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  1. Riducendo il tutto ai minimi termini - evitando uno spreco di parole che stasera fanno male, malissimo, che si debba scriverle o leggerle o ascoltarle - tutto si dovrebbe risolvere in una scelta di campo: o pro, o contro. O pro o contro quello che finora è stato fatto da società e squadra nel costruire e gestire questa disgraziata stagione. Sulla pelle di una Varese che rischia seriamente di retrocedere, mandando in fumo il lavoro che viene fatto fuori dal campo da chi da anni mantiene difficoltosamente in vita una gloriosa storia lunga 75 anni (il Consorzio), da chi ogni anno si in
  2. La Openjobmetis perde di nuovo, lo fa ancora in casa e contro una avversaria non certo stratosferica, la Treviso operaia di Menetti che però sta centrando tutti i successi che le servono per stare tranquilla. A Varese invece, di tranquillità, non ce ne può essere tanto meno dopo l’incredibile ko per 79-80 contro i veneti: la classifica è sempre più drammatica, nonostante manchi oltre mezzo campionato, perché l’elenco delle occasioni perse è sempre più lungo e quella di oggi è davvero di quelle storiche. Nel dopo partita, comunque, il dg Andrea Conti ha escluso che coach Massimo Bulleri ri
  3. Varese non riesce a smuoversi da quota 6 punti in classifica e resta impantanata nelle zone caldissime della classifica dopo il KO rimediato al “Taliercio” di Mestre, contro una Venezia che ritrova il sorriso dopo una lunga serie di sconfitte e di guai assortiti (tra Covid e infortuni) chiudendo a proprio favore 40′ di testa a testa con i biancorossi. 86-77 alla sirena, un divario bugiardo visto che la Openjobmetis ha avuto (e sprecato) almeno due palloni del sorpasso a 3′ dalla fine o giù di lì, pagando poi a caro prezzo gli ultimi giri di lancette. Nulla da fare quindi per la banda-Bull
  4. Se manca la tecnica, dovrebbe esserci il fisico. Se manca anche il fisico, dovrebbe esserci l’organizzazione. Se mancano tutti e tre, a soccorso basterebbe almeno un po’ di fame. Se anche qui nisba, il destino è segnato. È una Varese nuda quella che esce da una sconfitta pericolosa come quella incassata stasera al cospetto di Reggio Emilia. Quei limiti che la vittoria di Trento aveva nascosto sotto un sottile strato di illusione e che la batosta contro Milano non ha potuto, per ovvie ragioni di opportunità, ri-sottolineare, sono ri-emersi in tutta la loro prepotenza. Con un’aggravante non
  5. Sbilenca da fuori (8 su 32 da 3), travolta da un’avversaria tutt’altro che irresistibile, zavorrata da un play improponibile e non salvata – come in rare altre occasioni – dai suoi veterani. La Openjobmetis perde di nuovo in casa, lo fa in modo fragoroso (76-89) nel modo più che nel risultato e torna a candidarsi per un posto sul fondo melmoso della Serie A di basket. Prova orrenda quella dei biancorossi di Bulleri contro una Reggio Emilia appena onesta, rivale a sua volta rimasta a lungo sotto gli standard del basket guardabile ma brava a imbroccare la fuga giusta e – a quel punto – a recuper
  6. Milano si affaccia da anni come enorme favorita per la vittoria dello scudetto ma forse mai come in questa occasione appare davvero di un altro pianeta rispetto alle contendenti, almeno per quanto si è visto contro Varese (70-96 il risultato finale) che, ovviamente, gioca per obiettivi ben più terra-terra e che non ha potuto opporre granché alla AX Exchange allenata da Ettore Messina. Davvero troppo il divario tecnico e fisico messo in campo dalle due formazioni nonostante il turnover obbligato dell’Olimpia che deve ogni volta rinunciare a tre uomini del gruppo straniero oltre a un Brooks
  7. Su un campo che fino a oggi aveva regalato solo amarezze, e pure qualche batosta, la Openjobmetis strappa la seconda vittoria esterna della stagione, il secondo successo consecutivo e due punti che vanno a consolidare una classifica che fino a domenica scorsa lasciava parecchie preoccupazioni. Varese passa a Trento, 74-77, riacciuffando una partita che era quasi vinta ma che poi era incredibilmente tornata in bilico nel corso dell’ultimo minuto. A spazzare via le nubi però, ci ha pensato Toney Douglas: l’americano, anche discusso dopo certe partitacce recenti, ha completato una gara clamo
  8. C’è poco da ridere, in casa Openjobmetis, nonostante la vittoria su Roma che permette ai biancorossi di interrompere a quota cinque la serie di sconfitte consecutive. 98-88 il risultato che è la miglior cosa di una serata faticosa, per certi aspetti surreale e soprattutto molto triste: Jalen Jones, il giocatore appena acquistato per ridare vigore alla squadra si è infatti infortunato in modo grave subito dopo aver esordito. Poco dopo la metà del primo periodo, e dopo 31” di gioco effettivo, Jones è ricaduto in modo strano sulla gamba sinistra e ha subito segnalato un guaio: la prima occhi
  9. Il contatore delle battute d’arresto arriva a cinque, con la terribile prospettiva di non volersi fermare. La trasferta di Pesaro finisce come tutte le precedenti partite da un mese a questa parte per la Openjobmetis, con una sconfitta sulla quale c’è poco da recriminare: il punteggio finale premia regolarmente gli avversari (85-78 il risultato per la Carpegna Prosciutto) e lascia solo l’amaro in bocca per gli appassionati di fede varesina. Che sono, ancora una volta, costretti a interrogarsi sul rendimento di una squadra dove continuano a emergere i difetti di costruzione a partire – sta
  10. È uno schianto di proporzioni bibliche, quello della Openjobmetis in terra di Sardegna. Uno sfascio che lascia sgomenti e preoccupati i tifosi, increduli davanti a una squadra che viene completamente travolta nei primi 20′ di gioco da una avversaria sì forte – ci mancherebbe – ma pure mutilata, il Banco di Sardegna, presentatosi in campo senza tre giocatori (due infortunati e uno positivo al Covid), senza allenatore (Pozzecco) e che ha pure perso un titolare – Burnell – espulso nel terzo periodo. Certo, che a basket si possa giocare e vincere anche in sette/otto ce lo aveva già dimostrato
  11. La terza sconfitta consecutiva della Openjobmetis in campionato è, tutto sommato, la più accettabile vista la caratura dell’avversaria di turno, una Virtus Bologna costruita per fare strada in Europa e per provare a insidiare Milano in Italia. Ma non per questo, il KO dei biancorossi di Bulleri fa meno male (72-85 il risultato), vista la rivalità storica con le Vu Nere e la necessità di fare punti per una classifica che da magica si è presto trasformata in preoccupante. Per battere la Segafredo, Varese avrebbe avuto bisogno di una partita con i motori al massimo, o comunque di una prova r
  12. Oltre ventun’anni dopo, la Pallacanestro Varese torna a vincere sul parquet della Fortitudo Bologna. Certo, i biancoblu per lungo tempo non sono stati in Serie A, ma fa una piacevole impressione accostare il successo di allora – con i Meneghin, i Pozzecco, i Mrsic e i De Pol in campo – a quello di stasera. 83-88 il risultato, con la Openjobmetis che riesce a mettere nel sacco la Lavoropiù (beh, ci starebbe un premio partita dello sponsor…!) risalendo anche da uno svantaggio rilevante, 67-58 a 11′ dalla fine. L’impresa, tra l’altro, arriva in una serata non certo scintillante per Scola (fa
  13. L’Openjobmetis prova a regalarsi una serata da grande nel turno inaugurale della stagione 2020/21. Oltre otto mesi dopo l’ultima partita di campionato giocata in casa, le porte dell’Enerxenia Arena si riaprono - sia pure con ingressi rigidamente contingentati - per la sfida contro la quotata Germani Brescia. Palla a due alle 17 (diretta streaming su Eurosport Player) per il primo derby lombardo di un campionato tutto da decifrare, tra gli 8 volti nuovi affidati al debuttante Massimo Bulleri e la situazione sempre più indecifrabile degli accessi dei palasport. Il mini sold out dei 700 spet
  14. Fip e Lega Basket mettono la parola fine sul campionato di serie A 2019/20. Ufficiale la conclusione della stagione del massimo torneo di basket: l’assemblea dei 17 club professionistici ha trasmesso a Gianni Petrucci le valutazioni sulle prospettive di una eventuale ripresa dell’attività, e in seguito alle indicazioni ricevute dall’organismo presieduto da Umberto Gandini, il numero 1 della pallacanestro italiana ha definitivamente detto stop. «Considerato che dai DPCM e dalle ordinanze emesse non emergono date certe circa la possibilità di ripresa dell’attività sportiva in condizioni di
  15. L'Openjobmetis si spegne sul più bello nello spareggio per l'ottavo posto sul campo della Fortitudo Bologna. La truppa di Attilio Caja cede in volata contro una Pompea trascinata dai suoi veterani Aradori, Mancinelli e Stipcevic per piegare una Varese bifronte sul piano balistico. I biancorossi giocano un primo tempo offensivamente scintillante (48 punti con 7/9 da 2 e 10/21 da 3) fino a quando Mayo ispira tutti con le sue giocate da regista puro; poi l'ex di turno croato gli fa sentire il fiato sul collo tra raddoppi e malizie, e Josh -nella prestazione tecnicamente migliore dell'ultimo mese
  16. L'Openjobmetis pianta nuovamente il vessillo biancorosso all'Enerxenia Arena. Regola con autorità Trieste inaugurando con un franco successo il cammino casalingo del 2020 e ritrova l'applauso della sua gente al termine di una prestazione mediamente consistente, con il collettivo determinante nel garantire una produzione balistica sostanziosa (64% da 2 e 40% da 3 con un ultimo quarto da 0/6). Varese riempie la gerla con un attacco frizzante a dispetto del fuorigiri degli ultimi 8', ma la spinta decisiva per abbattere un'Allianz ben più competitiva rispetto all'andata arriva quando l'OJM al
  17. L'Openjobmetis sfiora soltanto l'impresa sul campo della seconda forza Sassari. Resa in volata per una bella Varese sul parquet del PalaSerradimigni: la truppa di Attilio Caja non corona una rimonta tutta grinta e triple dal-14 del 23'al+2 del 37' subendo un decisivo 2-10 negli ultimi 150 secondi. Ma a fine gara si alza forte la rabbia del clan biancorosso nei confronti della direzione arbitrale: sotto accusa vanno i 18 tiri liberi (a zero ! ) dell'ultimo quarto tirati dal Banco Sardegna, che dal canestro del 79-74 segnato da Bilan a 6'14" dal termine del quarto periodo ha messo punti a tabell
  18. L'Openjobmetis inizia il 2020 con un brillante raid davanti ai 5.000 del Pala Verde. Colpo esterno a Treviso per la formazione di Caja che torna a festeggiare in trasferta celebrando sotto i 60 tifosi al seguito de Il Basket Siamo Noi il secondo acuto esterno del girone d'andata oltre 3 mesi dopo quello inaugurale a Trieste. Il mal di trasferta delle ultime 6 sconfitte in fila lo guarisce un Jason Clark strepitoso, che guida Varese col piglio del bomber di razza al termine di una partita in grado di consacrarne le qualità dopo mesi da oggetto misterioso, tanto da non chiudere del tutto la
  19. II fortino dell'Enerxenia Arena salta sotto la pioggia di missili della Dolomiti Energia. Chiusa a quota 6 la serie positiva casalinga dell'Openjobmetis: il record stagionale di triple realizzato da Trento (17/34 totale di cui 12/24 nei primi 20') permette al team di Brienza di sbancare con merito Masnago. Varese chiude il 2019 senza l'ultimo acuto interno in una partita che fotografa nitidamente i suoi limiti attuali contro una squadra d'alto rango come l'Aquila, sia pure alla sua prima partita stagionale ai livelli del suo potenziale. Il gruppo di Caja sbatte più volte contro il muro di
  20. L'Openjobmetis impone il marchio di fabbrica della sua versione Enerxenia Arena anche contro Pistoia. Sesta vittoria casalinga consecutiva per la truppa di Attilio Caja, che schianta l'OriOra rifilando il maggior scarto stagionale ai toscani, a digiuno per l'ottava volta in versione viaggiante, e ribadendo l'elevato spessore del suo rendimento casalingo. Questione di aggressività, energia e grinta, con la difesa che concede il 30% dal campo ai toscani grazie a una efficace staffetta in grado di tenere a stecchetto il temuto Petteway. Ma anche questione di qualità nelle esecuzioni, col 59%
  21. L'Openjobmetis naufraga malamente sul campo di Cremona e vede allontanarsi il sogno Final Eight. Si allunga a quota 6 la serie negativa lontano da Masnago: la peggior Varese della stagione si fa mettere sotto sul piano atletico, fisico e agonistico da una Vanoli più grintosa a dispetto delle assenze di Diener, Mathews e Stojanovic. L'effimero più 9 d'inizio secondo quarto finisce presto sommerso dalla marea crescente prodotta dal moto perpetuo della squadra di Sacchetti, che toghe completamente fluidità alla manovra biancorossa e impone una supremazia soverchiarne dentro l'area (38-22 i p
  22. L'Openjobmetis fa cinquina all'Enerxenia Arena e rimane agganciata al treno delle Final Eight. La formazione di Caja allunga la sua striscia vincente casalinga e tiene a quota zero il fanalino di coda Pesaro, domata con un finale all'insegna dell'aggressività e del sacrificio dopo un'inedita versione "sparatoria all'OK Corral" nei primi 28 minuti. Varese gioca una partita leggera per lunghi tratti, affidandosi all'attacco (record stagionale i 103 punti a referto) più che alle abituali certezze difensive: il primo tempo chiuso sul 56-54 concedendo il 73% da 2 è totalmente contrario alle ab
  23. Il clima del derby contro Cantù non guarisce il mal di trasferta dell'Openjobmetis. La truppa di Caja allunga a quota 5 la sua serie negativa lontano da Masnago, subendo la maggior freschezza atletica dell'Acqua San Bernardo che in attesa del talento di Joe Ragland (regalo extra di uno sponsor che impiegherà l'ex Milano come testimonial) abbatte una Varese opaca e poco reattiva in ogni aspetto del gioco. Ossia una squadra diametralmente opposta a quella che aveva schiantato Roma sul piano dell'intensità e dell'energia, mentre ieri si è fatta mettere sotto in ogni situazione legata a vigore e f
  24. L'Openjobmetis banchetta a suon di triple contro Roma nel lunch match che ribadisce la legge dell'Enerxenia Arena. Quarta vittoria casalinga consecutiva per la compagine di Attilio Caja, che spazza via una inconsistente Virtus grazie alla fiammata iniziale (10/12 da 3 nei primi 13 minuti ! ) e dilaga fino al più 30 finale, quarto scarto oceanico della stagione dopo quelli rifilati a Trieste, Fortitudo Bologna e Brindisi. Match a senso unico dominato per 40 minuti filati da una Varese concentratissima nell'imporre il suo ritmo indiavolato agli avversari. Il marchio di fabbrica è quello abi
  25. Openjobmetis troppo forte per rischiare nella bagarre salvezza ma ancora troppo poco consistente per inserirsi nella volata playoff. Questo il verdetto espresso dalle prime 10 giornate - per Varese 9 gare contando il turno di riposo già scontato - di una serie A dalla classifica solo apparentemente compatta, ma in realtà pronta a spaccarsi in tre tronconi. Da una parte le superbig, partendo da Milano e Bologna ma proseguendo con Sassari e Venezia che pur senza vittorie esterne è destinata a salire di tono; dall'altra il gruppo in coda composto da Cantù, Trieste, Pistoia e Pesaro che per qualit
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