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  1. Delas domani a Varese

    C'è anche il crisma dell'ufficialità per l'arrivo di Mario Delas a Varese. L'annuncio è arrivato a metà della giornata di ieri per ratificare formalmente l'approdo in maglia biancorossa del 28enne centro croato di 207 centimetri per 100 chili. L'atleta del 1990, grandissima promessa a livello giovanile (fu addirittura MVP dei Mondiali Under 19 del 2009 nei quali portò la Croazia alla medaglia di bronzo) con trascorsi in Eurolega allo Zalgiris Kaunas e al Cedevita Zagabria (per qualche mese nel 2015-16 anche con Gianmarco Pozzecco e Veljko Mrsic prima di trovare squadra al Kalev Cramo in Estonia), arriverà domani in città e sarà a disposizione di Attilio Caja da lunedì pomeriggio. Claudio Coldebella racconta così il motivo che ha portato alla scelta dell'ex capitano di Capo d'Orlando (8.3 punti e 5.0 rimbalzi in 51 partite disputate con la maglia della Betaland: «È un giocatore che avevamo già seguito nell'estate 2017, apprezzandone l'elevata conoscenza del gioco e la capacità di stare all'interno di un sistema. Mario conosce già il nostro campionato, avendo necessità di un elemento per 3 mesi e almeno 11 partite abbiamo puntato su un giocatore pronto, allenato e rodato che per tutte queste ragioni riteniamo possa fare al caso nostro. Sicuramente ha caratteristiche del tutto differenti rispetto a Pelle, ma crediamo che possa rendersi utile alla nostra causa con le sue capacità di stare in campo». Delas ha firmato un accordo fino al 30 giugno, stesso periodo del rapporto che legherà Antonio Iannuzzi a Brindisi: il centro in uscita da Torino, che Varese aveva provato ad ingaggiare al posto di Pelle salvo dover poi ripiegare per motivi burocratici ed economici, andrà in prestito all'Happy Casa (soluzione scartata da Varese, che lo voleva solo nel caso della possibilità di rilevare il contratto per il 2018-19) dove sostituirà Cady Lalanne. Infine l'assemblea della Pallacanestro Varese svolta giovedì ha ratificato formalmente la copertura delle passività per la stagione 2016-17 archiviando definitivamente il bilancio della stagione passata. Giuseppe Sciascia
  2. Manca solo l'annuncio per la firma del lungo croato Manca solo l'annuncio per la firma di Mario Delas con la Pallacanestro Varese. Superati nella serata di ieri gli ultimi ostacoli burocratici per liberare l'atleta croato da Capo d'Orlando: il giocatore del 1990 rescinderà formalmente oggi l'accordo con la Betaland e saia libero di firmare un nuovo contratto (scadenza 30 giugno 2018 ma con opzione per il 2018/19) con il club biancorosso, che potrà ingaggiarlo da free agent senza versare buyout al precedente club. Alla luce dell' impasse per 24 ore nel corso della trattativa, la società di piazza Monte Grappa ha provato a sondare nuovamente la pista Antonio Iannuzzi dopo che il centro avellinese (proprio ieri convocato nuovamente in azzurro dal et. Meo Sacchetti a causa dei problemi fisici di Crosariol) era stato messo fuori rosa dall' Auxilium Torino. La disponibilità a cedere il lungo del 1991 a titolo definitivo, e non solo in prestito, avrebbe potuto cambiare i termini della questione anche dopo la definizione del passaggio di Pelle a Torino dietro versamento di un buyout. Ma i costi dell' operazione, limitatamente all'ingaggio dell'azzurro, erano oggettivamente fuori portata per la società biancorossa. Non tanto per l'importo residuo dello stipendio della stagione 2017/18, che avrebbe comunque portato Iannuzzi ad essere il giocatore più pagato del roster biancorosso; inoltre ci sarebbe stato da considerare anche il costo supplementare per la necessità di tesserare pure uno straniero per rispettare il vincolo dei 7 contratti depositati imposti da un regolamento incredibilmente bizantino. Ma il problema vero era relativo all'entità del contratto per il 2018/19, che tra netto e lordo avrebbe comportato un costo-azienda da un quarto di milione di euro. Troppo per un club come Varese, dopo una lunga serie di risanamenti dei conti alla vigilia di mesi importanti per un riassestamento della governance della società, che al momento impedisce di assumere impegni gravosi oltre l'orizzonte temporale del 30 giugno. Il conto finale del mercato di riparazione, tra il risparmio nel cambio Hollis per Vene, il buyout ottenuto per Pelle (che supera l'entità della cifra versata per liberare Larson da Liegi) rispetto al costo zero del tesseramento di Delas e il risparmio contributivo della transazione per Waller, dovrebbe generare un risultato economico finale in sostanziale parità anche a fronte dell'addizione Larson. Evidente, dunque, che la cessione di Norvel Pelle non è avvenuta per far cassa (la contropartita economica versata dalla Fiat pesa appena più del 6 per mille del budget totale del 2017/18...); ma a fronte della richiesta del giocatore di approdare in una vetrina considerata migliore come Torino, spinto principalmente dalla sua agenzia americana che già nell'estate 2017 lo aveva offerto ai quattro angoli d'Europa, Varese non ha potuto opporsi alla volontà dell'atleta. Di conseguenza Delas, giocatore che non eccita la fantasia dei tifosi ma certamente tagliato dal sarto per entrare senza scossoni nel sistema-Caja, ha rappresentato un'occasione colta al volo in un mercato comunque poverissimo di alternative con passaporto europeo. Giuseppe Sciascia
  3. Via Pelle, c’è Delas

    Prima il derby contro la Leonessa, poi l’ultimo atto del mercato di riparazione della stagione 2017-18. La Pallacanestro Varese è pronta ad operare il terzo cambio in corsa dopo il match di domani sera: mancano ancora le firme e i dettagli burocratici che verranno formalizzati lunedì, ma a meno di clamorosi colpi di scena Norvel Pelle si trasferirà a Torino dietro versamento di un buyout, e a sostituirlo arriverà Mario Delas da Capo d’Orlando. Dopo il primo cambio tra Damian Hollis e Siim Sander Vene effettuato per necessità tecniche e il secondo tra Antabia Waller e Tyler Larson a causa di un infortunio, stavolta è stata una situazione non dipendente dalla volontà della società di piazza Monte Grappa a creare i presupposti per modificare il roster. L’offerta della Fiat – tra contratto per il prossimo anno e migliori prospettive di classifica – ha evidentemente allettato Pelle, che debutterebbe in Coppa Italia con il club piemontese ancora lanciato all’inseguimento dei playoff. A questo punto Varese ha cercato di trasformare un potenziale problema in opportunità: a livello economico c’è la contropartita del buyout, che ripagherà virtualmente il costo del suo sostituto. A livello tecnico il cambio Delas per Pelle è quanto di più antitetico possa esistere nell’attuale panorama della serie A; il 27enne lungo croato (8,3 punti e 5,0 rimbalzi in 50 partite disputate in Sicilia) è un giocatore con tecnica e visione di gioco (1,2 assist di media a Capo d’Orlando), dotato di un buon tiro frontale e di intelligenza cestistica che lo rende un “facilitatore” della manovra, ma di certo il coefficiente atletico è opposto a quello del caraibico. Varese perderà il suo miglior intimidatore a centroarea (1,1 stoppate in poco più di 16 minuti) in favore di un giocatore molto meno esplosivo ma anche meno alterno, con molti meno picchi di adrenalina pura ma anche meno sbalzi di rendimento. In un anno e mezzo a Varese Pelle ha mostrato grande potenziale espresso solo in parte, col legittimo dubbio sulla possibilità di evolversi rispetto all’attuale dimensione da specialista di lusso. Per questo potrebbe essere un affare cederlo in cambio di un buyout a 4 mesi dalla scadenza di un contratto che non sarebbe mai stato rinnovato: il giocatore ha aspettative economiche e di vetrina molto superiori già inseguite senza successo nell’estate 2017, d’altro canto però non ha dato sufficienti garanzie a Varese per poterci scommettere come centro titolare. E la soluzione Delas – giocatore di scuola europea con tecnica e conoscenza del gioco – sembra la più funzionale al gruppo attuale, sfruttando le 3 settimane di pausa per Coppa Italia e Nazionali per entrare senza traumi nel sistema Caja. Giuseppe Sciascia
  4. Norvel Pelle resta un giocatore della Pallacanestro Varese. Almeno fino a lunedì prossimo. Respinto l'assalto di Torino, che voleva prelevare immediatamente il giocatore caraibico, tesserarlo già questa mattina e schierarlo domenica a Pesaro per sopperire ai problemi fisici del centro titolare Mbakwe. Questione di necessità tecnica per Attilio Caja in vista del derby contro la capolista Leonessa Brescia, ma anche di esigenze regolamentari: avendo scelto la formula con 7 stranieri, Varese deve sempre avere depositato altrettanti contratti di giocatori non di formazione italiana, e cedendo Pelle senza tesserare un sostituto entro le 11 di oggi (operazione impossibile in meno di 24 ore) sarebbe incorsa in una sanzione di 50mila euro. Dunque tutto rinviato alla pausa per la Coppa Italia, sempre che la Fiat sia ancora interessata e non trovi alternative al lungo di Antigua e Barbuda. Se ne riparlerà eventualmente lunedì, e solo alle condizioni di Varese: ossia un buyout, al momento né discusso né quantificato, perché i rapporti tra le parti li sta tenendo soltanto l'agenzia che rappresenta Pelle. E l'ipotesi di uno scambio tra il caraibico ed Antonio Iannuzzi? Soluzione tanto allettante quanto improponibile, per diversi motivi. Il primo riguarda il sì dell' atleta: Torino ha ventilato l'ipotesi di una contropartita tecnica senza consultare giocatore ed agente, che gradirebbero invece una diversa soluzione con possibilità di un ruolo da titolare (Cremona?). Il secondo è relativo alle differenza dei passaporti, dell'importo e della durata dei due contratti: Iannuzzi ha un salario a sei cifre (rateo mensile superiore circa del 30 per cento rispetto a Pelle) e soprattutto un accordo con stipendio a salire per il prossimo anno con opzione per il 2019-20. Inoltre, le regole FIP vietano il passaggio in corsa dallo schema 3+4+5 al 5+5: per rispettare l'obbligo dei 7 stranieri Varese dovrebbe comunque ingaggiare un altro giocatore non formato in Italia (con relative spese per tesseramento e stipendio). Anche riuscendo a convincere il giocatore attraverso i buoni uffici di Attilio Caja, che lo ebbe con la Nazionale Sperimentale nel 2014-15, l'operazione avrebbe un senso in chiave futura solo nell'ipotesi in cui il club di piazza Monte Grappa fosse in grado di rilevare interamente il suo (oneroso) contratto pluriennale. L'ipotesi di un prestito fino al 30 giugno - se come sembra Torino non è intenzionata a rinunciare a Iannuzzi in chiave futura -non porterebbe alcun vantaggio oltre all'aggravio di costi legato alla necessità "burocratica" del settimo straniero. Pertanto Varese, che non ha fretta né desiderio di cedere Pelle, resta alla finestra in attesa di sviluppi. Il lungo caraibico si è regolarmente allenato con la truppa di Attilio Caja nella doppia seduta di ieri in preparazione della sfida di domenica contro Brescia. Se poi il derby contro la Leonessa sarà la sua ultima partita in maglia biancorossa, dipenderà dalla capacità dell'Auxilium di convincere Varese che la partenza di Pelle (e la relativa sostituzione con Mario Delas, nel riquadro) può essere un affare anziché un problema. Giuseppe Sciascia
  5. Dalle stalle alle stelle nel giro di 3 settimane, con due "Cata Su" consecutivi a spese di Milano e Cantù intonati a 7 giorni di distanza l'uno dall'altro. La colonna sonora della Pallacanestro Varese dopo le prime tre giornate del girone di ritorno è ovviamente Momenti di Gloria: le vittorie contro i campioni in carica di Venezia e le due rivali più tradizionali hanno riacceso emozioni sopite da (troppo) tempo in città. Non è trascorso neppure un mese dalla burrascosa notte dopo la sconfitta di Cremona ai festeggiamenti di lunedì notte alla Schiranna al ritorno vittorioso da Desio della truppa di Attilio Caja. Merito di quel campo che dall'undicesima alla quindicesima di andata ha ripetutamente dato torto a Varese anche quando avrebbe meritato miglior fortuna - vedi le sconfitte beffa contro Bologna e Torino - ma che nelle ultime 3 settimane ha dato ragione a società e staff tecnico su tutte, ma proprio tutte, le strategie di costruzione della squadra e del mercato di riparazione. I cattivi risultati e il caso-Hollis avevano messo in dubbio molte scelte estive, partendo da quella di Wells; alla prova dei fatti però, il sistema Caja ha ribadito tutta la sua efficacia, sia nell'utilizzo della cultura del lavoro quotidiano come punto di riferimento a prescindere dai risultati, che nell'impostazione di una solida organizzazione corale in grado di esaltare le qualità di giocatori scelti da Artiglio perchè adatti al suo modo di lavorare in palestra. Merito anche della società nel non farsi prendere dagli isterismi e forzare i tempi del mercato anche quando la classifica iniziava a diventare preoccupante e nel tempismo nel cogliere l'occasione Vene per rimpiazzare un Hollis ormai corpo estraneo. Come nell'attesa del profilo ad hoc per sostituire Antabia Waller. Sul valore assoluto di Tyler Larson c'è ancora un punto interrogativo; di sicuro però la lunga attesa del nuovo esterno è servita a Tambone ed Avramovic, cresciuti in fretta grazie alle maggiori responsabilità (il romano è passato dai 3,6 punti e 1,1 assist col 10% da 3 delle prime 11 gare ai 7,1 punti e 2,5 assist col 46% da 3 delle ultime 7; il serbo da 7,2 punti col 13% da 3 a 10,1 col 38%). E un Tambone più maturo, con qualche sprazzo di Larson, ha letteralmente rigenerato un Cameron Wells finalmente all' altezza delle aspettative sul piano del rendimento tecnico e della personalità nello spot di guardia. Questa Varese trasformata da zucca in carrozza non certo con la bacchetta magica ma con tanto lavoro e alcuni aggiustamenti, può sognare in grande? Attilio Caja fa giustamente il pompiere e ribadisce la necessità di cogliere il più in fretta possibile le 3 vittorie necessarie per tagliare la fatidica quota 20 punti necessaria per la salvezza. Però l'entusiasmo generato dall'ultimo tris di imprese va capitalizzato fuori dal campo: prima di tutto sotto forma di presenze al PalA2A, tornate stabilmente oltre quota 4000 spettatori di media dopo l'iniziale approccio incerto del pubblico (nei primi due mesi le presenze erano inferiori di 300 unità rispetto al 2016-17) nei confronti dell'indole operaia della squadra di Caja. Ma l'empatia della città nei confronti della squadra dovrà servire da volano anche per il reperimento delle risorse future: i segnali di interesse per un quinto rinnovo del main sponsor Openjobmetis sono un primo effetto significativo prodotto dai risultati del campo, mentre non è legata alle recenti vittorie l'attenzione mostrata da Gianfranco Ponti per la gestione extra-sportiva del club, oltre ai progetti per un settore giovanile di valore internazionale. Ma squadra e società sono strettamente interconnesse: più la truppa di Caja riuscirà ad alimentare l'attuale entusiasmo e ad anticipare la salvezza, prima ci si potrà concentrare sul futuro relativamente alle possibili evoluzioni dell'assetto societario e alle risorse necessarie per far funzionare la macchina biancorossa anche nel 2018-19. Giuseppe Sciascia
  6. «Voglio essere leader»

    È già innamorato di Varese Tyler Larson. In campo e fuori. Il nuovo straniero biancorosso racconta così le sue prime sensazioni: «Sono molto contento dell'opportunità che mi ha proposto Varese: nei primi 10 giorni è andato tutto per il meglio, compagni e staff tecnico sono molto disponibili nei miei confronti, l'appartamento è il migliore in cui abbia mai vissuto. Le cose sono andate molto bene anche sul campo: non potevo chiedere esordio migliore del derby contro Milano. Sapevo che giocavamo contro una squadra di Eurolega ma non conoscevo la rivalità tra i due club; hanno cercato di spiegarmela compagni e coach, poi però ho ricevuto tantissimi messaggi via social network dai tifosi che mi hanno dato la carica». Come si trova con Wells? «Per quello che ho potuto vedere io e Cameron ci completiamo a vicenda e sembriamo molto adatti a giocale insieme. Mi pare di aver capito che lui avesse molta pressione addosso pensando prima di tutto a guidare la squadra; col mio arrivo può invece concentrarsi sulla produzione di punti o sulla scelta della giocata giusta, mentre io posso aiutarlo ad organizzare il gioco». Quali sono le sue qualità come giocatore? «Ciò che conta più di tutto è far parte di una squadra vincente; non mi importa segnare 5 punti o 30, voglio essere leader, trasmettere positività e dare l'esempio sul campo ai compagni. Conta seguire «lo e Wells? Ci completiamo a vicenda e questo può aiutare lui ad alleggerire la pressione» il piano partita per arrivare al risultato tutti insieme e non le mie statistiche personali; il mio obiettivo qui è fare bene e vincere più partite possibili, sono concentrato solo su Varese». Cosa significa il tatuaggio "They Sleep" (essi dormono) che usa anche come firma sui social? «È un motto che abbiamo iniziato a usare io e il mio grande amico Pierre Jackson (compagno alla Desert Pines High School, oggi al Maccabi Tel Aviv, ndr) per dimostrare a chi non si aspetta molto da te che invece ce la puoi fare. Entrambi giochiamo da professionisti e abbiamo dimostrato di poter coronare il nostro sogno da ragazzi». Giuseppe Sciascia
  7. Adrenalina Avramovic

    Adrenalina a mille per Aleksa Avramovic dopo un derby da protagonista assoluto: se Cameron Wells è stato MVP per continuità ad alto livello della partita contro Milano, la guardia serba è stato il jolly che Attilio Caja ha pescato nella manica da calare in corsa per spaccare la partita con i suoi 18 punti in 23'. Davvero una grande emozione per l'atleta del 1994, che ha ribadito la sua empatia con i tifosi varesini. «Una grandissima serata per noi e per il pubblico: Varese non batteva Milano da quasi 5 anni, la gente ci ha dato una spinta incredibile e noi abbiamo messo in campo un'energia pazzesca. Ma sono i frutti del lavoro fantastico che avevamo svolto in allenamento nelle ultime settimane a dispetto delle sconfitte contro Virtus Bologna, Brindisi e Torino; le ultime due vittorie esaltanti ci ripagano di tante frustrazioni». Vittoria costruita sulle basi della difesa, che resta la vostra certezza principale... «Venezia e Milano sono le due migliori squadre del campionato per talento e fisicità; abbiamo dimostrato con i fatti che possiamo battere chiunque se ci prepariamo con meticolosità in allenamento e poi scendiamo in campo con l'entusiasmo e la passione che abbiamo messo sul piatto nel derby. Ci siamo meritati l'impresa con una grandissima difesa: l'EA7 veniva dai 102 punti segnati contro il Maccabi. noi li abbiamo tenuti a 72, consapevoli che era l'unico modo per provare a batterli». Insomma questa operaia Varese non è poi così scarsa come dice la classifica... «Abbiamo perso male soltanto la prima contro Venezia, nella quale l'emozione ci ha un po' frenato, e poi contro Sassari all'ottava giornata. In tutte le altre partite abbiamo giocato al massimo della nostra energia, al di là di qualche errore che ci ha impedito di raccogliere quanto avremmo meritato; i frutti della nostra crescita si sono visti nelle ultime due partite». Lunedì è tornato ad uscire dalla panchina e la sua scarica di energia è stata determinante: è il ruolo nel quale si sente più efficace? «Chi esce dalla panchina deve dare il massimo e soprattutto riuscire ad avere impatto in fretta, per dare fiato ai titolari ridando loro la carica giusta. E il mio lavoro, ho cercato di entrare subito in partita, ho messo i primi due tiri aperti e ho preso fiducia. Dopo la prima metà di stagione molto negativa al tiro ho ritrovato ritmo da fuori, credo in me stesso e ho iniziato a segnare con continuità. Il tiro da fuori è solo questione di allenamento; qui tutti si fidano di me e nonostante le percentuali negative hanno continuato a ripetermi "tira senza preoccuparti delle statistiche". A Venezia è toccato a Tambone essere protagonista, lunedì è toccato a me». Con che spirito si guarda verso la trasferta di Cantù? «Per noi ogni partita è difficile ma nessuna è persa in partenza: abbiamo battuto i campioni in carica e l'unica italiana in Eurolega, questo aumenta la nostra autostima ma non ci toglie la consapevolezza che dobbiamo affrontare qualsiasi avversaria giocando col 100 per cento dell'intensità e della concentrazione. Se riusciremo a farlo di nuovo lunedì a Desio potremo mettere in difficoltà anche Cantù». Giuseppe Sciascia
  8. Cameron Wells non si prende il centro del palcoscenico dopo la grande prestazione individuale che ha segnato il derby 176° contro Milano. La sensazione generale è che aver giocato stabilmente a fianco di un altro esterno capace di giocare il pick&roll come Larson o Tambone lo abbia sgravato delle responsabilità del regista, aiutandolo ad essere più incisivo; ma il play statunitense gira ai compagni i complimenti a raffica ricevuti dopo una gara da 23 punti, 7 rimbalzi e 5 assist. «Ho semplicemente cercato di essere aggressivo ogni volta che avevo la palla in mano; di fatto nulla di diverso rispetto al passato, ho provato ad attaccare i loro cambi difensivi e a coinvolgere i compagni. Stavolta i tiri sono entrati, ma ho fatto solo la mia parte; i complimenti vanno a tutta la squadra che ha messo in campo un'energia incredibile. Non sento di aver giocato con un atteggiamento diverso dalle e are precedenti; sicuramente il fatto di aver trovato subito ritmo con la partita mi ha aiutato a prendere fiducia e a continuare a segnare con continuità. Ora spero di riuscire a ripetermi anche in futuro». In attacco però lei è parso più aggressivo nell'attaccare i cambi sul pick&roll della difesa di Milano, spesso e volentieri si è avvicinato al ferro. «Sono situazioni sulle quali avevamo lavorato in allenamento; eravamo preparati molto bene ed abbiamo eseguito altrettanto bene il piano partita, mettendo in pratica le soluzioni studiate prima della gara. Abbiamo trovato soluzioni corali per 40 minuti, ha funzionato tutto alla perfezione per me e per i compagni». Wells Mvp e non solo per le statistiche, ma la squadra ha dato tutta insieme una grande dimostrazione di compattezza. «Abbiamo giocato e lottato tutti insieme per ottenere questo grande risultato; venivamo dalla bella impresa di Venezia che ci ha dato fiducia e sicurezza, dopo quella vittoria sapevamo che possiamo battere chiunque esprimendo la nostra pallacanestro corale. E lunedì sera si è avuta la conferma con una prestazione di squadra davvero brillante». Insomma se Varese riesce a mettere in campo il 100 per cento del suo potenziale nessuna partita è persa in partenza, giusto? «Ci credevamo prima della partita contro Milano e ci crediamo con ancor più forza visto il risultato del derby: se riesce ad imporre il suo tipo di basket, questa squadra può competere alla pari anche con realtà di vertice come Umana ed EA7. Nel girone d'andata abbiamo perso tante partite in volata; è stato duro digerire certe sconfìtte, ma credo che sia anche stato utile per crescere e prepararci ad un girone di ritorno nel quale concretizzare tutti gli sforzi, invertire il trend della stagione e mostrare tutte le nostre qualità». Dopo le imprese inaspettate contro Venezia e Milano come vi avvicinate al derby sentitissimo di lunedì prossimo altro derby contro Cantù? «Per noi non sono state vittorie inaspettate; a dispetto delle sconfitte consecutive eravamo certi di poter giocare una partita alla pari contro Venezia e di poter sfidare a viso aperto Milano. Rispettiamo ogni avversario, ma dipende tutto da noi e da alcuni fattori decisivi per la qualità delle nostre prestazioni. Ossia quanto riusciamo ad essere duri in difesa, quanto siamo uniti come squadra nella ricerca delle soluzioni in attacco e quanto siamo in grado di eseguire con lucidità i nostri giochi. Su questi aspetti lavoreremo in settimana in vista di Cantù, cercheremo di arrivare preparati allo stesso modo delle ultime due partite» Giuseppe Sciascia
  9. Primo impatto col pianeta Varese per Tyler Larson. Il nuovo straniero della Pallacanestro Varese ha vissuto una giornata piena, tra le visite mediche di rito e il lavoro mattutino nel “5 contro 0” per imparare gli schemi della sua nuova squadra. Nel pomeriggio al PalA2A la guardia statunitense si è allenata con i nuovi compagni: per ora tanto apprendimento, sia per il sistema corale che per le caratteristiche individuali degli atleti con cui farà gruppo per le ultime 14 partite del 2017-18. «Per ora lo abbiamo visto molto disponibile nell’esecuzione dei giochi e nell’annusare i compagni per iniziare a conoscerli - spiega Attilio Caja al termine della seduta - Il ragazzo è parso molto disponibile, ascolta ed è motivato; sul piano tecnico dobbiamo vederlo con qualche allenamento in più per capire esattamente cosa potrà darci. Di sicuro è sembrato ben sintonizzato per adeguarsi il più rapidamente possibile alla nostra lunghezza d’onda». Dunque un approccio in punta di piedi dal punto di vista tecnico, come si conviene comunque ad un giocatore che avendo la palla in mano deve prima di tutto capire come coinvolgere al meglio i compagni. Sensazioni positive soprattutto sul piano umano, col primo impatto che ha evidenziato la normalità di un ragazzo tranquillo e attento soprattutto ad ambientarsi dentro e fuori dal campo per giocarsi al meglio le chance di quella che considera una grande occasione sul piano professionale. Di sicuro la condizione è buona, visto che Larson aveva interrotto gli allenamenti con Liegi soltanto giovedì scorso, quando di fatto l’accordo con Varese era stato trovato in attesa di sistemare la questione con il suo precedente club. L’atleta statunitense sarà regolarmente tesserato entro sabato e lunedì debutterà con i biancorossi vestendo il “suo” numero 55 (scelto in onore della nonna del suo migliore amico negli Stati Uniti, che guarì da un cancro proprio a quell’età) che aveva indossato alla South Dakota University - stesso college di Tyler Cain, ma i due saranno compagni di squadra per la prima volta a Varese - e poi lo scorso anno in Lettonia ai Barons Riga. Giuseppe Sciascia
  10. Larson per il derby

    Arriva Tyler Larson, Damian Hollis se ne va. Chiuso definitivamente il mercato di riparazione della Pallacanestro Varese con la conclusione dell'operazione per prelevare da Liegi il nuovo play-guardia statunitense, e l'accordo per la risoluzione del contratto con F ala di passaporto ungherese che oggi dovrebbe firmare la rescissione e ratificare il suo trasferimento in A2 a Bergamo. L'operazione Larson è stata formalmente chiusa ieri con il versamento del buyout richiesto per chiudere il rapporto dalla società belga che ne deteneva i diritti contrattuali; il nuovo acquisto della società di piazza Monte Grappa ha versato di tasca propria una parte della somma richiesta dalla VOO Basket, un segnale concreto fornito a Varese del suo desiderio di giocarsi le sue chances in una vetrina di livello superiore a quella dell'Euromillions League. Il contratto stipulato con l'esterno laureato in scienze della comunicazione alla South Dakota University avrà durata biennale (pur con opzione d'uscita a favore del club entro il termine del 2017-18) ; la logica è quella di scommettere sulle potenzialità di un giocatore che ha colpito l'area tecnica biancorossa per le sue qualità offensive, e nello stesso tempo ammortizzare il buyout versato a Liegi da società ed atleta. Già sbrigate le pratiche del visto presso l'ambasciata di Bruxelles, l'annuncio ufficiale della fuma dell' atleta nativo di Las Vegas sarà effettuato dopo il superamento delle visite mediche di rito in programma in mattinata. Il nuovo esterno biancorosso si aggregherà alla truppa di Attilio Caja nella seduta di allenamento pomeridiano al PalA2A, e sarà tesserato in tempo per il debutto nel derby numero 176 con Milano. A meno di evoluzioni impreviste, il mercato è definitivamente chiuso senza salassi per le casse del club, in ogni caso in equilibrio - secondo gli ultimi conteggi - tra entrate e uscite tra gennaio e giugno 2018. In attesa della formalizzazione della chiusura del rapporto con l'atleta ex Brescia, l'operazione Vene per Hollis farà registrare un attivo per il team biancorosso: grazie alla buonuscita di Reggio Emilia che ne aveva già pagato il tesseramento, l'ala estone costerà circa il 35% in meno del suo predecessore. Un "mini-tesoretto" utile a coprire in parte i costi sostenuti per Larson, aggiuntivi di buyout e tesseramento (dimezzato a 6.250 euro dopo l'11 gennaio), con l'obiettivo di recuperare altre risorse quando Antabia Waller avrà terminato la riabilitazione dall'intervento sostenuto la settimana scorsa a Reggio Emilia. Sarà il campo a dover dare ragione alle scelte tecniche del club; per il doveroso equilibrio dei conti non ci saranno però aggravi rilevanti. D'altra parte, che i bilanci in rosso fossero soltanto figli dei correttivi di mercato, è leggenda metropolitana già ampiamente smentita dai fatti degli ultimi mesi... Giuseppe Sciascia
  11. C'è l'accordo tra Liegi e Pallacanestro Varese: Tyler Larson può partire per l'Italia con la benedizione del club belga nelle cui file ha totalizzato 18,4 punti più 4,6 rimbalzi, 5,4 assist e 1,6 recuperi. L'accordo complessivo tra le due società e l'atleta del 1991, al quale si lavorava da qualche giorno, è stato ratificato nei dettagli: lo ha confermato nella serata di ieri la società belga attraverso il proprio account Twitter, con un comunicato ufficiale nel quale ha annunciato che "Pallacanestro Varese e VOO Liege Basket hanno trovato un accordo, Tyler Larson si unirà al club italiano" con i ringraziamenti di rito per l'esterno statunitense. Sono dunque stati avviati i passaggi formali - rescissione con il VOO, versamento del buyout necessario per ottenere il nulla osta per il trasferimento internazionale, firma del nuovo contratto con Varese - che preludono al rilascio del visto da parte del CONI. Superati questi passaggi, l'atleta statunitense dovrà presentarsi all'ambasciata italiana di Bruxelles per ritirare il visto indispensabile per depositarne il tesseramento, e poi potrà finalmente partire alla volta dell'Italia. Formalità auspicabilmente sbrigabili nel giro di 48 ore, comunque entro le 11 di venerdì, termine ultimo per poter schierare Larson in occasione del derby di lunedì prossimo contro Milano. Dunque c'è ancora da aspettare qualche giorno prima di poter vedere al PalA2A il rinforzo scelto per rimpiazzare Antabia Waller: «Un giocatore verticale, bravo ad attaccare il ferro: potrà darci una mano aggiungendo qualcosa di diverso rispetto ai compagni» - anticipa qualche considerazione tecnica prima dell'ufficialità Attilio Caja. «Si tratta di un elemento che sa costruire anche per i compagni oltre a finalizzare la manovra, esattamente la tipologia di giocatore che stavamo cercando» - conclude il tecnico. Non un playmaker puro ma neppure un terminale come il suo predecessore Waller; di fatto un attaccante che si dividerà con Wells il bastone del comando in regia, come accade abitualmente per più della metà delle squadre di serie A 2017-18 che sta abitualmente in campo con due giocatori di pick&roll negli spot perimetrali. E nell'emergenza perdurante dell'infortunio di Waller, coach Caja ha comunque "scoperto" un Tambone in crescita sul piano della personalità (7,8 punti col 47% da 3 nelle 5 gare disputate senza la guardia titolare rispetto ai 3,6 col 10% da 3 delle prime 11 partite). Cosa potrà aggiungere Larson nella volata salvezza dei biancorossi? L'obiettivo è garantire quel pizzico di talento e imprevedibilità che permetta a Varese di aumentare il potenziale offensivo con un giocatore che unisce doti fisiche, qualità balistiche ed estro. Ovviamente servirà un minimo di ambientamento, non soltanto per inserire l'atleta laureato alla South Dakota University nell'oliato sistema biancorossa, ma anche per consentirgli di superare il salto in termini di fisicità ed organizzazione tattica dal campionato belga alla serie A italiana. Chiaro che il battesimo del fuoco contro Milano sarà in assoluto il più impegnativo tra quelli proposti dal calendario; ma in attesa di scoprire il valore di Larson, una rotaizone in più sarà comunque utilissima a Varese. Che sul fronte del mercato in uscita attende il si definitivo per l'approdo di Damian Hollis a Bergamo per chiudere il rapporto con l'ala di passaporto ungherese. Giuseppe Sciascia
  12. Sarà con ogni probabilità Tyler Larson il sostituto di An-tabia Waller. Il 26enne play-guardia che si è messo in luce in Belgio con la maglia del VOV Liegi (secondo marcatore del torneo a 18,2 punti, primo nelle classifiche di assist e recuperi rispettivamente a quota 5,4 e 1,6) è il rinforzo sul quale punta la Pali. Varese per ottenere la spinta decisiva in chiave salvezza. Si tratta di un elemento capace sia di costruire che finalizzare il gioco (nel 2016-17 capocannoniere in Lettonia con i Barons Riga a 16,4 punti e 4.6 assist), ossia quella "combo-guard" che Varese stava cercando per affiancare a Cameron Wells un altro elemento capace di trattare il pallone anziché un terminale puro come Antabia Waller. L'ufficialità ancora non c'è perchè l'atleta del 1991 sta definendo i dettagli della conclusione del suo rapporto con Liegi, dove aveva conquistato il titolo di MVP della Euromillions League a ottobre e novembre; il giocatore statunitense non è comunque sceso in campo sabato ad Anversa («Avendo già la testa da un' altra parte, è stato meglio per noi e per noi non averlo utilizzato» - ha affermato il coach Laurent Costantiello per spiegare la sua assenza) e dunque sembra davvero questione di particolari tra società ed atleta prima che Varese possa chiudere l'operazione e procedere alle pratiche per visto e tesseramento in tempo per il debutto nel derby del 29 gennaio contro Milano. Il 26enne giocatore di Las Vegas era stato sondato un mese fa da Oldenburg -squadra tedesca di Champions League -ma Liegi aveva detto no; stavolta Varese ha fatto valere argomenti convincenti, offrendo un accordo con opzione per il 2018-19. Un nome sicuramente meno altisonante rispetto alle altre strade battute senza esito nelle ultime 4 settimane; alla società di piazza Monte Grappa sono piaciuti il mix di taglia fisica, capacità di costruire il gioco e talento perimetrale del play-guardia che a Liegi viaggiava col 48% da 3 e l'83% in lunetta, e la sua voglia di mettersi alla prova di un campionato più competitivo. Da capire ovviamente quanto del fatturato prodotto da Larson in Lettonia e Belgio sarà riproducibile al cambio del livello fisico più elevato della serie A italiana. Giuseppe Sciascia
  13. Una Varese più giovane e italiana tra necessità e scelta nel mix tra risorse, regole e congiuntura del mercato in vista per il futuro del basket locale, nazionale e mondiale. MENO STRANIERI Scelte per certi versi obbligate dal quadro generale in fase di composizione che coincidono anche con gli investimenti giovanili in divenire di Gianfranco Ponti (in corso da ieri la nuova "missione Belgrado" per la collaborazione con il Partizan Belgrado, la scelta del nuovo responsabile tecnico per le fasce dall'Under 13 all'Under 16 e quella dei due o tre stranieri del 2003 e 2004 da aggiungere dal 2018-19 ai gruppi attuali del vivaio). Investimenti che sono nuova linfa per una società chiamata a fare i conti dalla prossima estate con le nuove formule di eleggibilità che saranno senza più i 7 stranieri utilizzati ininterrottamente dal 2012-13 a oggi. Il quadro normativo in fase di elaborazione spinge Varese verso il 5 stranieri + 5 italiani (rispetto all' alternativa del 6+6): lo impongono i costi inferiori di due contratti in meno, ma anche gli incentivi cresciuti per chi sceglierà questa formula, soprattutto in funzione dei nuovi criteri di assegnazione del premio favorevoli a chi investe sul vivaio. PIÙ ITALIANI Alla luce di una ulteriore spendìng review concentrata principalmente su aspetti non legati alla squadra dopo il taglio del 25% dell'estate 2017 del monte stipendi della serie A - è lecito pensare che lo zoccolo duro degli italiani sotto contratto (garantito per Ferrerò e Tambone, per Natali c'è un 1+1) sia la base di un 5+5, implementato in tempi non troppo distanti dagli investimenti sugli italiani futuribili per la serie A in età Under 20 che il "ministro" delle giovanili biancorosse programma già per l'estate 2018. Tra l'altro la FIP ragiona anche su una premialità incrementata e diversamente distribuita che riconosca ri- torni economici a chi investe su foresterie ed allenatori per i vivai. APPEAL RIDOTTO Ma di quale futuro si va discorrendo, se la quotidianità fotografa una Pali.Varese impelagata in piena bagarre salvezza con l'obbligo di mantenere lo status professionistico per realizzare i progetti di cui sopra? Nella congiuntura di un mercato globale che nei prossimi due anni vedrà ridursi ulteriormente la disponibilità di americani per la crescita ulteriore della G-League (la lega di sviluppo della NBA che arriverà a 30 squadre rispetto alle 18 dell'estate 2016), l'appeal di un club come Va- rese sarà ancor più ridotto di quanto non sia già ora. LA SCELTA Tra gli elementi cercati per sostituire Antabia Waller, la lista dei "no, grazie" da parte dei big affermati con salari elevati - da Boatright non disponibile a Ledo rientrato in G-League, passando per Boynton, Brazelton, Wolters, Nevels, Jenkins e Vasiliauskas - è abbastanza nutrita. Più o meno quanto quella dei giocatori disponibili negli ultimi 20 giorni, sui quali è stata Varese a passare la mano (Wyatt, Lyons, Vaughn, Bynum, Murry, Brown, Dillard). Sarebbe stato meglio turarsi il naso scegliendo il "meno inadatto" per tappare una falla evidente, piuttosto che giocare 5 partite senza uno straniero (a Venezia almeno ci sarà Avramovic, fermo precauzionalmente ieri per un problema ad una caviglia mercoledì, ma oggi annunciato di nuovo in palestra)? La società ha deciso altrimenti, e ora conta di chiudere entro l'inizio della prossima settimana tra le 3-4 soluzioni al vaglio sul fronte degli "emergenti" dal sottobosco europeo. Le scelte sul rinforzo, tra elementi vagliati ed elementi scartati, sono state effettuate in base a una logica tecnica; sarà l'impatto sul campo del sostituto di Waller a stabilire se Varese ha adottato una strategia giusta o sbagliata. Giuseppe Sciascia
  14. Mercato ancora in stallo per una Pallacanestro Varese decisa ad aprire l'orizzonte della ricerca anche in territori "inesplorati" vista la difficoltà oggettiva a smuoverei big. La necessità è di un rinforzo è ben chiara e altrettanto ben identificata, puntando su un playmaker-guardia che possa garantire punti ma anche costruzione del gioco a supporto di Cameron Wells. Scartate dunque tutte le guardie tendenti all'ala piccola che non giocano pick&roll - da Levi Randolph in uscita da Sassari a Kevin Murphy in uscita dal Cedevita Zagabria, fino al solito Josh Bostic - il problema resta sempre la non disponibilità dei giocatori sotto contratto, anche se attualmente non utilizzati: oltre allo straniero di coppa di Reggio Emilia Garrett Nevels, è il caso di Ryan Boatright, considerato al momento incedibile dal Besiktas Istanbul nonostante sia rimasto in tribuna nelle ultime due gare perché in esubero rispetto ai 7 stranieri consentiti dal regolamento. Fermo restando il fatto che l'ultimo posto in classifica senza la vetrina delle coppe rende difficilmente attrattiva la soluzione Varese per giocatori che ad aspettative economiche importanti (l'ex Capo d'Orlando viaggia a oltre 40mila dollari mensili in Turchia) abbinano anche la richiesta di vetrine internazionali. La stessa combinazione di motivi che ha fatto cadere altri tentativi con giocatori militanti in club meno importanti della massima lega turca, e che ora sta inducendo la società di piazza Monte Grappa a valutare elementi di spicco in leghe dal minor "censo", e di conseguenza con pedigree meno nobile, ma in grado di considerare il campionato italiano come un upgrade irrinunciabile per sbloccare gli attuali vincoli contrattuali. In ogni caso la certezza è che anche domenica a Venezia la formazione di Attilio Caja giocherà con uno straniero in meno, l'auspicio è che la settimana trascorsa da Claudio Coldebella a "pasturare" situazioni ai 4 angoli d'Europa possa portare sbocchi positivi in vista del derby del 29 gennaio contro Milano. In attesa che Damian Hollis riesca a finalizzare l'accordo con Bergamo, soluzione preferita rispetto a Israele e Russia, l'unica novità riguarda Antabia Waller, che martedì è stato operato a Reggio Emilia dal dottor Rodolfo Rocch. Varese seguirà la fase di recupero per consentire allo statunitense di rimettersi e poter poi transare il contratto quando si sarà ristabilito. Giuseppe Sciascia
  15. Toto Bulgheroni sottolinea la necessità di stare vicini ad una Pallacanestro Varese in grande affanno, ma non certo per mancanza di impegno. Il consigliere delegato all'area tecnica del club di piazza Monte Grappa ribadisce la massima disponibilità della società ad aiutare la squadra con un innesto sul mercato: «A rischio di farmi considerare ottenebrato dall'amore per la squadra, ribadisco che i giocatori hanno dato il mille per mille anche domenica. Come già accaduto contro Bologna abbiamo condotto a lungo contro un'avversaria nettamente più forte di noi, perchè in grado di esprimere maggior equilibrio nei 40 minuti. E siamo arrivati alla fine in affanno perchè mancando un giocatore importante nelle rotazioni abbiamo annaspato senza più risorse. Anche stavolta abbiamo avuto la sfortuna di subire un errore arbitrale in un momento critico; dispiace tantissimo e faremo di tutto per aiutare con un'aggiunta di qualità i ragazzi che meritano di essere sostenuti». La caccia al rinforzo continua, ma il mercato non si sblocca... «Escludo che si tratti di un problema di soldi: abbiamo provato anche a fare una ricerca senza limiti di danaro, ma non ha portato esiti perchè purtroppo non ci sono soluzioni disponibili. Mi riferisco ai giocatori che ci piacciono: accontentarsi di un ripiego non ci interessa, se dobbiamo fare un sacrificio, lo si effettuerà per un giocatore che faccia la differenza, come è stato lo scorso anno per Dominique Johnson. Adesso abbiamo due partite proibitive contro Venezia e Milano, speriamo che in questo periodo si liberi quel giocatore indispensabile per superare il momento critico. Lo sappiamo tutti che ci manca una pedina; la stiamo cercando ovunque, ma deve darci con sicurezza quel che è chiaro a tutti ci stia mancando. Ossia una quindicina di punti, la giusta leadership e un po' di pericolosità da fuori». Nel frattempo la squadra si batte ma non riesce a vincere... «La cosa che mi preoccupa di più è che Attilio Caja ed i giocatori non si sentano supportati dall'ambiente e che subentri sfiducia e scoramento in persone che stanno dando l'anima per Varese. Compreso Wells, che al di là dell'errore finale, fatto salvo quel contatto più che dubbio tra Vujacic ed Avramovic, non ha disputato la sua miglior partita ma ha messo in campo tutto sé stesso. Evidente che ci manca un giocatore e stiamo facendo il massimo per aiutare la squadra, a partire da Cameron, con un rinforzo sul perimetro». Dunque la ricetta è non abbattersi e continuare a lavorare in palestra? «L'importante è che l'ambiente stia vicino a questi ragazzi che si impegnano alla morte in ogni partita. L'anno scorso il quadro era molto peggiore perchè c'era una situazione interna tra coach e giocatori non tra le migliori; quest'anno l'allenatore è il primo a dare il massimo insieme alla squadra. Io seguo tutti gli allenamenti, so quanto lavorano i ragazzi e come è unito il gruppo; con due o tre vittorie delle 6 perse in volata parleremmo di altro, però purtroppo la classifica ci penalizza oltremisura rispetto agli sforzi quotidiani profusi». Giuseppe Sciascia
  16. Tante piste battute ma nessun risultato concreto per una Pallacanestro Varese che ancora non trova l'incastro giusto per il pezzo forte del restyling sul mercato. Il problema di fondo resta trovare l'equilibrio giusto tra chi piace e chi è disponibile: anche i numerosi sondaggi - in particolare in Turchia - con giocatori le cui società non sono in regola con i pagamenti, non hanno sortito effetti perché alla prova dei fatti chi era proposto come liberabile non è risultato tale. Se le risorse da investire ora non sono disprezzabili (per un elemento di valore si potrebbe arrivare al rateo mensile investito nel 2016-17 per Dominique Johnson) e la volontà chiara è quella di ingaggiare un rinforzo, a cosa e dovuto questo ritardo, che si riverbererà nuovamente su una squadra che domenica contro Torino giocherà per la quarta partita consecutiva senza guardia titolare? Il mercato di riparazione è anche questione di fortuna nel trovare il giocatore giusto nel momento in cui si crea la necessità: capitò nel 2014-15 con Eric Maynor e la stagione passata con Dominique Johnson, è capitato la settimana scorsa con Siim Sander Vene, mentre nel 2015-16 servirono 40 giorni tra l'esclusione dal roster di Ramon Galloway (poi reintegrato per mancanza di alternative) e la scelta di Chris Wright. Quest'anno le nuove formule contrattuali tra NBA e G-League che tengono 6 giocatori nell'orbita dei professionisti contribuiscono ad aumentare la siccità di elementi di valore: Ricky Ledo, tagliato dall' Efes Istanbul, ha preferito tornare nella lega di sviluppo, mentre Ryan Arcidiacono - che Attilio Caja ebbe tre anni fa con la Nazionale Sperimentale - è blindato dal two-way contract con i Chicago Bulls e non interessato a sbarcare ora in Europa. Nell'elenco di chi è disponibile invece non c'è nessuno adatto alla bisogna, perché fermo da mesi (Darius Washington e Will Bynum) oppure inadatto all'Europa (Jermaine Taylor), o in gran forma ma fuori ruolo (l'ex casertano Josh Bostic, capocannoniere dell'Adria- tic League, ala pura e dunque inutile alla causa biancorossa). Disponibile subito e già in Italia ci sarebbe Ken Brown, bomber dell'A2 a Jesi (19,4 punti e 4,6 assist) che ha lasciato le Marche pagando di tasca sua per un contratto in Libano poi non concretizzato; ma l'atleta non è disponibile a un tryout per farsi "tastare" dal vivo. E allora, siccome il colpo in canna sul mercato è uno solo e lo si vuole sparare a colpo sicuro, società e staff tecnico preferiscono aspettare che si creino le condizioni giuste per arrivare ad un giocatore dal rendimento garantito. Ovviamente il fattore tempo e la classifica non giocano a favore di Varese, che però mantiene le antenne dritte su tutti i fronti, pronta a cogliere al volo la prima occasione buona come accaduto con l'affare Vene. Se poi l'impasse dovesse proseguire ancora a lungo, il 3 febbraio si chiuderà la regular season della NBL australiana con la possibilità di liberare 3 o 4 elementi interessanti (lo scorso anno Pesaro vi pescò l'uomo salvezza Rotnei Clarke). L'auspicio è quello che il treno giusto passi molto prima, di sicuro però prendere un giocatore che non convince appieno perché colti dalla frenesia sarebbe molto più rischioso di affrontare il trittico Torino-Venezia-Milano ancora in emergenza... Giuseppe Sciascia
  17. Gianfranco Ponti è pronto a raddoppiare gli sforzi per costruire un settore giovanile di altissimo livello. Il "Ministro" del vivaio biancorosso prepara una nuova missione in Serbia per la prossima settimana. L'obiettivo è quello di definire una partnership formale con il Partizan Belgrado e chiudere l'accordo con un responsabile tecnico professionista (nelle scorse settimane è stato a Varese Milos Jokic, assistente della Nazonale Under 16 serba e tecnico del Flash Belgrado) che dalla stagione 2018-19 affianchi gli allenatori già in organico - a partire da Dodo Rusconi e Giulio Besio - per un progetto di alto livello internazionale. L'idea è quella di reclutale non soltanto nei Balcani - rinviata al 2018-19 per motivi burocratici l'aggiunta degli stranieri nelle categorie Under 15 e Under 16 - ma anche in Italia, avvalendosi di uno scout a tempo pieno oltre al nuovo responsabile professionista che giri la Penisola in cerca di talenti. «A regime il progetto è quello di aggiungere ai 2 o 3 elementi locali di valore che già abbiamo oggi in ogni gruppo 2 stranieri e altri 2 o 3 italiani per tutte le categorie, senza vincoli di varesinità o reclutamento da fuori provincia - spiega Ponti -. Ci dovremo lavorare nel tempo aumentando gli investimenti sul reclutamento e sulla struttura che coinvolga anche scout e preparatore atletico oltre agli allenatori. Però per creare una struttura di livello europeo che ogni anno produca elementi validi per la prima squadra non possiamo prescindere da questo percorso». Puntare su prospetti di alto livello da mettere in foresteria e tecnici professionisti significa ovviamente aumentare l'entità dell'investimento passando dai circa 250mi-la euro della stagione in corso a 350mila per il 2018-19, con l'obiettivo di arrivare a 450mila a pieno regime; si tratta comunque di risorse personali - o reperite - che non incidono minimamente sul bilancio della serie A. Allo stesso modo non saranno legati alla prima squadra gli investimenti sulla struttura - palestra principale e secondaria e palazzina per la foresteria - che Ponti vorrebbe costruire a Calcinate degli Orrigoni (ma ci sono problemi legati alle dimensioni dell'area, si attendono proposte alternative dal Comune): «Nulla di quello che vogliamo fare sarà effettuato con risorse sottratte alla prima squadra, si tratta di investimenti miei e di persone che mi appoggiano oltre a sponsor interessati a questo progetto - conferma l'imprenditore di Angera -. Per ora mi limito a seguire la squadra di Caja in qualità di tifoso; come tale, avendo a cuore la Pallacanestro Varese, ho contribuito personalmente al risanamento del bilancio (si parla di un extra "una tantum " da 250mila euro ndr). Logico che per i nostri progetti però è prioritario che la squadra resti in serie A; noi in ogni caso continuiamo a portare avanti iniziative che in ottica futura saranno fondamentali per la continuità a buoni livelli del club». Al momento dunque Ponti mantiene il suo ruolo di "appoggio esterno" alla Pallacanestro Varese, pur dall'interno del CdA della società di piazza Monte Grappa, senza aver ancora esercitato l'opzione di acquisto entro due anni del 20 per cento delle quote del club, prevista dall'accordo stipulato a luglio 2017: «Al momento porto avanti le iniziative legate al mio mandato sulle giovanili; su questo tema non ci sono novità, se ne parlerà dopo il 30 giugno o comunque al termine della stagione in corso» conferma il consigliere biancorosso. Giuseppe Sciascia
  18. Replicare la rimonta salvezza del 2016-17 dopo aver percorso la stessa rotta, sia pur con protagonisti e modalità (ma soprattutto costi) differenti rispetto alla stagione passata. La Pallacanestro Varese 2017-18 ha lo stesso bilancio rispetto a 12 mesi fa - 4 vittorie su 14 gare - e un trend sostanzialmente analogo con 7 stop nelle ultime 8 gare rispetto alle 6 delle ultime 7 dell' annata scorsa. Eppure la situazione desta meno preoccupazione rispetto a quando la società di piazza Monte Grappa fu costretta a correre doppiamente ai ripari - prima con il cambio Dominique per Melvin Johnson e poi con lo choc tecnico Caja per Moretti - per far ripartire una macchina "grippata". Oggi la situazione è totalmente diversa: Varese è criticabile per i risultati ma non certo per l'impegno, e con tutti i suoi limiti evidenzia un sistema oliato e un gruppo coeso. Per questo, rispetto alla svolta tecnica del 2016-17, nessuno prende minimamente in considerazione di mettere in discussione la conduzione di Attilio Caja (al contrario per il coach pavese spirerebbe vento di rinnovo del contratto, ovviamente quando la classifica sarà meno preoccupante). Dopo il subentro, l'anno scorso "Artiglio" ebbe bisogno di due mesi di cura a suon di allenamenti e sedute video per far sposare la causa della coralità ad un gruppo di stranieri dall'indole individualistica. Oggi, con molta meno qualità (riflesso del taglio del 25% del monte stipendi) l'ossatura e 0 sistema sono già rodati, ma è evidente la necessità di aggiungere una prima punta per finalizzare una manovra troppo spesso arenatasi sul ferro. La volontà dell'area tecnica c'è, mentre la società ha messo a disposizione discrete risorse (non illimitate, ma mensilmente simili a quelle stanziate per Dominique Johnson); resta la necessità di individuare un profilo "ad hoc" che garantisca una svolta sicura senza farsi prendere dalla frenesia di inserire sulla spinta delle sconfitte in serie. Il d.g. Claudio Coldebella sta lavorando su alcune piste "europee" con l'obiettivo di aggiungere un rinforzo per la partita contro Venezia. Ma c'era bisogno di investire risorse su Siim Sander Vene quando il principale "buco" da colmare è quello della guardia titolare? Domanda lecita da "tifoso della strada", con una risposta doppiamente affermativa: troppo ghiotto il mix di scuola tecnica e doti balistiche dell'ala estone, a condizioni economiche oltremodo vantaggiose dopo la transazione con Reggio Emilia, per lasciarsi sfuggire l'occasione di aggiungere qualità nello spot di ala forte e nello stesso tempo archiviare l'equivoco Hollis (in calo le quotazioni di Bergamo, possibile la pista Jesi), ormai corpo estraneo non solo per sua responsabilità ma innegabilmente troppo distante per indole dagli altri 9 "operai" del gruppo. Vene potrà essere utile col tempo quando migliorerà la sua condizione; il vero uomo della svolta dovrà essere il secondo acquisto, per il quale - dopo svariati tentativi senza esito - potrebbe arrivare l'input giusto entro fine settimana. Per questo la società predica calma anche se il trittico Torino-Venezia-Milano non induce certo alla fiducia: il campionato di Varese in versione riveduta e corretta - con Vene al 100% e un attaccante perimetrale da inserire al meglio - dovrà iniziare dal 5 febbraio a Cantù. Auspicando che i rush finali post Coppa Italia del 2015-16 (da quindicesimi a noni) e 2016-17 (da ultimi a dodicesimi) trovino continuità anche nel 2017-18, viste le tre settimane di stop dall'11 febbraio al 4 marzo che permetteranno di completare il restyling. Giuseppe Sciascia
  19. Siim Sander Vene ha voglia di mettersi in luce in Italia e confermare il feeling tra Varese e l'Estonia seguendo il fortunato filone aperto da Janar Talts e Kristjan Kangur, e non teme il "metodo-Caja" nel lavoro in palestra. La 27enne ala racconta così le ragioni che lo hanno portato a scegliere il club biancorosso: «Sono un giocatore razionale che cerca di mettere in campo quel che l'allenatore chiede per migliorare il rendimento della squadra. Perchè ho scelto Varese? Ho voluto fortemente cercare un' altra opportunità in serie A dopo la sfortunata avventura a Reggio Emilia. Avevo voglia di cimentarmi con il vostro campionato che considero competitivo e stimolante; c'era anche l'opportunità del Neptunas Klaipeda, ma in Lituania ho già giocato ed ho preferito l'Italia». Com'è la sua condizione fisica e atletica dopo i 3 mesi di stop per il problema al tallone destro? «Fisicamente mi sento bene, l'infortunio è completamente alle spalle. Dal punto di vista atletico non sono ancora al top, ma la forma è buona. Mi manca il ritmo partita dopo quasi 9 mesi senza giocare una gara ufficiale, ma sono convinto che riprendendo il regime normale degli allenamenti sarà solo questione di tempo per tornare al massimo». Quali sensazioni ha avuto dai primi giorni a Varese e dal debutto a Cremona? «L'impressione è che siamo una buona squadra ma soprattutto un buon gruppo, con ragazzi ben predisposti al lavoro in palestra che si sforzano di fare quello che gli chiede l'allenatore, non soltanto fanno la faccia di quelli che lavorano. C'è grande attenzione in palestra; a Cremona ci è mancato qualcosa in attacco e in difesa, ma con l'impegno di tutti riusciremo a meritarci una posizione molto migliore». La sensazione è che la sua conoscenza del gioco e la disponibilità al gioco di squadra la rendano perfetto per il sistema di Varese... «E il mio modo di essere e di giocare, ed è quello che hanno cercato tutte le squadre che mi hanno voluto prima di Varese. Sono contento se questo si è già intravisto nei pochi giorni in cui sono qui; significa che sarà facile adattarmi nel contesto tecnico del gruppo». Cosa le hanno raccontato di Varese i suoi connazionali che avevano già giocato qui? «Ho parlato con loro prima della firma, in particolare con Janar Talts perché mi stavo allenando con lui al Tartu Rock, la squadra della quale mio padre è attualmente capo allenatore. Ho chiesto informazioni sia a lui che a Kristjan Kangur, sono stato compagno di entrambi con la Nazionale dell'Estonia, ed è stato uno dei motivi che mi hanno spinto a scegliere Varese». Kangur le ha spiegato anche l'attenzione richiesta in allenamento da coach Caja? «Tra le informazioni che ho ricevuto dagli ex varesini c'era anche questo aspetto. Ma mi sembra normale lavorare tanto in palestra quando si gioca una volta alla settimana: avendo molto tempo per concentrarti su un solo obiettivo il tipo di intensità deve essere impostata in questo modo, curando i dettagli e i particolari che poi fanno la differenza». Giuseppe Sciascia
  20. La Pallacanestro Varese evita di alzare i toni dopo l'incidente di domenica notte tra Claudio Coldebella e un gruppo di Arditi. Non avrà conseguenze extrasportive il confronto tra un drappello di ultras e il direttore generale della società di piazza Monte Grappa avvenuto in tarda serata al rientro del pullman della squadra dalla trasferta di Cremona. La scintilla era scoccata nell'immediato dopo partita del PalaRadi quando il dirigente veneto aveva replicato agli attacchi personali rivoltigli da alcuni supporters biancorossi. Questione di attimi, almeno sul campo; quando però la comitiva biancorossa è arrivata a Varese, una quindicina di ultras è salita sul pullman dopo l'apertura delle porte affrontando Coldebella con attacchi verbali (ma si sarebbe giunti anche al contatto fisico). Attilio Caja e alcuni giocatori sono intervenuti per riportare la calma, tornata col contributo dell' arrivo di due volanti della polizia di Stato. Dopo trenta minuti, poi, un esponente degli Arditi è tornato sul posto ed ha avviato un dialogo con il d.g biancorosso dopo il quale l'episodio è stato circoscritto a una sorta di incomprensione, ricucendo lo strappo del post-partita di Cremona che non avrà strascichi di natura giudiziaria. Eccessi certamente evitabili per un ambiente che ha bisogno di compattezza e serenità per superare il momento difficile generato dai risultati della squadra: lo ha ribadito la società attraverso una nota stampa emessa in serata, nella quale - al di là della condanna "di episodi che vanno contro i valori di cui la Pali Varese si fa portavoce quotidianamente" - esprime la posizione condivisa dal CdA sull'accaduto. «Chiunque ha il diritto di manifestare il proprio pensiero con ogni mezzo a sua disposizione, purché questo non ecceda in un atto violento che vada a ledere la sicurezza di chi, ogni giorno, lavora duramente per il bene della società. E prioritario che tutta Varese si dimostri capace di reagire a questa contingenza, sia attingendo dalle sue risorse tecniche e societarie, evitando ogni forma di reazione che potrebbe essere distorta nelle finalità» - il messaggio della dirigenza biancorossa, che chiede compattezza di tutte le componenti del "sistema Varese" attorno alla squadra, «affinché tutte le risorse a disposizione vengano rivolte al superamento delle attuali difficoltà. Siamo tutti stati testimoni di ciò che questa stessa squadra è in grado di produrre sul piano della qualità. E tutti siamo convinti che possa tornare ad esprimerlo. Le problematiche esistenti saranno affrontate al nostro interno, a salvaguardia del bene comune della Pallacanestro Varese. E non sarà consentito a nessun esterno di poter essere elemento di disturbo». Infine la società ha deciso di cogliere spunto dall'accaduto per inaugurare nuove politiche per i giovani attraverso iniziative di scuola di tifo: «Alla luce degli episodi accaduti la società ritiene indispensabile che entro l'inizio della nuova stagione, il CDA prenda tutte le iniziative necessarie per veicolare finalità sportive ed educative attraverso lo sport». Giuseppe Sciascia
  21. Un’opportunità ghiotta colta al volo per rinforzare la squadra in attesa di trovare il giocatore giusto sul perimetro per sostituire Antabia Waller e completare dunque il restyling. A dettare l’ordine di priorità è stato il mercato, che resta comunque aperto alla luce della necessità di un secondo rinforzo in un settore nevralgico attualmente scoperto: è il d.g. Claudio Coldebella a spiegare le strategie che hanno portato la Pallacanestro Varese a concentrarsi sull’operazione Vene anticipando l’arrivo del nuovo esterno. «Era una opportunità ghiotta che abbiamo colto al volo vista la possibilità di aggiungere un elemento interessante come l’ala estone - spiega il dirigente biancorosso - Vene è un giocatore che avevamo già seguito in estate; allora non c’erano le condizioni, ora invece si è creata una situazione favorevole. E la difficoltà di reperire giocatori disponibili, non ce la siamo fatta sfuggire». Nell’estate 2017 il nazionale estone ha preferito Reggio Emilia alla luce delle prospettive playoff e della visibilità in Eurocup che poteva offrire la Grissin Bon; Varese sarà invece per l’ala del 1990 la chance per ripartire dopo l’infortunio al piede destro del mese di settembre, mettendo a disposizione le sue qualità tecniche e balistiche della squadra di Attilio Caja. «Crediamo che Siim-Sander possa darci una mano con le sue qualità ed inserirsi bene nel nostro sistema - aggiunge Coldebella - non possiamo aspettarci subito un impatto determinante dopo la sua lunga inattività, ci vorranno 2 o 3 settimane per fargli recuperare il ritmo partita. Però è un giocatore di scuola europea che potrà adattarsi bene al nostro stile di gioco e, una volta giunto alla condizione ottimale, rendersi utile nel contesto della coralità del gruppo». Logica la necessità di un rodaggio per vedere al massimo della forma l’atleta estone, che ha disputato l’ultima partita ufficiale il 16 aprile 2017 con la maglia del Nizhny Novgorod, a meno di contare le tre amichevoli disputate con la maglia di Reggio Emilia (7,3 punti di media) prima dello stop successivo al Memorial Bertolazzi di Parma vinto con la maglia della Grissin Bon. In ogni caso il dirigente ribadisce che il mercato non è chiuso con la firma di Vene, pur con le difficoltà oggettive di trovare un giocatore rodato e disponibile in un panorama davvero asfittico: «Siamo ancora attivi per trovare il sostituto di Waller e soddisfare in tal modo una necessità tecnica evidente - conferma Coldebella - Al momento però non ci sono soluzioni disponibili che facciano al caso nostro; non abbiamo preclusioni sul ruolo, cerchiamo il miglior giocatore disponibile tra playmaker, guardia e combo guard, ma ci scontriamo con una situazione di mercato davvero complicata in quel reparto». Anche per questo motivo, alla luce della difficoltà di reperire giocatori disponibili, Varese ha stretto i tempi con Vene, auspicando che il weekend smuova qualche situazione - sicuramente all’estero, vista la staticità del mercato italiano - per sbloccare l’impasse attuale. Giuseppe Sciascia
  22. La Pallacanestro Varese interviene, a sorpresa, prima di tutto sul reparto ali con l'arrivo di Siim-Sander Vene. L'atleta estone classe 1990 aveva firmato in estate con Reggio Emilia, di cui avrebbe dovuto essere il 4 titolare, ma, complice un infortunio al tallone riportato in settembre, non è mai sceso in campo con la Grissin Bon. Ora l'approdo in biancorosso e il possibile esordio già domenica nella delicata trasferta di Cremona: un'operazione di mercato, in attesa di individuare in guardia il sostituto di Waller, che fa apparire pressoché scontata la rinuncia al discusso Damian Hollis. Di seguito il comunicato della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore Siim-Sander Vene. Ala estone classe 1990, ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2017/18. Vene, che nella giornata di domani effettuerà le visite mediche di rito in città, è un giocatore dotato di buon tiro perimetrale (35% da 3 punti nell’ultima stagione); nel suo palmares vanta un Euroleague Basketball Next Generation Tournament (2007), un titolo NKL (2008, seconda lega lituana), una Lega Baltica (2010) e un campionato lettone (2012). La scheda Data di nascita: 12 novembre 1990 Luogo di nascita: Tartu (Estonia) Altezza: 203 cm Ruolo: ala Carriera A contatto con la pallacanestro già dalla tenerissima età durante gli allenamenti di mamma Lea (giocatrice anche a livello internazionale), Vene cresce sotto la guida tecnica di papà Priit, suo allenatore a TTÜ (Tallinn University of Technology) e anch’egli cestista professionista. Il suo talento richiama subito l’interesse delle big d’Europa e, all’età di 15 anni, prende la decisione di trasferirsi allo Zalgiris nella blasonata Arvydas Sabonis School. Durante la sua decennale permanenza in Lituania viene perlopiù mandato in prestito per completare il suo percorso di crescita: Ludwigsburg (Germania), Atletas Kaunas e Prienai (Lituania) e Riga (Lettonia). Nel luglio del 2013 torna a far parte del roster dello Zalgiris con cui conquista tre titoli lituani consecutivi (4 punti, 2.8 rimbalzi in 3 stagioni) e gioca l’Eurolega fino alle Top 16 (3.1 punti e 1.6 rimbalzi di media in 45 partite). Fermato da un infortunio dopo la firma con Reggio Emilia la scorsa estate, nell’ultima stagione ha vestito la canotta del Nižnij Novgorod, squadra russa con cui ha collezionato 10.4 punti, 2.7 rimbalzi, 2 assist in campionato e 10.6 punti, 3.9 rimbalzi e 1.9 assist in Eurocup. In ambito internazionale ha vestito la canotta della sua Nazionale nella formazione U18 (12.1 punti e 5 rimbalzi in occasione del Campionato Under-18 FIBA del 2007) ed è tutt’ora membro della Nazionale maggiore con cui ha partecipato ad Eurobasket 2015 collezionando 10 punti, 6.4 rimbalzi e 1.6 assist. È stato inoltre eletto Giocatore Estone del’Anno 2017, riconoscimento di cui l’ex biancorosso Kangur detiene il record con 8 consecutivi.
  23. La Pallacanestro Varese è pronta a giocare a sorpresa la carta Siim-Sander Vene come primo rinforzo del suo restyling. Accordo vicinissimo con il ventisettenne estone, 203 centimetri per 94 chili, capace di giocare prevalentemente da ala forte ma anche di dare minuti da ala piccola. L’atleta baltico aveva firmato in estate con Reggio Emilia, che aveva puntato su di lui come titolare nello spot di ala forte. Ma una frattura al tallone destro riportata a metà settembre ne ha chiuso anzitempo l’avventura alla Grissin Bon: il club reggiano ha fatto altre scelte (prima il francese Sanè a gettone, poi il ritorno di Julyan Wright) e il giocatore del 1990 è tornato in patria per curarsi. Cresciuto a pane e basket in quanto figlio di due giocatori professionisti, l’atleta del 1990 - allenato dal padre a livello giovanile - è approdato a 19 anni nelle file dello Zalgiris Kaunas, con cui ha assaggiato l’Eurolega dal 2014 al 2016. Nella stagione passata il cestista estone ha avuto la prima esperienza da titolare al Nizhny Novgorod tra VTB League ed Eurocup (10,7 punti e 3,7 rimbalzi col 37% da 3). Nell’estate 2017 è stato uno degli elementi “tastati” ma non disponibili per costi e mancanza di vetrina europea per il post-Eyenga e pre-Hollis. Ora, complice la transazione con Reggio Emilia, l’operazione è alla portata delle casse di Varese: occasione ghiotta a costi limitati che il club di piazza Monte Grappa vuole chiudere al volo formalizzando un’operazione ai dettagli. In caso di fumata bianca Siim-Sander Vene sbarcherà in serata a Varese, sostenendo le visite mediche di rito (Vene si stava comunque tenendo in forma da più di un mese in attesa di chiamata) con la possibilità che venga tesserato in tempo per le ore 11 di domani, venerdì 5 gennaio, e possa dunque debuttare con la maglia biancorossa nella trasferta di domenica 7 gennaio a Cremona. Sulla carta è scontato che l’estone - tre volte campione di Lituania con Kaunas e una volta di Lettonia con il Vef Riga - prenda il posto di Damian Hollis nello scacchiere tattico di Varese; il mix di qualità atletiche e doti balistiche, e la capacità di inserirsi in un sistema di gioco basato sulla coralità, ne fanno un evidente upgrade rispetto all’atleta di passaporto ungherese. Inoltre il passaporto europeo di Vene lascia a disposizione due visti, uno dei quali sarà utilizzato per il sostituto di Waller, operazione slittata in ordine di priorità vista la disponibilità immediata di Vene. L’ipotesi Brazelton non pare più d’attualità, in ogni caso non ci sono alternative pronte per i soliti motivi (costi, disponibilità immediata o gradimento dell’area tecnica), dunque la scelta del nuovo esterno titolare slitterà alla prossima settimana, con il debutto previsto contro Torino. Giuseppe Sciascia
  24. La Pallacanestro Varese ha messo gli occhi su Tyrone Brazelton per sostituire Antabia Waller. Ma il corteggiamento è ancora a distanza, in attesa di capire se il 31 enne playmaker di Chicago potrà essere effettivamente l'uomo della possibile svolta del 2018. L'esterno del 1986 possiede le caratteristiche adatte - leadership, creatività e capacità di migliorare i compagni - per aggiungere all'attacco biancorosso quel quid di personalità e talento rispetto all'attuale versione (sin troppo) operaia. L'interesse c'è, alla luce delle qualità dimostrate nel corso di una lunga carriera europea pur senza tappe italiane; ora però si dovrà verificare la possibilità di concretizzarlo, capendo in che termini e in che tempi l'atleta potrà effettivamente liberarsi dall'attuale contratto che lo lega all'Istanbulspor Beyilikdzu, formazione della seconda lega turca dove sta viaggiando a 18.9 punti e 6.2 assist. Non avendo ancora certezze definitive, Varese sta tenendo aperte diverse piste alternative, prendendo informazioni su giocatori liberati o liberabili (dai superbig Ricky Ledo e Ryan Boatright - il primo tagliato e il secondo a rischio dalle corazzate turche Efes e Besiktas - passando per il veterano Darrin Downey che dovrebbe uscire da Chalon in Francia) che però non sembrano dare garanzie di sviluppi immediati in termini di costi e tempistiche. Soprattutto questo fattore sarà decisivo nella scelta del sostituto di Waller: se dalla Turchia arriveranno notizie positive sarà Brazelton, altrimenti si porteranno avanti le alternative tenute aperte vista la necessità di valutare più alternative in un mercato poverissimo di free agent. L'anno scorso, tra la scelta di Dominique Johnson come uomo della svolta e l'effettiva firma per Varese dell'esterno ora a Venezia, trascorse più di una settimana durante la quale l'agente americano e l'Alba Berlino lavorarono alla risoluzione consensuale del rapporto. Anche stavolta di mezzo c'è un contratto importante, visto che l'A2 turca - a dispetto del valore tecnico relativo - è meta ambita per gli stranieri vista l'entità elevata degli stipendi. Dunque si rimane in attesa di sviluppi di una trattativa nella quale Varese non è parte in causa, tenendosi pronti a far scattare i piani di riserva se l'atleta e il club turco - nelle cui file il giocatore è rientrato da due partite dopo 4 settimane trascorse negli Stati Uniti per assistere la compagna per la nascita del secondo figlio - non dovessero trovare la quadra. I tifosi più attenti ricorderanno Brazelton con la maglia del Rosa Radom nella gara del 16 novembre 2016 al PalA2A in Champions League; una prestazione da 19 punti, 10 rimbalzi e 4 assist che guidò i polacchi al successo 69-62 a Masnago. Il giocatore del 1986 sembra comunque elemento adatto alla bisogna per il mix di qualità individuali e personalità che potrebbe aggiungere al roster attuale. Giramondo con 10 nazioni "toccate" in 10 anni di camera professionistica, nelle ultime tre stagioni il regista puro ha al suo attivo due playoff raggiunti in Francia con Le Havre e Gravelines, e la Supercoppa polacca vinta lo scorso anno al Rosa Radom, chiudendo però l'avventura a causa di una frattura della mano destra a dicembre che gli impedì di disputare il ritorno in Champions League con Varese. Sarà lui il prescelto con relativo spostamento di Cameron Wells nel ruolo di guardia? Al momento è una possibilità, entro le prossime 48 ore si capirà se potrà concretizzarsi o si dovrà guardare altrove. Giuseppe Sciascia
  25. Slitterà con ogni probabilità al 2018 l'arrivo del sostituto di Antabia Waller nel roster della Pallacanestro Varese. La caccia all'esterno che dovrà prendere il posto del tiratore statunitense infortunato al ginocchio destro prosegue senza sosta, ma al momento non è ancora giunta a individuare un profilo in grado di far collimare i tre aspetti determinanti per la quadratura del cerchio. Il primo è relativo al costo, il secondo alla disponibilità (ossia libero o liberabile per farlo arrivare al PalA2A entro mercoledì prossimo), il terzo al gradimento dell'area tecnica. L'ultimo requisito ha escluso Kwame Vaughn (troppo poco attaccante) e Brandon Triche (dubbi sul completo recupero dall'infortunio di due anni fa) dalla lista della spesa del d.g. Claudio Coldebella; negli elenchi dell'usato sicuro resterebbe Preston Knowles, più simile a Waller - tiratore con poca propensione ad attaccare il ferro - rispetto al profilo più votato alla costruzione del gioco che si sta cercando per affiancare Cameron Wells. E in effetti la Usta dei giocatori "tastati" per verificarne la disponibilità si è allargata anche ai playmaker puri (tale è Earl Calloway, 34enne veterano attualmente in Turchia all'Usak, che però costa visto il passaporto bulgaro e non ha tanti punti nelle mani). Per avere il roster al completo in occasione della trasferta del 7 gennaio a Cremona il tempo stringe; al massimo entro lunedì si prenderà una decisione tirando a riva le reti gettate "a strascico" ai 4 angoli d'Europa in base a costi e disponibilità, e poi vagliando i profili rimasti in base al gradimento tecnico del coach per il "rinforzo di Capodanno". Se poi arrivasse un regista puro - ma con leadership e punti nelle mani - si ripeterebbe una mossa che nella storia recente della Pallacanestro Varese ha già pagato dividendi in due occasioni. La prima nel 2010-11, quando nella pausa per la Coppa Italia Rok Stipcevic sostituì l'infortunato Jobey Thomas: l'allora Cimberio risalì dal quattordicesimo al settimo posto. La seconda nel 2015-16, quando dopo più di un mese di ricerca arrivò Chris Wright per Ramon Galloway, spostando Maalik Wayns nello spot di guardia: Varese risalì dal penultimo al nono posto in Italia e arrivò a un niente dalla FIBA Europe Cup a Chalon. La congiuntura attuale però non porterà novità imminenti, e come ampiamente prevedibile, martedì a Brindisi non ci saranno rinforzi sul perimetro. L'unica novità rispetto alla sconfitta all'overtime del 26 dicembre sarà il rientro di Damian Hollis, che riprenderà oggi ad allenarsi insieme a Norvel Pelle (anch'egli ai box per una forma influenzale più leggera rispetto a quella dell'atleta ungherese). Giuseppe Sciascia
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