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  1. L'Openjobmetis non fa il miracolo al PalaDozza e resta fuori di un niente dai playoff. La sconfitta sul campo della Segafredo fa scivolare al nono posto la formazione di Attilio Caja, penalizzata dallo 0-2 contro Avellino nell'avulsa a quattro squadre che premia Trieste e Sidigas e condanna i biancorossi ad una eliminazione beffarda. A Varese non basta lo stesso bottino del 2017/18 per tagliare il traguardo, e le 27 giornate su 30 nelle prime 8 non sono sufficienti a contenere le rimonte di Trento ed Alma, partite dai 14 punti nel girone di andata. Lo stesso bottino totalizzato dall' OJM nel ritorno, dove sono fatali le ultime 5 sconfitte esterne consecutive, compresa quella decisiva ad Avellino dove i 24 punti dilapidati nel secondo tempo della gara di metà marzo, condanna due mesi dopo Ferrero e compagni. L'ultimo show biancorosso di Avramovic (eguagliato il record dei 30 punti all'esordio stagionale con Brescia) non è sufficiente a Varese per sovvertire la superiorità interna della Segafredo, che banchetta in area (69% da 2 contro il 45% biancorosso) e punisce una OJM prevedibile quando l'esterno serbo non trova più la via del canestro (19 punti a metà gara e 23 al 24'). Sufficienza piena solo per Salumu e Cain tra i biancorosi, che evidenziano una cifra tecnica troppo modesta per sbancare il campo di un'avversaria dal potenziale ben superiore al suo undicesimo posto. Varese non ha perso i playoff al PalaDozza, ma nella serie di sconfitte esterne del 2019 (unico hurrà a Trieste il 10 febbraio) quando l'attacco ha battuto in testa per limiti oggettivi di qualità. Ma la scelta di fondo dell'OJM 2018/19 era quella di costruire una squadra con un'identità forte in casa e in grado di soffrire il meno possibile. Per questo le scelte di Moore e Archie, ieri deludenti per impatto offensivo e personalità, non sono da bocciare tout court. Il campo ribadisce che la Varese 2017/18- quella del ritorno, con Larson e Vene - è più forte di quella che ha chiuso ieri la sua stagione pur senza mai venire coinvolta nella bagarre salvezza come 12 mesi fa. Un quarto di finale in Coppa Italia e una semifinale in FIBA Europe Cup valgono un playoff sfumato per differenza canestri? Artiglio fa prevalere nettamente l'orgoglio per i 9 mesi di solidità rispetto al rammarico perii traguardo sfumato in extremis. Nei fatti la continuità espressa dal sistema ha permesso a Ferrero e soci di viaggiare a lungo oltre il loro livello di qualità; le correzioni del mercato dei club più ricchi nel ritorno hanno riassestato i valori, e la partita di ieri ha detto che lo scandalo è Bologna fuori dai playoff, non certo una Varese grintosa ma modesta, Avramovic a parte. Ora in cantiere c'è un saluto alla squadra che si terrà mercoledì in piazza Monte Grappa, poi si ripartirà da Caja, gli italiani e (auspicabilmente) da Cain col primo compito di trovare un nuovo idolo per rimpiazzare l'Avra consacratosi star al PalaDozza. Giuseppe Sciascia
  2. Openjobmetis, "6" bellissima anche al PalaDozza. Sei come le vittorie consecutive di una Varese che non si ferma più e che impone la legge del suo basket corale ad una Virtus tradita dalle assenze di Alessandro Gentile e Umeh. La squadra di Caja non si disunisce dopo 25 minuti di attacco "rimasticato" con poca fluidità e ritmi cadenzati più adatti ai muscoli della Segafredo, ed esplode un quarto periodo da 24 punti e 5/7 da 3 (sontuoso 9/13 complessivo dall'arco nella ripresa dopo il 5/17 dei primi 20') per sorpassare di slancio le "Vu Nere". Impresa del collettivo con 5 uomini in doppia cifra guidati da un Avramovic sempre più protagonista nella serata poco felice di Okoye (3/14 dal campo, ma due triple taglienti come rasoi nei momenti caldi del quarto periodo). Ferrero e soci capitalizzano la fiducia assoluta riposta nel sistema anche quando la palla fatica a entrare: la qualità dei tiri e la concentrazione della difesa sono sempre elevate, e quando le percentuali iniziano a premiare gli sforzi corali profusi da Varese l'inerzia della partita cambia in favore della squadra più... squadra. Così l'OJM alimenta il momento magico compiendo un'altra vendetta sul campo di un'avversaria che all'andata aveva festeggiato al PalA2 A; è una conferma della mentalità vincente acquisita da un gruppo che ha saputo trarre lezione dalle sconfitte beffarde del girone d'andata e ora ha le stimmate del team di rango che ha le idee chiare quando serve cercare certezze nei momenti decisivi delle partite. O almeno fin quando la bagarre finale della Virtus non ha mandato in tilt i meccanismi biancorossi negli ultimi 90" nei quali è successo di tutto (bolgia in tribuna con lancio di oggetti compreso; prima della partita scontri fra tifosi con gli Arditi che non sono entrati al PalaDozza). Sul più 7 a 90" dal termine pareva fatta con la possibilità di ribaltare anche il meno 5 dell'andata, poi il 3/6 ai liberi e le due perse di Larson sull'assalto della Segafredo ha fatto correre brividi lungo la schiena a Varese che s'è salvata prima con un errore da un metro di Lafayette e poi con la correzione volante fuori misura di Slaughter dopo una rimessa sbagliata da Larson a 90 centesimi dalla sirena (l'ex Real Madrid aveva commesso un fallo solare su Cain per liberarsi, ma nell'arrembaggio finale anche gli arbitri non sono stati inappuntabili). Nel complesso però Varese ha vinto con merito, tenendo la testa sulle spalle quando le sue esecuzioni non funzionavano e caval-cando le sue punte quando il movimento di palla ha finalmente trovato mani calde sul perimetro. Anche sul piano della fortuna l'OJM, dopo i tanti episodi avversi dell'andata, sta a poco a poco riscuotendo i crediti: dal guizzo all'overtime di Okoye a Capo d'Orlando alle ultime due vittorie contro avversarie con problemi di organico come Reggio Emilia e Bologna. Ora i due match-ball casalinghi contro Brindisi e soprattutto Cremona per alimentare un entusiasmo sopito da troppi anni di premesse estive non rispettate sul campo: i quasi 250 tifosi al seguito al PalaDozza sono un dato indicativo di quanto l'Openjobmetis operaia abbia conquistato il cuore dei tifosi. Che dovranno sostenere Ferrero e compagni nel doppio sforzo casalingo per coronare un sogno playoff insperato e per questo ancora più eccitante. Giuseppe Sciascia
  3. [color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Consulente. A casa sua. [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Bruno Arrigoni[/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3], che ufficialmente è ancora direttore sportivo della Virtus Bologna, da circa un paio un mesi non viaggia più sulla rotta Milano Lambrate-Casalecchio e, a modo suo, rappresenta il primo caso di... telelavoro nel basket italiano. «Agli inizi di febbraio - spiega Arrigoni - la società mi ha esentato dal presenziare agli allenamenti e alle partite: una situazione concordata sulla quale però, e vi prego di capire il mio disagio, non vorrei aggiungere altro. Mi limito a riferire che, rispettando il contratto che scadrà il 30 giugno, continuo il mio lavoro da casa e sono tuttora a disposizione della Virtus. Certo, tirar sera senza il conforto del campo, senza il rimbalzo del pallone ed il profumo della palestra non è semplice, ma per fortuna la mia attività di [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3][i]scouting [/i][/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]funziona 24 ore su 24 in tutto il mondo. Perché in ogni angolo del globo si gioca a pallacanestro e, quindi, ci sono giocatori da osservare e campionati interessanti cui guardare». [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Poi che succederà? «Il lavoro che ho svolto negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti, pertanto spero che qualche dirigente alzi il telefono e si faccia sentire con delle proposte. Del resto, alla verde età di 70 anni [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3][i](Arrrigoni è classe ’45 - ndr) [/i][/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]non ho nessuna voglia di smettere col basket. Continuo a lavorare e informarmi e penso di avere ancora molto da dare a questo sport». [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Il suo nome a Varese circola con insistenza e si sa che presto, in veste di candidato al ruolo di direttore sportivo, incontrerà il presidente [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Stefano Coppa[/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]... «Mi fa piacere, così come mi [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]gratificano i numerosi attesta[/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]ti di stima ricevuti in questo pe[/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]riodo un po’ particolare della [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]mia vicenda professionale. [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Tuttavia, non cado nella trap[/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]pola: fino al 30 giugno conti[/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]nuerò a lavorare per Bologna. [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Poi, dall’1 luglio, sarò libero. Il [/size][/font][/color]numero di telefono l’avete…». [color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Intanto il campionato italiano, [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]segnala una Virtus che, pur al [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]netto di un budget striminzito, [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]è in odore di playoff. Un altro [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]miracolo “arrigoniano”... «Nessun miracolo ma - continua Bruno, che in passato a Varese ha ricoperto il ruolo di vice dei coach [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Gamba [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]e [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Rusconi [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]- solo tanto lavoro svolto in un clima di grande collaborazione con lo staff tecnico. L’estate scorsa il sottoscritto, il coach [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Giorgio Valli [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]e gli assistenti [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Cavicchi [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]e [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Fedrigo [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]si sono fatti, scusate l’espressione un po’ cruda, un “mazzo tanto” davanti al video. Insieme abbiamo passato in rassegna centinaia di giocatori segnalando per ognuno caratteristiche, qualità, peculiarità. Dopo un lavoro di scrematura siamo arrivati a stringere la rosa ad una ventina di papabili e, infine, alla definizione degli obiettivi su cui andare con decisione. Pertanto, se di miracolo si tratta (e per certi versi lo è visti i danari disposizione), è giusto condividerlo con lo staff. Inoltre, Giorgio assieme ai suoi assistenti ha lavorato benissimo in palestra per far crescere i giocatori, creare le giuste sinergie e migliorare le qualità tecniche e mentali di un gruppo giovanissimo nel quale [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Allan Ray [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]costituisce il faro avendo esperienza, carisma, talento e la leadership tipica di chi è in prima fila nel dare l’esempio». [/size][/font][/color][color=rgb(28,29,28)][font=Verdana][size=3]Domani riceverete l’Openjobmetis: pronostico? «Per il match contro Brindisi ero a Masnago ed ho apprezzato un’ottima Varese. Non ci vuole grande fantasia per immaginarla protagonista anche a Casalecchio. Tuttavia, sono convinto che la Virtus scenderà in campo con motivazioni superiori perché il settimo posto varrebbe come uno scudetto».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] [color=rgb(28,29,28)]Massimo Turconi [/color] [/size][/font][/color]
  4. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Aria di big-match stasera a Bologna, dove la Cimberio si gioca il primato in classifica sul campo della dirimpettaia Saie3: nel posticipo le rivelazioni Virtus e Varese metteranno in palio la rispettiva imbattibilità stagionale in una sfida densa di contenuti importanti.[/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Le due blasonate rivali proveranno a rinverdire i fasti delle sfide al vertice degli anni '70, '80 e '90 in una gara che oppone le due novità più interessanti di una stagione 2012/2013 ancora in cerca di padroni.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Superato a pieni voti il test casalingo contro Siena, la truppa di Frank Vitucci va in cerca di conferme anche in formato-esportazione davanti ai 9.000 tifosi della Futurshow Station (tutto esaurito a Casalecchio). Per Varese sarà il primo esame esterno di spessore su un campo tradizionalmente caldo, dove è già caduta la grande favorita Milano e nella scorsa annata la compagine di Alessandro Finelli vinse 15 delle 17 partite disputate.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La Cimberio ha dalla sua l'entusiasmo e la fiducia nell'ambiente per provare ad allungare la sua imbattibilità (nessuna sconfitta dal 16 agosto) e prolungare a quota 4 la striscia vincente in campionato alla vigilia di un altro esame importante come il derby di lunedì prossimo contro Cantù.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In casa biancorossa i confortanti progressi evidenziati da Mike Green negli allenamenti di rifinitura fanno ben sperare Vitucci sul completo recupero del play.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nelle file della Virtus pare certa l'assenza di Steven Smith: l'ala americana, tornata in patria per assistere la moglie dopo un parto gemellare prematuro, dovrebbe tornare solo martedì a Bologna. Per Varese sarebbe un vantaggio vista l'importanza dell'atleta del 1983 (12,3 punti e 7 rimbalzi in 32' di media nelle prime tre gare) nello scacchiere tattico bianconero Ma la Saie3 resta un cliente scomodo con cui fare i conti per concretizzare i sogni di vertice della Cimberio.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]I pericoli maggiori arrivano dalla coppia perimetrale formata dall'azzurro Poeta (9,3 punti e 3,3 assist) e dal temibile fuciliere Hasbrouck (17,7 punti col 50% da 3). L'esperto Minard (9,3 punti) giostra da ala piccola, mentre sotto canestro - in assenza di Smith - l'altro azzurro Gigli (11,3 punti e 7,0 rimbalzi) e il veterano Rocca (4,3 punti e 5,3 rimbalzi) danno fisicità e sostanza.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dalla panchina escono giovani interessanti come l'emergente play Imbrò (classe 1994), l'ex azzurrino Moraschini - compagno di Polonara e De Nicolao nell'argento europeo Under 20 del 2011 - e la 20enne ala svedese Gaddefors, lanciato nella passata stagione da Vitucci ad Avellino che potrebbe avere ampio spazio da ala forte senza il titolare americano.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Una squadra che ama il gioco controllato e le esecuzioni lucide, concedendo poco in difesa (66,5 punti subiti di media).[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per la Cimberio l'imperativo è invece quello di tenere alta l'aggressività e spingere sull'acceleratore per imporre la sua freschezza atletica.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size]
  5. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Delle sfide scudetto che Varese e Virtus Bologna si giocavano più di trent'anni fa ricordiamo con emozione un canestro in galleggiamento di Charlie Yelverton (foto archivio): il nostro "asso" rimase in aria sin quando Bertolotti e compagni, arcangeli neri senza ali, ripiombarono sul parquet di fronte a un concupito Fiorito di Roma che, a fine gara, confessò d'aver avuto la tentazione di buttar via il fischietto per spellarsi le mani in applausi. E mai dimentichiamo il riconoscimento di tutta Bologna, quella del Paladozza, sindaco Zangheri compreso, per Varese come campione d'Italia, applauditissima dopo una finale vana per le speranze felsinee. [/size][/font] [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Da allora molta acqua è passata sotto i ponti delle due forze storiche della pallacanestro italiana, accarezzate o schiaffeggiate dai propri destini, soprattutto beffardi qui dove scorre l'Olona. Ora, però, il vento sembra cambiato attraverso ampi e nuovi respiri d'una piazza rimasta senza sogni dopo la magica notte dei Roosters. Oggi, ad animi gonfi di sussulti benefici, il popolo biancorosso sta dando il giusto valore alla sua Pallacanestro ben sapendo della relatività del momento, ma anche confidando in forti ambizioni attraverso un campionato meno severo per competitività rispetto a quello di alcune stagioni fa. Eccoci allora all'inatteso big-match con Bologna che riporta il tifoso a quel tempo che fu e ben oltre l'effimero in un bel racconto d'autunno. Riuscirà la squadra di Vitucci, dopo la potente sculacciata a Siena, nell'intento di battere la Virtus sul suo campo? Domani sera, direbbe La Palisse, lo sapremo. Nel frattempo possiamo solo aggrapparci ad alcune impressioni, tutte da verificare in un confronto diretto. [/size][/font] [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Bologna, almeno sin qui, non ci è parsa squillante come farebbe credere la sua classifica, peraltro troppo dipendente da un Poeta che va a strappi, in ogni caso cinica e concreta dopo aver dato la sensazione di franare nel vuoto contro avversari non sconvolgenti, mentre Varese sembra più in armi per alcune sue individualità, superiori o più vistose. Ovviamente da qui a scommettere la casa su un 2 fisso ne passa, non sapendo quale incognita si nasconda dietro le virtù di un cammino così breve, intendendo una Cimberio tambureggiante dal giorno del suo raduno attraverso pure momenti di incertezza, tuttavia superati con crescenti convinzioni. Semmai un grande interrogativo sta nel fattore campo alla luce dell'unica trasferta che contava, quella di Brindisi, nella quale Varese si trovò confezionata in un pacco regalo, dai saltellanti padroni di casa, la possibilità (riuscita) di ribaltare un risultato che già sembrava avverso. E questa è ben altra storia, come resta da capire un eventuale impatto con una difesa a zona da parte di una Cimberio d'assalto ma non munita di inesorabili tiratori. Potrebbe anche valere l'opposto per Bologna, sempre che Vitucci non disdegni simile strategia, poco - e stranamente - utilizzata ad oltranza dagli allenatori. Quello di domani ci sembra un match aperto e tutto da scoprire per sapere di più su Varese nel suo "magic moment".[/size][/font]
  6. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Eclettico e vulcanico. Tra le migliaia di aggettivi possibili per cucire un vestito addosso a Claudio Sabatini, a.d. della Virtus Bologna che domani ospiterà la Cimberio, la scelta - piuttosto banale, lo ammettiamo - ricade sui due citati. Eclettismo e iperattività, del resto, sono tra le qualità più importanti che caratterizzano il dirigente delle V nere.[/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sabatini ha il taglio sicuro del self-made man e una naturale inclinazione alle luci dei riflettori. Una ribalta meritata per uno dei rari personaggi in grado di trascinare la pallacanestro italiana fuori dai recinti un po' angusti di una stantìa autocelebrazione.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Mi dispiace doverlo rimarcare ma l'ambiente del basket italiano è clamorosamente anacronistico. Un mondo che non sembra avere volontà, forza, qualche volta penso addirittura interesse, a scrollarsi di dosso modi di pensare e agire non adeguati ai tempi. In pochi sembrano aver compreso che, per la piattaforma di spettacolo da noi proposta, i concorrenti sono tanti e agguerriti: i multisala, i teatri, le discoteche ultramoderne, i canali tv a pagamento, ovviamente il calcio e gli altri sport. In questi anni siamo finiti circondati e spesso fagocitati dai nostri concorrenti, incapaci di proporre alternative. Del resto, che cosa aspettarsi da un movimento che, faccio solo un esempio, prima di ogni partita consuma il rito del riconoscimento di giocatori, tecnici, staff e dirigenti? Chissà poi perchè».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In un colpo solo, ha messo sulla griglia una tonnellata di... carne, almeno una dozzina di argomenti sensibili. Proviamo a partire dal famigerato rapporto con la Tv.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«La scarsa visibilità del nostro basket rappresenta un problema irrisolto. Il basket, che ha grande appeal ovunque, oltre ad essere stato svenduto è ampiamente sottoutilizzato. Eppure stiamo parlando di un prodotto che potrebbe fornire ritorni impensabili. Evidentemente qualche problemino in termini di marketing e comunicazione l'abbiamo».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Di chi le responsabilità?[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Mettiamola così: la LegaBasket è un organismo democratico in cui le decisioni vengono prese a maggioranza. Non voglio aggiungere altro...».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il Natale del basket in TV, il “Maraglio Day”, la vicenda Kobe Bryant, la Fondazione Virtus e innumerevoli altre iniziative: non perde occasione per “rubare” la prima pagina...[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]"Che cosa volete farci, è il destino dei “numeri uno” - sorride Sabatini -. Battute a parte, dietro ogni attività ci sono sempre stati due aspetti: la volontà di fare il bene della Virtus e portare dei vantaggi alla nostra pallacanestro. Purtroppo in diverse occasioni, vedi il caso Bryant, sono stato ostacolato in tutti i modi, ma sono tuttora convinto che, con Kobe e il lock-out NBA, noi del basket abbiamo perso una grossa occasione. Per quanto ci riguarda, a Bologna stiamo raccogliendo i frutti dell'enorme lavoro svolto in questi anni per pubblicizzare e rendere appetibile il messaggio-basket».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Domani sera a Casalecchio ci sarà il tutto esaurito: 8.400 spettatori. Varese, che cosa le suggerisce?[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Prima di tutto i complimenti per una bella idea, quella del Consorzio. Poi applausi sinceri per come i dirigenti varesini sono riusciti a realizzarla. Invece, argomentando di basket, il progetto Cimberio mi piace perchè ha analogie col nostro: squadra brillante, giovane, spigliata, capace di coniugare tradizione e risultati, storia dei club e spettacolo. Questo, volenti o nolenti, è il futuro».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Massimo Turconi[/font][/size]
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