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  1. Dev’essere destino che tra Openjobmetis e Germani le partite si risolvano sempre in volata. Il match di Supercoppa, ultimo della manifestazione per entrambe le squadre, non fa eccezione ma a differenza dell’andata tocca a Varese festeggiare nella serata dell’esordio di coach Massimo Bulleri. I biancorossi vincono 102-100 al termine di una gara ricchissima di canestri e di percentuali alte, “condita” dalle prodezze del solito noto Luis Scola – 27 punti e 7 rimbalzi – ma anche da buone indicazioni dal resto della squadra. Bulleri, però, prima di tutto: il nuovo tecnico ha già messo mano alla squadra, al di là delle dichiarazioni, dando un approccio diverso in attacco, con tanto pick’n’roll ad avviare le azioni e maggiori libertà individuali. In difesa è per ora difficile giudicare: Ferrero e compagni hanno provato in alcune situazioni a stringere le maglie e alzare l’intensità (vedi per esempio nel break del terzo periodo), ma la precisione degli ospiti ha punito spesso la coperta corta della retroguardia biancorossa. Poco male, anche se per festeggiare i circa 400 tifosi hanno dovuto aspettare la sirena: Douglas, buon protagonista, si è visto sputare dal ferro la tripla della sicurezza (in precedenza aveva scaricato palla a Ferrero, autore di un canestrone decisivo dall’arco) e così Brescia ha avuto come all’andata la palla per la vittoria. Crawford però si è “incartato”, provando una conclusione da due punti ostacolato da De Vico: palla corta e festa biancorossa. Un successo che, per lo meno, evita alla OJM l’ultimo posto nella classifica del girone (appannaggio di Cantù) e regala il secondo referto rosa in precampionato oltre che una buona dose di fiducia. Attenzione, perché tra due settimane si replica sempre a Masnago e sempre con la Leonessa: sarà però campionato e i due punti in palio varranno doppio. Varese, comunque, ha dimostrato di reggere l’impatto con una squadra dall’organico superiore (nonostante le assenze tra gli ospiti) e di poter dire la propria anche in un duello ai 100 punti. Piace il fatto che la OJM non ha solo tirato bene da 3 come percentuali ma ha anche saputo costruire bene le proprie conclusioni dall’arco. Certo, manca ancora qualcosa per quanto riguarda il gioco interno (Scola escluso, ovviamente), ma c’è tempo per diversificare anche su questo aspetto. Tanti invece gli esperimenti a livello di quintetti: l’assenza di Andersson ha dato l’occasione di provare vari assetti non solo nel reparto ali. Prima di tuffarsi nella Serie A, la squadra di Bulleri avrà ancora un’amichevole a disposizione, contro Cremona (sabato 19 alle ore 18 a Masnago): da qui al 27 settembre sarà però fondamentale il lavoro in palestra. PALLA A DUE Prima assenza in sei partite per un giocatore biancorosso: Denzel Andersson, come spiegato in sede di presentazione, resta in borghese a causa di un piccolo problema al ginocchio. Nulla di preoccupante ma si è preferito procedere con le cure. In quintetto quindi ci va Ferrero a fare da “4” accanto a Scola che dall’altra parte non trova un pivot di ruolo ma gli atipici Burns e Sacchetti. Sempre assenti Cline e Ristic tra gli ospiti. Poco più di 400 gli spettatori presenti, tra i quali Javier Zanetti, amico personale di Scola e seduto sui divanetti accanto al presidente Vittorelli. LA PARTITA Q1 – Quarto interminabile: oltre mezz’ora di gioco, 20 falli complessivi fischiati e punteggio molto alto sebbene alterato dal numero di tiri liberi concessi alle due squadre. A brillare, in avvio, sono Crawford e Ferrero mentre Scola è in versione “diesel”, ma appunto si scalderà con il passare del tempo. Tante le variazioni del quintetto per Bulleri che non ha paura a sperimentare variazioni sul tema. La Openjobmetis prova a strappare in qualche occasione e alla fine è avanti di 4, 33-29. Q2 – Varese fatica un po’ nella ripartenza ma inizia a trovare pronto Scola in fase offensiva. Brescia mette in mostra il gioiellino Bortolani (ben noto qui, visto che ha giocato a Legnano), mano fatata che contribuisce al sorpasso. Si resta ugualmente appaiati con l’ottimo Chery che spariglia il punteggio prima del riposo (50-53). Q3 – Dopo la pausa, Scola si presenta nella sua versione olimpionica: il pivot argentino domina in attacco segnando 15 punti, attirando su di sé la difesa e liberando spazi per i compagni. Ne approfitta Strautins mentre la difesa si stringe e Varese scappa a +10. Dura poco: time out Esposito, Kalinoski e Burns sparano da fuori e alla fin della fiera è sorpasso esterno con Bortolani e Sacchetti (82-83). IL FINALE Di certo però, Varese non si arrende: Morse svetta in area e propizia il sorpasso, e da lì in poi Brescia pur restando a contatto non sorpasserà più. Si accende Douglas che infila due triple pesantissime, però Bortolani fa il veterano e replica. Bene, ancora, Chery che da fuori è una sentenza mentre Scola si fa perdonare due liberi sbagliati con il rimbalzo e il canestro del +4. Ancora Douglas dall’arco per arrivare a quota 18, poi l’americano forza e sbaglia ma capisce l’antifona: scarico a Ferrero – libero – e il capitano segna il 102-97. Basterebbe un errore di Brescia e invece Crawford centra la bomba a differenza di Douglas che vede il suo tiro girare sul cerchio e uscire in modo beffardo. Brescia la vuole vincere, sceglie Crawford ma l’azione nasce sbilenca e nemmeno la classe dell’ex Cremona riesce a svoltarla: tiro forzato e contestato, sirena finale sul 102-100. Damiano Franzetti
  2. L’Openjobmetis cede il passo di fronte alla corazzata Milano nell’antipasto stagionale della Supercoppa. Il pallone che torna a rimbalzare all’Enerxenia Arena a 223 giorni di distanza dall’ultimo impegno ufficiale contro Trieste fotografa la netta supremazia di un’Ax Exchange implacabile nel macinare gioco (7 in doppia cifra e sontuoso 60% da 3). Nel deserto obbligato di Masnago (esattamente 63 persone, comprese tutte le categorie impegnate per lavoro, oltre a chi era in campo) il clima è più adatto ad un’amichevole che ad una partita ufficiale; la squadra di Messina sfoggia tutto il suo talento nonostante il turnover degli stranieri (in tribuna Rodriguez, Tarczewski e Micov). I 33 punti di scarto rappresentano comunque un passo avanti rispetto al meno 50 del match non ufficiale di due settimane fa; troppo forte l’Olimpia – che giovedì ne aveva rifilati 30 a Cantù – contro una OJM ancora in cerca di certezze al di là del fatturato offensivo di Luis Scola. L’argentino gioca ancora a strappi, ma è l’unico riferimento costante per Attilio Caja, con Douglas ancora da tirare a lucido e qualità intermittente sul perimetro (6/26 da 3). Martedì contro Brescia (squadra ambiziosa ma senza gli stranieri Ristic e Cline) sarà un test più probante rispetto all’inarrivabile Milano. Gara subito in ghiaccio per gli ospiti con i due dati salienti del primo quarto rappresentati dall’infallibilità perimetrale dell’Ax Exchange (7/11 da 3 alla prima pausa), subito sorretta dalla vena dall’arco di Punter e Delaney (6-17 al 4’), e le difficoltà nel produrre punti da distanza ravvicinata per una OJM che vira sul 16-32 del 10’ chiudendo con 9 errori da sotto su altrettanti tentativi. Poi la classe senza tempo di Luis Scola scioglie l’iniziale durezza delle gambe dopo un mese di preparazione: 11 punti in 5’ della superstar argentina permettono a Varese di non sprofondare a dispetto del costante mitragliamento balistico dell’Olimpia (32-47 al 15’ con 10/15 dal perimetro). I primi 20’ di Milano mostrano una qualità di gioco davvero stellare con una panchina interminabile e una profondità di rotazione stile falange macedone; il secondo quarto da 25 punti con 8/10 da 2 della truppa di Caja però è promettente per piglio e impatto interno, con Morse che non fa rimpiangere Scola per il 41-59 di metà gara. Poi però l’Ax Exchange sfodera il talento dei suoi pezzi pregiati, e piazza un mortifero 4-19 in avvio della terza frazione nella quale fa sul serio in difesa contro una OJM troppo povera di idee sul perimetro in attesa del miglior Douglas. Milano dilaga sul 45-78 del 25’, poi i padroni di casa ritrovano brio e vigore ma contro l’attacco atomico della squadra di Messina c’è ben poco da fare. IL TABELLINO Openjobmetis Varese-Ax Exchange Milano 77-110 (16-32; 41-59; 60-92) VARESE: Morse 11 (2-4), Scola 21 (8-13, 1-3), Devico 4 (2-2, 0-2), De Nicolao, Jakovics 10 (2-2, 1-4), Ruzzier 5 (1-3, 0-1), Andersson 2 (1-1), Strautins 9 (2-5, 1-5), Ferrero 6 (0-5, 2-4), Douglas 9 (2-3, 1-4), Van Velsen ne, Librizzi ne. All. Attilio Caja. MILANO: Punter 19 (2-4, 4-7), Leday 10 (2-5), Moretti 6 (2-2 da 3), Moraschini 17 (2-3 da 3), Roll 12 (4-5 da 3), Biligha, Cinciarini 2 (0-1), Delaney 13 (2-3, 2-4), Shields 10 (4-9), Brooks 3 (0-1, 1-2), Hines 6 (3-6), Datome 12 (2-2, 2-2). All. Ettore Messina. Arbitri: Vicino, Bongiorni, Galasso. Note – Tiri liberi: Varese 19/24, Milano 29/30. Rimbalzi: Varese 33 (Morse 6), Milano 33 (Leday 7). Totali al tiro: Varese 20/36 da 2, 6/23 da 3; Milano 15/30 da 2, 17/28 da 3. Assist: Varese 16 (Ruzzier, Andersson 3); Milano 22 (Hines, Delaney 4). Valutazione: Varese 72, Milano 143. Partita disputata a porte chiuse (ammesse all’impianto 125 persone compresi giocatori, allenatori ed arbitri). Giuseppe Sciascia
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