Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'gianfranco ponti'.



More search options

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Solo Basket
    • Varese e il campionato di Basket
    • Il basket dalla B in giù...passando dalle giovanili
    • Archivio articoli
  • Gruppo Vfb.it
    • Divertiti col gruppo di Vfb.it
    • FantaVFB
    • Il gioco dei pronostici

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Location


Interests

Found 11 results

  1. Gianfranco Ponti racconta le ragioni delle sue dimissioni dal consiglio di amministrazione della Pallacanestro Varese, confermando però la disponibilità a rientrare nei ranghi alle sue condizioni. L'imprenditore di Angera, uscito da metà marzo dalla stanza dei bottoni, club di piazza Monte Grappa, motiva così la sua scelta: «Mi sono dimesso perché non ho condiviso alcune scelte legate a questioni di gestione societaria, compresa la mancata attuazione immediata di un piano di riorganizzazione realizzato da Andrea Conti e Giorgio Pellegatta dei quali ho massima stima e che avevo appoggiato attivamente: razionalizzando alcuni costi avrebbe portato risparmi per circa 150mila euro. Ma a me la Pallacanestro Varese sta sempre a cuore: il mio passo indietro non è irreversibile, domenica sarò all'Enerxenia Arena a sostenere la formazione di Caja, e a certe condizioni sono disposto a tornare nei ranghi per costruire una squadra e una società più forti». Quali sono le condizioni per far rientrare le dimissioni? «La porta non è assolutamente chiusa: attendo che a giugno si formi il nuovo CdA per valutare se ci saranno le condizioni per farne parte ed eventualmente esercitare la mia opzione di acquisto fino al 20 per cento delle quote. Quel che chiedo è che il futuro CdA, poco importa se uguale a quello attuale o con figure differenti, dovrà avere pieni poteri per i prossimi tre anni. La prima condizione, non negoziabile, è che del consiglio di amministrazione faccia ancora parte Toto Bulgheroni, unica figura per me imprescindibile per le sue competenze e la sua capacità di essere punto di riferimento per tutta la città». Il suo passo indietro è legato anche alle tempistiche della nomina del nuovo nuovo CdA? «L'attuale governance in scadenza al 30 giugno avrebbe dovuto rimanere in carica fino all'approvazione del bilancio 2018/19, cosa che avverrà nei primi mesi del 2020. Si è convenuto di farla decadere a giugno per programmare il futuro in funzione delle possibili novità nel capitale azionario. Lo scorso febbraio avevo proposto di dimetterci tutti per anticipare i tempi della costituzione del nuovo CdA. Dunque, nel desiderio di stimolare positivamente la situazione e non certo per un capriccio, ho anticipato il passo indietro». Quale sarebbe il modo per effettuare un vero salto di qualità in termini di budget e relative ambizioni? «Al di là del piano di riorganizzazione non si può soltanto operare sulla riduzione dei costi. Per crescere davvero serve aumentare i ricavi, soprattutto quelli da sponsorizzazione: il vero salto di qualità arriverebbe attraverso un abbinamento di alto livello, diciamo da un milione di euro, a supporto dei partner attuali partendo da Openjobmetis (qualora dovesse acquistare quote del club nell'operazione Orgoglio Varese, l'azienda di Gallarate potrebbe lasciare ad altri il ruolo di main sponsor se giungessero offerte più vantaggiose, ndr). Sono pronto a rientrare nell'ambito di un azionariato che condivida un progetto ambizioso, non in una società che si avvìi verso una politica di piccolo cabotaggio» Cosa accadrà qualora non si avverassero le condizioni richieste? «Mi occuperò sempre del settore giovanile, per il quale il mio impegno proseguirà a prescindere dagli sviluppi al vertice del club. Anche in questo ambito siamo in cerca di risorse da sponsorizzazione; la volontà è comunque quella di potenziare l'Academy investendo sul parco allenatori in cerca di professionisti a tempo pieno, e sul reclutamento italiano e straniero per migliorare ulteriormente i nostri gruppi. Che già quest'anno, con l'Interzona raggiunto da Under 18, 16 e 15 e il titolo regionale dell'Under 14, hanno dato risultati lusinghieri». Giuseppe Sciascia
  2. Vento dai Balcani nelle vele della Pallacanestro Varese per dare corpo al progetto di Gianfranco Ponti indirizzato al potenziamento il vivaio con l'innesto di giovani prospetti stranieri da fidelizzare e "italianizzare" in ottica futura per la serie A. La collaborazione instaurata con l'agente serbo Alexsandar Raskovic, ospite nelle scorse settimane dal PalA2A, porterà nei prossimi giorni in città un totale di 7 atleti delle annate 2002, 2003 e 2004 che proveranno con la società di piazza Monte Grappa. Ad inaugurare l'elenco degli sbarchi sarà oggi Balsa Jokic, 14enne ala montenegrina del KK Kotor (ossia Cattaro, storico porto della Repubblica di Venezia) che ha già vestito la maglia della sua Nazionale allo Slovenia Ball 2017. Tra domani e la prossima settimana arriveranno altri sei elementi di varia estrazione tra le diverse repubbliche dell'ex Jugoslavia: in parte si tratta di atleti già visionati da Dodo Rusconi, Fabio Colombo e Gianfranco Ponti in occasione della missione del mese scorso a Belgrado, cui si aggiungeranno altri "rinforzi" che saranno visionati al PalA2A per stabilirne le potenzialità future. I talenti balcanici svolgeranno inizialmente un lavoro individuale con Dodo Rusconi e Andrea Meneghin e poi effettueranno alcuni allenamenti con i gruppi Under 18 e Under 16. Dopodiché staff tecnico e dirigenza del vivaio tireranno le somme, valutando quali e quante operazioni portare a termine: le formalità burocratiche - tra le opportune pratiche per il trasferimento internazionale presso la FIBA, e le iscrizioni scolastiche per ottenere il visto indispensabile per il tessaramento FIP - sono corpose e non immediate. E c'è un vincolo temporale ineludibile da tenere presente nell'iter dell' acquisizione della formazione sportiva che permetterebbe in futuro a Varese di schierare in quota italiani in serie A i giovani prospetti stranieri cresciuti nel proprio vivaio. L'italianizzazione tecnica è acquisibile secondo le regole FIP disputando 4 stagioni nei campionati giovanili tricolori, con un minimo di 14 partite a referto nell'annata sportiva: se le pratiche per il tesseramento saranno sbrigate entro Natale, ci sarà ancora tempo per sfruttare il 2017-18 come "anno uno", altrimenti si dovrà rimandare al 2018-19. «Si tratta di un mix eterogeneo tra lunghi, ali ed esterni di diverse annate e nazionalità che valuteremo con attenzione nelle prossime settimane - spiega Gianfranco Ponti - Dovremo andare di corsa per riuscire a portare a termine l'operazione già quest'anno, al massimo comunque inseriremo due elementi per ogni gruppo per non mandare cattivi messaggi ai ragazzi che stanno facendo molto bene già ora». Il "ministro" delle giovanili biancorosse esprime la sua soddisfazione per i primi tre mesi di lavoro del nuovo corso: «Allenatori e atleti si stanno dando molto da fare: ogni 15 giorni i tecnici si riuniscono per discutere e confrontarsi, c'è un clima di entusiasmo che accomuna vecchi e nuovi, vedremo se gli eventuali nuovi innesti porteranno ulteriore linfa». Giuseppe Sciascia
  3. Due campi, tribune, palestra, spogliatoi e uffici, nella zona di Calcinate degli Orrigoni dove già esistono pista d’atletica, campo da beach volley e campo da calcio. E poi una foresteria, sempre negli stessi terreni, dotata anche di un ristorante. Più di una palestra: un polo sportivo. Che sta prendendo corpo nel lavoro di Gianfranco Ponti, nuovo consigliere d’amministrazione della Pallacanestro Varese con regia sul settore giovanile, sempre più deciso ad andare fino in fondo a un investimento strutturale importante per Varese. Le parole non sono scelte a caso. Quella che agli albori dell’idea doveva essere semplicemente la casa del Basket Ignis, oggi vorrebbe diventare una casa del basket e dello sport a servizio dell’intera Città Giardino: normale allora che si cerchi un accordo con il Comune di Varese che sarà uno dei primi beneficiari della novità. Punti fermi e da chiarire Lo stato dell’arte è il seguente. Il progetto redatto da un architetto milanese è stato portato sui tavoli di Palazzo Estense durante un incontro avvenuto nei giorni scorsi, alla presenza del sindaco Davide Galimberti e dell’assessore Dino De Simone. Punti fermi: il Comune concederà il terreno a Calcinate degli Orrigoni sul quale “mini-palazzetto” e foresteria saranno edificati; le spese di realizzazione verranno sostenute completamente da Ponti e da prestiti bancari, per un costo che dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 milioni e mezzo di euro per la palestra-palazzetto e 2 milioni per la foresteria. Altro invece è ancora da chiarire. L’aggiunta nel progetto dell’edificio che ospiterà gli atleti (la foresteria) richiede uno spazio più ampio rispetto ai circa 5000 metri quadrati che il Comune avrebbe attualmente in mente di destinare all’iniziativa: si valuterà un’altra area rispetto a quella di Calcinate degli Orrigoni oppure - ipotesi al momento più probabile - verrà trovata un’appendice in loco in grado di garantire la costruzione di entrambe le strutture? I costi di gestione: verranno supportati anche dal Comune (che avrà la piena disponibilità della struttura e la potrà “girare” alle scuole pubbliche, almeno nelle ore mattutine) oppure solo da Ponti? Vista la valenza sociale dell’opera, il modello gestionale da seguire potrebbe essere quello del Palaghiaccio, alla cui conduzione Palazzo Estense partecipa con un contributo economico piuttosto sostanzioso. Di più se ne saprà nei prossimi mesi: il solco della novità è comunque già stato ampiamente tracciato. Prodanovic? No. Futuro? Sì Restando sempre in tema “giovani”, Milos Prodanovic, atleta bosniaco classe 2002, settimana scorsa a Varese per un provino, non rimarrà in biancorosso. Il ragazzo si è allenato con coach Dodo Rusconi e con Andrea Meneghin: è “bravino”, ma i nuovi responsabili tecnici del vivaio biancorosso hanno convenuto che al momento il gioco non valesse la candela, anche in virtù di un investimento che per evidenti motivi logistici non sarebbe stato esiguo. Poco male: l’intera operazione è servita ad allacciare buoni rapporti con l’entourage (rimasto pienamente soddisfatto da quanto “visto” a Varese, sia a livello organizzativo, che tecnico, che di idee per il futuro) dell’agente serbo Aleksandar Raskovic, con il quale si potrebbe sviluppare una collaborazione ( inedita a livello italiano) continuativa e concernente non solo il settore giovanile. Fabio Gandini
  4. Pallacanestro Varese e Robur et Fides tornano a dialogare nell'ottica di un'efficace "convivenza civile" tra le due maggiori società cittadine. Clima disteso e collaborativo nel primo incontro tra il nuovo "ministro" del settore giovanile Gianfranco Ponti - accompagnato da Fabio Colombo - e la delegazione del club di via Marzorati (composta da Adalberto Tessarolo, Marco Osculati, Angelo Monti e Cecco Vescovi) che si è svolto venerdì scorso. Sul tavolo c'erano le posizioni di vari atleti tesserati per il sodalizio di piazza Monte Grappa che nel 2017/'18 potrebbero giocare con la maglia gialloblù: Varese girerà in prestito 11 atleti di diverse età alla Robur et Fides, che dovrà formulare una proposta economica per l'acquisto a titolo definitivo dei due atleti dell'annata 2001 - Calzavara e Iaquinta - che hanno chiesto il trasferimento in via Marzorati e si stanno allenando con gli Under 18 di Andrea Triacca. All'atto pratico, entrambe le società porteranno avanti i rispettivi progetti giovanili, dialogando sui casi singoli come accadeva stabilmente dal 2015. Non un accordo formale come quello del 2013/'14 sfruttando il "laboratorio Campus", nel quale avevano giocato fianco a fianco i prodotti di entrambi i vivai, ma una partnership "leggera" all'insegna del buon senso che servirà prima di tutto a garantire a ciascun giovane prospetto la possibilità di proseguire l'attività cestistica. «Personalmente non credo nei prestiti, né in entrata né in uscita, al di là degli accordi raggiunti in precedenza, dunque l'idea è ragionare con spirito costruttivo sui definitivi. La regola del nuovo corso sarà questa, assieme ad un codice di comportamento per i genitori. Con la Robur vogliamo comunque mantenere rapporti di buon vicinato» conferma Gianfranco Ponti, che la prossima settimana sarà a Belgrado per provare a stringere i primi accordi internazionali utili sia per le giovanili (con la possibilità di aggiungere elementi futuribili e ancora in grado di conseguire la formazione italiana, dunque dai 16 anni in giù) che eventualmente per la prima squadra. «Da parte nostra la disponibilità è massima valutando interscambi di atleti se entrambe le parti considereranno utile per la crescita tecnica dei singoli - aggiunge Claudio Corti, responsabile della sezione basket del club di via Marzorati -. Di fatto si è ripreso quel discorso instaurato fino a due anni fa, che nella scorsa annata, al di là dei quattro prestiti nostri aggregati alla C Silver biancorossa, non si era potuto portare avanti per diversi motivi». Allo stesso tempo il dirigente della prima squadra della Robur ha instaurato un dialogo costruttivo con Claudio Coldebella in occasione della possibile partnerhsip per l'affare Laganà (poi sfumato per la scelta dell'esterno del 2000 di accasarsi a Capo d'Orlando). Il taglio più giovanilistico della serie B griffata Coelsanus fa del gruppo di Cecco Vescovi lo sbocco naturale dei prodotti del vivaio della Pallacanestro Varese: tra la rivoluzione del 2016 in casa Robur e quella del 2017 delle giovanili biancorosse la scintilla non è potuta scattare, sarà la volta buona nel 2018? Giuseppe Sciascia
  5. «Vogliamo portare in prima squadra i ragazzi che escono dalle giovanili, se non accade avremo fallito». In poche parole, Gianfranco Ponti fissa l’obiettivo e allo stesso tempo il motivo del suo ingresso in Pallacanestro Varese. Da giovedì scorso, è ufficiale l’ingresso nel CdA dell’imprenditore varesino che, dopo un lungo corteggiamento, ora è parte integrante della società biancorossa. In che modalità? Presto spiegate attraverso le parole del presidente del consorzio Alberto Castelli: «Ponti entra in consiglio d’amministrazione sino all’approvazione del bilancio al 20 giugno 2019, ossia la scadenza naturale del consiglio in essere. A fronte di ciò, ha deciso di apportare una sponsorizzazione di 200mila euro per esercizio. Avrà una delega totale al settore giovanile ed il suo apporto economico entrerà in bilancio ma verrà destinato appunto al settore giovanile». E prosegue: «Rimarrà in consiglio con la facoltà di sponsorizzare per due ulteriori anni fino al 2021 (facoltà e non obbligo). Diventerà obbligo qualora Gianfranco decidesse di entrare a far parte della compagine societaria: il Consorzio ha infatti rilasciato un’opzione per l’ingresso in società con una quota del 20%, che se esercitata prolungherebbe automaticamente l’accordo fino al 30 giugno 2021». Lo stesso Castelli, a chiusura del suo intervento, aggiunge alcune personali considerazioni su una trattativa che ha condotto in prima persona su mandato dell’assemblea dei proprietari: «Siamo molto contenti del risultato raggiunto. Come sapete la trattativa è iniziata 4/5 mesi fa con i primi contatti. Il 16 marzo ho ricevuto dal Consorzio la delega ad approfondire il discorso sull’ingresso di nuovi soci: da allora è iniziato un lungo lavoro del cui risultato sono molto contento. Ci tengo a sottolineare che Pallacanestro Varese non ha ceduto un ramo d’azienda, perché Ponti entra con delega totale al settore giovanile e di quello si occuperà in qualità di consigliere. Alla base del rilascio dell’opzione per l’ingresso in società c’è l’idea che la base societaria si allarghi progressivamente, tutti noi ci auguriamo di poter parlare tra un anno o più di una compagine societaria più ampia. La condizione fondamentale è che la Pallacanestro Varese possa andare avanti e vivere nel migliore dei modi. Nel prossimo mese Ponti valuterà se esercitare l’opzione, che è unilaterale perché il Consorzio la sua scelta l’ha già fatta». «In tanti al lavoro insieme» La parola, poi, è passata a Gianfranco Ponti: «Quando Castelli parla di Gianfranco Ponti parla di diverse persone, bisognerà riuscire a mettere insieme dal punto di vista operativo le risorse che già ci sono con qualche nuovo inserimento. L’accordo, come raccontato da Castelli, è stato fatto così per questioni di tempo perché l’acquisto di una quota presuppone un bilancio da cui partire ed era impossibile iniziare la stagione senza sapere cosa sarebbe successo. Il “dire si fa” grazie a persone come Vittorelli, Villa (presidente del trust Il Basket Siamo Noi), Bulgheroni, oltre ai consulenti che sono intervenuti da parte mia, Donnini, Salvadè e Armocida. Almeno una ventina di persone hanno lavorato insieme per quattro mesi per arrivare alla conclusione. Penso che tutte le risorse che ci sono vadano valorizzate. Il nostro obiettivo è portare i ragazzi che escono dalle giovanili della Pallacanestro Varese in prima squadra, se questo non accade abbiamo fallito». «Innesto importante» La “benedizione” è giunta anche dal presidente Marco Vittorelli: «Voglio dare il benvenuto a Gianfranco Ponti, siamo contenti di questa decisione. Sarà determinante avere idee chiare e persone che si dedicano a Pallacanestro Varese. Il suo ingresso darà spinta al nostro sviluppo, oltre a liberare qualche risorsa per la prima squadra. Ringrazio tutti perché è stato un lavoro complicato, che porta però ad un innesto importante dal punto di vista qualitativo e quantitativo». Citazione cinematografica per il presidente del trust Luca Villa: «Chiamerei questa occasione “back to the future”, vedo questa tappa come uno snodo tra passato e futuro straordinario. Mi fa onore essere a questo tavolo insieme a dei personaggi straordinari, la figura di Ponti credo dia ulteriore marcia a questo processo di crescita». Last, but not least, Dodo Rusconi che rientra in società dopo tanti anni: «Sono determinato per questo progetto, il mio compito sarà allenare e crescere giocatori che siano nel più breve tempo possibile pronti per la prima squadra. Bisogna trovare le motivazioni giuste per creare una nuova mentalità». Sulle questioni pratiche del settore giovanile è intervenuto di nuovo Ponti: «È presto per il reclutamento, ma potrà essere sia sugli italiani che sugli stranieri, purché si tenga conto della regola dei 4 anni sulla formazione. Io mi impegno a mettere i soldi senza alcun vincolo di maglia, il mio impegno finanziario resta ma sono disposto a mettere sulle maglie delle giovanili il nome di chiunque si faccia avanti». Alberto Coriele
  6. La Pallacanestro Varese spalanca le porte a Gianfranco Ponti, oggi mecenate del settore giovanile per rilanciare la storica tradizione del vivaio biancorosso, ma domani auspicabilmente socio forte a fianco del consorzio. Dopo quasi 5 mesi di trattative, Alberto Castelli, Toto Bulgheroni (al centro col nuovo dirigente) e Luca Thomas Villa - rispettivamente l'artefice dei primi contatti, l'anfitrione degli incontri successivi e colui che ha trovato la formula dell' accordo presentato ieri - hanno potuto festeggiare ufficialmente l'ingresso dell'imprenditore di Angera nella stanza dei bottoni ella società di piazza Monte Grappa. Il presidente di "Varese nel Cuore" ha illustrato i dettagli operativi dell'operazione: l'accordo siglato giovedì scorso è valido fino al 30 giugno 2019, e prevede un contributo annuo di 200mila euro da parte di Gianfranco Ponti (il budget delle giovanili si aggirerà attorno a 250mila - nel 2016-17 erano imputati a bilancio 225mila euro, di cui poco più di 150mila come spese effettive per il vivaio - contando anche altri introiti da quote e camp). L'imprenditore è entrato nel CdA della società di piazza Monte Grappa con delega alla gestione tecnica e finanziaria del settore giovanile; l'accordo prevede una opzione di estensione della gestione del vivaio fino al 30 giugno 2021, che scatterà automaticamente se Ponti eserciterà l'opzione di acquisto del 20 per cento delle quote della Pallacanestro Varese entro i prossimi due anni. Auspicio dei vertici del consorzio è che la ventilata ipotesi dell'ingresso di Ponti in modalità "socio forte" sia soltanto rinviata:«L'opzione è solo in favore di Ponti, la nostra scelta è già fatta: l'idea che la base societaria si allarghi con un socio forte è insita in questa clausola - conferma Castelli - Allargare la base societaria è fondamentale per continuare l'attività nel migliore dei modi». E lo stesso "ministro" delle giovanili a spiegare il tecnicismo che ha fatto slittare il suo ingresso nel capitale societario:: «L'accordo in queste forme nasce per vincoli temporali: l'acquisto di una quota presuppone la presenza di un bilancio ma una società sportiva lo chiude al 30 giugno e avrebbe significato rinviare all'autunno. Per quest'anno saremo un po' di corsa, ma l'obiettivo a lungo termine è portare dei ragazzi del nostro vivaio in serie A: se non ci riusciremo avremo fallito il compito». L'impegno finanziario di Ponti sarà diretto, senza alcun vincolo di marchio: possibile dunque la conferma dello sponsor Teva se la multinazionale che compare anche sulle maglie della serie A finalizzerà le operazioni di rinnovo dell'accordo. Con il nuovo consigliere biancorosso arriveranno le varie figure tecniche e dirigenziali che lo accompagnavano nell'avventura al Basket Ignis, a partire da Dodo Rusconi che dopo essere stato giocatore, allenatore della serie A e dirigente della Pall.Varese si rimette in gioco a 71 anni come uomo di punta della nuova area tecnica: «L'idea è produrre nel più breve tempo possibile atleti validi per la prima squadra: Varese ha prodotto centinaia di giocatori, non è possibile che da questa città non escano più prospetti da vertice. Sono cambiati i tempi e dobbiamo trovare le soluzioni giuste per dare mentalità e sviluppare l'aspetto atletico dei ragazzi». Sullo sfondo spuntano ipotesi di reclutamento nazionale e internazionale e creazione di una foresteria; l'auspicio espresso da Castelli e Toto Bulgheroni è che il "virus" della passione biancorossa si propaghi dalle giovanili alla serie A. «Il settore giovanile è una risorsa importante per la Pallacanestro Varese, e la presenza di un budget abbastanza consistente per un vivaio degno di questo club è un'ottima cosa - conferma Toto - Sono fiducioso che Ponti verrà contagiato dalla passione per occuparsi della società, aiutarci a trovare nuovi sponsor e promuovere lo storico brand della Pallacanestro Varese». Giuseppe Sciascia
  7. La notizia in realtà non c’è, soccorre l’ufficialità. Gianfranco Ponti è un nuovo consigliere d’amministrazione della Pallacanestro Varese: ieri le firme dopo la ratifica del cda di piazza Monte Grappa e di quello di Varese nel Cuore. Tutto, nella giornata appena trascorsa, è andato secondo programma, chiudendo una trattativa durata mesi e delineando una svolta importante (nel presente e potenzialmente anche nel futuro: nel contratto tra le parti c’è l’opzione per l’acquisto del 20% delle quote societarie) nella storia del sodalizio cestistico cittadino. Dall’imprenditore di Angera passerà la gestione del settore giovanile, che per alcuni versi assume la forma di uno “spin off” della società madre: indipendenza di costi e investimenti (250 mila euro annui garantiti) dal patrimonio societario, nuovi dirigenti dedicati in entrata, accordo di gestione a scadenza temporale (due anni più opzione per altri due), con l’organicità della struttura assicurata - tuttavia - dalla presenza di Ponti nel consiglio di amministrazione di piazza Monte Grappa. Il nuovo organigramma Con lui spazio anche a Dodo Rusconi - per il coach si tratta di un ritorno lì dove ha fatto la storia sia da giocatore che da allenatore, con l’ultima panchina occupata all’inizio della stagione 2003/2004 - e a Fabio Colombo, anch’egli parte delle Varese leggendarie del passato: il primo sarà direttore tecnico delle giovanili, il secondo agirà da responsabile amministrativo e organizzativo. Rusconi avrà compiti da supervisore, non tanto degli allenatori delle singole selezioni (che almeno per questa stagione, salvo volontarie defezioni, non verranno cambiati) ma della “filosofia” (tecnica, gestionale e afferente alle modalità di allenamento) che connoterà il nuovo corso. Nulla di certo si sa, invece, su destino ed eventuali future mansioni delle figure apicali del settore giovanile attualmente in organigramma, compresi Max Ferraiuolo (che negli ultimi anni ha ricoperto la carica di responsabile generale) e Giulio Besio (quest’anno responsabile tecnico). Il ruolo di trait d’union tra le partizioni societarie sarà in capo a Claudio Coldebella, con cui Ponti e i nuovi dirigenti avranno un confronto continuo. Gli altri dettagli organizzativi verranno svelati lunedì, nel corso di una rassegna stampa cui prenderanno parte il nuovo consigliere e il presidente del Consorzio Varese nel Cuore Alberto Castelli, l’altro protagonista della lunga genesi dell’accordo. Lunedì il primo incontro Sempre lunedì, l’imprenditore di Angera, Rusconi e Colombo si presenteranno in quelli che saranno i loro nuovi uffici nei meandri del PalA2A, iniziando i colloqui con tutti i dipendenti del vivaio varesino: l’obiettivo è quello di iniziare a “capire” la struttura per valutare anche l’opportunità di ulteriori modifiche. Una novità è già sicura: come anticipato da queste stesse colonne, non ci sarà più l’under 20, la squadra più “anziana” del settore giovanile che partecipava al campionato di C regionale. I termini per l’iscrizione al torneo sono scaduti venerdì scorso, e la stessa non è stata rinnovata. Fabio Gandini
  8. Mancano le ultime firme e manca la stretta di mano finale, quella che di rigore suggella ogni affare: per entrambe soccorrerà l’arrivo dei prossimi giorni e la chance - ora logisticamente impossibile - di un incontro. Sull’accordo, però, non ci sono più dubbi di sorta: Gianfranco Ponti entra a far parte della Pallacanestro Varese, come “gestore” del settore giovanile e con una porta aperta su un futuro da socio. Si chiude una trattativa lunga quasi sei mesi: prima la ripresa dei contatti, interrotti bruscamente due anni fa con il no di Varese nel Cuore alla sua proposta di acquisto del 50% delle quote societarie, poi le “esplorazioni” sempre più frequenti (a seguito del mandato, conferito al presidente Alberto Castelli da parte dell’assemblea del Consorzio, alla ricerca del”socio forte”), poi ancora gli incontri cadenzati per la strutturazione dell’affare, infine la “limatura” degli avvocati che ha permesso di smussare - punto dopo punto - le ultime divergenze. I dettagli dell’accordo E arrivare a oggi, ovvero all’altare di un matrimonio sfiorato già due volte in passato: nella primavera del 2015, come già ricordato, e nel 2014, quando l’imprenditore angerese - a differenza dell’anno successivo - aveva avanzato una proposta di subentro limitata al solo vivaio biancorosso. Il percorso ha prodotto un dettagliato contratto, di un centinaio di pagine e a tre firme (Consorzio, Ponti, Pallacanestro Varese), atto a normare gli aspetti economici, organizzativi e procedurali del nuovo assetto. Ponti verrà integrato nel consiglio d’amministrazione della Pallacanestro Varese con delega alla gestione del settore giovanile. Ampio il contenuto del mandato: a lui la responsabilità dell’area strategica, organizzativa e logistica del vivaio, con la possibilità di scegliere gli uomini che da essa dipendono, sia a livello dirigenziale che sportivo. Interamente a carico dell’imprenditore saranno anche gli oneri economici e finanziari dell’attività relativa ai giovani, che in tal senso viene “separata” dal resto della società: il budget destinato ad essa sarà autonomo e pienamente sopportato da Ponti, che per il momento ha deciso di garantire un investimento annuale di partenza stimabile intorno ai 250 mila euro. Sempre a lui faranno capo i rapporti con gli sponsor e ogni aspetto quotidiano della gestione (dato per intenso il necessario confronto all’interno del cda biancorosso, come accade per ogni partizione societaria). Certo il coinvolgimento nell’avventura di persone di sua fiducia: a partire dall’ex campione e (più volte) coach della prima squadra Dodo Rusconi, che presiederà la parte tecnica, per arrivare molto probabilmente anche a Fabio Colombo, pure lui ex giocatore negli anni mitici e anima del Basket Ignis Varese 1970, la realtà giovanile nata lo scorso anno. Due Varese in una Non è tutto. Nel contratto è stata inserita anche una clausola che apre a un ulteriore coinvolgimento “dell’homo novus” di Angera, stavolta nelle vesti di socio: un’opzione per l’acquisto del 20% delle quote societarie, esercitabile in qualunque momento. Si tratta di una soluzione mediata davanti al mancato accordo attuale sulla questione: la volontà del figlio dell’ex braccio destro di Giovanni Borghi è stata quella di non essere chiamato a rispondere delle perdite (in riduzione ma ancora sussistenti) nel bilancio di piazza Monte Grappa e afferenti alla gravosa eredità economico-finanziaria delle stagioni passate. Una soluzione che, tuttavia, non scontenta nemmeno il Consorzio, intenzionato - nei mesi o negli anni a venire - a ridurre la propria partecipazione dall’attuale 95% (il 5% è del trust “Il Basket siamo Noi) a un più sostenibile 50%: ciò implica non solo che verrà fatto di tutto per sistemare i conti e favorire l’ingresso di Ponti, ma anche che l’azionista di maggioranza Varese nel Cuore cercherà altri “soci forti” interessati ad acquisire una fetta di proprietà. I benefici della novità, complessivamente considerata, sembrano evidenti. Varese si candida a un futuro economicamente più tranquillo e - chissà - un giorno magari anche più ambizioso, con un settore giovanile che vede nel proprio domani una valorizzazione maggiore rispetto al presente, non fosse altro per lo scorporo economico dei costi e per l’attenzione che verrà dedicata da un imprenditore pronto a investire in maniera esclusiva. Manca una stretta di mano. L’ultima. Nell’auspicio di tutti propedeutica ad una buona convivenza nell’incipiente era. C’era una volta Varese, ora è come se ce ne fossero due: esse dovranno ragionare, decidere, comportarsi e agire come se fossero una sola. Fabio Gandini
  9. Altro importante incontro venerdì tra il presidente di Varese nel Cuore Alberto Castelli e l’imprenditore angerese Gianfranco Ponti, propedeutico all’entrata di quest’ultimo nelle fila dei proprietari della Pallacanestro Varese. La strada di quello che passerà alle cronache come il più significativo cambiamento societario degli ultimi sette anni è lunga e ricca di necessari passaggi formali. Oggi il “campo” è ancora occupato da consulenti e commercialisti: sarà probabilmente luglio il mese della definitività dell’operazione. Il quadro in cui le parti si stanno muovendo è tuttavia già abbastanza chiaro, tanto da poter essere ipotizzato in alcuni dettagli. Ponti parteciperà alle quote societarie nella misura del 20%, tramite un aumento di capitale che verrà indetto da Piazza Monte Grappa. L’operazione serve a far sì che il contributo economico dell’imprenditore di Angera confluisca direttamente in società, in “azienda” come si suol dire, dotando così la Pallacanestro Varese di una base finanziaria più solida. Contestualmente, o comunque in tempi successivamente brevi, Ponti entrerà a far parte anche del consiglio d’amministrazione della realtà biancorossa, dove avrà la delega al settore giovanile, partizione sulla quale si concentrerà la missione del nuovo socio e che ogni anno grava sui conti per una cifra vicina ai 200 mila euro. Da ultimo, ma di primaria importanza, “la road map” delle scadenze prevede che l’accordo tra Ponti e il cda del Consorzio, prima di essere ratificato, venga sottoposto all’assemblea di Varese nel Cuore, per cercarne la formale approvazione (abbastanza scontata, visto il mandato al “socio forte” dato dalla stessa nel marzo scorso): è possibile che il consesso dei piccoli proprietari venga indetto per la fine del mese di giugno, così da procedere poi al già citato aumento di capitale. Come proseguirà il rapporto in un secondo momento è ora allo studio, sia negli aspetti economici che in quelli operativi. Di certo l’impegno di Gianfranco Ponti “a capo” del settore giovanile biancorosso non impedirà allo stesso di portare avanti l’avventura Ignis Varese 1960, un anno di vita alle spalle e l’intenzione di ingrandirsi, come dimostra la leva 2017 recentemente promossa. All’orizzonte, poi, c’è e prosegue il sentiero che porterà alla costruzione di una casa per la stessa Ignis, una struttura per il basket che manca da tempo immemore, alla città del basket. Fabio Gandini
  10. Pallacanestro Varese e Gianfranco Ponti, matrimonio in vista? Mancano ancora alcuni passaggi formali e alcuni dettagli operativi per i crismi dell'ufficialità, ma stavolta la fumata bianca per la partnership tra il consorzio che regge dal 2010 le sorti del club di piazza Monte Grappa e l'investitore già affacciatosi due anni fa al mondo Pall.Varese, fa potrebbe arrivare nel giro di 10-15 giorni. Sarebbe dunque il 57enne imprenditore di Angera il potenziale "socio forte" che "Varese nel Cuore" vuole aggiungere all'attuale assetto della proprietà: l'accordo in fase di studio prevede un ingresso "morbido" nella compagine societaria, con una quota di maggioranza rispetto al frazionamento attuale dell'1 per cento per ogni membro del consorzio, ma lontana dal controllo assoluto del club: sicuramente inferiore al 25%, toccherà ai professionisti studiare con precisione l'entità della partecipazione. Almeno inizialmente Ponti non dovrebbe ricoprire alcun incarico nella governance, ma avrà il mandato di ministro del settore giovanile con ruoli di coordinamento dell'intera attività di base attraverso investimenti mirati sul vivaio che già rappresentava uno dei punti qualificanti nel "Progetto Varese" lanciato nell'aprile 2015. Il beneficio immediato per la Pallacanestro Varese sarebbe duplice: intanto la possibilità di stornare gli investimenti effettuati nella stagione 2016-17 sul settore giovanile in altre voci del bilancio, e poi la chance di rilanciare un vivaio che da tantissimi anni non è più in grado di rifornire la serie A di talenti fatti in casa, inoltre ci sarebbe da aggiungere l'indotto garantito dalle entrature di Gianfranco Ponti nel mondo della finanza internazionale, che a lungo termine potrebbero creare nuove opportunità in termini di investitori e sponsor. Infine andrebbe messo in conto anche l'entusiasmo del 57enne imprenditore angerese nel voler fare qualcosa di importante per la sua città, dopo aver "respirato" basket fin dall'infanzia (il padre scomparso qualche mese fa era lo storico braccio destro di Giovanni Borghi). In attesa della messa a punto dei particolari, siamo comunque alla vigilia di una nuova fase importante sul piano della struttura societaria: "Varese nel Cuore" si era già aperta la scorsa estate al Trust "Il Basket Siamo Noi" che aveva acquisito prima l'1% e poi il 5% delle quote: ora se l'assemblea dei soci darà via libera all'operazione Ponti con relative modifiche dello statuto - ma al momento ci sarebbero solo benefici e nessun potenziale svantaggio - nascerà una versione ibrida tra multiproprietà e socio forte nel nome della passione comune per Varese. E della volontà comune di garantirle un futuro più ambizioso, anche attraverso un programma a lungo termine con i giovani considerati come il volano della crescita. Giuseppe Sciascia
  11. Sponsor e socio forte: lavori in corso. Con la stagione sportiva vicino alla sua chiusura, a tenere banco in piazza Monte Grappa e dintorni è un domani già da tempo diventato urgenza, almeno per quel che concerne il reperimento delle risorse economiche. Come facilmente comprensibile, sono quelli sopracitati i nodi principali che la Pallacanestro Varese dovrà sciogliere prima di poter programmare davvero l’annata agonistica che verrà. Con un vantaggio da non sottovalutare rispetto al passato: gli sforzi (quasi ultimati) compiuti nei mesi scorsi dal nuovo cda per risanare i conti dagli errori delle precedenti gestioni, oltre a salvare concretamente la società hanno lasciato in eredità la piena e dettagliata consapevolezza dei costi da sopportare per mandare avanti la “baracca”. Basta salti nel buio: con il budget x si spenderà x, con il budget y il passo non andrà oltre y. Condizioni migliori Per risolvere le incognite sarà in primis fondamentale sapere se Openjobmetis vorrà continuare il suo cammino di sponsorizzazione e a che condizioni lo farà. Gli ultimi, brillanti tre mesi di Maynor e compagni sembrano aver piacevolmente colpito l’ad dell’azienda di Gallarate, Rosario Rasizza, spingendolo a vagliare una prosecuzione del rapporto in luogo di un’interruzione “vociferata” quasi per certa durante i momenti più duri dell’anno. Le parti si siederanno allo stesso tavolo solo dopo il 20 maggio: piazza Monte Grappa sarebbe orientata a chiedere una fiducia più a lungo termine rispetto al passato (leggi un rinnovo biennale invece che annuale) e un impegno economico tutto sommato equivalente rispetto a quello delle ultime stagioni, da onorare - però - in un’unica tranche iniziale invece che “a tappe” (il contributo erogato nel 2016/2017 dallo sponsor si è aggirato sui 400 mila euro, cui vanno però aggiunti almeno altri 100 mila chiesti e concessi strada facendo). Quale sarà la risposta dell’interlocutore, con la premessa d’obbligo che Openjobmetis rimane una società quotata in borsa e quindi chiamata a valutare con attenzione e con alcuni vincoli le sue sponsorizzazioni? La presenza nel consiglio d’amministrazione biancorosso del presidente Marco Vittorelli (presidente anche della stessa azienda) induce tuttavia ottimismo verso una trattativa che, andasse in porto nei termini sopra descritti, consentirebbe ai dirigenti di guardare con più serenità al prossimo futuro e alla gestione dello stesso. Clima diverso Il secondo fronte è quello del cosiddetto “socio forte”, ovvero la figura che l’assemblea di Varese nel Cuore tenutasi il mese scorso ha ipotizzato di cercare dopo anni di conduzione “solitaria” da parte della proprietà diffusa. La notizia sull’argomento è che, dopo i primi abboccamenti di febbraio-marzo, stanno proseguendo i contatti tra il presidente del Consorzio Alberto Castelli e Gianfranco Ponti, l’imprenditore di Angera che due anni fa fece un’offerta per rilevare il 50% delle quote societarie (offerta poi non considerata accettabile). Il clima sembra decisamente diverso rispetto alla primavera 2015, quando le due parti dimostrarono fin da subito di essere distanti e poco disposte a trovare un compromesso tra le rispettive esigenze: oggi il dialogo sta continuando sotto traccia (bene che sia così...) e pare aver già ipotizzato dei termini concreti di subentro nelle quote. Di più se ne saprà nelle prossime settimane, compreso se, come e quanto nella trattativa possa rientrare la gestione del settore giovanile della Pallacanestro Varese, “pallino” di Ponti e possibile chiave per un’entrata dell’imprenditore nei ranghi societari. Fabio Gandini
×
×
  • Create New...