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  1. L'Openjobmetis non guarisce dal mal di trasferta sul campo della Grissin Bon. La compagine di Attilio Caja si arrende alla fame di punti dei padroni di casa, che cavalcano il talento del bomber Ledo per nascondere l'assenza pesante dell'infortunato Butterfield. Varese gioca la partita tatticamente accorta impostata dal coach pavese, controllando i ritmi e tenendo il punteggio basso contro un'avversaria corsaiola come la formazione di Cagnardi. Ma contro la peggior difesa della serie A i biancorossi producono un fatturato offensivo decisamente troppo modesto per coronare i frutti delle loro fatiche in retroguardia. L'OJM macina trame pazienti ma troppo spesso sterili: con Avramovic guardato a vista da Candì e mai in grado di accendersi tra cambi punitivi e misure troppo spesso sfasate negli assalti al ferro, l'attacco di Varese non ha alternative al martellamento dall'arco che però funziona poco e male (8/27 totale, sarebbe 3/16 senza l'unica mano calda Archie). Il rammarico maggiore è per i primi 15' con l'inerzia in mano, nei quali però la squadra di Caja raccoglie solo in minima parte per la difficoltà del suo attacco di monetizzare il volume di fatica profusa sul parquet. Poi sopravviene la frustrazione e fioccano le palle perse, tante volte banali, a togliere fluidità ad una manovra prevedibile senza un'alternativa affidabile ad "Avra". Non può esserla Moore, la cui taglia fisica è troppo limitata per incidere in penetrazione; né Bertone, elemento di quantità che non graffia con minuti spot; né Scrubb, che ha doti di finalizzatore sugli scarichi e in campo aperto ma non crea con la palla in mano. Ma se le guardie producono così poco, non bastano i 37 punti fatturati da Archie (il migliore della stagione) e Cain per portare a casa una partita che Reggio Emilia ha vinto quando ha abbassato il quintetto giocando con tre piccoli per aumentare l'aggressività e migliorale le spaziature offensive. Tra martedì in Ungheria e ieri al PalaBigi sono arrivate risposte sostanzialmente analoghe: questa Varese, semplicemente, non ha abbastanza qualità perimetrale per riuscire a ripetere in versione esportazione il suo rendimento casalingo. Fa bene Attilio Caja a guardarsi le spalle e pensare alla distanza dall'ultimo posto, inquadrando la salvezza come obiettivo primario? Impegno e applicazione danno gas quando l'OJM gioca all'Enerxenia Arena, ma evidentemente non bastano per incidere lontano da Masnago. Ora il fattore campo darà il suo conforto in occasione delle prossime sfide contro Rilski Sportist e Avellino: in particolare il match di domenica contro l'attacco atomico di una squadra di alto rango come la Sidigas dovrà dare altre risposte importanti sullo spessore di Varese. Che per provare a proporre un volto esterno meno prevedibile e piatto potrebbe valutare un esterno di qualità e personalità da incastrare tra Avramovic e Scrubb durante la pausa per le Nazionali. Giuseppe Sciascia
  2. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Gianmarco Pozzecco spazia a tutto campo tra la crisi di risultati dell'Openjobmetis, la trasferta di Reggio Emilia e la situazione fisica e psicologica della squadra. Il coach di Varese ringrazia società ed ambiente per la fiducia nei suoi confronti e ribadisce la volontà di fare il massimo per ripagarla: «Inutile cercare un capro espiatorio o un colpevole: se deve essercene uno quello sono io, ma la società continua a credere in me ed a darmi fiducia, e per ripagarla darei tutto quello che ho per far sì che le cose cambino e la situazione migliori. Posso contare su uno staff eccellente e una dirigenza che mi dà sempre fiducia, oltre ad uno sponsor che regala quotidianamente serenità come Openjobmetis. Tutte componenti che stanno remando dalla stessa parte: stiamo lavorando per trovare soluzioni ai problemi dell'ultimo periodo, sogno una vittoria che consenta di sbloccarci». Resta però il problema oggettivo di una squadra ancora in divenire con Kangur e Maynor da tirare a lucido e Diawara ancora ai box: «Ricevere critiche fa parte del gioco, ma siamo tutti concentrati a fare in modo che le cose migliorino e determinati problemi che hanno anche squadre vincenti possano essere superati. Certo siamo stati anche sfortunati: vincendo una delle due maratone contro Reggio Emilia e Sassari saremmo forse in una situazione diversa, poi c'è il problema oggettivo degli infortuni che hanno colpito Kangur e Diawara, ossia i nostri due giocatori più rappresentativi. Ora Kristjan sta recuperando e nel frattempo stiamo lavorando anche per inserire al meglio Maynor, ma ci vorrà ancora qualche tempo per far sì che i conti tornino». Coach Poz prova a spiegare anche le difficoltà della sua squadra nell'interpretare quel modo di stare in campo con entusiasmo ed energia che ha richiesto fin dall'inizio della stagione, ed auspica che Maynor possa trovare in fretta la miglior condizione: «Tante volte da fuori certi atteggiamenti che sembrano apatici dipendono da incapacità di una reazione tecnica in un momento di difficoltà. Poi bisogna capire se questo distacco è più o meno frequente o è legato a disinteresse, ma non è semplice. L'inserimento di Maynor? Una volta un giocatore come Andrea Meneghin avrebbe dato certezze ad ogni squadre, la generazione moderna è invece molto condizionata dal contesto che si ritrova intorno. Di sicuro beneficierà molto del pieno recupero di Kangur e del ritorno di Diawara, al momento deve superare parecchi ostacoli e sicuramente ha bisogno di avere soddisfazioni dall'attacco per rendere di più in difesa». Ma con il roster ancora in condizioni precarie e il caso Daniel con cui convivere («Ed verrà sicuramente con noi, gli parlerò e cercherò di stimolarlo a dare il massimo anche se è consapevole della situazione difficile attorno a lui» spiega il coach biancorosso) concretizzare il sogno di una vittoria scacciacrisi come avvenuto a Brindisi ad Avellino è davvero complicato: «Forse è così, però indipendentemente da tutto dobbiamo stringere i denti, provare a fare bottino su un campo difficile come Reggio Emilia, recuperare gli acciaccati e metterli tutti insieme per tornare al cento per cento. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Al di là del risultato sarà importante anche il modo con cui staremo in campo: di certo andremo in campo per vincere e per farlo dobbiamo crederci e giocare con entusiasmo. La pallacanestro non è una scienza esatta: nel nostro cammino stagionale abbiamo estratto qualche coniglio dal cilindro quando eravamo sfavoriti, mentre in altre occasioni nelle quali sulla carta la partita era più facile abbiamo giocato peggio. Per assurdo ci siamo espressi meglio contro le grandi come Milano, Sassari e Reggio Emilia, mentre contro squadre di bassa classifica abbiamo prodotto prestazioni decisamente modeste; sotto questo aspetto psicologico è evidente che qualche errore abbiamo ed ho commesso in sede di costruzione della squadra». Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]  
  3. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]SCEKIC 6,5 - Fatica a prendere le misure dei tentacoli di Cervi, nel quarto periodo dà profondità al gioco e soprattutto garantisce efficacia nelle rotazioni difensive. [/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]SAKOTA 7,5 - Spacca la partita con due triple devastanti che chiudono il break decisivo di 0-14, ripagando Frates della fiducia nel dargli spazio nel rush finale.  Che sia tornato l'uomo del destino? [/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]RUSH 5,5 - Fatica a reggere White in post basso, generoso ma ingenuo sull'episodio dell'antisportivo del quarto periodo.[/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]CLARK 7,5 - Legge con grande sagacia le scelte difensive di Reggio, che prova ad imitare Roma nel buttarlo stablimente dentro l'area; ma i 16 punti con 7/10 al tiro della ripresa infiocchettano una gara decisamente sostanziosa (anche 5 assist). Con ogni probabilità la migliore in maglia Cimberio. [/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]DE NICOLAO 7,5 - Sprazzo difensivo determinante per il sorpasso, sorregge la vena offensiva di Clark con grande efficacia. [/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]BANKS 5 - La peggior partita in maglia Cimberio senza trovare mai lo speed per le sue incursioni taglienti né il feeling con la retina. Finisce con 0/5 al tiro in 22' applaudendo i compagni nel rush finale. [/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]MEI 7,5 - La classe operaia va in Paradiso con un lavoro difensivo super su Kaukenas e lo spirito da combattente elogiato in blocco da Frates e Vescovi. I suoi 16 minuti di dedizione al collettivo sono la miglior fotografia della Cimberio di ieri.[/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]HASSELL 6 - Bottino offensivo decente anche se Brunner si unisce all'elenco dei pivot che stabiliscono il massimo stagionale contro la Cimberio; per questo nel finale Frates gli preferisce Scekic. Saluta Varese con una prova accettabile, dal derby con Milano toccherà a Linton Johnson garantire un presidio dell'area difensiva più vigoroso. [/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]ERE 6,5 - Soffre a lungo l'esplosività di White, nel finale giocato sulle esecuzioni e sulla sagacia tattica non sbaglia una scelta. [/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]POLONARA 6 - Qualche guizzo offensivo alternato a pause difensive, nel 4° periodo lascia la ribalta a Sakota.    REGGIO E.: White 6; Filloy 5,5; Brunner 6,5; Antonutti 6,5; Bell 5; Kaukenas 5; Cervi 6; Silins 5,5; Cinciarini 6.  G.S.[/size][/font][/color]  
  4. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]REGGIO EMILIA - I nuvoloni grigi, carichi di pioggia ma anche di polemiche, delusione, visi contratti e contriti, aspettative negate e desideri repressi, spazzati via in un attimo dalla Cimberio che non t'aspetti: quella che, dopo una gara in salita e all'inseguimento, negli ultimi minuti veste i panni del killer ha la lucidità, la freddezza e la cattiveria per azzannare alla gola un avversario stremato e chiudere i conti in modo addirittura crudele.[/font][/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Un successo costruito con una gara disputata in crescita costante. Iniziata male sui due lati del campo e conclusa in gloria, migliorando ogni voce: percentuali dal campo transitate dal 35% del primo quarto all'eccellente 62% finale, rimbalzi dominati (35 a 31 con ben 11 offensivi) e scatto finale che ha bruciato una Grissin Bon apparsa sulla gambe. Un successo costruito, dimenticando il peggior Banks della stagione, anche con il bel contributo di un decisivo De Nicolao, di Nicola Mei, solo 3 punti, peraltro importanti, ma soprattutto una difesa che ha tolto spazi, respiro e tranquillità ad una star come Kaukenas e del tanto vituperato Hassell, alla fine più che positivo.[/font][/size][/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Proprio Franklin inizia la gara in modo fantastico: morbido jumper dalla lunetta e tre rimbalzi offensivi che valgono extrapossessi per il 2-8 al 3' grazie alle triple di Ere e Polonara. L'attacco varesino però s'incarta presto (6/17 nel primo quarto) sul sistema di continui cambi difensivi adottati dalla Grissin Bon e subisce, solo in contropiede, il 12-2 che ribalta il punteggio. De Nicolao con un buon controllo del ritmo e un paio di assist per Scekic tiene Varese sui binari: 20-18 al 13'. La Cimberio continua a tirare malissimo, ma Reggio con Kaukenas... inutile (4 perse) non fa granchè meglio. Così, alla pausa lunga, ritrovarsi in partita con la coppia Clark-Banks ancora a secco e da 0/8 dal campo sa di miracoloso.[/font][/size][/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Dopo l'intervallo Reggio inizia a gran ritmo con il duo Brunner-White a produrre 11 punti consecutivi che segnano il primo consistente allungo dei padroni di casa: 46-36 al 23'. Varese, con Clark che ritrova feeling col canestro e Hassell che malgrado alti e bassi porta a casa la pagnotta, non cede sul piano nervoso neanche quando un paio di giri di zona vengono puniti da canestri facilissimi di Antonutti e nemmeno quando Kaukenas con l'unica tripla della sua gara fa ancora +10: 58-48 al 28'.[/font][/size] [size=3][font=verdana]Così in avvio di quarto periodo il triplone di Mei (62-58) infonde ulteriore coraggio ad un gruppo che sente di essere tonico, reattivo, in piena sintonia con la partita e pronto a coglier l'attimo che, inevitabilmente cinematografico, arriva giusto nel momento in cui la Grissin Bon con la tripla di Filloy (69-63 al 35') sembra potersi scrollare di dosso le paure di una gara inguardabile. Mentre Reggio festeggia prima del tempo, Clark - letale quando può giocare a mano libera - guida con serenità gli attacchi di una Cimberio che, giocando alla perfezione e con favolosa coesione, mette a nudo i limiti di una Reggiana slegata, tecnicamente e mentalmente. Il risultato dei due atteggiamenti contrapposti è tutto nel torrenziale parziale (0-14, con le due triple di Sakota a sigillare il successo ospite) che raggela il pubblico di casa ed esalta una Cimberio che, unita fra titolari, panchinari e staff tecnico, fa festa in mezzo al campo.[/font][/size][/size][/font][/color]   [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Qualcosa è cambiato? Del doman - diceva il poeta - non v'è certezza. Quindi, in attesa di conferme, godiamoci questa vittoria, la prima davvero pesante fuori casa.[/font][/size] [size=3][font=verdana]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]  
  5. [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]A questo punto bisognerebbe interrogarsi su quei tarli che giocano con la mente quando essa, fatalmente, perde vecchie certezze in situazioni simili. Tre sconfitte nelle ultime tre trasferte, finale di Coppa Italia a parte, potrebbero anche apparire come pesanti indicatori d'un percorso diventato più arduo ed estenuante per Vitucci e i suoi uomini la cui bella e pura pallacanestro, evidentemente, è stata corrosa da un po' di contaminazione, dovuta a un impatto duro e sporco, se non beffardamente avverso, come nella gara di Sassari. [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Nell'annotare ogni contingente limite, resta obbligatorio il condizionale, dovendo riconoscere, unanimemente, a questa Cimberio risorse di gioco a dir poco solari, atte a esaltare il collettivo su misura dei singoli e viceversa, seppur scalfibili, com'è capitato, da determinate e soverchie fisicità, come ne posseggono, ad esempio, Siena e Cantù risultando, invece e molto diversa, la storia di Sassari per quel che è accaduto di rocambolesco di fronte all'altra bella realtà del campionato contro la quale s'è anche sparato molto e fuori ritmo, quindi a casaccio. [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Questa sera ecco Reggio Emilia che non vale, come impone un ovvio paragone, le squadre citate, sempre che non si prenda per buona quell'accezione secondo cui ogni gara fa storia a sé, in questo caso non può essere ritenuta scontata, nemmeno alla distanza, l'arrendevolezza degli emiliani nelle cui file troviamo elementi d'un certo valore e di buon mestiere, affinabili a un rendimento possibilmente esaltante attraverso entusiasmo sugli spalti e fiducia in proprie felici giocate. [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E' soltanto un ammonimento, di cui non ha affatto bisogno Vitucci , coscienzioso nel preparare le partite, serbando sempre un grande rispetto per tutti, figuriamoci per avversari del genere, concentrati e chini sul pezzo in una stagione che, già soddisfacente, li lusinga di grandi ambizioni, da piazzamento play off. [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Sicuramente non fu presa sul serio quella trasferta di quattordici anni fa, allora i Roosters, ridendo e scherzando, ancorché affaticati dall'Eurolega, batterono il naso contro una squadra non eccelsa ma alla quale bastarono un torello, qual era Carra (riserva di Davolio ma "bestia nera" di Pozzecco, il che era tutto dire) e il francese Bonato creduto, almeno sin lì, sul viale del tramonto. Ancora oggi ricordiamo facce sgomente e commenti lugubri per quella lezione, così sonora ma istruttiva, come testimonia la storia con l'incredibile scudetto della Stella. [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Se potessimo intrecciare analogie, seppur inammissibili fra epoche e squadre, ovviamente, non esiteremmo a patteggiare per una battuta d'arresto, magari al momento indigeribile, in cambio dell'undicesimo titolo. Si tratta di amenità giornalistiche, chiediamo scusa: soprattutto la questione non si pone per quel che s'è detto, d'una Cimberio sempre vigile e coralmente credibile, costretta com'è, dall'inizio della stagione, a dare il massimo per costruirsi, ogni volta e convintamene, le proprie fortune.[/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Nel match di stasera s'annidano, naturalmente, insidie e rischi, soprattutto nell'ascesa d'una stagione vissuta, sempre e intensamente, da una Cimberio di testa, quindi designata dagli eventi a "squadra da battere", pertanto gravata da pressioni che, pur non volendole avvertire o ammettere, sono state reali, ancorché superabili e superate. [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il momento, da resa dei conti a tanto dispendio di energie psico-fisiche, appare cruciale per tutte le combattenti in lizza, almeno per alte aspirazioni, a tal proposito fa impressione Siena, che, da tempo, finita in un mucchio, si raccoglie in campo con il "cucchiaino". Di fronte a sei sconfitte consecutive, fra campionato ed Eurolega, vien naturale chiedersi come la Montepaschi possa ancora risultare un'integra candidata al titolo. Ovviamente qui si tifa per i toscani marcianti in Europa nella speranza di eliminare una "brutta bestia" sulla strada degli uomini di Vitucci che, non finita la pietrina, possono ancora fare scintille. [/size][/size][/font][/color]
  6. [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Parte da Reggio Emilia la volata della Cimberio nella corsa al primo posto della regular season. [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Nel posticipo serale con ribalta televisiva (ore 20 con diretta congiunta su La7D e Sportitalia2) la formazione di Frank Vitucci sfiderà il “tutto esaurito” del PalaBigi per ripartire di slancio dopo il rocambolesco stop di Sassari. [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'aggancio al vertice da parte del Banco Sardegna ha lanciato una sfida a distanza lunga 7 giornate per assegnare i primi due posti nella griglia di partenza del tabellone playoff; e in quella che classifica alla mano rappresenta la tappa esterna più insidiosa del rush finale Varese vuole tornare a fare bottino lontano dal PalaWhirlpool, “muovendo” la casella delle vittorie in trasferta che è ferma al raid del 27 gennaio ad Avellino. Lo stop in volata del PalaSerradimigni ha lasciato tanto amaro in bocca nell'ambiente biancorosso: l'auspicio del coach veneziano è che la squadra sappia trasformarla in furore agonistico di fronte alla frizzante matricola Trenkwalder, proseguendo nel percorso di crescita lenta ma costante che nelle ultime settimane ha permesso ad Ere e soci di ritrovare una buona condizione fisica ed evidenziare nuovamente quella verve atletica decisiva per la fuga delle prime 9 giornate di campionato. [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Anche se in realtà il bollettino medico non è dei migliori alla vigilia della partenza con Banks ed Ere sofferenti per i rispettivi problemi alle caviglie (datato ormai 10 giorni quello del capitano, freschissimo invece quello dell'esterno di Memphis) e Talts bloccato da un attacco influenzale nella nottata tra venerdì e sabato (il centro estone sarà in panchina ma certamente non al meglio). Di certo è lecito aspettarsi una partita completamente diversa rispetto all'agevole successo casalingo dell'andata (a Masnago finì 91-78): l'impianto difensivo della formazione di Max Menetti è tra i migliori del campionato (73,3 punti concessi, meglio soltanto Siena e Cantù e nel vetusto ma caldissimo palasport di via Guasco sono cadute “big” come Milano e Roma (8-3 il record casalingo dei reggiani). [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'elemento più temibile è certamente il capocannoniere Donell Taylor (19,4 punti di media), ma il solido asse ex canturino tra il play azzurro Cinciarini (12,4 punti e 4,3 assist) e il massiccio pivot Brunner (12,0 punti e 7,7 rimbalzi) è la vera ossatura portante di una Trenkwalder che con l'aggiunta del talento di Troy Bell (15 punti in 18 minuti medi) ha trovato la giusta alchimia per aumentare il potenziale di un gruppo che conta anche sulle doti balistiche dell'ala Antonutti (8,6 punti col 51% da 3) e del serbo Jeremic (7,4 punti in 22 minuti). Insomma, un'avversaria insidiosa e motivata dalla necessità di mettere in cassaforte la qualificazione playoff per una Cimberio che giocherà a sua volta un piccolo anticipo di post-season sul campo della squadra che - finendo oggi il campionato nell'attuale situazione di classifica - sarebbe la sua prima avversaria nel tabellone dei quarti di finale. [/size] [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]
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