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  1. Il CdA della Pallacanestro Varese ratifica il ruolo da timoniere di Luis Scola. “El General” sarà il nuovo plenipotenziario dell’area tecnica biancorossa, acquisendo le competenze decisionali del dimissionario Andrea Conti. L’a.d. nominato il mese scorso avrà la gestione strategica del club, avvalendosi di figure già presenti nell’organigramma societario per la gestione dell’ordinaria amministrazione. Al team manager Max Ferraiuolo toccheranno i compiti da “ufficiale di collegamento” tra la squadra e Scola, mentre Mario Oioli si occuperà dei rapporti con gli agenti e degli aspetti burocratici. Come previsto non ci saranno nuovi ingressi nell’organigramma biancorosso al posto di Conti, limitandosi ad anticipare il ruolo centrale di Scola nella fase embrionale del suo impegno progressivo nelle quote della società biancorossa (in tempi relativamente brevi l’acquisizione del 10%, ma a culmine del progetto quinquennale la stella argentina dovrebbe arrivare al 51%). Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, confermata la fiducia ad Adriano Vertemati al quale è stato chiesto un cambio nelle strategie tecniche funzionale alle idee del “General”, al momento non sembrano in vista operazioni di mercato imminenti in attesa di verificare il personale tecnico attuale nel contesto della nuova identità. Giuseppe Sciascia
  2. Luis Scola è vicino al ritiro, anche se la decisione finale avverrà soltanto durante l’estate. Lo spiega lo stesso giocatore – una leggenda del basket mondiale – collegato via internet dalla sua Argentina dove dovrebbe iniziare a preparare le Olimpiadi ma dove ha trovato una situazione difficile a causa del Covid-19, «l’equivalente della zona rossa italiana» spiega. La platea è ridotta e coinvolge i giornalisti che abitualmente seguono la Openjobmetis, una scelta precisa perché Varese resta molto presente nelle parole di Scola, sia parlando di basket sia di vita. SMETTO DOPO I GIOCHI (PROBABILMENTE) «Ad oggi – sono le prime parole di Luis – la situazione più probabile è che smetta di giocare. Ho 41 anni e questo è questo è il motivo fondamentale. Poi, durante l’estate, potrebbero succedere altre cose e quindi lascio aperta una piccola finestra nel caso dovessi cambiare idea. Intanto ho parlato con i dirigenti e ho detto loro di pensare a costruire una squadra che non preveda la mia presenza in campo. Se poi dovessi giocare, la Openjobmetis non dovrà essere fondata su di me». ACCANTO ALLA PALLACANESTRO VARESE A Varese l’attesa era alta anche per l’eventuale coinvolgimento del “General” nelle vicende del club biancorosso. Scola, di fatto, ci sarà: Prima di partire ho parlato con molti dirigenti a partire da Toto Bulgheroni e Andrea Conti e mi hanno prospettato di restare all’interno della società. Un’idea che mi piace molto; per qualsiasi decisione definitiva bisognerà aspettare il mese di settembre, quando avrò finito le Olimpiadi e potrò dedicarmi a tempo pieno a Varese, però ho dato disponibilità per essere contattato durante l’estate. Il telefono è acceso e se mi chiedono consigli, opinioni o scambio di pareri sono pronto. Farò il consulente ma fino a settembre non ci saranno decisioni più operative». SCOLA AZIONISTA? FORSE, MA SERVE TEMPO Per quanto invece riguarda un coinvolgimento all’interno della proprietà, quindi con l’acquisizione di quote di Pallacanestro Varese, Scola dà un orizzonte più ampio. «Abbiamo parlato anche di questa possibilità: è chiaro che per prendere un ruolo simile ci vorrà un po’ più di tempo perché servono innanzitutto alcuni passaggi tecnici come una due diligence e un controllo sulla gestione. Ne parleremo da settembre in avanti; intanto escludo un coinvolgimento dei miei amici Javier Zanetti ed Esteban Cambiasso. Loro saranno invitati al palazzetto e magari – ride – all’aperitivo dopo le partite». L’INCIDENZA DELL’ULTIMA STAGIONE Il campionato da poco terminato è stato senza dubbio complicato, sia per le vicende di campo sia per quelle legate al Covid che tra l’altro ha colpito la Openjobmetis e lo stesso Scola. Quanto ha inciso sul possibile ritiro? «Ho cercato di prendere la decisione con la mente più sgombra possibile, al di là dei risultati di questa stagione. È chiaro e umano che se una annata va bene, una persona è più portata a vedere le cose positive e viceversa, però ho davvero cercato di togliere tutti questi pensieri prima di scegliere. Smettere di giocare è un momento che arriva, non credo che qualcuno voglia arrivare in campo a 45 anni e non credo succederà a me. Ripeto. Lascio una finestra aperte in estate, ma a un certo punto bisogna capire quando la carriera finisce». LA SCELTA DEL PROSSIMO ALLENATORE Dopo l’addio di Bulleri, Varese è ufficialmente senza allenatore (ma Adriano Vertemati è largamente favorito ndr). Scola in un certo senso è stato coinvolto ma lui spiega la modalità: «In tutte le squadre del mondo i dirigenti parlano e chiedono pareri ai giocatori e alle persone più coinvolte nel team per quanto riguarda allenatori, acquisti e futuro. Poi però i giocatori devono giocare e i dirigenti devono fare le scelte. Quindi è successo di parlare di allenatore ma è una situazione che riguarda tante persone, non me in particolare». HO SCOPERTO VARESE AL MOMENTO GIUSTO Di certo, la famiglia Scola – Luis, moglie e quattro figli – resterà a vivere a Varese, in una residenza nel verde di Mustonate. «A noi piace l’Italia, ci è piaciuta Varese e abbiamo deciso di stabilirci qui indipendentemente dal fatto che io giochi o lavori con la Pallacanestro. Dopo tanti anni passati in diverse nazioni siamo arrivati in Lombardia, un territorio nel quale ci troviamo bene: due mesi dopo aver iniziato a giocare a Milano, abbiamo pensato di stabilirci in questa zona. Poi l’anno scorso la proposta di Varese è arrivata al momento giusto, la città ci è piaciuta e ci siamo fermati qui». L FUTURO DELLA PALLACANESTRO VARESE Scola, però, guarda avanti quando parla della società. «Quando sono arrivato qui conoscevo la grande tradizione di Varese e so bene quale sia la base di tifosi e di passione che la accompagna. La cosa meno facile è capire come funziona la società: ci sono “sul tavolo” tanti pezzi e bisogna capire quale possa essere il percorso virtuoso che possa ripore la squadra dove le compete. A partire dal disputare i playoff in Italia per poi tornare a giocare le Coppe e magari a tornare in un’Eurolega e via dicendo. Vedo tante cose buone che però vanno sistemate un po’ per tornare a fare quei risultati». Se questo fosse già un discorso programmatico, ci sarebbe da leccarsi i baffi. Damiano Franzetti
  3. Da capocannoniere sul campo a pilastro della società nella stanza dei bottoni. Il prossimo passo di Luis Scola nella versione da cittadino acquisito di Varese sarà quello da giocatore a membro del consiglio di amministrazione? Nel suo ultimo colloquio prima della partenza per l’Argentina dove si allenerà per conto proprio tenendosi in forma in vista del raduno del 16 giugno per le Olimpiadi di Tokyo, «El General» avrebbe infatti espresso ed interesse per entrare nel capitale azionario della società biancorossa. Il ruolo sarebbe da definire con esattezza, ma l’ipotesi al vaglio è quella che Scola possa rilevare delle quote del club della città dove ha scelto di stabilirsi con la famiglia. L’acquisto della villa di Mustonate nell’estate 2020 era stato indicativo della volontà dell’argentino di fermarsi almeno per qualche anno in città. In attesa di decidere se chiudere o meno la carriera dopo i Giochi giapponesi (sotto questo profilo ancora nessuna certezza, pur con più segnali verso il no), la volontà di entrare in società con un ruolo attivo è un segnale chiaro del fatto che Scola si è «varesinizzato». Dunque alternative anche prestigiose come il sondaggio effettuato dai Minnesota Timberwolves della NBA per un ruolo nell’area tecnica non sono state prese in considerazione. E nella sua città adottiva «El General» vorrebbe iniziare la carriera dirigenziale attraverso un impegno diretto in società. Il tutto però non potrà concretizzarsi in tempi rapidi: tra le dichiarazioni di intenti e i passi formali c’è di mezzo una serie di passaggi tecnici che andranno effettuati una volta conclusi gli impegni olimpici di Scola. Che non tornerà in Italia prima della metà di agosto, tra raduno, ritiro e preparazione con l’Argentina e l’appuntamento di Tokyo in programma dal 23 luglio all’8 agosto. «Per il momento registro con soddisfazione una disponibilità ed un interesse a 360 gradi per dare una mano alla società; in che modi e con quali forme saranno da approfondire quando tornerà in Italia» spiega il presidente di “Varese nel Cuore” Alberto Castelli. Evidente però che la società biancorossa farà di tutto pur di assecondare il desiderio di Scola di scendere in campo a supporto del club. L’opzione più plausibile è che “El General” rilevi una parte delle quote attualmente detenute per il 95% da “Varese nel Cuore” (il restante 5% è del Trust dei tifosi). Questa soluzione non produrrebbe direttamente un aumento del budget per il club: il socio non ha specifici obblighi di investimento, al contrario partecipa all’eventuale copertura delle perdite in ragione della percentuale di quote detenute. L’eventuale ruolo di Scola non sarebbe quello del dirigente stipendiato ma da «socio d’opera» che metterà a disposizione il suo capitale di competenze e conoscenze sia per l’area tecnica che per quella della ricerca risorse. L’operazione andrà perfezionata entro la fine dell’estate, ma una volta definiti i dettagli pratici per «El General» si aprirebbero le porte della stanza dei bottoni - leggi CdA - del club guidato da Marco Vittorelli. Plausibile ipotizzare una mansione da vicepresidente analoga a quella ricoperta dal suo grande amico Xavier Zanetti all’Inter? «Per arrivare in fondo deve passare ancora tanta acqua sotto i ponti, ed al momento siamo alla sorgente...» la battuta di Alberto Castelli, preoccupandosi di evitare fughe in avanti. Ma è chiaro che per Varese sarebbe un’occasione irripetibile da cogliere al volo: poter contare su una delle figure più conosciute del basket a livello mondiale come ambasciatore e collettore di risorse potrebbe essere una svolta epocale per il futuro del club biancorosso. Giuseppe Sciascia
  4. La Pallacanestro Varese attende la decisione di Luis Scola sulla prosecuzione dell’attività agonistica dopo le Olimpiadi di Tokyo. Ma dal cauto ottimismo di qualche settimana fa, il mood dell’ambiente biancorosso sembra essersi modificato verso un pessimismo realista. Solo sensazioni, senza certezze, dato che El General non ha ancora sciolto la sua riserva sul futuro dopo i Giochi giapponesi. Ma col passare dei giorni aumentano i dubbi sulla possibilità di rivedere in maglia OJM il lungo argentino nel 2021/’22. Le garanzie tecniche Le riserve esposte da Scola nell’incontro di fine aprile con Toto Bulgheroni e Andrea Conti riguardavano due aspetti: le prospettive post carriera da giocatore che Varese era in grado di offrirgli e le garanzie di competitività della squadra per evitare un’altra annata pesante sul piano mentale dopo il 2020/21. Per quanto riguarda il primo capitolo, il feeling tra le parti pare ben sviluppato, pur non avendo ancora circoscritto con esattezza le possibili mansioni del General senza più canottiera né pantaloncini. Il secondo aspetto, invece, è difficilmente concretizzabile dalla società prealpina, tra le certezze da definire sul futuro del rapporto con Openjobmetis e gli sforzi compiuti per condurre in porto anche sul piano economico l’annata appena conclusa senza i ricavi da botteghino. In soldoni: Varese non può offrire a Scola garanzie tecniche sulla costruzione di una squadra che competa per obiettivi diversi dalla salvezza. E il General non si sentirebbe di rischiare di chiudere una gloriosa carriera ultraventennale con una retrocessione. I tempi della scelta L’idea del club biancorosso sarebbe quella di affrontare nuovamente il discorso prima della partenza di Scola per l’Argentina, dove riprenderà ad allenarsi per conto proprio in attesa del raduno della sua Nazionale in programma a metà giugno a Las Vegas. Possibile che entro metà settimana possa avvenire un nuovo confronto nel quale arriverà la decisione definitiva del giocatore del 1980. In ogni caso non si andrà oltre fine mese, con El General che non vuole tirarla troppo per le lunghe anche per rispetto della programmazione futura di una Pallacanestro Varese che resterà “sua” anche senza più vestirne la maglia. Sul campo e fuori del campo Ma che cosa cambierà sul campo con o senza Scola e quale sarà il ruolo di Luis fuori dal campo a prescindere dalla sua disponibilità a giocare ancora in maglia OJM? Se il capocannoniere della Varese versione 2020/21 dovesse chiudere l’attività dopo Tokyo, la squadra perderebbe un elemento di grandissimo talento offensivo e carisma disposto a giocare in maglia biancorossa a cifre più che abbordabili (diciamo al costo di un Cain versione 2018/19) rispetto al suo valore effettivo. Se Scola dovesse giocare ancora, però, il suo ruolo sarebbe quello di cambio dei lunghi da 20-25 minuti, dunque la perdita sarebbe meno tecnica e più umana per l’ascendente all’interno dello spogliatoio, fondamentale per infondere serenità anche nei momenti peggiori. E il futuro da frontman? A Scola si vorrebbe cucire addosso un ruolo da ambasciatore e testimonial a tutto campo per trasformarlo nel simbolo della Pallacanestro Varese e sfruttare la sua fama planetaria per attirare risorse. E visti i chiari di luna attuali, il Luis “collettore” potrebbe essere più utile alla causa del Luis giocatore... Giuseppe Sciascia
  5. Un progetto a lungo termine che vada oltre l’eventuale ultima stagione da giocatore per corroborare la scelta di campo di stabilirsi a Varese. Il primo confronto tra la dirigenza della Pallacanestro Varese e Luis Scola - 41 anni domani, venerdì 30 aprile - ha messo a fuoco le prospettive future del rapporto tra El General e la società del presidente Marco Vittorelli. Un’analisi a 360 gradi che è andata oltre la volontà della dirigenza biancorossa di riproporre il capocannoniere della OJM 2020/21 come prima conferma straniera del 2021/22. Istruzioni per l’uso Sul piano squisitamente tecnico, quanto appreso sul campo nel corso dell’annata ormai agli sgoccioli dovrà servire come base di partenza per calibrare ruolo, responsabilità e supporti di Scola nell’ipotesi della scelta Uno Mas. In soldoni: affiancare l’ex Vitoria con due lunghi atletici, uno dei quali potrebbe essere Jalen Jones e l’altro un simil-Egbunu, se il nigeriano seguirà il richiamo di vetrine tecniche ed economiche più elevate. Consentendo a Luis di giocare minuti di qualità (20-25 anziché 30), magari uscendo dalla panchina per cambiare entrambi i ruoli, col supporto di due elementi di energia. La visione dell’inossidabile giocatore corrisponde a quella della società e se dovesse arrivare l’ok del General sarebbe più facile costruirgli attorno una rete di protezione. Con l’obiettivo di fargli vivere un’annata con meno stress personale e legato ai risultati, che per un giocatore abituato a competere per il vertice sono stati difficili da digerire. Il post carriera di Luis Ma l’interesse più specifico di Scola è concentrato sul ruolo che Varese dovrà cucirgli addosso per il post carriera. Che potrebbe iniziare già nel 2021/22 se Luis deciderà di chiudere col basket giocato: il presupposto di fondo è che la presenza in città dell’argentino non si esaurirà tra qualche settimana, quando risponderà alla convocazione della sua Nazionale in vista dei Giochi di Tokyo. La decisione di prendere casa a Varese nell’estate 2020 era stata assunta nell’intento di fermarsi qui per qualche tempo e godersi la famiglia dopo una carriera da globetrotter attraverso tre continenti. Qui l’argentino è stato bene in campo e fuori, compreso l’ambientamento scolastico dei quattro figli e la vicinanza della Argentinean Connection guidata dall’amico Javier Zanetti: lo aveva confermato qualche settimana su queste colonne, l’ha ribadito alla delegazione biancorossa. l progetto oltre il campo Se da un lato c’è cauto ottimismo sulla disponibilità di Scola di considerare l’ipotesi di giocare un altro anno con le istruzioni per l’uso di cui sopra, dall’altro c’è la necessità di andare oltre l’eventuale 2021/22 in canottiera e pantaloncini pensando a un futuro in borghese. Che sia in tuta o in giacca e cravatta (o in entrambe le versioni) dipenderà dalle idee di entrambi, ma la richiesta del General è che ci sia un progetto a lungo termine. A dicembre 2020 Luis aveva escluso un futuro da coach, indicando più il desiderio di lavorare sullo sviluppo dei giovani: dal reclutamento dell’Academy all’insegnamento dei fondamentali agli stranieri è un campo inesplorato ma ricco di possibilità. Ma c’è pure la possibilità di un ruolo dirigenziale, che sia da uomo immagine o da collettore di risorse attraverso il suo appeal nei confronti degli sponsor. Toccherà all’Openjobmetis proporre a Scola un ruolo ad hoc: la stella argentina dovrebbe sciogliere al massimo entro un mese la riserva sul suo eventuale futuro da giocatore ma qualsiasi sarà la scelta, il suo futuro a Varese pare garantito anche in altra veste. Giuseppe Sciascia
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