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  1. Senza tra uomini e con le spalle al muro, la Openjobmetis rompe la serie nera (arrivata a sei partite perse) e si risolleva in maniera sorprendente nella trasferta di Trieste. Un ruggito nella notte giuliana, quello che arriva dal parquet dell’Allianz Dome, dove la squadra tornata nelle mani di Vertemati riesce a stringersi a coorte, a radunare tutte le forze a disposizione e a mandare al tappeto i padroni di casa, fino a ora imbattuti sul proprio campo. Un successo netto, 70-86, strameritato, costruito fin dal principio: Varese è infatti rimasta in vantaggio per gran parte della gara, trovando anche la forza per reagire quando (era il terzo periodo) l’Allianz aveva forzato i tempi, bucato la zona con Fernandez e si era spinta in avanti nel punteggio. Ma se in quel momento la reazione è stata immediata, nell’ultimo quarto i biancorossi hanno rotto gli argini, andando a segno a ripetizione mentre dall’altra parte gli uomini di Ciani avevano esaurito la propria spinta. Con gli occhi sorpresi di chi non si aspettava tanta energia dagli avversari, né tanta imprecisione da se stessa. Già l’energia, perché prima di celebrare i singoli va sottolineato quel che tutti gli effettivi di Varese (appena 7, con Virginio a fare l’ottavo per un minuto sul campo) hanno offerto alla causa comune. Contro una Trieste solidissima sotto canestro, la OJM ha strappato ben dieci rimbalzi in più; e dove non è arrivato il tagliafuori, ecco le mani rapide e le gambe reattive per rubare 10 palloni, contro i soli 3 recuperati dai giuliani. Indici di un impatto completamente diverso tra le due compagini (un applauso se lo merita anche Vertemati che ha scelto senza remore la zona a oltranza), a legittimare un risultato che riaccende le speranze dei tifosi varesini, con la squadra che lascia Pesaro da sola all’ultimo posto e che va a riacciuffare almeno la Fortitudo. I singoli dicevamo, vanno citati eccome: Ale Gentile prima di tutto, ai limiti del perfetto nello sfruttare il fisico e ricavare due punti a ogni possesso. 11-14 da 2 punti e 5 assist, con Mian e Campogrande sistematicamente messi in croce. E poi Trey Kell, che ha colpito due volte nello scatto iniziale ma che ha tenuto il meglio per la fine, quando ha (finalmente) fatto il “capo” gestendo al meglio i possessi che hanno allargato il divario. Sotto canestro, con Varese priva dei pivot Egbunu e Caruso, ci ha pensato invece un monumentale Sorokas autore di una doppia doppia da applausi, mentre Beane ha disputato una gara rovinosa per mezz’ora, salvo decollare fino in cielo nell’ultimo periodo di gioco. E forse proprio il suo sblocco, ha dato alla OJM quello sprint in più per staccare i rivali, rimettendosi così in carreggiata per la corsa salvezza che passerà anche dalla sfida interna a Tortona di sabato prossimo. Con l’augurio che i vari ex (Cain e Wright) seguano la stessa strada di Banks e Cavaliero a Trieste, quella di non fare male ai vecchi amici varesini. PALLA A DUE C’è Vertemati che ha smaltito il covid, non Wilson, Egbunu né Caruso tanto che a completare la squadra vengono chiamati Virginio e due giovanissimi, Frangos e Bottelli. Kell inizia da play titolare affiancato da Beane, Sorokas va a fare il pivot di fronte a Konate ma gli abbinamenti di fatto non contano, perché Varese è fin da subito a zona per proteggere l’area. Banks e Mian, ex di turno, sono i due esterni che affiancano il play Sanders nell’Allianz, mentre Cavaliero inizia di rincorsa. LA PARTITA Q1 – La zona ospite funziona: Trieste sparacchia da lontano e viene subito colpita da un Gentile implacabile in avvicinamento: 3-11 e timeout Ciani. L’Allianz prova allora a fornire palla in area e risale, respinta però da una doppietta dall’arco di Kell. Infine, dopo il -5 giuliano, una palla rubata è convertita da De Nicolao sulla sirena nel contropiede del 15-22. Q2 – L’uomo giusto per Ciani è Juan Fernandez che da lontano non sbaglia un colpo: Trieste si avvicina ma viene colpita dall’unica cosa buona di Beane (rubata e contropiede) in mezzo a una serie di errori infinita. Varese tiene quindi il vantaggio, anche perché Gentile continua a infilare canestri mentre Sorokas, pur con qualche amnesia clamorosa, regge l’urto sotto i tabelloni. Trieste con Sanders tocca anche il -2 ma un canestro di Jones e un’altra gestione ottima di Gentile mandano le squadre al riposo sul 36-43. Q3 – L’Allianz comunque è pronta a rientrare e ci riesce a inizio ripresa, quando Varese – tolto l’ennesimo duepunti di Alegent – pasticcia in diverse occasioni. Sulla spinta della rimonta, Trieste passa anche davanti con il solito Fernandez e tocca pure il +4, subito riassorbito dalla fiammata di Kell che rimette subito il match in parità. E parità sarà anche alla mezz’ora, 59-59, con Lever che impatta sulla sirena dopo i primi tentativi andati a buon fine di Beane. IL FINALE Ma proprio Beane, pur con percentuali disastrose al tiro, è quel che serviva a Varese per decollare in attacco. Dopo l’ultimo vantaggio interno (1 su 3 di Campogrande ai liberi), la guardia americana e Sorokas mettono la freccia, col lituano che infila anche un triplone centrale. Qui Trieste barcolla di brutto e allora Beane replica la prodezza dall’arco mentre Gentile e Jones reggono anche a guardia del canestro. Ciani riprova con Banks che finalmente dà un paio di segni di vita ma è troppo poco, perchè l’Allianz è preda della paura e non segna più, concedendo invece a Kell di apparecchiare il gran finale. Tocca a lui chiudere i conti con un paio di triple e una schiacciata in entrata che spazza via gli ultimi dubbi. La Openjobmetis torna a vincere (70-86) e a sperare: ora però si continui così. Damiano Franzetti
  2. Coraggio, volontà, faccia tosta. La Openjobmetis onora al meglio il suo ritorno alle gare ufficiali a un mese dall’ultima apparizione (l’assurdo match con Treviso), perdendo a testa altissima il recupero di campionato con l’Allianz Trieste. Per oltre mezz’ora la squadra di Bulleri resta in partita nonostante condizioni che non si possono neppure definire precarie: sette giocatori senior presenti (nessuna guardia), 25 giorni senza allenamenti di gruppo, cinque uomini appena usciti dal tunnel-coronavirus e tre “under” in campo di cui due utilizzati con minutaggi elevati. Una situazione che Varese ha affrontato con grande onestà e che non ha impedito a Scola e compagni di dar vita a una partita “vera” nonostante le previsioni nefaste della vigilia. Non date retta al risultato, 108-83: per oltre 30 minuti la Openjobmetis ha giocato alla pari con l’Allianz (che, per inciso, disputerà le finali di Coppa Italia) nonostante le percentuali mostruose dei tiratori giuliani, in particolare di Doyle e Alviti. I due esterni di Dalmasson sono anche gli uomini che, alla fine, provocano il crollo varesino sul rettilineo finale con un complessivo 14 su 19 dall’arco dei tre punti per 51 punti complessivi. Ecco, se possiamo muovere un appunto – timido – anche in una serata del genere, consigliamo di rivedere i troppi tiri presi con comodità da Trieste, che ha sfruttato una difesa, spesso a zona, della Openjobmetis che in tante occasioni è apparsa mal posizionata e in ritardo. Detto questo, anche in previsione al derby di domenica (ore 16) a Desio con Cantù, solo applausi ai biancorossi che hanno potuto “battezzare” anche Nicolò Virginio e Matteo Librizzi, 19′ e 14′ rispettivamente in campo. Per loro (e per il figlio d’arte Van Velsen che ha esordito a sua volta nel finale) una soddisfazione ulteriore e la protezione di Luis Scola, attentissimo nel dispensare consigli e incitamenti ai ragazzi con vent’anni di meno. Varese, con oggi, dà il via a un tour de force complicatissimo, tra partite “regolari” e recuperi, tutto da disputare con una preparazione collettiva praticamente nulla, con il fiato da recuperare direttamente in gara, con tre giocatori da rimettere in piedi e uno che forse arriverà a dare manforte (Egbunu). Sperando che il pivot e le sue carte burocratiche non si palesino quando sarà troppo tardi. C’è una salvezza da conquistare a tutti i costi, non dimentichiamolo. PALLA A DUE C’è addirittura l’esordio in quintetto base per Nicolò Virginio, speranza del vivaio biancorosso e azzurrino di classe 2003. Bulleri lo schiera guardia tra Ruzzier e Strautins (due ex triestini), completando il quintetto con De Vico e Scola. L’Allianz, al completo, tiene inizialmente in panchina Alviti e Doyle che saranno decisivi: quintetto con l’altro ex Cavaliero e con Delia a sfidare il connazionale Scola. LA PARTITA Trieste sbaglia i primi tre tiri da lontano e Varese ne approfitta con un Ruzzier subito carico e concreto. Il play e Scola costruiscono un vantaggio iniziale inatteso (6-11). Quando l’Allianz raddrizza la mira da 3 però, arriva un parziale di 8-0 che mette avanti i giuliani che non lasceranno più la vetta. Varese però regge e chiude sotto 28-20 il primo quarto anche per un canestro fortuito di Laquintana sulla sirena. I padroni di casa cercano la fuga, allungano ma trovano Strautins (9 nel periodo) e De Nicolao a fare argine sulle retrovie. Passato il momento peggiore, la OJM – in campo anche Librizzi – risale con De Vico e con Ruzzier che poi sull’ultima azione non commette fallo ma viene graziato dal cronometro che annulla un triplone di Fernandez. 54-47 a metà gara. Stavolta, addirittura, il terzo parziale non è una croce per i biancorossi che trovano prima il -4 e poi addirittura il -3 ma vengono respinti da un antisportivo (che ci poteva stare) a un frizzante De Vico. Peccato per un paio di possessi buoni ma non sfruttati dalla OJM per arrivare ancora più vicina. Dall’arco però l’Allianz continua a martellare la zonetta varesina; tocca ancora a Strautins tenere vicina Varese nel punteggio nonostante un secondo antisportivo, a De Nicolao, questa volta tutt’altro che limpido per come è arrivato (71-64). IL FINALE L’ultimo sussulto della Openjobmetis arriva in apertura di ultimo quarto, quando cioè Ferrero imbuca l’unica tripla della sua serata con l’ultimo -4. A questo punto però, Alviti e Doyle riprendono lo show dall’arco, Strautins trova poca tutela dagli arbitri e Trieste scappa per davvero. Bulleri interrompe due volte il gioco con i timeout nell’arco di due azioni, ma è l’ultimo argine: fiato e gambe non ci sono più e l’Allianz allarga a dismisura il parziale sino al 108-83 del quarantesimo. Damiano Franzetti
  3. L'Openjobmetis spazza via Trieste e cancella gli spettri dell'esordio casalingo contro Sassari. La compagine di Attilio Caja passeggia all'Allianz Dome - dove sette mesi fa aveva banchettato a suon di triple - con una prestazione perfetta sui due lati del campo: trenta punti tondi tondi nel successo più ampio delle 91 partite dirette dal tecnico pavese sulla panchina biancorossa. Da un'OJM da dimenticare a un'OJM da osannare nel giro di tre giorni, quella di Trieste è una Varese da stropicciarsi gli occhi e spellarsi le mani per chi giovedì aveva temuto un'annata all'insegna della paura dopo la falsa partenza contro la Dinamo. Diametralmente opposto il fatturato offensivo, frutto di uno strepitoso Josh Mayo (44 di valutazione fra l'11/15 al tiro, 6/8 ai liberi, 6 rimbalzi, 5 recuperi e 7 assist) che prende per mano l'attacco OJM con un'altra prova da record. Nel collettivo di Artiglio mai un singolo era andato oltre quota 30 punti, i 32 del play ex Bonn sono un primato figlio di un primo quarto da strepitoso solista (20 punti alla prima sirena) e del resto della gara con la bacchetta del direttore d'orchestra a dirigere una sinfonia da applausi (67% da 2 e 43% da 3). Il regista fa reparto da solo con l'ausilio di un concreto Tambone, ma la vittoria biancorossa mai in discussione è figlia di una difesa determinante nel togliere ritmo all'azione di Trieste che, costretta a pensare a metà campo, spacca il ferro come e più della Varese di giovedì (5/27 da 3 di cui 1/14 a metà gara). A mutare radicalmente è l'atteggiamento con cui Ferrero e soci hanno tenuto il campo, mostrando lo spessore caratteriale di una squadra decisa a dimostrare coi fatti che il suo vero volto non è quello di giovedì. L'OJM mostra dunque il suo lato migliore sui due lati del campo di un primo tempo dominato con un'autorità clamorosa e mette sul tabellone 54 punti nei primi 20' dopo averne totalizzati 52 in 40' nel debutto contro Sassari. Ma, oltre al Mayo show, in attacco va elogiato anche l'apporto di Jeremy Sim-mons: l'asse ex Scafati è quello portante per i biancorossi, col pivot che unisce presenza a rimbalzo e intraprendenza offensiva (8/10 da 2 e 10 rimbalzi) per una doppia doppia sostanziosa. Ed è un dato utile anche per leggere la differenza solare fra la Varese di giovedì e quella di ieri al cambio del valore dell'avversario: l'ex Montegranaro ha ballato contro l'esperienza dei pari ruolo della Dinamo, ma ha dominato contro avversari più abbordabili. E altrettanto ha fatto la squadra di Caja, che macinando per 40' il suo basket in termini di applicazione difensiva e lucidità delle esecuzioni ha dimostrato di poter sviluppare un volume di gioco decisamente elevato. Merito anche del lavoro di tessitura e raccordo di Vene e Tambone e della scarica di adrenalina del primo tempo di Jakovics e Ferrero, mentre è piaciuta anche la sostanza di Peak. E ora si cerca continuità contro la Fortitudo Bologna per alzare poi il numero dei giri offensivi col recupero di Clark. Giuseppe Sciascia
  4. L'Openjobmetis rispolvera l'artiglieria per conquistare due punti vitali a Trieste. Miglior prestazione offensiva della stagione per la formazione di Attilio Caja, per la prima volta in 19 gare di serie A oltre quota 100 punti realizzati, per espugnare l'Allianz Dome grazie ad una scintillante prestazione balistica. Varese chiude 40 giorni di quaresima anticipata dal perimetro segnando tutte in una volta quelle triple che nelle 4 sconfitte subite nelle ultime 5 gare ne avevano frustrato più volte gli sforzi. Il clamoroso 18/34 da 3 - di cui 12/17 nel primo tempo chiuso già a quota 61 - fatturato da Varese spiana la strada per una vittoria di importanza fondamentale per i suoi molteplici significati. I biancorossi dimostrano con i fatti che i risultati non brillanti delle ultime settimane erano legati a filo doppio alle percentuali nel tiro da 3. Stavolta l'OJM non sbaglia un colpo dall'arco, cavalcando soprattutto la straordinaria vena balistica di Giancarlo Ferrero, autore di una prestazione senza pari in 4 stagioni a Varese (11/13 dal campo e 28 punti in 21 '). Ma Artiglio trova risposte eccellenti in panchina anche da Jean Salumu, a sua volta mortifero dall'arco non solo sugli scarichi ma anche in proprio facendo le veci di Avramovic nel finale, e nella serata "normale" di Cain spreme 10' intrisi di sostanza da Antonio Iannuzzi. Vittoria da grande sul campo di un'Alma comunque mai doma, capace di rientrare da meno 19 a meno 5 quando i biancorossi hanno attaccato per difendere il vantaggio anziché per aggredire il canestro come avevano fatto magistralmente nei primi 30 minuti. Due punti che valgono doppio in classifica, visto il 2-0 negli scontri duetti con una delle inseguitrici in chiave playoff e le 4 lunghezze ristabilite nei confronti del plotone delle squadre sospese tra ottavo e decimo posto a quota 18 punti. Ma che valgono infinitamente di più sul piano della convinzione e del morale: l'OJM vira al giro di boa della seconda pausa per le Nazionali con un sesto posto solitario che vale più di quanto non dicano i numeri viste le 6 gare casalinghe proposte dal calendario sulle 11 ancora da disputare. Il campionato andrà in letargo fino al 3 marzo, quando all'Enerxenia Arena arriverà il fanalino di coda Reggio Emilia con tre volti nuovi; ma per Varese non è ancora tempo di riposare e cedere il proscenio all'Italbasket per la sfida del 22 febbraio a Masnago contro l'Ungheria. La vittoria di Trieste rigenera le batterie della Caja's Band in vista del ghiotto appuntamento con la Coppa Italia: giovedì primo atto delle Final Eight di Firenze nel derby contro Cremona, in palio c'è un posto in semifinale contro la vincente di Milano-Bologna. La pioggia di triple di ieri sera gonfia le vele dell'OJM con un vento carico di fiducia ed entusiasmo per onorare al meglio una vetrina che Ferrero e soci si sono meritati a suon di imprese. "Hard work pays off: da giovedì scopriremo fino a che punto... Giuseppe Sciascia
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