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  1. L'Openjobmetis compie il primo passo nel processo di integrazione di Justin Carter. Galoppo solido anche se privo di acuti di spicco nella prima delle tre amichevoli previste dall'area tecnica biancorossa per mettere a punto la versione 2.0 di Varese con l'aggiunta dell'ala ex Sassari. La formazione di Attilio Caja impone alla distanza il maggior peso specifico nei confronti di una Bergamo incompleta (out Allodi, Zugno e Costi) ma quantomai pungente dall'arco col trio straniero Jackson-Lautier Ogunleye-Carroll. I biancorossi macinano l'abituale volume di gioco corale, chiudendo con 5 giocatori in doppia cifra una gara solida sul piano delle esecuzioni e del volume di tiri aperti prodotti dalla consueta manovra ben oliata. Per almeno due quarti gli avversari di categoria inferiore, nelle cui file si mette in luce anche il 19enne prodotto del vivaio biancorosso Matteo Parravicini, tengono comunque botta a suon di triple. Alla distanza però il fatturato interno del suo Simmons (coinvolto puntualmente nei due quarti conclusivi) e Vene (pungente dalla media distanza nei giochi a due con un Mayo più frizzante in attacco rispetto alle ultime uscite) permette all'OJM di imporre la legge della categoria superiore nei duelli dentro l'area. E il nuovo arrivato sul quale erano puntati gli occhi di tutti? Da buon veterano Carter ha cercato di non strafare e sfruttare il mestiere per inserirsi in punta di piedi nel sistema biancorosso. Dopo la schiacciata inaugurale l'ala del 1987 è rimasto prevalentemente tra le righe, raccogliendo principalmente quel che gli ha creato il movimento di palla dei compagni senza prendere molte iniziative individuali. Il buon impatto a rimbalzo (7 totali) ha comunque dato fiducia allo staff tecnico biancorosso in una partita nella quale è comunque emersa la ruggine accumulata in 17 giorni senza partite - ufficiali e non - per lunghi tratti dei primi due quarti. Solo quando la difesa è stata più graffiante infatti l'OJM ha saputo limitare gli arcieri di Bergamo con più efficacia dopo le 10 triple subite nei primi 15'. Nel complesso comunque una sgambata utile per mettere a fuoco le situazioni da affinare per completare l'inserimento di Carter e prepararsi al ciclo di big match che attendono la Caja's Band sin dalla riattivazione casalinga del 27 febbraio contro la Virtus Bologna. La prossima settimana altre due tappe - mercoledì 19 a Milano contro l'Urania, giovedì 20 a Gallarate contro i Lugano Tigers - pur senza Vene e Tambone, precettati dagli impegni con Estonia ed Italia. Dando per scontato un approccio senza acuti individuali da parte di un elemento dalla vocazione da corista più che da solista, Carter deve comunque aumentare i giri dal punto di vista delle iniziative personali e della condizione atletica. LE PRIME IMPRESSIONI «Un galoppo utile per riprendere confidenza con il clima partita. Però c'è da lavorare, e tanto...». Attilio Caja fotografa una situazione da cantiere aperto per l'OJM in versione Carter dopo il test di ieri a Bergamo: «Justin ha giocato di posizione, sicuramente c'è da fare per tirarlo a lucido. Deve ancora capire con esattezza quel che serve a noi, sicuramente non i tiri da 3 punti con la necessità di attaccare di più sui close out. Però ci dà impatto ed energia a rimbalzo, e capacità di produrre punti da distanza ravvicinata sul gioco senza palla». Insomma i lavori in corso sono in piena evoluzione, ma il tempo residuo prima del debutto dell'ala ex Sassari contro la Virtus Bologna dà fiducia al tecnico pavese: «Carter è stato fermo per delle settimane, è da capire se era un problema di condizione da affinare o di intesa ancora da completare. Però abbiamo altre due settimane e due amichevoli per aumentare la sua integrazione nel sistema e affinare la situazione, ci serviranno tutte ma sapevamo che ci sarebbe stato bisogno di tempo per completare il suo inserimento. Per il resto è stato il test che mi aspettavo dopo tanta inattività agonistica». Sulla stessa falsariga anche il commento del g.m. Andrea Conti: «Justin deve ancora completare l'integrazione nei meccanismi, ma il tempo ci aiuterà nel metterlo in condizioni di arrivare pronto fra due settimane contro la Virtus Bologna. Per il resto la squadra macina sempre il suo solido volume di gioco, serietà e impegno sono sempre al top ma dopo 6 mesi di stagione questo è ormai un dato di fatto, cercheremo di sfruttare al meglio i due appuntamenti agonistici della settimana prossima per mantenere il ritmo agonistico in vista della sfida del 27 febbraio». Giuseppe Sciascia
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