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  1. L'Openjobmetis alza il secondo trofeo del suo precampionato. Dopo la vittoria del "Lombardia", i biancorossi concedono il bis al Memorial Bertolazzi di Parma: un successo per certi versi annunciato dato che Varese era l'unica squadra di A insieme a tre realtà pur di vertice di A2. Comunque un passo avanti rispetto alla scialba prova di mercoledì scorso a Pavia per la truppa di Attilio Caja, che nella finalissima contro Tortona ha ritrovato il feeling con la retina dall'arco. Show balistico per lunghi tratti del match con i lombardi a macinare gioco dentro e fuori dall'area, e la Bertram Yachts (senza Spizzichini e Ndoja) a rispondere con i dardi dello scatenato Knowles (9/15 da 3) in un primo tempo da 10/14 da 3. Varese, guidata inizialmente da Matteo Tambone con coach Caja che ha fatto rifiatare Moore, aveva trovato nuovamente ottimi spunti iniziali da Archie (14 all'intervallo lungo) in un primo quarto su ritmi balistici torrenziali (27-25 al 10' con tripla allo scadere di Ferrerò). Dopo il 34-40 del 13' firmato dalle fiondate di Knowles, l'OJM ha girato qualche vite in difesa e con Tambone ispirato dall'arco ha piazzato un controbreak di 17-4 nel finale del primo tempo (51-44 al 20'). Di nuovo equilibrio nel terzo quarto con i muscoli di Cain e un tonico Natali sul fronte biancorosso e Knowles ancora "bum-bum" (26 alla terza sirena) a non modificare il gap all'ultima pausa. Nel quarto periodo però Varese ha allungato il passo e messo definitivamente al sicuro il risultato in una prova solida con 5 giocatori in doppia cifra e 10 triple a referto. Spunti positivi anche da Bertone oltre a Tambone in regia e Cain dentro l'area, mentre le risposte di Archie (40 punti in due giorni a Parma) sono state quelle attese dall'area tecnica. Ora il gruppo biancorosso osserverà una giornata di riposo e riprenderà domani a lavorare a ranghi finalmente completi col ritomo in gruppo di Aleksa Avramovic, in campo finora soltanto nelle due amichevoli iniziali a Castelletto Ticino. La necessità di lavorare al completo con la guardia serba - al momento l'unico solutore fuori dai giochi a disposizione di "Artiglio" in un roster di giocatori votati alla coralità ed alle esecuzioni - sembra spingere Varese a chiedere l'annullamento del galoppo casalingo originalmente previsto per mercoledì contro la Sam Massagno (decisione ufficiale attesa in giornata). L'obiettivo è quello di rodare al meglio i meccanismi in vista di un test oltremodo probante, come il Memorial Ferrari di Brescia (semifinale contro lo Stelmet Zielona Gora, secondo atto con Pesaro o la Germani padrona di casa) che disterebbe solo 48 ore dall'incrocio con i ticinesi. La prima uscita casalinga ufficiale resta comunque fissata per il 26 settembre in occasione dell'amichevole ufficiale con l'Axpo Legnano. Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis riaccende il motore anche senza pioggia di triple nel primo atto del Memorial Bertolazzi di Panna. La truppa di Attilio Caja impone il peso dei muscoli contro la Tezenis Verona, quotata formazione di A2 che cede il passo contro la maggior fisicità dei bianco-rossi. In attesa del ritorno di Avramovic dalla Serbia (la guardia mancina potrebbe giocare stasera contro l'Estonia: il rientro in città è atteso per domani), Varese viaggia ancora a fasi alterne sul fronte offensivo in una serata povera di qualità balistica (5/18 da 3). Gambe ancora dure ma squadra meno imballata rispetto a Pavia, considerando anche la minor taglia fisica di Verona rispetto a Torino che ha riaperto le porte del "pitturato" ai lunghi biancorossi dopo le difficoltà del Memorial Di Bella di trovare alternative al tiro dall'arco. In particolare, Dominique Archìe (8/13 al tiro e 7 rimbalzi) ha dato le risposte richieste da Attilio Caja; ma il predominio interno di Cain (4/4 da 2, 5/6 ai liberi e 7 rimbalzi) e Iannuzzi ha garantito uno sbocco interno costante alla manovra OJM. Che, invece, ha stentato ancora sul perimetro a dispetto di una solida costruzione del gioco: Ferrero e soci hanno ingranato le marce alte quando la difesa ha acceso il motore del contropiede con un 14-1 decisivo nei primi 6' dell'ultima frazione. In precedenza qualche alto e basso e qualche affanno nel garantire sbocchi offensivi costanti. Stasera alle ore 20.30 la finalissima contro Tortona, altra formazione militante in A2. Poi il precampionato entrerà nel vivo con i quadrangolari di Brescia e Cividale del Friuli nei quali Varese sfiderà avversarie di livello più alto, con Avramovic di nuovo in campo. E il serbo è parso finora l'unico giocatore in grado di accendere una squadra sempre diligente nelle esecuzioni e puntuale nell'applicazione difensiva, ma a volte troppo piatta nel suo rendimento offensivo se non premiata dalle percentuali dall'arco. LA CRONACA - Primo quarto di marca Tezenis con le triple di Udom e Amato che siglano i vantaggi della squadra di Dalmonte (10-14 al 6'). Varese impone la sua maggior stazza dentro l'area con Iannuzzi che si fa sentire nel pitturato e prende il comando dopo la prima pausa (23-19 al 13'). I servizi interni per il tonico Archie ( 14 alla pausa lunga) assieme ad una difesa più efficace sul perimetro permettono alla compagine di Caja di costruire uh piccolo margine (36-26 al 18'); cinque punti di un pungente Amato (11 all'intervallo) permettono a Verona di dimezzare il gap. Dopo la pausa lunga Varese aumenta i giri in difesa e rilancia la fuga con un 7-0 tutto ritmo ed energia (43-31 al 23'). Ma nelle esecuzioni a difesa schierata manca la scintilla di un giocatore capace di uscire dagli schemi e la Tezenis si riavvicina a suon di triple (53-48 al 30'). Il momento migliore dell'OJM arriva in avvio del quarto periodo: una fiammata di Scrubb e la verve di Archie (poi precauzionalmente out negli ultimi 5' per un colpo poco sopra il ginocchio destro) permettono al gruppo di Caja di piazzare l'affondo decisivo (67-49 al 35'). Giuseppe Sciascia
  3. L'Openjobmetis mostra il suo "lato B" nel Memorial Di Bella. Dopo i 94 punti con 13 triple della finale del Trofeo Lombardia, una Varese imballata e poco lucida va progressivamente fuori giri contro l'aggressività di Torino, alla prima vittoria del suo precampionato. Ritomo a casa da protagonista solo nel pre-partita per Attilio Caja, applauditissimo dal pubblico della sua città: i biancorossi non trovano mai le chiavi per accendere un attacco troppo statico e farraginoso (34% dal campo con 13 perse e soli 8 viaggi in lunetta), e quando la difesa non graffia più (38 punti concessi nella ripresa dopo i 12 della pausa lunga) si fanno rimontare da una Fiat incompleta ma grintosissima. E dire che l'Auxilium si era presentata in condizioni fortemente rimaneggiate, chiedendo di accorciare i tempi nella ripresa (giocati 38 minuti effettivi con un ultimo quarto da 8 minuti): Torino era priva di 3 dei sei stranieri (il play Taylor, l'ala Wilson e il lungo McAdoo), senza capitan Poeta a riposo per scelta di coach Brown e con l'ex azzurro Cusin a scartamento ridotto. Però il Memorial Di Bella ha comunque offerto indicazioni importanti a coach Caja: contro una difesa capace di togliere quasi completamente il gioco interno, e in una serata di grande affanno dal perimetro, Varese ha prodotto un volume offensivo davvero ridotto, "incartandosi" troppo spesso nell'eseguire i giochi anziché attaccare con energia i cambi sistematici di Torino. Stavolta l'assenza di Avramovic si è fatta sentire, perché senza il suo unico incursore l'OJM si è rifugiata in uno stillicidio di triple con esiti alquanto modesti (24 tentativi dall'arco contro 23 soluzioni interne). Senza fluidità nella circolazione di palla e una difesa che graffia, Varese può faticare quando le avversarie alzano il tasso atletico: nota importante sulla quale lavorare in ottica futura. Mani gelide in avvio sui due fronti col 6-2 del 5' prodotto da tre guizzi interni di Cain; l'OJM spara a salve davanti ma "azzanna" con l'abituale grinta dietro, e si guadagna un margine sempre più concreto a suon di muscoli (13-4 al 9'). Pur nella povertà balistica più assoluta a dispetto della qualità dei tiri costruiti, Varese non stacca mai la spina in difesa come dimostrano i 6 punti concessi nei primi 13' all'Auxilium. L'attacco biancorosso batte in testa dal perimetro con 2 soli punti prodotto nei primi 6'15", poi una tripla di Tambone rompe l'incantesimo (18-6 al 16') ma alla pausa lunga il piatto piange (2/16 da 3). Torino prova a scuotersi con una fiammata di Delfino dopo l'intervallo; l'OJM continua a pasticciare e un 2+1 di Stojanovic riavvicina la Fiat sul 25-22 del 25'. Rottura prolungata biancoros-sa e sorpasso Auxilium quando la squadra di Brown si sblocca dall'arco (25-27 al 27'); un 6-0 dall'arco firmato Ferrero e Tambone rida gas a Varese, che però non nova più le chiavi dell'area né in penetrazione né con i lunghi. E rimane nuovamente a secco per 6' con gli avversari di nuovo al comando (31-33 al 32'). Dopo una lunghissima serie di triple a vuoto due soluzioni interne di Cain e Bertone valgono il 38-37 del 34'; Torino sfrutta però la fisicità e l'atletismo di Cotton e Demetrio per punire una OJM ripetutamente confusionaria in attacco (38-43 al 37'). Giuseppe Sciascia
  4. La Pallacanestro Varese, ancora priva di Aleksa Avramovic, si aggiudica la decima edizione del Trofeo Lombardia superando in finale Cantù con il risultato di 94 a 76. Ottima la prestazione corale della truppa di Caja che ottiene la quarta vittoria in cinque partite di precampionato. Dopo 2′ di errori da una parte e dall’altra, Scrubb inaugura il match con un buon canestro nel pitturato che dà il via alla corsa biancorossa che, al 5′, è già sul +10 (14-4). Il timeout di coach Pashutin scuote i suoi che trovano buone soluzioni da lontano con Tavernari; di contro, la Openjobmetis perde lucidità in attacco e al 10′ il vantaggio è solo di un punto (18-17). Iannuzzi inaugura il secondo quarto con 4 punti di fila che, uniti alla bomba di Tambone, valgono il momentaneo 25-17. Cantù prova a rispondere con Mitchell ma stavolta la Openjobmetis non trema e al 20′ è sul +8 (40-32). Nonostante un miglior inizio dei biancoblu, nel terzo quarto Varese scatta decisamente in avanti, grazie alle ottime giocate di Moore (premiato a fine partita MVP del torneo) e Bertone. Cantù non trova soluzioni e al 30′ scivola sul -15 (68-53). La trama non varia negli ultimi 10′ di gioco, con i biancorossi che dilagano anche nel risultato finale limitandosi a gestire gli ultimi minuti. La Openjobmetis tornerà in campo mercoledì 12 in occasione del Memorial “Aldo Di Bella”. Appuntamento al PalaRavizza alle ore 20:00. PALLACANESTRO OPENJOBMETIS VARESE-PALLACANESTRO CANTÙ: 94-76 Pallacanestro Openjobmetis Varese: Archie 13, Borsato, Iannuzzi 6, Natali 9, Bertone 5, Scrubb 15, Verri 1, Tambone 13, Cain 13, Ferrero 8, Moore 11. Coach: Attilio Caja. Pallacanestro Cantù: Mitchell 12, Calhoun 21, Blakes 19, Baparapé ne, Parrillo 6, Davis 7, Tassone 2, Pappalardo ne, Quaglia, Gerasimenko ne, Tavernari 9. Coach: Eugrny Pashutin. Parziali: 18-17; 22-15; 28-21; 26-23. Progressivi: 18-17; 40-32; 68-53; 94-76. Note – T3: 12/27 Varese, 10/39 Cantù; T2: 19/27 Varese, 17/27 Cantù; TL: 20/27 Varese, 12/19 Cantù. Rimbalzi: 41 Varese (Scrubb 10), 26 Cantù (Quagli 9). Assist: 24 Varese (Tambone 8), 14 Cantù (Blakes 6).
  5. L'Openjobmetis supera in scioltezza l'incompletissima Trento e vola in finale al Trofeo Lombardia. Netto successo per la truppa di Attilio Caja nel match inaugurale del quadrangolare di Desio: ai biancorossi bastano 15 minuti di difesa graffiale e triple a raffica per piegare le ginocchia di una Dolomiti Energia senza ben 6 effettivi (oltre alle assenze annunciate dei nazionali Flaccadori e Beto Gomes e ai convalescenti Hogue, Pascolo e Marble out in extremis anche Radicevic). La valenza del test è relativa alla luce della versione largamente incompleta dell'avversaria di turno; però la Varese capace di proteggere l'area con energia, ripartire di slancio in campo aperto e costruire triple aperte con la circolazione di palla che ha spaccato la partita nel secondo quarto (dal 19-17 del 10'al 49-30 del 20') e poi dilagato fino al 65-39 del 25' è quella che "Artiglio" vorrebbe sempre vedere. In assenza di Avramovic (ieri 6 punti nel successo 99-43 della Serbia contro l'Ungheria, crescono le chance di convocazione per le gare contro Estonia e Grecia) i biancorossi hanno trovato comunque sbocchi perimetrali alternativi alla manovra. Prestazione balistica brillante per Ronald Moore, autore di 11 punti nel primo quarto e alla fine top-scorer con 6/9 dal campo e 5 assist; di nuovo sugli scudi Matteo Tambone (4/4 da 3 in 19'), che sfruttando l'onda lunga del lavoro estivo con la Nazionale Sperimentale sembra ad oggi il più in forma del gruppo. Nel complesso l'Openjobmetis mostra progressi sul piano della condizione e della coesione rispetto alle prime uscite di Castelletto Ticino. La capacità di creare tiri aperti per tutti gli effettivi è già una certezza, e i passi avanti di Archie - già evidenziati contro Tortona -fanno ben sperare. Sicuramente da migliorare la concentrazione sotto i cristalli, con gli ultimi 15' meno intensi e di conseguenza un ritmo meno sostenuto che in corrispondenza col calo delle percentuali dall'arco ha tolto brio all'attacco biancorosso (12 punti nell'ultimo quarto dopo i 30 della seconda frazione chiusa con 5/7 da 3). Sbrigato senza troppi patemi il compitino Trento, ora si attendono risposte più stimolanti dalla finalissima di stasera: di fronte Varese si troverà Cantù, che nell'altra semifinale all'insegna dell'equilibrio ha battuto Cremona. Per un motivo o per l'altro - la differenza di categoria per Tortona e Biella, il livello dell'avversaria per Milano, il roster incompleto per Trento - la compagine di Caja non ha ancora potuto trarre riscontri probanti dalle prime 4 gare del precampionato. La finale del Trofeo Lombardia, pur senza la prima punta Avramovic, servirà a verificare la tenuta del sistema Openjobmetis contro un'avversaria dal tasso atletico elevato anche se a sua volta incompleta. Intanto però, per gli amanti della cabala, c'è da notare che i bianco-rossi tornano in finale al quadrangolare di Desio sei anni dopo l'ultima apparizione: erano gli "Indimenticabili" di Frank Vitucci che vinsero il Lombardia e incassarono la prima sconfitta solo ai primi di dicembre dopo 20 successi in fila. Giuseppe Sciascia
  6. Test positivo per l’Openjobmetis nel galoppo casalingo contro Tortona. Pur senza Avramovic e con Bertone ai box dopo pochi minuti per un fastidio alla caviglia destra, la truppa di Attilio Caja impone la differenza di categoria contro l’ambiziosa Bertram degli ex Gergati, Ganeto e Garri (a sua volta senza il play titolare Spizzichini). Al di là del risultato finale sommando i 4 periodi da 10’ dopo i quali veniva azzerato il punteggio, Varese ha mostrato diligenza e lucidità nella esecuzione delle sue trame offensive a dispetto dell’indisponibilità di entrambe le guardie dell’organico. Così, nonostante assetti forzatamente “stazzati” per dare riposo a Moore e Tambone, la formazione di “Artiglio” ha sviluppato un volume elevato di gioco (vedi il 13/32 da 3 nonostante la serataccia di un Moore in versione servente ai pezzi - 8 assist - ma sempre fuori sintonia con la retina). Gli spunti migliori sono arrivati dagli italiani della panchina, in particolare da un Matteo Tambone efficace in regia ma ispiratissimo da guardia: l’esterno romano ha chiuso con 8/10 al tiro e 4/5 ai liberi, firmando insieme a Natali la scossa dopo un inizio incerto (6-13 al 5’, poi parzialone di 20-2 a cavallo tra primo e secondo quarto). Da segnalare lo show balistico di Scrubb, micidiale nel convertire gli scarichi, e il solito superlavoro sotto entrambi i tabelloni di Tyler Cain. Anche ieri, mercoledì 5 settembre, Varese, anche senza la sua prima punta impegnato a strappare una maglia con la Serbia, ha ribadito la sua voglia di cercarsi in attacco, muovendo rapidamente il pallone sia per cercare il gioco interno che per trovare soluzioni aperte per tutti i suoi tiratori nei ruoli dal numero 1 al numero 4. Così come sabato scorso contro Biella però il test ha un valore relativo per la differenza di categoria nei confronti dell’avversaria (anche se Tortona ha ben altro spessore rispetto ai “cugini”). Più che altro, in attesa del rientro di Avramovic, c’è da verificare l’entità del problema accusato da Bertone: oggi previsti gli esami del caso, l’aggiunta al gruppo di Stefano Borsato - stabilita comunque prima dell’infortunio dell’esterno italo-argentino - darà una mano a coach Caja per evitare di sovraccaricare le uniche due guardie disponibili. Sabato 8 settembre nuovo assaggio di serie A nella semifinale del Trofeo Lombardia che opporrà l’Openjobmetis a Trento (nell’altra sfida in campo Cremona e Cantù): l’auspicio è che la guardia ex Pesaro possa essere della partita per dare una valenza più specifica alla “due giorni” di Desio. - - - Varese-Tortona 88-74 (16-13; 24-18; 24-27; 24-16) VARESE Moore 2 (1-4, 0-7), Bertone (0-1 da 3), Scrubb 17 (1-3, 5-6), Archie 10 (3-4, 1-2), Cain 13 (6-7), Iannuzzi 4 (2-4), Tambone 23 (5-5, 3-5), Natali 10 (2-4, 2-6), Ferrero 9 (1-1, 2-4), Verri ne. All. Caja. TORTONA Knowles 19 (2-4, 3-8), Tuoyo 4 (1-2), Alibegovic 12 (4-8 da 3), Ganeto (0-1, 0-1), Blizzard 6 (0-1, 2-4), Ndoja 13 (2-4, 2-5), Gergati 10 (2-2, 2-6), Buffo, Garri 11 (1-3, 3-4). All. Pansa. NOTE Tiri liberi: Varese 7/8, Tortona 11/13. Giuseppe Sciascia
  7. L'Openjobmetis va a sbattere contro la corazzata Milano nel primo anticipo della serie A prossima ventura. Pesante stop per i biancorossi nel derby fuori stagione che ha assegnato il Memorial Luciano Giani: pur senza 4 giocatori (Nedovic, Burns, Cinciarini e Jerrells), FAX Exchange è parsa di un altro pianeta rispetto ad una Varese mai in grado di scalfire la superiorità fisica e tecnica dei campioni in carica. La clamorosa scarica di triple della compagine di Pianigiani (24/48 da 3 !) ha permesso all'Olimpia di monetizzare la sua capacità di tenere i biancorossi lontani dal ferro, limitando l'impatto del gioco interno con la circolazione di palla (41% da 2 per l'OJM). Impatto diametralmente opposto rispetto all'esordio di sabato con Biella, legato principalmente alla differenza solare tra i valori delle due avversarie; troppo facile la semifinale e troppo proibitiva la gara di ieri contro un'avversaria che stavolta sembra davvero di un altro pianeta in Italia, soprattutto se la superstar Mike James (6/12 al tiro e 10 assist) saprà confermarsi costantemente sui livelli di ieri sera. L'OJM tornerà da oggi nel suo cantiere all'Enerxenia Arena - ma senza Aleksa Avramovic, in partenza per Belgrado per rispondere alla chiamata della Serbia - con Caja pronto a martellare sui concetti da migliorare. Match senza storia con la scarica iniziale dall'arco di Milano (8/14 da 3 nel primo quarto) che piega le ginocchia di una Openjobmetis in difficoltà nel trovare le misure contro la taglia fisica elevata dei campioni in carica. I filotti di James. Micov e Bertans creano subito un gap importante (9-2 al 3', 18-6 al 5' ); neppure il time-out di Caja spezza il ritmo alle raffiche dell'AX Exchange, che spara a ripetizione con Kuzminskas e dilaga sul perentorio 33-9 del 9'. Al contrario Varese fatica a trovare soluzioni interne (5/18 dal campo nel primo quarto) e muove il punteggio solo quando si accende qualche terminale perimetrale (fiammata di Scrubb a cavallo tra il primo e secondo quarto per il 39-20 del 14'). L'attacco biancorosso prova a fare le cose giuste, e quando le percentuali non premiano più l'Olimpia per qualche tratto di partita c'è equilibrio con i "prealpini" che spremono sostanza da Ferrero prima e Tambone poi. Il gap però resta nettissimo, acuito dalle invenzioni di James che colpisce da 8 metri sulla sirena di metà gara (59-33 al 20' ); e il copione non cambia anche dopo la pausa lunga, con l'OJM che prova a macinare la sua trama con le sponde interne, ma non affonda i colpi da distanza ravvicinata e scopre il fianco alle ripartenze dell'AX Exchange. Che riaccende la macchina delle triple in un terzo quarto da 9/13 da 3, con tanto di missile da metà campo di Mike James sulla sirena del minuto 30 in grado di far decollare il margine dell'Olimpia oltre quota 40 punti. Il ceffone è pesante, nessun do ci sarà da preparare il derby comunque fuori categoria pagine dell'Olimpia oltre quota dubbio però sul fatto che Attilio Caja ne farà buon uso quando ci sarà da preparare il derby del 23 dicembre contro una Milano parsa comunque fuori categoria per la stragrande maggioranza della serie A 2018/19. OPENJOBMETIS VARESE-AX EXCHANGE MILANO 72-106 (12-33.33-59.47-88) VARESE Archie 9 (3-6,1-3), Moore 6 (2-5 da 3), Avramovic 4 (1-3, 0-3), lannuzzi 6 (1-2), Natali (0-1), Bertone 10 (2-5, 2-3), Scrubb 13 (2-7, 2-5), Verri ne, Cain 8 (4-9), Tambone 11 (1-1,3-4), Ferrero 5 (2-5, 0-3). All. Caja. MILANO James 19 (1-3, 5-9), Waller 3 (1-7 da 3), Bertans 9 (3-5 da 3), Della Valle 9 (2-3,1-5), La Torre (0-1 da 3), Fontecchio 9 (2-3,1-3), Micov 18 (1-3, 5-7), Tarczewski 4 (2-3), Gudaitis, Kuzminskas 21 (1-1, 6-9), Ornter 6 (2-4), Brooks 8(1-1,2-2). All. Pianigiani. NOTE Tiri liberi: Varese 10/15, Milano 10/14. Totali al tiro: Varese 16/39 da 2,10/26 da 3; Milano 12/21 da 2, 24/48 da 3. Rimbalzi: Varese 39 (Scrubb 11), Milano 36 (Tarczewski 6). Assist: Varese 14 (Avramovic 5); Milano 28 (James 10). Spettatori 1100 circa. Giuseppe Sciascia
  8. simon89

    Varese, buona la prima

    La nuova Openjobmetis riparte dallo stesso copione di quella vecchia. Buona la prima per la formazione di Attilio Caja nell’esordio stagionale a Castelletto Ticino avvenuto ieri sera, sabato 1 settembre: supera nettamente Biella nella seconda semifinale del Memorial Luciano Giani, mostrando quello stile di gioco e quell’atteggiamento che area tecnica e ambiente auspicavano di (ri)vedere in funzione delle scelte del mercato estivo. Nonostante il 50 per cento di volti nuovi, Varese difende, corre e si passa la palla con lo stesso spirito dei momenti migliori del 2017/18; condizione e automatismi sono da affinare nelle cinque settimane che precedono l’esordio del 7 ottobre con Brescia, ma il marchio di fabbrica di Artiglio è già fortemente impresso nell’identità tecnica e caratteriale del gruppo. Spicca soprattutto il 67% nel tiro da 2, frutto dell’evidente differenza fisica legata alla diversa categoria, ma anche alla capacità dell’attacco biancorosso di costruire canestri facili con il movimento di uomini e palla (22 assist totali). Riscontri positivi da verificare al cambio della finale di stasera, domenica 2 settembre, con un ghiotto derby fuori stagione contro l’AX Exchange favoritissima per il bis tricolore. Un test probante soprattutto sul piano fisico dopo il dominio assoluto di Cain e Iannuzzi contro un’avversaria di categoria inferiore come Biella, interessante per vedere all’opera un Moore già in versione metronomo (4 assist) contro un avversario dai garretti esplosivi come Mike James, stella del mercato estivo milanese. E considerando che il primo derby in campionato si giocherà soltanto il 23 dicembre, non c’è sicuramente da aspettarsi una gara a carte coperte... La prima scarica dall’arco firmata Moore e Bertone lancia i biancorossi con un 11-0 tutto corsa e circolazione di palla che vale il 21-10 del 6’. La produzione offensiva di Varese dipende dalle percentuali dal perimetro e non dal volume di gioco: un piccolo calo a cavallo della prima pausa (4/18 da 3 a metà gara) frena per qualche minuto l’azione biancorossa, poi la squadra di Caja ridà gas con la difesa e i servizi interni per Iannuzzi (31-14 al 13’). Dopo i soli 9 punti nei primi 8’30”, le accelerazioni di Avramovic incrementano il gap nel finale della seconda frazione con un 9-0 negli ultimi 90” del primo tempo che stampa un robusto più 21 alla pausa lunga. Anche dopo l’intervallo l’atteggiamento di Varese è quello giusto, con tutta la voglia di mettere in pratica in una partita vera tutto il lavoro di “montaggio” del sistema di gioco effettuato nei primi 12 giorni. L’OJM dilaga fino al 61-27 del 26’ e non stacca la spina sino alla sirena finale di un match a senso unico. Stasera contro Milano sarà già antipasto di campionato contro una rivale in grado di mettere alla prova in maniera molto più stimolante il nuovo corso biancorosso. OPENJOBMETIS-BIELLA 84-50 (25-14; 43-22; 62-29) VARESE: Archie 8 (3-5, 0-5), Moore 9 (3-4 da 3), Avramovic 18 (4-4, 3-6), Iannuzzi 9 (4-5), Natali 5 (1-3, 1-3), Bertone 11 (3-4, 1-2), Scrubb 2 (0-2, 0-3), Verri, Tambone 4 (2-2, 0-2), Cain 16 (6-9), Ferrero 2 (1-2, 0-4). All. Caja. BIELLA: Bertotti (0-1, 0-2), Chiarastella 1 (0-1), Saccaggi 7 (2-6, 1-2), Obinna, Rajacic, Torgano (0-3 da 3), Pollone 1 (0-2), Wheatle 3 (1-5), Sims 11 (4-8, 1-5), Vildera 8 (2-5), Harrell 19 (1-5, 3-4). All. Carrea. Note - Tiri liberi: Varese 12/23, Biella 15/20. Rimbalzi: Varese 40 (Cain 9), Biella 36 (Sims 9). Spettatori: 600 circa. Giuseppe Sciascia
  9. Il precampionato di Varese letto in funzione dei singoli. Ecco i voti ai 10 protagonisti della nuova stagione al termine del percorso delle 11 amichevoli con media punti e percentuali di tiro. AVRAMOVIC (11 giocate, 6,2 punti, 43% da 2, 25% da 3) - voto 6. L'Aleksa di inizio 2017/18 è simile a quello di fine 2016/17: tanto istinto e intraprendenza, non sempre supportato dalla lucidità; sicuramente meglio da guardia col ritorno di Wells che all'inizio in regia. Si è calato con efficacia nei panni dell'uomo di rottura che può dare energia dalla panchina. PELLE (10 g, 8,1 ppg, 63% da 2) - voto 6.5. Approccio positivo nel sottoporsi alla seconda razione di "cura Caja" dopo i sogni estivi senza esito tra NBA e coppe di vertice: riducendo il margine di errore (leggi meno blocchi in movimento e sfarfallate per stoppare) il suo impatto è meno sporadico e più continuo. NATALI (11 g, 4,1 ppg, 34% da 2, 42% da 3) - voto 6.5. impatto superiore alle aspettative in un sistema perfetto per esaltare la sua propensione al gioco di squadra e alla difesa. Getta ogni stilla di energia sul parquet in retroguardia, e quando ha spazio dimostra di saper graffiare dall'arco. OKOYE (11 g, 12,5 ppg, 62% da 2,43% da 3) - voto 8. La sorpresa più lieta tra le scelte estive: due anni da protagonista in A2 hanno aggiunto personalità e pericolosità dall'arco al suo intrigante mix di fisicità ed esplosività. Top scorer biancorosso del precampionato e MVP assoluto nelle imprese di maggior spicco tra Pavia e Montichiari. TAMBONE (10 g, 6.8 ppg, 40% da 2, 34% da 3) - voto 7. Diligente in regia nelle prime uscite in assenza di Wells, bravo a farsi trovare pronto dalla panchina al rientro del titolare. Le due lussuose gare del Memorial Ferrari dimostrano che il salto dalla A2 non fa paura: e se il tiro entra con la frequenza di Montichiari... CAIN (11 g, 7,6 ppg, 60% da 2) - voto 7,5. Si vede poco ma si sente tantissimo: è il vero regista della retroguardia grazie all'innata capacità di lettura su cambi e rotazioni, un collante capace di esaltare doti atletiche normali con l'intelligenza cestistica. FERRERO (11 g, 7,3 ppg, 53% da 2, 24% da 3) - voto 7. Il capitano ormai è una certezza per il suo stile di gioco all'insegna dell'intensità che rispecchia perfettamente l'indole operaia della nuova Varese. WELLS (7 g, 7,6 ppg, 60% da 2, 15% da 3) - voto 6.5. Frenato da un problema al polpaccio, la sua crescita esponenziale dell'ultima settimana fa ben sperare coach Caja che gli ha affidato le chiavi della squadra ma gli chiederebbe ancora più intraprendenza. WALLER (9 g, 11,8 ppg, 47% da 2, 37% da 3) - voto 6,5. Fuciliere designato nella manovra a metà campo, il sistema gli crea tiri aperti in quantità industriale che ha convertito con alterne fortune. Giocatore di striscia nel bene e nel male, la fiducia nel suo tiro è comunque innata e quando va in ritmo può essere devastante. HOLLIS (10 g, 11,5 ppg, 63% da 2, 33% da 3) - voto 7. Classe ma anche concretezza per un elemento capace di adeguarsi in fretta alla mentalità operaia dei compagni: non disdegna di sporcarsi le mani in retroguardia lavorando forte a rimbalzo e negli aiuti. Giuseppe Sciascia
  10. Varese piazza la ciliegina sulla torta del suo precampionato di lusso. La truppa di Attilio Caja schianta lo Stelmet Zielona Gora - vincitrice degli ultimi 3 scudetti polacchi e futura avversaria di Avellino nel girone D della Champions League FIBA - e alza il Trofeo "Roberto Ferrari" messo in palio dalla Leonessa Brescia. Prestazione di altissimo livello per Ferreo e soci, che alla solita difesa graffiante in grado di disinnescare la supremazia fisica dei polacchi aggiungono una scintillante serata al tuo dall'arco (12/25 da 3). Così il percorso delle amichevoli di Varese si chiude con un eccellente record di 9 vittorie su 11 gare (uniche sconfitte contro Brescia in semifinale al "Lombardia" e contro Saratov a Caorie). È solo precampionato e non dà punti in classifica, ma sicuramente dimostra che la squadra è già padrona del "sistema-Caja" con tutti gli effettivi; menzione particolare per l'MVP del torneo Stan Okoye (6/9 al tiro e 5 rimbalzi in 20' ) e un Tambone di nuovo ispiratissimo (6/7 al tiro), ma anche stavolta è stato il collettivo il protagonista assoluto (5 in doppia cifra e 56% totale dal campo). E l'avvio di campionato contro Venezia e Milano fa meno paura. Subito ispirato l'attacco di Varese con Waller pungente dalla lunga ( 10-5 al 3'). Lo Stelmet muove le torri con la coppia Dragicevic-Savovic, ma la difesa biancorossa protegge bene il pitturato e le incursioni del tonico Okoye valgono il rombante 18-9 del 5'. Il pressing polacco toghe fluidità alla manovra "prealpina" e la squadra di Gronek lima sul 20-17 dell'8' speculando sul bonus biancorosso. Caj a schiera la zona per nascondere i problemi di falli e Varese rilancia l'azione con Tambone e Hollis che colpiscono dall'arco: altro affondo a cavallo tra primo e secondo quarto per il 32-19 del 12'. Spettacolo in salsa biancorossa con Okoye che schiaccia a una mano un contropiede orchestrato a perfezione; predominio assoluto (40-24 con un tap-in dell'ispirato Hollis, premiato venerdì sera dalla Leonessa Brescia con una targa per la promozione in serie A del giugno 2016). Allo show varesino si aggiungono anche Wells e Pelle: massimo vantaggio il 48-26 del 18' con la zona che annacqua la superiorità fìsica dello Stelmet e il ritmo sostenuto che produce soluzioni ad alta percentuale (67% da 2 e 45% da 3 all'intervallo). La sostanza non cambia dopo l'intervallo con Okoye e Hollis solutori costanti a metà campo (63-41 al 25'); una scarica di Ferrero e Tambone fa dilagare Varese fino al 71-44 del 28'. Quarto periodo senza sussulti e da lunedì inizierà la preparazione per l'esordio casalingo contro Venezia: il team di Caja vuole preparare subito uno "scherzetto" ai campioni in carica, con la forma evidenziata al Trofeo Ferrari l'impresa non è così fuori portata... Giuseppe Sciascia
  11. Varese piega in rimonta la Virtus Bologna e conferma la sua vocazione da "ammazzagrandi" del suo precampionato. La truppa di Attilio Caja subisce solo in avvio il mix di talento e fisicità della Segafredo: lo choccante 8-23 iniziale sotto la pioggia di triple di Umeh costringe i biancorossi ad adeguare rapidamente il livello di applicazione ed energia per reggere l'urto di un'avversaria con più talento e muscoli. Ma dopo i 53 punti concessi nei primi 20', frutto del superlativo 8/13 da 3 metà gara delle "Vu" nere, la difesa di Varese prende il sopravvento in maniera lenta ma inesorabile (solo 29 punti col 38% al tiro dopo il 66% della pausa lunga). E l'oliatissimo collettivo biancorosso produce soluzioni efficaci per tutti gli effettivi - 5 in doppia cifra e 10 a referto - con menzioni particolari per il sostanzioso Okoye (6/13 dal campo, 6 rimbalzi e un gran lavoro su Ale Gentile) e un Wells in glande ascesa (6/9 e 5 assist in 22'). Anche se il protagonista finale di rimonta e sorpasso negli ultimi 2'30" è Matteo Tambone, in campo nel finale dopo il cambio chiesto da Wells e decisivo con i suoi 10 punti negli ultimi 4'. Stasera alle 20.45 la finalissima contro i polacchi dello Zielona Gora, che ieri hanno sconfitto Brescia, per chiudere un precampionato attualmente da stropicciarsi gli occhi (8-2 il record biancorosso). Dopo l'avvio incerto, la scossa difensiva viene dalla panchina: Varese apre il gas in campo aperto e rientra sul 17-23 dell'8'. La spinta di Wells e le sospensioni di Waller lasciano il segno e i biancorossi limano fino al 25-29 del 13'; la Virtus riprende l'abbrivio con i balzi di Slaughter (31-40 al 16'), ma la zona match up proposta da Caja dà un'altra scossa con capitan Ferrerò che graffia dall'arco per il 40-44 del 17 '. Una doppietta perimetrale di Umeh scardina l'arrocco e la Segafredo rilancia la fuga (42-53 al 18'). Dopo l'intervallo Varese torna in scia con le accelerazioni di Wells e i guizzi di Okoye. Una super schiacciata di Pelle e una tripla di Waller valgono il 56-57 del 24', anche se gli sforzi difensivi costano cari in termini di falli (4 per Okoye e Ferrero). La doppietta dall' arco Umeh-Lafayette fa saltare la zona e dilata nuovamente il gap; i biancorossi calano nuovamente la saracinesca (bene Cain e Hollis dentro l'area) ma 1 ' attacco produce 3 soli punti negli ultimi 5'30" e la Virtus tiene il comando (59-66 al 30'). A sbloccare l'impasse ci pensa Wells, le cui incursioni nel traffico danno gas alla manovra: un 2+1 dell'ex Giessen e una rubata con di Tambone siglano il riaggancio sul 70 pari. Una tripla di tabella di Ndoja e una magia da 8 metri di Umeh riportano al comando Bologna (74-78 al 37'), ma Varese chiude l'area e trova un ispirato Tambone che piazza la doppietta dall'arco della nuova parità (80-80 al 38'). Sorpasso fallito quattro volte con Avramovic, Okoye, Hollis e Tambone, ma Cain "raccatta" altrettanti palloni dalla spazzatura e regala ad "Avra" i 2 liberi del sorpasso; ancora area blindata col ferro che dice no alla tripla di Ndoja, e Okoye allunga sull'84-80 a meno 25". E dopo Torino, anche la Virtus Bologna deve inchinarsi alla Varese operaia. Giuseppe Sciascia
  12. È grande Varese al Trofeo Ferrari. Esagerati? È solo precampionato, dite? Vero, ma a Montichiari è stata partita vera, fisica, difficile da interpretare, giocata contro un avversario forte, talentuoso, deciso a non mettere in mostra solo le beltà innate e derivanti dalla classe dei propri singoli ma anche una grinta e una difesa da campionato (a tratti da playoff). L’89-85 che sbatte al tappeto la Virtus Bologna è dunque da celebrare, perché avvalora - al cospetto di una formazione che sulla carta non dovrebbe avere problemi a classificarsi in una delle prime otto posizioni del prossimo campionato - l’ottimo lavoro dell’estate varesina, dando speranza e ottimismo a una settimana dall’incipit autentico della stagione. La sporca dozzina di Attilio Caja ci mette 5-10 minuti a trovare la quadra, spiazzata non solo dalle giocate dei vari Gentile (Alessandro), Slaughter e Umeh, ma soprattutto dall’approccio tosto e concreto della difesa di Ramagli. Dalle difficoltà emerge la Varese migliore del precampionato, vista la contendente con cui ha incrociato le armi: paziente anche sotto di 15, capace di crescere difensivamente e offensivamente con il passare dei minuti, solida mentalmente e tecnicamente preparata. Emerge una Varese rognosa, antipatica da affrontare: la difesa fatica a prendere le misure per 20 minuti (53 punti concessi), poi chiude la saracinesca (32 quelli lasciati nel secondo tempo) nonostante le percentuali dei bolognesi restino abbastanza mostruose (53% da 2 e 52% da 3 al 40’); l’attacco - dal canto suo - abbina alla già citata pazienza (nel cercare la conclusione più appropriata), anche alcuni acuti dei singoli in grado di togliere le castagne dal fuoco alla bisogna, su tutti quelli di un Wells sempre più consapevole della propria importanza offensiva e quelli di un Hollis bravo a concentrare i lampi di classe nei frangenti decisivi. Restiamo sotto il canestro avversario, perché sono altri due i giocatori che meritano menzione: scriviamo di Okoye, macinatore sicuro di canestri per tutti i 40 minuti e freddo nel finale dalla lunetta, e Tambone, ancora una volta sicuro, maturo e nella fattispecie pure “puntero” con le triple che agganciano la Segafredo nell’ultimo quarto. Varese generosa? Lo sapevamo, lo avevamo già visto. Ma segnare 89 punti contro una retroguardia come quella orchestrata da coach Ramagli è suonata come una bella scoperta. Domani (nella fattispecie oggi, quando la Openjobmetis affronterà i polacchi della Stelmet Zielona Gora nella finale delle 20.45) è un altro giorno e così sarà finché una vittoria non varrà due punti. È però sinceramente piacevole veleggiare verso l’inizio di campionato senza le paturnie degli anni scorsi, consapevoli - stavolta tutti - dei limiti (ci mancherebbe…) di una nuova Varese, ma per una volta anche delle sue belle qualità. Poi vada come vada. Torniamo al solo match, la cui cronaca spiccia è presto scritta. Le bombe di Lafayette (iradiddio) e le giocate di Alessandro Gentile sorprendono Wells e compagni (8-23 al 7’) che tuttavia non si scompongono, riuscendo a chiudere il quarto con un accettabile -9 (19-27). Si riparte con le giocate di sostanza di Ferrero e Waller, vanificate da uno strabordante Slaughter sotto le plance e da un Umeh che continua a vedere il canestro grande come una vasca da bagno. 44-53 al 20’ e Virtus sempre avanti anche nel terzo periodo, anche se i biancorossi decidono di dare la prima scossa al match con il marchio di fabbrica della difesa. Il recupero - lento ma con lo zampino di tutti: 10 uomini a segno, 5 in doppia cifra - si compie nell’ultima frazione e diventa vittoria con 2 minuti finali granitici, sia davanti che dietro. Fabio Gandini
  13. Ultima tappa a Montichiari per il lungo percorso precampionato di Varese. Stasera la truppa di Attilio Caja sfiderà la Segafredo Bologna (palla a due alle 18.30) nel match inaugurale del Trofeo Roberto Ferrari, quadrangolare organizzato dalla Leonessa Brescia che scenderà in campo nella seconda semifinale delle 20.45 contro i campioni di Polonia dello Stelmet Zielona Gora. Test oltremodo significativo per Ferrero e soci, che si confronteranno con una delle grandi protagoniste del mercato estivo, per la prima volta al gran completo dopo l'arrivo di Pietro Aradori (aggregatosi mercoledì ai compagni dopo l'avventura azzurra ad Eurobasket 2017). La Virtus è una vera e propria matricola d'assalto, che ha ingaggiato italiani di alto livello-oltre ad Aradori anche Ale Gentile, che ripartirà dal team di Ramagli dopo la conclusione traumatica del rapporto con Milano- e stranieri dal pedigree internazionale di primo livello come il play Lafayette (campione d'Italia 2015-16 con l'Olimpia) e il lungo Slaughter (due volte campione di Spagna con il Real Madrid dove ha vinto l'edizione 2014-15 dell'Eurolega). Insomma una delle big annunciate del campionato alle porte, su un livello sostanzialmente analogo alla Fiat Torino che la settimana scorsa è stata travolta dalla truppa di Caja nel Memorial Di Bella di Pavia. Per questo sarà interessante capire se il sistema corale approntato da Artiglio" saprà aggiungere una ulteriore vittima illustre, aumentando la fiducia nell'impianto di gioco già rodato dal lavoro delle ultime settimane. Il debutto casalingo di mercoledì contro Lugano non è stata una delle prove migliori di una presea-son che in meri termini numerici è stata sinora decisamente positiva: 7 vittorie su 9 gare - pur con due partite contro squadre svizzere e due contro avversarie di A2 - rappresentano il miglior ruolino di marcia dal percorso netto operato 5 anni fa dagli "Indimenticabili" di FrankVitucci. Il Trofeo Ferrari, tra una Virtus Bologna per la prima volta al gran completo e il secondo atto di domani contro i padroni di casa di Brescia o una squadra di Champions League FIBA come Zielona Gora, rappresenta con ogni probabilità il test più impegnativo del mese di settembre, dal quale coach Caja si attende ulteriori riscontri per entrare poi in "clima-campionato". Intanto si rinforza Cantù, che attende lo sbarco nel weekend dell'ala statunitense Michael Qualls (lo scorso anno in Israele all'Hapoel). Giuseppe Sciascia
  14. Un’amichevole ricca di spunti interessanti quella in programma oggi a Montichiari (palla a due ore 18.30: non ci sarà diretta Facebook da parte della società e nemmeno da parte dell’organizzazione del torneo...), a partire da quelli forniti dalla Storia. Dopo due anni torna un Varese-Virtus Bologna, classica patinata del basket italiano “scomparsa” due anni fa con la discesa delle Vu Nere in seconda serie. E torna con gli squilli di tromba che accompagnano un avversaria autentica regina del mercato estivo: gli esterni Pietro Aradori e Alessandro Gentile, il lungo Marcus Slaughter, il regista Oliver Lafayette sono la parte più lucente di una campagna acquisti che ha candidato la squadra di Ramagli come possibile sorpresa nella parte alta della classifica. La prima semifinale del Trofeo Roberto Ferrari (la seconda, ore 20.30, sarà tra i padroni di casa di Brescia e i tre volte campioni di Polonia dello Stelmet Zielona Gora) sarà dunque un test impegnativo e significativo per la Openjobmetis in costruzione di Attilio Caja, reduce dalla vittoria casalinga contro i Lugano Tigers, una partita che - tra bassi (iniziali) e alti (terzo quarto) - ha comunque confermato il buon andamento del lavoro in casa biancorossa e le peculiarità del nascente gruppo. Varese-Virtus, però, oltre a dare conferma o meno della qualità della difesa e della pazienza di un attacco che finora si è pedissequamente attenuto a regole e disciplina schematica, servirà a capire le risultanze dell’impatto contro una formazione di caratura sulla carta superiore, genere contro il quale può essere talvolta necessario anche uscire dai canovacci ed essere presi per mano da un leader. Chi può esserlo in questa Varese? Chi sarà in grado di togliere le castagne dal fuoco quando la palla scotterà? Al di là dell’esercito compatto che costruirà ogni sua fortuna partendo da dietro, si accettano candidati. Fabio Gandini
  15. Termina con un successo l’esordio stagionale casalingo della Openjobmetis Varese 2017/2018. Davanti a una cornice di pubblico non certo da poster (968 paganti: può anche non interessare, ma se si vuole il palazzetto pieno per un saluto come si deve bisognerebbe ripensare il come, il quando, il “con chi” e anche il quanto…) la squadra di Caja batte i Lugano Tigers 84-74, in un canovaccio tecnico che a grandi linee ha rispecchiato le amichevoli precedenti. Se c’è (quando c’è…) la difesa c’è Varese. Se c’è (quando c’è…) il ritmo c’è Varese. Se c’è (quando c’è…) grinta, c’è Varese. Se c’è (quando c’è…) pazienza di appoggiare il gioco sotto canestro con ordine e disciplina (70% da 2 ieri), c’è Varese. La prima in casa segna anche il miglior frangente precampionato di Cameron Wells: insieme alle conferme di Hollis e Cain (ma anche di Tambone e Natali e Avramovic), il secondo tempo del play ex Giessen è la conferma di quanto serva un leader a questa formazione. Lui può esserlo. Carey e le belle statuine biancorosse: potrebbe essere questo il titolo del film dei primi 10’ del match. L’esterno degli svizzeri, americano confermato dai Tigers con un passato in Bulgaria, “jordaneggia” contro una difesa di casa meno pugnante del solito e ne scrive 11, trascinando i suoi a un avvio fulminante: 4-10 al 3’, 6-17 al 5’. L’attacco di Varese risponde dapprima con pazienza, cercando (ma spesso non trovando) il tiro migliore, poi si inquina in palle perse e conclusioni sbagliate. Solo Avramovic riesce a dare un minimo di verve, fissando - insieme a Natali e Tambone - il quasi generoso -5 (20-25) del 10’. La strada del secondo quintetto è quella giusta per recuperare. Aleksa il serbo si dimostra più funzionale di Waller con la sua doppia dimensione, Pelle il salterino dà sostanza (ma si fa male: Cain lo “sostituisce” egregiamente…), Natali trova un passaggio alla John Stockton: nonostante Carey prosegua nello show, il 36-35 del 16’ certifica che la Openjobmetis si è registrata. Tanto da chiudere, dopo un altro paio di belle giocate del suo generoso pivot titolare, avanti di 1 alla seconda sirena (40-39). La notizia del terzo quarto è senza alcun dubbio il risveglio di Wells e Waller: il primo, oltre a prendere le misure dei diretti avversari in retroguardia, dà presenza di sé anche davanti, con un paio di entrate al fulmicotone; il secondo, dopo le due frazioni iniziali di magra balistica, aggiusta la mira e ricomincia a vedere il canestro. Al duo americano si aggiungono Okoye e il concentrato di classe di “Sir” Hollis: va da sé che Varese prenda finalmente il controllo del match, chiudendo la terza frazione con 30 punti segnati e 20 subiti (70-59 il punteggio sul tabellone). Tambone, con Hollis in post alto a smistare la palla, buca la zona dei Tigers, Pelle (rientrato: non si era fatto male…) dà spettacolo con uno schiaccione, Wells - sempre più in confidenza - penetra con la moto e segna diversi bei canestri: i padroni di casa restano avanti, anche perché si rivede una difesa fatta bene. Nessuna esagerazione nel margine (il massimo vantaggio è un +13, 77-64) perché i tiri sbagliati (anche aperti) continuano a essere tanti: il tutto, però, basta a strappare i primi applausi del PalA2A. Fabio Gandini
  16. Varese vince ma convince solo a metà nell'antipasto casalingo della stagione 2017-18. La truppa di Attilio Caja regola Lugano intascando il successo numero 7 in 9 gare di precampionato, ma impiega un quarto abbondante per interpretare il match con la difesa graffiante richiesta da Artìglio. Alla fine i 1100 presenti (con tutti gli atleti del vivaio e lo staff del settore giovanile - a partire da Gianfranco Ponti - in prima fila del parterre) applaudono il cambio di ritmo operato da Ferrero e compagni dopo i 35 punti concessi nei primi 15'. Un avvio incerto, forse per l'emozione dell'esordio davanti al pubblico di casa, ha costretto Varese ad inseguire per buona parte del primo tempo dopo il 6-17 iniziale prodotto dalle triple a pioggia di Lugano. La scossa è arrivata dalla panchina, con Avramovic tonico in attacco e un solido Tambone (5 assist) ad alzare la pressione per accendere il motore del contropiede. Nella serata in cui Waller ha litigato col ferro (0/7 a metà gara), Varese ha ribadito la necessità assoluta di tenere "alta" la difesa per creare soluzioni in campo aperto. Poi nel terzo quarto si è sciolto anche l'attacco (30 punti con 12/18 dal campo nella frazione), cavalcando la vena balistica del frizzante Wells. Così il match ha preso la piega che si aspettava coach Caja. Il dato saliente sono i 7 recuperi dei secondi 20' contro le zero rubate all'intervallo: evidente come il sistema corale, nelle giornate in cui il ferro respinge le numerose soluzioni aperte create dalla circolazione di palla, sia basato su una costante pressione difensiva di tutti e 10 gli effettivi. Motivo per il quale le rotazioni sono così frequenti (10 giocatori a referto con 37 punti dal secondo quintetto) e i minutaggi sono così distribuiti dai 24' di Cain ai 16' di Pelle (come sempre il più adrenalinico con le sue giocate esplosive). Nel progetto-squadra plasmato da Attilio Caja il concetto di titolari e riserve è abbastanza relativo: le gerarchie sono precise con Wells e Waller chiamati a dare un quid maggiore rispetto al primo tempo (ma quando nel terzo periodo la trazione posteriore USA ha funzionato l'attacco ha prodotto con efficacia). In questa Varese egualitaria però non c'è un primo e non c'è un decimo uomo: la difesa feroce è fisiologicamente dispendiosa, e il test con Lugano ha confermato che il coach pavese avrà bisogno dell'apporto costante di tutti gli effettivi. Una squadra che di certo non giocherà mai un basket scintillante, ma starà sempre sul pezzo in termini di concentrazione e intensità, pragmatica e combattiva come vuole Artìglio che l'ha plasmata a sua immagine e somiglianza. Il biglietto da visita mostrato ai tifosi del PalA2A è stato meno scintillante rispetto ad altre precedenti tappe del precampionato (in particolare al rombante più 29 contro Pavia). Ma la Varese versione 2017-18 sarà sostanzialmente quella di ieri sera, auspicando che sia più simile a quella degli ultimi 25' rispetto ai primi 15' dall'atteggiamento difensivo troppo passivo. Domani e sabato l'ultimo rodaggio a Montichiari nel Memorial Ferrari organizzato dalla Germani Brescia: il test contro la Virtus Bologna, che dovrebbe sfoggiare la supercoppia Gentile-Aradori, sarà certamente più indicativo rispetto a quello contro Lugano. Giuseppe Sciascia
  17. Una sconfitta non scevra da aspetti positivi: la Openjobmetis di Attilio Caja è una squadra capace di difendere sopra la media, tanto da condizionare le partite tramite questo fondamentale. Cantù, Torino, Treviso, Saratov: più indizi fanno ormai una prova, anche se siamo ancora a settembre. Peccato che all’abnegazione – fisica ma soprattutto mentale – dietro, nell’occasione non sia corrisposto un attacco all’altezza, almeno nelle percentuali di tiro: 5/24 da 3 (21%), 15/22 ai liberi e la finalissima del Torneo Internazionale di Caorle va all’Avtodor Saratov di Andrea Mazzon. In Veneto finisce 66-71 per un avversario (che farà il preliminare di Champions League in settimana) fisico, lungo e sicuramente assai più esperto dei tanti incontrati finora dalla compagine biancorossa: va da sé che l’aver giocato ad armi pari sia comunque un’ottima notizia per Wells e compagni. Subito difficile l’impatto con il match per i biancorossi. Le polveri dell’attacco sono fradice e la sofferenza a rimbalzo è una costante dei primi 10 minuti: con queste premesse, nonostante la pressione difensiva non manchi, Saratov scappa via (4-11 al 4’, 9-18 all’8’, 12-22 al 10’), anche se Caja prova a fermare la gara e a parlare con i suoi giocatori. Perseverare è la virtù dei forti: il principio si applica alla retroguardia varesina, che a furia di insistere riesce a sbloccare anche l’attacco e a raddrizzare la contesa. Varese recupera più volte palla e prova ad attaccare di più il canestro, nella perdurante carestia dai 6,75 m: prima con Okoye, che apre la strada, poi con Hollis, che forse per la prima volta nel precampionato prova a vestire i panni da leader offensivo (17 punti alla fine), un parziale di 11-2 riduce il gap fino al -1 del 15’ (23-24). La Openjobmetis già in bonus concede diversi viaggi in lunetta all’ex Caserta Downs (25-31), poi di nuovo Hollis e una penetrazione di Wells firmano il 30-33 del 20’. Il sentiero è ormai tracciato: la si recupera dietro. Così, continuando a piegare le ginocchia con intelligenza, un passo dopo l’altro (in mostra ancora la strana coppia Hollis-Okoye) Varese riprende e addirittura sorpassa (canestro di Pelle dopo recupero: 39-38), in un lampo che segna l’inizio di un perdurante equilibrio. Ferrero spegne l’astinenza da oltre l’arco, Justin Robinson risponde più volte, Tambone e Pelle lucrano dalla linea della carità: al 30’ è 50-52. Qui i russi sono bravi a prendersi un piccolo vantaggio (un +5) che a conti fatti non verrà più recuperato, perché nella metà campo altrui i lombardi trovano due jolly di Waller allo scadere dei 24” ma anche tante, troppe difficoltà. I personali di Clarke stampano sul copione del match un 59-68 che sa di definitivo: la zona di Caja e ancora una volta Waller riaccendono una fiammella con il -2 (66-68) dell’ultimo minuto, ma è davvero troppo tardi. Vince Saratov: 71-66. Fabio Gandini
  18. La marcia di Varese si ferma contro il ferro del PalaMa-re di Caorle. Seconda sconfitta in otto gare per la compagine di Attilio Caja nel percorso di avvicinamento al campionato: i biancorossi pagano una serata gelida al tiro (5/24 da 3 e 15/22 ai liberi) e lasciano a Saratov il successo nel Trofeo Città di Caorle. Mira storta fatale ai fucileri prealpini contro un'avversaria più stazzata. Apprezzabile però l'intensità profusa per 40' da Ferrero e compagni, bravi a non staccare mai la spina in difesa nonostante il ripetuto clangore dei ferri veneti. Nella serata di scarsa vena balistica del terminale principe Waller, apprezzabile la crescita di Wells (ancora non produttivo per sé ma abile a coinvolgere i compagni). E soprattutto brilla la stella di Damian Hollis che a canestri di pregevole fattura da sotto e da fuori abbina un'insospettabile attitudine difensiva: senza canestri da fuori, la sola difesa non può bastare contro avversari così fisicati, ma se anche l'unica "punta" del gruppo sposa la mentalità operaia, allora è chiaro che il gruppo parlerà la stessa lingua per i prossimi nove mesi. E la variabile impazzita delle percentuali non toglierà ai biancorossi la fiducia in un sistema già metabolizzato. Varese fatica a prendere le misure al razzente Robinson (8 nei primi 4' per il 4-11 iniziale), ma soprattutto paga le brutte medie dall'arco (1/8 nei primi 10') non riuscendo a snidare i massicci lunghi russi dal fortino del pitturato. Così l'Avtodor prova a prendere il largo (12-22 al 10'), ma la truppa di Caja non si perde d'animo e, calando la saracinesca in difesa, riesce ad alzare il ritmo per sfruttare appieno la verve di Okoye e Hollis. I biancorossi rientrano fino al 25-26 del 16', poi l'attacco si pianta di nuovo (34% al tiro a metà gara) nonostante la buona circolazione di palla e Saratov specula sull'impatto sotto le plance della torre Klimenko per scavare un nuovo solco (25-33 al 19'). L'asse Wells-Hollis sblocca l'impasse balistico biancorosso e, dopo l'intervallo, Varese torna in scia con l'ala di passaporto ungherese che sfoggia tutta la morbidezza dei suoi polpastrelli. Primo sorpasso firmato da due liberi di Pelle (39-38 al 25') corredando un costante lavoro in retroguardia; Saratov trova ossigeno dalla duttile ala Clarke, ma la circolazione di palla biancorossa macina sempre tiri aperti. E alla lunga capitan Ferrero trova la doppietta dall'arco che vale il 47-44 del 28'. La replica di Zibrov e Kluchikov contro la zona proposta da Caja toghe l'inerzia a Varese e riaccende la macchina delle triple dell'Avtodor che piazza un 3-13 a cavallo dell'ultimo riposo per riprendere l'abbrivio (50-57 al 32'). I biancorossi continuano a battersi ma lucrano zero punti da un tecnico per proteste a Downs pagando in lunetta il bonus esaurito in fretta. Due pennellate di Waller dopo tanti ferri (1/7 al 30') tengono a contatto Varese (57-61 al 35'), ma la temperatura delle mani bian-corosse resta freddina e Saratov piazza il colpo del kappaò con un dardo di Clarke (59-68 al 37'). Giuseppe Sciascia
  19. Altro giro, altro regalo estivo per la Openjobmetis Varese, che si sta abituando a prendere confidenza con la vittoria e questo è l’aspetto più positivo. Nella semifinale del Torneo Internazionale Città di Caorle la squadra di Attilio Caja ha ragione della De Longhi Treviso dell’ex Pillastrini 77-65: oggi i biancorossi affronteranno nella finale delle 20.30 l’Avtodor Saratov dell’italiano Andrea Mazzon, impostasi nell’altra semifinale contro i campioni d’Italia di Venezia. A Varese, ancora una volta al completo, basta un primo tempo molto simile alla scorpacciata di Pavia contro Torino: difesa attenta, attacco mobile, giudizioso e precisissimo nelle esecuzioni, superiorità a rimbalzo (Treviso, squadra di A2, ha il solo Brown da opporre sotto le plance). La ripresa non conferma le impressioni dei primi 20 minuti (in attacco, perché la difesa regge bene), ma gli strappi estemporanei dei biancorosso bastano e avanzano a portare a casa la vittoria. Tra i singoli in evidenza la prova di Stan Okoye (19 con un percorso quasi netto al tiro), Cain (solita sostanza all’ombra dei tabelloni) e il Waller del primo tempo. Più opaco Wells, non in perfette condizioni fisiche e poco propenso a uscire dallo spartito. La cronaca Dopo 5 minuti di equilibrio, si transita a metà quarto sul punteggio di 12-12, la prima scossa biancorossa parte dalla regia di Tambone (e da Pelle che chiude l’area ai lunghi trevigiani), che arma la mano di Okoye e quella di Hollis: parziale di 10-0 e +10 Varese (22-12), prima di chiudere la frazione sul 23-16. Con il quintetto titolare salvo Natali, per qualche minuto la Openjobmetis gioca al gatto con il topo (Treviso torna anche a -5, 30-25), poi decide di mettere il piede sull’acceleratore e di correre verso il break decisivo: 17-3, contro la zona ordinata da Pillastrini che viene disinnescata da un abile penetra e scarica messo poi in cassaforte soprattutto da Okoye, Waller e Ferrero. I rimbalzi d’attacco fanno il resto: il 47-28 del 19’ diventa 47-30 alla seconda sirena, ma poco cambia. Varese potrebbe dilagare al rientro sul parquet, ma si scontra con una De Longhi più attenta in difesa e con una flessione interna che abbassa l’impatto fisico-atletico e sporca le percentuali di tiro. Non che i biancorossi perdano il controllo del match (dal 56-42 si passa, con i punti di Barbante, Bruttini e Imbrò, al 63-54 del 30’), ma rallentando i ritmi perdono in efficacia e smarriscono per strada Wells e Waller, anonimi nel terzo periodo. Per la verità Treviso prova anche a spaventare davvero i suoi avversari, calando il -6 (68-62 al 34’) con i cesti di Bruttini e dell’ex Pesaro Musso, ma un’altra accelerata lombarda (aperta da Natali e chiusa da Hollis) mette al sicuro il sicuro il risultato (dal 70-62 a 77-62). Finisce 77-65, oggi un test più probante. Fabio Gandini
  20. Varese fa rotta verso la riviera veneta in cerca di conferme dopo la serata di gala di Pavia. Nella seconda semifinale del Trofeo Città di Caorle, stasera in riva all'Adriatico la truppa di Attilio Caja sfiderà la De' Longhi Treviso (ore 20.30; diretta streaming sulla pagina Facebook del torneo). Biancorossi di nuovo al completo dopo lo scintillante più 29 contro Torino nel Memorial Aldo Di Bella nella prima uscita con tutti gli effettivi disponibili. Cameron Wells e Antabia Waller, a riposo precauzionale nel finale del match di mercoledì, sono annunciati in campo dopo le terapie di ieri mattina che hanno escluso problemi fisici per entrambi. Il test di stasera contro un' avversaria di categoria inferiore - sia pure tra le candidate al salto in serie A - dovrà fornire ulteriori spunti al coach pavese. Anche se il clou della due giorni di Caorle sarà in ogni caso il match di domani: al via del quadrangolare ci sono anche i campioni d'Italia della Reyer Venezia, ospiti a Masnago nell'overture della serie A domenica 1 ottobre e freschi di aggiunta della guardia Michael Jenkins (ex Cantù e Pistoia); e i russi dell'Avtodor Saratov, affidatisi al coach veneziano Andrea Mazzon che li ha portati per due settimane in ritiro a Caorle. Il match contro la De' Longhi dell'ex tecnico biancorosso Stefano Pillastrini, che ha tanti elementi con trascorsi in A (da Michele Antonutti a Bernardo Musso) e un solo straniero sotto canestro (il giovane lungo John Brown, pescato in A2 dalla Virtus Roma), offrirà comunque riscontri interessanti per una Varese chiamata a dimostrare di mantenere alto il livello di concentrazione e intensità anche quando l'avversario è sulla carta inferiore. Giocare contro l'Auxilium protagonista del mercato in serie A, e con tanti atleti con pedigree importante visti i trascorsi in NBA ed Eurolega, offre di per sé stimoli forti al gruppo di elementi "affamati" costruito in estate da Attilio Caja. Riuscire a mettere in campo la stessa aggressività anche contro Treviso sarebbe una conferma importante per una Varese che non potrà in ogni caso prescindere dalla mentalità operaia e dalla fiducia nel suo sistema di gioco. Lo ha dimostrato con i fatti il "fuorigiri" dei 15' finali contro Brescia, al momento unico passaggio a vuoto di un precampionato che fa registrare un record parziale di 5 vittorie su 6 gare. Ora Varese giocherà altre cinque volte nei prossimi otto giorni: dopo i due a Caorle, mercoledì prossimo vernissage casalingo con Lugano, poi venerdì e sabato prossimi Memorial Ferrari a Montichiari. Una raffica di impegni probanti per verificare le sensazioni fino a questo momento molto positive espresse nella prima metà del cammino delle amichevoli. Giuseppe Sciascia
  21. Operai contro dottori: è massacro. E a scuola ci tornano i secondi. La prima Varese al completo della stagione distrugge Torino nel Memorial Di Bella, sotterrando la Fiat sotto quasi 30 punti di scarto (85-56). Al cospetto di una delle regine del mercato estivo in Serie A (da Vujacic e Patterson in giù…) la sporca dozzina di Attilio Caja si dimostra più pronta, più quadrata, più in spolvero, più in salute: torna Waller e torna una mano armata dalla lunga, poi ci sono la velocità e la regia di Avramovic, poi ancora la prontezza di Cain e la solidità produttiva di Okoye. Citare i singoli, tuttavia, sembra quasi ingeneroso: tutta la Openjobmetis (amplissime le rotazioni dell’Artiglio) a Pavia gira che è una meraviglia, sia in una difesa fatti di aiuti e cambi sistematici che in un attacco costruito sulla generosità e su pochissime forzature. Varese è fisico e mente, armi che riproposte con costanza nell’arco della stagione potranno opporsi con efficacia a chi metterà in mostra un talento individuale superiore. Nei primi 20 minuti Wells e compagni sono pressoché perfetti: ottima circolazione di palla, eccellenti spaziature offensive e trazione anteriore (leggi difesa) che anestetizza la Fiat e diventa genesi di ogni fortuna. Waller martella dalla lunga, Ferrero si inventa scorer: il parziale dei primi 10’ è 18-14, ma la Openjobmetis sta avanti anche di 8. La seconda frazione non fa che confermare le buone impressioni iniziali: con la partecipazione di Cain e di un Okoye in spolvero, i biancorossi allungano fino al +18 (47-29), prima di chiudere sul 47-31. Al ritorno in campo Torino prova a stingere le maglie difensive, intasando l’area e tenendo Varese lontano dal ferro: con le percentuali biancorosse che si abbassano, la squadra di Banchi rosicchia punto dopo punto, arrivando fino al -8 (53-47). Sembra il preludio a un rientro vero e proprio, invece prima Hollis, poi Wells, infine Avramovic (per non citare una retroguardia di nuovo senza sbavature) ristabiliscono il + 15 al 30’ (63-48). Il passivo non verrà più recuperato dai piemontesi, anzi: con le folate di Avramovic e Okoye, una Openjobmetis che non smarrisce un grammo di concentrazione e di atletismo fino al termine raddoppia lo scarto. Fabio Gandini
  22. Varese indossa l'abito buono per il confronto di lusso contro la Fiat Torino. I biancorossi travolgono l'Auxilium - tra le protagoniste più scintillanti del mercato estivo - con una prestazione corale di alto livello che regala ad Attilio Caja una serata da profeta in patria nella sua Pavia. Il Memorial Aldo Di Bella mostra una squadra capace di esprimere un basket decisamente sostanzioso sui due lati del campo: spartito lineare eseguito senza fronzoli dal collettivo biancorosso (10 a referto e minutaggi distribuiti tra i 26' dell'Mvp Okoye e i 14' i di Pelle), che ha imposto il marchio di una difesa di granito nell'intero arco dei 40'. Evidente la differenza nello stato di avanzamento dei lavori tra una Varese già molto avanti sul piano dell'identità corale e l'Auxilium tutta da disegnare da parte di Luca Banchi, messa in grande difficoltà dall'atteggiamento aggressivo profuso dai biancorossi. «Siamo stati molto bravi ad interpretare la partita sul piano difensivo: avevo chiesto questo alla squadra e lo abbiamo fatto col corpo e con la testa, mettendo in campo la giusta energia - conferma un Attilio Caja molto soddisfatto -. Partendo dalla difesa abbiamo avuto un attacco fluido e compatto, dove tutti hanno trovato soluzioni: aspetto molto positivo perché vuol dire non dipendere da un solo giocatore, ma trovare presenza e fiducia da tutti». Una vittoria imperiosa, che dovrà fare da traino per il rush finale della campagna abbonamenti (oggi alle 16 riapre la Sala Gualco, tempo fino alle 19 di sabato) e lanciare la volata per il rush finale del precampionato: oggi partenza per Caorle, dove si tornerà in campo già domani sera contro la De Longhi Treviso di A2. Varese lucida e brillante sin dalle battute iniziali, con Wells che dirige il traffico con autorità e costruisce soluzioni per Ferrerò e Cain (14-6 al 5'). Torino prova a reagire con qualche guizzo dell'ex stella NBA Vujacic e le incursioni di Poeta (21-17 al 12'), ma il collettivo bianco-rosso fa ripetutamente la differenza di fronte al cantiere aperto dell'Auxilium. Tambone dà brio alla manovra sul riposo di Wells, poi una scarica di Waller (11 a metà gara) crea il primo strappo significativo (34-22 al 16') e le ripartenze finalizzate da Okoye dilatano ulteriormente il gap prima dell'intervallo. I jumper del nigeriano e di capitan Ferrero fanno decollare fino a più 18 una Varese sempre lineare nelle esecuzioni in attacco (71% da 2 e 5/14 da 3 a metà gara), ma soprattutto quasi perfetta nelle chiusure difensive. Unico mini sbandamento in avvio del terzo quarto, tra qualche sbavatura nelle esecuzioni che riporta l'Auxilium da -19 a -8; poi, nonostante il riposo precauzionale di Wells negli ultimi 10', ci pensano Avramovic e Okoye a mettere il punto esclamativo con un altro maxi-break (dal 59-48 del 28' al 76-52 del 35'). Torino avrà pure un potenziale molto superiore, ma la Varese vista al Memorial Di Bella è già in forma campionato... Giuseppe Sciascia
  23. Varese alza l'asticella del suo cammino precampionato. Stasera a Pavia (palla a due alle 20.30; diretta streaming sulla pagina Facebook della Pallacanestro Varese) la truppa biancorossa sfiderà la Fiat Torino nel Memorial Aldo Di Bella. Tappa nella città natale di Attilio Caja per ricordare il padre del giocatore visto anche a Legnano nel 2014-15 in un test ricco di spunti. Recuperato anche Antabia Waller dopo i due giorni di stop forzato del Trofeo Lombardia, i biancorossi giocheranno per la prima volta al gran completo il match contro una delle regine del mercato estivo che rispetto all'undicesimo posto del 2016-17 a braccetto con i 26 punti conquistati daVarese punta decisamente alla metà alta della classifica. Si giocherà per beneficenza (posto unico a 2 euro con ricavato devoluto a Telethon), ma anche per capire quanto vale la nuova squadra di Caja al cambio di una protagonista annunciata della serie A 2017-18. Dalla guida tecnica affidata a Luca Banchi (2 volte tricolore a Siena e Milano nelle ultime tre stagioni disputate in Italia prima dei due anni "sabbatici" successivi al divorzio dall'Olimpia) agli investimenti importanti sul mercato tra ritorni eccellenti (Sasha Vujacic e Trevor Mbakwe) e novità intriganti (Diante Garrett e Lamar Patterson), Torino è stata una delle grandi protagoniste dell'estate, guadagnandosi il ritorno in Europa dopo 31 anni grazie ad una wild card per l'Eurocup. Dopo le vittorie contro Cremona e Cantù e la sconfitta contro Brescia, sarà un altro anticipo di campionato - anche se il calendario proporrà la sfida all'ultima di andata- con un coefficiente elevato di credibilità, visto che sia Varese che Torino sono annunciate al gran completo all'appuntamento di Pavia. L'obiettivo tecnico è quello di proseguire nell'innesto di Cameron Wells: dopo il rodaggio al Trofeo Lombardia, il play ex Giessen è chiamato a prendere progressivamente in mano la bacchetta del direttore d'orchestra nel ruolo chiave del sistema di gioco impostato da Attilio Caja. L'identità corale che "Artiglio" ha già messo a punto sin dalla prima uscita stagionale sarà sufficiente a reggere l'urto delle squadre di vertice della serie A 2017-18? Il match di Pavia dovrà dare indicazioni in tal senso, cercando di capire se Varese potrà davvero giocare qualche brutto tiro alle big. Oppure bisognerà accontentarsi di una salvezza senza le sofferenze delle ultime tre stagioni, in attesa di tempi migliori alla voce nuovi sponsor. Giuseppe Sciascia
  24. Nel mezzo del cammin delle amichevoli (giocate 5, ne mancano ancora 6), è consentito un abbozzo di valutazione sui singoli componenti del roster 2017/2018 della Openjobmetis Varese. Si tratta di impressioni e poco più, senza la pretesa di fornire alle stesse una validità a prova di bomba nel tempo: tanto deve ancora emergere (alcune caratteristiche tecniche non si possono scorgere se non sono accompagnate da una determinata condizione atletica, per esempio...), molto può ancora cambiare. Senza contare che conterà capire come ognuno dei 10 che compongono il roster biancorosso riuscirà a pesare nel sistema che Attilio Caja sta ancora elaborando. A 18 giorni dall’esordio, tuttavia, ecco i nostri two cents Avramovic (5 partite) La voglia di inseguire quei miglioramenti che lo farebbero diventare un buon giocatore (traduzione: la voglia di lavorare) pare non mancargli: non era così scontato, dopo la seconda parte della scorsa stagione e al cospetto di un allenatore che - una volta arrivato - lo ha messo davanti al fatto compiuto della sua incompletezza e - tutto sommato - “inservibilità” nella missione salvezza. L’Artiglio lo vede guardia e da guardia Avra ha giocato tanto in questo precampionato, pur con qualche minuto in appoggio al regista di turno. Finora, scritto dell’atteggiamento, si è distinto per la difesa (deve però imparare a non usare solo l’istinto...) e per la velocità con cui pervade ogni aspetto del suo gioco offensivo (passaggi compresi: 6 assist al Lombardia contro Cantù). Fossimo in lui insisteremmo ad allenarci con il tiro da fuori: non sembra in progress rispetto alla scorsa stagione Natali (5 partite) Dal 10o uomo, storicamente, non ti aspetti le cose che Nicola ha fatto vedere in queste prime amichevoli. In breve: non si “sbatte” e basta, sa stare in campo. E ha un tiro da fuori che sembra assai affidabile. Scritto con rispetto per tutti, se le prime impressioni saranno confermate, come potenziale impatto e utilità (anche in termini di minuti) siamo ben lontani da un Canavesi way. Okoye (5 partite) In difficoltà a Desio contro Brescia e Cantù, più brillante e realizzatore (rispettivamente 10, 19 e 13 punti) nelle prime tre amichevoli. Rapportandolo a due anni fa, i miglioramenti sono evidenti: nel tiro e nella personalità soprattutto. Giudicarlo in assoluto è invece più complesso, per ora: vale il posto da titolare per capacità di lettura delle situazioni offensive e punti nelle mani? C’è un però che ci fa stare tranquilli: Caja, che saprà come toglierlo da frangenti tecnici a lui non congeniali (passaggio, palla troppo in mano) ha diverse soluzioni in ala. Tambone (5 partite) Anche qui: ha personalità e voglia di imparare. Nonché mezzi tecnici che non si limitano al tiro da fuori: ha mostrato di sapersi destreggiare anche in entrata. La sua capacità di conduzione del gioco andrà verificata davanti a una pressione difensiva da campionato. Ferrero (5 partite) Del capitano si sa vita, morte e miracoli e la buona notizia è che sembra abbia ricominciato dove aveva finito: grinta, difesa e i suoi “canestrini” quando servono. “Falso titolare” buono come il pane per la sua duttilità. Waller (5 partite) Due gare da top scorer (20 e 21 punti), una giornata no, due forfait. I match contro Massagno e Cremona hanno svelato una mano caldissima da 3 e un buon arresto e tiro, forse ancora più importante perché arma che sottintende la capacità di costruire opportunità anche fuori dagli schemi. Nessuno si azzardi però a paragonarlo alla guardia americana passata recentemente su questi schermi e a pretendere da Waller lo stesso rendimento: Antabia difficilmente agirà da “uomo solo al comando”. Cain (5 partite) Grosso. Tanto. Rimbalzi più di posizione e di tagliafuori che di salto. Non ha evidenziato movimenti in post, ma sugli scarichi e nelle situazioni di “alto-basso” c’è sempre, anche perché bravo ad escludere con il corpo l’avversario diretto. Difende. Ed è una validissima boa nel gioco d’attacco perché sa passare la palla. Hollis (4 partite) Complicato da valutare. Ripetiamo le pagelle di queste prime amichevoli: elegante, talentuoso (ha già fatto vedere canestri letteralmente inventati), pulitissimo e bello da ammirare nel suo incedere per il campo, ma anche lieve, soggetto a scomparire per alcuni tratti di partita, poco protagonista. Quattro gare, un massimo di 14 punti un minimo di 10: quindi anche costante. Un solo dubbio: basterà o dovrà “sporcare” un po’ di più la sua nobile dimensione tecnica? Ah, un’alta cosa: sa difendere. Wells (2 partite) Complicato da valutare, parte seconda. Solo due gare per l’infortunio al polpaccio: una timorosa e impalpabile, l’altra in crescita. Sa penetrare e tenere i contatti, tiro da fuori ancora non pervenuto, disciplinato nell’esecuzione degli schemi. Caja gli chiederà molta più leadership offensiva: da lui, dalla sua crescita, dai suoi punti passerà un buon 80% delle fortune biancorosse. Pelle (4 partite) La faccia di Chiavenna (dove peraltro non è sceso in campo) era tutto un programma: a tanti ha dato l’impressione di essere un po’ svogliato, quasi triste... Siamo in miglioramento: se capisce che ha tutto da guadagnare a passare un altro anno vicino all’Artiglio, invece che rammaricarsi sui voli che non è riuscito a prendere in estate, siamo a cavallo. Perché Pelle, tra una dormita e un gesto atletico che ti fa strabuzzare gli occhi,può essere davvero un fattore. Fabio Gandini
  25. Vincere un derby con 20 punti di scarto solletica sempre il palato, anche se si tratta di estate (peraltro non meteorologica…), di esperimenti tecnici diffusi e di un avversario decimato (assenti nelle file di Cantù Cournooh, Smith, Burns e Culpepper) e già conciato per le feste. Fatta questa premessa, il 70-50 con cui Varese schianta i “cugini”, aggiudicandosi il 3° posto al Trofeo Lombardia 2017, ha gusto anche per alcuni spunti del campo dopo il -20 accusato sabato da Brescia. Al secondo giro di Desio, nei circa 35’ di un match sospeso per… pioggia, i biancorossi tengono meglio dal punto di vista fisico, corrono - trovando quei canestri facili che in assenza di talento diffuso sono buoni (e utili) come il pane - e difendono con pochissime pause. La Cantù mai in partita viene matata dalla solidità sotto canestro di Cain, dalla velocità e dall’applicazione di Avramovic, dai canestri di ottima fattura di Nicola Natali e da un Wells in decisa carburazione rispetto alla contesa con Brescia. Bene così, ricordandosi sempre la regola non scritta del precampionato: non ci si deprime per le sconfitte, non ci si esalta per le vittorie. In campo aperto La Varese che ha le gambe, il fiato e la concentrazione per difendere e poi scattare in campo aperto è una squadra che può sapere il fatto suo. Pronti via, gli anticipi dietro e il controllo dei rimbalzi favoriscono delle folate offensive condotte da Avramovic e da un Wells (4 assist nei primi 7’) più sul pezzo rispetto a sabato: piovono (parola chiave di giornata) canestri facili, o del duo o dei compagni (bravo Cain a farsi trovare spesso pronto), tutti beneficiari della verve diffusa. Cantù, che è solo Crosariol, rapidamente si stacca: 15-4 al 5’, 27-10 alla prima sirena, quando anche due bombe di Natali corroborano il vantaggio. Dopo averne presi 27 in 10’, i brianzoli provano a riorganizzarsi un minimo al ritorno sul parquet, costringendo Varese a ragionare di più: problema relativo, perché la truppa dell’Artiglio trova delle buone circolazioni che liberano al tiro i precisi Tambone e Natali. Wells e l’astinenza balistica dei cugini aiutano il margine a dilatarsi ulteriormente: è +18 al 14’ (36-18) e addirittura +21 (43-22) al 18’, nonostante una sofferenza a rimbalzo acuita dalla zona, prima che un sussulto di orgoglio del giovane Vai riduca il gap a -18 (45-27) al suono della seconda sirena. Piove dal tetto Dicevamo: Cantù non è Brescia, né tecnicamente, né fisicamente, né - a quanto pare - moralmente (nel senso che pare già avere il morale sotto ai tacchi…): più facile per la Openjobmetis mantenersi in linea di galleggiamento anche nel terzo periodo, quando si scorge un impercettibile calo atletico generale tra i varesini. Prima Wells, con autorevolezza e penetrazioni al fulmicotone, poi “Avra” - grande protagonista soprattutto difensivo del quarto - non permettono mai ai brianzoli di scendere sotto i -20 di freddo. Anzi: con una serie “Avramovic to Pelle” si tocca anche il +25 (61-36 al 28’), prima di chiudere la frazione 61-40. Piove dal tetto del PalaDesio (bene ma non benissimo…) e piove sulla squadra di Kyril Bolshakov, che sprofonda presto a -30. Non è il problema principale: le gocce che scendono dalla volta del palasport bagnano senza requie il campo, tanto da richiedere continue sospensioni del gioco per asciugare il parquet. Non si può andare avanti così: gli arbitri, d’accordo con gli allenatori, sospendono l’amichevole al 35’, sul punteggio di 70-50. Meglio così, soprattutto per i parenti russi… Fabio Gandini
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