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  1. La Pallacanestro Varese non inverte la rotta sul campo della tonica Vanoli di Meo Sacchetti. Quarta sconfitta in fila e settima nelle ultime 8 gare per la compagine di Attilio Caja, che paga dazio ai suoi limiti offensivi anche sul campo della lanciata Cremona (terza vittoria in fila e sogno di aggancio in extremis alle Final Eight di Coppa Italia). Destino per certi versi annunciato per i biancorossi, costretti per la terza partita consecutiva a regalare la guardia titolare in attesa di pescare il jolly giusto su un mercato asfittico. In verità anche i padroni di casa hanno dovuto rinunciare a Drake Diener; ma la Vanoli ha due stelle conclamate come il mitragliere Johnson Odom e l'azzurro Fontecchio, ai quali chiedere fatturato offensivo "per sé" nelle pieghe del consueto basket "arioso" impostato da Meo Sacchetti. Al contrario a Varese manca una punta designata in una serata nella quale il top-scorer ospite finisce a quota 12: la costruzione del gioco non è disprezzabile, ma tanti errori banali - in contropiede e nella finalizzazione a difesa schierata - indicano che il problema non è strutturale, ma congiunturale. La truppa di Caja paga lo "zero al quoto" del suo punto di riferimento Stan Okoye, che chiude con 0/8 al tiro (di cui 0/6 all'intervallo) una gara condizionata dall'infortunio al mignolo della mano destra nell'azione inaugurale che ha portato alla schiacciata del 2-0 di Sims. Senza il fatturato dell'ala nigeriana e con l'imperscrutabile Wells che torna a giocare in modo anonimo, all'attacco di Varese mancano semplicemente gli uomini per finalizzare tutto il lavoro compiuto senza staccare la spina anche nei momenti peggiori dalla squadra. In questa versione senza Waller e con i due eroi di Brindisi fuori fase, semplicemente troppo povera di talento per reggere alle folate di una Vanoli che nel secondo tempo ha pescato eroi a sorpresa come i vari Ruzzier, Portannese e Ricci. Tra le note positive per i biancorossi, oltre alle prove di sostanza di Tambone a fianco di capitan Ferrero, ci sono gli spunti promettenti mostrati da Siim Sander Vene, col quale la truppa di Caja ha ricucito dal meno 13 del 20' al meno 3 del 28'. Poi l'estone ha finito la benzina (lunga inattività agonistica) e la Vanoli ha trovato lo spunto vincente quando Sacchetti ha schierato un quintetto senza pivot che ha prodotto un clamoroso 5/5 da 3 consecutivo a cavallo tra terzo e quarto periodo. La vera Varese è quella dei primi 6', capace di servire Cain contro Sims e leggere bene le situazioni, oppure quella capace di produrre 26 punti in 9'del terzo quarto con difesa aggressiva, campo aperto e buone spaziature offensive? Oppure è quella dei due clamorosi "vuoti d'aria" (leggi 16-0 in 7' tra primo e secondo quarto e 14-0 tra terzo e quarto periodo) tra tiri apertissimi lasciati sul ferro e affanni nella copertura difensiva contro un'avversaria con tante mani buone? La sintesi dei due volti visti al PalaRadi è oggi insufficiente per poter vincere (quasi) contro chiunque; però la squadra è viva, anche se oggettivamente modesta, e questo dà fiducia a dispetto di una classifica sempre più preoccupante e di un calendario modello parete di sesto grado. Il primo aiuto dal mercato, cioè Vene, promette di dare molto di più; evidente che ne serva un altro capace di monetizzare il volume di gioco prodotto attualmente dalla squadra. Ma l'unica cartuccia a disposizione andrà sparata a colpo sicuro, anche se dovessero servire altre 2 o 3 settimane, e non alla cieca... Giuseppe Sciascia
  2. Attilio Caja promuove Siim Sander Vene dopo il primo assaggio in biancorosso dell'ala estone. Il tecnico pavese esprime così le sensazioni a caldo dopo l'allenamento di ieri sera al PalA2A: «Impressioni sicuramente positive dal punto di vista della dinamica offensiva e della tecnica di tiro. Ha buoni fondamentali e conosce il gioco; abbiamo lavorato in maniera specifica sulla preparazione della partita, ma è stato ricettivo sulle informazioni che abbiamo dato, confermando le qualità che gli erano accreditate e che ci aspettavamo da lui». Cosa vi aspettate da lui quando sarà in forma? «Siim Sander è un giocatore di qualità perché può aprire il campo con il tiro, inoltre ha una taglia fìsica importante: ha buona scuola e dunque inserirlo nel sistema non dovrebbe comportare problemi particolari. Chiaro che ci vorrà tempo per portarlo nelle condizioni ottimali: parliamo di un giocatore agonisticamente inattivo da metà aprile 2017. Però da lui ci aspettiamo tanto: è un elemento importante che potrà darci una grande mano». Con Vene e il rinforzo sul perimetro si potrà abbandonare presto la zona calda della classifica? «Aspettiamo di individuare il secondo innesto al quale stiamo lavorando, però con Vene e un altro rinforzo sono certo che la squadra potrà uscire dalle difficoltà attuali. Abbiamo perso 6 delle ultime 7 partite, 4 delle quali - Avellino, Pesaro, Virtus Bologna e Brindisi - all'ultimo minuto, all'ultimo tiro o all'overtime. Ma il sistema lo abbiamo costruito nel tempo, ed è una certezza che non sparisce in una partita: sono certo che col tempo raccoglieremo i frutti del lavoro svolto». Domani a Cremona però vi aspetta un compito difficile contro una squadra reduce dal colpo esterno sul campo della capolista Brescia.. «Affronteremo un'avversaria in grande forma: rispetto alla prima amichevole del 2 settembre ha inserito prima un'attaccante importantissimo come Johnson Odom e poi un Nazionale come Fontecchio. Cremona è la squadra del momento che però rispetto all'inizio della stagione ha modificato i suoi obiettivi: oggi la Vanoli può inseguire le Final Eight di Coppa Italia ed ambire legittimamente ai playoff. Il compito sembra proibitivo, ma noi vogliamo giocare la nostra partita». Come imposterete la partita al PalaRadi? «Dobbiamo rimanere sul pezzo, continuare a lavorare sulla base del nostro sistema, e farci trovare pronti a disputare la miglior partita possibile come abbiamo fatto in emergenza contro Bologna e Brindisi. Dovremo avere buone risposte da tutti, provando a stare in campo nel modo giusto come accaduto nelle ultime settimane, facendoci trovare pronti se capiteranno occasioni favorevoli in un eventuale finale in volata». Giuseppe Sciascia
  3. Cambia l'anno ma non il risultato per una Openjobmetis crollata sotto il peso dei suoi equivoci tecnici anche sul campo del fanalino di coda Vanoli. La truppa di Attilio Caja si scioglie alla distanza non capitalizzando l'inerzia favorevole del secondo quarto e pagando sistematicamente dazio sul piano atletico di fronte alla vigorosa squadra di Paolo Lepore. Così Varese incassa la quinta sconfitta consecutiva tra campionato e Champions League, e si fa risucchiare in piena zona pericolo nella corsa a tre con Pesaro e la stessa Cremona (tornata a vincere al PalaRadi dopo 3 mesi) per evitare la retrocessione in A2. La cura Caja funziona solo per alcuni sprazzi di un match nel quale emerge in tutta la sua evidenza l'allarme rosso legato alla condizione di Eric Maynor e Kristjan Kangur. I due giocatori più "logori" del roster - con il play del 1987 alle prese con un problema all'alluce del piede destro - sono stati letteralmente travolti dal vigore dei pari-ruolo Holloway (10 assist) e Thomas (9/14 al tiro più 6 rimbalzi e 4 stoppate). All'Openjobmetis non basta il fatturato interno di Anosike (6/9 e 20 rimbalzi), comunque troppo spesso costretto a girare al largo in difesa: i biancorossi capitalizzano poco e male il vantaggio fisico, concedono troppo spesso le chiavi dell'area (53% da 2 per la Vanoli) e distribuiscono malissimo i carichi offensivi (17 tiri per il rientrante Eyenga e solo 7 per un inespressivo Johnson). Di fatto i momenti migliori di Varese - il secondo quarto costringendo Cremona al 30% dal campo e la rimonta dal 61-50 del 26' al 68-65 del 33' - arrivano grazie alla verve prodotta dagli italiani della panchina. Il secondo quintetto produce tantissima energia con Bulleri prima ed Avramovic poi, efficaci "sentinelle" su Holloway (7 e 3 assist nei primi 6' caricando Maynor di 2 falli rapidi), e un ispirato Ferrero (7 nel secondo quarto) a sopperire alle difficoltà di Kangur (3 falli in 8') contro l'agilità dei mezzi lunghi di Cremona. A dispetto di qualche occasione sprecata in campo aperto, l'attacco bianco-osso ritrova sostanza sull'asse Maynor-Eyenga (35-40 al 19'). Ma due leggerezze di Pelle e Kangur costano care negli ultimi 60" e Cremona impatta alla pausa lunga con 5 punti del vivace Thomas. Poi nell'ultima frazione l'Openjobmetis deraglia a ripetizione con Maynor fuori partita ed Eyenga che forza di tutto: il 12-0 finale (dal 73-69 del 34' all'85-69 del 39') che permette alla Vanoli di incassare anche un bel gruzzolo in termini di differenza canestri arriva col solito cocktail venefico di palle perse ed errori difensivi. Ora la classifica fa paura, ma a spaventare soprattutto è la leggerezza mentale di un gruppo nel quale solo gli italiani sembrano sintonizzati sulla delicatezza del momento. Da Cremona si torna con un allarme rosso nello spot di ala forte, il dubbio sempre più radicato che questo Maynor sia una tassa difensiva insostenibile alla luce del fatturato offensivo intermittente e di una tenuta fisica rivedibile, e la conferma che l'innesto di Dominique Johnson (0-5 il record con la guardia ex Alba Berlino) non ha dato la svolta auspicata. Come invertire la rotta nel trittico Ventspils-Torino-Radom previsto nei prossimi 7 giorni? La sensazione è che servirà ancora il ricorso al mercato (in regia?), sperando in tempi di reazione meno "elefantiaci" rispetto agli interventi - per ora senza esito - per Dominique Johnson e Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  4. L'Openjobmetis vuole inaugurare col botto il 2017. Stasera a Cremona (palla a due alle ore 20.30; diretta tv su Telesettelaghi) la truppa di Attilio Caja andrà a caccia della più classica delle vittorie scacciacrisi per allontanarsi dalla zona più calda della classifica. Match ricco di significati sul campo del fanalino di coda Vanoli per una Varese che ha assoluta necessità di ritrovare fiducia per invertire il trend negativo delle ultime settimane. Si tratta di un test significativo per valutare concretamente l'efficacia della cura Caja somministrata a Cavaliero e compagni per provare a risalire la china in Italia e ad agganciare in extremis il ripescaggio in FIBA Cup in Europa. Varese ha lavorato di buona lena a dispetto delle festività e gli ultimi allenamenti - svolti su elevati livelli di intensità - hanno evidenziato una progressiva metabolizzazione del gruppo dei nuovi giochi d'attacco proposti dal tecnico pavese, sempre molto attento alla cura dei particolari per limitare l'atavico problema delle palle perse (i biancorossi sono primi in serie A. a 16,3 di media-partita). Rientrato l'allarme Maynor, che ieri si è allenato dopo i due giorni di riposo per un dolore all'alluce del piede destro, Varese sarà al gran completo recuperando Eyenga dopo la squalifica scontata contro l'Umana. E contro un'avversaria più abbordabile rispetto a quella del 27 dicembre, l'Openjobmetis ha tanta voglia di svolta provando a mettere a frutto i primi nove giorni del nuovo corso nell'impegno inaugurale del tour de force di inizio 2017 (dopo la trasferta di stasera a Cremona, i biancorossi ospiteranno Ventspils mercoledì sera e chiuderanno l'andata sabato al PalA2A ricevendo Torino). Per questo il match sul campo della Vanoli ha un peso specifico così elevato: una vittoria esterna su un campo storicamente favorevole nelle ultime stagioni (tre successi negli ultimi quattro derby al PalaRadi) lancerebbe Cavaliero e compagni a più 6 rispetto al fanalino di coda. Al contrario, un'eventuale sconfitta farebbe scivolare Varese in piena zona-pericolo, alimentando la spirale di depressione e negatività che Attilio Caja ha provato a esorcizzare in sede di presentazione. In effetti il match ha contenuti a tinte forti soprattutto per i padroni di casa, che non vincono sul proprio campo dalla prima di campionato del 4 ottobre: Cremona ha già cambiato volto sul mercato (l'ala Harris per un deludente Omar Thomas e il play oriundo Carlino - atteso in campo stasera dopo aver saltato il match del 27 dicembre per un problema muscolare - per il rookie York) e in panchina, affidandosi a Paolo Lepore - già vice di Caja alla Vanoli e con la Nazionale Sperimentale - al posto del veterano Cesare Pancotto che pure era stato votato allenatore dell'anno del 2015/16 dopo la miglior stagione di sempre della formazione lombarda (quarto posto e prima partecipazione ai playoff in 7 stagioni di A). Per la difesa di Varese da tenere d'occhio il creativo realizzatore Holloway e l'energetica coppia di lunghi Thomas-Biligha. Lecito aspettarsi una partita molto ruvida e molto tattica (tanta zona per i biancorossi?): sulla carta è un'occasione ghiottissima per esaltare il pragmatismo della cura Caja e scacciare i cattivi pensieri, ora è il momento tradurre in risultati del campo i segnali positivi espressi negli allenamenti sostenuti tra Natale e Capodanno... Giuseppe Sciascia
  5. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Guai ai vinti e ben oltre la citazione storica. La partitaccia di Cremona, contro avversari vivaci ma tutto sommato modesti, al di là della loro stupefacente classifica, offre un ritratto molto fosco, soprattutto in prospettiva, di una Pallacanestro Varese povera di idee e di risorse nei suoi atti decisivi. D'altra parte l'organico è questo, senza leader né cime, intuibile sin da agosto, come osservammo allora su queste colonne, confermati dalle indicazioni poco lusinghiere delle amichevoli di precampionato che non sempre, evidentemente, lasciano il tempo che trovano. Un ingannevole equivoco stava nel disvalore tra le aspettative a dir poco entusiastiche della folla, auspice l'immagine di Gianmarco Pozzecco, e i valori di una squadra senza apparenti acuti al di là del ritorno di Diawara, peraltro da riscoprire dopo stagioni non così esplosive come quella biancorossa. Incassato il gioioso assenso dei tifosi ai botteghini, al settimo cielo nel derby con Cantù, la realtà è poi affiorata impietosa, di gara in gara, trascinata crudamente da limiti e sfortuna che hanno finito per minare l'armonia di un'Openjobmetis oggi più che mai dimessa e sfiduciata. Criticare adesso, spaventati dagli eventi, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa: prima si faccia ammenda di palesi errori di valutazione dovendo tutti, e ragionevolmente, rincuorare questi uomini (parsi a Cremona come derelitti) affinché trovino, facendo gruppo, un soffio vitale.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Con una squadra allo sbando, segnata da un palpabile pessimismo o, peggio, da rassegnazione, non resta che registrare la sesta sconfitta consecutiva e una classifica che mette i brividi anche al più ottimista dei tifosi. Ci tocca ripeterci ma questa è la realtà. Che fare allora? La soluzione più evidente, da estremi rimedi a estremi mali, suggerirebbe alla società di cacciare il grano per correre ai ripari tagliando e medicando laddove la squadra sembra più debole di costituzione, quindi meno resistente agli attacchi avversari, il che ci sembra improbabile non consentendo il bilancio del club disinvolte iniezioni di denaro senza peraltro il rischio di incartarsi nelle scelte com' è accaduto con l'ultima mossa di mercato. Al di là dell'assenza di Kangur che pesa tra le variabili offensive e muscolari della squadra, a inquietare enormemente è l'asse play-pivot, ancora una volta franoso sotto il precipitare degli avversari diretti, i quali sono bastati e d'avanzo per soggiogare nel finale una Varese mutilata e confusa. La quale senza presenza all'appello conclusivo, priva com'è di rassicuranti riferimenti sul fronte del perimetro e nella profondità d'area, subisce gli avversari cui bastano un paio di elementi dotati per propiziare il proprio successo. A Cremona sono bastati cinque minuti di furore di un piccolo americano e, soprattutto, l'omone Cusin (finito a Cremona potendo accasarsi ovunque fosse stato corteggiato con determinazione) per fare la differenza. A posizioni invertite (con l'azzurro di qui e Daniel di là) non ci sarebbe stata gara, ne siamo convinti pur mancando una controprova. Ora però mettere in croce Robinson e Daniel (foto Blitz) è sin troppo facile: certo è che dalla loro potenziale congiunzione di gioco dipende la tenuta di base del collettivo, oggi più che mai evanescente nei momenti più cruciali dovendo Varese scommettere le proprie fortune sulle conclusioni dalla distanza di Rautins il quale, detto con franchezza, se non trova luce per la sua cerbottana non mostra variabili offensive. E, ovviamente, sullo stato di grazia di Diawara, alla lunga e inevitabilmente raddoppiato, se non triplicato in marcatura appena s'affaccia in area. Senza pezzi grossi nell'area pitturata che costringano gli avversari a chiudersi, diventa arduo per gli esterni biancorossi concludere senza forzature.[/size][/font][/color]
  6. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Le immagini hanno fatto il giro d'Italia con il clamore d'una sceneggiata che ha distolto dalla noia. Peccato che a far chiacchierare di sé sia stato il simbolo più eccentrico di Varese. Puntuale e prevedibile la squalifica che nemmeno il ricorso (respinto al mittente) ha mitigato costringendo Pozzecco (foto Blitz) ai margini della squadra per due gare. Un allenatore senza panchina, come dire di un cavaliere disarcionato e finito nella polvere. Figuriamoci lui che ama la scena sino a penetrarsi, con impeto, in essa per esaltarsi furiosamente nel bene o per soffrire maledettamente nel male o, peggio, per ribellarsi sfrenatamente a un torto ritenuto ingiusto. Com'è accaduto nel derby con Milano. Se l'esempio vien dall'alto non ci si può comportare da capriccioso single per non dover fornire alcun alibi ad atleti che, sgarrando, potrebbero rinfacciare all'allenatore i suoi comportamenti. Se la dannazione porta alla redenzione ben venga allora questa punizione, sempre che si voglia bene a Gianmarco senza indulgere in difese sentimentali che diventerebbero fuorvianti sulla strada della sua maturità e crescita.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Oggi Pozzecco proverà la pienezza della pena inflittagli, costretto in tribuna a seguire la squadra senza alcuna presa diretta emotiva su di essa, non potendo nemmeno inviare fidati messaggeri al vice per non dover rischiare altre giornate di squalifica.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Come reagirà la sua Varese? V'è da chiederselo ben conoscendo quei limiti che scaturiscono da grossi e noti equivoci, per la verità non del tutto ammissibili o ammessi da chi, ad esempio, la giudica vittima di troppa sfortuna in tutte le gare perse per balordi finali, non prima d'aver dato l'impressione di farle sue. Come dire di episodi evitabili, segnati semmai da un sortilegio che, prima o poi, dovrà mutare il suo corso anche se perdere regolarmente alla distanza - nonostante vantaggi congrui o colpi da kappaò mancati - presuppone una costante incompletezza, segno di poca compattezza e scarsa qualità. Già, se la fortuna è cieca, la sfortuna ci vede benissimo nell'acuire inconsistenza o labilità negli atti decisivi di una squadra i cui limiti sembrano sottesi sull'asse play-pivot che, tra le file biancorosse, non pare all'altezza di una così cruciale combinazione al di là delle buone iniziative di Robinson e di qualche acrobatica evoluzione di Daniel.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Ci spiace risultare odiosi nel ripetere concetti già datati ma l'evidenza è accertata dal rendimento di un collettivo che non trova le giuste risorse nei momenti più salienti di un match. Ed ora, dopo un inutile temporeggiare sui suoi mal di schiena, non sarà in lizza neppure Kangur, assente per un paio di mesi, come dire di un elemento sul quale società ed allenatore hanno puntato velleitariamente (ma con tanta ragione nelle prime gare) e la cui rinuncia potrebbe gravare sulle potenzialità biancorosse.[/size][/font][/color]
  7. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'Openjobmetis fa rotta verso Cremona in cerca della più classica delle vittorie scaccia-crisi. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Questa sera al PalaRadi (palla a due alle 18.15; diretta televisiva su Rete 55) Varese proverà a fermare a quota cinque la serie di sconfitte consecutive che hanno fatto scivolare i biancorossi nella metà bassa della classifica dopo un avvio che pareva assai incoraggiante.  Il match sul campo della Vanoli coincide con  la prima delle due trasferte consecutive che il team del presidente Stefano Coppa dovrà affrontare senza la guida carismatica di coach Gianmarco Pozzecco, appiedato, come noto, dal giudice sportivo dopo la burrascosa uscita dal campo successiva all'espulsione di domenica scorsa nel derby contro Milano. Ma oltre all'assenza forzata del tecnico biancorosso - in panchina siederà Ugo Ducarello, promosso sul campo per due gare dopo aver comunque portato tranquillità e concentrazione nel secondo tempo del derby - c'è un'altra complicazione dell'ultima ora per un'Openjobmetis bersagliata dalla sfortuna.  Pressochè certa infatti è l'assenza di Christian Eyenga dopo l'infortunio alla caviglia destra riportato nell'allenamento di venerdì: il giocatore congolese, sottoposto a terapie nella giornata di ieri, partirà con la squadra ma non dovrebbe neppure andare in panchina.  Dunque per la sesta volta su otto partite di campionato, Varese dovrà gestire l'emergenza asciugando forzatamente le sue rotazioni di per sé non certo profonde.  Ma la situazione non permette di recriminare su assenze contingenti o di lungo termine (vedi il caso Kangur, che dovrà rimanere ai box almeno fino all'inizio del 2015). Dopo cinque sconfitte in fila, ognuna diversa dall'altra ma analogamente beffarde e cariche di rimpianti, l'ambiente e la squadra hanno assoluto bisogno di invertire la rotta.  Prima di tutto per non precipitare in una spirale di negatività che rischierebbe di spazzare via l'entusiasmo di inizio stagione, e poi per non scivolare definitivamente nella zona bassa della classifica.  La prima priorità di Varese è quella di limitare Luca Vitali, stella di una Vanoli che finora è la migliore in assoluto nel rapporto tra aspettative e rendimento sul campo: il play azzurro (13,0 punti e 5,8 assist) è il motore della squadra di Pancotto, innescando efficacemente i dinamici esterni Hayes (18,6 punti col 41% da 3) e Ferguson (12,1 punti col 45% da 3) e l'esplosiva ala Clark (14,3 punti). Sotto canestro il talento offensivo di Campani (9,5 punti) e la stazza dell'azzurro Cusin (6,0 punti, 7,0 rimbalzi e 2,3 stoppate) permettono alla Vanoli di farsi rispettare; dalla panchina escono invece due ex come Fabio Mian e Nicola Mei.  Una squadra ben organizzata che gioca un basket redditizio (quarto attacco della serie A ad 81,7 punti di media): se Varese vuole rompere la catena della sfortuna e provare a ripartire di slancio, l'operazione-riscatto non può prescindere dalla difesa.  E non è un caso che nella settimana precedente alla trasferta di Cremona, Pozzecco e Ducarello hanno studiato qualche nuovo accorgimento tattico per migliorare il rendimento della retroguardia, vero tallone d'achille di una Openjobmetis frizzante in attacco ma troppo leggera in retroguardia per esaltare il suo potenziale realizzativo.  Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]  
  8. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]CREMONA - La Cimberio segna nuovamente il passo nel suo cammino precampionato a fasi alterne. L'amichevole ufficiale sul campo di Cremona si chiude con una sconfitta piuttosto netta per la squadra di Frates, nuovamente penalizzata da medie “glaciali” nel tiro dall'arco.[/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Fatale il 5/30 da 3 ai biancorossi nella serata in cui Frank Hassell - in assenza dei lunghi titolari della Vanoli - risponde all'appello almeno sul fronte offensivo: con Clark ancora fuori fase al tiro (1/8 dal campo) e Coleman mai in grado di trovare spazi per le sue brucianti accelerazioni (3/10 al tiro), Varese consuma rapidamente la sua autonomia, subendo la verve in campo aperto della squadra di Gresta dopo un avvio promettente. E se il tiro da fuori non entra con continuità, il potenziale offensivo di una squadra che - pur senza una pedina importante come capitan Ere - ha talento e punti nelle mani in tutti i ruoli si riduce sensibilmente, come dimostra il 39% dal campo con soli 14 liberi della gara del PalaRadi.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Certo, i carichi della preparazione si fanno ancora sentire nelle gambe dei biancorossi e anche il rientro di De Nicolao (17' di applicazione con 3 assist ma dopo oltre dieci giorni di stop l'energia non era ancora al massimo) non è bastato per cambiare marcia.[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ma proprio la necessità di aumentare l'applicazione in retroguardia è il tema centrale della disamina post-partita di Fabrizio Frates: solo gambe dure oppure il primo problema di una squadra di grandi attaccanti sarà quello di convincerli che senza difesa non si va lontano? «Eravamo partiti bene con vantaggi anche di 10 lunghezze, ma alla distanza abbiamo trovato grandissime difficoltà nel fare canestro sbagliando tiri molto aperti da fuori e commettendo anche errori banali da sotto. E questo ci deve spingere a giocare in maniera diversa dal punto di vista difensivo, non affidandoci solamente alle qualità balistiche dei nostri tiratori: le partite bisogna sudarsele in retroguardia e questa di Cremona per noi dev'essere una lezione importante da capire se vogliamo crescere. Per costruire le nostre fortune bisogna avere altre armi rispetto al tiro da 3 e lavorare meglio in difesa».[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Pur senza play né ala forte titolare e col nuovo pivot Kelly in campo soltanto per uno scampolo di gioco 24 ore dopo lo sbarco in Italia, la squadra di Gresta mostra freschezza e intensità sull'asse perimetrale Chase-Rich per girare nei due quarti centrali il senso di una gara iniziatasi nel modo migliore per la Cimberio.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]I primi 15' sono tutti di marca biancorossa con Hassell (9 punti nel primo quarto; alla fine 7/12 al tiro e 5 rimbalzi ma ancora troppi affanni nella difesa sul pick&roll) coinvolto puntualmente dentro l'area e Polonara (4/4 da 2 ma 0/6 da 3) a fare bottino in campo aperto per i vantaggi iniziali della Cimberio (8-13 al 10', 17-22 al 10').[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La compagine di Frates controlla con sicurezza anche in avvio del secondo quarto (23-32 al 15') ma le percentuali negative dall'arco (3/16 da 3 a metà gara) bloccano progressivamente l'azione degli ospiti, con la Vanoli che sfrutta la verve di Rich (13 punti a metà gara) per sorpassare alla pausa lunga.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dopo l'intervallo l'attacco di Varese gira ripetutamente a vuoto (polare 4/17 dal campo nella terza frazione) e Cremona prende il largo a poco a poco (51-44 al 25', 61-48 al 30') con le incursioni di Chase e i dardi di Spralja. Ultimo quarto in controllo per i padroni di casa (69-58 al 35' e 79-64 al 37') con il finale orgoglioso di Sakota e Rush che permette quanto meno di ridurre il gap.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Oggi tornerà in palestra capitan Ere in vista di un test ancora più impegnativo come il quadrangolare di Olbia (sabato sfida contro Sassari, al via anche Siena e Galatasaray). Ma, a meno di due settimane dal match contro Oldenburg che inaugurerà il programma del Qualifying Round di Eurolega, il cantiere biancorosso sembra ancora bisognoso di lavorare tanto per arrivare pronto all'appuntamento di Vilnius.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
  9. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]La Cimberio va in cerca della definitiva conferma del primato della regular season sul campo della Vanoli Cremona. [/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Stasera al PalaRadi (palla a due alle 18.15 con diretta su Rete55) la squadra di Vitucci proverà a sfatare lo storico tabù sul parquet lombardo (5 sconfitte in altrettanti precedenti) per compiere l'ultimo passo verso la certezza del fattore-campo per tutti i playoff. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Pur senza l'infortunato Achille Polonara e con l'ultimo arrivato Dejan Ivanov al seguito in borghese in attesa del tesseramento da perfezionare venerdì prossimo, Varese confida di far tesoro della lezione della sconfitta di due settimane fa sul campo di Montegranaro e sfruttare l'onda lunga dell'entusiasmo dopo la vittoria nel derby contro Milano. La certezza aritmetica del primato della stagione regolare arriverebbe soltanto in caso di vittoria esterna a Cremona e di contemporanea sconfitta di Sassari a Bologna, dato che a seguito della parità assoluta negli scontri diretti tra Cimberio e Dinamo si ricorrerebbe al criterio del quoziente canestri generale.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ma col turno casalingo di domenica prossima contro Pesaro, che sembra arrivare ad hoc per chiudere il discorso, il passaggio odierno del PalaRadi è una tappa importante per evitare un rush finale fino alla trentesima giornata: mettere al sicuro il primo posto consentirebbe a Varese di tirare il fiato per un paio di settimane e lavorare al meglio per inserire Dejan Ivanov nei meccanismi di Vitucci in vista dei playoff, che s'inizieranno giovedì 9 maggio a Masnago. Così come accaduto due settimane fa ad Ancona, però, la trasferta sul campo di una Vanoli senza più stimoli di classifica, con la salvezza aritmetica in tasca da un mese e le velleità playoff messe da parte da un paio di settimane, nasconde comunque qualche insidia. Prima di tutto per l'assenza di Polonara, giocatore in grado di “accendere” la difesa biancorossa con il suo mix di vigore atletico ed energia, che costringerà Vitucci a dosare i tre lunghi a disposizione non escludendo qualche soluzione tattica innovativa con Ere e Rush da “4 tattici”. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E poi la squadra di Gigio Gresta ha un tasso di talento da non sottovalutare, soprattutto sul perimetro dove rispetto all'andata non c'è più il bomber Harris (out da quattro gare per un serio infortunio) ma è stato aggiunto l'esperto play Chase (11,3 punti col 47% da 3). E nell'ultimo mese - anche dopo la perdita di Harris - la Vanoli ha vinto a Milano e battuto in casa Siena e Sassari, sfruttando l'esplosione di un giocatore rifiorito come Luca Vitali (12,8 punti e 4,3 assist) nel sistema con 3 portatori di palla che sfrutta la verve del piccolo Johnson (6,9 punti e 3,1 assist) in alternativa alle doti balistiche del tiratore Jackson (13,1 punti). Sotto canestro l'agile Peric (14,0 punti e 5,7 rimbalzi) sa farsi valere da sotto e da fuori, mentre il piccolo ma solido Kotti (5,3 punti e 4,8 rimbalzi) compensa con la grinta la scarsa statura e costituisce una valida alternativa al massiccio Stipanovic (9,6 punti e 8,2 rimbalzi). [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il piano tattico di Varese prevede controllo del punteggio e del ritmo mediante una difesa concentrata ed energica; la chiave principale riguarda l'approccio mentale che dovrà essere quello "feroce" del derby con Milano. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size]
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