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  1. Una Openjobmetis “buona a metà” regola l’Urania Milano nel terz’ultimo test amichevole prima del campionato, l’unico giocato davanti al pubblico di Masnago. Non inganni però il punteggio, larghissimo (110-69), della sirena finale: per mezza partita i biancorossi hanno fatto preoccupare i propri tifosi. Al 20′ infatti il tabellone recitava un risicato +1 (49-48) ma soprattutto a non convincere era l’atteggiamento in campo: molle, superficiale, inadatto a una squadra che tra 10 giorni dovrà sfidare un’avversaria come Sassari. L’Urania, buona squadra di A2, si è presentata a Masnago senza il play Amato (ex di turno) e senza uno dei due americani (Potts) ma nonostante questa situazione ha messo in costante difficoltà la difesa di Brase. Fatta troppo spesso di aiuti confusionari, di avversari lasciati liberi sul perimetro, di corridoi facili da imboccare per i milanesi. Insomma, un colabrodo compensato in attacco dalle giocate dei singoli (Brown, Caruso, tratti di Reyes) più che dal gioco collettivo. Nella seconda parte di gara, per fortuna, l’Openjobmetis ha immediatamente ingranato, non solo con un attacco più affamato ma anche con una difesa più efficace ed attenta: in pratica la ripresa è stata una formalità perché quando Johnson ha acceso i reattori il divario si è immediatamente allargato con i Wildcats che a quel punto hanno presto alzato bandiera bianca. Citati i migliori di serata (Brown, probabilmente, il più bravo), bisogna segnalare anche qualche nota poco scintillante a livello di singoli: Ross, che piace quando accelera, non sembra aver ancora trovato l’intesa con i compagni e anche Woldetensae ha ripetuto la brutta serata al tiro già vista con Trento. Ma le perplessità di stasera, solo in parte soffiate via dalla ripresa, non riguardano questo o quel giocatore quanto la collettività soprattutto in difesa. Se non si metteranno pezze rapide, Varese partirà sempre ad handicap. LA PARTITA Un Caruso reattivo annulla subito il mini-vantaggio Urania e dà a Varese il primo allungo e quindi – poco dopo 3′ – lascia spazio all’esordio di Tariq Owens. C’è anche Reyes a quota 9 in un amen, ma il divario è poco perché i milanesi trovano gloria con il giovane Cavallero che è accoppiato a Librizzi (ma è alto oltre 2 metri) e riporta i suoi a -2 prima che Caruso e Reyes ridanno una fiammata. Al 10′ è 27-22. Al rientro Ross fa una cosa bella in penetrazione ma in difesa Varese continua a regalare punti facili. Tocca allora a Brown con tre triple simili a dare il +6 ma anche l’Urania martella da lontano. Si scatena l’ex Fortitudo Montano per -1, poi è il solito Brown a colpire da fuori. A 3.24 dalla sirena, dopo l’ennesima prova di maggiore reattività dei Wildcats, Brase scuote la testa e chiama timeout senza alcun miglioramento. Anzi: due cesti facili portano Milano al -1 che è il punteggio di metà gara, 49-48. L’intervallo porta consiglio, per fortuna: 9 punti in 1’32” della ripresa aprono improvvisamente il punteggio a favore di Varese, in testa 58-48 sul timeout chiamato da Villa. La scossa biancorosso però prosegue con Johnson presto in doppia cifra: “Nino” è in trance agonistica e ne segna 15 in meno di 5′ portando la OJM intorno ai 15 di margine. Finalmente anche Owens infila 2 punti (tap in) seguito da Ferrero (tripla: 79-62); la differenza di atteggiamento si vede anche quando Reyes prima si fa stoppare su un’azione di forza, poi è caparbio a riprendere palla, subire fallo e infilare i liberi. La terza sirena giunge su tripla al bacio di Brown: 20 punti di Markell e +20 per Varese (84-64). Si riparte con copione simile e con un punteggio ormai alla deriva, come ci si augurava fin da subito: Brase regala un applausone a Brown con oltre 6′ da giocare, Reyes regala un numerissimo (palleggio dietro schiena e assist a Owens nel traffico), Virginio entra e stoppa Valsecchi e arriva anche quota 100 con un canestro “dell’aggregato” Elisee Assui. Infine ci sono Virginio e Librizzi a rifinire il 110-69 che chiama applausi dai 500 della Enerxenia Arena. BRASE: MEGLIO QUANDO CI SIAMO PASSATI LA PALLA «Il primo tempo non è stato il nostro migliore, perché in attacco non stavamo muovendo la palla e i ragazzi non stavano prendendo tiri naturali, inoltre non tutti toccavano la palla. Nel secondo tempo ho detto ai ragazzi di stoppare, correre per il campo: più si va, più si segna e più ci si diverte. Nel primo tempo invece non siamo andati bene come gruppo; le spaziature erano buone ma non ci siamo passati abbastanza la palla; invece nella ripresa abbiamo trovato compagni liberi, trovato un buon “prendi e tira” e conclusioni aperte. Owens deve crescere, non ha giocato nell’ultimo periodo e lo scorso anno è stato fermo però ha messo energia e ha dieci giorni per prepararsi al meglio al campionato». Damiano Franzetti
  2. L’Openjobmetis finisce la benzina nel rush finale del Memorial Brusinelli. Secondo posto a Trento per la formazione di Matt Brase, sconfitta in rimonta dai padroni di casa con un blackout finale (solo 11 punti nell’ultimo quarto) che non corona una frizzante prima frazione. Copione rovesciato rispetto alla semifinale contro Verona per una Varese ancora priva di Tariq Owens, atteso al rientro in occasione dell’amichevole casalinga di mercoledì 21 settembre contro l’Urania Milano. Ai biancorossi non basta l’ottimo lavoro di Guglielmo Caruso (9/14 da 2 e 9 rimbalzi): il calo della produzione offensiva è tutto nelle medie dall’arco (7/17 nei primi 20’, 1/11 nella ripresa). LA PARTITA Partenza favorevole ai padroni di casa che cavalcano l’esplosività interna di Darion Atkins. Già 12 punti alla prima sirena per il centro ex Chemnitz, che firma il vantaggio dell’Aquila (21-17 al 10’) nonostante la vena balistica di Jaron Johnson (8 per l’ala ex Kazan). Nel secondo quarto però l’OJM aumenta i giri in difesa lavorando meglio per proteggere l’area, e di conseguenza trova più fluidità anche in attacco, producendo una frazione da 33 punti con tante ripartenze in velocità. Due triple di capitan Ferrero portano al comando gli ospiti (32-34 al 20’). La formazione di Brase è padrona del campo nel finale di tempo: altra scarica di Johnson (14 a metà gara) e tanto impatto interno per Caruso per l’allungo fino al 38-50 del 20’. Dopo la pausa lunga però si rivede Trento, con le iniziative di Graziulis e un solido Spagnolo: Varese risponde con l’ottima produzione interna di Caruso (52-62 al 25’), ma nel finale di tempo l’inerzia cambia e il gap è dimezzato (64-70 al 30’). La Dolomiti Energia ha più benzina nel motore, con l’OJM che cala visibilmente alla distanza: sorpasso e allungo vincente per i padroni di casa (89-81 al 39’) grazie alle iniziative di Flaccadori. IL TABELLINO Openjobmetis Varese-Dolomiti Energia Trento 81-89 (17-21; 50-38; 70-64) VARESE: Ross 13, Woldetensae 11, De Nicolao, Reyes 7, Librizzi, Virginio, Ferrero 9, Brown 3, Caruso 20, Johnson 18. All. Matt Brase. TRENTO: Gaye ne, Morina ne, Conti 4, Spagnolo 13, Forray 8, Zangheri ne, Flaccadori 20, Calamita ne, Dell’Anna ne, Graziulis 16, Atkins 14, Lockett 14. All. Molin. Arbitri: Bartoli, Borgo, Bettini. Note – Tiri liberi: Trento 27/33, Varese 15/19. Rimbalzi: Trento 40 (Graziulis 8), Varese 34 (Caruso 9). Totali al tiro: Trento 22/41 da 2, 6/24 da 3; Varese 21/38 da 2, 8/28 da 3. Giuseppe Sciascia
  3. Un canestro di Colbey Ross a 15″ dalla sirena finale regala alla Openjobmetis la prima vittoria del pre-campionato biancorosso e, contemporaneamente, la finale del “Memorial Brusinelli” di Trento. Varese piega di un solo punto, 85-84, la Tezenis Verona, squadra neopromossa in Serie A e rompe il ghiaccio dopo i tre KO con squadre di Eurolega “intascati” fino a ora. Come spiega il risultato, per la squadra di Brase non è stato semplice superare i veneti di coach Ramagli. Anzi, dopo un ottimo inizio varesino (11-3), è stata la Scaligera a fare la partita nei primi 20′ conclusi addirittura sul +10 con ben 54 punti inflitti a una difesa biancorossa ancora da registrare. Anche per la perdurante assenza di Tariq Owens, in Trentino con i compagni e rientrato a fare allenamento, ma tenuto ancora a riposo in partita. Scottati da un primo tempo troppo morbido in retroguardia, Ferrero e compagni hanno alzato il ritmo in difesa dopo l’intervallo concedendo solo 15 punti agli avversari. In attacco invece la squadra di Brase ha trovato un ottimo Woldetensae che ha guidato i compagni; in 5′ la OJM ha pareggiato (Reyes per il 59 pari e 15-4 di parziale) per la prima volta, poi ha tenuto botta sino al 68-68 del 30′. Nell’ultimo periodo è stato Markell Brown a dare ritmo all’attacco di Varese ma il punteggio è rimasto in continuo equilibrio; in volata Jaron Johnson ha fallito i liberi per il +3 e Verona ha reagito con un canestro di Casarin per tornare avanti di un punto. Poi Ross in azione rapida ha realizzato in penetrazione lasciando però 15″ alla Tezenis per l’ultimo tiro, preso da Anderson e finito sul ferro. Anche in questa occasione, Varese ha sofferto a rimbalzo vista anche l’assenza di Owens (per i gialloblu non c’era Selden) ma questa volta ha tirato molto bene da lontano (eccezion fatta per il 2/10 di Johnson). Ross ha dato un ottimo contributo all’attacco con 8 assist mentre la squadra ha fatto cilecca dalla lunetta, appena il 44% che poteva risultare fatale. Domenica sera quindi, la Openjobmetis disputerà la finale del quadrangolare contro la vincente di Trento-Napoli. Damiano Franzetti
  4. Inizia con una prevedibile “imbarcata” il precampionato della Openjobmetis, battuta con 111 punti subiti dall’Olimpia Milano nella prima semifinale del torneo di Cagliari. 111-86 il risultato che mette in evidenza le due notazioni principali ricavate dalla partita. La prima è quella negativa: in fase difensiva la squadra di Brase è ancora troppo indietro. Milano ha prevedibilmente vinto il confronto d’area (non tanto a rimbalzo: 36-29, quanto nel convertire i secondi tiri) ma soprattutto ha tirato molto spesso dall’arco con uomini liberi e letali: 4/4 per Pangos, 53% complessivo. Troppo, per qualsiasi difesa. Per contro, nella metà campo d’attacco la OJM ha dato segnali incoraggianti: Johnson (20) si è rivelato abile a bucare la difesa in vari modi, Woldetensae (17) si è riscattato nella ripresa e in generale Varese ha alimentato piuttosto bene l’area e completato alcune buone transizioni. Brase, tra l’altro, per diversi momenti ha messo in campo quintetti poco probabili, tenendo a riposo per quasi tutto il secondo tempo Colbey Ross. Il play nella prima metà di gara aveva mostrato buone qualità affiancata a qualche sbavatura sfiorando la doppia cifra (9) ma con 4 palle perse. Al contrario di Milano invece, il tiro pesante varesino ha inciso senza troppa continuità: proprio nei momenti in cui la OJM si è inceppata da lontano, l’Olimpia ha piazzato i suoi break. Messa in archivio la “prima” (il match sarà ripetuto giovedì a Desio con in palio la Coppa Lombardia), Varese si appresta a disputare la finalina di Cagliari contro la perdente di Sassari-Panathinaikos, altra gara alla quale Ferrero e soci arriveranno da sfavoriti. Milano invece incrocia le dita per Shavon Shields, uscito nel primo tempo con una distorsione alla caviglia che andrà valutata meglio. LA PARTITA I guizzi di Johnson (tripla) e Ross tengono avanti Varese nelle prime battute ma poi è il tiro pesante a fare la differenza: la OJM va tre volte sul ferro mentre l’Olimpia infila da 3 con Davies, Thomas e Pangos per il 21-10 del 5′. De Nicolao rompe il digiuno prealpino, Milano rallenta in attacco e alla prima pausa comanda 27-18. L’AX riallunga all’inizio della ripresa, poi Brown (3 liberi) e Wolde mettono i primi punti sul tabellino (34-23 al 13′). Poco dopo Shields finisce a terra per una scavigliata ed esce sorretto a braccia ma Milano continua a fare canestro sfruttando Hines sotto i tabelloni. La OJM invece tira davvero male dall’arco e muove il tabellone solo in avvicinamento (45-31 di Ross al 17′). Si vede Caruso, con due canestri ma la difesa collettiva è troppo blanda e il punteggio di metà gara dice 54-38. Nella ripresa il copione è simile e, anzi, forse è ancora più netto: Varese piacevole in determinate situazioni d’attacco, Milano troppo libera di colpire quando ha la palla in mano, da fuori o da vicino. Johnson infiamma la platea con la schiacciata del 69-51 e anche Woldetensae torna a dare segnali di vivacità. Il divario però resta elevato a favore dell’Olimpia perché Mitrou Long ricaccia una OJM risalita a -13 per un attimo. La terza sirena arriva dopo un 1/2 di Brown in lunetta, per l’82-64. All’inizio dell’ultimo periodo un ulteriore strappo porta l’Olimpia sopra i 20 di margine prima di una tripla di Virginio, fino a lì con la mira storta (90-67). I tiratori di Milano – Pangos e Mitrou Long – spingono il vantaggio sino a oltre i 30 punti, poi il giovane Kouassi, ben imbeccato, ne fa 6 di fila e propizia il 111-86 conclusivo. LE PAROLE DI BRASE «Quello di oggi è stato un test importante che ci è servito per fare esperienza. Una sfida contro i migliori: Milano è squadra lunga, competitiva e ben allenata. Noi abbiamo avuto alcuni momenti buoni e altri meno e stiamo imparando. Ci stiamo allenando da poche settimane, proviamo a crescere ogni giorno: l’obiettivo è quello perché Varese è una piazza importante e cerchiamo di fare sempre meglio». Damiano Franzetti
  5. La stagione 2022-2023 della Pallacanestro Varese prenderà il via ufficialmente venerdì 19 agosto. Sarà questa la data in cui i ragazzi di coach Matt Brase inizieranno a il loro viaggio con la maglia biancorossa tra visite mediche di rito e prime “sgambate” sul parquet di Masnago. Dal 23 al 27 agosto i biancorossi partiranno alla volta di Gressoney, in Valle d’Aosta, che per il terzo anno consecutivo ospiterà il ritiro della Openjobmetis per poi tornare ai piedi del Sacro Monte dove proseguiranno la preparazione in vista del primo impegno amichevole ufficiale che sarà sabato 10 settembre nel match di apertura dell’International Tournament – City of Cagliari contro Olimpia Milano (ore 18:00). In caso di vittoria i biancorossi giocheranno la finale domenica 11 alle 20:30 contro la vincente di Dinamo Banco di Sardegna Sassari e Panathinaikos Atene; in caso di sconfitta, invece, alle 18 ci sarà la finale per il terzo e quarto posto. Giovedì 15 settembre sarà la volta del Trofeo Lombardia che si terrà a Desio contro l’Olimpia Milano alle ore 21:00. Sabato 17 e domenica 18 settembre la Openjobmetis sarà impegnata a Trento in un quadrangolare che coinvolgerà Verona, Napoli ed i padroni di casa della Dolomiti Energia (orari ed accoppiamenti ancora da stabilire), mentre mercoledì 21 alle 20:30 i biancorossi ospiteranno al Palasport “Lino Oldrini” Urania Milano. Varese chiuderà il suo precampionato sabato 24 e domenica 25 settembre partecipando al Memorial “Matteo Bertolazzi” che si terrà al PalaCiti di Parma e che coinvolgerà anche Brescia, Reggio Emilia e Trento.
  6. Per fortuna delle coronarie di tutti noi, il test tra Openjobmetis e Bertram Tortona è stata solo un’amichevole, e neppure ufficiale. A Masnago, davanti agli occhi di Meo Sacchetti (nel primo tempo), si sono contati ben 19 sorpassi nel punteggio e 12 parità, segno di una partita in cui l’equilibrio ha retto da cima a fondo tanto che Varese l’ha spuntata di un solo punto, 89-88. Gara vera, però, dal punto di vista dell’agonismo pur tra due formazioni che hanno ancora diverse cose da registrare sui due lati del campo da qui all’inizio del campionato. Non sorprende Tortona, pienamente in gara pur con tre assenze come l’ex Wright, Cannon e Sanders (ma i sostituti hanno fatto bene), non dispiace Varese tra le cui fila sono più le note positive di quelle negative, anche se rispetto alla prima uscita non ci sono nomi che spiccano in modo particolare. C’è un Gentile top scorer (19) senza particolari forzature (50% al tiro), c’è un Kell leader, capace di alzare i giri quando si è trattato di vincere la partita, c’è un Beane apparso già molto in forma dal lato fisico. E poi un Wilson che per lunghi minuti ha mostrato mano dolce e tiro mortifero, 13 punti e 3/5 da lontano. Il match è servito anche a rivedere in campo Jones dopo il grave infortunio di novembre: l’americano, volenteroso, è apparso ancora lontano dalla forma migliore e ha avuto la sfortuna di incappare in un Daum rapido e ficcante, autore di 25 punti. Ma proprio partite come queste servono a risalire la china per chi, come Jalen, è stato costretto ai box per nove mesi. Vertemati fa bene a rimarcare le difficoltà oggettive, dovute alla poca conoscenza reciproca, specie nei meccanismi difensivi e anche in questo caso siamo nel campo dell’ovvio, perché certe cose si costruiscono nel tempo. Di certo Varese ha dimostrato di avere numerosi giocatori in grado di fare canestro, e questa è già una prima annotazione che tornerà utile in futuro. Ora si inizia a fare sul serio: lunedì a Cremona comincerà la Supercoppa con quattro gare utili a prendere la rincorsa per la Serie A. OPENJOBMETIS VARESE – BERTRAM TORTONA 89-88 (18-18; 40-41; 69-66) VARESE: Kell 14 (4-5, 1-3), Wilson 13 (2-2, 3-5), Gentile 18 (6-12, 1-2), Jones 9 (1-3, 1-2), Egbunu 10 (4-5); Beane 9 (1-3, 2-2), Sorokas 9 (2-4, 1-1), De Nicolao 5 (1-2, 1-1), Ferrero (0-2), Caruso 2 (0-1). Ne: Librizzi, Virginio. All. Vertemati. TORTONA: Mascolo 21 (5-8, 3-6), Filloy 20 (5-6, 3-5), Macura 1 (0-2 da 3), Daum 25 (8-8, 2-6), Cain 5 (2-4); Trunic, Tavernelli 13 (0-1, 3-4), Cattapan, Severini 3 (1-1, 0-2), Mobio (0-1). Ne: Wright. All. Remondino. NOTE. Da 2: V 21-39, T 21-29. Da 3: V 10-16, T 11-25. Tl: V 17-20, T 13-24. Rimbalzi: V 31 (7 off., Sorokas 8), T 22 (4 off., Severini 6). Assist: V 12 (Gentile 5), T 16 (Mascolo 4). Perse: V 7 (Gentile 2), T 7 (Tavernelli, Filloy 2). Recuperate: V 2 (Kell, Sorokas 1), T 4 (Tavernelli 2). LA CRONACA PRIMO PERIODO – E’ ancora Egbunu ad aprire le danze in attacco, con Filloy a rispondere dalla parte opposta. Si vede anche Wilson ed è buona cosa: tripla, stoppata, canestro acrobatico e ancora bomba per il 16-7 dopo 6′. C’è anche qualche difesa arcigna (Beane subito tosto) ma l’attacco si ferma: Mascolo allora apre il gas, segna 9 punti e pareggia a 2” dalla sirena (18-18). SECONDO PERIODO – Si riparte con un nuovo botta e risposta: Varese riparte con 5 punti di Gentile, Tavernelli bombarda due volte (27-26) e la parità non si schioda. La tripla di Daum costringe al timeout Vertemati da cui la OJM esce con 3 punti di Kell su assist di Gentile ma non basta perché Daum porta a spasso Jones e sorpassa. Il finale è ricco di errori (0/4 di Cain ai liberi, forzature biancorosse) e l’intervallo è favorevole alla Bertram (40-41). TERZO PERIODO – Cain e Jones mettono i loro primi punti, poi riecco Mascolo e Wilson. I giochi d’attacco sono ancora poco fluidi ma stavolta Varese pesca i jolly con le giocate personali. Tortona però resta avanti con Filloy e Daum e tocca il +4 prima di un trepunti di De Nicolao che ridà gas. Volano triple sul filo dei 24 (Mascolo e Beane) e alternanze in testa al punteggio, poi Varese sbaglia tre triple in un’azione vanificando i rimbalzi di Sorokas. A quel punto il lituano sfodera il tiro da 15 metri a fil di sirena e spariglia il punteggio, 69-66. QUARTO PERIODO – Una bomba per parte (di Jones quella varesina) ed è sempre testa a testa, poi il punteggio si blocca per qualche minuto. Varese la vuole vincere: tripla di Gentile, contropiede e successiva entrata di Kell per il +7 ma a 3′ dalla fine Egbunu esce per falli e l’inerzia gira ancora verso il Derthona perché Daum continua a punire Jones. L’ultimo sforzo vale un prezioso +5 con Gentile che segna e attiva Sorokas: a quel punto basta un libero di Beane per la sicurezza prima della tripla conclusiva di Filloy che vale l’89-88. Damiano Franzetti
  7. La Openjobmetis capitalizza al massimo il ritiro di Gressoney, chiuso con una vittoria larga e meritata (90-67) sui campioni svizzeri dell’Olympic Friburgo, iscritti ai preliminari di Champions League ma, onestamente, apparsi due piste indietro a una Varese ancora largamente in costruzione. Vertemati ha tenuto a riposo sia Beane (arrivato da poche ore) sia Jones, che ha fatto solo riscaldamento per non forzare un problemino muscolare, ma i biancorossi hanno già mostrato le linee guida e le gerarchie della propria stagione. Tre i capisaldi, nel solco delle attese: Trey Kell e Ale Gentile hanno subito iscritto il proprio nome tra i top scorer della squadra (20 e 18 punti rispettivamente), mostrando anche quell’atteggiamento da leader che viene loro richiesto, per ruolo e per pedigree cestistico. E poi John Egbunu, pur a corto di fiato, ha vestito i panni di signore dell’area, tra schiacciate, stoppate e rimbalzi a piene mani ad altezze inarrivabili per gli altri. L’impianto generale della squadra, insomma, si è già visto sul parquet di Gressoney Saint-Jean, e ha convinto i tifosi saliti in Valle d’Aosta per osservare da vicino la squadra: gli applausi finali non sono stati di circostanza sono stati complimenti sinceri per un gruppo che – lo ripetiamo – è ancora agli inizi. «Siamo al 10% dell’esplorazione di questa squadra» conferma Vertemati al termine della sgambata, e c’è da credergli, anche se tra attacco e difesa si sono viste le tracce del gioco e dei meccanismi che verranno. Tra i promossi di giornata ci sono senz’altro De Nicolao, tonicissimo, e il lottatore Sorokas, uno dei tanti che il coach biancorosso ha utilizzato in più ruoli mandandolo anche in posizione di “cinque”. Meno bene l’altro pivot Caruso, che ha mostrato mani dolci ma braccia un po’ molli a rimbalzo, e maluccio pure Wilson. La guardia ha messo a segno una sola tripla (a fronte di diversi errori) in un match nel quale tanti compagni hanno riempito il tabellino. Li aspettiamo dalla prossima, ovvero mercoledì 1 settembre quando a Masnago arriverà l’arrembante neopromossa Tortona per un allenamento congiunto (chiuso al pubblico) che si prospetta di livello più alto. Intanto il cammino è incominciato: buona strada, Pallacanestro Varese. LA CRONACA PRIMO PERIODO – Una schiacciata di Egbunu su assist di Sorokas è il primo canestro stagionale della OJM contro una difesa svizzera subito aggressiva. “Long John” è la prima opzione di Vertemati in attacco e ne fa 6 di fila dominando anche in difesa. Fuori lui però Friburgo risale, pareggia e sorpassa con Miljanic anche perché Varese al tiro colleziona solo “ferri”. I liberi (Amato e Sorokas) e un’acrobazia di De Nicolao ridanno punti e vantaggio prima della sirena, 14-9. SECONDO PERIODO – Kell riparte segnando in entrata e subito dopo arriva anche la prima tripla dell’anno, con Nicolò Virginio che allunga (19-9) e costringe Aleksic al timeout. Poi tocca a Gentile inaugurare il tabellino per il 23-11; l’ex Olimpia sigla il +13 ma Varese dall’arco non ne azzecca una e così il vantaggio torna sotto la doppia cifra. Finalmente, negli ultimi 4′, ecco le triple: due le infila Kell (nel mezzo stoppatona di Egbunu a Cotture), una arriva da Wilson mentre Gentile accende il turbo e sfrutta il fisico (11 punti nel quarto) per chiudere la prima metà sul 45-23. TERZO PERIODO 68-50 – Un bel canestro di Kell e una tripla di Mbala aprono le ostilità, poi di nuovo Egbunu schiaccia di prepotenza ad altezza mostruosa. Mitchell e Miljanic muovono il punteggio per l’Olympic, ma Gentile non si ferma e mette altri 4 punti a referto, prima in entrata e poi dalla media. A metà periodo, canestri anche per Caruso e Denik, poi ancora Miljanic e Cotture fanno risalire gli svizzeri tornati a -14. Un’altra scarica dall’arco di Kell – giunto a quota 20 – sopperisce agli errori di Wilson e alla mollezza di Caruso: tre bombe consecutive del playmaker valgono il 68-50. QUARTO PERIODO 90-67 – Cotture svetta tra i suoi: tripla e rubata mentre Jurkovitz fa 68-56 e costringe Vertemati alla sospensione. Egbunu dà a Gentile la bomba del 71-56 che resta un canestro isolato nell’economia di squadra, anche se i biancorossi lavorano meglio in difesa con quintetto basso. Poi Denik e Amato scartano cioccolatini per Sorokas: 4 punti del lituano e 75-56 con Friburgo costretto al timeout. Vertemati “italianizza” il quintetto e ottiene un 7-0 di parziale con Ferrero (tripla) e De Nicolao che mettono in archivio la pratica (82-56 al 37′). Spazio così anche per Librizzi e Virginio mentre Ferrero riapre il fuoco e sfiora la doppia cifra per il 90-67 conclusivo. Damiano Franzetti
  8. L'Openjobmetis chiude col sorriso il percorso delle amichevoli precampionato. La truppa di Attilio Caja diverte e si diverte nella prima uscita ufficiale a Masnago: l'appeal relativo della Sam Massagno produce un vernissage casalingo in versione pochi intimi (non più di 700 presenti). Ma Varese onora l'impegno mettendo in campo energia e voglia di mettere a punto i meccanismi a meno di una settimana dalla prima vera palla a due stagionale. Lo spessore relativo dello sparring partner dà valore parziale alle indicazioni dell'ultimo test di preparazione ma, alla prova del campo, il sistema offensivo funziona, con una circolazione di palla fluida e costante che arma le tante mani calde sul perimetro. Così prima Vene, poi Jakovics e infine Tambone alimentano a suon di triple la qualità della costruzione del gioco: la Sam prova a reagire al primo scossone (17-14 al 7' dopo il 14-4 del 4'), ma quando l'OJM accende il motore dal perimetro il gap si dilata in fretta (31-14 al 13' e 48-31 al 20' ). Poi nel secondo tempo Varese dilaga rapidamente (60-33 al 23') quando Peak accende il motore del contropiede e regala qualche spunto acrobatico importante insieme a Simmons. Negli ultimi 15' l'attacco biancorosso se la cava bene anche conno la zona 2-3 proposta dalla Sam, c'è gloria anche per i giovani con De Vita a referto per fissare il punteggio finale. Ma il livello di opposizione - fisica prima ancora che tecnica - messo in campo dagli svizzeri è fisiologicamente relativo: fra sei giorni, contro una big da seconda fascia come la Dinamo, Varese saprà replicare lo stesso rendimento offensivo? Di sicuro la squadra di Attilio Caja, in versione più fresca di gambe e di testa rispetto allo scorso weekend a Parma, ha beneficiato del rientro del suo leader Josh Mayo in regia, liberando al meglio le doti balistiche di Tambone e di uno Jakovics vivace e pungente. A tutt'oggi il lettone - tra tiro e pressione sulla palla - è più pimpante e di conseguenza performante rispetto a Tepic, che sa muoversi sul campo ma è penalizzato da una condizione non ottimale e sicuramente inferiore rispetto a quella dei compagni: quando tornerà Jason Clark si creerà un ballottaggio per lo slot del sesto straniero fra l'ex Ventspils e il serbo? Nel frattempo il campo ribadisce lo status da "mister utilità" di Vene, in versione mano calda dall'arco, mentre la palma di giocatore più adrenalinico è già saldamente nelle mani di L.J. Peak, erede anche in questo ruolo di Aleksa Avramovic (con l'auspicio che accorci i tempi di maturazione rispetto ai 3 anni dell'esterno serbo...). Alla fine un allenamento tonificante ma anche rinfrancante per una Varese già votata al basket di Caja per disponibilità a passarsi la palla e attitudine difensiva. Ora bisogna migliorare e cesellare i dettagli, che nel sistema OJM così attento ai particolari sono spesso quelli che fanno la differenza; giovedì prossimo contro Sassari e poi domenica a Trieste arriveranno risposte più probanti alle domande che ancora ruotano attorno alle prospettive della nuova stagione biancorossa. Giuseppe Sciascia
  9. L'Openjobmetis indossa l'abito di gala per regalare una serata da profeta in patria ad Attilio Caja. Prima vittoria contro una futura avversaria per Varese, che schianta alla distanza Cremona con una prova balistica scintillante (60% dal campo con 13/23 da 3) abbinata ad una ripresa di elevato spessore difensivo. Nella sfida valida per il Memorial Di Bella e contrassegnata dalle assenze dei rispettivi leader - Mayo per i biancorossi e Diener per la Vanoli - i prealpini scacciano i cattivi pensieri post Parma con una gara brillante sul piano del ritmo e della qualità offensiva. Varese più pimpante e meno preoccupata, tante note positive per i singoli: molto bene Tambone in regia (5/7 al tiro, 8/9 ai liberi e 4 assist) in assenza del play titolare abbuiando pericolosità dall'arco e personalità nel dirigere il traffico davanti agli occhi del suo estimatore Meo Sacchetti, ma anche Jakovics ha dimostrato di potersi rendere utile alla causa fra triple e geometrie. Tanta sostanza profusa da un Vene in modalità play occulto oltre che con la mano torrida dalla distanza; ma con la squadra più fresca di gambe e di testa a beneficiarne maggiormente sono stati L.J. Peak e Jeremy Simmons. L'ala statunitense ha prodotto qualità e quantità riempiendo le caselle dello scout (6/8 al tiro, 4/4 ai liberi, 6 rimbalzi e 3 assist), mentre il lungo ex Montegranaro, una volta prese le misure agli atipici della Vanoli, ha fatto valere la sua profondità interna sotto entrambi i canestri. Alla fine 5 giocatori in doppia cifra compreso capitan Ferrero, bravo a dare la scossa dopo il meno 11 di metà secondo quarto; nell'inedito run&gun del PalaTreves si è comunque apprezzata una Varese capace di macinare basket champagne grazie alle medie brillanti dall' arco... Sin dall'avvio OJM più frizzante in attacco rispetto alle due uscite di Parma, ma il moto perpetuo di una Vanoli in versione cavalleria leggera firma i primi vantaggi cremonesi sfruttando il talento di Saunders e il dinamismo di Akele (10-16 al 5'). Varese cerca ma non sfratta sempre i mismatch, e nonostante le fiondate di Vene la Vanoli tiene il comando con le triple di Palmi e Tiby (24-32 al 13'). Sparatoria continua con Cremona che allunga sul 25-36 del 14', ma la truppa di Caja trova ritmo balistico con una tripletta dall'arco di Peak e Ferrerò che ricuce sul 41-42 del 17'. Dopo l'intervallo l'OJM completa la rimonta e mette la freccia con le scariche dall' arco di Jakovics e Tambone (50-49 al 23'). La difesa funziona meglio (12 punti subiti nel terzo quarto) con Simmons che diventa un fattore a centro area; Peak lascia il segno in penetrazione e la piog-giadi triple (7/10 nella frazione!) alimenta la fuga progressiva biancorossa (68-59 al 27') fino al 74-61 dell'ultima frazione propiziato dai dardi di Natah e Vene. Varese in controllo fino al rotondo 83-63 del 33', poi la Vanoli aggredisce e risale sull'88-79 del 36', ma l'MVP Tambone piazza la tripla della staffa. Alla fine sorrisi e serenità in casa OJM, oggi riparte l'ultima tranche della campagna abbonamenti mentre stasera la truppa di Caja sarà in vetrina in piazza Monte Grappa per la presentazione ufficiale alla città. Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis tira un sospirane di sollievo per Josh Mayo. Gli esami specialistici svolti nella mattinata di ieri hanno escluso complicazioni serie per il playmaker statunitense dopo l'infortunio traumatico - piede su piede e ginocchio destro girato - nel finale del match di domenica contro Cantù al Memorial Bertolazzi. Smorzate le preoccupazioni che nell'immediato post partita avevano fatto temere un problema serio: il cestista del 1987 ha riportato una distorsione al ginocchio, escludendo però il coinvolgimento di legamenti e menischi. Mayo ha già iniziato un programma specifico di riabilitazione, l'obiettivo è riaverlo in gruppo per l'inizio della prossima settimana e schierarlo per il test finale del precampionato in occasione del vernissage casalingo di venerdì 20 settembre contro la Sam Massagno. La truppa biancorossa tornerà in palestra oggi per preparare l'appuntamento con il Memorial Aldo Di Bella: consueto ritorno a casa per Attilio Caja, per una sera profeta in patria nella sua Pavia per ricordare l'ex dirigente e padre dell'azzurro Fabio, che porterà in tribuna gli oltre 500 ragazzi della sua società giovanile Here You Can. Di fronte all'Openjobmetis ci sarà la Vanoli Cremona che presenterà per la prima volta in panchina Meo Sacchetti, di ritorno in Italia nella tarda serata odierna dopo aver concluso l'avventura con la Nazionale ai Mondiali. Pur senza Mayo, i biancorossi andranno in cerca della prima vittoria negli anticipi della futura serie A dopo lo zero su due di Parma contro Brescia e Cantù. Il play statunitense mancherà sicuramente anche nel secondo atto a Parma in programma nel weekend (semifinale alle 21 di sabato contro la Virtus Roma). Al di là dei risultati del campo, serve però aumentare l'energia ritrovando la verve di Bormio: vero è che la serie A italiana propone un livello fisico inferiore ma un livello atletico superiore rispetto alle avversarie internazionali dei Valtellina Circuit, ma nel weekend del Bertolazzi Varese è parsa troppo spesso sulle gambe. L'auspicio è che le tre partite in programma nei prossimi 5 giorni aiutino l'OJM ad andare in forma giocando... Giuseppe Sciascia
  11. L'Openjobmetis chiude all'ultimo posto il Memorial Bertolazzi. Una fiondata da lunghissima distanza di Corban Collins costa la sconfitta alla squadra di Attilio Caja nella finalina del quadrangolare di Panna. Il maggior brio offensivo rispetto alla semifinale contro Brescia, garantito da un impatto balistico promettente dell'ultimo arrivato Jakovics, non basta a Varese per sbloccarsi negli anticipi della futura serie A. Così la giovane Acqua San Bernardo, senza l'infortunato Clark e in attesa di inserire l'ultimo arrivato Young, prevale in volata contro un'OJM povera di continuità nell'arco di una partita all'insegna dei troppi alti e bassi. Al di là della sconfitta, a preoccupare il clan biancorosso è l'infortunio di Josh Mayo: il play statunitense è uscito nel finale per una botta al ginocchio destro dopo un contatto a centroarea, oggi gli esami specialistici verificheranno l'entità del problema, da verificare prima di tutto la presenza del leader biancorosso nel prossimo test in programma mercoledì sera a Pavia contro la Vanoli Cremona (già orientata verso il cambio del pivot Darrell Williams, sarà la prima in panchina per Meo Sacchetti di rientro dalla Cina). Effimera la partenza a razzo biancorossa col 15-2 iniziale che aveva dato segnali positivi al gruppo di tifosi al seguito de II Basket Siamo Noi. L'energia dalla panchina prodotta da Pecchia e Rodriguez -forze fresche pescate in A2 dal club brianzolo - ha permesso alla squadra di Pancotto di ricucire sul 21-15 del 10', poi nel secondo quarto di nuovo attacco ingessato per l'OJM che al di là di qualche dardo di Tambone e Natali ha faticato a trovare ritmo con continuità. Primo sorpasso canturino nella fase finale del terzo quarto con Wilson ispirato, Mayo e Natali hanno riportato a contatto la truppa di Caja fino al 70 pari del 37', ma l'infortunio del play titolare biancorosso ha tolto una pedina chiave nel rush conclusivo. Varese ha annullato il primo match ball con una tripla di Tambone a pareggiare a quota 74 dopo un 2+1 di Collins; il triplone da 8 metri abbondanti sganciato a 2" dal termine dalla guardia americana pescata in Svezia regala però il successo all'Acqua San Bernardo con la preghiera finale dei prealpini che non ha esito positivo. Nel complesso una OJM poco brillante dal punto di vista fisico, aspetto che ha condizionato anche la fase mentale del gioco: serve ritrovare la brillantezza di Bormio in vista del trittico di test - mercoledì a Pavia, poi sabato e domenica di nuovo a Parma con Roma e Trieste - che porteranno Varese a 10 giorni dalla prima contesa con in palio due punti. Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis Varese tiene testa con onore alla corazzata Efes Istanbul. La truppa di Attilio Caja gioca alla pari per 25' con i campioni di Turchia, e conferma le sensazioni positive sul piano dell'identità corale già metabolizzata dalla nuova Varese. La cinquantina di tifosi saliti fino a Bormio per rivedere Bryant Dunston si gode nuovamente un Jeremy Simmons in gran spolvero (anche 11 rimbalzi oltre al 7/7 da 2 confermando una dimensione intrigante nel tiro dalla media per il nuovo pivot biancorosso). Il centro ex Montegranaro è la nota più positiva delle prime due amichevoli di questa intensa pre-season, nella quale l'OJM ha mostrato di tenere botta anche contro avversarie di taglia fisica nettamente superiore. Sul perimetro manca invece all'appello un giocatore che possa dare supporto con continuità a Mayo, sgravando il nuovo playmaker dalla doppia dimensione creativa e realizzativa: nei piani della società questo giocatore doveva essere Jason Clark: la sua assenza però si fa sentire nel creare alternative al tiro da 3 punti che, come e più dell'anno scorso, è in questa fase iniziale della stagione la cartina di tornasole della qualità dell'attacco bianco-rosso in vista della stagione entrante. Così quando l'Openjobmetis parte a razzo sull'asse Tepic-Vene si registra un rombante 15-5 iniziale, ma alla distanza la manovra di Varese perde progressivamente smalto dal perimetro (alla fine 8/36 da 3) e le troppe palle perse banali costano carissime alla truppa di Caja. Per due volte Varese ha la forza di replicare alle accelerazioni della formazione turca (50-50 con due triple di Tambone dopo il 43-50 del 54' e ancora 60-64 al 35' con due dardi di Vene dopo il meno 11 di inizio quarto periodo). Ma il volume balistico prodotto dagli esterni biancorossi, complice anche la comprensibile stanchezza per la gara di mercoledì contro il Galatasaray, non è sufficiente per coronare gli sforzi difensivi di una OJM mai in imbarazzo nei duelli a rimbalzo contro un parco lunghi da Eurolega (out solo l'infortunato Moerman oltre al nazionale serbo Micic). Nel complesso la nuova Varese ha convinto per spirito e coesione, sicuramente alcuni meccanismi sono da limare ma la disponibilità ad interpretare in fretta il basket di Caja è massima da parte di tutti gli effettivi. Oggi e domani si torna in palestra in vista dell'ultimo test del trittico internazionale di Bormio: domenica contro i russi dell'Enisey Krasnojarsk ci sarà anche Ingus Janovics, l'esterno lettone scelto per sopperire all'infortunio di Jason Clark. Al 26enne atleta ex Ventspils il compito di aggiungere un pizzico di pepe ad una OJM lineare e concreta ma bisognosa di maggior brio sul perimetro per non sovraccaricare di responsabilità il suo leader Josh Mayo. Giuseppe Sciascia
  13. L'Openjobmetis inaugura col sorriso il cammino del precampionato e si getta alle spalle la tegola Clark. La formazione di Attilio Caja piega con autorità il Galatasaray nella tappa inaugurale del trittico internazionale al Valtellina Circuit. Pur senza la guardia titolare e col suo alter ego Tepic ancora arrugginito dopo lo stop dei primi 10 giorni di stagione, Varese impone il suo maggior coefficiente agonistico agli incompleti turchi (oltre ai tre nazionali, out anche gli infortunati Arapovic e Whittington). I biancorossi giocano una partita gagliarda sul piano dell'intensità, pur commettendo errori di concetto e di misura (vedi il 4/25 finale da 3). Ma nell'arco dei 40 minuti il moto perpetuo in difesa (25 perse per il Gala!) paga dividendi elevati e conferma la matrice già acquisita dell'identità tanto cara a Caja. Chiaro come il volume del gioco espresso debba aumentare per evitare passaggi a vuoto come quello nel finale del primo quarto (dal 9-2 del 4' al 9-14 del 10'), ma è altrettanto chiaro che si tratta di un problema da risolvere attraverso l'innesto di mercato in fase di invididuazione per tappate la falla aperta dall'infortunio di Clark. Perché se da un lato è evidente come Josh Mayo abbia già in mano le chiavi del gioco nella gestione dei tempi di esecuzione della manovra, dall'altro è altrettanto evidente la necessità di affiancale al playmaker ex Bonn un altro esterno capace di costruire e finalizzare il gioco. Per questo i primi profili europei di Mesicek e Dulkys (più guardie-ali che guardie-play) sono stati scartati, mentre gli oltre 250 mila dollari chiesti ancora oggi da Rich lo pongono ampiamente fuori dai radar biancorossi. Però la nuova Varese conferma di assomigliare ancora tanto a quella vecchia nel modo di stare in campo con aggressività e concentrazione: la difesa tra recuperi e ripartenze è la chiave per sbloccarsi nel secondo quarto (20-16 al 5') e accelerare con decisione in avvio del terzo quando Vene e Peak salgono di tono (42-26 al 25'). Qualche passaggio a vuoto offensivo nell'ultima frazione respinto da un dardo di Tepic per ricacciare indietro i turchi dopo il massimo sforzo sul meno 7 del 35'. Nel complesso, dunque, un'OJM non ancora frizzante ma grintosa, con spunti particolarmente positivi per Jeremy Simmons: al di là di statistiche clamorose (9/9 da 2 e 11 rimbalzi) il nuovo lungo biancorosso punisce puntualmente i mis-match dentro l'area e mostra doti atletiche importanti con un campionario di schiacciate davvero intriganti. Un pivot così mobile e agile non si vedeva dai tempi di Dunston, paragone ovviamente irriverente ma la sensazione è che l'acquisto sia comunque azzeccato. E comunque oggi al Pentagono (palla a due alle ore 18) ci sarà il confronto diretto contro l'originale, pilastro della corazzata Efes che sarà in versione ben più completa rispetto al Galatasaray. Ventiquattro ore dopo le fatiche di ieri, Varese avrà le risorse fisiche per tener testa anche ai campioni di Turchia? In attesa di riscontri positivi dal mercato, l'OJM è attesa da un test davvero improbo... Giuseppe Sciascia
  14. Bilanci individuali di fine precampionato per l'Openjobmetis. A sei giorni dall'esordio contro Brescia, ecco il borsino dei singoli in funzione di presenze, punti segnati e media punti nelle 13 amichevoli disputate dal team di Caja, in ordine di ruolo e dividendo quintetto e panchina. Spicca la suddivisione stabile dei carichi offensivi, con 5 giocatori in doppia cifra media ma Avramovic capocannoniere. IL QUINTETTO MOORE 6 (13 g, 93 pts, 7,2 ppg) Precisione balistica intermittente (bene al "Lombardia" e contro Pistoia a Cividale) al di là del normale adeguamento ad un sistema e ad un coach diverso dopo i 4 anni con Esposito. Affidabilità e linearità come da aspettative, pochi acuti ma anche poche sbandate. AVRAMOVIC 6.5 (7 g, 85 pts, 12,1 ppg) Ancora in rodaggio e centellinato da Caja dopo i 15 giorni saltati per la chiamata della Serbia, conferma lo status di prima punta (non in doppia cifra soltanto nel -34 contro Milano) e la capacità unica nel roster di dare adrenalina e brio alla manovra. SCRUBB 7 (13 g, 130 pts, 10,0 ppg) Duttilità, dinamisimo, fiuto del pallone in difesa ed a rimbalzo: lontanissimo dall'esplosività e dalle doti balistiche di Okoye (finora il tiro non è entrato, ma può sbloccarsi visto il 53 per cento della stagione passata), ma il suo moto perpetuo lo rende ad oggi il più inserito nel sistema tra i nuovi acquisti. ARCHIE 6 (13 g, 134 pts, 10,1 ppg) L'acuto finale contro la Virtus Bologna è un segnale forte e chiaro della sua integrazione nel sistema e della capacità di alzare il livello in funzione di quello delle avversarie. Il titolo di MVP a Cividale chiude in crescendo il suo precampionato: se apre il campo in attacco e chiude gli spazi in difesa come al "Pajetta"... CAIN 6,5 (13 g, 132 pts, 10,0 ppg) Era e resta la pietra angolare attorno alla quale coach Caja ha edificato il sistema: presenza fisica nel pitturato, chiusure difensive, buoni blocchi, capacità di occupare gli spazi sono qualità innate che non vanno nelle statistiche ma che migliorano la qualità del gioco di squadra e dei compagni. LA PANCHINA TAMBONE 7 (13g, 130 pts, 10,0 ppg) Crescita esponenziale rispetto a 12 mesi fa per impatto tecnico e presenza mentale: nella scorsa annata ha dimostrato d'essere giocatore di serie A, l'estate con la Nazionale Sperimentale lo ha restituito più sicuro dei suoi mezzi e con una fiducia assoluta nel suo tiro. BERTONE 6 (13 g, 71 pts, 5,5 ppg) Impatto alterno legato prima di tutto alle percentuali dal perimetro: la capacità di rendersi utile in tanti aspetti del gioco non manca, deve migliorare la capacità di incidere tanto in poco tempo e digerire al meglio il sistema Caja. NATALI 6 (13 g, 62 pts, 4,8 ppg) Uomo sicurezza per la capacità di giocare all'interno dei suoi limiti: difesa forte, intensità, qualche tripla (due volte anche in doppia cifra) e massima disponibilità a dare il massimo nei minuti che Artiglio gli mette a disposizione. FERRERO 6,5 (13 g, 96 pts, 7,4 ppg) Il capitano ha lustrato il cannone in vista del campionato crescendo alla distanza con gli ultimi picchi contro Legnano e Virtus Bologna. Il lavoro estivo gli ha ridato freschezza dopo il problema alla caviglia dello scorso mese di febbraio e il tiro da fuori sembra più affidabile. IANNUZZI 6 (13 g, 84 pts, 6,5 ppg) Già efficace alter ego di Cain, rispetto al quale dà meno sostanza difensiva ma più profondità offensiva alla manovra. L'attacco a metà campo che coinvolge molto i centri saprà sfruttarne il suo mix di tecnica e tocco, per rubare minuti al titolare dovrà aumentare la sua fisicità nel pitturato. Giuseppe Sciascia
  15. L'Openjobmetis presenta un biglietto da visita divertente ai suoi tifosi. I presenti all'Enerxenia Arena - in verità pochini, poco più di 700 contando anche l'ingresso gratis per gli abbonati - in occasione del vernissage casalingo contro l'Axpo si godono un test piacevole pur considerando la differenza di categoria e le condizioni precarie con cui Legnano si è presentata a Masnago. L'assenza dell'ultima ora di Tony Raffa (risentimento muscolare accusato in mattinata) che si aggiunge alle defezioni di Bianchi e Benetti (notizie tutt'altro che confortanti sul conto del lungo ex Virtus Roma, possibile un nuovo assalto per Nikolic?) non ha però tolto all'Axpo la voglia di onorare il palcoscenico di lusso. I 99 punti segnati hanno costituito il massimo bottino delle 11 uscite prestagionali, frutto di una prova che ha abbinato fluidità a precisione dall'arco (11/24 da 3) nella serata da inedito top-scorer per un caldissimo Giancarlo Ferrero (7/11 al tiro). Il pubblico presente si è divertito per le accelerazioni di un Avramovic già pronto a scaldare la platea per l'esordio del 7 otatobre contro la Germani (tanti applausi per la schiacciata a una mano in coast-to-coa-st dopo una rubata) apprezzando la versione più "gasata" del solito dell'OJM. Per Legnano il passivo finale ha punito eccessivamente la compagine di Sacco alla luce delle tante assenze; gli Knights hanno sfoggiato la mano educata del 18enne azzurrino Bortolani, ma soprattutto il poliedrico talento di Makinde London, giocatore da seguire con interesse in ottica futura per il mix di qualità balistiche 3-4 da 3 nel primo quarto) e dinamismo (schiacciata in faccia ad Archie sulla linea di fondo) che gli sono valsi l'applauso di Masnago all'uscita per 5 falli. Varese ha ritrovato un Avramovic tirato a lucido, che ha mostrato il solito feeling con Cain e Tambone; e contro un'avversaria costretta fisiologicamente a rallentare il ritmo alla distanza, l'attacco OJM ha colpito puntualmente dalI'arco con un tonico Ferrero e un ispirato Natati. Le prove generali della stagione al via per entrambe fra 10 giorni saranno quelle in programma nel weekend, con Varese che sfiderà Pistoia a Cividale già domani e gli Knights impegnati nell'appuntamento casalingo di sabato al Memorial Morelli. Pur senza la sua mente, l'Axpo onora l'impegno con le risorse disponibili, con un primo quarto da 7/10 da 3 che permette alla squadra di Sacco di tenere testa ad una Openjobmetis più frizzante che concreta. II 29-27 della prima frazione è punteggio inusitato per i canoni del precampionato biancorosso; i presenti apprezzano comunque l'energia di Avramovic e la precisione balistica di Natali (24-17 al 8' con dardo di tabella quasi dall'angolo). Poi alla distanza Varese fa valere la maggior profondità della panchina e il vantaggio in termini di stazza: prima Iannuzzi e poi Cain costruiscono un gap sostanzioso (35-27 al 13', 46-34 al 18') acuito da due fiondate di capitan Ferrero. Dopo l'intervallo il vantaggio OJM cresce con Avramovic e Tambone che aprono il fuoco dall'arco (63-46 al 25'); ancora raffiche con Natati in evidenza per l'81-58 del 30', poi il quinto fallo di London con oltre 5' da giocare toglie il principale riferimento all'attacco Expo. Fra 10 giorni contro Brescia si farà sul serio, per il 7 ottobre ci saranno la vera Varese e il vero calore dell'Enerxenia Arena. Giuseppe Sciascia
  16. L'Openjobmetis cede a fil di sirena nella finale del Memorial Ferrari. Un guizzo di Jordan Hamilton (MVP della manifestazione) costa la terza sconfitta del precampionato biancorosso; a due settimane dal match a campi invertiti contro Brescia che inaugurerà la stagione, le indicazioni della due giorni di Brescia restano comunque positive per il team di Caja. Tante conferme sul piano della coesione e della tenuta difensiva, che rappresentano le fondamenta del sistema di gioco su cui Varese costruirà ancora le sue fortune. Si può fare meglio sul piano della conversione in punti del volume d'intensità profusa nell'arco dei 40 minuti, evitando di sprecare ghiotte oppor- tunità in campo aperto prodotte da una retroguardia già in forma campionato. E ciò al di là del 9/30 finale dall'arco. L'OJM graffia in retroguardia e corre in campo aperto per il 2-9 iniziale, ma capitalizza solo in parte i suoi massicci sforzi difensivi col 34% al tiro di metà gara che impedisce di raccogliere le fatiche nella propria metà campo. Così i tentativi di allungo firmati da qualche sporadica tripla (9-16 al 7' con "gol" di Tambone e 20-26 al 15' con l'unico guizzo di Avramovic) non concretizzano appieno gli sforzi di Varese, che vira sul 26-31 del 20' a dispetto di un sostanzioso predominio a rimbalzo. Dopo l'intervallo la truppa di Caja alza ulteriormente il volume in campo aperto con Scrubb e Avramovic che siglano il 34-43 del 24'; il motore dell'attacco però va a strappi e Brescia impone l'atletismo di Alien e Abass per il primo sorpasso (46-44 al 28'). L'OJM non perde la targa e riannoda i fili del gioco (59-61 al 35'); nella sagra degli errori dall'arco il guizzo di Avramovic vale il 63-65 del 38', ma Varese gestisce male un paio di possessi e Brescia sorpassa con un dardo dall'angolo di Abass (68-65 a meno 13"). Replica frontale di Tambone per la parità a quota 68 a 3 secondi e 6 decimi dal termine; un errore difensivo di Archie concede però una scorribanda al ferro dello sgusciante Hamiliton e la Germani esulta sul suono della sirena. Fra due settimane all'Enerxenia Arena sarà partita vera. Brescia si preparerà con la Supercoppa del prossimo weekend e l'esordio in Eurocup contro Monaco del 3 ottobre; l'Openjobmetis dovrà mettere a frutto gli ultimi tre test (mercoledì vernissage casalingo con Legnano, venerdì e sabato a Cividale del Friuli) per "pulire" il suo attacco. Giuseppe Sciascia
  17. L'Openjobmetis supera il test Zielona Gora e vola in finale al Memorial Ferrari. Nella giornata dell'inaugurazione ufficiale del modernissimo PalaLeonessa da 5.175 posti che nel prossimo weekend ospiterà la Supercoppa, la formazione di Attilo Caja regolal a quotata squadra polacca con un mix di intensità difensiva e ritmo elevato. Varese non incanta ma convince proponendo un basket non frizzante (7/26 da 3 e 12/22 in lunetta) ma oltremodo sostanzioso, sorprendendo a suon di ripartenze lo stazzato Stelmet in un anticipo dei temi futuri dell'avventura europea in FIBA Cup. Il rientro di Avramovic (5/11 al tiro e 6 assist in 22') aggiunge all'attacco biancorosso una fondamentale dimensione "verticale" che si aggiunge al volume intemo garantito dal MVP Cain (anche 6/8 ai liberi). E nella serata in cui gli esterni titolari litigano col ferro sono gli uomini della panchina a dare la scossa vincente: Moore tesse la tela (5 assist) ma gira a vuoto al tiro, e allora un Tambone infuocato (4/5 di cui 3/3 dall'arco) spinge i primi allunghi biancorossi ( 15-9 al 6', 34-27 al 16'e 51-44 al 25') puntualmente ricuciti però dai polacchi. Nei primi tre quarti l'OJM macina gioco faticando però a trovare continuità offensiva dal perimetro; lo strappo decisivo arriva in avvio del quarto periodo, con le triple di capitan Ferrero e Bertone a dare supporto ad una difesa graffiante (70-59 al 33' ). I margini di crescita sono da cercare nel rendimento dei singoli - Archie e Scrubb su tutti - più che nel sistema, che ancor più della stagione passata funziona sul modello "pari opportunità". E se in una serata avara di triple contro un'avversaria superiore in termini di centimetri il secondo quintetto produce 34 punti e garantisce 40 minuti di energia costante in retroguardia, significa che Varese è sulla strada buona al di là della vittoria numero 7 in 9 test precampionato. Stasera alle 20.45 la finalissima contro la Germani che ha sconfitto Pesaro 74-53 in un bel antipasto della prima giornata. Finora il bilancio per i biancorossi sono le vittorie contro "mezza" Trento e Cantù e le sconfitte contro la corazzata Milano e Torino nell'unica "stecca" del Memorial Di Bella. Giuseppe Sciascia
  18. L'Openjobmetis alza il secondo trofeo del suo precampionato. Dopo la vittoria del "Lombardia", i biancorossi concedono il bis al Memorial Bertolazzi di Parma: un successo per certi versi annunciato dato che Varese era l'unica squadra di A insieme a tre realtà pur di vertice di A2. Comunque un passo avanti rispetto alla scialba prova di mercoledì scorso a Pavia per la truppa di Attilio Caja, che nella finalissima contro Tortona ha ritrovato il feeling con la retina dall'arco. Show balistico per lunghi tratti del match con i lombardi a macinare gioco dentro e fuori dall'area, e la Bertram Yachts (senza Spizzichini e Ndoja) a rispondere con i dardi dello scatenato Knowles (9/15 da 3) in un primo tempo da 10/14 da 3. Varese, guidata inizialmente da Matteo Tambone con coach Caja che ha fatto rifiatare Moore, aveva trovato nuovamente ottimi spunti iniziali da Archie (14 all'intervallo lungo) in un primo quarto su ritmi balistici torrenziali (27-25 al 10' con tripla allo scadere di Ferrerò). Dopo il 34-40 del 13' firmato dalle fiondate di Knowles, l'OJM ha girato qualche vite in difesa e con Tambone ispirato dall'arco ha piazzato un controbreak di 17-4 nel finale del primo tempo (51-44 al 20'). Di nuovo equilibrio nel terzo quarto con i muscoli di Cain e un tonico Natali sul fronte biancorosso e Knowles ancora "bum-bum" (26 alla terza sirena) a non modificare il gap all'ultima pausa. Nel quarto periodo però Varese ha allungato il passo e messo definitivamente al sicuro il risultato in una prova solida con 5 giocatori in doppia cifra e 10 triple a referto. Spunti positivi anche da Bertone oltre a Tambone in regia e Cain dentro l'area, mentre le risposte di Archie (40 punti in due giorni a Parma) sono state quelle attese dall'area tecnica. Ora il gruppo biancorosso osserverà una giornata di riposo e riprenderà domani a lavorare a ranghi finalmente completi col ritomo in gruppo di Aleksa Avramovic, in campo finora soltanto nelle due amichevoli iniziali a Castelletto Ticino. La necessità di lavorare al completo con la guardia serba - al momento l'unico solutore fuori dai giochi a disposizione di "Artiglio" in un roster di giocatori votati alla coralità ed alle esecuzioni - sembra spingere Varese a chiedere l'annullamento del galoppo casalingo originalmente previsto per mercoledì contro la Sam Massagno (decisione ufficiale attesa in giornata). L'obiettivo è quello di rodare al meglio i meccanismi in vista di un test oltremodo probante, come il Memorial Ferrari di Brescia (semifinale contro lo Stelmet Zielona Gora, secondo atto con Pesaro o la Germani padrona di casa) che disterebbe solo 48 ore dall'incrocio con i ticinesi. La prima uscita casalinga ufficiale resta comunque fissata per il 26 settembre in occasione dell'amichevole ufficiale con l'Axpo Legnano. Giuseppe Sciascia
  19. L'Openjobmetis riaccende il motore anche senza pioggia di triple nel primo atto del Memorial Bertolazzi di Panna. La truppa di Attilio Caja impone il peso dei muscoli contro la Tezenis Verona, quotata formazione di A2 che cede il passo contro la maggior fisicità dei bianco-rossi. In attesa del ritorno di Avramovic dalla Serbia (la guardia mancina potrebbe giocare stasera contro l'Estonia: il rientro in città è atteso per domani), Varese viaggia ancora a fasi alterne sul fronte offensivo in una serata povera di qualità balistica (5/18 da 3). Gambe ancora dure ma squadra meno imballata rispetto a Pavia, considerando anche la minor taglia fisica di Verona rispetto a Torino che ha riaperto le porte del "pitturato" ai lunghi biancorossi dopo le difficoltà del Memorial Di Bella di trovare alternative al tiro dall'arco. In particolare, Dominique Archìe (8/13 al tiro e 7 rimbalzi) ha dato le risposte richieste da Attilio Caja; ma il predominio interno di Cain (4/4 da 2, 5/6 ai liberi e 7 rimbalzi) e Iannuzzi ha garantito uno sbocco interno costante alla manovra OJM. Che, invece, ha stentato ancora sul perimetro a dispetto di una solida costruzione del gioco: Ferrero e soci hanno ingranato le marce alte quando la difesa ha acceso il motore del contropiede con un 14-1 decisivo nei primi 6' dell'ultima frazione. In precedenza qualche alto e basso e qualche affanno nel garantire sbocchi offensivi costanti. Stasera alle ore 20.30 la finalissima contro Tortona, altra formazione militante in A2. Poi il precampionato entrerà nel vivo con i quadrangolari di Brescia e Cividale del Friuli nei quali Varese sfiderà avversarie di livello più alto, con Avramovic di nuovo in campo. E il serbo è parso finora l'unico giocatore in grado di accendere una squadra sempre diligente nelle esecuzioni e puntuale nell'applicazione difensiva, ma a volte troppo piatta nel suo rendimento offensivo se non premiata dalle percentuali dall'arco. LA CRONACA - Primo quarto di marca Tezenis con le triple di Udom e Amato che siglano i vantaggi della squadra di Dalmonte (10-14 al 6'). Varese impone la sua maggior stazza dentro l'area con Iannuzzi che si fa sentire nel pitturato e prende il comando dopo la prima pausa (23-19 al 13'). I servizi interni per il tonico Archie ( 14 alla pausa lunga) assieme ad una difesa più efficace sul perimetro permettono alla compagine di Caja di costruire uh piccolo margine (36-26 al 18'); cinque punti di un pungente Amato (11 all'intervallo) permettono a Verona di dimezzare il gap. Dopo la pausa lunga Varese aumenta i giri in difesa e rilancia la fuga con un 7-0 tutto ritmo ed energia (43-31 al 23'). Ma nelle esecuzioni a difesa schierata manca la scintilla di un giocatore capace di uscire dagli schemi e la Tezenis si riavvicina a suon di triple (53-48 al 30'). Il momento migliore dell'OJM arriva in avvio del quarto periodo: una fiammata di Scrubb e la verve di Archie (poi precauzionalmente out negli ultimi 5' per un colpo poco sopra il ginocchio destro) permettono al gruppo di Caja di piazzare l'affondo decisivo (67-49 al 35'). Giuseppe Sciascia
  20. L'Openjobmetis mostra il suo "lato B" nel Memorial Di Bella. Dopo i 94 punti con 13 triple della finale del Trofeo Lombardia, una Varese imballata e poco lucida va progressivamente fuori giri contro l'aggressività di Torino, alla prima vittoria del suo precampionato. Ritomo a casa da protagonista solo nel pre-partita per Attilio Caja, applauditissimo dal pubblico della sua città: i biancorossi non trovano mai le chiavi per accendere un attacco troppo statico e farraginoso (34% dal campo con 13 perse e soli 8 viaggi in lunetta), e quando la difesa non graffia più (38 punti concessi nella ripresa dopo i 12 della pausa lunga) si fanno rimontare da una Fiat incompleta ma grintosissima. E dire che l'Auxilium si era presentata in condizioni fortemente rimaneggiate, chiedendo di accorciare i tempi nella ripresa (giocati 38 minuti effettivi con un ultimo quarto da 8 minuti): Torino era priva di 3 dei sei stranieri (il play Taylor, l'ala Wilson e il lungo McAdoo), senza capitan Poeta a riposo per scelta di coach Brown e con l'ex azzurro Cusin a scartamento ridotto. Però il Memorial Di Bella ha comunque offerto indicazioni importanti a coach Caja: contro una difesa capace di togliere quasi completamente il gioco interno, e in una serata di grande affanno dal perimetro, Varese ha prodotto un volume offensivo davvero ridotto, "incartandosi" troppo spesso nell'eseguire i giochi anziché attaccare con energia i cambi sistematici di Torino. Stavolta l'assenza di Avramovic si è fatta sentire, perché senza il suo unico incursore l'OJM si è rifugiata in uno stillicidio di triple con esiti alquanto modesti (24 tentativi dall'arco contro 23 soluzioni interne). Senza fluidità nella circolazione di palla e una difesa che graffia, Varese può faticare quando le avversarie alzano il tasso atletico: nota importante sulla quale lavorare in ottica futura. Mani gelide in avvio sui due fronti col 6-2 del 5' prodotto da tre guizzi interni di Cain; l'OJM spara a salve davanti ma "azzanna" con l'abituale grinta dietro, e si guadagna un margine sempre più concreto a suon di muscoli (13-4 al 9'). Pur nella povertà balistica più assoluta a dispetto della qualità dei tiri costruiti, Varese non stacca mai la spina in difesa come dimostrano i 6 punti concessi nei primi 13' all'Auxilium. L'attacco biancorosso batte in testa dal perimetro con 2 soli punti prodotto nei primi 6'15", poi una tripla di Tambone rompe l'incantesimo (18-6 al 16') ma alla pausa lunga il piatto piange (2/16 da 3). Torino prova a scuotersi con una fiammata di Delfino dopo l'intervallo; l'OJM continua a pasticciare e un 2+1 di Stojanovic riavvicina la Fiat sul 25-22 del 25'. Rottura prolungata biancoros-sa e sorpasso Auxilium quando la squadra di Brown si sblocca dall'arco (25-27 al 27'); un 6-0 dall'arco firmato Ferrero e Tambone rida gas a Varese, che però non nova più le chiavi dell'area né in penetrazione né con i lunghi. E rimane nuovamente a secco per 6' con gli avversari di nuovo al comando (31-33 al 32'). Dopo una lunghissima serie di triple a vuoto due soluzioni interne di Cain e Bertone valgono il 38-37 del 34'; Torino sfrutta però la fisicità e l'atletismo di Cotton e Demetrio per punire una OJM ripetutamente confusionaria in attacco (38-43 al 37'). Giuseppe Sciascia
  21. La Pallacanestro Varese, ancora priva di Aleksa Avramovic, si aggiudica la decima edizione del Trofeo Lombardia superando in finale Cantù con il risultato di 94 a 76. Ottima la prestazione corale della truppa di Caja che ottiene la quarta vittoria in cinque partite di precampionato. Dopo 2′ di errori da una parte e dall’altra, Scrubb inaugura il match con un buon canestro nel pitturato che dà il via alla corsa biancorossa che, al 5′, è già sul +10 (14-4). Il timeout di coach Pashutin scuote i suoi che trovano buone soluzioni da lontano con Tavernari; di contro, la Openjobmetis perde lucidità in attacco e al 10′ il vantaggio è solo di un punto (18-17). Iannuzzi inaugura il secondo quarto con 4 punti di fila che, uniti alla bomba di Tambone, valgono il momentaneo 25-17. Cantù prova a rispondere con Mitchell ma stavolta la Openjobmetis non trema e al 20′ è sul +8 (40-32). Nonostante un miglior inizio dei biancoblu, nel terzo quarto Varese scatta decisamente in avanti, grazie alle ottime giocate di Moore (premiato a fine partita MVP del torneo) e Bertone. Cantù non trova soluzioni e al 30′ scivola sul -15 (68-53). La trama non varia negli ultimi 10′ di gioco, con i biancorossi che dilagano anche nel risultato finale limitandosi a gestire gli ultimi minuti. La Openjobmetis tornerà in campo mercoledì 12 in occasione del Memorial “Aldo Di Bella”. Appuntamento al PalaRavizza alle ore 20:00. PALLACANESTRO OPENJOBMETIS VARESE-PALLACANESTRO CANTÙ: 94-76 Pallacanestro Openjobmetis Varese: Archie 13, Borsato, Iannuzzi 6, Natali 9, Bertone 5, Scrubb 15, Verri 1, Tambone 13, Cain 13, Ferrero 8, Moore 11. Coach: Attilio Caja. Pallacanestro Cantù: Mitchell 12, Calhoun 21, Blakes 19, Baparapé ne, Parrillo 6, Davis 7, Tassone 2, Pappalardo ne, Quaglia, Gerasimenko ne, Tavernari 9. Coach: Eugrny Pashutin. Parziali: 18-17; 22-15; 28-21; 26-23. Progressivi: 18-17; 40-32; 68-53; 94-76. Note – T3: 12/27 Varese, 10/39 Cantù; T2: 19/27 Varese, 17/27 Cantù; TL: 20/27 Varese, 12/19 Cantù. Rimbalzi: 41 Varese (Scrubb 10), 26 Cantù (Quagli 9). Assist: 24 Varese (Tambone 8), 14 Cantù (Blakes 6).
  22. L'Openjobmetis supera in scioltezza l'incompletissima Trento e vola in finale al Trofeo Lombardia. Netto successo per la truppa di Attilio Caja nel match inaugurale del quadrangolare di Desio: ai biancorossi bastano 15 minuti di difesa graffiale e triple a raffica per piegare le ginocchia di una Dolomiti Energia senza ben 6 effettivi (oltre alle assenze annunciate dei nazionali Flaccadori e Beto Gomes e ai convalescenti Hogue, Pascolo e Marble out in extremis anche Radicevic). La valenza del test è relativa alla luce della versione largamente incompleta dell'avversaria di turno; però la Varese capace di proteggere l'area con energia, ripartire di slancio in campo aperto e costruire triple aperte con la circolazione di palla che ha spaccato la partita nel secondo quarto (dal 19-17 del 10'al 49-30 del 20') e poi dilagato fino al 65-39 del 25' è quella che "Artiglio" vorrebbe sempre vedere. In assenza di Avramovic (ieri 6 punti nel successo 99-43 della Serbia contro l'Ungheria, crescono le chance di convocazione per le gare contro Estonia e Grecia) i biancorossi hanno trovato comunque sbocchi perimetrali alternativi alla manovra. Prestazione balistica brillante per Ronald Moore, autore di 11 punti nel primo quarto e alla fine top-scorer con 6/9 dal campo e 5 assist; di nuovo sugli scudi Matteo Tambone (4/4 da 3 in 19'), che sfruttando l'onda lunga del lavoro estivo con la Nazionale Sperimentale sembra ad oggi il più in forma del gruppo. Nel complesso l'Openjobmetis mostra progressi sul piano della condizione e della coesione rispetto alle prime uscite di Castelletto Ticino. La capacità di creare tiri aperti per tutti gli effettivi è già una certezza, e i passi avanti di Archie - già evidenziati contro Tortona -fanno ben sperare. Sicuramente da migliorare la concentrazione sotto i cristalli, con gli ultimi 15' meno intensi e di conseguenza un ritmo meno sostenuto che in corrispondenza col calo delle percentuali dall'arco ha tolto brio all'attacco biancorosso (12 punti nell'ultimo quarto dopo i 30 della seconda frazione chiusa con 5/7 da 3). Sbrigato senza troppi patemi il compitino Trento, ora si attendono risposte più stimolanti dalla finalissima di stasera: di fronte Varese si troverà Cantù, che nell'altra semifinale all'insegna dell'equilibrio ha battuto Cremona. Per un motivo o per l'altro - la differenza di categoria per Tortona e Biella, il livello dell'avversaria per Milano, il roster incompleto per Trento - la compagine di Caja non ha ancora potuto trarre riscontri probanti dalle prime 4 gare del precampionato. La finale del Trofeo Lombardia, pur senza la prima punta Avramovic, servirà a verificare la tenuta del sistema Openjobmetis contro un'avversaria dal tasso atletico elevato anche se a sua volta incompleta. Intanto però, per gli amanti della cabala, c'è da notare che i bianco-rossi tornano in finale al quadrangolare di Desio sei anni dopo l'ultima apparizione: erano gli "Indimenticabili" di Frank Vitucci che vinsero il Lombardia e incassarono la prima sconfitta solo ai primi di dicembre dopo 20 successi in fila. Giuseppe Sciascia
  23. Test positivo per l’Openjobmetis nel galoppo casalingo contro Tortona. Pur senza Avramovic e con Bertone ai box dopo pochi minuti per un fastidio alla caviglia destra, la truppa di Attilio Caja impone la differenza di categoria contro l’ambiziosa Bertram degli ex Gergati, Ganeto e Garri (a sua volta senza il play titolare Spizzichini). Al di là del risultato finale sommando i 4 periodi da 10’ dopo i quali veniva azzerato il punteggio, Varese ha mostrato diligenza e lucidità nella esecuzione delle sue trame offensive a dispetto dell’indisponibilità di entrambe le guardie dell’organico. Così, nonostante assetti forzatamente “stazzati” per dare riposo a Moore e Tambone, la formazione di “Artiglio” ha sviluppato un volume elevato di gioco (vedi il 13/32 da 3 nonostante la serataccia di un Moore in versione servente ai pezzi - 8 assist - ma sempre fuori sintonia con la retina). Gli spunti migliori sono arrivati dagli italiani della panchina, in particolare da un Matteo Tambone efficace in regia ma ispiratissimo da guardia: l’esterno romano ha chiuso con 8/10 al tiro e 4/5 ai liberi, firmando insieme a Natali la scossa dopo un inizio incerto (6-13 al 5’, poi parzialone di 20-2 a cavallo tra primo e secondo quarto). Da segnalare lo show balistico di Scrubb, micidiale nel convertire gli scarichi, e il solito superlavoro sotto entrambi i tabelloni di Tyler Cain. Anche ieri, mercoledì 5 settembre, Varese, anche senza la sua prima punta impegnato a strappare una maglia con la Serbia, ha ribadito la sua voglia di cercarsi in attacco, muovendo rapidamente il pallone sia per cercare il gioco interno che per trovare soluzioni aperte per tutti i suoi tiratori nei ruoli dal numero 1 al numero 4. Così come sabato scorso contro Biella però il test ha un valore relativo per la differenza di categoria nei confronti dell’avversaria (anche se Tortona ha ben altro spessore rispetto ai “cugini”). Più che altro, in attesa del rientro di Avramovic, c’è da verificare l’entità del problema accusato da Bertone: oggi previsti gli esami del caso, l’aggiunta al gruppo di Stefano Borsato - stabilita comunque prima dell’infortunio dell’esterno italo-argentino - darà una mano a coach Caja per evitare di sovraccaricare le uniche due guardie disponibili. Sabato 8 settembre nuovo assaggio di serie A nella semifinale del Trofeo Lombardia che opporrà l’Openjobmetis a Trento (nell’altra sfida in campo Cremona e Cantù): l’auspicio è che la guardia ex Pesaro possa essere della partita per dare una valenza più specifica alla “due giorni” di Desio. - - - Varese-Tortona 88-74 (16-13; 24-18; 24-27; 24-16) VARESE Moore 2 (1-4, 0-7), Bertone (0-1 da 3), Scrubb 17 (1-3, 5-6), Archie 10 (3-4, 1-2), Cain 13 (6-7), Iannuzzi 4 (2-4), Tambone 23 (5-5, 3-5), Natali 10 (2-4, 2-6), Ferrero 9 (1-1, 2-4), Verri ne. All. Caja. TORTONA Knowles 19 (2-4, 3-8), Tuoyo 4 (1-2), Alibegovic 12 (4-8 da 3), Ganeto (0-1, 0-1), Blizzard 6 (0-1, 2-4), Ndoja 13 (2-4, 2-5), Gergati 10 (2-2, 2-6), Buffo, Garri 11 (1-3, 3-4). All. Pansa. NOTE Tiri liberi: Varese 7/8, Tortona 11/13. Giuseppe Sciascia
  24. L'Openjobmetis va a sbattere contro la corazzata Milano nel primo anticipo della serie A prossima ventura. Pesante stop per i biancorossi nel derby fuori stagione che ha assegnato il Memorial Luciano Giani: pur senza 4 giocatori (Nedovic, Burns, Cinciarini e Jerrells), FAX Exchange è parsa di un altro pianeta rispetto ad una Varese mai in grado di scalfire la superiorità fisica e tecnica dei campioni in carica. La clamorosa scarica di triple della compagine di Pianigiani (24/48 da 3 !) ha permesso all'Olimpia di monetizzare la sua capacità di tenere i biancorossi lontani dal ferro, limitando l'impatto del gioco interno con la circolazione di palla (41% da 2 per l'OJM). Impatto diametralmente opposto rispetto all'esordio di sabato con Biella, legato principalmente alla differenza solare tra i valori delle due avversarie; troppo facile la semifinale e troppo proibitiva la gara di ieri contro un'avversaria che stavolta sembra davvero di un altro pianeta in Italia, soprattutto se la superstar Mike James (6/12 al tiro e 10 assist) saprà confermarsi costantemente sui livelli di ieri sera. L'OJM tornerà da oggi nel suo cantiere all'Enerxenia Arena - ma senza Aleksa Avramovic, in partenza per Belgrado per rispondere alla chiamata della Serbia - con Caja pronto a martellare sui concetti da migliorare. Match senza storia con la scarica iniziale dall'arco di Milano (8/14 da 3 nel primo quarto) che piega le ginocchia di una Openjobmetis in difficoltà nel trovare le misure contro la taglia fisica elevata dei campioni in carica. I filotti di James. Micov e Bertans creano subito un gap importante (9-2 al 3', 18-6 al 5' ); neppure il time-out di Caja spezza il ritmo alle raffiche dell'AX Exchange, che spara a ripetizione con Kuzminskas e dilaga sul perentorio 33-9 del 9'. Al contrario Varese fatica a trovare soluzioni interne (5/18 dal campo nel primo quarto) e muove il punteggio solo quando si accende qualche terminale perimetrale (fiammata di Scrubb a cavallo tra il primo e secondo quarto per il 39-20 del 14'). L'attacco biancorosso prova a fare le cose giuste, e quando le percentuali non premiano più l'Olimpia per qualche tratto di partita c'è equilibrio con i "prealpini" che spremono sostanza da Ferrero prima e Tambone poi. Il gap però resta nettissimo, acuito dalle invenzioni di James che colpisce da 8 metri sulla sirena di metà gara (59-33 al 20' ); e il copione non cambia anche dopo la pausa lunga, con l'OJM che prova a macinare la sua trama con le sponde interne, ma non affonda i colpi da distanza ravvicinata e scopre il fianco alle ripartenze dell'AX Exchange. Che riaccende la macchina delle triple in un terzo quarto da 9/13 da 3, con tanto di missile da metà campo di Mike James sulla sirena del minuto 30 in grado di far decollare il margine dell'Olimpia oltre quota 40 punti. Il ceffone è pesante, nessun do ci sarà da preparare il derby comunque fuori categoria pagine dell'Olimpia oltre quota dubbio però sul fatto che Attilio Caja ne farà buon uso quando ci sarà da preparare il derby del 23 dicembre contro una Milano parsa comunque fuori categoria per la stragrande maggioranza della serie A 2018/19. OPENJOBMETIS VARESE-AX EXCHANGE MILANO 72-106 (12-33.33-59.47-88) VARESE Archie 9 (3-6,1-3), Moore 6 (2-5 da 3), Avramovic 4 (1-3, 0-3), lannuzzi 6 (1-2), Natali (0-1), Bertone 10 (2-5, 2-3), Scrubb 13 (2-7, 2-5), Verri ne, Cain 8 (4-9), Tambone 11 (1-1,3-4), Ferrero 5 (2-5, 0-3). All. Caja. MILANO James 19 (1-3, 5-9), Waller 3 (1-7 da 3), Bertans 9 (3-5 da 3), Della Valle 9 (2-3,1-5), La Torre (0-1 da 3), Fontecchio 9 (2-3,1-3), Micov 18 (1-3, 5-7), Tarczewski 4 (2-3), Gudaitis, Kuzminskas 21 (1-1, 6-9), Ornter 6 (2-4), Brooks 8(1-1,2-2). All. Pianigiani. NOTE Tiri liberi: Varese 10/15, Milano 10/14. Totali al tiro: Varese 16/39 da 2,10/26 da 3; Milano 12/21 da 2, 24/48 da 3. Rimbalzi: Varese 39 (Scrubb 11), Milano 36 (Tarczewski 6). Assist: Varese 14 (Avramovic 5); Milano 28 (James 10). Spettatori 1100 circa. Giuseppe Sciascia
  25. La nuova Openjobmetis riparte dallo stesso copione di quella vecchia. Buona la prima per la formazione di Attilio Caja nell’esordio stagionale a Castelletto Ticino avvenuto ieri sera, sabato 1 settembre: supera nettamente Biella nella seconda semifinale del Memorial Luciano Giani, mostrando quello stile di gioco e quell’atteggiamento che area tecnica e ambiente auspicavano di (ri)vedere in funzione delle scelte del mercato estivo. Nonostante il 50 per cento di volti nuovi, Varese difende, corre e si passa la palla con lo stesso spirito dei momenti migliori del 2017/18; condizione e automatismi sono da affinare nelle cinque settimane che precedono l’esordio del 7 ottobre con Brescia, ma il marchio di fabbrica di Artiglio è già fortemente impresso nell’identità tecnica e caratteriale del gruppo. Spicca soprattutto il 67% nel tiro da 2, frutto dell’evidente differenza fisica legata alla diversa categoria, ma anche alla capacità dell’attacco biancorosso di costruire canestri facili con il movimento di uomini e palla (22 assist totali). Riscontri positivi da verificare al cambio della finale di stasera, domenica 2 settembre, con un ghiotto derby fuori stagione contro l’AX Exchange favoritissima per il bis tricolore. Un test probante soprattutto sul piano fisico dopo il dominio assoluto di Cain e Iannuzzi contro un’avversaria di categoria inferiore come Biella, interessante per vedere all’opera un Moore già in versione metronomo (4 assist) contro un avversario dai garretti esplosivi come Mike James, stella del mercato estivo milanese. E considerando che il primo derby in campionato si giocherà soltanto il 23 dicembre, non c’è sicuramente da aspettarsi una gara a carte coperte... La prima scarica dall’arco firmata Moore e Bertone lancia i biancorossi con un 11-0 tutto corsa e circolazione di palla che vale il 21-10 del 6’. La produzione offensiva di Varese dipende dalle percentuali dal perimetro e non dal volume di gioco: un piccolo calo a cavallo della prima pausa (4/18 da 3 a metà gara) frena per qualche minuto l’azione biancorossa, poi la squadra di Caja ridà gas con la difesa e i servizi interni per Iannuzzi (31-14 al 13’). Dopo i soli 9 punti nei primi 8’30”, le accelerazioni di Avramovic incrementano il gap nel finale della seconda frazione con un 9-0 negli ultimi 90” del primo tempo che stampa un robusto più 21 alla pausa lunga. Anche dopo l’intervallo l’atteggiamento di Varese è quello giusto, con tutta la voglia di mettere in pratica in una partita vera tutto il lavoro di “montaggio” del sistema di gioco effettuato nei primi 12 giorni. L’OJM dilaga fino al 61-27 del 26’ e non stacca la spina sino alla sirena finale di un match a senso unico. Stasera contro Milano sarà già antipasto di campionato contro una rivale in grado di mettere alla prova in maniera molto più stimolante il nuovo corso biancorosso. OPENJOBMETIS-BIELLA 84-50 (25-14; 43-22; 62-29) VARESE: Archie 8 (3-5, 0-5), Moore 9 (3-4 da 3), Avramovic 18 (4-4, 3-6), Iannuzzi 9 (4-5), Natali 5 (1-3, 1-3), Bertone 11 (3-4, 1-2), Scrubb 2 (0-2, 0-3), Verri, Tambone 4 (2-2, 0-2), Cain 16 (6-9), Ferrero 2 (1-2, 0-4). All. Caja. BIELLA: Bertotti (0-1, 0-2), Chiarastella 1 (0-1), Saccaggi 7 (2-6, 1-2), Obinna, Rajacic, Torgano (0-3 da 3), Pollone 1 (0-2), Wheatle 3 (1-5), Sims 11 (4-8, 1-5), Vildera 8 (2-5), Harrell 19 (1-5, 3-4). All. Carrea. Note - Tiri liberi: Varese 12/23, Biella 15/20. Rimbalzi: Varese 40 (Cain 9), Biella 36 (Sims 9). Spettatori: 600 circa. Giuseppe Sciascia
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