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  1. Una vittoria di carattere. Lo abbiamo messo nel titolo e lo riscriviamo qui, perché non ci viene in mente parola più adatta per descrivere il terzo successo consecutivo della Openjobmetis, questa volta ai danni di una Givova Scafati (93-101) che ha venduto la pelle a carissimo prezzo. E per poco, la pelle, non l’ha fatta ai biancorossi risalendo da -13 (massimo vantaggio) al -1 nell’ultimo periodo. Carattere, appunto: nel momento più difficile, con la squadra falcidiata dai falli e senza più il pivot titolare, la squadra di Brase ha respinto ogni assalto gialloblu chiudendo poi il discorso con due triple decisive di Caruso e Ross a meno di 4′ dalla fine. Nel titolo abbiamo messo anche un dato notevole: 101 punti segnati in trasferta, perché anche in questo numero sta la portata dell’impresa biancorossa. Ferrero e compagni hanno esportato, di nuovo, la loro frizzantezza offensiva rischiando qualcosa – quando le percentuali dall’arco sono crollate nella ripresa – ma trovando sempre e comunque risorse da dentro l’area. Un po’ il bis del successo su Treviso perché da 2 punti la OJM ha segnato con uno stratosferico 76% mandando in tilt la difesa dei padroni di casa. Insomma, questa Varese sta dimostrando di essere davvero cresciuta e ha sfruttato al meglio due turni sulla carta un filo meno duri dei precedenti. Pur in assenza di Reyes – tornerà contro Venezia sabato 19, ora il campionato si ferma per la nazionale – i biancorossi hanno messo fieno in cascina salendo a quota 8 punti in classifica, appena dietro alle due corazzate Virtus e Milano e alla sorpresa (relativa, e comunque ricca) Tortona. Niente male per una squadra che era per tutti una incognita alla vigilia del campionato, ricca di atletismo e leggerezza ma con anche diverse incertezze. Il gioco di Brase – e di Scola e Arcieri – sta pagando anche grazie alla crescita pazzesca di Guglielmo Caruso, 23 punti nel derby personale (lui napoletano) contro i salernitani. Ma se le prodezze del giovane pivot sono evidenti anche a un cieco, quelle di un altrettanto importante Markel Brown vanno ricercate tra le pieghe del gioco. Fantastico, l’americano, in retroguardia e nel ruolo di collante e pazienza se il tabellino non è scintillante. Difficile comunque trovare lati negativi questa sera, al di fuori di un Tariq Owens fatto fuori dai falli e dalle proteste con un quarto e mezzo da giocare. Certo, la direzione dei grigi ha lasciato numerose perplessità (ben 53 falli fischiati in tutto!) ma il pivot americano ci ha messo tanto del suo. Ma per fortuna, il finale non ne ha risentito e ora Varese annusa aria d’alta quota. PALLA A DUE Riapre i battenti il PalaMangano di Scafati ma l’impatto è meno temibile del previsto: diversi spazi vuoti sugli spalti, cinque tifosi presenti da Varese per l’occasione. Brase non tocca il quintetto base, sempre uguale, e non ha Justin Reyes rimasto a casa per curare il guaio muscolare al polpaccio. Il giovane coach campano Rossi recupera Myke Henry e lo mette subito in quintetto; regia iniziale a Monaldi per preservare Logan. Twin Towers – ovvero Pinkins e Thompson – sotto canestro contro Owens. LA PARTITA Q1 – Subito grattacapo per Brase che deve togliere Owens con due falli. Scafati parte bene e scappa 6-0 ma appena Ross, Johnson e i lunghi (prima lo stesso Owens e poi Caruso) accendo i motori, Varese passa a condurre. Punteggi e percentuali altissime con tanti sorpassi e controsorpassi: la Givova trova tantissimo da Lamb e alla sirena del 10′ è avanti di un soffio, 33-31. Q2 – Il secondo periodo vive anche sulle prodezze di due “piccoli” italiani, De Nicolao e Rossato con quest’ultimo che si conferma grande sorpresa di questo inizio di stagione. Il punteggio continua a crescere ma a spiccare tra i 10 in campo è soprattutto Markel Brown che fa della difesa il suo punto di forza. L’americano sfianca Logan, stoppa anche il pivot Thompson, strappa due palloni dalle mani avversarie e consente ai compagni di allungare a suon di punti. Johnson colpisce e nel finale di periodo si vede anche Woldetensae che sulla sirena firma il 48-59. Q3 – La Givova però accorcia subito: parziale di 6-0 appena tornati in campo ma Varese pronta a riallungare perché Brown colpisce da lontano e Caruso continua a farsi trovare pronto in area. C’è anche Owens a segno sopra al ferro ma quando il treno biancorosso sembra lanciatissimo (+13 di massimo vantaggio) è proprio il pivot a farlo deragliare. Fallo in attacco seguito da un tecnico per proteste, quarta e quinta penalità che fanno anche scattare l’espulsione (non comporterà squalifica) perché in avvio Tariq aveva commesso anche un antisportivo. Nel finale di quarto Brase è costretto a disegnare quintetti inediti – dentro anche Virginio – per preservare l’unica torre rimasta, Caruso. Varese sbanda ma gira la boa della mezz’ora avanti 68-76 anche grazie a tre liberi di Jaron. IL FINALE Il pubblico di casa spinge ancora di più Logan e soci che aprono ancora bene il periodo e si portano sino al -1 con Stone e Lamb. Capitan Ferrero, fino a lì poco utilizzato, centra la tripla e poi guadagna uno sfondamento: Varese respira e riprende margine nonostante i punti di Rossato e Logan che però fallisce il tiro del sorpasso. Si entra nel quart’ultimo minuto e per Varese è il momento cruciale: prima Caruso segna da tre dal lato, liberato da un assist di Ross, poi è lo stesso Colbey a centrare una fiondata dall’arco. Due sberloni che ridanno il +8 a Varese e che di fatto decidono il match: la OJM spreca anche un pallone su un lancio lungo ma i gialloblu rendono il favore sbagliando una rimessa. E Johnson negli ultimi possessi fissa il 93-101 conclusivo. Damiano Franzetti
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