Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'mercato'.



More search options

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Solo Basket
    • Varese e il campionato di Basket
    • Il basket dalla B in giù...passando dalle giovanili
    • Archivio articoli
  • Gruppo Vfb.it
    • Divertiti col gruppo di Vfb.it
    • FantaVFB
    • Il gioco dei pronostici

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Location


Interests

Found 217 results

  1. Mercato italiano in dirittura d'arrivo per Varese con Matteo Tambone che dovrebbe comunicare oggi a Ravenna la decisione di sposare la causa biancorossa, e Nicola Natali favorito per il ruolo di cambio delle ali a completare il parco degli atleti "tricolori". La 29enne ala toscana sarebbe il nome nuovo per il club di piazza Monte Grappa nell'ultimo spot mancante per i 5 atleti di formazione dello schema 3+4+5. Sfumata l'ipotesi Masciadri, Varese valuta con interesse il prodotto del vivaio di Montecatini che da 3 stagioni gioca nella vicina Casale Monferrato (5,6 punti e 2,8 rimbalzi nel 2016-17). Si tratta del figlio di Gino, ex giocatore di serie A negli anni 70, ma soprattutto storico g.m. di Roma e Milano nel periodo in cui Attilio Caja sedeva sulle panchine di Virtus e Olimpia. Sarebbe un giocatore di complemento in grado di entrare nelle rotazioni delle ali insieme al coetaneo Giancarlo Ferrero. Negli anni di militanza tra la vecchia A Dilettanti e l'attuale A2 (Montecatini, Trento, Forlì e Barcellona Pozzo di Gotto le tappe precedenti l'ultima esperienza a Casale Monferrato), Natali si è costruito una solida dimensione perimetrale sulla base di una buona attitudine al rimbalzo e all'energia difensiva con cui tiene il campo. Certo non si tratta un nome di prima fascia, né d'altra parte servirebbe un investimento clamoroso per un elemento che nelle gerarchie iniziali partirebbe da decimo uomo, pur con la chance di ritagliarsi qualche minuto se dimostrerà a coach Caja di meritarsi degli spazi di gioco. Natali è però un elemento solido - soprattutto in difesa - e a suo favore gioca l'interesse di voler dimostrare di poter valere la serie A per la prima volta in carriera. A meno che le sirene dell'Eurobasket Roma-club di A2 che lo segue con attenzione - abbiano lo stesso esito di quelle di Ravenna nei confronti di Masciadri; in questa occasione però potrebbe essere la volta buona per trovare la quadra sugli atleti di passaporto italiano. Se entro qualche giorno arriveranno due fumate bianche, Varese potrà concentrarsi sulla scelta dei quattro stranieri mancanti (contando anche il cambio del pivot, anche se Norvel Pelle fa ancora parte del roster). Giuseppe Sciascia
  2. Arriva il secondo titolare per la Pallacanestro Varese: sarà Antabia "Taj" Waller la guardia del quintetto biancorosso 2017-18. Il 29enne esterno di 191 centimetri per 88 chili, prodotto dell'università di Auburn, è stato scovato nel sottobosco dei campionati europei attraverso il casting video delle ultime settimane: nel 2016-17 l'atleta statunitense ha giocato in Lega Adriatica nelle file dei montenegrini del KK Mornar Bar (14,7 punti e 2,9 rimbalzi di media; 11,7 più 2.2 assist col 37% da 3 nelle 14 gare disputate in Champions League FIBA). Si tratta di un elemento mai visto in Italia (due stagioni in Turchia e due in Balkan League tra Pristhina e Bakshimi Prizen oltre all'annata scorsa in Serbia) che si dividerà i minuti nello spot di "numero 2" con Aleksa Avramovic. Di fatto è il sostituto di Dominique Johnson nello scacchiere tattico parametrato tra la Varese dello scorso anno e quella in fase di costruzione. Evidente la differenza di spessore tra il profilo del fuciliere di Detroit e quella dell'atleta del 1988, anche se il club di piazza Monte Grappa crede nelle sue potenzialità e lo ha dunque firmato con un biennale "modalità Ferrero" (ossia con escape a pagamento nell'estate 2018). Waller è principalmente un tiratore (212 triple e solo 69 tentativi da 2 nella sua ultima stagione NCAA) che nella sua carriera in Europa ha espanso le sue doti realizzative con la palla in mano. Di fatto però la sua qualità migliore è la sospensione, sia piedi per terra che dal palleggio. L'esterno del 1988 mitragliere e Avramovic incursore: sulla carta potrebbe essere un'accoppiata ben assortita; di certo la Varese 2017-18 si affiderà ad una sorta di guardia a due teste, come peraltro ampiamente annunciato nel momento in cui il mancino serbo è stato il primo confermato in ordine cronologico del mercato estivo. Lo stesso Attilio Caja aveva chiarito che la spina dorsale del roster sarebbe stato costruito sull'asse playmaker, ala piccola e centro: ampliando il concetto, nel ruolo in cui dalla panchina uscirà il cambio con lo stipendio più elevato è stato inserito un elemento di raccordo come Waller, con caratteristiche diverse ma compiti tutto sommato simili a quello del primo acquisto Stan Okoye. La scelta obbligata di ripartire da Avramovic, in virtù di un contratto garantito con scatto salariale importante (più del 40% rispetto al 2016-17), ha praticamente abortito sul nascere l'ipotesi del 5+5 rispetto al 3+4+5. Toccherà all'ex MVP del campionato serbo 2015-16 dimostrare di valere la stima che Claudio Coldebella aveva mostrato nei suoi confronti con la firma di un biennale senza uscite con opzione per il 2018-19, e riguadagnarsi la considerazione di Attilio Caja - che fino alla cessione di Cavaliero lo aveva retrocesso a sesto esterno, preferendogli Bulleri come cambio del playmaker - nel ruolo più adatto alle sue doti di scorridore con poca visione del gioco di cambio di guardia e ala piccola. Pertanto Waller, occasione a prezzi accessibili che Varese ha cavalcato intravvedendo un potenziale interessante ovviamente da verificare al cambio del basket italiano, è la guardia che il club biancorosso ha scelto da mettere in concorrenza con Avramovic. Però i pezzi forti arriveranno più avanti, a partire dal playmaker titolare che sempre nelle parole di coach Caja dovrà dare la sua impronta alla squadra. Anche perché, confidando sempre nell'esito positivo delle trattative con Eyenga e Anosike, servirà comunque un altro realizzatore di vaglia considerando le specializzazioni - difesa e rimbalzi - dell'ala congolese e del pivot nigeriano. Giuseppe Sciascia
  3. A sorpresa la Pallacanestro Varese ha ingaggiato la sua nuova guardia titolare: è Antabia Waller, americano di 191 cm classe '88, proveniente dal KK Mornar, con cui ha disputato nel 2016/2017 il girone di Champions League e la Lega Adriatica. Waller ha firmato un contratto biennale. Di seguito il comunicato della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese è felice di annunciare l’avvenuto ingaggio del giocatore Antabia Waller. Guardia americana classe 1988, Waller ha firmato un contratto di due anni che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2018/2019. Alla sua prima esperienza nel campionato italiano, Waller è un giocatore completo: solido difensore ed efficace attaccante, può essere pericoloso sia dal perimetro sia in avvicinamento al canestro. Attilio Caja, allenatore Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Antabia è un ragazzo che ci ha colpito per le sue qualità offensive e per la sua doppia dimensione: è in grado, infatti, di giocare bene con e senza palla in mano. Nella sua carriera ha disputato dei buoni campionati ben figurando anche contro squadre di alto livello, in particolare nella Lega Adriatica. Pensiamo possa avere la giusta mentalità per confrontarsi e competere nel campionato italiano. Abbiamo riscontrato in lui grande motivazione e grande voglia di mettersi in gioco». La Scheda: Data di nascita: 11 luglio 1988 Luogo di nascita: Manchester (Georgia, USA) Altezza: 191 cm Ruolo: guardia La Carriera: Nato l’11 luglio 1988 a Manchester (Georgia), Antabia “Tay” Waller si forma cestisticamente nei college di Nothwest Florida State e Auburn (15,3 punti e 3,8 rimbalzi di media con oltre il 40% dal campo). Approdato in Europa nel 2010/11 al termine degli anni accademici, fa il suo esordio tra i professionisti con la canotta del Bursa totalizzando 13,3 punti, 4,8 rimbalzi e 2,2 assist. Gioca nel campionato turco per altri due anni con Gaziantepspor e Vestelspor Manisa, poi si accorda con il Sigal Prishtina con cui vince Kosovo Superleague e Coppa nazionale a 12,7 punti, 4,7 rimbalzi, 3,4 assist di media. Con la squadra della capitale gioca anche la Balkan League, competizione internazionale riservata ai team dell’area del Balcani, viaggiando a 11,6 punti e 3,2 rimbalzi. Chiusa l’esperienza in Kosovo nel 2015/16 tra le fila del Bashkimi Prizren, la scorsa estate viene ingaggiato dal KK Mornar Bar, team montenegrino con cui Waller conferma, in tre competizioni differenti, le sue doti di tiratore e la sua costanza offensiva: 11,3 punti e 2,8 rimbalzi in campionato, 14,7 punti e 2,9 rimbalzi nella Lega Adriatica e 13,1 punti, 2,7 rimbalzi, 2,3 assist con il 51% da 2 e il 37% da 3 in 16 partite di FIBA Basketball Champions League.
  4. Kevin Dillard e Varese, questo matrimonio s'avrà da fare? Il playmaker statunitense e la società di piazza Monte Grappa, già annusatisi in due occasioni negli scorsi 12 mesi, potrebbero ritrovarsi nell'estate 2017. Al momento attuale non c'è nulla di concreto, se non il fatto che l'atleta del 1989 sia un pallino del d.g. Claudio Coldebella fin dalla scorsa estate quando Varese lo avvicinò con decisione prima di puntare Eric Maynor. L'ostacolo insormontabile riguardava la convocazione con l'Albania alle qualificazioni per Eurobasket 2017 che avrebbe ritardato il suo arrivo in città fino ai primi di settembre in combinazione con la necessità di avere la squadra al completo al raduno del 12 agosto in vista delle qualificazioni alla Champions League II discorso si chiuse ancor pri- ma della firma di Dillard per il Pinar Karsiyaka per una cifra irraggiungibile rispetto alle disponibilità biancorosse. Dillard tornò d'attualità per poche ore nel gennaio di quest'anno, quando il confronto tra gli Arditi e la squadra dopo la sconfitta di Cremona aveva indotto Eric Maynor a manifestare propositi di addio poi "evaporati" rapidamente: Varese lo aveva sondato qualora ci fosse stata necessità di intervento sul mercato, ma il giocatore del 1989 - che aveva lasciato da 3 settimane la Turchia per cattivi rapporti con il coach del Pinar, sostituito dall'ex bianco-rosso Mike Green - aveva appena fumato un lucrosissimo contratto da 30mila dollari al mese in Nuova Zelanda. Ora però ci sono alcune convergenze parallele che potrebbero rendere praticabile una pista al momento non approfondita per costi ancora superiori al budget che Varese vuole investire sul playmaker titolale (più o meno la stessa cifra del Maynor versione 2016-17). Ma il desiderio di Dillard di tornare in Italia, dove aveva esordito nella sua carriera professionistica nel 2012-13 a Casale Monferrato (15,6 punti e 3,9 assist nella vecchia LegAdue), e la sua voglia di stabilità dopo tre stagioni con la valigia sempre in mano (9 squadre e 8 nazioni diverse dal 2014-15 al 2016-17) potrebbero far coincidere il suo profilo con quello del regista con qualità realizzative e doti di leadership al quale Attilio Caja vuole affidare le chiavi della squadra. Perché quando Dillard ha avuto in mano il pallino del gioco senza fare da tampone, ha dimostrato di avere qualità offensive (top-scorer del 2015-16 in Grecia all'Apollon Patrasso con 18,6 punti di media; 18,1 punti più 4,8 assist nelle 9 gare disputate in Australia tra Pinar e l'ultima tappa in Israele al Maccabi Ashdod). Solo una delle tante ipotesi di inizio mercato destinate poi a svanire di fronte alle evoluzioni delle trattative, come nel caso di David Lighty - possibile alternativa di Eyenga già accasatosi al Villeurbanne, con Varese che continua ad aspettare con concreta fiducia le decisioni di Air Congo - oppure sarà un'ipotesi concreta che potrebbe emergere al termine del video casting effettuato in queste settimane dallo staff tecnico? Oggi Varese non ha ancora possibilità di sferrare un colpo al di là delle trattative sui rinnovi, ma se fra un mese entrambe le parti saranno ancora libere... Giuseppe Sciascia
  5. Suonano forti le sirene di Sassari per Norvel Pelle. Il lungo nativo di Antigua sarebbe un obiettivo primario del Banco Sardegna per il ruolo del cambio del pivot titolare. La società del presidente Sardara ha preso informazioni ad ampio raggio sul 24enne centro che nel 2016-17 ha totalizzato 7,2 punti, 5,6 rimbalzi e 2,1 stoppate in 15,7 minuti: la possibilità di giocare per i playoff ed affacciarsi nuovamente in Europa attraverso la partecipazione alla FIBA Champions League potrebbe far gola all'atleta del 1993, in attesa di una proposta formale da parte della Dinamo. Pelle potrebbe lasciare Varese - che ne detiene i diritti contrattuali per il 2017-18 - grazie ad una clausola rescissoria contenuta nel suo contratto, dietro il versamento di un buyout da 75mila dollari (sarebbero 50 in caso di contratto garantito NBA, per il caraibico previsti comunque mini-camp e possibilità nelle Summer Leagues del mese di luglio) da parte di un club che disputa una competizione internazionale quale appunto è Sassari. Al momento è certo solo l'interesse forte della Dinamo per Pelle, mentre in piazza Monte Grappa non risultano movimenti particolari, che alla luce delle clausole del contratto - esercitabili fino all'1 agosto - avverranno solo in caso di accettazione del caraibico dell'eventuale proposta ufficiale del Banco Sardegna. Comunque finisca la vicenda, per Varese è la più classica delle "Win-Win situation": Attilio Caja ha più volte espresso il suo gradimento per la permanenza del lungo del 1993, ma se arrivassero offerte più allettanti secondo l'atleta e i suoi rappresentanti, il club biancorosso riceverebbe un gruzzoletto da reinvestire sul mercato sommato al salario "disinvestito" dall'eventuale partenza di Pelle, per un totale di 165mila dollari. Tra le altre cose, significherebbe la possibilità di investire su un cambio del pivot - auspicabilmente Anosike - più "risparmioso" e poter allocare ulteriori risorse sui 4 titolari ancora mancanti all'appello. Tra i nomi valutati da Varese per rimpiazzare l'eventuale partenza del centro caraibico spicca quello di Taylor Smith. Il 26enne centro statunitense è reduce da due brillanti stagioni in A2 a Ravenna, dove giocava a fianco di Matteo Tambone (altra ipotesi concreta al vaglio della società di piazza Monte Grappa per il ruolo di cambio del playmaker). Si tratta di un elemento dal grande potenziale atletico a dispetto della stazza ridotta (2 metri per 98 chili): l'atleta del 1991 è stato miglior stoppatore del primo campionato dilettantistico sia nel 2015-16 che nel 2016-17 (2.8 a partita oltre a 14.5 punti e 9.6 rimbalzi) e nel suo anno da senior al college è stato leader assoluto di tutta la nazione per percentuale di realizzazione col 69,4%. Al momento solo idee in libertà, mentre è ufficiale la firma di Dominique Johnson nella lega estiva cinese CBA: per due mesi a Lhasa l'ex biancorosso guadagnerà 150mila dollari, più di quanto incassato in 6 mesi a Varese... Giuseppe Sciascia
  6. Eyenga e Anosike sì, Maynor e Johnson no. La Pallacanestro Varese tiene aperti i canali soltanto per due dei quattro titolari del 2016-17 per gli spot spot mancanti al completamento del quintetto base. E per i due atleti provenienti dall'Africa - almeno relativamente alla nazionalità sportiva - confida di partire poco sopra al 50 per cento di possibilità di centrare l'obiettivo dei rinnovi per dare continuità alla chimica determinante per il brillante rush finale post Coppa Italia. La positiva esperienza spagnola nei playoff disputati con Malaga non sembra aver modificato gli intendimenti espressi da Christian Eyenga su queste colonne relativi alla massima disponibilità a discutere il ritorno a Varese. Se "Air Congo" vuole restare biancorosso e la società di piazza Monte Grappa vuole confermarlo, cosa ostacola il matrimonio tra le parti? Ad oggi lo scoglio è economico: ancora non si parla di proposta formale, con le parti che si "annusano" a vicenda - Eyenga partirebbe dal salario base del 2016-17, la società ha annunciato spending review sul monte stipendi tagliando però principalmente i costi degli italiani - in attesa che ci siano le condizioni per mettere per iscritto un'offerta, legate a filo doppio al discorso main sponsor da rinnovare. Con Anosike il discorso è leggermente più avanzato e le chances sono leggermente più elevate: qualche cifra è stata abbozzata, e con ogni probabilità dai primi di luglio si proverà ad entrare nel merito del discorso. Tutto ciò ovviamente in assenza di offerte irrinunciabili: sia l'ala congolese che il centro nigeriano apprezzano Varese e stimano Attilio Caja, ma è evidente che una proposta economica molto superiore a quella che il club biancorosso potrà mettere sul piatto muterebbe completamente gli scenari attuali. Ma ad oggi né Eyenga né Anosike hanno trovato alternative più lucrose all'estero, mentre in Italia non sembra esserci rischio di concorrenza né per l'ala piccola né per il pivot. Chi invece è già fuori dal radar di Varese sono Eric Maynor e Dominique Johnson: scontato il no della guardia di Detroit che cerca stipendi e vetrine incompatibili con le possibilità biancorosse (leggi l'opzione Avellino), anche il playmaker statunitense ha lasciato cadere qualsiasi discorso visto che l'attuale aspettativa salariale per il 2017-18 è almeno il doppio rispetto ai 105mila dollari dell'ingaggio della stagione passata. Per questo lo scouting della società di piazza Monte Grappa è concentrato principalmente su figure di registi capaci di produrre punti ma anche gioco. Si scandaglia il mercato dei campionati esteri con lo staff tecnico che valuta l'aspetto tecnico e Claudio Coldebella che si occupa degli aspetti economici; ma a meno di clamorose occasioni in cui collimino costi e caratteristiche, per i colpi grossi sul perimetro servirà aspettare ancora almeno un mese. Giuseppe Sciascia
  7. Weekend di contatti a tutto tondo per Claudio Coldebella all'Eurocamp di Treviso. Il d.g. biancorosso è stato uno dei pochi dirigenti di serie A già "operativi" alla kermesse della Ghirada che ha raccolto i principali addetti ai lavori di tutta Europa (al momento però l'unico affare fatto è la firma a Cantù di JaimeSmith, guardia dal KhimikYuzny). Informazioni raccolte su quell'ampio ventaglio di giocatori che potrebbero interessare Varese nella caccia ai 4 titolari stranieri mancanti: l'area principale di interesse a oggi è quella nei ruoli di playmaker e guardia, in attesa che prendano quota le trattative per i rinnovi di Christian Eyenga e O.D. Anosike. Il centro di passaporto nigeriano sta proseguendo le esplorazioni tra Russia e Turchia, campionati per i quali aveva assunto un nuovo agente per le trattative "extra-italiane". Se però non ci saranno soluzioni più remunerative per un giocatore che in A è una certezza (4 volte consecutive miglior rimbalzista del campionato) ma all'estero non ha mai sfondato (tagliato da Vitoria e Aek Atene nella prima metà del 2014-15), Varese ha buone carte da giocare per strappare il suo sì. Per Eyenga bisognerà invece attendere di capire se i suoi brillanti playoff con Malaga gli abbiano riaperto un mercato in Spagna. Intanto però il club biancorosso osserva profili sul perimetro: si studiano caratteristiche e costi di giocatori che hanno fatto bene all'estero, mentre nel gruppo dell'usato sicuro dall'Italia emerge il profilo di Ronald Moore, consacrato dal secondo playoff consecutivo con Pistoia come elemento affidabile (11,4 punti e 5,4 assist) . Il play ex Caserta ha costi abbordabili e la garanzia di un rendimento lineare, ma per il momento Varese preferisce proseguire il giro di orizzonti attraverso il lavoro di scouting dello staff tecnico e il "setaccio" per costi e disponibilità portato avanti da Coldebella (per ora fuori portata Kevin Dillard, play realizzatore già sondato nell'estate 2016 e lo scorso gennaio, che vuole tornare in Australia dopo i 30mila dollari al mese percepiti nel finale del 2016-17). Sul fronte italiano nessuna novità: il primo abboccamento con Marco Spanghero - alternativa a Matteo Tambone nel ruolo di cambio del play - non ha avuto esito positivo, costi e futuribilità favoriscono il 23enne romano rispetto al 26enne triestino che è reduce da una esperienza negativa a Brindisi con la formula 3+4+5 e preferirebbe una collocazione in un club con lo schema 5-5. Giuseppe Sciascia
  8. Ha terminato il campionato da capitano ed ora si sta lavorando per la sua permanenza. Giancarlo Ferrero, dopo due stagioni con la maglia della Pallacanestro Varese, sembrava nelle settimane scorse molto lontano dal poter rimanere in bianco-rosso anche per la prossima: con la società, distanza economica tra domanda e offerta e diversi silenzi. Poi, però, si è andati oltre, non ci si è fermati al muro contro muro: le due parti hanno continuato a parlare. Forse anche sorprendentemente. Di più: si sono viste a quattr'occhi, nei giorni scorsi. Simboleggiando la volontà di trovare un accordo, spingendo in una comune direzione pur viaggiando ancora su binari diversi. A quando l'ultima parola? E, soprattutto, quale sarà questa ultima parola? Nel fine settimana si attendono novità. La permanenza dell'ala nativa di Bra aggiungerebbe un nuovo tassello al roster 2017/2018, che per il momento conta dell'unico movimento di mercato che ha riportato alla corte di Caja Stanley Okoye, tornato a vestirsi di biancorosso dopo due stagioni a girovagare in A2 tra Matera, Trapani ed Udine, e delle conferme di Aleksa Avramovic e Norvel Pelle. Comunque vada con Ferrerò, l'attenzione si sposterà anche su eventuali altre conferme di giocatori del vecchio roster, vagliando costantemente le volontà degli stessi. E, d'altro canto, continuerà ad essere focalizzata su eventuali affari da cogliere al volo, in un momento del "gioco" in cui certe strade sono assai ripide, praticamente impossibili, da percorrere. Alberto Coriele
  9. Tornano a suonare le sirene di Avellino per Dominique Johnson. Il top-scorer dell' Openjobmetis versione 2016-17 (17,6 punti più 3,0 rimbalzi e 1,9 assist; settimo assoluto tra i marcatori della serie A) è nuovamente considerato tra gli obiettivi primari della formazione irpina, appena eliminata dalle semifinali play off. Al momento la Sidigas è impegnata principalmente sul mercato degli italiani - tra conferme e new entries - e sulla verifica della possibilità di trattenere la stella Joe Ragland; dunque si tratta soltanto di una intenzione, sia pure non supportata per ora da proposte formali. Di certo però Johnson piaceva, e molto, allo staff di Avellino già nell'estate 2016: il club irpino lo seguì a lungo nel mese di luglio, senza però riuscire a chiudere definitivamente l'accordo, e l'atleta di Detroit optò in extremis per il lucrosissimo biennale da 30mila dollari al mese sottopostogli dall'Alba Berlino. Il resto è storia nota a Varese, così come era noto già ai primi di maggio che l'unico minimo spiraglio per provare a trattenere il giocatore di gran lunga più pagato del 2016-17, arrivato a condizioni di favore dopo la transazione con i tedeschi, sarebbe passato tramite la mancanza di alternative allettanti per Johnson, e un ulteriore "abboccamento" a fine luglio dopo le Summer Leagues. Ciò non significa che Johnson finirà certamente ad Avellino, ma il profilo della Sidigas - per possibilità economiche e vetrina internazionale in Champions League - collima perfettamente con le aspettative di salario ed ambizioni dell'atleta del 1987. D'altra parte però i due giocatori sui quali Varese ha concentrato la sua "ragionevole fiducia" di continuità sono Christian Eyenga e O.D. Anosike, auspicando che entro fine mese si potrà capire con esattezza se c'è margine per concretizzare le trattative, oppure si dovrà guardare altrove. Nel frattempo lo staff tecnico sta iniziando a valutare profili in tutti e 4 i ruoli vacanti nel settore stranieri. Come già illustrato su queste colonne da Attilio Caja, l'uomo-chiave sarà il playmaker, non dando definitivamente per perso Maynor - che ha nel tecnico pavese il suo maggior estimatore - ma spaziando anche su elementi con doti realizzative più spiccate rispetto all'attivatore ex Oklahoma City. Per questo l'eventuale perdita di Dominique Johnson preoccupa relativamente: la scelta della guardia titolare - che non dovrà comunque "coprire" eccessivamente Aleksa Avramovic - sarà fatta in funzione del tipo di regista che sarà incastrato nel puzzle, e se arriverà una "scoring point guard" probabilmente si punterà su un elemento di raccordo anziché su un terminale come l'esterno del 1987. Tutti incastri da verificare più avanti, mentre al momento lo snodo più vicino sembra quello legato alla decisione di Giancarlo Ferrero: il dialogo tra le parti è ripreso su toni costruttivi, la risposta definitiva dell'ala del 1988 è attesa in tempi relativamente rapidi ma ci sono segnali di un lento ma costante riavvicinamento che fanno ben sperare nel-l'esito positivo della "telenovela". Intanto Claudio Coldebella prepara la sua missione all'Eurocamp di Treviso in programma da oggi a domenica alla Ghirada: l'anno scorso si chiuse in quella sede l'operazione Avramovic, quest'anno il d.g. biancorosso non avrebbe obiettivi primari ma sfrutterà l'occasione per incontrare tutti i principali operatori di mercato. Giuseppe Sciascia
  10. La Pallacanestro Varese lavora sottotraccia sul mercato in attesa di notizie definitive sui confermameli stranieri e italiani. Il d.g. Claudio Coldebella è tornato operativo dopo la mini "licenza matrimoniale" del weekend (viaggio lampo a Treviso per convolare a nozze con la compagna Milena), ma ancora nulla di concreto bolle in pentola per quanto riguarda i rinnovi auspicati, a partire da quelli di Chris Eyenga (discorso affrontabile in settimana dopo la chiusura dell'avventura playoff a Malaga) e O.D. Anosike. Solo sondaggi esplorativi anche sul mercato tricolore in attesa che si sblocchi la querelle Ferrerò, rimasta sostanzialmente allo stesso punto di 10 giorni fa: offerta annuale con leggero ritocco al rialzo del salario 2016-17 con l'ala del 1988 che ha preso atto riservandosi di valutare alternative prima di dare una risposta definitiva. Dalla quale dipenderanno le strategie per gli spot di cambi italiani di ala piccola e ala forte: se arrivasse la fumata nera con il mancino di Bra si cercherebbe probabilmente un giocatore di buon profilo che possa dare minuti sia da "3" che da "4". Ma non sembra esserci particolare fretta di affondare il colpo su nessuna pista, anzi l'ipotesi più accreditata - a meno di altri casi Okoye nel far collimare voglia di emergere e costi accessibili - è quella di attendere le "rimanenze" di luglio per presentarsi come alternativa più allettante rispetto alle attuali sirene economiche delle big di A2. Per quanto riguarda lo spot di cambio degli esterni per completare il "pacchetto" con play e guardia titolari e Alexsa Avramovic dalla panchina a cambiare guardia e ala piccola in una formula con 3 piccoli già usata nel 2016-17 da Artiglio c'è qualche pista aperta in più, a partire da quella che porta a Matteo Tambone. Varese ha chiesto informazioni sul 23enne play-guardia cresciuto alla Virtus Roma ma nelle ultime 4 stagioni in A2 con una crescita costante tra Treviglio e Ravenna (11,3 punti e 2,2 assist nel 2016-17 raggiungendo le semifinali playoff); l'atleta del 1994 - che avrebbe comunque qualche alternativa in A - è sotto contratto per il 2017-18 con l'Acmar, ma può uscire in caso di chiamata in serie A entro il 30 giugno a cifre abbordabilissime (3mila euro). Si tratta di un altro ex allievo di Attilio Caja in Nazionale Sperimentale, che ha buona complessione fisica (192 centimetri per 87 chili) e ottime doti balistiche pur con un tasso atletico da mettere alla prova degli sprinter statunitensi sul perimetro della serie A. Tra i profili valutati per il play di riserva ci sarebbe anche l'ex legnanese Riccardo Tavernelli, già insieme al neo assistant coach Matteo Jemoli a Trapani nel 2016-17; ma il regista cresciuto a Desio ha già sirene economiche importanti da Latina, alle quali non sarebbe facile rinunciare per giocarsi una chance in serie A. Mentre Tambone potrebbe essere più disposto ad accettare un salario compatibile con le intenzioni di spesa di Varese per provare a mettersi alla prova nella massima serie. Anche per il ruolo da quarto esterno però non c'è fretta, cercando il giusto incastro tra ambizioni e costi tra i giocatori emergenti in A2. Giuseppe Sciascia
  11. Punti fermi Okoye, Avramovic, Pelle e il “3+4+5”. Caso Ferrero da risolvere. Proposte, forse sarebbe meglio scrivere “auto-proposte” recapitate per mano degli agenti, da vagliare. In sintesi potrebbe essere questa la presentazione della settimana che si apre in casa biancorossa, la quinta dalla fine dei giochi sul campo. Le valutazioni di Ferrero Dopo il primo acuto che ha portato alla corte di Caja l’ala americana di passaporto nigeriano nella scorsa stagione a Udine, il mercato di Varese vive la dimensione dell’attenzione e dell’attesa. Si scandagliano tutte le piste e si ascoltano tutti gli interlocutori, in modo da essere pronti a piazzare il colpo al coincidere di tutte le condizioni utili, soprattutto quelle economiche. Ciò che non sembra più in discussione è la formula dalla quale ripartire. Nel caso specifico il “3+4+5” (3 extracomunitari, 4 comunitari o equiparati e 5 italiani) non è solo una regola da seguire, dettata evidentemente dai punti fermi di cui sopra (appunto Pelle, Avramovic e il nuovo acquisto Okoye), ma anche il modello della gerarchia con cui verrà costruita la squadra allenata dall’Artiglio. I sette non italiani saranno con ogni probabilità i primi sette giocatori delle rotazioni, elementi sui quali concentrare la quasi totalità del “grano” disponibile nelle casse societarie, stimato in calo di circa il 10% rispetto allo scorso anno. Basta “dodici giocatori dodici”, e anche dieci sono troppi: ne servono otto. E se i primi sette avranno documenti d’identità stranieri, è evidente che dei cinque atleti nostrani che entreranno nel roster solo uno (al massimo due) rivestirà una certa importanza tecnica con consistenti minuti in campo e stipendio proporzionato. Chi sarà? La domanda apre la parentesi su Giancarlo Ferrero, il capitano con il quale si sta trattando la conferma. Le parti si sono parlate, ora le carte sul tavolo sono chiare: il silenzio degli ultimi giorni sta evidentemente facendo da sottofondo alle valutazioni da parte dell’ala di Bra, idonee a capire se accettare o meno una proposta societaria comunque migliore di quella di qualche settimana fa. L’ex in città “Caldi”, per il resto, sembrano essere solo i telefoni. Non certo le trattative vere e proprie. Chi è sul mercato ci tiene a farlo sapere tramite i propri rappresentanti (è il caso del forse ex Orlandina Dominique Archie, per esempio), gioco ormai assodato in un mondo in cui l’offerta viene molto spesso prima della domanda. Poi ci sono le voci, talune suggestive e montate da circostanze extra cestistiche, che però difficilmente si trasformeranno in realtà (anche se sanno far parlare…). È il caso di Andrea De Nicolao, biancorosso per due stagioni tra il 2012 e il 2014, in uscita da Reggio Emilia. Il play nei giorni scorsi è stato in città, dove vive la famiglia della sua fidanzata e dove lo stesso De Nicolao ha comprato casa: “dicunt” che abbia trovato anche il tempo di fare due chiacchiere con qualcuno vicino a piazza Monte Grappa. Che Varese possa essere destinazione gradita al regista per tutto ciò che concerne la vita fuori dal parquet è plausibile, ma non si vada oltre con la fantasia. Almeno per il momento: la distanza tra ciò che potrebbe offrire la società a un giocatore che non entrerebbe nel quintetto base e le cifre (sei) sulle quali ha viaggiato il contratto di De Nicolao nella sua parentesi reggiana è enorme. Fabio Gandini
  12. Mercato degli italiani in stallo per una Pallacanestro Varese che prova a cercare i giusti incastri tra costi e futuribilità per i tre atleti di formazione "tricolore" che completeranno il roster del 2017-18 nel caso di conferma della formula 3+4+5. L'attuale blocco della situazione Niccolò De Vico, che fino a qualche giorno fa sembrava la trattativa più calda, evidenzia la scelta strategica del club di piazza Monte Grappa di voler chiudere trattative soltanto ai prezzi giudicati congrui per giocatori della panchina. Che al momento ha già due "occupanti" importanti come Aleksa Avramovic e Norvel Pelle, ossia due stranieri ad oggi ancora non pronti per il ruolo di titolare al quale sarebbero "forzati" dalla scelta dello schema con 5 stranieri e 5 italiani. A meno di affiancarli ad una guardia e un centro "tricolore" da 20-25 minuti a partita, per i quali necessiterebbe però un sostanzioso impegno economico. E se il caraibico ha comunque possibili "amatori" all'estero (inviti in arrivo per mini-camp NBA), sembra difficile esplorare la possibilità di trovare collocazione altrove alla guardia serba che ha contratto garantito senza uscite per il 2017-18. Dunque gli italiani negli spot di cambio di playmaker e guardia, dell'ala piccola e dell'ala forte dovranno essere elementi con qualità future interessanti ma non eccessivamente "ingombranti" in termini di ingaggio. L'operazione De Vico avrebbe potuto rappresentare effettivamente la prima mossa verso il cambio di rotta per il 5+5; l'ipotesi non è ancora tramontata, con Claudio Coldebella che valuta disponibilità e costi sul mercato italiano per mettere sul piatto tutte le opzioni possibili e poi imboccare con decisione una delle due alternative concesse dal regolamento FIP. Nell'ipotesi più plausibile però Varese valuta De Vico come potenziale ottavo uomo, mentre Pesaro - una delle alternative più concrete per la 23enne ala di Biella che ha molti amatori in A - lo lancerebbe addirittura in quintetto base (ma la proposta ufficiale non sarà formalizzata prima della scelta del nuovo coach che dovrebbe essere annunciato nei prossimi giorni). Dunque Varese guarda altrove, senza escludere un ritorno di fiamma con Giancarlo Ferrero: la proposta attualmente sul piatto per l'atleta del 1988 - che potrebbe tornare d'attualità sia come cambio dell'ala piccola che dell'ala forte - è un annuale con piccolo ritocco al rialzo rispetto al 2016-17. A oggi Varese è l'unica ad aver sottoposto una proposta scritta al mancino piemontese. Che non l'ha rifiutata, ma nel frattempo attende che si concretizzino eventuali alternative per ora solo "vagheggiate" in un mercato ancora in stato embrionale: una chance possibile è Avellino che lo considera come sesto esterno nell'ottica del doppio impegno campionato-Champions League. Nel frattempo il club biancorosso ha preso qualche informazione su Giampaolo Ricci, 27enne ala forte prodotto del vivaio Stella Azzurra Roma che nel 2016-17 ha giocato in A2 a Tortona (10,7 punti e 6,2 rimbalzi). Per ora però non ci sono evoluzioni concrete. Di certo la società di piazza Monte Grappa non ha fretta di stringere sul fronte degli italiani: eventuali firme in tempi rapidi si materializzeranno solo nel caso in cui - come accaduto per Stan Okoye - gli elementi valutati nel "sottobosco" dell' A2 accettino un ingaggio inferiore pur di giocarsi una chance in serie A. Giuseppe Sciascia
  13. Okoye come titolare nello spot di ala forte per attirare qualche big tra conferme e nuovi arrivi. La 26enne ala nigeriana è vicina all'accordo con la società di piazza Monte Grappa, decisa a scommettere sul suo ritorno da protagonista in A dopo due stagioni di "apprendistato" in A2 per favorire incastri tecnici ed economici tesi a provare a trattenere le "punte" del 2016-17. Ancora mancano le firme in calce al contratto "1+1" che il club biancorosso ha sottoposto all'atleta del 1991, ma il suo "no" ad una proposta ben più lucrativa da Udine (il club di A2 dove ha militato nella stagione appena conclusa) è stato colto da Varese come segnale positivo nell'ottica del desiderio di Okoye di mettersi in gioco per cogliere al volo la chance di tornare in serie A a scapito della questione economica. Il laureato del Virginia Military Institute è un giocatore che gode di grande considerazione da parte di Attilio Caja: il coach pavese si era interessato a lui già a febbraio durante la pausa per la Coppa Italia, ma Udine - in lotta per i playoff di A2 grazie ai 17,5 punti e 8,6 rimbalzi del nigeriano - aveva escluso la possibilità di liberarlo. Ora l'idea è quella di affidargli i gradi da titolare nello spot di ala forte, dove prenderebbe il posto dell'ex compagno di due anni fa Kristjan Kangur: i progressi esponenziali nel tiro da fuori (40% su 5,3 tentativi ad Udine rispetto alle 12 triple totali tentate due anni fa a Varese) ne fanno un efficace uomo di raccordo nella squadra che il coach pavese vuole costruire sull'asse portante nei ruoli di play, ala piccola e centro. E una questione di filosofia tecnica, mutuando il concetto di atletismo ed aggressività che ha esaltato la stagione di Trento dopo l'arrivo di un altro "numero 4" potente e risicato come Dominique Sutton, ma anche di incastri economici. Alla metà esatta del costo di Dominique Archie, Varese vuole assicurarsi un giocatore con potenziale di crescita e già rodato nel "sistema-Caja", allocando una quantità limitata di risorse per provare a convincere a rimanere in biancorosso i vari pezzi pregiati del 2016-17. A partire da Christian Eyenga, che sta inseguendo il sogno di conquistarsi il posto in Eurolega a Malaga (stasera gara-2 dei play off con l'Unicaja), ma che tiene ancora aperte le porte per la permanenza a Varese a meno di proposte irrinunciabili sul piano tecnico o economico. E poi c'è sempre O.D. Anosike, con il quale prosegue il dialogo per provare a convincerlo a restare in biancorosso anche per il 2017-18. Sia nel primo caso che nel secondo - ma in ultima istanza anche per Eric Maynor, che però non sarà raggiungibile prima di fine luglio - la società di piazza Monte Grappa non ha gettato la spugna; anzi l'operazione Okoye significa che Varese ci crede. Chi invece sembra sempre più lontano è Giancarlo Ferrerò: il leggero ritocco al rialzo alla proposta annuale della società non avrebbe convinto il mancino di Bra. Ma con un numero 4 sotto i due metri come Okoye, la necessità tecnica sarebbe quella di un cambio italiano di maggior stazza rispetto all'atleta del 1988. Giuseppe Sciascia
  14. In sordina, arriva il primo colpo di mercato della stagione di Varese: la società di piazza Monte Grappa ha chiuso ieri per il ritorno in biancorosso di Stan Okoye. L’ala nigeriana classe 1991 con passaporto americano aveva già vestito la maglia di Varese nella stagione 2014/2015, fu allenato prima da Pozzecco e poi dallo stesso Caja. Un diamante da sgrezzare, ai tempi, Stan ha fatto esperienza scendendo in A2 prima a Matera, poi a Trapani e ad Udine nella stagione appena conclusa. Cresciuto sportivamente nella Knightdale High School e al college con la maglia del Virginia Military Institute, Stan ha esordito tra i professionisti in Grecia, con la maglia dell’Ikaros e, dopo due esperienze nei campionati israeliano e australiano, aveva firmato per Varese. Per lui, come detto, è un ritorno: ha straordinarie doti fisiche e, pur non essendo in possesso di un grande tiro, dalla panchina può essere un rincalzo di sicuro affidamento. Oltre a lui, sembra pressoché fatta anche per Niccolò De Vico, ala piccola classe 1994 che ha stupito gli addetti ai lavori nella stagione appena conclusa in A2 con la maglia di Biella, società in cui è cresciuto. La giovane età non nasconde un grande temperamento ed un talento sicuro, pur con ampi margini di miglioramento. De Vico è stato uno dei primi giocatori visionati ed è ormai prossimo all’approdo a Varese: nella difficoltà a reperire giocatori italiani, De Vico è un tassello importante e soprattutto utile per il futuro, su cui lavorare a fondo per farne un elemento di spicco dei biancorossi negli anni a venire. Inizia oggi ufficialmente la prima fase della campagna abbonamenti della Pallacanestro Varese a tariffa ridottissima. L’apertura a fine maggio è a tutti gli effetti un inedito per la società biancorossa: da oggi fino al 31 maggio ci sarà la prelazione per i vecchi abbonati che potranno mantenere il proprio posto, con la tariffa ridottissima. In questa fase anche i nuovi abbonati potranno comunque sottoscrivere la propria tessera alla tariffa ridottissima scegliendo tra i posti non soggetti a prelazione. Alberto Coriele
  15. C'è Dominique Archie in cima alla lista dei sogni di Varese per il ruolo di ala forte. Il 30enne atleta di Capo d'Orlando, autore della sua miglior prestazione stagionale nel match disputato al PalA2A (26 punti con 10/13 al tiro e 8 rimbalzi in occasione della sconfitta 72-74 della sua Betaland) "rubando l'occhio" al consigliere biancorosso Toto Bulgheroni, ha ricevuto una chiamata dalla società di piazza Monte Grappa per valutarne le intenzioni per la prossima stagione. Solo un sondaggio esplorativo o qualcosa di più concreto, ferma restando l'impossibilità nell'attuale fase embrionale del mercato di formulare offerte che preludano ad accordi definitivi in tempi rapidi? Di certo Archie ha il profilo giusto per caratteristiche tecniche ed esperienza italiana per ricoprire un ruolo da protagonista nella Varese che Attilio Caja vuole costruire attorno ad alcune "punte" dal rendimento garantito. L'ala del 1987, che nella stagione appena conclusa ha totalizzato 13,7 punti e 5,5 rimbalzi col 54% da 2 e il 42% da 3, è un elemento duttile che garantisce atletismo e qualità balistiche, interpretando al meglio il ruolo del "numero 4" moderno che si completerebbe efficacemente con due lunghi interni come Anosike o Pelle (oppure Anosike e Pelle, anche se al momento l'ipotesi di riuscire a trattenere entrambi sembra abbastanza remota). Ora Varese sarebbe l'unico club sulle tracce di Archie oltre alla Betaland, che vorrebbe provare a confermarlo mettendo sul piatto la possibilità della partecipazione ad una coppa europea; i siciliani vorrebbero iscriversi alla Champions League passando attraverso i preliminari, dipenderà dalla scelta di Pistoia che si è piazzata davanti ai "Paladini". Però il giocatore statunitense, che Varese ha affrontato anche da avversario in Europa nel 2015-16 con la maglia di Ostenda, ha preferito rimandare qualsiasi decisione sul suo futuro alle prossime settimane. Al momento la priorità espressa da Archie è infatti quella di risolvere definitivamente il problema al ginocchio sinistro che gli aveva dato problemi durante la serie playoff contro Milano: l'atleta del 1987 era stato operato al menisco laterale a metà aprile, rientrando in gara-1 dei quarti ma accusando un nuovo infortunio che lo ha costretto a saltare il secondo e il terzo atto della serie con l'EA7. Se ne riparlerà eventualmente più avanti, verificando la situazione e le prospettive economiche - comunque al momento non fuori portata - per un giocatore che garantirebbe un deciso salto di qualità nel ruolo più scoperto della Varese 2016-17. L'idea generale sarebbe quella di individuare prima gli elementi di garanzia del quintetto - pescando preferibilmente sul mercato dei giocatori già rodati in Italia - e poi completare il roster lavorando nel "sottobosco" del mercato dei campionati europei emergenti; la strategia generale andrà comunque adeguata ai costanti sviluppi di un mercato che Varese da affrontare in maniera "duttile e flessibile" secondo le indicazioni di Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  16. Giancarlo Ferrero ancora in biancorosso? A oggi le chance di rivedere nell’organico 2017/2018 l’ala, capitano della Openjobmetis nelle ultime due partite della stagione appena conclusa, non paiono altissime: una sua conferma è al momento tutt’altro che scontata. Il dialogo tra i rappresentanti del giocatore classe 1988, che ha il contratto in scadenza al 30 giugno 2017, e la società di piazza Monte Grappa vive un momento di assoluta stasi, ben lontano dalla concretezza di una trattativa in fase avanzata o di un’offerta di una parte nei confronti dell’altra. Cosa accadrà nelle prossime settimane è difficile da prevedere, ma chi si aspettava che il rinnovo di uno degli idoli più “lampanti” del PalA2A, simbolo - per carattere, impegno e orgoglio - della rinascita di una squadra finita in fondo alla classifica, fosse una pura formalità si dovrà ricredere. Nell’immobilismo attuale pesano questioni tecniche o economiche? Impossibile rispondere a questa domanda: l’unico dato certo è che il destino dell’uomo di Bra (4,4 punti in 13,7 minuti con il 57,1% da 2 e il 38% da 3 il suo “score” in campionato, ma nelle 18 partite con Caja alla guida siamo a 6 punti in 17 minuti con il 54,3% da 2 e il 40,6% da 3) è diventato un punto interrogativo che fa compagnia ai tanti altri della tarda primavera varesina. Perché la verità è solo una: al 18 maggio notizie vere non ce ne sono. L’unico rumor che assomiglia a una certezza è la volontà di uscire dall’1+1 che lega Varese a Krjstian Kangur: piazza Monte Grappa sarebbe pronta a pagare entro il 30 di giugno una penale di 10mila euro e a rinunciare ai servigi dell’ala estone. Per il resto, fatti salvi alcuni colloqui esplorativi, il bollettino piange per assenza di (vera) carne al fuoco. Con Maynor, Johnson, Anosike ed Eyenga pensare di intavolare una proficua trattativa quando maggio campeggia ancora sui calendari è fantasioso: troppe le variabili in gioco per una società che non è in grado di presentare offerte economiche "a prova di no” e per dei giocatori che si guarderanno necessariamente in giro prima di valutare la permanenza. Diverso il discorso con Pelle e Avramovic, due pedine già dotate di contratto garantito per la prossima annata: per “Avra” il sì definitivo (al momento probabile) scaturirà da un’attenta valutazione tecnica ; nel caso del caraibico, invece, sarà decisiva l’assenza di offerte, nel complesso più vantaggiose, che lo convincerebbero a esercitare la clausola rescissoria a suo favore. Fabio Gandini
  17. Varese, in cerca di una scommessa ad alto potenziale offensivo per il 2017-18, mette Adam Smith sotto la lente di ingrandimento. Il 22enne re dei bomber dell'A2 (24,7 punti di media), che ha eliminato Legnano con la sua Roseto ora impegnata nei quarti playoff, è più di una suggestione per la società di piazza Monte Grappa, attenta al mercato del primo campionato dilettanti. Al momento non c'è una trattativa aperta, ma le referenze richieste ad ampio raggio sul conto del tiratore statunitense - sfruttando anche il rapporto stretto che esiste tra Attilio Caja e Roseto, dove firmò l'ultima salvezza in A nel 2004-05 - dimostrano che il club biancorosso ha inserito Smith nell'elenco dei "papabili" tra le alternative a Dominique Johnson nel ruolo di guardia titolare. Lo stesso coach pavese e il d.g. Claudio Coldebella lo avevano visionato dal vivo nella gara-1 della serie contro la TWS: la sua prova non fu certo memorabile (14 punti con 6/20 dal campo), ma sono molti gli addetti ai lavori che considerano Smith come un potenziale giocatore di serie A anche grazie alle ottime referenze "extra-campo" e alle doti balistiche in grado di reggere il salto comunque assai elevato in termini di atletismo e fisicità dal campionato dilettantistico con 2 stranieri a quello professionistico con 5 o 7 stranieri. Il tutto a costi compatibili con la costruzione di un roster che accanto ad alcune certezze (partendo dalla volontà di confermare Anosike) dovrà fisiologicamente affiancare alcune "scommesse ragionate" per far quadrare i conti. Per trattenere Dominique Johnson servirebbe investire un quarto del "monte-stipendi" totale sul quale si sta attualmente ragionando per costruire la squadra prossima ventura: decisamente troppo, in assoluto ma anche nell'ambito degli equilibri interni, in un ruolo dove comunque le risorse già allocate per Avramovic indurrebbero a destinare in altri spot gli investimenti più cospicui. Smith viene da una stagione da rookie nella quale viaggiava ad un salario cinque volte inferiore a quello di "Dom": il suo rendimento oltre ogni aspettativa ha acceso l'interesse da Francia e Germania, ma a cifre ragionevoli può essere un affare per Varese. Inoltre le sue caratteristiche - tiratore micidiale dal palleggio e temibile anche sugli scarichi: 51% da 2 e il 42% da 3 in stagione regolare - sembrerebbero essere complementari a quelle da "scorridore" del serbo del 1994, che ha chiuso il 2016-17 col 23% dall'arco. Nelle prossime settimane si capirà se le informazioni acquisite su Smith produrranno effetti concreti; di sicuro l'esterno da Georgia Tech possiede le giuste stimmate - allenabilità, voglia di emergere ed esperienza in Europa, meglio ancora se in Italia - che Claudio Coldebella sta cercando per mettere a disposizione di Attilio Caja un gruppo adatto al suo modo di lavorare in palestra. Giuseppe Sciascia
  18. Varese e Giancarlo Ferrero si studiano fino al termine della settimana prima di dirsi di sì. Il club biancorosso ha fatto la sua mossa, proponendo alla 28enne ala piemontese una estensione biennale del contratto in scadenza al 30 giugno. Trattativa dall'esito scontato rendendo tutti felici e contenti, a partire dalla tifoseria che ha eletto il mancino del 1988 come suo idolo? Visto il rapporto creatosi tra la città e il giocatore, l'happy ending auspicato da tutte le parti in causa pare la soluzione più probabile. Però sembra evidente come la società di piazza Monte Grappa voglia confermare il suo neo-capitano ed uomo-simbolo della gestione Caja sostanzialmente alle stesse cifre del biennale dell'estate 2015, quando lo aveva "ripescato" dall'A2 di Trapani. Ossia senza impegnare risorse elevatissime per un giocatore che nel 2016/'17 ha chiuso a 4.4 punti e 1.6 rimbalzi in 13.7 minuti (6.0 punti e 2.1 rimbalzi in 17.3 minuti nelle 17 gare con "Artiglio " in panchina). Questione di spending review, in attesa di capire con esattezza gli incastri del roster in embrione, e di conseguenza gli spazi per l'ala mancina: l'operazione in divenire con un'ala piccola pura come Niccolò De Vico sposterà stabilmente il giocatore di Bra nello spot di ala forte. Se Varese valuta sulla possibile aggiunta di un altro italiano nel settore lunghi, Ferrerò "rischia" di scivolare nuovamente in fondo alle rotazioni iniziali. Come d'altra parte è già accaduto nel 2015/'16 e nel 2016/'17, salvo poi guadagnarsi sul campo minuti e responsabilità nel corso della stagione grazie all'atteggiamento in allenamento e alla capacità di farsi trovare pronto alle chiamate di Moretti e Caja. Se Ferrero scioglierà le ultime riserve, sarà di fatto il secondo contratto garantito per la prossima stagione sportiva assieme a quello di Alexsa Avramovic: la corsia imboccata verso il 3+4+5 indirizza Varese verso la conferma dell'esterno serbo, che avrà un'altra chance per dimostrare il suo valore nel secondo anno di contratto garantito (con scatto salariale a salire). Visto il ruolo analogo - e il costo pressoché identico - rispetto a quello dell'ex capitano Daniele Cavaliero, Varese ha scommesso sul potenziale di crescita del 23 enne mancino nel ruolo di cambio della guardia (6,5 punti e 1,3 assist in 14.8 minuti nel 2016-17). In attesa di verificare le prospettive future del rapporto con Norvel Pelle, che nell'ambito dei nuovi regolamenti NBA con aumento dei salari minimi (da 543mila a 815mila dollari) e del numero di contratti (da 15 a 17) a disposizione delle 30 franchigie potrebbe strappare un posto garantito dopo le Summer Leagues di metà luglio ma entro il termine dell'1 agosto previsto dall'escape del suo contratto, sembra invece scontato che Varese eserciterà la clausola d'uscita dall'accordo con Kristjan Kangur. Il club biancorosso dovrà pagare 15mila euro di escape entro il 30 giugno per svincolare il 35enne atleta estone, che ha dimostrato nel 2016/'17 di non essere più sufficientemente competitivo per il ruolo - e il relativo costo - da titolare nello spot di ala forte. Giuseppe Sciascia
  19. È il rebus nel settore lunghi il primo nodo da sciogliere nelle strategie di composizione del roster 2017-18 della Pallacanestro Varese. Il club di piazza Monte Grappa sembra indirizzato verso una scelta obbligata tra O.D. Anosike e Norvel Pelle, non essendo nelle condizioni di trattenere entrambi i centri che nel 2016-17 hanno rispettivamente conquistato il titolo di miglior rimbalzista e miglior stoppatore della serie A. Non è tanto un problema economico, quanto di prospettive di impiego senza più la valvola di sfogo del doppio impegno tra campionato e coppa: un prospetto come Pelle ha mostrato un potenziale intrigante al suo esordio in un torneo competitivo come quello italiano (7,2 punti, 5,9 rimbalzi e 2,1 stoppate in 15,7 minuti), ma difficilmente accetterà di partire nuovamente da cambio. E se si puntasse sul caraibico da titolare, tutelandosi con un "alter ego" di esperienza? Dipende tutto dalle scelte del giocatore del 1993, il cui talento atletico ha comunque attratto l'attenzione di alcune big (Venezia e Sassari su tutte), e che con ogni probabilità si giocherà la carta NBA attraverso il circuito delle Summer Leagues estive dove Varese lo ha scovato nel 2016. In realtà Pelle è una risorsa che il club biancorosso può sfruttare in due modi: tecnica se decidesse di onorare il secondo anno di contratto e completare il suo apprendistato tecnico per poi spiccare il volo verso i vertici d'Europa; economica se l'atleta caraibico prenderà altre strade - dal sogno NBA alle coppe europee - portando nelle casse biancorosse un buyout prefissato da 75mila dollari per chi vorrà esercitare la clausola rescissoria (ma c'è anche la terza via della trattativa privata). A oggi la sensazione è che Anosike - in scadenza al 30 giugno, ma con in mano una proposta di rinnovo - abbia più chances di restare in biancorosso rispetto a Pelle, vincolato ma con escape solo a suo favore. Il fatto che Varese ragioni nell'ottica di ripartire soltanto da uno dei due trova comunque riscontri nelle riflessioni sulle disponibilità sul mercato dei lunghi italiani. Attilio Caja non aveva fatto mistero due mesi fa del suo gradimento nei confronti di Antonio Iannuzzi, il 26enne centrone che al debutto in serie A a Capo d'Orlando ha prodotto 8,5 punti e 4 rimbalzi di media: per il momento non si registrano sondaggi concreti, però il lungo del 1991, in scadenza di contratto in Sicilia, potrebbe rappresentare per stazza, caratteristiche tecniche e prospettive future un perfetto complemento di un "verticale" come Pelle. Anche se sul giocatore cresciuto a Siena potrebbe muoversi Avellino, la squadra della sua città natale in grado di mettere sul piatto risorse e vetrina europea. Qualche informazione invece è stata presa sul conto di Raphael Gaspardo, 24enne ala forte fresco di retrocessione con Cremona (5,7 punti e 2,6 rimbalzi di media). Il lungo di scuola Benetton Treviso, una sorta di moderno Tomas Ress che Caja aveva avuto nel gruppo della Nazionale Sperimentale con Iannuzzi, piace a molti club di medio livello, e potrebbe essere il complemento ideale dietro un uomo d'area come Anosike e un'ala forte capace di giocare anche minuti da pivot, ruolo sul quale Varese vuole puntare forte sul mercato estivo. Tutte ipotesi embrionali da verificare al cambio delle volontà dei "confermandi" per iniziare a mettere a fuoco gli incastri; ma gli italiani sono merce preziosa in ogni contesto; dovesse arrivarne un altro oltre a De Vico nel 3+4+5 che Caja, Coldebella e Bulgheroni considerano con maggior favore rispetto all'alternativa 5+5, spazio e risorse per Ferrero sarebbero fisiologicamente ridotti... Giuseppe Sciascia
  20. Siamo solo all’inizio e, si sa, le certezze di maggio possono essere i dubbi di luglio e viceversa. Con un budget in formazione (da risolvere le incognite legate a sponsor e “socio forte”) e senza aver ancora sciolto la prognosi sulla strada regolamentare da seguire (5+5 o 3+4+5), il borsino delle conferme è al momento poco più di un gioco, basato su voci e intenzioni ancora lontane dal divenire fatti. Tali doverose premesse, tuttavia, non ostano al tentativo di provare a descrivere lo stato dell’arte all’11 di maggio 2017. Johnson A dicembre 2016 ha firmato con la Openjobemtis un contratto a sei cifre per sei mesi di lavoro: è il “x2” che riduce al lumicino le speranze di trovare un nuovo accordo con lui… La guardia di Detroit pare oggettivamente fuori budget per le tasche biancorosse e verosimilmente non incontrerà problemi a ricevere offerte europee corrispondenti al suo status. Non ci si dimentichi, infatti, che solo un anno fa approdava all’Alba Berlino, club di Eurocup: l’habitat naturale per l’ambizioso Dominique rimane quello della seconda competizione continentale o similari (vedi Champions). Percentuali: 3% resta, 97% va. Anosike Dominique Johnson, del resto, non ha nemmeno mai nemmeno ipotizzato in dichiarazioni pubbliche la propria permanenza sotto al Sacro Monte, cosa che lo differenzia dall’Oderah Anosike degli ultimi tempi. Anche a margine dell’aperitivo di saluto al Twiggy, OD si è sbilanciato con un «Mi piacerebbe molto…», che lascia il tempo che trova nel mondo degli affari coniugati allo sport ma che può essere una buona base di partenza per sedersi intorno a un tavolo. Il feeling con coach Caja, che ha fatto di lui il primo della lista dei Resuscitati, la stima (ricambiata) con società e ambiente e qualche buona ragione (di cuore) extra campo sono motivazioni di rilievo, da verificare tuttavia alla prova di altre chance che contemplino la possibilità di giocare le coppe o di guadagnare più soldi (e la sua nuova agenzia pare proprio intenzionata a vagliare il mercato dell’est Europa). Un centro da doppia-doppia di media (quest’anno 9.8 punti e 11,2 rimbalzi) non si trova sotto una zucca e Anosike ha dimostrato di poter reggere la scena, a prezzo di qualche sacrificio, anche assortito a un play non proprio lui congeniale (Maynor, per il quale vale lo stesso discorso…). Piazza Monte Grappa lo sa bene e ci ragionerà: se trattativa dovesse essere, tuttavia, non sarà certo a maggio… Percentuali: 25% resta, 75% va. Maynor La storia sembra sul punto di ripetersi. Nel 2015 i 13,5 punti e i 7 assist di media gli permisero di spiccare il volo verso i dollari del Nižnij Novgorod, nel tentativo di riprendere il filo – anche economico – di un discorso interrotto dall’infortunio al legamento crociato anteriore destro. Due anni più tardi, un altro infortunio alle ginocchia più tardi, un nuovo “come back” biancorosso più tardi, chi si aspetta riconoscenza incondizionata dall’asso di Raeford sbaglia sentiero fin da principio: a 30 anni Maynor proverà di nuovo la scalata. Qui quasi tutti lo terrebbero, ma allo stesso tempo – vista la teorica ampia possibilità di scelta nel suo ruolo – nessuno si fascerebbe troppo la testa fosse costretto a rinunciarvi. Per ora è un no, poi magari ad agosto il buon Eric è ancora a spasso. E allora… Percentuali: 10% resta, 90% va. Avramovic Il giovane serbo ha un altro anno di contratto con Varese più l’opzione per un ulteriore prolungamento annuale. E si tratta di un contratto che non prevede uscite di alcun tipo nel corso dell’estate 2017. Premesso ciò, gli A4 con clausole e cifre sanno diventare carta straccia a stretto giro di posta se le intenzioni non collimano: vedi Cavaliero, appena partito per Trieste, pur con un biennale in saccoccia. Solo un anno fa Coldebella soffiò Avra a una nutrita concorrenza e a prezzo concorrenziale: quid oggi, dopo una stagione in cui il classe 1994 ha dimostrato di essere un talento anarchico bisognoso di lavorare (e tanto) per essere utile a qualsivoglia collettivo? In soldoni: con il 3+4+5 spazio per lui ci sarà, nell’ipotesi di un “5+5”, invece, giocarsi uno “straniero” con l’imberbe Avra sembra un azzardo. Davanti a offerte terze ci si ragionerà: l’ultima parola spetta a coach Caja. Percentuali: 65% resta, 35% va (fosse “5+5” cambia tutto: 10% resta, 90% va). Pelle Nel caso del caraibico, il legame con Varese è normato da contratto fino all’estate 2018 con diverse clausole d’uscita – esercitabili nei prossimi mesi - a beneficio del giocatore. E a pagamento: lasciasse le Prealpi per un club di Eurolega pagherebbe “x”, fosse richiesto dalla Nba pagherebbe “y” e così via. Da parte datoriale la volontà di trattenerlo c’è eccome, anche nell’ipotesi di un “5+5”: in Norvel si intuiscono margini di miglioramento ancora cospicui. Da parte sua… beh, lo si capirà a breve. Percentuali: 80% resta, 20% va. Campani Le parti saranno libere da vincoli reciproci il prossimo 30 giugno: il contratto di Luca è in scadenza e nel corso della stagione appena andata in archivio di rinnovo non si è mai parlato. Come starà il ragazzo finita la rieducazione che segue l’ennesimo intervento chirurgico? Quale potrà essere il livello di competizione che Campani sarà in grado di assecondare dopo anni di convivenza con ginocchia martoriate? Domande scomode, ma decisive nel valutare un’eventuale conferma. Un rinnovo, in ogni caso, poggerebbe su sostanze economiche ben diverse da quelle del 2015…. A oggi, anche per ragioni di gradimento tecnico dell’allenatore, scommetteremmo su un addio. Percentuali: 15% resta, 85% va. Kangur A luglio 2016 l’ala estone firmò con la società un 1+1, dotato di uscita a favore di entrambe le parti entro il 30 giungo 2017. Il 5+5 lo esclude di certo, per le stesse ragioni di Avramovic (e Kangur, a differenza del serbo, non si può certo definire un prospetto da crescere…). La strada opposta, invece, qualche margine di trattativa lo lascia aperto. Viene da una stagione faticosa in cui ha esplicitato tutti i limiti dovuti a età e fisico, nonostante la buona parentesi finale grazie a un minutaggio più consono: riprovarci (anche se scriviamo di una sorta di bandiera di questa città cestistica e di un uomo che ha sposato Varese anche fuori dal campo), parrebbe assecondare un’agonia… Le strade (del 3+4+5), tuttavia, sono infinite… Percentuali: 10% resta, 90% va. Canavesi In scadenza. Se l’allenatore che lo ha voluto (Moretti) non l’ha fatto giocare nemmeno una volta, cosa farà l’allenatore che se lo è trovato tra capo e collo (e non l’ho fatto giocare nemmeno una volta)? Grazie e arrivederci (a meno che non serva per completare il 5+5, sebbene non sicuramente alle cifre di quest’anno…). Percentuali: 5% resta, 95% va. Ferrero Anch’egli in scadenza, ma diverso da tutti gli altri. Perché viene da due campionati di crescita, perché può ricoprire entrambi gli spot di ala, perché gode della considerazione di Caja, perché è appena diventato capitano, perché cinque italiani li devi comunque prendere e uno lo hai già praticamente in casa. Lui e la società hanno iniziato a parlare, finalmente: il lieto fine è atteso. Percentuali: 90% resta, 10% va. Eyenga Un altro che a Varese ha trovato l’America e che – l’ha detto – rimarrebbe volentieri. L’Artiglio non solo sa come farlo giocare in attacco: sa convincerlo ad essere un fattore difensivo decisivo. Il però è legato al regista da mettergli vicino: con Maynor andrebbe a nozze, con altri chi lo sa. Ripartire da almeno un extracomunitario del roster 2016/2017 è una chance che l’asse tecnica biancorossa tenterà di cogliere: se non è Anosike, è lui… Percentuali: 50% resta, 50% va. Lo staff tecnico Caja uber alles, non così i suoi assistenti. Solo uno tra Stefano Vanoncini e Paolo Conti verrà confermato: di più se ne saprà nei prossimi giorni. La formula La verità è che una scelta non è ancora stata fatta: sarà l’evolversi del mercato a risolvere l’ambivalenza fra 5 e 7 stranieri. Il risparmio del 5+5 (due contratti in meno) fa gola, è indubbio, ma è impossibile non tenere almeno per un attimo conto che, al momento attuale, Varese ha sotto contratto solo 3 giocatori: tutti comunitari. I nuovi Il primo colpo potrebbe davvero essere Niccolò De Vico, ala di 2 metri esatti, classe 1994, passato e presente all’Angelico Biella da capitano. L’ambasciata biancorossa (Bulgheroni, Coldebella e Caja hanno assistito all’inizio dei playoff tra i piemontesi e Verona) non solo ha ricavato ottime impressioni dal giocatore (11,9 punti in 28,3 minuti di media a partita quest’anno), ma ha lasciato anche una buona dose di ottimismo sulla fattibilità della trattativa. Trattativa che potrebbe iniziare immediatamente: ieri Biella ha perso gara 5 ed è stata eliminata. Ma non è tutto. La linea della società, sposato Caja per un altro anno, è una, a maggior ragione se davvero si vorrà tentare il 5+5: mirare agli italiani con un range di età tra i 23 e i 25 anni, fornendo all’allenatore pavese elementi non tanto da svezzare, quanto pedine con cui provare il salto di qualità tramite il lavoro in palestra. Fabio Gandini
  21. Toto Bulgheroni è già al lavoro per costruire la Varese che verrà in attesa di confrontarsi - insieme al d.g. Claudio Coldebella - con Attilio Caja per discutere le strategie di un mercato che il consigliere del club biancorosso vorrebbe il più possibile all'insegna della continuità con l'ultima parte della stagione appena conclusa. «Il rinnovo di Attilio Caja è stata la prima importante mossa per il futuro - spiega - lo incontreremo presto per conoscere i suoi desiderata per la stagione 2017-18 ma l'idea è quella di ritoccare, e se possibile migliorare, l'ossatura che ha finito il campionato domenica. Logico che il coach voglia ripartire con qualche giocatore che ha conosciuto e apprezzato garantendo una base solida sulla quale costruire il roster del futuro: sarebbe un grosso van- taggio riuscire a conservare l'ossatura della squadra con lo stesso allenatore, che oltre ad essere un lavoratore indefesso in palestra possiede qualità eccezionali nella preparazione tattica delle partite». Quali sono le priorità relativamente alle conferme? «L'asse portante sarebbe quello del playmaker e dei lunghi, ma non sarà facile tenere Maynor che cercherebbe una ribalta più importante di Varese sia sul piano economico che su quello della visibilità nelle coppe. Si tratta di un giocatore di qualità che ha pro e contro: garantisce assist e leadership, dall'altra parte però ci sono anche le palle perse e la necessità di proteggerlo in difesa. La classe non si compra al mercato, però in quel ruolo si possono trovare alternative in grado di dare garanzie di maggior solidità». E le altre situazioni dei giocatori del quintetto base? «Mi auguro che gli agenti di Anosike assecondino la volontà del giocatore che ha espresso su La Prealpina la volontà di restare, così come mi auguro che Pelle capisca l'importanza di proseguire il percorso di crescita in una società come la nostra che con uno o due anni di lavoro potrà lanciarlo ad altissimo livello. Eyenga è ormai un veterano dell'Italia, qui si trova bene e soprattutto ha trovato un allenatore che sa esaltarne le doti di difensore e rimbalzista; Johnson infine è un attaccante di prim'ordine, ci piacerebbe tenerlo ma non sarà facile vista la sua caratura internazionale». Per la composizione del roster si punterà ancora sulla formula con 3 stranieri, 4 comunitari e 5 italiani? «E un nodo ancora da sciogliere, però i costi degli italiani sono elevati, e in caso di infortunio non c'è modo di rimediare; nel caso punteremmo su un sesto e un settimo straniero a costi inferiori sperando di pescare altri prospetti da far crescere come Pelle. Cercheremo qualche italiano giovane sul quale investire, siamo andati a vedere De Vico che è un ottimo prospetto con grande fisico e buon tiro, e mi auguro che un ragazzo di grande dedizione come Ferrero voglia rimanere. Partecipare alle coppe? E un argomento che non abbiamo affrontato, eventualmente ci sarebbe spazio solo in FIBA Cup, ma personalmente riterrei opportuno concentrarci solo sul campionato». Giuseppe Sciascia
  22. Giocare in Serie A: fatto. Dimostrare di poter reggere il livello della Serie A: fatto. Giocare in quintetto in una squadra di Serie A: fatto. Essere il capitano di una squadra di Serie A: fatto. O quasi. Dopodomani la favola di Giancarlo Ferrero si comporrà di un nuovo capitolo: il ragazzino di Bra che sognava il grande basket davanti alla televisione calcherà il parquet di Masnago da capitano della Pallacanestro Varese. Fame, bravura, tenacia e destino si fondono insieme nella scalata alla vita di questo ragazzo sempre sorridente ed educato: prima di immaginare un’altra cima, prima di girare un’altra pagina, prima di scrivere un’altra riga, fermiamoci con lui e assaporiamo il qui e ora. Andrea Meneghin, Cecco Vescovi, Giacomo Galanda, Alessandro De Pol… Potremmo andare avanti ma ci fermiamo agli ultimi vent’anni e agli italiani. Capitan Giancarlo Ferrero, come ci si sente a essere parte di una lista del genere? E’ una grandissima emozione. Sapere che sarei diventato capitano dalle parole di Daniele (Cavaliero ndr), nel giorno del suo addio, mi ha fatto tanto piacere, anche perché lui non sarà mai solo un compagno di squadra quanto un amico ben oltre la pallacanestro. Per almeno due partite avrò dunque questo ruolo in un posto come Varese: se penso a dov’ero solo due anni fa, tutto ciò è proprio una bella storia. Questa investitura mi inorgoglisce e mi dà ancora più energia. Da piccolo, quando ha iniziato a giocare a basket, sognava qualcosa del genere? Sognavo di arrivare a giocare in Serie A e lo facevo guardando le partite di campionato sulla Rai il sabato o la domenica pomeriggio. Sognavo di giocare sui parquet più importanti e uno di questi era sicuramente quello di Masnago. Due anni fa ho avuto la chance di dimostrare di poter stare a questo livello e se mi guardo indietro penso di aver fatto un buon percorso: il bello, tuttavia, è poter alzare l’asticella sempre più in alto e quindi diventare capitano della Pallacanestro Varese è un nuovo traguardo raggiunto. Negli ultimi giorni le sono arrivati complimenti che ha particolarmente apprezzato? Mi hanno scritto tanti amici e mi ha fatto davvero piacere. Ma quello che ha detto Cavaliero ("Lascio Varese in buone mani" ndr) è stata la cosa più importante per me. E poi, ma non c’era bisogno di questa occasione per rendermene conto, è stato grande l’affetto dei tifosi biancorossi: loro mi fanno sentire speciale ogni domenica già alla presentazione, il loro calore nei miei confronti è senza soluzione di continuità. Cosa vuol dire essere il capitano di una squadra di basket al giorno d’oggi, con gli organici che cambiano ogni anno e colleghi che arrivano da ogni parte del mondo? Il capitano deve dare l’esempio: è una responsabilità sulle spalle non da poco. Significa essere una persona che, fin dal primo allenamento ad agosto, fa vedere ai compagni che c’è sempre, che è sempre puntuale, che si allena in un certo modo. Non contano tanto le parole che si dicono, contano i comportamenti. Giancarlo: mancano ancora due gare ma la Openjobmetis non ha ormai più nulla da chiedere a questa stagione. Qual è il suo bilancio? Siamo passati attraverso l’inferno e ne siamo venuti fuori. Alla grande. Siamo riusciti a riprenderci le vittorie che nella prima parte dell’annata ci sono scappate di mano, anche se magari ce le meritavamo, facendo un girone di ritorno di altissimo livello. Aver riportato l’entusiasmo intorno a noi penso sia una cosa che ci faccia onore: peccato solo che tutto stia per finire. Dal punto di vista strettamente personale devo ringraziare coach Caja: quando è arrivato mi ha dato grande fiducia, è sotto gli occhi di tutti. Mi ha messo in quintetto, ha sempre parlato bene di me e mi ha aiutato molto: a volte sono riuscito a fare quello che mi chiedeva, a volte avrei voluto fare di più. Il bilancio è comunque positivo: questo finale è stato entusiasmante. A proposito: come si è trovato a giocare da ala forte, un inedito finora per la sua carriera? E’ tutta una questione di spaziature e di abitudine. Ho sempre pensato che una delle mie forze fosse proprio quella di sapermi adattare alle situazioni: quando mi hanno messo a giocare da guardia ho cercato di sfruttare il vantaggio fisico, da “4” tattico i vantaggi sono stati altri. L’importante per me rimane trovare un modo per stare in campo. Ovunque. Da “dentro”, ci spiega cosa ha dato davvero coach Caja a questo gruppo? Ci ha dato innanzitutto una metodologia di allenamento che si è rivelata vincente nell’affrontare le partite, sia dal punto di vista fisico che mentale: non a caso con lui siamo riusciti a vincere parecchi match nel finale, proprio nel momento in cui gli altri calano (penso soprattutto alle rimonte con Avellino e Trento). Inoltre, sempre grazie a lui, abbiamo ritrovato l’entusiasmo. Il vero rammarico, però, è che la stagione 2016/2017 a consuntivo sia stata la fotocopia di quella precedente: gran finale, ma a maggio si guarderanno gli altri in televisione. Dobbiamo prenderne atto: un campionato dura 30 partite e solo tutte insieme arrivano a dare un verdetto. Sull’intero anno non ci siamo meritati più di quello che stiamo infine ottenendo. Ferrero, sarà con noi anche l’anno prossimo? Qui sto bene e si vede, soprattutto per l’affetto che ricevo dalla gente. Penso sia giusto che la società faccia le sue valutazioni, io posso solo ripetere che a Varese sto benissimo. Anche perché questa città mi ha dato la possibilità di vincere una scommessa, in primis con me stesso: quella di dimostrare di essere un giocatore all’altezza. Altre certezze non ci sono al momento: spero che un giorno ci si sieda al tavolo e si possa costruire insieme un futuro che mi consenta di essere ancora un elemento importante di questa realtà. Fabio Gandini
  23. O.D. Anosike lancia un messaggio alla Pallacanestro Varese alla vigilia dell'ultimo impegno agonistico della stagione 2016-17. Il centro nigeriano esprime il desiderio di restare in maglia bianco-rossa e giocare ancora con Attilio Caja, l'artefice del suo salto di qualità nella seconda metà del campionato: «Restare a Varese non dipende da me: sicuramente io vorrei rimanere, non conosco le idee della società e di coach Caja, ma se mi rivorranno sicuramente troveremo un accordo. Mi sono trovato benissimo con Attilio: c'è stata una perfetta intesa reciproca fin al primo giorno, sa quel che so e quel che non so fare e mi ha dato grande fiducia. E questo per me è perfetto: il coach rispetta il mio lavoro e io rispetto il suo, sa che non sono un uomo da 30 punti e non me li chiede, puntando su difesa, rimbalzi e concentrazione, ossia quel che so fare meglio». Intanto la vittoria contro Cremona ha rappresentato un bel congedo dal pubblico... «Abbiamo voluto vincere per orgoglio personale e senso di professionalità, ma soprattutto per i nostri tifosi che ci hanno supportato con grande entusiasmo per tutta la stagione. Non avevamo nulla da chiedere in termini di classifica, ma abbiamo voluto onorare il lavoro compiuto tutti i giorni per dare la svolta alla stagione, e sono molto contento di aver regalato una vittoria al pubblico nell'ultimo impegno casalingo stagionale». 8 vittorie su 10 negli ultimi due mesi: un ruolino di marcia da playoff, peccato che la rimonta sia partita tardi... «Siamo molto contenti di quello che abbiamo ottenuto negli ultimi due mesi con coach Caja; dall'altra parte però c'è un pizzico di tristezza, perché abbiamo imboccato troppo tardi la giusta via per rimontare dall'ultimo posto fino ai playoff. Se avessimo iniziato prima questa serie positiva ce l'avremmo fatta, per cui c'è un misto tra soddisfazione per la fine della stagione e un po' di rammarico per il risultato finale. La squadra degli ultimi due mesi avrebbe meritato i playoff: rispetto all'inizio della stagione abbiamo cambiato un solo giocatore, anche se importante. Dopo la Coppa Italia abbiamo migliorato la chimica e la fiducia, e vogliamo continuare su questa strada anche domenica a Torino». E per il quarto anno consecutivo Anosike è il re dei rimbalzi della serie A... «Una bella cosa: prendere rimbalzi è la mia qualità migliore, ma è giusto ricordare che io non posso essere un fattore sotto i tabelloni se i miei compagni non sono aggressivi in difesa. E' un lavoro di squadra e io devo essere grato a loro per quello che fanno per permettermi di fare quello che mi riesce meglio». Come giudica il suo rapporto con la città? «Varese è una piazza che esprime una grande passione per il basket e dove i tifosi sono molto caldi e coinvolti. La squadra è partita lentamente e anche io ho fatto fatica a carburare. Poi con la concentrazione, il lavoro duro e il supporto di tutto l'ambiente ho invertito il trend del mio rendimento, e anche la squadra ha cambiato completamente volto: sono molto felice di entrambe le cose». Giuseppe Sciascia
  24. Eric Maynor? Non si muoverà da Varese, almeno fino a quando l’ultima palla stagionale verrà giocata dalla Openjobmetis di Attilio Caja. Dopo? Ogni scenario rimane aperto, anche quello di una conferma per il 2017/2018, sebbene qualsivoglia previsione sia al momento poco più che una chiacchiera. Il “caso” relativo al playmaker nativo di Raeford, North Carolina, è nato da alcune voci riportate dalla stampa vicina all’ambiente cestistico bolognese. Siti specializzati hanno infatti pubblicato durante il weekend pasquale la notizia di un tentativo da parte della Virtus Segafredo Bologna di accaparrarsi i servigi di Maynor in vista degli imminenti playoff di Serie A2, che la formazione allenata da Alessandro Ramagli affronterà con non nascoste ambizioni di promozione. Le Vu Nere cercherebbero un giocatore di livello per sostituire, o affiancare nell’ipotesi di una scelta italiana (fatti anche i nomi di Luca Vitali e di Stefano Gentile), Michael Umeh, uno dei leader della squadra bianconera con 17,4 punti di media segnati a partita. Nessuna trattativa Le loro mire parrebbero tuttavia non aver raggiunto piazza Monte Grappa: la società biancorossa - per bocca dei suoi principali rappresentanti - a ieri non aveva ricevuto alcuna offerta virtussina per Maynor, nè alcuna richiesta di trattativa da parte dell’agente dell’atleta americano, Luigi Bergamaschi. Del resto un “no” sarebbe stata (e sarà) la risposta a una cessione che Varese non prenderà in nessun caso in considerazione almeno finché la squadra scenderà sul parquet in questa stagione, nella quale lottare in primis per divertire i tifosi e poi per alimentare il “sogno impossibile” dei playoff rimane un imperativo condiviso da tutti a Masnago e dintorni. Differenti potrebbero essere i ragionamenti dopo il 7 maggio, data dell’ultima giornata di serie A, qualora - come molto è probabile che sia - la Openjobmetis dovesse concludere il campionato fuori dalle prime otto. I contratti annuali dei giocatori scadono al 30 giugno e, in presenza di richieste da parte di club di A2 o esteri per le rispettive post-season, un’eventuale via libera consentirebbe alla società di risparmiare gli emolumenti degli ultimi due mesi dell’accordo. Spiraglio per il futuro? Una chance che Varese non scarterebbe a priori per gli elementi del roster che non hanno il contratto garantito per il 2017/2018, soprattutto alla luce delle difficoltà a far quadrare i conti sopportate quest’anno. Una chance, però, che dovrà essere pesata con le strategie di mercato relative alla prossima stagione. Maynor, in tal senso, è un esempio che fa gioco. Il play non è vincolato alla Pallacanestro Varese per l’anno venturo, al pari di tutti gli altri stranieri biancorossi (esclusi Norvel Pelle, Aleksa Avramovic e Kristjan Kangur), di Giancarlo Ferrero, Massimo Bulleri e Luca Campani. La Varese che ripartirà da Attilio Caja (si chiarisca per l’ennesima volta che il coach pavese ha già il posto sicuro sulla panchina del futuro e che nessuno in piazza Monte Grappa intende esercitare la clausola contrattuale di uscita al 30 giugno. In settimana, piuttosto, potrebbe arrivare una conferma pubblica, come atto di riconoscenza), avesse anche una sola possibilità da giocarsi con l’ex Nba se la giocherà, tanto è marcata la considerazione dell’Artiglio nei confronti di colui al quale ha consegnato le chiavi della rimonta salvezza. Maynor a Varese sta bene, serba gratitudine nei confronti di chi per due volte lo ha rimesso in piedi e non è uomo che mette le condizioni economiche al primo posto di una decisione professionale. Quanto varranno questi “assets”, per lui e per il suo agente, davanti al gradimento di un basket europeo che negli ultimi mesi lo ha ri-ammirato leader e che potrebbe farsi avanti con proposte interessanti? Fabio Gandini
  25. Una nuova filosofia basata sugli italiani e sul vivaio per costruire un futuro sostenibile attraverso un'identità qualificante: questo è il "domani" di Varese. A prescindere dalle disponibilità per la stagione prossima ventura tra sponsor da rinnovare ed eventuale "socio forte" da aggiungere all'asse societario, torna di stretta attualità l'idea del passaggio al 5+5 per indirizzare il 2017-18 verso un progetto che coniughi sostenibilità economica e risultati del campo. Non è soltanto un discorso di taglio dei costi, ma un punto qualificante per proporre un progetto tecnico legato ad un marchio di fabbrica che caratterizzi nuovamente Varese dopo troppi anni di "porte girevoli" affidandosi a stranieri di passaggio. Già nel 2014-15 e nel 2015-16 la proprietà aveva espresso una preferenza per la formula con più italiani, salvo avallare poi le indicazioni dell'area tecnica che aveva optato per il 3+4+5: mercato iniziato troppo tardi due estati fa per trovare italiani validi, pregiudiziale per partecipare alla Champions League nel 2016. Ora però, nell'ottica della razionalizzazione dei costi, la scelta diventa quasi obbligata: si tratta di un risparmio in grado di assorbire due terzi del taglio del 15 per cento sulla quale sta lavorando il CdA di Pall. Varese (nel 2016-17 si era partiti con un budget da 4,4 milioni di euro, poi salito a 4,6 con le aggiunte Dom Johson e Caja; per il 2017-18 si vorrebbe ridurre a 4). Passare da 12 contratti professionistici a 9 più un prodotto del vivaio significa ridurre sensibilmente le tasse federali (40mila di luxury tax più 3 parametri da 12.500) oltre a due salari lordi in meno: il conto totale si avvicina ai 300mila euro, ai quali vanno aggiunti i possibili introiti dalla partecipazione al conseguimento del premio italiani (nel 2016-17 tutte e 6 le società che hanno scelto questa formula riceveranno una fetta tra le 4 per il minutaggio complessivo e le 4 per il minutaggio degli Under 25). E le difficoltà nel reperire elementi competitivi a costi accessibili sul mercato "tricolore"? Leggenda metropolitana facilmente smentibile: partendo da Cavaliero e (auspicabilmente) da Ferrero, non è certo impossibile pescare un cambio affidabile a costi simili - non certo proibitivi - del capitano, e scandagliare l'A2 in cerca di un investimento futuribile capitalizzando la conoscenza di Attilio Caja dei giocatori dai 22 ai 26 anni con cui ha lavorato con la Nazionale Sperimentale. Quattro italiani di rotazione in panchina, confermando il monte stipendi iniziale del 2016-17 di poco inferiore al milione di euro, significherebbe mettere sul piatto suppergiù 700mila da spalmare per il quintetto base: più o meno quanto costa lo starting five attuale dopo il cambio "Johnson per Johnson"... Ma costruire uno zoccolo duro di italiani che diano garanzie sul piano tecnico ma soprattutto umano è un valore aggiunto non misurabile soltanto soltanto nelle voci di bilancio. Così come non va valutato soltanto in termini di costi e ricavi l'opera di sviluppo del settore giovanile, sul quale nel corso degli anni sono progressivamente aumentati gli investimenti "di supporto" al di là della svolta tecnica legata ai ritorni di Giulio Besio e Gianfranco Pinelli. Un prospetto futuribile come il 16enne Matteo Parravicini - e come il leader del gruppo 2001 vicecampione d'Italia tanti altri elementi interessanti - può avere un futuro in serie A soltanto lavorando non solo sulla tecnica ma anche sul potenziamento fisico come accaduto nel 2016-17. L'altro valore aggiunto per costruire una Varese più efficace dovrà essere Claudio Coldebella: il d.g. biancorosso ha potuto incidere relativamente poco avendo sostanzialmente "ereditato" al suo arrivo uno staff già completo che operava con la serie A. Ora, dopo aver studiato per un anno intero il funzionamento del sistema Varese, potrà mettere in atto le sue idee per ottimizzare il potenziale disponibile. Giuseppe Sciascia
×
×
  • Create New...