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  1. La base del sistema è la difesa, ma la chiave dei risultati è l'attacco. Il rendimento dell'Openjobmetis è legato a filo doppio alla produzione offensiva: la vittoria esterna di Cremona - la prima stagionale in campionato lontano dall'Enerxenia Arena - ribadisce un trend chiarissimo in questi primi mesi della stagione. Nelle 11 gare disputate tra Italia ed Europa, Varese ha superato 6 volte quota 80 punti segnati con un percorso netto di 6 vittorie in tutte le occasioni in cui l'attacco ha girato bene; al contrario ha vinto una sola gara (78-66 contro Trieste) tra le 5 terminate sotto la soglia degli 80 realizzati. Dato significativo ma comunque da sviscerare, nella misura in cui è l'aggressività della difesa la miglior spinta per l'attacco biancorosso: domenica al PalaRadi, infatti, la squadra di Attilio Caja ha prodotto tanto bottino tra ripartenze da palla recuperata e rimbalzi d'attacco, abituali risorse fondamentali del suo fatturato offensivo a Masnago. Se Varese graffia in retroguardia e riesce a trovare punti in contropiede primario, la sua produzione di punti dipende meno dall'esito delle soluzioni balistiche dall'arco alle quali sono legate principalmente le sue fortune (38,7% nelle 4 vittorie in Italia e 27,3% nelle 3 sconfitte in campionato). Dunque, se l'OJM difende con energia, riesce a spingere sull'acceleratore e riesce a costruire trame lucide convertendole con precisione, è in grado di sbancare il campo dell'attuale terza forza del campionato e competere fino al 38' contro la potenziale terza forza della serie A. Le partite contro Avellino e Cremona - con in mezzo la corroborante vittoria di Oporto - hanno ribadito che la Varese costruita secondo i dettami di Attilio Caja ha qualità e organizzazione per provare a competere anche in quest'annata per la metà alta della classifica. Ad oggi l'unico problema sul quale riflettere in chiave mercato rimane lo scarto elevato tra il rendimento offensivo del quintetto base e l'apporto delle rotazioni. Lo starting five fattura più di tre quarti dei 77.8 punti di media ( Avramovic 16.4, Archie 13.0, Cain 11.5, Moore 10.4 e Scrubb 9.7), mentre dalla panchina ne arrivano poco più di 18 (Ferrero 5.6, Tambone 4.7, Iannuzzi 3.0, Natali 2.5 e Bertone 1.3). Tutti sono utili alla causa difensiva, ma il blackout balistico sul primo giro di cambi in tutti i ruoli che ha vanificato i maxi-break iniziali delle ultime due trasferte (7-21 in Portogallo e 2-21 a Cremona) è indicativo della differenza di pericolosità offensiva. Per questo l'OJM tiene gli occhi puntati sul mercato degli esterni, riservandosi di ragionare nella pausa di campionato e FIBA Europe Cup, da lunedì prossimo al 9 dicembre, se spunterà il profilo ad hoc nel ruolo di guardia per dare a Caja un sesto uomo di impatto tecnico e fisico. Statistiche alla mano, Varese è seconda nelle triple tentate (29,1 di media, solo Cremona a quota 32 usa di più il tiro da 3) e ultima nei viaggi in lunetta (16,0 a partita): un cambio di guardie e ali che abbia fisico e capacità di attaccare il ferro completerebbe al meglio il puzzle biancorosso. Giuseppe Sciascia
  2. simon89

    Varese torna sul mercato

    L’Openjobmetis apre ufficialmente la caccia ad un rinforzo sul perimetro. Anticipati i tempi delle valutazioni rispetto all’idea di riflettere a bocce ferme durante la pausa per le Nazionali: definitiva la bocciatura di Pablo Bertone da parte di Attilio Caja dopo le due-azioni-due nelle quali è rimasto in campo contro Avellino (una palla persa e una tripla subita dall’uomo su cui difendeva), e la successiva “consacrazione” pubblica del problema nella conferenza stampa del dopo gara («Non riesco a farlo rendere»). Varese cerca dunque da ieri un sostituto dell’esterno oriundo, ingaggiato in estate per essere il sesto uomo di impatto dietro i 5 titolari stranieri, e scivolato al decimo posto nelle rotazioni di “Artiglio” (9 punti in 37’ totali con 4/15 al tiro nelle 6 gare di campionato disputate in maglia OJM). La partita contro la Sidigas ha ribadito la solidità dell’impianto di gioco disegnato dal tecnico pavese col personale scelto in estate; per evitare di dipendere sempre dalle magie di Avramovic o dalle percentuali nel tiro dall’arco, serve però un “ritocchino” che aumenti il potenziale offensivo della squadra senza stravolgerne la mentalità operaia. Di fatto un elemento che accetti di partire dalla panchina con costi adeguati, anche se c’è disponibilità per uno sforzo superiore rispetto all’uscente Bertone, che comunque resta in organico fino all’arrivo del sostituto (oggi in partenza per Oporto insieme alla squadra per la trasferta di domani in FIBA Europe Cup). Il discorso economico e di responsabilità sembra escludere in partenza la suggestiva ma difficilmente praticabile ipotesi del ritorno di Dominique Johnson: posto che Pistoia lo lasci libero, cosa che al momento non sembra affatto scontata, l’ex biancorosso avrebbe le atout tecniche adatte ma dovrebbe calarsi in un ruolo non suo. La ricerca di Andrea Conti è concentrata su una guardia che abbia fisico, potendo magari dare minuti anche in ala piccola, dove di fatto Bertone non è mai stato utilizzato e al di là della partita jolly di Natali contro la Sidigas c’è rischio di “tirare il collo” a Scrubb. Ma anche gambe fresche per saltare l’uomo e aiutare il canadese a migliorare le sue percentuali dall’arco (30,8% da 3 contro il 53% del 2017/18 ad Avellino) creandogli tiri più aperti e togliendogli attenzioni delle difese come accadeva lo scorso anno in Irpinia. Scartata già la settimana scorsa l’ipotesi Stojanovic, considerato troppo ala e poco guardia oltre che troppo amante della palla in mano, nessuna delle piste americane ed europee vagliate finora sembra combaciare alla perfezione all’identikit disegnato da Attilio Caja. L’unica situazione intrigante, ma da esplorare in maniera approfondita valutandone costi ed effettiva fattibilità, potrebbe essere quella dello sloveno Blaz Mesicek: il 21enne esterno lo scorso anno a Brindisi dove ha totalizzato 9,9 punti e 2,4 rimbalzi, è tornato in patria all’Olimpia Lubiana dove viaggia a 8,0 punti e 2,0 assist in Champions League. Un “Simil-Avramovic” di 197 centimetri - pure mancino come il serbo - che partirebbe come suo cambio ed eventualmente il prossimo anno esserne il sostituto. Giuseppe Sciascia
  3. Toto Bulgheroni ribadisce la fiducia nel gruppo dell’Openjobmetis e allontana almeno per ora “sirene” di mercato per modificare il roster attuale. Il consigliere delegato all’area tecnica biancorossa fa il punto della situazione dopo lo stop esterno di Reggio Emilia: «Non siamo certo nelle condizioni di chi come Brescia e Trento si trova nella necessità di cambiare per esigenze di classifica. Abbiamo 6 punti e sappiamo benissimo la nostra collocazione nel ranking del campionato; a mio giudizio abbiamo disputato 2 partite molto buone all’Enerxenia Arena, e dunque ho fiducia nella crescita del gruppo che deve solo sbloccarsi in trasferta». Dunque la ricetta è quella di affidarsi al lavoro in palestra, specialità della casa del coach? «Sono convinto che il lavoro paga, e la nostra squadra non è seconda a nessuno in questo aspetto vista la presenza di un comandante come Attilio Caja che ha la preparazione necessaria per affrontare queste situazioni in un campionato molto duro come quello che si sta profilando. La chimica del gruppo è buona ed è quello che conta; ci sono giocatori che non hanno ancora reso secondo le aspettative, ma il coach ha grande esperienza e saprà trovare il modo giusto per sfruttare al meglio il potenziale di tutti». In questo momento la differenza tra l’OJM formato Enerxenia Arena e quella da trasferta pare però notevole... «Evidentemente è così: fuori casa non riusciamo a concretizzare tutto il lavoro difensivo che svolgiamo. La squadra si applica e gioca con il massimo dell’impegno, ma non riesce a monetizzare in attacco tutta la mole di fatica. Le 16 palle perse di domenica sono troppe e sono indice della fatica a scioglierci un po’ in fase offensiva. Sembra che viaggiamo col freno a mano tirato rispetto alle gare casalinghe, dove invece riuscendo ad essere più aggressivi troviamo punti da situazioni di contropiede e rimbalzi d’attacco che ci aiutano ad acquisire sicurezza». Fiducia nel sistema e nel gruppo in attesa della scintilla per invertire il trend esterno? «Il sistema è valido e solido, dobbiamo solo sbloccarci in trasferta con una prestazione brillante che ci garantisca anche il risultato. Ho in mente la vittoria esterna di Venezia nella prima giornata del ritorno: fu il segnale della svolta dopo un girone di andata nel quale andammo più volte vicini alla vittoria esterna perdendo più volte per episodi finali dopo tante prestazioni positive». Domenica contro Avellino (che cerca un sostituto europeo dell’infortunato Costello, c’è l’ipotesi Ortner, ndr) sarà un test importante... «Ci aspetta una sfida delicata, al di là della coppa che potrebbe darci la certezza della qualificazione: per me la Sidigas è una delle prime quattro squadre del campionato. Sarà una partita delicata perché molto difficile contro un’avversaria dal grandissimo talento offensivo, un test molto significativo per noi, ma preparandoci al meglio e con la giusta carica del pubblico potremo misurare il nostro spessore». Giuseppe Sciascia
  4. Bilanci individuali di fine precampionato per l'Openjobmetis. A sei giorni dall'esordio contro Brescia, ecco il borsino dei singoli in funzione di presenze, punti segnati e media punti nelle 13 amichevoli disputate dal team di Caja, in ordine di ruolo e dividendo quintetto e panchina. Spicca la suddivisione stabile dei carichi offensivi, con 5 giocatori in doppia cifra media ma Avramovic capocannoniere. IL QUINTETTO MOORE 6 (13 g, 93 pts, 7,2 ppg) Precisione balistica intermittente (bene al "Lombardia" e contro Pistoia a Cividale) al di là del normale adeguamento ad un sistema e ad un coach diverso dopo i 4 anni con Esposito. Affidabilità e linearità come da aspettative, pochi acuti ma anche poche sbandate. AVRAMOVIC 6.5 (7 g, 85 pts, 12,1 ppg) Ancora in rodaggio e centellinato da Caja dopo i 15 giorni saltati per la chiamata della Serbia, conferma lo status di prima punta (non in doppia cifra soltanto nel -34 contro Milano) e la capacità unica nel roster di dare adrenalina e brio alla manovra. SCRUBB 7 (13 g, 130 pts, 10,0 ppg) Duttilità, dinamisimo, fiuto del pallone in difesa ed a rimbalzo: lontanissimo dall'esplosività e dalle doti balistiche di Okoye (finora il tiro non è entrato, ma può sbloccarsi visto il 53 per cento della stagione passata), ma il suo moto perpetuo lo rende ad oggi il più inserito nel sistema tra i nuovi acquisti. ARCHIE 6 (13 g, 134 pts, 10,1 ppg) L'acuto finale contro la Virtus Bologna è un segnale forte e chiaro della sua integrazione nel sistema e della capacità di alzare il livello in funzione di quello delle avversarie. Il titolo di MVP a Cividale chiude in crescendo il suo precampionato: se apre il campo in attacco e chiude gli spazi in difesa come al "Pajetta"... CAIN 6,5 (13 g, 132 pts, 10,0 ppg) Era e resta la pietra angolare attorno alla quale coach Caja ha edificato il sistema: presenza fisica nel pitturato, chiusure difensive, buoni blocchi, capacità di occupare gli spazi sono qualità innate che non vanno nelle statistiche ma che migliorano la qualità del gioco di squadra e dei compagni. LA PANCHINA TAMBONE 7 (13g, 130 pts, 10,0 ppg) Crescita esponenziale rispetto a 12 mesi fa per impatto tecnico e presenza mentale: nella scorsa annata ha dimostrato d'essere giocatore di serie A, l'estate con la Nazionale Sperimentale lo ha restituito più sicuro dei suoi mezzi e con una fiducia assoluta nel suo tiro. BERTONE 6 (13 g, 71 pts, 5,5 ppg) Impatto alterno legato prima di tutto alle percentuali dal perimetro: la capacità di rendersi utile in tanti aspetti del gioco non manca, deve migliorare la capacità di incidere tanto in poco tempo e digerire al meglio il sistema Caja. NATALI 6 (13 g, 62 pts, 4,8 ppg) Uomo sicurezza per la capacità di giocare all'interno dei suoi limiti: difesa forte, intensità, qualche tripla (due volte anche in doppia cifra) e massima disponibilità a dare il massimo nei minuti che Artiglio gli mette a disposizione. FERRERO 6,5 (13 g, 96 pts, 7,4 ppg) Il capitano ha lustrato il cannone in vista del campionato crescendo alla distanza con gli ultimi picchi contro Legnano e Virtus Bologna. Il lavoro estivo gli ha ridato freschezza dopo il problema alla caviglia dello scorso mese di febbraio e il tiro da fuori sembra più affidabile. IANNUZZI 6 (13 g, 84 pts, 6,5 ppg) Già efficace alter ego di Cain, rispetto al quale dà meno sostanza difensiva ma più profondità offensiva alla manovra. L'attacco a metà campo che coinvolge molto i centri saprà sfruttarne il suo mix di tecnica e tocco, per rubare minuti al titolare dovrà aumentare la sua fisicità nel pitturato. Giuseppe Sciascia
  5. L'Openjobmetis presenta un biglietto da visita divertente ai suoi tifosi. I presenti all'Enerxenia Arena - in verità pochini, poco più di 700 contando anche l'ingresso gratis per gli abbonati - in occasione del vernissage casalingo contro l'Axpo si godono un test piacevole pur considerando la differenza di categoria e le condizioni precarie con cui Legnano si è presentata a Masnago. L'assenza dell'ultima ora di Tony Raffa (risentimento muscolare accusato in mattinata) che si aggiunge alle defezioni di Bianchi e Benetti (notizie tutt'altro che confortanti sul conto del lungo ex Virtus Roma, possibile un nuovo assalto per Nikolic?) non ha però tolto all'Axpo la voglia di onorare il palcoscenico di lusso. I 99 punti segnati hanno costituito il massimo bottino delle 11 uscite prestagionali, frutto di una prova che ha abbinato fluidità a precisione dall'arco (11/24 da 3) nella serata da inedito top-scorer per un caldissimo Giancarlo Ferrero (7/11 al tiro). Il pubblico presente si è divertito per le accelerazioni di un Avramovic già pronto a scaldare la platea per l'esordio del 7 otatobre contro la Germani (tanti applausi per la schiacciata a una mano in coast-to-coa-st dopo una rubata) apprezzando la versione più "gasata" del solito dell'OJM. Per Legnano il passivo finale ha punito eccessivamente la compagine di Sacco alla luce delle tante assenze; gli Knights hanno sfoggiato la mano educata del 18enne azzurrino Bortolani, ma soprattutto il poliedrico talento di Makinde London, giocatore da seguire con interesse in ottica futura per il mix di qualità balistiche 3-4 da 3 nel primo quarto) e dinamismo (schiacciata in faccia ad Archie sulla linea di fondo) che gli sono valsi l'applauso di Masnago all'uscita per 5 falli. Varese ha ritrovato un Avramovic tirato a lucido, che ha mostrato il solito feeling con Cain e Tambone; e contro un'avversaria costretta fisiologicamente a rallentare il ritmo alla distanza, l'attacco OJM ha colpito puntualmente dalI'arco con un tonico Ferrero e un ispirato Natati. Le prove generali della stagione al via per entrambe fra 10 giorni saranno quelle in programma nel weekend, con Varese che sfiderà Pistoia a Cividale già domani e gli Knights impegnati nell'appuntamento casalingo di sabato al Memorial Morelli. Pur senza la sua mente, l'Axpo onora l'impegno con le risorse disponibili, con un primo quarto da 7/10 da 3 che permette alla squadra di Sacco di tenere testa ad una Openjobmetis più frizzante che concreta. II 29-27 della prima frazione è punteggio inusitato per i canoni del precampionato biancorosso; i presenti apprezzano comunque l'energia di Avramovic e la precisione balistica di Natali (24-17 al 8' con dardo di tabella quasi dall'angolo). Poi alla distanza Varese fa valere la maggior profondità della panchina e il vantaggio in termini di stazza: prima Iannuzzi e poi Cain costruiscono un gap sostanzioso (35-27 al 13', 46-34 al 18') acuito da due fiondate di capitan Ferrero. Dopo l'intervallo il vantaggio OJM cresce con Avramovic e Tambone che aprono il fuoco dall'arco (63-46 al 25'); ancora raffiche con Natati in evidenza per l'81-58 del 30', poi il quinto fallo di London con oltre 5' da giocare toglie il principale riferimento all'attacco Expo. Fra 10 giorni contro Brescia si farà sul serio, per il 7 ottobre ci saranno la vera Varese e il vero calore dell'Enerxenia Arena. Giuseppe Sciascia
  6. Dopo un mese di lavori in corso, pagano le scelte di coach Caja anche se l'opera di costruzione va completata Appunti di viaggio dopo un mese per una Openjobmetis che prepara gli ultimi tre test per completare il rodaggio in vista del via della stagione il 7 ottobre. COSA VA DIFESA BUNKER - Era la peculiarità della stagione 2017/18, lo sarà ancor di più nel 2018/19 con un mix di applicazione e intensità in grado di soddisfare le richieste di Attilio Caja. Concentrazione in retroguardia e presenza a rimbalzo restano le due pietre angolari del sistema Va- rese: sotto il profilo dell' atteggiamento Ferrerò e soci sono stati in "clima campionato" sin dalla prima uscita. CAIN E AVRA SÌ -Il pilastro della difesa e la prima punta sono pronti a ripartire da dove avevano chiuso la stagione passata: il centro statunitense si è confermato insostituibile perno del sistema in mezzo all'area, sfruttando il maggior numero di possessi garantitigli da una manovra che usa molto i centri. La guardia serba a Brescia non ha tirato benissimo ma si è confermato innesco per i compagni e terminale imprescindibile a difesa schierata. TAMBONE CRESCE - Percentuali altissime dall'arco ma anche personalità ed efficacia in regia per il regista romano: con Moore ancora alle prese con i meccanismi del sistema Caja da digerire, il play del 1994 è "quasi titolare"... ROTAZIONI PROFONDISSIME - Se la panchina ridotta all'osso visto l'impatto limitatissimo di Delas e Dimsa è stata la causa prima dello 0-3 con Brescia nonostante 105 minuti al comando, quest'anno le rotazioni profonde (oltre a Tambone, Ferrero e Natali anche Iannuzzi e Bertone sanno rendersi utili) dovranno essere un'arma dell'OJM anche alla luce del doppio impegno. In precampionato Caja ha ruotato tantissimo, anche nell'ottica di verificare e dare opportunità a tutti. COSA NON VA ATTACCO DA REGISTRARE - Varese mette in campo tonnellate di energia in difesa ma ancora fatica a monetizzarle sul tabellone: se la retroguardia è atteggiamento e mentalità e la fase offensiva è legata a sincronismi da migliorare il tempo è la miglior medicina, auspicando che non servano 4 mesi come nel 2017/18. Per ora è questione di percentuali (su tutti Scrubb che pure sa rendersi utile in tanti modi) ma non di qualità dei tiri, che è mediamente elevata; per ora non si vede uno stoccatore da 39% da 3 su 6 triple a partita come l'Okoye dello scorso anno. MOORE E ARCHIE DA INSERIRE - Nelle pieghe delle valutazioni sui singoli sono i due giocatori che devono ancora elevare il rendimento su standard più costanti. Il play è stato MVP al Trofeo Lombardia, ma non è ancora del tutto padrone dei sincronismi della manovra. L'ala forte è parso il più appesantito dai carichi, la crescita rispetto alle prime uscite è stata lenta ma costante, ma finora ha inciso più da sotto che da fuori e c'è bisogno di produttività perimetrale per capitalizzare il volume di gioco di una OIM che deve distillare più qualità dalla enorme quantità di impegno profuso. Giuseppe Sciascia
  7. L'Openjobmetis cede a fil di sirena nella finale del Memorial Ferrari. Un guizzo di Jordan Hamilton (MVP della manifestazione) costa la terza sconfitta del precampionato biancorosso; a due settimane dal match a campi invertiti contro Brescia che inaugurerà la stagione, le indicazioni della due giorni di Brescia restano comunque positive per il team di Caja. Tante conferme sul piano della coesione e della tenuta difensiva, che rappresentano le fondamenta del sistema di gioco su cui Varese costruirà ancora le sue fortune. Si può fare meglio sul piano della conversione in punti del volume d'intensità profusa nell'arco dei 40 minuti, evitando di sprecare ghiotte oppor- tunità in campo aperto prodotte da una retroguardia già in forma campionato. E ciò al di là del 9/30 finale dall'arco. L'OJM graffia in retroguardia e corre in campo aperto per il 2-9 iniziale, ma capitalizza solo in parte i suoi massicci sforzi difensivi col 34% al tiro di metà gara che impedisce di raccogliere le fatiche nella propria metà campo. Così i tentativi di allungo firmati da qualche sporadica tripla (9-16 al 7' con "gol" di Tambone e 20-26 al 15' con l'unico guizzo di Avramovic) non concretizzano appieno gli sforzi di Varese, che vira sul 26-31 del 20' a dispetto di un sostanzioso predominio a rimbalzo. Dopo l'intervallo la truppa di Caja alza ulteriormente il volume in campo aperto con Scrubb e Avramovic che siglano il 34-43 del 24'; il motore dell'attacco però va a strappi e Brescia impone l'atletismo di Alien e Abass per il primo sorpasso (46-44 al 28'). L'OJM non perde la targa e riannoda i fili del gioco (59-61 al 35'); nella sagra degli errori dall'arco il guizzo di Avramovic vale il 63-65 del 38', ma Varese gestisce male un paio di possessi e Brescia sorpassa con un dardo dall'angolo di Abass (68-65 a meno 13"). Replica frontale di Tambone per la parità a quota 68 a 3 secondi e 6 decimi dal termine; un errore difensivo di Archie concede però una scorribanda al ferro dello sgusciante Hamiliton e la Germani esulta sul suono della sirena. Fra due settimane all'Enerxenia Arena sarà partita vera. Brescia si preparerà con la Supercoppa del prossimo weekend e l'esordio in Eurocup contro Monaco del 3 ottobre; l'Openjobmetis dovrà mettere a frutto gli ultimi tre test (mercoledì vernissage casalingo con Legnano, venerdì e sabato a Cividale del Friuli) per "pulire" il suo attacco. Giuseppe Sciascia
  8. simon89

    OJM, vittoria d'Europa

    L'Openjobmetis supera il test Zielona Gora e vola in finale al Memorial Ferrari. Nella giornata dell'inaugurazione ufficiale del modernissimo PalaLeonessa da 5.175 posti che nel prossimo weekend ospiterà la Supercoppa, la formazione di Attilo Caja regolal a quotata squadra polacca con un mix di intensità difensiva e ritmo elevato. Varese non incanta ma convince proponendo un basket non frizzante (7/26 da 3 e 12/22 in lunetta) ma oltremodo sostanzioso, sorprendendo a suon di ripartenze lo stazzato Stelmet in un anticipo dei temi futuri dell'avventura europea in FIBA Cup. Il rientro di Avramovic (5/11 al tiro e 6 assist in 22') aggiunge all'attacco biancorosso una fondamentale dimensione "verticale" che si aggiunge al volume intemo garantito dal MVP Cain (anche 6/8 ai liberi). E nella serata in cui gli esterni titolari litigano col ferro sono gli uomini della panchina a dare la scossa vincente: Moore tesse la tela (5 assist) ma gira a vuoto al tiro, e allora un Tambone infuocato (4/5 di cui 3/3 dall'arco) spinge i primi allunghi biancorossi ( 15-9 al 6', 34-27 al 16'e 51-44 al 25') puntualmente ricuciti però dai polacchi. Nei primi tre quarti l'OJM macina gioco faticando però a trovare continuità offensiva dal perimetro; lo strappo decisivo arriva in avvio del quarto periodo, con le triple di capitan Ferrero e Bertone a dare supporto ad una difesa graffiante (70-59 al 33' ). I margini di crescita sono da cercare nel rendimento dei singoli - Archie e Scrubb su tutti - più che nel sistema, che ancor più della stagione passata funziona sul modello "pari opportunità". E se in una serata avara di triple contro un'avversaria superiore in termini di centimetri il secondo quintetto produce 34 punti e garantisce 40 minuti di energia costante in retroguardia, significa che Varese è sulla strada buona al di là della vittoria numero 7 in 9 test precampionato. Stasera alle 20.45 la finalissima contro la Germani che ha sconfitto Pesaro 74-53 in un bel antipasto della prima giornata. Finora il bilancio per i biancorossi sono le vittorie contro "mezza" Trento e Cantù e le sconfitte contro la corazzata Milano e Torino nell'unica "stecca" del Memorial Di Bella. Giuseppe Sciascia
  9. L'Openjobmetis alza il secondo trofeo del suo precampionato. Dopo la vittoria del "Lombardia", i biancorossi concedono il bis al Memorial Bertolazzi di Parma: un successo per certi versi annunciato dato che Varese era l'unica squadra di A insieme a tre realtà pur di vertice di A2. Comunque un passo avanti rispetto alla scialba prova di mercoledì scorso a Pavia per la truppa di Attilio Caja, che nella finalissima contro Tortona ha ritrovato il feeling con la retina dall'arco. Show balistico per lunghi tratti del match con i lombardi a macinare gioco dentro e fuori dall'area, e la Bertram Yachts (senza Spizzichini e Ndoja) a rispondere con i dardi dello scatenato Knowles (9/15 da 3) in un primo tempo da 10/14 da 3. Varese, guidata inizialmente da Matteo Tambone con coach Caja che ha fatto rifiatare Moore, aveva trovato nuovamente ottimi spunti iniziali da Archie (14 all'intervallo lungo) in un primo quarto su ritmi balistici torrenziali (27-25 al 10' con tripla allo scadere di Ferrerò). Dopo il 34-40 del 13' firmato dalle fiondate di Knowles, l'OJM ha girato qualche vite in difesa e con Tambone ispirato dall'arco ha piazzato un controbreak di 17-4 nel finale del primo tempo (51-44 al 20'). Di nuovo equilibrio nel terzo quarto con i muscoli di Cain e un tonico Natali sul fronte biancorosso e Knowles ancora "bum-bum" (26 alla terza sirena) a non modificare il gap all'ultima pausa. Nel quarto periodo però Varese ha allungato il passo e messo definitivamente al sicuro il risultato in una prova solida con 5 giocatori in doppia cifra e 10 triple a referto. Spunti positivi anche da Bertone oltre a Tambone in regia e Cain dentro l'area, mentre le risposte di Archie (40 punti in due giorni a Parma) sono state quelle attese dall'area tecnica. Ora il gruppo biancorosso osserverà una giornata di riposo e riprenderà domani a lavorare a ranghi finalmente completi col ritomo in gruppo di Aleksa Avramovic, in campo finora soltanto nelle due amichevoli iniziali a Castelletto Ticino. La necessità di lavorare al completo con la guardia serba - al momento l'unico solutore fuori dai giochi a disposizione di "Artiglio" in un roster di giocatori votati alla coralità ed alle esecuzioni - sembra spingere Varese a chiedere l'annullamento del galoppo casalingo originalmente previsto per mercoledì contro la Sam Massagno (decisione ufficiale attesa in giornata). L'obiettivo è quello di rodare al meglio i meccanismi in vista di un test oltremodo probante, come il Memorial Ferrari di Brescia (semifinale contro lo Stelmet Zielona Gora, secondo atto con Pesaro o la Germani padrona di casa) che disterebbe solo 48 ore dall'incrocio con i ticinesi. La prima uscita casalinga ufficiale resta comunque fissata per il 26 settembre in occasione dell'amichevole ufficiale con l'Axpo Legnano. Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis riaccende il motore anche senza pioggia di triple nel primo atto del Memorial Bertolazzi di Panna. La truppa di Attilio Caja impone il peso dei muscoli contro la Tezenis Verona, quotata formazione di A2 che cede il passo contro la maggior fisicità dei bianco-rossi. In attesa del ritorno di Avramovic dalla Serbia (la guardia mancina potrebbe giocare stasera contro l'Estonia: il rientro in città è atteso per domani), Varese viaggia ancora a fasi alterne sul fronte offensivo in una serata povera di qualità balistica (5/18 da 3). Gambe ancora dure ma squadra meno imballata rispetto a Pavia, considerando anche la minor taglia fisica di Verona rispetto a Torino che ha riaperto le porte del "pitturato" ai lunghi biancorossi dopo le difficoltà del Memorial Di Bella di trovare alternative al tiro dall'arco. In particolare, Dominique Archìe (8/13 al tiro e 7 rimbalzi) ha dato le risposte richieste da Attilio Caja; ma il predominio interno di Cain (4/4 da 2, 5/6 ai liberi e 7 rimbalzi) e Iannuzzi ha garantito uno sbocco interno costante alla manovra OJM. Che, invece, ha stentato ancora sul perimetro a dispetto di una solida costruzione del gioco: Ferrero e soci hanno ingranato le marce alte quando la difesa ha acceso il motore del contropiede con un 14-1 decisivo nei primi 6' dell'ultima frazione. In precedenza qualche alto e basso e qualche affanno nel garantire sbocchi offensivi costanti. Stasera alle ore 20.30 la finalissima contro Tortona, altra formazione militante in A2. Poi il precampionato entrerà nel vivo con i quadrangolari di Brescia e Cividale del Friuli nei quali Varese sfiderà avversarie di livello più alto, con Avramovic di nuovo in campo. E il serbo è parso finora l'unico giocatore in grado di accendere una squadra sempre diligente nelle esecuzioni e puntuale nell'applicazione difensiva, ma a volte troppo piatta nel suo rendimento offensivo se non premiata dalle percentuali dall'arco. LA CRONACA - Primo quarto di marca Tezenis con le triple di Udom e Amato che siglano i vantaggi della squadra di Dalmonte (10-14 al 6'). Varese impone la sua maggior stazza dentro l'area con Iannuzzi che si fa sentire nel pitturato e prende il comando dopo la prima pausa (23-19 al 13'). I servizi interni per il tonico Archie ( 14 alla pausa lunga) assieme ad una difesa più efficace sul perimetro permettono alla compagine di Caja di costruire uh piccolo margine (36-26 al 18'); cinque punti di un pungente Amato (11 all'intervallo) permettono a Verona di dimezzare il gap. Dopo la pausa lunga Varese aumenta i giri in difesa e rilancia la fuga con un 7-0 tutto ritmo ed energia (43-31 al 23'). Ma nelle esecuzioni a difesa schierata manca la scintilla di un giocatore capace di uscire dagli schemi e la Tezenis si riavvicina a suon di triple (53-48 al 30'). Il momento migliore dell'OJM arriva in avvio del quarto periodo: una fiammata di Scrubb e la verve di Archie (poi precauzionalmente out negli ultimi 5' per un colpo poco sopra il ginocchio destro) permettono al gruppo di Caja di piazzare l'affondo decisivo (67-49 al 35'). Giuseppe Sciascia
  11. L'Openjobmetis mostra il suo "lato B" nel Memorial Di Bella. Dopo i 94 punti con 13 triple della finale del Trofeo Lombardia, una Varese imballata e poco lucida va progressivamente fuori giri contro l'aggressività di Torino, alla prima vittoria del suo precampionato. Ritomo a casa da protagonista solo nel pre-partita per Attilio Caja, applauditissimo dal pubblico della sua città: i biancorossi non trovano mai le chiavi per accendere un attacco troppo statico e farraginoso (34% dal campo con 13 perse e soli 8 viaggi in lunetta), e quando la difesa non graffia più (38 punti concessi nella ripresa dopo i 12 della pausa lunga) si fanno rimontare da una Fiat incompleta ma grintosissima. E dire che l'Auxilium si era presentata in condizioni fortemente rimaneggiate, chiedendo di accorciare i tempi nella ripresa (giocati 38 minuti effettivi con un ultimo quarto da 8 minuti): Torino era priva di 3 dei sei stranieri (il play Taylor, l'ala Wilson e il lungo McAdoo), senza capitan Poeta a riposo per scelta di coach Brown e con l'ex azzurro Cusin a scartamento ridotto. Però il Memorial Di Bella ha comunque offerto indicazioni importanti a coach Caja: contro una difesa capace di togliere quasi completamente il gioco interno, e in una serata di grande affanno dal perimetro, Varese ha prodotto un volume offensivo davvero ridotto, "incartandosi" troppo spesso nell'eseguire i giochi anziché attaccare con energia i cambi sistematici di Torino. Stavolta l'assenza di Avramovic si è fatta sentire, perché senza il suo unico incursore l'OJM si è rifugiata in uno stillicidio di triple con esiti alquanto modesti (24 tentativi dall'arco contro 23 soluzioni interne). Senza fluidità nella circolazione di palla e una difesa che graffia, Varese può faticare quando le avversarie alzano il tasso atletico: nota importante sulla quale lavorare in ottica futura. Mani gelide in avvio sui due fronti col 6-2 del 5' prodotto da tre guizzi interni di Cain; l'OJM spara a salve davanti ma "azzanna" con l'abituale grinta dietro, e si guadagna un margine sempre più concreto a suon di muscoli (13-4 al 9'). Pur nella povertà balistica più assoluta a dispetto della qualità dei tiri costruiti, Varese non stacca mai la spina in difesa come dimostrano i 6 punti concessi nei primi 13' all'Auxilium. L'attacco biancorosso batte in testa dal perimetro con 2 soli punti prodotto nei primi 6'15", poi una tripla di Tambone rompe l'incantesimo (18-6 al 16') ma alla pausa lunga il piatto piange (2/16 da 3). Torino prova a scuotersi con una fiammata di Delfino dopo l'intervallo; l'OJM continua a pasticciare e un 2+1 di Stojanovic riavvicina la Fiat sul 25-22 del 25'. Rottura prolungata biancoros-sa e sorpasso Auxilium quando la squadra di Brown si sblocca dall'arco (25-27 al 27'); un 6-0 dall'arco firmato Ferrero e Tambone rida gas a Varese, che però non nova più le chiavi dell'area né in penetrazione né con i lunghi. E rimane nuovamente a secco per 6' con gli avversari di nuovo al comando (31-33 al 32'). Dopo una lunghissima serie di triple a vuoto due soluzioni interne di Cain e Bertone valgono il 38-37 del 34'; Torino sfrutta però la fisicità e l'atletismo di Cotton e Demetrio per punire una OJM ripetutamente confusionaria in attacco (38-43 al 37'). Giuseppe Sciascia
  12. La Pallacanestro Varese, ancora priva di Aleksa Avramovic, si aggiudica la decima edizione del Trofeo Lombardia superando in finale Cantù con il risultato di 94 a 76. Ottima la prestazione corale della truppa di Caja che ottiene la quarta vittoria in cinque partite di precampionato. Dopo 2′ di errori da una parte e dall’altra, Scrubb inaugura il match con un buon canestro nel pitturato che dà il via alla corsa biancorossa che, al 5′, è già sul +10 (14-4). Il timeout di coach Pashutin scuote i suoi che trovano buone soluzioni da lontano con Tavernari; di contro, la Openjobmetis perde lucidità in attacco e al 10′ il vantaggio è solo di un punto (18-17). Iannuzzi inaugura il secondo quarto con 4 punti di fila che, uniti alla bomba di Tambone, valgono il momentaneo 25-17. Cantù prova a rispondere con Mitchell ma stavolta la Openjobmetis non trema e al 20′ è sul +8 (40-32). Nonostante un miglior inizio dei biancoblu, nel terzo quarto Varese scatta decisamente in avanti, grazie alle ottime giocate di Moore (premiato a fine partita MVP del torneo) e Bertone. Cantù non trova soluzioni e al 30′ scivola sul -15 (68-53). La trama non varia negli ultimi 10′ di gioco, con i biancorossi che dilagano anche nel risultato finale limitandosi a gestire gli ultimi minuti. La Openjobmetis tornerà in campo mercoledì 12 in occasione del Memorial “Aldo Di Bella”. Appuntamento al PalaRavizza alle ore 20:00. PALLACANESTRO OPENJOBMETIS VARESE-PALLACANESTRO CANTÙ: 94-76 Pallacanestro Openjobmetis Varese: Archie 13, Borsato, Iannuzzi 6, Natali 9, Bertone 5, Scrubb 15, Verri 1, Tambone 13, Cain 13, Ferrero 8, Moore 11. Coach: Attilio Caja. Pallacanestro Cantù: Mitchell 12, Calhoun 21, Blakes 19, Baparapé ne, Parrillo 6, Davis 7, Tassone 2, Pappalardo ne, Quaglia, Gerasimenko ne, Tavernari 9. Coach: Eugrny Pashutin. Parziali: 18-17; 22-15; 28-21; 26-23. Progressivi: 18-17; 40-32; 68-53; 94-76. Note – T3: 12/27 Varese, 10/39 Cantù; T2: 19/27 Varese, 17/27 Cantù; TL: 20/27 Varese, 12/19 Cantù. Rimbalzi: 41 Varese (Scrubb 10), 26 Cantù (Quagli 9). Assist: 24 Varese (Tambone 8), 14 Cantù (Blakes 6).
  13. L'Openjobmetis supera in scioltezza l'incompletissima Trento e vola in finale al Trofeo Lombardia. Netto successo per la truppa di Attilio Caja nel match inaugurale del quadrangolare di Desio: ai biancorossi bastano 15 minuti di difesa graffiale e triple a raffica per piegare le ginocchia di una Dolomiti Energia senza ben 6 effettivi (oltre alle assenze annunciate dei nazionali Flaccadori e Beto Gomes e ai convalescenti Hogue, Pascolo e Marble out in extremis anche Radicevic). La valenza del test è relativa alla luce della versione largamente incompleta dell'avversaria di turno; però la Varese capace di proteggere l'area con energia, ripartire di slancio in campo aperto e costruire triple aperte con la circolazione di palla che ha spaccato la partita nel secondo quarto (dal 19-17 del 10'al 49-30 del 20') e poi dilagato fino al 65-39 del 25' è quella che "Artiglio" vorrebbe sempre vedere. In assenza di Avramovic (ieri 6 punti nel successo 99-43 della Serbia contro l'Ungheria, crescono le chance di convocazione per le gare contro Estonia e Grecia) i biancorossi hanno trovato comunque sbocchi perimetrali alternativi alla manovra. Prestazione balistica brillante per Ronald Moore, autore di 11 punti nel primo quarto e alla fine top-scorer con 6/9 dal campo e 5 assist; di nuovo sugli scudi Matteo Tambone (4/4 da 3 in 19'), che sfruttando l'onda lunga del lavoro estivo con la Nazionale Sperimentale sembra ad oggi il più in forma del gruppo. Nel complesso l'Openjobmetis mostra progressi sul piano della condizione e della coesione rispetto alle prime uscite di Castelletto Ticino. La capacità di creare tiri aperti per tutti gli effettivi è già una certezza, e i passi avanti di Archie - già evidenziati contro Tortona -fanno ben sperare. Sicuramente da migliorare la concentrazione sotto i cristalli, con gli ultimi 15' meno intensi e di conseguenza un ritmo meno sostenuto che in corrispondenza col calo delle percentuali dall'arco ha tolto brio all'attacco biancorosso (12 punti nell'ultimo quarto dopo i 30 della seconda frazione chiusa con 5/7 da 3). Sbrigato senza troppi patemi il compitino Trento, ora si attendono risposte più stimolanti dalla finalissima di stasera: di fronte Varese si troverà Cantù, che nell'altra semifinale all'insegna dell'equilibrio ha battuto Cremona. Per un motivo o per l'altro - la differenza di categoria per Tortona e Biella, il livello dell'avversaria per Milano, il roster incompleto per Trento - la compagine di Caja non ha ancora potuto trarre riscontri probanti dalle prime 4 gare del precampionato. La finale del Trofeo Lombardia, pur senza la prima punta Avramovic, servirà a verificare la tenuta del sistema Openjobmetis contro un'avversaria dal tasso atletico elevato anche se a sua volta incompleta. Intanto però, per gli amanti della cabala, c'è da notare che i bianco-rossi tornano in finale al quadrangolare di Desio sei anni dopo l'ultima apparizione: erano gli "Indimenticabili" di Frank Vitucci che vinsero il Lombardia e incassarono la prima sconfitta solo ai primi di dicembre dopo 20 successi in fila. Giuseppe Sciascia
  14. simon89

    OJM, sospiro di sollievo

    L’Openjobmetis tira un sospiro di sollievo per quanto riguarda le condizioni di Pablo Bertone. Gli esami specialistici effettuati nella mattinata di giovedì 7 hanno escluso problemi seri alla caviglia che mercoledì aveva costretto l’esterno italo-argentino a dare forfait dopo pochi minuti del “galoppo” con Tortona. Dunque, il blocco dell’articolazione avvertito dal giocatore ex Pesaro non è stato provocato da un infortunio di natura traumatica; già ieri pomeriggio l’atleta del 1990 è tornato a lavorare a Masnago, sia pure in maniera differenziata con il preparatore Silvio Barnabà. E se oggi il giocatore non accuserà strascichi potrebbe anche rientrare in gruppo per l’ultimo allenamento in vista del Trofeo Lombardia del weekend: sarebbe un’addizione importante per poter schierare una squadra più affidabile dal punto di vista delle rotazioni nel secondo test contro avversarie di serie A in programma a Desio. Ieri l’aggregato Stefano Borsato si è reso immediatamente utile alla causa sopperendo alla doppia assenza nel reparto guardie di Avramovic e Bertone. Ma il motivo per cui Attilio Caja insiste così tanto sulla necessità di lavorare al completo è quello di sfruttare appieno il precampionato per costruire l’identità della nuova Varese prima del tour de force del doppio impegno. L’Openjobmetis andrà in forma giocando tanto in amichevole nel mese di settembre e tra Castelletto e il “galoppo” di mercoledì si è già registrato qualche progresso nello stato di forma di Archie e Scrubb, i più appesantiti dai carichi nel primo torneo stagionale. Ma non è solo questione di condizione atletica: giocare insieme è fondamentale per metabolizzare il sistema tanto caro ad Artiglio in un percorso di crescita corale indispensabile per arrivare pronti all’appuntamento con il campionato del 7 ottobre. Aspetto fondamentale per due motivi: il primo è quello di sfruttare appieno l’onda lunga garantita dalla continuità tecnica dello staff e delle cinque conferme rispetto alla stagione passata. Il secondo è quello di prepararsi al meglio alla partenza del tour de force campionato-Fiba Europe Cup: se Varese supererà l’obiettivo minimo del primo turno della competizione internazionale, dovrà disputare 21 partite dal 7 ottobre al 30 dicembre. Per questo il coach pavese pone così tanto l’accento sull’importanza del lavoro quotidiano e sulla necessità di lavorare il più possibile al completo, confidando che Avramovic possa tornare a disposizione già da metà della prossima settimana. E se Bertone tornerà in palestra già oggi, Caja ritroverà il sorriso in vista del nuovo test del “Lombardia” contro una Dolomiti Energia ancora senza Pascolo né Beto Gomes. Giuseppe Sciascia
  15. Test positivo per l’Openjobmetis nel galoppo casalingo contro Tortona. Pur senza Avramovic e con Bertone ai box dopo pochi minuti per un fastidio alla caviglia destra, la truppa di Attilio Caja impone la differenza di categoria contro l’ambiziosa Bertram degli ex Gergati, Ganeto e Garri (a sua volta senza il play titolare Spizzichini). Al di là del risultato finale sommando i 4 periodi da 10’ dopo i quali veniva azzerato il punteggio, Varese ha mostrato diligenza e lucidità nella esecuzione delle sue trame offensive a dispetto dell’indisponibilità di entrambe le guardie dell’organico. Così, nonostante assetti forzatamente “stazzati” per dare riposo a Moore e Tambone, la formazione di “Artiglio” ha sviluppato un volume elevato di gioco (vedi il 13/32 da 3 nonostante la serataccia di un Moore in versione servente ai pezzi - 8 assist - ma sempre fuori sintonia con la retina). Gli spunti migliori sono arrivati dagli italiani della panchina, in particolare da un Matteo Tambone efficace in regia ma ispiratissimo da guardia: l’esterno romano ha chiuso con 8/10 al tiro e 4/5 ai liberi, firmando insieme a Natali la scossa dopo un inizio incerto (6-13 al 5’, poi parzialone di 20-2 a cavallo tra primo e secondo quarto). Da segnalare lo show balistico di Scrubb, micidiale nel convertire gli scarichi, e il solito superlavoro sotto entrambi i tabelloni di Tyler Cain. Anche ieri, mercoledì 5 settembre, Varese, anche senza la sua prima punta impegnato a strappare una maglia con la Serbia, ha ribadito la sua voglia di cercarsi in attacco, muovendo rapidamente il pallone sia per cercare il gioco interno che per trovare soluzioni aperte per tutti i suoi tiratori nei ruoli dal numero 1 al numero 4. Così come sabato scorso contro Biella però il test ha un valore relativo per la differenza di categoria nei confronti dell’avversaria (anche se Tortona ha ben altro spessore rispetto ai “cugini”). Più che altro, in attesa del rientro di Avramovic, c’è da verificare l’entità del problema accusato da Bertone: oggi previsti gli esami del caso, l’aggiunta al gruppo di Stefano Borsato - stabilita comunque prima dell’infortunio dell’esterno italo-argentino - darà una mano a coach Caja per evitare di sovraccaricare le uniche due guardie disponibili. Sabato 8 settembre nuovo assaggio di serie A nella semifinale del Trofeo Lombardia che opporrà l’Openjobmetis a Trento (nell’altra sfida in campo Cremona e Cantù): l’auspicio è che la guardia ex Pesaro possa essere della partita per dare una valenza più specifica alla “due giorni” di Desio. - - - Varese-Tortona 88-74 (16-13; 24-18; 24-27; 24-16) VARESE Moore 2 (1-4, 0-7), Bertone (0-1 da 3), Scrubb 17 (1-3, 5-6), Archie 10 (3-4, 1-2), Cain 13 (6-7), Iannuzzi 4 (2-4), Tambone 23 (5-5, 3-5), Natali 10 (2-4, 2-6), Ferrero 9 (1-1, 2-4), Verri ne. All. Caja. TORTONA Knowles 19 (2-4, 3-8), Tuoyo 4 (1-2), Alibegovic 12 (4-8 da 3), Ganeto (0-1, 0-1), Blizzard 6 (0-1, 2-4), Ndoja 13 (2-4, 2-5), Gergati 10 (2-2, 2-6), Buffo, Garri 11 (1-3, 3-4). All. Pansa. NOTE Tiri liberi: Varese 7/8, Tortona 11/13. Giuseppe Sciascia
  16. L'Openjobmetis va a sbattere contro la corazzata Milano nel primo anticipo della serie A prossima ventura. Pesante stop per i biancorossi nel derby fuori stagione che ha assegnato il Memorial Luciano Giani: pur senza 4 giocatori (Nedovic, Burns, Cinciarini e Jerrells), FAX Exchange è parsa di un altro pianeta rispetto ad una Varese mai in grado di scalfire la superiorità fisica e tecnica dei campioni in carica. La clamorosa scarica di triple della compagine di Pianigiani (24/48 da 3 !) ha permesso all'Olimpia di monetizzare la sua capacità di tenere i biancorossi lontani dal ferro, limitando l'impatto del gioco interno con la circolazione di palla (41% da 2 per l'OJM). Impatto diametralmente opposto rispetto all'esordio di sabato con Biella, legato principalmente alla differenza solare tra i valori delle due avversarie; troppo facile la semifinale e troppo proibitiva la gara di ieri contro un'avversaria che stavolta sembra davvero di un altro pianeta in Italia, soprattutto se la superstar Mike James (6/12 al tiro e 10 assist) saprà confermarsi costantemente sui livelli di ieri sera. L'OJM tornerà da oggi nel suo cantiere all'Enerxenia Arena - ma senza Aleksa Avramovic, in partenza per Belgrado per rispondere alla chiamata della Serbia - con Caja pronto a martellare sui concetti da migliorare. Match senza storia con la scarica iniziale dall'arco di Milano (8/14 da 3 nel primo quarto) che piega le ginocchia di una Openjobmetis in difficoltà nel trovare le misure contro la taglia fisica elevata dei campioni in carica. I filotti di James. Micov e Bertans creano subito un gap importante (9-2 al 3', 18-6 al 5' ); neppure il time-out di Caja spezza il ritmo alle raffiche dell'AX Exchange, che spara a ripetizione con Kuzminskas e dilaga sul perentorio 33-9 del 9'. Al contrario Varese fatica a trovare soluzioni interne (5/18 dal campo nel primo quarto) e muove il punteggio solo quando si accende qualche terminale perimetrale (fiammata di Scrubb a cavallo tra il primo e secondo quarto per il 39-20 del 14'). L'attacco biancorosso prova a fare le cose giuste, e quando le percentuali non premiano più l'Olimpia per qualche tratto di partita c'è equilibrio con i "prealpini" che spremono sostanza da Ferrero prima e Tambone poi. Il gap però resta nettissimo, acuito dalle invenzioni di James che colpisce da 8 metri sulla sirena di metà gara (59-33 al 20' ); e il copione non cambia anche dopo la pausa lunga, con l'OJM che prova a macinare la sua trama con le sponde interne, ma non affonda i colpi da distanza ravvicinata e scopre il fianco alle ripartenze dell'AX Exchange. Che riaccende la macchina delle triple in un terzo quarto da 9/13 da 3, con tanto di missile da metà campo di Mike James sulla sirena del minuto 30 in grado di far decollare il margine dell'Olimpia oltre quota 40 punti. Il ceffone è pesante, nessun do ci sarà da preparare il derby comunque fuori categoria pagine dell'Olimpia oltre quota dubbio però sul fatto che Attilio Caja ne farà buon uso quando ci sarà da preparare il derby del 23 dicembre contro una Milano parsa comunque fuori categoria per la stragrande maggioranza della serie A 2018/19. OPENJOBMETIS VARESE-AX EXCHANGE MILANO 72-106 (12-33.33-59.47-88) VARESE Archie 9 (3-6,1-3), Moore 6 (2-5 da 3), Avramovic 4 (1-3, 0-3), lannuzzi 6 (1-2), Natali (0-1), Bertone 10 (2-5, 2-3), Scrubb 13 (2-7, 2-5), Verri ne, Cain 8 (4-9), Tambone 11 (1-1,3-4), Ferrero 5 (2-5, 0-3). All. Caja. MILANO James 19 (1-3, 5-9), Waller 3 (1-7 da 3), Bertans 9 (3-5 da 3), Della Valle 9 (2-3,1-5), La Torre (0-1 da 3), Fontecchio 9 (2-3,1-3), Micov 18 (1-3, 5-7), Tarczewski 4 (2-3), Gudaitis, Kuzminskas 21 (1-1, 6-9), Ornter 6 (2-4), Brooks 8(1-1,2-2). All. Pianigiani. NOTE Tiri liberi: Varese 10/15, Milano 10/14. Totali al tiro: Varese 16/39 da 2,10/26 da 3; Milano 12/21 da 2, 24/48 da 3. Rimbalzi: Varese 39 (Scrubb 11), Milano 36 (Tarczewski 6). Assist: Varese 14 (Avramovic 5); Milano 28 (James 10). Spettatori 1100 circa. Giuseppe Sciascia
  17. simon89

    Varese, buona la prima

    La nuova Openjobmetis riparte dallo stesso copione di quella vecchia. Buona la prima per la formazione di Attilio Caja nell’esordio stagionale a Castelletto Ticino avvenuto ieri sera, sabato 1 settembre: supera nettamente Biella nella seconda semifinale del Memorial Luciano Giani, mostrando quello stile di gioco e quell’atteggiamento che area tecnica e ambiente auspicavano di (ri)vedere in funzione delle scelte del mercato estivo. Nonostante il 50 per cento di volti nuovi, Varese difende, corre e si passa la palla con lo stesso spirito dei momenti migliori del 2017/18; condizione e automatismi sono da affinare nelle cinque settimane che precedono l’esordio del 7 ottobre con Brescia, ma il marchio di fabbrica di Artiglio è già fortemente impresso nell’identità tecnica e caratteriale del gruppo. Spicca soprattutto il 67% nel tiro da 2, frutto dell’evidente differenza fisica legata alla diversa categoria, ma anche alla capacità dell’attacco biancorosso di costruire canestri facili con il movimento di uomini e palla (22 assist totali). Riscontri positivi da verificare al cambio della finale di stasera, domenica 2 settembre, con un ghiotto derby fuori stagione contro l’AX Exchange favoritissima per il bis tricolore. Un test probante soprattutto sul piano fisico dopo il dominio assoluto di Cain e Iannuzzi contro un’avversaria di categoria inferiore come Biella, interessante per vedere all’opera un Moore già in versione metronomo (4 assist) contro un avversario dai garretti esplosivi come Mike James, stella del mercato estivo milanese. E considerando che il primo derby in campionato si giocherà soltanto il 23 dicembre, non c’è sicuramente da aspettarsi una gara a carte coperte... La prima scarica dall’arco firmata Moore e Bertone lancia i biancorossi con un 11-0 tutto corsa e circolazione di palla che vale il 21-10 del 6’. La produzione offensiva di Varese dipende dalle percentuali dal perimetro e non dal volume di gioco: un piccolo calo a cavallo della prima pausa (4/18 da 3 a metà gara) frena per qualche minuto l’azione biancorossa, poi la squadra di Caja ridà gas con la difesa e i servizi interni per Iannuzzi (31-14 al 13’). Dopo i soli 9 punti nei primi 8’30”, le accelerazioni di Avramovic incrementano il gap nel finale della seconda frazione con un 9-0 negli ultimi 90” del primo tempo che stampa un robusto più 21 alla pausa lunga. Anche dopo l’intervallo l’atteggiamento di Varese è quello giusto, con tutta la voglia di mettere in pratica in una partita vera tutto il lavoro di “montaggio” del sistema di gioco effettuato nei primi 12 giorni. L’OJM dilaga fino al 61-27 del 26’ e non stacca la spina sino alla sirena finale di un match a senso unico. Stasera contro Milano sarà già antipasto di campionato contro una rivale in grado di mettere alla prova in maniera molto più stimolante il nuovo corso biancorosso. OPENJOBMETIS-BIELLA 84-50 (25-14; 43-22; 62-29) VARESE: Archie 8 (3-5, 0-5), Moore 9 (3-4 da 3), Avramovic 18 (4-4, 3-6), Iannuzzi 9 (4-5), Natali 5 (1-3, 1-3), Bertone 11 (3-4, 1-2), Scrubb 2 (0-2, 0-3), Verri, Tambone 4 (2-2, 0-2), Cain 16 (6-9), Ferrero 2 (1-2, 0-4). All. Caja. BIELLA: Bertotti (0-1, 0-2), Chiarastella 1 (0-1), Saccaggi 7 (2-6, 1-2), Obinna, Rajacic, Torgano (0-3 da 3), Pollone 1 (0-2), Wheatle 3 (1-5), Sims 11 (4-8, 1-5), Vildera 8 (2-5), Harrell 19 (1-5, 3-4). All. Carrea. Note - Tiri liberi: Varese 12/23, Biella 15/20. Rimbalzi: Varese 40 (Cain 9), Biella 36 (Sims 9). Spettatori: 600 circa. Giuseppe Sciascia
  18. L'abbraccio dei tifosi di Varese dà il benvenuto alla nuova Openjobmetis. Una carica da oltre 650 presenti sulle tribune dell'Enerxenia Arena per fare la conoscenza con la nuova truppa di Attilio Caja, confermatosi il vero frontman della squadra plasmata a immagine e somiglianza del suo basket concreto e senza fronzoli. Che ha conquistato il popolo biancorosso per la capacità di mantenere le promesse sottoscritte al raduno di 12 mesi fa - quando i presenti erano circa 400 - ed anche stavolta è stato Artiglio il grande protagonista del vernissage davanti ad una folla numerosissima e plaudente nei confronti della nuova Varese. La sfilata dei 12 giocatori dell'organico, guidato ovviamente da capitan Giancarlo Ferrero, s'è iniziata qualche minuto dopo le 19, quando il parterre e la tribuna del lato opposto alle panchine erano gremite di tifosi che hanno sfidato l'afa degli oltre 30 gradi all'interno di Masnago per portare il loro saluto alla squadra. Un' ulteriore conferma del gradimento della città nei confronti di una Openjobmetis costruita dalla troika formata da Bulgheroni, Conti e Caja sulla falsariga dell'identità difensiva e corale che tante soddisfazioni ha riservato la stagione passata. È toccato al nuovo direttore generale fare gli onori di casa, esaltando i risultati ottenuti nel 2017/18 e chiedendo ai tifosi bianco-rossi lo stesso sostegno costante in ogni momento di un'annata che si annuncia più complicata alla luce del massiccio rafforzamento di molte avversarie. Poi è salito in cattedra Artiglio che, con una gestione del microfono da consumato anchorman, ha tenuto banco per più di 10 minuti. Dai doverosi ringraziamenti ai giocatori della stagione passata, compresi quelli che non sono più qui come Okoye e Vene, al richiamo forte in vista della prima partita contro Brescia, particolarmente sentita dal coach pavese che ci tiene a "vendicare" sul campo lo 0-3 nei playoff dello scorso maggio pur avendo guidato la serie per 110 minuti su 125. «Sappiate che il prossimo 7 ottobre non sarà una partita, ma "la" partita» ha spiegato ai cinque volti nuovi del roster biancorosso. Poi la passerella per i giocatori, dai confermati Aleksa Avramovic che ha riscosso i maggiori consensi nell'applauso-metro (ancor prima del coro per Caja, all'ingresso in campo i tifosi hanno acclamato la guardia serba) e Tyler Cain che è stato nominato "capitano in seconda", al vero e proprio graduato Giancarlo Ferrerò che ha salutato i tifosi chiedendo un applauso reciproco tra squadra e fans. Come 12 mesi fa, il tecnico pavese ha promesso il massimo impegno dei suoi giocatori («Noi saremo qui tutti i giorni a dare il 100 per cento; giocheremo ogni partita per fare del nostro meglio e provare a vincere, poi l'obiettivo è farvi vivere il maggior numero possibile di belle domeniche») senza alzare troppo l'asticella delle aspettative («Nella scorsa annata volevamo mettere dietro una squadra, quest'anno passiamo a due...»). Alla fine applausi per gli esponenti della società, dai membri del CdA del consorzio a Gianfranco Ponti, prima dello spazio lasciato ai tifosi per la caccia ad autografi e selfìe. La prima uscita pubblica della nuova Varese ha confermato la fortissima empatia tra squadra e gente: se i giocatori sapranno accendere l'Enerxenia Arena come accaduto spesso nella stagione passata, anche quest'anno la spinta di Masnago sarà un valore aggiunto. Giuseppe Sciascia
  19. M'artagnan

    Una prima scelta di squadra

    Una squadra pronta e ben coesa è quella che si trovano di fronte i 600 tifosi che questa sera hanno dato il benvenuto ai giocatori nuovi e il bentornato ai veterani al Palazzetto Lino Oldrini, da poco rinominato Enerxenia Arena. Coach Caja ha presentato entusiasta il suo nuovo team, ricordando il sogno di un Playoff finito forse troppo presto. “C’è bisogno della vostra presenza” dice rivolto al pubblico. Continua, in tono scherzoso: “L’anno scorso eravamo partiti con l’obiettivo di lasciare indietro una sola squadra, quest’anno alziamo l’asticella e puntiamo a lasciarne indietro due!” Il Coach prosegue ringraziando in primis i nuovi ragazzi, successivamente la regia di Coldebella prima e ora del nuovo general manager Conti che ha reso possibile la costruzione di una squadra di prime scelte nel panorama della pallacanestro. “C’è stato chi ha accettato più velocemente (parlando di Moore e Archie) e chi ha avuto un corteggiamento più lungo (e qui si riferisce a Iannuzzi, proveniente da Brindisi e ancor prima Torino)”, ma si dice del tutto soddisfatto del risultato. E’ bella la collaborazione che si crea tra i vecchi talenti e le matricole, in particolare verso quelli che hanno bisogno traduzioni istantanee dello speech di Caja, compito che Ferrero si assume ben volentieri e sul quale il coach non manca di ironizzare: “Translate, translate”, he says. Attilio ringrazia il “Dottor Ferrero”, il capitano biancorosso; un ringraziamento speciale va al “secondo capitano”, il mitico Cain e un grazie particolare va anche allo straordinario Aleksa che la scorsa stagione ha fatto sognare varesini e varesotti. A proposito del numero 4, racconta che è proprio lui la sua spalla e il suo confidente, tanto che sua moglie, nel vederlo arrabbiato, gli ripete spesso “guarda che io non sono mica Avramovic!” Dopo le foto di rito tutti insieme, anche con i tifosi radunati in tribuna, è seguito un momento in cui i fedelissimi seguaci del basket varesino hanno potuto incontrare i giocatori, scambiare due parole, fare qualche foto e farsi dedicare autografi. I ragazzi sono stati come al solito molto disponibili. Tutto promette un inizio stagione con i fiocchi (e con quali avversari! Caja promette scintille nelle prime due partite in casa, contro Germani Brescia la prima e poi Dolomiti Energia Trentino, una sorta di rivincita dopo qualche mese dalle finali playoff). Prossimo appuntamento 7 ottobre, Masnago. Martina Rossato per VareseFansBasket, 19 Agosto 2018
  20. Rosario Rasizza, Alberto Castelli e Gianfranco Ponti hanno messo le basi per costruire una Pallacanestro Varese più solida e più forte. L’a.d. di Openjobmetis ha ospitato ieri, lunedì 13 agosto, nella sede centrale di Gallarate il presidente di “Varese nel Cuore” e il potenziale futuro socio forte del club di piazza Monte Grappa per delineare il nuovo patto tra l’attuale multiproprietà del consorzio e i soggetti interessati ad acquistare le quote della società. Niente vacanze per il bene presente e futuro della realtà sportiva più importante della provincia: l’incontro, anticipato domenica su queste colonne dal main sponsor biancorosso, ha sortito gli effetti auspicati dalle parti. Openjobmetis ha confermato il suo apporto come sponsor principale («Attualmente l’accordo vale per il campionato e per la FIBA Europe Cup, con facoltà di farci da parte se arriverà un’azienda interessata a legarsi per l’avventura nelle coppe» conferma direttamente Rasizza), ma soprattutto ribadito la volontà di dare vita all’iniziativa “Orgoglio Varese” per entrare direttamente nel capitale azionario del club. «A fianco del consorzio e di Gianfranco Ponti vogliamo costituire un gruppo di imprenditori, che confido di incontrare al più tardi entro fine ottobre ma auspicabilmente già nella prima decade. L’obiettivo è aumentare le risorse da mettere a disposizione della Pallacanestro Varese, garantendo munizioni sufficienti per fare il meglio possibile in termini di risultati». È lo stesso Rosario Rasizza a ribadire il doppio impegno di Openjobmetis, non solo come sponsor ma anche come futuro co-proprietario e punto di riferimento di un nuovo gruppo di investitori decisi a rafforzare la compagine societaria del club di piazza Monte Grappa. Soddisfazione massima da parte di Alberto Castelli, che puntava sulla strategia dei soci forti dal febbraio 2017, e di Gianfranco Ponti, il primo ad aderire a luglio dell’anno scorso all’appello di “Varese nel Cuore”, che aspettava però un compagno di avventura - poco importa se a più teste come sarà “Orgoglio Varese” - per entrare a tutti gli effetti nel capitale azionario della Pallacanestro Varese. L’incontro di Gallarate ha stabilito una vera e propria road map per arrivare all’obiettivo comune di dare continuità e vigore alla società biancorossa. Ed è lo stesso Rasizza a sottolineare però l’importanza di aumentare il numero di figure interessate a dare il loro apporto per il bene del basket varesino. «L’intento è costruire una società forte, solida e con una situazione contabile aggiornata e ordinata, che avrà il nuovo direttore generale Andrea Conti come punto di riferimento assoluto - afferma l’a.d. di Openjometis -. Però, per ottenere tali obiettivi e dare continuità ad alto livello all’attività del club che sta nel cuore a tutti noi è necessario che altri imprenditori si uniscano a noi: sia io che Castelli e Ponti siamo disponibili ad incontrare il maggior numero possibile di aziende interessate a sostenere la Pallacanestro Varese». Infine, Rasizza rinnova l’appello al sindaco Daniele Galimberti per quanto riguarda la vicenda relativa all’Enerxenia Arena di Masnago, i cui costi di gestione (in particolare per le utenze) superano abbondantemente il 5 per cento del budget: «Siamo certi che anche il Comune farà la sua parte per aiutare la Pallacanestro Varese». Giuseppe Sciascia
  21. L’Openjobmetis fa leva sul fattore Enerxenia Arena per una partenza sprint. Il calendario della serie A 2018/19, ufficializzato ieri in versione completa dalla Lega Basket dopo l’antipasto della prima e della dodicesima giornata di andata, prevede 3 gare interne nelle prime 4 giornate per la truppa di Attilio Caja. Dopo l’esordio casalingo del 7 ottobre contro Brescia, nella rivincita dei quarti playoff 2017/18 chiusi con lo 0-3 in favore della Germani, Varese farà rotta verso Sassari nella prima trasferta stagionale, e poi ospiterà Trento e Trieste in un avvio sulla carta abbordabile. «L’inizio è tosto per il valore delle avversarie, ma 3 impegni interni nelle prime 4 gare ci danno la chance di partire forte - commenta il d.g. Andrea Conti - Il campionato si annuncia molto equilibrato e a maggior ragione sarà fondamentale il peso del fattore campo: confidiamo di riproporre quel feeling fortissimo tra squadra e pubblico che nella scorsa annata è stato decisivo per il raggiungimento dei playoff». Nel mese di novembre, prima dello stop per gli impegni della Nazionale dopo l’ottavo turno, l’Openjobmetis sarà ospite a Reggio Emilia e a Cremona e riceverà Avellino e Brindisi: potenzialmente le prime 8 giornate sembrano favorevoli per mettere in cascina un “tesoretto”. Dopo la pausa, invece, si ripartirà col botto a Venezia mentre il match casalingo contro Torino anticiperà il doppio derby di fine 2018 a Milano e contro Cantù. Tra l’altro con date compresse visto l’anticipo al 25 dicembre della sfida casalinga contro la Red October e l’impossibilità di anticipare la trasferta di Assago, considerato che l’Ax Exchange sarà impegnata venerdì 21 sul campo del Panathinaikos Atene. «Mi fa molto più paura il derby del 25 dicembre, in una giornata particolarissima e solo 2 giorni dopo la trasferta di Milano, rispetto all’avvio con 3 gare interne su 4 - confessa il coach Attilio Caja – La regola prevede l’impossibilità di scendere in campo in stagione regolare con meno di 48 ore di riposo, la data di Natale per noi sarà un problema...» - afferma il coach pavese, che ha chiesto alla società la possibilità di spostare a Santo Stefano la sfida casalinga contro i brianzoli visti i tempi così ristretti tra i due derby consecutivi. Varese chiuderà poi il 2018 a Pesaro e inizierà il 2019 a Pistoia, chance potenzialmente ghiotte se Ferrero e soci si giocheranno bene le loro carte nelle prime 8 gare in vista della volata per la conquista delle Final Eight di Coppa Italia (14-17 febbraio, confermata la sede di Firenze), mentre il girone di andata si chiuderà all’Enerxenia Arena contro la Segafredo Bologna. E il doppio impegno campionato-FIBA Europe Cup? Tra il 7 ottobre e il 30 dicembre Varese giocherà 21 partite totali, l’obiettivo di coach Caja è quello di sfruttare appieno il precampionato per arrivare pronti alla maratona iniziale: «Giocare tanto a settembre servirà per lavorare sui particolari dopo le prime due settimane di costruzione del sistema globale – aggiunge il tecnico – Sarà un periodo fondamentale per costruire le basi della nostra stagione». Giuseppe Sciascia
  22. I protagonisti dell ' area tecnica biancorossa a rapporto da "Varese nel Cuore" per illustrare i temi principali della stagione 2018/19. L'assemblea informale del consorzio svoltasi ieri all'Enerxenia Arena non ha toccato temi relativi alla società, argomento rimandato all'autunno con l'obiettivo di mettere a fuoco l'auspicato ingresso dei famosi "soci forti" a fianco della multiproprietà dei circa 50 membri di "Varese nel Cuore". I protagonisti della serata sono stati principalmente Claudio Coldebella, Andrea Conti e Attilio Caja, tra i saluti dell'ormai ex d.g. col bilancio dei suoi 25 mesi dietro la scrivania di piazza Monte Grappa, e la prima uscita pubblica davanti ai proprietari del suo sostituto ormai operativo da quasi 4 settimane. Un appuntamento che nelle ultime due stagioni si è svolto con cadenza frequente a partire dal febbraio 2017, quando Coldebella e Caja avevano infuso fiducia e serenità all'assemblea dei multiproprietari anticipando la rimonta salvezza poi portata a termine sul campo. Un interscambio ormai costante con i soci tenuti regolarmente informati sugli sviluppi della situazione per squadra e scelte di mercato. Dopo una breve introduzione da parte del presidente Alberto Castelli è stato l'attuale dirigente dell'Unics Kazan ad inaugurare la trafila degli interventi con la parola "Spasiba" (ossia grazie in russo, simboleggiando la sua destinazione futura): «Un saluto doveroso da parte nostra che la gente ha apprezzato: era l'opportunità giusta per congedarci reciprocamente da una figura che ha lasciato un buon ricordo di sé, cosa comunque importante a testimonianza del valore del lavoro svolto» afferma il massimo dirigente del consorzio. Poi è toccato ad Andrea Conti presentarsi davanti all'assemblea dei soci che posseggono il 95 per cento delle quote della Pallacanestro Varese, situazione totalmente diversa rispetto a Cremona dove le figure chiave della società sono soltanto due: «E sotto questo profilo, al di là di pregi e difetti che possono variare rispetto ad altri club, Varese è unica nella sua diversità: le figure che operano in società devono rapportarsi con una cinquantina di soci e il clima è molto diverso» aggiunge Castelli. Infine è toccato a Caja fare il punto sull'esito della campagna acquisti orchestrata da Coldebella e portata a termine da Conti, ribadendo la piena soddisfazione nelle operazioni di mercato effettuate a tempo di record già espressa la scorsa settimana su queste colonne. «Ho sentito il coach molto contento e molto fiducioso: sono tutti contenti della squadra che abbiamo messo insieme, e in funzione del suo ottimismo anche la proprietà nutre fiducia nella possibilità di disputare un'altra stagione ricca di soddisfazioni» afferma il presidente di "Varese nel Cuore". Giuseppe Sciascia
  23. La carica dei 1.900 dà fiducia a Varese. Cifra tonda al termine della seconda fase della campagna abbonamenti 2018/19; nel dettaglio sono stati 870 ad aver sottoscritto la tessera nella fase di mezza estate dal 12 luglio fino a ieri, dopo i 1.030 del periodo dal 24 al 30 maggio nel quale si era “battuto il ferro” dell’entusiasmo post playoff. Rispetto al parziale allo stesso periodo dell’estate 2017 il dato è ancora positivo con 66 fedelissimi in più; l’intermedio era migliore alla chiusura della prima fase a prezzi ridotti (in quel caso il “delta” favorevole si era chiuso a quota 165). Resta però il segnale positivo in termini di entusiasmo e fiducia che i tifosi biancorossi hanno trasmesso alla società rispondendo con l’abituale calore al claim “I Want You” adottato per trainare la campagna abbonamenti 2018/19. «È una dimostrazione concreta di affetto nei confronti di società e squadra, che testimonia comunque l’unità di intenti di tutto l’ambiente - afferma il coach Attilio Caja, negli ultimi tre giorni della seconda fase presente in sala “Giancarlo Gualco” per scambiare qualche battuta con i tifosi in coda per l’acquisto della tessera -. Qui a Varese siamo tutti sulla stessa pagina: la squadra cerca di accendere il pubblico con il suo atteggiamento, e i nostri supporter rispondono con un calore e un attaccamento che ha pochi eguali. L’anno scorso si è creato un circolo virtuoso determinante per i nostri successi, l’entusiasmo della gente può fare la differenza in positivo anche nella prossima stagione». Abbonamenti uguale calore ma anche risorse fresche per il club di piazza Monte Grappa: i ricavi dalla biglietteria - comprendendo tessere stagionali e botteghino - rappresentano un 15 per cento abbondante delle voci di entrata, e gli oltre 4.000 paganti fissi del girone di ritorno 2017/18 hanno sicuramente aiutato Varese a ridurre quasi del 50 per cento il ripianamento di fine giugno necessario per rientrare nei parametri Com.Te.C. per l’ammissione alla serie A 2018/19. Ora l’appuntamento per la terza fase è rimandato a settembre: dal 6 al 15 la sala Gualco riaprirà per l’ultima tranche della campagna “I Want You”, senza più prelazioni per i vecchi abbonati (erano 2701 nel 2017/18) ma con vendita libera di tutti i posti residui. Secondo le modalità designate ormai da tempo, chi attenderà fino all’inizio del precampionato (le prime uscite ufficiali sono previste l’1 e 2 settembre a Castelletto Ticino, esordio contro il Casale Monferrato di Mattia Ferrari al PalaEolo) dovrà pagare un piccolo sovrapprezzo: si parla di 25 euro in più per Galleria e Curva Nord, 15 per Tribuna Gold e Silver e 100 per il parterre (chi ha anticipato la spesa a maggio avrà risparmiato rispettivamente 35, 35 e 200 euro). Nella terza fase dovrebbero inoltre essere messi in vendita i mini abbonamenti per il girone inaugurale della FIBA Europe Cup – garantite solo 3 partite vista la formula che eliminerà già 16 delle 32 partecipanti al primo step – con prezzi e modalità da definire dopo i sorteggi in programma il 31 luglio a Monaco di Baviera. Giuseppe Sciascia
  24. Chiuso il mercato giocatori, ora si apre quello degli sponsor. Conclusa l’opera dell’area tecnica nel costruire il roster tra conferme ed acquisti, ora la palla passa agli “operativi” del settore ricerca risorse per la copertura completa delle spese effettuate. Il lavoro del neo d.g. Andrea Conti, insieme agli uomini degli uffici ma anche a tutti i dirigenti biancorossi che si occupano di marketing o tengono i contatti diretti con i vari sponsor da rinnovare, prosegue senza sosta una volta chiusa la campagna acquisti. I rapporti con i cinque sponsor principali - Openjobmetis, Cimberio e Tigros tra maglie e pantaloncini, Intesa San Paolo sul parquet e Brother per la cartellonistica - andranno ridefiniti possibilmente entro fine mese: la conferma dell’azienda di Gallarate come sponsor principale è comunque una certezza in attesa che Rosario Rasizza metta a punto (verosimilmente per settembre) la compagine definitiva del primo lancio di “Orgoglio Varese”. Il pool dei partner è però ampio e circostanziato e ciascuno sponsor garantisce un contributo utile alla causa per una “macchina” che anche per il 2018/’19 arriverà a costare suppergiù 4 milioni di euro. La squadra costruita nelle ultime settimane, tra gli scatti al rialzo dei rinnovi di Avramovic e Cain (oltre ai piccoli aumenti per i tre italiani Ferrero, Natali e Tambone) e gli investimenti per i cinque nuovi rinforzi - accordi a sei cifre per i tre titolari, più gli upgrade Bertone e Iannuzzi per la panchina - avrà un monte stipendi netto più elevato di poco più del 10% rispetto al torneo che s’è appena concluso. Al di là dei rinnovi di partner storici sulla scia dell’entusiasmo generato dall’esaltante girone di ritorno, c’è bisogno di nuovi “compagni di viaggio” che sostengano gli sforzi della Pallacanestro Varese nel provare a confermarsi nella metà alta della classifica della serie A e allo stesso tempo nel riaffacciarsi in Europa pur ripartendo dall’entry level della FIBA Cup. I contatti avviati sono numerosi, ma difficilmente produrranno esiti prima del mese di settembre; l’augurio è comunque di “monetizzare” anche sul piano commerciale l’atmosfera positiva che si respira intorno alla squadra, come sta accadendo per la campagna abbonamenti. Le necessità principali sono di riempire altri spazi sulle divise da gioco (gli spazi disponibili sono aumentati a nove, attualmente Varese ne ha coperti solo tre), e di trovare un partner primario interessato ad accompagnare la squadra di Caja nella sua avventura continentale. Per reperirla c’è in vista l’aggiunta di una figura dirigenziale con specifiche competenze nel settore marketing. La ricerca di nuovi sponsor è una soluzione complementare, non certo alternativa, agli sviluppi sul fronte societario per l’ingresso nel capitale azionario dei “soci forti” Orgoglio Varese e Gianfranco Ponti (che dovrebbe avere un ruolo più importante nel nuovo Cda): per aumentare le risorse e stabilizzarsi tra le prime cinque-sei squadre della serie A, serve incrementare il budget di almeno 1,5 milioni di euro annui. Metà dei quali potrebbe arrivare dal rassemblement tra consorzio e nuovi soci; per l’altra fetta serve però riavvicinare il dato dei ricavi da sponsorizzazione, che nel 2017/’18 è stato attorno ai 550mila euro, al milione e mezzo dell’era degli “Indimenticabili”. Giuseppe Sciascia
  25. Attilio Caja plaude senza riserve all’esito finale della campagna acquisti che gli ha consegnato una Openjobmetis fatta a sua immagine e somiglianza. Il coach pavese racconta così le sue sensazioni di fine mercato: «Sono molto contento perché abbiamo fatto veramente il massimo rispetto alle nostre possibilità. Complimenti a Claudio Coldebella per la prima e ad Andrea Conti per la seconda parte di una campagna acquisti pienamente soddisfacente. Sin dall’inizio abbiamo avuto le idee chiare su quello che volevamo fare e abbiamo raggiunto al meglio gli obiettivi: la società si è mossa per tempo prima ancora che finisse il campionato, e anche tramite la regia di Toto Bulgheroni ha compiuto un ottimo lavoro per costruire una squadra in grado di far bene». Dunque la staffetta dietro la scrivania non ha portato traumi a una Varese che ha viaggiato a pieno regime sul mercato... «Tengo a ringraziare Claudio Coldebella per tutto il supporto che mi ha dato in questi 18 mesi: come lui resterà sempre un nostro tifoso noi lo sosterremo in questa nuova avventura. La società ha avuto una brillantissima prontezza non solo nel firmare i contratti dei nuovi giocatori ma anche nel sostituire in fretta una pedina importantissima; l’entusiasmo che ha portato Andrea Conti si affianca al mio per l’esito di questa campagna acquisti, e la risposta positiva del pubblico in termini di abbonamenti (attualmente siamo a circa 200 tessere in più rispetto allo stesso periodo dell’estate 2017, ndr) è un segnale che dà fiducia». Cinque volti nuovi e cinque conferme per una Varese che nasce con l’obiettivo di essere più squadra delle avversarie... «Le nostre armi dovranno essere difesa di squadra e attacco omogeneo: si dovrà partire da una retroguardia solida e consistente che non ti lascia mai a piedi nei momenti difficili e in caso di infortuni. In attacco ci sono tanti giocatori in grado di essere protagonisti ma disposti a stare in un sistema di squadra; mi aspetto un ulteriore salto di qualità da Avramovic nel contesto di un gruppo di elementi senza picchi che danno garanzie di affidabilità. Confermarsi non sarà semplice perché quando hai negli occhi un finale così esaltante come quello del 2017/18 le aspettative saranno elevate, e c’è anche l’esperienza nuova della coppa. Però abbiamo scelto giocatori solidi e affidabili che hanno caratteristiche complementari, perciò partiamo con qualche certezza e nuovi elementi pronti a essere inseriti senza rodaggio nel prossimo torneo della massima serie inizierà il 7 ottobre e si concluderà il 12 maggio 2019, con l’antipasto della Supercoppa fissata per il 29 e 30 settembre a Brescia; sarà molto importante il precampionato per metabolizzare subito il sistema». Quali prospettive vede per la prossima stagione? «L’annata scorsa è stata eccellente a prescindere dal risultato finale. Ora dobbiamo ricostruirci tutto daccapo, pronti però a fare la nostra parte ed inserirsi negli spazi che potrebbero crearsi. Dovremo essere solidi e competitivo, poi il valore aggiunto lo daranno ambiente, società e tifosi. Il club ci ha sempre messo nelle condizioni migliori per lavorare e la spinta del pubblico è sempre stata importante. Partiamo sempre come sfidanti, l’obiettivo è farci rispettare e confermare l’etichetta che ci eravamo guadagnati sul campo nella stagione passata, quando chiunque doveva giocare contro Varese pensava “ci aspetta un brutto cliente che non molla mai”». Giuseppe Sciascia
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