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  1. Partita tanto tosta quanto importante quella che mette di fronte la campionessa d'Italia in carica Venezia contro una Varese alla ricerca spasmodica di una vittoria che manca da 2 turni. Partita in cui i padroni di casa comandano la partita tranne un piccolo frangente nel quarto quarto dove sembra che l’inerzia sia tutta per i lagunari ma prima un suntuoso Simmons e poi un indiavolato Mayo decidono che i 2 punti devono restare sotto il Sacro Monte per una Openjobmatis da favola. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Peak 5,5 : buon primo tempo soprattutto difensivamente dove è attento e reattivo ma dove non trova mai ritmo ed efficacia in attacco, cosa che si ripete anche nella ripresa ma dove non riesce ad essere così determinante nelle retrovie. STOPPER Clark 6,5 : nei primi due quarti fa finalmente vedere il perché in estate era stato scelto per il ruolo di guardia titolare. Nella ripresa forse anche per la condizione non ancora al top cala vistosamente ma mette un canestro dalla media fondamentale. Nel complesso buona prestazione sperando che il suo sia un crescendo. Notevole il suo +14 sul plus/minus che spicca su tutti gli altri. DOLCE RISVEGLIO De Vita N.E. Jakovics 6 : meno ordinato e chirurgico del solito e per questo coach Caja gli concede solo 12 minuti anche se nel poco spazio concessogli riesce comunque ad andare in doppia cifra. Fatica stranamente in difesa forse pagando il gap fisico con gli avversari ma l’intensità non gli manca mai. POLLICINO Natali S.V. Vene 7 : il suo marchio di fabbrica in attacco ormai è il suo ricciolo e il tiro preso all’altezza della lunetta. Stasera da quella posizione è una sentenza e non abusa del tiro da 3 capendo che forse non è il caso di esagerare con quel fondamentale. Sempre lucido e utilissimo in tutte le situazioni di gioco anche perché deve marcare l’avversario con più talento in assoluto che è Daye limitandolo a solo 13 punti. DETERMINANTE Simmons 9 : nei quaranta minuti regolamentare assolutamente il migliore in campo per distacco. Lotta, segna, salta, stoppa tutto quello che passa nel suo raggio d’azione e se Varese se la può giocare nei supplementari deve ringraziare il suo lungo che è autore di una prestazione da esporre al Louvre. MONNA LISA Seck N.E. Mayo 9 : partita regolamentare che forse definire normale è ingeneroso; supplementare che definire strepitoso (fatta eccezione per i 2 liberi sbagliati e che avrebbero chiuso i giochi) è limitante. Il generale riesce sempre a elevarsi ad un livello di gioco superiore agli altri e a mettersi nelle condizioni di fare sempre la differenza. MARZIANO Tambone 7 : perde il quintetto base e inizialmente non sembra avere gli stimoli giusti per far pensare al suo allenatore di aver sbagliato. Nel finale quando la contesa si fa molto tesa e difficile per Varese che fatica a trovare buone soluzioni offensive anche per mancanza di leadership dimostra di avere 2 attributi grossi come 2 cocomeri e prima guadagna 3 liberi segnandoli e poi mette una bomba che ricaccia i veneti indietro sul loro tentativo di rimonta. CAZZUTO Gandini S.V. Ferrero 6 : partita senza particolari acuti anche se il suo gancetto in entrata sta diventando una bella abitudine. Il suo minutaggio cresce anche per sopperire nel momento in cui Vene viene pescato col quarto fallo e onestamente il suo contributo difensivo è del tutto apprezzabile. In attacco un po’ appannato anche se dalla lunga a volte la fortuna non lo premia. CALIMERO
  2. L'Openjobmetis più bella della, stagione abbatte la seconda forza Venezia e regala una notte magica ai 4.000 dell'Enerxenia Arena. Prova da applausi per la truppa di Attilio Caja, che ferma a quota 4 la serie positiva dell'Umana e allunga a quota 3 la serie positiva nella sfida più sentita dal main sponsor (e auspicabilmente futuro socio forte) Rosario Rasizza. Varese gioca una partita di grande sostanza a livello tecnico e mentale, mettendo in pratica alla perfezione il piano partita disegnato dal suo coach per imporre la legge di Masnago alla lanciata Reyer. I biancorossi rispondono al meglio all'appello di Artiglio, che aveva chiesto una partita aggressiva e coraggiosa: gli assalti al ferro di un imprendibile Avramovic (10/16 al tiro e 6 assist) e il mix di giocate interne ed esterne di un Archie decisivo in attacco permettono all'OJM di abbattere la miglior difesa del campionato con una gara da 64% da 2 e 50% da 3. In difesa, invece, Ferrero e soci sporcano le linee di passaggio con cui l'Umana costruisce le sue soluzioni perimetrali, e tiene a stecchetto (25% da 3 rispetto al 39% abituale) la miglior formazione della serie A nel tiro dal perimetro. A ciò si aggiunga un predominio assoluto a rimbalzo, con Cain autore di una prova sensazionale per solidità (miglior valutazione a quota 27 pur con soli 4 punti a referto). Il 40-24 finale nel duello aereo permette a Varese di controllare il ritmo di una gara condotta con grande aggressività; e dunque le 17 palle perse - record negativo stagionale - sono tollerate da Artiglio perché indice di quel coraggio nell'attaccare il canestro che aveva chiesto in sede di preparazione della partita. Una vittoria che ribadisce con fragore l'appartenenza dell'OJM al club dell'alta classifica: quest'anno i biancorossi non avevano ancora messo sotto a Masnago una superbig del budget e della graduatoria, la sicurezza del successo di ieri sera pesa molto più dei puri due punti. Che pure valgono un capitale visti i risultati degli altri campi: la compagine di Caja riaggancia il treno del quarto posto e riguadagna 4 punti di vantaggio sulle none. A 6 turni dalla fine è un margine quasi decisivo ma la faccia dell'OJM di ieri è quella in grado di sfidare anche le grandi. A patto che l'infortunio di Archie (distorsione all'anca destra, oggi gli esami del caso) non tolga dal puzzle una pedina chiave per la sua doppia dimensione offensiva: l'unica nota negativa della serata arriva proprio dall'uscita anticipata dell'ala ex Capo d'Orlando, auspicando che non si tratti di un problema serio alla luce del rush finale in campionato e in FIBA Cup (dove comunque i tesseramenti sono chiusi). Ora due giorni di riposo guadagnati dalla squadra grazie alla super prestazione di ieri sera, capace di commuovere anche un veteranissimo come Toto Bulgheroni. E domenica a Torino può essere l'occasione buona per prenotare i play off in largo anticipo apparecchiando la tavola per i derby consecutivi contro Milano e Cantù. Giuseppe Sciascia
  3. Il posticipo della 24esima giornata mette di fronte la seconda in classifica Venezia in piena rincorsa al primo posto e una Varese le cui fortune passano e molto dal rendimento casalingo e proprio grazie al fattore campo i padroni di casa mettono in scena la partita perfetta, forse la migliore giocata sotto le volte di Masnago da un paio di anni a questa parte, facendo un passo importante verso quello che oggi è un obbiettivo primario insieme alla coppa e cioè arrivare nelle prime 8 alla fine della regular season. Ma veniamo alle valutazioni: Archie 9 : partita devastante quella dell’americano che viene fermato nel suo percorso praticamente perfetto solo da un trauma distorsivo all’anca che ha fatto cadere tutto il palazzetto in un silenzio surreale al momento dell’infortunio. Prima è riuscito ad attaccare con decisione nel pitturato per poi prendersi vantaggio fuori dall’area e infilare 4 bombe su 5 (una realizzata e annullata a fine primo quarto per aver rilasciato il pallone una frazione dopo lo scadere del cronometro) con precisione chirurgica. DR. HOUSE Avramovic 9 : quando gioca partite come queste non puoi che innamorarti di un giocatore come Aleksa; si intuisce subito che vuole incidere e da protagonista vero e nessuno dei marcatori scelti da De Raffaele riesce a limitarne l’energia e l’efficacia anche perchè lui dispone di diverse freccie per il suo arco. CUPIDO Gatto N.E. Iannuzzi 6 : prestazione sicuramente più incoraggiante rispetto alle ultime; riesce a mettere un piazzato dalla media appena entrato e si rende utile con un recupero a centro area. Certo deve cercare un impatto difensivo più incisivo per riuscire a guadagnare ulteriori minuti. TENERONE Natali S.V. Salumu 5,5 : dopo le 2 prestazione con i suoi ex compagni di Ostenda e la partita a Brindisi questa è la quarta gara in cui il belga sembra essersi involuto; deve ritrovare fiducia e determinazione perché adesso tutti devono dare il loro meglio nel momento cruciale della stagione. SCARICO Scrubb 7,5 : quando hai bisogno della giocata giusta Tommy è l’uomo su cui puoi contare ciecamente, è quello che magari non ti ruba l’occhio per giocate particolarmente spettacolari ma ne fa di tremendamente concrete e lui incarna perfettamente lo spirito di questa squadra che non molla mai. VERACE Verri N.E. Tambone 7 : pungolato in lungo e in largo da De Nicolao grazie al metro particolarmente permissivo della terna, lui non si scompone più di tanto e risponde con carattere realizzando 1 bomba da tiratore di razza e mostra intraprendenza in regia facendosi preferire a Moore. CAZZIMMA Cain 9 : uno guarda il tabellino e pensa: “beh 4 punti, non ha inciso più di tanto”. Poi guardi a tutto il resto, perché la pallacanestro è tantissimo altro oltre segnare punti e ti accorgi che questo ragazzone giunto dal Minnesota è assolutamente dominante e fondamentale per le fortune di Varese. Questa sera 15 rimbalzi, 2 stoppate, 4 assist, 3 recuperi per un 27 di valutazione oltre a quello che non rientra nel tabellino ma che ti fa vincere le partite. MR. INTANGIBLES Ferrero 6 : con d’avanti a se un Archie così determinato non era facile ritagliarsi dello spazio; diciamo che il destino gli ha voluto regalare una chance grazie al brutto colpo ricevuto da Dominique ad inizio quarto quarto e il capitano si è caricato sulle spalle le sue responsabilità e ha realizzato una bomba in un momento molto delicato. Poi ha commesso qualche sbavatura perdendo palloni importanti ma la sua prestazione alla fine è sicuramente sufficiente. RESPONSABILIZZATO Moore 5,5 : il problema di Ronny dal punto di vista realizzativo sembra diventato ormai cronico; eppure stasera pur avendo sbagliato la prima conclusione aveva tirato fuori dal cilindro ottimi assist per i suoi compagni. Poi ha avuto una evidente flessione in cui ha subito anche difensivamente in particolare Stone e per questo gli è stato preferito Tambone. Rimesso al timone da Caja nel finale per gestire un vantaggio che si stava assottigliando riesce a metterci quanto basta per chiudere la partita senza troppi rischi. CAPITAN FINDUS
  4. Due soli punti prodotti dall’asse play-pivot titolare? Ad una Varese è successo solo tre volte negli ultimi 18 anni. Tornare sulla sconfitta di domenica scorsa della truppa di Attilio Caja all’esordio in campionato contro i campioni d’Italia di Venezia significa prendere spunto da una statistica risultata - insieme ad altre - decisiva in negativo per le sorti biancorosse. E dare alla stessa la giusta dimensione: quella della rarità assoluta. Play, Cameron Wells: 0 punti in 25 minuti con 0/6 al tiro. Centro, Tyler Cain: 2 punti con 0/5 al tiro e 2/4 ai liberi. Bisogna andare indietro otto stagioni per trovare un’altra prestazione simile. Precisamente alla 5° giornata di ritorno del campionato 2009/2010, Avellino-Varese 76-67. Si scrive della Cimberio di Stefano Pillastrini, neo promossa in Serie A dopo l’anno di purgatorio sempre con il “Pilla” in panchina.È una Varese squadra lunga per esigenza, prona com’è agli infortuni (l’ala Ron Slay starà fuori mesi, per esempio...) e condizionata dall’età non più verdissima di alcuni suoi protagonisti, in primis Galanda e Childress. Pillastrini è spesso costretto ad abbondare nelle rotazioni e a inventarsi quintetti iniziali (d’emergenza) molto diversi tra loro, evenienza che per esempio capita contro gli irpini: il 7 marzo 2010 da playmaker parte James Reynolds, guardia adattata al ruolo entrata nel roster a fine novembre 2009, e da centro c’è spazio per il giovane Riccardo Antonelli (classe 1988). I due insieme combinano due punti (0 l’americano, 2 l’italiano), anche se va fatto legittimamente notare che contro l’Air sotto canestro ci staranno più che altro Tusek e Galanda (19 minuti di impiego il primo, 14 il secondo) e che in regia un Childress non al meglio riuscirà comunque a ricavarsi 22 minuti di gioco. Insomma: quanto appena raccontato non è una situazione in toto paragonabile a quella di domenica, quando sul parquet del PalA2A hanno giostrato due titolari ben definiti (Wells 25 minuti e Cain 26). Per trovare la seconda volta si cerca con profitto nell’anno della retrocessione, il 2007/2008. Anche in questo caso è il 5° turno del girone di ritorno, ovvero un Varese-Teramo che finisce 79-88. I due titolari agli estremi della metà campo sono Passera e Galanda: virgola per “Marchino”, un solo canestro per Jack. Due soli episodi, in 18 anni, antecedenti al “disastro” combinato dai due pretoriani di Caja tre giorni fa. Prima e dopo si sono registrati “al minimo” gli 8 punti della coppia Anosike e Maynor lo scorso anno contro Milano, i 7 dell’asse Stipcevic-Talts e Stipcevic-Fajardo nel 2011/2012 (rispettivamente contro Cremona e contro Siena), ancora 7 punti dal duo Ranniko-Fajardo nel 2010/2011 (Treviso-Varese) e i 5 collezionati di nuovo da Stipcevic-Talts in Varese-Siena 75-91, gara 4 dei playoff 2011/2012. Un viaggio nella storia tutto sommato e paradossalmente consolante: essere così poco incisivi come accaduto a Wells e Cain domenica scorsa è davvero difficile. Di più: talmente raro da poter essere classificato come un semplice episodio (almeno speriamo). Fabio Gandini
  5. Varese sbatte contro la dura realtà del campionato, alzando bandiera bianca sotto la pioggia di triple di Venezia. Le certezze costruite in precampionato svaniscono alla prima prova del campo: la compagine di Attilio Caja accompagna solo nei primi 15' il piglio graffiante ad un attacco illuminato. Poi emergono tutti i limiti di talento che la coralità non riesce più a nascondere, e lo show dei solisti del mitra dell'Umana piega rapidamente le ginocchia ad una squadra mai fuori partita dal punto di vista dell'intensità, ma troppo remissiva in attacco per tenere il passo delle triple in serie degli avversari. Clamorosa la differenza finale nelle percentuali dall'arco (16/30, compresi gli ultimi 4 errori, per gli ospiti a fronte del glaciale 2/21 di Varese), prima chiave di interpretazione di una gara nella quale Varese ha esaurito presto la benzina mentale garantita dai canestri costruiti di squadra. Troppi i fucilieri col colpo in canna - dall'applauditissimo ma pungente ex Johnson fino al duttile Orelik - nelle file dell'Umana nella serata in cui invece troppi elementi importanti hanno steccato la prima casalinga. Male soprattutto Wells, ordinato in regia ma totalmente assente all'appello alla voce punti segnati; lo 0/11 complessivo dell'asse play-pivot (male anche Cain sbattendo contro i muscoli protesi dei lunghi ospiti) è stato un altro fattore chiave del match. Deciso comunque dalla capacità di Venezia di creare punti anche a giochi rotti con le invenzioni dei singoli (vedi la prima doppietta dall'arco di Haynes) quando l'attacco di Varese - dopo i 32 punti segnati nei primi 15' - è andato in bambola in assenza di soluzioni garantite, realizzandone soltanto 7 a cavallo tra secondo e terzo quarto. Altro dato saliente riguarda gli assist: 23 per Venezia contro i soli 7 dei padroni di casa, che rispetto alle fluide esecuzioni del precampionato hanno progressivamente sofferto l'aggressività difensiva profusa dall'Umana per rompere i suoi giochi a metà campo. L'unica fiammata di talento è stata prodotta nel secondo quarto da Damian Hollis, autore di 12 punti quasi consecutivi; ma l'ala di passaporto ungherese ha giocato solo 3' nella ripresa, con Attilio Caja che ha preferito la garra di Ferrero (inedito top-scorer biancorosso) ai colpi di classe dell'atleta del 1988. A fine gara il coach pavese predica l'ottimismo della ragione di chi ha visto la squadra lavorare per sei settimane e sa che è in grado di esprimere certamente qualcosa di meglio rispetto al match di ieri sera. Di certo il prossimo ostacolo è il peggiore possibile per cercare riscatto, visto che domenica Varese farà visita alla supercorazzata EA7, pur nella versione campionato con soli 7 degli 11 stranieri sotto contratto. Per questo è necessario tornare alle considerazioni precampionato di Claudio Coldebella, che chiedeva pazienza prima di giudicare la nuova Varese: Venezia e, verosimilmente, Milano sono test poco credibili per misurare lo spessore dei biancorossi, i primi bilanci andranno stilati dopo i derby contro le più abbordabili Cantù e Brescia. La dirigenza era stata chiarissima in estate: ci sarà da soffrire per conquistare la salvezza. Il primo impatto con la serie A è stato traumatico; il tempo dirà se per merito di Venezia o demerito di Varese, ma l'unica cosa che può fare la squadra è continuare a lavorare per nascondere meglio un talento offensivo limitato come dimostrano i 62 punti col 36% dal campo dell'esordio. Giuseppe Sciascia
  6. Il basket, signori, è una delle scienze più esatte che esistono. E le statistiche sono il compendio migliore per studiarla. Or dunque: 9% da 3 contro 52%, 7 assist contro 23, 3 quarti su 4 persi nel punteggio. Statistiche dei singoli, ancora più importanti: Wells virgola e Cain quasi virgola contro Johnson 22 e Orelik 17 (tanto per dire, perché poi si potrebbe anche citare l’impatto quasi nullo di Avramovic e Tambone e la comparsata di un solo quarto di Hollis contro la solidità di Watt e Biligha e i punti capaci di dare il là alla fuga ospite di Haynes). E visto che, da ultimo, anche la storia è importante finiamo con “Campioni d’Italia” contro “squadra che deve salvarsi”. Partita perfetta. Degli altri Openjobmetis Varese-Reyer Venezia (62-80 il finale) è tutta nelle righe che avete appena letto. Serviva la partita perfetta nell’esordio più difficile possibile e la partita (quasi) perfetta l’hanno fatta gli altri. Con tante nullità offensive figlie di difficoltà a creare gioco quasi insormontabili, a Varese non è bastata l’applicazione difensiva, spesso peraltro frustrata dal talento dei campioni e non sempre efficace (prima linea biancorossa battuta con troppa frequenza a creare grande vantaggio per i tiratori lagunari). Che gli “Artiglio boys” avessero dei limiti era arcinoto: se questi vengono fuori tutti insieme e contro una prima della classe, nemmeno sognare di vincere è lecito. A corrente alternata La cronaca di una partita che dura 17 minuti. “Jump shots” e fesserie: l’attacco biancorosso dei primi dieci minuti è riassumibile così. Ovvero bene quando un Waller ispirato buca la retina da media e lunga distanza, male quando più di un soldato di Caja si produce in palle perse evitabilissime. Anche dall’altra parte del campo le fortune sono inizialmente alterne: a una buona difesa sulla palla e sulle linee di passaggio fanno da contraltare alcune ingenuità (tipo sui giochi a due che liberano l’ex Johnson) che lasciano spazio al talento di Venezia. Fino al 10’ le due squadre si alternano nei vantaggi, poi è proprio DJ (già a quota 11) a firmare il 17-20 della prima sirena. Hollis ci prova, poi la Reyer va Caja ordina la zona: ne escono due recuperi e un doppio Hollis (21-20 al 11’). Doppio? Triplo, quadruplo, quintuplo: quello dell’ex Brescia e Benfica è un monologo offensivo che tiene in vita la Openjobmetis (sono 15 punti quasi in fila per Damian). Anche dietro si cresce, almeno finché Haynes non decide di inventarsi due triple dal nulla (e da lontanissimo) vanificando il +4 di casa (da 32-28 al 16’ al 32-36 del 17’). Varese accusa il colpo e si ferma, subendo una grandinata che in un amen scava un sensibile divario (parziale di 1-16): al 20’ è 33-44. Non è un momento, è una tendenza che diventa moda: si ritorna sul parquet e gli ora scioltissimi campioni d’Italia piazzano un altro break di quelli pesanti (c’è ancora Johnson sugli scudi: da 33-44 a 35-54). E il problema non è diventato nemmeno quanto segnano gli altri, anche perché la squadra di Caja - dopo lo smarrimento post intervallo - ritorna anche a difendere con grinta (leggi palle recuperate a iosa) sebbene spesso e volentieri debba inchinarsi a percentuali reyerine che restano mostruose: il problema vero è che nel canestro quelli vestiti di bianco non la buttano mai. Ma proprio mai. E A volte non riescono nemmeno a concludere l’azione (14 perse in 30 minuti, 15 in totale) E allora hai voglia a difendere: il +21 alla terza sirena (46-67) è logica. Applausi che serviranno L’ulteriore cronaca di una partita già morta non aggiungerebbe nulla all’insieme. Andiamo di semplici particolari: il cuore di capitan Ferrero che continua a battere forte, l’impegno collettivo che non cede di un millimetro alla depressione e alla frustrazione, l’applauso ritmato di un palazzetto (con Varese sotto di 20) che capisce i limiti, apprezza la voglia e concede (giusta) fiducia. Tutte cose che serviranno quando si giocherà per strappare vitali punti in classifica. Fabio Gandini
  7. Esordio casalingo di Varese che fa tornare saldamente con i piedi per terra i più ottimisti che speravano, visto il precampionato svolto, in una squadra che potesse almeno vendere cara la pelle con qualsiasi avversaria ma questa sera la compagine veneta si è dimostrata superiore in ogni aspetto del gioco assumendo ad un certo punto l'aspetto di uno tsunami, meritandosi ampiamente il risultato sul campo . C’è da sperare che dopo un impatto così brusco Caja riesca a far leva sull’orgoglio dei suoi per poter ripresentarsi vogliosi di riscatto. Veniamo alle valutazioni personali: Avramovic 5: prestazione classica del serbo che ci mette tanto impegno grazie al quale fa qualche buon recupero per poi buttare tutto alle ortiche per la troppa fretta di risolvere i problemi. Sparacchia dalla lunga e non è mai un fattore determinate. SCALBO Pelle 5,5: senza un play che lo sappia servire sopra il ferro perde gran parte del suo potenziale offensivo visto che di movimenti da pivot puro non ne ha ancora costruiti a dovere ma nel complesso, anche se rimane troppo ingenuo in difesa, possiamo dire che è tra i meno peggio questa sera. UCCELLO IN GABBIA Natali 5,5: gioca scampoli di gara per la maggior parte nel momento migliore di Varese ma non riesce a lasciare il segno. INVISIBILE Bergamaschi N.E. Okoye 4,5: quello che nella preseason era risultato il top scorer biancorosso stecca e alla grande la prima uscita ufficiale, intestardendosi una volta ricevuta palla nel cercare l’azione personale con movimenti e palleggi quantomeno rivedibili ed in difesa non è certo un muro invalicabile. GROTTESCO Tambone 5,5: sicuramente tra i 2 registi varesini è quello che esce meglio dal confronto ma non può bastare la sua prestazione appena sotto la sufficienza per traghettare fuori dalla palude i suoi compagni. CARONTE MANCATO Cain 4: serata da dimenticare per il centro titolare della OJM che perde tutte le battaglie con i diretti avversari e fa segnare una virgola alla voce punti; certo non è stato assistito al meglio ma lui sembra un lontano parente di quello visto nelle amichevoli. FLOP Ivanaj N.E. Ferrero 6,5: il capitano incarna il suo ruolo nei migliori dei modi trovando la via del canestro con una buona regolarità anche se poi dalla lunga non la mette mai. Tanta energia difensiva e buoni palloni recuperati anche se poi non sempre finalizzati nel migliore dei modi. CORIACEO Wells 3: partita che per lui non è mai cominciata, forse è stato un brutto sogno perché il leader designato di questo gruppo non può essere quello che ha trotterellato pompando il pallone per 25 inguardabili minuti senza riuscire mai ad entrare in partita. NIGHTMARE Waller 6,5: insieme a Ferrero il più positivo dei suoi anche perché fa intravedere delle discrete potenzialità soprattutto offensivamente dove il suo rilascio morbido spesso trova il fondo della retina. In difesa ha dovuto vedersela con Dom Johnson che non è certo un cliente semplice e che ha sofferto per lunghi tratti. PUNGENTE Hollis 5,5: entra tardi per scelta tecnica ma l’impatto è senza dubbio buono, infatti segna tutte le prime 5 conclusioni prese ma poi come si era acceso si spegne e in parallelo diventa vulnerabile anche in retroguardia e complice del break di fine secondo quarto che alla fine spacca la partita tant’è che coach Caja lo userà nella ripresa col contagocce. ETEREO
  8. Attilio Caja ricorre ad una immagine della sua amatissima atletica leggera per introdurre il match inaugurale della stagione della serie A 2017-18: Varese si è preparata coscienziosamente ad una gara di salto in alto, ma l'entry level la costringerà a partire con una impresa superiore al suo standard abituale. «L'asticella sarà subito molto alta ospitando i campioni d'Italia in carica: a luglio l'obiettivo era quello di svolgere una preparazione omogenea per arrivare pronti all'appuntamento con il campionato, e provare a sorprendere qualche avversaria di livello medio non altrettanto pronta. La premessa si è avverata, il calendario però non è dipeso da noi: è come se ci fossimo preparati in maniera costante e meticolosa per una gara di salto in alto, e poi per entrare in gara servirebbe fare il record personale come misura d'apertura». Dunque servirà subito una grande impresa per sovvertire il pronostico? «Ci aspetta un compito estremamente difficile, dovremo farci trovare pronti a dare fondo a tutte le nostre risorse tecniche, emotive e caratteriali, e disputare la miglior partita possibile facendo ancor meglio di un precampionato comunque ottimo. Se ci riusciremo sarà stata un' impresa grandissima, in caso contrario resteremo convinti della nostra buona preparazione, consapevoli di non essere al livello della Reyer». Come vede gli avversari di domenica? «Al gruppo campione d'Italia hanno aggiunto un super giocatore come Dominique Johnson, al quale rinnovo la mia gratitudine per quel che ha fatto l'anno scorso, e tanti altri elementi di valore come Biliigha, De Nicolao, Orelik e Watt. Non so se sarà poco meglio o poco meno della stagione passata, però il valore è indiscutibile». Quale sarà lo spirito giusto con cui scendere in campo? «L'obiettivo è giocare la miglior partita possibile senza rimpianti se ci troveremo di fronte una squadra più forte. Noi vogliamo mettere sempre in campo il 100 per cento: lo auspicavo il primo giorno del raduno e finora è stato così, dovremo essere pronti a farlo sempre sapendo che fisiologicamente qualche volta non accadrà. Dal punto di vista della combattività e dell'impegno non ho dubbi, e il ghiaccio rotto mercoledì scorso in casa contro Lugano sarà utile anche per togliere pressione». In quali condizioni psicofisiche arrivate all'appuntamento con il campionato? «Siamo vogliosi e desiderosi di iniziare, un sentimento che accomuna giocatori, staff, società e pubblico. Il campionato è salito di livello nella fascia media, e siamo curiosi di confrontarci contro avversarie che sulla carta ci sono superiori. Questa voglia di misurarci dovrà essere un grande stimolo e darci motivazioni per provare a competere contro tutte». Quale sarà il ruolo di Varese nel campionato ai nastri di partenza? «La serie A 2017-18 è divisa in due blocchi: ci sono 10 squadre che vantano legittime ambizioni di playoff sulla base della campagna acquisti, e le restanti 6 che hanno come obiettivo di evitare l'ultimo posto in classifica. Noi siamo iscritti a questo secondo campionato, con l'obiettivo di piazzarci nei primi posti del secondo blocco, ma siamo decisi a metterci alla prova per capire quanto valgono i nostri giocatori all'esordio in serie A rispetto a chi ha scelto i veterani. Risposte che dovrà darci il campo, noi non vediamo l'ora di metterci alla prova». Giuseppe Sciascia
  9. La prima partita dell’anno porta con sé attesa e fermento, tensione e voglia di rivedere quel palazzetto pieno, possibilmente per rivivere le medesime emozioni del finale di stagione scorso. La Openjobmetis Varese di Attlio Caja comincerà la sua stagione in casa contro i campioni d’Italia della Umana Reyer Venezia, che a giugno ha superato in finale la Dolomiti Energia Trento. L’attesa la vive anche il coach, che per la prima volta inizia la stagione sulla panchina di Varese dopo essere subentrato per due volte: «Non vediamo l’ora di iniziare, tutti quanti. Ho letto le dichiarazioni di alcuni miei giocatori che sono vogliosi di iniziare, ma penso che sia una sensazione comune a tutte le 16 squadre del campionato. Abbiamo voglia di affrontare questo campionato che è cresciuto di livello nella fase media, e siamo curiosi di andarci a confrontare con quelle squadre che almeno sulla carta sono superiori alla nostra. C’è curiosità che deve essere per noi stimolo e voglia di competere». Una Serie A divisa in due blocchi secondo Caja: «È un campionato diviso in due blocchi: 10 squadre che hanno fatto un mercato per entrare nei playoff e le restanti 6 squadre che puntano ad evitare l’ultimo posto: noi siamo iscritti al secondo campionato e vogliamo arrivare ai primi posti. Però solo il campo ci può dare le giuste risposte. L’asticella contro Venezia è subito molto alta, ci siamo preparati bene però dovremo superarci. Sarà molto difficile per noi, la nostra preparazione è stata tarata sui nostri limiti: dovremo dar fondo a tutte le nostre risorse, tecniche e caratteriali, cercare di far la miglior partita possibile e sperare in un po’ di fortuna». Due parole sull’avversaria, Venezia: «È una squadra campione d’Italia tre mesi fa, ha inserito Dominique Johnson che conosciamo bene e che rivedo con piacere dal punto di vista personale. L’anno scorso ci ha dato una grande mano, speriamo non sia nella sua miglior giornata al tiro. Hanno avuto altri inserimenti importanti come Orelik, Biligha e De Nicolao, che sa farsi rispettare». Parlando dell’approccio di Varese, Caja si esprime così: «Ho fatto più volte i complimenti ai miei per il precampionato, abbiamo fatto ciò che dovevamo fare per prepararci. Il campo ci darà risposte. Dovremo giocare bene la nostra pallacanestro, con serenità, e se poi gli avversari si dimostreranno più forti accetteremo il verdetto. Dovremo giocare tutte le partite con il giusto atteggiamento e la giusta aggressività, è stato importante rompere il ghiaccio in casa contro Lugano, per essere meno frenati. Ritroveremo il calore del pubblico, degli abbonati e della curva: è tutta energia positiva per noi». L’accento del coach si pone anche sulla questione delle nuove regole: «Più che sull’infrazione di passi, che tocca situazioni più dinamiche che statiche, cambierà di molto la situazione del fallo antisportivo che è molto importante. Il fallo tattico è abolito, è antisportivo senza se e senza ma. È uno stravolgimento totale, è preoccupante e non c’è stata una giusta spiegazione, non so cosa accadrà nelle prime partite». Alberto Coriele
  10. Niente scossa per l'Openjobmetis dall'esordio in panchina di Attilio Caja. La truppa biancorossa chiude nel peggior modo possibile l'anno solare 2016, crollando sotto le scariche dall'arco dell'Umana (14/32 da 3) che inanella la settima vittoria consecutiva in campionato ribadendo i limiti strutturali di una Varese scivolata in piena zona retrocessione. Approccio troppo remissivo per Cavaliero e compagni contro la lanciata Venezia, che punisce a suon di triple (5/5 nei primi 6' per il 5-17 iniziale) la partenza morbida sul piano mentale di una Openjobmetis assolutamente latitante nel gioco interno (38% da 2 ma 5/23 da sotto nei primi 25'). Il cambio di allenatore adottato dalla società per provare ad invertire il trend totalmente negativo degli ultimi due mesi (13 sconfitte in 16 partite nella fase finale dell'era Moretti) non produce alcun effetto immediato sulla psiche della squadra. Se con soli 4 giorni di lavoro era lecito non attendersi stravolgimenti tattici immediati dalla cura-Caja, ci si aspettava invece un avvio rombante in termini di intensità. Lungi dal mettere in campo l'approccio aggressivo richiesto da Artiglio, i bianco-rossi sono parsi invece bloccati dalla tensione e dalla mancanza di punti di riferimento sicuri nell'attacco a difesa schierata, anche stavolta principale tallone d'Achille per una Openjobmetis trafitta spesso e volentieri in transizione dopo manovre improduttive condotte da un Maynor nuovamente involuto. Dopo aver rischiato il tracollo sul meno 27 del 28', Varese trova quantomeno l'orgoglio per salvare la faccia, sfruttando la ritrovata verve balistica di Johnson (20 punti negli ultimi 12' dopo l'1/8 iniziale) e la grinta profusa dal veterano Bulleri per accendere la squadra in difesa. Unica risorsa alla quale appellarsi per risolvere i problemi strutturali di un attacco ingessato dalle difficoltà di convivenza della strana coppia Maynor-Anosike e dal fatturato ridottissimo di Kangur. Ma anche in retroguardia ci sono problemi di sistema: senza uno stopper nel settore guardie, troppo spesso si va in rotazione obbligata lasciando messe di triple aperte agli specialisti della Reyer (micidiale soprattutto il 6/9 dell'arciere designato Bramos. Sarà questo il principale problema che Attilio Caja dovrà risolvere, per dare la sua impronta al reparto-chiave della sua nuova avventura sulla panchina di Varese. L'unico modo per invertire la rotta è quella di dare alla squadra un'anima difensiva, indispensabile per aumentare il ritmo e sfruttare la potenza di Eyenga per sopperire alla prevedibilità a difesa schierata di una squadra totalmente priva di riferimenti dentro l'area colorata. La prima prova del campo ha evidenziato dunque che i risultati negativi dell'Openjobmetis 2016-17 non dipendevano solamente dalla conduzione tecnica di Paolo Moretti, pur primo artefice di un mercato totalmente sbagliato che andrebbe corretto con ulteriori interventi strutturali resi praticamente impossibili dai 200mila euro extra già investiti su Dominique Johnson e Attilio Caja. Al tecnico pavese, le cui dichiarazioni permeate di positività hanno cercato di stemperare il clima plumbeo di un ambiente che si attendeva ben altro impatto dall'arma atomica del cambio di allenatore, il compito di trovare le soluzioni giuste per galvanizzare la squadra in vista del delicatissimo spareggio di lunedì prossimo a Cremona. Giuseppe Sciascia
  11. L’era Caja 2.0 comincia all’insegna di una prestazione tra lo sconcertante e lo stucchevole. I 13 punti di scarto finale non raccontano la vertità per quanto riguarda l’andamento dell’incontro che è stato saldamente in mano ai lagunari dal primo al quarantesimo minuto e solo un fisiologico rilassamento dovuto all’ampio margine ha permesso ai varesini di chiudere con così pochi punti di scarto. Del resto non si potevano pretendere miracoli dopo solo poche sedute di allenamento ma come detto dallo stesso Caja in conferenza stampa pre partita, sicuramente un atteggiamento più volitivo sarebbe stato fondamentale per restare aggrappati a questa partita. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Johnson 6 : chiude la sua serata con 23 punti e con buone percentuali ma in realtà entra in partita (e a dire la verità per farlo si mette praticamente sempre in proprio) quando ormai i buoi sono scappati dalla stalla. FASO TUTO MI’ Anosike 4 : nonostante la doppia cifra alla voce rimbalzi forse una delle prestazioni più incolori e deficitarie della sua triste stagione fino a questo punto. Parte bene col primo canestro dell’incontro ma poi sparisce dalla scena anche se incredibilmente il coach spesso e volentieri lo preferisce a Pelle. HOUDINI Maynor 5 : primo tempo sufficiente almeno dal punto di vista offensivo ma nella ripresa scompare dai radar quando un vero leader, quale dovrebbe essere lui, dovrebbe invece trascinare i suoi compagni. USTI…CA Avramovic 4,5 : non si capisce dove sia andato a finire il ragazzo tosto e con lo sguardo sveglio che aveva abbagliato più di un tifoso biancorosso. Ora sembra assolutamente un corpo estraneo e che fatica a mettere insieme un tiro o un passaggio degno di questo nome. PULCINO BAGNATO Pelle 6 : insieme a Johnson l’unico a salvarsi questa sera grazie ad una partita che lo vede più concentrato delle ultime uscite (e ci voleva poco) e anche più determinato. Sicuramente da rivedere alcuni movimenti difensivi che spesso causano la conclusione semplice di Venezia ma questa sera sarebbe stato da cavalcare più dei 12 minuti in cui è stato in campo. TOSTO Bulleri 5,5 : il Bullo questa sera non riesce a dare la scintilla per dare il la ad una rimonta mai partita anche se con lui schierato c’è senza dubbio più ordine ed è anche l’unico ad avere il quoziente +/- in positivo anche se solo di una unità. RAZIONALE De Vita N.E. Cavaliero 5 : parte in quintetto e l’inizio sembra far ben sperare. Poi progressivamente si spegne e oltre a non riuscire a limitare chi si trova di fronte fa una fatica del diavolo a realizzare dal campo. SCARICO Kangur 5,5 : realizza 5 punti tutti dalla lunetta e come ormai è diventata una consuetudine non si prende molte responsabilità in attacco; in difesa sfodera una prestazione maschia dove non si risparmia colpi anche proibiti con armadi come Peric, Hagins e Ortner. BRONZEO Lo Biondo N.E. Canavesi N.E. Ferrero 5 : questa era forse la sera giusta per guadagnarsi minuti preziosi nel proseguo del campionato ma Giancarlo stecca l’occasione e non riesce ad incidere se non tamponando in difesa ma alla lunga la prestazione è lontana dall’essere confortante. SCIUPONE
  12. L'Openjobmetis cerca l'impresa contro la seconda forza Venezia per inaugurare col botto l'era Caja. Stasera al PalA2A (palla a due alle 18.45; diretta su SkySport 2) il coach pavese farà il suo esordio stagionale sulla panchina biancorossa 19 mesi dopo la sua ultima apparizione a Masnago nella gara finale della stagione 2014-15. Una svolta inevitabile alla luce delle 13 sconfitte in 16 partite che avevano fatto precipitare la Varese di Paolo Moretti al penultimo posto in Italia e all'ultimo in Champions League. Ma il nuovo corso affidato ad un tecnico esperto delle "riparazioni d'emergenza" inizia con un test quantomai impegnativo. Un compito difficile contro la squadra più in forma della serie A (13 vittorie nelle ultime 14 gare tra campionato ed Europa) reso ancora più improbo dall' assenza forzata di Christian Eyenga. L'ala congolese dovrà infatti scontare il turno di squalifica rimediato a Trento per la reazione nei confronti degli arbitri dopo l'espulsione per doppio fallo antisportivo in 54 secondi (per l'atleta del 1989 è stato il secondo stop in due settimane dopo la commutazione automatica in multa della squalifica rimediata contro Cantù). Quale impronta saprà dare "Artiglio" in soli 4 giorni di lavoro dopo l'insediamento avvenuto il 23 dicembre? La curiosità è grande per scoprire la reazione della squadra al cambio di allenatore: l'auspicio dell'ambiente è che il classico "effetto-scossa" possa dare gli stimoli giusti ad una Openjobmetis chiamata a giocare una partita diametralmente opposta a quella senza nerbo di Trento nel match più sentito dal main sponsor Rosario Rasizza. Rispetto all'ultima uscita biancorossa con Paolo Moretti in panchina, Varese recupererà Giancarlo Ferrero, che in assenza di Eyenga tornerà utile per allungare le rotazioni nello spot di ala piccola. Ma sembra scontato che Caja farà largo uso dell'assetto con tre guardie, utilizzando al posto del congolese l'ultimo arrivato Dominique Johnson (al debutto casalingo in campionato dopo le prove generali al PalA2A contro Klaipeda). Sul piano tattico i 3 piccoli e l'uso della zona - arma quasi obbligata per non subire dinamismo e atipicità dell'Umana - sono armi già utilizzate da Moretti nell'ultima fase della sua avventura a Varese. Ma il nuovo coach punterà molto sull'aspetto mentale e motivazionale per una svolta immediata nel ciclo di impegni ravvicinati - 4 in 10 giorni fino all'ultima di andata del 7 gennaio con Torino - fissati sul calendario di Cavaliero e compagni. La Reyer sarà senza l'emergente Tonut, allievo prediletto di Caja nell'ultima versione della Nazionale Sperimentale, ma la profondità del roster a disposizione di Walter De Raffaele è davvero notevole e le armi offensive degli orogranata - in particolare l'energia perimetrale di Haynes e McGee e le qualità frontali del pungente Peric - restano comunque temibili. All'Openjobmetis servirà una prestazione perfetta sul piano dell'impegno e della concentrazione, ma se Attilio Caja avrà saputo trasmettere alla squadra quel mix di grinta e meticolosità profuse sul parquet del PalA2A nei primi 4 giorni di lavoro con la squadra, allora non sarà una missione del tutto impossibile... Giuseppe Sciascia
  13. [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]L’Openjobmetis si affida a…”- Santa pausa” per fermare la sua deriva senza fine verso il fondo della classifica. E’ il momento peggiore dei 5 anni dell’era “Varese nel cuore” per una squadra che continua ad accusare difficoltà evidenti sul piano della condizione fisica e della qualità del gioco. Le speranze di una prova orgogliosa contro la Reyer del caro ex Recalcati si spengono in fretta a fronte dell’assoluta pochezza espressa nel ruolo nevralgico di playmaker da Maynor e Deane. Regia da “B-movie” della peggior specie con la squadra parsa davvero in balia delle difficoltà della sua coppia di playmaker nel mettere in moto i compagni. E troppe volte Varese si è affidata all’improvvisazione ed ai personalismi di giocatori con qualità da specialisti come Rautins ed Eyenga, chiamati a recitare un copione non loro dall’emergenza infortuni. Evidente come l’infortunio di Diawara abbia fatto crollare la[/size][/font][/color][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3] già fragile impalcatura tecnica dei biancorossi; senza l’unico punto di riferimento della manovra – oltre che l’elemento di maggior carisma del gruppo– il cambio Robinson-Maynor in regia ha dato esiti totalmente deficitari. D’altra parte però il distacco della retina accusato dall’ala francese 3 giorni dopo la firma del play ex Oklahoma City è stato il più classico degli “imponderabili”; e di questo non si può dare la colpa a Vescovi e Giofrè, messi formalmente sotto accusa dalla Curva Nord per le scelte di mercato (comunque collegiali in un’estate – e soprattutto in un mercato di riparazione – dove “coach Poz” ha avuto sempre e comunque l’ultima parola su tutto). Ma i problemi di organico non possono e non debbono essere l’unico alibi per spiegare l’involuzione di un gruppo che ieri ci ha provato nel modo sbagliato, facendosi prendere dalla tensione e dalla frenesia per provare a sfogare la sua frustrazione per una classifica comunque ingenerosa anche alla luce di quanto visto nel girone d’andata. Certo la Varese attuale, con Maynor fuori fase e l’architrave Diawara-Kangur piegata dagli infortuni, è oggettivamente a rischio retrocessione in un campionato dove Caserta e Pesaro hanno compiuto progressi esponenziali nell’ultimo mese, mentre i biancorossi hanno viaggiato a passo di gambero. A questo punto è provvidenziale il “pit-stop” per La Coppa Italia, indispensabile sistemare i molti fili staccati nella testa e nelle gambe dei giocatori: fra due settimane a Trento c’è bisogno di un Maynor grintoso e non di quello in ciabatte visto finora, e c’è bisogno di ritrovare il “Kuba” tornituante e il capitano chirurgico delle prime partite della stagione. Confidando che l’esordio positivo di Jefferson non sia un fuoco di paglia, e che l’agile ma leggero centro ex Mantova possa confermare di essere utile alla causa. Ma un salto di qualità importante è chiamato a farlo lo stesso “coach Poz”: prima del match contro Venezia il tecnico biancorosso aveva evidenziato la necessità di ritrovare il suo modo goliardico ed estroso di vivere il suo ruolo di coach. Ma se la sua filosofia scanzonata non riesce a restituire il sorriso ad una squadra “plumbea” come il cielo sopra Masnago, allora c’è da chiedersi se la squadra creda ancora in quello che predica il suo allenatore. Tocca al Poz trovare le chiavi giuste – mentali ma anche tecniche – per sbrogliare la matassa; di sicuro c’è bisogno che tutte le componenti facciano quadrato, recuperando condizione ma anche entusiasmo in un ambiente nel quale in questa[/size][/font][/color][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3] crisi così profonda è del tutto inopportuna la caccia al colpevole per sfogare la delusione per il secondo flop consecutivo..[/size][/font][/color]
  14. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Toccato il fondo, si risale: lo spera ardentemente il tifoso pur sotto una costellazione di vane attese e illusioni. Resta solo da capire quale possa essere, in realtà, la misura più infima di una crisi così perniciosa che talvolta appare persino come un male incurabile, mentre altre lascia intravedere una lenta guarigione. Un solo successo nelle ultime sette gare può far supporre che al peggio non c'è fine ma è ammissibile anche l'altra ipotesi, quella d'un colpo di coda salutare, soprattutto per una dovuta serenità d'animo, infinitamente preziosa quando non si possono disperdere le ultime convinzioni.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Oggi a Masnago è di scena Venezia, un club diventato molto ambizioso. Ne sa qualche cosa Carlo Recalcati (foto Blitz) che, nonostante un'invidiabile posizione di classifica, è sempre sotto assedio, pressato com'è dal suo incontentabile presidente. L'allenatore della Stella, probabilmente invidiato per la sua collocazione in una delle città più fantastiche al mondo (salvo esserci stato da settembre ad oggi due, tre volte, vivendo a Marcon, in campagna), già medita di ritirarsi a fine stagione. Probabilmente esaurito da un interventismo societari, capibile ma eccessivo, peraltro alla luce di risultati che, se fossero arrivati qui, si sarebbe già santificato Gianmarco Pozzecco. Il quale, pur accarezzato dall'intoccabilità, sta soffrendo le pene dell'inferno.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Venezia, nella nostra storia, è stata una bestia nera, non dimenticando una retrocessione e immediatamente dopo una mancata promozione per mano dei lagunari, spietati e cinici in entrambe le occasioni proprio a Masnago.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Oggi, nonostante tristi ricordi e cattivi pensieri, prorompono sulla scena curiosità e carica e ben oltre i più onesti steccati di quel raffronto tecnico che esiste tra le due formazioni, l'una senza Diawara, l'altra attrezzata e completa, peraltro alla ricerca di un altro rinforzo. Ovviamente temiamo per Rautins e Callahan, da tempo gli ultimi ad arrendersi, qualora Recalcati piazzasse un paio di tenaci secondini ai loro fianchi per interdirne tiri comodi. Tuttavia il tecnico canturino evita di entrare nello specifico di mosse e consegne temendo piuttosto una rabbiosa reazione di Varese (in campo e sugli spalti) nonché una fatal compensazione dopo averla rapinata nell'andata grazie al gol dell'ex , intendendo una fucilata allo scadere di Phil Goss, sempre più un asso fra le maglie di questa pallacanestro dai valori crollanti.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Rispetto a quella partita Varese, corretta e ritoccata com'è stata, è cambiata nell'asse play-pivot: se in peggio o in meglio lo intuiremo oggi, non avendo sin qui, in regia o da quelle parti - con il declamato Maynor al posto di un puntero triste (come il rimpianto Robinson) - registrato alcun progresso se non l'esatto contrario, felici d'essere improvvisamente smentiti. Ovviamente non c'è più Daniel per il sollievo di una piazza che non lo sopportava più ma anche, guarda caso, dello stesso Recalcati che a suo dire era stato più fastidioso di un insetto molesto. Dunque nelle premesse, per motivi opposti, l'uscita di scena di Daniel mette tutti d'accordo. Resta da sperimentare Jefferson, il nuovo pivot biancorosso, preceduto qui da giudizi abbastanza discordi tra chi giura su sue determinate qualità, come agilità e intimidazione, personalità e voglia di imporsi, e chi invece non gli riconosce uno straccio di potenzialità offensiva a tre metri dal canestro.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Ogni prefigurazione è soggettiva, inutile acclamarlo o bollarlo preventivamente: lo aspettiamo per capire quale potrà essere il suo rendimento, fra l'altro in una categoria superiore.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Godiamoci questa sfida, ricca di potenti motivi soprattutto per Pozzecco e i suoi uomini, attesi a un giorno da leoni.[/size][/font][/color]
  15. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'Openjobmetis cerca l'impresa contro la terza forza Venezia per ridare entusiasmo ai tifosi di Masnago. Stasera al PalaWhirpool (palla a due alle 18.15) i biancorossi proveranno a interrompere un digiuno casalingo lungo due mesi (ultimo hurrà interno il 14 dicembre contro Bologna). Il gustoso duello in panchina tra Gianmarco Pozzecco e Carlo Recalcati (il coach dei Roosters della Stella e dell'Italbasket di Atene 2004, i due punti più alti della carriera dell'ex Mosca Atomica) passerà in secondo piano rispetto al peso specifico della posta in palio per una Varese affamata di riscatto dopo un ciclo negativo di 6 sconfitte nelle ultime 7 gare. Se domenica scorsa a Reggio Emilia i biancorossi - privi di Diawara e virtualmente anche di Eyenga - hanno toccato il picco negativo dell'emergenza infortuni dell'ultimo mese, il clima positivo di una settimana di allenamenti a pieno regime fa ben sperare coach Poz sulla possibilità di vedere all'opera la vera Varese. Che in attesa della pausa per la Coppa Italia, fondamentale per completare il recupero di Kangur e l'integrazione di Maynor oltre a reinserire Diawara, confida nell'impatto dell'ultimo arrivato Jefferson per dare sostanza sotto le plance. Riuscirà l'agile ma leggero pivot prelevato dall'A2 Gold di Mantova a dare quell'energia e quella presenza difensiva che il suo predecessore Daniel non era mai riuscito a garantire? Le caratteristiche del centro statunitense calzano a pennello con le necessità tecniche dell'Openjobmetis; tutto sta a capire se Jefferson riuscirà a digerire in fretta il salto di categoria, pur contro un'avversaria dal tonnellaggio limitato come Venezia. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] E se i biancorossi riuscissero a recuperare in extremis Diawara? Ieri l'ala francese ha svolto l'allenamento completo pur senza gli occhiali protettivi speciali che debbono arrivare dagli Usa; toccherà a Pozzecco decidere dopo la rifinitura di stamane se portare a referto l'ex di turno (con un'autonomia limitata a qualche minuto), oppure affidarsi a Stan Okoye. Certo il rientro anticipato del bomber biancorosso potrebbe dare ulteriore spinta ad un PalaWhirlpool che si annuncia caliente (con tanto di trombette); ma Kuba o non Kuba, per battere l'Umana specialista delle vittorie in trasferta (ben 7 in 9 gare) servirà una Varese ben diversa rispetto a quella delle tre uscite successive alla pausa per l'All Star Game. Carlo Recalcati ha puntato su esperienza e duttilità per plasmare una squadra molto solida, dando le chiavi in mano all'ex biancorosso Goss e scegliendo la strada della cavalleria leggera con lunghi atipici come Peric, Ress e Nelson e il dinamico Ortner. L'Umana è rodata e ben organizzata, con una difesa di squadra molto efficace e una rotazione resa ancor più profonda dall'aggiunta recente di Jarrius Jackson: se l'Openjobmetis è quella senza energie né qualità di domenica scorsa il pronostico è segnato, ma se squadra e pubblico sapranno darsi la carica a vicenda il sogno è quello di riuscire finalmente a battere una big. Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
  16. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Gianmarco Pozzecco mette da parte gli umori negativi per le sconfitte in serie dell'Openjobmetis e prova a voltare pagina in vista della sfida contro Venezia.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Il coach varesino (foto Blitz) ritrova la voglia di scherzare («Recalcati non dimentichi il patto stipulato la mattina della gara di andata: una vittoria a testa, stavolta tocca a noi...») ma promette una squadra caricata a molla per il match di domani. «Tutti hanno percepito la mia sofferenza per i risultati negativi: sono arrivato a Varese con una clamorosa voglia di fare bene e le cose non sono andate come volevo. Avevo paura di deludere la gente e che ciò potesse mutare l'affetto della città nei miei confronti: così non è stato e adesso è giunto il momento di ripagare i tifosi. Sono convinto che domani andremo in campo con un atteggiamento diverso: sappiamo quanto vale Venezia, ma sono convinto che proveremo a compiere un'impresa». Si è mai sentito isolato nell'ultimo periodo? È mancato il Poz sorridente di sempre... «Ho sbagliato a somatizzare i risultati negativi e mi sono isolato: è l'errore di chi è troppo innamorato e poi diventa geloso e possessivo. Ora ho capito che devo ritrovare la leggerezza e la goliardìa che mi hanno sempre contraddistinto: essendo meno esperto dei miei colleghi non posso prescindere dall'essere me stesso. Per un periodo non lo sono stato, ma la gente mi ha fatto capire che vuole rivedere il vero Gianmarco». Dunque è fiducioso sulle possibilità di rimonta di Varese? «Col rientro di Diawara e qualche altro piccolo aggiustamento avremo la squadra per giocarcela sino in fondo: siamo a 4 punti dai playoff così come dalla retrocessione ma non dobbiamo guardare la classifica, concentriamoci su di noi e continuiamo a lavorare con l'entusiasmo e l'energia che hanno contraddistinto l'ultima settimana di allenamenti. C'è stata una metamorfosi importante e questo mi dà molta fiducia». Quale potrà essere l'impatto del nuovo acquisto Jefferson? «In pochi mesi ha fatto un doppio salto dall'A2 Silver alla A; però da lui ho trovato enorme disponibilità e sono convinto che in questo momento serva più del talento. Che comunque c'è nella versione completa di questa squadra: Johndre avrà bisogno dell'aiuto dei compagni, più saranno pronti e più sarà facile ambientarsi. Una grossa mano gli arriverà da Kangur ma anche da Callahan, grande protagonista delle ultime partite». Quanto sarà importante la pausa per la Coppa Italia in cui potrà finalmente lavorare al completo? «Sapere che da martedì torneremo a lavorare con tutti gli effettivi è davvero una bella notizia. Avevamo scelto di costruire una squadra con un ottimo quintetto e una panchina non proporzionale; la perdita di Kangur ha fatto saltare gli equilibri e quando Kristjan è tornato si è fermato Diawara che era stato il nostro faro. Ora però siamo prossimi a tornare al completo e il recupero di Kangur ci permetterà di far quadrare il cerchio». Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
  17. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Sorriso a 32 denti per Cecco Vescovi dopo la corroborante vittoria casalinga della Cimberio contro Venezia, che conferma il trend di crescita espresso dalla squadra di Fabrizio Frates nelle ultime settimane. [/size][/font][/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]«Un altro passo avanti che ribadisce la qualità e l'efficacia del lavoro svolto nel corso delle ultime settimane - spiega il general manager biancorosso -. Una bella vittoria contro un'avversaria di valore che concretizza i progressi tangibili espressi nelle ultime gare: la difesa è il reparto che ci dà più certezze ma stiamo crescendo anche sul piano offensivo. E sono convinto che sfruttando al meglio l'esperienza dell'Eurocup ci siano ancora margini per fare meglio». [/font][/size] [size=3][font=verdana]E in vista del viaggio a Bologna per l'assemblea odierna di Lega Basket (a rappresentare Varese ci saranno il g.m. biancorosso e Stefano Coppa, si parlerà di bilancio e dei secondi diritti Tv), il dirigente della Cimberio esprime la sua soddisfazione per i progressi compiuti dalla squadra di Frates dall'incerto debutto di Vilnius alla bella prova di domenica sera: «Il cambio di passo era auspicabile - le sue parole - ed ora la squadra ha un volto e una fisionomia diversa e ben delineata. Adesso non pensiamo di essere arrivati perché c'è ancora tantissimo davanti a noi; il ritorno a pieno regime di Sakota sarà un'altra aggiunta importante perché poterlo usare solo in coppa non faceva bene né a noi né a lui. Evidentemente i giocatori dovevano metabolizzare i metodi di lavoro di Frates; c'è voluto tempo perché i vecchi abituati ad un modo diverso si adattassero ad una nuova impostazione, così come i nuovi, che sono arrivati in un momento particolare nel quale aleggiava ancora l'entusiasmo dell'anno passato. Era naturale che servisse un periodo di ambientamento per tutti, ora sfruttiamo gli equilibri raggiunti per lavorare ancora meglio». [/font][/size] [size=3][font=verdana]E nella particolare classifica del giocatore più migliorato di casa Cimberio, il primo posto spetta di diritto a Frank Hassell, che con i 18 punti e 13 rimbalzi prodotti contro l'Umana ha evidenziato appieno tutte le sue doti da uomo d'area: «La crescita di Frank è legata a filo doppio a quella del gioco di squadra - evidenzia a riguardo ancora Vescovi -: coinvolto bene dai compagni ha risposto al meglio, ma quel che conforta maggiormente è la sua crescita difensiva. Gli abbiamo parlato per fargli capire cosa volevamo da lui perché vogliamo coinvolgere il più possibile i giocatori, e se sono intelligenti lo capiscono. La stessa cosa vale per Clark che ha giocato una partita ordinata facendo diventare meno eclatante il problema degli errori al tiro. Gli si chiedono cose diverse rispetto a quelle cui era abitato ma anche per lui è una possibilità per crescere». [/font][/size] [size=3][font=verdana]Ora il general manager della Cimberio confida nel definitivo ritorno a Masnago, a partire dalla sfida di Eurocup di domani contro Villeurbanne, con qualche acciacco da smaltire (caviglia malandata per Rush, risentimenti per Ere e Coleman, foto Blitz) dopo la partita di domenica: «L'ambiente raccolto di Casale Monferrato ci ha dato una bella spinta ma il PalaWhirlpool è casa nostra e in un campionato così equilibrato difendere il fortino è fondamentale - sottolinea ancora Vescovi -. Superare indenni le due gare disputate campo neutro ci conferisce un grande slancio nel cammino verso il difficile trittico che ci aspetta contro Avellino, Sassari e Brindisi. Ma occorre che ci concentriamo subito sul match di domani sera contro Villeurbanne: anche in Eurocup, infatti, dobbiamo sfruttare al meglio il fattore campo per puntare ad un passaggio del turno non impossibile». [/font][/size] [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
  18. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][color=rgb(37,39,37)][font=verdana][size=3]Un passo alla volta nella direzione giusta seguendo un trend di crescita che nel giro di quattro settimane ha portato Varese dalla prova incerta e balbettante contro Oldenburg alla rinfrancante vittoria casalinga di ieri contro la quotata Umana. Ma il passo compiuto per battere Venezia è di quelli lunghi e ben disteso sulla strada che porta la Cimberio a diventare una realtà di alto livello della serie A 2013/2014. Dopo gli spunti positivi sul piano caratteriale del derby del Forum e i 30’ di ottima fattura contro Paris Levallois, la squadra di Frates "produce" una prova consistente sotto il piano della continuità sui due lati del campo che dà nuovamente ragione a chi predicava pazienza in attesa della “messa a punto” dei meccanismi di insieme di un gruppo molto più rinnovato di quanto non sembrasse con 5 volti nuovi su 10 giocatori. D’altra parte il basket di Frates andava probabilmente “metabolizzato” e digerito da tutti: sia dai veterani degli “Indimenticabili” votati ad un gioco a briglia più sciolta, che dai nuovi arrivati abituati comunque ad essere protagonisti assoluti nelle rispettive squadre del passato più o meno recente. Contro l’Umana il collettivo varesino ha recitato un copione decisamente efficace ed allo stesso tempo piacevole per i 3000 abbonati che hanno nuovamente seguito Varese nell’esodo “forzoso” di Casale Monferrato. E se Polonara ed Ere hanno indirizzato la rotta ad una Cimberio capace di saltare con una manovra fluida le trappole della zona utilizzata a lungo da Mazzon, la palma di MVP nelle mani di Frank Hassell – devastante sotto entrambi i tabelloni nella ripresa – è il premio migliore all’opera “certosina” di lavoro in palestra svolta in queste settimane dallo staff tecnico biancorosso. Il pivot statunitense dimostra di poter essere un fattore dominante non soltanto in attacco, laddove il gancetto mancino ed i muscoli guizzanti lo rendono incisivo quando riceve palloni in profondità; ma anche in difesa, tallone d’achille evidente del precampionato, dove contro avversari dinamici – sulla carta quelli che digerisce meno – sfoggia concentrazione ed intensità ben superiori a quelle di ogni altra uscita precedente. La cura Frates funziona per “The Tank” ma anche per Polonara, miglioratissimo nei fondamentali perimetrali (tiro ma anche passaggio) nei due mesi di lavoro con l’architetto milanese. E alla luce di quanto visto ieri sera funziona anche per Clark, che ha recitato con diligenza il ruolo di play d’ordine senza prendersi licenze fuori ordinanza. Insomma pur con qualche affanno iniziale la Cimberio pensata durante l’estate inizia a far vedere il suo potenziale, che per un campionato in cerca di padroni sembra comunque sufficiente a recitare un ruolo da outsider di lusso come nelle aspettative della società. Se dunque il precampionato proiettava una Cimberio ricca di incognite verso le prime due gare casalinghe in campo neutro contro avversarie ambiziose come Reggio Emilia e Venezia, i biancorossi fanno nuovamente rotta verso Masnago col pieno di punti e soprattutto di certezze. A partire da quella più importante per costruire una stagione di alto profilo: la squadra ha "sposato" la causa di Frates seguendolo nel lavoro in palestra, e la crescita progressiva evidenziata da Lubiana in poi è la conseguenza diretta di questo "matrimonio di intenti". Ora iil fattore-campo "vero" del Lino Oldrini e il rientro di Sakota in campionato dovranno essere valori aggiunti per una squadra attesa da un altro ciclo di impegni di spessore (domenica esordio al PalaWhirlpool contro Avellino, poi trasferta sul campo della quotata Sassari e match casalingo contro la rivelazione Brindisi).[/size][/font][/color][/size][/font][/color]
  19. [font=verdana][size=3]Disertata o quasi Masnago in Coppa, ecco Casale presumibilmente gremita di tifosi. Il campionato, pur sulle spese di un viaggio fuori programma, val la pena d'essere vissuto accanto alla squadra. Questione di cultura, roba da Lotta dei comuni e di campanile, sin dalla notte dei tempi, anche se in verità, Masnago, negli anni Sessanta e Settanta era affollata da entusiasmi per una squadra che cominciava la sua leggendaria avventura tra le grandi d'Europa, tipo Armata Rossa. Real Madrid, Stella Rossa e Maccabi. Finita un'era, talmente aurea da sembrare surreale in un suo ripetersi, gli stessi Roosters, pur intriganti ai massimi, non rinvennero quel seguito così imponente, nemmeno di fronte a Panathinaikos e Maccabi, tanto per fare degli esempi, assistiti da meno spettatori di Varese - Gorizia pur con tutto il rispetto per quella neopromossa così poco attraente. Roba da non credere ma era vero in un'atmosfera da pelle d'oca, fosse anche per gli inni nazionali suonati da una banda reclutata, mettendovi molta passione, da Edoardo Bulgheroni, d'altra parte la Korac prima e dopo fecero del palasport uncimitero. [/size][/font] [font=verdana][size=3]Dunque, le Coppe, da noi, pur arricchendo di lustrini la presenza di Varese cui dovrebbe corrispondere la fiera appartenenza di un popolo dallo sguardo lungo, sono poco apprezzate, se non considerate addirittura come "palle ai piedi" nonostante l'orgoglio della società che, rimettendoci anche preziosi denari delle sue casse, cerca di onorare un diritto sportivo che s'è guadagnata sul campo nonché una storia gloriosa ed eterna. Un'immaginazione diversa sarebbe surrealista, allora ben venga, coi piedi per terra, Cimberio - Venezia ancora in Piemonte, fortunatamente alla fine di un esilio penalizzante, come d'altra parte Sakota, fermo "tre giri", tornerà in campo contro l'Avellino dell'atteso Vitucci. Con due partite consecutive in casa, anche se questa lo è sì e no, la squadra di Frates ha l'opportunità di gonfiare la sua classifica. Chiamalo, se vuoi, e più all'ingrosso, fieno in cascina ma, al di là della gradevolezza e della consistenza del proprio gioco, ancora di là da venire, se mai verrà nonostante una sognata congiunzione tra la scorsa stagione e questa da parte di molti tifosi in estate, contano ovviamente i risultati che, a volte ma, soprattutto, agli inizi, dipendono da episodi o momenti favorevoli da acchiappare al volo. [/size][/font] [font=verdana][size=3]Aspettando di capire quale sia l'effettiva competitività di questa Cimberio, almeno nei suoi connotati identitari, ora come ora, si impone già una risposta all'interrogativo Clark (foto Blitz) il quale, se non proprio sotto processo, discusso sicuramente lo è al di là delle sue caratteristiche non troppo funzionali a una squadra che predilige ritmo e imbucate negli spazi, è atteso da un riscatto bene augurante, potendosi sentire come libero, se vi riuscirà, dopo giorni di prigionia. Come? Da par suo, senza tarli in testa, con la consapevolezza di un contributo che può dare, per esempio, al tiro, sua specialità, soprattutto, da guardia, toccandogli l'ultima parola sul campo, cioè laddove resta padrone del suo destino. Di fronte il play trova Venezia, la sua ex squadra, stimolante in amor proprio nonché favorevole a uno scatto d'impeto, da classico "gol dell'ex", come accade spesso nel calcio. Venezia è temibile ma battibile, altre conclusioni sarebbero scoraggianti. [/size][/font]
  20. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Michele Lo Nero lancia un appello ai tifosi varesini in vista del match casalingo di domani contro Venezia. [/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Senza gli oltre 30 punti di media garantiti dagli infortunati Ebi Ere e Adrian Banks, la Cimberio dovrà confidare sulla spinta supplementare del “sesto uomo” di Masnago per difendere l'imbattibilità del PalaWhirlpool, unico campo di tutta la serie A ancora inviolato. «Mai come domani avremo bisogno della spinta del nostro pubblico per girare nel senso giusto una partita non sicuramente semplice - afferma il presidente di “Varese nel Cuore” - Abbiamo piena fiducia negli elementi che scenderanno in campo, ai quali abbiamo chiesto di dare qualcosa di più del solito per sopperire alle difficoltà legate agli infortuni. Ma chiediamo ai nostri tifosi di sostenere con ancor più entusiasmo del solito i ragazzi in vista di questa partita nella quale c'è bisogno del loro sostegno per superare un momento difficile».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il massimo dirigente del consorzio chiede dunque un'affluenza massiccia a Masnago e un contributo “vocale” importante, chiedendo ai tifosi di ripagare la squadra delle emozioni forti vissute in questi tre mesi e mezzo al vertice della classifica: «I ragazzi hanno dato tanto e attorno a loro si è creato un grande entusiasmo, ora c'è bisogno che i tifosi facciano sentire il loro affetto e il loro calore alla squadra per sopperire agli attuali problemi di infortuni. Certo i riscontri delle presenze in tribuna sono un dato oltremodo soddisfacente: a prescindere dalla riduzione degli omaggi, aumentare il numero degli spettatori era una delle priorità della nuova gestione. Il merito principale va ovviamente a Frank Vitucci e alla squadra ma sono convinto che le iniziative degli anni passati rivolte prima di tutto a famiglie e giovani abbiano contribuito a migliorare il colpo d'occhio e il calore del PalaWhirlpool rispetto agli anni passati». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E un altro aspetto caro a Michele Lo Nero è quello delle iniziative per portare la squadra a contatto con la gente, tema da sempre caro al presidente di “Varese nel Cuore”: «Condurre i giocatori sul territorio ha portato un duplice vantaggio: prima di tutto abbiamo fatto conoscere la squadra alla gente portandola direttamente a contatto senza dover venire a Masnago, e poi abbiamo cercato di far capire ai ragazzi la realtà in cui sono calati e per la quale lottano ogni domenica. E sono certo che anche queste iniziative abbiano contribuito ad avvicinare il territorio alla Pallacanestro Varese; sappiamo benissimo che stiamo ancora percorrendo una strada e c'è ancora tanto da fare, però vogliamo continuare sulla rotta intrapresa perché la comunione di intenti aiuta a superare i momenti difficili». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E i riscontri positivi al botteghino, con un incremento consistente di presenze e di incassi rispetto al 2011/2012, fanno sorridere Lo Nero non solo per quanto riguarda il bilancio: «La netta crescita di spettatori e paganti non fa bene soltanto alle casse della società: parliamo di numeri importanti ma che non cambiano radicalmente la situazione. Però avere un pubblico sempre più vasto è un elemento di soddisfazione per proprietari e sponsor che aumentano la visibilità del loro investimento e ci permettono di proporre un progetto più accattivamente ai partner attuali e futuri». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Infine il presidente del consorzio fa il punto sulle tappe future che aspettano “Varese nel Cuore”: «Martedì è in programma un consiglio di amministrazione nel quale decideremo la data della prossima assemblea: sarà un passaggio importante nel quale attendiamo le risposte dei proprietari sulle proposte per lo sviluppo futuro che abbiamo fatto a dicembre. Nei prossimi mesi dobbiamo programmare il biennio 2013-2014, le risposte che avremo da febbraio a maggio permetteranno la corretta pianificazione della gestione sportiva. A prescindere dalle strategie future rimarrà analoga la politica di muoverci solo sulla base delle risorse disponibili». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size]
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