Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'damian hollis'.



More search options

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Categories

  • News
  • News
  • News

Forums

  • Solo Basket
    • Varese e il campionato di Basket
    • Il basket dalla B in giù...passando dalle giovanili
    • Archivio articoli
  • Gruppo Vfb.it
    • Divertiti col gruppo di Vfb.it
    • FantaVFB
    • Il gioco dei pronostici

Calendars

  • Basket

Found 4 results

  1. Damian Hollis promuove Varese nonostante la sconfitta in volata nel derby di Milano. L'ala di passaporto ungherese plaude alla qualità del gioco messo in campo a livello tecnico e tattico che ha permesso ai biancorossi di giocarsi le sue chances fino in fondo. «Usciamo dal Forum con tante indicazioni positive: Milano è un'ottima squadra, ha vinto la Supercoppa e sta preparandosi per l'Eurolega, ha tanti giocatori di talento eppure abbiamo perso in volata sul loro campo. Ciò deve darci ulteriore fiducia nel lavoro che stiamo svolgendo e la spinta per eliminare gli errori». Varese ha prodotto il miglior sforzo corale possibile, tiri liberi a parte... «Abbiamo disputato un'eccellente partita sul piano della coralità; in settimana coach e staff tecnico ci avevano dato istruzioni perfette sugli aspetti tattici da mettere in campo. I tiri liberi sono stati un fattore, ma fanno parte del gioco; non è detto che segnando con percentuali migliori avremmo sicuramente vinto, di certo avremmo avuto maggiori possibilità». Comunque si è vista una compagine più convincente rispetto alla prova d'esordio nella quale Varese si era spenta dopo quindici minuti... «Rispetto alla domenica precedente abbiamo avuto più continuità offensiva, in particolar modo dall'arco. Ma questa è una squadra nuova e relativamente giovane; stiamo crescendo partita dopo partita, dobbiamo proseguire a lavorare forte in allenamento e prepararci in base alle indicazioni di coach Caja, mantenendo la concentrazione e l'energia che abbiamo mostrato a Milano anche in vista dei prossimi impegni». Due sconfitte se pur diverse ma sulla carta prevedibili contro le big annunciate: quali indicazioni si possono trarre? «Ogni squadra è battibile a dispetto dei valori sulla carta; Venezia è venuta al PalA2A molto ben preparata, mentre al Forum eravamo noi più preparati di Milano in una partita nella quale abbiamo messo in campo tanta intensità. Se continueremo su questa strada avremo la possibilità di fare bene contro chiunque». Lunedì prossimo ci sarà l'atteso derby contro Cantù, partita speciale per lei nei panni dell'ex di turno... «Sarà particolare ritrovare come avversaria la squadra che mi aveva fatto debuttare in serie A; conosco bene la rivalità tra i due club e so quanto i tifosi tengano al derby. Non vedo l'ora di giocare la prossima partita per il clima che si crea attorno a questo tipo di eventi. Dall'entusiasmo del pubblico dovremo trovare l'energia per dare il massimo, per un giocatore non c'è occasione migliore di un'atmosfera calda per esaltarsi». Come si sta trovando nel ruolo di sesto uomo? «Per me l'importante è vincere tutti insieme, quindi cerco di dare il massimo per il bene della squadra facendo quel che mi chiede il coach. Se c'è bisogno di rimbalzi o di marcare l'avversario più forte sono pronto a mettermi a disposizione, e allo stesso modo non c'è alcun problema ad uscire dalla panchina: conta trovare il modo migliore per arrivare al successo». Giuseppe Sciascia
  2. Da Cantù a Varese, con AGO Rethymo, Brescia e Benfica nel mezzo, dev’essere un bel salto, ma Damian Hollis non è il primo e non sarà l’ultimo a farlo. Lo statunitense di Fort Lauderdale, classe 1988, si è presentato ieri mattina alla stampa come nuova ala piccola della Openjobmetis Varese di Attilio Caja. Ala piccola, sì, ma con una corporatura da ala forte: «Fare queste distinzioni ora è difficile e limitante - nei due ruoli ci siamo io e Stan Okoye, ma ciò che è importante è che ci sia comunicazione nel gioco e nello sviluppo della partita. Non è una questione di tre che marca il tre o quattro che marca il quattro, e non è una questione legata a me e a Stan quanto più a tutta la squadra. Standardizzare le posizioni è difficile e non attuabile al momento». Dell’esperienza a Cantù nella stagione 2015-2016, non parla granché volentieri: «La situazione a Cantù era fuori dal mio controllo, è finita presto. Rispetto a quel periodo sono maturato molto come giocatore, potrà servirmi». Da un mese al lavoro con la Pallacanestro Varese, e le sensazioni sono buone, positive: «L’inizio a Chiavenna è stato molto intenso, duro, ma ci ha permesso di conoscerci. Sia tra compagni che con lo staff tecnico. Ho visto molta energia negli allenamenti, molta voglia di essere a disposizione degli allenatori. Ho avuto sensazioni subito positive». L’anno scorso al Benfica, anche da avversario di Varese nei preliminari di Champions League, la stagione precedente a Brescia da protagonista in A2, dove già aveva fatto faville con Biella. Potrà riproporsi come uomo chiave anche in Serie A: «Sono qui per cercare di dare alla squadra tutto ciò che serve e che mi viene chiesto di dare. Se dovrò marcare l’avversario più forte, non avrò problemi a farlo, se dovrò buttarmi su tutti i palloni vaganti, mi vedrete fare anche quello». La squadra sta già bene: «Siamo ad un buon livello, dobbiamo lavorare sulla comunicazione cercando di mettere in campo ciò che ci chiede il coach. In allenamento ci riesce bene, in partita è diverso e ancora dobbiamo crescere. Però abbiamo tempo, come ogni nuova squadra miglioreremo di giorno in giorno». Caja è stato molto chiaro e diretto con lui: «Mi ha chiesto di focalizzarmi molto sull’attitudine difensiva, abbiamo parlato molto di questo e dell’importanza che ha. Pensiamo che una ottima difesa possa portare la squadra ad un livello superiore. Le mie caratteristiche sono sempre state principalmente offensive, ma mi sto applicando molto in difesa». Alberto Coriele
  3. Ora è ufficiale: Damian Hollis è un nuovo giocatore della Openjobmetis Varese, e anche il tassello che chiude la campagna acquisti, perlomeno per quanto riguarda le rotazioni principali. Dopo le conferme di Ferrero, Avramovic e Pelle, sono arrivati Okoye, Waller, Wells, Tambone, Natali, Cain e appunto Hollis. Il roster, al netto di alcuni innesti di giovani, è al completo e questa sarà la squadra che ammireremo nella prossima stagione. Hollis ha firmato, così come Cain e differentemente dal resto dei compagni, un contratto di una sola stagione. Dopo il no di Eyenga, che ha firmato in Spagna con il Fuenlabrada, arriva l’ala americana con passaporto ungherese, reduce da una buona stagione con il Benfica, con cui ha anche affrontato Varese nei preliminari della scorsa Fiba Champions League. Nato il 19 agosto 1988, e perciò vicino a compiere 29 anni, si è formato presso la George Washington University: concluso l’apprendistato negli States, è sbarcato in Europa vestendo dapprima la maglia dei belgi del Viviers-Pepinstar, spostandosi poi in Ungheria, dove ha anche ottenuto il passaporto da comunitario: tre stagioni all’Alba Fehérvár, con cui vince coppa e campionato ungherese, poi lo sbarco in Italia. Prima a Biella, nel 2013 in DNA Gold, con una stagione da 18 punti e 6,5 rimbalzi di media, poi Cantù nel 2014/2015 (5,5 punti, 3,9 rimbalzi in campionato; 8 punti e 3,4 rimbalzi in Eurocup). Dopo una parentesi in Grecia con l’AGO Rethymo, torna in Italia a Brescia, dove contribuisce da protagonista alla promozione in Serie A, con cifre importanti: 17 punti e 7,5 rimbalzi con il 55% da 2 e il 39% da 3. Si guadagna la chiamata del Benfica, con cui vince il campionato portoghese (14 punti e 5,6 rimbalzi), e partecipa prima alla qualificazione alla FIBA Basketball Champions League contro Varese (16 punti e 7,5 rimbalzi) e quindi alla FIBA Europe Cup dopo l’eliminazione al preliminare (17,6 punti e 5,7 rimbalzi). Soddisfatto Attilio Caja per la firma di Hollis, dopo la delusione per aver perso Eyenga: «È un ragazzo che abbiamo seguito con attenzione e che la scorsa stagione, con la maglia del Benfica, ha fatto bene sia in campionato sia in FIBA Europe Cup. Inoltre due anni fa a Brescia in Serie A2 ha giocato un campionato importante, risultando decisivo per la Leonessa. Si tratta di un atleta dotato di grandi qualità tecniche che, con il lavoro quotidiano e le motivazioni, sarà in grado di fare un campionato di Serie A all’altezza. Con le esperienze maturate in questi anni ci potrà dare una mano. Come ha già dimostrato in passato siamo convinti che potrà fare bene in Italia». Alberto Coriele
  4. Matteo Bonetti racconta Dannali Hollis. Il patron della Leonessa Brescia, ultima tappa italiana del giocatore che Varese ha scelto per completare il nuovo roster, racconta pregi e difetti della 29enne ala forte di passaporto ungherese per il quale ha maturato una forte predilezione nel 2015/'16. «Damian è un giocatore super: ha grande talento, è fortissimo nell'1 contro 1 ed è un buon tiratore frontale. Sul campo è un'ala forte di alto livello, che ha bisogno dell'ambiente giusto per rendere al meglio. Fuori del campo è un ragazzo molto intelligente e molto generoso: gira con il suo cane Onyx al quale è legatissimo ed è una persona molto sensibile che nel Giorno del Ringraziamento (festività alla quale gli statunitensi sono legatissimi - ndr) organizza una cena col tradizionale tacchino per i bambini di un'associazione segnalatagli dalla società. Quando è stato da noi ha cucinato personalmente per 30 persone». Talento indiscutibile con tanto di partecipazione ai Mondiali U19 del 2007 rappresentando gli Stati Uniti, che però non ha mai sfondato ad alto livello: come se lo spiega? «Avendo origini giamaicane, ha uno spirito caraibico, con lui bisogna essere chiari sui ruoli: se lo metti in competizione con un altro elemento tende a sedersi. Ma quando la posta si alza, egli alza il livello del gioco: nelle finali contro la Fortitudo Bologna è stato l'MVP assoluto al culmine di playoff super. In difesa è molto scaltro, sembra non si danni l'anima ma in realtà non è così: di sicuro non è un agonista ma più un esteta del basket». Per quale motivo Brescia non lo ha confermato la scorsa estate? «La prima richiesta economica era decisamente superiore alle nostre possibilità, poi in realtà nell'ossatura di una squadra con un playmaker come Luca Vitali ci serviva un giocatore dalle caratteristiche differenti, infatti scegliemmo un "professore" con spiccate doti balistiche come Marcus Landry. Però ne conservo un ottimo ricordo: per me Damian è come un figlio ed è un giocatore che prenderei sempre». Secondo lei, Hollis può essere un giocatore in grado di fare la differenza anche in A? «A me piace tantissimo perché ha un talento incredibile; certo ci vuole il giusto contesto per esaltarne le qualità e sono convinto che anche in serie A possa fare molto bene. Di sicuro deve avere ben chiaro il suo ruolo da protagonista; inoltre va supportato senza farsi ingannare da un linguaggio del corpo che apparentemente può sembrare indolente. In realtà non è così, ma a Brescia all'inizio della stagione c'era qualcuno che lo criticava. Alla distanza ho avuto ragione io e ci ha portato in serie A...». Come giudica la convivenza tra Hollis e il suo vecchio avversario Attilio Caja (Bonetti sfidò più volte l'attuale tecnico di Varese quando guidava le giovanili della JuVi Cremona nei primi anni '90 - ndr)? «Se saprà prendere Damian per il verso giusto, Varese avrà trovato un fenomeno. Non sarà facile perché Attilio impronta il suo modo di allenare sul lavoro, ma Hollis è un giocatore capace di risolvere da solo le difficoltà dell'attacco e che può risultare immarcabile con la sua duttilità. Certo, toccherà anche a lui farsi trovare pronto al livello della serie A: molto dipenderà pure dalla capacità dei compagni, e in particolare del playmaker, di servirlo nei modi e con i tempi giusti». Giuseppe Sciascia
×