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  1. Quattro caselle piene e sei ancora da riempire per costruire nei prossimi due mesi l'Openjobmetis che verrà pronta all'appello del raduno dell'8 agosto. Dei (quasi) 900mila euro da investire sul monte stipendi netto della stagione ventura, Varese ne ha allocati poco meno di 250mila con i contratti già firmati. Tra l'accordo già in essere con Matteo Tambone, i rinnovi di Giancarlo Ferrero e Nicola Natali e il contratto annuale fresco di firma di L.J. Peak, il club biancorosso ha riempito gli spot di ala piccola titolare e di cambio di guardia, ala piccola ed ala forte. Ma il gruzzoletto ancora a disposizione, poco meno di 650mila euro, dovrà servire per ingaggiare i calibri pesanti di un roster che rispetto all'annata appena conclusa prevederà una distribuzione diversa delle risorse. Una fetta attorno al 20 per cento andrà investita per convincere Tyler Cain a sposare nuovamente la causa biancorossa: il pilastro del sistema difensivo è un giocatore sul quale l'OJM è disposta ad investire, e l'ulteriore ritocco della proposta inviata da Andrea Conti nei giorni scorsi lo dimostra. Ma non a svenarsi, come chiederebbe oggi l'agente straniero per chiudere oggi la trattativa, con un incremento del 60% rispetto al salario dell'anno passato. La sensazione è che la quadra si troverà, e che Cain sarà uno dei tre pezzi forti della formazione biancorossa nell'ambito di economie di scala in fase di messa a punto. Se nel 2018/19 lo starting five biancorosso prevedeva salari su livelli molto simili per tutti i suoi componenti, la strategia di mercato attuale prevede la volontà di piazzare un paio di colpi pesanti in due ruoli strategici tra playmaker o guardia ed ala forte. Altre fette da 20 per cento delle risorse restanti per un giocatore di qualità sul perimetro che dovrà dare un'impronta marcata alla squadra, preferibilmente in regia ma in alternativa anche un realizzatore, e per il ruolo di secondo lungo di supporto (auspicabilmente) a Cain. Di fatto il mercato di Varese è fatto ad incastri: Peak è una scommessa ragionata a costi abbordabili che dovrà fungere da raccordo tra esterni e lunghi, così come un altro giocatore del quintetto - il play o la guardia a seconda degli snodi delle trattative - sarà un giocatore con profili e costi simili a quelli dell'ex Pistoia che pesa per circa il 10 per cento delle risorse. Investimenti forti sul quintetto uguale disponibilità relative per la panchina: il cambio degli esterni con capacità di dare supporto anche in regia (dunque più perimetrale rispetto ai Bertone e ai Salumu della stagione passata) avrà comunque un profilo di buon livello trattandosi del sesto uomo della rotazione. Per ricavare risorse in più rispetto al 2018/19 e sterilizzare gli aumenti fisiologici relativi ai rinnovi con gli italiani e (auspicabilmente) Cain il risparmio principale sarà quello sul profilo del pivot italiano di riserva, ruolo nel quale - se ci sarà ancora il centro del Minnesota - servirà un giocatore più solido che appariscente per 8-10 minuti di energia. E nei contratti di 11° e 12° giocatore, iniziando a coinvolgere gli atleti dell'Academy biancorossa nel giro della serie A. Giuseppe Sciascia
  2. Riesplode l'entusiasmo dei tifosi OJM nel giorno della firma di LJ. Peak. La formalizzazione definitiva dell' intesa tra Varese e l'ala del South Carolina - contratto annuale respingendo l'ultimo assalto in extremis di Pistoia - non ha effetti diretti sull'apertura della campagna abbonamenti, che ha confermato l'amore incondizionato dei fedelissimi disposti a sottoscrivere alla cieca la tessera stagionale. Al momento il club biancorosso ha quattro certezze (Ferrero, Tambone, Natali e da ieri Peak), al di là della trattativa con Tyler Cain che però ristagna per le richieste dell'agente straniero, ma c'è chi come Claudio Colombo - il primo abbonato della stagione 2019/20 - si è presentato all'Enerxenia Arena alle 6 del mattino, dunque 10 ore prima dell'apertura delle porte, per bruciare sul tempo altri innamorati dei colori biancorossi. L'imprenditore di Venegono, che ha sottoscritto 4 tessere per tutta la famiglia in Tribuna Gold, stimola Varese a costruire una squadra ambiziosa: «Il basket lo devi amare, altrimenti non verresti al buio a Masnago alle 6 del mattino - racconta Colombo -. Sono rimasto un po' deluso per il finale della stagione passata, vero che il budget fa la differenza, ma mi sarebbe piaciuto rischiare su una sostituzione di Archie scommettendo sull'arrivo ai playoff per recuperale l'investimento. Un sogno per il mercato? Adrian Banks». L'accordo già blindato con Brindisi renderà impossibile accontentarlo, mentre la richiesta del secondo abbonato biancorosso. il legnanese Emanuele Macchi che ha sottoscritto la tessera Under 24 in Curva Nord, è teoricamente praticabile: «Sono abbonato dal 2011, mi aspetto una squadra che combatta sempre come quella della stagione appena conclusa, ma spero in qualche sogno in più nel cassetto provando a puntare ai playoff. Il mio sogno di mercato? Il ritorno di Mike Green». Ipotesi che fa parte del listone delle idee al vaglio - anche se i costi del 34enne ex Indimenticabili sono ancora elevati - pur con Siim Sander Vene e Tyler Larson più caldi nell'elenco degli ex considerati nelle strategie di mercato. «La società opera sempre bene, speriamo di ripetere la bella stagione passata coronando il tutto con i playoff. Mi piacerebbe rivedere Chris Wright» aggiunge Edoardo Scola, storico abbonato in Galleria e terzo nella classifica dei più veloci. Il primo abbonato Under 14 è stato il giovanissimo Tommaso Badò, iscritto ai corsi di Minibasket della Robur et Fides che assieme alla famiglia - mamma, nonna e zia - ha sottoscritto la tessera in Galleria. Per i fedelissimi più veloci foto di rito con Attilio Caja e premi con i gadget biancorossi. Dopo la cinquantina di presenti all'apertura delle 16, l'affluenza nella sala Giancarlo Gualco è stata costante per tutto il pomeriggio. Alla chiusura delle 20 sono state 170 le tessere staccate al primo giorno: si continuerà fino a sabato per provare a battere quota 1.065 tessere della prima fase di 12 mesi fa. Giuseppe Sciascia
  3. Varese è pronta a riempire il primo tassello dello starting five della prossima stagione. Accordo di massima raggiunto tra il club biancorosso e L.J. Peak: le parti avrebbero convenuto sui dettagli relativi al contratto, per le firme serviranno i tempi tecnici per lo scambio dei documenti in base a quanto concordato nelle ultime 48 ore, ma dovrebbe trattarsi di una semplice formalità. Dunque la prima X ad essere svelata sarà quella dell'ala piccola, ruolo naturale del 23enne esterno del South Carolina che in maglia OJM cercherà il salto di qualità dopo una promettente stagione d'esordio in Italia a Pistoia (con i toscani che hanno tentato l'ultimo assalto per non perdere l'unico giocatore applaudito dai tifosi in occasione della sconfitta casalinga dell'OriOra nel turno finale della regular season contro Avellino). La scelta del primo titolare, che piace per il potenziale da sviluppare e per le sue doti da uomo di raccordo alla Scrubb (con meno impatto a rimbalzo ma molto più trattamento di palla) darà un indirizzo alle prossime scelte per completare il puzzle. Puntare su un giovane emergente come Peak -con un contratto inferiore alle 6 cifre - permetterà all'OJM di investire cifre superiori in almeno uno dei due ruoli perimetrali vacanti. Varese vuole un bomber e un leader che rimpiazzi Avramovic sul quale costruire la spina dorsale del roster, e un giocatore che dà equilibrio a cifre ragionevoli come l'ex Pistoia è il giusto complemento da affiancarli. Questione di chimica d'insieme ma anche di economie di scala nell'allocazione delle risorse, aspetto fondamentale per far fruttare al meglio le quelle disponibili. Di fatto ogni tessera che entra nel puzzle dell'organico OJM restringe a poco a poco il campo per le scelte successive: Peak spinge il mercato biancorosso verso una certa direzione sul perimetro, dove però ci sono ancora svariati incastri per i due moli chiave: col play realizzatore si cercherà una guardia d'appoggio, con un bomber alla Avramovic arriverà invece un regista d'ordine che sia però più incisivo di Moore. E nel settore lunghi? Per il momento nessuna risposta definitiva da Tyler Cain, per firmare subito il lungo del Minnesota chiederebbe un piccolo ritocco dell'offerta, nel frattempo l'agenzia valuta alternative alla proposta dell'OJM che però ha il fascino del biennale garantito per un giocatore di 31 anni perfetto per il sistema Caja ma non necessariamente proponibile per tutti gli allenatori. Resta la fiducia nella prosecuzione del rapporto pur con tempistiche meno immediate del rinnovo di 12 mesi fa annunciato il 29 maggio. Nella vasta gamma di possibilità alternative da esplorare, ci sarebbe anche il nome di Siim Sander Vene: l'equilibratore della Varese da playoff della seconda metà dell'annata scorsa resta in cima ai sogni di Artiglio. Oggi però si parla di nulla, perchè l'ala estone è vincolato al Gran Canaria: se la squadra iberica deciderà di esercitare l'uscita dal contratto nelle prossime settimane e se l'atleta del 1990 non troverà alternative più lucrose in Spagna e in Russia -dove può giostrare nel ruolo prediletto di ala piccola rispetto allo spot di ala forte nel campionato italiano modalità small ball - potrebbe essere una ipotesi da vagliare più avanti. Giuseppe Sciascia
  4. L'Openjobmetis va in pressing su L.J. Peak. La 23enne guardia-ala statunitense - all'anagrafe Darryl Leon Junior, abbreviato in L.J. - che nel 2018/19 ha esordito in Italia con la maglia di Pistoia è il nome molto caldo nella lista dei desideri dell' area tecnica biancorossa. L'esterno mancino del 1996, che ha totalizzato 12,7 punti di media col 51% da 2 e il 33% da 3 vestendo la maglia dell'OriOra, potrebbe essere l'erede di Tommy Scrubb nello scacchiere tattico biancorosso. Il giocatore del 1996 possiede le atout ricercate da Varese nella sua caccia ad elementi emergenti, ed ha destato l'attenzione di Andrea Conti ed Attilio Caja, che lo avevano apprezzato in occassione della gara di ritorno contro i toscani (22 punti con 3/6 da 2, 3/6 da 3 e 7/8 ai liberi pur nella sconfitta 70-98 della squadra di Moretti). Si tratta di un giocatore duttile ed atletico, decisamente più perimetrale rispetto a Scrubb che è un fattore molto superiore a rimbalzo (7,2 contro 2,9) ma è molto meno incisivo con la palla in mano e nell'attaccare il canestro a difesa schierata. Nella disgraziata stagione di Pistoia, Peak ha fatto vedere spunti interessanti (compresa una gara da 35 punti in occasione della vittoria estema di Sassari) e una capacità da uomo di raccordo a fianco di accentratori come Dominique Johnson prima e Tony Mitchell poi. Sarebbe dunque una scelta ragionata su un giocatore che ha qualità ma anche potenziale da esplorare; quel che intriga maggiormente di Peak sono proprio i margini crescita di un giocatore di soli 23 anni con capacità di produrre punti all'interno di un contesto organizzato. Che ne fanno un candidato sulla carta perfetto ad entrare nell'ottica della forza lavoro tanto cara ad Attilio Caja, per provare a sfruttare l'occasione offerta da Varese ed aumentare consistenza e incisività in un sistema particolarmente adatto alle sue doti di equilibratore più votato all'attacco rispetto a Scrubb. L'atleta della South Carolina ha infatti chiuso dopo soli 3 anni - uno meno rispetto ai 4 del corso di studi NCAA - il suo percorso a Georgetown University. Nell'estate 2017 era stato messo sotto contratto da Houston per le Summer Leagues e poi firmato dai Boston Celtics per il camp precampionato, con relativa assegnazione alla franchigia associata della lega minore G-League dei Maine Red Claws. Dopo la prima esperienza professionistica nella lega estiva della Nuova Zelanda, la chiamata nell'estate 2018 dell'OriOra - che lo aveva seguito già nel 2017, quando però era prevalso il sogno NBA - lo ha portato alla corte di Alessandro Ramagli. In Toscana Peak si è trovato molto bene e Pistoia gli ha sottoposto anche una proposta di rinnovo pur senza aver ancora nominato g.m. ed allenatore; la mossa di Varese però potrebbe essere decisiva dopo i semafori verdi ricevuti nelle richieste sulle referenze tecniche ed umane. La trattativa pare ben avviata, anche se c'è ancora qualche dettaglio da sistemare: il weekend potrebbe portare sviluppi decisivi, e chissà che la campagna abbonamenti al via martedì prossimo - oltre all'ufficialità del rinnovo fino al 2022 con capitan Giancarlo Ferrero - non possa portare invece il primo volto nuovo della campagna acquisti. Giuseppe Sciascia
  5. Varese lavora per costruire il roster della prossima stagione ipotizzando un budget sostanzialmente analogo a quello del 2018/19. Ma quanto vale il suo potere d'acquisto in relazione alle compagne di viaggio della serie A? La conferma dei numeri dell'annata appena conclusa potrebbe valere qualcosa in più al cambio degli investimenti delle avversarie, almeno per quanto traspare dagli altri club. Si tratta di cifre stimate, perché, a differenza di quanto avviene in Francia - dove la lega pubblica ogni anno budget e monte stipendi dei 18 club di Pro A -, i numeri non sono pubblici e ogni bilancio nasconde letture diverse anche a seconda del ricorso dei cosiddetti "diritti d'immagine" sui contratti stranieri. Gli ultimi bilanci depositati del 2016/17 - i club di A ne hanno l'obbligo in quanto società di capitali - portano ancora Varese al sesto posto con 4,9 milioni di euro; fu però l'annata con la perdita d'esercizio più elevata dei 9 anni dell'era consorzio. Dopo la quale l'asse Bulgheroni-Coldebella-Caja - ora al posto del trevigiano c'è Andrea Conti - ebbe risorse più contenute (due anni fa poco meno di 4 milioni, nel 2018/19 attorno a 4,2) con relativa riduzione del monte stipendi. In attesa del CdA della prossima settimana che metterà nero su bianco i numeri previsionali, l'OJM del 2019/20 verrà costruita investendo una somma stimabile in circa 900mila euro netti (circa il 35% in meno del costo degli Indimenticabili), una parte dei quali già allocata per i rinnovi di Ferrero e Natali e l'accordo con Tambone. Numeri certamente lontanissimi rispetto a chi viaggia attorno ai 25 milioni come la corazzata Milano (monte stipendi poco superiore ai 7 milioni secondo quanto dichiarato dal presidente Proli) o supera gli 8 di investimenti come Venezia ed Avellino. In termini di monte stipendi quest'anno erano 10 - contando anche Sassari. Brescia. Bologna, Trento, Reggio Emilia, Cantù e Trieste - i club che superavano il milione di euro di somma stipendi netto; solo Pistoia e Pesaro erano certamente sotto all'OJM, più o meno a braccetto di club che hanno fatto meglio in classifica come Cremona (semifinalista con qualcosa meno di 3,5 milioni) e Brindisi. Però le risorse dell'OJM, anche se non illimitate, sono garantite; e per il prossimo torneo potersi confermare sul livello dello scorso anno potrebbe dare qualche vantaggio. Club come Milano, Venezia, Bologna, Avellino e Sassari avranno un potere d'acquisto ancora nettamente superiore alle compagne di viaggio; di sicuro però ridurranno il budget club reduci dalle situazioni più traumatiche del 2018/19. Trieste, che con Alma proprietario-sponsor ha superato i 5 milioni, si prefigge di arrivare a quota 3,5 (per ora coperture attorno all'80%), mentre Cantù, che aveva impostato il roster iniziale ancora nell'era Gerasimenko e investiva forte (più del più pagato dell'OJM) per Jefferson, Udanoh e Gaines, spenderà certamente meno. Venti di (lieve) riduzione anche a Trento, dove si parla di un taglio del 15-20 per cento, a Brescia dopo l'ultima stagione senza playoff in Italia e in Europa, ed a Reggio Emilia dove il proprietario unico Stefano Landi cerca nuovi soci. In compenso però le neopromosse Virtus Roma e Fortitudo Bologna ipotizzano budget non dissimili a quello dell'OJM (rispettivamente 4 e 3,7 milioni) e se dovesse arrivare anche Treviso sarà comunque una concorrente in più da temere. A sostanziale parità di (poche) risorse, la ricetta idee più forza lavoro indicata da Attilio Caja dovrà essere il valore aggiunto per far sì che la classifica dei budget non rifletta quella del campo come accaduto nell'ultima annata. Giuseppe Sciascia
  6. Attilio Caja e Varese proseguiranno il rapporto fino al 2022. Un segnale forte di fiducia nell'opera di Artiglio, ma anche di continuità sulla falsariga delle ultime due stagioni nelle quali l'OJM ha chiuso con un rapporto vittorie-sconfitte superiore al 50 per cento (16-14 in entrambi i casi pur con un sesto e un nono posto finale). «Sono molto contento della grande fiducia accordatami dalla società, ringrazio in particolare Toto Bulgheroni che ha dato l'input per questa estensione a lungo termine - dice il tecnico -. E una gratificazione del lavoro fatto, ma avverto il senso di responsabilità nel dover ripagare questa grande fiducia. Al di là del risultati del campo, sono stati apprezzati la mentalità e l'etica del lavoro che abbiamo costruito. C'è un metodo impegnativo ma serio, portato avanti negli anni, tutti riconoscono a Varese un sistema e un modo di stare in campo in maniera organizzata. L'anno prossimo ripartiremo sulla stessa falsariga nella scelta di giocatori e uomini adatti a stare in questo contesto, ci saranno novità nello staff perchè era il momento di cambiare». La prossima OJM di Caja manterrà lo stesso stile che l'ha resa riconoscibile su tutti i campi della serie A? «Fa piacere il riconoscimento di un marchio di fabbrica frutto di uno stile di lavoro: è il modo giusto per provare a migliorare le prestazioni di un giocatore. Il rovescio della medaglia è che chi cresce poi parte per altri lidi, ma fa molto piacere aver contribuito ai progressi di chi come Okoye e Vene e quest'anno Avramovic e Scrubb andrà in club con maggiori possibilità economiche.E una scelta che porta vantaggi a loro ma nell'immediato ne porta a noi: fare un percorso per cambiale il loro status e di conseguenza il loro salario è una cosa che accettano molto volentieri». Continuità anche per quanto riguarda le scelte di mercato? «Sin dall'anno scorso si era creato un gruppo di lavoro molto coeso con Bulgheroni e Coldebella, poi Andrea Conti si è inserito perfettamente nel team. Siamo in grande sintonia ed è la base di partenza per dare continuità nella scelta dei giocatori. La filosofia del mercato sarà la stessa cercando elementi rodati: per una squadra che ha fatto bene con gli esordienti ce ne sono almeno 5 o 6 che sono andate in difficoltà». L'obiettivo sarà ancora una salvezza tranquilla? «Vale il concetto del massimo relativo: fare il meglio possibile in funzione delle risorse disponibili. Se hai il dodicesimo budget arrivare nelle prime 4 è molto difficile; l'obiettivo è alzare sempre l'asticella rispetto alla posizione di partenza, con le idee e la forza lavoro si può competere nella forchetta di piazzamento dal settimo al decimo posto considerando che il prossimo anno con 2 retrocessioni sarà un campionato di 7-8 squadre con budget importanti, e di altre 10 che partono da dietro: noi siamo tra queste. Sono obiettivi realistici da non considerare limitati. Nel momento in cui non è ancora chiaro se la serie A sarà a 16 o 18 squadre, Varese può vantare una solidità societaria figlia di una gestione oculata. E un aspetto molto importante che vale più di avere un giocatore in più di un certo livello, se poi non puoi permettertelo». Cosa risponde a chi sostiene che non ama i giocatori di talento? «Ho esordito allenando Oscar Schimdt, ho lanciato Sconochini a Roma, poi ho avuto Myers, Magnifico, Naumoski, Booker, Gallinari e Jason Rich. Però a Milano, Pesaro e Roma potevo avere giocatori importanti, mentre qui bisogna fare attenzione ai costi: chi gioca per sé rovina le squadra, il grande giocatore deve unire tecnica e mentalità. Cercheremo altri Okoye, Vene o Avramovic, ma i giocolieri non ci servono». Giuseppe Sciascia
  7. Giancarlo Ferrero pensa a un'Openjobmetis all'insegna della continuità per la stagione ventura. L'ala di Bra sarà per il quinto anno consecutivo il punto di riferimento dei tifosi che si identificano con la sua mentalità da colletto blu: col trio Ferrero, Tambone e Natali affiancato - auspicabilmente -da Cain e Attilio Caja sempre al timone, la Varese 2019/20 avrà tanti punti di contatto con quella della stagione appena archiviata a dispetto degli (almeno) sei volti nuovi da reperire sul mercato. Ma il rapporto con il capitano sarà ancora più lungo visto il rinnovo fino al 2022 già definito da tempo in attesa di un annuncio ufficiale che dovrebbe coincidere con l'avvio della campagna abbonamenti. «Essere considerato la bandiera di Varese è un grande onore e motivo d'orgoglio; percepisco l'affetto della città nei miei confronti e condivido i valori di questo club che ha creduto in me. Sono caricatissimo da questa possibilità, ma non mi sento assolutamente arrivato. Vivo di motivazioni e sono certo che per competere contro le grandi squadre - e nel 2019/20 ce ne saranno ancora di più - dovrò lavorare ancora tantissimo per essere sempre al top. Riguarderò che cosa ho fatto bene e che cosa potrò migliorare in vista della prossima stagione». L'atleta dell'OJM ribadisce la necessità di mantenere l'identità che nella stagione appena conclusa ha regalato soddisfazioni ai tifosi dell'Enerxenia Arena. «Dovremo esser bravi a ricreare subito questa identità, a prescindere dagli uomini che faranno parte della quadra, starà a chi come me è rimasto trasmettere i valori ai nuovi arrivati. Masnago è un fortino, dovrà essere anche nella prossima annata una casa da proteggere col nostro modo di giocare basato su aggressività, difesa e collettivo. Nel 2018/19 abbiamo perso appena tre volte in casa, sarà questa la base dalla quale ripartire». L'ala piemontese, reduce dalla miglior annata in carriera nelle triple (40,2% da 3 ) che ha chiuso con 6,2 punti in 14,5 minuti rispetto ai 6,4 in 18,0 del 2017/18, archivia così la stagione appena conclusa: «Il bilancio finale è positivo e non arrivare ai playoff con 16 vittorie è stato un caso più unico che raro (nei campionati a 16 squadre non accadeva dal 1990/91 - ndr). Il verdetto del campo ha detto questo e ne prendiamo atto: volevamo fortemente coronare il sogno che coltivavamo dal giorno 1, ma ci teniamo il clima magico respirato per tutto l'anno all'Enerxenia Arena e l'identità chiara frutto del lavoro di tutti: giocatori, staff tecnico e società». Il rimpianto maggiore per Ferrero riguarda quella maledetta sconfitta di metà marzo ad Avellino, dove non capitalizzando il più 23 di metà gara è arrivato lo stop fatale per i sogni playoff. «Rispetto al girone d'andata sono cambiati i valori e tante avversarie sono cresciute, penso a Trento ed a Trieste che erano nella metà bassa della classifica. L'ammucchiata risolta dall'avulsa è stata frutto di un equilibrio esasperato, l'anno scorso a 32 punti avevamo festeggiato il sesto posto, con lo stesso bottino siamo arrivati noni. Rimpianti per Avellino? Ripensarci è ancora oggi una pugnalata, quella vittoria avrebbe forse potuto cambiare tutto...». Giuseppe Sciascia
  8. Guida ragionata al mercato straniero dell'Openjobmetis versione 2019/20. Tenendo fede ai vincoli dei giocatori già visti in Italia (che comunque è preferenza non inderogabile), ecco una lista iniziale di potenziali candidati per i cinque spot vacanti (quattro da quintetto più uno da sesto uomo). Per ora idee in libertà, perché oggi si chiedono soltanto i prezzi e molto difficilmente si potrà chiudere qualche acquisto prima di 20-30 giorni. Ma sono ipotesi verosimili da vagliare al cambio delle evoluzioni del mercato... I PLAY Scelta ridotta nella serie A 2018/19 in un ruolo sempre più povero di registi puri: Dallas Moore di Torino ha punti nelle mani ma poca propensione alla coralità, mentre l'ex biancorosso Chris Wright è adatto al basket di Caja ma in quest'annata a Trieste viaggiava a 200mila dollari. Tra gli ex italiani all'estero Derek Needham può occupare due ruoli, ma ha aspettative di guadagno e vetrina europea; l'ex cremonese Kenny Hayes avrà tanti occhi addosso visto il titolo di capocannoniere in Turchia (21,5 al Demir). Buoni riscontri a Limoges per l'ex romano Jordan Taylor che viaggia ancora a cifre importanti. Scommesse ragionate potrebbero essere Brandon Taylor dall'A2 di Bergamo o l'ex biancorosso Tyler Larson che a Francoforte ha viaggiato a 15.9 punti e 5,4 assist col 39% da 3. LE GUARDIE È il ruolo in cui si cerca la prima punta dopo l'addio di Avramovic : il tiratore pesarese James Blackmon (secondo marcatore della A a 19.7 punti di media) o il sassarese Tyrus McGee (già a Cremona con Andrea Conti) potrebbero avere un profilo adatto; escluso invece l'ex biancorosso Dominique Johnson che si indirizza ormai verso leghe poco impegnative ma molto remunerative (35mila dollari al mese in Libano). Ex italiani all'estero: spicca Trae Golden, ex Chieti, capocannoniere in Russia a Saratov, mentre Dwight Hardy da Limoges ha qualità ed esperienza ma pure 33 anni. L'ex reggiano Garrett Nevels in Spagna ha esplosività ma tiro ballerino, il veterano Michael Jenkins protagonista ad Astana è affidabile ma da accoppiare ad un play brioso perché non è una prima punta. Stesso discorso per il torinese Tekele Cotton. LE ALI PICCOLE È lo spot nel quale si proverà ad inserire un uomo di raccordo tra i reparti. Tra gli ibridi a metà col settore guardie il triestino Jamarr Sanders o il canturino Gerry Blakes; già fuori portata economica l'ex cremonese Kelvin Martin che a Bologna viaggia a 180mila dollari. Ma nell'ottica delle scommesse potrebbe essere il ruolo giusto per inserire un europeo, visto che con le 18 squadre in A ci sarà un visto in meno (7 rispetto agli 8 del 2018/19). LE ALI FORTI È l'altro ruolo su cui si vorrebbe investire. L'ex capocannoniere Marcus Landry, MVP del 2016/17 a Brescia, lancia segnali verso l'Italia (potrebbe piacere a Venezia?) ma a 34 anni il tassametro corre... Tra gli ex italiani all'estero bene l'ex cremonese Cameron Clark a Le Mans e l'ex agrigentino Perrin Buford a Saratov. Potrebbe anche essere l'occasione per mettere a frutto le esperienze in FIBA Cup ed esplorare ex rivali in Europa come Chase Fieler di Ostenda e Devin Oliver di Wurzburg. IL CAMBIO DEGLI ESTERNI Qualche ipotesi dall'A2 (Terrance Roderick di Bergamo, Kenny Hasbrouck della Fortitudo Bologna, Tourè Murry di Piacenza, La'Marshall Corbett di Montegranaro) da vagliare al cambio del desiderio di accettare meno soldi pur di giocare in A. L'idea è cercare comunque in quel range - comprendendo profili tipo Derrick Marks e Phil Greene - un giocatore che possa anche dare minuti in regia. Giuseppe Sciascia
  9. La Pallacanestro Varese si sposta da piazza Monte Grappa a Masnago. Ultima estate nel cuore della città per il club biancorosso, pronto a trasferire entro metà ottobre anche tutta l'attività extratecnica nell'area del palasport "Lino Oldrini". Dopo otto anni nella centralissima location inaugurata nel 2011, gli uffici del sodalizio guidato dal presidente Marco Vittorelli si sposteranno nell'area adiacente all'Enerxenia Arena. Esauriti gli spazi interni all'ormai cinquantacinquenne casa del basket inaugurata nel 1964 con gli ultimi lavori di costruzione del Pallacanestro Varese Store e degli uffici del settore giovanile, la nuova sede del club biancorosso sorgerà all'esterno della struttura ma sempre in piazzale Gramsci. Il nuovo cuore amministrativo della società sorgerà nell'area degli ex spogliatoi del vecchio PalaNuovo, la tensostruttura dismessa da oltre 10 anni che ha conservato solo la parte in muratura. I lavori sono programmati per l'estate con la piena operatività della nuova sede prevista per l'inizio dell'autunno. La volontà è quella di rendere sempre più forte il legame tra Masnago e la Pallacanestro Varese, concentrando in un'area ristretta l'attività sportiva e quella amministrativa. C'è anche il rapporto sempre più solido con il Comune che, in attesa dell'approvazione della nuova convenzione per l'utilizzo dell'Enerxenia Arena discussa nei mesi scorsi, farà sentire concretamente la sua vicinanza alla realtà sportiva più blasonata della città. Inoltre, il trasferimento a Masnago rientra nel piano di riorganizzazione societario che razionalizzerà alcuni costi (tale era ovviamente l'affitto dell'appartamento di piazza Monte Grappa). Dunque l'area di piazzale Gramsci sarà a tutti gli effetti identificata con l'attività a 360 gradi - in campo e fuori - della Pallacanestro Varese che sul parquet del "Lino Oldrini" proseguirà a lavorare con la prima squadra e gli atleti dell' A-cademy giovanile. Il nuovo impianto con foresteria che Gianfranco Ponti vuole costruire a Calcinate degli Orrigoni ha completato la fase pro- gettuale, ma si attende il varo del bando da parte del Comune per iniziare il vero e proprio iter burocratico. Intanto, la società prosegue la ricerca di nuovi sponsor in attesa che il CdA approvi formalmente il budget per la stagione 2019/20: tempistiche non superiori alla decina di giorni, anche se l'area tecnica è attiva alla luce dell'accordo con Natali e della proposta di rinnovo biennale a Cain oltre ad altre operazioni relative allo staff tecnico. Intanto, ufficializzato ieri l'accordo con Macron come nuovo sponsor tecnico: accordo quadriennale con l'azienda bolognese che vestirà Varese fino al 2023. Giuseppe Sciascia
  10. La Pallacanestro Varese aggiunge una certezza nel roster 2019/20 e prova ad affondare il primo colpo di spessore relativo allo star-tingfive. Il club di piazza Monte Grappa ha formalizzato la sua offerta di rinnovo del contratto a Tyler Cain: un biennale secco senza clausole d'uscita che legherebbe il centro del Minnesota ai biancorossi fino al 2021. Ora la palla passa al giocatore statunitense che dovrà decidere se togliersi prestissimo dal mercato, accettando rapidamente l'offerta dell'Openjobmetis, o valutare più approfonditamente il mercato (la clausola d'uscita dal suo attuale 1+1 scade il 10 luglio) in cerca di opportunità più remunerative all'estero. Il centro Usa, architrave difensiva del sistema Caja (secondo rimbalzista del campionato 2018/19 a 10,8 di media-partita), sarebbe così il primo tassello del quintetto della Varese che verrà. Il club ha fatto un piccolo sforzo economico per convincerlo a fidelizzarsi per altre due stagioni, ma confida soprattutto nell'appeal che la Città Giardino vanta nei confronti dell'atleta. Cain diverrà padre per la seconda volta entro poche settimane ed ha espresso più volte il suo gradimento sulla sistemazione per la sua famiglia: rinnovare per due anni con l'OJM significherebbe stabilità. Il centro del 1988 per le sue caratteristiche da "colletto blu" senza grandi qualità offensive (9,7 punti nel 2018/19) è elemento adatto solo ad allenatori di sistema; ciò non significa che non possa avere mercato altrove (nell'estate 2018 arrivò una richiesta da un club di Eurocup con buyout però minimo), ma Varese auspica che la scelta di accettare in tempi rapidi o aspettare più avanti non sia legata soltanto a fattori economici. Intanto c'è il sì di Nicola Natali, che ha accettato il rinnovo annuale proposto dall'OJM: per la terza stagione consecutiva l'ala di Montecatini vestirà la maglia biancorossa, mettendosi a disposizione di Attilio Caja per un ruolo da decimo uomo disposto a dare tutto in allenamento ed a farsi trovare pronto in partita (3,1 punti in 8,6 minuti nel 2018/19; erano stati 1,8 in 8,6 due anni fa). Natali si aggiunge a Ferrero e Tambone nella lista delle certezze italiane, mentre - compatibilmente con gli impegni scolastici alla mattina - si va verso il coinvolgimento nel gruppo di lavoro in allenamento dei primi elementi dell'Academy giovanile: i papabili sono i 18enni Omar Seck e Dusan Raskovic. oltre a qualche altro elemento che sarà reclutato attraverso il nuovo responsabile del settore giovanile Stefano Bizzozi. Di fatto il parco italiani è quasi al completo: all'appello mancherà soltanto il cambio del pivot che, nell'ipotesi auspicabile della conferma di Cain, sarà un elemento in grado di dare 8-10 minuti di sostanza difensiva. Dunque non un investimento imponente per un'Openjobmetis che concentrerà la quasi totalità delle risorse non allocate nei rinnovi sui 4 stranieri da quintetto e sul primo cambio degli esterni tuttora da individuare. In attesa che le giovanili producano italiani (di passaporto o di formazione) di alto livello, il valore della Varese che verrà sarà legato a filo doppio alle scelte sugli stranieri. Giuseppe Sciascia
  11. La Pallacanestro Varese lancia la campagna abbonamenti 2019/20 facendo riferimento alla sua identità. "Noi siamo Varese" lo slogan scelto dalla società di piazza Monte Grappa per la vendita delle tessere stagionali: si partirà con la prima tranche... al buio dal 4 all'8 giugno, poi dal 18 al 27 luglio la seconda fase a mercato quasi completo e l'ultima parte si terrà dal 5 al 14 settembre. «Per la prima fase chiediamo ai tifosi un atto di fede al di là delle conferme, ma abbiamo scelto lo slogan come segnale dell'identità che abbiamo avuto in queste ultime due stagioni - spiega il g,m. Andrea Conti -. Varese gioca un basket organizzato, aggressivo e corale che soprattutto in casa ci ha permesso di ottenere imprese importanti. Lo confermeremo anche nella prossima annata, pur cercando un paio di innesti di talento per abbinare spettacolo e risultati». PREZZI IN SU CON DUE GARE IN PIÙ - Confermate le tre fasce di prezzi con rincari su seconda e terza fase (rispettivamente 20 e 65 euro in più per la Tribuna Gold, 20 e 40 per la Silver e 10 e 30 per Galleria e Curva Nord). Il costo complessivo è aumentato rispetto al 2018/19 in funzione delle 17 partite casalinghe previste dal nuovo format della serie A a 18 squadre rispetto alle 15 gare delle ultime stagioni, anche se l'ufficialità dell'aumento delle partecipanti al massimo campionato ci sarà soltanto dopo il Consiglio federale del 16 luglio. Sulla prima fase si tratta di 15 euro in più per la Gold e 10 per Silver, Galleria e Curva Nord, in realtà è diminuito il prezzo unitario per ogni singola partita (ad esempio per la Gold da 27,3 a 25,9 euro). PRELAZIONI E SCONTI - I 2.798 abbonati del 2018/19 potranno esercitare la prelazione sia nella prima che nella seconda fase (termine ultimo 27 luglio), mentre i nuovi abbonati potranno scegliere tra i posti liberi. L'ultima tranche di settembre sarà invece in modalità vendita libera. Le tessere saranno in vendita nella sala Giancarlo Gualco dell'Enerxenia Arena di Masnago oppure on line su www.pallacanestrovarese. it sia per chi rinnova sia per i nuovi abbonati. Previste tariffe agevolate per i soci del Trust (50 euro su Gold e Silver e 40 su Galleria e Curva Nord nella prima fase) più sconti per Over 65 e le fasce 14-18, 18-24 e Under 14 (60 per cento in meno su tutti gli ordini di posti). Sconti anche per genitore e under 18 o 14 e per i nuclei con quattro o più familiari. Chi si abbona avrà il 10 per cento di sconto sul merchandising.
  12. L'Openjobmetis 2019/20 ripartirà con ogni probabilità dallo stesso nucleo della stagione appena chiusa, tolto ovviamente Aleksa Avramovic. Tra contratti in essere, rinnovi e trattative, sono quattro i potenziali punti fermi della Varese che verrà. Lo zoccolo duro italiano, con Matteo Tambone vincolato fino al 2021 già al termine del precampionato scorso e il prolungamento fino al 2022 di capitan Ferrero - stessa durata temporale dell'estensione di Attilio Caja -, sarà la base di (ri)partenza. E con ogni probabilità dovrebbe aggiungersi anche Nicola Natali, decimo uomo di lusso disposto anche ad accettare di non giocare e facendosi trovare pronto quando chiamato in causa dal coach pavese. Ma, al di là del supporting cast, il primo pilastro per il futuro è la conferma di Tyler Cain: le parti si annusano da qualche mese, ma il dialogo concreto degli ultimi giorni pare indirizzato ad una conclusione positiva. Il centro statunitense, che a giugno diventerà padre per la seconda volta, avrebbe espresso interessse per la possibilità di vestire per il terzo anno di fila la maglia dell'OJM. La negoziazione per togliere la clausola d'uscita dal contratto in cambio di un piccolo ritocco avverrà nei prossimi giorni, ma l'apprezzamento della famiglia per la destinazione Varese fa ben sperare il clan biancorosso di poter trattenere la pietra angolare del sistema difensivo di Artiglio, per questo motivo il più insostituibile di tutti. Anche più di Aleksa Avramovic, che pure sarà ovviamente il più rimpianto per la sua capacità di accendere i tifosi col suo adrenalinico stile di gioco. «E giusto che Avrà vada alla fine di un percorso molto stimolante, dovrà solo trovare la collocazione adatta a lui senza farsi soffocare dove non gli verranno dati minuti»: così Attilio Caja certifica la partenza a fine contratto della guardia serba, cui ha dispensato consigli nel corso della serata di ieri al Muccala. Lo show dei 30 punti a Bologna ha fatto pensare a un interesse della Virtus che per ora sogna serbi di altro spessore (offerta biennale da oltre 2 milioni alla superstar Teodosic); sembra difficile anche un interesse del suo mentore Claudio Coldebella a Kazan, mentre sul conto di Avra aveva chiesto informazioni Veljko Mrsic per il Cedevita Zagabria. Sostituire il bomber nello scacchiere tattico e la stella nel cuore dei tifosi non sarà facile, mentre tutto il resto del parco stranieri è in uscita. Tommy Scrubb vuole monetizzare la sua solidissima stagione provando a sfruttare in Spagna il suo passaporto britannico: Varese non può e non vuole svenarsi per trattenere un (pur ottimo) comprimario. Moore e Archie hanno fatto la loro parte per tenere l'OJM lontana dalla zona pericolo, ma hanno avuto un rendimento troppo alterno e si cercheranno profili più freschi; Salumu ha mostrato qualche spunto interessante ma la sua opzione per il 2019/20 prevede uno scatto salariale troppo alto per un giocatore della panchina. Con la conferma alle porte di Cain, è ai saluti anche Iannuzzi: al di là del rendimento inferiore alle aspettative, inutile investire risorse importanti su un elemento che può dare minuti solamente da cambio del pivot nel ruolo occupato da un giocatore da 30,9 minuti di media. Giuseppe Sciascia
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