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  1. Qual è stata la sorte e come stanno giocando alcuni dei “nomi” valutati o addirittura concretamente trattati dalla Openjobmetis durante l’ultimo mercato estivo? Breve viaggio nella Varese che poteva essere e invece non è stata: italiani o stranieri, possibili upgrade rispetto a ciò che la realtà sta decretando sul campo o “pericoli scampati” che siano stati, un po’ di curiosità è rimasta. Cerchiamo di soddisfarla, premettendo di non avere alcuna pretesa di completezza o di esattezza senza macchie: fino a prova contraria il mercato lo fanno i dirigenti e non i giornalisti. E a dividere i primi
  2. Dalla A di A2 (dove il nostro si è fatto le ossa per tornare sul luogo del delitto) alla V di… ovviamente Varese: (quasi) tutto l’alfabeto di Stanley Okoye da Raleigh, North Carolina. Ovvero la pietra fondante della Openjobmetis 2017/2018, il primo a essere chiamato per far parte del nuovo roster, una delle scommesse più ardite giocate dal trio Caja-Coldebella-Bulgheroni. Mentre il campo ha già parzialmente dato il suo responso (ma attende milioni di conferme ancora) questo ragazzo dall’aria buona e dai modi gentili si racconta a tutto tondo: si passa dalla C di Caja alla R di rimbalzi (e
  3. Alberto Castelli promuove la Pallacanestro Varese vista sul campo nel primo quarto della stagione 2017-18, ma sottolinea la necessità di capitali freschi per vivere un futuro più sereno. La disamina del presidente di "Varese nel Cuore" parte dal pollice alto nei confronti di quanto espresso sul campo dalla truppa di Attilio Caja. «La squadra deve dare sempre il 100 per cento per puntare alla vittoria, e nello spirito del nostro coach la difesa è un valore supremo. C'è un Dna molto chiaro che trasmette emozioni forti ai tifosi e aiuta a creare compattezza nell'ambiente. La società era stata chi
  4. È ben più di un bilancio, parola che di primo acchito riporta alla mente cifre nude e fredde con un significato estrapolabile solo dai professionisti dei conti e del diritto commerciale. Attilio Caja spiega, si innamora delle tue virgole per farti capire che in realtà sono punti fermi, esemplifica tirando in mezzo lo sport e la vita: la sua passione per il basket, oltre che per la chiarezza del messaggio, è d’altronde letteraria più che ragionieristica. Il risultato è un compendio filosofico sulla sua Openjobmetis, creatura con pregi e difetti, soluzioni già svelate e problemi sul tavolo, deli
  5. La Pallacanestro Varese si appella al calendario per guardare con fiducia alla seconda metà del girone d'andata all'insegna degli scontri diretti. Il coefficiente di difficoltà delle prime 8 giornate della regular season è stato decisamente elevato per la truppa di Attilio Caja: lo testimonia anche l'indicatore del totale dei punti "fatturati" in classifica dalle avversarie dei biancorossi. Che avendo sfidato 4 delle prime 5 della classe (Milano, Brescia e Avellino fuori casa e Venezia in casa) hanno un coefficiente di 80, inferiore soltanto a quello di Brindisi (a quota 82) nel maxi-plotone d
  6. La sconfitta subita contro la Dinamo Sassari brucia e lascia il segno. Il giorno dopo, il primo di due settimane di palestra senza sfogo sul campo, il capitano Giancarlo Ferrero lo ha trascorso davanti ai microfoni del Social Show di Eurosport al Mind the Gap di Milano, cercando di sdrammatizzare e di smussare gli angoli di una domenica che gli ha tolto il sonno. All’alba della prima pausa del campionato c’è però materiale sufficiente per fare un primo piccolo bilancio della stagione appena cominciata, partendo inevitabilmente dalla debacle contro la Dinamo di Pasquini: «Mi spiace molto p
  7. Toto Bulgheroni invita a non avere la memoria corta Toto Bulgheroni fa appello alla memoria dei tifosi di Varese prima di bocciare la squadra di Attilio Caja dopo il brutto stop casalingo contro Sassari. Il consigliere biancorosso con delega all'area tecnica analizza con lucidità la prova negativa di domenica, considerandola però soltanto un episodio alla luce di quanto espresso in precedenza. «Non è facile analizzare con serenità la situazione dopo una prestazione chiaramente non positiva. Però è anche corretto non avere la memoria corta, cancellando d'improvviso le prestazioni positive
  8. Dottor Jeckill e Mister Hyde in versione cestistica? Signore e signori, ecco a voi la Pallacanestro Varese versione 2017-18. O almeno questo si evince analizzando la differenza nettissima per la squadra di Attilio Caja fra il rendimento al PalA2A e quello esterno. Non si tratta soltanto del ruolino di marcia, confrontando le 3 vittorie casalinghe su 4 impegni a Masnago rispetto alle 3 sconfitte esterne su altrettante partite lontano dalla tana biancorossa. La certezza attorno alla quale Varese costruisce le sue fortune resta la difesa, che non presenta invece alcuno scostamento tra casa e tras
  9. La sorte ti accarezza o ti schiaffeggia, dipende da come l'affronti nel suo compiersi. La cronaca di Avellino consegna agli archivi un 'occasione persa malamente dagli uomini di Caja trafitti nell'atto decisivo dall'unico "uomo della provvidenza" che vantava la sofferente formazione irpina: Rich, temibile per le sue capacità risolutive nonostante una prova disastrosa. Questo tipo di "folletto" che toglie la squadra da impacci e impicci, Varese non l'ha ma fa nulla, lo si sapeva, puntando piuttosto sulle qualità d'un collettivo che si fa rispettare ben oltre le apparenze e che è capace di intim
  10. Bicchiere mezzo vuoto per aver perso l’occasione di conquistare due punti pregustati o bicchiere mezzo pieno per aver portato “all’ultimo tiro” Avellino, confermando la valenza della squadra? Claudio Coldebella, come forse la maggior parte dei tifosi biancorossi, ci ha ragionato. Tanto. Domenica e per tutta la giornata di ieri: capita, quando i dilemmi dell’anima sono sospesi tra un desiderio irrealizzato e la realtà. La sua risposta, però, arriva scevra da ogni dubbio: ripensare a Sidigas-Openjobmetis significa guardare un bicchiere mezzo pieno. «Inevitabile ammettere che ci sia venuta l
  11. Claudio Coldebella vede il bicchiere mezzo pieno nonostante la sconfitta in volata di Avellino dopo una partita condotta per più di 20' . Il g.m. bianco-rosso si complimenta con Attilio Caja e il suo staff per la preparazione tattica del match: «Riflettendoci razionalmente è mezzo pieno: nel basket non c'è il pareggio e sicuramente spiace non aver concretizzato l'occasione di conquistare due punti su un campo difficilissimo dopo una partita molto solida». «Siamo stati a lungo in vantaggio - argomenta il dirigente - poi abbiamo recuperato sorpassando nel finale e avendo anche il possesso per al
  12. Difesa, rimbalzi e spirito di gruppo. Anche i numeri confermano che i punti di forza della Varese operaia stanno nell'applicazione in retroguardia e nella capacità del collettivo di esaltare i valori dei singoli. Statistiche individuali e di squadra come cartine di tornasole: solo tre i giocatori biancorossi nella "Top Ten" delle nove voci principali - Tyler Cain quinto nei rimbalzi, Norvel Pelle terzo nelle stoppate e Cameron Wells nono negli assist - mentre nei dati aggregati offensivi la squadra di Caja è ottava nei punti segnati, undicesima nella percentuale da 2 punti e ottava in quella d
  13. Meno stoppate mozzafiato, più aiuti determinanti. Meno giocate adrenaliniche, più sostanza complessiva. Il Norvel Pelle versione 2017/'18 si conferma tra i più amati del PalA2A per la sua capacità di accendere il pubblico con una schiacciata tornituante o un tiro ricacciato in gola ad un avversario. Ma rispetto al 2016/'17 sulle montagne russe di un rendimento alterno tra prodezze eccitanti ed errori banali, il 24enne lungo caraibico pare aver trovato maggior equilibrio: calo di stoppate (1,7 contro 2,1) e schiacciate (nell'annata scorsa il 63% dei suoi canestri dal campo) a fronte di un rendi
  14. La sesta giornata di Serie A ha portato in dote risultati inediti, sorprendenti. Difficile ammettere che la larga vittoria della Openjobmetis di Attilio Caja fosse preventivabile, non tanto nell’esito quanto nelle proporzioni con cui è giunta. Rimandare a casa i vice-campioni d’Italia con quasi trenta punti sul groppone non era sicuramente tra le attese opzioni iniziali. E, ripensandoci, nel caso specifico non è neanche così spendibile la teoria della stanchezza da coppe europee della Dolomiti Energia, che ha raggiunto Varese nella giornata di giovedì direttamente da Gran Canaria, avendo
  15. Bastano sei partite - tra le quali due trionfi casalinghi strappa-applausi - per attribuire alla Varese operaia di Attilio Caja la patente di miglior squadra degli ultimi 5 anni? La prova del campo ha promosso senza riserve tutte le premesse estive sulle quali era stata costruito il roster della stagione 2017-18, e già questo basta e avanza per evitare gli equivoci e le correzioni in corsa forzose ripetutesi senza soluzione di continuità dal 2013-14 al 2016-17. I numeri puri e semplici dicono che dopo 6 giornate solo la Varese di Frates aveva un bilancio analogo a quella di "Artiglio" con
  16. “Gli spietati”. È la prima qualifica che balza alla mente. Oppure “quelli seri”, quelli cioè che non buttano via nemmeno un minuto di partita, nemmeno un grammo del loro impegno. Oppure ancora, “quelli che non possono che giocare così”, ovvero con un’intensità pazzesca dal 1’ al 40’ e senza mai fermarsi, perchè se fossero diversi non vincerebbero nemmeno una gara. Solo 7 volte in 30 anni Davanti alla seconda “goleada” cestistica in sole 6 giornate di campionato, gli aggettivi più appropriati trovateli voi. Noi ci limiteremo a raccontare i numeri e la storia. Varese-Cantù: +31. V
  17. Tanta difesa e tanto buon attacco. Tecnica, attenzione, applicazione, ripetizione che diventa soluzione alla bisogna, furbizia, coesione, talento dei singoli, protagonisti diversi, gioco di squadra. Il quarto perfetto (o quasi). All’improvviso. Che vale due punti vitali per la classifica e dice tanto della Varese che si sta costruendo mattone dopo mattone. Scriviamo degli ultimi 10’ di Varese-Pistoia, quelli del recupero e del sorpasso sulla squadra di Esposito che nei frangenti precedenti era riuscita a ingarbugliare i piani biancorossi. La frazione di partita migliore nel breve cam
  18. Dalla polvere all'altare in soli sei giorni. Cameron Wells ha fugato i dubbi emersi sulle sue qualità dopo la scialba prova di Brescia grazie al finale da protagonista assoluto che ha portato Varese al successo su Pistoia. L'eroe di giornata racconta così la svolta legata ai colloqui settimanali con il coach, con una diversa interpretazione della gestione della squadra nel ruolo nevralgico del playmaker. «Ho provato ad essere sempre aggressivo in ogni possesso: il coach mi ha chiesto di prendere più iniziative e ho cercato di mettere in pratica i suoi dettami in una partita nella quale a
  19. È quasi un rammarico sfruttare la possibilità di una chiacchierata di un’ora con Riccardo Polinelli tempestandolo solo di interrogativi sul basket. A un imprenditore del suo calibro e al libro esistenziale che contiene la sua storia si vorrebbe domandare anche tanto altro, spinti dalla curiosità che solo le persone interessanti sanno suscitare. Lo abbiamo fatto in passato, lo rifaremo in futuro. Oggi, però, il menu dell’intervista a uno dei cinque consiglieri d’amministrazione della Pallacanestro Varese è a piatto unico: la società. Lo chiama l’attualità, il passato, il futuro e le tante
  20. Matteo Tambone sotto scrive l'analisi di Attilio Caja nel post-partita del derby contro Brescia. Anche il play romano esprime il rammarico per quel finale del secondo quarto a fari spenti nel quale Varese è precipitata da meno 3 a meno 20. «Nel complesso il parziale del secondo tempo è stato a nostro favore. Nei primi 15 minuti di gioco eravamo stati a contatto, però quei 5' finali del secondo quarto ci sono costati carissimi: non abbiamo trovato ritmo in attacco e Brescia ha fatto valere la sua esperienza per punirci. Deve servirci di lezione: non possiamo mai permetterci di staccare la
  21. Cameron Wells? Sono anche le nude cifre a bocciare il suo rendimento in questo inizio di campionato. Nessun regista da starting five delle altre 15 squadre di Serie A ha prodotto numeri meno significativi dell’ex Giessen, ad eccezione di Federico Mussini. Ma non solo: se confrontato con quello dei playmaker titolari che l’hanno preceduto in maglia biancorossa, il suo impatto nelle prime quattro giornate di Serie A è il peggiore nella storia recente della Pallacanestro Varese. Wells peggio di Spissu (o Stipcevic), di Atsur, di Forray, di Garrett, di Barber, di Smith, di Lafayette, di
  22. «L'obiettivo sportivo della nostra stagione è la salvezza: dobbiamo trovare una squadra da metterci dietro in classifica». Facile ricordare questa frase, pronunciata più o meno testualmente da coach Attilio Caja (e con essa tutte quelle equivalenti uscite dalla bocca di dirigenti e giocatori), dopo aver sotterrato Cantù con il record di scarto. Meno facile, molto meno, è farlo dopo aver preso una mezza "scoppola" in casa contro Venezia o dopo aver registrato la sconfitta mai in discussione contro Brescia. È una pura questione di predisposizione mentale, di verso di lettura: dopo una vittoria (
  23. Dopo la sconfitta contro Brescia, più netta di quanto il punteggio finale (73-67) non lasci intendere, la Openjobmetis Varese riprende a lavorare facendo tesoro delle buone cose fatte ma anche consapevole degli aggiustamenti che saranno necessari. Con Massimo Bulleri, da quest’anno nel coaching staff di Attilio Caja, ripercorriamo la partita del Pala George e anche l’intero inizio di stagione. Bulleri, prima le cose buone: nonostante uno svantaggio a tratti superiore ai 20 punti, Varese ha avuto il merito di non uscire mai dalla partita. Può essere un aspetto positivo da cui ripartire?
  24. Il progetto Varese ha convinto Alexander Raskovic, rinomato agente serbo (nella sua scuderia giocatori del calibro di Bogdan Bogdanovic, stella della nazionale balcanica e dei Sacramento Kings) e vice presidente dell’agenzia Wasserman. Vantaggi reciproci Per il settore giovanile biancorosso è pronta una decina di ragazzi serbi, che arriveranno sotto al Sacro Monte – in diverse tranche – a partire dai prossimi giorni e verranno valutati dall’area tecnica: i più meritevoli entreranno a far parte del vivaio della Pallacanestro Varese e ivi proseguiranno nella crescita. Con vantaggi per
  25. Accordo in dirittura d'arrivo tra Pallacanestro Varese e Intesa San Paolo per arricchire il pool di sponsor della società di piazza Monte Grappa. L'istituto di credito nazionale si legherà al club prealpino, aggiungendo un'altra partnership a quelle già attive con Cantù (top sponsor, comparendo sulla maglia ormai da 7 anni) e Milano ("silver sponsor" con cartellonistica al Forum). La forma scelta per la partnership sarà quella del marchio sul parquet del PalA2A, "griffando" la lunetta della metà campo della panchina di Attilio Caja. Previsti inoltre altri spazi pubblicitari all'interno del pal
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