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  1. Senza più il discusso Roijakkers in panchina, Varese non è una squadra alla deriva, anzi. Chi temeva il crollo dopo l’ennesimo shock in settimana ha tirato un sospiro di sollievo, perché i biancorossi sono vivi e pronti a lottare anche se ciò non è bastato per strappare una vittoria-salvezza sul parquet della Bertram Tortona. La sensazione è che, contro un’altra avversaria, la Openjobmetis avrebbe anche potuto completare un’impresa, ma i piemontesi non hanno avuto tremori quando si è trattato di chiudere i conti. Ovvero quando una rimonta furiosa nell’ultimo periodo, caratterizzata soprattutto dalle prodezze di Sorokas, aveva riportato Varese in parità dal -19. Una rincorsa notevole cui hanno partecipato a vario titolo anche Librizzi e Woldetensae, Reyes e Keene, giunta fino all’89 pari. Ma non è bastato contro un’avversaria che ha tirato a tratti con percentuali divine, il 54% da 3 alla fine. E contro un giocatore, Mike Daum, che di punti ne ha messi 33 con 7/9 nelle triple e 11 rimbalzi: prestazione mostruosa (46 di valutazione) per di più contro Vene (una delle certezze biancorosse, stasera demolito). Senza l’americano staremmo parlando d’altro, ma il basket è anche questo. Varese ha anche pagato a caro prezzo qualche amnesia difensiva, specie nel secondo periodo, quando i bianconeri hanno creato il break che poi si è trascinato per il resto della partita. E anche dopo l’intervallo qualche meccanismo è saltato, con palle perse in modo banale. Però su quegli errori è stata anche costruita una risalita che, fosse arrivata con Treviso o Trieste, avrebbe portato a ben altri risultati. Ora i biancorossi dovranno conservare quello spirito di lotta e quella volontà di reagire al caso-Roijakkers, lavorando inoltre su quei dettagli che hanno permesso a Tortona di punire la difesa. Contro la Fortitudo sarà una finale: Seravalli (oggi in tribuna) dovrà ricaricare due giocatori chiave come De Nicolao e Vene, oggi in crisi netta, e magari anche Beane che si è acceso all’inizio per poi sparire lentamente. Chi invece ha dato prova di voler lasciare il segno è stato Justin Reyes: il “casus belli” principale dell’esonero di Roijakkers ha portato in campo voglia, energia e punti (al di là di una schiacciata fallita nel momento decisivo). Servirà di nuovo così nelle tre partite mancanti. PALLA A DUE Senza più Roijakkers e con Seravalli che non può sedersi in panchina per motivi burocratici, la scelta del tandem Ferrero-Jemoli in panchina è quella di mandare in campo fin da subito Marcus Keene con Librizzi dalla panchina. Per il resto non ci sono variazioni in quintetto: sotto canestro sfida tra due ex di turno, Sorokas e Cain. Tortona affida la regia a un altro “passato biancorosso”, Wright. Non troppi i tifosi sugli spalti in questo caldo Sabato Santo, folta però la rappresentanza da Varese. LA PARTITA Q1 – Varese parte contratta e il Derthona ne approfitta spingendo fino al 14-6 (due triple, Keene e Sorokas). La OJM mescola il quintetto ma è Beane a dare la scossa: tripla, due liberi e canestro in entrata per tornare a contatto. C’è anche il sorpasso di Keene, mentre Reyes ha un impatto ottimo in difesa, anche su Daum. Quest’ultimo, con una tripla permette ai suoi di mantenersi avanti dopo 10′ vivaci, 21-22. Q2 – Il secondo periodo è la fiere degli attacchi, anche se quello piemontese gira meglio. La Bertram si rimette avanti con Filloy, subito ficcante, però deve fare i conti con la replica di un Woldetensae salito nettamente di tono (10 punti nel periodo). La OJM però concede troppo in difesa – Caruso spesso in ritardo – e se da un lato riesce a restare in scia, dall’altro perde il contatto diretto perché Daum è una sentenza. Al contrario di Vene che va al riposo a quota zero, con Varese sotto 54-45 e troppi canestri subiti. Q3 – Dopo l’intervallo, Varese vede i fantasmi: 2-3 palle perse consecutive, anche in maniera banale, portano il divario sino al 72-53 a favore di un Derthona che ha in Daum e Macura le sue principali bocche da fuoco. Quando la partita sembra però chiudersi in anticipo, la OJM piazza uno 0-11 di parziale con Reyes e con una tripla di Librizzi che vale l’improvviso -6. Arriva un aiutino ai “Leoni” (fallo dubbissimo del Libro sulla tripla di Filloy) che fa respirare i padroni di casa ma la partita è riaperta: la sirena arriva sul 78-68. IL FINALE Se Caruso era il lungo in campo nella prima parte del recupero, Paulius Sorokas è l’uomo imprescindibile nel finale: prima Daum replica per due volte ai tentativi biancorossi, poi il lituano si carica sulle spalle Varese e – con un canestro e fallo seguito da una tripla – riesce a raggiungere anche la parità a quota 89. Il timeout di Ramondino però funziona, la Bertram trova due canestri rapidi (Cain, Sanders) e non perde più il vantaggio nonostante una Varese sempre lì. Keene però forza un paio di occasioni, Reyes sbaglia una schiacciata (fino a lì era stato impeccabile) e così Daum dice 33 e insieme ai compagni chiude il match sul 104-99. Damiano Franzetti
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