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  1. L'Openjobmetis mette le mani su Toney Douglas per rimpiazzare Jason Clark. Accordo ufficializzato nella serata di ieri tra la società biancorossa e il 34enne playmaker veterano di lungo corso nella NBA (394 gettoni in 8 stagioni tra i professionisti; 7,6 punti e 2,3 assist di media in 7 fermate tra New York, Houston, Sacramento, Miami, Golden State, New Orleans e Memphis). Una trattativa lampo chiusa nel weekend ma definita solo dopo la transazione del precedente accordo tra il giocatore statunitense e l'Estudiantes Madrid, il club spagnolo dove aveva firmato a fine novembre giocando per tre mesi a fianco dell'ex biancorosso Aleksa Avramovic (7,4 punti e 2,6 assist in 20,6 minuti di media nella sua avventura iberica). Douglas è un attaccante creativo che ama giocare con la palla in mano, con un pedigree di alto livello al di là della carriera NBA che lo ha visto protagonista in Eurolega con Efes Istanbul e Darussafaka (14,5 punti e 4,0 assist di media nella massima competizione continentale). Nel maggio 2019 sembrava ad un passo da Milano per coprire le spalle nei playoff all'acciaccato Mike James, poi non se ne fece nulla perchè chiese il contratto anche per la stagione corrente e l'Olimpia passò la mano. In autunno inoltrato la chiamata dall'Estudiantes, dove però non ha funzionato nell'accoppiata con un altro regista puro come Pressey. Per Varese potrebbe essere un rinforzo di qualità elevata, sebbene il suo ruolo non sia quello di guardia come Clark ma quello del regista puro occupato finora da Josh Mayo (che potrebbe giocare in coppia con Douglas per sfruttare le sue doti balistiche su blocchi e scarichi). «E il miglior giocatore tra quelli disponibili ad accettare una situazione che non offre la vetrina nelle coppe come la nostra - spiega il g.m. Andrea Conti -. Il curriculum è importante e le qualità sono indiscutibili; avrà bisogno dei suoi spazi per esaltare le sue caratteristiche, ma pensiamo che possa essere un profilo stuzzicante per il nostro club». La trattativa lampo nel giro di 48 ore si è chiusa anche alla luce delle referenze positive arrivate dai contatti con i suoi precedenti allenatori in Turchia (l'ex senese Ergin Ataman ed Ernan Selcuk del Darussafaka) e dell'ex biancorosso Jean Salumu, che ha giocato con Douglas nei primi due mesi del 2018/19 al Sakarya. Il giocatore statunitense partirà nella mattinata odierna da Madrid e raggiungerà Varese per aggregarsi ai nuovi compagni, nei pomeriggio farà la conoscenza di coach Caja e del gruppo nell'abituale seduta di allenamento a porte chiuse dell'Enerxenia Arena. Il debutto è previsto già nel derby contro Milano dopo la presentazione dei documenti necessari per il tesseramento entro il termine delle 11 di venerdì. Giuseppe Sciascia
  2. L’emergenza coronavirus produce un grave danno collaterale in casa Pallacanestro Varese. Jason Clark ha chiesto di lasciare il club biancorosso per fare rientro negli Stati Uniti: la notizia della sospensione dei voli da e per gli Stati Uniti di alcune compagnie aeree ha definitivamente indotto l’atleta biancorosso a concludere l’avventura in Italia e fare rientro a casa. La compagna di Clark è infatti in dolce attesa con il termine per la nascita del primogenito fissato per il 20 marzo: il rischio di essere sottoposto a quarantena e non poter assistere al lieto evento ha indotto il giocatore alla decisione di fare ritorno in patria per evitare qualsiasi evenienza. Per il club del presidente Vittorelli è indubbiamente una tegola, soprattutto perché riguarda il giocatore più performante dell’ultimo periodo (18,3 punti e 7,6 rimbalzi nel mese di gennaio) con la necessità di tornare sul mercato in un momento nel quale l’Italia - e in particolare la Lombardia - non sono destinazioni particolarmente gradite per gli stranieri. Varese ha provato a convincere Clark a recedere dal proposito, ma alla fine ha dovuto prendere atto della decisione irrevocabile del giocatore e iniziare a setacciare il mercato in cerca di un sostituto. Così Andrea Conti, che nella nottata di ieri è diventato padre per la terza volta con la nascita di Elisa, ha dovuto mettere da parte i festeggiamenti per il lieto evento e tuffarsi in un mercato dalle tempistiche e dagli sviluppi complicati. La richiesta unilaterale di rescissione - così come nel caso precedente di Peak - libera chiaramente risorse per il sostituto di Clark; a questo punto però sarà difficile trovare un giocatore ad hoc per le necessità di Attilio Caja, visto il momento avanzato della stagione e la congiuntura del mercato si punterà sul miglior giocatore disponibile partendo dalle disponibilità nel ruolo di “combo-guard”, ossia un elemento capace di produrre punti con la palla in mano che possa giocare con e per Mayo così come negli intenti iniziali doveva essere Jason Clark. E così come era stato effettivamente nel mese di gennaio, quando dopo il rischio taglio precedente alla trasferta di Treviso - scongiurato grazie ai 30 punti messi a segno con relativo raid al PalaVerde - l’esterno ex Francoforte si era messo a giocare secondo le aspettative estive. «È chiaro che per noi è un danno, perché Clark era il giocatore più in forma del roster - conferma Conti - Però di fronte ad una richiesta del genere non ce la sentiamo di opporci; il problema è che la situazione è sempre più difficile da controllare soprattutto per le famiglie degli stranieri...». La caccia al sostituto di Clark è aperta e l’obiettivo è quello di stringere entro le prossime ore per avviare le pratiche relative a visto e tesseramento (l’OJM ha ancora il settimo e ultimo slot extracomunitario, potendo ancora pescare senza vincoli di passaporto). A questo punto serve un rinforzo di qualità senza troppi vincoli sul pedigree stile usato sicuro già visto in Italia, toccherà allo staff dell’OJM trasformare questo imprevisto sgradito in una possibilità di migliorare la squadra con un elemento di valore. Certo tutto il lavoro di 4 settimane per inserire Carter passerà in secondo piano vista la necessità di una ulteriore correzione in corsa; a questo punto il possibile ed ulteriore rinvio del derby di domenica prossima contro Milano non sarebbe certo una cattiva notizia per una Varese alle prese con un nuovo innesto nello scacchiere di coach Caja. Che confida comunque di avere a disposizione il sostituto di Clark in tempi relativamente brevi e poterlo eventualmente far debuttare in quello che tutti auspicano come la data della ripresa del campionato, l’11 marzo contro Brescia. Giuseppe Sciascia
  3. La Pallacanestro Varese sta in mezzo al guado, tra l'ambizione di alzare l'asticella e il rischio concreto di ridurre gli investimenti e di conseguenza gli obiettivi sportivi. Dopo l'assemblea di giovedì scorso il presidente del consorzio Alberto Castelli fa il punto della situazione fotografando i tre scenari possibili per il futuro. «La prospettiva più apocalittica è quella di ridurre drasticamente gli investimenti, che non significherebbe far morire la società ma rischiare concretamente la retrocessione. Oggi siamo in grado di reggere gli impegni attuali soltanto perchè dal 2016 in poi sono arrivati prima il Trust, poi Gianfranco Ponti e infine Orgoglio Varese, a fianco di Openjobmetis che ci supporta da sei stagioni. Ma anche mantenere tali livelli è sempre più difficile. E oltre all'impegno dei soliti noti è legato ad un fundraising deh'ultimo momento, che non possiamo più dare per scontato. La terza alternativa, più auspicabile, è alzare l'asticella con almeno un milione di risorse: questo upgrade ci metterebbe nel gruppo di squadre che competono legittimamente per i play off e possono affacciarsi in Europa». Sotto quale formula servono gli innesti di nuove risorse? «Il concetto che a Varese la pallacanestro di serie A non è un dogma di fede è una realtà inconfutabile, non un lamento pretestuoso. Negli ultimi anni abbiamo razionalizzato tutto il possibile all'interno della società, però il consorzio non è più in grado di replicare sforzi come quello che nella stagione corrente ci porterà a versare quasi 1,8 milioni di euro tra contributi diretti e indiretti. Per alimentare il giocattolo ed evitare lo scenario peggiore servono forze fresche senza distinzione tra sponsorizzazione, trust, consorzio e Orgoglio Varese». È una richiesta di ulteriore impegno per Gianfranco Ponti e Rosario Rasizza oppure si cercano forze esterne? «La passione dei consorziati rimasti dopo 10 anni è ancora massima, ma guardando in avanti l'entusiasmo è destinato a indebolirsi se non cambieranno le ambizioni. I soliti noti Ponti e Rasizza ci stanno dando da anni una mano molto significativa; alzare l'asticella significa trovare forze nuove e diverse, il milione non deve arrivare da loro che stanno già facendo tanto. L'ingresso nel capitale della società a fianco del consorzio sarebbe il modo più auspicabile perché ci darebbe sicurezze nel condividere il rischio, ma non è l'unico da percorrere. Il salto di qualità non passa dall'ingresso in società di Ponti o da un potenziamento di Orgoglio Varese». Ma una Pallacanestro Varese che negli ultimi 4 anni ha sempre fatto registrare perdite di bilancio può attrarre soci? «Non è un affare ma una spinta legata alla passione per perpetuare la storia della realtà sportiva più importante della provincia, che ha risvolti sociali e di voglia di impegnarsi per la città e il territorio. L'esempio pratico è quello del nuovo consigliere Thomas Valentino che garantisce entusiasmo e volontà di impegnarsi per la sua squadra; inoltre ci apre scenari per diventare meno "Varese-centrici"». In che tempi servono risposte? «Dopo anni di ribassi, la serie A ha effettuato un salto in avanti in termini di costi: con i soldi di cui disponiamo possiamo ancora svolgere lo stesso ruolo attuale che non è da primattori? Entro i prossimi due mesi aspettiamo risposte in vista della stagione 2020/21, l'auspicio ovviamente è quello di fare qualcosa in più e non in meno. Chi è interessato a darci una mano si faccia avanti». Giuseppe Sciascia
  4. L'Openjobmetis compie il primo passo nel processo di integrazione di Justin Carter. Galoppo solido anche se privo di acuti di spicco nella prima delle tre amichevoli previste dall'area tecnica biancorossa per mettere a punto la versione 2.0 di Varese con l'aggiunta dell'ala ex Sassari. La formazione di Attilio Caja impone alla distanza il maggior peso specifico nei confronti di una Bergamo incompleta (out Allodi, Zugno e Costi) ma quantomai pungente dall'arco col trio straniero Jackson-Lautier Ogunleye-Carroll. I biancorossi macinano l'abituale volume di gioco corale, chiudendo con 5 giocatori in doppia cifra una gara solida sul piano delle esecuzioni e del volume di tiri aperti prodotti dalla consueta manovra ben oliata. Per almeno due quarti gli avversari di categoria inferiore, nelle cui file si mette in luce anche il 19enne prodotto del vivaio biancorosso Matteo Parravicini, tengono comunque botta a suon di triple. Alla distanza però il fatturato interno del suo Simmons (coinvolto puntualmente nei due quarti conclusivi) e Vene (pungente dalla media distanza nei giochi a due con un Mayo più frizzante in attacco rispetto alle ultime uscite) permette all'OJM di imporre la legge della categoria superiore nei duelli dentro l'area. E il nuovo arrivato sul quale erano puntati gli occhi di tutti? Da buon veterano Carter ha cercato di non strafare e sfruttare il mestiere per inserirsi in punta di piedi nel sistema biancorosso. Dopo la schiacciata inaugurale l'ala del 1987 è rimasto prevalentemente tra le righe, raccogliendo principalmente quel che gli ha creato il movimento di palla dei compagni senza prendere molte iniziative individuali. Il buon impatto a rimbalzo (7 totali) ha comunque dato fiducia allo staff tecnico biancorosso in una partita nella quale è comunque emersa la ruggine accumulata in 17 giorni senza partite - ufficiali e non - per lunghi tratti dei primi due quarti. Solo quando la difesa è stata più graffiante infatti l'OJM ha saputo limitare gli arcieri di Bergamo con più efficacia dopo le 10 triple subite nei primi 15'. Nel complesso comunque una sgambata utile per mettere a fuoco le situazioni da affinare per completare l'inserimento di Carter e prepararsi al ciclo di big match che attendono la Caja's Band sin dalla riattivazione casalinga del 27 febbraio contro la Virtus Bologna. La prossima settimana altre due tappe - mercoledì 19 a Milano contro l'Urania, giovedì 20 a Gallarate contro i Lugano Tigers - pur senza Vene e Tambone, precettati dagli impegni con Estonia ed Italia. Dando per scontato un approccio senza acuti individuali da parte di un elemento dalla vocazione da corista più che da solista, Carter deve comunque aumentare i giri dal punto di vista delle iniziative personali e della condizione atletica. LE PRIME IMPRESSIONI «Un galoppo utile per riprendere confidenza con il clima partita. Però c'è da lavorare, e tanto...». Attilio Caja fotografa una situazione da cantiere aperto per l'OJM in versione Carter dopo il test di ieri a Bergamo: «Justin ha giocato di posizione, sicuramente c'è da fare per tirarlo a lucido. Deve ancora capire con esattezza quel che serve a noi, sicuramente non i tiri da 3 punti con la necessità di attaccare di più sui close out. Però ci dà impatto ed energia a rimbalzo, e capacità di produrre punti da distanza ravvicinata sul gioco senza palla». Insomma i lavori in corso sono in piena evoluzione, ma il tempo residuo prima del debutto dell'ala ex Sassari contro la Virtus Bologna dà fiducia al tecnico pavese: «Carter è stato fermo per delle settimane, è da capire se era un problema di condizione da affinare o di intesa ancora da completare. Però abbiamo altre due settimane e due amichevoli per aumentare la sua integrazione nel sistema e affinare la situazione, ci serviranno tutte ma sapevamo che ci sarebbe stato bisogno di tempo per completare il suo inserimento. Per il resto è stato il test che mi aspettavo dopo tanta inattività agonistica». Sulla stessa falsariga anche il commento del g.m. Andrea Conti: «Justin deve ancora completare l'integrazione nei meccanismi, ma il tempo ci aiuterà nel metterlo in condizioni di arrivare pronto fra due settimane contro la Virtus Bologna. Per il resto la squadra macina sempre il suo solido volume di gioco, serietà e impegno sono sempre al top ma dopo 6 mesi di stagione questo è ormai un dato di fatto, cercheremo di sfruttare al meglio i due appuntamenti agonistici della settimana prossima per mantenere il ritmo agonistico in vista della sfida del 27 febbraio». Giuseppe Sciascia
  5. L'Openjobmetis prepara il cambio in corsa tra L.J. Peak e Justin Carter. Fermata fino al 27 febbraio la giostra della stagione in corso con un pit stop di 32 giorni che non ha eguali nella storia della serie A moderna, il club biancorosso lavora per chiudere il rapporto con l'ala ex Pistoia e contestualmente firmare il suo sostituto tenuto "a bagnomaria" da quando il giocatore del 1996 aveva comunicato la sua volontà di lasciare Varese. Scelta personale con collocazione ancora da definire per Peak, che avrebbe sul piatto una proposta estera (in Italia sondaggio mai approfondito da parte di Reggio Emilia) dovendo però trovare la quadra per chiudere l'attuale rapporto con l'OJM. Questione più amministrativa che formale, considerando comunque che la mossa per uscire dall'accordo attuale è arrivata dal giocatore e dunque il club biancorosso punta ad una chiusura senza esborsi economici. Prima si archivia la pratica Peak e poi si affonda il colpo con Justin Carter, la 33enne guardia-ala scelta come sostituto del connazionale: l'obiettivo dell'OJM è quello di far sbarcare il nuovo arrivo in città entro la fine della settimana e iniziare a svolgere i test atletici con il preparatore Silvio Barnaba prima di inserirlo nel gruppo che resterà a riposo fino a lunedì prossimo con una settimana di riposo assoluto. L'unico punto interrogativo riguarda infatti le condizioni atletiche del giocatore del 1987, agonisticamente inattivo da fine novembre dopo la conclusione anticipata del suo rapporto con i francesi del Roanne (nel corso di una rissa in campo ruppe la mandibola all'ex sassarese Mbodj con sospensione per 10 partite dalla lega transalpina e licenziamento da parte del club). Di fatto il contratto si attiverà se Carter sarà abile, arruolabile e in forma, pronto per inserirsi dalla ripresa degli allenamenti nei meccanismi dell'OJM. Il giocatore del 1987 arriverà accompagnato da referenze tecniche e umane positive provenienti da Sassari, dove ha giocato negli ultimi 6 mesi del 2018/19: scelto da Enzo Esposito a metà gennaio, dopo il subentro di Pozzecco ha perso spazio quando l'ex coach di Varese ha asciugato le rotazioni (5,4 punti e 2,4 rimbalzi in 15,5 minuti di media). Carter è però elemento esperto e rodato, che sa stare in gruppo e nel sistema, ma rispetto a Peak può mettere al servizio dell'OJM una caratteristica in grado di aggiungere una dimensione al momento mancante all'attacco biancorosso. L'esterno del 1987 che in Francia viaggiava a 12,1 punti e 4,5 rimbalzi di media, ma all'attivo ha anche esperienze in Eurolega tra Galatasaray, Pinar Karsiyaka e Khimki Mosca, possiede infatti atletismo e fisicità per attaccare il ferro e dare alla manovra di Varese quella dimensione in penetrazione indispensabile per non dipendere eccessivamente dal tiro dall'arco. A 33 anni Carter potrebbe aver perso un pizzico di esplosività rispetto alle stagioni migliori; ma solo due anni fa chiuse come quinto marcatore della VTB League (17,0 punti di media ad Astana) totalizzando oltre 7,5 viaggi in lunetta di media a partita. Un giocatore verticale che vada dritto per dritto in penetrazione potrebbe aggiungere all'OJM quel pizzico di pepe in più, inserendo nella pietanza l'ingrediente finora mancante per competere fino in fondo nella corsa all'ottavo posto. Giuseppe Sciascia
  6. L’Openjobmetis plaude alla prova consistente e matura di L.J. Peak, ma rimanda all’indomani della trasferta sul campo della Fortitudo Bologna le scelte sulle strategie di mercato da adottare per la seconda metà del campionato dopo i 35 giorni di pausa che intercorreranno tra la gara di domenica e la riattivazione dell’1 marzo. Il pallino non è nelle mani di Varese, ma del giocatore statunitense, che sembra nutrire una certa qual saudade per Pistoia, pronta eventualmente a riaccoglierlo come rinforzo salvezza se ribadirà il suo desiderio di non proseguire l’avventura in biancorosso. Di certo però nulla è apparso in campo nella gara contro Trieste, affrontata dallo statunitense con grande professionalità e concentrazione: il Peak di domenica - micidiale sugli scarichi e attento nelle consegne - può essere un fattore per il rush finale dell’OJM. Però vanno rispettate anche le scelte personali, qualora l’atleta confermasse la preferenza per una comfort zone anziché continuare la cura Caja per provare a fare il salto di qualità. Quantomeno superficiale però la lettura di chi lega il desiderio di Peak di cambiare aria con i metodi di lavoro di Artiglio: chiaro che il livello di impegno fisico e mentale richiesto dal coach pavese è sempre al top, ma chi si è sforzato di reggere certi ritmi e certe sollecitazioni ci ha sempre guadagnato in termini economici e di carriera (vedi Avramovic e Okoye, ma anche Scrubb e per certi versi Norvel Pelle, arrivato quest’anno a coronare il sogno Nba). Fino a domenica sera Peak sarà un giocatore di Varese, confidando che nello scontro diretto sul campo della Pompea riesca a dare continuità anche in trasferta alla bella prova di domenica. Poi la giostra si fermerà - con tanto di rompete le righe per una settimana - e a bocce ferme l’OJM farà le sue valutazioni, attendendo prima di tutto le scelte dell’atleta e approfondendo in seconda istanza l’operazione col veterano Justin Carter qualora non ci fosse un ripensamento di Peak. Che però contro Trieste ha dimostrato con i fatti la capacità di attaccare la spina quando si gioca per i due punti, e ripeterà il copione anche questa settimana. Intanto la caccia al rinforzo prosegue per le avversarie di Varese: la Fortitudo Bologna, che domenica ospiterà la truppa di Caja, aveva provato il colpaccio con Ike Udanoh di Venezia, blindato però dalla Reyer almeno fino all’eventuale conclusione dell’avventura in Eurocup. Reggio Emilia è invece ai dettagli con Will Cherry, 29enne playmaker fresco di taglio in Eurolega dove aveva giocato fino alla scorsa settimana con l’Olympiacos Atene. Oggi infine Treviso accoglierà Ivan Almeida, 31enne ala di Capo Verde con passaporto portoghese che nel 2018/19 è stato mvp delle finali in Polonia vincendo il secondo titolo consecutivo con l’Anvil Wloclavec. Giuseppe Sciascia
  7. L'Openjobmetis è pronta a muoversi in uscita sul mercato dei lunghi italiani. Ma sarà Luca Gandini o Riccardo Cervi a lasciare il gruppo biancorosso? Con l'arrivo del centro di Reggio Emilia il predestinato pareva l'atleta del 1985, per il quale si sarebbe fatta viva Ravenna, dove aveva già militato nel 2018/19. Ma sulle piste di Cervi c'è interesse forte da parte di Napoli: la formazione partenopea di Pino Sacripanti - che aveva già allenato l'atleta del 1991 nel 2015/16 ad Avellino - sta provando a convincere l'ex azzurro a scendere in A2 con una lucrosa proposta pluriennale. E Varese sarebbe disposta a lasciarlo partire? La realtà dei fatti è che l'operazione Cervi finora non ha avuto i riscontri auspicati: il lungo reggiano fatica ad inserirsi nel sistema difensivo di Attilio Caja e non è riuscito ad alleviare il carico di minuti sulle spalle di Jeremy Simmons. In 5 gare a referto, Cervi ha totalizzato 25 minuti complessivi con 10 punti e 7 rimbalzi, e domenica a Treviso - dopo una comparsata poco efficace - il coach pavese non lo ha più reinserito nella ripresa utilizzando Vene per dar fiato al centro statunitense. Logico dunque che il lungo del 1991 si guardi intorno in cerca di alternative in grado di offrirgli un minutaggio maggiore: Cervi ha bisogno di giocare per riprendere fiducia dopo la lunga inattività, ma oggi come oggi l'OJM non riesce a ritagliargli quegli spazi che sarebbero necessari per fargli aumentare condizione ed autostima. L'impatto di Cervi non è stato quello auspicato, e chiudere il rapporto dopo 6 settimane sarebbe chiaramente una scommessa persa; dopo i 2" scarsi del PalaVerde i suoi rappresentanti hanno iniziato ad esplorare il mercato della serie A (possibile interesse da Trieste?) per capire se esistano alternative in grado di garantirgli più spazio. Nel frattempo però si è fatta avanti Napoli sfruttando il canale diretto tra Sacripanti ed il giocatore. La certezza assoluta è che per esigenze di bilancio, Varese non può tenere sotto contratto due lunghi italiani nel ruolo di cambio di un pivot che gioca quasi 35 minuti di media. Se alla prova del campo l'impatto di Cervi sta risultando di poco superiore a quello di Gandini, allora se Napoli dovesse convincere effettivamente il giocatore del 1991 a scendere in A2 formulando una proposta tecnica ed economica convincente, pare probabile che ad uscire sia proprio l'ultimo arrivato. Al momento però siamo ancora nel campo delle ipotesi, in attesa che giungano proposte ufficiali. Poi a decidere sarà il mercato, se solo uno dei due riceverà offerte concrete; oppure la società e lo staff tecnico, se ci sarà interesse per entrambi. Di sicuro ne resterà soltanto uno, creando comunque la possibilità di ritagliarsi un piccolo "tesoretto": la vittoria esterna di Treviso ha allontanato qualsiasi ipotesi interventistica sul mercato degli stranieri. Ma durante la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali si farà il tagliando: l'auspicio è quello di restare con il roster attuale, però è meglio farsi trovare pronti in caso di necessità. Giuseppe Sciascia
  8. Openjobmetis fuori asse con la spina dorsale Mayo-Vene sfaldatasi nel derby di Cremona. Preoccupano il calo di rendimento del play e quello di forma dell'ala forte, che hanno toccato il picco più basso al PalaRadi confermando il trend negativo delle ultime settimane. Lo statunitense, nuovamente rivedibile in avvio di gara nell'atteggiamento difensivo e nel dare poca aggressività all'attacco, ha giocato solo 20' finendo subito in panchina come ormai gli capita da diverse partite, soprattutto in trasferta. Che Mayo digerisca male i cambi punitivi - certo però quella difesa... - e necessiti di una gestione più votata alla carota che al bastone, con la necessità insomma di concedere qualche licenza come Caja faceva con Maynor? La versione spersonalizzata di sabato sul campo della Vanoli è mutile se non dannosa alla causa biancorossa, ma Andrea Conti amplia il discorso a tutto campo: «Se guardiamo i numeri, Josh sta facendo meglio delle sue ultime cinque stagioni, in cui viaggiava a 14 punti e 4 assist di media - è l'analisi del g.m. biancorosso -. Di fatto il rendimento si sta assestando dopo che ci aveva abituato troppo bene. Il problema è che non si capisce per quale motivo diventi remissivo quando giochiamo in trasferta; in realtà non è l'unico, perché tutta la squadra condivide questo atteggiamento». Il problema diffuso è legato alla personalità, sebbene almeno all'inizio Mayo sembrasse averne da vendere (vedi i 32 punti della trasferta di Trieste, unico hurrà esterno della stagione): alla prova dei fatti, colui che doveva essere leader sta dando un'impronta decisamente poco marcata alla squadra nella versione esportazione. «I giocatori non vanno mai fuori dallo spartito e - aggiunge Conti - fuori casa ci spegniamo alla prima difficoltà senza riuscire a trovare quella scintilla che in casa viene generata dalla spinta del pubblico. In realtà, sono più preoccupato da Vene, che mi pare in un momento di difficoltà legato a un calo fisico e mentale. Ma in generale mi preoccupa anche come abbiamo subito a Cremona, concedendo troppo dentro l'area e sulle penetrazioni: fatico a comprendere come una squadra che si alleni tanto e bene come la nostra possa mettere in campo una faccia così diversa come accaduto a Cremona». Oggi si torna in palestra per un Natale di lavoro preparando l'impegno casalingo di giovedì contro Pistoia: partita delicatissima nella quale ci si aspetta una risposta caratteriale importante e mettere le basi per una doppietta casalinga (domenica all'Enerxenia Arena arriverà Trento) per chiudere serenamente il 2019. L'OJM di Cremona è stata troppo brutta per esser vera, soprattutto nel modo di interpretare lo spartito dettato da Artiglio quasi per routine più che per convinzione. Aggrapparsi al fattore campo pensando con leggerezza di vincere solo perché si gioca a Masnago è la scorciatoia per farsi risucchiare nella bagarre salvezza. Giuseppe Sciascia
  9. Giancarlo Ferrero si gode il premio di MVP della tredicesima giornata assegnatogli dalla Lega Basket per la prova dei 3 record in carriera - rimbalzi, falli subiti e valutazione - con la quale ha abbattuto Pesaro. All'indomani dei 27 punti scaricati nella retina della Carpegna Prosciutti, il capitano del-l'Openjobmetis focalizza l'attenzione sull'importanza della vittoria per mantenere il ritmo in chiave Final Eight senza dare eccessivi significati alla sua gara nella quale la sua classe operaia ha spedito Varese in paradiso. «Sono contento per la mia prestazione, ma soprattutto per aver vinto una partita che poteva sembrare semplice ma non lo è stata, perché ci siamo trovati di fronte un'avversaria che è venuta all'Enerxenia Arena con grandi motivazioni. Abbiamo disputato un primo tempo non da noi, poi nella ripresa abbiamo rubato qualche pallone in più e grazie alla difesa abbiamo trovato punti facili. Due punti importanti per la classifica e per ripagare il lavoro quotidiano che portiamo avanti con grande impegno. La mia prestazione conta meno rispetto a tutto ciò...». Grinta, carica agonistica, difesa ma anche triple e bottino da stella: per una volta l'adrenalina del capitano è andata anche a referto... «Siamo una squadra nella quale tutti possono fare qualcosa di utile: non è solo questione di punti realizzati, a volte è una difesa importante o semplicemente un incoraggiamento quando serve. La nostra identità è basata sul gruppo, a Varese è così da anni e vogliamo portare avanti questo modo di essere perché ci crediamo. Sappiamo che dobbiamo farci trovare pronti perché il momento di essere protagonisti arriva per tutti; quando capita l'occasione bisogna dimostrare di esserci». E lei domenica ha dimostrato con i fatti cosa significa farsi trovare pronti, complici i falli di Vene... «A volte la palla entra più facilmente, ma farsi trovare pronti a fare qualcosa di utile per la squadra sta anche nelle piccole cose. L'identità della squadra nasce così: una partita nella quale abbiamo commesso qualche errore più del solito in difesa visto gli 87 punti concessi l'abbiamo comunque vinta facendo qualcosa di diverso con l'attacco sugli scudi». Dal 32% da sotto contro Cantù al 61% dentro il pitturato contro Pesaro: cosa cambia tra casa e trasferta? «Riusciamo ad essere più aggressivi a livello di energia ed attaccare il ferro sfruttando il ritmo più elevato che ci arriva dall'intensità della difesa. Per rompere il ghiaccio fuori casa dobbiamo limare qualche dettaglio e ridurre il numero degli errori: davanti al nostro pubblico è più facile nascondere sbavature con la spinta della gente e le buone percentuali. In trasferta è più difficile, vanno curati tutti gli aspetti nei minimi particolari». Sabato a Cremona riuscirete a fare quel regalo di Natale chiesto da Andrea Conti a Ville Ponti, sfatando il tabù esterno? «Abbiamo iniziato a lavorarci sopra, ma sono fiducioso perché le motivazioni per questa trasferta sono fortissime. Qui gli stimoli sono a mille per tutti: all'interno del gruppo ognuno di noi ha obiettivi differenti ma condivide lo stessa ambizione di fare il massimo. La stessa spinta è condivisa dallo staff tecnico e dalla società, e questo è il modo giusto per fare le cose...». Giuseppe Sciascia
  10. Openjobmetis troppo forte per rischiare nella bagarre salvezza ma ancora troppo poco consistente per inserirsi nella volata playoff. Questo il verdetto espresso dalle prime 10 giornate - per Varese 9 gare contando il turno di riposo già scontato - di una serie A dalla classifica solo apparentemente compatta, ma in realtà pronta a spaccarsi in tre tronconi. Da una parte le superbig, partendo da Milano e Bologna ma proseguendo con Sassari e Venezia che pur senza vittorie esterne è destinata a salire di tono; dall'altra il gruppo in coda composto da Cantù, Trieste, Pistoia e Pesaro che per qualità di organico e possibilità di intervento sembrano destinate a giocarsi le due retrocessioni. IL VALORE - Oggi come oggi l'OJM è dodicesima sull'ultimo vagone del secondo troncone, comandato da Brindisi e Brescia nella rincorsa ai playoff. Nel dopo gara del PalaBigi un Attilio Caja visibilmente rammaricato per l'occasione persa dai suoi ha ribadito chiaramente che l'obiettivo stagionale rimane quello di stare lontano dalla zona calda: a oggi Varese sembra avere una marcia in più rispetto al terzo troncone, ma le manca la capacità di dare continuità alle sue prove di alto livello (a Trieste e in casa contro Venezia) garantendosi quello standard di rendimento minimo imprescindibile per un rendimento costante da metà alta della classifica. CALENDARIO TERRIBILE - Il percorso della prima metà abbondante del girone d'andata ha proposto una lunga serie di test impegnativi a Ferrero e compagni. In 9 partite disputate, i biancorossi hanno affrontato Bologna, Brindisi, Sassari, Milano, Fortitudo Bologna, Reggio Emilia e Venezia: si tratta delle prime sei della graduatoria attuale, più due delle cinque squadre a quota 10 punti. Aver chiuso il ciclo terribile con uno zero tondo in media inglese e gli scalpi nobili di Brindisi e Venezia appesi alla cintura non è un ruolino di marcia disprezzabile. Anche se in trasferta il piatto piange tra problemi di taglia e personalità (leggi il meno 41 totale rimediato a Milano e Brescia) e quella di sabato a Reggio Emilia va archiviata alla voce occasioni mancate. MESE DELLA VERITÀ - Dopo il filone di tapponi dolomitici dalla pausa del 12 ottobre alla trasferta del PalaBigi, ora la strada "spiana" sotto le ruote del- l'OJM: il prossimo ciclo di 6 partite ne propone 4 in casa - Roma domenica, Pesaro il 15, poi la doppietta festiva del 26 contro Pistoia e del 29 contro Trento - e due derby lombardi a Cantù (domenica otto) e a Cremona (domenica 22). Tutte squadre che in classifica stanno appena sopra o nettamente sotto la compagine di Caja: per una squadra solida e matura sarebbe l'occasione per mettere fieno in cascina e cambiare decisamente le prospettive di classifica. Se è vero che la quota 18 punti con 16 partite di andata potrebbe valere le Final Eight di Coppa Italia, capitalizzare il poker casalingo ed aggiungere uno degli ultimi tre viaggi (la fase ascendente si chiuderà il 5 gennaio a Treviso) potrebbe mutare completamente il volto della classifica biancorossa... FATTORE CERVI - Per cogliere l'occasione offerta dal calendario l'OJM dovrà però trovare quella consistenza mancata all'appello anche a Reggio Emilia nella solare differenza di rendimento tra primo e secondo tempo. Meno sbalzi di tensione legati agli umori balistici di Mayo, più continuità da un Clark comunque in crescita, un Peak da ritrovare all'interno di un sistema che ancora digerisce a fatica: queste le tre chiavi per alzare l'asticella delle ambizioni. È poi c'è il fattore Cervi: all'ex azzurro non si può chiedere impatto immediato, ma potrà dare quella profondità offensiva alla manovra che due giocatori di rendimento ma non di post basso come Vene e Simmons non sono in grado di garantire. Giuseppe Sciascia
  11. Si avvicina il momento decisivo per l'operazione Riccardo Cervi. Il lungo di Reggio Emilia ha superato ieri mattina il test effettuato col preparatore Silvio Barnaba relativo alle sue condizioni di forma dopo i primi 10 giorni di lavoro differenziato in qualità di ospite dell'OJM. Ora il centro del 1991 potrà intensificare i carichi di lavoro degli allenamenti individuali per completare il percorso necessario prima di tornare in campo. Al momento si prevede che nella settimana successiva alla trasferta di Reggio Emilia il giocatore ex Grissin Bon possa svolgere i primi allenamenti con la squadra; nella migliore delle ipotesi comunque Cervi non sarà pronto a scendere in campo fino all'inizio del mese prossimo, fissando tra il derby dell'8 dicembre a Cantù e l'impegno casalingo del 15 contro Pesaro la data dell'eventuale debutto. Eventuale perché il momento di decidere se affondare il colpo formalizzando una proposta contrattuale al centro reggiano si sta avvicinando. Evidente come i 214 centimetri di Cervi potrebbero far comodo ad una Openjobmetis che gradirebbe un'iniezione di centimetri dentro l'area per poter dare maggiore profondità alla manovra offensiva ed essere meno dipendente dalla costruzione e dall'esito delle sue soluzioni dal perimetro. Anche se poi inserire un lungo con caratteristiche atletiche particolari come l'ex Avellino - dotato di statura ma non di particolare stazza e relativamente mobile sugli aiuti sul perimetro che fanno parte del bagaglio base del sistema difensivo di Attilio Caja - renderebbe indispensabile qualche adeguamento tattico per sfruttare al meglio le sue qualità a protezione dell'area colorata. Ma il problema non è certo di natura tecnico-tattica: l'operazione Cervi richiederebbe un extrabudget per il quale servono certezze in termini di coperture economiche, che in tempi di approvazione del bilancio 2018/19 e CdA in scadenza in vista dell'insediamento della nuova governance non sono così scontate. Vero è che rispetto ai costi estivi dell'ex azzurro sarebbe un'occasione decisamente ghiotta per rinforzarsi in un ruolo nel quale c'è un'oggettiva carenza di risorse. Altrettanto vero è che la salute dei conti della Pallacanestro Varese è decisamente migliorata nell'arco degli ultimi 24 mesi, ma la situazione finanziaria necessita un costante controllo per evitare sforamenti a carico dei soliti noti. Mentre Cervi lavora in palestra, dirigenti e proprietà lavorano sulle coperture auspicando di trovare la quadra. Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis valuta il secondo upgrade sul telaio dell'organico costruito in estate. Sondaggi in corso sul mercato dei lunghi italiani per affiancare Jeremy Simmons in maniera più competitiva, ed allungare le rotazioni con quel giocatore in più che Attilio Caja aveva ventilato in caso di necessità nel corso della pausa. Le valutazioni riguardano principalmente Riccardo Cervi, 28enne pivot di 214 centimetri per 115 chili attualmente inattivo dopo aver esaurito un ciclo triennale a Reggio Emilia. L'ex azzurro, attualmente ai box per un piccolo infortunio riportato mentre si teneva in forma in attesa di chiamata, è Wfree agent italiano di maggior spicco tra quelli disponibili sul mercato. Ma anche se ancora non è pronto per scendere in campo - giovedì avrà un consulto per il via libera alla ripresa degli allenamenti, per il completo recupero dovrebbero servire tre settimane - Varese non è l'unica interessata. Sul centro del 1991 c'è infatti anche Brescia, che lo aveva invitato ad unirsi agli allenamenti di Enzo Esposito come ospite, ma con la prospettiva di un contratto per rinforzare la squadra in vista degli impegni in Eurocup della Leonessa. L'OJM aveva già preso informazioni la scorsa settimana, ma il giocatore si era orientato verso la Germani; ora il nuovo sondaggio con la prospettiva di aggregarsi al gruppo di Caja e seguire il percorso di recupero con Silvio Barnaba, preparatore che lo conosce già dai tempi della comune militanza ad Avellino. L'atleta sarebbe allettato da entrambe le proposte e non ha ancora sciolto la riserva su quale dei due inviti accettare; comunque l'eventuale inizio a Brescia oppure a Varese non sarebbe indice di una scelta definitiva per l'uno o l'altro club. Di sicuro l'OJM è interessata ad un giocatore italiano in grado di garantire 15-20 minuti di sostanza nel pitturato come Cervi (8,6 punti, 5,1 rimbalzi e 1,6 stoppate di media lo scorso anno a Reggio Emilia; 6,8 punti e 4,1 rimbalzi di media in 7 stagioni tra i professionisti). Chiaramente un profilo di spessore molto superiore a quello di Luca Gandini, che pur con grande volontà ed abnegazione sta faticando a prendere il ritmo della serie A: le cifre delle prime 4 gaie si limitano a zero punti e 5 rimbalzi in 20 minuti. La scommessa intrigante di puntare su un centro di riserva con tanta disponibilità e stipendio relativo, liberando risorse da investire sugli elementi cardine - su tutti Mayo e Vene, che 12 mesi fa avevano detto no a salari più bassi - del quintetto base, si è rivelata vincente sul piano economico, ma meno performante su quello tecnico. Oggi Jeremy Simmons viaggia a 33,8 minuti di media a partita, di gran lunga il più utizzato da Caja: da qui l'idea di aggiungere qualità alle spalle del titolare per alzaie il livello della competitività della squadra. E se Cervi preferisse Brescia? A meno di cercare un' altra scommessa in A2, il mercato offre poche alternative pronte all'uso. Il 29enne polacco con formazione italiana Jakub Wojchiekowski (6,9 punti e 3,8 rimbalzi lo scorso anno a Brindisi) sta recuperando da un intervento alla schiena effettuato ad agosto e a sua volta non sarà pronto per qualche settimana. Giuseppe Sciascia
  13. Varese, istruzioni per l’uso dopo le prime tre gare di campionato. Ecco il borsino di casa OJM al cambio delle aspettative iniziali per ogni singolo. CHI SALE Lo scettro di miglior rimbalzista della serie A dopo 4 turni è significativo dell’impatto positivo con la massima serie di Jeremy Simmons. Doppia... doppia media per il centro ex Montegranaro (10,0 punti e 10,3 rimbalzi) che sfrutta gli spazi aperti dai compagni - Mayo in primis ma pure Vene - per raccogliere dentro l’area col 66% da 2; migliorabile il 28% in lunetta ma, dopo l’esordio sofferto contro Sassari, le due prove dominanti della difesa OJM portano la firma del suo pivot titolare. Freccia in su al di là del partitone contro la Fortitudo Bologna per Ingus Jakovics, adrenalinico sesto uomo (8,3 punti in 14,3 minuti) capace di strappare il posto a Milenko Tepic con la sua capacità di aggredire la partita sui due lati del campo. Superiore alle aspettative anche l’impatto di Nicola Natali: l’ala di Montecatini era partito da sesto esterno, nel cambio Jakovics-Tepic guadagnerà spazio. Da lui non ci si aspettano punti (2,7 in 14,3 minuti) ma difesa e sostanza, il più 8,3 di plus/minus è indicativo della sua efficacia. STAZIONARI Josh Mayo e Siim Sander Vene erano i pezzi pregiati della campagna acquisti estiva ed i fulcri tecnici e caratteriali del gruppo costruito dalla società biancorossa. Le risposte del campo hanno confermato il loro valore: il play ex Bonn è il punto di riferimento dell’attacco (18,7 punti e 4,3 assist) ma soprattutto ha già in mano le chiavi della squadra nella gestione dei ritmi e delle scelte di gioco. L’ala estone è il leader silenzioso della difesa e il regista occulto dell’attacco già apprezzato due anni fa; rispetto ai mesi finali del 2017/18 ha aumentato l’impatto offensivo (12,0 punti col 63% da 2 e il 41% da 3). Il rendimento dei due pilastri è all’altezza delle aspettative, così come quello di Matteo Tambone e Giancarlo Ferrero: l’esterno romano ha nascosto alla meglio l’assenza di Clark con una presenza sostanziosa al di là delle cifre (8,7 punti in 28 minuti col 30% da 2 e il 29% da 3), il capitano finora ha prodotto poco in attacco (5,3 punti col 41% da 2 e il 33% da 3) ma ha dato sempre concretezza in retroguardia. CHI SCENDE Adeguamento al sistema Caja ancora in corso per L.J. Peak: passare dalla deregulation con solisti del mitra come Dominique Johnson e Tony Mitchell della stagione passata a Pistoia alle rigide esecuzioni OJM non è facile, però l’ala ex Georgetown dev’essere più aggressivo in attacco (8,7 punti con soli 7,3 tiri a partita) e più lucido in difesa evitando di caricarsi di falli in poco tempo. Impatto difficile con la A anche per Luca Gandini: il 34enne esordiente nel massimo campionato non lesina impegno e sacrificio difensivo (1,7 punti in 5,3 minuti) ma in attacco non è un fattore (0 punti in 3 gare) e al momento Simmons è imprescindibile con i suoi 33 minuti di media. E poi c’è l’incognita Jason Clark: nello scrimmage contro Bergamo l’ex Francoforte ha mostrato tiro frontale, trattamento di palla e aggressività difensiva, caratteristiche che lo accomunano a quelle della maggior parte dei componenti del reparto esterni OJM. L’auspicio è che la guardia del 1990 possa aggiungere alla manovra la capacità di saltare l’uomo in penetrazione e ridurre la dipendenza dell’attacco biancorosso dalle percentuali dall’arco. Giuseppe Sciascia
  14. Ingus Jakovics ha conquistato l’Enerxenia Arena con i 19 punti depositati nel canestro della Fortitudo. Il mix di produttività offensiva ed aggressività difensiva profusa dall’esterno lettone ha dato la carica all’OJM, ed ha galvanizzato anche i tifosi che lo hanno eletto Mvp. C’è chi si è spinto a paragonare la guardia del 1993 al primo Avramovic; di sicuro a fine gara erano in tanti ad auspicare la sua conferma a tempo indeterminato (la società è già all’opera per accontentarli, ndr) modificando l’attuale situazione contrattuale che lo vede vincolato solo fino al 30 ottobre. «Al momento non ci penso, cerco solo di dare il massimo ogni volta che ho l’occasione di scendere in campo e guadagnarmi la fiducia del coach – così Jakovics racconta il suo stato d’animo sul suo posto di lavoro ancora precario - Solo Dio può sapere cosa cosa accadrà al 30 ottobre, la cosa importante per me è aiutare Varese a vincere il maggior numero possibile di partite. Di sicuro qui mi trovo molto bene e mi ha fatto molto piacere che i tifosi mi abbiano votato come Mvp del match contro la Fortitudo». Dallo 0/6 da 3 contro Sassari al 6/6 iniziale di domenica: un bel salto in avanti... «La prima partita era stata terribile, ma a Trieste avevo già fatto meglio; domenica è andata molto bene, un passo dopo l’altro sto cercando di abituarmi al livello del campionato italiano. Però la vittoria è stata frutto di una prova corale, io ho cercato soltanto di farmi trovare pronto ed entrare subito in partita quando sono entrato. Il risultato è stato positivo ma il merito del successo è della squadra». Triple a parte i tifosi l’hanno apprezzata molto per l’aggressività che mette sempre in campo in difesa... «È la prima cosa che l’allenatore mi chiede: tutto parte dalla difesa, cerca di essere aggressivo e mettere sempre energia in tutto quello che fai. Sull’importanza dell’aggressività il coach non perde occasione per ricordarcelo ogni volta che in spogliatoio prepariamo le partite con i video. Ritengo che domenica lo abbiamo accontentato in maniera ottimale, mettendo in campo un’intensità costante che è stata risolutiva nel piegare la resistenza degli avversari». Difesa di squadra e circolazione di palla, armi vincenti che fanno parte del bagaglio standard di coach Caja... «Abbiamo messo in campo una difesa molto intensa per 40 minuti: anche quando abbiamo commesso degli errori l’aggressività è stata sempre molto elevata, abbiamo cercato di pressare sempre la palla e negare ricezioni pulite per sporcargli ogni tiro e costringerli a prendere soluzioni complicate. Siamo stati bravi a mandare la Fortitudo fuori ritmo e questo ci ha facilitato molto il compito». Più 30 a Trieste e più 23 contro la Fortitudo: la vera OJM è quella delle ultime due gare? «Questa vittoria così netta che segue un altro scarto ampio a Trieste ci dà modo di ritrovare il feeling con i tifosi che all’esordio contro Sassari erano stati numerossimi. Ora col lavoro in palestra siamo cresciuti: la rotta è quella giusta, e vogliamo continuare a percorrerla». Giuseppe Sciascia
  15. L'Openjobmetis chiude col sorriso il percorso delle amichevoli precampionato. La truppa di Attilio Caja diverte e si diverte nella prima uscita ufficiale a Masnago: l'appeal relativo della Sam Massagno produce un vernissage casalingo in versione pochi intimi (non più di 700 presenti). Ma Varese onora l'impegno mettendo in campo energia e voglia di mettere a punto i meccanismi a meno di una settimana dalla prima vera palla a due stagionale. Lo spessore relativo dello sparring partner dà valore parziale alle indicazioni dell'ultimo test di preparazione ma, alla prova del campo, il sistema offensivo funziona, con una circolazione di palla fluida e costante che arma le tante mani calde sul perimetro. Così prima Vene, poi Jakovics e infine Tambone alimentano a suon di triple la qualità della costruzione del gioco: la Sam prova a reagire al primo scossone (17-14 al 7' dopo il 14-4 del 4'), ma quando l'OJM accende il motore dal perimetro il gap si dilata in fretta (31-14 al 13' e 48-31 al 20' ). Poi nel secondo tempo Varese dilaga rapidamente (60-33 al 23') quando Peak accende il motore del contropiede e regala qualche spunto acrobatico importante insieme a Simmons. Negli ultimi 15' l'attacco biancorosso se la cava bene anche conno la zona 2-3 proposta dalla Sam, c'è gloria anche per i giovani con De Vita a referto per fissare il punteggio finale. Ma il livello di opposizione - fisica prima ancora che tecnica - messo in campo dagli svizzeri è fisiologicamente relativo: fra sei giorni, contro una big da seconda fascia come la Dinamo, Varese saprà replicare lo stesso rendimento offensivo? Di sicuro la squadra di Attilio Caja, in versione più fresca di gambe e di testa rispetto allo scorso weekend a Parma, ha beneficiato del rientro del suo leader Josh Mayo in regia, liberando al meglio le doti balistiche di Tambone e di uno Jakovics vivace e pungente. A tutt'oggi il lettone - tra tiro e pressione sulla palla - è più pimpante e di conseguenza performante rispetto a Tepic, che sa muoversi sul campo ma è penalizzato da una condizione non ottimale e sicuramente inferiore rispetto a quella dei compagni: quando tornerà Jason Clark si creerà un ballottaggio per lo slot del sesto straniero fra l'ex Ventspils e il serbo? Nel frattempo il campo ribadisce lo status da "mister utilità" di Vene, in versione mano calda dall'arco, mentre la palma di giocatore più adrenalinico è già saldamente nelle mani di L.J. Peak, erede anche in questo ruolo di Aleksa Avramovic (con l'auspicio che accorci i tempi di maturazione rispetto ai 3 anni dell'esterno serbo...). Alla fine un allenamento tonificante ma anche rinfrancante per una Varese già votata al basket di Caja per disponibilità a passarsi la palla e attitudine difensiva. Ora bisogna migliorare e cesellare i dettagli, che nel sistema OJM così attento ai particolari sono spesso quelli che fanno la differenza; giovedì prossimo contro Sassari e poi domenica a Trieste arriveranno risposte più probanti alle domande che ancora ruotano attorno alle prospettive della nuova stagione biancorossa. Giuseppe Sciascia
  16. L'Openjobmetis versione 2019/20 scatterà dalle retrovie nella griglia di partenza della stagione alle porte. I riscontri del precampionato - concluso con 2 vittorie e 3 sconfitte il ciclo degli antipasti della serie A - confermano le stime prudenziali di Attilio Caja nel valutare la nuova Varese in rapporto ad un gruppo di avversarie molto più agguerrite del passato. Quello del coach pavese non è maniavantismo, ma realismo: le 7 novità del roster allestito in estate - soprattutto con il restyling completo dei 6 stranieri - tolgono all'OJM il vantaggio della conoscenza reciproca che lo scorso anno fu la chiave della partenza sparata in modalità secondo posto dopo 13 giornate. La Varese di Parma e Pavia ha mostrato qualche luce ma anche qualche ombra, soprattutto sul fronte offensivo dove il volume del gioco macinato dal collettivo biancorosso è stato sufficiente solo quando - contro Cremona e Roma - le percentuali dall'arco l'hanno supportata. Il primo limite oggettivo riguarda la precocissima perdita di Jason Clark: la guardia titolare non è mai stata a disposizione di Attilio Caja e dovrà riuscire a tornare in corsa entro il 20 ottobre senza l'ausilio delle amichevoli di preparazione. Dietro il titolare poi ci sono due elementi in ritardo come Milenko Tepic (partito dopo gli altri e attualmente quello più fuori sintonia con il sistema Artiglio) ed Ingus Jakovics, il sostituto a termine di Clark. Al di là degli spunti positivi di Tambone - più da realizzatore che da costruttore - il potenziale offensivo del reparto esterni dell'OJM è al momento limitato, anche perchè L.J. Peak- l'unico del roster a possedere forza fisica ed atletica - viaggia ancora a fasi alterne nel trovare il feeling col sistema biancorosso. Insomma oggi le certezze di Caja sono i soliti noti Mayo e Vene più un Simmons superiore alle aspettative ma pur sempre bisognoso di ambientarsi in serie A e affinare la conoscenza dei meccanismi difensivi. Tempo, lavoro ed auspicabilmente salute aiuteranno l'OJM a crescere; al momento però lo stato di avanzamento dei lavori del cantiere biancorosso è più simile alla partenza di due anni fa - quando i volti nuovi erano 8 e Varese chiuse ultima al giro di boa di metà stagione - rispetto a 12 mesi fa. Per questo Attilio Caja predica prudenza nell'inquadrare le ambizioni biancorosse e richiede pazienza per raggiungere la messa a punto ottimale della squadra. Le amichevoli di preparazione non hanno mostrato una OJM in grado di competere per i playoff; i margini sono da ricercare nel ritorno di Clark e nella progressiva crescita della panchina (e se quando rientrerà la guardia titolare Jakovics dovesse aver convinto più di Tepic?). Oggi come oggi però Varese dovrà prima di tutto guardarsi le spalle; e alla luce un calendario in salita nelle prime dieci giornate evitare aspettative eccessive, tenendo ben centrata la barra sull'obiettivo minimo della permanenza in serie A... Giuseppe Sciascia
  17. L'Openjobmetis indossa l'abito di gala per regalare una serata da profeta in patria ad Attilio Caja. Prima vittoria contro una futura avversaria per Varese, che schianta alla distanza Cremona con una prova balistica scintillante (60% dal campo con 13/23 da 3) abbinata ad una ripresa di elevato spessore difensivo. Nella sfida valida per il Memorial Di Bella e contrassegnata dalle assenze dei rispettivi leader - Mayo per i biancorossi e Diener per la Vanoli - i prealpini scacciano i cattivi pensieri post Parma con una gara brillante sul piano del ritmo e della qualità offensiva. Varese più pimpante e meno preoccupata, tante note positive per i singoli: molto bene Tambone in regia (5/7 al tiro, 8/9 ai liberi e 4 assist) in assenza del play titolare abbuiando pericolosità dall'arco e personalità nel dirigere il traffico davanti agli occhi del suo estimatore Meo Sacchetti, ma anche Jakovics ha dimostrato di potersi rendere utile alla causa fra triple e geometrie. Tanta sostanza profusa da un Vene in modalità play occulto oltre che con la mano torrida dalla distanza; ma con la squadra più fresca di gambe e di testa a beneficiarne maggiormente sono stati L.J. Peak e Jeremy Simmons. L'ala statunitense ha prodotto qualità e quantità riempiendo le caselle dello scout (6/8 al tiro, 4/4 ai liberi, 6 rimbalzi e 3 assist), mentre il lungo ex Montegranaro, una volta prese le misure agli atipici della Vanoli, ha fatto valere la sua profondità interna sotto entrambi i canestri. Alla fine 5 giocatori in doppia cifra compreso capitan Ferrero, bravo a dare la scossa dopo il meno 11 di metà secondo quarto; nell'inedito run&gun del PalaTreves si è comunque apprezzata una Varese capace di macinare basket champagne grazie alle medie brillanti dall' arco... Sin dall'avvio OJM più frizzante in attacco rispetto alle due uscite di Parma, ma il moto perpetuo di una Vanoli in versione cavalleria leggera firma i primi vantaggi cremonesi sfruttando il talento di Saunders e il dinamismo di Akele (10-16 al 5'). Varese cerca ma non sfratta sempre i mismatch, e nonostante le fiondate di Vene la Vanoli tiene il comando con le triple di Palmi e Tiby (24-32 al 13'). Sparatoria continua con Cremona che allunga sul 25-36 del 14', ma la truppa di Caja trova ritmo balistico con una tripletta dall'arco di Peak e Ferrerò che ricuce sul 41-42 del 17'. Dopo l'intervallo l'OJM completa la rimonta e mette la freccia con le scariche dall' arco di Jakovics e Tambone (50-49 al 23'). La difesa funziona meglio (12 punti subiti nel terzo quarto) con Simmons che diventa un fattore a centro area; Peak lascia il segno in penetrazione e la piog-giadi triple (7/10 nella frazione!) alimenta la fuga progressiva biancorossa (68-59 al 27') fino al 74-61 dell'ultima frazione propiziato dai dardi di Natah e Vene. Varese in controllo fino al rotondo 83-63 del 33', poi la Vanoli aggredisce e risale sull'88-79 del 36', ma l'MVP Tambone piazza la tripla della staffa. Alla fine sorrisi e serenità in casa OJM, oggi riparte l'ultima tranche della campagna abbonamenti mentre stasera la truppa di Caja sarà in vetrina in piazza Monte Grappa per la presentazione ufficiale alla città. Giuseppe Sciascia
  18. L'Openjobmetis tira un sospirane di sollievo per Josh Mayo. Gli esami specialistici svolti nella mattinata di ieri hanno escluso complicazioni serie per il playmaker statunitense dopo l'infortunio traumatico - piede su piede e ginocchio destro girato - nel finale del match di domenica contro Cantù al Memorial Bertolazzi. Smorzate le preoccupazioni che nell'immediato post partita avevano fatto temere un problema serio: il cestista del 1987 ha riportato una distorsione al ginocchio, escludendo però il coinvolgimento di legamenti e menischi. Mayo ha già iniziato un programma specifico di riabilitazione, l'obiettivo è riaverlo in gruppo per l'inizio della prossima settimana e schierarlo per il test finale del precampionato in occasione del vernissage casalingo di venerdì 20 settembre contro la Sam Massagno. La truppa biancorossa tornerà in palestra oggi per preparare l'appuntamento con il Memorial Aldo Di Bella: consueto ritorno a casa per Attilio Caja, per una sera profeta in patria nella sua Pavia per ricordare l'ex dirigente e padre dell'azzurro Fabio, che porterà in tribuna gli oltre 500 ragazzi della sua società giovanile Here You Can. Di fronte all'Openjobmetis ci sarà la Vanoli Cremona che presenterà per la prima volta in panchina Meo Sacchetti, di ritorno in Italia nella tarda serata odierna dopo aver concluso l'avventura con la Nazionale ai Mondiali. Pur senza Mayo, i biancorossi andranno in cerca della prima vittoria negli anticipi della futura serie A dopo lo zero su due di Parma contro Brescia e Cantù. Il play statunitense mancherà sicuramente anche nel secondo atto a Parma in programma nel weekend (semifinale alle 21 di sabato contro la Virtus Roma). Al di là dei risultati del campo, serve però aumentare l'energia ritrovando la verve di Bormio: vero è che la serie A italiana propone un livello fisico inferiore ma un livello atletico superiore rispetto alle avversarie internazionali dei Valtellina Circuit, ma nel weekend del Bertolazzi Varese è parsa troppo spesso sulle gambe. L'auspicio è che le tre partite in programma nei prossimi 5 giorni aiutino l'OJM ad andare in forma giocando... Giuseppe Sciascia
  19. L'Openjobmetis chiude all'ultimo posto il Memorial Bertolazzi. Una fiondata da lunghissima distanza di Corban Collins costa la sconfitta alla squadra di Attilio Caja nella finalina del quadrangolare di Panna. Il maggior brio offensivo rispetto alla semifinale contro Brescia, garantito da un impatto balistico promettente dell'ultimo arrivato Jakovics, non basta a Varese per sbloccarsi negli anticipi della futura serie A. Così la giovane Acqua San Bernardo, senza l'infortunato Clark e in attesa di inserire l'ultimo arrivato Young, prevale in volata contro un'OJM povera di continuità nell'arco di una partita all'insegna dei troppi alti e bassi. Al di là della sconfitta, a preoccupare il clan biancorosso è l'infortunio di Josh Mayo: il play statunitense è uscito nel finale per una botta al ginocchio destro dopo un contatto a centroarea, oggi gli esami specialistici verificheranno l'entità del problema, da verificare prima di tutto la presenza del leader biancorosso nel prossimo test in programma mercoledì sera a Pavia contro la Vanoli Cremona (già orientata verso il cambio del pivot Darrell Williams, sarà la prima in panchina per Meo Sacchetti di rientro dalla Cina). Effimera la partenza a razzo biancorossa col 15-2 iniziale che aveva dato segnali positivi al gruppo di tifosi al seguito de II Basket Siamo Noi. L'energia dalla panchina prodotta da Pecchia e Rodriguez -forze fresche pescate in A2 dal club brianzolo - ha permesso alla squadra di Pancotto di ricucire sul 21-15 del 10', poi nel secondo quarto di nuovo attacco ingessato per l'OJM che al di là di qualche dardo di Tambone e Natali ha faticato a trovare ritmo con continuità. Primo sorpasso canturino nella fase finale del terzo quarto con Wilson ispirato, Mayo e Natali hanno riportato a contatto la truppa di Caja fino al 70 pari del 37', ma l'infortunio del play titolare biancorosso ha tolto una pedina chiave nel rush conclusivo. Varese ha annullato il primo match ball con una tripla di Tambone a pareggiare a quota 74 dopo un 2+1 di Collins; il triplone da 8 metri abbondanti sganciato a 2" dal termine dalla guardia americana pescata in Svezia regala però il successo all'Acqua San Bernardo con la preghiera finale dei prealpini che non ha esito positivo. Nel complesso una OJM poco brillante dal punto di vista fisico, aspetto che ha condizionato anche la fase mentale del gioco: serve ritrovare la brillantezza di Bormio in vista del trittico di test - mercoledì a Pavia, poi sabato e domenica di nuovo a Parma con Roma e Trieste - che porteranno Varese a 10 giorni dalla prima contesa con in palio due punti. Giuseppe Sciascia
  20. L'Openjobmetis Varese tiene testa con onore alla corazzata Efes Istanbul. La truppa di Attilio Caja gioca alla pari per 25' con i campioni di Turchia, e conferma le sensazioni positive sul piano dell'identità corale già metabolizzata dalla nuova Varese. La cinquantina di tifosi saliti fino a Bormio per rivedere Bryant Dunston si gode nuovamente un Jeremy Simmons in gran spolvero (anche 11 rimbalzi oltre al 7/7 da 2 confermando una dimensione intrigante nel tiro dalla media per il nuovo pivot biancorosso). Il centro ex Montegranaro è la nota più positiva delle prime due amichevoli di questa intensa pre-season, nella quale l'OJM ha mostrato di tenere botta anche contro avversarie di taglia fisica nettamente superiore. Sul perimetro manca invece all'appello un giocatore che possa dare supporto con continuità a Mayo, sgravando il nuovo playmaker dalla doppia dimensione creativa e realizzativa: nei piani della società questo giocatore doveva essere Jason Clark: la sua assenza però si fa sentire nel creare alternative al tiro da 3 punti che, come e più dell'anno scorso, è in questa fase iniziale della stagione la cartina di tornasole della qualità dell'attacco bianco-rosso in vista della stagione entrante. Così quando l'Openjobmetis parte a razzo sull'asse Tepic-Vene si registra un rombante 15-5 iniziale, ma alla distanza la manovra di Varese perde progressivamente smalto dal perimetro (alla fine 8/36 da 3) e le troppe palle perse banali costano carissime alla truppa di Caja. Per due volte Varese ha la forza di replicare alle accelerazioni della formazione turca (50-50 con due triple di Tambone dopo il 43-50 del 54' e ancora 60-64 al 35' con due dardi di Vene dopo il meno 11 di inizio quarto periodo). Ma il volume balistico prodotto dagli esterni biancorossi, complice anche la comprensibile stanchezza per la gara di mercoledì contro il Galatasaray, non è sufficiente per coronare gli sforzi difensivi di una OJM mai in imbarazzo nei duelli a rimbalzo contro un parco lunghi da Eurolega (out solo l'infortunato Moerman oltre al nazionale serbo Micic). Nel complesso la nuova Varese ha convinto per spirito e coesione, sicuramente alcuni meccanismi sono da limare ma la disponibilità ad interpretare in fretta il basket di Caja è massima da parte di tutti gli effettivi. Oggi e domani si torna in palestra in vista dell'ultimo test del trittico internazionale di Bormio: domenica contro i russi dell'Enisey Krasnojarsk ci sarà anche Ingus Janovics, l'esterno lettone scelto per sopperire all'infortunio di Jason Clark. Al 26enne atleta ex Ventspils il compito di aggiungere un pizzico di pepe ad una OJM lineare e concreta ma bisognosa di maggior brio sul perimetro per non sovraccaricare di responsabilità il suo leader Josh Mayo. Giuseppe Sciascia
  21. L'Openjobmetis inaugura col sorriso il cammino del precampionato e si getta alle spalle la tegola Clark. La formazione di Attilio Caja piega con autorità il Galatasaray nella tappa inaugurale del trittico internazionale al Valtellina Circuit. Pur senza la guardia titolare e col suo alter ego Tepic ancora arrugginito dopo lo stop dei primi 10 giorni di stagione, Varese impone il suo maggior coefficiente agonistico agli incompleti turchi (oltre ai tre nazionali, out anche gli infortunati Arapovic e Whittington). I biancorossi giocano una partita gagliarda sul piano dell'intensità, pur commettendo errori di concetto e di misura (vedi il 4/25 finale da 3). Ma nell'arco dei 40 minuti il moto perpetuo in difesa (25 perse per il Gala!) paga dividendi elevati e conferma la matrice già acquisita dell'identità tanto cara a Caja. Chiaro come il volume del gioco espresso debba aumentare per evitare passaggi a vuoto come quello nel finale del primo quarto (dal 9-2 del 4' al 9-14 del 10'), ma è altrettanto chiaro che si tratta di un problema da risolvere attraverso l'innesto di mercato in fase di invididuazione per tappate la falla aperta dall'infortunio di Clark. Perché se da un lato è evidente come Josh Mayo abbia già in mano le chiavi del gioco nella gestione dei tempi di esecuzione della manovra, dall'altro è altrettanto evidente la necessità di affiancale al playmaker ex Bonn un altro esterno capace di costruire e finalizzare il gioco. Per questo i primi profili europei di Mesicek e Dulkys (più guardie-ali che guardie-play) sono stati scartati, mentre gli oltre 250 mila dollari chiesti ancora oggi da Rich lo pongono ampiamente fuori dai radar biancorossi. Però la nuova Varese conferma di assomigliare ancora tanto a quella vecchia nel modo di stare in campo con aggressività e concentrazione: la difesa tra recuperi e ripartenze è la chiave per sbloccarsi nel secondo quarto (20-16 al 5') e accelerare con decisione in avvio del terzo quando Vene e Peak salgono di tono (42-26 al 25'). Qualche passaggio a vuoto offensivo nell'ultima frazione respinto da un dardo di Tepic per ricacciare indietro i turchi dopo il massimo sforzo sul meno 7 del 35'. Nel complesso, dunque, un'OJM non ancora frizzante ma grintosa, con spunti particolarmente positivi per Jeremy Simmons: al di là di statistiche clamorose (9/9 da 2 e 11 rimbalzi) il nuovo lungo biancorosso punisce puntualmente i mis-match dentro l'area e mostra doti atletiche importanti con un campionario di schiacciate davvero intriganti. Un pivot così mobile e agile non si vedeva dai tempi di Dunston, paragone ovviamente irriverente ma la sensazione è che l'acquisto sia comunque azzeccato. E comunque oggi al Pentagono (palla a due alle ore 18) ci sarà il confronto diretto contro l'originale, pilastro della corazzata Efes che sarà in versione ben più completa rispetto al Galatasaray. Ventiquattro ore dopo le fatiche di ieri, Varese avrà le risorse fisiche per tener testa anche ai campioni di Turchia? In attesa di riscontri positivi dal mercato, l'OJM è attesa da un test davvero improbo... Giuseppe Sciascia
  22. Matteo Tambone si presta volentieri al ruolo di Cicerone dei sette nuovi compagni per aiutarli a metabolizzare in fretta il sistema Caja. Il play romano, alla sua terza stagione in maglia OJM, spiega i compiti supplementari del gruppo dei 3 confermati italiani in questa fase iniziale della stagione: «Avendo cambiato tutti gli stranieri dobbiamo lavorare più dell'anno scorso, riprendendo il copione dei due anni precedenti a Varese: tanta collaborazione difensiva ed offensiva, giocare di squadra e dare il massimo ogni giorno. A noi confermati spetta dare l'esempio giusto nel modo di stare in palestra e in campo, ma i nuovi arrivati sono sulla stessa lunghezza d'onda e nessuno si sta tirando indietro». Di sicuro la prima sgambata a Gressoney ha mostrato un'OJM già coesa... «La prima uscita di sabato non è stata troppo impegnativa per la differenza di categoria nei confronti della Robur et Fides, però il test è stato quello giusto tenendo sempre alto il livello di intensità a dispetto della differenza di valori e del punteggio. Le sensazioni sono positive, certo non c'è più Cain che teneva uniti gli americani ed era come un secondo capitano in campo, quindi dovremo essere ancora più bravi a fare gruppo». Insomma nuovi orchestrali ma lo spartito sarà lo stesso? «La nostra identità sarà la stessa anche con giocatori diversi. Non si può certo affermare che Varese sia una squadra costruita per vincere il campionato: corazzate come Milano e Venezia in partenza non sono al nostro livello. Ma come dice sempre il coach, dando il massimo si può cercare di sorprendere qualsiasi avversaria, anche chi al momento pare fuori portata». Quale sarà la ricetta per provare a stupire? «Due anni fa eravamo partiti male e poi a suon di imprese siamo arrivati ai playoff, mentre lo scorso anno siamo stati stabilmente tra le prime otto e solo nel finale siamo usciti dalla zona playoff. Con l'impegno e la coralità si può andare oltre le aspettative: i nomi altisonanti non bastano da soli a fare la differenza, con la coralità e il sistema Varese può ancora fare bene». Come vivrà le sfide nel suo ruolo con gli acquisti bomba di Milano e Virtus Bologna Rodriguez e Teodosic? «Sarà un grande stimolo confrontarmi contro giocatori di quel livello, quando non ero ancora professionista 5-6 anni fa li ammiravo in TV. Ora giocarci contro è un sogno che si avvera: lo scorso anno ho marcato James, ora ce ne sono due ancora più forti...». Ci racconta le sue sensazioni sui nuovi stranieri? «Parto da Peak, è molto giovane ma ha un grande atletismo, se si mette lì con la testa potrà dare grandi soddisfazioni. Mayo ha grandissima esperienza ad alti livelli e conosce la pallacanestro, mentre Simmons è molto più verticale di Cain, forse fa più fatica nei movimenti difensivi ma è solo questione di abitudini, è più simile a Pelle che a Tyler. Vene lo conosciamo già: fa sempre la scelta giusta ed è un buonissimo giocatore; Tepic ha giocato nei top club europei ed ha una conoscenza del basket infinita. Clark? Dobbiamo ancora scoprirlo perché l'abbiamo visto poco, sicuramente non avremo una scheggia impazzita come Avramovic che lo scorso anno ci risolveva le partite ma sono convinto che anche Jason saprà rendersi utile alla causa». Giuseppe Sciascia
  23. Pallacanestro Varese e Valle d'Aosta gettano le basi per un rapporto duraturo. Presentata ufficialmente la partnership tra il club biancorosso e la re- gione autonoma che va al di là del periodo di ritiro in corso a Gressoney: l'accordo prevede un investimento annuale di 30mila euro già deliberato dal governo regionale: «L'accordo non lega soltanto questa parte estiva, ma anche interventi mirati sulla promozione della Valle d'Aosta a Masnago durante l'anno - conferma l'assessore regionale allo Sport e Turismo Laurent Vierin -. Per noi Varese ha un richiamo importante anche sul piano turistico. Speriamo di aver dato il meglio non solo sul piano sportivo ma anche dei rapporti umani, e confidiamo che il rapporto possa essere duraturo». Di sicuro il periodo che la squadra di Attilio Caja sta trascorrendo nella località montana, nato grazie ad un contatto fra il responsabile sponsorship Marco Zamberletti e l'assessore Arianna Follis (ex fondista bronzo olimpico a Torino 2006), sta soddisfacendo pienamente l'area tecnica biancorossa: «Per noi è difficile reperire strutture ad hoc, qui abbiamo trovato una ricettività e una disponibilità ottimali. Speriamo che la partnership possa essere duratura e auspichiamo che in futuro possano nascere ulteriori collaborazioni tra camp per i giovani e magari un quadrangolare a settembre». Applausi anche da parte di Attilio Caja, che mette Gressoney al top delle località frequentate per i ritiri: «Giro ormai da 25 anni e qui siamo sul podio: avere una struttura senza vincoli orari più sala pesi e piscina è impagabile per chi lavora in precampionato, siamo stati messi nelle migliori condizioni per fare il nostro lavoro». Il coach varesino torna poi sulle prospettive stagionali dell'OJM, esponendo con l'abituale franchezza il proprio pensiero: «Vogliamo fare il meglio possibile, ma non dipende solo da noi: ci aspetta il campionato più difficile degli ultimi anni e sarà molto duro ed impegnativo puntare ai playoff. È un obiettivo per il quale servono soldi: ci sono realtà che spendono molto di più e sedendosi al tavolo da poker con chi non ha vincoli per rilanciare è difficile arrivare a certi obiettivi». L'obiettivo dunque è quello di far rendere al meglio i giocatori a disposizione: «Sono qui per aiutarli a migliorare, è gratificante vedere elementi che incrementano il proprio status e vanno altrove a guadagnare di più. Certo se avessimo potuto tenere Avramovic, Scrubb e Cain sarei stato intellettualmente disonesto a non puntare ai playoff, però non è stato possibile. Se ci si aspetta che porti Varese ai playoff come obiettivo minimo è meglio cercare un altro allenatore perché non moltiplico pani e pesci...». La chiosa finale è per il consigliere Riccardo Polinelli: «Sono certo che anche quest'anno faremo il meglio possibile, però ricordo che questa società gloriosa ha rischiato più volte di sparire. E la nostra preoccupazione è quella di scongiurare questo rischio, chiedendo aiuto a territorio ed istituzioni». Giuseppe Sciascia
  24. Violare nuovamente le leggi della matematica attraverso le formule della chimica tecnica ed umana. L'OJM versione 2019/20 è rinnovatissima negli uomini, ma non nella filosofia e nei metodi di lavoro: Attilio Caja l'ha plasmata ad immagine e somiglianza del suo basket fatto di sostanza e coralità. E siccome la gente di Varese ha imparato ad apprezzare il pragmatismo del coach pavese visti i risultati del campo degli ultimi due anni, il credito nei confronti della nuova squadra è elevatissimo - vedi il bagno di folla ed entusiasmo di ieri -anche senza più un frontman in grado di incendiare l'Enerxenia Arena come Aleksa Avramovic. Nelle idee dell'area tecnica, la nuova OJM sarà meno adrenalinica e più costante: il fil rouge dell'esperienza e della conoscenza del gioco uniscono tutti i nuovi acquisti, ed in paricolare Mayo e Vene sono elementi capaci di migliorare il livello di rendimento dei compagni al di là del loro impatto da singoli. Ma perchè 2 più 2 arrivino a totalizzare 5 e Varese possa sognare di strappare un posto ai playoff ad una delle 10 o più società che hanno speso più dei biancorossi, quali saranno le chiavi di volta? Sfruttare al meglio le tanti mani calde dall'arco (Mayo su tutti, ma anche Vene e Clark hanno tirato oltre il 40% da 3 nella stagione passata), confidare che Simmons non faccia rimpiangere il ministro della difesa Tyler Cain e Gandini garantisca 10 minuti di impatto difensivo, auspicare che Peak segua i suoi predecessori Okoye e Scrubb nel rendere più dell'annata precedente nel ruolo chiave di ala piccola e attraverso l'esterno ex Pistoia far quadrare i conti nella lotta sotto i tabelloni, dove sulla carta l'OJM non ha uno specialista della pulizia dei cristalli in nessun ruolo. Ovvio che al contrario, se la coppia di lunghi pescati in A2 faticherà ad adeguarsi alla nuova categoria, si soffrirà nella battaglia delle aree colorate contro avversarie più stazzate e l'assenza di un terminale offensivo designato pesasse più della capacità del collettivo di estrarre un protagonista diverso a rotazione, allora l'OJM dovrà guardarsi alle spalle anziché in alto, pur con la garanzia dell'esperienza dei suoi veterani per evitare di farsi coinvolgere nella bagarre di una zona retrocessione raddoppiata col passaggio a due passi indietro in A2. Ma la stagione alle porte sarà decisiva per la partita ai vertici della società che Alberto Castelli sta giocando ormai da due anni e mezzo: il presidente di Varese nel Cuore dovrà affinare ulteriormente le sue doti da tessitore per condurre in porto le operazioni di entrata nel capitale azionario di Orgoglio Varese e Gianfranco Ponti. Alla viglia dell'entrata in vigore delle nuove regole sul fair play finanziario di Lega Basket, si tratta di una partita chiave per delineare gli scenari futuri: solo una Varese più forte grazie ad una proprietà condivisa tra consorzio e forze nuove potrà alzare l'asticella guardando a playoff e coppe europee come obiettivi minimi anziché sogni da coronare facendo meglio di quel che si spende. Altrimenti ci sarà da tirare ancora (parecchio) la cinghia, spostando l'asticella verso l'obiettivo di conservare il posto in serie A... Giuseppe Sciascia
  25. La carica dei 600 dà la spinta alla nuova Openjobmetis nel primo atto della nuova stagione. Bagno di folla iniziale per salutare la rinnovata formazione di Attilio Caja nel primo allenamento dell'annata 2019/20. Oltre seicento i tifosi accorsi all'Enerxenia Arena per vedere dal vivo i 7 volti nuovi della squadra biancorossa: un'accoglienza che ha subito trasmesso ai numerosi acquisti estivi il ruolo primario rivestito dalla Pallacanestro Varese nel panorama sportivo della provincia. Un entusiasmo genuino anche senza più un punto di riferimento di valore assoluto come Aleksa Avramovic che ha indotto coach Caja - di gran lunga il più applaudito dai supporters - a ringraziare i supporters per la calda accoglienza. «Il pubblico di Varese non tradisce mai: ringrazio tutti voi per la presenza, anche quest'anno avremo bisogno del vostro aiuto sotto forma di incitamento e partecipazione». Sin dal primo giorno l'OJM ha sudato agli ordini di Artiglio e del preparatore Silvio Barnaba: mezz'ora nel segreto dello spogliatoio per il discorso alla squadra da parte del coach e del g.m. Andrea Conti, poi tutti sul campo (salvo Mayo e Tepic che esauriranno in mattinata la pratica delle visite mediche) per la base iniziale di lavoro atletico e qualche esercizio di fondamentali con il pallone. Poi spazio ai tifosi per l'assalto ai giocatori a suon di selfie ed autografi: calore per i pochissimi confermati - in particolare per capitan Ferrero, che ha iniziato il quinto anno a Varese col contratto in tasca fino al 2022 - e tanta curiosità per i nuovi arrivati, anche se il più gettonato dei fans è stato il cavallo di ritorno Siim Sander Vene. Il mantra di Caja rimane sempre improntato sul lavoro: «Altre squadre hanno ingaggiato giocatori di nome, noi invece abbiamo puntato su elementi di sostanza: il lavoro quotidiano sarà la base per provare a fare meglio degli altri». Ma il supporto dei tifosi serve anche ad attutire il peso della fatica per seguire i dettami tecnico-tattici di Artiglio; tra i tanti tifosi presenti all'Enerxenia Arena, tra quali qualche Vip come il sindaco Davide Galimberti e Max Laudadio presente il main sponsor Rosario Rasizza, il cui rapporto con la Pallacanestro Varese vanta maggior longevità rispetto a quello di tutti componenti del roster e dello staff tecnico: «Davvero tantissima gente, un affetto e un seguito del genere rappresentano una bella cosa per la città» ha affermato l'a.d di Openjobmetis, ringraziato pubblicamente da un Attilio Caja in versione pubblicità progresso per richiamare ulteriori partner: «Grazie a chi anche quest'anno ci mette nelle migliori condizioni per operare, dunque il consorzio ed anche il cavalier Rasizza che insieme al presidente Vittorelli ci ha nuovamente dato fiducia. E spero che altri possano seguire il loro esempio, aumentando il numero di contributori che sostengano con i fatti la nostra squadra». Già, perchè i tifosi accorrono anche per un allenamento senza basket solo per vedere dal vivo i loro nuovi beniamini, ma alla voce sponsor servono novità per riempire qualche spazio rimasto vuoto sulle maglie. Per la prima uscita della nuova OJM serviranno ancora 20 giorni, e per la prima palla a due con due punti in palio ci vorranno 7 settimane. Ma gli oltre 600 tifosi presenti ieri a Masnago confermano che Varese possiede una insaziabile fame di basket a prescindere da chi veste la sua maglia. A patto ovviamente che dia il massimo per onorarla al meglio, ma sotto questo aspetto il credo di Attilio Caja è la miglior garanzia perchè chi arrivi all'Enerxenia Arena ne condivida l'etica del lavoro... Giuseppe Sciascia
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