn, per poi approdare nel suo esordio da professionista subito nel Vecchio Continente: Bursa, Gaziantep e Manisa le sue esperienze turche, Prishtina e Bashkimi Prizren quelle kosovare, fino all’avvento durante il mercato estivo 2016 al Mornar Bar. Con i montenegrini ha disputato tre competizioni: il campionato nazionale (perso in finale contro il Boducnost: 11,3 punti e 2,8 rimbalzi le cifre del nostro), l’ABA League (Mornar ottavo su 14 squadre: 14,7 punti e 2,9 rimbalzi, con il 50% da 2 e il 34% da 3 e solo 1,3 palle perse in 27 minuti di utilizzo medio per Waller) e Champions League (la sua squadra è arrivata ultima nel girone D della regoular season e lui ha totalizzato 13,1 punti, 2,7 rimbalzi, 2,3 assist, con il 51% da 2 e il 37% da 3 in 24 minuti). Se Antabia crede in Varese, Varese crede in lui: quantomeno inusuale un’offerta biennale a un extracomunitario dell’età di Waller, firmato a cifre (a cinque zeri) leggermente inferiori di quelle apposte sui contratti principali (Maynor, Anosike, Eyenga) nella scorsa stagione. Piccoli sforzi economici verranno fatti solo per le eventuali conferme di Air Congo e soprattutto di OD: altrimenti il range degli stipendi da offrire seguirà l’annunciato taglio di circa 10% sul budget. In settimana un altro colpo: si chiude con il play di riserva (Tambone o Spanghero o Tavernelli)? Fabio Gandini
  18. Altro acquisto per Varese, che aggiunge al roster Matteo Tambone, reduce da un'ottima stagione a Ravenna dove ha giocato tre delle ultime quattro stagioni. Il play romano del 1994 ha firmato un biennale ed esordirà quindi in Serie A con la maglia biancorossa. Nel roster 2017/2018 sarà il cambio del play straniero che, con ogni probabilità, sarà il giocatore più talentuoso e "di peso" della prossima Varese. Di seguito il comunicato della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica con soddisfazione di aver raggiunto un accordo con il giocatore Matteo Tambone. Nato a Graz il 14 maggio 1994, Tambone ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso per le prossime due stagioni sportive. Atleta che fa leva su una grande intensità difensiva, Matteo, oltre ad avere un’ottima lettura di gioco, può contare su un buon tiro dal perimetro. Attilio Caja, allenatore Pallacanestro Openjobmetis Varese: «È un ragazzo che conosco dai tempi della Virtus Roma e che poi ho avuto modo di apprezzare anche nella Nazionale sperimentale. Ho seguito il suo percorso in Serie A2 prima a Treviglio quindi a Ravenna e ogni stagione si è migliorato e ha aggiunto qualcosa al suo repertorio. Quest’anno, come la sua squadra, ha giocato un ottimo campionato. Ora penso sia pronto e abbia tutte le carte in regola per fare il salto di categoria. Siamo convinti che Matteo abbia le caratteristiche giuste per dimostrarsi all’altezza della Serie A». Matteo Tambone, playmaker Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono davvero felicissimo di aver firmato per la Pallacanestro Varese, un club leggendario con una storia incredibile che può contare su un pubblico sempre molto caldo. Ringrazio la società e il coach per avermi dato questa grande opportunità. La Serie A è sicuramente un campionato duro ma penso di essere pronto al salto di categoria. Da parte mia non mancherà mai l’impegno quando scenderò in campo con la maglia di Varese. Non vedo l’ora di arrivare in città, di ritrovare coach Caja che ho già avuto in Nazionale, e di iniziare ad allenarmi con i miei nuovi compagni». La Scheda: Data di nascita: 14 maggio 1994 Luogo di nascita: Graz (Austria) Altezza: 192 cm Ruolo: playmaker La Carriera: Classe 1994, Tambone cresce nelle giovanili della Virtus Roma che lo fa esordire in Serie A nella stagione 2012/13, campionato in cui la squadra capitolina arriva alla finale scudetto. L’anno successivo viene ceduto in prestito a Ravenna in DNA Silver dove, nel suo primo anno da senior, fa registrare 5,3 punti in 18,5 minuti di media tirando con il 45% da 2 e il 25% da 3 contribuendo al raggiungimento dei playoff. Gioca un altro anno a Ravenna migliorando le sue statistiche (8,3 punti, 2,6 rimbalzi in 21 minuti tirando con il 37% dall’arco) poi, nell’estate del 2015, si accorda con Treviglio (Serie A2) dove, in 30 partite, realizza quasi 10 punti di media, 2,9 rimbalzi e 2 assist. Terminata l’esperienza con la squadra bergamasca, la scorsa stagione ritorna a Ravenna in Serie A2 dove diventa il playmaker titolare e uno dei protagonisti della fantastica cavalcata dei giallorossi. Dopo aver chiuso la regular season al quarto posto a 10,8 punti, 3,2 rimbalzi e 2,1 assist in quasi 30 minuti di impiego, dimostra tutta la sua maturità ed affidabilità nei playoff. Con 12,7 punti (41% da 2, 33% da 3), 4,1 rimbalzi e 2,4 assist in 31 minuti, trascina infatti la squadra fino alla semifinale dopo aver battuto squadre molto quotate come Roma e Verona. Tambone nel 2015 ha giocato nella Nazionale sperimentale ed è stato convocato per l’All Star Game di Serie A2 come uno dei migliori Under 23 dell’intero campionato.
  19. Mercato italiano in dirittura d'arrivo per Varese con Matteo Tambone che dovrebbe comunicare oggi a Ravenna la decisione di sposare la causa biancorossa, e Nicola Natali favorito per il ruolo di cambio delle ali a completare il parco degli atleti "tricolori". La 29enne ala toscana sarebbe il nome nuovo per il club di piazza Monte Grappa nell'ultimo spot mancante per i 5 atleti di formazione dello schema 3+4+5. Sfumata l'ipotesi Masciadri, Varese valuta con interesse il prodotto del vivaio di Montecatini che da 3 stagioni gioca nella vicina Casale Monferrato (5,6 punti e 2,8 rimbalzi nel 2016-17). Si tratta del figlio di Gino, ex giocatore di serie A negli anni 70, ma soprattutto storico g.m. di Roma e Milano nel periodo in cui Attilio Caja sedeva sulle panchine di Virtus e Olimpia. Sarebbe un giocatore di complemento in grado di entrare nelle rotazioni delle ali insieme al coetaneo Giancarlo Ferrero. Negli anni di militanza tra la vecchia A Dilettanti e l'attuale A2 (Montecatini, Trento, Forlì e Barcellona Pozzo di Gotto le tappe precedenti l'ultima esperienza a Casale Monferrato), Natali si è costruito una solida dimensione perimetrale sulla base di una buona attitudine al rimbalzo e all'energia difensiva con cui tiene il campo. Certo non si tratta un nome di prima fascia, né d'altra parte servirebbe un investimento clamoroso per un elemento che nelle gerarchie iniziali partirebbe da decimo uomo, pur con la chance di ritagliarsi qualche minuto se dimostrerà a coach Caja di meritarsi degli spazi di gioco. Natali è però un elemento solido - soprattutto in difesa - e a suo favore gioca l'interesse di voler dimostrare di poter valere la serie A per la prima volta in carriera. A meno che le sirene dell'Eurobasket Roma-club di A2 che lo segue con attenzione - abbiano lo stesso esito di quelle di Ravenna nei confronti di Masciadri; in questa occasione però potrebbe essere la volta buona per trovare la quadra sugli atleti di passaporto italiano. Se entro qualche giorno arriveranno due fumate bianche, Varese potrà concentrarsi sulla scelta dei quattro stranieri mancanti (contando anche il cambio del pivot, anche se Norvel Pelle fa ancora parte del roster). Giuseppe Sciascia
  20. Arriva il secondo titolare per la Pallacanestro Varese: sarà Antabia "Taj" Waller la guardia del quintetto biancorosso 2017-18. Il 29enne esterno di 191 centimetri per 88 chili, prodotto dell'università di Auburn, è stato scovato nel sottobosco dei campionati europei attraverso il casting video delle ultime settimane: nel 2016-17 l'atleta statunitense ha giocato in Lega Adriatica nelle file dei montenegrini del KK Mornar Bar (14,7 punti e 2,9 rimbalzi di media; 11,7 più 2.2 assist col 37% da 3 nelle 14 gare disputate in Champions League FIBA). Si tratta di un elemento mai visto in Italia (due stagioni in Turchia e due in Balkan League tra Pristhina e Bakshimi Prizen oltre all'annata scorsa in Serbia) che si dividerà i minuti nello spot di "numero 2" con Aleksa Avramovic. Di fatto è il sostituto di Dominique Johnson nello scacchiere tattico parametrato tra la Varese dello scorso anno e quella in fase di costruzione. Evidente la differenza di spessore tra il profilo del fuciliere di Detroit e quella dell'atleta del 1988, anche se il club di piazza Monte Grappa crede nelle sue potenzialità e lo ha dunque firmato con un biennale "modalità Ferrero" (ossia con escape a pagamento nell'estate 2018). Waller è principalmente un tiratore (212 triple e solo 69 tentativi da 2 nella sua ultima stagione NCAA) che nella sua carriera in Europa ha espanso le sue doti realizzative con la palla in mano. Di fatto però la sua qualità migliore è la sospensione, sia piedi per terra che dal palleggio. L'esterno del 1988 mitragliere e Avramovic incursore: sulla carta potrebbe essere un'accoppiata ben assortita; di certo la Varese 2017-18 si affiderà ad una sorta di guardia a due teste, come peraltro ampiamente annunciato nel momento in cui il mancino serbo è stato il primo confermato in ordine cronologico del mercato estivo. Lo stesso Attilio Caja aveva chiarito che la spina dorsale del roster sarebbe stato costruito sull'asse playmaker, ala piccola e centro: ampliando il concetto, nel ruolo in cui dalla panchina uscirà il cambio con lo stipendio più elevato è stato inserito un elemento di raccordo come Waller, con caratteristiche diverse ma compiti tutto sommato simili a quello del primo acquisto Stan Okoye. La scelta obbligata di ripartire da Avramovic, in virtù di un contratto garantito con scatto salariale importante (più del 40% rispetto al 2016-17), ha praticamente abortito sul nascere l'ipotesi del 5+5 rispetto al 3+4+5. Toccherà all'ex MVP del campionato serbo 2015-16 dimostrare di valere la stima che Claudio Coldebella aveva mostrato nei suoi confronti con la firma di un biennale senza uscite con opzione per il 2018-19, e riguadagnarsi la considerazione di Attilio Caja - che fino alla cessione di Cavaliero lo aveva retrocesso a sesto esterno, preferendogli Bulleri come cambio del playmaker - nel ruolo più adatto alle sue doti di scorridore con poca visione del gioco di cambio di guardia e ala piccola. Pertanto Waller, occasione a prezzi accessibili che Varese ha cavalcato intravvedendo un potenziale interessante ovviamente da verificare al cambio del basket italiano, è la guardia che il club biancorosso ha scelto da mettere in concorrenza con Avramovic. Però i pezzi forti arriveranno più avanti, a partire dal playmaker titolare che sempre nelle parole di coach Caja dovrà dare la sua impronta alla squadra. Anche perché, confidando sempre nell'esito positivo delle trattative con Eyenga e Anosike, servirà comunque un altro realizzatore di vaglia considerando le specializzazioni - difesa e rimbalzi - dell'ala congolese e del pivot nigeriano. Giuseppe Sciascia
  21. A sorpresa la Pallacanestro Varese ha ingaggiato la sua nuova guardia titolare: è Antabia Waller, americano di 191 cm classe '88, proveniente dal KK Mornar, con cui ha disputato nel 2016/2017 il girone di Champions League e la Lega Adriatica. Waller ha firmato un contratto biennale. Di seguito il comunicato della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese è felice di annunciare l’avvenuto ingaggio del giocatore Antabia Waller. Guardia americana classe 1988, Waller ha firmato un contratto di due anni che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2018/2019. Alla sua prima esperienza nel campionato italiano, Waller è un giocatore completo: solido difensore ed efficace attaccante, può essere pericoloso sia dal perimetro sia in avvicinamento al canestro. Attilio Caja, allenatore Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Antabia è un ragazzo che ci ha colpito per le sue qualità offensive e per la sua doppia dimensione: è in grado, infatti, di giocare bene con e senza palla in mano. Nella sua carriera ha disputato dei buoni campionati ben figurando anche contro squadre di alto livello, in particolare nella Lega Adriatica. Pensiamo possa avere la giusta mentalità per confrontarsi e competere nel campionato italiano. Abbiamo riscontrato in lui grande motivazione e grande voglia di mettersi in gioco». La Scheda: Data di nascita: 11 luglio 1988 Luogo di nascita: Manchester (Georgia, USA) Altezza: 191 cm Ruolo: guardia La Carriera: Nato l’11 luglio 1988 a Manchester (Georgia), Antabia “Tay” Waller si forma cestisticamente nei college di Nothwest Florida State e Auburn (15,3 punti e 3,8 rimbalzi di media con oltre il 40% dal campo). Approdato in Europa nel 2010/11 al termine degli anni accademici, fa il suo esordio tra i professionisti con la canotta del Bursa totalizzando 13,3 punti, 4,8 rimbalzi e 2,2 assist. Gioca nel campionato turco per altri due anni con Gaziantepspor e Vestelspor Manisa, poi si accorda con il Sigal Prishtina con cui vince Kosovo Superleague e Coppa nazionale a 12,7 punti, 4,7 rimbalzi, 3,4 assist di media. Con la squadra della capitale gioca anche la Balkan League, competizione internazionale riservata ai team dell’area del Balcani, viaggiando a 11,6 punti e 3,2 rimbalzi. Chiusa l’esperienza in Kosovo nel 2015/16 tra le fila del Bashkimi Prizren, la scorsa estate viene ingaggiato dal KK Mornar Bar, team montenegrino con cui Waller conferma, in tre competizioni differenti, le sue doti di tiratore e la sua costanza offensiva: 11,3 punti e 2,8 rimbalzi in campionato, 14,7 punti e 2,9 rimbalzi nella Lega Adriatica e 13,1 punti, 2,7 rimbalzi, 2,3 assist con il 51% da 2 e il 37% da 3 in 16 partite di FIBA Basketball Champions League.
  22. Kevin Dillard e Varese, questo matrimonio s'avrà da fare? Il playmaker statunitense e la società di piazza Monte Grappa, già annusatisi in due occasioni negli scorsi 12 mesi, potrebbero ritrovarsi nell'estate 2017. Al momento attuale non c'è nulla di concreto, se non il fatto che l'atleta del 1989 sia un pallino del d.g. Claudio Coldebella fin dalla scorsa estate quando Varese lo avvicinò con decisione prima di puntare Eric Maynor. L'ostacolo insormontabile riguardava la convocazione con l'Albania alle qualificazioni per Eurobasket 2017 che avrebbe ritardato il suo arrivo in città fino ai primi di settembre in combinazione con la necessità di avere la squadra al completo al raduno del 12 agosto in vista delle qualificazioni alla Champions League II discorso si chiuse ancor pri- ma della firma di Dillard per il Pinar Karsiyaka per una cifra irraggiungibile rispetto alle disponibilità biancorosse. Dillard tornò d'attualità per poche ore nel gennaio di quest'anno, quando il confronto tra gli Arditi e la squadra dopo la sconfitta di Cremona aveva indotto Eric Maynor a manifestare propositi di addio poi "evaporati" rapidamente: Varese lo aveva sondato qualora ci fosse stata necessità di intervento sul mercato, ma il giocatore del 1989 - che aveva lasciato da 3 settimane la Turchia per cattivi rapporti con il coach del Pinar, sostituito dall'ex bianco-rosso Mike Green - aveva appena fumato un lucrosissimo contratto da 30mila dollari al mese in Nuova Zelanda. Ora però ci sono alcune convergenze parallele che potrebbero rendere praticabile una pista al momento non approfondita per costi ancora superiori al budget che Varese vuole investire sul playmaker titolale (più o meno la stessa cifra del Maynor versione 2016-17). Ma il desiderio di Dillard di tornare in Italia, dove aveva esordito nella sua carriera professionistica nel 2012-13 a Casale Monferrato (15,6 punti e 3,9 assist nella vecchia LegAdue), e la sua voglia di stabilità dopo tre stagioni con la valigia sempre in mano (9 squadre e 8 nazioni diverse dal 2014-15 al 2016-17) potrebbero far coincidere il suo profilo con quello del regista con qualità realizzative e doti di leadership al quale Attilio Caja vuole affidare le chiavi della squadra. Perché quando Dillard ha avuto in mano il pallino del gioco senza fare da tampone, ha dimostrato di avere qualità offensive (top-scorer del 2015-16 in Grecia all'Apollon Patrasso con 18,6 punti di media; 18,1 punti più 4,8 assist nelle 9 gare disputate in Australia tra Pinar e l'ultima tappa in Israele al Maccabi Ashdod). Solo una delle tante ipotesi di inizio mercato destinate poi a svanire di fronte alle evoluzioni delle trattative, come nel caso di David Lighty - possibile alternativa di Eyenga già accasatosi al Villeurbanne, con Varese che continua ad aspettare con concreta fiducia le decisioni di Air Congo - oppure sarà un'ipotesi concreta che potrebbe emergere al termine del video casting effettuato in queste settimane dallo staff tecnico? Oggi Varese non ha ancora possibilità di sferrare un colpo al di là delle trattative sui rinnovi, ma se fra un mese entrambe le parti saranno ancora libere... Giuseppe Sciascia
  23. Suonano forti le sirene di Sassari per Norvel Pelle. Il lungo nativo di Antigua sarebbe un obiettivo primario del Banco Sardegna per il ruolo del cambio del pivot titolare. La società del presidente Sardara ha preso informazioni ad ampio raggio sul 24enne centro che nel 2016-17 ha totalizzato 7,2 punti, 5,6 rimbalzi e 2,1 stoppate in 15,7 minuti: la possibilità di giocare per i playoff ed affacciarsi nuovamente in Europa attraverso la partecipazione alla FIBA Champions League potrebbe far gola all'atleta del 1993, in attesa di una proposta formale da parte della Dinamo. Pelle potrebbe lasciare Varese - che ne detiene i diritti contrattuali per il 2017-18 - grazie ad una clausola rescissoria contenuta nel suo contratto, dietro il versamento di un buyout da 75mila dollari (sarebbero 50 in caso di contratto garantito NBA, per il caraibico previsti comunque mini-camp e possibilità nelle Summer Leagues del mese di luglio) da parte di un club che disputa una competizione internazionale quale appunto è Sassari. Al momento è certo solo l'interesse forte della Dinamo per Pelle, mentre in piazza Monte Grappa non risultano movimenti particolari, che alla luce delle clausole del contratto - esercitabili fino all'1 agosto - avverranno solo in caso di accettazione del caraibico dell'eventuale proposta ufficiale del Banco Sardegna. Comunque finisca la vicenda, per Varese è la più classica delle "Win-Win situation": Attilio Caja ha più volte espresso il suo gradimento per la permanenza del lungo del 1993, ma se arrivassero offerte più allettanti secondo l'atleta e i suoi rappresentanti, il club biancorosso riceverebbe un gruzzoletto da reinvestire sul mercato sommato al salario "disinvestito" dall'eventuale partenza di Pelle, per un totale di 165mila dollari. Tra le altre cose, significherebbe la possibilità di investire su un cambio del pivot - auspicabilmente Anosike - più "risparmioso" e poter allocare ulteriori risorse sui 4 titolari ancora mancanti all'appello. Tra i nomi valutati da Varese per rimpiazzare l'eventuale partenza del centro caraibico spicca quello di Taylor Smith. Il 26enne centro statunitense è reduce da due brillanti stagioni in A2 a Ravenna, dove giocava a fianco di Matteo Tambone (altra ipotesi concreta al vaglio della società di piazza Monte Grappa per il ruolo di cambio del playmaker). Si tratta di un elemento dal grande potenziale atletico a dispetto della stazza ridotta (2 metri per 98 chili): l'atleta del 1991 è stato miglior stoppatore del primo campionato dilettantistico sia nel 2015-16 che nel 2016-17 (2.8 a partita oltre a 14.5 punti e 9.6 rimbalzi) e nel suo anno da senior al college è stato leader assoluto di tutta la nazione per percentuale di realizzazione col 69,4%. Al momento solo idee in libertà, mentre è ufficiale la firma di Dominique Johnson nella lega estiva cinese CBA: per due mesi a Lhasa l'ex biancorosso guadagnerà 150mila dollari, più di quanto incassato in 6 mesi a Varese... Giuseppe Sciascia
  24. Eyenga e Anosike sì, Maynor e Johnson no. La Pallacanestro Varese tiene aperti i canali soltanto per due dei quattro titolari del 2016-17 per gli spot spot mancanti al completamento del quintetto base. E per i due atleti provenienti dall'Africa - almeno relativamente alla nazionalità sportiva - confida di partire poco sopra al 50 per cento di possibilità di centrare l'obiettivo dei rinnovi per dare continuità alla chimica determinante per il brillante rush finale post Coppa Italia. La positiva esperienza spagnola nei playoff disputati con Malaga non sembra aver modificato gli intendimenti espressi da Christian Eyenga su queste colonne relativi alla massima disponibilità a discutere il ritorno a Varese. Se "Air Congo" vuole restare biancorosso e la società di piazza Monte Grappa vuole confermarlo, cosa ostacola il matrimonio tra le parti? Ad oggi lo scoglio è economico: ancora non si parla di proposta formale, con le parti che si "annusano" a vicenda - Eyenga partirebbe dal salario base del 2016-17, la società ha annunciato spending review sul monte stipendi tagliando però principalmente i costi degli italiani - in attesa che ci siano le condizioni per mettere per iscritto un'offerta, legate a filo doppio al discorso main sponsor da rinnovare. Con Anosike il discorso è leggermente più avanzato e le chances sono leggermente più elevate: qualche cifra è stata abbozzata, e con ogni probabilità dai primi di luglio si proverà ad entrare nel merito del discorso. Tutto ciò ovviamente in assenza di offerte irrinunciabili: sia l'ala congolese che il centro nigeriano apprezzano Varese e stimano Attilio Caja, ma è evidente che una proposta economica molto superiore a quella che il club biancorosso potrà mettere sul piatto muterebbe completamente gli scenari attuali. Ma ad oggi né Eyenga né Anosike hanno trovato alternative più lucrose all'estero, mentre in Italia non sembra esserci rischio di concorrenza né per l'ala piccola né per il pivot. Chi invece è già fuori dal radar di Varese sono Eric Maynor e Dominique Johnson: scontato il no della guardia di Detroit che cerca stipendi e vetrine incompatibili con le possibilità biancorosse (leggi l'opzione Avellino), anche il playmaker statunitense ha lasciato cadere qualsiasi discorso visto che l'attuale aspettativa salariale per il 2017-18 è almeno il doppio rispetto ai 105mila dollari dell'ingaggio della stagione passata. Per questo lo scouting della società di piazza Monte Grappa è concentrato principalmente su figure di registi capaci di produrre punti ma anche gioco. Si scandaglia il mercato dei campionati esteri con lo staff tecnico che valuta l'aspetto tecnico e Claudio Coldebella che si occupa degli aspetti economici; ma a meno di clamorose occasioni in cui collimino costi e caratteristiche, per i colpi grossi sul perimetro servirà aspettare ancora almeno un mese. Giuseppe Sciascia
  25. Weekend di contatti a tutto tondo per Claudio Coldebella all'Eurocamp di Treviso. Il d.g. biancorosso è stato uno dei pochi dirigenti di serie A già "operativi" alla kermesse della Ghirada che ha raccolto i principali addetti ai lavori di tutta Europa (al momento però l'unico affare fatto è la firma a Cantù di JaimeSmith, guardia dal KhimikYuzny). Informazioni raccolte su quell'ampio ventaglio di giocatori che potrebbero interessare Varese nella caccia ai 4 titolari stranieri mancanti: l'area principale di interesse a oggi è quella nei ruoli di playmaker e guardia, in attesa che prendano quota le trattative per i rinnovi di Christian Eyenga e O.D. Anosike. Il centro di passaporto nigeriano sta proseguendo le esplorazioni tra Russia e Turchia, campionati per i quali aveva assunto un nuovo agente per le trattative "extra-italiane". Se però non ci saranno soluzioni più remunerative per un giocatore che in A è una certezza (4 volte consecutive miglior rimbalzista del campionato) ma all'estero non ha mai sfondato (tagliato da Vitoria e Aek Atene nella prima metà del 2014-15), Varese ha buone carte da giocare per strappare il suo sì. Per Eyenga bisognerà invece attendere di capire se i suoi brillanti playoff con Malaga gli abbiano riaperto un mercato in Spagna. Intanto però il club biancorosso osserva profili sul perimetro: si studiano caratteristiche e costi di giocatori che hanno fatto bene all'estero, mentre nel gruppo dell'usato sicuro dall'Italia emerge il profilo di Ronald Moore, consacrato dal secondo playoff consecutivo con Pistoia come elemento affidabile (11,4 punti e 5,4 assist) . Il play ex Caserta ha costi abbordabili e la garanzia di un rendimento lineare, ma per il momento Varese preferisce proseguire il giro di orizzonti attraverso il lavoro di scouting dello staff tecnico e il "setaccio" per costi e disponibilità portato avanti da Coldebella (per ora fuori portata Kevin Dillard, play realizzatore già sondato nell'estate 2016 e lo scorso gennaio, che vuole tornare in Australia dopo i 30mila dollari al mese percepiti nel finale del 2016-17). Sul fronte italiano nessuna novità: il primo abboccamento con Marco Spanghero - alternativa a Matteo Tambone nel ruolo di cambio del play - non ha avuto esito positivo, costi e futuribilità favoriscono il 23enne romano rispetto al 26enne triestino che è reduce da una esperienza negativa a Brindisi con la formula 3+4+5 e preferirebbe una collocazione in un club con lo schema 5-5. Giuseppe Sciascia
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