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  1. Contro una squadra pensata per fare i playoff da outsider di lusso, non basta presentarsi in campo parlando di buoni propositi. La Openjobmetis, senza più nulla da chiedere al campionato, viene battuta nettamente a Brindisi (108-84), lottando al minimo sindacale e accompagnando la banda di Frank Vitucci al secondo posto – meritato – in classifica quando per la stagione regolare suona il gong. Il risultato del PalaPentassuglia è inappellabile e duro: certo, non ci si aspettava da Varese una resistenza all’ultimo sangue, anche perché la differenza di motivazioni era netta al momento della contes
  2. L’Openjobmetis è tornata in palestra per preparare l’ultimo atto della stagione 2020/21. Obiettivo ancora lontano quello di lunedì 10 maggio a Brindisi, e pertanto riattivazione oltre la metà della settimana con 3 giorni di lavoro - oggi data segnata col circoletto rosso per le 41 candeline spente da Luis Scola - in vista del ritorno al regime normale da martedì prossimo. Ma nel turno finale della regular season c’è in palio la pur piccola “speranziella” di conquistare l’accesso ai playoff, rimontando in soli 40 minuti dall’attuale quattordicesimo all’ottavo posto. Ovviamente questa possi
  3. Un po’ un sospiro di sollievo, un po’ una occasione mancata ma l’obiettivo prioritario era la salvezza e questa Openjobmetis l’ha raggiunta al 29° turno, il penultimo, nonostante la sconfitta interna (73-79) contro una Trieste pimpante e aggressiva. La notizia migliore per Varese arriva quindi da Bologna dove la Fortitudo di un ottimo Banks – cuore biancorosso – infilza Cantù in uno spareggio senza ritorno e manda in Serie A2 i brianzoli, almeno in attesa di decisioni a tavolino. Ma la sostanza è quella: sul campo la OJM è salva grazie a tre mesi nella quale la squadra di Bulleri è riuscita a
  4. È un ruggito strepitoso quello che da Treviso rimbomba fino a Varese. Il ruggito di una squadra, la Openjobmetis, che non ha nessuna intenzione di farsi risucchiare sul fondo della classifica e che, dunque, piazza una vittoria roboante nell’affollatissima volata per la salvezza. Contro una De’ Longhi intenzionata a dare seguito a una striscia positiva che durava da sei partite, Varese ha la sfrontatezza, il coraggio e gli attributi per segnare 103 punti (a 94) in trasferta, di vincere il testa-a-testa a rimbalzo e di piegare la formazione di Menetti già certa di disputare i playoff. Se Mi
  5. Sembrava la sceneggiatura perfetta per una vittoria thrilling. Un errore, un’altra occasione, la palla che finisce con i giri giusti a Luis Scola e la tripla dall’angolo scoccata in buon equilibrio dal campione argentino per firmare la vittoria a fil di sirena. Un film intrigante, ma senza il lieto fine: Varese perde in casa con Venezia (75-77) e si ritrova di nuovo a guardarsi le spalle, perché quel tiro di Scola, purtroppo, si spegne sul ferro consegnando il successo ai lagunari di De Raffaele. Un epilogo molto molto amaro al termine di una lunga ed equilibratissima battaglia in cui l’U
  6. Si ferma a quattro la più lunga striscia vincente della Openjobmetis in questa stagione ed è uno stop doloroso e amaro. Doloroso perché a battere Varese è una diretta concorrente per la lotta per non retrocedere, Reggio Emilia (che tra l’altro ha il 2-0 nel confronto diretto), amara perché la sconfitta arriva per mano di Attilio Caja, tecnico della Unahotels con il dente avvelenatissimo da ex di turno (tanto da non salutare lo staff varesino prima e dopo l’incontro, a quanto spiegano i presenti). Clamorosa, la prova balistica dei reggiani, trascinati dalla vecchia volpe Petteri Koponen: b
  7. Dall’inferno alla favola in quattro mosse: dopo Sassari, Pesaro e Trento la Openjobmetis cala il poker e lo fa nella maniera più bella, sperata, sognata. Espugnando cioè Milano in un derby pazzesco, emozionante, vibrante fino allo scadere, deciso da una magia di Ruzzier a 8” dalla fine – canestro più fallo, con arbitri in dubbio su cosa assegnare – e da un errore di Gigi Datome sull’ultimissimo assalto milanese al ferro. Sul tabellone luminoso di Assago brillano quattro cifre, 81-83, e c’è da stropicciarsi gli occhi per non restare abbagliati dal risultato finale. Varese vince, Varese vin
  8. Non sappiamo dove sia sparita la Openjobmetis impacciata, sprecona, timida di cui vi abbiamo parlato fino a qualche tempo fa. Non lo sappiamo e non ci interessa perché questa nuova versione biancorossa riesce a regalare emozioni che parevano sopite e soprattutto è capace di correre un po’ più in alto rispetto al precipizio chiamato retrocessione. Varese travolge anche Trento (88-70), riservando ai bianconeri un trattamento ancora più potente di quanto fatto con Sassari e Pesaro, intasca il terzo successo consecutivo – tutti in casa – e almeno per questa volta non chiuderà la giornata nel drapp
  9. La metamorfosi è completa sia per quanto riguarda il gioco sia (speriamo vada avanti così) per i risultati. La Openjobmetis replica il bel successo ottenuto con Sassari battendo anche Pesaro (81-68) con una certa autorevolezza, soprattutto respingendo ogni tentativo di rientro dei marchigiani, bravi in più occasioni a provare la rimonta ma costantemente stoppati dalla squadra di Bulleri. “Stoppati” è il termine giusto visto che Varese ha fortificato la propria difesa, fino a poche partite fa grande tallone d’Achille, ed è evidente che la presenza di Egbunu in mezzo all’area stia dando par
  10. Graffiante in difesa, precisa al tiro, attenta a variare le soluzioni in fase d’attacco: è una Openjobmetis inattesa e per certi versi inedita quella che sorprende Sassari (89-74) e si guadagna due punti d’oro nella corsa salvezza con una partita – finalmente – di grande valore. La squadra di Bulleri, spesso sforacchiata dalle avversarie, tiene a soli 74 punti segnati l’attacco del Banco Sardegna, ovvero il migliore della Serie A, costringendo alla resa il grande ex Gianmarco Pozzecco e una squadra che arrivava da otto successi consecutivi in campionato. Sul match hanno pesato le assenze
  11. La quattordicesima sconfitta in 19 partite della Openjobmetis di quest’anno – mettiamo subito le cifre che fanno malissimo ma forse vanno tenute a mente – arriva sul campo della Virtus Bologna (85-76) ma non è poi tanto diversa da quella di due settimane fa, in casa contro l’altra formazione del capoluogo emiliano, la Fortitudo. Una partenza a razzo, con mani torride e triple ben costruite, seguita da un lungo deserto di idee e di canestri (appena 8 punti nel secondo periodo con 1/11 da 3: è il manifesto della sconfitta) che fanno crollare le – già poche – speranze e permettono all’avversaria
  12. Trovare una logica in sì tante illogicità stasera è davvero un’impresa. Ci proviamo per induzione. 67 punti segnati sono la peggior prestazione offensiva della stagione, al pari di quella esperita a Cremona. Era il 18 ottobre 2020: dopo 4 mesi Varese ha riscoperto cosa voglia dire non avere un’alternativa offensiva a Luis Scola. Lo ha riscoperto contro la valenza in retroguardia più inaspettata delle tante ospitate qui a Masnago: quella di una Fortitudo considerata farfallona quasi per antonomasia. È stata una grande lezione di coach Luca Dalmonte: anche chi non è portato per difendere pu
  13. Sette giorni dopo la clamorosa e intensissima vittoria su Cremona, la Openjobmetis riveste i panni dimessi già mostrati prima del focolaio di Covid, quelli per intenderci indossati nelle sciagurate sconfitte interne con Reggio Emilia e Treviso. Il teatro è lo stesso di allora, l’Enerxenia Arena, dove questa volta passa la Fortitudo Lavoropiu in modo netto e meritato (67-79): se questa doveva essere una partita-salvezza, beh, basta valutare risultato e andamento per capire quale sia la squadra che rischia pericolosamente la retrocessione e quella che invece è destinata a mesi più sereni (ammess
  14. Con poca benzina nel motore, la Openjobmetis chiude a due la propria striscia di vittorie senza riuscire a compiere l’impresa sul campo di Brescia. Il recupero della prima giornata di ritorno è vinto senza grossi problemi dalla Germani (98-83) che comanda nel punteggio dall’inizio alla fine e consolida così una classifica che va via via migliorando sotto la guida tecnica di Maurizio Buscaglia. Sarebbe però sbagliato pensare a una partita a senso unico, nel senso che – pur con le armi spuntate – Varese non ha rinunciato a giocare, tenendo il campo con dignità nei primi due periodi e anche aggra
  15. Assurda, pazzesca, tremenda, favolosa, irreale: scegliete voi l’aggettivo per definire la vittoria della Openjobmetis – la seconda consecutiva, in appena 4 giorni – ai danni della Vanoli Cremona. 110-105 il finale che contiene in sé tanti dei termini di cui sopra: un punteggio per raggiungere il quale sono serviti due tempi supplementari e una infinità di colpi di scena dall’una e dall’altra parte. Alla fine la spunta Varese, tornata così nel giro di un amen in piena lotta-salvezza dopo che la sconfitta di Cantù aveva allontanato la squadra di Bulleri dal gruppo delle altre pericolanti. N
  16. Dite la verità: vi ricordavate ancora come si fa a esultare dopo una partita vinta della Openjobmetis? Dopo un digiuno infinito, questa sera quell’antica gioia è tornata d’attualità, perché Varese è riuscita a conquistare i due punti, per di più sul campo amico di Masnago che era tabù dalla prima giornata con Brescia, eccezion fatta per il successo poi cancellato contro Roma. A cadere è la Brindisi di Vitucci, rimontata e superata sino al 76-74 finale, un punteggio rimasto in bilico fino a che l’ultimo tentativo – di Darius Thompson – è andato largamente sbilenco, evitando un’altra beffa ai co
  17. Varese 6, Cantù 10 con lo scontro diretto a favore. Il dato peggiore espresso dal derby (97-82) è quello relativo alla classifica, con i brianzoli che staccano la Openjobmetis e la rendono l’ancor più solida candidata all’ultimo posto della Serie A. Quello che significa retrocessione, per intenderci, se non cambieranno le regole e le decisioni. Il confronto diretto di Desio non fa che confermare i timori della vigilia: una Varese tutto sommato volenterosa non si sottrae al confronto e anzi regge il match praticamente alla pari fino alla terza sirena, come era accaduto mercoledì a Trieste.
  18. Coraggio, volontà, faccia tosta. La Openjobmetis onora al meglio il suo ritorno alle gare ufficiali a un mese dall’ultima apparizione (l’assurdo match con Treviso), perdendo a testa altissima il recupero di campionato con l’Allianz Trieste. Per oltre mezz’ora la squadra di Bulleri resta in partita nonostante condizioni che non si possono neppure definire precarie: sette giocatori senior presenti (nessuna guardia), 25 giorni senza allenamenti di gruppo, cinque uomini appena usciti dal tunnel-coronavirus e tre “under” in campo di cui due utilizzati con minutaggi elevati. Una situazione che
  19. Riducendo il tutto ai minimi termini - evitando uno spreco di parole che stasera fanno male, malissimo, che si debba scriverle o leggerle o ascoltarle - tutto si dovrebbe risolvere in una scelta di campo: o pro, o contro. O pro o contro quello che finora è stato fatto da società e squadra nel costruire e gestire questa disgraziata stagione. Sulla pelle di una Varese che rischia seriamente di retrocedere, mandando in fumo il lavoro che viene fatto fuori dal campo da chi da anni mantiene difficoltosamente in vita una gloriosa storia lunga 75 anni (il Consorzio), da chi ogni anno si in
  20. La Openjobmetis perde di nuovo, lo fa ancora in casa e contro una avversaria non certo stratosferica, la Treviso operaia di Menetti che però sta centrando tutti i successi che le servono per stare tranquilla. A Varese invece, di tranquillità, non ce ne può essere tanto meno dopo l’incredibile ko per 79-80 contro i veneti: la classifica è sempre più drammatica, nonostante manchi oltre mezzo campionato, perché l’elenco delle occasioni perse è sempre più lungo e quella di oggi è davvero di quelle storiche. Nel dopo partita, comunque, il dg Andrea Conti ha escluso che coach Massimo Bulleri ri
  21. Varese non riesce a smuoversi da quota 6 punti in classifica e resta impantanata nelle zone caldissime della classifica dopo il KO rimediato al “Taliercio” di Mestre, contro una Venezia che ritrova il sorriso dopo una lunga serie di sconfitte e di guai assortiti (tra Covid e infortuni) chiudendo a proprio favore 40′ di testa a testa con i biancorossi. 86-77 alla sirena, un divario bugiardo visto che la Openjobmetis ha avuto (e sprecato) almeno due palloni del sorpasso a 3′ dalla fine o giù di lì, pagando poi a caro prezzo gli ultimi giri di lancette. Nulla da fare quindi per la banda-Bull
  22. Se manca la tecnica, dovrebbe esserci il fisico. Se manca anche il fisico, dovrebbe esserci l’organizzazione. Se mancano tutti e tre, a soccorso basterebbe almeno un po’ di fame. Se anche qui nisba, il destino è segnato. È una Varese nuda quella che esce da una sconfitta pericolosa come quella incassata stasera al cospetto di Reggio Emilia. Quei limiti che la vittoria di Trento aveva nascosto sotto un sottile strato di illusione e che la batosta contro Milano non ha potuto, per ovvie ragioni di opportunità, ri-sottolineare, sono ri-emersi in tutta la loro prepotenza. Con un’aggravante non
  23. Sbilenca da fuori (8 su 32 da 3), travolta da un’avversaria tutt’altro che irresistibile, zavorrata da un play improponibile e non salvata – come in rare altre occasioni – dai suoi veterani. La Openjobmetis perde di nuovo in casa, lo fa in modo fragoroso (76-89) nel modo più che nel risultato e torna a candidarsi per un posto sul fondo melmoso della Serie A di basket. Prova orrenda quella dei biancorossi di Bulleri contro una Reggio Emilia appena onesta, rivale a sua volta rimasta a lungo sotto gli standard del basket guardabile ma brava a imbroccare la fuga giusta e – a quel punto – a recuper
  24. Milano si affaccia da anni come enorme favorita per la vittoria dello scudetto ma forse mai come in questa occasione appare davvero di un altro pianeta rispetto alle contendenti, almeno per quanto si è visto contro Varese (70-96 il risultato finale) che, ovviamente, gioca per obiettivi ben più terra-terra e che non ha potuto opporre granché alla AX Exchange allenata da Ettore Messina. Davvero troppo il divario tecnico e fisico messo in campo dalle due formazioni nonostante il turnover obbligato dell’Olimpia che deve ogni volta rinunciare a tre uomini del gruppo straniero oltre a un Brooks
  25. Su un campo che fino a oggi aveva regalato solo amarezze, e pure qualche batosta, la Openjobmetis strappa la seconda vittoria esterna della stagione, il secondo successo consecutivo e due punti che vanno a consolidare una classifica che fino a domenica scorsa lasciava parecchie preoccupazioni. Varese passa a Trento, 74-77, riacciuffando una partita che era quasi vinta ma che poi era incredibilmente tornata in bilico nel corso dell’ultimo minuto. A spazzare via le nubi però, ci ha pensato Toney Douglas: l’americano, anche discusso dopo certe partitacce recenti, ha completato una gara clamo
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