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  1. Stefano Sartori

    Varese, "ammazzagrandi" della Serie A

    Torna alla vittoria, dopo due sconfitte esterne, l'Openjobmetis di Attilio Caja, grazie ad una grande prestazione difensiva (specialmente nei primi due quarti), espressa contro Avellino. Varese, trasforma così il PALA2A nel proprio fortino, che ha visto cadere squadre del calibro di Milano, Brescia e, appunto, la stessa Sidigas. Pronti via e Okoye fa subito la voce grossa, mettendo a referto i primi dieci punti dal campo di Varese. Avellino inizialmente tiene botta, grazie alle bombe di Filloy e Rich, ma poi soffre sia l'organizzazione difensiva dei biancorossi, che concedono solo 14 punti agli Irpini nel primo quarto, sia la grandissima percentuale da 3 punti dei padroni di casa, che vanno a segno anche con Tambone due volte e con Vene. Da ciò ne scaturisce un inaspettato 26-14 al termine dei primi 10'. Il secondo quarto sembra iniziare con lo stesso copione con la squadra di Caja che tocca anche il +18 (40-22 al 16'), anche se, in seguito al primo timeout di coach Sacripanti, i biancoverdi prima chiudono il parziale aperto di 12-0 in favore di Varese, e poi, trascinati da un ispirato Rich, riescono a diminuire il passivo con un contro parziale da 0-8. Il timeout per Caja è d'obbligo, e serve a far risvegliare i suoi, che dopo un grande lavoro nei primi 15', hanno leggermente mollato la presa; in particolare è Larson a siglare un buon canestro che ridà fiducia all'ambiente. Nota dolente, il terzo fallo di Cain, autore di una meravigliosa difesa su Fesenko, che non riesce a segnare dal campo fino al 22'. Il 44-33 con cui si va all'intervallo sembra quasi andare stretto per quanto fatto vedere in campo a Ferrero e compagni, tra cui spicca ancora Okoye (15 punti al 20'). Il terzo quarto comincia con la scesa in cattedra del solito Rich e di Dezmine Wells, che fino a quel momento non era stato nel vivo del match, che portano Avellino addirittura sul meno 3 al 24' (51-48) con una Varese in grande difficoltà soprattutto dal punto di vista difensivo. Da notare la scelta tattica di Sacripanti, che decide di non schierare il centone Fesenko, facendo giocare così Leunen nel ruolo dell'ucraino. Scelta azzeccata, dato che costringe Caja al minuto di sospensione. Al ritorno sul parquet le forze dei lombardi sembrano rinvigorite. Infatti, prima grazie ad un mini-parziale di 4-0, firmato Vene e Larson fanno chiamare un timeout agli ospiti, e poi mantengono il risultato sul +8 (65-57 al 30'). Ma i Lupi non si scompongono, riducono lo svantaggio ed addirittura impattano la partita al 33' sul 67-67 per merito di due triple di Fitipaldo, di un gran canestro di Rich, e di una difesa granitica che concede solamente due punti in quattro minuti. I viaggianti, inoltre, hanno l'ardore di mettere il naso avanti con l'ennesimo canestro di Rich che vale il +2. La scossa per Varese arriva dal provvidenziale minuto chiesto dalla panchina biancorossa. Difatti, Wells pareggia allo scadere dei 24" e Larson, con un crossover da capogiro su Leunen, si crea lo spazio per mandare a bersaglio la tripla del +3 a 5 minuti dalla fine. L'ex Cantù non ci sta e riporta i suoi a contatto, ma Okoye, MVP della partita, ha altre idee e lo dimostra con una tripla tirata fuori dal cilindro, che scava il solco decisivo e che fa esplodere i 4417 presenti. Il pallino del gioco, a fine partita passa ad Avramovic, che, con la sua immancabile voglia, lotta, ruba palle e conquista 2 punti fondamentali, nonostante il canestro e fallo dell'infinito Rich, migliore tra le fila ospiti. I falli sistematici sanciscono il definitivo 82-75 che permette a Varese di sognare i playoff. Sarà la volta buona? Sebastiano Carraro, Stefano Sartori
  2. Openjobmetis Varese 100 – 72 Germani Brescia Continua la serie di vittorie di Varese, che dopo aver battuto Venezia, Milano e Cantù trova due importantissimi punti anche contro Brescia. Al PalA2A si assiste ad un incontro a senso unico, con la formazione biancorossa avanti già dai primi possessi. Ad aprire le danze è Aleksa Avramovic con due triple (specialità della casa) ed una buona penetrazione con appoggio sulla tabella, mentre in difesa un monumentale Norvel Pelle sembra non sentire la pressione delle voci di mercato che incombono su di lui e si mette in mostra con due stoppate nel giro di due possessi. Grande inizio di Varese, dunque, che si porta a +9 dopo soli due minuti: Brescia arranca sia in attacco che in difesa e coach Diana si vede costretto al time-out dopo l’ennesima tripla Varesina, stavolta targata Larson. Dopo la breve pausa, i fratelli Vitali provano a Ri-Vitalizzare la Leonessa, ma non cessa la tempesta di canestri da tre punti di Varese, che sta giocando con grande intensità e precisione; l’unico biancorosso che fatica in campo è Ferrero, che spreca due falli nel giro di un possesso e viene prontamente chiamato in panchina da un sempre attento Attilio Caja. Dopo 5 minuti prova a risvegliarsi la Leonessa, riorganizzando la difesa e quindi arginando la pioggia di triple, attraverso l’intercettazione di buoni palloni sull’arco da parte di un David Moss che sembra avere due paia di braccia; comunque non basta, e Varese chiude sul +11 il primo quarto. La situazione sembra rimanere in favore di Varese anche nel secondo periodo di gioco, ma dopo un contrasto tra Moss e Avramovic si accende il nervosismo in campo e Brescia riesce a portare il distacco sotto la doppia cifra per la prima volta dopo l’inizio del match con due buone azioni personali di Dario Hunt. Il Varese tiene tuttavia sotto controllo la Leonessa grazie ai costanti canestri di Okoye e Avramovic. Affossatasi la Germani, la formazione di casa si porta sul +17 a 5:24 dalla fine del primo tempo, preoccupando Diana che ricorre al secondo time out. Da sottolineare la buona prestazione di Siim-Sander Vene che fa registrare 8 punti alla metà del secondo quarto: non male per un giocatore che ne fa 5 di media a partita. Dice la sua anche Ferrero, con una tripla che fa imbestialire la Leonessa e costringe Pelle a spendere il secondo fallo per reprimere l’attacco bresciano, diventato rabbioso, ma comunque poco efficace; un paio di minuti dopo, infatti, un catch and shot di Okoye dall’angolo regala il +18 a Varese, che si tramuta in +20 al possesso successivo. Non si fermano più i biancorossi, che non subiscono e continuano a segnare con Avramovic, Ferrero e Okoye. Rimane fondamentale Pelle nel pitturato che non perde un rimbalzo neanche sotto minaccia. Si chiude il primo tempo con Varese avanti di 24 punti sulla Leonessa, 63 – 39. All’inizio del secondo tempo è Brescia a trovare per prima il canestro, con una tripla di Marcus Landry da palla persa di Avramovic, ma un canestro da tre punti di Tyler Larson soffoca immediatamente il ruggito bianco-blu. Dopo 3 minuti dall’inizio del terzo quarto la Leonessa non è ancora in campo e Avramovic, espiando il precedente errore, continua a segnare. Moss prova a scuotere i suoi con una tripla a 6’26’’ dalla fine del quarto ma il gioco del Varese presenta un’intensità a cui gli avversari non riescono ad arrivare. Nel terzo quarto c’è spazio anche per Tyler Cain: rimane fuori Pelle che porta sulle spalle il peso di 3 falli. Brescia prova ad arginare Varese in tutti i modi e cerca di mandare in lunetta i biancorossi, sperando in un errore dai liberi per recuperare qualche punto, ma Cain porta Varese sul +21 a 3’28’’ dalla fine del quarto e induce il coach bresciano a chiamare un ennesimo time out; Brescia rimane lo stesso completamente nel pallone, indice di questo è anche un Michele Vitali spaesato, che commette addirittura un ingenuo fallo di campo. Al minuto 29 due liberi di Sacchetti rompono il silenzio cestistico della Leonessa (i Bresciani non andavano a canestro da oltre due minuti), che sembra avere un ritorno di fiamma con due trasformazioni di Lee Moore. Varese si prende una boccata d’aria a 5’’ dalla fine con un time-out e chiude il terzo quarto 84 a 56. L’ultimo periodo di gioco si apre con diversi errori al tiro da parte di entrambe le formazioni, probabilmente stanche per la grande prestazione fisica. Brian Sacchetti si mette in luce con una buona tripla dopo una palla persa del protagonista negativo del momento, Matteo Tambone, subito cambiato da coach Caja. Un canestro da tre di Avramovic ridà vigore ai biancorossi e Brescia smette di esistere, perde palloni ingenui e concede il tiro da ogni posizione. I Varesini, tuttavia, non sfruttano l’occasione, abbassando la fino a quel momento buonissima percentuale al tiro di squadra. Caja ributta allora in campo Avramovic, uscito poco prima, vedendo la difficoltà dei suoi, per un finale glorioso: Il Pala2a chiama i 100 punti, ma Varese si fa ingolosire, sconcentrandosi e concedendo punti e possessi a Brescia, o più che altro a Landry, unica zanna della Leonessa che ancora prova a graffiare. Nel finale c'è spazio per i giovanissimi Parravicini e Bergamaschi, rispettivamente classe 2001 e 1998, ed è proprio Matteo Parravicini che regala la tripla cifra sul tabellone ai Biancorossi, facendo esplodere il PalA2A per l’ultima volta nella serata: Varese 100, Brescia 72. Luca Guerrini, progetto liceo classico “E. Cairoli” con Varesefansbasket
  3. M'artagnan

    Openjobmetis 76 - AJ Milano 72

    Progetto VFB-Liceo Classico Cairoli / Giosuè Ballerio e Martina Rossato Nel posticipo della 17esima giornata, Varese riesce a spuntarla su Milano in una partita bella ed equilibrata. A vincerla è stata soprattutto la voglia, l’energia e il cuore che la squadra di casa è riuscita a mettere in campo, contro un’Olimpia apparsa stanca e quasi permissiva. Mattatori i soliti Wells (23 pti. totali per lui) e Avramovic, 18 pti. col 67% da 3). Varese si presenta fin dai nastri di partenza energica e propositiva, trovando facilmente la via del canestro nei primi minuti di gioco. Milano invece trova fluidità nella manovra e solidità in difesa, riportando presto la situazione in parità e anzi riuscendo a portarsi sul più 2 a fine primo quarto. Alla ripresa del gioco Varese piazza un parziale di 8-0 tanto da costringere coach Pianigiani al time out. L’Openjobmetis continua sui propri passi e riesce a toccare il massimo vantaggio di +10, grazie alle triple di Avramovic, ma giungendo alla pausa lunga sul punteggio di 42-36. Alla ripresa continuano i tentativi di assalto di Milano con due bombe di Micov, a cui Varese però riesce a replicare bene, grazie alla buona verve di Okoye, Wells e lo scatenato Avramovic. È un continuo scambio di inerzia, che fa tornare Milano sul -3 a fine terzo quarto. Si entra così nell’ultima frazione in un’atmosfera a dir poco incandescente, dove continuano i tentativi di rimonta dell’EA7, che però la squadra di casa ricaccia indietro grazie all’intraprendenza dall’arco di Okoye e Wells. Nel finale la situazione è tesa e nervosa per gli ultimi attacchi di Milano, ma ci sono tanti errori da una parte e dall’altra del parquet, che portano comunque la squadra di Caja alla vittoria, grazie ai 2 liberi di Wells, costringendo Milano al quarto stop di campionato. Come già detto, serata on fire per Wells (23 punti, 7 rimbalzi, 5 assist) e Avramovic, MVP della partita con 18 punti. Per Milano, che si è affidata troppo al tiro da lontano, da segnalare i 18 punti di Micov e i 14 di Goudelock. Serata speciale anche grazie alla presenza di Gianmarco Pozzecco, sempre rimasto nei cuori dei tifosi, che domani riceverà la cittadinanza onoraria di Varese insieme a Dino Meneghin. Esordio per Tyler Larson, partito in quintetto e apparso con una buona voglia e vivacità. L’ultimo arrivato deve tuttavia ancora entrare nei meccanismi della squadra ed esce dalla serata poco brillante al tiro (20 % dal campo).
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