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  1. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3](G.S.) - Fa il punto della situazione senza eccessiva enfasi Frank Vitucci (foto Blitz) dopo le otto vittorie consecutive dello scoppiettante precampionato della Cimberio: più dei risultati del campo il tecnico veneziano apprezza l'identità corale espressa da un gruppo rinnovatissimo ma in grado di diventare rapidamente squadra. [/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]- Varese continua a vincere ma soprattutto piace per il grado di affiatamento tecnico e caratteriale che ha raggiunto in un solo mese...[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Sicuramente stiamo progredendo, anche se forse in maniera più lenta rispetto a quello che i risultati fanno vedere. Però stiamo crescendo in difesa, il nostro reparto chiave; abbiamo bisogno di aggiungere rapidamente le nostre guardie viste le assenze per diversi motivi di Banks e Rush, ma la squadra sta lavorando nella direzione giusta sin dall'inizio. E a mio avviso ci sono ancora margini di crescita, soprattutto in alcuni meccanismi difensivi che debbono diventare automatici». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Otto vittorie in fila ed entusiasmo alle stelle in città: un precampionato così scoppiettante aiuta la costruzione di un squadra così nuova oppure rischia di generare pressioni o eccessive attenzioni delle avversarie? [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Vincere sicuramente aiuta, perché i giocatori hanno un feedback positivo del lavoro che facciamo in allenamento. Chiaro che i risultati del precampionato non hanno un valore assoluto, perché le squadre non sono al completo e le partite hanno un peso relativo, però i riscontri del campo confermano le sensazioni di essere nella direzione che vogliamo. Tatticamente siamo un po' indietro perché a causa degli infortuni e del roster incompleto abbiamo dovuto fermare l'evoluzione di alcune situazioni, però costruire una base solida legata alla difesa ci permetterà di progredire strada facendo». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]- La squadra produce un gioco divertente e aggressivo, secondo i concetti con cui è stato costruito il roster durante il mercato; avete già gli "anticorpi" necesari per quando gli avversari proveranno a impedirvi di sviluppare il vostro basket? [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«In quel caso toccherà ai giocatori più solidi ed esperti come Green, Ere e lo stesso Dunston, che si è calato molto bene nella realtà italiana, dare la consistenza necessaria nei momenti in cui perderemo il filo del discorso. Ma nelle gare precampionato, in cui non abbiamo preparato nulla a livello tattico, ho riscontrato che i miei giocatori hanno mostrato una capacità notevole di cogliere il momento decisivo per alzare il livello dell'intensità e far valere quel tipo di gioco a ritmi alti che esalta le nostre caratteristiche». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]- Che cosa si aspetta dagli ultimi tre test casalinghi con le prime uscite davanti al pubblico varesino tra il match di stasera a Malnate e il Memorial Pirazzi del weekend? [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Un po' di curiosità in più ci sarà sicuramente da parte di chi vorrà vederci all'opera dopo i risultati positivi delle scorse settimane. Da parte nostra ci teniamo a svolgere al meglio il rodaggio finale in gare che propongono comunque temi interessanti: soprattutto nel torneo internazionale del weekend ci troveremo di fronte avversarie con una fisicità più elevata rispetto alla media del nostro campionato e affrontare questo tipo di test può farci crescere molto». [/font][/size][/size][/font][/color]
  2. [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Fumata bianca anche con Mike Green per una Cimberio che prosegue ormai al ritmo di una firma al giorno: oggi toccherà all’azzurrino Achille Polonara in vista degli ultimi due pezzi del puzzle, ma il coach biancorsso Frank Vitucci concentra la sua attenzione sull’arrivo del regista ex Cantù, l’uomo di sostanza ed equilibrio fortemente voluto per dare stabilità alla rinnovatissima Varese: «Sono contento dell’arrivo di un giocatore in grado di dare un rendimento garantito come Mike Green: si tratta un elemento solido che ha già dimostrato di poter guidare una squadra di alto livello come la Cantù di due anni fa, la scorsa annata è stata particolare ma ad Orlando ha confermato le caratteristiche che gli conoscevamo. [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ed in una squadra sostanzialmente nuova come la Cimberio del prossimo anno avere un giocatore chiave di sicura affidabilità è un punto importante ». E dunque Green sarà l’elemento in grado di garantire uno standard di consistenza nel ruolo nevralgico della cabina di regia: «Nella coppia tra playmaker e guardia cercavamo almeno un giocatore dal rendimento garantito più che di picchi; per avere consistenza la cosa migliore in assoluto era quella di puntare su un regista consistente, mentre per l’altro esterno cerchiamo un giocatore più talentuoso e con caratteristiche diverse. Però Green attacca il ferro e difende forte, e se il play comincia ad aggredire è più facile che gli altri gli vadano dietro…». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per quanto riguarda la guardia titolare che completerà il roster l’identikit di Vitucci è quello di un incursore esplosivo in grado di garantire punti e pericolosità costante: «Stiamo cercando un giocatore con buon talento offensivo che abbia principalmente doti da realizzatore più che tiro perimetrale: in fondo Ere e Sakota hanno ottime qualità balistiche e lo stesso Green non è un tiratore ma può fare canestro. Nel complesso comunque mi piace l'idea di aver costruito un organico in grado di proporre più facce sul piano tattico ». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E con l’agile Rush da aggiungere nel reparto esterni la Cimberio di Vitucci si profila come squadra giovane, fresca e "corsaiola", ma il tecnico veneziano sottolinea soprattutto l’ottica di prospettiva futura di alcune operazioni, in particolare quelle sui giovani Polonara e De Nicolao: «Una società come Varese deve avere la capacità di lavorare in una prospettiva più lunga, puntando su giovani interessanti come Andrea ed Achille con i quali lavorare su un programma parallelo tra atleti e società. E questo è l’aspetto più importante della squadra che stiamo costruendo: qui ci sono tradizione e solidità dei programmi, l’idea è quella di lavorare sulla crescita anche graduale ma progressiva: piuttosto che puntare su "vecchi cavalli" stile usato sicuro preferisco avere elementi su cui lavorare per uno sviluppo». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Alla fine in attesa della "riattivazione" a fine novembre di Bruno Cerella sarà una Cimberio qualitativamente intrigante ma anche molto lunga con 10-giocatori-10 sui quali lavorare forte anche in allenamento: «Mi interessava soprattutto scegliere giocatori affamati e che vedessero Varese come tappa importante per la loro carriera. Lo stesso Green avrà la spinta per rilanciarsi ad alto livello, così come Ere e Sakota, mentre per Dunston rappresentiamo la possibilità di un passo in avanti. Poi ci sono comunque giocatori di garanzia contando anche lo stesso Talts che ci garantiscono fondamenta solide, ma con i giovani italiani e gli stranieri mai visti in Italia abbiamo cercato di abbellire la casa con giocatori desiderosi di fare un salto di qualità. E sono molto contento di aver coinvolto la società in questo tipo di progetto: sicuramente ci siamo presi qualche piccolo rischio ma il margine delle scommesse è molto vantaggioso...».[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
  3. [color=#000000]Agenda ricchissima di appunti per Frank Vitucci, rientrato alla base dopo 9 giorni di “full immersion” negli Stati Uniti tra le Summer Leagues di Orlando e Las Vegas. Il capo scout biancorosso Simone Giofrè è rimasto ancora qualche giorno nel Nevada, mentre il coach della Cimberio è tornato in Italia con tanti spunti interessanti nel taccuino: «Abbiamo potuto seguire un bel po' di giocatori tra quelli che ci interessava vedere all'opera dal vivo e non solo in Dvd, pur in un contesto diverso da quello di un campionato europeo, e scoprire altri elementi che non conoscevamo bene. Un viaggio sicuramente utile non solo per quest'anno ma anche in ottica futura, tenendo conto che lo scorso anno le Summer Leagues non si erano disputate ed in pratica abbiamo visto all'opera sia la classe 2011 che la classe 2012 di rookies». E il viaggio è stato decisamente proficuo anche per stringere contatti dal vivo con gli elementi di maggior interesse: su tutti spicca il nome di Bryant Dunston, il pivot scelto da Vitucci dopo averlo visto all'opera ad Orlando con la maglia dei Brooklyn Nets.[/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana,geneva,sans-serif]«Abbiamo cercato di stringere il cerchio sui giocatori che ci interessavano, col vantaggio di poter avere un contatto diretto per conoscere il ragazzo e farsi conoscere. Adesso stiamo concretizzando il lavoro svolto in America: con Dunston siamo molto avanti, si tratta di un giocatore molto intenso e di grande energia che corre bene il campo ed ha piedi veloci in difesa. In attacco la sua specialità è il pick chiaro che poi abbiamo cercato un elemento perimetrale come Sakota perchè è completamentare per qualità balistiche alle caratteristiche di giocatore interno di Dunston».[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana,geneva,sans-serif]Nel corso della Summer League di Orlando Vitucci ha avuto l'occasione anche per confrontarsi con Mike Green, la prima scelta della Cimberio nel ruolo “nevralgico” di playmaker: entro la fine della settimana l'ex canturino dovrà dare risposta a Varese che sta lavorando senza però proporre rialzi. Ma nel caso in cui non ci fossero sbocchi positivi ci sono alternative pronte (in Florida sono piaciuti il rookie Maalick Wayns, l'ex Chalon Malcolm Delaney reduce dalla conquista del titolo francese e l'emergente Dwayne Buycks già visto in Belgio): «Per quanto riguarda il settore piccoli lavoriamo ad incastro: una volta scelto il playmaker cercheremo la guardia che si abbina al meglio a lui. Green? Ho parlato di persona ovviamente senza toccare l'aspetto economico e mi è parso molto interessato al discorso tecnico. Sembra abbastanza disponibile ma aspettiamo una risposta a breve perché la decisione sul regista titolare ci blocca tutto: non possiamo attendere in eterno, se entro qualche giorno accetterà la nostra proposta saremo contenti, altrimenti andremo probabilmente su un giocatore di tutt'altro tipo e sceglieremo di conseguenza l'altro esterno». [/font][/size][/size][/font] [font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana,geneva,sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]
  4. Inizia a prendere forma la Cimberio di Frank Vitucci con le prime tre caselle straniere riempite dalle conferme di Stipcevic e Talts e dall'ingaggio di Ebi Ere. Il coach veneziano fa il punto della situazione partendo dalle prime certezze acquisite: «In questa fase del mercato le idee possono cambiare da un giorno all'altro a seconda di risposte e disponibilità, valutando comunque con calma gli elementi più adatti per quel che abbiamo in testa. Al momento comunque un minimo di ossatura l'abbiamo allestita: Stipcevic e Talts daranno continuità al lavoro dello scorso anno, garantendo un senso di appartenenza alla squadra, poi l'ingaggio di Ere che rappresenta un giocatore di sicura affidabilità e sostanza nei due ruoli esterni. Ebi è un elemento che sta in tanti assetti e ci sembrava adatto alle nostre necessità di inserire giocatori duttili». E proprio l'intercambiabilità, con la possibilità di coprire più spazi di gioco, sarà una delle “specifiche” più importanti nell'allestimento della Varese del prossimo anno, cercando così di ottimizzare le risorse tecniche con una squadra di elementi “multiruolo”: «Giusto chiarire che il concetto di squadra corta non sarà tale in assoluto, perché per tenere alto il ritmo degli allenamenti e prevenire infortuni e falli non si può rischiare di essere in pochi. Piuttosto “squadra corta” significa che se avremo elementi in grado di riempire più caselle e tappare un buco qualora ce ne fosse bisogno potremo avere più facce, ruotando assetti e quintetti intercambiabili: Ere può stare in due ruoli così come Stipcevic e Talts, con tre elementi copriremo già sei posizioni e nel limite del possibile cercheremo giocatori con queste caratteristiche». Ora il mercato di Varese prosegue valutando più elementi in più ruoli, senza comunque limitarsi ad una sola situazione ma valutando ad ampio raggio con gli unici vincoli dei 4 “spot” stranieri ancora da coprire con un play, due lunghi e un “jolly” tra gli esterni: «Non c'è una tabella di marcia predeterminata né su ruoli né sui passaporti, dipende principalmente dalle situazioni che si presenteranno. Al momento stiamo ragionando principalmente sul pacchetto dei lunghi: se troviamo un giocatore che ci piace a prescindere da tutto andremo decisi su di lui, ma vogliamo capire quali titolari scegliere negli spot di ala forte e pivot verificandone la compatibilità con Talts per un pacchetto di tre giocatori per due ruoli più un giovane che inizialmente non abbia pretese di minutaggio». Solo dopo aver esaurito la scelta dei 7 stranieri si ragionerà sugli italiani, che a meno di clamorosi colpi di scena serviranno come “complementi” dalla panchina per completare il roster: «Gli italiani verranno scelti per ultimi: la scelta della formula “3+4” ci induce prima di tutto a occupare le sette caselle per gli stranieri e poi verificare le necessità di completamento del roster». [b]La Prealpina[/b]: Giuseppe Sciascia
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