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  1. L’Openjobmetis inaugura con Dominique Archie la casella delle entrate del mercato 2018/19. Accordo raggiunto tra il club di piazza Monte Grappa e la trentenne ala statunitense, che tornerà in Italia con la maglia biancorossa dopo l’esperienza poco felice in Israele al Bnei Herziliya. Trattativa perfezionata velocemente dalla società di piazza Monte Grappa, che subito dopo la fine della stagione 2017/18 aveva riaperto il canale già percorso dodici mesi fa; Varese aveva provato Siim Sander Vene a restare in coppia con Tyler Cain, ma l’ala estone ha detto no alla proposta economica del club del presidente Vittorelli, mentre Archie – sondato immediatamente come alternativa all’ex Reggio Emilia – ha accettato l’offerta della società “prealpina” con l’entusiasmo di chi conosce il nostro campionato e la realtà tecnica ed organizzativa della società che ha scelto per il 2018/19. Nelle due stagioni disputate a Capo d’Orlando, il nuovo straniero biancorosso – sul quale si era informata anche Cremona - ha fatturato 13.5 punti e 5.9 rimbalzi col 52% da 2 e il 40% da 3; non solo intelligenza cestistica e capacità di stare in un sistema, che ne fanno l’uomo perfetto per il basket di Attilio Caja, ma anche buone doti realizzative nello spot di ala forte a fianco di un giocatore sostanzioso come Cain. Nelle idee dell’area tecnica varesina, Archie dovrà garantire alla causa biancorossa sostanza ed anche punti, dando la possibilità di sopperire alla partenza di Stan Okoye in termini di impatto offensivo e sotto i tabelloni. Messi al sicuro i due punti fermi nei ruoli interni, ora l’Openjobmetis ragiona sugli altri quattro pezzi vacanti nel puzzle del roster 2018/19: da individuare playmaker ed ala piccola stranieri che completeranno il quintetto base insieme ad Archie, Cain ed auspicabilmente Aleksa Avramovic, che nelle idee di dirigenza e staff dovrà essere la prima punta della Varese futura. Sugli altri due elementi della panchina bisognerà far combaciare gli incastri sui passaporti, visto che uno dovrà forzatamente essere italiano. Si attendono sempre le evoluzioni relative alla panchina di Torino – che ha scelto Matteo Soragna come team manager ma non ha affondato il colpo su Gianmarco Pozzecco, e oggi in pole position è balzato Pino Sacripanti – per capire a quali condizioni sarà disponibile Antonio Iannuzzi, mentre restano aperte le altre ipotesi italiane nel ruolo di cambio degli esterni – da Stefano Gentile, sul quale però c’è Sassari, a Fabio Mian che è conteso da Trento e Torino – per avere alternative da vagliare in caso di nulla di fatto con il centro del 1991 nell’ultima parte del 2017/18 a Brindisi. Vista l’importanza di allungare le rotazioni con un giocatore rodato e affidabile, Varese vuole comunque investire buone risorse per il necessario upgrade della panchina emerso come priorità evidente nel corso della serie playoff contro Brescia. A meno di clamorosi colpi di scena, il secondo acquisto del mercato 2018/19 avrà la bandiera tricolore sul passaporto; difficile però che gli incastri tra le tempistiche del mercato e del budget da definire possano generare novità imminenti. Giuseppe Sciascia
  2. L’Openjobmetis sposa la linea della continuità più assoluta per quanto riguarda la gestione dell’area tecnica.Messa in sicurezza in larghissimo anticipo la conferma di Attilio Caja, mossa lungimirante col senno di poi per mettere il coach pavese al riparo delle sirene di Avellino, è un dato di fatto anche quella di Claudio Coldebella, che con Toto Bulgheroni completa la “troika” alla quale spetta decidere le strategie del mercato biancorosso. Il direttore generale di Castelfranco Veneto - che sabato ha ricevuto un premio alla carriera dal comitato FIP di Treviso nel galà del basket della sua provincia d’origine - resterà per la terza stagione consecutiva in un ruolo che va ben al di là di quello di architetto della campagna acquisti. Coldebella aveva infatti siglato il club di piazza Monte Grappa un accordo 2+1 nella primavera del 2016, quando i vertici di “Varese nel Cuore” lo avevano individuato come figura ad hoc per guidare l’intera attività del club all’esterno del CdA. Considerato che nessuna delle due parti ha utilizzato la clausola d’uscita prevista dal contratto, è implicita la permanenza del d.g. biancorosso anche per la stagione 2018/19. Non è una sorpresa visto l’elevato gradimento che Coldebella ha saputo conquistarsi nei vertici di società e consorzio, ma rappresenta comunque una certezza importante per dare continuità all’elevato feeling con il coach per il quale il manager veneto aveva giocato a Milano e del quale era stato assistente sempre all’Olimpia prima di dedicarsi alla carriera dirigenziale. D’altra parte il fitto e costante dialogo tra “Artiglio”, Coldebella e Bulgheroni è alla base della gestione delle “risorse umane” a disposizione in palestra del tecnico e non solo delle strategie del mercato estivo. E dunque la continuità rispetto al 2018/19 è garantita anche dalla possibilità di fare nuovamente leva sui tre pezzi chiave dell’area tecnica, oltre all’intero staff che lavora quotidianamente con Caja (conferma in blocco anche per gli assistenti Matteo Jemoli, Raimondo Diamante e Massimo Bulleri). Toccherà a tutti loro, in un lavoro di brain-stormingquotidiano, scovare i 3 stranieri mancanti - fatta salva la permanenza di Aleksa Avramovic, al quale il coach ha parlato col cuore in mano - nei ruoli di playmaker, ala piccola e cambio (se degli esterni o dei lunghi dipenderà dalla scelta dell’italiano la panchina). Toccherà invece al nuovo CdA successivo al riassetto societario, con la conclusione dell’operazione Orgoglio Varese e con Gianfranco Ponti in attesa degli eventi per esercitare la sua opzione fino al 20 per cento delle quote del club, valutare poi per il futuro la posizione di Coldebella che lavora per programmare la stagione che verrà col contratto in scadenza al termine della prossima annata sportiva. Giuseppe Sciascia
  3. Un italiano di valore per aggiungere qualità alle rotazioni e dare corpo ai sogni playoff. Il mercato "tricolore" è già terreno di caccia per tutte le big, e anche l'Openjobmetis sta muovendo le sue pedine per delineare le sue strategie in cerca di un rinforzo importante da aggiungere all'attuale trio Tambone, Ferrero e Natali. Per ora si tratta di idee e sondaggi, perchè comunque il budget ancora da mettere a fuoco impedisce mosse decise e definitive in un quadro generale comunque ancora molto ricco di incastri. Il piano A, non necessariamente il più fattibile, indirizza verso Antonio lannuzzi, preferito di Attilio Caja sin dalla primavera 2015 e già nel mirino di Varese ai tempi della partenza di Norvel Pelle verso Torino. Di mezzo c'è però un contrattone a sei cifre abbondanti che lega ancora il centro avellinese all'Auxilium: per questo, prima della scelta del nuovo coach torinese - difficilissimo Buscaglia, possibile Sacripanti o qualche sorpresa straniera - è escluso che la situazione possa sbloccarsi in un senso o nell'altro, escludendo comunque un rientro nei ranghi della Fiat del giocatore del 1991 alla luce degli interessamenti per Cusin o Crosariol del club piemontese. Le tempistiche non imminenti di Torino potrebbero aiutare una Varese che a sua volta ha bisogno di qualche settimana per calibrare in maniera precisa il budget; nel frattempo però lannuzzi piace anche ad altri (su tutte Brindisi che gli preferirebbe Zerini, troppo simile ad Archie e Ferrero per fare al caso di Varese, ma anche Brescia se salteranno i le prime scelte Cusin e Zerini). Per questo l'Openjobmetis considera con attenzione anche il piano B, che porta a cercare un esterno italiano utilizzan-do lo slot di sesto straniero per il cambio del pivot. In quest'ottica la pista più praticabile sembra quella che porta verso Stefano Gentile: la guardia-play del 1989, in scadenza con la Virtus Bologna, porterebbe in dote duttilità ed esperienza in un reparto guardie nel quale Varese confida di trattenere Avramovic (magari attraverso la vetrina internazionale in FIBA Cup, per la quale si cerca uno sponsor per l'Europa) e cerca un playmaker importante le cui caratteristiche saranno adeguabili a quelle di Tambone e dell'eventuale altro italiano. Al momento sull'atleta campano non ci sono piste calde (potrebbe essere un nome per Sassari che però è attiva su play e pivot straniero), restano però da capire i costi dell'operazione al cambio delle risorse disponibili per il club di piazza Monte Grappa. La variante sul tema esterni potrebbe essere quella di puntare su un giocatore meno perimetrale come Fabio Mian: la guardia-ala ex Pistoia, passata da Varese dal 2009 al 2011, avrebbe costi inferiori rispetto al maggiore dei figli di Nando, anche se per l'atleta del 1992 c'è una lunga lista di pretendenti (Torino, Sassari, Trento e la stessa Reggio Emilia) pur senza una proposta concreta. In questo contesto potrebbe aprirsi spazio salariale per una ulteriore scommessa dalla A2: il legnanese Matteo Martini, comunque concupito da Cremona e Brindisi, potrebbe essere una opzione, in caso contrario si provvederà con gli ultimi due contratti locali con Matteo Piccoli in cima alla lista delle preferenze se accetterà le condizioni economiche proposte da Varese rinunciando a qualcosa in più da Jesi per giocarsi la carta della serie A nella sua città. Giuseppe Sciascia
  4. L’Openjobmetis saluta Siim Sander Vene ed è pronta ad abbracciare Dominique Archie. La 31enne ala statunitense sarà con ogni probabilità il sostituto dell’atleta estone nello scacchiere tattico della Varese che verrà. Il giocatore ex Capo d’Orlando è vicinissimo all’accordo con la società di piazza Monte Grappa, che lo aveva avvicinato dopo il primo impasse nelle trattative per il rinnovo del contratto con l’uomo della svolta della seconda metà del 2017/18. Ma mentre le richieste di Vene non collimavano con le proposte del club prealpino, Archie ha preso in seria considerazione l’offerta economica biancorossa e l’operazione è ai dettagli in vista di una fumata bianca attesa a metà della settimana entrante. Il giocatore del 1987 era già stato sondato 12 mesi fa dall’Openjobmetis per occupare lo spot di ala forte titolare, ma la richiesta economica dopo l’ottima stagione disputata a Capo d’Orlando (13,7 punti più 5,5 rimbalzi, 1,0 assist, 1,0 stoppate e il 42% da 3) era stata considerata fuori portata da Varese che aveva ripiegato poi sulla scommessa Stan Okoye (ingaggiato al 50% della richiesta dell’atleta della Georgia). Archie aveva firmato in Israele al Bnei Herziliya per una cifra ancor più alta; ma la sua stagione 2017/18 non è stata felicissima (8,6 punti e 4,5 rimbalzi), complice un gruppo ricco di solisti nel quale il prodotto di South Carolina University ha faticato ad adattare le sue doti di elemento di sistema. Che al contrario lo rendono elemento molto adatto al basket di Attilio Caja, sia pur con qualche differenza rispetto a Vene: le capacità di facilitatore offensivo (una sorta di playmaker occulto) e leader della difesa dell’estone saranno una perdita importante, ma di fianco al confermato Cain nel ruolo di centro un’ala con atletismo e qualità balistiche come Archie può comunque dare garanzie importanti. Rispetto a Vene garantisce sulla carta più punti ma soprattutto un maggior impatto a rimbalzo (7.9 e 3.2 rispettivamente le cifre stagionali dell’estone, il cui impatto però andava al di là delle pure statistiche); e questo è un aspetto importante per una Varese che oggi non ha alcuna certezza di poter nuovamente contare su Stan Okoye, che nel 2017/18 ha contribuito alla causa non solo con 15,1 punti ma anche con 7,5 rimbalzi di media (secondo solo agli 8,9 di Cain). Inoltre l’atleta del 1987 è ormai un americano “europeizzato” che conosce molto bene l’Italia: lo scelse Gianmarco Pozzecco nell’estate 2013 per l’A2 di vertice a Capo d’Orlando, lo confermo la Betaland per il 2014-15 dopo il ripescaggio estivo in serie A (13.2 punti e 6.3 rimbalzi nel suo primo assaggio del massimo campionato) salvo poi cederlo a salvezza acquisita in Belgio al Telenet Ostenda, nelle cui file Archie ha vinto due scudetti e una coppa nazionale (fu avversario dell’Openjobmetis nella prima fase della FIBA Europe Cup 2015-16). Nel 2016-17 il ritorno in Sicilia conquistando i playoff con la formazione di Gennaro Di Carlo, dopo la sofferta stagione in Israele Archie ha scelto di tornare nuovamente in Italia in un club e con un coach in grado di garantirgli la giusta collocazione e la giusta vetrina. Ed anche se per le certezze definitive sul fronte budget serviranno ancora 7-10 giorni, con l’operazione Archie ai dettagli l’Openjobmetis è pronta a dare un segnale forte di credibilità dei suoi programmi anche per la stagione che verrà. Se non ci saranno intoppi dell’ultima ora, la firma dell’ala statunitense con Varese inaugurerà ufficialmente il mercato 2018/19 per tutta la serie A italiana. La conferma di Cain e l’arrivo di Archie sono due bei regali per chi si è abbonato “al buio” a maggio... Giuseppe Sciascia
  5. Tyler Cain non lascia ma raddoppia. Il centro del Minnesota firmerà nelle prossime ore il rinnovo per le prossime due stagioni con l'Openjobmetis, chiudendo felicemente una trattativa avviata da un paio di mesi. Notizia decisamente positiva per tutti gli appassionati di Varese che hanno imparato ad apprezzare nel corso della stagione 2017/18 il mix di qualità tecniche ed umane del lungo del 1988. Giocatore poco appariscente ma molto sostanzioso, Cain ha saputo guadagnarsi con il passare dei mesi il gradimento dei tifosi del PalA2A, diventando uno dei beniamini dei fans biancorossi. Oltre ad essere la vera architrave del sistema di gioco di Attilio Caja, che attorno al pivot statunitense ha costruito difesa ed attacco: le cifre finali (9,4 punti più 8,9 rimbalzi e 1,5 assist) non danno il giusto rilievo alle capacità del centro ex Forlì di chiudere i varchi sugli aiuti difensivi e di fungere da regista occulto in attacco dove i suoi blocchi granitici sono stati spesso decisivi per i tiratori. Un annuncio che arriverà appena dopo la chiusura della prima tranche della campagna abbonamenti premiando con i fatti la fedeltà dei tifosi che hanno sottoscritto la tessera auspicando il rinnovo di Cain. E che rappresenta un primo ma importante segnale di continuità, chiave di volta per provare a puntare nuovamente in alto nel 2018/19 secondo le richieste del coach pavese. Negli anni scorsi Varese ha provato più volte a rinnovare gli elementi più apprezzati dalla stagione precedente - Eric Maynor nell'estate 2015, Chris Wright nel maggio 2016 e Christian Eyenga lo scorso anno- non riuscendo però a coronare i suoi sogni di inizio mercato. Stavolta il d.g. Claudio Coldebella si è mosso in largo anticipo e ha "cesellato" raccordo che accontenta entrambe le parti sfruttando la voglia di Cain di dare stabilità anche alla famiglia (accompagnato da moglie e figlioletto di quasi due anni che hanno gradito molto la permanenza a Varese). Dunque sul piano dei contratti mezza Openjobmetis versione 2018/19 è già in cassaforte; l'area tecnica biancorossa sta lavorando ad altri rinnovi a partire da quello di Siim Sander Vene, al momento però l'ala estone ha preso tempo per questioni legate alla vetrina internazionale al di là del discorso economico e si attende una decisione in tempi rapidi del giocatore del 1990. Oggi invece le porte del PalA2A si riapriranno per un allenamento che servirà a valutare altre due potenziali caselle da riempire per la stagione 2018/19. Un gruppo di 10 giocatori locali - il più noto è Matteo Piccoli quest'anno in A2 a Jesi, poi i prodotti del vivaio Calzavara, Lo Biondo e De Vita più altri elementi militanti in B come Pagani, Rosignoli, Marusic e Hidalgo più Bertoglio e Turano - svolgeranno un allenamento di prova con la prospettiva di occupare i ruoli di undicesimo e dodicesimo senior nel roster della prossima annata sportiva. Ancora incerta però la presenza di Attilio Caja, colpito da un grave lutto familiare (ieri ai funerali del suocero) con la possibilità di una seconda convocazione la prossima settimana se il tecnico pavese dovesse dare forfait. Giuseppe Sciascia
  6. Il mercato dell’Openjobmetis versione 2018/19 inizierà dagli italiani. O comunque dall’italiano – almeno uno, in attesa di capire l’entità definitiva delle risorse disponibili – in fase di individuazione per allungare le rotazioni della panchina nell’ottica del nuovo regolamento che imporrà dal prossimo campionato il passaggio da 7 a 6 stranieri. Tenendo conto della conferma del trio Tambone-Natali-Ferrero, le aree tecniche di ricerca sembrano circoscritte nei ruoli di guardia o guardia-ala e di centro, laddove nelle gerarchie finali del 2017/18 c’erano Tomas Dimsa e Mario Delas. In attesa di certezze sul fronte budget, il giro di orizzonti del d.g. Claudio Coldebella è servito per valutare disponibilità e costi con l’obiettivo di farsi trovare pronto quando dalla stanza dei bottoni della società arriveranno indicazioni definitive sulle risorse da investire per costruire il roster. Non è questione di ruolo, ma di disponibilità: se Varese sceglierà un esterno il cambio del pivot sarà straniero o viceversa. Posto che Varese non potrà comunque arrivare ai superbig Michele Vitali (piace ad Avellino ma resterà a Brescia), Pascolo (verso Trento) o Flaccadori (verso la Virtus Bologna), c’è bisogno di certezze economiche in tempi relativamente rapidi perché il mercato italiano offre un numero limitato di giocatori: un giocatore rodato come Valerio Mazzola – in uscita da Torino con un contratto a sei cifre - è già conteso tra Avellino e Brescia. E se si escludono giocatori che potrebbero parzialmente “coprire” gli spazi di quelli già in organico, come le ali forti Gaspardo e Zerini oppure i play Cournooh e Giuri, l’elenco dei papabili è relativamente corto. Si va dal veterano Stefano Gentile (ex Cantù e Virtus Bologna) all’ex biancorosso Mian (visto dal 2009 al 2011 a Varese, in uscita da Pistoia nel reparto perimetrale, mentre tra i centri italiani – considerando poco compatibile Andrea Crosariol con “Artiglio” - Antonio Iannuzzi sarebbe il candidato più gettonato (ma dovrà prima sbrogliare la matassa del contratto con Torino di cui comunque non fa più parte dei piani) e l’unica alternativa potrebbe essere l’ex tricolore Magroin uscita da Pistoia. A oggi non ci sono trattative in corso, perché senza definire con esattezza il budget è impossibile indirizzarsi su questo o quel profilo. Dopodiché, se le future “contenders” per i playoff 2018/19 che hanno bucato l’obiettivo nel 2017/18 schiereranno italiani come Polonara (vedi Sassari), Aradori, Baldi Rossi e forse Flaccadori (vedi Virtus Bologna), Poeta e qualche big sognando Fontecchio se non tornasse a Milano (vedi Torino), per ripetersi tra le prime otto servirà un’altra impresa se la panchina non sarà in grado di supportare lo starting five. Se il budget sarà analogo a quello di 12 mesi fa e Coldebella e Caja dovranno pescare ancora tra le scommesse della A2, l’obiettivo sarà analogo a quello dell’inizio del 2017/18. Se invece le risorse per la squadra saranno simili a quelle del 2016/17, un italiano di qualità – e magari un investimento su un giovane futuribile – sarebbero indispensabili per provare a riconquistare i playoff. Giuseppe Sciascia
  7. Varese prende in seria considerazione l'opzione Europa. Ma ripartendo dalla FIBA Europe Cup sfiorata due anni fa a Chalon, senza inseguire il sogno di una Champions League rivelatasi indigesta perché troppo competitiva per le sue forze nella stagione passata. Tra le ipotesi al vaglio del club, impegnato nelle operazioni di definizione del budget per l'annata 2018/19 che è legato a filo doppio alle trattative in corso per l'ingresso dei nuovi soci (il progetto "Orgoglio Varese" che fa capo a Rosario Rasizza e di conseguenza Gianfranco Ponti), c'è anche l'idea di sfruttare il diritto acquisito sul campo di giocare una competizione internazionale. Evitando però uno step considerato troppo impegnativo a livello tecnico - e di pari passo anche economico - per la stagione inaugurale del nuovo corso. L'Europa ha attualmente un numero di "grandi elettori" superiore ai detrattori, puntando però sulla seconda competizione organizzata dalla FIBA anziché alla Champions League alla quale l'Openjobmetis ha conquistato sul campo la facoltà di iscrizione. Dal punto di vista formale non ci sarebbero vincoli: la FIP ha diritto ad un posto in caso di richiesta da parte di un club italiano, le squadre che in classifica hanno preceduto Varese hanno già comunicato di preferire Eurocup e Champions League, e dunque qualora venisse esercitata questa facoltà l'ammissione sarebbe automatica. Sull'opzione FIBA Europe Cup, nel caso di sì all'Europa da parte della proprietà, sarebbe favorevole lo stesso Attilio Caja: la storia recente di Varese insegna che la "coppetta" di due anni fa fu preziosa per la crescita progressiva della coesione della squadra (nonché utile per le casse del club, ma non ci sono più i maxi-bonus della premialità del 2015/16...). Al contrario la Champions dello scorso anno si rivelò troppo competitiva per una squadra comunque problematica sul piano tecnico, finendo per zavorrare a lungo il cammino in campionato dell'Openjobmetis che non a caso si risollevò solo dopo la fine della competizione europea. Almeno nella prima fase, il vantaggio della FIBA Europe Cup - con 6 partite garantite da ottobre a dicembre, altre 6 per il passaggio del turno fino a febbraio e playoff con doppio turno dagli ottavi di finale - è rappresentato dalla possibilità di utilizzarla come "valvola di sfogo" infrasettimanale per giocatori meno utilizzati o giovani da sviluppare. Giocando una competizione più adeguata alle sue attuali possibilità, Varese potrebbe comunque godere del supplemento di appeal sul mercato straniero garantito dall'esposizione internazionale senza rischiare di svenarsi. E come dimostrano i risultati del 2015/16, provare a competere fino in fondo per un obiettivo concreto è in grado di rendere appetibile per il pubblico e l'ambiente - e magari anche qualche sponsor ad hoc - anche quella che per tanti mesi era stata considerata una "coppetta". I tempi della decisione non saranno lunghi: serve comunicare l'interesse alla FIP entro il 16 giugno e perfezionare l'iscrizione entro il 23, insieme al primo snodo sull'Europa si auspica di poter dare il via anche alle operazioni di mercato. Giuseppe Sciascia
  8. simon89

    OJM, chi resta e chi va

    La Varese che verrà tra quattro certezze, tre dubbi legati alle ambizioni ed alla vetrina europea e cinque addii stranieri. Ecco il borsino relativo alle prospettive dell'Openjobmetis versione 2018/19. CHI RESTA - Il trio italiano formato da Ferrero, Tambone e Natali è la base di ripartenza garantita sia a livello contrattuale (tutti e tre hanno un accordo valido per il 2018/19) che sul piano dell'opportunità: le nuove regole con uno straniero in meno (Varese passerà dal 3+4+5 al 6+6) inducono a tenersi stretti gli italiani dell'organico, che andrà piuttosto implementato con un elemento di valore (ipoteticamente un cambio del pivot o degli esterni, gli slot meno coperti nei playoff da Dimsa e Delas). Sul rinnovo di Tyler Cain c'è grande fiducia: nel puzzle corale del sistema Caja il centro del Minnesota è l'elemento più insostituibile per il suo elevatissimo quoziente intellettivo cestistico sui due lati del campo. Giocatore e famiglia apprezzano Varese a livello organizzativo e logistico, a meno di clamorosi colpi di scena sarà la prima certezza futura. I DUBBI - Stan Okoye non prenderà decisioni fino a luglio inoltrato: l'ala nigeriana aveva scommesso su se stesso a maggio 2017 accettando un contratto inferiore a quello di Udine per giocarsi la sua chance in serie A. Puntata vinta a mani basse potendo ora moltiplicare il suo valore rispetto a quello del 2017/18 (era lo straniero meno pagato dei 7 d'inizio stagione): il terzo miglior giocatore del campionato giocherà la Summer League di Las Vegas con una squadra NBA che vuole visionarlo e ha anticipato che non prenderà decisioni fino al termine dell'evento fissato al 17 luglio. Se poi non dovesse sfondare tra i pro, per tenerlo servirà comunque adeguare notevolmente il suo salario e lottare con altre realtà - italiane e straniere - per assicurarsi un giocatore che ora fa gola a molti. Certo, se Varese alzerà l'asticella delle ambizioni in Italia e si affaccerà in Europa sfruttando il diritto di giocarsi la Champions League conquistata sul campo, il solido rapporto con Attilio Caja potrebbe dare una chance ai biancorossi. Il tema Europa è considerato imprescindibile da Siim Sander Vene per considerare la permanenza in biancorosso: l'accoppiata tra l'ala estone e Cain è molto ben assortita e darebbe garanzie importanti di continuità, ma l'ex Kaunas e Nizhny Novgorod dà priorità alle squadre che giocano le coppe. E lo stesso discorso vale per Aleksa Avramovic: gli ultimi due mesi da star hanno acceso i fari sulla guardia mancina che potrebbe avere molto mercato in Spagna, una Varese dal respiro internazionale che gli garantisse nuovamente il posto da titolare potrebbe essere la vetrina giusta per esplodere definitivamente. Ma il buyout a 50mila euro non è eccessivo per chi ne ha apprezzato il mix di talento e personalità. CHI VA - Saluti in vista per i titolari del girone di andata Wells e Waller: Cameron non ha convinto in regia ma, in generale, ha mostrato un'indole da gregario rispetto alle aspettative da leader; il tiratore della Georgia è parso troppo alterno e monodimensionale legato alle medie dall'arco. Sicuro l'addio a Delas e Dimsa: il centro croato ha avuto qualche sprazzo ma ha fatto rimpiangere il suo predecessore Pelle; l'esterno lituano è stato utile soltanto in allenamento e mai in partita. Su Larson c'è ancora un punto interrogativo legato al budget: il play pescato in Belgio ha mostrato personalità e qualche numero, se però bisognerà alzare l'asticella ci sarà bisogno di un giocatore di maggior spessore. Giuseppe Sciascia
  9. La Pallacanestro Varese chiama a raccolta i tifosi col più classico appello "I want you" per il lancio della campagna abbonamenti 2018/19. C'è un galletto biancorosso stilizzato che invita i supporters ad acquistare la tessera stagionale per la prossima stagione dell'Openjobmetis: da giovedì prossimo fino al 30 maggio sarà già possibile sottoscrivere l'abbonamento nella prima fase anticipata in primavera come già accaduto 12 mesi fa. Rispetto alla scorsa annata ci sono sicuramente delle certezze in più dal punto di vista della struttura dell ' organico - vedi le situazioni contrattuali garantite con Attilio Caja, Giancarlo Ferrero, Matteo Tambone e Nicola Natali più Aleksa Avramovic che pure ha escape a pagamento - e un clima di entusiasmo aumentato dalla esaltante rimonta playoff con l'ultima partita ufficiale disputata solo 8 giorni prima del via della nuova campagna abbonamenti. TRE FASCE - La prima tranche della campagna 2018/19 si terrà dal 24 al 30 maggio tra i botteghini del PalA2A (dalle 16 alle 20 feriali, dalle 10 alle 19 di sabato) e l'acquisto on line su www.pallacanestrovarese.it. La seconda fase è prevista dal 12 al 21 luglio, l'ultima apertura è prevista dal 6 al 15 settembre. La prelazione per i vecchi abbonati - 2.701 le tessere staccate nel 2017/18 - varrà nella prima e nella seconda fase; a maggio e luglio i non abbonati potranno acquistare la tessera nei posti liberi, a settembre non ci saranno più vincoli. Si partirà ovviamente senza l'opzione Europa (iscrizione da formalizzare eventualmente entro il 23 giugno) valutando la possibilità dei mini-abbonamenti come nel 2016-2017. LIEVE RINCARO - Come 12 mesi fa il prezzo della tessera varierà a seconda della fase: chi si abbona "al buio" a maggio risparmi era 100 euro sul parterre, 20 euro sulla Tribuna Gold e Silver e 10 su Curva Nord e Galleria rispetto a chi lo farà a luglio (a settembre altro rincaro di 100 euro sul parterre, 15 per Gold e Silver e 25 per Curva Nord e Galleria). Previsto un piccolo rincaro in tutti i settori (Parterre da 1.600 a 1.800 euro, Gold da 390 a 415, Silver da 295 a 315 e Curva Nord e Galleria da 180 a 195 confrontando la prima fase del 2017-18): i prezzi più popolari erano bloccati da 3 stagioni, nella scelta della società di piazza Monte Grappa hanno pesato gli investi- menti sulla struttura e le aggiunte del "contorno" per rendere più fruibile il PalA2A e accattivante lo spettacolo extra-campo. La novità riguarda il settore Court Side: i 32 posti dei divanetti in primissima fila inaugurati nel girone di ritorno del campionato 2017/18 saranno in vendita a 5mila euro l'uno, comprendendo una vasta gamma di benefit. SCONTI E FACILITAZIONI - Confermati gli sconti per diverse fasce d'età (Over 65, Under 14, Under 18 e Under 24) più la novità della tariffa ridotta per i membri de "Il Basket Siamo Noi". La tessera 2018/2019 darà diritto alla prelazione in caso di eventuali playoff oltre allo sconto de "la giornata dell'abbonato" e il 10% di riduzione sui prodotti del Pallacanestro Varese Store. Giuseppe Sciascia
  10. Più risorse per garantire una continuità indispensabile per evitare la necessità di un altro miracolo. L'Openjobmetis ha chiuso col sorriso sulle labbra un 2017/18 al di là di ogni aspettativa, ma ripetersi in zona playoff col tredicesimo monte stipendi della serie A della stagione attuale richiederebbe il bis di una serie di congiunzioni astrali favorevoli tra il lavoro encomiabile dell'asse portante Caja-Coldebella-Bulgheroni e le cattive scelte di chi ha speso (molto) di più per ottenere (molto) di meno. Se il modello da seguire è quello della Germani Brescia 2017/18 con la conferma di coach e 4 titolari più volte indicato da Artiglio come quello da seguire, i rinnovi dei fratelli Vitali più Landry e Moss sono arrivati anche in funzione di un poderoso incremento (nell'ordine dei 650mila euro) della raccolta da sponsor da parte della squadra che ha appena eliminato Varese. Oggi società e ambiente sognano di rivedere in maglia OJM il maggior numero possibile di cardini dell'annata conclusa mercoledì tra gli applausi scroscianti del PalA2A. Ma ambizioni e danari - le une strettamente legate agli altri - faranno la differenza tra una Varese capace di blindare i pezzi pregiati e una costretta a battere nuovamente il sottobosco del mercato italiano ed europeo in cerca di altri giocatori affamati e disposti a sposare la cultura del lavoro cara a Caja. Al di là del trio italiano Tambone-Natali-Ferrero, oggi l'unico titolare che ha prospettive di permanenza vicine al 100 per cento è Tyler Cain. Probabilmente l'elemento meno sostituibile per dare continuità al sistema Artiglio - in particolare quello difensivo - ma anche quello meno visibile sul piano statistico, a differenza di Aleksa Avramovic e Stan Okoye. Il mancino serbo si è guadagnato ampiamente i galloni da titolare con l'ultimo mese e mezzo a quasi 20 punti di media; ma il suo mix di talento offensivo e voglia di emergere potrebbe far gola a qualche grosso club (in Italia o all'estero) interessata a scommettere sul suo potenziale dietro un buyout prefissato a 50mila euro. L'ala nigeriana, calato nei playoff dopo una regalar season da MVP biancorosso (e terzo in serie A...), vuole esplorare il mercato spagnolo (dove il passaporto gli vale ancora uno status vantaggioso) al di là del sogno NBA espresso su queste colonne attraverso una Summer League. Poi c'è il discorso Vene, chiave tecnica del ritorno da prima della classe: l'estone e Cain sono coppia affidabile e ben affiatata, ma per confermarlo non si può prescindere dalla vetrina intemazionale che l'ex Zalgiris (e lo stesso Avramovic) considerano pregiudizievole per affrontare discorsi futuri in salsa biancorossa. Per questo budget e relative ambizioni - con Europa o senza - sono la priorità da definire per verificare se la continuità del roster sarà effettivamente praticabile in funzione delle risorse. Poi toccherà alla troika formata da Caja, Coldebella e Bulgheroni operare di conseguenza sul mercato partendo dalla scelta del miglior italiano disponibile in qualsiasi ruolo da aggiungere per necessità nell'ottica del roster con uno straniero in meno per le nuove regole di eleggibilità della serie A 2018/19. Giuseppe Sciascia
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