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  1. L'Openjobmetis alza il secondo trofeo del suo precampionato. Dopo la vittoria del "Lombardia", i biancorossi concedono il bis al Memorial Bertolazzi di Parma: un successo per certi versi annunciato dato che Varese era l'unica squadra di A insieme a tre realtà pur di vertice di A2. Comunque un passo avanti rispetto alla scialba prova di mercoledì scorso a Pavia per la truppa di Attilio Caja, che nella finalissima contro Tortona ha ritrovato il feeling con la retina dall'arco. Show balistico per lunghi tratti del match con i lombardi a macinare gioco dentro e fuori dall'area, e la Bertram Yachts (senza Spizzichini e Ndoja) a rispondere con i dardi dello scatenato Knowles (9/15 da 3) in un primo tempo da 10/14 da 3. Varese, guidata inizialmente da Matteo Tambone con coach Caja che ha fatto rifiatare Moore, aveva trovato nuovamente ottimi spunti iniziali da Archie (14 all'intervallo lungo) in un primo quarto su ritmi balistici torrenziali (27-25 al 10' con tripla allo scadere di Ferrerò). Dopo il 34-40 del 13' firmato dalle fiondate di Knowles, l'OJM ha girato qualche vite in difesa e con Tambone ispirato dall'arco ha piazzato un controbreak di 17-4 nel finale del primo tempo (51-44 al 20'). Di nuovo equilibrio nel terzo quarto con i muscoli di Cain e un tonico Natali sul fronte biancorosso e Knowles ancora "bum-bum" (26 alla terza sirena) a non modificare il gap all'ultima pausa. Nel quarto periodo però Varese ha allungato il passo e messo definitivamente al sicuro il risultato in una prova solida con 5 giocatori in doppia cifra e 10 triple a referto. Spunti positivi anche da Bertone oltre a Tambone in regia e Cain dentro l'area, mentre le risposte di Archie (40 punti in due giorni a Parma) sono state quelle attese dall'area tecnica. Ora il gruppo biancorosso osserverà una giornata di riposo e riprenderà domani a lavorare a ranghi finalmente completi col ritomo in gruppo di Aleksa Avramovic, in campo finora soltanto nelle due amichevoli iniziali a Castelletto Ticino. La necessità di lavorare al completo con la guardia serba - al momento l'unico solutore fuori dai giochi a disposizione di "Artiglio" in un roster di giocatori votati alla coralità ed alle esecuzioni - sembra spingere Varese a chiedere l'annullamento del galoppo casalingo originalmente previsto per mercoledì contro la Sam Massagno (decisione ufficiale attesa in giornata). L'obiettivo è quello di rodare al meglio i meccanismi in vista di un test oltremodo probante, come il Memorial Ferrari di Brescia (semifinale contro lo Stelmet Zielona Gora, secondo atto con Pesaro o la Germani padrona di casa) che disterebbe solo 48 ore dall'incrocio con i ticinesi. La prima uscita casalinga ufficiale resta comunque fissata per il 26 settembre in occasione dell'amichevole ufficiale con l'Axpo Legnano. Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis riaccende il motore anche senza pioggia di triple nel primo atto del Memorial Bertolazzi di Panna. La truppa di Attilio Caja impone il peso dei muscoli contro la Tezenis Verona, quotata formazione di A2 che cede il passo contro la maggior fisicità dei bianco-rossi. In attesa del ritorno di Avramovic dalla Serbia (la guardia mancina potrebbe giocare stasera contro l'Estonia: il rientro in città è atteso per domani), Varese viaggia ancora a fasi alterne sul fronte offensivo in una serata povera di qualità balistica (5/18 da 3). Gambe ancora dure ma squadra meno imballata rispetto a Pavia, considerando anche la minor taglia fisica di Verona rispetto a Torino che ha riaperto le porte del "pitturato" ai lunghi biancorossi dopo le difficoltà del Memorial Di Bella di trovare alternative al tiro dall'arco. In particolare, Dominique Archìe (8/13 al tiro e 7 rimbalzi) ha dato le risposte richieste da Attilio Caja; ma il predominio interno di Cain (4/4 da 2, 5/6 ai liberi e 7 rimbalzi) e Iannuzzi ha garantito uno sbocco interno costante alla manovra OJM. Che, invece, ha stentato ancora sul perimetro a dispetto di una solida costruzione del gioco: Ferrero e soci hanno ingranato le marce alte quando la difesa ha acceso il motore del contropiede con un 14-1 decisivo nei primi 6' dell'ultima frazione. In precedenza qualche alto e basso e qualche affanno nel garantire sbocchi offensivi costanti. Stasera alle ore 20.30 la finalissima contro Tortona, altra formazione militante in A2. Poi il precampionato entrerà nel vivo con i quadrangolari di Brescia e Cividale del Friuli nei quali Varese sfiderà avversarie di livello più alto, con Avramovic di nuovo in campo. E il serbo è parso finora l'unico giocatore in grado di accendere una squadra sempre diligente nelle esecuzioni e puntuale nell'applicazione difensiva, ma a volte troppo piatta nel suo rendimento offensivo se non premiata dalle percentuali dall'arco. LA CRONACA - Primo quarto di marca Tezenis con le triple di Udom e Amato che siglano i vantaggi della squadra di Dalmonte (10-14 al 6'). Varese impone la sua maggior stazza dentro l'area con Iannuzzi che si fa sentire nel pitturato e prende il comando dopo la prima pausa (23-19 al 13'). I servizi interni per il tonico Archie ( 14 alla pausa lunga) assieme ad una difesa più efficace sul perimetro permettono alla compagine di Caja di costruire uh piccolo margine (36-26 al 18'); cinque punti di un pungente Amato (11 all'intervallo) permettono a Verona di dimezzare il gap. Dopo la pausa lunga Varese aumenta i giri in difesa e rilancia la fuga con un 7-0 tutto ritmo ed energia (43-31 al 23'). Ma nelle esecuzioni a difesa schierata manca la scintilla di un giocatore capace di uscire dagli schemi e la Tezenis si riavvicina a suon di triple (53-48 al 30'). Il momento migliore dell'OJM arriva in avvio del quarto periodo: una fiammata di Scrubb e la verve di Archie (poi precauzionalmente out negli ultimi 5' per un colpo poco sopra il ginocchio destro) permettono al gruppo di Caja di piazzare l'affondo decisivo (67-49 al 35'). Giuseppe Sciascia
  3. L'Openjobmetis mostra il suo "lato B" nel Memorial Di Bella. Dopo i 94 punti con 13 triple della finale del Trofeo Lombardia, una Varese imballata e poco lucida va progressivamente fuori giri contro l'aggressività di Torino, alla prima vittoria del suo precampionato. Ritomo a casa da protagonista solo nel pre-partita per Attilio Caja, applauditissimo dal pubblico della sua città: i biancorossi non trovano mai le chiavi per accendere un attacco troppo statico e farraginoso (34% dal campo con 13 perse e soli 8 viaggi in lunetta), e quando la difesa non graffia più (38 punti concessi nella ripresa dopo i 12 della pausa lunga) si fanno rimontare da una Fiat incompleta ma grintosissima. E dire che l'Auxilium si era presentata in condizioni fortemente rimaneggiate, chiedendo di accorciare i tempi nella ripresa (giocati 38 minuti effettivi con un ultimo quarto da 8 minuti): Torino era priva di 3 dei sei stranieri (il play Taylor, l'ala Wilson e il lungo McAdoo), senza capitan Poeta a riposo per scelta di coach Brown e con l'ex azzurro Cusin a scartamento ridotto. Però il Memorial Di Bella ha comunque offerto indicazioni importanti a coach Caja: contro una difesa capace di togliere quasi completamente il gioco interno, e in una serata di grande affanno dal perimetro, Varese ha prodotto un volume offensivo davvero ridotto, "incartandosi" troppo spesso nell'eseguire i giochi anziché attaccare con energia i cambi sistematici di Torino. Stavolta l'assenza di Avramovic si è fatta sentire, perché senza il suo unico incursore l'OJM si è rifugiata in uno stillicidio di triple con esiti alquanto modesti (24 tentativi dall'arco contro 23 soluzioni interne). Senza fluidità nella circolazione di palla e una difesa che graffia, Varese può faticare quando le avversarie alzano il tasso atletico: nota importante sulla quale lavorare in ottica futura. Mani gelide in avvio sui due fronti col 6-2 del 5' prodotto da tre guizzi interni di Cain; l'OJM spara a salve davanti ma "azzanna" con l'abituale grinta dietro, e si guadagna un margine sempre più concreto a suon di muscoli (13-4 al 9'). Pur nella povertà balistica più assoluta a dispetto della qualità dei tiri costruiti, Varese non stacca mai la spina in difesa come dimostrano i 6 punti concessi nei primi 13' all'Auxilium. L'attacco biancorosso batte in testa dal perimetro con 2 soli punti prodotto nei primi 6'15", poi una tripla di Tambone rompe l'incantesimo (18-6 al 16') ma alla pausa lunga il piatto piange (2/16 da 3). Torino prova a scuotersi con una fiammata di Delfino dopo l'intervallo; l'OJM continua a pasticciare e un 2+1 di Stojanovic riavvicina la Fiat sul 25-22 del 25'. Rottura prolungata biancoros-sa e sorpasso Auxilium quando la squadra di Brown si sblocca dall'arco (25-27 al 27'); un 6-0 dall'arco firmato Ferrero e Tambone rida gas a Varese, che però non nova più le chiavi dell'area né in penetrazione né con i lunghi. E rimane nuovamente a secco per 6' con gli avversari di nuovo al comando (31-33 al 32'). Dopo una lunghissima serie di triple a vuoto due soluzioni interne di Cain e Bertone valgono il 38-37 del 34'; Torino sfrutta però la fisicità e l'atletismo di Cotton e Demetrio per punire una OJM ripetutamente confusionaria in attacco (38-43 al 37'). Giuseppe Sciascia
  4. La Pallacanestro Varese, ancora priva di Aleksa Avramovic, si aggiudica la decima edizione del Trofeo Lombardia superando in finale Cantù con il risultato di 94 a 76. Ottima la prestazione corale della truppa di Caja che ottiene la quarta vittoria in cinque partite di precampionato. Dopo 2′ di errori da una parte e dall’altra, Scrubb inaugura il match con un buon canestro nel pitturato che dà il via alla corsa biancorossa che, al 5′, è già sul +10 (14-4). Il timeout di coach Pashutin scuote i suoi che trovano buone soluzioni da lontano con Tavernari; di contro, la Openjobmetis perde lucidità in attacco e al 10′ il vantaggio è solo di un punto (18-17). Iannuzzi inaugura il secondo quarto con 4 punti di fila che, uniti alla bomba di Tambone, valgono il momentaneo 25-17. Cantù prova a rispondere con Mitchell ma stavolta la Openjobmetis non trema e al 20′ è sul +8 (40-32). Nonostante un miglior inizio dei biancoblu, nel terzo quarto Varese scatta decisamente in avanti, grazie alle ottime giocate di Moore (premiato a fine partita MVP del torneo) e Bertone. Cantù non trova soluzioni e al 30′ scivola sul -15 (68-53). La trama non varia negli ultimi 10′ di gioco, con i biancorossi che dilagano anche nel risultato finale limitandosi a gestire gli ultimi minuti. La Openjobmetis tornerà in campo mercoledì 12 in occasione del Memorial “Aldo Di Bella”. Appuntamento al PalaRavizza alle ore 20:00. PALLACANESTRO OPENJOBMETIS VARESE-PALLACANESTRO CANTÙ: 94-76 Pallacanestro Openjobmetis Varese: Archie 13, Borsato, Iannuzzi 6, Natali 9, Bertone 5, Scrubb 15, Verri 1, Tambone 13, Cain 13, Ferrero 8, Moore 11. Coach: Attilio Caja. Pallacanestro Cantù: Mitchell 12, Calhoun 21, Blakes 19, Baparapé ne, Parrillo 6, Davis 7, Tassone 2, Pappalardo ne, Quaglia, Gerasimenko ne, Tavernari 9. Coach: Eugrny Pashutin. Parziali: 18-17; 22-15; 28-21; 26-23. Progressivi: 18-17; 40-32; 68-53; 94-76. Note – T3: 12/27 Varese, 10/39 Cantù; T2: 19/27 Varese, 17/27 Cantù; TL: 20/27 Varese, 12/19 Cantù. Rimbalzi: 41 Varese (Scrubb 10), 26 Cantù (Quagli 9). Assist: 24 Varese (Tambone 8), 14 Cantù (Blakes 6).
  5. L'Openjobmetis supera in scioltezza l'incompletissima Trento e vola in finale al Trofeo Lombardia. Netto successo per la truppa di Attilio Caja nel match inaugurale del quadrangolare di Desio: ai biancorossi bastano 15 minuti di difesa graffiale e triple a raffica per piegare le ginocchia di una Dolomiti Energia senza ben 6 effettivi (oltre alle assenze annunciate dei nazionali Flaccadori e Beto Gomes e ai convalescenti Hogue, Pascolo e Marble out in extremis anche Radicevic). La valenza del test è relativa alla luce della versione largamente incompleta dell'avversaria di turno; però la Varese capace di proteggere l'area con energia, ripartire di slancio in campo aperto e costruire triple aperte con la circolazione di palla che ha spaccato la partita nel secondo quarto (dal 19-17 del 10'al 49-30 del 20') e poi dilagato fino al 65-39 del 25' è quella che "Artiglio" vorrebbe sempre vedere. In assenza di Avramovic (ieri 6 punti nel successo 99-43 della Serbia contro l'Ungheria, crescono le chance di convocazione per le gare contro Estonia e Grecia) i biancorossi hanno trovato comunque sbocchi perimetrali alternativi alla manovra. Prestazione balistica brillante per Ronald Moore, autore di 11 punti nel primo quarto e alla fine top-scorer con 6/9 dal campo e 5 assist; di nuovo sugli scudi Matteo Tambone (4/4 da 3 in 19'), che sfruttando l'onda lunga del lavoro estivo con la Nazionale Sperimentale sembra ad oggi il più in forma del gruppo. Nel complesso l'Openjobmetis mostra progressi sul piano della condizione e della coesione rispetto alle prime uscite di Castelletto Ticino. La capacità di creare tiri aperti per tutti gli effettivi è già una certezza, e i passi avanti di Archie - già evidenziati contro Tortona -fanno ben sperare. Sicuramente da migliorare la concentrazione sotto i cristalli, con gli ultimi 15' meno intensi e di conseguenza un ritmo meno sostenuto che in corrispondenza col calo delle percentuali dall'arco ha tolto brio all'attacco biancorosso (12 punti nell'ultimo quarto dopo i 30 della seconda frazione chiusa con 5/7 da 3). Sbrigato senza troppi patemi il compitino Trento, ora si attendono risposte più stimolanti dalla finalissima di stasera: di fronte Varese si troverà Cantù, che nell'altra semifinale all'insegna dell'equilibrio ha battuto Cremona. Per un motivo o per l'altro - la differenza di categoria per Tortona e Biella, il livello dell'avversaria per Milano, il roster incompleto per Trento - la compagine di Caja non ha ancora potuto trarre riscontri probanti dalle prime 4 gare del precampionato. La finale del Trofeo Lombardia, pur senza la prima punta Avramovic, servirà a verificare la tenuta del sistema Openjobmetis contro un'avversaria dal tasso atletico elevato anche se a sua volta incompleta. Intanto però, per gli amanti della cabala, c'è da notare che i bianco-rossi tornano in finale al quadrangolare di Desio sei anni dopo l'ultima apparizione: erano gli "Indimenticabili" di Frank Vitucci che vinsero il Lombardia e incassarono la prima sconfitta solo ai primi di dicembre dopo 20 successi in fila. Giuseppe Sciascia
  6. simon89

    OJM, sospiro di sollievo

    L’Openjobmetis tira un sospiro di sollievo per quanto riguarda le condizioni di Pablo Bertone. Gli esami specialistici effettuati nella mattinata di giovedì 7 hanno escluso problemi seri alla caviglia che mercoledì aveva costretto l’esterno italo-argentino a dare forfait dopo pochi minuti del “galoppo” con Tortona. Dunque, il blocco dell’articolazione avvertito dal giocatore ex Pesaro non è stato provocato da un infortunio di natura traumatica; già ieri pomeriggio l’atleta del 1990 è tornato a lavorare a Masnago, sia pure in maniera differenziata con il preparatore Silvio Barnabà. E se oggi il giocatore non accuserà strascichi potrebbe anche rientrare in gruppo per l’ultimo allenamento in vista del Trofeo Lombardia del weekend: sarebbe un’addizione importante per poter schierare una squadra più affidabile dal punto di vista delle rotazioni nel secondo test contro avversarie di serie A in programma a Desio. Ieri l’aggregato Stefano Borsato si è reso immediatamente utile alla causa sopperendo alla doppia assenza nel reparto guardie di Avramovic e Bertone. Ma il motivo per cui Attilio Caja insiste così tanto sulla necessità di lavorare al completo è quello di sfruttare appieno il precampionato per costruire l’identità della nuova Varese prima del tour de force del doppio impegno. L’Openjobmetis andrà in forma giocando tanto in amichevole nel mese di settembre e tra Castelletto e il “galoppo” di mercoledì si è già registrato qualche progresso nello stato di forma di Archie e Scrubb, i più appesantiti dai carichi nel primo torneo stagionale. Ma non è solo questione di condizione atletica: giocare insieme è fondamentale per metabolizzare il sistema tanto caro ad Artiglio in un percorso di crescita corale indispensabile per arrivare pronti all’appuntamento con il campionato del 7 ottobre. Aspetto fondamentale per due motivi: il primo è quello di sfruttare appieno l’onda lunga garantita dalla continuità tecnica dello staff e delle cinque conferme rispetto alla stagione passata. Il secondo è quello di prepararsi al meglio alla partenza del tour de force campionato-Fiba Europe Cup: se Varese supererà l’obiettivo minimo del primo turno della competizione internazionale, dovrà disputare 21 partite dal 7 ottobre al 30 dicembre. Per questo il coach pavese pone così tanto l’accento sull’importanza del lavoro quotidiano e sulla necessità di lavorare il più possibile al completo, confidando che Avramovic possa tornare a disposizione già da metà della prossima settimana. E se Bertone tornerà in palestra già oggi, Caja ritroverà il sorriso in vista del nuovo test del “Lombardia” contro una Dolomiti Energia ancora senza Pascolo né Beto Gomes. Giuseppe Sciascia
  7. Test positivo per l’Openjobmetis nel galoppo casalingo contro Tortona. Pur senza Avramovic e con Bertone ai box dopo pochi minuti per un fastidio alla caviglia destra, la truppa di Attilio Caja impone la differenza di categoria contro l’ambiziosa Bertram degli ex Gergati, Ganeto e Garri (a sua volta senza il play titolare Spizzichini). Al di là del risultato finale sommando i 4 periodi da 10’ dopo i quali veniva azzerato il punteggio, Varese ha mostrato diligenza e lucidità nella esecuzione delle sue trame offensive a dispetto dell’indisponibilità di entrambe le guardie dell’organico. Così, nonostante assetti forzatamente “stazzati” per dare riposo a Moore e Tambone, la formazione di “Artiglio” ha sviluppato un volume elevato di gioco (vedi il 13/32 da 3 nonostante la serataccia di un Moore in versione servente ai pezzi - 8 assist - ma sempre fuori sintonia con la retina). Gli spunti migliori sono arrivati dagli italiani della panchina, in particolare da un Matteo Tambone efficace in regia ma ispiratissimo da guardia: l’esterno romano ha chiuso con 8/10 al tiro e 4/5 ai liberi, firmando insieme a Natali la scossa dopo un inizio incerto (6-13 al 5’, poi parzialone di 20-2 a cavallo tra primo e secondo quarto). Da segnalare lo show balistico di Scrubb, micidiale nel convertire gli scarichi, e il solito superlavoro sotto entrambi i tabelloni di Tyler Cain. Anche ieri, mercoledì 5 settembre, Varese, anche senza la sua prima punta impegnato a strappare una maglia con la Serbia, ha ribadito la sua voglia di cercarsi in attacco, muovendo rapidamente il pallone sia per cercare il gioco interno che per trovare soluzioni aperte per tutti i suoi tiratori nei ruoli dal numero 1 al numero 4. Così come sabato scorso contro Biella però il test ha un valore relativo per la differenza di categoria nei confronti dell’avversaria (anche se Tortona ha ben altro spessore rispetto ai “cugini”). Più che altro, in attesa del rientro di Avramovic, c’è da verificare l’entità del problema accusato da Bertone: oggi previsti gli esami del caso, l’aggiunta al gruppo di Stefano Borsato - stabilita comunque prima dell’infortunio dell’esterno italo-argentino - darà una mano a coach Caja per evitare di sovraccaricare le uniche due guardie disponibili. Sabato 8 settembre nuovo assaggio di serie A nella semifinale del Trofeo Lombardia che opporrà l’Openjobmetis a Trento (nell’altra sfida in campo Cremona e Cantù): l’auspicio è che la guardia ex Pesaro possa essere della partita per dare una valenza più specifica alla “due giorni” di Desio. - - - Varese-Tortona 88-74 (16-13; 24-18; 24-27; 24-16) VARESE Moore 2 (1-4, 0-7), Bertone (0-1 da 3), Scrubb 17 (1-3, 5-6), Archie 10 (3-4, 1-2), Cain 13 (6-7), Iannuzzi 4 (2-4), Tambone 23 (5-5, 3-5), Natali 10 (2-4, 2-6), Ferrero 9 (1-1, 2-4), Verri ne. All. Caja. TORTONA Knowles 19 (2-4, 3-8), Tuoyo 4 (1-2), Alibegovic 12 (4-8 da 3), Ganeto (0-1, 0-1), Blizzard 6 (0-1, 2-4), Ndoja 13 (2-4, 2-5), Gergati 10 (2-2, 2-6), Buffo, Garri 11 (1-3, 3-4). All. Pansa. NOTE Tiri liberi: Varese 7/8, Tortona 11/13. Giuseppe Sciascia
  8. L'Openjobmetis va a sbattere contro la corazzata Milano nel primo anticipo della serie A prossima ventura. Pesante stop per i biancorossi nel derby fuori stagione che ha assegnato il Memorial Luciano Giani: pur senza 4 giocatori (Nedovic, Burns, Cinciarini e Jerrells), FAX Exchange è parsa di un altro pianeta rispetto ad una Varese mai in grado di scalfire la superiorità fisica e tecnica dei campioni in carica. La clamorosa scarica di triple della compagine di Pianigiani (24/48 da 3 !) ha permesso all'Olimpia di monetizzare la sua capacità di tenere i biancorossi lontani dal ferro, limitando l'impatto del gioco interno con la circolazione di palla (41% da 2 per l'OJM). Impatto diametralmente opposto rispetto all'esordio di sabato con Biella, legato principalmente alla differenza solare tra i valori delle due avversarie; troppo facile la semifinale e troppo proibitiva la gara di ieri contro un'avversaria che stavolta sembra davvero di un altro pianeta in Italia, soprattutto se la superstar Mike James (6/12 al tiro e 10 assist) saprà confermarsi costantemente sui livelli di ieri sera. L'OJM tornerà da oggi nel suo cantiere all'Enerxenia Arena - ma senza Aleksa Avramovic, in partenza per Belgrado per rispondere alla chiamata della Serbia - con Caja pronto a martellare sui concetti da migliorare. Match senza storia con la scarica iniziale dall'arco di Milano (8/14 da 3 nel primo quarto) che piega le ginocchia di una Openjobmetis in difficoltà nel trovare le misure contro la taglia fisica elevata dei campioni in carica. I filotti di James. Micov e Bertans creano subito un gap importante (9-2 al 3', 18-6 al 5' ); neppure il time-out di Caja spezza il ritmo alle raffiche dell'AX Exchange, che spara a ripetizione con Kuzminskas e dilaga sul perentorio 33-9 del 9'. Al contrario Varese fatica a trovare soluzioni interne (5/18 dal campo nel primo quarto) e muove il punteggio solo quando si accende qualche terminale perimetrale (fiammata di Scrubb a cavallo tra il primo e secondo quarto per il 39-20 del 14'). L'attacco biancorosso prova a fare le cose giuste, e quando le percentuali non premiano più l'Olimpia per qualche tratto di partita c'è equilibrio con i "prealpini" che spremono sostanza da Ferrero prima e Tambone poi. Il gap però resta nettissimo, acuito dalle invenzioni di James che colpisce da 8 metri sulla sirena di metà gara (59-33 al 20' ); e il copione non cambia anche dopo la pausa lunga, con l'OJM che prova a macinare la sua trama con le sponde interne, ma non affonda i colpi da distanza ravvicinata e scopre il fianco alle ripartenze dell'AX Exchange. Che riaccende la macchina delle triple in un terzo quarto da 9/13 da 3, con tanto di missile da metà campo di Mike James sulla sirena del minuto 30 in grado di far decollare il margine dell'Olimpia oltre quota 40 punti. Il ceffone è pesante, nessun do ci sarà da preparare il derby comunque fuori categoria pagine dell'Olimpia oltre quota dubbio però sul fatto che Attilio Caja ne farà buon uso quando ci sarà da preparare il derby del 23 dicembre contro una Milano parsa comunque fuori categoria per la stragrande maggioranza della serie A 2018/19. OPENJOBMETIS VARESE-AX EXCHANGE MILANO 72-106 (12-33.33-59.47-88) VARESE Archie 9 (3-6,1-3), Moore 6 (2-5 da 3), Avramovic 4 (1-3, 0-3), lannuzzi 6 (1-2), Natali (0-1), Bertone 10 (2-5, 2-3), Scrubb 13 (2-7, 2-5), Verri ne, Cain 8 (4-9), Tambone 11 (1-1,3-4), Ferrero 5 (2-5, 0-3). All. Caja. MILANO James 19 (1-3, 5-9), Waller 3 (1-7 da 3), Bertans 9 (3-5 da 3), Della Valle 9 (2-3,1-5), La Torre (0-1 da 3), Fontecchio 9 (2-3,1-3), Micov 18 (1-3, 5-7), Tarczewski 4 (2-3), Gudaitis, Kuzminskas 21 (1-1, 6-9), Ornter 6 (2-4), Brooks 8(1-1,2-2). All. Pianigiani. NOTE Tiri liberi: Varese 10/15, Milano 10/14. Totali al tiro: Varese 16/39 da 2,10/26 da 3; Milano 12/21 da 2, 24/48 da 3. Rimbalzi: Varese 39 (Scrubb 11), Milano 36 (Tarczewski 6). Assist: Varese 14 (Avramovic 5); Milano 28 (James 10). Spettatori 1100 circa. Giuseppe Sciascia
  9. simon89

    Varese, buona la prima

    La nuova Openjobmetis riparte dallo stesso copione di quella vecchia. Buona la prima per la formazione di Attilio Caja nell’esordio stagionale a Castelletto Ticino avvenuto ieri sera, sabato 1 settembre: supera nettamente Biella nella seconda semifinale del Memorial Luciano Giani, mostrando quello stile di gioco e quell’atteggiamento che area tecnica e ambiente auspicavano di (ri)vedere in funzione delle scelte del mercato estivo. Nonostante il 50 per cento di volti nuovi, Varese difende, corre e si passa la palla con lo stesso spirito dei momenti migliori del 2017/18; condizione e automatismi sono da affinare nelle cinque settimane che precedono l’esordio del 7 ottobre con Brescia, ma il marchio di fabbrica di Artiglio è già fortemente impresso nell’identità tecnica e caratteriale del gruppo. Spicca soprattutto il 67% nel tiro da 2, frutto dell’evidente differenza fisica legata alla diversa categoria, ma anche alla capacità dell’attacco biancorosso di costruire canestri facili con il movimento di uomini e palla (22 assist totali). Riscontri positivi da verificare al cambio della finale di stasera, domenica 2 settembre, con un ghiotto derby fuori stagione contro l’AX Exchange favoritissima per il bis tricolore. Un test probante soprattutto sul piano fisico dopo il dominio assoluto di Cain e Iannuzzi contro un’avversaria di categoria inferiore come Biella, interessante per vedere all’opera un Moore già in versione metronomo (4 assist) contro un avversario dai garretti esplosivi come Mike James, stella del mercato estivo milanese. E considerando che il primo derby in campionato si giocherà soltanto il 23 dicembre, non c’è sicuramente da aspettarsi una gara a carte coperte... La prima scarica dall’arco firmata Moore e Bertone lancia i biancorossi con un 11-0 tutto corsa e circolazione di palla che vale il 21-10 del 6’. La produzione offensiva di Varese dipende dalle percentuali dal perimetro e non dal volume di gioco: un piccolo calo a cavallo della prima pausa (4/18 da 3 a metà gara) frena per qualche minuto l’azione biancorossa, poi la squadra di Caja ridà gas con la difesa e i servizi interni per Iannuzzi (31-14 al 13’). Dopo i soli 9 punti nei primi 8’30”, le accelerazioni di Avramovic incrementano il gap nel finale della seconda frazione con un 9-0 negli ultimi 90” del primo tempo che stampa un robusto più 21 alla pausa lunga. Anche dopo l’intervallo l’atteggiamento di Varese è quello giusto, con tutta la voglia di mettere in pratica in una partita vera tutto il lavoro di “montaggio” del sistema di gioco effettuato nei primi 12 giorni. L’OJM dilaga fino al 61-27 del 26’ e non stacca la spina sino alla sirena finale di un match a senso unico. Stasera contro Milano sarà già antipasto di campionato contro una rivale in grado di mettere alla prova in maniera molto più stimolante il nuovo corso biancorosso. OPENJOBMETIS-BIELLA 84-50 (25-14; 43-22; 62-29) VARESE: Archie 8 (3-5, 0-5), Moore 9 (3-4 da 3), Avramovic 18 (4-4, 3-6), Iannuzzi 9 (4-5), Natali 5 (1-3, 1-3), Bertone 11 (3-4, 1-2), Scrubb 2 (0-2, 0-3), Verri, Tambone 4 (2-2, 0-2), Cain 16 (6-9), Ferrero 2 (1-2, 0-4). All. Caja. BIELLA: Bertotti (0-1, 0-2), Chiarastella 1 (0-1), Saccaggi 7 (2-6, 1-2), Obinna, Rajacic, Torgano (0-3 da 3), Pollone 1 (0-2), Wheatle 3 (1-5), Sims 11 (4-8, 1-5), Vildera 8 (2-5), Harrell 19 (1-5, 3-4). All. Carrea. Note - Tiri liberi: Varese 12/23, Biella 15/20. Rimbalzi: Varese 40 (Cain 9), Biella 36 (Sims 9). Spettatori: 600 circa. Giuseppe Sciascia
  10. L'abbraccio dei tifosi di Varese dà il benvenuto alla nuova Openjobmetis. Una carica da oltre 650 presenti sulle tribune dell'Enerxenia Arena per fare la conoscenza con la nuova truppa di Attilio Caja, confermatosi il vero frontman della squadra plasmata a immagine e somiglianza del suo basket concreto e senza fronzoli. Che ha conquistato il popolo biancorosso per la capacità di mantenere le promesse sottoscritte al raduno di 12 mesi fa - quando i presenti erano circa 400 - ed anche stavolta è stato Artiglio il grande protagonista del vernissage davanti ad una folla numerosissima e plaudente nei confronti della nuova Varese. La sfilata dei 12 giocatori dell'organico, guidato ovviamente da capitan Giancarlo Ferrero, s'è iniziata qualche minuto dopo le 19, quando il parterre e la tribuna del lato opposto alle panchine erano gremite di tifosi che hanno sfidato l'afa degli oltre 30 gradi all'interno di Masnago per portare il loro saluto alla squadra. Un' ulteriore conferma del gradimento della città nei confronti di una Openjobmetis costruita dalla troika formata da Bulgheroni, Conti e Caja sulla falsariga dell'identità difensiva e corale che tante soddisfazioni ha riservato la stagione passata. È toccato al nuovo direttore generale fare gli onori di casa, esaltando i risultati ottenuti nel 2017/18 e chiedendo ai tifosi bianco-rossi lo stesso sostegno costante in ogni momento di un'annata che si annuncia più complicata alla luce del massiccio rafforzamento di molte avversarie. Poi è salito in cattedra Artiglio che, con una gestione del microfono da consumato anchorman, ha tenuto banco per più di 10 minuti. Dai doverosi ringraziamenti ai giocatori della stagione passata, compresi quelli che non sono più qui come Okoye e Vene, al richiamo forte in vista della prima partita contro Brescia, particolarmente sentita dal coach pavese che ci tiene a "vendicare" sul campo lo 0-3 nei playoff dello scorso maggio pur avendo guidato la serie per 110 minuti su 125. «Sappiate che il prossimo 7 ottobre non sarà una partita, ma "la" partita» ha spiegato ai cinque volti nuovi del roster biancorosso. Poi la passerella per i giocatori, dai confermati Aleksa Avramovic che ha riscosso i maggiori consensi nell'applauso-metro (ancor prima del coro per Caja, all'ingresso in campo i tifosi hanno acclamato la guardia serba) e Tyler Cain che è stato nominato "capitano in seconda", al vero e proprio graduato Giancarlo Ferrerò che ha salutato i tifosi chiedendo un applauso reciproco tra squadra e fans. Come 12 mesi fa, il tecnico pavese ha promesso il massimo impegno dei suoi giocatori («Noi saremo qui tutti i giorni a dare il 100 per cento; giocheremo ogni partita per fare del nostro meglio e provare a vincere, poi l'obiettivo è farvi vivere il maggior numero possibile di belle domeniche») senza alzare troppo l'asticella delle aspettative («Nella scorsa annata volevamo mettere dietro una squadra, quest'anno passiamo a due...»). Alla fine applausi per gli esponenti della società, dai membri del CdA del consorzio a Gianfranco Ponti, prima dello spazio lasciato ai tifosi per la caccia ad autografi e selfìe. La prima uscita pubblica della nuova Varese ha confermato la fortissima empatia tra squadra e gente: se i giocatori sapranno accendere l'Enerxenia Arena come accaduto spesso nella stagione passata, anche quest'anno la spinta di Masnago sarà un valore aggiunto. Giuseppe Sciascia
  11. M'artagnan

    Una prima scelta di squadra

    Una squadra pronta e ben coesa è quella che si trovano di fronte i 600 tifosi che questa sera hanno dato il benvenuto ai giocatori nuovi e il bentornato ai veterani al Palazzetto Lino Oldrini, da poco rinominato Enerxenia Arena. Coach Caja ha presentato entusiasta il suo nuovo team, ricordando il sogno di un Playoff finito forse troppo presto. “C’è bisogno della vostra presenza” dice rivolto al pubblico. Continua, in tono scherzoso: “L’anno scorso eravamo partiti con l’obiettivo di lasciare indietro una sola squadra, quest’anno alziamo l’asticella e puntiamo a lasciarne indietro due!” Il Coach prosegue ringraziando in primis i nuovi ragazzi, successivamente la regia di Coldebella prima e ora del nuovo general manager Conti che ha reso possibile la costruzione di una squadra di prime scelte nel panorama della pallacanestro. “C’è stato chi ha accettato più velocemente (parlando di Moore e Archie) e chi ha avuto un corteggiamento più lungo (e qui si riferisce a Iannuzzi, proveniente da Brindisi e ancor prima Torino)”, ma si dice del tutto soddisfatto del risultato. E’ bella la collaborazione che si crea tra i vecchi talenti e le matricole, in particolare verso quelli che hanno bisogno traduzioni istantanee dello speech di Caja, compito che Ferrero si assume ben volentieri e sul quale il coach non manca di ironizzare: “Translate, translate”, he says. Attilio ringrazia il “Dottor Ferrero”, il capitano biancorosso; un ringraziamento speciale va al “secondo capitano”, il mitico Cain e un grazie particolare va anche allo straordinario Aleksa che la scorsa stagione ha fatto sognare varesini e varesotti. A proposito del numero 4, racconta che è proprio lui la sua spalla e il suo confidente, tanto che sua moglie, nel vederlo arrabbiato, gli ripete spesso “guarda che io non sono mica Avramovic!” Dopo le foto di rito tutti insieme, anche con i tifosi radunati in tribuna, è seguito un momento in cui i fedelissimi seguaci del basket varesino hanno potuto incontrare i giocatori, scambiare due parole, fare qualche foto e farsi dedicare autografi. I ragazzi sono stati come al solito molto disponibili. Tutto promette un inizio stagione con i fiocchi (e con quali avversari! Caja promette scintille nelle prime due partite in casa, contro Germani Brescia la prima e poi Dolomiti Energia Trentino, una sorta di rivincita dopo qualche mese dalle finali playoff). Prossimo appuntamento 7 ottobre, Masnago. Martina Rossato per VareseFansBasket, 19 Agosto 2018
  12. Rosario Rasizza, Alberto Castelli e Gianfranco Ponti hanno messo le basi per costruire una Pallacanestro Varese più solida e più forte. L’a.d. di Openjobmetis ha ospitato ieri, lunedì 13 agosto, nella sede centrale di Gallarate il presidente di “Varese nel Cuore” e il potenziale futuro socio forte del club di piazza Monte Grappa per delineare il nuovo patto tra l’attuale multiproprietà del consorzio e i soggetti interessati ad acquistare le quote della società. Niente vacanze per il bene presente e futuro della realtà sportiva più importante della provincia: l’incontro, anticipato domenica su queste colonne dal main sponsor biancorosso, ha sortito gli effetti auspicati dalle parti. Openjobmetis ha confermato il suo apporto come sponsor principale («Attualmente l’accordo vale per il campionato e per la FIBA Europe Cup, con facoltà di farci da parte se arriverà un’azienda interessata a legarsi per l’avventura nelle coppe» conferma direttamente Rasizza), ma soprattutto ribadito la volontà di dare vita all’iniziativa “Orgoglio Varese” per entrare direttamente nel capitale azionario del club. «A fianco del consorzio e di Gianfranco Ponti vogliamo costituire un gruppo di imprenditori, che confido di incontrare al più tardi entro fine ottobre ma auspicabilmente già nella prima decade. L’obiettivo è aumentare le risorse da mettere a disposizione della Pallacanestro Varese, garantendo munizioni sufficienti per fare il meglio possibile in termini di risultati». È lo stesso Rosario Rasizza a ribadire il doppio impegno di Openjobmetis, non solo come sponsor ma anche come futuro co-proprietario e punto di riferimento di un nuovo gruppo di investitori decisi a rafforzare la compagine societaria del club di piazza Monte Grappa. Soddisfazione massima da parte di Alberto Castelli, che puntava sulla strategia dei soci forti dal febbraio 2017, e di Gianfranco Ponti, il primo ad aderire a luglio dell’anno scorso all’appello di “Varese nel Cuore”, che aspettava però un compagno di avventura - poco importa se a più teste come sarà “Orgoglio Varese” - per entrare a tutti gli effetti nel capitale azionario della Pallacanestro Varese. L’incontro di Gallarate ha stabilito una vera e propria road map per arrivare all’obiettivo comune di dare continuità e vigore alla società biancorossa. Ed è lo stesso Rasizza a sottolineare però l’importanza di aumentare il numero di figure interessate a dare il loro apporto per il bene del basket varesino. «L’intento è costruire una società forte, solida e con una situazione contabile aggiornata e ordinata, che avrà il nuovo direttore generale Andrea Conti come punto di riferimento assoluto - afferma l’a.d. di Openjometis -. Però, per ottenere tali obiettivi e dare continuità ad alto livello all’attività del club che sta nel cuore a tutti noi è necessario che altri imprenditori si uniscano a noi: sia io che Castelli e Ponti siamo disponibili ad incontrare il maggior numero possibile di aziende interessate a sostenere la Pallacanestro Varese». Infine, Rasizza rinnova l’appello al sindaco Daniele Galimberti per quanto riguarda la vicenda relativa all’Enerxenia Arena di Masnago, i cui costi di gestione (in particolare per le utenze) superano abbondantemente il 5 per cento del budget: «Siamo certi che anche il Comune farà la sua parte per aiutare la Pallacanestro Varese». Giuseppe Sciascia
  13. L’Openjobmetis fa leva sul fattore Enerxenia Arena per una partenza sprint. Il calendario della serie A 2018/19, ufficializzato ieri in versione completa dalla Lega Basket dopo l’antipasto della prima e della dodicesima giornata di andata, prevede 3 gare interne nelle prime 4 giornate per la truppa di Attilio Caja. Dopo l’esordio casalingo del 7 ottobre contro Brescia, nella rivincita dei quarti playoff 2017/18 chiusi con lo 0-3 in favore della Germani, Varese farà rotta verso Sassari nella prima trasferta stagionale, e poi ospiterà Trento e Trieste in un avvio sulla carta abbordabile. «L’inizio è tosto per il valore delle avversarie, ma 3 impegni interni nelle prime 4 gare ci danno la chance di partire forte - commenta il d.g. Andrea Conti - Il campionato si annuncia molto equilibrato e a maggior ragione sarà fondamentale il peso del fattore campo: confidiamo di riproporre quel feeling fortissimo tra squadra e pubblico che nella scorsa annata è stato decisivo per il raggiungimento dei playoff». Nel mese di novembre, prima dello stop per gli impegni della Nazionale dopo l’ottavo turno, l’Openjobmetis sarà ospite a Reggio Emilia e a Cremona e riceverà Avellino e Brindisi: potenzialmente le prime 8 giornate sembrano favorevoli per mettere in cascina un “tesoretto”. Dopo la pausa, invece, si ripartirà col botto a Venezia mentre il match casalingo contro Torino anticiperà il doppio derby di fine 2018 a Milano e contro Cantù. Tra l’altro con date compresse visto l’anticipo al 25 dicembre della sfida casalinga contro la Red October e l’impossibilità di anticipare la trasferta di Assago, considerato che l’Ax Exchange sarà impegnata venerdì 21 sul campo del Panathinaikos Atene. «Mi fa molto più paura il derby del 25 dicembre, in una giornata particolarissima e solo 2 giorni dopo la trasferta di Milano, rispetto all’avvio con 3 gare interne su 4 - confessa il coach Attilio Caja – La regola prevede l’impossibilità di scendere in campo in stagione regolare con meno di 48 ore di riposo, la data di Natale per noi sarà un problema...» - afferma il coach pavese, che ha chiesto alla società la possibilità di spostare a Santo Stefano la sfida casalinga contro i brianzoli visti i tempi così ristretti tra i due derby consecutivi. Varese chiuderà poi il 2018 a Pesaro e inizierà il 2019 a Pistoia, chance potenzialmente ghiotte se Ferrero e soci si giocheranno bene le loro carte nelle prime 8 gare in vista della volata per la conquista delle Final Eight di Coppa Italia (14-17 febbraio, confermata la sede di Firenze), mentre il girone di andata si chiuderà all’Enerxenia Arena contro la Segafredo Bologna. E il doppio impegno campionato-FIBA Europe Cup? Tra il 7 ottobre e il 30 dicembre Varese giocherà 21 partite totali, l’obiettivo di coach Caja è quello di sfruttare appieno il precampionato per arrivare pronti alla maratona iniziale: «Giocare tanto a settembre servirà per lavorare sui particolari dopo le prime due settimane di costruzione del sistema globale – aggiunge il tecnico – Sarà un periodo fondamentale per costruire le basi della nostra stagione». Giuseppe Sciascia
  14. I protagonisti dell ' area tecnica biancorossa a rapporto da "Varese nel Cuore" per illustrare i temi principali della stagione 2018/19. L'assemblea informale del consorzio svoltasi ieri all'Enerxenia Arena non ha toccato temi relativi alla società, argomento rimandato all'autunno con l'obiettivo di mettere a fuoco l'auspicato ingresso dei famosi "soci forti" a fianco della multiproprietà dei circa 50 membri di "Varese nel Cuore". I protagonisti della serata sono stati principalmente Claudio Coldebella, Andrea Conti e Attilio Caja, tra i saluti dell'ormai ex d.g. col bilancio dei suoi 25 mesi dietro la scrivania di piazza Monte Grappa, e la prima uscita pubblica davanti ai proprietari del suo sostituto ormai operativo da quasi 4 settimane. Un appuntamento che nelle ultime due stagioni si è svolto con cadenza frequente a partire dal febbraio 2017, quando Coldebella e Caja avevano infuso fiducia e serenità all'assemblea dei multiproprietari anticipando la rimonta salvezza poi portata a termine sul campo. Un interscambio ormai costante con i soci tenuti regolarmente informati sugli sviluppi della situazione per squadra e scelte di mercato. Dopo una breve introduzione da parte del presidente Alberto Castelli è stato l'attuale dirigente dell'Unics Kazan ad inaugurare la trafila degli interventi con la parola "Spasiba" (ossia grazie in russo, simboleggiando la sua destinazione futura): «Un saluto doveroso da parte nostra che la gente ha apprezzato: era l'opportunità giusta per congedarci reciprocamente da una figura che ha lasciato un buon ricordo di sé, cosa comunque importante a testimonianza del valore del lavoro svolto» afferma il massimo dirigente del consorzio. Poi è toccato ad Andrea Conti presentarsi davanti all'assemblea dei soci che posseggono il 95 per cento delle quote della Pallacanestro Varese, situazione totalmente diversa rispetto a Cremona dove le figure chiave della società sono soltanto due: «E sotto questo profilo, al di là di pregi e difetti che possono variare rispetto ad altri club, Varese è unica nella sua diversità: le figure che operano in società devono rapportarsi con una cinquantina di soci e il clima è molto diverso» aggiunge Castelli. Infine è toccato a Caja fare il punto sull'esito della campagna acquisti orchestrata da Coldebella e portata a termine da Conti, ribadendo la piena soddisfazione nelle operazioni di mercato effettuate a tempo di record già espressa la scorsa settimana su queste colonne. «Ho sentito il coach molto contento e molto fiducioso: sono tutti contenti della squadra che abbiamo messo insieme, e in funzione del suo ottimismo anche la proprietà nutre fiducia nella possibilità di disputare un'altra stagione ricca di soddisfazioni» afferma il presidente di "Varese nel Cuore". Giuseppe Sciascia
  15. La carica dei 1.900 dà fiducia a Varese. Cifra tonda al termine della seconda fase della campagna abbonamenti 2018/19; nel dettaglio sono stati 870 ad aver sottoscritto la tessera nella fase di mezza estate dal 12 luglio fino a ieri, dopo i 1.030 del periodo dal 24 al 30 maggio nel quale si era “battuto il ferro” dell’entusiasmo post playoff. Rispetto al parziale allo stesso periodo dell’estate 2017 il dato è ancora positivo con 66 fedelissimi in più; l’intermedio era migliore alla chiusura della prima fase a prezzi ridotti (in quel caso il “delta” favorevole si era chiuso a quota 165). Resta però il segnale positivo in termini di entusiasmo e fiducia che i tifosi biancorossi hanno trasmesso alla società rispondendo con l’abituale calore al claim “I Want You” adottato per trainare la campagna abbonamenti 2018/19. «È una dimostrazione concreta di affetto nei confronti di società e squadra, che testimonia comunque l’unità di intenti di tutto l’ambiente - afferma il coach Attilio Caja, negli ultimi tre giorni della seconda fase presente in sala “Giancarlo Gualco” per scambiare qualche battuta con i tifosi in coda per l’acquisto della tessera -. Qui a Varese siamo tutti sulla stessa pagina: la squadra cerca di accendere il pubblico con il suo atteggiamento, e i nostri supporter rispondono con un calore e un attaccamento che ha pochi eguali. L’anno scorso si è creato un circolo virtuoso determinante per i nostri successi, l’entusiasmo della gente può fare la differenza in positivo anche nella prossima stagione». Abbonamenti uguale calore ma anche risorse fresche per il club di piazza Monte Grappa: i ricavi dalla biglietteria - comprendendo tessere stagionali e botteghino - rappresentano un 15 per cento abbondante delle voci di entrata, e gli oltre 4.000 paganti fissi del girone di ritorno 2017/18 hanno sicuramente aiutato Varese a ridurre quasi del 50 per cento il ripianamento di fine giugno necessario per rientrare nei parametri Com.Te.C. per l’ammissione alla serie A 2018/19. Ora l’appuntamento per la terza fase è rimandato a settembre: dal 6 al 15 la sala Gualco riaprirà per l’ultima tranche della campagna “I Want You”, senza più prelazioni per i vecchi abbonati (erano 2701 nel 2017/18) ma con vendita libera di tutti i posti residui. Secondo le modalità designate ormai da tempo, chi attenderà fino all’inizio del precampionato (le prime uscite ufficiali sono previste l’1 e 2 settembre a Castelletto Ticino, esordio contro il Casale Monferrato di Mattia Ferrari al PalaEolo) dovrà pagare un piccolo sovrapprezzo: si parla di 25 euro in più per Galleria e Curva Nord, 15 per Tribuna Gold e Silver e 100 per il parterre (chi ha anticipato la spesa a maggio avrà risparmiato rispettivamente 35, 35 e 200 euro). Nella terza fase dovrebbero inoltre essere messi in vendita i mini abbonamenti per il girone inaugurale della FIBA Europe Cup – garantite solo 3 partite vista la formula che eliminerà già 16 delle 32 partecipanti al primo step – con prezzi e modalità da definire dopo i sorteggi in programma il 31 luglio a Monaco di Baviera. Giuseppe Sciascia
  16. Chiuso il mercato giocatori, ora si apre quello degli sponsor. Conclusa l’opera dell’area tecnica nel costruire il roster tra conferme ed acquisti, ora la palla passa agli “operativi” del settore ricerca risorse per la copertura completa delle spese effettuate. Il lavoro del neo d.g. Andrea Conti, insieme agli uomini degli uffici ma anche a tutti i dirigenti biancorossi che si occupano di marketing o tengono i contatti diretti con i vari sponsor da rinnovare, prosegue senza sosta una volta chiusa la campagna acquisti. I rapporti con i cinque sponsor principali - Openjobmetis, Cimberio e Tigros tra maglie e pantaloncini, Intesa San Paolo sul parquet e Brother per la cartellonistica - andranno ridefiniti possibilmente entro fine mese: la conferma dell’azienda di Gallarate come sponsor principale è comunque una certezza in attesa che Rosario Rasizza metta a punto (verosimilmente per settembre) la compagine definitiva del primo lancio di “Orgoglio Varese”. Il pool dei partner è però ampio e circostanziato e ciascuno sponsor garantisce un contributo utile alla causa per una “macchina” che anche per il 2018/’19 arriverà a costare suppergiù 4 milioni di euro. La squadra costruita nelle ultime settimane, tra gli scatti al rialzo dei rinnovi di Avramovic e Cain (oltre ai piccoli aumenti per i tre italiani Ferrero, Natali e Tambone) e gli investimenti per i cinque nuovi rinforzi - accordi a sei cifre per i tre titolari, più gli upgrade Bertone e Iannuzzi per la panchina - avrà un monte stipendi netto più elevato di poco più del 10% rispetto al torneo che s’è appena concluso. Al di là dei rinnovi di partner storici sulla scia dell’entusiasmo generato dall’esaltante girone di ritorno, c’è bisogno di nuovi “compagni di viaggio” che sostengano gli sforzi della Pallacanestro Varese nel provare a confermarsi nella metà alta della classifica della serie A e allo stesso tempo nel riaffacciarsi in Europa pur ripartendo dall’entry level della FIBA Cup. I contatti avviati sono numerosi, ma difficilmente produrranno esiti prima del mese di settembre; l’augurio è comunque di “monetizzare” anche sul piano commerciale l’atmosfera positiva che si respira intorno alla squadra, come sta accadendo per la campagna abbonamenti. Le necessità principali sono di riempire altri spazi sulle divise da gioco (gli spazi disponibili sono aumentati a nove, attualmente Varese ne ha coperti solo tre), e di trovare un partner primario interessato ad accompagnare la squadra di Caja nella sua avventura continentale. Per reperirla c’è in vista l’aggiunta di una figura dirigenziale con specifiche competenze nel settore marketing. La ricerca di nuovi sponsor è una soluzione complementare, non certo alternativa, agli sviluppi sul fronte societario per l’ingresso nel capitale azionario dei “soci forti” Orgoglio Varese e Gianfranco Ponti (che dovrebbe avere un ruolo più importante nel nuovo Cda): per aumentare le risorse e stabilizzarsi tra le prime cinque-sei squadre della serie A, serve incrementare il budget di almeno 1,5 milioni di euro annui. Metà dei quali potrebbe arrivare dal rassemblement tra consorzio e nuovi soci; per l’altra fetta serve però riavvicinare il dato dei ricavi da sponsorizzazione, che nel 2017/’18 è stato attorno ai 550mila euro, al milione e mezzo dell’era degli “Indimenticabili”. Giuseppe Sciascia
  17. Attilio Caja plaude senza riserve all’esito finale della campagna acquisti che gli ha consegnato una Openjobmetis fatta a sua immagine e somiglianza. Il coach pavese racconta così le sue sensazioni di fine mercato: «Sono molto contento perché abbiamo fatto veramente il massimo rispetto alle nostre possibilità. Complimenti a Claudio Coldebella per la prima e ad Andrea Conti per la seconda parte di una campagna acquisti pienamente soddisfacente. Sin dall’inizio abbiamo avuto le idee chiare su quello che volevamo fare e abbiamo raggiunto al meglio gli obiettivi: la società si è mossa per tempo prima ancora che finisse il campionato, e anche tramite la regia di Toto Bulgheroni ha compiuto un ottimo lavoro per costruire una squadra in grado di far bene». Dunque la staffetta dietro la scrivania non ha portato traumi a una Varese che ha viaggiato a pieno regime sul mercato... «Tengo a ringraziare Claudio Coldebella per tutto il supporto che mi ha dato in questi 18 mesi: come lui resterà sempre un nostro tifoso noi lo sosterremo in questa nuova avventura. La società ha avuto una brillantissima prontezza non solo nel firmare i contratti dei nuovi giocatori ma anche nel sostituire in fretta una pedina importantissima; l’entusiasmo che ha portato Andrea Conti si affianca al mio per l’esito di questa campagna acquisti, e la risposta positiva del pubblico in termini di abbonamenti (attualmente siamo a circa 200 tessere in più rispetto allo stesso periodo dell’estate 2017, ndr) è un segnale che dà fiducia». Cinque volti nuovi e cinque conferme per una Varese che nasce con l’obiettivo di essere più squadra delle avversarie... «Le nostre armi dovranno essere difesa di squadra e attacco omogeneo: si dovrà partire da una retroguardia solida e consistente che non ti lascia mai a piedi nei momenti difficili e in caso di infortuni. In attacco ci sono tanti giocatori in grado di essere protagonisti ma disposti a stare in un sistema di squadra; mi aspetto un ulteriore salto di qualità da Avramovic nel contesto di un gruppo di elementi senza picchi che danno garanzie di affidabilità. Confermarsi non sarà semplice perché quando hai negli occhi un finale così esaltante come quello del 2017/18 le aspettative saranno elevate, e c’è anche l’esperienza nuova della coppa. Però abbiamo scelto giocatori solidi e affidabili che hanno caratteristiche complementari, perciò partiamo con qualche certezza e nuovi elementi pronti a essere inseriti senza rodaggio nel prossimo torneo della massima serie inizierà il 7 ottobre e si concluderà il 12 maggio 2019, con l’antipasto della Supercoppa fissata per il 29 e 30 settembre a Brescia; sarà molto importante il precampionato per metabolizzare subito il sistema». Quali prospettive vede per la prossima stagione? «L’annata scorsa è stata eccellente a prescindere dal risultato finale. Ora dobbiamo ricostruirci tutto daccapo, pronti però a fare la nostra parte ed inserirsi negli spazi che potrebbero crearsi. Dovremo essere solidi e competitivo, poi il valore aggiunto lo daranno ambiente, società e tifosi. Il club ci ha sempre messo nelle condizioni migliori per lavorare e la spinta del pubblico è sempre stata importante. Partiamo sempre come sfidanti, l’obiettivo è farci rispettare e confermare l’etichetta che ci eravamo guadagnati sul campo nella stagione passata, quando chiunque doveva giocare contro Varese pensava “ci aspetta un brutto cliente che non molla mai”». Giuseppe Sciascia
  18. L'Openjobmetis chiude ufficialmente la campagna acquisti 2018/19 con la firma di Pablo Bertone. Accordo 1+1 per la 28enne guardia nata in Argentina ma con passaporto italiano per ascendenza: l'atleta visto nel 2017/18 a Pesaro (10,4 punti e 3,3 rimbalzi col 49% da 2 e il 37% da 3) sarà il sesto uomo della truppa di Attilio Caja, che ha puntato sulla duttilità e sulle qualità da collante del giocatore nativo della regione di Cordoba. Trattativa a segno per completare il roster a tempo di record: neppure due mesi dopo l'ultima uscita del 2017/18 -datata 16 maggio contro Brescia - la Varese 2018/19 è pronta all'uso per le sapienti mani di "Artiglio". Bertone è stato un giocatore scelto per le sue qualità di uomo-squadra e di capacità di stare nel sistema, oltre che per la sua conoscenza del campionato italiano maturata la scorsa annata con la maglia della Vuelle. Insomma le caratteristiche che il tecnico pavese ha ricercato in tutti gli acquisti di una estate all'insegna dell'usato sicuro dopo le tante scommesse effettuate nel 2017. Stavolta l'Openjobmetis, ovviamente in funzione delle risorse disponibili, è stata attrice protagonista del suo mercato impostato da Claudio Coldebella e completato da Andrea Conti. Dalle cinque conferme su 10 giocatori di rotazione alla missione compiuta con Antonio Iannuzzi - la vera prima scelta raggiunta su un mercato dai margini ristrettissimi come quello dei lunghi italiani - Varese si è mossa con oculatezza per far fruttare il suo budget in leggera ascesa ma non certo infinito. Ma comunque rispettabile per una serie A nella quale l'ultimo anno e mezzo ha ridato una solida patente di credibilità al progetto tecnico biancorosso, col ritorno in Europa che è servito per avere un appeal maggiore sul mercato degli stranieri. Sulle scelte dei tre giocatori del quintetto e il primo cambio degli esterni, l'unica trattativa in modalità "voluto e preso" è stata quella con Roland Moore: la terza stagione in crescita costante ha indotto coach Caja a puntare sulle doti di attivatore del regista ex Pistoia, considerato il più affidabile tra gli usati sicuri alla portata economica biancorossa. Sugli altri tre fronti Varese ha scelto chi ha detto sì rispetto a chi ha preferito aspettare o cercare soluzioni alternative: nel gioco delle sliding doors il roster finale con Scrubb, Archie e Bertone è tanto diverso da quello con Bostic (finito a Ulm), Vene (rinnovo rifiutato e ancora in cerca di collocazione) e Sanders (accasatosi a Trieste da titolare)? Il risultato finale potrà non accendere la fantasia dei tifosi "americanofili"; ma se c'è una qualità che Attilio Caja ha dimostrato col passare degli anni, è la capacità di far rendere al meglio squadre costruite con i criteri adatti per le sue doti di allenatore da palestra. E nel 2018/19, con il doppio impegno campionato-coppa che ridurrà il tempo per puntare sulla tattica, l'affidabilità tecnica e umana di chi entrerà a far parte di un sistema di lavoro già consolidato sarà un valore aggiunto fondamentale per provare a confermarsi nella metà alta della classifica e ad onorare l'impegno in Europa. Giuseppe Sciascia
  19. L'Openjobmetis prova a convincere Pablo Bertone come possibile ultimo pezzo del puzzle bianco-rosso versione 2018/19. La 28enne guardia italo-argentina, che nella stagione passata ha totalizzato 10,4 punti e 3,3 rimbalzi di media con la maglia di Pesaro, ha in mano una proposta del club di piazza Monte Grappa che gli propone il ruolo di sesto straniero dietro Aleksa Avramovic e Thomas Scrubb. L'alternativa valutata da Varese era Jamarr Sanders, ma l'atleta statunitense ha lasciato cadere la proposta del club biancorosso - che per l'ultimo giocatore del roster non ha certo risorse illimitate - accettando nella serata di ieri l'offerta di Trieste, con un salario più elevato ma soprattutto un ruolo da titolare nello scacchiere tattico della matricola Alma. Così il g.m biancorosso Andrea Conti ha rotto gli indugi e formulato un'offerta al giocatore argentino di scuola americana (high school in Florida e 4 anni di NCAA a Florida Atlantic) che fino a qualche giorno fa viaggiava su richieste economiche superiori alle disponibilità del club bosino. Ma visto che Pesaro, in attesa di chiudere il parco italiani, pare uscita dalla corsa all'atleta oriundo, Varese ha fatto la sua mossa con le risorse a disposizione proponendo un ruolo comunque importante ad un atleta che nel 2017/18 è stato un efficace collante tra i molti attaccanti della Vuelle. Sicuramente la risposta non arriverà fino al tardo pomeriggio: Bertone ha infatti presentato un'istanza al Consiglio federale nel vedersi riconosciuta la formazione italiana dopo aver disputato le qualificazioni per i Campionati europei del 3 contro 3 con la Nazionale di Street Basket. Evidente come il cambio di status -attualmente Bertone gioca in quota stranieri nonostante il doppio passaporto - potrebbe cambiarne completamente le prospettive di mercato, rendendolo appetibile come italiano per club di livello molto superiore. Però il regolamento parla chiaro - la formazione italiana a chi gioca in Nazionale spetta soltanto per le selezioni 5 contro 5 - e sembra alquanto improbabile che l'istanza dell'oriundo possa essere accolta. Bertone a Varese interessa comunque da straniero, per il mix di duttilità e qualità tecniche che può garantire in un ruolo perimetrale. L'atleta del 1990 ha una buona taglia fisica (193 centimetri per 96 chili), conoscenza del gioco e qualità balistiche rispettabili (37% da 3 nel 2017/18 a Pesaro). Sicuramente un uomo di raccordo più che un realizzatore, che aumenterebbe il tasso di uomini-squadra nel roster di Attilio Caja. In caso di fumata nera per mancata intesa economica, l'Openjobmetis riprenderà a sfogliare il catalogo degli americani già visti in A2 desiderosi di giocarsi una chance in A sullo stile di Stan Okoye nel 2017/18. Ad oggi, però, non c'è alcun profilo convincente sulla base del rapporto costo-rendimento e i salari "lievitanti" per gli stranieri del primo campionato dilettantistico rendono ancora poco concorrenziale il gruzzoletto residuo nelle mani di Varese. Giuseppe Sciascia
  20. L'Openjobmetis ha convinto Thomas Scrubb. La 27enne ala piccola canadese ha accettato la proposta della società di piazza Monte Grappa: un sì da formalizzare in termini contrattuali sotto forma di proposta da controfirmare da parte dell'atleta di 196 centimetri per 89 chili cresciuto alla Carleton University. Il miglior tiratore dall'arco della stagione 2017/18 (53% su 83 tentativi con la maglia della Sidigas Avellino) completerà, a meno di colpi di scena dell'ultima ora, il quintetto base della formazione di Attilio Caja, dando disponibilità anche a "saltare un giro" con il Canada per disputare il precampionato con i biancorossi e tornare in Nazionale nelle finestre di novembre e febbraio. Con grande soddisfazione del tecnico pavese, che caldeggiava la soluzione Scrubb alla luce del mix di duttilità e capacità nel gioco senza palla che fanno del giocatore nativo della regione British Columbia un elemento adatto al sistema corale tanto caro al coach biancorosso. Il giocatore del 1991 era già stato vicino al club biancorosso 12 mesi fa: nel 2016/17 Scrubb militava infatti nelle file dei Giessen 46ers, la squadra nella quale fu pescato Cameron Wells. Claudio Coldebella lo aveva seguito con grande attenzione per il suo mix di dinamicità e capacità da uomo-squadra (11.8 punti e 5.2 rimbalzi in Bundesliga), poi sull'atleta canadese piombò Avellino e l'Openjobmetis spostò Stan Okoye da ala piccola puntando su Damian Hollis. In Irpinia Scrubb ha prodotto 9,2 punti e 4,7 rimbalzi da primo cambio degli esterni (19,7 minuti con 3 sole presenze in quintetto); a Varese avrà invece spazi da titolare, auspicando di replicare il fatturato in doppia cifra media prodotto nelle precedenti esperienze europee in Finlandia (14,2 punti a Kataja nel 2015/16 disputando la FIBA Europe Cup) ed a Giessen. Di Scrubb Caja apprezza le doti balistiche (43% da 3 in Finlandia e 37% in Germania) che ne fanno un ideale convertitore di scarichi in un reparto esterni nel quale Moore è un attivatore provetto (terzo negli assist nella stagione 2017/18 a 5,9 di media) e le capacità di saltare l'uomo di Avramovic apriranno certamente spazi importanti per un giocatore di sistema come il canadese. Chiaro che "Avra" sarà la primissima punta di un quintetto con tanti elementi votati al collettivo come Moore, Archie e lo stesso Scrubb; ma circolazione di palla e condivisione delle responsabilità offensive sono state le chiavi del successo dell'Openjobmetis del girone di ritorno. Individuato il nono giocatore del roster 2018/19 a 24 ore dalla riapertura della campagna abbonamenti (da domani fino al 21 luglio seconda tranche per la vendita delle tessere stagionali, l'ultima con le prelazioni per i vecchi abbonati) per completare il puzzle manca solo il sesto straniero che cambierà gli esterni. Sfumate le piste iniziali di giocatori da pescare in A2 senza esperienza di A che hanno poi firmato nella seconda lega, e scartate perché poco convincenti (Rice, Pepper, Marks) o costose (Bertone) le alternative valutate nei giorni scorsi, Andrea Conti cerca una guardia capace di creare dal palleggio che possa dare qualche minuto anche da ala piccola. Giuseppe Sciascia
  21. L’Openjobmetis è pronta ad aggiustare il tiro nella caccia all’ala piccola titolare. Su Josh Bostic è infatti piombato il Ratiopharm Ulm, club tedesco al via dell’Eurocup 2018/19 che sta provando a convincere anche l’ex milanese Mantas Kalnietis: vetrina migliore e proposta economica più elevata per il 31enne atleta ex Sassari, che non ha ancora sciolto la riserva sulla rinuncia alla proposta del club biancorosso, con il quale era in avanzate trattative. Evoluzioni definitive attese tra la notte e la prima mattina, con il d.g. Andrea Conti che verificherà le evoluzioni della situazione in stretto contatto con gli agenti italiani del giocatore impegnati a Las Vegas per la Summer League in pieno svolgimento.Difficile però che il richiamo economico e tecnico del club tedesco sia superato dalla voglia di Italia della famiglia di Bostic; molto probabile dunque che Varese debba virare su altri profili ad iniziare da Thomas Scrubb, il 26enne nazionale canadese che nel 2017/18 ad Avellino ha totalizzato 9,5 punti più 4,6 rimbalzi col 53% da 3. Trattativa mai lasciata cadere da parte dell’area tecnica biancorossa, che come spiegato ieri su queste colonne ha tenuto aperte diverse piste nella ricerca dell’ala piccola titolare in funzione del vincolo principale indicato da Attilio Caja dell’esperienza italiana già acquisita da tutti i candidati che hanno superato il suo vaglio. «Chiunque ci dirà di sì ci renderà felici senza rimpianti: tutti i candidati sono molto interessanti, sia pur con repertorio e caratteristiche diverse - ha spiegato il coach pavese facendo il punto della situazione -. Nessuno è un ripiego e si adatterebbe in maniera ottimale, con le proprie qualità, all’organico che stiamo costruendo». Lo scoglio principale per convincere l’atleta con passaporto inglese che nel 2016/17 si era messo in luce a Francoforte riguarda l’aspetto economico: l’atleta del 1992 alla Sidigas viaggiava su cifre superiori rispetto alle disponibilità biancorosse, da capire se sarà disposto ad accettare un ingaggio inferiore o preferirà passare la mano attendendo offerte più “lucrative”. Varese tiene comunque monitorate anche altre piste, dall’ex cremonese Kelvin Martin che ovviamente Andrea Conti conosce a perfezione all’ex pesarese Taylor Braun (12,5 punti e 6,0 rimbalzi nelle ultime 6 gare del 2017/18 alla Vuelle) che era stato sondato un mese fa e abbandonato per costi fuori portata, ma così come l’ala ex Vanoli sta lentamente riducendo le sue pretese. Sull’agenda del nuovo d.g. biancorosso comunque l’ordine di priorità è ben chiaro: se Bostic avrà confermato nella notte tra domenica e lunedì la preferenza accordata ad Ulm, entrerà nel vivo la trattativa con Scrubb. Se il canadese dovesse passare la mano, si continuerà la caccia sondando i profili già noti e “tastati”. La caccia è aperta, la sensazione è che entro la fine della settimana Varese avrà la sua ala piccola titolare, e di conseguenza potrà scegliere con calma anche l’identikit tecnico del cambio degli esterni che ne concluderà le operazioni di mercato. Giuseppe Sciascia
  22. L'Openjobmetis ha gettato le reti a strascico per trovare l'ala piccola che completerà il suo starting five. Il club di piazza Monte Grappa ha fatto i suoi passi per quei profili - segnalati ieri su queste colonne - che hanno superato il vaglio di Attilio Caja per quanto riguarda il mix di qualità e conoscenza della serie A italiana. La cifra a disposizione è stata chiaramente esposta ai rappresentati del pacchetto di atleti considerati da Varese per l'ultima pedina vacante del quintetto di partenza. Ora toccherà agli atleti valutare le rispettive prospettive di mercato e decidere se prendere in considerazione la proposta della società biancorossa. Le risorse a disposizione di Andrea Conti per il ruolo di "3" titolare non sono enormi ma neppure disprezzabili, specie per chi comunque gradirebbe proseguire nel suo percorso in Italia nelle file di un club che garantisce una vetrina internazionale come l'Openjobmetis (chiave di volta per i giocatori di scuola americana, per massimizzare la loro visibilità anche in ottica futura). Il vincolo di bilancio relativo ai costi induce il team prealpino a concentrare la sua attenzione su Thomas Scrubb e Josh Bostic, i due elementi più accessibili nel pacchetto di giocatori valutati dalla società di piazza Monte Grappa. Claudio Coldebella aveva già avviato il dialogo con il 26enne nazionale canadese nel 2017/18 ad Avellino, ora il nuovo d.g. ha esplorato anche la disponibilità della 31enne ala che dopo un 2016/17 non brillante a Caserta a causa di un infortunio non curato al meglio ha fatto molto bene a Zara (capocannoniere dell'Adriatic League fino al gennaio 2018) e nella problematica Sassari del girone di ritorno ha totalizzato 13,3 punti col 37% da 3. Giocatori diversi per caratteristiche tecniche e fisicità: più duttile e perimetrale Scrubb che ha un ottimo bagaglio nel gioco senza palla ma non è un attaccante né un tiratore naturale nonostante il 53% da 3 nel 2017/18, più potente e realizzatore Bostic che ha meno "scuola" (esploso in un college di seconda divisione NCAA) rispetto al più giovane canadese. Entrambi però graditi all'area tecnica perchè considerati funzionali al progetto-squadra che sta nascendo, senza comunque scartare le altre ipotesi sul piatto (da Kelvin Martin a Dominique Johnson, a oggi però il più lontano sul piano economico, fino al veterano Lance Harris). La sensazione è che si ripeterà il copione già utilizzato in occasione della firma di Dominique Archie: Varese aveva fatto un'offerta all'ex Capo d'Orlando e una proposta di rinnovo a Siim Sander Vene, nel momento in cui l'ala del 1987 ha accettato e l'estone ha detto no la scelta è maturata senza "ballottaggi" di natura tecnica. Che per l'ala piccola mancante saranno presi in considerazione solo se più di un prescelto accetterà le condizioni proposte dal club biancorosso. Giuseppe Sciascia
  23. Antonio lannuzzi sarà l'ottavo giocatore dell'Openjobmetis. L'ufficialità della firma ancora non c'è, visto che per l'annuncio da parte del club di piazza Monte Grappa mancano alcuni dettagli, sia nella parte che coinvolge la chiusura del rapporto tra Torino e il centro avellinese, sia in quella del contratto annuale con il nuovo club. Ma la concorrenza sul lungo del 1991 è progressivamente uscita di scena. Un corteggiamento lungo più di due mesi si sta giorno dopo giorno avvicinando alla fumata bianca. E anche se in mancanza di sigle sui documenti ufficiali il mercato lascia sempre quel piccolo margine di imprevisto, sembrano improbabili sorprese dell'ultima ora. Se tutto andrà come deve andare, entro fine settimana arriverà la sospirata firma e il club di piazza Monte Grappa avrà completato il parco italiani con un giocatore che sotto le Prealpi proverà a rientrare nel giro della Nazionale (una presenza a novembre 2017 dopo l'ottimo impatto con la serie A all'esordio nel 2016/17 a Capo d'Orlando, chiuso a 8,7 punti e 4,2 rimbalzi in 21,2 minuti). Una scelta fortemente voluta da Attilio Caja, deciso a puntare sulle indiscusse qualità tecniche del lungo del 1991, già allenato dal tecnico pavese nella Nazionale Sperimentale e concupito già tre anni fa assieme a Michele Vitali prima della decisione della società di non confermarlo dopo la prima impresa salvezza. Nelle gerarchie di Caja il pivot nativo di Avellino sarà il primo cambio dei lunghi, con uno spread ipotizzabile dai 15 ai 20 minuti. L'arrivo di lannuzzi rappresenta comunque un upgrade importante per la profondità della panchina biancorossa: nel finale del 2017/18 il cambio di Tyler Cain era Mario Delas, che non ha certo lasciato ricordi indelebili dopo la partenza di Norvel Pelle (numericamente più performante rispetto al croato; con lui però Varese ha totalizzato 8 vittorie su 19 partite; col centro del 1990 invece 8 vittorie su 14 gare compreso lo 0-3 contro Brescia nei playoff). Una volta messa nero su bianco la firma del lungo ex Capo d'Orlando, che ritroverà Dominique Archie nella sua nuova incarnazione in biancorosso, l'attenzione si sposterà sui due tasselli mancanti: operazioni già in pieno svolgimento per la scelta dell'ala piccola titolare, ruolo nel quale comunque c'è ampia disponibilità dei profili richiesti da Attilio Caja nel comparto "usato sicuro". Varese non ha certo risorse infinite per l'ultimo tassello dello starting five, ma è decisa ad utilizzare cum grano salis il suo tesoretto: nessuno della decina di giocatori dal gradimento più o meno simile nella gerarchia di Artiglio è al momento disposto ad accettare al volo la proposta biancorossa. Ma i prezzi a poco a poco calano: quel che una settimana fa era totalmente fuori portata, oggi è ancora troppo caro ma è meno irraggiungibile. Dopo la metà di luglio potrebbero spuntare occasioni interessanti tra chi si dimostrerà disposto a sposare la causa dell'Openjobmetis. Giuseppe Sciascia
  24. Inizia ufficialmente oggi l’era di Andrea Conti a Varese. Nel pomeriggio il nuovo general manager biancorosso si insedierà negli uffici di piazza Monte Grappa: dopo la presentazione di venerdì al CdA della Pallacanestro Varese, l’erede di Claudio Coldebella riceverà la prime consegne dal suo predecessore relativamente ai dossier mercato e alle situazioni di rinnovo delle sponsorizzazioni in scadenza (a partire dal main sponsor Openjobmetis: sicura la conferma, imminente la trattativa relativa all’importo) oltre alla ricerca del partner che accompagnerà i biancorossi in FIBA Europe Cup. Tanto lavoro soprattutto sui fronti extratecnici, dato che il futuro dirigente di Kazan aveva già lavorato tanto di concerto con Attilio Caja e Toto Bulgheroni: la Varese che verrà è fatta per 7 decimi, e nel corso della settimana arriverà la sospirata fumata bianca per Antonio Iannuzzi, per il quale è già pronta una bozza d’intesa da formalizzare dopo la definitiva separazione tra l’atleta avellinese e l’Auxilium Torino. Di fatto i tasselli mancanti sono due: l’ala piccola titolare che prenderà il posto di Stan Okoye, e il cambio degli esterni da inserire alle spalle di Aleksa Avramovic (stasera di nuovo in campo con la Serbia contro la Germania, l’auspicio è che Djordjevic lo getti nella mischia dopo i 40’ di panchina di venerdì contro la Georgia). E il più che probabile ritorno in Nazionale del mancino del 1994 nella finestra per le nazionali di settembre, che presuppone due partite tra il 14 e il 18 con 20 giorni di preparazione, è un fattore condizionante nella scelta degli ultimi due tasselli. L’assenza di Avramovic nella prima fase di preparazione dedicata ai tornei presuppone l’impossibilità di puntare su un altro elemento nel giro delle varie Nazionali: il sistema Caja va metabolizzato in precampionato, dunque l’ipotesi vagliata di puntare su Thomas Scrubb (l’ala in uscita da Avellino che nel 2017/18 aveva totalizzato 10,5 punti col 53% da 3) si scontra con la sicura convocazione con il Canada per l’atleta del 1992. D’altra parte la mancanza di Avramovic per le prime 8 amichevoli significa che il giocatore che Varese sceglierà come cambio degli esterni avrà inizialmente spazio da titolare per dover poi rientrare nei ranghi col ritorno del mancino serbo. Dunque servirà un elemento con le motivazioni giuste per accettare un ruolo in uscita dalla panchina; se anche in questo comparto prevarrà il concetto dell’usato sicuro già utilizzato per Moore ed Archie, facile pensare ad uno straniero “pescato” tra coloro che hanno esperienza in A2 desiderosi di mettersi alla prova al piano superiore. Ma il cambio degli esterni sarà comunque l’ultimo tassello del mercato, scelto in funzione delle caratteristiche tecniche – e dei costi – dell’ala piccola titolare. Varese sta provando a focalizzare l’attenzione su obiettivi mirati ma per ora fuori portata economica; in ogni caso, con sette giocatori... e tre quarti già in organico, il nuovo g.m. predica calma per arrivare al miglior “incastro” possibile sul piano tecnico ed economico. Giuseppe Sciascia
  25. simon89

    Conti dice sì a Varese

    Andrea Conti sarà il nuovo general manager della Pallacanestro Varese. L’accordo ufficiale verrà formalizzato stasera, venerdì 29 giugno, in un nuovo incontro con Toto Bulgheroni per siglare il contratto per due stagioni con opzione sulla terza che legherà il 44enne dirigente al club del quale era già stato giocatore (39 presenze in serie A tra il 1992 e il 1998). L’insediamento del nuovo dirigente sul ponte di comando di piazza Monte Grappa avverrà lunedì 2 luglio, alla scadenza naturale del contratto che lo legava a Cremona fino al 30 giugno: l’accordo per la prossima stagione non era infatti ancora stato formalizzato, e dunque Conti ha avuto la possibilità di firmare per Varese senza vincoli contrattuali di sorta. Un dettaglio importante per Bulgheroni, che non voleva forzare la mano ad un dirigente vincolato per un altro club, ed ha apprezzato la correttezza con la quale il futuro g.m. biancorosso ha approcciato con la società di piazza Monte Grappa. Il consigliere delegato all’area tecnica ha affrontato con grande efficacia la potenziale crisi legata all’improvviso addio di Claudio Coldebella, trovando nel giro di qualche giorno un sostituto all’altezza della situazione che si porterà in dote un solido bagaglio di esperienza da gm di serie A. La conferma, indiretta ma inequivocabile, dell’arrivo di Conti a Varese arriva attraverso un comunicato stampa emesso nella serata di ieri, giovedì 28 giugno, dalla Vanoli: «Andrea Conti ha manifestato la volontà di interrompere il rapporto di pluriennale collaborazione con la nostra società, accettando la proposta ricevuta dalla Pallacanestro Varese. Amareggiati per modalità e tempi con cui si è giunti a questa conclusione, Vanoli Basket Cremona augura ad Andrea le migliori soddisfazioni nel proseguimento della sua carriera». Dopo la formalità della firma del contratto Conti prenderà dunque servizio dalla prossima settimana, ricevendo il testimone da Coldebella, che resterà al suo fianco fino al definitivo passaggio di consegne. L’ormai ex d.g. biancorosso rimarrà comunque in piazza Monte Grappa per qualche settimana, nell’ambito dell’accordo raggiunto con Bulgheroni per un’uscita di scena morbida e signorile. Le parti hanno convenuto che Coldebella verserà la penale da 30mila euro prevista dal suo contratto anche se l’escape era scaduta il 30 maggio, e continuerà ad operare fino a quando il suo successore sarà completamente padrone della situazione. Il dirigente di Castelfranco Veneto è operativo nella trattativa con Antonio Iannuzzi oltre che sugli altri aspetti non legati all’area tecnica dei quali si stava occupando. Pertanto Varese non ha mai smesso di essere pienamente operativa, sia sul mercato che nella programmazione della stagione 2018/19. Ora toccherà a Conti raccogliere l’eredità di Coldebella, che lascia comunque un roster già completo per 8 decimi nel momento in cui Iannuzzi chiuderà l’accordo definitivo con il club di piazza Monte Grappa (il lungo classe ‘91 ha detto sì all’Openjobmetis, ora si tratta per trovare un’intesa con Torino con il quale il giocatore ha un altro anno di contratto più opzione per il 2019-20, ndr). Per il 44enne dirigente sarà una sfida importante alla prima occasione “fuori casa” (a Cremona infatti aveva chiuso la carriera da giocatore e lascerà la famiglia). Ma la conoscenza dell’ambiente di Varese, e le competenze già dimostrate nell’ottimizzare budget non di prima fascia, depongono a favore di Conti: sicuramente la miglior scelta possibile per minimizzare il potenziale trauma legato alla perdita pesante di Claudio Coldebella. Giuseppe Sciascia
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