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  1. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare l’ingaggio di Anthony Morse, centro statunitense di 203 centimetri per 103 chili che ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2020-2021. Morse lo scorso anno ha vestito la maglia di Imola, in A2, risultando uno dei migliori giocatori del torneo grazie a 18 punti ed oltre 7 rimbalzi di media. Per lui si tratta della prima esperienza in Serie A. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo contenti che Anthony abbia firmato per noi perché crediamo molto nelle sue doti atletiche e tecniche. Avrà modo di mettersi alla prova ad un livello più alto rispetto a quello a cui è stato abituato negli ultimi due anni, ma siamo convinti che la sua energia possa esserci utile». Anthony Keith Morse si forma alla Tennessee Tech University dove, nel suo ultimo anno, mette a referto quasi 8 punti, 6 rimbalzi e 2 stoppate di media a partita. Terminati gli studi, si trasferisce subito in Europa vestendo prima la maglia dell’Atomeromu in Ungheria e poi, nella stagione 2017-2018, quella del Braunschweig, in Germania, dove mette in mostra le sue qualità con 6.2 punti e 4.8 rimbalzi ad allacciata di scarpe. L’anno dopo approda in Italia, a Mantova; in A2 esplode definitivamente con una stagione da 13.2 punti ed oltre 10 rimbalzi di media (il migliore del Girone Est) in 30 partite di regular season disputate, risultando uno degli elementi decisivi nell’approdo ai playoff dei suoi. La passata stagione firma per Imola; con la maglia dell’Andrea Costa, prima della sospensione del campionato per l’emergenza Covid, è protagonista assoluto dei con una stagione da 18 punti e 7.3 rimbalzi di media.
  2. L’Openjobmetis ha chiuso formalmente ieri l’operazione Anthony Morse. Accordo garantito per l’intera stagione con il 26enne centro statunitense residente a Mozzate insieme alla moglie bustocca, attraverso il matrimonio con la quale riceverà in tempi relativamente brevi la cittadinanza italiana (pratiche già avviate ma bloccate dall’emergenza Covid-19). In realtà lo status regolamentare del nuovo pivot di riserva non cambierà col nuovo passaporto: a meno di una convocazione con l’Italbasket per una partita ufficiale, Morse giocherà in quota stranieri pur facendo a meno del visto extracomunitario. «Ci siamo accordati per l’intera stagione anche alla luce dell’opportunità della cittadinanza italiana che potrebbe arrivare durante l’anno - spiega Andrea Conti - Anthony ha le caratteristiche che ci servivano a costi accessibili, è una scommessa su un giocatore nel quale vediamo un buon potenziale». Resta l’ultimo punto interrogativo legato alla situazione di Matteo Tambone: la guardia romana sarebbe una opzione calda per Pesaro, disposta eventualmente ad offrigli anche un posto in quintetto base se l’alternativa Ariel Filloy non dovesse accettare l’offerta biennale recapitatagli dalla Vuelle. L’impasse sull’offerta di rinnovo “allunga e spalma” di Varese sembra ormai impossibile da sbloccare: a meno di colpi di scena - leggi nessuna offerta concreta per accasarsi altrove - l’esterno del 1994 lascerà l’Openobmetis entro il termine del 10 luglio dell’uscita dall’attuale contratto che il club biancorosso aveva chiesto di rinegoziare. Evidente che la società del presidente Vittorelli non compirà alcuna mossa in attesa di comunicazioni dal giocatore, e cercherà un sostituto solo nel momento in cui Tambone formalizzerà la sua partenza. In tal caso però non servirà una ricerca particolarmente approfondita virando sulla conferma di Ingus Jakovics, in attesa di un cenno da Varese sin dal momento in cui la società biancorossa aveva salutato Josh Mayo. Entro una settimana la matassa si sbroglierà ma qualsiasi finale diverso dal copione apparentemente già scritto sarebbe una grossa sorpresa. Giuseppe Sciascia
  3. È con grande orgoglio che Pallacanestro Varese annuncia l’ingaggio di Luis Scola che ha firmato un contratto con il club biancorosso valido fino al termine della stagione sportiva 2020-2021 con opzione di rinnovo per quella successiva. “El General” è una leggenda della pallacanestro mondiale che ha sposato il progetto varesino con entusiasmo e la professionalità che ha sempre contraddistinto il suo percorso nel basket. Una carriera, la sua, costellata di successi di squadra ed individuali, nei club e con la Nazionale, che l’hanno portato ad essere uno dei migliori giocatori del panorama internazionale. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo orgogliosi di poter aggiungere alla già gloriosa storia di Pallacanestro Varese un giocatore del calibro di Luis Scola. Crediamo fortemente che la sua presenza possa servirci sia in campo, da un punto di vista tecnico, che, soprattutto, fuori, grazie alle sue innate doti carismatiche e di leadership che ha sempre dimostrato. Anche in questo caso, è d’obbligo il ringraziamento nei confronti della proprietà, composta da “Varese nel Cuore” ed “Il Basket Siamo Noi”, il gruppo “Orgoglio Varese” e tutti gli sponsor che gravitano intorno al nostro mondo». Luis Scola nasce a Buenos Aires il 30 aprile 1980. Inizia a giocare a basket fin da bambino nel Club Ferro Carril Oeste debuttando in Prima Squadra nella stagione 1996-97. Da qui si trasferisce in Spagna, a Vitoria, dove, ad esclusione di una stagione in prestito a Gijon, vi rimane fino al 2007. Con la maglia del Baskonia Scola fa incetta di trofei: un campionato, tre Coppe del Re e due Supercoppe. A livello individuale vince due premi come MVP della Liga ACB, uno come MVP della Supercoppa e per due volte viene inserito nel primo quintetto di Eurolega. Nel 2007 approda in NBA; tra i pro rimane dieci anni (Houston, Phoenix, Indiana, Toronto e Brooklyn) per un totale di oltre 740 partite. Dopo due anni in Cina, lo scorso anno Milano lo porta in Italia: in LBA gioca 15 partite mettendo a referto 11.2 punti e 3.2 rimbalzi in 19’ medi di utilizzo, mentre in Eurolega (con lo stesso minutaggio) viaggia a più di 9 punti e 4.4 rimbalzi. Scola è anche e soprattutto una colonna della sua Nazionale, con la quale ha vinto l’oro nell’Olimpiade del 2004, il bronzo in quella del 2008, e due medaglie d’argento ai Mondiali del 2002 e del 2019. In quest’ultima edizione Scola ha segnato 18 punti e catturato 8 rimbalzi di media finendo nel miglior quintetto della manifestazione.
  4. È con piacere che Pallacanestro Varese annuncia l’avvenuto ingaggio di Jason Rich. Guardia statunitense classe ‘86, Rich ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2020-2021. Rich torna in Italia per la quinta volta in carriera dopo le esperienze a Cantù (2008-2009), a Cremona (da gennaio 2012 e poi nella stagione 2013-2014) e ad Avellino (2017-2018), annata, quest’ultima, chiusa da MVP del campionato. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo orgogliosi dell’arrivo di Jason, che rappresenta quel giocatore importante che stavamo cercando. Sia io che coach Caja conosciamo bene la persona e siamo felici che non abbia esitato a firmare con il nostro amato club. Dobbiamo ringraziare la proprietà e gli sponsor che sostengono e continueranno a sostenere il nostro progetto». Jason Rich nasce a Pensacola, in Florida, il 5 maggio 1986. Si forma alla Florida State University e poi approda subito in Europa nelle fila di Cantù, squadra con la quale mette in mostra le sue qualità realizzative chiudendo l’anno con una media di 9.8 punti (45% da due e 39% da tre). Le due successive stagioni le trascorre in Israele (Maccabi Haifa e all’Hapoel Gerusalemme) e poi, nel 2011-2012, va in Belgio, ad Ostenda, dove segna 15.7 punti di media in campionato e 13.3 in Eurocup. Il 31 gennaio 2012 torna in Italia rispondendo alla chiamata di Cremona; agli ordini di coach Caja è autore di un ottimo girone di ritorno, chiuso con ben 16 punti in 33’ di utilizzo. Dopo una stagione trascorsa in Russia (Enisey Krasnojarsk), nell’estate del 2013 torna a vestire la maglia della Vanoli Cremona (17.3 punti, 6 rimbalzi e 3.3 assist ad allacciata di scarpe), e quindi si trasferisce in Francia dove rimane tre anni tra Élan Chalon e Paris-Levallois. Nel 2017-2018 torna nuovamente in Italia, stavolta ad Avellino; con gli irpini è autore di una stagione devastante (18.4 punti) che gli vale, a fine anno, il titolo di MVP del campionato. Nelle ultime due stagioni Rich ha giocato in Turchia nelle fila di Beşiktaş e Gaziantep.
  5. Pallacanestro Varese è contenta di annunciare l’ingaggio di Denzel Andersson. Ala di nazionalità svedese di 203 centimetri per 95 chili, ha firmato un contratto con la società biancorossa fino al termine della stagione sportiva 2020-2021 con opzione per quella successiva. Per Andersson si tratta della prima esperienza lontana dal suo paese di origine; lo scorso anno, con la maglia del Basketball Club Luleå, è stato nominato miglior giocatore svedese del campionato oltre che miglior difensore. Denzel è un atleta dinamico sia in attacco, dove spesso conclude al ferro, sia in difesa, dove ha mostrato un ottimo tempismo per le stoppate; inoltre è capace di aprire il campo con un buon tiro da 3 punti. Denzel Andersson, ala Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono super entusiasta di giocare per il pubblico varesino e non vedo l’ora di conoscere i miei nuovi compagni di squadra e tutta la struttura di Pallacanestro Varese. Sono sicuro che il prossimo anno ci divertiremo». Denzel è nato a Sundsvall il 21 settembre 1996 e, seguendo le orme del padre Jerome (campione NBA con la maglia di Boston nel 1976) e della madre Kristina (allenatrice), inizia fin da subito a giocare basket ai Sundsvall Dragons prima di trasferirsi al BG Luleå BK, nel secondo livello del campionato svedese di pallacanestro. Nel 2015 sale di categoria trasferendosi al Basketball Club Luleå; il suo rendimento migliora di anno in anno (prezioso il suo apporto nella vittoria del campionato nel 2017) fino alla stagione scorsa quando, grazie a 15 punti (34.3% da 3) e 7 rimbalzi di media a partita, è decisivo nella vittoria della coppa nazionale e viene nominato miglior giocatore svedese e miglior difensore del campionato. Andersson, lo scorso anno, ha anche indossato la maglia della propria nazionale in occasione dei preliminari di Eurobasket 2021. In due partite disputate ha messo a referto 4.5 punti, 4 rimbalzi e 1.5 assist ad allacciata di scarpe.
  6. Luis Scola ha pronunciato il sì più atteso da Varese. Non è ancora quello della firma del contratto che lo legherà all’OJM per la stagione 2020/21, ma è l’assenso ad avviare le negoziazioni economiche per portare a termine la trattativa per il suo approdo in maglia biancorossa. Un passo avanti potenzialmente decisivo per quello che potrebbe essere il colpo più importante della storia recente della Pallacanestro Varese alla luce della carriera da superstar del giocatore del 1980. Il colloquio di ieri mattina con Attilio Caja ha trasmesso alla stella argentina le sensazioni giuste sul fatto che il coach pavese e l’Enerxenia Arena possano essere la situazione ottimale per la sua voglia di continuare a giocare dopo 22 anni da professionismo tra Europa e Stati Uniti (sbarcato in Spagna nel 1998 e dal 2007 al 2017 in Nba con 12,0 punti di media in 743 partite). “Artiglio” aveva già espresso negli incontri precedenti le sue idee tecniche sull’utilizzo del lungo argentino, il quale nello scacchiere tattico dell’OJM che verrà sarebbe il pivot titolare con possibilità di utilizzare la sua doppia dimensione interna ed esterna in fase offensiva. Ieri il giocatore ex Olimpia Milano, che nel 2019/20 ha prodotto 9,2 punti e 4,4 rimbalzi di media in Eurolega, ha voluto approfondire la conoscenza del suo potenziale futuro allenatore in un dialogo a tutto campo al di là di tecnica e tattica. Scartata la soluzione Trieste logisticamente fuori portata per i suoi desideri di vivere vicino alla famiglia che resterà nella casa di Milano messa a disposizione dall’Olimpia, lunedì scorso Scola era stato anche a Reggio Emilia, che aveva messo sul piatto la sua proposta tecnica e logistica per convincere l’atleta del 1980. Ma Varese è stata sin dall’inizio la scelta del giocatore ex Vitoria; per l’Ojm il passo avanti di ieri potrebbe essere quello decisivo: «L’idea iniziale era “Se devo giocare in Italia, probabilmente lo farò a Varese”, ma quella fase è superata. Luis ha fatto le sue verifiche, probabilmente sono positive, adesso siamo al punto di partenza di una negoziazione economica. Fedele a Trapattoni e al suo “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” attendiamo fiduciosi notizie positive» spiega il consigliere biancorosso Toto Bulgheroni, colui che più di tutti si è speso per convincere il campione olimpico del 2004 e vicecampione mondiale del 2019 a vestire la maglia dell’Openjobmetis. Dunque, oggi si entrerà nel vivo della trattativa provando a mettere a fuoco quei dettagli di ordine pratico - l’appartamento a Milano, la scuola per i quattro figli, l’eventuale appoggio logistico a Varese - indispensabili per far quadrare il cerchio della trattativa. Il sì ufficiale e definitivo è atteso entro la giornata di domani, ma il più importante sembra quello pronunciato ieri dalla superstar argentina. Giuseppe Sciascia
  7. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare l’ingaggio di Michele Ruzzier. Playmaker classe 1993 di 183 centimetri per 82 chili, ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione 2020-2021 con opzione di rinnovo per la stagione successiva. Ruzzier è un giocatore che ama attaccare il ferro in modo aggressivo e con grande velocità concludendo le azioni sia per se stesso che per i compagni di squadra. «Sono molto felice di ritrovare coach Attilio Caja ed Andrea Conti, due professionisti con i quali ho già avuto il piacere di lavorare -le sue prime parole da biancorosso-. Allo stesso tempo sono anche orgoglioso di indossare la maglia della Pallacanestro Varese, club storico ed unico nel nostro panorama. Sono carico e non vedo l’ora di iniziare». Michele Ruzzier nasce il 9 febbraio 1993 a Trieste, città nella quale, all’età di quattro anni, inizia a muovere i primi passi nel mondo del basket. Dopo gli anni trascorsi all’Azzurra Trieste, “Ruz” si trasferisce alla Pallacanestro Trieste, dove termina il percorso delle giovanili ed esordisce in Prima Squadra in A Dilettanti. L’anno successivo inizia a trovare maggiore spazio e contribuisce alla promozione in LegaDue della formazione triestina con oltre 8 punti di media in più di 21 minuti di utilizzo. Dopo due buone stagioni, nel 2014 si trasferisce alla Reyer Venezia, squadra con la quale mette a referto 82 partite facendo il suo esordio in Serie A. Nel 2016-2017 gli orogranata lo cedono in prestito alla Fortitudo Bologna, in LegaDue. Nonostante una stagione estremamente condizionata dagli infortuni, Michele mette in mostra tutte le sue qualità risultando comunque prezioso per l’approdo dei suoi in finale promozione, poi vinta da Brescia. L’anno successivo torna in Serie A nelle fila di Cremona agli ordini di coach Sacchetti, dove compie il definitivo salto di qualità affiancando Trevis Diener in cabina di regia. Nel 2018-2019 vince la Coppa Italia (per lui 12 punti con 3/6 da tre nella finale contro Brindisi) e contribuisce a trascinare la Vanoli ad uno storico secondo posto in campionato. La passata stagione migliora ulteriormente le sue medie, chiudendo con 9.5 punti e 3.1 assist di media a partita. Ruzzier è da molti anni nel giro delle squadre nazionali. Con l’Under 20 ha conquistato l’Europeo del 2013 in Estonia. L’anno dopo ha partecipato alla Nazionale Sperimentale allenata da coach Caja. Lo scorso anno, infine, ha esordito con la Nazionale A disputando le gare contro Russia ed Estonia valide per le qualificazioni ad EuroBasket 2021.
  8. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare l’avvenuto ingaggio di Niccolò De Vico che vestirà la canotta della Openjobmetis fino al termine della stagione sportiva 2021-2022. L’ala classe 1994 arriva nella Città Giardino dopo le esperienze in Serie A con Reggio Emilia (dal 2017 al 2019) e Cremona (lo scorso anno). «Sono contentissimo ed emozionato di essere arrivato a Varese, una squadra importante ed una piazza storica del nostro basket -le sue prime parole-. Non vedo l’ora di cominciare e di giocare di fronte al pubblico biancorosso che è sempre carico più che mai». Nato a Monza il 19 luglio del 1994, De Vico cresce nel settore giovanile della Pallacanestro Biella, squadra con cui fa il suo esordio nella massima serie nel 2010 e con cui, nel 2014, conquista la Coppa Italia LNP. Nel 2016 diventa capitano della formazione piemontese e contribuisce a trascinarla ai playoff di categoria con 12 punti (41% da 2 e 36% da 3) e 4 rimbalzi di media, cifre che riesce a migliorare nelle 5 gare di post-season disputate (oltre 15 punti e 5 rimbalzi ad allacciata di scarpe). Il suo rendimento non passa inosservato in Serie A tanto da ricevere la chiamata di Reggio Emilia che lo blinda con un biennale (con opzione per una terza e una quarta stagione). In due anni, in maglia Grissin Bon, produce 5.5 punti di media in 17.7 minuti di utilizzo. Il 10 luglio 2019 si trasferisce a Cremona, alla corte di Meo Sacchetti; proprio contro Varese, il 21 dicembre 2019, disputa la sua miglior partita in fatto di punti: 14 in 18’ con il 75% da 2 ed il 40% da 3.
  9. Trovato il bomber, ora manca il direttore d’orchestra. In attesa di finalizzare l’aspetto contrattuale dell’affare Jason Rich, con la certezza della volontà dell’ex Mvp della serie A 2017/18 di tornare a giocare per Attilio Caja, l’Openjobmetis prepara per oggi un summit decisivo sulla scelta dell’erede di Josh Mayo in regia. L’investimento importante per il bomber ex Avellino e la possibilità concreta di inserire un altro realizzatore come Luis Scola (entro fine settimana la superstar argentina scioglierà la riserva) spinge Varese verso un uomo d’ordine e di sostanza, sia per motivi di costi che di incastri tecnici. Se Rich ed - auspicabilmente - l’ex Olimpia saranno i punti di riferimento offensivi sul perimetro e dentro l’area, la società prealpina ha bisogno di un giocatore che garantisca equilibrio, impatto difensivo ed affidabilità. Ma finora la lista degli stranieri visionati non ha fatto scaturire un profilo adeguato alle necessità tecniche - ed alle disponibilità economiche - che l’Ojm ha a disposizione per il suo nuovo playmaker. Per questo potrebbe prendere quota l’ipotesi Michele Ruzzier, che possiede caratteristiche in grado di combaciare con le necessità tecniche della compagine biancorossa. Il 27enne playmaker triestino che Attilio Caja ebbe nel 2014 in Nazionale Sperimentale ed Andrea Conti portò a Cremona nel 2017/18 è in uscita dalla Vanoli (dove ha contratto - decisamente pingue e a 6 cifre - per la stagione 2020/21) alla luce dell’incertezza sul futuro del club lombardo. L’atleta del 1993 è reduce dalla migliore annata della sua carriera in A (9,5 punti e 3,1 assist in 26,6 minuti medi): sulle piste del giocatore c’è la sua alma mater Trieste, pronta a convincerlo con un’offerta economica importante per farlo tornare a casa dopo 6 stagioni tra Venezia e Cremona. Ma all’Allianz dovrebbe dividersi i minuti con Juan Fernandez, mentre l’Ojm potrebbe prospettargli quel ruolo da titolare che desidera per confermarsi in azzurro dopo le due apparizioni con l’Italbasket a febbraio 2020 (7 punti in 18’ contro la Russia e 2 in 12’ contro l’Estonia). Una volta trovata la quadra per lasciare la Vanoli, Trieste sarebbe pronta a chiudere con Ruzzier; se a Varese il giocatore interessa dovrà muoversi in fretta, ma al momento è opzione vagliata e non definitiva in attesa di visionare un altro gruppo di papabili nel brainstorming che l’area tecnica biancorossa svolgerà oggi con Attilio Caja. Se spunterà uno straniero migliore nel pacchetto complessivo tra caratteristiche e costi, allora l’Ojm non approfondirà il discorso. Altrimenti intavolerà una trattativa concreta con il giocatore del 1993, anche nell’ipotesi di proporsi in una versione “Mini Club Italia” con soli 4 stranieri e 6 italiani in organico. Ma oggi sarà giornata decisiva anche su un altro fronte con la risposta definitiva di Matteo Tambone alla proposta di Varese di rinegoziare il contratto in essere allungando fino al 2022 (ma con uscita fra 12 mesi) il rapporto attualmente in essere fino al 2021. La volontà di entrambe le parti era, è e resta quella di andare avanti insieme; se però il problema dell’intesa economica ancora da raggiungere si rivelasse insormontabile, l’Ojm potrebbe virare su Ruzzier per la regia e riaprire il discorso con Ingus Jakovics come primo cambio degli esterni. Giuseppe Sciascia
  10. L’Openjobetis e Josh Mayo sono pronti a dirsi addio. Accordo imminente per la transazione del contratto residuo tra la società del presidente Vittorelli e il playmaker statunitense: negoziazioni fortemente intensificate ieri, con possibilità di chiusura in tempi rapidi, alla luce del pressing fortissimo sul giocatore del 1987 da Scafati e Napoli, le due realtà più ricche dell’A2 (ma anche la Givova ha incassato il no di Jalen Cannon, al quale aveva proposto un’offerta a 7 cifre superiore a quella dell’OJM). Di fatto Mayo si è convinto a lasciare Varese, e alla società biancorossa poco importa quale sarà la sua destinazione futura (ma pare che Napoli possa avere qualche atout in più rispetto al club dove aveva già militato nel 2015/16). A questo punto l’area tecnica biancorossa inizierà a valutare un’alternativa che possa comunque garantire ordine, tiro ed energia, senza però gettare sul ruolo del play titolare un gruzzolo imponente che verrà tenuto da parte per lo spot di guardia. Prima di scegliere la tipologia del playmaker straniero il g.m. Andrea Conti vuole chiudere definitivamente l’accordo con Matteo Tambone per l’operazione “allunga e spalma” fino al 2022. La volontà del giocatore romano sarebbe quella di restare a Varese, serve concretizzarla con un accordo con l’agente; solo in caso di divorzio a sorpresa dal romano (al momento improbabile) ci sarebbero chances per un ritorno di Ingus Jakovics. Senza Mayo ma con Tambone l’idea dell’OJM è quella di cercare un regista puro, aprendosi anche al mercato degli europei, per tenere da parte il “tesoretto” da investire su una guardia in grado di accendere squadra e tifosi. Sarà questa l’operazione cardine del mercato estivo biancorosso, attendendo che i big calino le pretese - siano essi Toney Douglas, Jason Rich o eventuali alternative - per arrivare all’obiettivo richiesto. Per il resto è stallo assoluto attendendo notizie da Luis Scola, transitato lunedì in città per una breve visita tra Enerxenia Arena e Campus con Toto Bulgheroni nei panni dell’anfitrione per mostrare al lungo ex Houston Rockets le strutture a disposizione del club biancorosso. Il viaggio puramente conoscitivo, senza alcuna trattativa imbastita, restringe però il cerchio delle possibilità per la 40enne superstar argentina: qualora deciderà di fermarsi in Italia e continuare l’attività, sarà Varese la scelta per giocare l’ultimo anno della sua carriera preparandosi alla quinta Olimpiade a Tokyo 2021. Ma la palla è tutta nelle mani del cestista sudamericano e della sua famiglia che dovranno decidere se mantenere la base a Milano e soprattutto se puntare allo storico record di continuità ai Giochi 17 anni dopo l’oro vinto con l’ex varesino Ruben Magnano in panchina. Per l’OJM aspettare non costa nulla: da sogno proibito della scorsa settimana l’operazione pare più concreta, ma al di là del biglietto da visita presentato all’ex Olimpia il club biancorosso non ha modo di intervenire nella decisione totalmente afferente la sfera personale di Scola. Giuseppe Sciascia
  11. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare di aver raggiunto un accordo con l’ala Artūrs Strautiņš. L’italo-lettone classe ’98 ha firmato un contratto con il club biancorosso della durata di due anni con opzione per il terzo. Strautiņš arriva a Varese dopo l’ottima stagione in Serie A2 dove, in 6 presenze, ha totalizzato 11.7 punti e 4.3 rimbalzi di media. Artūrs Strautiņš, ala Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono molto felice di aver trovato un accordo con Pallacanestro Varese, squadra storica del panorama cestistico italiano. Mi sto già allenando per arrivare pronto alla prossima stagione dove, al fianco dei tifosi biancorossi, disputeremo tante battaglie. Non vedo l’ora di cominciare». Nato a Jūrmala il 23 ottobre del 1998, Strautiņš inizia a giocare a pallacanestro vestendo la canotta del DSN Rīga, squadra con la quale esordisce anche in Prima Squadra diventando il secondo giocatore più giovane a debuttare nella LBL, all’età di 14 anni, 11 mesi e 27 giorni. Nell’estate del 2014 viene portato in Italia da Reggio Emilia dove, oltre a proseguire il suo percorso con le giovanili (grazie al quale ottiene la formazione italiana), fa il suo esordio in Serie A ed in Eurocup. Nel 2017 passa all’Orlandina dove va a referto solo in 4 occasioni fino a quando, a novembre, si trasferisce in prestito ad Orzinuovi chiudendo il campionato di A2 con 11.1 punti e 7.3 rimbalzi di media in 22 partite giocate. Nella stagione 2018-2019 firma un triennale con Trieste; il primo anno il suo contributo è prezioso e, grazie a 7 punti e 4 rimbalzi ad allacciata di scarpe, contribuisce a portare i biancorossi ai playoff. Ai quarti il suo rendimento personale aumenta, ma la formazione di coach Dalmasson è costretta ad arrendersi al cospetto di Cremona. Nonostante la buona annata, l’anno successivo (2019-2020) Strautiņš non riesce a trovare spazio nelle fila di Trieste; decide quindi di risolvere il contratto con i biancorossi di e trasferirsi ad Udine, in A2, dove chiude la stagione con 11.7 punti (36% da 3 e 38% da 2) e 4.3 rimbalzi di media.
  12. Pallacanestro Varese è felice di annunciare l’avvenuto ingaggio del giocatore Giovanni De Nicolao. Playmaker classe 1996, ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2021-2022. De Nicolao, fratello dell’ “Indimenticabile” Andrea che ha vestito la canotta biancorossa dal 2012 al 2014, lo scorso anno ha giocato in Serie A2 per la Fortitudo Agrigento. Per lui si tratta della prima esperienza in assoluto in Serie A. «Sono felicissimo ed orgoglioso di entrare a far parte della famiglia della Pallacanestro Varese -le sue prime parole-. Per me si tratta di una grande opportunità che voglio sfruttare al massimo dando sempre il 100%. Non vedo l’ora di iniziare». A contatto con la pallacanestro fin da bambino, Giovanni muove i primi passi nella Pallacanestro Vigodarzere, la società fondata da papà Stefano, con la quale, nemmeno maggiorenne, disputa il campionato di Serie C Regionale. Dopo le esperienze in serie D a Mestrino ed in C2 a Limena, indossa la maglia della Pallacanestro Vicenza, squadra con la quale vince il campionato di C1, e poi, nel 2015-2016, si trasferisce a Casale, dove si mette alla prova nel campionato di A2. La stagione successiva approda in America dove studia e gioca alla University of Texas a San Antonio; con la maglia dei Roadrunner, Giovanni riesce a mettersi in mostra mostrando non solo buone cifre ma anche e soprattutto doti da leader vero diventando uno dei migliori giovani della storia del club. Dopo la formativa esperienza statunitense, De Nicolao torna in Italia accettando l’offerta di Agrigento; con i siciliani disputa un’ottima annata (9.6 punti, 3.9 rimbalzi e 3.6 assist ad allacciata di scarpe) nel corso della quale conferma le proprie qualità.
  13. Attilio Caja esprime la sua soddisfazione per la metà dell’opera compiuta nella costruzione dell’Openjobmetis 2020/21. Completato il reparto italiani con le conferme di Ferrero e Tambone (al di là del rinnovo in evoluzione) e gli arrivi di Strautins, De Nicolao e De Vico, il tecnico pavese ci tiene a salutare Nicola Natali che si è congedato martedì dopo tre stagioni in biancorosso. «Nik è stato un compagno di viaggio prezioso, anche quando era sacrificato nel minutaggio è sempre stato presente, dimostrando la caratura elevata della persona. Tutti i compagni e lo staff lo hanno sempre apprezzato, a lui va un sentito ringraziamento per la sua professionalità. Sul suo valore umano non avevo dubbi perché lo conoscevo da quando aveva 9 anni e cenavo con suo papà a Roma: sul campo si è meritato tutto quel che ha avuto dimostrando di valere la serie A. Un esempio positivo di un giocatore che senza chiedere spazio prima si è meritato tutto quel che ha avuto». Con 5 italiani Varese è a metà dell’opera: come giudica il lavoro svolto finora? «Sono molto contento del lavoro svolto dalla società per il reparto italiani: abbiamo dato una rinfrescata a livello anagrafico, sul piano della professionalità non c’era bisogno perché anche Gandini era stato ineccepibile, ma abbiamo inserito tre ragazzi con un’età media di 24 anni, con accordi pluriennali e con l’idea di aprire un ciclo nuovo. Confidiamo di ripetere il percorso compiuto da Matteo Tambone, che arrivò a Varese a 23 anni e in tre stagioni è arrivato in Nazionale, sfruttando la guida di capitan Ferrero che è sempre un esempio per i nuovi ed è un trait d’union con la squadra. La parte di Giancarlo non è valutabile solo nei numeri ma in quel che fa giornalmente nel dimostrare con la motivazione e il lavoro il suo valore». Il meno noto, perché esordiente in A, è il 24enne play De Nicolao. «Giovanni ha un’ottima taglia fisica, si sposa bene nel nostro basket giocato a tutto campo con grande energia. È un ragazzo con grandi margini, al primo anno con grandi responsabilità ha avuto un notevole crescendo; la serie A alza l’asticella rispetto all’A2, ma siamo fiduciosi che abbia qualità per darci una mano da subito e non solo in ottica futura». Strautins, la nuova ala piccola, ha gia assaggiato la A a Trieste. «Arturs ha un’energia notevole, colpisce per il suo modo di stare in campo che sprizza intensità: è un carro armato che a volte va frenato anziché spinto, la sua energia va equilibrata facendo sì che i cavalli del motore vengano usati nel modo giusto senza andare in testacoda. Dovrà imparare ad utilizzarli tutti senza sbandare». De Vico sarà invece l’alter ego di Strautins, non solo come ruolo. «Niccolò è più tecnico, al suo controllo e alla pulizia del gesto dovrà al contrario unire qualche fuorigiri per spingere al massimo. Però quando hai controllo del corpo e tecnica puoi rischiare anche il fuorigiri: dovrà fare quel passo per dimostrare anche in A quel ritmo e quell’atletismo che aveva in A2». E i cinque stranieri che mancano all’appello, al di là di Mayo e Simmons che hanno legami contrattuali? «Abbiamo idee sulle quali stiamo lavorando. Sull’aspetto economico sta agendo la società che ha svolto un ottimo lavoro e sono certo che continuerà a farlo. I cinque italiani già in organico ci permettono di essere ragionevolmente sereni; ci sono diverse possibilità in tutti i ruoli, ma per gli acquisti già effettuati sono arrivate tutte opzioni nei piani alti della lista degli obiettivi nel rapporto qualità-prezzo. Al di là delle operazioni in corso sui contratti già in essere, se riuscissimo a farlo anche per gli stranieri sarebbe ottimo». Giuseppe Sciascia
  14. L’Openjobmetis punta lo sguardo su Jalen Cannon per il ruolo di cambio dei lunghi. Il mercato biancorosso guarda ancora verso l’A2 per i ruoli di complemento dello starting five. Dopo Arturs Strautins (che aveva già esperienza in A ma nel finale del 2019/20 ha comunque giocato nel primo campionato dilettantistico) e Giovanni De Nicolao, la società del presidente Vittorelli mette al centro dell’attenzione un altro giocatore che nella stagione passata ha militato nella categoria inferiore. Si tratta di un lungo di 198 centimetri per 102 chili che nelle ultime tre annate ha prodotto cifre importanti in A2: sbarcato in Italia nel 2017 ad Agrigento, Cannon si guadagnò la conferma nella stagione successiva aumentando ulteriormente il fatturato statistico (da 15,4 punti e 9,6 rimbalzi col 57% da 2 a 16,9 punti e 8,2 rimbalzi col 65% da 2). Nell’ultima stagione impatto offensivo ancora più brillante, totalizzando 19,2 punti nelle file della NPC Rieti e aumentando efficacia e frequenza del tiro dal perimetro (36% da 3 su 2,2 tentativi a partita). Il lungo della Pennsylvania è stato secondo miglior marcatore e primo assoluto nella valutazione statistica del girone Ovest dell’A2; non si tratta di un giocatore particolarmente esplosivo, ma di un elemento dal bagaglio tecnico completo, che sa attaccare sia fronte che spalle a canestro. Cannon ha capacità di gioco interno, buon tocco dai 3-4 metri e un tiro frontale divenuto progressivamente più affidabile col passare delle stagioni. Il lungo del 1993 giocava prevalentemente da centro a dispetto della statura, ma può dare minuti anche da ala forte, ruolo nel quale giostrava sporadicamente anche in A2. Di certo non è un giocatore appariscente per salti e prodezze atletiche, ma il suo stile è estremamente concreto; da valutare ovviamente al salto di categoria verso la serie A, mai affrontata nella sua carriera professionistica (prima dei tre anni nella nostra A2 una tappa in Messico e un’altra nella seconda lega di Israele). E la taglia fisica non è certo da omone d’area, compensata però da tecnica, mestiere e soprattutto tanta “fame” di mettersi in mostra e dimostrare di valere un livello superiore rispetto al quale si era cimentato finora. D’altra parte Varese lo scorso anno ha pescato bene in A2 con Jeremy Simmons (che però aveva già assaggiato una prima lega in Belgio); cercare giocatori a costo (relativamente) basso che mostrano disponibilità a misurarsi con una sfida intrigante è il modo giusto per provare a far fruttare le risorse disponibili senza svenarsi in attesa delle scelte sugli elementi cardine della squadra futura. Al momento non c’è ancora accordo tra le parti, ma l’offerta dell’OJM – consona ad un ruolo da cambio – è comunque abbastanza vicina alle aspettative del giocatore e sembra esserci margine per provare a stringere. Cosa che invece al momento non sembra possibile per Andrejs Graziulis, il lungo lettone lo scorso anno in A2 a Tortona sul quale c’è interesse da altri club italiani (è nella lista dei papabili per la Fortitudo Bologna di Meo Sacchetti con vetrina in Champions League) e la richiesta economica pervenuta al club biancorosso è da titolare e non certo da cambio. Riempite le cinque caselle del parco italiani col titolare a due teste Strautins-De Vico nello spot di ala piccola, l’eventuale operazione Cannon completerebbe per intero la panchina biancorossa lasciando un discreto margine per i 4 stranieri titolari tra contratti da rinegoziare e mercato da esplorare in caccia dei big. Giuseppe Sciascia
  15. Varese lavora sul mercato italiano per completare lo spot di ala piccola. Oltre ad Arturs Strautins, che sarà con ogni probabilità il primo acquisto della stagione 2020/21, ci sono altre piste aperte per affiancare il lettone di formazione tecnica tricolore nel ruolo che l’Openjobmetis riempirà con due elementi “nostrani”. I nomi in ballottaggio sono due vecchie conoscenze dei tifosi biancorossi: si tratta di Fabio Mian, già visto a Varese dal 2009 al 2011, e Niccolò De Vico, inseguito a lungo durante la campagna acquisti di tre anni fa. Due giocatori dalle caratteristiche tecniche differenti anche alla luce della fisicità: meno stazzata (192 centimetri per 91 chili) la 28enne guardia-ala reclutata da Stefano Pillastrini dopo il titolo di MVP del Trofeo “Giovani Leggende” 2009, più fisicata (200 centimetri per 93 chili) la 26enne ala di Monza cresciuta nelle giovanili di Biella. Ma per entrambi è il tiro dal perimetro il pezzo forte del repertorio. Mian arrivò a Varese giovanissimo dall’UBC Udine, in due stagioni totalizzò solo 15 punti a referto e nel 2011 venne bocciato dalla società biancorossa che utilizzò l’escape dall’accordo 2+2 siglato nel 2009. Dopo una “gavetta” in B ad Agrigento ha raggiunto la serie A nel 2014/15 a Cremona con Andrea Conti come g.m.. Una esperienza durata tre stagioni, poi il trasferimento a Pistoia dove ha disputato la sua miglior annata (9,0 punti e 2,7 rimbalzi nel 2017/18); le ultime tappe a Trento dove non sarà confermato dopo aver totalizzato 3,4 punti e 1,3 rimbalzi di media nel 2019/20, giocando peraltro la miglior partita dell’anno all’Enerxenia Arena (21 punti con 5/9 da 3). De Vico, in uscita da Cremona alla luce delle problematiche societarie del club di Aldo Vanoli, era stato seguito con attenzione dall’area tecnica di Varese con tanto di viaggio a Biella da parte di Toto Bulgheroni, Claudio Coldebella ed Attilio Caja nei playoff di A2 di tre anni fa. Alla fine però l’ala del 1994 scelse l’offerta economica più cospicua di Reggio Emilia, che dopo due stagioni da 5,3 e 5,6 punti di media esercitò l’escape dal 2+2 stipulato nel 2017; nel 2019 l’approdo a Cremona per un’annata da 5,1 punti e 1,7 rimbalzi di media, ora è sul mercato nell’ambito del restyling forzato imposto dalle incertezze sul futuro societario del club del presidente Vanoli. Sia Mian che De Vico (sul quale potrebbe esserci però un interesse di Brescia) provengono da contratti a sei cifre; di certo Varese non può prospettare gli ingaggi della stagione passata a Trento e Cremona, ma il gradimento tecnico è sostanzialmente analogo e a fare la differenza potrebbe essere l’aspetto economico. O meglio, il mix tra costo e motivazioni, così come per il play di riserva nel cui borsino calano le quotazioni di Gherardo Sabatini e riprendono quota quelle di Lorenzo Saccaggi e Giovanni De Nicolao, entrambi contesi da Napoli in A2. L’OJM offre una vetrina con minuti, responsabilità e possibilità di lanciarsi o rilanciarsi: chi insegue soldi o garanzie di utilizzo non fa per Attilio Caja, chi sposa la causa con voglia di mettersi alla prova vestirà la maglia biancorossa. Giuseppe Sciascia
  16. L'Openjobmetis mette le mani su Toney Douglas per rimpiazzare Jason Clark. Accordo ufficializzato nella serata di ieri tra la società biancorossa e il 34enne playmaker veterano di lungo corso nella NBA (394 gettoni in 8 stagioni tra i professionisti; 7,6 punti e 2,3 assist di media in 7 fermate tra New York, Houston, Sacramento, Miami, Golden State, New Orleans e Memphis). Una trattativa lampo chiusa nel weekend ma definita solo dopo la transazione del precedente accordo tra il giocatore statunitense e l'Estudiantes Madrid, il club spagnolo dove aveva firmato a fine novembre giocando per tre mesi a fianco dell'ex biancorosso Aleksa Avramovic (7,4 punti e 2,6 assist in 20,6 minuti di media nella sua avventura iberica). Douglas è un attaccante creativo che ama giocare con la palla in mano, con un pedigree di alto livello al di là della carriera NBA che lo ha visto protagonista in Eurolega con Efes Istanbul e Darussafaka (14,5 punti e 4,0 assist di media nella massima competizione continentale). Nel maggio 2019 sembrava ad un passo da Milano per coprire le spalle nei playoff all'acciaccato Mike James, poi non se ne fece nulla perchè chiese il contratto anche per la stagione corrente e l'Olimpia passò la mano. In autunno inoltrato la chiamata dall'Estudiantes, dove però non ha funzionato nell'accoppiata con un altro regista puro come Pressey. Per Varese potrebbe essere un rinforzo di qualità elevata, sebbene il suo ruolo non sia quello di guardia come Clark ma quello del regista puro occupato finora da Josh Mayo (che potrebbe giocare in coppia con Douglas per sfruttare le sue doti balistiche su blocchi e scarichi). «E il miglior giocatore tra quelli disponibili ad accettare una situazione che non offre la vetrina nelle coppe come la nostra - spiega il g.m. Andrea Conti -. Il curriculum è importante e le qualità sono indiscutibili; avrà bisogno dei suoi spazi per esaltare le sue caratteristiche, ma pensiamo che possa essere un profilo stuzzicante per il nostro club». La trattativa lampo nel giro di 48 ore si è chiusa anche alla luce delle referenze positive arrivate dai contatti con i suoi precedenti allenatori in Turchia (l'ex senese Ergin Ataman ed Ernan Selcuk del Darussafaka) e dell'ex biancorosso Jean Salumu, che ha giocato con Douglas nei primi due mesi del 2018/19 al Sakarya. Il giocatore statunitense partirà nella mattinata odierna da Madrid e raggiungerà Varese per aggregarsi ai nuovi compagni, nei pomeriggio farà la conoscenza di coach Caja e del gruppo nell'abituale seduta di allenamento a porte chiuse dell'Enerxenia Arena. Il debutto è previsto già nel derby contro Milano dopo la presentazione dei documenti necessari per il tesseramento entro il termine delle 11 di venerdì. Giuseppe Sciascia
  17. L'Openjobmetis prepara il cambio in corsa tra L.J. Peak e Justin Carter. Fermata fino al 27 febbraio la giostra della stagione in corso con un pit stop di 32 giorni che non ha eguali nella storia della serie A moderna, il club biancorosso lavora per chiudere il rapporto con l'ala ex Pistoia e contestualmente firmare il suo sostituto tenuto "a bagnomaria" da quando il giocatore del 1996 aveva comunicato la sua volontà di lasciare Varese. Scelta personale con collocazione ancora da definire per Peak, che avrebbe sul piatto una proposta estera (in Italia sondaggio mai approfondito da parte di Reggio Emilia) dovendo però trovare la quadra per chiudere l'attuale rapporto con l'OJM. Questione più amministrativa che formale, considerando comunque che la mossa per uscire dall'accordo attuale è arrivata dal giocatore e dunque il club biancorosso punta ad una chiusura senza esborsi economici. Prima si archivia la pratica Peak e poi si affonda il colpo con Justin Carter, la 33enne guardia-ala scelta come sostituto del connazionale: l'obiettivo dell'OJM è quello di far sbarcare il nuovo arrivo in città entro la fine della settimana e iniziare a svolgere i test atletici con il preparatore Silvio Barnaba prima di inserirlo nel gruppo che resterà a riposo fino a lunedì prossimo con una settimana di riposo assoluto. L'unico punto interrogativo riguarda infatti le condizioni atletiche del giocatore del 1987, agonisticamente inattivo da fine novembre dopo la conclusione anticipata del suo rapporto con i francesi del Roanne (nel corso di una rissa in campo ruppe la mandibola all'ex sassarese Mbodj con sospensione per 10 partite dalla lega transalpina e licenziamento da parte del club). Di fatto il contratto si attiverà se Carter sarà abile, arruolabile e in forma, pronto per inserirsi dalla ripresa degli allenamenti nei meccanismi dell'OJM. Il giocatore del 1987 arriverà accompagnato da referenze tecniche e umane positive provenienti da Sassari, dove ha giocato negli ultimi 6 mesi del 2018/19: scelto da Enzo Esposito a metà gennaio, dopo il subentro di Pozzecco ha perso spazio quando l'ex coach di Varese ha asciugato le rotazioni (5,4 punti e 2,4 rimbalzi in 15,5 minuti di media). Carter è però elemento esperto e rodato, che sa stare in gruppo e nel sistema, ma rispetto a Peak può mettere al servizio dell'OJM una caratteristica in grado di aggiungere una dimensione al momento mancante all'attacco biancorosso. L'esterno del 1987 che in Francia viaggiava a 12,1 punti e 4,5 rimbalzi di media, ma all'attivo ha anche esperienze in Eurolega tra Galatasaray, Pinar Karsiyaka e Khimki Mosca, possiede infatti atletismo e fisicità per attaccare il ferro e dare alla manovra di Varese quella dimensione in penetrazione indispensabile per non dipendere eccessivamente dal tiro dall'arco. A 33 anni Carter potrebbe aver perso un pizzico di esplosività rispetto alle stagioni migliori; ma solo due anni fa chiuse come quinto marcatore della VTB League (17,0 punti di media ad Astana) totalizzando oltre 7,5 viaggi in lunetta di media a partita. Un giocatore verticale che vada dritto per dritto in penetrazione potrebbe aggiungere all'OJM quel pizzico di pepe in più, inserendo nella pietanza l'ingrediente finora mancante per competere fino in fondo nella corsa all'ottavo posto. Giuseppe Sciascia
  18. L’Openjobmetis plaude alla prova consistente e matura di L.J. Peak, ma rimanda all’indomani della trasferta sul campo della Fortitudo Bologna le scelte sulle strategie di mercato da adottare per la seconda metà del campionato dopo i 35 giorni di pausa che intercorreranno tra la gara di domenica e la riattivazione dell’1 marzo. Il pallino non è nelle mani di Varese, ma del giocatore statunitense, che sembra nutrire una certa qual saudade per Pistoia, pronta eventualmente a riaccoglierlo come rinforzo salvezza se ribadirà il suo desiderio di non proseguire l’avventura in biancorosso. Di certo però nulla è apparso in campo nella gara contro Trieste, affrontata dallo statunitense con grande professionalità e concentrazione: il Peak di domenica - micidiale sugli scarichi e attento nelle consegne - può essere un fattore per il rush finale dell’OJM. Però vanno rispettate anche le scelte personali, qualora l’atleta confermasse la preferenza per una comfort zone anziché continuare la cura Caja per provare a fare il salto di qualità. Quantomeno superficiale però la lettura di chi lega il desiderio di Peak di cambiare aria con i metodi di lavoro di Artiglio: chiaro che il livello di impegno fisico e mentale richiesto dal coach pavese è sempre al top, ma chi si è sforzato di reggere certi ritmi e certe sollecitazioni ci ha sempre guadagnato in termini economici e di carriera (vedi Avramovic e Okoye, ma anche Scrubb e per certi versi Norvel Pelle, arrivato quest’anno a coronare il sogno Nba). Fino a domenica sera Peak sarà un giocatore di Varese, confidando che nello scontro diretto sul campo della Pompea riesca a dare continuità anche in trasferta alla bella prova di domenica. Poi la giostra si fermerà - con tanto di rompete le righe per una settimana - e a bocce ferme l’OJM farà le sue valutazioni, attendendo prima di tutto le scelte dell’atleta e approfondendo in seconda istanza l’operazione col veterano Justin Carter qualora non ci fosse un ripensamento di Peak. Che però contro Trieste ha dimostrato con i fatti la capacità di attaccare la spina quando si gioca per i due punti, e ripeterà il copione anche questa settimana. Intanto la caccia al rinforzo prosegue per le avversarie di Varese: la Fortitudo Bologna, che domenica ospiterà la truppa di Caja, aveva provato il colpaccio con Ike Udanoh di Venezia, blindato però dalla Reyer almeno fino all’eventuale conclusione dell’avventura in Eurocup. Reggio Emilia è invece ai dettagli con Will Cherry, 29enne playmaker fresco di taglio in Eurolega dove aveva giocato fino alla scorsa settimana con l’Olympiacos Atene. Oggi infine Treviso accoglierà Ivan Almeida, 31enne ala di Capo Verde con passaporto portoghese che nel 2018/19 è stato mvp delle finali in Polonia vincendo il secondo titolo consecutivo con l’Anvil Wloclavec. Giuseppe Sciascia
  19. L'Openjobmetis è pronta a muoversi in uscita sul mercato dei lunghi italiani. Ma sarà Luca Gandini o Riccardo Cervi a lasciare il gruppo biancorosso? Con l'arrivo del centro di Reggio Emilia il predestinato pareva l'atleta del 1985, per il quale si sarebbe fatta viva Ravenna, dove aveva già militato nel 2018/19. Ma sulle piste di Cervi c'è interesse forte da parte di Napoli: la formazione partenopea di Pino Sacripanti - che aveva già allenato l'atleta del 1991 nel 2015/16 ad Avellino - sta provando a convincere l'ex azzurro a scendere in A2 con una lucrosa proposta pluriennale. E Varese sarebbe disposta a lasciarlo partire? La realtà dei fatti è che l'operazione Cervi finora non ha avuto i riscontri auspicati: il lungo reggiano fatica ad inserirsi nel sistema difensivo di Attilio Caja e non è riuscito ad alleviare il carico di minuti sulle spalle di Jeremy Simmons. In 5 gare a referto, Cervi ha totalizzato 25 minuti complessivi con 10 punti e 7 rimbalzi, e domenica a Treviso - dopo una comparsata poco efficace - il coach pavese non lo ha più reinserito nella ripresa utilizzando Vene per dar fiato al centro statunitense. Logico dunque che il lungo del 1991 si guardi intorno in cerca di alternative in grado di offrirgli un minutaggio maggiore: Cervi ha bisogno di giocare per riprendere fiducia dopo la lunga inattività, ma oggi come oggi l'OJM non riesce a ritagliargli quegli spazi che sarebbero necessari per fargli aumentare condizione ed autostima. L'impatto di Cervi non è stato quello auspicato, e chiudere il rapporto dopo 6 settimane sarebbe chiaramente una scommessa persa; dopo i 2" scarsi del PalaVerde i suoi rappresentanti hanno iniziato ad esplorare il mercato della serie A (possibile interesse da Trieste?) per capire se esistano alternative in grado di garantirgli più spazio. Nel frattempo però si è fatta avanti Napoli sfruttando il canale diretto tra Sacripanti ed il giocatore. La certezza assoluta è che per esigenze di bilancio, Varese non può tenere sotto contratto due lunghi italiani nel ruolo di cambio di un pivot che gioca quasi 35 minuti di media. Se alla prova del campo l'impatto di Cervi sta risultando di poco superiore a quello di Gandini, allora se Napoli dovesse convincere effettivamente il giocatore del 1991 a scendere in A2 formulando una proposta tecnica ed economica convincente, pare probabile che ad uscire sia proprio l'ultimo arrivato. Al momento però siamo ancora nel campo delle ipotesi, in attesa che giungano proposte ufficiali. Poi a decidere sarà il mercato, se solo uno dei due riceverà offerte concrete; oppure la società e lo staff tecnico, se ci sarà interesse per entrambi. Di sicuro ne resterà soltanto uno, creando comunque la possibilità di ritagliarsi un piccolo "tesoretto": la vittoria esterna di Treviso ha allontanato qualsiasi ipotesi interventistica sul mercato degli stranieri. Ma durante la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali si farà il tagliando: l'auspicio è quello di restare con il roster attuale, però è meglio farsi trovare pronti in caso di necessità. Giuseppe Sciascia
  20. Riccardo Cervi ha iniziato a fare conoscenza con i meccanismi di gioco dell'Openjobmetis. Primo giorno da biancorosso per il 28enne centro di Reggio Emilia, che ha finalmente cominciato ad allenarsi con il pallone dopo le tre settimane di lavoro differenziato col preparatore atletico Silvio Barnaba. Il cestista del 1991 faceva già a tutti gli effetti parte del gruppo avendo seguito la squadra di Attilio Caja nelle trasferte di Milano, Brescia e Reggio Emilia, dove la società di casa lo ha premiato nel prepartita di sabato per la lunga militanza nella sua alma mater giovanile. Da ieri, però, Cervi fa ufficialmente parte del roster biancorosso, non soltanto in termini contrattuali - firma in calce all'accordo fino al 30 giugno messa nero su bianco - ma anche tecnici, avendo potuto svolgere almeno una parte della seduta pomeridiana. Dopo i lavori individuali col gruppo dei lunghi di ieri mattina e la seduta video per esaminare la gara di sabato in Emilia, il nuovo centro biancorosso ha effettuato una parte dell'allenamento. Sul piano fisico i progressi rispetto ai primi giorni del lavoro differenziato sono notevoli, ma come era logico aspettarsi - vista l'inattività dal termine dello scorso campionato (ultima partita ufficiale disputata il 12 maggio) - Cervi avrà bisogno di qualche settimana per raggiungere il livello di forma dei compagni. Specie in un gruppo nel quale i ritmi d'allenamento mantenuti da Attilio Caja sono molto elevati ed è fisiologico che il primo impatto col campo di un giocatore agonisticamente fermo da oltre 6 mesi fosse ricco di pause forzate. «Per avere Cervi al top ci vorrà qualche settimana, ma non ci aspettavamo nulla di diverso - spiega il g.m. Andrea Conti -. Quando sarà in condizioni ottimali potrà certamente essere un upgrade importante per noi; starà a lui riuscire ad arrivare il più in fretta possibile sulla stessa pagina dei suoi compagni sul piano della condizione, ma non vogliamo assolutamente affrettare i tempi». Per il momento, dunque, non c'è intenzione di forzare i tempi dell'inserimento del nuovo centro sul telaio della squadra di Caja. Tra stasera e domani lo staff tecnico farà il punto della situazione sulla condizione di Cervi in termini di tenuta al ritmo degli allenamenti continuati per decidere se portarlo in panchina già domenica contro Roma, oppure rinviare il suo debutto con due settimane di lavoro nelle gambe al derby dell'8 dicembre a Cantù. Di sicuro Varese non vuole affrettare la situazione per consentire al lungo del 1991 di inserirsi nei tempi giusti all'interno dei complessi meccanismi corali della formazione biancorossa, senza sovraccaricarlo né sul piano delle responsabilità né su quello fisico. Il fatto che il nuovo giocatore dell'OJM si sia già ambientato all'interno del gruppo sarà comunque utile per velocizzare la sua integrazione nel sistema. Oggi come oggi Cervi è più un investimento in ottica futura (peraltro non troppo remoto...) che un rinforzo immediato. Ma nel giro di un mese i suoi 214 centimetri potrebbero davvero aggiungere al sistema Varese una presenza interna su entrambi i lati del campo per integrare il roster attuale con un giocatore con caratteristiche differenti da tutti i suoi compagni in grado di dare una dimensione più importante alle ambizioni dell'OJM. Giuseppe Sciascia
  21. Pallacanestro Varese e Riccardo Cervi, questo matrimonio s'ha da fare. Trattativa formalmente avviata fra le parti per trovare l'accordo definitivo - tra salario e premi ad incentivo - che dovrebbe legare la società del presidente Vittorelli al 28enne centro di Reggio Emilia fino al 30 giugno 2020. La convergenza di fattori positivi che hanno fatto scattare la scintilla nelle ultime settimane tra il club prealpino e l'atleta del 1991 sfocerà in un contratto da siglare nei prossimi giorni, appena prima della riattivazione del giocatore che dopo la trasferta di Reggio Emilia dovrebbe iniziare ad allenarsi con il gruppo guidato da Attilio Caja. Sin dal suo arrivo a Varese per svolgere il percorso personalizzato di recupero e preparazione atletica con la sua vecchia conoscenza Silvio Barnaba, Cervi ha dimostrato di gradire l'ambiente biancorosso manifestando interesse per la possibilità di entrare a far parte del sistema Openjobmetis. Che dal canto suo è pronta a cogliere al volo l'occasione di rinforzare il roster con un giocatore di indiscusso valore (6,8 punti più 4,1 rimbalzi e 1,3 stoppate in 226 gare di serie A disputate tra Reggio Emilia ed Avellino dal 2012 al 2019; 8,6 punti e 5,1 rimbalzi nell'ultima annata alla Grissin Bon), irrobustendo il reparto lunghi con i 214 centimetri per 115 chili dell'atleta del 1991.Ossia un perfetto complemento per Jeremy Simmons, probabilmente l'acquisto estivo più azzeccato nel rapporto tra aspettative e rendimento, ma anche il più utilizzato (34,8 minuti totali, primo assoluto in serie A) nelle prime 8 giornate. Per Varese sarà un upgrade importante per le rotazioni; Cervi potrà dare profondità interna alla manovra offensiva e protezione del pitturato in difesa, garantendo almeno una quindicina di minuti di presenza sotto le plance alle spalle del centro statunitense. Un'alternativa importante nel reparto lunghi che dovrà aiutare l'OJM a reggere meglio l'impatto fisico contro le big. E le coperture? La ventata di entusiasmo garantita dall'impresa casalinga contro Venezia ha creato i presupposti per dare semaforo verde ad un'operazione dai costi comunque contenuti rispetto al pedigree di un giocatore che ha all'attivo due finali scudetto con la Reggiana e una semifinale con Avellino. L'aspetto economico dell'operazione non sarà del tutto indifferente per un club come Varese attento ad ogni dettaglio; ma è chiaramente allettante per l'opportunità di ingaggiare un italiano di livello - sia pur da inserire a poco a poco vista la lunga inattività dai primi di maggio - su cifre ben diverse da quelle dell'ultimo contratto alla Grissin Bon, dato che Cervi ha visto nell'opportunità offerta dall'OJM come l'occasione per rilanciarsi nel contesto di una squadra adatta alle sue qualità. La volontà è che entro il weekend le parti trovino un accordo sui dettagli contrattuali in fase di definizione con l'atieta del 1991 atteso in palestra con la squadra alla ripresa degli allenamenti dopo Reggio Emilia; l'obiettivo sarebbe quello di farlo debuttare nel derby dell'8 dicembre a Cantù, ma se i riscontri del campo saranno positivi è possibile che giochi già qualche minuto domenica 1 contro Roma. L'arrivo del nuovo pivot non presuppone comunque la cessione di Luca Gandini: la volontà di società ed area tecnica è mantenere in organico l'attuale centro di riserva dell'OJM, per non perdere le sue indiscusse doti di uomo spogliatoio all'interno del gruppo e poter amministrare l'eventuale gestione di Cervi in allenamento. Giuseppe Sciascia
  22. Si avvicina il momento decisivo per l'operazione Riccardo Cervi. Il lungo di Reggio Emilia ha superato ieri mattina il test effettuato col preparatore Silvio Barnaba relativo alle sue condizioni di forma dopo i primi 10 giorni di lavoro differenziato in qualità di ospite dell'OJM. Ora il centro del 1991 potrà intensificare i carichi di lavoro degli allenamenti individuali per completare il percorso necessario prima di tornare in campo. Al momento si prevede che nella settimana successiva alla trasferta di Reggio Emilia il giocatore ex Grissin Bon possa svolgere i primi allenamenti con la squadra; nella migliore delle ipotesi comunque Cervi non sarà pronto a scendere in campo fino all'inizio del mese prossimo, fissando tra il derby dell'8 dicembre a Cantù e l'impegno casalingo del 15 contro Pesaro la data dell'eventuale debutto. Eventuale perché il momento di decidere se affondare il colpo formalizzando una proposta contrattuale al centro reggiano si sta avvicinando. Evidente come i 214 centimetri di Cervi potrebbero far comodo ad una Openjobmetis che gradirebbe un'iniezione di centimetri dentro l'area per poter dare maggiore profondità alla manovra offensiva ed essere meno dipendente dalla costruzione e dall'esito delle sue soluzioni dal perimetro. Anche se poi inserire un lungo con caratteristiche atletiche particolari come l'ex Avellino - dotato di statura ma non di particolare stazza e relativamente mobile sugli aiuti sul perimetro che fanno parte del bagaglio base del sistema difensivo di Attilio Caja - renderebbe indispensabile qualche adeguamento tattico per sfruttare al meglio le sue qualità a protezione dell'area colorata. Ma il problema non è certo di natura tecnico-tattica: l'operazione Cervi richiederebbe un extrabudget per il quale servono certezze in termini di coperture economiche, che in tempi di approvazione del bilancio 2018/19 e CdA in scadenza in vista dell'insediamento della nuova governance non sono così scontate. Vero è che rispetto ai costi estivi dell'ex azzurro sarebbe un'occasione decisamente ghiotta per rinforzarsi in un ruolo nel quale c'è un'oggettiva carenza di risorse. Altrettanto vero è che la salute dei conti della Pallacanestro Varese è decisamente migliorata nell'arco degli ultimi 24 mesi, ma la situazione finanziaria necessita un costante controllo per evitare sforamenti a carico dei soliti noti. Mentre Cervi lavora in palestra, dirigenti e proprietà lavorano sulle coperture auspicando di trovare la quadra. Giuseppe Sciascia
  23. L'Openjobmetis valuta il secondo upgrade sul telaio dell'organico costruito in estate. Sondaggi in corso sul mercato dei lunghi italiani per affiancare Jeremy Simmons in maniera più competitiva, ed allungare le rotazioni con quel giocatore in più che Attilio Caja aveva ventilato in caso di necessità nel corso della pausa. Le valutazioni riguardano principalmente Riccardo Cervi, 28enne pivot di 214 centimetri per 115 chili attualmente inattivo dopo aver esaurito un ciclo triennale a Reggio Emilia. L'ex azzurro, attualmente ai box per un piccolo infortunio riportato mentre si teneva in forma in attesa di chiamata, è Wfree agent italiano di maggior spicco tra quelli disponibili sul mercato. Ma anche se ancora non è pronto per scendere in campo - giovedì avrà un consulto per il via libera alla ripresa degli allenamenti, per il completo recupero dovrebbero servire tre settimane - Varese non è l'unica interessata. Sul centro del 1991 c'è infatti anche Brescia, che lo aveva invitato ad unirsi agli allenamenti di Enzo Esposito come ospite, ma con la prospettiva di un contratto per rinforzare la squadra in vista degli impegni in Eurocup della Leonessa. L'OJM aveva già preso informazioni la scorsa settimana, ma il giocatore si era orientato verso la Germani; ora il nuovo sondaggio con la prospettiva di aggregarsi al gruppo di Caja e seguire il percorso di recupero con Silvio Barnaba, preparatore che lo conosce già dai tempi della comune militanza ad Avellino. L'atleta sarebbe allettato da entrambe le proposte e non ha ancora sciolto la riserva su quale dei due inviti accettare; comunque l'eventuale inizio a Brescia oppure a Varese non sarebbe indice di una scelta definitiva per l'uno o l'altro club. Di sicuro l'OJM è interessata ad un giocatore italiano in grado di garantire 15-20 minuti di sostanza nel pitturato come Cervi (8,6 punti, 5,1 rimbalzi e 1,6 stoppate di media lo scorso anno a Reggio Emilia; 6,8 punti e 4,1 rimbalzi di media in 7 stagioni tra i professionisti). Chiaramente un profilo di spessore molto superiore a quello di Luca Gandini, che pur con grande volontà ed abnegazione sta faticando a prendere il ritmo della serie A: le cifre delle prime 4 gaie si limitano a zero punti e 5 rimbalzi in 20 minuti. La scommessa intrigante di puntare su un centro di riserva con tanta disponibilità e stipendio relativo, liberando risorse da investire sugli elementi cardine - su tutti Mayo e Vene, che 12 mesi fa avevano detto no a salari più bassi - del quintetto base, si è rivelata vincente sul piano economico, ma meno performante su quello tecnico. Oggi Jeremy Simmons viaggia a 33,8 minuti di media a partita, di gran lunga il più utizzato da Caja: da qui l'idea di aggiungere qualità alle spalle del titolare per alzaie il livello della competitività della squadra. E se Cervi preferisse Brescia? A meno di cercare un' altra scommessa in A2, il mercato offre poche alternative pronte all'uso. Il 29enne polacco con formazione italiana Jakub Wojchiekowski (6,9 punti e 3,8 rimbalzi lo scorso anno a Brindisi) sta recuperando da un intervento alla schiena effettuato ad agosto e a sua volta non sarà pronto per qualche settimana. Giuseppe Sciascia
  24. Andrea Conti tira le somme del mercato estivo chiuso con la firma di Jason Clark(c’è quella del giocatore, manca quella del presidente Vittorelli ma è un dettaglio). Il g.m. dell’Openjobmetis sottolinea allestito un roster con un senso logico. I giocatori debbono essere funzionali alle richieste tecniche dell’allenatore; tutte le scelte sono state fatte all’interno di un budget sostenibile. Eccetto Peak abbiamo giocatori esperti, che possono sposare facilmente la filosofia del coach, e soprattutto duttili con la possibilità per molti di loro di giostrare in due ruoli». Mayo e Vene i colpi del mercato 2019 dopo che nel 2018 avevano detto no? «Si sono fatti corteggiare molto, ma il fatto che Vene sia tornato significa che è stato bene a Varese e con Attilio, e dopo le tre squadre cambiate lo scorso anno ha voluto fare una scelta di stabilità. Gli sforzi economici più importanti sono stati fatti perMayo e per Siim». Clark ultimo tassello sul perimetro, nome proposto da lei e approvato dal coach: come si è arrivati alla scelta? «Le opzioni nel ruolo sono state numerose, qualcuno lo abbiamo scartato noi, qualcun altro ha preferito le coppe o aspettare alternative. La scelta su Clark è stata quella di dare un supporto a Mayo: nelle ultime stagioni Josh è sempre stato abituato ad avere a fianco una spalla, per questo gli abbiamo affiancato un giocatore che ha punti nelle mani e buona predisposizione difensiva con leve molto lunghe. Comunque è stato mvp in Belgio e nelle ultime tre stagioni ha disputato le coppe». Sarà una OJM più pericolosa sul perimetro? «Tutti e tre possono costruire con la palla in mano, ed unisco anche Tepic tra coloro che possono giocare un pick&roll. Pur senza una prima punta avremo una maggior propensione offensiva rispetto allo scorso anno; Mayo, Clark e Peak sono tutti pericolosi, logico che Vene e Simmons dovranno fare il loro, ma rispetto alla stagione passata dovremmo avere qualche punto in più nelle mani sul perimetro». C’è il rischio di soffrire a rimbalzo? «Sulla carta siamo piccoli, ma andare a rimbalzo è un aspetto che va allenato e dunque il nostro sistema difensivo saprà farsi valere in questo ambito. Gli allenamenti ci diranno qualcosa, ma sono convinto che avremo una copertura sufficiente: tra Simmons che è più atletico di Cain, Peak che va istruito ad usare le sue lunghe leve e Vene che può darci una mano non credo che avremo carenze sotto i tabelloni». La scommessa Simmons saprà nascondere la perdita di Cain? «Avrà meno sapienza tattica rispetto a Tyler, ma certamente è un protettore del ferro migliore grazie alle sue doti atletiche. Possiamo avere un giocatore che sporca i tiri o è più intimidatore, inoltre ha quel tiretto da 3-4 metri che lo rende funzionale ai nostri 3 esterni creativi dal palleggio». Giuseppe Sciascia
  25. Assalto a vuoto per l'Openjobmetis sulla pista James Blackmon. A sostanziale parità di offerta economica, l'esterno ex Pesaro sceglierà Trento grazie alla vetrina dell'Eurocup messa a disposizione dalla Dolomiti Energia. Una sorta di (parziale) replay dell'affaire Tyler Cain, che ha preferito Brescia a Varese per la vetrina internazionale garantita dalla Germani (wild card per l'Eurocup). D'altra parte il secondo marcatore della serie A era stato chiaro sin dall'inizio, cercando una collocazione con la possibilità di giocare in Europa, passerella vitale ai fini di mettersi in mostra. Dunque, nel momento in cui l'Aquila si è mossa, l'OJM ha dovuto arrendersi. Nel frattempo anche la pista Rayvonte Rice è definitivamente tramontata: l'esterno ex Ferrara ha firmato con i Phoenix Suns un contratto Exhi-bitW che permetterà alla franchigia dell'Arizona di parcheggiarlo nella squadra satellite di G-League con un salario non troppo inferiore alla proposta dell'Openjobmetis. Tutto da rifare in piazza Monte Grappa nella caccia alla guardia titolare? In realtà l'area tecnica biancorossa lavora su altri profili, principalmente non visti in Italia, visto che né Tekele Cotton né Demonte Harper sembrano corrispondere all'identikit del realizzatore necessario per la quadratura del cerchio. L'operazione Tepic per completare la panchina ha lasciato un gruzzoletto neppure trascurabile nelle mani della troika formata da Bulgheroni, Conti e Caja: la guardia che manca all'appello dovrebbe avere il terzo salario del roster. Però occorre trovare il profilo adatto, scandagliando a tutto campo un mercato che propone ancora tanti elementi in cerca di collocazione. Ovvio che a questo punto il concetto di usato sicuro rischia di essere superato dagli eventi, ma d'altra parte - prima con Allerik Freeman e poi con Darius Thompson - gli operatori di mercato di Varese hanno già dimostrato apertura verso le scommesse provenienti dall'estero. Del resto i veterani Mayo, Vene e Tepic danno garanzie più che sufficienti all'allenatore Attilio Caja. A meno di colpi di scena Jason Rich resterà un sogno - ad oggi l'OJM ha a disposizione metà della somma che chiede l'ex avellinese - e il sostituto di Avramovic sarà... un altro Avramovic, ossia un giovane emergente al quale il club biancorosso darà la possibilità di mettersi in luce con un ruolo da prima punta nel contesto di un gruppo molto equilibrato. La ricerca è in pieno svolgimento, l'obiettivo è quello di stringere l'elenco dei profili per chiudere il mercato entro fine mese. L'importante è non farsi prendere dalla frenesia. Quel che è certo è che Attilio Caja vuole avere la squadra al completo in palestra l'8 agosto per il raduno già fissato da tempo. Giuseppe Sciascia
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