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  1. Rompere il ghiaccio nel derby contro Cantù per prendere fiducia dopo due sconfitte annunciate. Dopo le aspettative del prepartita, l'apoteosi finale con l'abbraccio del PalA2A ha regalato emozioni forti a Stan Okoye, eroe di serata con la super-prestazione da 22 punti, 18 rimbalzi e 35 di valutazione. «Avevamo bisogno di una vittoria del genere: all'esordio contro Venezia non avevamo giocato benissimo, a Milano ci eravamo espressi bene perdendo però in volata. Sono stati due test importanti, ma il campionato per noi è iniziato alla terza giornata. Era una partita cruciale al di là della
  2. Una notte stupenda, di esaltazione, di gioia, di euforia. Perché spesso basta poco (oddio, non proprio poco in questo caso) ad illuminare gli occhi dei tifosi, a riaccendere una piazza e con essa l’entusiasmo, la fiducia. Un derby vinto così vale molto, in termini di umore e di confidenza, e conferma l’attitudine di una squadra che sta bene insieme, che cresce e che migliora di partita in partita. Però, per quanto indimenticabile, la partita è già in archivio perché la stagione è appena iniziata e non c’è tempo per fermarsi a pensare, a guardarsi indietro. Lunedì si va al Pala George di B
  3. Nicola Natali a 29 anni ha scelto di capovolgere il suo mondo. Ha scelto la Serie A, ha scelto di rischiare, ha scelto una via, ammettiamolo, non facile. Perché dopo una carriera intera trascorsa in Serie A2, mettere per la prima volta il naso al piano di sopra a quest’età comporta diversi cambiamenti. E il motivo per cui non lo avesse mai fatto prima, nonostante le offerte ci fossero, lo aveva spiegato ai primi di settembre durante la sua presentazione ufficiale. Con queste parole: «Ci sono state occasioni in passato di provare la Serie A ma non me la sono mai sentita, non mi sentivo pro
  4. Damian Hollis promuove Varese nonostante la sconfitta in volata nel derby di Milano. L'ala di passaporto ungherese plaude alla qualità del gioco messo in campo a livello tecnico e tattico che ha permesso ai biancorossi di giocarsi le sue chances fino in fondo. «Usciamo dal Forum con tante indicazioni positive: Milano è un'ottima squadra, ha vinto la Supercoppa e sta preparandosi per l'Eurolega, ha tanti giocatori di talento eppure abbiamo perso in volata sul loro campo. Ciò deve darci ulteriore fiducia nel lavoro che stiamo svolgendo e la spinta per eliminare gli errori». Varese ha
  5. Sensazioni contrastanti dopo la sconfitta maturata per un misero punto sul parquet del Forum di Assago. Varese ha solo sfiorato l’impresa contro la corazzata Armani, ma ha lanciato ai tifosi e all’ambiente segnali davvero importanti. La squadra c’è, sta crescendo e con essa anche i singoli iniziano ad aumentare i giri del motore, nonostante la casellina dei punti in classifica segni ancora lo zero. Era plausibile che ciò accadesse visto il calendario, Venezia prima e Milano poi, ma se non sono solo i risultati a raccontare una storia, allora possiamo dire che sì, Varese è sul sentiero giusto.
  6. Ottanta minuti, una pesante debacle e un colpo inatteso rimasto in canna (la prima prevedibilissima, il secondo molto meno), montagne russe nella pelle, zero punti in classifica. La morale? Non è cambiato nulla rispetto a due settimane fa. Nè rispetto a quanto fatto intuire dal precampionato. Nè rispetto agli auspici in fase di mercato. Varese è questa e sarà questa: nessuna sorpresa. Sì ma: questa quale? Quella vista contro Venezia, durata 20 minuti e poi costretta a inchinarsi al talento e alla profondità degli avversari, o quella di Milano, una Panda capace di resistere fino al traguar
  7. "Miracolo a Milano" è un famoso film. Ci è mancato poco che trovasse un seguito sotto i canestri del Forum, laddove Caja e i suoi uomini, semplicemente grandiosi come collettivo, hanno sfiorato quell'impresa che nessuno o quasi credeva oggettivamente realizzabile. Milano come una tempesta? Sì, ma in un bicchier d'acqua per la tenace e ammirevole opposizione di Varese la quale, semmai, può recriminare per un successo mancato in lunetta ai liberi, avendone sprecati tanti. L'EA7 intasca due punti dopo aver tremato sino all'ultimo possesso: la sua gloria pallida la deve ai lampi delle sue due
  8. Segnali negativi più dal botteghino che dal campo in occasione nell'esordio stagionale casalingo contro Venezia. I 3550 spettatori che hanno assistito al match di domenica rappresentano il peggior dato delle ultime 28 gare di campionato al PalA2A: un'affluenza così bassa non si registrava dai 3412 paganti del 18 ottobre 2015, in occasione della Varese-Pesaro che seguiva lo choccante debutto negativo di due anni fa con i 51 punti segnati contro Caserta. Oltre 400 presenze in meno della media del 2016-17, quando il dato peggiore fu il posticipo di lunedì 27 febbraio tra Varese e Pistoia: 3665 pr
  9. Due soli punti prodotti dall’asse play-pivot titolare? Ad una Varese è successo solo tre volte negli ultimi 18 anni. Tornare sulla sconfitta di domenica scorsa della truppa di Attilio Caja all’esordio in campionato contro i campioni d’Italia di Venezia significa prendere spunto da una statistica risultata - insieme ad altre - decisiva in negativo per le sorti biancorosse. E dare alla stessa la giusta dimensione: quella della rarità assoluta. Play, Cameron Wells: 0 punti in 25 minuti con 0/6 al tiro. Centro, Tyler Cain: 2 punti con 0/5 al tiro e 2/4 ai liberi. Bisogna andare indietro
  10. I migliori anni della nostra vita. Quelli che il calendario ha già sfogliato, personificati da due signori alti alti, forse un po’ attempati se ce li si rimembra in braghe e pantaloncini a dominare in lungo e in largo il parquet, ma sempre icone di un senso di appartenenza eterno. I migliori anni della nostra vita. Quelli che verranno grazie alla passione di un gruppo di persone che sa stringere i tifosi intorno a un’idea assoluta (la Pallacanestro Varese), che ha capito dove sta il problema (sì, i soldi. Quelli che mancano) e lì è voluto intervenire, che sa organizzare una serata come qu
  11. Si può racchiudere una partita finita tanto a poco in due sole azioni? Si può. Anzi, già che ci siamo ci richiudiamo potenzialmente un’intera stagione. Varese-Venezia, minuto 17: i padroni di casa sono avanti di 4 punti, coach De Raffaele ha appena chiamato timeout, Varese sta reggendo l’urto dei Campioni d’Italia soprattutto grazie a una difesa grintosa e nel complesso efficace, al netto di qualche errore. Si ritorna sul parquet dopo la sospensione, attacca la Reyer e la squadra di Caja aggredisce ogni passaggio come fatto poc’anzi, contenendo un paio di tentativi di uno contro uno e cristall
  12. Manifesta inferiorità, il primo verdetto s'intona alla realtà tanto temuta per un'obiettiva differenza di valori in campo in rapporto alle individualità delle squadre. Fors'anche il tifoso, per amore di parte, seppur preparato a quel sofferto realismo che lo accompagnerà nella stagione, sperava in un divario meno pesante e impietoso in casa propria certo dell'energia quale unico bene del collettivo biancorosso, costretto all'ardore dai limiti di cui i suoi uomini, a dire dello stesso Caja, sono ben consci. Limiti spaventosi allorquando l'intensità di Varese si è sgretolata di fronte all'e
  13. Last but not least, è stato Cameron Wells l’ultimo acquisto presentato dalla Pallacanestro Varese, a metà della settimana che conduce all’esordio in campionato contro la Reyer Venezia. Il playmaker americano, classe 1988, è alla prima stagione in Italia dopo una esperienza consolidata in Bundesliga tedesca, con le ultime tre annate tra le fila dei Giessen 46ers. Dopo i problemi al polpaccio patiti durante le prime fasi del pre-campionato, si è gradualmente inserito in squadra e le sue condizioni sono ora ottimali: «Il problema al polpaccio mi ha un po’ rallentato il ritmo, ma ora penso di esse
  14. Cameron Wells ha solo parole positive per Varese e non vede l'ora di cimentarsi con la serie A italiana, scelta per misurarsi ad un livello superiore dopo le esperienze precedenti in Olanda e Germania. Il nuovo playmaker bianco-rosso racconta così le sue sensazioni: «Il feeling con compagni, staff tecnico, società e tifosi è stato eccellente: le prime cinque settimane trascorse a Varese sono state molto positive, per quel che ho visto in precampionato sarà una stagione molto impegnativa contro squadre forti e ben organizzate. Sarà un campionato molto equilibrato, ci stiamo preparando per compe
  15. Un precampionato da top scorer chiuso col premio di Mvp del torneo di Montichiari per l'acquisto meno pubblicizzato ma al momento più importante dell'estate 2017. Stan Okoye, 26 anni, è il prototipo del giocatore affamato di gloria che vuol far coincidere la sua affermazione personale con quella della nuova Varese: «Lo scorso weekend abbiamo chiuso nel modo migliore un precampionato molto positivo. Non tanto per i risultati, quanto per il cammino che abbiamo svolto per crescere come squadra. Abbiamo dato il massimo ogni giorno e ci siamo preparati molto bene; i successi contro due ottime squad
  16. Il precampionato di Varese letto in funzione dei singoli. Ecco i voti ai 10 protagonisti della nuova stagione al termine del percorso delle 11 amichevoli con media punti e percentuali di tiro. AVRAMOVIC (11 giocate, 6,2 punti, 43% da 2, 25% da 3) - voto 6. L'Aleksa di inizio 2017/18 è simile a quello di fine 2016/17: tanto istinto e intraprendenza, non sempre supportato dalla lucidità; sicuramente meglio da guardia col ritorno di Wells che all'inizio in regia. Si è calato con efficacia nei panni dell'uomo di rottura che può dare energia dalla panchina. PELLE (10 g, 8,1 ppg, 63% da 2)
  17. Varese piazza la ciliegina sulla torta del suo precampionato di lusso. La truppa di Attilio Caja schianta lo Stelmet Zielona Gora - vincitrice degli ultimi 3 scudetti polacchi e futura avversaria di Avellino nel girone D della Champions League FIBA - e alza il Trofeo "Roberto Ferrari" messo in palio dalla Leonessa Brescia. Prestazione di altissimo livello per Ferreo e soci, che alla solita difesa graffiante in grado di disinnescare la supremazia fisica dei polacchi aggiungono una scintillante serata al tuo dall'arco (12/25 da 3). Così il percorso delle amichevoli di Varese si chiude con un ecc
  18. Varese piega in rimonta la Virtus Bologna e conferma la sua vocazione da "ammazzagrandi" del suo precampionato. La truppa di Attilio Caja subisce solo in avvio il mix di talento e fisicità della Segafredo: lo choccante 8-23 iniziale sotto la pioggia di triple di Umeh costringe i biancorossi ad adeguare rapidamente il livello di applicazione ed energia per reggere l'urto di un'avversaria con più talento e muscoli. Ma dopo i 53 punti concessi nei primi 20', frutto del superlativo 8/13 da 3 metà gara delle "Vu" nere, la difesa di Varese prende il sopravvento in maniera lenta ma inesorabile (solo
  19. È grande Varese al Trofeo Ferrari. Esagerati? È solo precampionato, dite? Vero, ma a Montichiari è stata partita vera, fisica, difficile da interpretare, giocata contro un avversario forte, talentuoso, deciso a non mettere in mostra solo le beltà innate e derivanti dalla classe dei propri singoli ma anche una grinta e una difesa da campionato (a tratti da playoff). L’89-85 che sbatte al tappeto la Virtus Bologna è dunque da celebrare, perché avvalora - al cospetto di una formazione che sulla carta non dovrebbe avere problemi a classificarsi in una delle prime otto posizioni del prossimo c
  20. Ultima tappa a Montichiari per il lungo percorso precampionato di Varese. Stasera la truppa di Attilio Caja sfiderà la Segafredo Bologna (palla a due alle 18.30) nel match inaugurale del Trofeo Roberto Ferrari, quadrangolare organizzato dalla Leonessa Brescia che scenderà in campo nella seconda semifinale delle 20.45 contro i campioni di Polonia dello Stelmet Zielona Gora. Test oltremodo significativo per Ferrero e soci, che si confronteranno con una delle grandi protagoniste del mercato estivo, per la prima volta al gran completo dopo l'arrivo di Pietro Aradori (aggregatosi mercoledì ai compa
  21. Un’amichevole ricca di spunti interessanti quella in programma oggi a Montichiari (palla a due ore 18.30: non ci sarà diretta Facebook da parte della società e nemmeno da parte dell’organizzazione del torneo...), a partire da quelli forniti dalla Storia. Dopo due anni torna un Varese-Virtus Bologna, classica patinata del basket italiano “scomparsa” due anni fa con la discesa delle Vu Nere in seconda serie. E torna con gli squilli di tromba che accompagnano un avversaria autentica regina del mercato estivo: gli esterni Pietro Aradori e Alessandro Gentile, il lungo Marcus Slaughter, il regi
  22. Varese vince ma convince solo a metà nell'antipasto casalingo della stagione 2017-18. La truppa di Attilio Caja regola Lugano intascando il successo numero 7 in 9 gare di precampionato, ma impiega un quarto abbondante per interpretare il match con la difesa graffiante richiesta da Artìglio. Alla fine i 1100 presenti (con tutti gli atleti del vivaio e lo staff del settore giovanile - a partire da Gianfranco Ponti - in prima fila del parterre) applaudono il cambio di ritmo operato da Ferrero e compagni dopo i 35 punti concessi nei primi 15'. Un avvio incerto, forse per l'emozione dell'esordio da
  23. Fatta la squadra, adesso tocca alla società. Se i riscontri positivi del precampionato sembrano indicare che la Varese plasmata da Attilio Caja attorno all'identità operaia pare godere di buona salute, gli aspetti extracampo fanno registrare un pressing serrato nelle trattative in corso per aggiungere compagni di viaggio ai due soli sponsor di maglia Openjobmetis e Cimberio. Dei vari contatti aperti da mesi, ce ne sarebbero alcuni (ragionevolmente due o tre) che promettono bene: ossia quel che servirebbe per rimpiazzare Teva, che dopo cinque stagioni di partnership con la società di piazza Mon
  24. Un prospetto bosniaco alla corte del settore giovanile biancorosso. Arriva in città Milos Prodanovic, classe 2002, 2 metri circa di altezza, nativo della città di Bosanska Gradiška. Il giovane sosterrà degli allenamenti di prova - sia nella giornata di oggi che in quella di domani - davanti ai tecnici e ai nuovi responsabili del vivaio: si tratta di sedute organizzate con l’obiettivo di valutare le qualità del giocatore e sondare la possibilità di una sua permanenza a Varese. Se segnato, quello di Prodanovic sarebbe il secondo “colpo” in ottica reclutamento segnato dal nuovo corso de
  25. Una sconfitta non scevra da aspetti positivi: la Openjobmetis di Attilio Caja è una squadra capace di difendere sopra la media, tanto da condizionare le partite tramite questo fondamentale. Cantù, Torino, Treviso, Saratov: più indizi fanno ormai una prova, anche se siamo ancora a settembre. Peccato che all’abnegazione – fisica ma soprattutto mentale – dietro, nell’occasione non sia corrisposto un attacco all’altezza, almeno nelle percentuali di tiro: 5/24 da 3 (21%), 15/22 ai liberi e la finalissima del Torneo Internazionale di Caorle va all’Avtodor Saratov di Andrea Mazzon. In Veneto finisce
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