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  1. Josh Mayo, ora o mai più. Attesa entro le prossime ore la decisione definitiva del playmaker statunitense rispetto alla proposta dell’Openjobmetis: il contatto diretto tra il club biancorosso e l’atleta del 1987 ha generato un cauto ottimismo nell’ambiente di Varese. Dopo qualche giorno d’impasse, l’OJM ha rotto gli indugi e ha esplorato la volontà dell’atleta per provare a capire i tempi della scelta. E la telefonata tra l’Italia e il Texas, dove il giocatore ex Roma e Scafati risiede con moglie e due figli, ha permesso di focalizzare i dettagli della situazione. Il regista statunitense ha voluto conoscere tutti i dettagli della proposta del club di piazza Monte Grappa anche in funzione della situazione relativa alla sua famiglia, riservandosi una scelta in tempi rapidissimi tra il ritorno in Italia - destinazione gradita al clan Mayo - e la permanenza in Germania (non a Bonn che lo ha congedato, ma evidentemente il playmaker del 1987 che ha disputato gli ultimi tre playoff consecutivi in Bundesliga ha altri estimatori in quel campionato). Stavolta non è un problema di visibilità internazionale ma eventualmente di durata dell’accordo - Mayo preferirebbe due anni garantiti, scelta comprensibile per un atleta di 32 anni - anche se l’offerta di Varese è tenuta in assoluta considerazione dal giocatore al quale Attilio Caja affiderebbe volentieri le chiavi del gioco. A spingere in favore della destinazione OJM ci ha provato anche Jeremy Simmons: il nuovo pivot biancorosso è stato compagno di Mayo nel 2015/’16 a Scafati, e il solido rapporto di amicizia tra i due giocatori statunitensi potrebbe essere un asset in più da spendere nel testa a testa finale. Ormai però il dado è tratto: entro domani, mercoledì 26 giugno, Varese avrà il suo nuovo playmaker titolare, oppure dovrà iniziare a vagliare la lista delle alternative predisposte negli ultimi giorni in caso di fumata nera. Ovvio che la preferenza dell’area tecnica biancorossa sarebbe orientata verso l’arrivo di Mayo, giocatore già voluto da Artiglio 12 mesi fa ma confermato ad inizio mercato da Bonn dove anche nel 2018/’19 è stato il top scorer (14,5 punti col 49% da 3 più 3,4 assist in Bundesliga nelle file della Telekom Baskets piazzatasi al settimo posto in regular season, due posizioni sopra quel Wurzburg che ha eliminato Varese in FIBA Europe Cup). Intanto il capitolo Champions League è stato definitivamente archiviato con la rinuncia dell’Openjobmetis ufficializzata dall’organizzazione, che ha sostituito i biancorossi con il Benfica Lisbona (dove si accaserà l’ex varesino Damian Hollis con un accordo biennale). Nel frattempo ieri, lunedì 24 giugno, si è riaperta anche la pista Davide Bruttini: il club biancorosso è nella lista allargata delle pretendenti per il 32enne centro in uscita da Capo d’Orlando (pretententi anche la Virtus Roma in A più Ravenna, Forlì e Biella in A2) e anche il lungo senese dovrebbe decidere a breve la sua destinazione futura. Anche in questo caso sono pronti piani alternativi da approfondire qualora la scelta fosse diversa da quella auspicata da Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  2. L’Openjobmetis rompe gli indugi e chiude l’operazione Jeremy Simmons. In attesa di risposte da Josh Mayo e Siim Sander Vene, la società di piazza Monte Grappa ha scelto il nuovo pivot titolare. L’erede di Tyler Cain sarà il 30enne lungo statunitense pescato dalla serie A2: nelle file di Montegranaro ha totalizzato 12,4 punti, 8,6 rimbalzi e 1,4 stoppate di media a gara, chiudendo col 62% da 2 e il 58% in lunetta. Un giocatore mobile e dinamico più che stazzato (203 centimetri per 104 chili), meno fisico ma più agile rispetto al suo predecessore finito a Brescia. Varese ha preferito pescare in A2 un giocatore mai visto al piano superiore, che però aveva attirato tante attenzioni nel massimo campionato: ci avevano pensato anche Fortitudo Bologna e Cremona, mentre a marzo Reggio Emilia aveva offerto un buyout importante alla Poderosa e un contratto ghiotto a Simmons, che però aveva preferito finire la stagione nelle Marche. L’atleta del 1989 ha firmato un accordo 1+1 ad una cifra pressoché analoga all’ultimo salario di Cain, lasciando un buon margine per i prossimi acquisti nei ruoli di playmaker, guardia e ala forte sui quali l’OJM vuole investire forte. Le alternative erano tutte meno convincenti nel rapporto costo-rendimento: per convincere Mosley a lasciare Trieste servivano almeno 130mila dollari e l’autonomia dell’ex Legnano dava qualche dubbio, altri profili atleticamente importanti come l’ex Reyer Jamelle Hagins superavano quota 200mila, il veterano Ortner non dava affidabilità in termini di minuti ed atletismo, ed il lituano Mockevicius non dava garanzie in termini di presenza difensiva su basi d’asta non inferiori a quota 150mila. Invece Simmons ha le atout giuste a livello fisico ed atletico per garantire quella presenza principalmente difensiva che Varese cercava dal suo pivot titolare. «Jeremy è l’ideale per quel che serve a noi, ossia un elemento che difenda forte, presidi l’area, porti blocchi solidi e corra il campo con grande vigore - conferma il g.m. Andrea Conti - Non ha mai giocato in serie A ma in Belgio è arrivato in finale; ha energia ed atletismo oltre ad un discreto tiro frontale. Ha qualche differenza rispetto a Cain, rispetto al quale è più dinamico ma magari meno incisivo a rimbalzo, ma ha la stessa propensione al lavoro di squadra. Tra quelli che proponeva il mercato è sicuramente il profilo migliore rispetto alle nostre necessità». L’OJM si aspetta da Simmons 25-28 minuti di intensità sui due lati del campo e tanta energia profusa per sostenere la produzione offensiva dei compagni; un colletto blu dietro il quale cercare un cambio italiano dotato possibilmente di una buona taglia fisica, senza però erodere eccessivamente le risorse da investire sui tre spot vacanti nel quintetto base. Peak e Simmons saranno gli elementi di raccordo, ora sotto con i calibri pesanti... Giuseppe Sciascia
  3. Varese è pronta a rinunciare alla Champions League nonostante il posto ai preliminari assegnatole dalla FIBA. Come anticipato la scorsa settimana su queste colonne, l'OJM avrebbe diritto a partire dall'ultimo turno di qualificazione alla prima coppa FIBA. L'ente organizzatore ha infatti emesso oggi F elenco delle partecipanti: fra le 24 squadre ammesse direttamente alla regular season ci sono Sassari e Brindisi, le prime due classificate del campionato italiano che hanno presentato iscrizione. Mentre il club di piazza Monte Grappa, come terza aderente dopo le rinunce di Cremona, Trieste ed Avellino (che partirà dalla FIBA Cup), ha preso il posto riservato all'Italia nel tabellone preliminare. Ma in realtà quella depositata da Varese presso la Lega Basket era una preiscrizione non vincolante, che la società biancorossa non ha ritirato entro il termine del 15 giugno tenendo sempre una finestra aperta qualora fosse arrivato in extremis uno sponsor interessato all'Europa, o comunque in grado di aumentare il budget per adeguare il roster alla difficoltà della competizione. Niente risorse extra uguale niente Coppe: a confermarlo è lo stesso consigliere Toto Bulgheroni. «Oggi come oggi siamo intenzionati a non partecipare: la preiscrizione era stata effettuata nell'eventualità dell'arrivo di uno sponsor intenzionato a sostenerci in Europa, senza il quale confermiamo la volontà di fare un passo indietro». Nella serata di ieri il presidente Marco Vittorelli si è già attivato presso la Lega Basket, e oggi Varese scriverà una lettera alla FIBA per comunicare la volontà di non usufruire del posto che le sarebbe spettato sul campo (di fatto anche l'anno scorso l'OJM si era qualificata per i preliminari di Champions League, rinunciandovi per disputare la competizione di livello inferiore). La preiscrizione effettuata presso la Lega Basket non sarebbe infatti una vera e propria Application Form, ossia il modulo di iscrizione vero e proprio previsto dallo statuto della competizione, e dunque la società di piazza Monte Grappa avrebbe facoltà di fare un passo indietro - se dovesse essere rimpiazzata da un'altra italiana toccherebbe eventualmente a Brescia - consentendo alla FIBA di sostituirla in vista dei sorteggi per comporre il tabellone preliminare e i gironi eliminatori che si terranno il 4 luglio. «Con una squadra molto più nuova rispetto alla stagione passata giocare la Champions sarebbe troppo rischioso - conferma il g.m. Andrea Conti -. Per sobbarcarci il doppio impegno sarebbero occorse le risorse necessarie ad aggiungere un italiano di valore in rotazione, nella congiuntura attuale è preferibile concentrarsi solo sul campionato». Dunque nessun ripensamento in extremis con la decisione condivisa dall'intera area tecnica di dare priorità assoluta al campionato; intanto slitta di qualche giorno la risposta di Siim Sander Vene -l'agente spagnolo sta assistendo la moglie partoriente - mentre il Telekom Bonn non considera più Josh Mayo parte delle proprie strategie future, ma ancora non c'è risposta definitiva da parte del playmaker statunitense anche se la proposta di Varese avrebbe ricevuto il gradimento dell'entourage dell' atleta. Ma ieri F unica risposta importante è stata il no definitivo dell'OJM alla Champions League. Giuseppe Sciascia
  4. Varese resta in attesa di risposte dalle sue prime scelte nei ruoli di playmaker ed ala forte. Ancora nessuna certezza sul fronte Josh Mayo per il club di piazza Monte Grappa: il regista statunitense avrebbe dovuto comunicare entro giovedì la sua decisione relativa all'offerta della società biancorossa. Ma nessun feedback è giunto dagli Stati Uniti, pur contando il fuso orario tra l'Italia e il Texas dove risiede l'oggetto del desiderio di Attilio Caja e dell'area tecnica bianco-rossa. Probabilmente la decisione slitterà in attesa della conclusione della finale della Bundesliga tedesca, dove il nuovo allenatore di Bonn Thomas Poch è impegnato come assistente dell'Alba Berlino. Varese attenderà ancora qualche giorno la scelta di Mayo, che prima di impegnarsi con altri club vuole capire le intenzioni del club germanico dove ha militato nelle ultime tre stagioni, oppure virerà altrove cambiando orientamento anche nell'assemblaggio del roster? L'eventuale no di Mayo potrebbe indurre l'OJM a puntare su uno scorer di alto livello nello spot di guardia - escluso però il sogno proibito Jason Rich, che tornerebbe volentieri a giocare per Caja dopo l'esperienza nel 2010 a Cremona ma batte almeno 300mila dollari - e puntare su un playmaker di complemento. In tale configurazione avrebbe chances Tyler Larson: il regista di Las Vegas, già in biancorosso nella seconda metà del 2017/18 contribuendo alla rimonta dall'ultimo al sesto posto, ha disputato una stagione di alto livello a Francoforte (15,7 punti e 5,4 assist dopo aver iniziato in VTB League al Parma Basket Perm). Ma quella di Mayo non è l'unica risposta che Varese sta aspettando dai big che ha sondato: la nuova offerta al rialzo rispetto al primo tentativo della settimana scorsa è nelle mani di Siim San-der Vene, che entro il weekend dovrà decidere se accettare la proposta dell'OJM anche senza visibilità internazionale, oppure declinare definitivamente la possibilità del ritorno sotto le Prealpi attendendo eventuali alternative da Spagna e Russia. Anche questo è uno snodo fondamentale, sia a livello economico - l'eventuale ritorno del nazionale estone avrebbe un costo sostanzioso nell'economia del budget residuo da allocare - che nell'indirizzo da dare nella scelta dell'erede di Tyler Cain. Vene è un giocatore con qualità tecniche importanti tra tiro perimetrale, visione di gioco e intelligenza cestistica; però non è un fattore a rimbalzo (3,2 nella sua esperienza in biancorosso) e andrebbe dunque affiancato con un giocatore in grado di garantire un volume importante sotto i cristalli come appunto lo stesso Cain (lo scorso anno secondo rimbalzista della serie A a 10,8 di media). Il principio è lo stesso per qualsiasi giocatore che riempirà una delle sei caselle mancanti al roster; ogni firma con relativo budget allocato condizionerà le scelte successive a livello tecnico ed economico. Per questo le risposte di Mayo e Vene sono così importanti nell'ottica di costruire l'asse portante della squadra: inserire i veterani richiesti da Caja nell'ossatura portante darebbe eventualmente una direzione ben precisa alle scelte successive. In ogni caso entro il weekend il mercato dell'OJM prenderà una rotta più delineata rispetto al ventaglio delle molteplici ipotesi attuali. Giuseppe Sciascia
  5. Cambia l'insieme dei ruoli ma non il concetto di fondo nella strategia di mercato dell'Openjobmetis. La partenza di Tyler Cain - ieri ufficializzato da Brescia con un accordo 1 + 1 - porterà il club biancorosso ad investire diversamente il budget di mercato mantenendo però il mix tra veterani e giovani emergenti che resta la priorità assoluta dell'area tecnica biancorossa. Un'ossatura con almeno due - se non tre giocatori rodati e dal rendimento garantito al fianco dei quali abbinare elementi da provare a lanciare come L.J.Peak; il primo elemento dall'elevato livello di affidabilità è stato individuato in Josh Mayo, che darà risposta in tempi rapidi alla proposta di Varese avendo comunque già espresso interesse con un deciso cambio di orizzonti rispetto al tentativo a vuoto di 12 mesi fa. L'altro veterano di garanzia potrebbe essere Josh Bostic, nome già considerato la scorsa estate che poi trovò proposte più lucrose rispetto all'accordo proposto dall'OJM. La 32enne guardia-ala già vista a Caserta e Sassari (13,7 punti di media col 36% da 3 nella seconda metà del 2017/18 dopo essere stato per 5 mesi il top scorer della Lega Adriatica a Zara) scelse i 170mila dollari del Prokom Gdynia in Polonia per giocare l'Eurocup, e Varese ripiegò così su Tommy Scrubb. Dopo i 17,5 punti più 4,2 rimbalzi e 3,1 assist fatturati nella lega polacca, il giocatore del 1987 avrebbe espresso interesse per il ritorno in Italia - destinazione gradita alla moglie - e il club di piazza Monte Grappa avrebbe riaperto il canale ricevendo segnali di apertura anche senza la vetrina delle coppe europee. Si tratta solo di abboccamenti iniziali, ma le parti si erano già piaciute e avvicinate nel luglio 2018, dunque pare possa esserci margine per aprire un dialogo concreto. Bostic è più ala piccola che guardia pura vista la taglia fisica (196 centimetri per 100 chili) e la propensione a finalizzare il gioco (5,5 liberi di media in Polonia), ma la duttilità di Peak - che nasce ala piccola ma ha trattamento di palla anche per giocare dei minuti da guardia - potrebbe consentire di varare una coppia di esterni con stazza e capacità di attaccare il ferro. E con un playmaker dalle eccellenti doti balistiche ma non grandi doti da penetratore come Mayo (49% da 3 su oltre 6 triple tentate a partita, più di 2 volte e mezzo il totale dei tiri da dentro l'arco dei sogni...) potrebbe essere il mix più adatto sul piano tecnico, cercando poi un sesto uomo straniero nel ruolo di playmaker-guardia anziché una guardia pura in grado di dare minuti anche da ala piccola come Jean Salumu. Tutte idee da sviluppare in funzione degli incastri progressivi - la prima firma indirizzerà quella successive -che spingerebbero comunque verso una OJM a trazione posteriore con un centro dalla spiccata propensione difensiva come Tyler Cain. Ma l'opzione Mosley sarà difficilmente praticabile: l'ex centro di Legnano ha autonomia non superiore ai 25 minuti, e l'accoppiata con un lungo italiano di esperienza in grado di garantirne altri 15 come Cusin costerebbe ben più dell'ipotesi Cain più un cambio italiano da 10 minuti (esclusa però la pista Davide Bruttini che ha contratto garantito anche per il prossimo anno a Capo d'Orlando). Nel ruolo di centro arriverà probabilmente un'altra scommessa ragionata alla Peak, riservando qualche risorsa in più per lo spot di ala forte: confermato il no di Vene senza coppa si guarderà altrove, non escludendo che l'investimento importante su un veterano con punti nelle mani possa essere dirottato in questa casella se l'abboccamento con Bostic non genererà sviluppi concreti. Giuseppe Sciascia
  6. La notizia che nessuno voleva è arrivata: l’Openjobmetis saluta Tyler Cain. Il lungo statunitense ha comunicato la sua scelta nella serata di ieri, domenica 16 giugno: la prossima destinazione del centro del 1988 sarà Brescia. A parità di offerta economica, il lungo del Minnesota ha preferito i nuovi stimoli proposti dalla Germani. «A Varese ho già fatto il massimo, cerco una situazione diversa» è il succo del discorso con cui l’atleta ha spiegato la sua decisione per la quale verserà i 10mila dollari di clausola rescissoria previsti dal contratto firmato 12 mesi fa. Chissà se nella scelta del giocatore avrà inciso anche la prospettiva della wild card di Eurocup che la Leonessa ha richiesto ma rischia concretamente di non ottenere dopo il jolly giocato dalla Virtus Bologna. Ma questo ormai importa poco: Cain massimizzerà l’ottima stagione 2018/’19 disputata sotto le Prealpi (9,7 punti e 10,8 rimbalzi, secondo nell’ l’intera serie A) con un balzo importante dell’ingaggio (da circa 110mila a circa 170mila dollari il contratto firmato con il club di Graziella Bragaglio). L’OJM aveva fatto il massimo per provare a trattenerlo con uno sforzo economico che avrebbe previsto economie di scala ridotte negli altri ruoli; chiaro che perdere una certezza difensiva come Cain costringerà a rivedere tanti piani di battaglia, e soprattutto obbligherà Attilio Caja ad impiegare più tempo nella costruzione del nuovo sistema di gioco rispetto all’alternativa della possibile permanenza della sua architrave difensiva. Ma Varese guarda avanti, e oggi affronterà concretamente il discorso Champions League per sbloccare gli altri obiettivi di mercato: a meno di clamorosi colpi di scena giovedì la FIBA comunicherà al club prealpino che la sua preiscrizione vale la partenza dalla fase di qualificazione alla competizione. Andrea Conti, Attilio Caja e Toto Bulgheroni discuteranno dell’opportunità di confermare la partecipazione: se come tre anni fa l’OJM dovesse disputare soltanto un turno preliminare - il calendario li prevede il 26 e 30 settembre, il giorno successivo del via del campionato italiano che verrà - potrebbe essere rivista la posizione iniziale della società di concentrarsi solo sul campionato. Anche perché se la disputa della prima competizione FIBA potrà essere la chiave per convincere Siim Sander Vene e infine auspicabilmente anche Josh Mayo ad accettare le proposte dell’OJM, sarebbe un piccolo prezzo da pagare - non in termini economici, visti i bonus previsti dall’organizzazione - per costruire la Varese dei sogni di Attilio Caja. Che però dovrà trovare un altro centrone per rimpiazzare Cain: il primo sondaggio col lituano Egidijus Mockevicius - reduce dalla stagione passata a Pesaro - avrà difficilmente esito positivo vista la proposta più elevata dagli spagnoli di Fuenlabrada. Giuseppe Sciascia
  7. Il mercato dell'Openjobmetis è pronto ad entrare nel vivo. Risposte decisive attese a stretto giro di posta in piazza Monte Grappa con una settimana che potrebbe dare un indirizzo determinante relativamente all'asse principale tra playmaker e pivot. La volata a due tra Varese e Brescia per assicurarsi le prestazioni di Tyler Cain ha vissuto una giornata interlocutoria: imminente la nascita del secondogenito dell'atleta statunitense, la moglie è in ospedale in attesa del parto previsto per le prossime ore e dunque la risposta del centro è slittata dopo il lieto evento. Nel frattempo però c'è un'altra risposta importante che tiene sulle spine il club biancorosso: l'obiettivo primario nel ruolo di playmaker risponde al nome di Josh Mayo, 32enne veterano di lungo corso del basket europeo con trascorsi in Italia (2013/14 in A tra Montegranaro e Roma, 2015/16 in A2 a Scafati). L'atleta del 1987 ha militato nelle ultime tre stagioni nelle file del Telekom Bonn, conquistando sempre i playoff della Bundesliga tedesca. Si tratta di un giocatore dalle ottime doti balistiche (49% da 3 su 6,6 triple tentate nell'ultima stagione) che ha le stimmate del leader al di là delle caratteristiche tecniche da buon realizzatore e facilitatore offensivo (14,5 punti e 3,4 assist di media). U n giocatore esperto e rodato, diventato capitano della formazione tedesca nel suo percorso triennale, che Attilio Caja seguiva già 12 mesi fa, quando il suo ingaggio era ancora fuori portata per Varese. Ora con un anno di più e qualche risorsa in più stanziata dall'OJM per quello che sarebbe l'uomo cardine del sistema offensivo parrebbero esserci margini di riuscita: l'atleta statunitense non avrebbe chiuso le porte al ritorno in Italia, destinazione gradita al giocatore ed alla sua famiglia al pari della permanenza in Germania. L'atleta del 1987 avrebbe dovuto comunicare la sua decisione entro questo weekend, ma ha preso tempo per un'altra settimana: Bonn ha appena cambiato allenatore (dopo quattro anni lo statunitense Tim O'Shea ha lasciato il posto a Thomas Pach), e Mayo vuole attendere l'insediamento del nuovo coach - assistant coach dell'Alba Berlino, impegnata da oggi nella finale scudetto col Bayern Monaco - per capire se potrà eventualmente ancora rientrare dei piani del club tedesco. Ma nel caso di mancata riconferma l'OJM sembra avere buone carte da giocare per assecondare le richieste di Caja. In attesa delle decisioni di Cain e Mayo, Varese prepara strategie alternative per farsi trovare pronta ad ogni evenienza. Chiaro però che un asse portante d'esperienza potrebbe consentire al club di piazza Monte Grappa di piazzare altre scommesse ragionate su giocatori freschi sul pia- no atletico ed anagrafico nei ruoli mancanti per completare il parco esterni dopo quella già messa in cassaforte con L.J. Peak. Ogni tessera del puzzle inserita nel mosaico restringe inevitabilmente il campo delle scelte nell'individuazione di quella successiva; se ne arrivassero due importanti entro la fine della setti- mana entrante, la nuova Varese inizierebbe a delineare il suo volto in maniera decisa... Giuseppe Sciascia
  8. Spunta un posto per l'Openjobmetis nel quadro delle partecipanti alle coppe europee del prossimo anno? La chiusura delle iscrizioni fa registrare un quadro che potrebbe aprire scenari diversi dal previsto per il club di piazza Monte Grappa. Wild card e licenze pluriennali a parte, i diritti acquisiti attraverso i risultati del campo dell'annata ancora in corso assegnano accessi in Eurocup a Venezia e Trento ed in Champions League a Sassari e Brindisi. Ma Cremona e Trieste, partecipanti ai playoff e dunque davanti a Varese nel ranking di assegnazione, hanno rinunciato ai loro diritto; ed Avellino, piazzatasi davanti alla formazione di Attilo Caja, ha detto no alla BCL con partenza dai preliminari, preferendo disputare la FIBA Europe Cup. AII'OJM toccherebbe dunque l'eventuale terzo posto italiano nella massima competizione FIBA, partendo dal tabellone dei preliminari come già accaduto nel 2016/17. La comunicazione ufficiale dall'organizzazione con sede a Ginevra dovrebbe arrivare nel prossimo weekend; a questo punto Varese, che aveva presentato preiscrizione alla Champions League e non l'ha ritirata entro il termine ultimo di ieri, dovrà decidere se accettare l'invito o fare un passo indietro. L'idea iniziale era quella di non disputare alcuna competizione europea per concentrarsi sul campionato; però la BCL, con i 50mila euro di bonus di ingresso, il risparmio sul costo degli arbitri e un appeal maggiore nei confronti del pubblico, consentirebbe di chiudere eventualmente con un bilancio in pareggio rispetto al meno 61 mila euro dell'avventura in FIBA Europe Cup. Ma è l'attrattività della vetrina europea nei confronti degli stranieri che potrebbe fare la differenza per convincere i principali obiettivi del mercato OJM. A partire da Siim Sander Vene: il pressing degli ultimi giorni avrebbe indotto l'ala estone a considerare con grande interesse l'opportunità del ritorno a Varese se ci fosse la possibilità di giocare una coppa. E lo stesso Tyler Cain sarebbe stato attirato dalle sirene di Brescia proprio per la possibilità di riaffacciarsi in Europa; la Leonessa è in lizza per una wild card di Eurocup (ma difficilmente ne saranno assegnate due all'Italia visto che una pare saldamente nelle mani della Virtus Bologna) o in alternativa per la Champions League passando dai preliminari. Ma Brescia, dodicesima classificata nel campionato appena concluso, accederebbe alla BCL solo se Varese - che ha chiuso la stagione tre posti più sopra - dovesse rinunciare al posto che le spetterebbe in funzione dei risultati del campo. Potrebbe essere un jolly in più da giocare nel testa a testa per Cain? Giuseppe Sciascia
  9. L’Openjobmetis compie un passo lungo e ben disteso verso Tyler Cain. La società di piazza Monte Grappa ha rotto gli indugi ieri mattina, formulando una proposta di rinnovo quasi analoga alla richiesta inderogabile del centro statunitense. Questione di 10mila dollari di differenza tra la richiesta dell’atleta del 1988 e la terza offerta in un mese da parte di Varese, che sta duellando con Brescia - a sua volta tornata in corsa alzando la sua precedente proposta - per assicurarsi le prestazioni del centro del Minnesota. Cain sembrava molto vicino alla Germani dopo il rilancio del club del presidente Bragaglio, pareggiato però dall’area tecnica biancorossa che ora attende la decisione dell’atleta. Di sicuro si è trattato di uno sforzo importante per il team prealpino dopo il summit tra gli operatori di mercato biancorossi: non volendo rinunciare al pilastro del sistema difensivo diAttilio Caja, il club è andato incontro alle richieste di Cain arrivando al massimo delle sua possibilità economiche. Evidente la volontà di non disperdere il capitale di sicurezze garantite nelle ultime due stagioni da un giocatore come il lungo del 1988: ripartire da Cain e dal suo ruolo di uomo squadra dentro e fuori dal campo darebbe all’Openjobmetis un vantaggio importante nella messa a punto del nuovo roster. E pur di trattenere la sua pietra angolare, Varese è disposta ad andare incontro alle richieste di un atleta che ha trovato nel coach di Brescia, Vincenzo Esposito, un altro estimatore al pari di Attilio Caja. Al momento non c’è nessuna offerta dall’estero, ma solo una volata tra OJM e Germani: entrambi i sodalizi lombardi hanno messo le carte in tavola con Cain, ora toccherà al giocatore prendere una decisione sul proprio futuro. A sostanziale parità delle proposte, oggi come oggi la società del presidente Vittorelli parrebbe avere un piccolo vantaggio sulla Germani, visto che per lasciare Varese il giocatore statunitense dovrà versare 10mila dollari di clausola rescissoria non previsti invece in caso di permanenza alla corte di Artiglio con un nuovo contratto. Il club biancorosso confida di aver fatto il massimo per provare a trattenere il suo centrone e nutre fiducia nell’esito positivo della trattativa; ora la palla è nelle mani del giocatore e dei suoi rappresentanti, attendendo entro le prossime 48 ore che Cain comunichi la sua scelta. Una scelta che in un modo o nell’altro darà un indirizzo importante alle successive strategie di mercato: confermare il pivot titolare ad un ingaggio superiore rispetto alle ipotesi di inizio mercato costringerà Varese a risparmiare su altre situazioni (in primis il suo cambio italiano). In caso contrario ci sarà un buon margine economico di manovra per l’eventuale alternativa, ma questo è uno scenario che il club biancorosso esplorerà soltanto obtorto collo. La volontà della società di assecondare le richieste economiche di Cain sono un segnale chiaro che la troika formata dal consigliere Toto Bulgheroni, dal d.g. Andrea Conti e dal coach non vuole prescindere da un giocatore il cui valore va al di là delle statistiche per tutta quella somma di piccole cose - aiuti difensivi, blocchi, intelligenza cestistica, senso della posizione a rimbalzo - che sono fondamentali nel creare una solida chimica di squadra. Per questo Varese ha rotto gli indugi e ha fatto la sua mossa proprio nel momento in cui il centro statunitense era ormai ad un passo da Brescia con un’improvvisa accelerazione della trattativa con la controparte. Lo sforzo biancorosso basterà a convincere Cain? Questione di giorni, forse di ore, e lo sapremo. Giuseppe Sciascia
  10. Tyler Cain è sempre più lontano da Varese. Ma neppure Brescia, che gli aveva concretamente messo gli occhi addosso, è riuscita ad accontentare l’atleta statunitense nella sua attuale richiesta economica non negoziabile. Il giocatore non si smuove da una cifra - esattamente doppia rispetto all’accordo di due anni fa per l’OJM - che viene considerata troppo alta sul mercato italiano. Lo sforzo di Varese, che con la seconda offerta aveva superato la metà del gap dei 70mila dollari in più dell’anno scorso domandati da Cain per firmare subito con il club biancorosso (o chi per esso), è stato nuovamente giudicato insufficiente. Ma lo è stato anche quello della Germani, che aveva proposto una cifra di poco superiore a quella del club di piazza Monte Grappa, comprendendo anche la vetrina della coppa (probabilmente Champions League). Oggi Cain non si muove di un centesimo dalla sua posizione iniziale, e i 20 e 30 mila euro di distanza delle proposte italiane vengono considerate analogamente non competitive. Da una parte è la conferma che il problema non è l’OJM in quanto tale, ma il salario desiderato dal centro statunitense; dall’altra l’irrigidimento della situazione induce a pensare che i margini di trattativa siano relativamente limitati. Varese ritiene d’aver fatto il massimo proponendo un incremento dell’ingaggio superiore ad un terzo rispetto alla stagione passata; se Cain valuta insufficiente la proposta, e non è disposto a scendere rispetto alla sua richiesta attuale, significa che il lungo del 1988 non è più alla portata del club di piazza Monte Grappa, né delle altre squadre italiane che hanno preso informazioni, Possibile che il centro statunitense abbia sirene importanti dalla Francia, dove aveva già militato dal 2014 al 2017? La sensazione è che l’inamovibilità economica del giocatore possa essere legata a qualche alternativa concreta all’estero; di sicuro l’OJM non è in grado di accontentarlo, perché nelle economie di scala della costruzione del roster significherebbe erodere un 25% abbondante delle risorse ancora da allocare per le sei caselle dell’organico ancora da riempire. In ogni caso l’area tecnica biancorossa non vuole attendere fino alla deadline del 10 luglio per conoscere il destino di Cain: entro la prossima settimana la situazione dovrebbe prendere una direzione definitiva. Ma oggi sembra molto probabile che Cain, come prima di lui era stato per Okoye, Vene, Avramovic e Scrubb, scelga - legittimamente - di capitalizzare altrove il suo ottimo rendimento in biancorosso. E allora Varese inizia a valutare il mercato dei lunghi stranieri, mentre attende entro fine settimana risposte importanti sul perimetro. Cercare un sostituto con caratteristiche analoghe a quelle di Cain a cui affiancare un lungo italiano di complemento, o puntare su un giovane emergente alla Pelle che divida i minuti con un centro italiano più esperto (ma più costoso)? Riflessioni in corso negli incastri tecnici ed economici che servono per far quadrare i conti di un roster destinato ad essere più rinnovato del previsto. Sta a Toto Bulgheroni, Attilio Caja e Andrea Conti trasformare gli imprevisti in opportunità: a sostanziale parità di (pochi) soldi per le 8-10 squadre della seconda o terza fascia, la differenza dovranno farla le idee... Giuseppe Sciascia
  11. Alberto Castelli fa il punto della situazione sulle evoluzioni della questione soci forti. Il presidente di Varese nel Cuore esprime piena fiducia sull’esito positivo del dialogo in corso con Rosario Rasizza e Gianfranco Ponti, che considera figure chiave per il presente e il futuro del club di piazza Monte Grappa. Nessuno stallo dunque nell’ambito di una svolta ritenuta indispensabile: «Non c’è stallo in una situazione nella quale sia Rosario Rasizza che Gianfranco Ponti, con i quali sono in costante contatto, hanno dimostrato fattivamente quanto tengano alla Pallacanestro Varese. Parlano i fatti: il primo sponsorizza la squadra dal 2014 e quest’anno ha contribuito sotto forma dell’operazione Orgoglio Varese, il secondo ha fatto e sta facendo tantissimo con la sua Academy giovanile oltre ad ulteriori contributi personali. I rapporti proseguono e confidiamo che entro il 31 dicembre si possa arrivare ad un esito positivo. Se non dovesse accadere? Io sono un inguaribile ottimista e ritengo che ci siano le condizioni perchè le cose possano evolversi nella direzione auspicata». Dunque si tratta solo di tempi tecnici più lunghi del previsto? «Stiamo parlando di due persone che a differente titolo hanno versato in questi anni molti soldi alla Pallacanestro Varese. Cosa della quale vanno ringraziati: nessuno si può dimenticare del fatto che senza di loro difficilmente ce l’avremmo fatta ad andare avanti. L’esistenza della Pallacanestro Varese non è un dogma di fede, in questi ultimi anni abbiamo fatto sforzi importanti per garantire continuità e di questo ringrazio ogni singolo consorziato. Per mandare avanti questo club servono gli sforzi di tante persone: consorziati, sponsor, abbonati e tifosi che pagano il biglietto. Ma all’interno di questa molteplicità Rasizza e Ponti sono figure imprescindibili». Se Rasizza e Ponti contribuiranno nel 2019/20 con un impegno similare a quello del passato, quale differenza farebbe il loro ingresso in società? «Il passaggio che noi auspichiamo è la condivisione della proprietà al di là del loro attuale contributo. Il consorzio da solo non ce la fa più a reggere il peso dei conti, ma la condivisione è anche altro: essere proprietario significa collaborare fattivamente alla vita del club. Allargarci ad altri soci forti porterebbe un circolo virtuoso di nuovi contatti che potrebbero avvicinarsi al club». Non è che spaventano i sei anni consecutivi di bilanci in rosso? «La realtà è a tutti nota, ma la scelta della multiproprietà è stata fatta nel 2010 perchè non c’erano alternative, e in questi anni è stata portata avanti con una certa continuità di risultati per la quale rifiuto il discorso della mediocrità. Lo dimostra l’entusiasmo dei 1059 tifosi che hanno rinnovato alla cieca l’abbonamento e il fatto che a oggi nessun consorziato abbia deciso di uscire al 30 giugno: è la base sulla quale costruire, lo sport vive di emozioni e ci diamo da fare ogni anno per alimentare la passione. L’auspicio è che entro la fine dell’anno solare si possa passare ad una multiproprietà di multiproprietari che darebbe serenità e aprirebbe scenari interessanti». Giuseppe Sciascia
  12. Varese e Tyler Cain: questo matrimonio s'ha da (ri) fare? Stallo totale nella trattativa per il rinnovo del contratto del centro del Minnesota, al quale il club biancorosso aveva proposto una estensione biennale garantita appena concluso il campionato. Dopo quasi un mese però, la negoziazione non ha avuto sviluppi di sorta e l'agenzia che rappresenta il giocatore considera al momento impossibile un accordo anche sulla base della seconda proposta -con piccolo ritocco al rialzo - recapitata dall'Openjobmetis. Semplice il gioco delle parti in attesa che si avvicini alla scadenza la clausola rescissoria a disposizione di società e giocatore fissata per il 10 luglio, oppure il club di piazza Monte Grappa dovrà iniziare a valutare alternative al suo pilastro difensivo? Di sicuro la richiesta di Cain è giudicata fuori portata, non soltanto da Varese ma anche da altri club italiani - ad esempio Brescia - al quale il giocatore è stato proposto. Ma il mercato degli stranieri non si ferma ai confini tricolori, ed è legittimo che il centro del 1988 guardi anche ad altri campionati in grado di soddisfare le sue aspettative salariali. La cifra che Cain chiede per togliersi oggi dal mercato e legarsi fino al 2021 a Varese - oppure firmare altrove utilizzando la sua clausola rescissoria - è circa il 40% in più rispetto all'ingaggio del 2018/19 in maglia bia-corossa. Più si avvicinerà la dead line del 10 luglio e più la matassa si sbroglierà; quel che l'OJM ha offerto - con ritocco al rialzo del salario rispetto alla stagione scorsa - resta ovviamente sul piatto, le prossime settimane diranno se la ricerca di alternative più remunerative avrà successo oppure se Varese resterà per Cain l'acquirente migliore. Il club non ha perso la speranza di riavere la sua architrave difensiva, tant'è che al momento non considera alternative ed è invece concentrata su tutti gli altri spot vacanti nel parco stranieri. Non ci sono però evoluzioni sostanziali su nessuna pista, a partire da quella che porta a Siim Sander Vene: l'atleta estone ribadisce la sua priorità per destinazioni in Spagna e Russia, ossia quei campionati dove può giostrare nello spot di ala piccola, quello che considera il suo ruolo naturale, anziché da ala forte nel quale l'OJM vorrebbe riproporlo. Rispetto a 12 mesi fa non è più (soltanto) una questione di soldi, ma di impiego e di visibilità dopo l'Eurolega giocata con il Gran Canaria. A meno di clamorosi colpi di scena, Varese non giocherà una competizione europea, e questo - con buona pace dei detrattori del doppio impegno - è comunque un handicap su un mercato nel quale, con 110 squadre impegnate in 4 coppe, la vetrina internazionale è un plus senza il quale tanti stranieri dicono no a priori, oppure chiedono un supplemento di ingaggio per rinunciare all'Europa. Come per Cain, per Vene si dovrà aspettare, ma senza certezze di fumata bianca; nello spot di ala forte si guarda anche altrove. Non più però il considerato Chase Fieler, visto contro l'OJM con Osten-da in FIBA Cup, che ha firmato con il Promitheas Patrasso dove giocherà l'Eurocup. Giuseppe Sciascia
  13. Tocca ancora al consorzio reggere le sorti della Pallacanestro Varese in attesa della definizione delle trattative con i vari soci forti e nonostante le promesse che si reiterano. L'assemblea di Varese nel Cuore che si svolta nei giorni scorsi è servita a fare il punto sulle evoluzioni dei possibili ingressi nel capitale azionario che il presidente Alberto Castelli sta portando avanti ormai da più di due anni. Entro fine mese in programma nuovi appuntamenti con Rosario Rasizza per discutere la prosecuzione dell'operazione Orgoglio Varese che già nella stagione appena conclusa ha portato sotto forma di sponsorizzazioni un contributo di 500mila euro (metà dei quali già versati) al budget del club di piazza Monte Grappa. Escludendo un ingresso duetto di Openjobmetis - che a meno di nuovi partner più munifici dovrebbe restare come main sponsor- nelle quote di proprietà del club, sembra probabile che l'iniziativa lanciata dall'a.d. dell' azienda di Gallarate nell'aprile del 2018 possa proseguire con le stesse modalità - ossia sotto forma di sponsor ma senza entrare in società - anche nel 2019/20. In attesa di sviluppi c'è anche Gianfranco Ponti, dimissionario dal CdA ma pienamente operativo alla guida dell'Academy (trattative in corso per definire i rapporti tra casa madre e società giovanile che l'anno prossimo sfiorerà i 400mila euro di investimento), ha chiesto una proroga fino al 31 dicembre della sua opzione di acquisto fino al 20 per cento delle quote pattuita negli accordi del 2017. L'imprenditore di Angera era sempre stato chiaro sul fatto che sarebbe entrato nel capitale azionario solo in presenza di un altro socio forte, e dunque aspetta di capire quale forma prenderà il sostegno di Orgoglio Varese prima di decidere sul da farsi. In pratica si partirà dunque con la medesima situazione di 12 mesi fa, con il rassemblement guidato da Openjobmetis e l'apporto personale di Ponti in modalità appoggi esterni: per questo il budget è sostanzialmente analogo a quello del campionato appena concluso per quanto riguarda il monte stipendi netto da riservare agli ingaggi dei giocatori, mentre tante piccole razionalizzazioni dei costi dovrebbero contribuire a limare la voce spese generali. Il passaggio è delicato, perché da un lato la doppia versione main sponsor-collettore di risorse di Rosario Rasizza e l'apporto personale di Gianfranco Ponti hanno alleviato il peso che gravava sul consorzio e permesso di alzare l'asticella rispetto agli investimenti iniziali del 2017/18. Dall'altro però Varese nel Cuore mantiene sempre il molo di multiproprietario unico che per far quadrale i conti deve provvedere a ripianare il deficit al termine di ogni stagione. E sei bilanci consecutivi in rosso, dal 2013/14 fino all'ultimo che prevede una perdita sia pur contenuta, si fanno sentile sempre più sulle spalle di imprenditori-tifosi animati da grande passione che in questi ultimi anni hanno compiuto sforzi tanto silenziosi quanto imprescindibili per garantire la continuità della Pallacanestro Varese. La nuova stagione ripartirà sulle stesse basi di quella appena conclusa, ma entro la fine dell'anno solare 2019 l'auspicio è di trovare la quadra per arrivare al traguardo dell'agognata operazione soci forti... Giuseppe Sciascia
  14. Andrea Conti racconta L. J. Peak e fa il punto sulle strategie di mercato dell'Openjobmetis. Mentre oggi si chiuderà la prima fase della campagna abbonamenti (apertura 10-13 e 14-19 all'Enerxenia Arena), il g.m. biancorossso accompagna l'annuncio ufficiale del primo acquisto del mercato estivo con un breve identikit della 23enne ala ex Pistoia. «Si tratta di un'atleta di grande fisicità, abile nell'attaccare il canestro e dotato di buon tiro da tre punti nonché molto duttile. L.J. è un ragazzo positivo con una grande voglia di lavorare che a Varese potrà crescere e migliorare ulteriormente. Confidiamo nella sua fame e voglia di migliorarsi affinché Varese diventi un trampolino per la sua carriera». La peculiarità di Peak è costituita dalle sue caratteristiche tecniche differenti rispetto al suo predecessore Tommy Scrubb, come racconta il dirigente varesino: «Peak ha vigore e fisicità ma anche trattamento di palla, può giostrare da ala piccola ma anche da guardia occupando efficacemente due ruoli. Sarà il nostro titolare nel ruolo di numero 3: sicuramente ha caratteristiche diverse rispetto a Scrubb, che era un'ala piccola vera e propria con più impatto a rimbalzo ma meno trattamento di palla». Dunque un esterno più puro rispetto al canadese che negli intenti dell'area tecnica sarà affiancato da un'altra guardia-ala, sempre che arrivi il play d'esperienza in cima ai sogni di Attilio Caja: «Con un giocatore più perimetrale e capace di creare con la palla in mano rispetto a Tommy potremmo cercare un finalizzatore o uno slasher, insomma un altro giocatore duttile che possa darci minuti anche in ala piccola interagendo con Peak. Non è detto che non possa trattarsi di un altro giocatore giovane ed emergente, se poi nel ruolo di playmaker ed ala forte troveremo quegli elementi di esperienza e rendimento garantito sui quali vogliamo investire la maggior parte delle risorse». Conti conferma anche la strategia di mercato basata sugli investimenti forti in tre titolari ancora da individuare, anche se uno dei quali auspicabilmente sarà però Tyler Cain: «L'asse portante della squadra nelle idee è quello tra playmaker, ala forte e centro; Peak però non è una scommessa perché ha già al suo attivo un' annata positiva all'esordio in Italia, pensiamo rappresenti un investimento ragionato su un giocatore che a nostro avviso ha potenziale di crescita». Infine Conti fa il punto della trattativa per il rinnovo del contratto del pivot del Minnesota e rimanda con calma la scelta del lungo italiano che dovrà dare minuti dietro il centro titolare straniero: «Con Tyler stiamo parlando e negoziando da qualche settimana, abbiamo formulato qualche giorno fa un'altra offerta che sta valutando. Personalmente resto fiducioso perché il giocatore ci aveva detto di trovarsi bene a Varese esprimendo il desiderio di restare, Sul lungo italiano non c'è fretta, aspettiamo di valutare gli sviluppi della situazione Cain, chiaro la scelta del cambio del pivot sarà portata avanti in funzione dell'investimento di ri-sorsse importanti sul titolare». Giuseppe Sciascia
  15. Quattro caselle piene e sei ancora da riempire per costruire nei prossimi due mesi l'Openjobmetis che verrà pronta all'appello del raduno dell'8 agosto. Dei (quasi) 900mila euro da investire sul monte stipendi netto della stagione ventura, Varese ne ha allocati poco meno di 250mila con i contratti già firmati. Tra l'accordo già in essere con Matteo Tambone, i rinnovi di Giancarlo Ferrero e Nicola Natali e il contratto annuale fresco di firma di L.J. Peak, il club biancorosso ha riempito gli spot di ala piccola titolare e di cambio di guardia, ala piccola ed ala forte. Ma il gruzzoletto ancora a disposizione, poco meno di 650mila euro, dovrà servire per ingaggiare i calibri pesanti di un roster che rispetto all'annata appena conclusa prevederà una distribuzione diversa delle risorse. Una fetta attorno al 20 per cento andrà investita per convincere Tyler Cain a sposare nuovamente la causa biancorossa: il pilastro del sistema difensivo è un giocatore sul quale l'OJM è disposta ad investire, e l'ulteriore ritocco della proposta inviata da Andrea Conti nei giorni scorsi lo dimostra. Ma non a svenarsi, come chiederebbe oggi l'agente straniero per chiudere oggi la trattativa, con un incremento del 60% rispetto al salario dell'anno passato. La sensazione è che la quadra si troverà, e che Cain sarà uno dei tre pezzi forti della formazione biancorossa nell'ambito di economie di scala in fase di messa a punto. Se nel 2018/19 lo starting five biancorosso prevedeva salari su livelli molto simili per tutti i suoi componenti, la strategia di mercato attuale prevede la volontà di piazzare un paio di colpi pesanti in due ruoli strategici tra playmaker o guardia ed ala forte. Altre fette da 20 per cento delle risorse restanti per un giocatore di qualità sul perimetro che dovrà dare un'impronta marcata alla squadra, preferibilmente in regia ma in alternativa anche un realizzatore, e per il ruolo di secondo lungo di supporto (auspicabilmente) a Cain. Di fatto il mercato di Varese è fatto ad incastri: Peak è una scommessa ragionata a costi abbordabili che dovrà fungere da raccordo tra esterni e lunghi, così come un altro giocatore del quintetto - il play o la guardia a seconda degli snodi delle trattative - sarà un giocatore con profili e costi simili a quelli dell'ex Pistoia che pesa per circa il 10 per cento delle risorse. Investimenti forti sul quintetto uguale disponibilità relative per la panchina: il cambio degli esterni con capacità di dare supporto anche in regia (dunque più perimetrale rispetto ai Bertone e ai Salumu della stagione passata) avrà comunque un profilo di buon livello trattandosi del sesto uomo della rotazione. Per ricavare risorse in più rispetto al 2018/19 e sterilizzare gli aumenti fisiologici relativi ai rinnovi con gli italiani e (auspicabilmente) Cain il risparmio principale sarà quello sul profilo del pivot italiano di riserva, ruolo nel quale - se ci sarà ancora il centro del Minnesota - servirà un giocatore più solido che appariscente per 8-10 minuti di energia. E nei contratti di 11° e 12° giocatore, iniziando a coinvolgere gli atleti dell'Academy biancorossa nel giro della serie A. Giuseppe Sciascia
  16. Riesplode l'entusiasmo dei tifosi OJM nel giorno della firma di LJ. Peak. La formalizzazione definitiva dell' intesa tra Varese e l'ala del South Carolina - contratto annuale respingendo l'ultimo assalto in extremis di Pistoia - non ha effetti diretti sull'apertura della campagna abbonamenti, che ha confermato l'amore incondizionato dei fedelissimi disposti a sottoscrivere alla cieca la tessera stagionale. Al momento il club biancorosso ha quattro certezze (Ferrero, Tambone, Natali e da ieri Peak), al di là della trattativa con Tyler Cain che però ristagna per le richieste dell'agente straniero, ma c'è chi come Claudio Colombo - il primo abbonato della stagione 2019/20 - si è presentato all'Enerxenia Arena alle 6 del mattino, dunque 10 ore prima dell'apertura delle porte, per bruciare sul tempo altri innamorati dei colori biancorossi. L'imprenditore di Venegono, che ha sottoscritto 4 tessere per tutta la famiglia in Tribuna Gold, stimola Varese a costruire una squadra ambiziosa: «Il basket lo devi amare, altrimenti non verresti al buio a Masnago alle 6 del mattino - racconta Colombo -. Sono rimasto un po' deluso per il finale della stagione passata, vero che il budget fa la differenza, ma mi sarebbe piaciuto rischiare su una sostituzione di Archie scommettendo sull'arrivo ai playoff per recuperale l'investimento. Un sogno per il mercato? Adrian Banks». L'accordo già blindato con Brindisi renderà impossibile accontentarlo, mentre la richiesta del secondo abbonato biancorosso. il legnanese Emanuele Macchi che ha sottoscritto la tessera Under 24 in Curva Nord, è teoricamente praticabile: «Sono abbonato dal 2011, mi aspetto una squadra che combatta sempre come quella della stagione appena conclusa, ma spero in qualche sogno in più nel cassetto provando a puntare ai playoff. Il mio sogno di mercato? Il ritorno di Mike Green». Ipotesi che fa parte del listone delle idee al vaglio - anche se i costi del 34enne ex Indimenticabili sono ancora elevati - pur con Siim Sander Vene e Tyler Larson più caldi nell'elenco degli ex considerati nelle strategie di mercato. «La società opera sempre bene, speriamo di ripetere la bella stagione passata coronando il tutto con i playoff. Mi piacerebbe rivedere Chris Wright» aggiunge Edoardo Scola, storico abbonato in Galleria e terzo nella classifica dei più veloci. Il primo abbonato Under 14 è stato il giovanissimo Tommaso Badò, iscritto ai corsi di Minibasket della Robur et Fides che assieme alla famiglia - mamma, nonna e zia - ha sottoscritto la tessera in Galleria. Per i fedelissimi più veloci foto di rito con Attilio Caja e premi con i gadget biancorossi. Dopo la cinquantina di presenti all'apertura delle 16, l'affluenza nella sala Giancarlo Gualco è stata costante per tutto il pomeriggio. Alla chiusura delle 20 sono state 170 le tessere staccate al primo giorno: si continuerà fino a sabato per provare a battere quota 1.065 tessere della prima fase di 12 mesi fa. Giuseppe Sciascia
  17. Varese è pronta a riempire il primo tassello dello starting five della prossima stagione. Accordo di massima raggiunto tra il club biancorosso e L.J. Peak: le parti avrebbero convenuto sui dettagli relativi al contratto, per le firme serviranno i tempi tecnici per lo scambio dei documenti in base a quanto concordato nelle ultime 48 ore, ma dovrebbe trattarsi di una semplice formalità. Dunque la prima X ad essere svelata sarà quella dell'ala piccola, ruolo naturale del 23enne esterno del South Carolina che in maglia OJM cercherà il salto di qualità dopo una promettente stagione d'esordio in Italia a Pistoia (con i toscani che hanno tentato l'ultimo assalto per non perdere l'unico giocatore applaudito dai tifosi in occasione della sconfitta casalinga dell'OriOra nel turno finale della regular season contro Avellino). La scelta del primo titolare, che piace per il potenziale da sviluppare e per le sue doti da uomo di raccordo alla Scrubb (con meno impatto a rimbalzo ma molto più trattamento di palla) darà un indirizzo alle prossime scelte per completare il puzzle. Puntare su un giovane emergente come Peak -con un contratto inferiore alle 6 cifre - permetterà all'OJM di investire cifre superiori in almeno uno dei due ruoli perimetrali vacanti. Varese vuole un bomber e un leader che rimpiazzi Avramovic sul quale costruire la spina dorsale del roster, e un giocatore che dà equilibrio a cifre ragionevoli come l'ex Pistoia è il giusto complemento da affiancarli. Questione di chimica d'insieme ma anche di economie di scala nell'allocazione delle risorse, aspetto fondamentale per far fruttare al meglio le quelle disponibili. Di fatto ogni tessera che entra nel puzzle dell'organico OJM restringe a poco a poco il campo per le scelte successive: Peak spinge il mercato biancorosso verso una certa direzione sul perimetro, dove però ci sono ancora svariati incastri per i due moli chiave: col play realizzatore si cercherà una guardia d'appoggio, con un bomber alla Avramovic arriverà invece un regista d'ordine che sia però più incisivo di Moore. E nel settore lunghi? Per il momento nessuna risposta definitiva da Tyler Cain, per firmare subito il lungo del Minnesota chiederebbe un piccolo ritocco dell'offerta, nel frattempo l'agenzia valuta alternative alla proposta dell'OJM che però ha il fascino del biennale garantito per un giocatore di 31 anni perfetto per il sistema Caja ma non necessariamente proponibile per tutti gli allenatori. Resta la fiducia nella prosecuzione del rapporto pur con tempistiche meno immediate del rinnovo di 12 mesi fa annunciato il 29 maggio. Nella vasta gamma di possibilità alternative da esplorare, ci sarebbe anche il nome di Siim Sander Vene: l'equilibratore della Varese da playoff della seconda metà dell'annata scorsa resta in cima ai sogni di Artiglio. Oggi però si parla di nulla, perchè l'ala estone è vincolato al Gran Canaria: se la squadra iberica deciderà di esercitare l'uscita dal contratto nelle prossime settimane e se l'atleta del 1990 non troverà alternative più lucrose in Spagna e in Russia -dove può giostrare nel ruolo prediletto di ala piccola rispetto allo spot di ala forte nel campionato italiano modalità small ball - potrebbe essere una ipotesi da vagliare più avanti. Giuseppe Sciascia
  18. L'Openjobmetis va in pressing su L.J. Peak. La 23enne guardia-ala statunitense - all'anagrafe Darryl Leon Junior, abbreviato in L.J. - che nel 2018/19 ha esordito in Italia con la maglia di Pistoia è il nome molto caldo nella lista dei desideri dell' area tecnica biancorossa. L'esterno mancino del 1996, che ha totalizzato 12,7 punti di media col 51% da 2 e il 33% da 3 vestendo la maglia dell'OriOra, potrebbe essere l'erede di Tommy Scrubb nello scacchiere tattico biancorosso. Il giocatore del 1996 possiede le atout ricercate da Varese nella sua caccia ad elementi emergenti, ed ha destato l'attenzione di Andrea Conti ed Attilio Caja, che lo avevano apprezzato in occassione della gara di ritorno contro i toscani (22 punti con 3/6 da 2, 3/6 da 3 e 7/8 ai liberi pur nella sconfitta 70-98 della squadra di Moretti). Si tratta di un giocatore duttile ed atletico, decisamente più perimetrale rispetto a Scrubb che è un fattore molto superiore a rimbalzo (7,2 contro 2,9) ma è molto meno incisivo con la palla in mano e nell'attaccare il canestro a difesa schierata. Nella disgraziata stagione di Pistoia, Peak ha fatto vedere spunti interessanti (compresa una gara da 35 punti in occasione della vittoria estema di Sassari) e una capacità da uomo di raccordo a fianco di accentratori come Dominique Johnson prima e Tony Mitchell poi. Sarebbe dunque una scelta ragionata su un giocatore che ha qualità ma anche potenziale da esplorare; quel che intriga maggiormente di Peak sono proprio i margini crescita di un giocatore di soli 23 anni con capacità di produrre punti all'interno di un contesto organizzato. Che ne fanno un candidato sulla carta perfetto ad entrare nell'ottica della forza lavoro tanto cara ad Attilio Caja, per provare a sfruttare l'occasione offerta da Varese ed aumentare consistenza e incisività in un sistema particolarmente adatto alle sue doti di equilibratore più votato all'attacco rispetto a Scrubb. L'atleta della South Carolina ha infatti chiuso dopo soli 3 anni - uno meno rispetto ai 4 del corso di studi NCAA - il suo percorso a Georgetown University. Nell'estate 2017 era stato messo sotto contratto da Houston per le Summer Leagues e poi firmato dai Boston Celtics per il camp precampionato, con relativa assegnazione alla franchigia associata della lega minore G-League dei Maine Red Claws. Dopo la prima esperienza professionistica nella lega estiva della Nuova Zelanda, la chiamata nell'estate 2018 dell'OriOra - che lo aveva seguito già nel 2017, quando però era prevalso il sogno NBA - lo ha portato alla corte di Alessandro Ramagli. In Toscana Peak si è trovato molto bene e Pistoia gli ha sottoposto anche una proposta di rinnovo pur senza aver ancora nominato g.m. ed allenatore; la mossa di Varese però potrebbe essere decisiva dopo i semafori verdi ricevuti nelle richieste sulle referenze tecniche ed umane. La trattativa pare ben avviata, anche se c'è ancora qualche dettaglio da sistemare: il weekend potrebbe portare sviluppi decisivi, e chissà che la campagna abbonamenti al via martedì prossimo - oltre all'ufficialità del rinnovo fino al 2022 con capitan Giancarlo Ferrero - non possa portare invece il primo volto nuovo della campagna acquisti. Giuseppe Sciascia
  19. Varese lavora per costruire il roster della prossima stagione ipotizzando un budget sostanzialmente analogo a quello del 2018/19. Ma quanto vale il suo potere d'acquisto in relazione alle compagne di viaggio della serie A? La conferma dei numeri dell'annata appena conclusa potrebbe valere qualcosa in più al cambio degli investimenti delle avversarie, almeno per quanto traspare dagli altri club. Si tratta di cifre stimate, perché, a differenza di quanto avviene in Francia - dove la lega pubblica ogni anno budget e monte stipendi dei 18 club di Pro A -, i numeri non sono pubblici e ogni bilancio nasconde letture diverse anche a seconda del ricorso dei cosiddetti "diritti d'immagine" sui contratti stranieri. Gli ultimi bilanci depositati del 2016/17 - i club di A ne hanno l'obbligo in quanto società di capitali - portano ancora Varese al sesto posto con 4,9 milioni di euro; fu però l'annata con la perdita d'esercizio più elevata dei 9 anni dell'era consorzio. Dopo la quale l'asse Bulgheroni-Coldebella-Caja - ora al posto del trevigiano c'è Andrea Conti - ebbe risorse più contenute (due anni fa poco meno di 4 milioni, nel 2018/19 attorno a 4,2) con relativa riduzione del monte stipendi. In attesa del CdA della prossima settimana che metterà nero su bianco i numeri previsionali, l'OJM del 2019/20 verrà costruita investendo una somma stimabile in circa 900mila euro netti (circa il 35% in meno del costo degli Indimenticabili), una parte dei quali già allocata per i rinnovi di Ferrero e Natali e l'accordo con Tambone. Numeri certamente lontanissimi rispetto a chi viaggia attorno ai 25 milioni come la corazzata Milano (monte stipendi poco superiore ai 7 milioni secondo quanto dichiarato dal presidente Proli) o supera gli 8 di investimenti come Venezia ed Avellino. In termini di monte stipendi quest'anno erano 10 - contando anche Sassari. Brescia. Bologna, Trento, Reggio Emilia, Cantù e Trieste - i club che superavano il milione di euro di somma stipendi netto; solo Pistoia e Pesaro erano certamente sotto all'OJM, più o meno a braccetto di club che hanno fatto meglio in classifica come Cremona (semifinalista con qualcosa meno di 3,5 milioni) e Brindisi. Però le risorse dell'OJM, anche se non illimitate, sono garantite; e per il prossimo torneo potersi confermare sul livello dello scorso anno potrebbe dare qualche vantaggio. Club come Milano, Venezia, Bologna, Avellino e Sassari avranno un potere d'acquisto ancora nettamente superiore alle compagne di viaggio; di sicuro però ridurranno il budget club reduci dalle situazioni più traumatiche del 2018/19. Trieste, che con Alma proprietario-sponsor ha superato i 5 milioni, si prefigge di arrivare a quota 3,5 (per ora coperture attorno all'80%), mentre Cantù, che aveva impostato il roster iniziale ancora nell'era Gerasimenko e investiva forte (più del più pagato dell'OJM) per Jefferson, Udanoh e Gaines, spenderà certamente meno. Venti di (lieve) riduzione anche a Trento, dove si parla di un taglio del 15-20 per cento, a Brescia dopo l'ultima stagione senza playoff in Italia e in Europa, ed a Reggio Emilia dove il proprietario unico Stefano Landi cerca nuovi soci. In compenso però le neopromosse Virtus Roma e Fortitudo Bologna ipotizzano budget non dissimili a quello dell'OJM (rispettivamente 4 e 3,7 milioni) e se dovesse arrivare anche Treviso sarà comunque una concorrente in più da temere. A sostanziale parità di (poche) risorse, la ricetta idee più forza lavoro indicata da Attilio Caja dovrà essere il valore aggiunto per far sì che la classifica dei budget non rifletta quella del campo come accaduto nell'ultima annata. Giuseppe Sciascia
  20. Attilio Caja e Varese proseguiranno il rapporto fino al 2022. Un segnale forte di fiducia nell'opera di Artiglio, ma anche di continuità sulla falsariga delle ultime due stagioni nelle quali l'OJM ha chiuso con un rapporto vittorie-sconfitte superiore al 50 per cento (16-14 in entrambi i casi pur con un sesto e un nono posto finale). «Sono molto contento della grande fiducia accordatami dalla società, ringrazio in particolare Toto Bulgheroni che ha dato l'input per questa estensione a lungo termine - dice il tecnico -. E una gratificazione del lavoro fatto, ma avverto il senso di responsabilità nel dover ripagare questa grande fiducia. Al di là del risultati del campo, sono stati apprezzati la mentalità e l'etica del lavoro che abbiamo costruito. C'è un metodo impegnativo ma serio, portato avanti negli anni, tutti riconoscono a Varese un sistema e un modo di stare in campo in maniera organizzata. L'anno prossimo ripartiremo sulla stessa falsariga nella scelta di giocatori e uomini adatti a stare in questo contesto, ci saranno novità nello staff perchè era il momento di cambiare». La prossima OJM di Caja manterrà lo stesso stile che l'ha resa riconoscibile su tutti i campi della serie A? «Fa piacere il riconoscimento di un marchio di fabbrica frutto di uno stile di lavoro: è il modo giusto per provare a migliorare le prestazioni di un giocatore. Il rovescio della medaglia è che chi cresce poi parte per altri lidi, ma fa molto piacere aver contribuito ai progressi di chi come Okoye e Vene e quest'anno Avramovic e Scrubb andrà in club con maggiori possibilità economiche.E una scelta che porta vantaggi a loro ma nell'immediato ne porta a noi: fare un percorso per cambiale il loro status e di conseguenza il loro salario è una cosa che accettano molto volentieri». Continuità anche per quanto riguarda le scelte di mercato? «Sin dall'anno scorso si era creato un gruppo di lavoro molto coeso con Bulgheroni e Coldebella, poi Andrea Conti si è inserito perfettamente nel team. Siamo in grande sintonia ed è la base di partenza per dare continuità nella scelta dei giocatori. La filosofia del mercato sarà la stessa cercando elementi rodati: per una squadra che ha fatto bene con gli esordienti ce ne sono almeno 5 o 6 che sono andate in difficoltà». L'obiettivo sarà ancora una salvezza tranquilla? «Vale il concetto del massimo relativo: fare il meglio possibile in funzione delle risorse disponibili. Se hai il dodicesimo budget arrivare nelle prime 4 è molto difficile; l'obiettivo è alzare sempre l'asticella rispetto alla posizione di partenza, con le idee e la forza lavoro si può competere nella forchetta di piazzamento dal settimo al decimo posto considerando che il prossimo anno con 2 retrocessioni sarà un campionato di 7-8 squadre con budget importanti, e di altre 10 che partono da dietro: noi siamo tra queste. Sono obiettivi realistici da non considerare limitati. Nel momento in cui non è ancora chiaro se la serie A sarà a 16 o 18 squadre, Varese può vantare una solidità societaria figlia di una gestione oculata. E un aspetto molto importante che vale più di avere un giocatore in più di un certo livello, se poi non puoi permettertelo». Cosa risponde a chi sostiene che non ama i giocatori di talento? «Ho esordito allenando Oscar Schimdt, ho lanciato Sconochini a Roma, poi ho avuto Myers, Magnifico, Naumoski, Booker, Gallinari e Jason Rich. Però a Milano, Pesaro e Roma potevo avere giocatori importanti, mentre qui bisogna fare attenzione ai costi: chi gioca per sé rovina le squadra, il grande giocatore deve unire tecnica e mentalità. Cercheremo altri Okoye, Vene o Avramovic, ma i giocolieri non ci servono». Giuseppe Sciascia
  21. Giancarlo Ferrero pensa a un'Openjobmetis all'insegna della continuità per la stagione ventura. L'ala di Bra sarà per il quinto anno consecutivo il punto di riferimento dei tifosi che si identificano con la sua mentalità da colletto blu: col trio Ferrero, Tambone e Natali affiancato - auspicabilmente -da Cain e Attilio Caja sempre al timone, la Varese 2019/20 avrà tanti punti di contatto con quella della stagione appena archiviata a dispetto degli (almeno) sei volti nuovi da reperire sul mercato. Ma il rapporto con il capitano sarà ancora più lungo visto il rinnovo fino al 2022 già definito da tempo in attesa di un annuncio ufficiale che dovrebbe coincidere con l'avvio della campagna abbonamenti. «Essere considerato la bandiera di Varese è un grande onore e motivo d'orgoglio; percepisco l'affetto della città nei miei confronti e condivido i valori di questo club che ha creduto in me. Sono caricatissimo da questa possibilità, ma non mi sento assolutamente arrivato. Vivo di motivazioni e sono certo che per competere contro le grandi squadre - e nel 2019/20 ce ne saranno ancora di più - dovrò lavorare ancora tantissimo per essere sempre al top. Riguarderò che cosa ho fatto bene e che cosa potrò migliorare in vista della prossima stagione». L'atleta dell'OJM ribadisce la necessità di mantenere l'identità che nella stagione appena conclusa ha regalato soddisfazioni ai tifosi dell'Enerxenia Arena. «Dovremo esser bravi a ricreare subito questa identità, a prescindere dagli uomini che faranno parte della quadra, starà a chi come me è rimasto trasmettere i valori ai nuovi arrivati. Masnago è un fortino, dovrà essere anche nella prossima annata una casa da proteggere col nostro modo di giocare basato su aggressività, difesa e collettivo. Nel 2018/19 abbiamo perso appena tre volte in casa, sarà questa la base dalla quale ripartire». L'ala piemontese, reduce dalla miglior annata in carriera nelle triple (40,2% da 3 ) che ha chiuso con 6,2 punti in 14,5 minuti rispetto ai 6,4 in 18,0 del 2017/18, archivia così la stagione appena conclusa: «Il bilancio finale è positivo e non arrivare ai playoff con 16 vittorie è stato un caso più unico che raro (nei campionati a 16 squadre non accadeva dal 1990/91 - ndr). Il verdetto del campo ha detto questo e ne prendiamo atto: volevamo fortemente coronare il sogno che coltivavamo dal giorno 1, ma ci teniamo il clima magico respirato per tutto l'anno all'Enerxenia Arena e l'identità chiara frutto del lavoro di tutti: giocatori, staff tecnico e società». Il rimpianto maggiore per Ferrero riguarda quella maledetta sconfitta di metà marzo ad Avellino, dove non capitalizzando il più 23 di metà gara è arrivato lo stop fatale per i sogni playoff. «Rispetto al girone d'andata sono cambiati i valori e tante avversarie sono cresciute, penso a Trento ed a Trieste che erano nella metà bassa della classifica. L'ammucchiata risolta dall'avulsa è stata frutto di un equilibrio esasperato, l'anno scorso a 32 punti avevamo festeggiato il sesto posto, con lo stesso bottino siamo arrivati noni. Rimpianti per Avellino? Ripensarci è ancora oggi una pugnalata, quella vittoria avrebbe forse potuto cambiare tutto...». Giuseppe Sciascia
  22. Guida ragionata al mercato straniero dell'Openjobmetis versione 2019/20. Tenendo fede ai vincoli dei giocatori già visti in Italia (che comunque è preferenza non inderogabile), ecco una lista iniziale di potenziali candidati per i cinque spot vacanti (quattro da quintetto più uno da sesto uomo). Per ora idee in libertà, perché oggi si chiedono soltanto i prezzi e molto difficilmente si potrà chiudere qualche acquisto prima di 20-30 giorni. Ma sono ipotesi verosimili da vagliare al cambio delle evoluzioni del mercato... I PLAY Scelta ridotta nella serie A 2018/19 in un ruolo sempre più povero di registi puri: Dallas Moore di Torino ha punti nelle mani ma poca propensione alla coralità, mentre l'ex biancorosso Chris Wright è adatto al basket di Caja ma in quest'annata a Trieste viaggiava a 200mila dollari. Tra gli ex italiani all'estero Derek Needham può occupare due ruoli, ma ha aspettative di guadagno e vetrina europea; l'ex cremonese Kenny Hayes avrà tanti occhi addosso visto il titolo di capocannoniere in Turchia (21,5 al Demir). Buoni riscontri a Limoges per l'ex romano Jordan Taylor che viaggia ancora a cifre importanti. Scommesse ragionate potrebbero essere Brandon Taylor dall'A2 di Bergamo o l'ex biancorosso Tyler Larson che a Francoforte ha viaggiato a 15.9 punti e 5,4 assist col 39% da 3. LE GUARDIE È il ruolo in cui si cerca la prima punta dopo l'addio di Avramovic : il tiratore pesarese James Blackmon (secondo marcatore della A a 19.7 punti di media) o il sassarese Tyrus McGee (già a Cremona con Andrea Conti) potrebbero avere un profilo adatto; escluso invece l'ex biancorosso Dominique Johnson che si indirizza ormai verso leghe poco impegnative ma molto remunerative (35mila dollari al mese in Libano). Ex italiani all'estero: spicca Trae Golden, ex Chieti, capocannoniere in Russia a Saratov, mentre Dwight Hardy da Limoges ha qualità ed esperienza ma pure 33 anni. L'ex reggiano Garrett Nevels in Spagna ha esplosività ma tiro ballerino, il veterano Michael Jenkins protagonista ad Astana è affidabile ma da accoppiare ad un play brioso perché non è una prima punta. Stesso discorso per il torinese Tekele Cotton. LE ALI PICCOLE È lo spot nel quale si proverà ad inserire un uomo di raccordo tra i reparti. Tra gli ibridi a metà col settore guardie il triestino Jamarr Sanders o il canturino Gerry Blakes; già fuori portata economica l'ex cremonese Kelvin Martin che a Bologna viaggia a 180mila dollari. Ma nell'ottica delle scommesse potrebbe essere il ruolo giusto per inserire un europeo, visto che con le 18 squadre in A ci sarà un visto in meno (7 rispetto agli 8 del 2018/19). LE ALI FORTI È l'altro ruolo su cui si vorrebbe investire. L'ex capocannoniere Marcus Landry, MVP del 2016/17 a Brescia, lancia segnali verso l'Italia (potrebbe piacere a Venezia?) ma a 34 anni il tassametro corre... Tra gli ex italiani all'estero bene l'ex cremonese Cameron Clark a Le Mans e l'ex agrigentino Perrin Buford a Saratov. Potrebbe anche essere l'occasione per mettere a frutto le esperienze in FIBA Cup ed esplorare ex rivali in Europa come Chase Fieler di Ostenda e Devin Oliver di Wurzburg. IL CAMBIO DEGLI ESTERNI Qualche ipotesi dall'A2 (Terrance Roderick di Bergamo, Kenny Hasbrouck della Fortitudo Bologna, Tourè Murry di Piacenza, La'Marshall Corbett di Montegranaro) da vagliare al cambio del desiderio di accettare meno soldi pur di giocare in A. L'idea è cercare comunque in quel range - comprendendo profili tipo Derrick Marks e Phil Greene - un giocatore che possa anche dare minuti in regia. Giuseppe Sciascia
  23. La Pallacanestro Varese si sposta da piazza Monte Grappa a Masnago. Ultima estate nel cuore della città per il club biancorosso, pronto a trasferire entro metà ottobre anche tutta l'attività extratecnica nell'area del palasport "Lino Oldrini". Dopo otto anni nella centralissima location inaugurata nel 2011, gli uffici del sodalizio guidato dal presidente Marco Vittorelli si sposteranno nell'area adiacente all'Enerxenia Arena. Esauriti gli spazi interni all'ormai cinquantacinquenne casa del basket inaugurata nel 1964 con gli ultimi lavori di costruzione del Pallacanestro Varese Store e degli uffici del settore giovanile, la nuova sede del club biancorosso sorgerà all'esterno della struttura ma sempre in piazzale Gramsci. Il nuovo cuore amministrativo della società sorgerà nell'area degli ex spogliatoi del vecchio PalaNuovo, la tensostruttura dismessa da oltre 10 anni che ha conservato solo la parte in muratura. I lavori sono programmati per l'estate con la piena operatività della nuova sede prevista per l'inizio dell'autunno. La volontà è quella di rendere sempre più forte il legame tra Masnago e la Pallacanestro Varese, concentrando in un'area ristretta l'attività sportiva e quella amministrativa. C'è anche il rapporto sempre più solido con il Comune che, in attesa dell'approvazione della nuova convenzione per l'utilizzo dell'Enerxenia Arena discussa nei mesi scorsi, farà sentire concretamente la sua vicinanza alla realtà sportiva più blasonata della città. Inoltre, il trasferimento a Masnago rientra nel piano di riorganizzazione societario che razionalizzerà alcuni costi (tale era ovviamente l'affitto dell'appartamento di piazza Monte Grappa). Dunque l'area di piazzale Gramsci sarà a tutti gli effetti identificata con l'attività a 360 gradi - in campo e fuori - della Pallacanestro Varese che sul parquet del "Lino Oldrini" proseguirà a lavorare con la prima squadra e gli atleti dell' A-cademy giovanile. Il nuovo impianto con foresteria che Gianfranco Ponti vuole costruire a Calcinate degli Orrigoni ha completato la fase pro- gettuale, ma si attende il varo del bando da parte del Comune per iniziare il vero e proprio iter burocratico. Intanto, la società prosegue la ricerca di nuovi sponsor in attesa che il CdA approvi formalmente il budget per la stagione 2019/20: tempistiche non superiori alla decina di giorni, anche se l'area tecnica è attiva alla luce dell'accordo con Natali e della proposta di rinnovo biennale a Cain oltre ad altre operazioni relative allo staff tecnico. Intanto, ufficializzato ieri l'accordo con Macron come nuovo sponsor tecnico: accordo quadriennale con l'azienda bolognese che vestirà Varese fino al 2023. Giuseppe Sciascia
  24. La Pallacanestro Varese aggiunge una certezza nel roster 2019/20 e prova ad affondare il primo colpo di spessore relativo allo star-tingfive. Il club di piazza Monte Grappa ha formalizzato la sua offerta di rinnovo del contratto a Tyler Cain: un biennale secco senza clausole d'uscita che legherebbe il centro del Minnesota ai biancorossi fino al 2021. Ora la palla passa al giocatore statunitense che dovrà decidere se togliersi prestissimo dal mercato, accettando rapidamente l'offerta dell'Openjobmetis, o valutare più approfonditamente il mercato (la clausola d'uscita dal suo attuale 1+1 scade il 10 luglio) in cerca di opportunità più remunerative all'estero. Il centro Usa, architrave difensiva del sistema Caja (secondo rimbalzista del campionato 2018/19 a 10,8 di media-partita), sarebbe così il primo tassello del quintetto della Varese che verrà. Il club ha fatto un piccolo sforzo economico per convincerlo a fidelizzarsi per altre due stagioni, ma confida soprattutto nell'appeal che la Città Giardino vanta nei confronti dell'atleta. Cain diverrà padre per la seconda volta entro poche settimane ed ha espresso più volte il suo gradimento sulla sistemazione per la sua famiglia: rinnovare per due anni con l'OJM significherebbe stabilità. Il centro del 1988 per le sue caratteristiche da "colletto blu" senza grandi qualità offensive (9,7 punti nel 2018/19) è elemento adatto solo ad allenatori di sistema; ciò non significa che non possa avere mercato altrove (nell'estate 2018 arrivò una richiesta da un club di Eurocup con buyout però minimo), ma Varese auspica che la scelta di accettare in tempi rapidi o aspettare più avanti non sia legata soltanto a fattori economici. Intanto c'è il sì di Nicola Natali, che ha accettato il rinnovo annuale proposto dall'OJM: per la terza stagione consecutiva l'ala di Montecatini vestirà la maglia biancorossa, mettendosi a disposizione di Attilio Caja per un ruolo da decimo uomo disposto a dare tutto in allenamento ed a farsi trovare pronto in partita (3,1 punti in 8,6 minuti nel 2018/19; erano stati 1,8 in 8,6 due anni fa). Natali si aggiunge a Ferrero e Tambone nella lista delle certezze italiane, mentre - compatibilmente con gli impegni scolastici alla mattina - si va verso il coinvolgimento nel gruppo di lavoro in allenamento dei primi elementi dell'Academy giovanile: i papabili sono i 18enni Omar Seck e Dusan Raskovic. oltre a qualche altro elemento che sarà reclutato attraverso il nuovo responsabile del settore giovanile Stefano Bizzozi. Di fatto il parco italiani è quasi al completo: all'appello mancherà soltanto il cambio del pivot che, nell'ipotesi auspicabile della conferma di Cain, sarà un elemento in grado di dare 8-10 minuti di sostanza difensiva. Dunque non un investimento imponente per un'Openjobmetis che concentrerà la quasi totalità delle risorse non allocate nei rinnovi sui 4 stranieri da quintetto e sul primo cambio degli esterni tuttora da individuare. In attesa che le giovanili producano italiani (di passaporto o di formazione) di alto livello, il valore della Varese che verrà sarà legato a filo doppio alle scelte sugli stranieri. Giuseppe Sciascia
  25. La Pallacanestro Varese lancia la campagna abbonamenti 2019/20 facendo riferimento alla sua identità. "Noi siamo Varese" lo slogan scelto dalla società di piazza Monte Grappa per la vendita delle tessere stagionali: si partirà con la prima tranche... al buio dal 4 all'8 giugno, poi dal 18 al 27 luglio la seconda fase a mercato quasi completo e l'ultima parte si terrà dal 5 al 14 settembre. «Per la prima fase chiediamo ai tifosi un atto di fede al di là delle conferme, ma abbiamo scelto lo slogan come segnale dell'identità che abbiamo avuto in queste ultime due stagioni - spiega il g,m. Andrea Conti -. Varese gioca un basket organizzato, aggressivo e corale che soprattutto in casa ci ha permesso di ottenere imprese importanti. Lo confermeremo anche nella prossima annata, pur cercando un paio di innesti di talento per abbinare spettacolo e risultati». PREZZI IN SU CON DUE GARE IN PIÙ - Confermate le tre fasce di prezzi con rincari su seconda e terza fase (rispettivamente 20 e 65 euro in più per la Tribuna Gold, 20 e 40 per la Silver e 10 e 30 per Galleria e Curva Nord). Il costo complessivo è aumentato rispetto al 2018/19 in funzione delle 17 partite casalinghe previste dal nuovo format della serie A a 18 squadre rispetto alle 15 gare delle ultime stagioni, anche se l'ufficialità dell'aumento delle partecipanti al massimo campionato ci sarà soltanto dopo il Consiglio federale del 16 luglio. Sulla prima fase si tratta di 15 euro in più per la Gold e 10 per Silver, Galleria e Curva Nord, in realtà è diminuito il prezzo unitario per ogni singola partita (ad esempio per la Gold da 27,3 a 25,9 euro). PRELAZIONI E SCONTI - I 2.798 abbonati del 2018/19 potranno esercitare la prelazione sia nella prima che nella seconda fase (termine ultimo 27 luglio), mentre i nuovi abbonati potranno scegliere tra i posti liberi. L'ultima tranche di settembre sarà invece in modalità vendita libera. Le tessere saranno in vendita nella sala Giancarlo Gualco dell'Enerxenia Arena di Masnago oppure on line su www.pallacanestrovarese. it sia per chi rinnova sia per i nuovi abbonati. Previste tariffe agevolate per i soci del Trust (50 euro su Gold e Silver e 40 su Galleria e Curva Nord nella prima fase) più sconti per Over 65 e le fasce 14-18, 18-24 e Under 14 (60 per cento in meno su tutti gli ordini di posti). Sconti anche per genitore e under 18 o 14 e per i nuclei con quattro o più familiari. Chi si abbona avrà il 10 per cento di sconto sul merchandising.
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