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  1. Non passa l’esame esterno di sardo la Openjobmetis, buona per mezza partita ma in difficoltà nella seconda metà di gara sul campo di Sassari, contro una Dinamo che al contrario resta imbattuta (77-61 il risultato) e se ne va in carrozza alle Final Eight di Coppa Italia a Bologna con un record immacolato di 4 vittorie e 0 sconfitte. Chi si aspettava una Varese pronta alla riscossa è rimasto piuttosto deluso: molti biancorossi hanno navigato al di sotto della sufficienza e la squadra di Vertemati è apparsa meno incisiva proprio dove – in attacco – fino a ora aveva dato buona prova di sé. Al PalaSerradimigni invece la ripresa è stata una discreta via crucis: 9 punti segnati nel terzo periodo (quello in cui il Banco Sardegna ha preso il largo), un solo uomo in doppia cifra e cioè Wilson (18, mezzo bottino a partita ormai segnata) e una valanga di palle perse, ben 17, a vanificare percentuali buone al tiro. Ma anche l’energia è sembrata ridotta e il dato dei tiri liberi guadagnati ampiamente favorevole a Sassari (31-11) mostra con quanta veemenza gli uni abbiano attaccato l’area e gli altri siano andati leggeri. Tanto più in presenza di un arbitraggio che è parso ampiamente sufficiente. Insomma, la chiusura della Supercoppa lascia più di un dubbio sulla caratura di una Openjobmetis che, va ricordato, ha affrontato l’impegno senza il proprio playmaker titolare, Trey Kell. Che non sarà il Magic Johnson dello Showtime ma che certamente darà equilibrio all’intero complesso oltre ad aumentare il volume di gioco sui due lati del campo. Sperando che la sua presenza futura faccia da catalizzatore anche al resto di un gruppo nel quale hanno steccato, contemporaneamente, gli altri big: Gentile, Egbunu, Jones, Beane questa volta sono stati evanescenti. Da salvare, almeno, l’impatto delle seconde linee compreso un Caruso ispirato in attacco e la prova di Wilson che, seppure con larghe pause, ha mostrato le qualità dall’arco. Ora, con dieci giorni ancora da utilizzare per prepararsi al meglio, Vertemati dovrà affrettare i tempi e sperare di riavere un Kell già in buona forma: l’esordio con Brescia sarà importante per non partire ad handicap visto che poi Varese dovrà sfidare Virtus e Milano. Intanto per tre giorni riapre la campagna abbonamenti: prestazioni come questa non fanno cassetta, ma il popolo biancorosso sa quanto conti stare accanto alla squadra, specie in un momento storico simile. PALLA A DUE Giò De Nicolao in quintetto e Gentile ala: confermato per Vertemati lo schieramento iniziale già visto con Cremona. Sotto canestro derby (poi deludente) tra Egbunu e Mekowulu con Cavina che conferma il quintetto dell’andata con Stefano Gentile in campo e Logan-Battle pronti al subentro dalla panchina. LA PARTITA Q1 – Avvio molto complicato della Openjobmetis, che dopo pochi minuti di gioco si trova sotto 12-2 e paga a caro prezzo forzature, palle perse e difesa così così. Vertemati taglia e cuce finché trova il quintetto buono in cui Wilson centra il canestro da fuori, De Nicolao mette pressione e Sorokas aggiunge energia. Nel frattempo Sassari rallenta e viene infilzata a fil di sirena da Beane con la tripla del sorpasso, 17-18. Q2 – David Logan tiene un clinic su come si può essere decisivi in meno di 3′ del secondo periodo: il veterano piazza 11 punti in un amen e rilancia l’azione sassarese. Varese però, paziente e piuttosto attenta tiene botta: Caruso si presenta bene in attacco, Gentile infila la tripla-jolly da 10 metri, Wilson ne esplode un’altra e così alla pausa lunga i giochi sono aperti nonostante il +5 interno (triple di Chessa), 40-35. Q3 – Dopo l’intervallo però, la OJM si presenta in campo dando una preoccupante idea di mollezza: Egbunu trova il -3 in un momento in cui nessuno segna, poi Varese non ne azzecca una mentre Burnell e Bendzius spingono Sassari più in là. Gli uomini di Cavina valicano la doppia cifra di vantaggio e consolidano subito il distacco trovando punti un po’ da tutta la squadra. Il terzo gong ha il sapore della sentenza, 60-44. IL FINALE Per mezzo periodo non cambia nulla salvo che i biancorossi trovano qualche punto senza tuttavia impensierire una Dinamo arrivata anche a +20. Poi Wilson torna a scaldare la mano e bruciare la retina: una sua doppietta dall’arco vale una risalita improvvisa sino al -12, però Devecchi risponde alla stessa maniera e spegne subito le speranze. Finale senza sussulti con Sassari che manda a referto anche il lungo Borra, chiudendo con 12 uomini a segno. Dalla parte opposta, invece fioccano le palle perse e non mancano le preoccupazioni. Damiano Franzetti
  2. Il primo commento in sala stampa di Adriano Vertemati è sincero e condivisibile: «Con questa partita ci siamo “tolti la scimmia” della prima vittoria». Il resto è ancora in buona parte da costruire, in casa Openjobmetis, dove si festeggia il primo “referto rosa” della stagione grazie all’86-78 contro Cremona ma dove è evidente che la squadra abbia ancora tanti passi avanti da compiere da qui all’avvio del campionato. Una partita trabocchetto, quella di Masnago, contro una Vanoli senza nulla da perdere e per questo imbottita di giovani e giovanissimi, con Galbiati che negli ultimi minuti ha varato un quintetto di 2002 e 2003 che però non è crollato, anzi, ha limitato i danni contro una Varese ancora alla ricerca del gioco e della forma migliori. Intendiamoci: analizzando la singola partita dei giocatori dell’Openjobmetis si trovano diversi spunti positivi (e questo è un dato piacevole), però l’impressione ricavata a fine serata è quella già sottolineata, di un cantiere aperto. L’assenza di Kell (uno degli architravi della OJM per ruolo, leadership e contributo fisico) e il telaio particolarissimo della Vanoli odierna (l’unico pivot a referto, il 2003 Agbabmu, ha avuto presto problemi di falli) hanno costretto Varese a una serie di adattamenti sia in attacco sia in difesa; a protezione del proprio canestro si sono visti ancora “buchi”, errori di valutazione e meccanismi da rivedere, motivo per cui la squadra di Vertemati non è mai riuscita a proteggere i break generati in attacco. Da dove comunque arrivano buone notizie: in primis l’impatto di Jones che pian piano aggiunge forma fisica e che nel frattempo chiude da top scorer a 19 (con tripla quasi decisiva nel finale). E poi Wilson che specie nella prima metà trova i ritmi giusti per fare canestro dalla media e dalla lunga, nella prima recita di buon livello in biancorosso. Altro protagonista è Ferrero, 4/5 dal campo nel momento del bisogno mentre Gentile ha lavorato tanto per innescare i compagni (8 assist) dopo la scorpacciata di punti con Sassari. Insomma, le cose si muovono e lo fanno nella giusta direzione tanto da rendere curiosa la trasferta sassarese di martedì (ore 19), inutile ai fini della classifica ma interessante per il percorso di crescita della Openjobmetis. «Andiamo là per provare a vincere, altrimenti non avrebbe senso giocarla» lascia intendere Vertemati, e anche qui non gli si può dare torto. PALLA A DUE In assenza di Kell, questa volta tocca a Giovanni De Nicolao prendere la cabina di regia, lasciando Gentile nel più consono ruolo di ala piccola. Wilson resta in quintetto così come i due lunghi, Jones ed Egbunu, con il nigeriano che si trova davanti il giovane – e interessante – Agbamu. Galbiati conferma l’utilizzo di Poeta dalla panchina mandando subito Spagnolo sul parquet; rispetto all’andata c’è Miller ma manca Sanogo (oltre a McNeace ed Harris). LA PARTITA Q1 – Avvio interessante dei biancorossi, con Gentile più attento a passare la palla e Jones che attacca l’area fin da subito. Poco dopo anche Wilson si mette in mostra guadagnandosi i primi applausi di Masnago, ma appena superata la metà del periodo la Openjobmetis comincia a concedere rimbalzi in attacco a Cremona. I gialloazzurri rientrano e sorpassano, ma Beane ridà il vantaggio a Varese prima della pausa (24-19). Q2 – Le pause biancorosse sui due lati del campo consentono a Pecchia (5 punti in fila) e al giovane Gallo (tripla) di operare il controsorpasso cremonese. Gentile allora rompe il ghiaccio affiancato da Jones che centra la tripla, presto riequilibrata da Tinkle. Qualche fischio fa storcere il naso al pubblico di casa, poi la OJM sembra prendere la strada giusta nel finale di periodo ma ancora una volta fallisce il tentativo di break e va al riposo sul +3, 45-42. Q3 – L’Ale Gentile in versione “attiraraddoppi” si mostra a inizio ripresa, quando dal post basso distribuisce palloni invitanti per Beane e Wilson, appostati sul perimetro e autori delle triple del nuovo minibreak. A complicare le cose per Galbiati arriva, poco dopo la metà del tempo, il quinto fallo di Agbamu che costringe la Vanoli a quintetti naniformi ma anche Varese ad adattarsi. Egbunu vive sopra al ferro e schiaccia di prepotenza ma gli ospiti non si spaventano e tengono botta con Spagnolo (64-59). IL FINALE Varese non perde mai il comando delle operazioni, però allo stesso tempo non va oltre la doppia cifra di vantaggio e così la gara resta più o meno equilibrata fino al termine. Il protagonista diventa Ferrero, 8 punti in 6′ nell’ultimo periodo: i suoi canestri danno l’ennesima spinta in avanti di una Varese che negli ultimi minuti potrebbe dilagare e che invece fatica a far canestro contro la banda di ragazzini terribili schierata da Galbiati, alcuni dei quali si tolgono la soddisfazione di muovere il punteggio. Una tripla di Jones e un balzo di Sorokas, comunque, tengono lontani gli ospiti per l’86-78 finale: per questa sera va bene così. Damiano Franzetti
  3. Se è vero che le sconfitte fanno sempre male, è altrettanto chiaro che c’è modo e modo di perdere. E quello della Openjobmetis di questa sera (KO 82-92 in casa con Sassari) è ben diverso da quello mostrato appena 48 ore prima a Cremona. Contro un’avversaria più forte, completa, decisamente profonda e con qualche giorno in più di lavoro, la squadra di Vertemati disputa un incontro di gran lunga migliore. Sia per l’atteggiamento, combattivo e concentrato, sia sul lato tecnico nonostante l’assenza in regia di Kell e le non perfette condizioni del suo vice De Nicolao. In sostanza, Varese ha retto bene l’urto contro gli isolani, favoriti per la vittoria nel girone e probabili protagonisti di un campionato alle spalle delle tre grandi. A trascinare la OJM in attacco ci ha pensato ancora Alessandro Gentile che, sì, accentra molto il gioco nelle proprie mani, ma che ha anche dipinto 31 punti con percentuali buone e alcuni momenti di onnipotenza offensiva. Una recita terminata in anticipo a causa di una espulsione innescata da una gomitata di Mekowulu al talento casertano. Cacciati entrambi, ma uscendo dal campo AleGent si è preso la prima scarica di applausi veri dai 600 di Masnago, passo avanti verso la normalità sugli spalti. Che poi ci sia ancora tanto da fare, per Vertemati e il suo staff, è cosa palese, ci mancherebbe. Sassari ha tirato con medie altissime da lontano (ha chiuso al 62% ma a un certo punto era 9/10), la difesa – che a tratti ha graffiato – ha bisogno di registrarsi mentre è ovvio che in attacco la conformazione gentilecentrica dovrà essere smussata quando rientrerà Kell. Anche a livello di condizione fisica Varese deve crescere in alcuni uomini, con Jones andato calando e Beane ancora alla ricerca del top (ma in difesa ha dato segnali importanti). La micropausa nel calendario di Supercoppa permetterà di tirare leggermente il fiato, poi domenica sera alla Enerxenia Arena arriverà Cremona e lì l’obiettivo dovrà essere la vittoria per certificare i miglioramenti. Abbiamo tenuto per ultimo il discorso su Wilson, ancora una volta in difficoltà. Sappiamo tutti che il suo ingaggio è stato la “scommessa stagionale” di Varese nell’ottica del contenimento costi. In questo momento è il giocatore che ha più bisogno di attenzioni e di sostegno (dallo staff e dalla gente): mugugnare è inutile, speriamo che sfrutti queste due settimane per alzare il livello. PALLA A DUE Vertemati dà alla Openjobmetis lo stesso aspetto di Cremona, quindi con Gentile play e Beane ala con i due che invertono i ruoli in difesa. Giocano, ma non al meglio fisicamente, sia De Nicolao sia Sorokas mentre stavolta va regolarmente a referto Caruso. Sul fronte sardo Cavina ha la squadra completa, schiera subito Stefano Gentile (ma su Wilson) e tiene di rincorsa Logan. Sfida tutta nigeriana in area tra Egbunu e Mekowulu. LA PARTITA Q1 – Una Varese ben diversa rispetto a Cremona, sia per atteggiamento sia per “fatturato”, prende di petto il quarto iniziale già nel segno di Gentile: tripla e bel duello con Burnell, anch’esso caldo. I biancorossi sfruttano una doppietta dall’arco di Ferrero per un minibreak, subito ricucito però dall’eterno Logan. Il 26-23 è ancora di Gentile che vuole l’ultima palla e la trasforma in avvicinamento. Q2 – Sassari non ci sta e con Logan e Battle mette il naso avanti costringendo Vertemati al timeout. Il tempo di storcere il naso per qualche fischio (o “non fischio” come l’abbattimento di Beane in volo) arbitrale che la Dinamo allunga, ancora con Logan e Burnell. Gentile allora arma il braccio e con lo stesso “schema” – palleggio prolungato fino a crearsi un piccolo spazio per il tiro dai 3-4 metri – inizia a martellare il canestro. Poi Beane porta a casa una schiacciata spaziale ma due liberi di Mekowulu sparigliano il punteggio, con Gentile (21 alla pausa) che fallisce l’ultimo assalto: 45-47. Q3 – Al rientro tocca a Clemmons guidare le operazioni biancoblu: si va a strappi ma ogni volta si ha l’impressione che il Banco guadagni qualcosina. Gentile riparte con i suoi raid e dimezza lo svantaggio, poi nuova mini-fuga sarda in avanti con nuova tripla di Logan che non sbaglia mai. Prima della pausa arrivano una tripla di Sorokas e gli ultimi punti di Gentile che sfonda quota 30; il punteggio resta a favore di Sassari che trova buone cose anche da Battle per il 67-74. IL FINALE Egbunu (schiacciata) e Ferrero (tripla) non bastano a recuperare terreno perché Logan e soci viaggiano su percentuali tremende toccando il 90% da 3 punti e colpendo anche con Bendzius. A 4′ dalla fine il fattaccio: traffico sotto canestro, Mekowulu allarga il gomito contro Gentile che non si tira indietro e lo spintona prima dell’arrivo degli altri giocatori, bravi a disinnescare la miccia. Ma i provvedimenti arrivano e sono due espulsioni. Sassari prova a vivere un finale senza patemi finché, a un certo punto, Wilson ruba la palla che può riaprire il match ma prima spara sul ferro da 3 e poi sfonda dopo un rimbalzo amico. Sipario, passa il Banco 82-92. Damiano Franzetti
  4. Il basket d’estate non si presta, solitamente, a giudizi troppo sbilanciati nel bene o nel male ma per questa Openjobmetis vista a Cremona possiamo fare un’eccezione senza remore. Varese perde, perde malissimo, perde senza poter avere alibi per una prestazione del genere. Al PalaRadi finisce 80-70 a favore di Cremona, una Vanoli in campo senza tre stranieri, con una formazione ricca di giovanissimi – però volenterosi e affamati – a supportare pochi veterani, che portano a termine il compito più ovvio, fare canestro. Una cosa che a Varese non riesce mai: 70 punti, l’11% nel tiro pesante, circondato da tanta supponenza a rimbalzo (e la naniforme Vanoli di fatto pareggia la lotta sotto canestro), nelle palle perse (13, contro 7), in quelle recuperate (10 contro 3), negli errori da sotto canestro, nelle schiacciate fallite da Egbunu. Poi, quando le cose iniziano ad andare improvvisamente male, la Openjobmetis ha anche paura: prende 32 punti di parziale nel terzo periodo e comincia ad affidarsi solo e soltanto a Gentile. Lui (che ha fatto tanta Eurolega) e Jones (che ha fatto tanta NBA), ovvero quelli che non devono dimostrare nulla, sono gli unici a prendersi responsabilità (24 punti l’italiano, 15 l’americano) ma non basta. Quando Cremona azzecca la striscia vincente da tre punti, guidata dal volpone Poeta, su Varese cala il buio. A contorno dalla nefasta trasferta di Cremona, c’è anche l’incredibile assenza di Guglielmo Caruso: è possibile che un giocatore annunciato il 10 di luglio non sia stato tesserato in tempo per la mancanza di un documento arrivato solo stamattina dagli USA? Nella Serie A di calcio, una cosa del genere causerebbe il rotolamento di teste e mille pagine di polemiche. AGGIORNAMENTO – Secondo quanto appreso in tarda serata, Varese avrebbe richiesto alla Federazione la situazione del nullaosta di Caruso lo scorso 26 luglio (il giocatore aveva nel frattempo giocato in Nazionale) ricevendo rassicurazioni sul suo utilizzo. Negli ultimi giorni è invece emersa una criticità e solo oggi è giunto il documento che gli permetterà di giocare regolarmente mercoledì. Sbagliamo di tanto a pensare che, forse, la società (che ha pure tenuto a riposo Kell per gestire un’infiammazione tibiale) abbia preso questa Supercoppa solo per fare qualche sgambata, nonostante ci fosse – ci sia – la possibilità di giocare per il passaggio del turno? Chiediamo, visto che gli spettatori pagheranno il biglietto nelle due partite di Masnago. Mercoledì, a proposito, ci sarà la “prima” interna contro Sassari, ovvero la favorita del Girone. Il consiglio è di cambiare marcia, almeno a livello di impegno e mentalità, anche se è gradito vedere qualche canestro in più. Magari da Wilson, tiratore da 0/7 da 3 fino a 10” dalla fine della partita, o da Egbunu, o da Beane, o da De Nicolao. Perché la pesante assenza di Kell, non può certo giustificare quel che si è visto al PalaRadi. PALLA A DUE Senza Kell, in borghese accanto a Caruso, tocca ad Alessandro Gentile fungere da play titolare della Openjobmetis in un quintetto per il resto tutto straniero in cui Beane fa l’ala ma marca il play avversario (Spagnolo). Cremona parte senza Poeta, che esce dalla panchina, con Pecchia incursore e l’ivoriano Sanogo sotto canestro contro Egbunu. Pubblico presente al PalaRadi ma con numeri molto bassi, circa 200 spettatori. LA PARTITA Q1 – Varese comincia benino ma palesa presto le difficoltà di non avere in campo un play. Non certo per colpa di Gentile, che nel primo periodo colleziona comunque 6 punti, ma per l’assenza di una circolazione di palla che imbriglia il gioco d’attacco anche perché Egbunu pare in ferie e non tiene un pallone. Cremona allora ne approfitta, mette la testa avanti con Pecchia e senza fare faville chiude avanti 19-16. Q2 – Gentile rompe l’incantesimo biancorosso dall’arco (0/5 nel primo periodo) e arriva in doppia cifra prima di rifiatare. Sul fronte opposto Galbiati ha poche munizioni a disposizione e quando deve schierare i giovanissimi Varese sorpassa con un guizzo di Beane e con le incursioni di Jones. La OJM però perde qualche buona occasione per scappare e poi – dopo un paio di minuti di basket “bassamente amatoriale” da ambo le parti – riesce a chiudere a +8 con un altro balzo dell’americano, un po’ arruffone ma molto volenteroso. Q3 – Dopo la pausa Varese dà l’impressione di poter finalmente prendere in mano la partita, dà uno strappetto ma all’improvviso si scopre nuda. Cremona prende coraggio con un paio di “canesto e fallo”, infila qualcosa dall’arco ed è addosso con un Pecchia indiavolato. Poeta capisce che è il momento giusto: lui e Tinkle imbucano da lontano e la OJM cade vittima della proprie paure. Per un po’ ci pensa Sorokas a convertire qualche scarico in area ma poi si completa un parziale di 32-17 senza che gli uomini di Vertemati sappiano che pesci pigliare (61-54 alla mezz’ora). IL FINALE Il tempo per raddrizzarla ci sarebbe anche, se però Varese ogni tanto trovasse canestri da fuori o punti da giocatori che non siano Alessandro Gentile, che con il suo arresto e tiro in avvicinamento valica quota 20. Ma i suoi canestri non bastano, e Cremona completa l’opera aggredendo il canestro a rimbalzo offensivo (bravo Agbamu) e trovando con Poeta, Pecchia e Cournooh i cesti della sicurezza. Nel finale, a una manciata di secondi, Wilson segna la prima tripla dopo sette bombe cacciate sul ferro, emblema di una partita da dimenticare in fretta, per lui e per tutti noi. Damiano Franzetti
  5. L’Openjobmetis scopre le carte nella prima partita ufficiale dell’era Adriano Vertemati. La truppa biancorossa debutta nel pomeriggio odierno al PalaRadi di Cremona (palla a due alle 18,30; diretta streaming su Eurosport player) nel secondo turno del girone B della fase di qualificazione della Supercoppa. Sarà la prima di quattro partite ufficiali che Varese disputerà nel giro di otto giorni nel gruppo a tre squadre che coinvolge anche Sassari, di scena mercoledì, 8 settembre, all’Enerxenia Arena nella première casalinga aperta al pubblico (venduto oltre il 50% dei circa 1.700 posti disponibili). Test interessante per l’OJM a dispetto dei problemi di formazione dei padroni di casa. Ranghi certamente ridotti per Cremona, che così come già avvenuto nell’esordio di sabato sera a Sassari, potrà schierare solo due dei cinque stranieri del suo roster. Ancora assenti per motivi burocratici Jalen Harris e l’ultimo arrivato Malcolm Miller, ai box per infortunio invece il pivot Jamuni McNeace. Ma anche in questa versione largamente incompleta, Cremona ha dato filo da torcere fino alla fine a Sassari, e dunque il match offrirà certamente spunti interessanti a un Adriano Vertemati curioso di vedere la reazione della sua OJM ai primi spunti agonistici di una partita ufficiale. Qualche problema di organico anche per i biancorossi: mancherà Guglielmo Caruso, il cui tesseramento è stato bloccato per motivi burocratici (il documento mancante dovrebbe giungere per consentirgli di scendere in campo mercoledì). Ancora in forte dubbio c’è Anthony Beane, dolorante alla gamba destra per i postumi dell’iperestensione rimediata venerdì sera: la guardia statunitense proverà comunque nella rifinitura e una decisione sul suo utilizzo sarà preso in extremis. Disponibile invece Trey Kell, pur dolorante per quel problema a una tibia che si trascina da una decina di giorni e lo condiziona soprattutto in difesa. Se Cremona sarà incompleta prevalemente sul perimetro, pur con la coppia Poeta-Spagnolo (leader dell’Under 20 azzurra allenata in estate da Adriano Vertemati) a dettare i temi del gioco, Varese dovrà verificare l’impatto del suo reparto lunghi che nel galoppo casalingo contro Tortona era parso meno “in palla” rispetto al suo parco esterni. Occhi puntati soprattutto sulla coppia Jones-Egbunu: il ritardo dell’ala texana era prevedibile, ma c’è bisogno di mostrare progressi contro l’agile Sanogo della Vanoli. E allo stesso modo c’è bisogno che il centro nigeriano aumenti la sua autonomia (specie alla luce dell’assenza di Caruso) per dipendere meno dalle condizioni di Jones. Come tutte le gare di precampionato, conterà più il modo di stare in campo rispetto al risultato finale. Ma con le partite ufficiali, anche il risultato ha un peso, proprio perchè figlio della preparazione svolta finora, e dello stato di avanzamento della messa a punto. Il primo ciclo di 4 impegni ufficiali al via con la trasferta odierna di Cremona dovrà fotografare in maniera più compiuta la situazione del cantiere OJM: pur con gli intoppi Kell e Beane a rallentare i lavori, la parola del campo darà i primi riscontri concreti. Le formazioni VANOLI CREMONA: 0 Agbamu, 1 Zacchigna, 3 Sanogo, 5 Gallo, 6 Pecchia, 8 Poeta, 9 Spagnolo, 10 Vecchiola, 11 Errica, 13 Tinkle, 15 Cournooh. All. Paolo Galbiati. OPENJOBMETIS VARESE: 0 Bottelli, 3 Kell, 5 Gentile, 7 Beane, 9 Sorokas, 10 De Nicolao, 11 Wilson, 13 Librizzi, 15 Egbunu, 18 Virginio, 21 Ferrero, 22 Jones. All. Adriano Vertemati. Arbitri: Lanzarini, Nicolini, Pierantozzi. TV – Diretta streaming su Eurosport Player dalle 18.25. Risultati, classifica e prossimo turno GIRONE B, RISULTATI (1° turno): Banco Sardegna Sassari-Vanoli Cremona 80-74. Oggi, ore 18.30: Cremona-Openjombetis Varese. CLASSIFICA: Sassari punti 2 (1 giocata); Cremona 0 (1); Varese 0 (0). PROSSIMI TURNI - Mercoledì, ore 19.30: Varese-Sassari. Venerdì, ore 21: Cremona-Sassari. Domenica, ore 20.30: Varese-Cremona. Martedì 14/9, ore 20: Sassari-Varese. Giuseppe Sciascia
  6. Dev’essere destino che tra Openjobmetis e Germani le partite si risolvano sempre in volata. Il match di Supercoppa, ultimo della manifestazione per entrambe le squadre, non fa eccezione ma a differenza dell’andata tocca a Varese festeggiare nella serata dell’esordio di coach Massimo Bulleri. I biancorossi vincono 102-100 al termine di una gara ricchissima di canestri e di percentuali alte, “condita” dalle prodezze del solito noto Luis Scola – 27 punti e 7 rimbalzi – ma anche da buone indicazioni dal resto della squadra. Bulleri, però, prima di tutto: il nuovo tecnico ha già messo mano alla squadra, al di là delle dichiarazioni, dando un approccio diverso in attacco, con tanto pick’n’roll ad avviare le azioni e maggiori libertà individuali. In difesa è per ora difficile giudicare: Ferrero e compagni hanno provato in alcune situazioni a stringere le maglie e alzare l’intensità (vedi per esempio nel break del terzo periodo), ma la precisione degli ospiti ha punito spesso la coperta corta della retroguardia biancorossa. Poco male, anche se per festeggiare i circa 400 tifosi hanno dovuto aspettare la sirena: Douglas, buon protagonista, si è visto sputare dal ferro la tripla della sicurezza (in precedenza aveva scaricato palla a Ferrero, autore di un canestrone decisivo dall’arco) e così Brescia ha avuto come all’andata la palla per la vittoria. Crawford però si è “incartato”, provando una conclusione da due punti ostacolato da De Vico: palla corta e festa biancorossa. Un successo che, per lo meno, evita alla OJM l’ultimo posto nella classifica del girone (appannaggio di Cantù) e regala il secondo referto rosa in precampionato oltre che una buona dose di fiducia. Attenzione, perché tra due settimane si replica sempre a Masnago e sempre con la Leonessa: sarà però campionato e i due punti in palio varranno doppio. Varese, comunque, ha dimostrato di reggere l’impatto con una squadra dall’organico superiore (nonostante le assenze tra gli ospiti) e di poter dire la propria anche in un duello ai 100 punti. Piace il fatto che la OJM non ha solo tirato bene da 3 come percentuali ma ha anche saputo costruire bene le proprie conclusioni dall’arco. Certo, manca ancora qualcosa per quanto riguarda il gioco interno (Scola escluso, ovviamente), ma c’è tempo per diversificare anche su questo aspetto. Tanti invece gli esperimenti a livello di quintetti: l’assenza di Andersson ha dato l’occasione di provare vari assetti non solo nel reparto ali. Prima di tuffarsi nella Serie A, la squadra di Bulleri avrà ancora un’amichevole a disposizione, contro Cremona (sabato 19 alle ore 18 a Masnago): da qui al 27 settembre sarà però fondamentale il lavoro in palestra. PALLA A DUE Prima assenza in sei partite per un giocatore biancorosso: Denzel Andersson, come spiegato in sede di presentazione, resta in borghese a causa di un piccolo problema al ginocchio. Nulla di preoccupante ma si è preferito procedere con le cure. In quintetto quindi ci va Ferrero a fare da “4” accanto a Scola che dall’altra parte non trova un pivot di ruolo ma gli atipici Burns e Sacchetti. Sempre assenti Cline e Ristic tra gli ospiti. Poco più di 400 gli spettatori presenti, tra i quali Javier Zanetti, amico personale di Scola e seduto sui divanetti accanto al presidente Vittorelli. LA PARTITA Q1 – Quarto interminabile: oltre mezz’ora di gioco, 20 falli complessivi fischiati e punteggio molto alto sebbene alterato dal numero di tiri liberi concessi alle due squadre. A brillare, in avvio, sono Crawford e Ferrero mentre Scola è in versione “diesel”, ma appunto si scalderà con il passare del tempo. Tante le variazioni del quintetto per Bulleri che non ha paura a sperimentare variazioni sul tema. La Openjobmetis prova a strappare in qualche occasione e alla fine è avanti di 4, 33-29. Q2 – Varese fatica un po’ nella ripartenza ma inizia a trovare pronto Scola in fase offensiva. Brescia mette in mostra il gioiellino Bortolani (ben noto qui, visto che ha giocato a Legnano), mano fatata che contribuisce al sorpasso. Si resta ugualmente appaiati con l’ottimo Chery che spariglia il punteggio prima del riposo (50-53). Q3 – Dopo la pausa, Scola si presenta nella sua versione olimpionica: il pivot argentino domina in attacco segnando 15 punti, attirando su di sé la difesa e liberando spazi per i compagni. Ne approfitta Strautins mentre la difesa si stringe e Varese scappa a +10. Dura poco: time out Esposito, Kalinoski e Burns sparano da fuori e alla fin della fiera è sorpasso esterno con Bortolani e Sacchetti (82-83). IL FINALE Di certo però, Varese non si arrende: Morse svetta in area e propizia il sorpasso, e da lì in poi Brescia pur restando a contatto non sorpasserà più. Si accende Douglas che infila due triple pesantissime, però Bortolani fa il veterano e replica. Bene, ancora, Chery che da fuori è una sentenza mentre Scola si fa perdonare due liberi sbagliati con il rimbalzo e il canestro del +4. Ancora Douglas dall’arco per arrivare a quota 18, poi l’americano forza e sbaglia ma capisce l’antifona: scarico a Ferrero – libero – e il capitano segna il 102-97. Basterebbe un errore di Brescia e invece Crawford centra la bomba a differenza di Douglas che vede il suo tiro girare sul cerchio e uscire in modo beffardo. Brescia la vuole vincere, sceglie Crawford ma l’azione nasce sbilenca e nemmeno la classe dell’ex Cremona riesce a svoltarla: tiro forzato e contestato, sirena finale sul 102-100. Damiano Franzetti
  7. L’Openjobmetis cede il passo di fronte alla corazzata Milano nell’antipasto stagionale della Supercoppa. Il pallone che torna a rimbalzare all’Enerxenia Arena a 223 giorni di distanza dall’ultimo impegno ufficiale contro Trieste fotografa la netta supremazia di un’Ax Exchange implacabile nel macinare gioco (7 in doppia cifra e sontuoso 60% da 3). Nel deserto obbligato di Masnago (esattamente 63 persone, comprese tutte le categorie impegnate per lavoro, oltre a chi era in campo) il clima è più adatto ad un’amichevole che ad una partita ufficiale; la squadra di Messina sfoggia tutto il suo talento nonostante il turnover degli stranieri (in tribuna Rodriguez, Tarczewski e Micov). I 33 punti di scarto rappresentano comunque un passo avanti rispetto al meno 50 del match non ufficiale di due settimane fa; troppo forte l’Olimpia – che giovedì ne aveva rifilati 30 a Cantù – contro una OJM ancora in cerca di certezze al di là del fatturato offensivo di Luis Scola. L’argentino gioca ancora a strappi, ma è l’unico riferimento costante per Attilio Caja, con Douglas ancora da tirare a lucido e qualità intermittente sul perimetro (6/26 da 3). Martedì contro Brescia (squadra ambiziosa ma senza gli stranieri Ristic e Cline) sarà un test più probante rispetto all’inarrivabile Milano. Gara subito in ghiaccio per gli ospiti con i due dati salienti del primo quarto rappresentati dall’infallibilità perimetrale dell’Ax Exchange (7/11 da 3 alla prima pausa), subito sorretta dalla vena dall’arco di Punter e Delaney (6-17 al 4’), e le difficoltà nel produrre punti da distanza ravvicinata per una OJM che vira sul 16-32 del 10’ chiudendo con 9 errori da sotto su altrettanti tentativi. Poi la classe senza tempo di Luis Scola scioglie l’iniziale durezza delle gambe dopo un mese di preparazione: 11 punti in 5’ della superstar argentina permettono a Varese di non sprofondare a dispetto del costante mitragliamento balistico dell’Olimpia (32-47 al 15’ con 10/15 dal perimetro). I primi 20’ di Milano mostrano una qualità di gioco davvero stellare con una panchina interminabile e una profondità di rotazione stile falange macedone; il secondo quarto da 25 punti con 8/10 da 2 della truppa di Caja però è promettente per piglio e impatto interno, con Morse che non fa rimpiangere Scola per il 41-59 di metà gara. Poi però l’Ax Exchange sfodera il talento dei suoi pezzi pregiati, e piazza un mortifero 4-19 in avvio della terza frazione nella quale fa sul serio in difesa contro una OJM troppo povera di idee sul perimetro in attesa del miglior Douglas. Milano dilaga sul 45-78 del 25’, poi i padroni di casa ritrovano brio e vigore ma contro l’attacco atomico della squadra di Messina c’è ben poco da fare. IL TABELLINO Openjobmetis Varese-Ax Exchange Milano 77-110 (16-32; 41-59; 60-92) VARESE: Morse 11 (2-4), Scola 21 (8-13, 1-3), Devico 4 (2-2, 0-2), De Nicolao, Jakovics 10 (2-2, 1-4), Ruzzier 5 (1-3, 0-1), Andersson 2 (1-1), Strautins 9 (2-5, 1-5), Ferrero 6 (0-5, 2-4), Douglas 9 (2-3, 1-4), Van Velsen ne, Librizzi ne. All. Attilio Caja. MILANO: Punter 19 (2-4, 4-7), Leday 10 (2-5), Moretti 6 (2-2 da 3), Moraschini 17 (2-3 da 3), Roll 12 (4-5 da 3), Biligha, Cinciarini 2 (0-1), Delaney 13 (2-3, 2-4), Shields 10 (4-9), Brooks 3 (0-1, 1-2), Hines 6 (3-6), Datome 12 (2-2, 2-2). All. Ettore Messina. Arbitri: Vicino, Bongiorni, Galasso. Note – Tiri liberi: Varese 19/24, Milano 29/30. Rimbalzi: Varese 33 (Morse 6), Milano 33 (Leday 7). Totali al tiro: Varese 20/36 da 2, 6/23 da 3; Milano 15/30 da 2, 17/28 da 3. Assist: Varese 16 (Ruzzier, Andersson 3); Milano 22 (Hines, Delaney 4). Valutazione: Varese 72, Milano 143. Partita disputata a porte chiuse (ammesse all’impianto 125 persone compresi giocatori, allenatori ed arbitri). Giuseppe Sciascia
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