Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'alberto castelli'.



More search options

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Solo Basket
    • Varese e il campionato di Basket
    • Il basket dalla B in giù...passando dalle giovanili
    • Archivio articoli
  • Gruppo Vfb.it
    • Divertiti col gruppo di Vfb.it
    • FantaVFB
    • Il gioco dei pronostici

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Location


Interests

Found 3 results

  1. La Pallacanestro Varese sta in mezzo al guado, tra l'ambizione di alzare l'asticella e il rischio concreto di ridurre gli investimenti e di conseguenza gli obiettivi sportivi. Dopo l'assemblea di giovedì scorso il presidente del consorzio Alberto Castelli fa il punto della situazione fotografando i tre scenari possibili per il futuro. «La prospettiva più apocalittica è quella di ridurre drasticamente gli investimenti, che non significherebbe far morire la società ma rischiare concretamente la retrocessione. Oggi siamo in grado di reggere gli impegni attuali soltanto perchè dal 2016 in poi sono arrivati prima il Trust, poi Gianfranco Ponti e infine Orgoglio Varese, a fianco di Openjobmetis che ci supporta da sei stagioni. Ma anche mantenere tali livelli è sempre più difficile. E oltre all'impegno dei soliti noti è legato ad un fundraising deh'ultimo momento, che non possiamo più dare per scontato. La terza alternativa, più auspicabile, è alzare l'asticella con almeno un milione di risorse: questo upgrade ci metterebbe nel gruppo di squadre che competono legittimamente per i play off e possono affacciarsi in Europa». Sotto quale formula servono gli innesti di nuove risorse? «Il concetto che a Varese la pallacanestro di serie A non è un dogma di fede è una realtà inconfutabile, non un lamento pretestuoso. Negli ultimi anni abbiamo razionalizzato tutto il possibile all'interno della società, però il consorzio non è più in grado di replicare sforzi come quello che nella stagione corrente ci porterà a versare quasi 1,8 milioni di euro tra contributi diretti e indiretti. Per alimentare il giocattolo ed evitare lo scenario peggiore servono forze fresche senza distinzione tra sponsorizzazione, trust, consorzio e Orgoglio Varese». È una richiesta di ulteriore impegno per Gianfranco Ponti e Rosario Rasizza oppure si cercano forze esterne? «La passione dei consorziati rimasti dopo 10 anni è ancora massima, ma guardando in avanti l'entusiasmo è destinato a indebolirsi se non cambieranno le ambizioni. I soliti noti Ponti e Rasizza ci stanno dando da anni una mano molto significativa; alzare l'asticella significa trovare forze nuove e diverse, il milione non deve arrivare da loro che stanno già facendo tanto. L'ingresso nel capitale della società a fianco del consorzio sarebbe il modo più auspicabile perché ci darebbe sicurezze nel condividere il rischio, ma non è l'unico da percorrere. Il salto di qualità non passa dall'ingresso in società di Ponti o da un potenziamento di Orgoglio Varese». Ma una Pallacanestro Varese che negli ultimi 4 anni ha sempre fatto registrare perdite di bilancio può attrarre soci? «Non è un affare ma una spinta legata alla passione per perpetuare la storia della realtà sportiva più importante della provincia, che ha risvolti sociali e di voglia di impegnarsi per la città e il territorio. L'esempio pratico è quello del nuovo consigliere Thomas Valentino che garantisce entusiasmo e volontà di impegnarsi per la sua squadra; inoltre ci apre scenari per diventare meno "Varese-centrici"». In che tempi servono risposte? «Dopo anni di ribassi, la serie A ha effettuato un salto in avanti in termini di costi: con i soldi di cui disponiamo possiamo ancora svolgere lo stesso ruolo attuale che non è da primattori? Entro i prossimi due mesi aspettiamo risposte in vista della stagione 2020/21, l'auspicio ovviamente è quello di fare qualcosa in più e non in meno. Chi è interessato a darci una mano si faccia avanti». Giuseppe Sciascia
  2. Alberto Castelli fa il punto della situazione sulle evoluzioni della questione soci forti. Il presidente di Varese nel Cuore esprime piena fiducia sull’esito positivo del dialogo in corso con Rosario Rasizza e Gianfranco Ponti, che considera figure chiave per il presente e il futuro del club di piazza Monte Grappa. Nessuno stallo dunque nell’ambito di una svolta ritenuta indispensabile: «Non c’è stallo in una situazione nella quale sia Rosario Rasizza che Gianfranco Ponti, con i quali sono in costante contatto, hanno dimostrato fattivamente quanto tengano alla Pallacanestro Varese. Parlano i fatti: il primo sponsorizza la squadra dal 2014 e quest’anno ha contribuito sotto forma dell’operazione Orgoglio Varese, il secondo ha fatto e sta facendo tantissimo con la sua Academy giovanile oltre ad ulteriori contributi personali. I rapporti proseguono e confidiamo che entro il 31 dicembre si possa arrivare ad un esito positivo. Se non dovesse accadere? Io sono un inguaribile ottimista e ritengo che ci siano le condizioni perchè le cose possano evolversi nella direzione auspicata». Dunque si tratta solo di tempi tecnici più lunghi del previsto? «Stiamo parlando di due persone che a differente titolo hanno versato in questi anni molti soldi alla Pallacanestro Varese. Cosa della quale vanno ringraziati: nessuno si può dimenticare del fatto che senza di loro difficilmente ce l’avremmo fatta ad andare avanti. L’esistenza della Pallacanestro Varese non è un dogma di fede, in questi ultimi anni abbiamo fatto sforzi importanti per garantire continuità e di questo ringrazio ogni singolo consorziato. Per mandare avanti questo club servono gli sforzi di tante persone: consorziati, sponsor, abbonati e tifosi che pagano il biglietto. Ma all’interno di questa molteplicità Rasizza e Ponti sono figure imprescindibili». Se Rasizza e Ponti contribuiranno nel 2019/20 con un impegno similare a quello del passato, quale differenza farebbe il loro ingresso in società? «Il passaggio che noi auspichiamo è la condivisione della proprietà al di là del loro attuale contributo. Il consorzio da solo non ce la fa più a reggere il peso dei conti, ma la condivisione è anche altro: essere proprietario significa collaborare fattivamente alla vita del club. Allargarci ad altri soci forti porterebbe un circolo virtuoso di nuovi contatti che potrebbero avvicinarsi al club». Non è che spaventano i sei anni consecutivi di bilanci in rosso? «La realtà è a tutti nota, ma la scelta della multiproprietà è stata fatta nel 2010 perchè non c’erano alternative, e in questi anni è stata portata avanti con una certa continuità di risultati per la quale rifiuto il discorso della mediocrità. Lo dimostra l’entusiasmo dei 1059 tifosi che hanno rinnovato alla cieca l’abbonamento e il fatto che a oggi nessun consorziato abbia deciso di uscire al 30 giugno: è la base sulla quale costruire, lo sport vive di emozioni e ci diamo da fare ogni anno per alimentare la passione. L’auspicio è che entro la fine dell’anno solare si possa passare ad una multiproprietà di multiproprietari che darebbe serenità e aprirebbe scenari interessanti». Giuseppe Sciascia
  3. Alberto Castelli promuove la Pallacanestro Varese vista sul campo nel primo quarto della stagione 2017-18, ma sottolinea la necessità di capitali freschi per vivere un futuro più sereno. La disamina del presidente di "Varese nel Cuore" parte dal pollice alto nei confronti di quanto espresso sul campo dalla truppa di Attilio Caja. «La squadra deve dare sempre il 100 per cento per puntare alla vittoria, e nello spirito del nostro coach la difesa è un valore supremo. C'è un Dna molto chiaro che trasmette emozioni forti ai tifosi e aiuta a creare compattezza nell'ambiente. La società era stata chiarissima sin da giugno nell'indicare una salvezza con meno patemi possibile come obiettivo stagionale; tutto quello che verrà in più sarà di guadagnato. Sia pur con risultati altalenanti, oggi siamo ottavi... ». Nel frattempo fuori dal campo proseguono gli investimenti con l'arrivo del nuovo tabellone led cube. «È stato l'ultimo sforzo importante negli anni per migliorare la struttura del PalA2A, tutti investimenti imprescindibili per una società moderna che non può fare a meno dei risultati della prima squadra ma neppure di puntare sull'area extrasportiva. Il consorzio prosegue a piccoli passi, puntiamo ad aggiungere altri 7-8 soci entro il 30 giugno; nelle prossime settimane organizzeremo un incontro tra consorziati e membri del Trust per creare un legame più forte tra i proprietari. Inoltre sono molto contento dell'iniziativa degli allenamenti itineranti: Varese è la squadra della provincia e non della città, le tappe ai 4 angoli del territorio aumenteranno l'affezione nei nostri confronti». Ora però l'obiettivo principale è cercare altri "soci forti" oltre a Gianfranco Ponti, riducendo il peso del consorzio rispetto all'attuale 95 per cento delle quote... «Il futuro della Pall. Varese potrà essere più tranquillo nel momento in cui si allargherà la compagine societaria. L'ingresso di Gianfranco Ponti con l'opzione dell'acquisto del 20 per cento delle quote va in questa direzione. Da qui a fine stagione l'auspicio è che a fianco di consorzio e Trust altri privati rilevino una fetta significativa delle azioni, anche il 50 per cento o più. "Varese nel Cuore" ha fatto la propria parte in queste ultime stagioni tra gestione ordinaria e perdite da ripianare compresa quella del 2016-17, ma da solo fa molta fatica a mandare avanti la società». La ricerca di nuovi soci è l'unica via possibile per aumentare il budget? «Oggi chi vuole dare una mano alla Pall.Varese ha solo da scegliere il modo, tra sponsor, consorziato, socio o membro del Trust, e chiunque lo fa in qualsiasi forma è benemerito. Il consorziato è mosso in massima parte dalla passione, e confido possa essere quella la molla anche per nuovi azionisti. La raccolta risorse è sempre più complicata, ma il problema del reperimento fondi attraverso gli sponsor è comune a tutto il basket italiano. In 8 anni di vita il consorzio ha già cambiato pelle qualche volta, ora siamo alle porte di un nuovo passaggio che rappresenta un atto di responsabilità di fronte alla realtà. Io e il mio CdA saremmo contentissimi di traghettare la società verso una situazione migliore attraverso una composizione azionaria più ampia rispetto a quella attuale». Giuseppe Sciascia
×
×
  • Create New...