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  1. Tanta l’attesa vissuta da tutta la città per gara 3 dei play off 2017 2018 svoltasi tra Brescia e Varese e che determina la fine dell’attività agonistica della compagine biancorossa o di come vogliamo ricordarli, degli Incredibili. E la trama dell’incontro non vuole essere da meno rispetto al soprannome altisonante dei prealpini che a 76 centesimi dalla fine sembrano spacciati ma che grazie ad una magia dell’immenso Cain guadagnano la possibilità di giocare un supplementare che però non avrà altro esito che amplificare la differenza dei rosters tra le 2 compagini. Ma veniamo alle valutazioni : Avramovic 8 : miglior realizzatore della serie, Aleksa dimostra di essere cresciuto definitivamente sia dal punto di vista mentale che tecnico. Considerando il suo girone di ritorno e serie play off da protagonista è facile pensare che le sirene di club economicamente più facoltosi di Varese suoneranno al suo indirizzo. Quello che tutti si augurano è che l’attaccamento che ha sempre dimostrato verso società e tifosi lo convincano a seguire il suo processo di crescita proprio all’ombra del Sacro Monte, almeno per un altro anno. SWEET DREAM Bergamaschi S.V. Natali 6 : partita giocata col cuore e anche con gli attributi ma paga l’inesperienza a certi livelli e le 2 conclusioni prese dall’arco con buone spaziature ammaccano solo il ferro, ma il ragazzo ha carattere e si farà. LA LEVA CALCISTICA DEL 68 Vene 7 : se non avesse segnato un gelido 0 su 7 da 2 saremmo qui a parlare di una partita epica del vichingo estone in campo per 40 minuti, segno chiaro del valore della sua presenza, in particolare per quanto concerne la fase difensiva dove è in grado di prendersi cura di un mago come Landry limitando il suo straripante talento e con la stessa eficacia anche avversari di taglia diversa dalla sua. Il giro d’onore con le lacrime agli occhi sono un piccolo segno di quanto l’onda biancorossa gli fosse entrata sotto la pelle. TZUNAMI Okoye 4,5 : Stan forse è la nota più stonata di una notte dove si giocava con un unico risultato possibile pena l’eliminazione. Non sappiamo se il suo sia stato più un problema di convinzione nei propri mezzi (venuti improvvisamente meno nelle ultime uscite) o un crollo verticale per mancanza di energie dopo aver tirato la carretta tutta la stagione con minutaggi elevatissimi per 30 partite. Sicuramente ha attirato le attenzioni di altri club ma forse il nigeriano, per una resa ottimale, necessita di un ambiente a lui congeniale e di un coach che sappia evidenziare più le sue qualità rispetto ai suoi difetti, cosa che Varese e Caja hanno dimostrato di poter fare molto bene. MULO Tambone 7 : una delle conferme più liete di questa gara 3 dove Matteo dimostra che carattere tecnica e voglia possono portarti a buttare il cuore oltre l’ostacolo e a superare i propri limiti. Questa è tutta esperienza che verrà sicuramente utilissima anche per la prossima stagione. UPGRADE Cain 8,5 : finale di stagione da incorniciare per il lungo americano che mette insieme una serie di tante cose e tutte utilissime, dai 14 rimbalzi, 2 stoppate siderali e quel tap in a 67 centesimi dalla fine che regalano al popolo varesino altri 5 minuti di passione. MONUMENTALE Delas 4 : gioca solo 5 minuti ed entra sul più 19. Bastano solo pochi secondi per capire che Mario non lascerà dei ricordi propriamente positivi nelle menti dei tifosi lombardi. Tolto dalla disperazione inchioda il sedere sulla panchina per non rialzarsi più. SARATOGA Ivanaj N.E. Ferrero 5 : anche capitan Ferrero non trova spazio da protagonista anche perché il suo allenatore cavalca il cavallo Vene per ben 40 minuti e quando è in campo non trova mai il modo per guadagnare ulteriore spazio. COMPARSA Dimsa S.V. Larson 4 : la combo originaria di Las Vegas gira a vuoto per tutto l’incontro e quando a pochi secondi dalla fine ha la bomba della vittoria libero e in zona centrale, si prende la responsabilità ma la dea bendata gli gira le spalle non volendolo premiare dopo una serie play off dove si sono evidenziate le sue inadeguatezze tecniche per stare a questi livelli. ROULETTE
  2. L'Openjobmetis finisce la benzina sul più bello e cede il passo all'overtime contro la Germani Brescia. La compagine di Attilio Caja esce di scena in tre atti in una serie playoff che fotografa impietosamente i limiti di esperienza e profondità di Ferrero e compagni contro il cocktail di mestiere e saggezza tattica di Andrea Diana. Varese gioca 15 minuti stellari accendendo i 4.500 spettatori di un torrido PalA2A con un mix di difesa feroce ed esecuzioni lineari sull'asse Avramovic-Cain. Ma il più 19 del 27', costruito ribaltando l'inizio in salita da 4 punti nei primi 8', non basta per allungare la serie guadagnando il quarto atto a Masnago: come già accaduto nelle sfide di Verona e Montichiari, i biancorossi pagano l'inadeguatezza a questi livelli della panchina, da cui il solo Tambone (nettamente meglio di un tremebondo Larson) trasmette impulsi positivi ad "Artiglio". Al contrario la Germani pesca nella verve di Cotton e Moore i jolly decisivi per sbloccare l'impasse: da una parte la zona 3-2 paralizza i centri nevralgici dell'attacco di Varese (20 perse di cui 15 dopo i primi 20'), dall'altra la freschezza delle guardie straniere fa saltale la catena delle rotazioni difensive con cui l'Openjobmetis aveva concesso solo 7 punti in 14 minuti agli ospiti. Eloquenti i 14 punti segnati negli ultimi 15', e soprattutto i grandi affanni nei duelli a rimbalzo nelle fasi calde della partita (fatale il 44-51 totale con i 18 offensivi di Brescia, 9 dei quali negli ultimi 15'). Una pennellata sulla sirena di Cain, pescato sull'ultimo battito di ciglia (rimessa dal fondo con 76 centesimi sul cronometro), aveva regalato al PalA2A altri 5 minuti di speranza; ma la truppa di Caja, con 19 minuti totali dal poker Ferrero-Dimsa-Natali-Delas, era ormai sulle ginocchia con la terza partita in 6 giorni a prosciugare progressivamente dalle gambe dei titolali la freschezza necessaria per coronare gli sforzi. Peccato perché Varese esce di scena con un totale di 14 punti di scarto in tre partite condotte per lunghissimi tratti ma poi vinte dalla squadra più solida. Esperienza e profondità sono però espressione delle maggiori risorse economiche investite da Brescia sulla squadra iniziale e sulle correzioni in corsa Ortner e Cotton; se rammarico ci può essere in casa OJM, riguarda la perdita pesante di Wells (di fatto non sostituito visto l'impatto nullo di Dimsa): contro una difesa organizzata e un sistema solido come quello di Brescia, la mancanza di alternative ad Avramovic ed Okoye (incisivo solo nel primo tempo di gara-1) ha progressivamente tolto efficacia offensiva a Ferrero e compagni. Il popolo biancorosso ha comunque apprezzato gli sforzi encomiabili prodotti dalla squadra di Caja anche ieri sera: 5 minuti buoni di applausi all'uscita dal campo della Varese più amata dall'era degli "Indimenticabili" hanno salutato la fine di una stagione che resta memorabile per le emozioni da big respirate nel girone di ritorno. Ora tocca alla società - incontro a breve Castelli-Rasizza per il varo formale di "Orgoglio Varese" - trovare i mezzi per costruire un futuro sugli stessi livelli della seconda metà del 2017-18, partendo dalle fondamenta delle risorse da mettere a disposizione di Claudio Coldebella e Attilio Caja (con- cupito da Avellino, ma a meno di colpi di scena imponderabili non finirà come con Vitucci...) per costruire un'altra Openjob-metis in grado di divertirsi e divertire. Giuseppe Sciascia
  3. L’Openjobmetisfa leva sul fattore campo del PalA2A per allungare la serie con Brescia. Stasera, mercoledì 16 maggio, a Masnago (palla a due alle 20.45; diretta RaiSport) la formazione di Attilio Caja non ha alternative alla vittoria per proseguire il cammino: indispensabile battere la Leonessa al terzo tentativo per guadagnarsi il diritto di tornare in campo davanti ai propri tifosi nell’eventuale quarto atto di venerdì. Dopo 5 anni di digiuno, le volte di Masnago salutano il ritorno dei playoff in una partita che Varese deve vincere a tutti i costi. Lo 0-2 rimediato in trasferta ha il sapore della beffa dopo due partite condotte per quasi 70 minuti; ora però la spinta del pubblico amico può aiutare i biancorossi a trovare quel ritmo balistico mancato all’appello sia a Verona che a Montichiari (13/60 totale da 3 nelle due gare esterne). «Quasi cinquemila persone ci stanno aspettando a casa nostra: i tifosi ci hanno dato una grande mano per tutta la stagione, vogliamo giocare per loro e ribaltare l’esito della serie - conferma Alexsa Avramovic, miglior marcatore dell’OJM in gara 2 -. Nei playoff dominano le difese ed è fisiologico un certo calo delle percentuali di tiro; lunedì siamo stati bravi a coinvolgere maggiormente i lunghi, ora però serve giocare il nostro basket al PalaA2A e vincere per allungare la serie». Nella storia dei playoff italiani solo due volte su 85 una squadra trovatasi sullo 0-2 è riuscita a rimontare e vincere; il margine di errore azzerato non spaventa però l’esterno mancino di Varese, che confida moltissimo sul fattore Masnago per provare a riportare la serie a Montichiari. «Non c’è tempo per i rimpianti, e giocare ogni 48 ore aiuta sotto questo profilo - conferma Avramovic - Siamo decisi a sfruttare appieno la spinta del pubblico: vogliamo vincere due volte in casa e poi tornare lunedì al PalaGeorge per la bella. Sono sicuro che saremo capaci di meritarci un’altra occasione sul campo della Leonessa». L’aspetto mentale giocherà chiaramente un fattore importante in una serie molto più equilibrata di quanto indichi l’attuale doppio vantaggio della Germani. Varese non può sbagliare, ma davanti al suo pubblico sa trasformarsi, come il team di Diana ha imparato a sue spese nel 100-72 del precedente della regular season. A sostenere la squadra di Caja ci saranno quasi 5.000 spettatori con la “marea rossa” delle magliette playoff griffate Openjobmetis ad amplificare l’effetto PalA2A. Giocare ogni 48 ore può pesare nelle gambe di una Varese più corta, ma i tempi di recupero ristretti possono condizionare anche il rendimento dei 5 “over 30” del roster della Leonessa. Ieri i biancorossi hanno lavorato in scarico (solo recupero fisico col fisioterapista) in vista dell’arrembaggio di stasera: potrebbe essere l’ultima partita di una stagione comunque sopra ogni aspettativa, ma Ferrero e soci vogliono regalare al PalA2A almeno un’altra notte magica. Giuseppe Sciascia
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