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  1. L'Openjobmetis chiude con una sconfitta indolore il suo esaltante girone di ritorno e prepara l'assalto alla terza forza Brescia nei playoff al via sabato a Verona. I risultati degli altri campi neutralizzano, come prevedibile, l'effetto dello stop biancorosso sul campo di un' Auxilium decisa a chiudere col sorriso: Varese perde dopo 8 vittorie in fila contro una squadra reduce da 9 stop consecutivi, ma il contemporaneo successo di Cantù e lo scivolone di Bologna (clamorosamente esclusa dai playoff per classifica avulsa) proiettano egualmente la truppa di Attilio Caja verso il derby contro la Leonessa. La sconfitta del PalaRuffini non preoccupa il tecnico pavese, che ha effettuato rotazioni sperimentali dopo il perentorio più 12 del primo quarto: nella ricerca di risposte in chiave playoff dai giocatori della panchina sono arrivati spunti positivi da Tambone (massimo in serie A eguagliato) e Ferrero (4/5 in 19' ritrovando quantomeno ritmo balistico), meno brillanti invece da Delas e Dimsa. «Ma abbiamo comunque disputato una partita seria e volitiva: ottimo in particolare l'approccio iniziale; poi vanno dati meriti all'Auxilium che ha segnato anche canestri difficili quando ci siamo riavvicinati nel finale. Abbiamo commesso qualche errore in difesa, ma gh avversari hanno tirato col 48 per cento da 3: alla squadra non ho nulla da dire». L'attenzione di tutti è già concentrata verso la sfida contro Brescia: il bilancio stagionale dice 1-1 con la Germani vittoriosa 73-67 al PalaGeorge e Varese dominante 100-72 al PalaA2 A nella gara pre-pausa per la Coppa Italia. Il tecnico pavese, che oggi sarà a Milano per la premiazione da MVP assieme al g.m. Coldebellaa, Okoye e Ferrero, considera quello con la terza forza della serie A come un incrocio molto difficile: «Dovremo cercare di recuperare tutte le nostre energie fisiche e nervose per onorare al meglio un obiettivo che ci siamo guadagnati con grande impegno - afferma Caja -. Vogliamo fare bella figura, ma sono convinto che riusciremo nell'intento come abbiamo fatto anche ieri a Torino». Il tecnico biancorosso sottolinea prima di tutto il gap nettissimo in termini di esperienza tra i veterani della Leonessa che hanno almeno 25 playoff totali contro i soli 4 cumulati dal roster dell'Openjobmetis, in cui tutti saranno all'esordio eccetto Vene (tre volte campione in Lituania con lo Zalgiris) e Delas (titolato all'estero e nella scorsa annata ai playoff con Capo d'Orlando). «Brescia ha disputato un campionato a parte assieme a Venezia e Milano: ho citato più volte la Germani come esempio di continuità tecnica e di organico che mi piacerebbe imitare a Varese; sul campo ha un tasso d'esperienza molto più elevato di noi. Ma nello sport non conta il passato; loro hanno il fattore campo, l'esperienza e i favori del pronostico. Noi, però, vogliamo cercare di dire la nostra dimostrando di vale- re questo livello di competizione». Per Caja il concetto di "bella figura" è quello di onorare la serie e dare il massimo senza traguardi specifici: «Siamo felicissimi del risultato ottenuto, saremmo presuntuosi se indicassimo un obiettivo specifico: non necessariamente è vincere almeno una partita, sarò contento se daremo sempre il massimo in ogni gara che ci saremo meritati di giocare come abbiamo sempre fatto durante l'anno. Anche se dovessimo perdere tre volte di 1...». Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis va in cerca della nona sinfonia sul campo di Torino. Stasera al PalaRuffini (palla a due alle 20.30) la compagine di Attilio Caja completerà il cammino della stagione regolare provando a chiudere con un ulteriore acuto il suo girone di ritorno da prima della classe. Partita dal valore relativo per la classifica dopo la grande festa playoff di domenica sera al PalA2 A e alla luce del sesto posto solitario occupato dai biancorossi, che potrebbero essere scalzati solo da una combinazione di fattori altamente improbabili (leggi vittoria di Bologna e sconfitta di Cantù). Per questo motivo "Artiglio" prepara una Varese in versione sperimentale nei minutaggi, pensando già all'esordio di sabato nei quarti di finale dopo un match dispendioso come quello contro la Vanoli durante il quale Okoye, Larson, Cain e Vene hanno tenuto il campo per più di 30 minuti. «Nei playoff si giocherà ogni due giorni, le energie saranno fondamentali: per questo l'idea è cercare di dare spazio a chi nelle ultime partite ha giocato meno come Delas e Dimsa e recuperare appieno Ferrerò, senza spremere i titolari protagonisti della battaglia di domenica contro Cremona» - spiega il tecnico pavese anticipando rotazioni diverse dal solito nella gara sul campo dell' Auxilium. Il che non significa però un approccio arrendevole o la volontà di snobbare l'impegno. Gli stimoli vanno cercati nei numeri, dal possibile record societario di punti nel girone di ritorno - sarebbero 26 in caso di vittoria - ad eguagliare la striscia vincente più lunga del terzo millennio (9 vittorie in fila nel 2003-04 con Giuloi Cadeo in panchina e nel 2012-13 per inaugurare la stagione degli "Indimenticabili" di Frank Vitucci), fino alla possibilità di chiudere il 2017-18 avendo battuto almeno una volta tutte e 15 le avversarie della serie A. Poi c'è l'aspetto motivazionale nel voler dimostrare nuovamente quanto valgano un sistema di lavoro che col passare dei mesi ha garantito una chimica di squadra e un'identità tecnica davvero radicate di fronte ad un insieme di individualità poco coese come quelle della Fiat. Una delle tante squadre che hanno speso più dell'Openjobmetis, raccogliendo almeno il frutto della Coppa Italia vinta tre mesi e mezzo fa, ma che chiuderanno alle sue spalle in classifica. E chissà che una cartolina non vada recapitata a Norvel Pelle (ma soprattutto al suo agente americano...) che nella pausa di febbraio lasciò Varese per trasferirsi in un club più ambizioso, ma che stasera sarà in vacanza al contrario dei suoi ex compagni... Giuseppe Sciascia
  3. L'Openjobmetis impone la legge del PalA2A nello spareggio contro Cremona e scrive la pagina più bella della storia recente. L'ottava meraviglia contro la Vanoli garantisce alla truppa di Attilio Caja la certezza aritmetica della qualificazione ai playoff: 5 anni dopo gli "Indimenticabili" di Frank Vitucci, la società di piazza Monte Grappa torna tra le protagoniste della corsa allo Scudetto, coronando un girone di ritorno stellare con un'altra perla all'insegna della coralità. Prestazione di alto livello sul piano tecnico ed agonistico per i biancorossi, che giocano la solita partita arrembante in versione Masnago guidando per 40 minuti contro un'avversaria mai doma. Nonostante i 3 falli bruciati in 5'36" da Avramovic, Varese ritrova un Okoye in formato superstar (8/18 dal campo, 7 rimbalzi e 4 assist) e gioca una gara molto lucida nelle scelte offensive contro il run&gun della Vanoli. Tante conclusioni costruite all'insegna della circolazione di palla che esaltano la pazienza dell'Openjobmetis nello snidare una Vanoli spesso in campo senza centri di ruolo: il 45-37 a rimbalzo è una chiave tattica importante al pari della prestazione a tutto campo di Siim Sander Vene (7/10 al tiro, 6 rimbalzi e 4 assist), non solo l'uomo della svolta al posto di Hollis, ma anche l'elemento di raccordo dell'intero sistema di gioco biancorosso. Varese trova sostanza ed energia anche dagli italiani della panchina, con Ferrero e Natali che danno gas nel terzo quarto dopo il rientro ospite a meno 3 e Tambone che mette il punto esclamativo sui playoff raggiunti con i 5 punti della staffa a metà del quarto periodo. Il giusto simbolo della capacità di Attilio Caja di pescare risorse da tutti gli effettivi del suo organico: la rimonta playoff è il giusto premio per il lavoro che la squadra non ha mai smesso di svolgere al massimo del'impegno e della serietà sin dal raduno del 18 agosto, e gratifica tutti gli uomini "dietro le quinte" che in cinque anni di vacche magre hanno sempre fatto il massimo per mettere i giocatori nelle condizioni ottimali per rendere. Cosa che quest'anno è avvenuta con un gruppo che ha saputo produrre un volume totale superiore alla somma delle singole parti: merito del coach e degli uomini dell'area tecnica Claudio Coldebella e Toto Bulgheroni, ma anche di un gruppo che ha sposato senza riserve l'etica lavorativa di "Artiglio". Una serata magica per un PalA2A torrido, che festeggia con grandissimo entusiasmo l'impresa di un gruppo entrato nel cuore della gente con un girone di ritorno stellare. Mai nella storia del basket italiano una squadra era riuscita a raggiungere i playoff dopo aver chiuso il girone d'andata all'ultimo posto; un record che resterà negli annali quello stabilito da una Varese ora capolista solitaria della classifica della fase discendente. Una grande festa che però non appaga una squadra decisa ad onorare al meglio questo playoff riagguantato all'insegna del carattere e della forza di volontà: oggi riposo, ma domani si torna sul pezzo per pensare alla chiusura di mercoledì a Torino, dove c'è la possibilità di mettere le mani sul sesto posto che significa derby contro Brescia e una possibile finestra sull'Europa. L'Openjobmetis ha stupito tutti, ma il gruppo biancorosso ha ancora fame di gloria... Giuseppe Sciascia
  4. L'Openjobmetis pesca il settebello ma non si avvicina ulteriormente ai playoff. La formazione di Attilio Caja porta la sua striscia vincente a quota 7 (record positivo per il coach pavese sulla panchina biancorossa) piegando con fatica una Happy Casa assetata di punti salvezza. Ma le contemporanee vittorie di Cantù, Bologna, Cremona e Sassari lasciano inalterata la situazione di classifica rispetto alla scorsa settimana: Varese si giocherà l'accesso alla post season nello spareggio di domenica prossima contro la Vanoli (ma potrebbe non bastate una vittoria per la certezza aritmetica della qualificazione). Non per questo, però, il successo contro Brindisi è da considerare privo d'importanza, specie per le modalità con cui Ferrero e soci sono arrivati a conquistare due punti intrisi di sudore. Nella serata in cui l'attacco biancorosso ha viaggiato a tre cilindri per tre quarti abbondanti - 60% dal campo e 24 punti nel terzo, in precedenza 8 punti col 29% e 17 col 47% e infine 20 ma col 35% - la squadra di Caja si è aggrappata alla certezze acquisite in difesa per non deragliare sulla rotta verso la post season. Primo tempo affannoso nel trovare con continuità la via del canestro, con un bottino inizialmente striminzito (12 punti nei primi 14') che soltanto l'asse Avramovic-Cain ha saputo implementare con continuità nella serata totalmente fuori fase del terminale principe Okoye (quarta partita in fila sotto il 50%, stavolta senza neppure una fiammata). Tra percentuali perimetrali glaciali - 20% da 3 complessivo - e tanta fatica a spingere sull'acceleratore in campo aperto, l'attacco dell'Openjobmetis si è sbloccato solo nel terzo quarto con Avramovic ispirato e 6 preziosissimi punti di Natali per lanciare l'unica fuga consistente (massimo vantaggio a più 14 del 29'). Poi però Brindisi, tra la zona adottata da Virucci e un quatto finale da 28 punti con la crescita del veterano Smith, ha saputo riaprire il match forzando i bianco-rossi ad un finale palpitante, risolto dal solito Larson protagonista quando conta e da un Avramovic glaciale nella conversione dei liberi della staffa. Non certo un'opera d'arte, ma una vittoria comunque frutto della mentalità votata al sacrificio di un gruppo che ha imparato a non dare per scontate le serate di grazia in attacco, ed a stare sempre sul pezzo in retroguardia per evitare brutte sorprese. Chiaro che alla distanza la defezione di Wells sta iniziando a farsi sentire sul volume di gioco prodotto dalla compagine di Caja: vero è che senza Cameron i biancorossi hanno vinto 5 volte su 5, altrettanto vero però che le attenzioni attirate dall'ex Giessen erano preziose per liberare Okoye. Ed ora se uno tra Stan e Aleksa "buca", l'attacco di Varese fatica a trovare alternative. Anche se ieri un monumentale Cain (8/10 da 2, 12 rimbalzi e 28 di valutazione) è stato decisivo anche sul fronte offensivo e non solo nell'abituale superlavoro a protezione del ferro. Tenuta alta la guardia contro Brindisi, ora si guarda già allo spareggio contro la Vanoli di Meo Sacchetti: per esperienza e qualità offensiva Cremona è un cliente assai ostico in uno spareggio secco, i 40' di sofferenza con gioia liberatoria finale dei quasi 4.700 di un PalA2A ancora ribollente di entusiasmo indicano la strada che l'Openjobmetis deve percorrere per l'ultima e decisiva tappa verso la terra promessa dei playoff. Giuseppe Sciascia
  5. simon89

    L'OJM accende Masnago

    L'Openjobmetis prova a calare il settebello sulla rotta verso i playoff. Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 19) la formazione di Attilio Caja proverà ad allungare a quota 7 la sua serie positiva contro la terz'ultima della classe Brindisi. La prima delle due gare casalinghe consecutive che potrebbero consacrare aritmeticamente la storica rimonta biancorossa dall'ultimo posto del girone d'andata alla qualificazione per la volata-scudetto è quella sulla carta più abbordabile per una Varese lanciatissima anche senza più Cameron Wells. L'Happy Casa di Frank Vitucci, ultimo protagonista di un playoff disputato a Masnago con gli "Indimenticabili" del 2012/13, si presenterà senza il play titolare Moore e con un roster riveduto e corretto per necessità dopo la cessione della stella Lalanne (150mila dollari di buyout versati dal Besiktas per prelevare il lungo haitiano da 15.3 punti e 9.9 rimbalzi prima della Coppa Italia). Senza più la sua stella i pugliesi hanno vinto solo 2 partite delle ultime 8, record diametralmente opposto al 6-2 totalizzato da Ferrero e compagni che, dopo tante partite affrontate a pronostico avverso, partono decisamente favoriti. Anche se Brindisi avrà comunque stimoli forti, visto lo 0-2 negli scontri diretti con Capo d'Orlando che le impone l'obbligo di conquistale altri due punti per mettersi al riparo dal rischio retrocessione. Di sicuro, però, Varese non vuole commettere un passo falso proprio quando inizia il rush finale per coronare il suo esaltante girone di ritorno: la squadra di Caja ha svolto una settimana di allenamenti a tutto gas e stasera sarà al completo - con la curiosità di scoprire finalmente l'ultimo arrivato Dimsa - per allungare la sua serie positiva in vista dello spareggio di domenica prossima contro Cremona. La vittoria col brivido della Vanoli nel derby con Brescia (decisiva una tripla di Travis Diener a meno 18") trasforma in una sfida "dentro o fuori" il prossimo impegno dei biancorossi. Non per questo però la gara odierna dovrà diventare una tappa di trasferimento, vista la necessità di tenere sempre altissima la concentrazione in questa fase della stagione nella quale c'è la possibilità concreta di raccogliere i frutti di 9 mesi di lavoro. Dunque, massima attenzione in retroguardia per limitare il talentuoso esterno sloveno Mesicek (dichiaratosi per il draft NBA 2018) in coppia col veterano Tepic, e le doti balistiche del fuciliere Suggs. Sotto canestro la coppia Lydeka-Iannuzzi (vecchio pallino di Attilio Caja che lo ha già messo sulla lista della spesa per il 2018/19) ha stazza, mentre l'esperto Donta Smith - decisivo all'andata per il successo all'overtime dell'Happy Casa - è un elemento dalle potenzialità offensive importanti. L'obiettivo dell'OJM è imprimere alla partita il suo mix di aggressività ed energia; un avvio a tutto gas, come spesso accaduto al PalA2A, contribuirebbe a lasciare un marchio indelebile sulla partita. Poi i playoff andranno conquistati contro Cremona, ma stasera c'è bisogno di un'ulteriore dimostrazione di forza mentale per mantenere il ritmo in vista dello spareggio di domenica prossima. Giuseppe Sciascia
  6. Openjobmetis, "6" bellissima anche al PalaDozza. Sei come le vittorie consecutive di una Varese che non si ferma più e che impone la legge del suo basket corale ad una Virtus tradita dalle assenze di Alessandro Gentile e Umeh. La squadra di Caja non si disunisce dopo 25 minuti di attacco "rimasticato" con poca fluidità e ritmi cadenzati più adatti ai muscoli della Segafredo, ed esplode un quarto periodo da 24 punti e 5/7 da 3 (sontuoso 9/13 complessivo dall'arco nella ripresa dopo il 5/17 dei primi 20') per sorpassare di slancio le "Vu Nere". Impresa del collettivo con 5 uomini in doppia cifra guidati da un Avramovic sempre più protagonista nella serata poco felice di Okoye (3/14 dal campo, ma due triple taglienti come rasoi nei momenti caldi del quarto periodo). Ferrero e soci capitalizzano la fiducia assoluta riposta nel sistema anche quando la palla fatica a entrare: la qualità dei tiri e la concentrazione della difesa sono sempre elevate, e quando le percentuali iniziano a premiare gli sforzi corali profusi da Varese l'inerzia della partita cambia in favore della squadra più... squadra. Così l'OJM alimenta il momento magico compiendo un'altra vendetta sul campo di un'avversaria che all'andata aveva festeggiato al PalA2 A; è una conferma della mentalità vincente acquisita da un gruppo che ha saputo trarre lezione dalle sconfitte beffarde del girone d'andata e ora ha le stimmate del team di rango che ha le idee chiare quando serve cercare certezze nei momenti decisivi delle partite. O almeno fin quando la bagarre finale della Virtus non ha mandato in tilt i meccanismi biancorossi negli ultimi 90" nei quali è successo di tutto (bolgia in tribuna con lancio di oggetti compreso; prima della partita scontri fra tifosi con gli Arditi che non sono entrati al PalaDozza). Sul più 7 a 90" dal termine pareva fatta con la possibilità di ribaltare anche il meno 5 dell'andata, poi il 3/6 ai liberi e le due perse di Larson sull'assalto della Segafredo ha fatto correre brividi lungo la schiena a Varese che s'è salvata prima con un errore da un metro di Lafayette e poi con la correzione volante fuori misura di Slaughter dopo una rimessa sbagliata da Larson a 90 centesimi dalla sirena (l'ex Real Madrid aveva commesso un fallo solare su Cain per liberarsi, ma nell'arrembaggio finale anche gli arbitri non sono stati inappuntabili). Nel complesso però Varese ha vinto con merito, tenendo la testa sulle spalle quando le sue esecuzioni non funzionavano e caval-cando le sue punte quando il movimento di palla ha finalmente trovato mani calde sul perimetro. Anche sul piano della fortuna l'OJM, dopo i tanti episodi avversi dell'andata, sta a poco a poco riscuotendo i crediti: dal guizzo all'overtime di Okoye a Capo d'Orlando alle ultime due vittorie contro avversarie con problemi di organico come Reggio Emilia e Bologna. Ora i due match-ball casalinghi contro Brindisi e soprattutto Cremona per alimentare un entusiasmo sopito da troppi anni di premesse estive non rispettate sul campo: i quasi 250 tifosi al seguito al PalaDozza sono un dato indicativo di quanto l'Openjobmetis operaia abbia conquistato il cuore dei tifosi. Che dovranno sostenere Ferrero e compagni nel doppio sforzo casalingo per coronare un sogno playoff insperato e per questo ancora più eccitante. Giuseppe Sciascia
  7. L'Openjobmetis abbatte anche Reggio Emilia con la forza del suo cuore pulsante sospinto da un PalAZA già da playoff e ora mette paura a tutti. Vittoria di puro carattere per la truppa di Attilio Caja, che esalta il record stagionale di presenze a Masnago (4840 spettatori, meno di un centinaio i posti disponibili per i tifosi di casa) con la "cinquina" di successi calata di fronte ad una Grissin Bon all'ultima spiaggia per riacciuffare il treno per la post season. Varese deve battere due volte la combattiva truppa di Menetti, visto che il solito avvio tambureggiante a suon di ripartenze e giocate in campo aperto (già più 20 dopo 9' e ancora più 18 al 17") non basta per piegare la resistenza degli avversari. Il tecnico reggiano trova le mosse giuste - tra una zona 3-2 adeguata e l'assetto con due play ma senza centri di molo - per mettere in difficoltà i biancorossi, orfani di un elemento importante come Wells in attesa che l'ultimo arrivato Dimsa (comparsata per neppure 2' dopo l'intervallo) si inserisca nei meccanismi di gioco, e soprattutto orfani dell'equilibratore Vene, in campo solo 4' nella ripresa per problemi di falli. Così Varese, assoluta padrona del campo nei primi 15', ha progressivamente smarrito il bandolo della matassa, subendo il controbreak di una Grissin Bon che pur senza la stella Della Valle ha trovato ossigeno dall'esperienza e dall' atipicità di White e Julyan Wright. Sul 53-59 del 28' però l'Openjobmetis ha serrato i ranghi, sostenuta da un PalA2A davvero traboccante di entusiasmo, e si è semplicemente rifiutata di perdere. Così, piegando le gambe in difesa attorno all'architrave Cain (MVP assoluto con 5/6 da 2, 5/6 ai liberi e 8 rimbalzi), i biancorossi hanno trovato canestri di cuore e volontà per ribaltare di nuovo l'inerzia del match. E dopo 17 minuti di digiuno dall'arco, la tripletta Lar-son-Okoye-Larson ha definitivamente piegato le ginocchia alla Grissin Bon. Un successo fortemente voluto frutto dell'intera gamma delle armi a disposizione della compagine di Caja: l'inizio segnato dalla difesa e dal contropiede ha esaltato l'energia e l'aggressività che rappresentano il marchio di fabbrica della formazione biancorossa. Ma l'arrembaggio finale è stato all'insegna di cuore e carattere, cavalcando la spinta emotiva di un pubblico che dopo anni di "vacche magre" risponde alla grande agli stimoli dell'atmosfera play off. E a cavalcarne gli umori so- no principalmente Avra-movic e Larson: dopo 15" "spiritati" il serbo spacca il ferro per lunghi tratti (6/7 in avvio, poi 0/10 in fila), ma non rinuncia alle giocate decisive dimostrando di avere finalmente imparato a giocare con la sfrontatezza "da slavo". Il play di Las Vegas, che per 35' non aveva visto il canestro, si conferma elemento dagli attributi "fumanti" ribadendo di possedere un innato senso del canestro nei momenti decisivi. Così Ferrero e soci salgono al settimo posto alla vigilia della trasferta di Bologna che potrebbe definitivamente spalancare le porte dei playoff: agganciare la Segafredo al sesto posto significherebbe uscire dalla bagarre con Sassari, Cantù, Torino e Cremona (mercoledì il recupero a Reggio Emilia) per gli ultimi due posti. Altrimenti servirà un tris di vittorie contro Brindisi e Cremona ed a Torino per agganciare la fatidica quota 32. Ma intanto il PalA2A impazzisce per una Varese mai così in sintonia con i suoi fans dopo gli Indimenticabili di cinque stagioni fa. Giuseppe Sciascia
  8. L'Openjobmetis cala il poker a Capo d'Orlando e ringrazia "San" Okoye. Serve una "t" in meno per fotografare il peso specifico determinante della prodezza firmata a 5 decimi dal termine dell'ala nigeriana, che vale l'aggancio alla zona playoff regalando due punti ghiottissimi alla truppa di Attilio Caja. Rimessa dal fondo a 2 secondi e 90 dalla sirena finale: Stan riceve sulla linea di fondo a destra del canestro, fa un palleggio in arretramento, si svita su se stesso e lascia partire un tiro ad altissimo coefficiente di difficoltà che si spegne dolcemente in fondo alla retina. Chiamatelo fade-away, circus shot, giravolta spaziale o "tiro da campione", prendendo a prestito le parole di capitan Ferraro: è una magia che alimenta il momento magico di una Varese capace di nascondere l'assenza pesante di Cameron Wells, e raddrizzare con 5 minuti di difesa di granito una partita che aveva preso una brutta piega sul meno 7 del 35'. Successo ben più sofferto del previsto contro una Betaland rigenerata dal cambio di allenatore, ma soprattutto dalla metabolizzazione del nuovo assetto del roster (5 cambi negli ultimi 2 mesi e mezzo). Nel clima sahariano del Pala-Fantozzi, Varese ha espresso un ottimo volume di gioco nei primi 15' (massimo vantaggio il 24-32 di inizio secondo quarto), cavalcando un Avramovic partito a razzo (14 nei primi 8', alla fine però 4/14 dal campo) e l'unica fiammata di Okoye prima del finale da protagonista assoluto (7/21 dal campo con 10 punti nel secondo quarto e 8 nei 5' finali). Il terzo quarto da 10 punti segnati con 3/18 al tiro ha evidenziato invece le difficoltà dell'attacco biancorosso quando le due punte "autopromosse" per meriti acquisiti nel corso della stagione non hanno più trovato continuità. L'Openjobmetis ha però trovato nella tenuta in retroguardia la chiave primaria per non deragliare nel momento migliore della Betaland (64-57 al 34'); e quando, dopo 12 errori consecutivi da 3, la doppietta di Okoye ha rotto l'impasse perimetrale che aveva contribuito a "inchiodare" l'attacco, la squadra si è rimessa in carreggiata. Ancora una volta preziosi gli ultimi arrivati Larson e Delas prima del canestro-copertina di Stan: il play di Las Vegas si è preso responsabilità da protagonista segnando 5 punti pesantissimi nel rush finale (67-71 con tripla frontale e 71-73 a meno 45" prima del 2/2 del pareggio di Likhodey). Il centro ex di turno, chiamato in causa nel finale per il precoce quinto fallo di Cain, è stato il miglior rimbalzista biancorosso mettendo pezze preziose in difesa per tenere lontano dal ferro gli assalti finali della Betaland. L'impresa del PalaFantozzi, in condizioni ambientali e climatiche difficili e senza un riferimento importante come Wells, ribadisce lo spessore caratteriale del gruppo; e i risultati degli altri campi coronano l'inseguimento di Varese, che aggancia all'ottavo posto il gruppone Sassari, Torino e Cremona, ottimo viatico per alimentare l'entusiasmo alla vigilia degli scontri diretti con Reggio Emilia e Bologna. Ora servono risposte definitive sul conto di Wells: a oggi il suo recupero - e non solo per domenica - sembra improbabile. Il mercato offre svariati profili in uscita dalla G-League, quasi tutti inadatti al trapianto in un sistema corale che ha bisogno di tempi di digestione piuttosto lunghi (vedi i quasi 2 mesi di Tyler Larson). Oggi il d.g. Claudio Coldebella farà il punto: la sensazione è che per sognare i playoff serva un'aggiunta, se si troverà un rinforzo per l'oggi che potrà servire soprattutto per il domani la società è disposta a fare uno sforzo. Giuseppe Sciascia
  9. Con Cameron Wells ai box, toccherà ad Aleksa Avramovic e Tyler Larson provare a trascinare l'Openjobmetis ai playoff. Mentre la guardia statunitense è ancora alle prese col rebus dei tempi - attualmente indefiniti - di recupero del suo problema al polso sinistro e il d.g. Claudio Coldebella inizia a verificare le disponibilità del mercato - ma solo per un giocatore che abbia senso anche per la stagione 2018-19 - Varese si affida ai due migliori in campo nell'ultima sfida contro Pesaro per provare a fare poker domani a Capo d'Orlando. «Stiamo davvero pensando ai playoff, e quella sul campo della Betaland sarà una tappa importante per dare forza al nostro sogno - spiega la guardia serba Abbiamo battuto le prime 4 squadre della classifica, in questo momento siamo in forma e in fiducia e dunque è legittimo crederci. Attenzione però a non sottovalutare nessuna partita, a cominciare dalla trasferta di domani: sulla carta il nostro calendario può sembrare facile, ma per noi ogni partita è difficile se non la affrontiamo al 100 per cento dell'intensità». Di sicuro il giocatore biancorosso più migliorato tra andata e ritorno ha ancora voglia di lottare per un obiettivo importante come i playoff: «Il coach ci ha dato 3 giorni di riposo, ma molti di noi hanno lavorato individualmente anche durante la pausa. Siamo un grandissimo gruppo, a tutti noi piace dare il massimo in allenamento e metterci a disposizione di Attilio Caja. Prima della partita contro Pesaro avevo lavorato molto sul mio tiro da fuori e i risultati sono stati positivi, ora confido di riuscire a ripetermi anche in trasferta. Sicuramente la spinta del pubblico per noi è importantissima: ormai al PalA2A le presenze si sono moltiplicate e il clima è strepitoso, se dovessimo riuscire a completare la rimonta ai playoff mi aspetto gente anche sul tetto per venire ad incitarci... ». Chi invece sembra aver definitivamente trovato la sua nicchia nel sistema Caja è Tyler Larson, reduce dalla sua miglior prestazione in Italia (record personali i 13 punti e 7 assist totalizzati contro Pesaro) a conferma di un processo di ambientamento ormai completato: «A Liegi avevo un ruolo da protagonista assoluto, quando ho scelto l'Italia per misurarmi con un livello più alto ero consapevole che sarebbe servito un periodo di adattamento. A poco a poco ho preso confidenza con il sistema, e nelle ultime 3 partite sono riuscito ad incidere come desideravo. Il coach mi ha parlato tutti i giorni per spiegarmi cosa si aspettava da me e cosa aveva bisogno; i compagni sono stati super nell'aiutarmi e a poco a poco ho preso fiducia». Il play di Las Vegas è determinatissimo a inseguire fi-no in fondo il sogno dei playoff con Varese: «Nessuno di noi pensa di essere in vacanza dopo la vittoria contro Pesaro: sabato siamo andati a casa festeggiando una bella prestazione, ma poi abbiamo ripreso a lavorare forte in palestra con l'intensità e la concentrazione che ci ha contraddistinto ogni settimana. Personalmente io proverò a dare sempre una spinta importante: cerco prima di tutto di passare la palla e coinvolgere i compagni e di dare energia alla squadra». Il regista statunitense è certo che Varese affronterà con il massimo della concentrazione la trasferta di domani a Capo d'Orlando. «In questo campionato non esistono partite facili, dobbiamo sempre dare il massimo contro qualsiasi avversario, rispettando il piano partita e lottando con intensità in ogni situazione. La forza di questa squadra è quella di rispettare ogni avversario, sia essa la capolista Milano o l'ultima della classifica. Qualunque sia la squadra da battere servirà sempre un approccio aggressivo e la massima concentrazione». Giuseppe Sciascia
  10. Cinque vittorie in 6 giornate, tra cui 4 scontri diretti, per coronare un sogno playoff alimentato a forza di imprese compiute nella corsa a perdifiato guardandosi le spalle per mettersi al sicuro. L’Openjobmetis ormai certa del posto in serie A per il 2018-19 può celebrare la salvezza più veloce degli ultimi 4 anni: la pratica archiviata a livello aritmetico dopo 24 turni significa aver fatto meglio del Caja I (2014-15, festa alla giornata 27), del Caja II (2016-17, analogamente giornata 26) e dell’era Moretti I (2015-16, giornata 26). Dalla ripresa odierna con la doppia seduta di allenamento per riattivarsi dopo 3 giorni di vacanza si alza l’asticella, pur con un margine di errore limitato vista la necessità di rimontare 2 punti e 3 posizioni in classifica in una bagarre che coinvolge 8 squadre per 4 posti. Sulla carta il calendario può aiutare Varese, che ha già esaurito le sfide contro le 4 grandi Milano, Venezia, Brescia e Avellino. Il percorso delle ultime 6 gare partirà domenica da Capo d’Orlando, snodo cruciale per alimentare l’attuale serie positiva a preludio di due scontri diretti decisivi. Il 15 aprile la squadra di Caja riceverà al PalA2A la Grissin Bon Reggio Emilia, che dopo l’eliminazione dall’Eurocup insegue a sua volta la rimonta playoff contando anche su due recuperi casalinghi (uno dei quali in programma stasera). Partita da vincere con un occhio rivolto anche alla differenza canestri (all’andata -10 al PalaBigi) per presentarsi col vento in poppa il 22 aprile al PalaDozza sul campo della Virtus Bologna, all’andata corsara con beffa a Masnago (+5 all’overtime). Poi il doppio impegno casalingo contro una Brindisi ormai salva (29 aprile) e lo scontro diretto del 5 maggio con Cremona (si parte dal -8 dell’andata) prima della chiusura di mercoledì 9 maggio a Torino (-3 al Pala2A). In pratica la rimonta playoff passa dalle vendette rispetto alle cinque sconfitte consecutive di fine girone d’andata, e dalla necessità di guadagnare un quadro favorevole negli scontri diretti oltre a quello attuale che prevede un 2-0 su Cantù e un 1-1 svantaggioso con Sassari (meno 17 nel doppio confronto). Anche se la quota 32 punti raggiungibile con 5 vittorie - lasciando dunque un margine di errore su uno dei due scontri diretti esterni - potrebbe bastare senza bisogno di classifiche avulse e differenze canestri. Presto per studiare tabelle di marcia parametrate agli avversari visto l’alto numero di scontri diretti ancora da disputare negli ultimi 6 turni. Però il “giochino” della stima dei calendari sommando i punti delle avversarie da incontrare indica che il cammino di Varese è sulla carta il più favorevole (120 punti contro i 122 di Cantù e i 138 di Bologna: Trento ne ha 140, Sassari 154, Cremona 158 e Torino 164). Se la squadra di Caja avrà ancora benzina fisica e psicologica da gettare in campo dopo le 7 vittorie nelle prime 9 giornate del girone di ritorno, la rimonta playoff è difficile ma non impossibile... Giuseppe Sciascia
  11. L'Openjobmetis cala il tris contro Pesaro e prova ad alzaie l'asticella degli obiettivi stagionali. La truppa di Caja festeggia davanti ai 4.365 tifosi del PalA2A la certezza aritmetica della permanenza in serie A, abbattendo con un avvio a tutto gas la resistenza dell'ultima della classe Vuelle. Varese ribadisce la forma smagliante ritrovata dopo gli stop contro Pistoia e Trento sulla base della solita ricetta fatta di intensità difensiva e scelte lucide in attacco. L'appeal inferiore dell'avversaria di turno rispetto alle big Avellino e Sassari non spegne la fame di gloria della formazione biancorossa, che indirizza la partita con un perentorio 26-12 nel primo quarto frutto del consueto mix di aggressività e gestione oculata dei ritmi. Di fatto Ferrerò e compagni "regalano" al fanalino di coda soltanto i primi 5' della ripresa, rientrando molli dagli spogliatoi dopo il rotondo +20 della pausa lunga; ma dopo uno 0-15 scioccante, la compagine di Caja cala nuovamente la saracinesca in difesa (8 punti subiti tra il 24' e il 34' ) e sfrutta appieno la vena balistica dello scatenato Avramovic (10/13 al tiro e 31 di valutazione in 25 ' ) per regalale un'altra serata piacevole ad un PalA2A ormai stabilmente oltre le 4.000 presenze. Anche nella giornata normale di Okoye (9 nei primi 7', poi frenato dai falli) l'Openjobmetis ha saputo trovare protagonisti alternativi in una prova comunque all'insegna della coralità (21 assist col 58% da 2 e il 43% da 3). Conferma importante per l'importanza di Vene negli equilibri tecnici sui due lati del campo (più 33 di plus/mì-nus in 20' per l'estone, limitato nel finale dai postumi del problema ad una caviglia accusata in settimana), mentre Larson e Delas hanno confermato di essersi definitivamente ritagliati la loro nicchia nel sistema di gioco biancoros-so. Il play del Nevada ha saputo alternate bene i tempi della manovra risultando anche pungente al tiro, mentre il lungo croato è stato un efficace regista occulto (5 assist) alimentando la vena offensiva di Avramovic (20 punti nella ripresa) per il break che ha chiuso il match tra terzo e quarto periodo. Vittoria nitida e mai in discussione che premia la serietà del gruppo di Caja nell'interpretare il match con la medesima concentrazione rispetto a sfide più stimolanti. Il tecnico pavese sorride a 32 denti per la salvezza aritmetica conseguita in largo anticipo e premia i giocatori concedendo tre giorni di vacanza. Ma di certo Varese non ha alcuna intenzione di staccale la spina una volta tagliato il traguardo stagionale indicato dalla società. Le 7 vittorie ottenute in 9 gare del girone di ritorno fotografano una squadra in piena salute tecnica e mentale. E i 2 soli punti di svantaggio dalla zona playoff aumentano sogni di gloria impensabili tornando con la mente all' ultimo posto al giro di boa del 14 gennaio. La trasferta sul campo dell' altro fanalino di coda Capo d'Orlando sarà un altro test importante per capire se Ferrerò e soci saranno in grado di alimentare ulteriormente il magic moment in vista dei successivi scontri-verità contro Reggio Emilia e Bologna. Messa al sicuro la serie A anche per il 2018-19, ora l'OJM ha la possibilità di divertire e divertirsi ancora senza affanni. Considerando quota 32 come minima per l'accesso ai playoff, il margine di errore nelle ultime 6 partite è quasi azzerato, ma la fame di questa Varese sembra insaziabile... Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis torna a ruggire lontano dal PalA2A. La truppa di Attilio Caja innalza nuovamente il vessillo corsaro e sbanca il campo di Sassari con una prova scintillante sul piano del gioco (62% da 2 e 58% da 3 con un 107 di valutazione totale). Varese si impone al Pa-laSerradimigni con le armi preferite della Dinamo, giocando una partita sontuosa sul piano offensivo per rispondere a tono alla pioggia di triple dei padroni di casa (17/33 da 3!). biancorossi mettono in difesa le basi dell'impresa, togliendo fluidità nei primi 15' ad un Banco Sardegna in affanno contro l'aggressività e le ripartenze (già 26-40 a metà secondo quarto) con un Okoye a tratti onnipotente (4/6 da 2, 5/8 da 3 e 17 punti a metà gara gara). Poi la squadra di Pasquini sceglie la via della cavalleria leggera, giocando tutta la ripresa con due play e quasi tutto il quarto periodo senza centri. Aprendo il campo per i suoi arcieri fa soffrire più volte la Varese della ripresa, meno frizzante rispetto ai 52 punti dei primi 20' ma comunque sostanziosa nella gestione dei ritmi e delle soluzioni interne per un Cain (3/6 da 2, 6/8 ai liberi e 13 rimbalzi) in versione signore degli anelli. Il valore del colpaccio è acuito dalla qualità della prova di Sassari, che cancella con un 14-0 a suon di triple il nuovo ampio vantaggio ospite (dal 48-62 del 25' al 62-62 del 29'). La maturità dell'Openjobmetis riveduta e corretta, ma soprattutto cresciuta nel corso della stagione facendo tesoro degli errori del girone d'andata, sta nella capacità di non incassare il colpo reagendo sull'asse portante Okoye-Cain (62-70 al 33') e facendo sempre la scelta giusta in attacco con 5 preziosi punti di Ferrerò (73-82 al 37'), mentre il punto esclamativo arriva grazie ad un Wells di inusitata efficacia (8/10 e 4 assist) nello spot di guardia. Il finale è ancora palpitante con Avramovic che fa e disfa in difesa e in lunetta. Alla fine però Varese arriva al traguardo con pieno merito con una vittoria che cancella la "magra" casalinga dell'andata, passando dal meno 21 (peggior sconfitta dell'anno e record negativo di punti segnati) al maggior bottino offensivo stagionale in trasferta. Una conferma che la versione completa della squadra di Caja, con Ferrero ormai recuperato con Delas e Larson inseriti nei meccanismi del collettivo, è ormai in grado di sviluppare stabilmente un volume di gioco di assoluta qualità. Nel girone di ritorno Varese ha totalizzato 12 punti, seconda forza a braccetto di Venezia dietro solo ai 14 di Milano: probabilmente è tardi per sognare i playoff, visto che i punti da recuperare restano 4 con 7 partite ancora in calendario. Caja si concentra sulla possibilità di festeggiare la salvezza a 6 giornate dal termine se i biancorossi batteranno Pesaro con almeno 4 punti di scarto nel turno pre-pasquale. Ma la permanenza in serie A è ormai un risultato acquisito per una Openjobmetis che dopo l'apprendistato del girone d'andata ha ingranato il turbo nella fase discendente. Oggi valgono le emozioni in serie che questa squadra sta continuando a regalare con un basket capace di coniugare organizzazione e divertimento. Sarebbe bello provarle ancora per le 7 giornate rimanenti, sarebbe ancor più bello continuare a provarle anche nel 2018-19 capitalizzando in termini di risorse fresche l'entusiasmo creato da questa Openjobmetis da vertice del girone di ritorno. Giuseppe Sciascia
  13. Attilio Caja indica la rotta alla sua Openjobmetis in vista della trasferta di Sassari. L'ultimo allenatore capace di guidare Varese ad espugnare il PalaSerradimigni (aprile 2015, finì 74-69 con dosi omeopatiche di zona contro i futuri campioni d'Italia guidati da Meo Sacchetti) punta come sempre sulla difesa per non far esaltare il potenziale offensivo del Banco Sardegna. «La ricetta sarà la solita - annuncia il coach biancorosso - servirà una prestazione difensivamente molto attenta, basandoci principalmente sul lavoro di squadra, per evitare di esaltare le loro doti offensive che soprattutto in casa consentono a Sassari di esprimere grandi picchi di rendimento. Non potendo limitarli dovremo contenerli, cercando di resistere ai loro momenti migliori pensando di stare il più possibile agganciati alla partita. Di sicuro non potremo sfidare la Dinamo sul piano del ritmo o di chi segna un canestro più dell'altro; dovremo giocare con la testa scegliendo con lucidità le soluzioni». I biancorossi, annunciati al gran completo al pari del Banco Sardegna che recupera il centrane croato Planinic (assente nelle ultime due uscite), sono attesi da un impegno ricco di insidie sul campo di una Dinamo che davanti al suo pubblico ha vinto 9 partite su 11 : «Ci aspetta un test su un campo impegnativo - aggiunge Caja - Sassari si gioca in casa propria le ambizioni di playoff e dunque sappiamo che ci aspetterà con grandi motivazioni. È comunque una squadra costruita per disputare le coppe, dunque con un organico profondo e competitivo per disputare una stagione di vertice». II tecnico pavese teme soprattutto le doti balistiche di una Dinamo che all'andata sbancò il PaIA2A con un brillante 12/28 da 3: «Gli elementi da tenere d'occhio - sottolinea il tecnico - sono in particolare Bamforth, Stipcevic e Spissu, ma anche Hatcher è un attaccante che ti mette sempre sotto pressione, mentre la recente aggiunta di Bostic sta dando ottimi risultati. Da ala forte c'è un elemento di valore come Polonara che ha dinamicità e tiro e in Italia è uno dei giocatori migliori, mentre sotto canestro Planinic e Jones alternano stazza ed esplosività. Il roster è chiaramente di alto livello». Giuseppe Sciascia
  14. La legge del PalA2A non fa sconti ad Avellino. L'Openjobmetis stende la terza forza Sidigas con una sontuosa prestazione difensiva abbinata ad una serata da 12/27 da 3, e aggiunge gli irpini alla collezione di vittime illustri (leggi Milano e Brescia) costrette ad inchinarsi a Masnago nel girone di ritorno. La superlativa prova balistica di Stan Okoye (26 punti con 12 tiri e 36 di valutazione: record di giornata per il nigeriano) esalta la coralità della truppa di Attilio Caja, che spreme sostanza anche dai discussi Larson e Delas nel rovente finale di una gara ricca di capovolgimenti di fronte. L'avvio tambureggiante con il nigeriano imprendibile dall'arco (15 punti nei primi 15') e le fiondate di Tambone e Vene (silenzioso ma imprescindibile collante sui due lati del campo) per il perentorio 40-22 iniziale fa sognare un possibile "replay" della cavalcata trionfale con Brescia. Avellino però si conferma squadra di rango e trova l'argine alla marea biancorossa: tra le qualità balistiche di Rich, il talento fisico di Wells e una vischiosa zona 2-3 che toglie impeto all'attacco biancorosso, la formazione di Sacripanti ribalta il corso del match dopo l'intervallo. La Sidigas mette anche la freccia nel quarto periodo quando l'attacco di Varese soffre l'eccessiva "palleggiomania" di Wells; la reazione caratteriale dei padroni di casa ribalta però in maniera definitiva le sorti della gara, con un perentorio 10-2 costruito grazie ad una difesa di granito e alimentato con due triple ad altissimo coefficiente di difficoltà di Larson e Okoye (tuffo in avanti battendo di un niente la sirena dei 24 secondi per il 75 -71 che ha lanciato la fuga vincente dei padroni di casa). La pressione sul perimetro dell'inedita coppia Larson-Avramovic e la presenza sotto entrambi i tabelloni di un Delas più coinvolto ed efficace- specie alla luce dei falli di Cain, già a 4 nel finale del terzo quarto - con una serie di giocate sostanzioso, lanciano l'Openjobmetis verso una meritatissima vittoria casalinga a dispetto del 31% dal campo degli ultimi 10'. Due punti che sanno di salvezza anticipata per la formazione di Attilio Caja, capace di ribadire l'empatia ormai consolidata con i suoi tifosi anche alla luce del record stagionale di paganti (4417 rispetto ai 4393 del derby contro Milano). Dopo 5 settimane di digiuno casalingo e nonostante le sconfitte di Pistoia e Trento, i tifosi di Varese confermano di aver ormai sposato senza riserve il basket operaio di Ferrero e soci. Bravissimi a dare un senso compiuto ad una stagione senza velleità di alta classifica attraverso le loro imprese casalinghe contro le grandi della serie A: se Varese macina gioco e triple (48% dal campo e 95-79 in termini di valutazione statistica) passare al PalA2A diventa impossibile anche per una Sidigas capace di chiudere col 52% da 3 (lasciando sul ferro le ultime 4 triple dopo il 13/21 del 35'). Così la spinta dei supporters biancorossi dà la consueta carica di adrenalina alla squadra nonostante la versione "aventiniana" degli Arditi, che hanno lasciato la Curva Nord pochi minuti prima del match (unico segnale di presenza un coro contro Claudio Coldebella, totalmente fuori sintonia col clima in tribuna). Ora la trasferta di Sassari per provare a lavare l'onta della peggior sconfitta stagionale: girata qualche vite per migliorare l'inserimento di Larson e Delas, Varese saprà stupire ancora anche in trasferta? Giuseppe Sciascia
  15. L'Openjobmetis si affida al fattore PalA2A per ritrovare il sapore della vittoria. La truppa di Attilio Caja torna a giocare davanti al suo pubblico dopo 5 settimane, ricevendo la terza forza Avellino (palla a due alle 17) in una sfida ricca di spunti interessanti. Tra la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali e il doppio viaggio concluso a mani vuote a Pistoia e Trento, Masnago non ha più potuto vedere all'opera i biancorossi dalla magica serata dell' 11 febbraio chiusa col perentorio più 28 contro Brescia. Il desiderio di rivedere all'opera la squadra di 'Artiglio", è evidenziata dai 4mila posti già occupati in tribuna ancor prima dell'apertura dei botteghini: i tifosi sognano un'altra impresa casalinga contro una big dopo aver già visto crollare Milano e la Germani sotto i colpi di una Varese arrembante grazie alla spinta del pubblico. Il ritorno di Giancarlo Ferrerò, assenza determinante nell'accorciare le rotazioni nelle ultime due trasferte, sarà una carta importante in più da giocare per il tecnico pavese in una sfida che nell'immaginario dei supporters potrà far rivivere altre emozioni forti. Il sogno playoff scaturito grazie al poker di vittorie che ha inaugurato il girone di ritorno è stato soffocato dal ritorno alla realtà delle ultime due sconfitte, fighe anche del "trapianto" ancora parziale degli ultimi arrivati Larson e Delas sull'oliato telaio del collettivo biancorosso. Ma il pubblico del PalA2A sogna comunque una Varese da corsa e da battaglia fino al termine della stagione, a prescindere dagli obiettivi di classifica che comunque sono ancora ben fissati nella testa della compagine di Caja. Aggiungere un altro scalpo nobile come quello della Sidigas, reduce dalla sudata vittoria di mercoledì in Bielorussia e alla vigilia della partenza per la Lituania per i quarti di FIBA Europe Cup di mercoledì sul campo di Utena, significherebbe un altro passo lungo e ben disteso verso la fatidica quota 22 fissata come determinante per garantirsi la salvezza, togliendo pathos al match casalingo che fra due settimane vedrà comparire a Masnago il fanalino di coda Pesaro. Di sicuro il match di stasera andrà vinto principalmente in difesa, come indicato in sede di presentazione da parte di Attilio Caja impostando una partita a punteggio basso. La Sidigas guida infatti la classifica della precisione sia da 2 che da 3 punti (rispettivamente 57% e 40%) sulla scorta di un roster che nella sua versione completa sembra in grado di farne una delle più credibili antagoniste di Milano nella lotta per lo scudetto. Al momento però gli irpini sono ancora alle prese con l'emergenza nel reparto centri: dei tre uomini d'area a disposizione di Pino Sacripanti, il mastodontico Fesenko è acciaccato, il suo alter ego Ndiaye è out fino a Pasqua e il rientrante Shane Lawal non può certo essere al 100 per cento dopo 20 mesi di stop. La priorità di Varese sarà quella di tenere a stecchetto il capocannoniere Jason Rich (19,6 punti col 40% da 3 per l'ex allievo di Caja a Cremona) e in generale di togliere fluidità alla circolazione di palla irpina con la sua aggressività. Il PalA2A ha voglia di impresa, e Ferrerò e compagni bramano l'abbraccio del pubblico: se squadra e tifosi sapranno esaltarsi a vicenda, abbattere i campioni d'inverno non sarà impresa impossibile. Giuseppe Sciascia
  16. L'Openjobmetis segna ancora il passo lontano dal PalA2A. Secondo assalto esterno a vuoto per la truppa di Attilio Caja: dopo Pistoia anche Trento mette alle corde una Varese ancora priva di capitan Ferrero (solo due scampoli nel secondo quarto prima del forfait imposto dal dolore perdurante alla caviglia destra ammaccata). Tra l'infortunio del capitano e il cambio Delas-Pelle ancora da metabolizzare, evidente l'impatto negativo della lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali sul rendimento della compagine biancorossa. Che ha girato a vuoto per 15 lunghi minuti dopo un avvio tutto sommato promettente, pagando a caro prezzo i 37 punti concessi tra il secondo e la prima metà del terzo quarto ad un'avversaria in gran forma come la Dolomiti Energia (vittoria consecutiva numero 4 per la formazione di Buscaglia pur senza il play titolare Gutierrez). Fatale il passaggio a vuoto di un secondo quarto senza pericolosità interna con 10 errori su altrettanti tiri da 2 punti in una gara nella quale invece l'attacco di Varese ha fatturato col 62%, 53% e 60% nelle altre tre frazioni. La chiave di lettura del primo tempo dai due volti sta tutta nel duello a rimbalzo: Varese comanda nel primo quarto (5-10) e amministra il match su ritmi cadenzati, raccogliendo comunque meno di quanto prodotto con troppi tiri aperti sul ferro per un "misero" più 3 a dispetto del 62% contro 33% nelle percentuali dal campo. Poi Trento sfrutta l'atipicità dei suoi quintetti senza ruoli definiti ma con un eguale tasso atletico: decisivo il 15 -8 a rimbalzo del secondo quarto e la qualità elevata delle conclusioni prese dagli arcieri locali contro gli affanni varesini senza più le soluzioni interne di Cain. Nel complesso Varese ha alzato l'asticella della qualità del gioco rispetto a Pistoia, trovando conferme da un Okoye ormai terminale principe grazie ad un'affidabilità perimetrale costante. E anche stavolta i biancorossi hanno ribadito la forza mentale di una squadra capace di non arrendersi mai, anche quando Trento aveva sparato a raffica dall'arco con i duttili Gomes e Silins per arrivare a più 16 a metà del terzo quarto. Quando Avramovic e Wells hanno preso per mano la squadra sul perimetro, innescando un Vene pungente nei 15' finali, Varese ha ricucito due volte sulla base del suo sistema corale che ha trovato soluzioni alternative al solo Okoye. Alla fine però l'Aquila ha pescato maggior qualità dalla panchina (36 punti contro i 17 del secondo quintetto ospite) con il pungente Franke a piazzare stilettate velenose. Sconfitta complessivamente "onesta" sul campo di una squadra superiore a Pistoia che ribadisce alcuni concetti chiave in vista delle ultime 9 partite della regular season. Prima di tutto, i playoff sono una chimera: per rincorrere i primi 8 posti serve una qualità diffusa che l'attuale Varese - con Larson e Delas fuori fase e il collante Ferrero ancora ai box - non è in grado di esprimere con la sufficiente continuità nel corso dei mesi. In seconda istanza, l'OJM è troppo solida-per spessore caratteriale e volume di gioco corale - per farsi risucchiare nuovamente dalla bagarre salvezza. E dopo un mese esatto di digiuno (ultimo hurrà l' 11 febbraio contro Brescia) utilizzerà i prossimi 7 giorni per andare all'assalto della quotata Avellino, che arriverà al PalA2A reduce dalla battaglia europea di mercoledì a Minsk. Riscatto obbligato? Di sicuro la volontà è quella di voltare subito pagina... Giuseppe Sciascia
  17. L’Openjobmetis prova a sfatare il tabù esterno sul campo della Dolomiti Energia. A Trento (ore 20.30, diretta Eurosport2) la formazione di Attilio Caja farà visita alla lanciata Aquila per cercare di violare l’unico parquet sul quale non ha mai vinto tra i 15 dell’attuale serie A. Missione complicata per i biancorossi contro un’avversaria in serie positiva da 3 turni con due imprese di prestigio pre e post Coppa Italia (vittorie esterne a Brescia e Reggio Emilia) a dimostrare la svolta dopo i travagli iniziali legati al doppio impegno tra campionato ed Eurocup. Varese recupererà capitan Giancarlo Ferrero, assente domenica scorsa a Pistoia in una partita povera di qualità balistica a dispetto della consueta applicazione: il ritorno dell’ala mancina permetterà al coach pavese di avere a disposizione tutti gli effettivi in vista di un match oltremodo impegnativo anche a livello fisico. «Trento è una squadra che gioca con grande energia, aggredendo le linee di passaggio per correre in campo aperto – avverte “Artiglio” - Dovremo essere molto attenti nell’eseguire gli schemi e sulla loro grande intensità che mettono a rimbalzo in attacco. Sarà fondamentale occupare l’area e non concedere canestri facili ad una squadra che può schierare tanti tiratori pericolosi». Di sicuro non ci si deve aspettare un replay della partita di andata, quando Varese schiacciò Trento con un avvio al fulmicotone, imponendosi con un oceanico 93-66 in una gara a senso unico. Rispetto all’andata la Dolomiti Energia ha riabbracciato Dustin Hogue, il piccolo ma potente centro che lo scorso anno fu uno dei protagonisti verso la finale scudetto conquistata sorprendendo la superfavorita Milano. La coppia Hogue-Sutton garantisce alla squadra di Maurizio Buscaglia un importante coefficiente atletico che i biancorossi dovranno limitare anche senza più Norvel Pelle, che nella gara del PalA2A fu un fattore chiave per i padroni di casa. Dunque l’Openjobmetis proverà a dimostrare la sua competitività anche contro una squadra in piena rimonta playoff che non può più permettersi passi falsi al PalaTrento (4 sconfitte finora): «La Dolomiti Energia ci ha abituato già lo scorso anno ad una partenza incerta alla quale ha fatto seguito un girone di ritorno di altissimo livello; sono una squadra, dovremo giocare una partita molto accorta» è la ricetta indicata da Caja. I padroni di casa saranno ancora senza il play messicano Gutierrez; spazio in regia alla bandiera Forray e ruolo da protagonista sul perimetro per il neoazzurro Flaccadori, mentre è recuperata l’esperta ala portoghese Beto Gomes dopo il lieve infortunio al ginocchio di sabato scorso a Reggio Emilia. «Servirà una gara attenta, pareggiando la loro energia e fisicità con una difesa di squadra, mentre in attacco dovremo muovere bene la palla»: così Attilio Caja detta la hnea alla squadra, chiedendo una prestazione più di cervello che di gambe per respingere il prevedibile arrembaggio dei padroni di casa. Giuseppe Sciascia
  18. L’Openjobmetis sbatte contro il ferro del PalaCarrara e chiude a quota 4 la sua serie positiva del girone di ritorno. La truppa di Attilio Caja paga la ruggine accumulata nella lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali, segnando il passo contro una The Flexx affamata di punti salvezza. La sfida tra due squadre simili per volume a rimbalzo (match sostanzialmente pari tra le due regine della specialità) e propensione difensiva è risolta dalle prodezze individuali di Tyus McGee: l’ex campione d’Italia con Venezia, assente all’andata per un infortunio al polso sinistro, respinge la rimonta di Varese con una magia insensata ma vincente da oltre 8 metri. La corsa biancorossa si ferma per via delle modeste percentuali dal perimetro (25% da 3 contro l’11/24 del secondo tempo dei padroni di casa): non basta un super Okoye (9/18 al tiro, 10 rimbalzi e 4 assist) per nascondere le molte insufficienze (Wells e Vene su tutti) e l’esordio decisamente opaco dell’ultimo arrivato Delas. Sicuramente è mancato l’apporto di capitan Ferrero, specialmente in una serata così povera di qualità dalle sue alternative (1/9 in due per Vene e Natali), così come solo nel secondo tempo il volume di gioco prodotto dalle guardie è stato accettabile dopo gli 11 punti totali con 4/15 dal campo dei primi 20’ del poker di esterni di Attilio Caja. Sicuramente non si è vista una bella Varese, soprattutto nel primo tempo dove i tanti errori banali da distanza ravvicinata (40% da 2 nonostante i reiterati tentativi di sfruttare i mis-match dentro l’area) hanno impedito agli ospiti di raccogliere i frutti di una difesa attenta sul perimetro. Altrettanto sicuramente non si è vista una Varese paga delle quattro vittorie consecutive contro le big: la difesa biancorossa è stata all’altezza della situazione, venendo punita prevalentemente in transizione dalle triple di Gaspardo e Moore. E anche stavolta la compagine di Caja non si è mai arresa nonostante un paio di brutte imbarcate (55-48 al 30’ e 64-55 al 36’), rientrando due volte in partita ma venendo due volte respinta dalle triple realizzate dai padroni di casa (a segno due volte allo scadere dei 24 secondi con gli ex Diawara e Mian). Si è però tornati ad un copione classico delle trasferte dei primi due mesi di stagione: buona costruzione della manovra non convertita dall’arco con percentuali troppo basse anche su tiri aperti che hanno impedito a Varese di raccogliere i frutti del volume di gioco prodotto. Va anche detto che la produzione alterna delle guardie ha costretto Caja a ruotarle freneticamente in cerca di continuità giunta solo dopo 25’ da Tambone prima, da Avramovic poi e da Larson nel finale. Insomma una prestazione di tutt’altro spessore rispetto alle imprese precedenti alla pausa; ma di fronte c’era ovviamente un’avversaria affamata di punti e capace di pareggiare l’aggressività messa in campo da Cain e compagni, che invece avevano spesso e volentieri sorpreso squadre più quotate con un approccio mentale graffiante. Le contemporanee sconfitte di Capo d’Orlando e Pesaro (che domenica saranno opposte in un vero e proprio spareggio salvezza) non mutano le distanze rassicuranti dalla zona retrocessione; ora serve recuperare capitan Ferrero e provare a tirare a lucido Delas in vista della trasferta di Trento (squadra di rango ma con due assenze pesanti nell’anticipo di sabato), sarà un test probante per capire quanta fame di gloria ha ancora Varese. Giuseppe Sciascia
  19. La Pallacanestro Varese spazza via la capolista Brescia facendo spellare le mani al PalA2A. Prestazione corale superlativa per la truppa di Attilio Caja, che allunga a quota 4 la serie positiva a dispetto della defezione del suo terminale principe Cameron Wells (dolorante alla mano destra "ammaccata" lunedì al PalaDesio). I biancorossi regalano spettacolo puro ai tifosi in visibilio per il "centello" casalingo contro la seconda miglior difesa del campionato: se all'andata Ferrero e soci raggiunsero a stento quota 67 in 40 minuti, i 63 punti fatturati nei primi 20' stellari confermano il momento magico di una squadra con la "S" maiuscola a prescindere dalle prestazioni dei singoli. L'eroe della serata è Aleksa Avramovic, che stabilisce record in carriera in serie A per punti e triple realizzate; i 20 minuti "spiritati" della guardia mancina, per la prima volta capace di mettere in campo una personalità da serbo, nascondono l'assenza di Wells insieme alla regia accorta di Tyler Larson, che costruisce per i compagni (5 assist) non disdegnando punture velenose dall'arco. Prestazioni di altissimo livello anche per Stan Okoye ( 11 rimbalzi, 4 assist e una costante presenza sui palloni vaganti oltre al 4/7 da 3) e Norvel Pelle, con ogni probabilità alla sua ultima uscita a Masnago (la partenza potrebbe non essere contemporanea all'arrivo di Delas per questioni burocratiche non legate a Varese, ma si tratta solo di formalità) ma comunque determinato a dare il suo contributo fattivo alla causa. Vittoria mai in discussione per la miglior Varese della stagione, capace di interpretare in maniera efficace un piano partita diametralmente opposto rispetto alle tre gare precedenti. Se Venezia, Milano e Cantù erano state messe "nel sacco" con esecuzioni e control game, stavolta i biancorossi hanno sfruttato appieno i giocatori dalle gambe più fresche (non a caso Avramovic, Okoye e Pelle) per mandare fuori ritmo la compassata Germani con cinque Over 30 nel roster. La zona 2-3 utilizzata a lungo da Caja ha tagliato l'asse portante tra Luca Vitali e Dario Hunt; e grazie ad un dominio costante ed incontrastato sotto i tabelloni (Brescia doppiata sul 46-21 ) i padroni di casa hanno trovato svariate soluzioni in velocità. Poi c'è il fattore delle percentuali dall'arco, che ormai per Varese stanno diventando una certezza (47% da 3 nell'esaltante poker di vittorie dopo il 34% del girone d'andata). Alla distanza la fiducia di società, ambiente e dello stesso coach nei confronti dei giocatori che lo hanno seguito (ossia la quasi totalità, eccetto Hollis) viene ripagata ora da una squadra cresciuta nella qualità del gioco rispetto alla fase ascendente della stagione. Così i bian corossi regalano un'altra serata da ricordare ai quasi 4300 tifosi del PalA2A, e veleggiano a più 8 sulla zona salvezza riducendo invece a 2 sole lunghezze lo svantaggio nei confronti dei playoff. Sognare è lecito? Se ne parlerà dopo la pausa, foriera di un altro piccolo re-styling, che comunque non si vedrà in palestra prima della prossima settimana: aver travolto Brescia ha fruttato 7 giorni di riposo assoluto che Attilio Caja ha concesso volentieri alla squadra per tirare il fiato. Poi da martedì prossimo Varese tornerà sul pezzo per preparare la doppia trasferta di Pistoia e Trento: se lo stop non arrugginirà i meccanismi perfetti dei biancorossi di inizio ritorno, allora si potrà davvero guardare in alto. Giuseppe Sciascia
  20. La Pallacanestro Varese va in cerca del poker di imprese nel derby contro la capolista Brescia. Stasera al PalA2A (palla a due alle 20.45 ; diretta Rai-Sport) la formazione di Attilio Caja riceverà la rivelazione Germani nell'impegno che concluderà il ciclo terribile in avvio del girone di ritorno. Dopo tre esaltanti vittorie sovvertendo ogni pronostico, Ferrerò e soci proveranno ad alimentare il magic-moment contro un'altra squadra di vertice. Arrivare a quota 16 al "pit-stop" di 3 settimane per Coppa Italia e Nazionale significherebbe aver già messo in tasca più di mezza salvezza, potendo lavorare senza patemi per completare l'inserimento di Tyler Larson e mettere a punto quello di Mario Delas, che da domani prenderà il posto di Norvel Pelle nello scacchiere tattico biancorosso. Impresa comunque difficile per una Varese che auspica di recuperare Ca-meron Wells, il suo stoc-catore principe nelle ultime tre imprese (19.3 punti di media contro i 10.6 del girone d'andata): l'atleta statunitense, frenato in settimana da un colpo alla mano destra subito nel derby di lunedì a Desio, ha provato ad allenarsi nella seduta pomeridiana di ieri e riproverà nella seduta mattutina. Sicura la sua presenza a referto stasera, da valutare però il suo utilizzo - e in ogni caso la sua autonomia - in funzione delle risposte degli ultimi test pre-partita. Dunque Varese chiederà nuovamente a Matteo Tambone ed Alexsa Avramovic di recitare da protagonisti, come peraltro già accaduto a Venezia e Desio per il play romano e contro Milano per l'esterno serbo, auspicando che Larson possa essersi calato maggiormente nel sistema Caja dopo la prova poco brillante contro Cantù. Sul fronte bresciano resta il punto interrogativo sulla presenza di David Moss: l'ala statunitense, pilastro della difesa che è il reparto migliore della Germani (seconda della serie A a 73,3 punti concessi), è alle prese con una contrattura al bicipite femorale della coscia destra, il suo eventuale impiego al PalA2A sarà decisa in extremis ragionando anche sulla Coppa Italia in programma da venerdì a domenica che vedrà la Leonessa tra le protagoniste. Per Varese il copione tattico sarà sempre il solito delle gare casalinghe: esecuzioni lucide in attacco, ma soprattutto tanta aggressività per spingere sull'acceleratore ed evita- re di "impastoiarsi" contro l'alternanza di difese proposta da coach Diana, che all'andata mandò fuori giri i biancorossi con una vischiosa zona 3-2. Per superare una squadra ricca di veterani come Brescia servirà una Varese arrembante, capace di spegnere la luce del metronomo Luca Vitali e di conseguenza tagliare i rifornimenti all'esplosivo pivot Hunt, mentre sul perimetro oltre al bomber Landry l'emergente Michele Vitali (rivelazione del 2017-18 premiato con la chiamata azzurra per le prossime gare contro Olanda e Romania) sono i punti di riferimento principali. Il PalA2A prepara un ambiente caldo da oltre 4mila spettatori, alimentare l'entusiasmo e scalare un altro gradino in classifica sarebbe il modo migliore per affrontare i lavori in corso in vista nella pausa. Giuseppe Sciascia
  21. Dalle stalle alle stelle nel giro di 3 settimane, con due "Cata Su" consecutivi a spese di Milano e Cantù intonati a 7 giorni di distanza l'uno dall'altro. La colonna sonora della Pallacanestro Varese dopo le prime tre giornate del girone di ritorno è ovviamente Momenti di Gloria: le vittorie contro i campioni in carica di Venezia e le due rivali più tradizionali hanno riacceso emozioni sopite da (troppo) tempo in città. Non è trascorso neppure un mese dalla burrascosa notte dopo la sconfitta di Cremona ai festeggiamenti di lunedì notte alla Schiranna al ritorno vittorioso da Desio della truppa di Attilio Caja. Merito di quel campo che dall'undicesima alla quindicesima di andata ha ripetutamente dato torto a Varese anche quando avrebbe meritato miglior fortuna - vedi le sconfitte beffa contro Bologna e Torino - ma che nelle ultime 3 settimane ha dato ragione a società e staff tecnico su tutte, ma proprio tutte, le strategie di costruzione della squadra e del mercato di riparazione. I cattivi risultati e il caso-Hollis avevano messo in dubbio molte scelte estive, partendo da quella di Wells; alla prova dei fatti però, il sistema Caja ha ribadito tutta la sua efficacia, sia nell'utilizzo della cultura del lavoro quotidiano come punto di riferimento a prescindere dai risultati, che nell'impostazione di una solida organizzazione corale in grado di esaltare le qualità di giocatori scelti da Artiglio perchè adatti al suo modo di lavorare in palestra. Merito anche della società nel non farsi prendere dagli isterismi e forzare i tempi del mercato anche quando la classifica iniziava a diventare preoccupante e nel tempismo nel cogliere l'occasione Vene per rimpiazzare un Hollis ormai corpo estraneo. Come nell'attesa del profilo ad hoc per sostituire Antabia Waller. Sul valore assoluto di Tyler Larson c'è ancora un punto interrogativo; di sicuro però la lunga attesa del nuovo esterno è servita a Tambone ed Avramovic, cresciuti in fretta grazie alle maggiori responsabilità (il romano è passato dai 3,6 punti e 1,1 assist col 10% da 3 delle prime 11 gare ai 7,1 punti e 2,5 assist col 46% da 3 delle ultime 7; il serbo da 7,2 punti col 13% da 3 a 10,1 col 38%). E un Tambone più maturo, con qualche sprazzo di Larson, ha letteralmente rigenerato un Cameron Wells finalmente all' altezza delle aspettative sul piano del rendimento tecnico e della personalità nello spot di guardia. Questa Varese trasformata da zucca in carrozza non certo con la bacchetta magica ma con tanto lavoro e alcuni aggiustamenti, può sognare in grande? Attilio Caja fa giustamente il pompiere e ribadisce la necessità di cogliere il più in fretta possibile le 3 vittorie necessarie per tagliare la fatidica quota 20 punti necessaria per la salvezza. Però l'entusiasmo generato dall'ultimo tris di imprese va capitalizzato fuori dal campo: prima di tutto sotto forma di presenze al PalA2A, tornate stabilmente oltre quota 4000 spettatori di media dopo l'iniziale approccio incerto del pubblico (nei primi due mesi le presenze erano inferiori di 300 unità rispetto al 2016-17) nei confronti dell'indole operaia della squadra di Caja. Ma l'empatia della città nei confronti della squadra dovrà servire da volano anche per il reperimento delle risorse future: i segnali di interesse per un quinto rinnovo del main sponsor Openjobmetis sono un primo effetto significativo prodotto dai risultati del campo, mentre non è legata alle recenti vittorie l'attenzione mostrata da Gianfranco Ponti per la gestione extra-sportiva del club, oltre ai progetti per un settore giovanile di valore internazionale. Ma squadra e società sono strettamente interconnesse: più la truppa di Caja riuscirà ad alimentare l'attuale entusiasmo e ad anticipare la salvezza, prima ci si potrà concentrare sul futuro relativamente alle possibili evoluzioni dell'assetto societario e alle risorse necessarie per far funzionare la macchina biancorossa anche nel 2018-19. Giuseppe Sciascia
  22. La Pallacanestro Varese non finisce di stupire. La compagine di Attilio Caja cala un esaltante tris di vittorie, sbancando il campo della Red October Cantù con una scintillante prestazione balistica (13/27 da 3) a sorreggere il predominio sotto i tabelloni. Biancorossi micidiali in fase offensiva per 30 minuti, alternando triple e soluzioni interne sul campo del miglior attacco della serie A (penalizzato dalla perdita di Culpepper, out per un infortunio alla mano destra al 28'). Ma quando finisce la benzina in attacco (11 punti con 4/17 dal campo negli ultimi 10') Ferrero e compagni si aggrappano alle certezze di una difesa di granito, che esalta un Tyler Cain padrone assoluto delle aree colorate (18 rimbalzi e 4 assist per un sontuoso 32 di valutazione). Nella sparatoria a fari spenti degli ultimi 2' è un rimbalzo d'attacco convertito dal centro del Minnesota a regalare a Varese il terzo hurrà consecutivo. Cain MVP assoluto con la sua capacità di spremere il massimo con intelligenza ed applicazione da un talento fisico e tecnico non di prim'ordine come paradigma di una squadra cresciuta in maniera esponenziale rispetto al girone d'andata nella qualità delle letture offensive. Anche stavolta piace il Cameron Wells in versione guardia, ben supportato da un Tambone ormai certezza non solo in regia ma anche al tiro; e tra le due correzioni in corsa è Siim Sander Vene ad aver garantito per ora il vero salto di qualità, mentre Larson - intraprendente ma ancora intimorito dal clima delle aree italiane - era troppo sintonizzato sul "run&gun" amato da Cantù per guadagnare spazi. Il primo quarto è da stropicciarsi gli occhi per qualità delle esecuzioni e fluidità della manovra, ma i 33 punti con 5/6 da 3 fatturati al primo intervallo - con un picco di 13 lunghezze di margine - non bastano per creare uno strappo deciso visto che Cantù replica con un 6/11 dall'arco alle puntuali chiusure dell'area della difesa varesina. Analogo il copione tattico del secondo quarto con Cantù che segnano 30 dei primi 41 punti dal perimetro (10/17 da 3 nei primi 14' ) e cancella la partenza a spron battuto della squadra di Caja con un 12-0 firmato dagli atipici Buins e Thomas. Poi però i biancorossi azionano di nuovo il freno, e a ritmi più bassi Ferrero e soci piazzano il controbreak di 4-16 che concretizza il nuovo affondo dopo l'intervallo. Parziali e controparziali senza soluzione di continuità a seconda che l'inerzia la impongano le giocate di talento puro di Cantù (freccia in avvio del terzo quarto con l'unica fiammata di Culpepper, tenuto a stecchetto per 20' ) o il control-game di Varese (nuovo affondo con la trazione posteriore Tambone-Avra-movic e un pizzico di zona). Dopo 30' scintillanti però l'attacco ospite va in bambola quando non aggredisce più il ferro e smette di punire i cambi dei quintetti naniformi scelti da Sodini; ma proprio in quel momento Varese dimostra di aver fatto tesoro delle sconfitte in serie nelle volate tra dicembre e gennaio, aggrappandosi alla difesa e cercando soluzioni lucide per mantenere il ritmo sulle cadenze più adatte al basket corale di Caja. Cavalcando il quale Varese si risveglia più vicina alla zona playoff rispetto all'area salvezza (4 punti da recuperare sull'ottavo posto ma 6 di vantaggio sull'ultimo); e dopo l'inatteso quanto meritalo tris Venezia-Milano-Cantù, domenica al PalA2A l'altro big match contro la capolista Brescia darà la misura dei progressi dei biancorossi, che al rientro nella notte sono stati accolti e festeggiati dai tifosi alla Schiranna Giuseppe Sciascia
  23. La Pallacanestro Varese va in cerca di un'altra impresa. Stasera a Desio (palla a due alle 20.45; diletta su Eurosport2) la compagine di Attilio Caja sarà ospite della Red October Cantù nel secondo dei tre derby lombardi consecutivi previsti dal calendario (il ciclo si chiuderà domenica al PalA2A contro la capolista Brescia). Morale alto per i biancorossi dopo i colpacci a spese delle big Venezia e Milano: Ferrero e soci proveranno ad allungare a quota 3 la serie positiva in avvio del girone di ritorno. Partita ricca di insidie per Varese sul campo di un'avversaria trasformata rispetto al meno 31 dell'andata; il messaggio forte e chiaro del coach pavese riguardo la necessità di non rilassarsi fino a salvezza acquisita scongiura il rischio di un calo di tensione dopo le imprese contro Umana ed EA7. E il clima sempre particolare del derby, pur senza la spinta dei tifosi al seguito visto il divieto di trasferta imposto dalle autorità, garantirà motivazioni forti alla squadra in vista di una sfida su un campo difficile (6-2 il record interno della Red October). Il tema tattico della partita sembra scontato: Cantù vanta allo stesso tempo il miglior attacco e la peggior difesa della serie A (87,8 punti segnati e 87,6 subiti), due facce della stessa medaglia per una squadra dal grande talento individuale, votata a spingere stabilmente sull'acceleratore per esaltare il suo potenziale atletico e nascondere un tasso di fisicità non elevatissimo. Il canovaccio del match per la truppa di Caja sarà dunque analogo a quello già utilizzato per battere Venezia e Milano: priorità assoluta il controllo del ritmo, facendo valere la capacità di imporsi nelle battaglie a rimbalzo (Varese è prima a 38,9 di media, la Red October è quella che ne concede di più in serie A, oltre 41 a partita) per evitare di far scatenare le temibili folate della stella Culpepper (18,3 punti di media) e dei compagni di reparto Smith (13.7 punti col 40% da 3) e Chappell (13,2 punti e 6,6 rimbalzi). I padroni di casa recupereranno l'azzurro Burns, assente nelle ultime due gaie a causa di un fastidio al piede destro, ma di nuovo a disposizione di coach Sodini per la sfida di stasera; l'italo-americano (14.3 punti e 9.6 rimbalzi) può giostrare da ala forte a fianco del massiccio Crosariol o da centro insieme al duttile Thomas. Come già accaduto contro Milano però il duello chiave sarà quello di "centrocampo": servono conferme da parte di Cameron Wells e progressi da parte di Tyler Larson - in settimana più coinvolto in prima persona dopo il primo approccio in punta di piedi - per ribadire l'efficacia della nuova trazione posteriore biancorossa nella seconda metà della stagione. Il derby di Desio è un test oltremodo significativo per definire il valore assoluto della Varese riveduta e corretta con le aggiunte di Vene e Larson: se anche una squadra da playoff come l'attuale Cantù, neppure lontana parente della scombinata accozzaglia travolta all'andata dai biancorossi, dovrà inchinarsi al mix di intensità e lucidità prodotta dalla squadra di Caja, allora non è impossibile sognare un filotto come quello post Coppa Italia del 2016-17 che portò alla salvezza anticipata Ferrero e soci. Giuseppe Sciascia
  24. Varese conferma la sua vocazione da ammazzagrandi. Dopo il raid di Venezia, concede il bis imponendo il suo mix di aggressività difensiva e lucidità offensiva alla corazzata EA7. Dopo 50 giorni di digiuno, un PalA2A rovente (record stagionale: 4.393 paganti) vive una serata da ricordare a lungo per le emozioni forti che Ferrero e compagni riescono a trasmettere in 40 minuti adrenalinici. I biancorossi dominano tatticamente il derby contro una Milano inespressiva e conquistano un'altra vittoria tanto insperata quanto meritatissima che permette loro di veleggiare verso acque più tranquille in classifica. Un grigiore acuito dalla rinuncia per turnover a Kuzminskas (preservato per la sfida contro Barcellona) che fa a pugni con la verve riversata in campo da una Varese capace di riprodurre in salsa cestistica l'esito finale del biblico duello tra Davide e Golia. Partita condotta in maniera perfetta da Attilio Caja che spegne le punte ospiti fermando le incursioni di Theodore e Goudelock e imposta una gara in modalità control-game concedendo 72 punti a un'EA7 reduce dai 102 fatturati venerdì scorso contro il Maccabi Tel Aviv. Gara ben impostata sulla carta ma anche giocata con grande energia e lucidità sul campo: le quattro guardie di Varese vincono nettamente il duello di "centrocampo" con i più conclamati avversari e le geometrie oliatissime costruite dagli esterni di casa garantiscono equilibrio ed efficacia alla manovra rispetto alla reiterata staticità di un'EA7 costretta ripetutamente a girare al largo dal pitturato con un modestissimo 10/36 da 3. L'eroe della serata è Cameron Wells che dopo 16 partite da bruco si libera dal bozzolo mentale di dover giocare per i compagni grazie all'arrivo di Tyler Larson e si libra in volo come una splendida farfalla illuminando il PalA2A con una prestazione di rara solidità (8/13 al tiro, 6/6 ai liberi, 7 rimbalzi, 5 assist e 34 di valutazione). I giochi a due tra l'esterno texano e un sostanziosissimo Cain sono la principale risorsa per Varese che trova però spunti decisivi anche da Aleksa Avramovic: tornato nel suo molo ideale di sesto uomo, il serbo incendia Masnago con 11 punti in 4' nel primo affondo del secondo quarto, sfruttando la trazione posteriore con tre guardie per liberare la sua ritrovata capacità di colpire dal perimetro. Attacco solido limitando gli errori a dispetto di un paio di passaggi a vuoto nel finale del terzo quarto e negli ultimi 5', ma soprattutto difesa di granito per negare incursioni al ferro ad una Milano incapace di sfruttare appieno il suo maggior potenziale fisico. Così Varese incassa l'applauso a scena aperta del PalA2A - con tanto di "cata su" finale - per una vittoria in grado di svoltare definitivamente la sua stagione dopo l'acuto del Taliercio. Dopo tante settimane frustranti nel coniugare tanto impegno ma zero punti in classifica, la squadra di Caja ha fatto en plein nelle due partite sulla carta più proibitive. A conferma del fatto che per questa squadra non esistono partite perse in partenza: se Ferrero e compagni riescono a dare il 100 per cento e gli avversari non pareggiano la loro energia, nessuna impresa è preclusa. Soprattutto dopo i correttivi Vene e Larson, più funzionali al sistema rispetto ai predecessori Hollis e Waller. Ora Varese ha imparato a coniugare cuore e testa, e può regalare altre serate esaltanti ai suoi tifosi. Giuseppe Sciascia
  25. La Pallacanestro Varese prova a regalarsi un'altra serata da grande. Dopo il raid scacciacrisi sul campo di Venezia, la truppa di Attilio Caja riceverà stasera (palla a due alle ore 20.45; diretta Tv su Eurosport2) la visita della storica rivale Milano, una delle tre capoliste della serie A e unica rappresentante italiana in Eurolega. Sulla carta il pronostico sembra ancora più chiuso rispetto a domenica scorsa, considerando la schiacciante differenza fisica che la squadra di Simone Pianigiani può esercitare nei confronti di Ferrero e compagni. «Milano ha taglia superiore alla nostra in ogni ruolo; a punteggio alto non possiamo competere, serviranno sacrificio e difesa di squadra per giocare una partita ai 70 punti come all'andata»: così Artiglio indirizza tatticamente il derby numero 176, nel quale una delle attrazioni per i padroni di casa sarà l'esordio del nuovo straniero Tyler Larson. Dopo cinque partite senza la guardia titolare, Varese ha nuovamente ristabilito le rotazioni con 10-uomini-10 grazie all'innesto dell'esterno prelevato da Liegi. «Ma saranno i compagni a dover aiutare Tyler e non viceversa: noi lavoriamo insieme da 4 mesi, lui è qui da qualche giorno e dovrà misurarsi contro una difesa da Eurolega» afferma Caja, a sua volta curioso di scoprire l'impatto del rinforzo. «Il suo primo impatto è da scoprire anche per noi, però mi sento di dire che nelle 13 partite successive al derby di stasera ci sarà utile perchè aggiunge caratteristiche che a noi mancavano». Di certo il cambio tra il campionato belga (secondo marcatore e primo negli assist e nei recuperi) e la miglior difesa della serie A italiana (Milano concede 72,0 punti di media-gara) sarà un test significativo per il nuovo esterno biancorosso. Possibilità che Varese rompa il digiuno casalingo che dura ormai da un mese e mezzo (ultima vittoria al PalA2A il 10 dicembre contro Capo d'Orlando)? Oggettivamente limitate, alla luce del valore complessivo del roster di un'EA7 che, rispetto all'andata, ha aggunto un altro big come Mindaugas Kuzminskas. Il gap non è soltanto tecnico e fisico ma anche economico: Milano lascerà in tribuna i tre stranieri di coppa Tarczewski, M'Baye e Kalnietis più l'infortunato Young, per un costo totale più che doppio rispetto al monte stipendi netti complessivo di Varese. Eppure l'EA7 in Italia comanda ma non domina, vivendo principalmente del talento delle sue punte perimetrali Theodore, Goudelock e Jerrells e del volume a rimbalzo dei lunghi, con Gudaitis come primo riferimento in un duello che si annuncia gustoso con Cain e Pelle. Per la squadra di Caja l'obiettivo è giocare una partita di cuore e testa, come al Taliercio: Milano si può battere solo con una prestazione all'insegna di intensità agonistica ma anche lucidità, facendo valere la coralità offensiva di una Varese operaia contro una collezione di grandi talenti che non sempre riescono a fare sistema come l'attuale Milano. Serve un'impresa ancor più clamorosa rispetto a domenica scorsa, ma Ferrero e soci vogliono onorare l'impegno e il grande pubblico annunciato in tribuna regalando emozioni forti ai tifosi. Giuseppe Sciascia
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