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  1. In sordina, arriva il primo colpo di mercato della stagione di Varese: la società di piazza Monte Grappa ha chiuso ieri per il ritorno in biancorosso di Stan Okoye. L’ala nigeriana classe 1991 con passaporto americano aveva già vestito la maglia di Varese nella stagione 2014/2015, fu allenato prima da Pozzecco e poi dallo stesso Caja. Un diamante da sgrezzare, ai tempi, Stan ha fatto esperienza scendendo in A2 prima a Matera, poi a Trapani e ad Udine nella stagione appena conclusa. Cresciuto sportivamente nella Knightdale High School e al college con la maglia del Virginia Military Institute,
  2. ». «Varese, ho imparato molto da te Ora voglio una stagione di successo». II dg biancorosso Claudio Coldebella: «Un bilancio? Non dimentico come eravamo messi a gennaio, ma non sono contento» Claudio Coldebella, sulle scale di ingresso del Twiggy, ci regala le sue sensazioni sulla stagione appena conclusa: «È passata via velocissima, nel senso negativo del termine. Siamo già ai saluti, e la memoria va inevitabilmente ai primi giorni, ed il tempo è volato via. Quest'annata è stata estremamente intensa, interessante, perché abbiamo fatto fatica prima di trovare la quadra
  3. Ultimo atto del 2016-17 tra arrivederci ed addii per una Pallacanestro Varese che ha ricevuto l'abbraccio di oltre 150 tifosi nel congedo alla città organizzato al Twiggy Cafè. Classico clima da ultimo giorno di scuola tra abbracci e saluti nei confronti dei protagonisti di una stagione dai due volti, chiusa comunque all'insegna della positività grazie al rush finale da 8 vittorie nelle ultime 11 gare: «Un finale esaltante di 4 mesi comunque belli - racconta il coach Attilio Caja, che ha portato la percentuale di vittorie dal 29% di Paolo Moretti al 50% della sua gestione -Quando andai in asse
  4. Una salvezza meritata, una stagione comunque a lieto fine ma orfana dell'acuto sperato, senza centrare l'obiettivo sognato. La Pallacanestro Varese chiude nuovamente a bagno maria, a mezza via tra i playoff e le sabbie mobili della retrocessione, dopo aver percepito per qualche partita il calore dell'inferno che stava sotto i piedi. Questi sono i giudizi che, andata in archivio l'ultima di campionato a Torino, abbiamo voluto dare ai giocatori, ai coach ed alla dirigenza biancorossa. Dominique Johnson 8 L'elemento che, dopo un breve periodo di ambientamento, ha dato la svolta. Ha trovato l
  5. Giocare in Serie A: fatto. Dimostrare di poter reggere il livello della Serie A: fatto. Giocare in quintetto in una squadra di Serie A: fatto. Essere il capitano di una squadra di Serie A: fatto. O quasi. Dopodomani la favola di Giancarlo Ferrero si comporrà di un nuovo capitolo: il ragazzino di Bra che sognava il grande basket davanti alla televisione calcherà il parquet di Masnago da capitano della Pallacanestro Varese. Fame, bravura, tenacia e destino si fondono insieme nella scalata alla vita di questo ragazzo sempre sorridente ed educato: prima di immaginare un’altra cima, prima di girare
  6. O.D. Anosike lancia un messaggio alla Pallacanestro Varese alla vigilia dell'ultimo impegno agonistico della stagione 2016-17. Il centro nigeriano esprime il desiderio di restare in maglia bianco-rossa e giocare ancora con Attilio Caja, l'artefice del suo salto di qualità nella seconda metà del campionato: «Restare a Varese non dipende da me: sicuramente io vorrei rimanere, non conosco le idee della società e di coach Caja, ma se mi rivorranno sicuramente troveremo un accordo. Mi sono trovato benissimo con Attilio: c'è stata una perfetta intesa reciproca fin al primo giorno, sa quel che so e q
  7. «E’ una scelta esclusivamente di cuore». Gli occhi sono umidi, la voce è strozzata e lo sguardo vaga tra i seggiolini vuoti del PalA2A, incrociando gli stendardi appesi al soffitto e il parquet che ha calcato da capitano di quella che rimane una tra le più gloriose società del basket europeo. Daniele Cavaliero saluta Varese e torna nella sua Trieste: l’ufficialità nel primo pomeriggio di ieri, dopo una trattativa lampo seguita a un corteggiamento da parte della società giuliana manifestatosi nelle ultime settimane. Con la Openjobmetis fuori da ogni gioco playoff dopo la sconfitta subita a
  8. L'Openjobmetis ammaina con due turni d'anticipo la bandiera del suo capitano. Ufficiale la separazione consensuale tra il club di piazza Monte Grappa e Daniele Cavaliero: come anticipato ieri su queste colonne, la guardia triestina ha scelto di tornare a casa, accettando il contratto fino al 2019 proposto dall'Alma. Ossia la società sorta nell'estate del 2004 sulle ceneri del fallimento della sua alma mater, lasciata esattamente 13 anni fa per un "pellegrinaggio" in serie A che ha toccato Milano, Roseto, Fortitudo Bologna, Montegranaro, Pesaro e Avellino prima di raggiungere Varese nell'estate
  9. Dopo due stagioni il capitano Daniele Cavaliero lascia la Pallacanestro Varese, cui era legato da un contratto fino al termine del 2018/2019, e torna a Trieste, la squadra dover era cresciuto e che l'ha fortemente voluto come rinforzo per gli imminenti playoff di A2. Contestualmente la fascia di capitano passa ora a Giancarlo Ferrero. Questo il comunicato di Pallacanestro Varese: La Pallacanestro Openjobmetis Varese e Daniele Cavaliero hanno raggiunto un accordo per la rescissione consensuale del contratto che legava l’atleta di Oggiono al club biancorosso. L’accordo è stato preso su espr
  10. La chiamata non arriva. Sono le 20.35 e per i tempi tecnici di un giornale l’orario inizia a diventare da bollino rosso. Il cellulare di Attilio Caja è ancora spento, con l’allenamento che doveva finire alle 19 o poco più. Finalmente lo squillo: «Dove sei finito, coach? Ora che è arrivata la conferma, ti fanno lavorare di più?». «Qui, caro Fabio, non si molla un attimo». Un giorno alla corte dell’Artiglio. Un giorno come un altro, se non fosse per un piccolo, grande gesto societario, profumato di gratitudine e capace in un colpo solo di cancellare un grosso torto del passato e di dare pro
  11. Attilio Caja guiderà la Pallacanestro Varese anche nella stagione 2017/'18. Come anticipato su queste colonne dopo il derby vinto a Desio il 2 aprile, la società di piazza Monte Grappa ha eliminato la clausola contrattuale che prevedeva l'opzione di uscita dal contratto biennale stipulato quando il tecnico pavese era subentrato a Paolo Moretti il 23 dicembre 2016. È stata la decisione principale del CdA di ieri mattina, formalizzando con tre partite d'anticipo rispetto al termine della regular season una conferma guadagnata sul campo da parte di Artiglio (8-7 il record attuale di Caja rispetto
  12. Daniele Cavaliero ha riscoperto il piacere di essere protagonista in occasione della vittoria dell'OJM contro Trento. Ma il capitano biancorosso sottolinea soprattutto la capacità di Varese di esprimere il basket auspicato in sede di costruzione della squadra, pur dopo un lungo e tortuoso percorso. «C'è una cosa che ricordo sempre e ogni tanto ribadisco ai compagni: ora siamo la squadra che tutti si aspettavano ad inizio stagione, però per arrivarci siamo dovuti passare attraverso l'inferno, il purgatorio e tutti i gironi danteschi possibili e immaginabili. Ora siamo pronti per combattere ogni
  13. Un mese dopo l'intervento, il secondo in poco tempo dopo quello di maggio 2016, Luca Campani è tornato a Varese per una visita di controllo. La sua stagione di fatto si è chiusa a novembre, il ginocchio non gli ha più dato la possibilità di dare del tu al parquet e la sofferenza, fisica e morale, non è stata poca. Da ieri Luca ha tolto le stampelle, ha posto fine al mese di riposo assoluto e ora inizierà la riabilitazione. Lo attende un percorso lungo, non facile, ma che dovrebbe portarlo a tornare a giocare dall'inizio della prossima stagione. Anzitutto Campani, come sta? Abbastanza bene
  14. Attilio Caja esorta l'Openjobmetis a stare sul pezzo fino al termine della stagione e ad onorare al meglio gli ultimi quattro impegni della regular season anche se la rimonta playoff pare ormai un sogno. Il tecnico pavese dà la carica alla squadra a prescindere da calcoli e tabelle. «Ci manca ancora la certezza arimetica della salvezza. E poi vogliamo regalare soddisfazioni alla società ed ai tifosi che non sempre hanno potuto vedere buone partite. Nel mondo dello sport si ha la memoria corta e spesso la percezione di come si finisce pesa più d'una intera stagione: proviamo a finire al me
  15. L'Openjobmetis incrocia le dita in attesa di buone notizie dall'infermeria sul conto di Eric Maynor in vista del match casalingo di sabato contro Trento. Il regista del 1987 si è sottoposto ieri mattina a nuovi trattamenti per sbloccare la zona del collo e la parte alta della schiena ancora doloranti per il "colpo di frusta" legato all'incidente stradale della scorsa settimana che gli ha impedito di scendere in campo domenica a Reggio Emilia. La situazione del playmaker biancorosso è ancora incerta, coinvolgendo soprattutto le sicurezze dell'atleta nel reggere i contatti: si confida che il rip
  16. Sognare, per fortuna, è lecito e non costa nulla. Quindi tanto vale provarci anche se tutto lascia presagire che sarà difficile, molto difficile. (Quasi) archiviato l'annoso discorso relativo alla permanenza in Serie Al, ora Varese può permettersi il lusso di guardare in alto, con il naso all'insù, per inseguire un posto al sole dei playoff. La classifica, che vede i biancorossi di Caja a sole due lunghezze di distanza dal terzetto Pistoia-Brindisi-Torino, racconta di una missione "più fattibile" di quanto non ci si potesse aspettare pochi mesi fa. I due punti, però, non sono solo due, perché
  17. L'Openjobmetis prova a coltivare sul campo il sogno playoff, ma la società lavora per provare a dare continuità al magic-moment garantito dalla cura Caja. Già in pieno svolgimento la battaglia del grano per definire il budget da utilizzare per costruire la Varese versione 2017-18. L'entusiasmo rigenerato dalle sei vittorie consecutive con tanto di salvezza assicurata non deve far dimenticare i travagli economici dei mesi scorsi e la necessità di far quadrare i conti al termine del 2016-17 (extrabudget di 200mila euro rispetto ai 4,4 milioni iniziali, più 100mila di mancati incassi; si auspica
  18. Dopo gli Indimenticabili, ecco i Resuscitabili. La miglior versione della Pallacanestro Varese da quattro anni a questa parte merita anch’essa un soprannome, soprattutto alla luce del fatto che ora può fregiarsi di un record della pallacanestro italiana: il maggior numero di vittorie consecutive (sei) partendo dall’ultimo posto. Lo avevamo già scritto la scorsa settimana, tagliato il traguardo dei cinque successi del fu fanalino di coda (dal 1987 un ruolino simile lo aveva avuto solo la Avellino di Pancotto, nel 2013), ma non ha fatto notizia. Un po’ come fatica sempre a fare notizia il coach
  19. L'Openjobmetis è pronta a premiare Attilio Caja per la missione salvezza portata a termine in largo anticipo. La società di piazza Monte Grappa dovrebbe annunciare a breve l'eliminazione della clausola d'uscita prevista entro metà maggio dal contratto stipulato con il coach pavese lo scorso 23 dicembre. Togliere l'escape a pagamento attraverso la quale Varese potrebbe rescindere l'accordo valido fino al 30 giugno 2018 significherebbe formalizzare la conferma di "Artiglio" anche per la stagione prossima. Una mossa che al momento sembra scontata dopo le sei vittorie consecutive che hanno permess
  20. A vederlo oggi, quando si mette in posa dopo aver fatto piovere nei canestri avversari, più che tre mesi sembrano passati tre anni. Quindici dicembre 2016, Galliate Lombardo, Fattoria “Il Gaggio”, presentazione ufficiale del nostro: fuori una nebbia che cancella addirittura il lago, dentro una tristezza da funerale del basket. Dominique abbozza un sorriso davanti ai flash, poi viene sommerso dalle domande “nere” dei cronisti: «Ma lo sai che sei arrivato in una squadra che continua a perdere?». E quel sorriso scompare, come il lago in una giornata di nebbia. Riapparirà, eccome se apparirà.
  21. L'Openjobmetis sembra ormai definitivamente al di fuori della zona retrocessione, ma il sogno playoff alimentato dalle cinque vittorie consecutive - la striscia aperta più lunga in serie A - sembra più legato alle possibilità concesse dall'aritmetica che alla realtà dei fatti. L'attualità stretta dice che nessun club dopo la Coppa Italia ha fatto meglio rispetto al pokerissimo di vittorie conquistato dalla truppa di Attilio Caja, passata dall'ultimo posto del ventesimo turno al dodicesimo attuale. Oggi Varese ha 8 punti di vantaggio sull'ultima della classe Cremona e appena 4 lunghezze da recu
  22. La quadra trovata da Attilio Caja nella disastrosa Openjobmetis da lui ereditata a fine dicembre 2016 ha richiesto sudore e sacrifici. Del lavoro, innanzitutto, ma anche di uomini: il più evidente è quello di Aleksa Avramovic, 1,5 minuti di impiego medio nelle ultime quattro partite, quelle della rinascita biancorossa, frutto di 6 primi giocati contro Pistoia e di 3 n.e. consecutivi contro Avellino, Pesaro e Brescia. Un accantonamento evidente, per un giocatore che durante la gestione di Paolo Moretti in campionato (12 gare) restava sul parquet 18,9 minuti di media, producendo 9,5 punti a
  23. Una nuova filosofia basata sugli italiani e sul vivaio per costruire un futuro sostenibile attraverso un'identità qualificante: questo è il "domani" di Varese. A prescindere dalle disponibilità per la stagione prossima ventura tra sponsor da rinnovare ed eventuale "socio forte" da aggiungere all'asse societario, torna di stretta attualità l'idea del passaggio al 5+5 per indirizzare il 2017-18 verso un progetto che coniughi sostenibilità economica e risultati del campo. Non è soltanto un discorso di taglio dei costi, ma un punto qualificante per proporre un progetto tecnico legato ad un marchio
  24. Norvel Pelle, per ovvie ragioni anatomiche, non passa inosservato quando passeggia per la città. La gente lo riconosce, lo ferma, lo saluta. Sembra volergli istintivamente bene. Una prova? Giusto il tempo di concludere l’intervista ed un autobus suona il clacson, accostando a bordo strada: l’autista richiama con ampi gesti Norvel, lo fa salire sul mezzo, gli stringe la mano e gli dà una pacca sulla spalla. Lui lascia fare, pacifico e contento, con quel candore sorridente che tradisce - a dispetto della mole - i suoi 24 anni appena compiuti. Il gigante bambino from Antigua e Barbuda sta
  25. Quattro perle, un unico - vero - filo conduttore: la difesa. Il resto sono modi diversi di vincere, protagonisti che si alternano sul palco, un’affidabilità di fondo di alcune pedine e la fragorosa sorpresa di altre. La somma fa una crescita collettiva che le cifre certificano in maniera evidente: nelle ultime partite Varese ha tirato con il 55,7% da 2, il 41,5% da 3, ha segnato 84,3 punti di media, preso 37,1 rimbalzi, smazzato 16,3 assist, perso 11,5 palloni, conseguito un 94,3 medio di valutazione e subito 75 punti a gara. Prima la situazione era questa: i punti segnati erano 75,6, frutto d
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