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  1. Ottanta minuti, una pesante debacle e un colpo inatteso rimasto in canna (la prima prevedibilissima, il secondo molto meno), montagne russe nella pelle, zero punti in classifica. La morale? Non è cambiato nulla rispetto a due settimane fa. Nè rispetto a quanto fatto intuire dal precampionato. Nè rispetto agli auspici in fase di mercato. Varese è questa e sarà questa: nessuna sorpresa. Sì ma: questa quale? Quella vista contro Venezia, durata 20 minuti e poi costretta a inchinarsi al talento e alla profondità degli avversari, o quella di Milano, una Panda capace di resistere fino al traguardo contro una McLaren? Non commettiamo errori di valutazione, nonostante la cangiante apparenza fornita agli occhi. Varese è un insieme di individualità già riconoscibili, cui la rigorosità tattica dell’allenatore sa aggiungere qualità (domenica Milano è rimasta intrappolata in modo scientifico nella partita che voleva Caja, posto che il 44% da 3 ha aiutato a restare incollati agli avversari). Individualità già riconoscibili. Sì: Waller sa mettere punti a referto, ma non ha un killer istinct a prova di bomba; Cain è offensivamente limitato ma è capace di riempire di numeri il tabellino e di far sudare gli avversari (salvo eccezioni) nella propria area; Okoye ha nello storico dei miglioramenti evidenti che sembrano giustificare la presa estiva; Ferrero non è cambiato di una virgola dallo scorso anno (e lo scriviamo in senso positivo); gli altri italiani tengono egregiamente il campo e il futuro sarà per loro maestro di esperienza; Avramovic é genio ma purtroppo anche perenne sregolatezza in dosi sovrabbondanti; Pelle un fattore difensivo in sempiterna lotta con la deconcentrazione e la malavoglia. Solo su un effettivo il giudizio è ancora sospeso: Wells, potenziale ago della bilancia per ottenere fortune o sfortune oltre il preventivato (rivendichiamo la disamina sul leader fatta la scorsa settimana su queste stesse colonne: è una necessità per ogni squadra, di ogni sport). Questa è Varese. E la strada, ci giuriamo, sarà sua amica. La strada che la porterà esattamente dove deve andare: nè un passo in meno, né - forse - un passo in più. Fabio Gandini
  2. "Miracolo a Milano" è un famoso film. Ci è mancato poco che trovasse un seguito sotto i canestri del Forum, laddove Caja e i suoi uomini, semplicemente grandiosi come collettivo, hanno sfiorato quell'impresa che nessuno o quasi credeva oggettivamente realizzabile. Milano come una tempesta? Sì, ma in un bicchier d'acqua per la tenace e ammirevole opposizione di Varese la quale, semmai, può recriminare per un successo mancato in lunetta ai liberi, avendone sprecati tanti. L'EA7 intasca due punti dopo aver tremato sino all'ultimo possesso: la sua gloria pallida la deve ai lampi delle sue due guardie al fulmicotone, sole tra compagni molli e tentennanti, persino presuntuosi ancorché prigionieri dell'energia e dell'intensità di una Varese che, mantenendo fede ai suoi piani di compattezza, ha tolto la polvere dal tempo nell'opporre la sua storica rivalità in un derby diventato proibito nelle ultime stagioni. Caja batte Pianigiani, non vi sono dubbi su strategie e gestioni di gara, l'uno alla guida di una formazione da salvare, l'altro di una squadra che - dichiaratamente candidata al titolo - costa una barcata di denari. Gambe e corsa con pelle da rinoceronte, l'uno al servizio dell'altro in ogni metro del campo: ecco una Varese operaia, vicina al paradiso a dispetto dei santi supponendo tali Pianigiani e i suoi uomini, già belli e beati ancor prima di scendere in campo. Già, una squadra operaia: guai a dimenticarselo, soprattutto contro Cantù in un match fondamentale per il suo futuro. Che il tecnico pavese abbia idee chiare, conscio dei limiti dei suoi uomini di cui essi stessi sono consapevoli, lo si sapeva. Ora abbiamo la prova sul campo, laddove ognuno ha saputo offrire il meglio di sé, aggrappato a una difesa da battaglia e ben studiata (come la zona) per calarsi poi senza complessi in campo opposto. Sarebbe risultata davvero preziosa, in questa Varese la presenza di un elemento di grande personalità, avvezzo a iniziative private e a canestri in serie allorquando si fatica a trovare soluzioni d'assieme. Dallas Moore nelle file di Pesaro, con 24 punti di media a gara, lo dimostra. D'altra parte era stato lo stesso Caja a disquisire su questo limite. Si sarebbe forse potuto sacrificare, in economia, qualche scelta per puntare su un leader certo di riferimento. Nell'occasione è bello però annotare un crescendo nel tiro da tre punti che resta una componente influente sul rendimento, la palpabilità di Wells e il coraggio di Okoye nel mostrare la merce del suo banco, infine la solita animosità di Ferrero e la qualità offensiva, pur discontinua, di Waller. L'intermittenza offensiva di Hollis sta trovando compensazione nel suo incisivo apporto in difesa che sembra coltivare, sorprendendo, ogni giorno in palestra. Cain, che non è una cima tempestosa, ha mostrato la sua utile quadratura così come Tambone e Natali hanno portato il loro mattonano. Varese, con il lutto sulle maglie, ha così onorato la memoria di Augusto Ossola, mitica figura - pur sempre nell'ombra - sin dai tempi dell'lgnis attraverso una collaborazione a dir poco preziosa. In eredità ci ha lasciato due libri sulla nostra Pallacanestro, quale patrimonio di tante storie, da ristampare e divulgare. Giancarlo Pigionatti
  3. La Varese operaia sfiora il colpaccio sul campo della corazzata EA7. Nonostante l'enorme differenza di tonnellaggio a livello fisico (ed economico), la truppa di Caja si gioca il finale in volata facendo leva sull'identità corale tanto apprezzata in precampionato. Alla fine conta il risultato, e i biancorossi escono dal Forum a mani vuote a dispetto dell'intensità profusa per 40': il rimpianto principale è per il 10 su 20 ai liberi che in una gara persa col minimo scarto è fatalmente determinante, soprattutto perché i ferri in serie li hanno collezionati anche specialisti come Waller e Ferrero. Ma può una sconfitta aumentare comunque fiducia ed autostima? È la domanda che tutto l'ambiente di Varese si pone nel dopogara di Assago: il perentorio "si" pronunciato da Attilio Caja in sala stampa è condiviso da giocatori, dirigenti e tifosi. Perchè Ferrero e compagni, trovando quel ritmo balistico mai mostrato all'esordio contro Venezia (11/25 da 3 contro il 2/21 di domenica scorsa), mostrano che il sistema basato su circolazione di palla e suddivisione dei compiti (4 in doppia cifra e 9 a referto) può pagare dividendi anche contro una squadra di Eurolega. Alla fine Milano la vince con il talento dei singoli, vedi gli assalti al ferro di Goudelock (letale nel ricacciare indietro la prima rimonta biancorossa) e il mix di giocate di talento di Theo-dore, leader non solo emotivo ma anche tecnico che produce i 7 punti decisivi nel rush finale. Al contrario Varese non trova il suo stoccatore nel momento di raccogliere i frutti del lavoro corale: Wells mostra confortanti segnali di ripresa dopo l'esordio, ma il 4/13 al tiro è rivedibile al pari delle padelle di Waller (partito fortissimo ma poi spentosi alla distanza) quando il pallone scottava. Tra le note positive, c'è invece la tenuta del reparto lunghi, con Cain che ancora non brilla in attacco ma si fa sentire dentro l'area, e Hollis che sale di tono alla distanza confermandosi l'elemento di maggior qualità nel quarto periodo quando oltre al collettivo serve la classe. Il bottino delle prime due uscite impossibili contro Venezia e Milano rimane comunque il prevedibile zero che si poteva stimare già il giorno dell'uscita del calendario a fine luglio. Però rispetto alla prima casalinga al PalA2A, il piglio più convincente - quantomeno sul piano del rendimento offensivo -mostrato dalla squadra di Caja è decisamente confortante in vista dei test contro Cantù e Brescia (forse le rivelazioni più eclatanti del secondo turno). La Varese del Forum è molto più simile, a quella del 9-2 in precampionato rispetto a quella stoppata dal ferro di Masnago in occasione dell'esordio casalingo. Certo ieri Ferrero e soci non avevano niente da perdere contro un'EA7 ancora in divenire: out Abass e Pascolo oltre ai 4 stranieri del turnover obbligatorio. Però la capacità di reggere l'urto fisico contro un'avversaria più stazzata, e la fiducia nel sistema mostrata in occasione della rimonta dal meno 12 del 27' con la scossa dei giocatori più umili della panchina, sono gli aspetti più positivi della gara di ieri sera. Ora Varese è pronta ad iniziare il suo campionato, partendo dal derby contro l'esplosiva Cantù dei sei stranieri: la sfida di lunedì prossimo tra l'organizzazione biancorossa e il talento brianzolo sarà un altro test verità. Giuseppe Sciascia
  4. Lo scriviamo subito così ci togliamo il pensiero: se a tabellino ti mancano 10 punti perché hai sbagliato 10 tiri liberi e perdi di uno (1!) un derby nel quale - sulla carta - non avresti dovuto scendere in campo, beh… ti girano... Il punto è che la Openjobmetis Varese che esce dal Forum di Assago permettendosi di avere addirittura il diritto di recriminare sul risultato finale è una squadra che nella settimana “post- ripassata” da Venezia ha fatto sensibili passi avanti: nella coralità, nella fisicità, nella mentalità, nelle individualità. E questo fa davvero ben sperare per il futuro, oltre ad essere l’unica cosa da annotare sul taccuino, l’unica - in fondo - che tutti speravamo. Poi il derby numero 175° della storia se lo aggiudica la corazzata EA7 di Simone Pianigiani. Con il talento individuale, sola voce in cui i meneghini si dimostrano davvero superiori: 7 assist a 15 per i biancorossi delle Prealpi dicono tanto su chi ha costruito e chi no, per esempio. Così come il 15/39 da 2 (39%) dice tanto della difficoltà di Varese nell’attaccare il canestro dei corazzieri di casa (prevedibile) mentre l’11/25 da 3 (29%) lo fa dell’ottima vena balistica degli Artiglio Boys, ispirata anche dalla funzionalità della manovra offensiva. Non finisce nelle cifre ma vale quasi un colpaccio assurdo la difesa: ottima, produttiva, di squadra. Vince Milano perché ha Goudelock e Theodore (21 punti a testa) che fanno quello che vogliono; non sfigura Varese perché trova squilli importanti da tutti (Okoye, 14, e Hollis, 13, in particolare). Fra 8 giorni c’è Cantù: lì non basteranno solo i complimenti. La cronaca Ognuno ha le sue armi, ti vien da pensare nel primo quarto: quelle di Milano sono tante e tutte buone, quelle di Varese son poche e alcune inceppate. Per dire: mentre Theodore segna ogni volta che alza la mano, Varese certifica l’ennesimo zero offensivo nella casella accanto ai nomi di Cain e Wells(zero anche nella costruzione del gioco, costui). Meno male che c’è un Waller con la mano calda (8 punti nei primi 10’, ma anche 2 falli caricatigli da Goudelock), un intraprendente Okoye (7 punti nello stesso tempo) e una difesa più che diligente che si piega solo ai picchi di talento dei padroni di casa. Così, dopo l’effimero vantaggio del 4’ (10-11), la Openjobmetis riesce quantomeno ad essere a ruota quando suona la prima sirena del match (20-15). Gli uomini di Caja continuano a non avere cittadinanza sotto il canestro degli altri (sarà 6/18 da 2 al 20’) anche al rientro sul parquet, ma sono tuttavia bravi a rimanere stoici in retroguardia (sia a uomo che a zona: Milano segna solo con le prodezze) ed ispirati dalla distanza (6/14 da 3 al 20’). E’ sempre Waller il killer, mentre dal pianeta di Wells arrivano una tripla e qualche segno di vita in regia: “l’Olympiakos” del Sacro Monte arriva anche a -1 (25-24, canestro di Hollis), scende a -6 (33-27, Gudaitis mangia in testa a Cain) e risale ancora (33-30, Ferrero da 3), prima di chiudere la seconda frazione con un più che onorevole 39-34. Dopo la pausa la lunga il palcoscenico è tutto di Stan Okoye, capace di far vedere i sorci verdi a Micov e di scrivere per ben due volte un -3 per Varese che però spreca con una banale palla persa di Wells l’attacco del possibile aggancio. Nel calcio si scriverebbe “gol sbagliato, gol subito”: traslate la massima alla palla al cesto e immaginatevi un Theodore che nei minuti successivi violenta Tambone a destra e a manca (Matteo però ha poche colpe davanti al talento straripante dell’americano e soprattutto ha zero aiuti dai suoi centri), con l’Ea7 che raggiunge il primo vantaggio in doppia cifra del match al 27’ (52-42). Finita? Niente affatto: dal mazzo esce tutto lo slavo che c’è in Aleksa Avramovic che si inventa i canestri dell’incredibile -4 del 30’ (56-52). Acquolina in bocca che metà basta: Hollis e sodali continuano a sbagliare l’ira di Dio dalla linea della carità, ma si costruiscono speranze perseverando nel difendere come degli ossessi (e Milano si blocca: 8 punti nei primi 6’ minuti dell’ultimo quarto) e trovando dei jolly offensivi vitali (2 volte Hollis, poi Cain, poi Wells, con quest’ultimo a scrivere il pareggio del 35’, 64-64). Theodore riprende il filo del discorso con una tripla, il play ex Giessen riporta sotto i suoi (67-66), che scrivono ancora la parità con due liberi di Waller (68-68). Qui la Openjobmetis, dopo un’altra invenzione di Theodore, ha 4 “match ball” dai 6,75 ma li spreca tutti: l’ex Bamvit più volte citato in questo pezzo allora segna il 78-62 che chiude fondamentalmente i giochi, nonostante altri 5 punti di Hollis che contribuiscono al 74-73 del finale. E a mangiarsi le mani. Fabio Gandini
  5. Varese prova a sorprendere la superfavorita Milano nel primo dei tre derby lombardi del mese di ottobre. Stasera ad Assago (palla a due alle ore 20.45 ; diretta Tv su RaiSportl ) la compagine di Attilio Caja - con il lutto sulle maglie in memoria di Augusto Ossola - proverà a misurarsi contro l'EA7, regina incontrastata del movimento tricolore che punta a presentarsi in maniera convincente davanti al proprio pubblico. L'edizione numero 175 della classicissima del basket italiano sembra offrire ben poche chances agli ospiti, chiamati comunque a mostrare maggior personalità rispetto all'esordio casalingo contro un'altra avversaria nettamente superiore come Venezia. Ossia la squadra che l'Olimpia ha battuto due settimane fa nella finale della Supercoppa, messa in bacheca per inaugurare al meglio l'era di Simone Pianigiani, tornato su una panchina italiana 5 anni dopo aver chiuso l'epopea dei trionfi a Siena per costruire un progetto vincente a lungo termine in un club che - a dispetto del suo strapotere economico - ha vinto solamente 2 degli ultimi 4 scudetti. Sulla carta il pronostico è totalmente chiuso, alla luce della schiacciante differenza di valori tra l'unica rappresentante italiana di Eurolega e una Varese il cui taglio estivo del budget l'ha portata nell'ultimo quarto della graduatoria del monte stipendi netti. Milano può permettersi di lasciare in tribuna 4 stranieri - Dragic, Tarczewski, Kalnietis e il convalescente Young - che costano quasi quattro volte il totale dei salari della truppa di Caja; l'organico da 16 giocatori con la versione campionato con 5 italiani di area azzurra (stasera ancora out Pascolo, alle prese con i postumi dell'infortunio che lo ha escluso da Eurobasket 2017) e quella Eurolega con 11 stranieri dovrà consentire all'EA7 di tornare a vincere in serie A dopo il clamoroso flop del 2016/'17, e competere in Europa dove negli ultimi due anni ha fatto peggio di avversarie meno ricche. Il talento della trazione posteriore formata da Theodore e Goudelock, la profondità di una panchina da 12 giocatori 12 e la fisicità del reparto lunghi, in cui svetta l'ultimo arrivato Gudaitis (prelevato dal Lietuvos Rytas nel mese di settembre versando un buyout da 350mila euro), sembrano bastare per mettere al riparo Milano da qualsiasi sorpresa possa creargli la "sporca dozzina" di Attilio Caja. Che, comunque, potrà affrontare a mente sgombra un impegno da onorare con il massimo dell'intensità: lo impone la storia di un derby che non è più quello dell'era di Bob Morse (onorato in settimana dai tifosi e presente in tribuna stasera), ma ha ancora il fascino della classicissima. E lo impone la necessità di continuare a crescere per farsi trovare pronti a test più realistici e meno impegnativi come quelli dei prossimi due derby contro Cantù ed a Brescia, dopo i quali si potrà effettivamente valutare lo spessore della Varese operaia costruita in estate. In casa biancorossa occhi puntati soprattutto sull'asse Wells-Cain, con "Artiglio" che ha ribadito la sua fiducia - ma anche le sue aspettative superiori all'esordio - nei confronti del play titolare. Se 0 risultato può sembrare già scritto, l'esame per Ferrero e compagni riguarda la capacità di andare in campo con l'atteggiamento giusto: accettare inconsciamente il verdetto e partire battuti in partenza rischia di creare i presupposti per una brutta figura. Al contrario Milano andrà affrontata a viso aperto, contando su aggressività e senso della sfida per togliere alla squadra di Pianigiani le sue certezze. Giuseppe Sciascia
  6. C’è Milano, la montagna più alta del nostrano massimo campionato di basket. Ma c’è soprattutto Varese, c’è sempre Varese. Prima di ogni avversario c’è una strada da percorrere, che non può prescindere dalle tappe (anche quelle proibitive) ma che alle tappe non si ferma. Più corsa, più malizia Questa, sempre restando dentro la metafora, è la sempiterna mappa di Attilio Caja, che nel presentare il derby numero 175° della storia parte dalla sua di squadra. Parte da quello che stanno facendo i suoi giocatori, dai loro miglioramenti, dalle loro pecche, dalle loro sensazioni. Parte dalla ricerca della meta. Non da come affrontare la tappa più vicina: «E’ stata una settimana in cui abbiamo cercato di puntualizzare alcune cose che erano andate meno bene contro Venezia. E di pensare a qualche aggiustamento per trovare situazioni in più in campo aperto, tramutando il lavoro difensivo in contropiede, che ci è mancato molto contro la Reyer. A difesa schierata abbiamo certe armi, a volte limitate: dobbiamo quindi cercare quelle in transizione per non essere sempre 5 vs 5. Vale non solo per domenica, ma per tutto il campionato». Caja continua: «Abbiamo anche insistito sull’aggressività difensiva, che deve tenere presente delle caratteristiche individuali degli avversari. Ci vuole grande attenzione al piano partita, bisogna essere più smaliziati: se un giocatore ha il tiro da tre punti come arma, per esempio, si può forse rischiare di più di lasciargli l’uno contro uno. E’ tutta una questione di conoscenza: un Goudelock non è un Micov… Un buon bagaglio tattico ci servirà per crescere». Nell’analisi l’Artiglio si sofferma anche su un singolo: «Wells può fare di più, penetrando e creando vantaggi per i compagni. Il suo precampionato è stato sfortunato, perché è stato vittima di qualche problema fisico che lo ha limitato e fatto rimanere più indietro degli altri. Questa settimana, però, l’ho visto meglio. Per noi è imprescindibile: abbiamo bisogno di tutti, ma lui è il playmaker…». I numeri degli altri Ecco Milano, alla fine: «Affrontiamo questa partita con la consapevolezza che sia molto difficile. Non abbiamo una pressione particolare, ma abbiamo il dovere di fare del nostro meglio. Milano ha classe, atletismo, dinamismo: Theodore è come se avesse un “motorino”, Goudelock è stato l’anno scorso il terzo miglior marcatore di Eurolega, Gudaitis ha preso 8 rimbalzi offensivi contro Cremona. Sono in primis i numeri a spiegare la forza dei nostri prossimi avversari. Però è bello incontrare la squadra migliore d’Italia, con un allenatore importante (e che io conosco bene) e in un palazzo in cui è sempre emozionante giocare. Tutto ciò sia da stimolo per affrontare la gara con voglia e la con carica giusta». L’allenatore pavese è un ex di turno, avendo guidato la squadra meneghina in due parentesi diverse (dal 2002 al 2004 e nel 2007/2008: «La Milano della prima volta aveva budget limitati (c’erano gli sponsor Pippo e Breil ndr), ma sono state stagioni molto belle. Importante è stato anche il 20007/2008, con Armani non ancora proprietario (era solo sponsor) ma una grande passione. Per esempio: se oggi l’Ea7 ha un pubblico numeroso è perché ha lavorato sulla promozione fin da quegli anni». L’ultima battuta è su Bob Morse, che giovedì sera all’evento de Il Basket siamo Noi (ma anche il giorno antecedente, prima dell’allenamento) ha parlato ad Avramovic e compagni: «E’ stata una cosa molto piacevole, ho visto i miei ragazzi interessati: nel capire chi fosse Morse e cosa abbia rappresentato per Varese». Fabio Gandini
  7. La sconfitta che alla fine dobbiamo registrare in casa della capolista Milano ce la si poteva ampiamente aspettare, un flop così del quintetto di partenza da parte di Varese invece ha colto tutti i tifosi biancorossi come una doccia fredda. Per fortuna quelle che sulla carta sono le seconde linee (Avramovic, Pelle e Campani su tutti) erano di tutt’altro avviso e hanno buttato sul campo energia, voglia e qualità tecniche che sono il miglior auspicio per il futuro di questa squadra. Ma ecco le valutazioni personali: Anosike 5 : l’avvio di gara avrebbe sinceramente fatto sperare in qualcosa di meglio; realizza i primi 4 punti della squadra ma subito dopo fa intravedere dei limiti a livello di intensità. Troppi palloni persi con la sfera che sembra un’anguilla e un raffronto con Macvan impietoso. Unica costante positiva sono le 12 carambole che riesce a catturare. UNTO Maynor 4 : le indicazioni che giungono da casa Maynor sono tutt’altro che confortanti. Quello che ci si aspettava da Eric non era certo una involuzione simile. Svogliato e poco aggressivo come visto in campo è assolutamente deleterio. Non è un caso che anche Repesa lo fa raddoppiare sistematicamente mandandolo in tilt. GAMBERO Avramovic 8 : in assoluto il fattore più positivo della serata del Forum dove capisce che deve caricarsi la squadra sulle spalle e lo fa dimostrando l’innata leadership e tutte le sue potenzialità e sia in difesa che in fase realizzativa il tutto condito da 4 assist. ALL IN Pelle 7,5 : entra in campo con la voglia giusta e non si fa certo intimorire dal fatto di avere come diretto avversario un certo Raduljica, anzi gli stampa nella prima azione difensiva 2 stoppate clamorose. Alla fine le stoppate saranno 7 e il coraggio e l’energia lo porteranno anche a segnare 9 punti. LEONE Bulleri : N.E. Cavaliero 6,5 : sicuramente questa è la miglior uscita, fino ad ora, del capitano biancorosso. Buone percentuali in attacco con tiri presi e segnati in momenti delicati per non far scappare Milano. Buona visione di gioco corale e buona attitudine difensiva rendono più che sufficiente la sua prestazione da ex. RITROVATO Campani 7 : ancora una prestazione di buon livello per il lungo emiliano che mostra tutti i suoi migliori colpi andando a segno con una varietà davvero apprezzabile. Da prendere e mostrare a tutti un canestro in post basso con uso del piede perno e giro frontale da cineteca. POETA Kangur 4,5 : anche lui, come tutto lo starting five, non è in gran serata ne difensivamente ne offensivamente. Sempre in ritardo in chiusura e rotazioni, non mette nemmeno 2 bombe piedi a terra e con spazio che gridano vendetta. INGESSATO Canavasi N.E. Ferrero 6,5 : entra solo nel finale, negli ultimi 5 minuti, quando ormai i buoi sono scappati dalla stalla, ma il suo impatto è tutt’altro che negativo. Se pur inferiore tecnicamente che fisicamente ai suoi diretti avversari, non si risparmia mai e dimostra forse di meritare una diversa considerazione da parte del coach. FIERO Eyenga 4 : prestazione in assoluto da dimenticare. Come spesso accade, quando il congolese non è in partita, si vede dalle prime giocate. Il suo più grosso limite è che se non trova la via del canestro da subito si intestardisce andando a cercarsi situazioni e conclusioni forzatissime che hanno anche lo svantaggio di regalare la transizione in campo aperto agli avversari. Questa frustrazione ha pregiudicato anche la sua prestazione difensiva. ECTOPLASMICO Johnson 5 : anche Melvin paga lo scotto dello scontro con la “prima della classe”. Soffre in particolare il tonnellaggio e le cure ruvide degli esterni meneghini e a parte le 2 bombe messe alla fine secondo quarto, non entra in fiducia anche perché almeno altri tre dardi girano sul ferro per poi essere sputati fuori. Che questa partita gli sia di lezione per avere un impatto più deciso nelle prossime uscite. SCOLARETTO
  8. L'Openjobmetis si mette alla prova sul campo della corazzata Milano. Stasera ad Assago (palla a due alle 20.45; diretta tv su Rai-Sport 1) la squadra di Paolo Moretti farà visita all'EA7 campione d'Italia in carica e unica esponente tricolore ai vertici d'Europa. Partita dalle molteplici sfaccettature a partire dalla storica tradizione di un derby che ha fatto la storia del basket italiano: nessuna rivalità della serie A è più datata e ricca di precedenti di quella tra Milano e Varese, che vivranno oggi la sfida numero 173 in 69 anni di scontri nel massimo campionato. I favori del pronostico del derby (che in settimana ha già vissuto due prologhi a livello giovanile: 98-65 per l'Olìmpia a livello Under 18; ieri a Masnago vittoria a sorpresa 80-66 per gli Under 15) sono tutti per la squadra di Repesa, imbattuta nel 2016/17 tra Supercoppa, campionato ed Eurolega (5 vittorie su altrettante gare avendo già intascato il primo trofeo della stagione), che negli ultimi tre anni al Forum ha perso solo una partita su 45 di stagione regolare. L'Olimpia è l'unica potenza di caratura internazionale rimasta in un campionato italiano sempre più povero di risorse e per prepararsi alla nuova Eurolega a 16 squadre non ha badato a spese costruendo un roster da 14 giocatori (solo stamattina coach Repesa sceglierà i due da mandare in tribuna, scelte tecniche legate al recupero del febbricitante Sanders). Ma l'OJM rifiuta di considerare già segnata in partenza la trasferta ad Assago: chiarissimo il messaggio lanciato da Moretti esortando i biancorossi a giocare a mente sgombra ed a mettere in campo la voglia di misurarsi senza timori reverenziali contro l'unanime favorita per lo scudetto. Di certo Varese non deve aspettarsi un'EA7 scarica dopo le vittorie contro Avellino e Maccabi: «Il modo con cui approcceremo la partita e la mentalità con cui scenderemo in campo mi diranno molte cose sul volto reale della squadra, sarà una gara ancor più importante rispetto a quella di giovedì» 0 messaggio chiaro lanciato da Jasmin Repesa. Ma per i biancorossi il derby del Forum non può e non dev'essere una tappa di trasferimento in vista dell'esordio in Champions League di mercoledì contro Villeurbanne. Il coach toscano si aspetta una squadra capace di onorare la tradizione e mostrare ulteriori progressi rispetto al successo contro Caserta, mettendo a frutto l'ultima settimana di allenamenti a preludio del via del tour de force sui due fronti tra campionato e Champions. Come provare a disinnescare la debordante superiorità fisica di Milano? Prima di tutto reggendo l'urto a rimbalzo, dove Anosike e Pelle dovranno tenere botta contro il mastodontico Raduljica, e poi limitando le taglienti incursioni di Hickman, decisivo giovedì in Eurolega contro il Maccabi. Ma il piano di gioco di Varese non può prescindere da una gestione oculata del ritmo e delle scelte offensive per non esaltare il contropiede, arma preferita dall'EA7 sfruttando gli assetti multiformi a disposizione del coach croato. Mai come stasera il pallino sarà nelle mani di Eric Maynor, chiamato ad un passo avanti contro una difesa che non mancherà di aggredirlo sul piano fisico-atletico. Per questo il match di oggi costituirà un test importante per valutare la capacità di Varese di resistere sul piano tecnico e mentale di fronte ad un'avversaria in grado di esercitare una supremazia sulla carta soverchiante. Giuseppe Sciascia
  9. Paolo Moretti cerca risposte dall'Openjobmetis al cambio dell'EA7 campione in carica e considerata unanimemente la squadra da battere nel 2016-17. Alla vigilia del derby del Forum, il tecnico biancorosso chiede alla sua squadra di essere sfrontata per provare a stupire la favorita d'obbligo: «Partita molto affascinante che ci porterà a giocare in casa della favorita per lo scudetto. Vorremmo che fosse un test per misurare la nostra condizione generale, un esame nei confronti di noi stessi e di conseguenza del top team della serie A. Teniamo molto a vedere come andrà a finire; scenderemo in campo con grande rispetto delle qualità dei nostri avversari, ma visto il pronostico quasi chiuso come per chiunque sarà ospite di Milano, vorrei vedere una partita disputata con la spavalderia di chi non ha nulla da perdere in termini di risultati. Vogliamo mettere la nostra energia e il nostro talento a confronto con la squadra più forte del nostro campionato». La priorità indicata da Moretti riguarda l'aspetto mentale, evitando di correre l'errore di considerarsi sconfitti ancor prima di giocare: «Il messaggio che deve passare e che ho già recapitato ai miei giocatori sin dall'inizio della settimana è che non dobbiamo assolutamente pensare di andare in campo con l'idea che la partita è già segnata. Questa è una cosa che non esiste nel nostro sport, e poi comunque noi siamo Varese, abbiamo una maglia troppo pesante per partire sconfitti e vogliamo giocarci una partita a viso aperto mettendo in campo tutte le nostre possibilità senza fare mezzo passo indietro. Vedremo se e quanto riusciremo a tenere il passo di Milano, e poi scopriremo nelle pieghe della partita le sensazioni che si verranno a creare». Difficile individuare un punto debole dell'EA7 per una Varese che tiene comunque a fare meglio della stagione passata: «Milano ha tantissime facce, e la capacità di far valere un punto di forza o cercare un tuo punto debole per poi attaccarlo. Non credo che ci troveremo di fronte un'avversaria stanca dopo il match di giovedì in Eurolega, visto che il loro cammino europeo è appena iniziato e il roster è profondissimo. L'anno scorso con Milano abbiamo perso male due volte (62-90 al Forum e 64-86 a Varese) e io persi anche la faccia (espulso a Masnago dopo un battibecco con Jasmin Repesa, ndr): sotto entrambi i profili possiamo solo fare meglio». Qualche piccolo intoppo per la seduta di ieri (parziale lavoro differenziato per Maynor ed Eyenga, a parte Bulleri e Campani) ma il roster dovrebbe essere completo in vista del match contro un'EA7 che dovrà invece scegliere i due senior da mandare in tribuna (giovedì contro il Maccabi in tribuna c'erano Fontecchio e il febbricitante Sanders, che resta in dubbio per domani). La sfida del Forum sarà l'ultima che coach Moretti potrà preparare con la settimana-tipo di allenamenti: l'inizio della Champions League (mercoledì via a Masnago contro Villeurbanne) cambierà regime e ritmi di lavoro, in particolare in occasione delle prossime due settimane con impegni ravvicinatissimi: «Il derby del Forum inaugura il periodo della stagione che ci vedrà impegnati regolarmente due volte a settimana tra campionato e Champions League; abbiamo qualche acciaccato e dunque servirà una attenta gestione delle risorse per evitare di entrare in condizioni precarie nel regime del doppio impegno». Giuseppe Sciascia
  10. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Attilio Caja stuzzica l'orgoglio dell'Openjobmetis alla vigilia della trasferta sul campo imbattuto della prima della classe EA7 Milano.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Il derby numero 170 - con il coach pavese e capitan Kangur come ex di turno - sembra sulla carta a pronostico chiuso, ma Varese vuole confontarsi contro la squadra da battere per capire dove e quanto migliorare ancora.  «Prima di tutto dovremo aver voglia di competere contro la miglior squadra italiana, unica rappresentante nostrana tra le 16 più forti d'Europa - afferma il tecnico che guidò l'Olimpia dal 2002 al 2004 e nel 2007/2008 -. Per noi dovrà essere una grande sfida per provare a reggere l'urto fisico di una big e verificare il nostro livello contro la capolista. Certo servirà una grande partita corale per non subire la loro fisicità, visto che in ogni ruolo possono avere un mis-match favorevole in termini di stazza e centimetri».  Per provare a restare in partita al Forum di Assago servirà dunque una partita senza sbavature, anche se Caja guarda oltre al risultato del derby e considera il match di domani come una tappa importante in chiave futura.  «Oltre alla resistenza fisica servirà anche concentrazione mentale - spiega il coach -: due aspetti imprescindibili per restare attaccati agli avversari, e sfruttare questa partita come tappa per proseguire nel nostro percorso di crescita. In una gara del genere inutile aggrapparsi a soluzioni di breve respiro, meglio proseguire su un discorso più ampio che può dare certezze in funzione delle ultime 8 giornate». Nonostante i piccoli acciacchi che hanno limitato Diawara, Kangur e Maynor, il lavoro settimanale è proseguito sulla falsariga della massima attenzione: «Abbiamo lavorato per migliorare alcune situazioni, in particolare nella fluidità e nelle spaziature offensive: contro Roma abbiamo combinato qualche pasticcio indipendentemente dallo schieramento avversario. Problemi di posizionamento e di cattiva qualità nei passaggi che hanno causato confusione e palle perse e ai quali abbiamo prestato particolare attenzione. Inoltre abbiamo posto grande attenzione sulle situazioni di gioco spalle a canestro nelle quali Milano può metterci in difficoltà; c'è stato qualche acciacco ma tutti hanno sempre dato il massimo a livello fisico e mentale». Dunque domani al Forum nuovo test per valutare la crescita di Maynor, decisamente rinfrancato nelle ultime due uscite, e Rautins favorito su Okoye nel ballottagio per l'ultimo posto a referto per gli stranieri: «Eric era reduce da una lunga inattività, ora il ritmo elevato degli allenamenti gli sta consentendo di crescere. Per quanto riguarda Rautins lo valuteremo ancora oggi e domani, ma i primi riscontri sono stati positivi. A seconda delle risposte valuteremo tra Andy ed Okoye; con Stan non abbiamo ancora parlato ma non l'ho visto a disagio per il rischio tribuna, deve comunque continuare a lavorare forte in allenamento».  Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]  
  11. È un derby dai mille significati quello di stasera tra Milano e Varese. Sul parquet del Forum (palla a due alle 20.30 con diretta su RaiSport 1) la Cimberio cercherà di guastare la festa dellesordio casalingo stagionale ad unEA7 favorita dobbligo per lo scudetto numero 92 ma già in ambasce dopo le prime due sconfitte dellanno. La sfida più attesa dellanno dal popolo biancorosso arriva per certi versi nel momento giusto per la squadra di Fabrizio Frates, considerando il formato cantiere aperto delle due avversarie nel duello numero 167. Sia i padroni di casa sia gli ospiti sono infatti lontani dalla condizione ottimale; ma visti il potenziale e l ambizioni dellOlimpia, se cè una opportunità di sorprendere la squadra di Banchi in un periodo in cui infortuni e problemi di messa a punto ne condizionano il rendimento è da prendere al volo proprio stasera. Ed è chiaro che espugnare il Forum allungando la striscia aperta di 4 vittorie in fila nei derby con Milano consentirebbe alla Cimberio di fare il pieno di entusiasmo in vista del poker di impegni casalinghi (Paris Levallois, poi Venezia sul neutro di Casale, Villeurbanne ed Avellino) in programma nelle prossime due settimane. E sarebbe il modo migliore per mettere da parte tutti i punti interrogativi che dopo Lubiana sono tornati a fare capolino attorno al cantiere biancorosso: lasse Clark-Hassell (foto Blitz) fatica a trovare le giuste sinergie, e più che il rendimento - comunque insufficiente - dei singoli, il dubbio più grosso riguarda la compatibilità tecnica di play e pivot su entrambi i lati del campo.   Ma pur con Sakota nuovamente ai box per il secondo dei tre turni di squalifica da scontare e Coleman recuperato ma non al meglio dopo la caviglia "girata" a Lubiana, la Cimberio vittoriosa contro Reggio Emilia ha dimostrato di possedere risorse caratteriali di spessore per sopperire agli attuali problemi di messa a punto. Partite come quelle del Forum debbono aiutare la società ad avere risposte chiare sulleffettivo potenziale della squadra: se cioè tempo, pazienza e lavoro possono garantire a Varese un percorso di crescita tecnica per raggiungere equilibri affidabili.   Oppure ci sono carenze strutturali irresolubili cui porre rimedio in fretta per evitare di perdere troppo terreno sia in campionato che in Eurocup. Ma se Varese non ride, Milano piange: lavvio di stagione con i passi falsi di Brindisi ed Istanbul non è stato pari alle aspettative di unOlimpia che dopo la cocente delusione dello scorso anno ha rivoluzionato staff tecnico e squadra (in panchina il neocampione dItalia Luca Banchi, roster modificato per 9 dodicesimi) scegliendo giocatori meno blasonati ma più sostanziosi per il nuovo assalto ad un scudetto che manca dal lontano 1995/96.   Ma i problemi dellEA7 non sono troppo diversi da quelli della Cimberio: in regia la coppia Jerrells-Haynes è già sotto esame per carenza di leadership in una squadra che ha due punte ben individuate nel talento perimetrale di Langford ed Alessandro Gentile. E sotto canestro il talenuoso giamaicano Samuels, il veterano Wallace e lazzurro Melli hanno buone qualità balistiche ma un tasso di fisicità ed altetismo non rilevante che acuisce le assenze degli infortunati Gigli e Kangur.   E la tegola dellinfortunio di Moss, il cui impiego dopo linfortunio alla spalla sinistra di domenica scorsa sarà deciso solo in extremis (la sensazione è che il giocatore proverà comunque a dare il suo contributo anche parziale), condiziona ulteriormente il processo di messa a punto della squadra. Stasera al Forum ci sarà comunque tanta gente (attesi almeno 8mila spettatori) per lesordio casalingo della rinnovatissima Milano; per Varese loccasione è ghiotta per mostrare nel salotto buono del basket italiano che anche questanno può recitare da protagonista Giuseppe Sciascia
  12. [color=#000000][font=Verdana][size=1] [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Vittoria che vale doppio per la Cimberio nel derby numero 164 sul campo di Milano. Anche perché la truppa di Frank Vitucci ha dovuto prevalere su due avversari: oltre all'EA7 infatti i biancorossi hanno dovuto lottare anche con una fastidiosa influenza che ha serpeggiato in spogliatoio tra sabato e domenica, appiedando Dusan Sakota e togliendo forze a Ere, Dunston, Polonara, De Nicolao e Rush. [/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Soddisfazione doppia dunque per il presidente Cecco Vescovi nella disamina post-partita: «Perdere una partita così sentita per un fattore esterno come quel virus influenzale che ha contagiato mezza squadra sarebbe stato veramente ingiusto; invece il gruppo ha dato ulteriore dimostrazione di solidità. Abbiamo giocato una partita di grande sostanza ed energia senza piangerci addosso e alla fine il campo ha espresso un verdetto meritato. Nonostante i problemi di organico e le condizioni non perfette di molti elementi, la squadra ha espresso il solito gioco; quelli che stavano bene come Green e Banks hanno disputato una partita strepitosa, mentre lo stesso Talts, come giustamente ha sottolineato capitan Ere in spogliatoio a fine gara, ha dato solidità a un reparto che senza Sakota e con Polonara e Dunston in condizioni precarie invece ha retto ottimamente l'urto contro avversari fisicamente più grossi». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E a fine gara gli oltre 1.500 tifosi varesini hanno festeggiato con grande trasporto il bellissimo regalo natalizio confezionato dalla squadra: «Una bellissima serata anche sotto il profilo dell'entusiasmo del pubblico che ci ha seguìto in massa ad Assago. Però, adesso mettiamo tutto da parte e pensiamo a Cremona: non dobbiamo commettere l'errore di pensare di essere così forti da poterci permettere di prendere sottogamba partite che possono sembrare facili. Ma la nostra forza è stata proprio quella di aver sempre dimostrato la capacità di rimanere sul pezzo contro chiunque».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E davanti ai novemila spettatori del Forum, con la ribalta nazionale della Tv, la Cimberio capolista ha riscosso unanimi consensi guadagnandosi una ulteriore patente di credibilità nel suo ruolo da capolista.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Di solito quando si cambiano giocatori c'è una reazione emotiva importante: certamente Milano ci sperava molto e il rischio di subire il contraccolpo di una sua sferzata di energia ci poteva essere. Invece siamo stati bravi ad essere noi stessi, imponendo il nostro ritmo e scegliendo noi i temi su cui portare la sfida. Tutte cose che possono aver sbalordito quelli che non ci vedono all'opera tutti i giorni, non certo chi vede quotidianamente lavorare da quattro mesi con la stessa energia questi ragazzi». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E l'aspetto della mentalità vincente da mettere in campo contro qualsiasi avversario è una chiave fondamentale per i successi biancorossi: «Che non siamo una meteora ormai è chiaro per tutti, allo stesso tempo non lo diventeremo col passare del tempo se manterremo questo tipo di atteggiamento. La mentalità giusta per andare lontano è quella di non alzare mai la testa e considerarsi arrivati e affrontare ogni impegno con la fame di chi non si accontenta mai: era la grande qualità della Siena dominatrice delle ultime stagioni, pur con ovvie differenze rispetto a quello squadrone».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In ogni caso neppure il raid del Forum distoglie Vescovi dalla necessità di vivere alla giornata, sempre in attesa di novità positive sul fronte sponsor: «Guardiamo all'impegno di domenica contro Cremona che ci avvicinerebbe al primato a metà stagione, utile più che altro per il tabellone di partenza delle Final Eight pur volendo evitare Milano che a febbraio potrebbe essere diversa da quella di oggi. Gli sponsor mancanti? Ad oggi non ci sono novità e la cosa fa pensare: la stagione è lunga anche per quello ma se a fine anno la situazione non cambiasse qualche riflessione dovrà essere fatta».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
  13. [color=#000000][font=Verdana][size=1] [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Se Milano è da scudetto, Varese l'ha già vinto. L'osservazione, per dire di un confronto fra le due squadre, sorge spontanea allorquando si continua a dare crediti titolati a questa EA7 nonostante concezioni e gestioni discutibili nonché, puntualmente e di fatto, umiliata - al di là del punteggio - da una Cimberio fluente nei giochi e dominante nell'autorevolezza.[/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Oggi come oggi, se dovessimo navigare tra comparazioni di competitività, non c'è proprio storia tra le due formazioni: Varese mostra grande scioltezza e sicurezza per iniziative individuali e di gruppo a immagine di una pallacanestro che le assicura un alto rendimento attraverso un gratificante spettacolo, mentre Milano sbuffa e arranca in ogni soluzione, alla faticosa ricerca di un buon diavolo che faccia canestro quando serve per soggiogare gli avversari. Se l'una, molto serena, ha tutti i fili che fanno luce, l'altra, assai depressa, li ha staccati o peggio fulminati.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'idea di un paio di ritocchi, spacciati per cambiamento, l'uno in panchina con il solo Frates alla porta (almeno per ora), l'altro in campo con la novità Bremer, un cavallo di ritorno senza scalpitii di classe a suo ricordo, è così crollata, come la casa dei porcellini, di fronte alle devastanti folate di Banks il cui solo sospiro, in area avversaria, era già un uragano. L'americano, sempre ficcante in stagione, ma stavolta con addosso i lustrini del leader assoluto, ha esaltato la bellezza di Varese e deliziato la platea spopolando fra le ombre di Scariolo, atleti orfani di idee e personalità.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Gioia di vivere un match da una parte, oppressione di paura dell'errore dall'altra, questione - se vuoi - di fiducia o serenità, ma essa solitamente sgorga, e non improvvisamente, da fonti di pura qualità. Che la Cimberio, ovviamente, possiede e sin dal suo costituirsi al primo raduno, quindi attraverso un efficace lavoro su basi promettenti per una crescita di identità, sempre più di eccellenza.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sempre in tema di paragoni vien da osservare ancora che se l'accreditata e invano attesa Milano ha l'aria di portare sulle spalle tutto il peso del mondo, ebbene Varese dà esattamente l'idea opposta, disinvolta com'è nel sollevarselo e trastullarselo, divertendosi.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Prendiamo Gentile e Melli, quindi De Nicolao e Polonara, tutti giovani azzurri: i primi due danno la sensazione di sentirsi già campioni, insomma degli arrivati salvo poi sul campo apparire stanchi e tristi, persino esauriti, mentre i nostri ragazzi, preannunci a parte, volano sul parquet sulle ali dell'aspirazione, decisi a diventare grandi giocatori nella squadra che ebbe la felice intuizione di sceglierli e nella quale, ben impiegati da Vitucci, sono già protagonisti, alla pari dei leader americani.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Si profila una fine d'anno coi botti per Cecco Vescovi, da sempre caro agli sportivi della propria città, quindi per i signori del consorzio, proprio nella stagione fatalmente decisiva di un triennale di intenti e obiettivi, a costruzione di una continuità ambiziosa nonché per Vitucci il quale ha saputo celermente far diventare un solido gruppo tante spiccate individualità per mestiere, talento e giovani speranze.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ovviamente ne godono i tifosi, finalmente fieri di una squadra che onora il bel nome che un po' tutti, ciascuno nei propri ruoli, si portano addosso.[/font][/size][/size][/font][/color]
  14. [color=#000000][font=Verdana][size=1][color=#2F2A2B][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Certe cose restano dentro e non se ne vanno più, cascasse il mondo. Certe emozioni sono come certe persone speciali: sono fatte per rimanere. Quel derby, quella serata milanese, quell’impallidire davanti a un’impresa troppo grande anche per essere soltanto sognata. Quel muro biancorosso - il biancorosso giusto, ça va sans dire - in un Forum diventato succursale di Masnago, ogni canestro di Varese era un boato ogni attacco di Milano era una selva di fischi. L’aria di Masnago Vitucci mica se l’aspettava, una serata così: «No - ricorda - ma è stato bellissimo: siamo stati protagonisti, tutti, di una cosa speciale. Abbiamo giocato una di quelle partite che restano nella memoria collettiva, e ce ne siamo resi conto subito dopo». Una cosa speciale, perfettamente a suo agio in una stagione che di normale non ha proprio nulla: «Sapevamo che Varese non vinceva a Milano da un po‘ di tempo, e conoscevamo l’importanza di questa partita per la nostra gente. Essersi trovati in un palazzetto quasi tutto dalla nostra parte ha fatto il resto, è stata una dinamo fondamentale che ci ha fatto dimenticare i problemi». [/size][/font][/color][/size][/font][/color] [color=#2F2A2B][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Bugiardi e vincenti [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Già: i problemi. Una squadra menomata e colpita, una difficoltà che si è trasformata in forza: «Ormai - dice il coach - ho una splendida certezza: questa squadra ha una capacità unica di reagire a situazioni e difficoltà diverse. E questa è una grande cosa, che ci è molto utile e ci sarà ancora più utile in futuro. Capacità di adattamento, mai paura, facilità nel fare sempre le cose che servono per mettere in luce i punti di forza e nascondere le debolezze». Per mesi abbiamo ripetuto il mantra: arriveranno momenti difficili che andranno superati. Ecco: la partita di Milano era un momento difficile, e la squadra... «Le ventiquattr’ore che hanno preceduto la partita sono state un disastro, e io ero dispiaciuto perché non avremmo affrontato una sfida così importante con la squadra al cento per cento. Allora ci siamo detti una bugia: abbiamo fatto finta di essere al top e ci siamo cascati, ma soprattutto ci sono cascati i nostri avversari».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sfidanti sempre[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E noi, subito dopo la vittoria del Forum, abbiamo scritto quella parola che sembrava impronunciabile: una parola che inizia per “s” e finisce per “o”. «Sorso? Sorriso? Non mi smuovo: i nostri obiettivi di breve periodo sono ancora più importanti rispetto a quelli di lungo periodo. Ci troviamo alla grande nel nostro ruolo di sfidanti, e resteremo sfidanti fino alla fine. Sfidanti in Coppa Italia, tanto per cominciare: facciamo una cosa alla volta, che è meglio». Anche perché gli avversari non mancheranno, a partire da chi è stato appena sconfitto: «Milano farà paura fino alla fine - conferma Vitucci - perché hanno il tempo e i mezzi per recuperare, fino alla fine. Da sportivo, da amante della pallacanestro mi dispiace che Giorgio Armani non stia raccogliendo le meritate soddisfazioni, a fronte di investimenti così importanti. Perché la pallacanestro italiana non può permettersi di perdere una piazza come Milano, altrimenti finiremmo con il giocare il campionato della parrocchia». ■ [/font][/size][/size][/font][/color]
  15. [color=#2F2A2B][font=Helvetica][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sakota (rimasto a casa), Rush (inuttilizzabile), [/font][/size][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Polonara (eroico), Dunston [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3](eroico), De Nicolao (eroico). È la lista [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]impietosa dei giocatori che, tra la sera [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]di sabato e il pomeriggio di ieri, sono [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]stati colpiti e falcidiati da un virus bestiale: [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]intestino sottosopra, fatica a stare in piedi. Ma [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]cuore e attributi integri, integrissimi Una squadra normale in queste condizioni [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]avrebbe preso venti punti sul gobbo, avrebbe [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]provato a spostare la partita (no, il regolamento [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]non lo consente), avrebbe pianto fin dal riscaldamento. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Varese, che di normale non ha [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]proprio nulla, ha semplicemente giocato forte [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]nella convinzione che comunque sarebbe stata [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]più forte di tutto. Ha giocato e ha vinto: facendo commuovere Renzo Cimberio, facendo impazzire [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]millecinquecento anime (ma sembravano [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]novemila, quante il pubblico presente: e [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]non solo alla fine) arrivate per non perdersi un [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]attimo del sogno, facendo un passo avanti verso [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]chissà che. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Goduria. Nel vincere qui, nel vincere contro [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]lo squadrone che avrebbe dovuto divorare il [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]campionato, nel vincere contro Stipcevic che [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]vorrebbe tanto tornare indietro e uscire dal suo [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]incubo personale. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Goduria. Nel mettere a tacere, per l’ennesima [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]volta, quei giornali (nazionali) che presentavano [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]questo derby parlando solo e soltanto di [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Milano, della voglia di ricominciare, del momento [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]per la riscossa. Evitando di bastonare una società che negli ultimi giorni ha sfiorato [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]il surreale cacciando giocatori ed esonerando [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]assistenti allenatori, facendo il male di Milano. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Una piazza che il basket italiano non si può permettere [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]di perdere e che perderà, se si andrà [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]avanti di questo passo. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Resta una Varese splendida e speciale, forte [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]di una poesia che lega insieme tutti quanti: giocatori, [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]allenatori, dirigenti, tifosi. Resta un sogno, [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]una parola che si può pronunciare senza [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]paura di rovinare tutto: perché non c’è nulla da [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]temere. Questa squadra lotterà fino all’ultimo, [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]arriverà fino in fondo, ci proverà fino alla fine. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]E alla fine, ci può essere solo una cosa: si chiama [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]scudetto, ed è il sogno che si può provare a [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]raggiungere. Tutti insieme.[/size][/font][/size][/font][/color]
  16. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Nei bilanci domina Milano, ma sul campo domina Varese. Il derby numero 164 ribadisce il trend stagionale opposto tra le due facce diverse del basket lombardo. Anche con le gambe molli per l’influenza che aveva “serpeggiato” in spogliatoio nel pre-partita Varese corre, ride e si diverte, mostrando come il suo basket frizzante e reattivo possa valere di più della “paludatissima” EA7 dove i muscoli valgono meno delle gambe e del cuore della truppa di Vitucci. Nella giornata in cui Siena e Sassari mostrano di aver raggiunto un rendimento elevatissimo in grado di tenere il passo della fuggitiva Cimberio, il parquet di Assago consacra lo “status” da grande dei biancorossi, capaci di imporre la loro pallacanestro arrembante anche contro un’avversaria fisicamente molto più stazzata come Milano. Non è una novità visto che anche Siena e Cantù - le precedenti realtà da Eurolega già battute a Masnago - erano state “messe sotto” dalla intensità “cannibale” sui palloni vaganti profusa da una squadra che ha voglia di guadagnarsi ribalte sempre più prestigiose. Ma la conferma in formato esportazione vale doppio, così come vale doppio aver instillato ulteriori “tarli del dubbio” nella testa di quella che - a prescindere dall’attuale situazione di crisi a dispetto della “settimana delle forbici” per Cook, Hendrix e Frates - resta per potenziale economico l’ovvia favorita per lo scudetto 2012/2013. Parola proibita? Ai playoff mancano ancora quasi 6 mesi e prima di bocciare definitivamente l’EA7 bisognerà attendere i prossimi atti del “restyling” in pieno svolgimento (arriveranno un lungo da mettere dietro a Bourousis - con ogni probabilità Radosevic - e un play per rimpiazzare Stipcevic, nella nota della spesa la priorità dopo ieri è un elemento con le gambe fresche perché Green e Banks hanno banchettato in lungo e in largo in penetrazione). Però quel che ha confermato il raid di Assago è che oggi, qui ed ora Varese è una realtà di valore assoluto: tutti sanno quel che farà la squadra di Vitucci, ma tra il dire… e il fermarla c’è di mezzo un playmaker magari non scintillante ma di grandissima personalità e leadership come Mike Green, ed una batteria di[/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]esterni che può nascondere per 11 giornate il cristallino talento realizzativo di Adrian Banks salvo farlo “deflagrare” contro Langford ed Hairston nella sfida più attesa dai tifosi di Varese. Ora il popolo biancorosso “non ci sta più dentro” e vittoria dopo vittoria si spella le mani e scalda le ugole (davvero grande[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]gioia nell’area dei supporters al seguito) sognando traguardi che società e staff tecnico tengono a rigorosa distanza. Perché comunque il primato della Cimberio è costruito giorno per giorno, col piacere di stare insieme per un obiettivo comune in un ambiente che carica la squadra con grande entusiasmo ma senza pressione ed una società che dà gli “input” giusti per tenere alta la tensione agonistica ma senza uscire dal seminato. E il derby di ieri ha mostrato proprio le due facce diametralmente opposte tra una Varese che gioca insieme con il sorriso sulle labbra, e una Milano che vive di individualità e mostra sempre un piglio “impiegatizio”. La differenza è sostanziale e la classifica la fotografa in maniera impietosa, anche se restano due interrogativi a turbare il bellissimo Natale biancorosso: i due sponsor di maglia mancanti all’appello per chiudere il budget smetteranno di tormentare i pensieri di una società che si gode il presente ma ha qualche preoccupazione per il futuro, e la formula dei playoff al meglio delle 7 partite già dai quarti di finale - voluta lo scorso anno anche da Cecco Vescovi - non rischierà di essere un boomerang nelle sfide ogni 48 ore contro “big” meno brillanti ma più profonde? Da qui a maggio 2013 di tempo ce n’è, dunque godiamoci questo esaltante Natale sul tetto del basket italiano...[/font][/size][/size][/font][/color]
  17. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]ASSAGO - Cimberio padrona del derby e regina del campionato. Anche l’EA7 leader della classifica dei budget deve inchinarsi al mix di intensità atletica e fame di gloria della truppa di Vitucci. Varese sbanca con autorità un Forum da record (i 9mila spettatori del derby numero 164 sono il massimo stagionale della serie A) e supera a pieni voti un altro esame di maturità, mostrando sul campo di meritare il primato in classifica consolidato nonostante le imprese esterne di Siena e Sassari. I biancorossi non si fanno schiacciare dalla pressione del grande evento e dimostrano ad un’EA7 ancora a metà del guado del suo restyling che nella corsa al vertice anche Varese può dire la sua.[/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Specie con la mente di Mike Green a dirigere il traffico con la consueta maestria e uno scatenato Adrian Banks (prestazione sontuosa con 10/18 dal campo e 5/7 ai liberi per la guardia di Memphis, inarrestabile per tutti i difensori ruotati da Scariolo sulle sue piste) a pungere con le sue velenose serpentine. Con Sakota appiedato dalla febbre che alla vigilia aveva contagiato diversi elementi del gruppo Vitucci dà subito spazio a Polonara, mentre Scariolo promuove in quintetto il “cavallo di ritorno” Bremer. Milano impone da subito cadenze ritmate cercando le sospensioni di un caldissimo Hairston (8 nei primi 5’ per il neo-capitano dell’Olimpia). Nonostante il secondo fallo rapido di Langford i padroni di casa muovono la palla con fluidità, mentre la Cimberio ha le gambe molli e non riesce ad imporre la sua abituale aggressività (solo un recupero nei primi 10’) . I biancorossi soffrono i muscoli di Bourousis ma sfruttano la verve del duo Green-Banks per accendere il motore dell’attacco (18-19 al 9’). Varese innesca anche Ere ed esegue con grande fluidità con il play di Philadelphia ispirato anche dall’arco (11 con 3/3 da 3 al 12’); l’atteso ex Stipcevic graffia quantomeno in attacco (7 in fila per il 26-27 del 12’), ma la Cimberio non sbaglia un colpo e prova la prima fuga (26-32 al 13’). Con Bremer di nuovo in regia però Milano riannoda i fili del gioco e piazza un 8-0 con i greci protagonisti; le incursioni di Banks lasciano il segno (39-40 al 18’ con l’ex Netanya già a quota 13) e permettono ai biancorossi di virare al comando (40-43 al 20’) nonostante lo svantaggio nel duello sotto canestro (9 e 10 rimbalzi per Bourousis contro 5 e 4 per Dunston ). Il tema del match non cambia in avvio di ripresa: Green e Banks sono caldissimi (43-47 al 23’), e quando Langford (un tiro dal campo in 8’ nel primo tempo) entra in partita la guardia di Memphis accetta il duello seminando ripetutamente il panico nella difesa di casa (50-51 al 24’). Milano usa le maniere forti sui due lati del campo e lucra un tecnico alla panchina ospite con 4 liberi del mancino texano (11 in 5’ nel terzo quarto) a siglare il 56-52 del 25’. Ma la Cimberio tiene la testa nella partita e sull’asse Green-Dunston costruisce un controbreak sostanzioso: il riposo di Bourousis è sfruttato appieno dal centro ex Fordham (56-61 al 28’); il quarto fallo del lungo varesino è una tegola ma sembra non costare con Varese che allunga fino al 57-64 del 29’, lasciando però una tripla pesante sulla terza sirena a Bremer che tiene mentalmente in partita i padroni di casa. Scariolo prova la zona ma Ere da 3 e De Nicolao in penetrazione la bucano subito (60-69 al 32’); Milano resta comunque in partita con un dardo di Fotsis, ma la squadra di Vitucci spreme comunque sostanza da Talts che deve proteggere l’area anche quando il coach bresciano “scongela” Bourousis tra gli applausi del Forum (67-73 al 35’ con l’estone a convertire due assist di Green). Torna Dunston per la volata finale e il greco non graffia più pasticciando in tre occasioni insieme ad un tremebondo Fotsis; una sospensione di gran classe di Banks riporta Varese sul 69-75 del 38’, e dopo il meno 4 dell’ex Olympiacos la guardia ex Liegi mette il punto esclamativo sulla sua partita da assoluto MVP con l’ennesima stoccata in palleggio-arresto-tiro. Poi la schiacciata a due mani di Polonara contro il pressing milanese esalta i quasi 2000 varesini al seguito, che cantano a squarciagola un coro ormai diventato un classico negli ultimi due mesi: anche ad Assago[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]''La capolista se ne vaaaa...''[/font][/size][/size][/font][/color]
  18. Era una partita tutt'altro che facile e per nulla scontata. Averla vinta ed aver convinto una volta di più, conferma la scioltezza con la quale gioca questo gruppo, unita ad una durezza mentale non comune che consente nei momenti decisivi di trovare sempre la soluzione giusta e vincente. Milano oggi ha disputato certamente una gara per larghi tratti convincente sempre attaccata a Varese con scarti davvero minimi lungo tutto l'arco della gara. Il primo strappo si è avuto sul finire del terzo periodo quando la Cimberio è riuscita a mettere qualche punto in più di margine grazie anche alle soluzioni eccellenti di un Banks davvero super questa sera. In seguito partita ancora a stretto contatto, ma con margini sui 5/6 punti a favore della Cimberio portati con lodevole bravura fino al quarantesimo. Ora Varese è attesa domenica prossima in casa per l'ultima gara casalinga di questo 2012 contro la Vanoli Cremona.
  19. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Un derby a ruoli rovesciati. Armani sfidante, Cimberio sfidata: l'una involuta' e dietro di brutto a rincorrere, l'altra evoluta, pure padrona di un campionato che - sin qui e dagli inizi - ha fatto suo. E c'è pure una rivalità che, se non è feroce come quella con Cantù, non può passare per una come tante dalla notte dei tempi, pure attraverso uno scudetto "rubato" a tavolino in un memorabile spareggio fra Ignis e Simmenthal avendo i milanesi lavorato di "trapunta" fra carte sudate per dichiarare "illegale" il tesseramento di Gennari, ammesso regolarmente a referto. Poi, è vero, ci fu anche un gemellaggio fra tifoserie, contro natura per dirla come Toni Cappellari che fu dirigente vincente a Milano e perdente a Varese.[/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Già, esultare in un palazzo sontuoso come il Forum è sempre un piacere, da orgasmo per la vecchia gloriosa provincia del basket italiano. Ebbene la Cimberio, dopo quattro insuccessi in fila rimediati contro Milano, prova stasera a regalare sensazioni uniche ai suoi supporter, soprattutto a quelli che caleranno in massa ad Assago per sostenerla. Sarebbe un regalo di Natale ben infiocchettato e alla moda vista la realtà dell'EA7, molto ricca di scelte di mercato ma a stenti sul campo e, soprattutto, di una Pallacanestro Varese che sembra il ritratto di un grande capolavoro per risorse e scelte, cioè dell'esatto opposto.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Milano sta provando a voltare pagina o paginetta, gli ultimi suoi movimenti - sin qui non propri tellurici visto il ritorno di Bremer come novità - suggeriscono però l'aspettativa di una squadra divorata dalla voglia d'una superba reazione dopo tre sconfitte interne consecutive. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per ora gli uomini di Scariolo hanno offerto tutto e il contrario di tutto il loro potenziale campionario apparendo ora giganti e ora pigmei. Già, vedendoli nei momenti più avversi, Gentile e compagni danno persino la sensazione di non sapere a che santo votarsi, con Sant'Ambrogio (patrono dei milanesi) irreperibile, mentre gli avversari affondano le proprie mani nell'argilla... Più che uno "scienziato", a guidarla probabilmente ci vorrebbe un chimico con giuste formule, affinché materie prime così dissimili seppur di grande valore producano un'efficace resa nel loro assieme. All'Olimpia manca innanzitutto un regista di classe, cioè un asso alla Diamantidis, viste le risorse finanziarie disponibili con relative ambizioni. Nel frattempo c'è voluto un trimestre per "eliminare" Cook, bravo fin che si vuole ma né carne né pesce in un così cruciale ruolo, mentre Stipcevic - cui si è indicata la porta - sarà in campo e pure con sete di "vendetta" nei confronti di Varese.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Troveremo un'EA7 tutta d'un pezzo o quella solita tra voli astronomici e rovinose cadute terrene? La risposta dipenderà anche dall'impatto di una Cimberio - sin qui pressoché esemplare nel suo percorso, quindi autorevolmente competitiva - a una trasferta spigolosa e di grande verità, soprattutto dopo l'incompiuta di Roma. I nostri biancorossi non possono essere preoccupati come pompieri al loro primo incendio, ancorché sotto pressione di fronte a una formazione che qualcosa pur possiede per valori assoluti essendo una candidata al titolo. Sfide nelle sfida: differenza ne può fare Bourousis sotto i tabelloni in attacco, potendo il centro greco patire in difesa le qualità sopraffine del magnifico Dunston (foto Blitz); quindi occhio a Langford, vero talento dell'Olimpia.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Già, a Natale bisogna fare i buoni, ma non due giorni prima. Gli uomini di Vitucci daranno battaglia per legittimare il loro dominante valore.[/font][/size]
  20. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Nuovo esame "da grande" per la Cimberio (Mike Green nella foto Blitz), di scena stasera al Forum di Assago per il classico derby contro l'EA7 Milano (ore 20, diretta su RaiSport1). [/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'edizione numero 164 della sfida con l'Olimpia riserverà ai biancorossi una lunga serie di motivi di interesse, al di là della tradizionale rivalità tra il capoluogo prealpino e la metropoli meneghina. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Gli attuali ruoli in classifica sono sostanzialmente invertiti rispetto ai pronostici di inizio stagione, che accreditavano alla truppa di Sergio Scariolo il ruolo di favorita per lo scudetto. La compagine di Frank Vitucci arriva invece sola al comando all'attesissimo appuntamento del derby con 8 punti di vantaggio sulla balbettante EA7, che dovrà vincere per mettere al sicuro la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia (obiettivo già aritmeticamente acquisito dalla Cimberio). [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A dispetto delle distanze in classifica però Milano resta unanimemente la squadra da battere in virtù di una forza economica senza pari nel panorama nazionale, con un budget complessivo 4 volte superiore a quello di Varese, dispiegato in questi giorni per compiere un massiccio restyling ancora in corso dopo la deludente chiusura anticipata dell'avventura in Eurolega. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque Ere e soci vogliono misurare nuovamente le proprie ambizioni da protagonisti contro un'avversaria superiore per taglia fisica e pedigree internazionale. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]I biancorossi, sostenuti da un massiccio numero di tifosi al seguito, dovranno imporre il loro mix di freschezza atletica e aggressività a tutto campo per confermare la loro leadership solitaria e porre una seria ipoteca sul titolo di campioni d'inverno che garantirebbe lo status di testa di serie numero 1 nel tabellone di partenza della Coppa Italia. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per interrompere la serie negativa sul parquet di Assago Varese dovrà imporre l'energia della sua "cavalleria leggera", mettendo a nudo sin dall'avvio le difficoltà psicologiche di un'EA7 finora mai in grado di sfruttare appieno il suo potenziale tecnico e fisico. La pausa per l'All Star Game è servita alla Cimberio per ricaricare le batterie, mentre Milano ha avviato un processo di ricostruzione partito dagli addii a Cook, Hendrix e all'assistant coach Fabrizio Frates. Il restyling tuttora in corso finora si è limitato al ritorno del veterano J.R.Bremer, che affiancherà in regia l'ex di turno Rok Stipcevic, fino a qualche giorno fa a un passo dal trasferimento a Pesaro e ora promosso in quintetto-base con la chance di convincere Scariolo a non cercare alternative sul mercato americano dopo il no dei polacchi dello Stelmet per Walter Hodge. Milano ha attaccanti di razza come Langford (13,0 punti col 45% da 3) e il neocapitano Hairston (14,1 punti), un centrone da Eurolega come Bourousis (11,4 punti), veterani di grande spessore come Basile e Fotsis e giovani emergenti in chiave azzurra come Gentile e Melli. Ma in campionato non vince al Forum dal 22 ottobre e stasera giocherà con una grande pressione ambientale contro una Cimberio al massimo della fiducia. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E il fattore mentale avrà certamente un ruolo chiave in un derby nel quale Varese indosserà i panni della sfidante decisa a ribadire tutto il suo valore.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size]
  21. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Frank Vitucci si aspetta un Forum colmo di varesini in vista del derby di domani: il clima di attesa che si respira in città attorno alla trasferta di Milano dovrà servire da sprone in vista di un match che trova le due contendenti in una posizione di classifica diametralmente opposta rispetto alle aspettative iniziali.[/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«C'è un'atmosfera molto eccitante legata al contorno intrigante che si è creato attorno ad una partita dal grande fascino tradizonale: sappiamo che ci seguiranno molte persone da Varese e questo ci dà grande energia. Dovremo essere bravi a mettere in campo la giusta carica in una partita che resta molto difficile a dispetto di una situazione di classifica strana, visto che noi non ci aspettavamo di essere così avanti né ci si attendeva Milano così in ritardo». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il tecnico veneziano racconta così il suo stato d'animo nell'attesa di vivere il suo primo derby con l'Olimpia nell'edizione numero 164 di una sfida dalla tradizione ultrasessantennale: «Sarà molto bello viverla come attore non protagonista, sapendo che ci saranno 8 o 9 mila persone in tribuna oltre alla ribalta della Tv: per me e quasi tutti i giocatori è la prima volta che alle nostre spalle c'è questo tipo di eccitazione e si vive certamente una bellissima atmosfera nel condividere la passione e l'attenzione particolare per una partita importante ma comunque di campionato che non comporta le tensioni di un playoff o di una finale». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E il coach della Cimberio ribadisce che a dispetto dell'attuale primato in classifica alla sua squadra tocca il ruolo dell'outsider contro quella che resta la squadra da battere: «La posizione di classifica non conta: noi siamo gli sfidanti e loro gli sfidati. Restiamo nei ruoli originali di inizio stagione perché dobbiamo sempre ricordarci quali erano i nostri obiettivi e quali erano e sono quelli di Milano, squadra partita per primeggiare in campionato che pur non avendo ancora espresso tutto il suo potenziale ha quantità enormi di talento. Certo a livello motivazionale sarà una partita in grado di darci stimoli forti, anzi il rischio è quello di arrivare troppo carichi». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nell'analisi tecnica della gara chiaro l'aspetto legato alla differenza di stazza tra una squadra da Eurolega come l'EA7 e la cavalleria leggera biancorossa: «Milano ha sicuramente grande taglia fisica e questo potrebbe essere un problema in molti ruoli; certamente ha molteplici soluzioni ruotando molti giocatori e potendo schierare quintetti di varia natura. Ci sono svariate opzioni per mettere in campo una squadra di altissimo livello, un eventuale quintetto Bremer-Basile-Gentile-Melli-Chiotti che sarebbe il loro secondo varrebbe una posizione di medio-alta classifica. Ci aspetta una partita molto faticosa sul piano fisico e di sicuro il modo di giocare “massiccio” di Milano potrebbe crearci qualche problema, ma anche noi potremo metterli in difficoltà con il nostro dinamismo». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il coach di Varese mette in guardia i suoi dal possibile “effetto-scossa” dopo la piccola rivoluzione dell'organico milanese avviata in settimana ma confida nell'effetto benefico della pausa: «Affrontiamo la partita in condizioni fisicamente ottimali dopo un piccolo break che ci ha fatto bene. Gli aspetti principali su cui lavorare sono quelli dell'1 contro 1 difensivo contro una squadra che ha così tanti esterni di qualità, connesso comunque alla difesa di squadra con la necessità di collaborare molto per frenare il loro potenziale offensivo. Più di ogni altra cosa non dovremo snaturarci e giocare come sappiamo facendo valere la nostra coralità. Le novità nel roster milanese? Sarà interessante capire come reagiranno a questi cambiamenti in grado di dare la scossa emotiva: potrebbe essere una spinta ma anche una cappa. Di sicuro dovremo affrontare la partita con molta attenzione e il giusto rispetto delle qualità di Milano, ma sono convinto che saremo pronti per farlo». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size]
  22. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Scattato ieri sera il “rompete le righe” in casa Cimberio: dopo quasi quattro mesi di lavoro a pieno regime dal raduno del 16 agosto, la truppa di Frank Vitucci staccherà la spina per qualche giorno. Domenica, infatti, il campionato di serie A si fermerà per lasciar spazio all'All Star Game che opporrà l'Italia - sia pure in versione sperimentale, con Luca Dalmonte tecnico per l'occasione - alla selezione dei 12 migliori stranieri.[/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]• GLI ALL STAR - La capolista Cimberio sarà ben rappresentata in occasione della kérmesse in programma domenica al Lauretana Forum di Biella (La7D e Sportitalia 2, ore 17.15). Con la maglia azzurra giocheranno Achille Polonara e Andrea De Nicolao, che dopo l'apparizione del 2012 a Pesaro (in quella occasione c'era anche l'allora biancorosso Davide Reati) torneranno a disputare la “partita delle stelle” con un ruolo da protagonista nelle gerarchie della Nazionale sperimentale. I due atleti del 1991, tra i protagonisti della cavalcata al vertice della formazione di Vitucci, raggiungeranno entro le 12 di oggi il raduno di Biella. Ci sarà un giorno di riposo invece per Bryant Dunston, pivot titolare degli All Star grazie ai voti dei tifosi che hanno premiato il suo mix di sostanza e spettacolarità (miglior schiacciatore e stoppatore della serie A), visto che il ritrovo delle 12 stelle straniere è previsto per le 12 di domani.[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]• QUATTRO GIORNI DI RIPOSO - Gli altri elementi della formazione varesina potranno invece staccare la spina per qualche giorno, approfittando della pausa del campionato (di fatto l'unica per la Cimberio che sarà tra le protagoniste delle Final Eight di Coppa Italia dal 7 al 10 febbraio, l'altra data libera nella progressione delle 30 giornate di stagione regolare) per tirare il fiato. Qualcuno degli stranieri lascerà Varese per una breve vacanza: è il caso di Mike Green che farà ritorno a casa rientrando nella serata di martedì, mentre Adrian Banks andrà con la fidanzata a trovare alcuni amici in Israele (dove aveva militato nelle due stagioni passate). Visite in famiglia anche per Dusan Sakota e Janar Talts, mentre Erik Rush verrà raggiunto dalla madre. L'appuntamento per la riattivazione in vista del derby del 23 dicembre a Milano è in programma per la mattinata di martedì prossimo al Campus.[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]• TRASFERTA AL FORUM - Per la sfida del Forum - anche senza l'ex Rok Stipcevic, che pare aver accettato il trasferimento in prestito a Pesaro visto l'arrivo ormai certo di J.R. Bremer - sale la “febbre dei biglietti”. Aperte le iscrizioni per la trasferta con Arditi Varese e White Skulls Casorate: i biglietti del settore ospiti saranno gestiti direttamente dai gruppi dei tifosi organizzati. Il ritrovo è fissato per le 17.30 del 23 dicembre nel piazzale del PalaWhirlpool. Il costo complessivo (biglietto più pullman) non è stato ancora definito in attesa del numero complessivo dei partecipanti. Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 348/3966963. Possibile comunque acquistare il solo tagliando muovendosi verso Milano con mezzi propri.[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
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