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  1. L'Openjobmetis si ferma sull'ultimo metro dello spareggio playoff di Brindisi. Seconda volata persa nell'ultimo minuto per la truppa di Attilio Caja, che dopo aver guidato per 35' abbondanti si fa infilzare al fotofinish dalla rimonta a suon di triple dell'Happy Casa. Replay solo apparente della prestazione bifronte di Avellino: Varese gioca per lunghi tratti una partita sostanziosa sui due lati del campo, punisce prima dall'arco e poi da distanza ravvicinata i cambi difensivi di Brindisi, e con una condotta di gara accorta costruisce un solido più 7 all'ingresso del rettilineo finale. A far saltare il banco sono le triple di Rush, Moraschini e Chappell (pezzo di bravura dell'ex Cantù con le dita di Salumu - preferito a Scrubb nei 3' finali - letteralmente negli occhi) con cui la formazione di Vitucci ribalta negli ultimi 180 secondi una partita comandata per lunghi tratti dalla solidità difensiva di Varese. I pugliesi realizzano 27 punti nei 10' finali, ma soprattutto 15 negli ultimi 180 secondi, dopo che lo slow motion biancorosso aveva permesso all'OJM di fare meritatamente l'andatura. Il rammarico maggiore è forse proprio quello di non aver capitalizzato maggiormente l'inerzia gestita quasi stabilmente nei primi 37', lasciando al talento dei veterani di Brindisi (Banks e Chappell su tutti) la chance di ribaltare il risultato. Qualche sbavatura di troppo, tra gli assalti di Avramovic sputati dal ferro e due liberi pesanti non convertiti nel finale, che potevano garantire vantaggi più pingui ad una Varese lasciata a piedi nei possessi finali da Ronnie Moore. Due errori da matita rossa- un passi sul più 1 con una gestione rivedibile e un tiraccio fuori asse sul possibile sorpasso - cancellano un quarto periodo tutto sommato accettabile; i tre precedenti, tra una difesa sospetta su Moraschini ma anche Zanelli (record in carriera in A per l'ex Legnano) e tante padelle dal perimetro, rappresentano un passo indietro lungo e ben disteso rispetto alle ultime prove. I due viaggi in Campania e Puglia lasciano zero punti e tanti rimpianti ad una Varese che ribadisce a tutto tondo la solidità del suo impianto di gioco anche a Brindisi, ma esce sconfitta per la mancanza di uno stoccatore perimetrale in grado di garantire punti sicuri quando la palla scotta. I risultati degli altri campi lasciano sola al sesto posto l'OJM, che guida un plotone di 7 squadre concentrate in 4 punti protese verso la parte finale del tabellone playoff. Però ora servirà almeno una impresa tra le prossime due gare casalinghe con Venezia e Milano - in mezzo la trasferta sul campo della pericolante Torino - per tenersi alle spalle la muta delle rimontanti. Prima però c'è l'appuntamento di mercoledì contro Ostenda, con l'obiettivo semifinali di FIBA Cup da perseguire con massima energia: la sconfitta di Avellino ha generato come reazione d'orgoglio un tris di vittorie contro Prishtina, Cremona e Filou, all'OJM il compito di trasformare la rabbia di Brindisi in carica agonistica per mercoledì e domenica... Giuseppe Sciascia
  2. Cambia l'anno solare ma non l'esito amaro per Varese trafitta per la seconda volta consecutiva all'overtime nel giro di una settimana. La truppa di Attilio Caja riapre una gara già persa con una veemente rimonta nel finale dei regolamentari (dal 72-82 a 1'25" dalla fine al pari agganciato da Cain a meno 7" dopo una "rubata" di Wells con antisportivo di Moore). Ma senza la guardia titolare - in attesa del sostituto di Antabia Waller - finisce la benzina sul più bello, trafitta dalle giocate di classe di Cady Lalanne e Donta Smith, rispettivamente acquisto estivo e correttivo autunnale da 20mila dollari al mese che regalano il sorriso a Frank Vitucci fermando a quota 4 la serie negativa dei pugliesi. Ai biancorossi non bastano gli eroismi dell'indomito Stan Okoye (12/16 al tiro e 15 rimbalzi) e una prova convincente - più da realizzatore che da costruttore - di Cameron Wells: con i centri dominati dalle mani nobili di Lalanne e la coppia Ferrero-Hollis che perde il duello con le ali forti di casa (per l'ungherese altra bocciatura da matita rossa, stavolta non si può certo accusare Caja di averlo tenuto in campo troppo poco...) l'unico supporting cast di un certo rilievo è quello prodotto da un Nicola Natali in versione bum-bum (4/6 dal campo con 3/5 da 3). Troppo poco per limitare un'avversaria che, a dispetto dell'ultima piazza in classifica, ha mostrato elementi di qualità come il solido Tepic e il vivace Mesicek; al contrario gli ospiti hanno avuto troppo poco da Avramovic e Cain in termini di rendimento offensivo per supportare la vena del play statunitense e dell'ala nigeriana. E poi c'è da tener conto dello sforzo effettuato per rimediare ad un avvio choccante, con l'Happy Casa a punire l'asfitticità dell'attacco ospite con un più 15 dopo 6' e un più 17 in avvio del secondo quarto. Anche stavolta, però, Varese ha avuto la forza mentale di non crollare, affidandosi allo spartito corale per cavalcare la vena delle sue punte. Senza quell'approccio troppo molle - e troppo simile a quello del mese scorso a Pesaro - forse il film della partita avrebbe potuto essere differente. Peccato anche per l'abbrivio non sfruttato dopo la rimonta che ha portato all'overtime, senza riuscire a mettere il naso avanti per acuire le difficoltà psicologiche dei padroni di casa che pensavano già di avere in tasca la posta in palio. I freddi numeri dicono che al PalaPentassuglia è arrivata la sconfitta esterna numero 6 - nonché la sesta nelle ultime sette gare - e che la vittoria dell' Happy Casa ha ridotto a due sole lunghezze il vantaggio sulla zona retrocessione. Di certo il secondo stop consecutivo all'overtime dopo quello contro la Virtus Bologna allunga la lista dei rimpianti per le occasioni perdute o non sfruttate appieno. Resta però la certezza dello spessore morale di un gruppo capace di non smettere mai di battersi, che ora va sorretto e aiutato con l'ausilio del mercato. La doppia assenza di Waller in due gare perse al supplementare (anche) per progressiva consunzione delle forze ha contribuito nell'acuire le difficoltà del momento. Il calendario di gennaio non promette nulla di buono (Cremona e Venezia fuori, Torino e Milano in casa), ma azzeccando il rinforzo sul perimetro, e a seguire il sostituto di un Hollis ormai indifendibile, c'è ancora margine per veleggiare verso acque tranquille. Giuseppe Sciascia
  3. Concentrazione, controllo dei ritmo, lotta a rimbalzo e pragmatismo per esaltare la coralità ritrovata dall'Openjobmetis sul campo di una squadra votata all'attacco come l'Enel. Brindisi contro Varese significa anche Meo Sacchetti contro Attilio Caja, allenatori che danno identità abbastanza antitetiche alle rispettive squadre; il coach pavese esorta prima di tutto i suoi ad affrontare la trasferta in Puglia con lo stesso piglio di quella di Caserta. «Andremo in campo con l'intento di dare il massimo per fare risultato. A questo punto della stagione non importa se si gioca in casa o fuori: ogni gara può essere quella buona per concretizzare il lavoro che stiamo portando avanti, dunque serviranno concentrazione e convinzione per provare a fare bottino, pur consapevoli del valore dell'Enel che settimana prossima sarà una delle protagoniste delle Final Eight». Brindisi è squadra di grandi attaccanti, per fare il colpaccio servirà una grande difesa... «Giocare una partita molto importante in difesa è la base per provarci: sfideremo il secondo attacco del campionato e la priorità sarà quella di fermare una squadra di grande talento, con un quintetto base che viaggia interamente in doppia cifra. Ci sono giocatori con grande atletismo e qualità offensive, penso soprattutto a M'Baye che è una delle migliori sorprese della serie A, un lungo che gioca come una guardia viste le sue doti in palleggio. Lo stesso Scott è un attaccante di primaria importanza, poi c'è Goss che ha esperienza e leadership oltre che qualità». Altra chiave di volta del match sarà il duello a rimbalzo, ci sarà l'ex di turno Anosike? «O.D. ha accusato problema alla schiena in settimana ma ha dimostrato grande disponibilità (ieri ancora lavoro differenziato ma la situazione è in via di risoluzione dopo terapie specifiche, oggi partirà con la squadra, ndr). Oltre che in difesa dovremo lottare forte sotto i tabelloni, situazione che va al di là dell'aspetto tecnico, ma entra nella sfera caratteriale: l'importanza della partita dovrà darci stimoli importanti, Brindisi è in una situazione di metà classifica con la Coppa Italia già conquistata, mentre noi dobbiamo recuperare e per questo servirà confermare l'atteggiamento pugnace messo in campo nelle partite precedenti. E togliere qualche passaggio a vuoto in termini di continuità fisica e mentale che ci permetterebbe un ulteriore progresso». Dunque cuore e testa per giocare una partita intensa ma soprattutto lucida per non esaltare le doti in campo aperto dell'Enel? «Servirà controllare il ritmo ed essere pragmatici, soprattutto alla luce delle caratteristiche dell'Enel: di sicuro non li sfideremo a chi segna un canestro in più. Difensivamente abbiamo fatto delle buone cose e questo deve darci fiducia, così come dobbiamo avere fiducia nelle nostre capacità di giocare insieme e avere responsabilità divise. Sarà importante il ritmo e di conseguenza il controllo dei rimbalzi, riducendo il numero dei possessi degli avversari: ci saranno momenti in cui Brindisi, spinta dal pubblico, avrà momenti positivi. E noi dovremo essere bravi a farli sbollire». Meo Sacchetti chiede strada a Varese per rilanciare le velleità playoff della sua Brindisi. L'ex capitano di DiVarese e Ranger indica priorità ben precise per la sua squadra in vista del match casalingo di domani contro l'Openjobmetis: «C'è bisogno che i miei giochino una partita migliore rispetto a quella di lunedì a Reggio Emilia. Alcuni sprazzi sono stati positivi, come spesso ci è accaduto nell'arco della stagione, ma serve aumentare molto l'intensità: al di là delle nostre caratteristiche in positivo e in negativo che sono tipiche di ogni squadra, non dobbiamo perdere palloni banali per leggerezza o carenza di aggressività. La serie A di quest' anno non perdona: se giochi senza energia rischi di perdere con chiunque, e questo vale anche per Milano che è nettamente la più forte». Brindisi disputerà le Final Eight di Coppa Italia ed è a 4 punti dal quarto posto, ma a oggi è undicesima pur con 8 punti di margine su Cremona: quale lato della classifica si guarda? «La classifica è cortissima e dà ancora margine per guardare in alto, ma per arrivare ai playoff dovremo trovare continuità: si pensava a 4 o 5 squadre superiori alle altre e poi glande bagarre, ma in realtà il peso del doppio impegno tra campionato e coppa ha via via condizionato le varie Sassari, Avellino e Venezia. La Champions League sembrava una "coppetta", in realtà il livello è più alto del previsto: quando vinci ti dà un bello sprint, ma alla lunga i carichi pesano». Dal mar Tirreno di Sassari all'Adriatico di Brindisi: come sta andando l'avventura alla guida dell'Enel? «Brindisi e una citta dove c'è una passione radicata, difensive viene da tante stagioni di alto livello, l'ambiente è caldo e coinvolgente: qui mi trovo bene, abbiamo costruito una squadra giovane e talentuosa per alimentare questa passione. Nel complesso sono contento, ma lo sarei ancora di più con quelle due vittorie in più che sarebbero state adeguate al potenziale della squadra». Come giudica il momento che sta attraversando l'Openjobmetis? «Varese viene da buone partite al di là dei risultati: l'ho vista dal vivo all'opera contro Sassari, aveva condotto a lungo ma si è trovata di fronte ad un' avversaria che ha trovato un filotto micidiale di triple. Altra questione la partita contro Milano: l'ho analizzata a lungo per preparare la sfida di domani, per reggere l'urto contro l'EA7 devi dare il 101 per cento e trovarli in una serata infelice. L'Openjobmetis ha giocato bene ed ha anche rimontato con un break importante, ma la forza dell'Olimpia è punirti appena tiri il fiato». Che partita si aspetta domani al PalaPentassuglia e cosa dovrete fare per riuscire a battere Varese? «Mi aspetto tante variazioni di difese che noi dovremo affrontare con lucidità: dobbiamo imparare a leggere meglio le partite e le situazioni e mordere un po' di più in difesa quando non facciamo canestro come ci piace. Dunque sarà importante farci trovare pronti e sereni quando Varese passerà da uomo a zona e viceversa, e riuscire a imporre più e meglio dei nostri avversali i ritmi a noi più congeniali». Giuseppe Sciascia
  4. L'Openjobmetis naufraga malamente in riva all'Adriatico e scivola nuovamente sul fondo della classifica. Il blocco delle quattro partite tra le due pause della serie A si chiude nel peggior modo possibile per la truppa di Attilo Caja, travolta alla distanza dalla vivacità dell'Enel che schianta sul piano del ritmo una Varese inguardabile come ai tempi peggiori del girone d'andata. L'assenza di O.D. Anosike, costretto a dare forfait in extremis per un problema alla schiena e bisognoso di terapie specifiche, è solo un'attenuante nell'economia di una partita che Cavaliero e compagni non sono riusciti ad affrontare secondo le intenzioni di Artiglio a causa di una inferiorità aerea costante senza il pilastro della difesa. Ma la sconfitta dell'Openjobmetis è figlia anche di una prestazione offensiva totalmente inconsistente, col record negativo di punti segnati che fa il paio con il massimo stagionale di palle perse (ben 26 di cui 13 nel solo terzo quarto chiuso con 9 punti segnati e una lunga serie di possessi letteralmente regalati nelle mani di Brindisi). Effimera la striscia di triple (tre di Johnson e una da metà campo di Cavaliero) che aveva permesso ai biancorossi di evitare il tracollo immediato sul primo fuorigiri offensivo (11-2 al 6' ma 20-22 al 13'), e il buon finale del secondo quarto che aveva chiuso il primo strappo (38-34 a metà gara con tripla sulla sirena di Ferrero dopo il 33-24 del 16'). Gli errori non forzati nel terzo quarto hanno impedito agli ospiti di sfruttare le molte sbavature dell'Enel sul 48-41 del 24', e quando i padroni di casa hanno inquadrato il bersaglio con Moore e Scott il match ha preso una piega a senso unico (67-50 al 34' ) con Maynor fuori fase al tiro, Johnson non più coinvolto dopo i 10 punti nei primi 12' e il solo Ferrero a battersi con ardore fino in fondo. Un passo indietro lungo e ben disteso che rinfocola lo psicodramma della piazza alla luce della vittoria tonante di Cremona contro Torino, che riporta Varese all'ultimo posto come quattro settimane fa. Ancora una volta diventa evidente che l'attuale squadra non può permettersi mai di uscire dallo spartito cajano: laddove emergono i vecchi istinti personalistici (citofonare Eyenga e la sua esibizione di palle perse), i biancorossi mostrano preoccupanti segnali di scollamento che dovranno essere leniti durante la pausa per le Final Eight con due settimane di lavoro in palestra per completare una volta per tutte l'assimilazione del nuovo sistema. Ma il tonfo del PalaPentassuglia rimette in discussione la possibilità di arrivare alla salvezza con l'organico attuale: serve prima di tutto svuotare l'infermeria, non soltanto per quanto riguarda Anosike ma anche Bulleri, assenza pesante alla luce dell'assoluta negatività prodotta da Avramovic. Ma con Cremona tonificata dall'effetto Johnson Odom e Pesaro rinforzatasi col fuciliere Hazell, basterà il roster attuale di Varese - con Kangur ormai desaparecido e Maynor troppo solo se Johnson non crea per sé e per gli altri dal palleggio - per centrare una salvezza per la quale servirà soffrire fino all'ultimo? Il vincolo delle risorse azzerate dagli extrabudget per correggere gli errori del passato a oggi è pesante, ma non deve né può diventare un alibi per nascondere quelli evidenti commessi in estate e in autunno. Che necessitano di almeno un correttivo - nello spot di 4, oppure una guardia-play da affiancare a Maynor, spostando Johnson ed Eyenga da 3 e da 4 - per non rischiare davvero una retrocessione in A2 già evitata negli ultimi 3 anni solo grazie agli interventi correttivi sul mercato. Giuseppe Sciascia
  5. Quaranta minuti di vigorosi colpi di spugna, a cancellare i passi avanti fatti nell’ultimo periodo, con Caja sulla tolda di comando. Lascia senza parole – almeno, senza parole riferibili su un articolo – la pessima prestazione della Openjobmetis a Brindisi, dove i padroni di casa vincono senza alcun problema sfruttando facilmente l’incredibile mare di errori inventati per l’occasione da Maynor e compagni. Salento, terra di sagre, avranno pensato gli svogliati biancorossi che hanno messo in scena quella più sgradevole, il festival della palla persa. Ben 26 i palloni regalati agli increduli avversari, sorpresi da tanta grazia di Dio, tanto da fare cilecca a loro volta in più occasioni. Ma una serie di oscenità così lunga era impossibile da sprecare: Brindisi ha fatto il compitino, pur senza tirare bene, ha lavorato con pazienza a rimbalzo e inchiodato Varese (80-58) alle proprie responsabilità. A 3′ dalla fine il tabellino biancorosso narrava di 24 rimbalzi difensivi e 24 palle perse: pensateci bene, la Openjobmetis ha messo – praticamente – nelle mani avversarie ogni pallone ghermito sotto i tabelloni. Un dato impressionante. Certo, a Caja mancava il totem sotto canestro perché OD Anosike, annunciato con la schiena in fiamme, è andato a referto ma non ha giocato (e già mancavano Campani e Bulleri). Assenza grave, non vi è dubbio, ma non è stato certo il fantasma del pivot a costringere Maynor e Cavaliero a palleggiarsi sui piedi, Eyenga a scaricare palloni nelle mani degli avversari, Avramovic a cadere per terra lasciando la sfera ai rivali. Difficile quasi da spiegare, l’attacco di un’Openjobmetis che per un po’ ha anche retto in fase difensiva, con Caja a predicare zona per non pagare troppo gli scontri diretti. La coperta però, che già si sapeva corta, è risultata anche sforacchiata, leggera e sporca. Con un’unica eccezione, Giancarlo Ferrero, ancora una volta chiamato a predicare nel vuoto. E con Cremona che ha sdrenato Torino, Varese torna a essere la più seria candidata alla caduta libera verso la A2. COLPO D’OCCHIO Solita cornice di pubblico calda, al PalaPentassuglia, impianto intitolato a un ex allenatore che fu anche alla guida della Pallacanestro Varese. Qualche preoccupazione tra il pubblico di casa per il ventilato disimpegno dello sponsor Enel, contributo fondamentale per l’unico club pugliese di LBA. Assenti i tifosi ospiti per decisione delle autorità, contestata dagli ultras locali che hanno esposto uno striscione contrario alla scelta del prefetto locale. PALLA A DUE La presenza di OD Anosike durante il riscaldamento delle due squadre è solo un’illusione. Il pivot, con la schiena malconcia, resterà in panchina per tutto l’incontro e la sua assenza si aggiunge a quelle di Campani e Bulleri. Caja inzia così con Ferrero e Pelle lunghi; l’ex Goss parte da riserva nel quintetto di Sacchetti, che schiera Cardillo titolare. LA PARTITA Un canestro di Eyenga è l’unico centro biancorosso prima di 6′ costellati di errori di ogni tipo. Brindisi fa poco meglio e si trova avanti 9-2 nonostante un timeout immediato di Caja, poi Ferrero smuove i suoi e Varese decolla improvvisamente con tre triple segnate da Johnson. E’ pareggio, con Cavaliero che regalerà il vantaggio segnando sulla sirena da quasi 20 metri dopo due liberi di Goss (17-18). Varese mantiene la testa per un paio di azioni nel secondo quarto, poi pian piano riprende a sbagliare e lascia strada ai padroni di casa, non particolarmente precisi ma alla lunga più efficaci. Se M’Baye non è il solito cecchino, tocca ai lunghi muovere il punteggio e a Moore rifinire il vantaggio. Anche in questo periodo però Varese trova il colpo di coda (rifinito da una tripla di Ferrero allo scadere) che tiene aperte le danze: 34-38 alla pausa lunga. Illusioni, nulla di più: al rientro in campo Brindisi (dopo il -2 del solito Ferrero) torna ad allungare e stavolta senza fare l’elastico. La Openjobmetis perde 13 palloni in 10′, nei modi più buffi, goffi e dilettanteschi possibili: l’Enel incredula ne approfitta senza neppure esagerare, trova i cesti di Moore e Scott e chiude su un morbido e caloroso +16 a trequarti di gara. IL FINALE A questo punto, una squadra con un minimo di amor proprio, proverebbe a dare il tutto per tutto nel tentativo di rientrare in partita, soprattutto con 10′ da giocare e una rivale che non è esattamente il Real Madrid di Doncic. Lo sforzo di Varese arriva, per la bellezza di un minuto e mezzo: tornata a -9, quasi incredibilmente (unica fiammata di Maynor, due canestri a cavallo dell’intervallino) la Openjobmetis si spegne di nuovo, ingloriosamente: Eyenga ammacca il ferro da ogni posizione, Avramovic con le palle perse colleziona pure le figuracce, lo stesso Maynor incappa in tre liberi sbagliati prima di mettere il quarto. Insomma, neppure se Brindisi ritirasse i giocatori e schierasse i magazzinieri, cambierebbe qualcosa. E il finale, 80-58, è “alterato” dalla più inutile delle triple di Eyenga a pochi istanti dalla sirena. Damiano Franzetti
  6. L'Openjobmetis va in cerca di punti salvezza a Brindisi. Oggi al PalaPentassuglia (palla a due alle ore 18.15; diretta su Telesettelaghi) la compagine di Attilio Caja proverà a bissare l'impresa di due settimane fa a Caserta per puntellare la sua classifica pericolante alla vigilia dell'ultimo tagliando nella pausa per la Coppa Italia. Sarà l'ultima partita del ciclo di ferro tra le uniche due pause della serie A: il trittico Sassari-Caserta-Milano ha portato in dote tanti complimenti ma 2 soli punti. Per ricaricare al meglio le batterie nei 15 giorni d'inattività agonistica prima del posticipo del 27 febbraio contro Pistoia un altro colpaccio sul campo dell'Enel darebbe una bella spinta in chiave salvezza ai biancorossi. Per Varese il copione sarà analogo a quello del Pala- Maggio, specie alla luce delle qualità corsaiole del team pugliese che rispecchiano la filosofia votata all'attacco del suo coach Meo Sacchetti. Brindisi vanta il secondo attacco della serie A (83.1 punti di media) con la spinta del razzente play Moore e l'esperienza dell'ex di turno Goss integrate dalle doti offensive dell'ala forte M'Baye (secondo marcatore della serie A a 19.8 punti di media). L'OJM dovrà giocare una partita votata alla difesa arcigna (Ferrero e Kangur in preallarme per marcare il bomber francese dell'Enel) e al controllo del ritmo; la chiave tattica sarà l'esito del duello a rimbalzo, punto di forza dei biancorossi che invece non è la specialità dei pugliesi (solo dodicesimi a 33,7 di media contro i 37,1 dei biancorossi). Ma molto dipenderà dalle condizioni di O.D. Anosike, l'unico ex di turno (Massimo Bulleri, capitano dell'Enel dal 2013 al 2015, è rimasto a Varese per problemi muscolari) a disposizione di Caja. Il centro nigeriano ha svolto una parte della rifinitura di ieri al PalaPentassuglia dopo 4 giorni di stop per problemi alla schiena; oggi sarà in campo ma resta da valutare la sua tenuta alla distanza. Evidente come le condizioni del pivot titolare saranno determinanti per gli sforzi dell'Openjobmetis, decisa a presidiare l'area e impostare una partita su ritmi cadenzati, prevedendo un utilizzo massiccio della zona per provare a impastoiare le scorribande degli esterni pugliesi. La rotta per la permanenza in serie A passa principalmente dalle tappe obbligate al PalA2A, dove Cavaliero e soci ospiteranno Pistoia. Pesaro. Capo d'Orlando, Trento e Cremona nelle ultime 11 giornate. Ma se Varese riuscirà a concludere con un altro raid esterno il ciclo di ferro delle prime 4 gare del girone di ritorno sarebbe il miglior viatico verso una salvezza anticipata. Che permetterebbe di ragionare con calma su un futuro da disegnare. Giuseppe Sciascia
  7. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]S'è fatta luce, in fondo al tunnel. Prima della gara di Brindisi, pur disquisendo ancora una volta sui mali che sin lì avevano fiaccato Varese, accarezzavamo - più o meno convintamene, in ogni caso idealmente - la prospettiva di un fattore sorpresa, non impossibile contro un drappello di americani che, forte del proprio talento istintivo ma anche prigioniero di certi suoi vezzi, avrebbe potuto pensare (commettendo un imperdonabile errore) di avere già la vittoria in tasca. Bastava credervi con caparbietà e forza d'animo per reggere alla distanza e tendere un'imboscata, così hanno fatto Robinson e soci in un finale nel quale, stavolta, non sono affogati in un bicchier d'acqua, lasciando l'umiliante parte agli avversari.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] È pur vero che a un'Enel in cortocircuito sono mancate le zampate di Simmons, infortunatosi in gara, ma - con altrettanta franchezza - questa perdita, se vogliamo metterla sul piano della sfortuna, fa il paio con quella di Kangur che Varese sta patendo da tempo. Dunque, le giustificazioni non valgono né sminuiscono un successo cercato e voluto, sofferto e meditato da uomini che, stanchi di mortificazioni, non si sono piegati ad accenni di crescendo avversario, evidentemente consci di poter alzare la testa, anche dalle proprie rovine (come le molte e sanguinose palle perse), quindi dalle proprie carenze per evitare altri passi falsi verso un precipizio. Se, nelle sei maledette sconfitte, la squadra aveva dato alla distanza l'impressione di essere povera in canna, a Brindisi ha invece mostrato lo spirito giusto, quello d'un gruppo che non accetta d'essere liquidato come dimesso e sfiduciato e che nell'occasione ha puntato, avendo buon gioco, sui limiti di avversari i quali, come gli americani di Cantù, assomigliano a compagnie di ventura, terribili se in vena ma anche arrendevoli se in tilt mancando loro un'anima d'insieme. L'aver sondato e colto in casa d'altri una possibile fragilità da sfruttare, spianando poi la propria artiglieria con un terrificante Rautins e con il buon Callahan che ha punito la presunzione degli avversari, ci sembra un merito specifico abbastanza rilevante di una Varese con Pozzecco per l'ultima volta, spettatore Morale, Ducarello batte Bucchi 2-0. E palla al centro per la prossima a Masnago con l'amato Gianmarco di nuovo al timone. Proprio queste considerazioni, ripensando alla serie di sconfitte di misura, balorde e diaboliche per la loro avversa costanza sembrano avvalorare quei rilievi spesi su alcune scelte di mercato nell'aver supposto, per esempio, la presenza di un paio di elementi potenzialmente un po' speciali rispetto a una voluta e sana linearità di base: ci basterebbe immaginare un leader che spacchi l'area e un intimidatore sotto i cristalli, per dire di variabili al tiro di Diawara e Rautins (un patrimonio) e ai soliti giochi, soprattutto in gare equilibrate che gravano psicologicamente sugli atti decisivi di squadra.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Crediamo che, in un campionato come questo, dai valori complessivi sempre più calanti, anzi crollanti, non c'è bisogno d'essere uno squadrone costoso, purchè si possegga un giusto mix di elementi, per vivere - divertendosi - tra i quartieri alti. Lo dimostra la classifica, abbastanza ammassata nelle posizioni d'avanguardia, anche da formazioni che hanno avuto ragione, per quisquilie, di Varese per poter cogliere il senso di un dibattito che dura da mesi con il solo pensiero a una Masnago sempre gremita (come lo è) ma anche gioiosa (come non lo è mai stata, Cantù a parte), ovvero in versione Green-Dunston. Che si riconsiderino certe mosse, lo dimostrano, peraltro, alcune voci che circolano. Staremo a vedere aspettando di risalire una classifica ancora non tenera.[/size][/font][/color]
  8. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]RAUTINS 8 Tecnica sopraffina e letture di grande classe per un secondo tempo da unica punta (17 con 5/8 da 3 e 4 assist): nel flipper impazzito di play-non-maker trascinati dalle gambe e dall'istinto, è la stella polare seguendo il quale Varese resta in partita e poi trova il guizzo vincente quando la difesa di Brindisi si concentra su di lui. Peccato per quell'ingenuità su Denmon (contatto galeotto e 3 liberi del pareggio) e qualche virata punita dagli arbitri. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] DANIEL 5,5 Presidia bene l'area ed a rimbalzo è un fattore (12 in 26'), ma sbaglia rigori a porta vuota con facilità disarmante in attacco e l'errore clamoroso del possibile più 5 rischia di costare la partita a Varese. E comunque nella rimonta del quarto periodo era in panchina. ROBINSON 6 - Salvato dalla freddezza di nervi sui liberi decisivi a meno 9 (agguantati con il solito assalto generoso ma scomposto) e dalla tenuta difensiva su Pullen, per lunghi tratti della partita è confuso ed incerto nella gestione del gioco. Ora il suo posto è nelle mani di Blassingame e della sua decisione, se comunque sarà stata l'ultima gara a Varese quel 2/2 decisivo compensa parzialmente l'1/2 galeotto e il fallo non commesso contro Reggio Emilia. DIAWARA 6 Tre triple nei primi 5', poi perde di vista il canestro forzando troppo in penetrazione, ma si rende comunque utilissimo nel lavoro sporco in difesa ed a rimbalzo. DEANE 5,5 Parte fortissimo con 4 assist nei primi 5', poi però colleziona erroracci e iniziative poco lucide: occasione persa per dimostrare di valere il posto da titolare, alla fine pasticcia come Robinson ma difende meno. Lo salverà il passaporto. CALLAHAN 7 Classica vendetta dell'ex sul parquet dove tre anni fa vinse l'allora LegAdue: impatto difficile con 3 falli in 4', ma la rimonta dell'ultimo quarto porta anche la firma delle sue triple e della sostanza a rimbalzo. EYENGA 6.5 Energia ed atletismo ma anche tanti errori banali, si fa valere soprattutto in difesa e mostra duttilità sui due lati del campo; in attacco raccoglie pochissimo, nel finale però lancia la fuga dell'Openjobmetis con tre giocate determinanti (due in difesa ed una tripla totalmente inattesa). Molta più quantità che qualità, ma sarà certamente utile alla causa. BRINDISI: Pullen 5,5; Harper 5,5; James 6,5; Bulleri 6; Denmon 6; Turner 5,5; Mays 6; Zerini 6. G.S. [/size][/font][/color]
  9. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]BRINDISI - Si chiude a quota 6 la serie negativa dell'Openjobmetis: i biancorossi espugnano il capo dell'Enel con 2 liberi a 9 dal termine di Dawan Robinson (foto Ciamillo in alto) (l'elemento più discusso del roster, ancora a rischio pur dopo il rush finale vincente) e rompono un digiuno lunghissimo che durava dal lontano 19 ottobre. Stavolta Varese vince in rimonta, ricucendo dal meno 8 del 30' con una micidiale scarica di triple (5/10 nell'ultimo quarto); pur rischiando brutto anche stavolta con una gestione finale quantomeno rivedibile, i biancorossi costruiscono una vittoria importantissima grazie ad una difesa solida ed una presenza efficace a rimbalzo (42-30 per i biancorossi). Il gravissimo infortunio di Simmons (lesione del tendine del quadricipite del ginocchio sinistro, stagione finita per il centro dell'Enel) ha certamente agevolato il compito dei biancorossi, che nascondono con un sontuoso 14/26 da 3 (brilla soprattutto il 7/11 di Rautins) una prova ancora poco brillante dei registi (23 perse totali). L'intesa Deane-Diawara produce due triple in fila dell'ala francese. I cambi difensivi esaltano l'energia dell'ala congolese, e il quarto assist del bulgaro per Daniel vale il 6-10 del 4'. L'infortunio al ginocchio di Simmons toglie di scena un protagonista dopo 6', e la difesa biancorossa lavora col piglio giusto (33% dal campo per l'Enel al 10'), mentre Eyenga e Callahan lanciano l'Openjobmetis sull'11-18 dell'8'. Varese soffre però a rimbalzo d'attacco (3 falli in 4' per l'italo-americano) e il massiccio Mays lima il gap (15-19 al 12'), ma Robinson esce dalla panchina con la spinta giusta e accende Rautins: 2-10 biancorosso e 17-29 al 13' con Piero Bucchi costretto al secondo time-out. Ma Varese perde di mano l'inerzia con le guardie di Brindisi che entrano in partita: 15-5 finale con Pullen (12 a metà gara) che si accende in campo aperto, mentre Daniel spreca occasioni ghiotte (34-34 al 20'). Dopo l'intervallo Brindisi colpisce dall'arco con Turner e Mays e firma il primo sorpasso (42-40 al 23'); tra un cocktail micidiale di palle perse (8 nel quarto) ed errori da sotto, due triple di Rautins sono ossigeno puro per il 48 pari del 26'. Ma gli ultimi 6' del terzo quarto sono un campionario di brutture ed erroracci, e l'8-0 firmato Denmon ed Harper firma il 56-48 del 30'. A svegliare Varese ci pensa ancora Bum-Bum Andy: due dardi in fila del nazionale canadese riportano a galla gli ospiti, che sfruttano le doti frontali di Callahan per altre due triple consecutive pur tra mille errori in fase di impostazione del gioco. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Sorpasso sul 60-62 del 35' firmato dall'ex di turno, ma la doppietta Turner-James riporta al comando i padroni di casa (66-63 al 38'). Ancora Rautins con una fiondata frontale per il pareggio, poi Eyenga gioca due ottimi possessi (persa forzata di James e tripla del 66-69 su assist di Andy). Diawara fallisce il più 6 dall'arco, ma la stoppata del congolese su Pullen mette la partita nelle mani dei biancorossi. Ma anche stavolta Varese rischia di sprecare tutto: Daniel si mangia il tap-in della vittoria sull'errore di Robinson schiacciando sul ferro il possibile più 5 a meno 18, e Rautins regala i 3 liberi del pareggio a Denmon per il 69-69 a meno 16. Provvidenziale il 2/2 di Robinson a meno 9 dopo una rimessa comunque sofferta, l'ultimo possesso è nelle mani dell'Enel ma l'Openjobmetis protegge bene l'area, e dopo le beffe di Cinciarini e Goss contro Reggio Emilia e Venezia, stavolta la tripla-partita di Mays è respinta dal ferro. Alla fine grande abbraccio liberatorio tra la squadra e Gianmarco Pozzecco seduto in parterre a fianco dei due presidenti Stefano Coppa ed Alberto Castelli - che festeggia la prima vittoria in carriera da capo allenatore in serie A di Ugo Ducarello. L'impresa del PalaPentassglia basterà per dare la sterzata, o si approfondirà l'operazione Blassingame? Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
  10. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'Openjobmetis fa rotta verso Brindisi con tanta voglia di riscatto. Sarà un compito improbo per Varese quello di stasera (ore 20.30 con diretta su www.gazzetta.it) sul campo della lanciata Enel: la serie di 6 sconfitte consecutive dei biancorossi a fronte dei 4 successi in fila dei pugliesi indica uno stato d'animo diametralmente opposto tra le due protagoniste dell'anticipo odierno. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Ma la trasferta a pronostico avverso al PalaPentassuglia è la classica partita dalla quale ci si aspettano risposte importanti sul piano dell'atteggiamento e del gioco, al di là del risultato finale. La prova opaca e scialba di Cremona, che ha allungato ulteriormente un digiuno ormai lunghissimo dal lontano 19 ottobre a Pesaro, ha aperto ufficialmente una crisi che le precedenti (ma ripetute) sconfitte in volata avevano parzialmente nascosto. Ora società ed ambiente si aspettano una decisa sterzata dalla squadra di Gianmarco Pozzecco (ancora in tribuna per il secondo turno di squalifica con Ugo Ducarello head coach), per evitare di avvitarsi ulteriormente nella spirale della negatività portata dai risultati. Ma anche stavolta il rischio è quello di non potersi giocare tutte le carte disponibili: recuperato appieno Christian Eyenga, dall'infermeria biancorossa arrivano cattive notizie sulle condizioni di Dawan Robinson, che ieri mattina si è fermato dopo pochi minuti di allenamento per il perdurare dei problemi alla schiena manifestatisi giovedì. Il capitano dell'Openjobmetis è partito con i compagni alla volta di Brindisi, ma solo in occasione dello shootaround in programma questa mattina al PalaPentassuglia si capirà se e quanto potrà giocare stasera. Dunque volenti o nolenti la prima svolta sarà quella di promuovere Willie Deane nel ruolo di play titolare, mossa auspicate per provare a migliorare la qualità del gioco della squada; poi col bulgaro in regia ed Eyenga in campo, si valuterà l'impatto dei due possibili fattori di sblocco dell'attuale impasse tecnico. L'auspicio è che comunque Robinson possa dare un contributo almeno parziale, soprattutto contro un'avversaria dalle rotazioni profonde e dal notevole talento perimetrale come la squadra di Bucchi. Che ha tre esterni dal grande potenziale realizzativo come il play Pullen, la guardia Denmon e l'incisivo esterno Turner, dietro i quali agiscono il tiratore Harper, il veterano Bulleri (ex compagno in azzurro del Poz) e l'ex senese Cournooh. Sotto canestro la pungente ala-pivot James sfrutta gli spazi aperti dal potente Mays e dall'esplosivo Simmons (11,0 punti e 7,3 rimbalzi), aggiunta di grande qualità pescato dall'Olympiacos, mentre il duttile Zerini completa la rotazione dei lunghi. Un roster da 10-giocatori-10 col quale l'Enel punta ai primi 4 posti in Italia ed al vertice nell'Eurochallenge FIBA; il settore nel quale la squadra di Bucchi può maggiormente mettere in difficoltà l'Openjobmetis è quello vicino a canestro, dove Daniel e Callahan (tre anni fa campione dell'A2 con Brindisi, altro ex di turno è Kuba Diawara visto in Puglia nel 2010/2011) avranno le mani piene contro il poker di lunghi di casa. Varese dovrà mostrare il giusto piglio soprattutto sul piano della concentrazione dell'approccio difensivo, e al di là del risultato verificare le risposte della squadra e dei singoli in un match che servirà per trarre conclusioni importanti sulle strategie future con l'operazione Blassingame congelata in attesa delle risposte del campo. Per questo stasera conterà il risultato, ma soprattutto conterà l'atteggiamento e la qualità del gioco espresso... FRATES IN CINA - Fabrizio Frates si è accasato in Cina: l'ex coach della Cimberio ha firmato per gli Jiangsu Nadang Dragons, squadra di bassa classifica (5 vittorie su 14 gare e quattordicesimo posto) tra le 20 partecipanti della ricca lega maggiore CBA. Il coach milanese lascerà domani l'Italia, e debutterà martedì sera alla guida del team di Nanchino: l'accordo durerà fino al termine della regular season previsto per l'1 febbraio più gli eventuali playoff. Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
  11. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Animi in subbuglio e musi lunghi, come dire di paura e sofferenza che brutalmente assalgono chi ha sbagliato potendo, probabilmente, fare poco per rimediare come si vorrebbe alle proprie cantonate. Come non pensare agli strateghi biancorossi i quali, vien da dire impietosamente, avrebbero dovuto fare bene prima, supponendo in loro - per una lunga e gloriosa storia personale sui campi - la capacità di discernere fra scelte opportune e obblighi di spesa, soprattutto per effetto di una competenza imposta dal proprio ruolo al fine di mettere insieme individualità funzionali a un collettivo più possibilmente competitivo e rassicurante. Così non è accaduto l'estate scorsa mancando, evidentemente, intuizione e lungimiranza.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Che questa Pallacanestro Varese fosse una squadra piccola e con poca qualità lo credevamo, personalmente, sin dai primi di agosto. E ora la ritroviamo senza anima né pathos, quindi oppressa e sfiduciata, in un solo termine povera in canna, nel più profondo sud della classifica. La quale le antepone persino Capo d'Orlando, ripescata in extremis dalla serie B o Lega Gold come recita pomposamente la denominazione di un campionato inferiore alla serie A.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Non solo ma a impressionare non poco è la perentorietà con la quale la formazione siciliana (molto cara a Gianmarco Pozzecco - foto Blitz -, almeno sino alla scorsa primavera) s'è sbarazzata di Sassari, annoverabile fra le antagoniste-scudetto di Milano, non senza adombrare fra noi la possibilità di una più robusta competitività rispetto a una Varese corrosa fatalmente dai suoi equivoci. Ora, a parte l'inno di Mameli imposto dal copione federale, fors'anche utile fra stranieri nel ricordare che si gioca il campionato italiano, possono diventare un paradosso le molte iniziative festose di contorno così come la presentazione all'americana della squadra. Semplicemente non vorremmo che tutto ciò, improvvisamente, possa stridere, quindi apparire come l'imperterrita orchestrina a bordo del Titanic. Si dirà che la macchina del marketing segue per sua vocazione la strada delle proprie finalità, tirando dritto e ben oltre il dimesso rendimento della squadra. Fortunatamente il popolo di Masnago non sottilizza troppo su possibili distinguo, incline com'è all'entusiasmo e al sostegno incondizionato della squadra, soprattutto se essa, pur patendo, mostra grande cuore e tanto impegno. Ed è bello questo già immaginando la madre di tutte le gare, d'un pezzo di stagione, fatalmente cruciale qual è la prossima in casa nella quale, contro la Virtus Bologna, sarà vietato sbagliare. Prima, però, gli uomini di Pozzecco - che li seguirà come spettatore - affronteranno Brindisi in una gara che i pronostici danno per segnata dovendo riconoscere al drappello di americani guidati da Bucchi atletismo e talento, qualità che, in teoria, alla distanza fanno la differenza.[/size][/font][/color]
  12. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Al di là di una speranza, molto pia, alla ricerca di un nuovo giorno, resta la realtà, di una notte sempre più fonda. Come dimostra la gara di Brindisi, finita in archivio sotto il peso di tanta infamia e dei soliti interrogativi che s'accompagnano ai timori di un stagione che rischia di finire tra le secche di uno sciagurato anonimato. Solo un buontempone avrebbe potuto credere in un diverso rendimento di questa Cimberio, così povera di muscoli e mediocre, per qualità, nel suo complesso, semplicemente attraverso l'eliminazione dell'allenatore, ancorché criticabile. Il disturbo che Frates ha dovuto togliere è rimasto inevitabilmente dentro il fragile guscio di una squadra che sembra cozzare con se stessa, esplodendo al suo interno persino in situazioni nelle quali (come in difesa) non c'è bisogno di talento, occorrendo più elementarmente un temperamento collettivo. Solo dieci vittorie in trentadue gare ufficiali fra campionato, Eurocup e qualificazione all'Eurolega la dicono lunga su un consuntivo - ancorché parziale ma già figlio di un preventivo (per idee e scelte di mercato) - a dir poco fallimentare nonché incorreggibile al di là dei rimedi giust'appunto nulli o quasi che si sono tentati cambiando uomini. Che certe mosse apparissero sbagliate sin dall'inizio, lo si osservò a tempo debito, seppur sommessamente, soprattutto in riferimento al play che, rispetto ai suoi colleghi in circolazione, non possiede lo speed trascinante, da attacchi al ferro che liberano i compagni in soluzioni fluide; d'altra parte ad attenuare l'inadeguatezza di Clark (foto Ciamillo) a tale compito ci si è messa ogni volta quella pezza di salvezza (abbastanza equivoca) che l'ex Venezia può esibire come tiratore, peraltro con un rendimento molto alterno e volatile. L'americano torna infatti da Brindisi con un bottino di punti che lo fa apparire a prima vista come un genio incompreso fra compagni, in verità, mal serviti o persi per strada nella manovra. Senza l'impronta del fautore titolare di gioco, non potendo riporre alcuna responsabilità totalitaria su De Nicolao, le iniziative biancorosse sembrano in preda alla provvisorietà se non veri scarabocchi nell'abbozzare una manovra con tutto quel che segue con i centri che sembrano persi nel loro già durissimo destino mentre ognuno, di fronte allo scorrazzare degli avversari, sembra il ritratto di un disadattato al proprio compito.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Ci si deve, quindi, ripetere attraverso osservazioni già datate e fastidiose per i destinatari, in ogni caso pertinenti a una classifica raccapricciante, se la si confronta con quella di un anno fa. Ad accusare, di fronte a un tal sconquasso, si fa presto, obietterà qualcuno, peraltro a causa di un contenimento dei costi obbligato e poco congruo a risorse da spendere per determinate scelte di mercato ma è altrettanto vero che le buone squadre non sempre presuppongono soldi a palate, lo insegna lo stesso club biancorosso segnatamente alla scorsa stagione. Ora come ora attaccare Varese è come sparare sulla Croce Rossa, spoglia com'è di bei valori d'insieme sul parquet, non potendo nulla quel brav'uomo di Bizzozi, da obbedisco di storica memoria nel rilevare una squadra dalla quale, già lavorando al suo servizio, sa probabilmente di non poter trarre quel prodotto che si spera.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Vecchio proverbio bosino: «i murun fan minga l'uga», ovvero i gelsi non fanno l'uva, per dire che un albero sbagliato non può dare un frutto giusto. Questa è la Cimberio. Adesso, se Dio vuole, essa affronterà squadre inferiori e battibilissime come Montegranaro e Pesaro, potendo risalire dal precipizio.[/size][/font][/color]
  13. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] [color=rgb(0,123,186)]SCEKIC 4 – [/color][color=rgb(37,39,37)]Un pesce fuor d’acqua contro lunghi molto più agili di lui.[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] [color=rgb(37,39,37)] [color=rgb(0,123,186)]SAKOTA 5 – [/color]Qualche dardo nelle pieghe dell’insostenibile leggerezza difensiva.[/color][color=rgb(37,39,37)] [color=rgb(0,123,186)]RUSH 5 – [/color]Mani fredde e poco impatto difensivo. Prova che non lascia il segno.[/color][color=rgb(37,39,37)] [color=rgb(0,123,186)]CLARK 5 – [/color]Dyson lo salta come un paletto, nella ripresa scalda la mano ma il tabellino pingue nasconde i soliti vuoti in termini di leadership e playmaking. L’errore è a monte nel chiedergli di recitare su un copione non suo, intanto però ha già “messo via” Hassell e Frates…[/color][color=rgb(37,39,37)] [color=rgb(0,123,186)]DE NICOLAO 5,5 – [/color]Prova a far girare la squadra ma non riesce a cambiare ritmo.[/color][color=rgb(37,39,37)] [color=rgb(0,123,186)]BANKS 5,5 – [/color]L’aggressività iniziale di Brindisi lo respinge con le maniere forti (primi punti dopo 15’) e, se si eccettua uno sprazzo nel terzo quarto, non incide.[/color][color=rgb(37,39,37)] [color=rgb(0,123,186)]JOHNSON 5 – [/color]Prova a tappare le falle in difesa (8 rimbalzi e 3 stoppate) ma non sempre arriva dovunque; davanti è come non averlo, ma servirlo da fermo è un assist alla difesa...[/color][color=rgb(37,39,37)] [color=rgb(0,123,186)]ERE 6 – [/color]Avvio a tutto gas (11 punti nei primi 11’), poi come sempre le munizioni arrivano sporadicamente.[/color][color=rgb(37,39,37)] [color=rgb(0,123,186)]POLONARA 4,5 – [/color]James lo travolge su entrambi i lati del campo.[/color][color=rgb(37,39,37)] BRINDISI: James 8; Todic 7; Dyson 7,5; Lewis 7,5; Chiotti 6; Zerini 7; Snaer 6; Campbell 6,5; Jackson 6,5.[/color][/size][/font][/color]
  14. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][color=rgb(37,39,37)]Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia. Neppure l'esonero di Fabrizio Frates, chiesto a gran voce dal pubblico ma soprattutto "suggerito" dall'atteggiamento negativo della squadra nelle gare contro Avellino e Sassari, modifica il trend negativo di una Cimberio che come nel match di andata del PalaWhirlpool viene travolta dall’agilità dell’Enel. Ma allora Coleman era in tribuna, Hassell presidiava (vabbè…) l'area e l'Eurocup "dragava" energie e morale; dopo tre mesi e mezzo, due titolari del quintetto e un allenatore cambiato, il risultato è lo stesso anche se (sulla carta) la squadra è migliore. Un dato che fa riflettere sul gruppo, che ha evidenziato uno spessore caratteriale decisamente modesto nella partita in cui avrebbe dovuto avere una reazione d’orgoglio. E l’esonero di Frates? Se la società ha ritenuto che il rapporto tra il coach milanese e la squadra fosse ormai logoro giusto provare anche questa strada per togliere ai giocatori l’alibi di un allenatore "brutto e cattivo". Il match del PalaPentassuglia ha ribadito invece tutti i limiti tecnici e mentali di una squadra "vuota"; d'altra parte non si poteva certo pretendere che Stefano Bizzozi, allenatore esperto e persona di grande spessore umano ma non dotato di bacchetta magica, potesse trasformare d’incanto con la d'incanto la Cimberio da zucca a carrozza. Ora a soccorrere una Varese claudicante potrebbe arrivare il calendario, che nelle ultime 9 gare della regular season propone 6 impegni contro squadre della metà bassa della classifica. A partire dalle prossime due sfide contro Montegranaro e Pesaro: la prima per rompere un digiuno casalingo di oltre due mesi (ultimo hurrà a Masnago datato 26 dicembre), la seconda per provare a rimanere agganciati fino all’ultimo al treno playoff. D’altra parte, se i biancorossi segnano il passo, le altre rivali non corrono; ma guardando il rendimento del campo e non la classifica, non c’è da stare allegri. Sperando che l’ottimismo post-partita di Bizzozi trovi riscontri reali domenica contro la Sutor...[/color][/size][/font][/color]
  15. Cuore, carattere e ...fortuna: ricetta vincente all'insegna delle famose "Tre Ci" per la Cimberio in occasione del rocambolesco ma meritato "sacco di Brindisi". E la Varese intensa, aggressiva e "graffante" del precampionato? Storia vecchia, visto che al primo appuntamento con i due punti la squadra di Vitucci dimostra di avere punti nelle mani a sufficienza anche per battere sul terreno dell'attacco una squadra di "pistoleri" come l'Enel di Bucchi. Certamente non è sfato un Picasso, almeno per quanto riguarda molti scorci dei 40 minuti regolari; in particolare l'inizio, con Varese vittima dell'ansia da prestazione, confusionaria in attacco (10 perse nel primo quarto!) e in costante affanno difensivo sui giochi a due per il mitragliere Gibson. Poi nel secondo quarto si rivede la Cimberio di settembre: sale la difesa attorno al totem Dunston (già signore degli anelli a quota 13 rimbalzi), sale il ritmo con Green a dispensare palloni e la gara torna rapidamente in equilibrio. Nella ripresa però si gioca la partita su ritmi e cadenze adatte a Brindisi, che sfrutta il furore agonistico del suo bomber: un "run&gun" non abituale per Varese, che però trova varchi offensivi abbastanza ampi e allora accetta la "sfida all'O.K. Corral" a chi-segna-di-più. E in una gara del genere chi perde un colpo (leggi il 7-0 a metà quarto periodo sul riposo di Green e Dunston per il 78- 71 del 37') difficilmente riesce a recuperare; il grande merito della Cimberio è stato quello di non darsi mai per vinta, neppure quando sul meno 7 a 45 secondi dal termine tutti pensavano già alla sconfitta («Addirittura stavo già ragionando in ottica della differenza canestri, poi invece...» ammetterà Vitucci nel postpartita). Poi come spesso succede nel basket la squadra in rimonta gioca l'overtime sulle ali dell'entusiasmo, e la spinta di un sensazionale Adrian Banks firma il primo hurrà stagionale di Varese in una gara che mostra un volto assai differente rispetto alla squadra del precampionato. Difesa reparto decisivo per i risultati della Cimberio? Vinto in trasferta segnando 118 punti, roba da anni che non si vedeva dai tempi della Ranger di Sacco (stagione 1989/90, 120 punti in casa contro Desio). Collettivo e gioco di squadra come armi determinanti sul fronte offensivo? Tre giocatori oltre quota 20, con capitan Ere che "scollina"oltre quota 30 (zero nel supplementare giocando da play occulto). Panchina lunga e rotazioni profondissime per dare la spinta vincente? Alla fine "solo " 17 punti dal secondo quintetto, anche se De Nicolao e Polonara giocano un supplementare di spessore. Green uomo chiave per il rendimento offensive della squadra? Ultimi 6 minuti in panchina per falli per il playmaker ex Cantù, comunque in grado di riscattare una partenza opaca con il solito lavoro di tessitura. Banks "oggetto misterioso"dopo un precampionato trascorso stabilmente in infermeria? Per 39 minuti l'ex Netanya gira a vuoto, poi però decolla a livelli siderali con un overtime che mette in mostra il poliedrico talento di un giocatore che non a caso è sfato re dei bomber in Israele. Il bilancio complessivo è quello di una vittoria esterna all'esordio che mancava da ben 9 anni (stagione 2004/2005 sul campo di Teramo) con una prova balistica di valore assoluto (clamoroso 69% da 2 e 45% da 3); e con due punti "succulenti" in tasca Varese vola sulle ali dell'entusiasmo verso l'esordio casalingo contro la Sidigas. Con l'intento di mostrare nuovamente il volto convincente sui due lati del campo che aveva convinto tutti in precampionato.
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