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  1. L'Openjobmetis chiude ufficialmente la campagna acquisti 2018/19 con la firma di Pablo Bertone. Accordo 1+1 per la 28enne guardia nata in Argentina ma con passaporto italiano per ascendenza: l'atleta visto nel 2017/18 a Pesaro (10,4 punti e 3,3 rimbalzi col 49% da 2 e il 37% da 3) sarà il sesto uomo della truppa di Attilio Caja, che ha puntato sulla duttilità e sulle qualità da collante del giocatore nativo della regione di Cordoba. Trattativa a segno per completare il roster a tempo di record: neppure due mesi dopo l'ultima uscita del 2017/18 -datata 16 maggio contro Brescia - la Varese 2018/19 è pronta all'uso per le sapienti mani di "Artiglio". Bertone è stato un giocatore scelto per le sue qualità di uomo-squadra e di capacità di stare nel sistema, oltre che per la sua conoscenza del campionato italiano maturata la scorsa annata con la maglia della Vuelle. Insomma le caratteristiche che il tecnico pavese ha ricercato in tutti gli acquisti di una estate all'insegna dell'usato sicuro dopo le tante scommesse effettuate nel 2017. Stavolta l'Openjobmetis, ovviamente in funzione delle risorse disponibili, è stata attrice protagonista del suo mercato impostato da Claudio Coldebella e completato da Andrea Conti. Dalle cinque conferme su 10 giocatori di rotazione alla missione compiuta con Antonio Iannuzzi - la vera prima scelta raggiunta su un mercato dai margini ristrettissimi come quello dei lunghi italiani - Varese si è mossa con oculatezza per far fruttare il suo budget in leggera ascesa ma non certo infinito. Ma comunque rispettabile per una serie A nella quale l'ultimo anno e mezzo ha ridato una solida patente di credibilità al progetto tecnico biancorosso, col ritorno in Europa che è servito per avere un appeal maggiore sul mercato degli stranieri. Sulle scelte dei tre giocatori del quintetto e il primo cambio degli esterni, l'unica trattativa in modalità "voluto e preso" è stata quella con Roland Moore: la terza stagione in crescita costante ha indotto coach Caja a puntare sulle doti di attivatore del regista ex Pistoia, considerato il più affidabile tra gli usati sicuri alla portata economica biancorossa. Sugli altri tre fronti Varese ha scelto chi ha detto sì rispetto a chi ha preferito aspettare o cercare soluzioni alternative: nel gioco delle sliding doors il roster finale con Scrubb, Archie e Bertone è tanto diverso da quello con Bostic (finito a Ulm), Vene (rinnovo rifiutato e ancora in cerca di collocazione) e Sanders (accasatosi a Trieste da titolare)? Il risultato finale potrà non accendere la fantasia dei tifosi "americanofili"; ma se c'è una qualità che Attilio Caja ha dimostrato col passare degli anni, è la capacità di far rendere al meglio squadre costruite con i criteri adatti per le sue doti di allenatore da palestra. E nel 2018/19, con il doppio impegno campionato-coppa che ridurrà il tempo per puntare sulla tattica, l'affidabilità tecnica e umana di chi entrerà a far parte di un sistema di lavoro già consolidato sarà un valore aggiunto fondamentale per provare a confermarsi nella metà alta della classifica e ad onorare l'impegno in Europa. Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis prova a convincere Pablo Bertone come possibile ultimo pezzo del puzzle bianco-rosso versione 2018/19. La 28enne guardia italo-argentina, che nella stagione passata ha totalizzato 10,4 punti e 3,3 rimbalzi di media con la maglia di Pesaro, ha in mano una proposta del club di piazza Monte Grappa che gli propone il ruolo di sesto straniero dietro Aleksa Avramovic e Thomas Scrubb. L'alternativa valutata da Varese era Jamarr Sanders, ma l'atleta statunitense ha lasciato cadere la proposta del club biancorosso - che per l'ultimo giocatore del roster non ha certo risorse illimitate - accettando nella serata di ieri l'offerta di Trieste, con un salario più elevato ma soprattutto un ruolo da titolare nello scacchiere tattico della matricola Alma. Così il g.m biancorosso Andrea Conti ha rotto gli indugi e formulato un'offerta al giocatore argentino di scuola americana (high school in Florida e 4 anni di NCAA a Florida Atlantic) che fino a qualche giorno fa viaggiava su richieste economiche superiori alle disponibilità del club bosino. Ma visto che Pesaro, in attesa di chiudere il parco italiani, pare uscita dalla corsa all'atleta oriundo, Varese ha fatto la sua mossa con le risorse a disposizione proponendo un ruolo comunque importante ad un atleta che nel 2017/18 è stato un efficace collante tra i molti attaccanti della Vuelle. Sicuramente la risposta non arriverà fino al tardo pomeriggio: Bertone ha infatti presentato un'istanza al Consiglio federale nel vedersi riconosciuta la formazione italiana dopo aver disputato le qualificazioni per i Campionati europei del 3 contro 3 con la Nazionale di Street Basket. Evidente come il cambio di status -attualmente Bertone gioca in quota stranieri nonostante il doppio passaporto - potrebbe cambiarne completamente le prospettive di mercato, rendendolo appetibile come italiano per club di livello molto superiore. Però il regolamento parla chiaro - la formazione italiana a chi gioca in Nazionale spetta soltanto per le selezioni 5 contro 5 - e sembra alquanto improbabile che l'istanza dell'oriundo possa essere accolta. Bertone a Varese interessa comunque da straniero, per il mix di duttilità e qualità tecniche che può garantire in un ruolo perimetrale. L'atleta del 1990 ha una buona taglia fisica (193 centimetri per 96 chili), conoscenza del gioco e qualità balistiche rispettabili (37% da 3 nel 2017/18 a Pesaro). Sicuramente un uomo di raccordo più che un realizzatore, che aumenterebbe il tasso di uomini-squadra nel roster di Attilio Caja. In caso di fumata nera per mancata intesa economica, l'Openjobmetis riprenderà a sfogliare il catalogo degli americani già visti in A2 desiderosi di giocarsi una chance in A sullo stile di Stan Okoye nel 2017/18. Ad oggi, però, non c'è alcun profilo convincente sulla base del rapporto costo-rendimento e i salari "lievitanti" per gli stranieri del primo campionato dilettantistico rendono ancora poco concorrenziale il gruzzoletto residuo nelle mani di Varese. Giuseppe Sciascia
  3. L'Openjobmetis ha convinto Thomas Scrubb. La 27enne ala piccola canadese ha accettato la proposta della società di piazza Monte Grappa: un sì da formalizzare in termini contrattuali sotto forma di proposta da controfirmare da parte dell'atleta di 196 centimetri per 89 chili cresciuto alla Carleton University. Il miglior tiratore dall'arco della stagione 2017/18 (53% su 83 tentativi con la maglia della Sidigas Avellino) completerà, a meno di colpi di scena dell'ultima ora, il quintetto base della formazione di Attilio Caja, dando disponibilità anche a "saltare un giro" con il Canada per disputare il precampionato con i biancorossi e tornare in Nazionale nelle finestre di novembre e febbraio. Con grande soddisfazione del tecnico pavese, che caldeggiava la soluzione Scrubb alla luce del mix di duttilità e capacità nel gioco senza palla che fanno del giocatore nativo della regione British Columbia un elemento adatto al sistema corale tanto caro al coach biancorosso. Il giocatore del 1991 era già stato vicino al club biancorosso 12 mesi fa: nel 2016/17 Scrubb militava infatti nelle file dei Giessen 46ers, la squadra nella quale fu pescato Cameron Wells. Claudio Coldebella lo aveva seguito con grande attenzione per il suo mix di dinamicità e capacità da uomo-squadra (11.8 punti e 5.2 rimbalzi in Bundesliga), poi sull'atleta canadese piombò Avellino e l'Openjobmetis spostò Stan Okoye da ala piccola puntando su Damian Hollis. In Irpinia Scrubb ha prodotto 9,2 punti e 4,7 rimbalzi da primo cambio degli esterni (19,7 minuti con 3 sole presenze in quintetto); a Varese avrà invece spazi da titolare, auspicando di replicare il fatturato in doppia cifra media prodotto nelle precedenti esperienze europee in Finlandia (14,2 punti a Kataja nel 2015/16 disputando la FIBA Europe Cup) ed a Giessen. Di Scrubb Caja apprezza le doti balistiche (43% da 3 in Finlandia e 37% in Germania) che ne fanno un ideale convertitore di scarichi in un reparto esterni nel quale Moore è un attivatore provetto (terzo negli assist nella stagione 2017/18 a 5,9 di media) e le capacità di saltare l'uomo di Avramovic apriranno certamente spazi importanti per un giocatore di sistema come il canadese. Chiaro che "Avra" sarà la primissima punta di un quintetto con tanti elementi votati al collettivo come Moore, Archie e lo stesso Scrubb; ma circolazione di palla e condivisione delle responsabilità offensive sono state le chiavi del successo dell'Openjobmetis del girone di ritorno. Individuato il nono giocatore del roster 2018/19 a 24 ore dalla riapertura della campagna abbonamenti (da domani fino al 21 luglio seconda tranche per la vendita delle tessere stagionali, l'ultima con le prelazioni per i vecchi abbonati) per completare il puzzle manca solo il sesto straniero che cambierà gli esterni. Sfumate le piste iniziali di giocatori da pescare in A2 senza esperienza di A che hanno poi firmato nella seconda lega, e scartate perché poco convincenti (Rice, Pepper, Marks) o costose (Bertone) le alternative valutate nei giorni scorsi, Andrea Conti cerca una guardia capace di creare dal palleggio che possa dare qualche minuto anche da ala piccola. Giuseppe Sciascia
  4. L’Openjobmetis è pronta ad aggiustare il tiro nella caccia all’ala piccola titolare. Su Josh Bostic è infatti piombato il Ratiopharm Ulm, club tedesco al via dell’Eurocup 2018/19 che sta provando a convincere anche l’ex milanese Mantas Kalnietis: vetrina migliore e proposta economica più elevata per il 31enne atleta ex Sassari, che non ha ancora sciolto la riserva sulla rinuncia alla proposta del club biancorosso, con il quale era in avanzate trattative. Evoluzioni definitive attese tra la notte e la prima mattina, con il d.g. Andrea Conti che verificherà le evoluzioni della situazione in stretto contatto con gli agenti italiani del giocatore impegnati a Las Vegas per la Summer League in pieno svolgimento.Difficile però che il richiamo economico e tecnico del club tedesco sia superato dalla voglia di Italia della famiglia di Bostic; molto probabile dunque che Varese debba virare su altri profili ad iniziare da Thomas Scrubb, il 26enne nazionale canadese che nel 2017/18 ad Avellino ha totalizzato 9,5 punti più 4,6 rimbalzi col 53% da 3. Trattativa mai lasciata cadere da parte dell’area tecnica biancorossa, che come spiegato ieri su queste colonne ha tenuto aperte diverse piste nella ricerca dell’ala piccola titolare in funzione del vincolo principale indicato da Attilio Caja dell’esperienza italiana già acquisita da tutti i candidati che hanno superato il suo vaglio. «Chiunque ci dirà di sì ci renderà felici senza rimpianti: tutti i candidati sono molto interessanti, sia pur con repertorio e caratteristiche diverse - ha spiegato il coach pavese facendo il punto della situazione -. Nessuno è un ripiego e si adatterebbe in maniera ottimale, con le proprie qualità, all’organico che stiamo costruendo». Lo scoglio principale per convincere l’atleta con passaporto inglese che nel 2016/17 si era messo in luce a Francoforte riguarda l’aspetto economico: l’atleta del 1992 alla Sidigas viaggiava su cifre superiori rispetto alle disponibilità biancorosse, da capire se sarà disposto ad accettare un ingaggio inferiore o preferirà passare la mano attendendo offerte più “lucrative”. Varese tiene comunque monitorate anche altre piste, dall’ex cremonese Kelvin Martin che ovviamente Andrea Conti conosce a perfezione all’ex pesarese Taylor Braun (12,5 punti e 6,0 rimbalzi nelle ultime 6 gare del 2017/18 alla Vuelle) che era stato sondato un mese fa e abbandonato per costi fuori portata, ma così come l’ala ex Vanoli sta lentamente riducendo le sue pretese. Sull’agenda del nuovo d.g. biancorosso comunque l’ordine di priorità è ben chiaro: se Bostic avrà confermato nella notte tra domenica e lunedì la preferenza accordata ad Ulm, entrerà nel vivo la trattativa con Scrubb. Se il canadese dovesse passare la mano, si continuerà la caccia sondando i profili già noti e “tastati”. La caccia è aperta, la sensazione è che entro la fine della settimana Varese avrà la sua ala piccola titolare, e di conseguenza potrà scegliere con calma anche l’identikit tecnico del cambio degli esterni che ne concluderà le operazioni di mercato. Giuseppe Sciascia
  5. L'Openjobmetis ha gettato le reti a strascico per trovare l'ala piccola che completerà il suo starting five. Il club di piazza Monte Grappa ha fatto i suoi passi per quei profili - segnalati ieri su queste colonne - che hanno superato il vaglio di Attilio Caja per quanto riguarda il mix di qualità e conoscenza della serie A italiana. La cifra a disposizione è stata chiaramente esposta ai rappresentati del pacchetto di atleti considerati da Varese per l'ultima pedina vacante del quintetto di partenza. Ora toccherà agli atleti valutare le rispettive prospettive di mercato e decidere se prendere in considerazione la proposta della società biancorossa. Le risorse a disposizione di Andrea Conti per il ruolo di "3" titolare non sono enormi ma neppure disprezzabili, specie per chi comunque gradirebbe proseguire nel suo percorso in Italia nelle file di un club che garantisce una vetrina internazionale come l'Openjobmetis (chiave di volta per i giocatori di scuola americana, per massimizzare la loro visibilità anche in ottica futura). Il vincolo di bilancio relativo ai costi induce il team prealpino a concentrare la sua attenzione su Thomas Scrubb e Josh Bostic, i due elementi più accessibili nel pacchetto di giocatori valutati dalla società di piazza Monte Grappa. Claudio Coldebella aveva già avviato il dialogo con il 26enne nazionale canadese nel 2017/18 ad Avellino, ora il nuovo d.g. ha esplorato anche la disponibilità della 31enne ala che dopo un 2016/17 non brillante a Caserta a causa di un infortunio non curato al meglio ha fatto molto bene a Zara (capocannoniere dell'Adriatic League fino al gennaio 2018) e nella problematica Sassari del girone di ritorno ha totalizzato 13,3 punti col 37% da 3. Giocatori diversi per caratteristiche tecniche e fisicità: più duttile e perimetrale Scrubb che ha un ottimo bagaglio nel gioco senza palla ma non è un attaccante né un tiratore naturale nonostante il 53% da 3 nel 2017/18, più potente e realizzatore Bostic che ha meno "scuola" (esploso in un college di seconda divisione NCAA) rispetto al più giovane canadese. Entrambi però graditi all'area tecnica perchè considerati funzionali al progetto-squadra che sta nascendo, senza comunque scartare le altre ipotesi sul piatto (da Kelvin Martin a Dominique Johnson, a oggi però il più lontano sul piano economico, fino al veterano Lance Harris). La sensazione è che si ripeterà il copione già utilizzato in occasione della firma di Dominique Archie: Varese aveva fatto un'offerta all'ex Capo d'Orlando e una proposta di rinnovo a Siim Sander Vene, nel momento in cui l'ala del 1987 ha accettato e l'estone ha detto no la scelta è maturata senza "ballottaggi" di natura tecnica. Che per l'ala piccola mancante saranno presi in considerazione solo se più di un prescelto accetterà le condizioni proposte dal club biancorosso. Giuseppe Sciascia
  6. Antonio lannuzzi sarà l'ottavo giocatore dell'Openjobmetis. L'ufficialità della firma ancora non c'è, visto che per l'annuncio da parte del club di piazza Monte Grappa mancano alcuni dettagli, sia nella parte che coinvolge la chiusura del rapporto tra Torino e il centro avellinese, sia in quella del contratto annuale con il nuovo club. Ma la concorrenza sul lungo del 1991 è progressivamente uscita di scena. Un corteggiamento lungo più di due mesi si sta giorno dopo giorno avvicinando alla fumata bianca. E anche se in mancanza di sigle sui documenti ufficiali il mercato lascia sempre quel piccolo margine di imprevisto, sembrano improbabili sorprese dell'ultima ora. Se tutto andrà come deve andare, entro fine settimana arriverà la sospirata firma e il club di piazza Monte Grappa avrà completato il parco italiani con un giocatore che sotto le Prealpi proverà a rientrare nel giro della Nazionale (una presenza a novembre 2017 dopo l'ottimo impatto con la serie A all'esordio nel 2016/17 a Capo d'Orlando, chiuso a 8,7 punti e 4,2 rimbalzi in 21,2 minuti). Una scelta fortemente voluta da Attilio Caja, deciso a puntare sulle indiscusse qualità tecniche del lungo del 1991, già allenato dal tecnico pavese nella Nazionale Sperimentale e concupito già tre anni fa assieme a Michele Vitali prima della decisione della società di non confermarlo dopo la prima impresa salvezza. Nelle gerarchie di Caja il pivot nativo di Avellino sarà il primo cambio dei lunghi, con uno spread ipotizzabile dai 15 ai 20 minuti. L'arrivo di lannuzzi rappresenta comunque un upgrade importante per la profondità della panchina biancorossa: nel finale del 2017/18 il cambio di Tyler Cain era Mario Delas, che non ha certo lasciato ricordi indelebili dopo la partenza di Norvel Pelle (numericamente più performante rispetto al croato; con lui però Varese ha totalizzato 8 vittorie su 19 partite; col centro del 1990 invece 8 vittorie su 14 gare compreso lo 0-3 contro Brescia nei playoff). Una volta messa nero su bianco la firma del lungo ex Capo d'Orlando, che ritroverà Dominique Archie nella sua nuova incarnazione in biancorosso, l'attenzione si sposterà sui due tasselli mancanti: operazioni già in pieno svolgimento per la scelta dell'ala piccola titolare, ruolo nel quale comunque c'è ampia disponibilità dei profili richiesti da Attilio Caja nel comparto "usato sicuro". Varese non ha certo risorse infinite per l'ultimo tassello dello starting five, ma è decisa ad utilizzare cum grano salis il suo tesoretto: nessuno della decina di giocatori dal gradimento più o meno simile nella gerarchia di Artiglio è al momento disposto ad accettare al volo la proposta biancorossa. Ma i prezzi a poco a poco calano: quel che una settimana fa era totalmente fuori portata, oggi è ancora troppo caro ma è meno irraggiungibile. Dopo la metà di luglio potrebbero spuntare occasioni interessanti tra chi si dimostrerà disposto a sposare la causa dell'Openjobmetis. Giuseppe Sciascia
  7. Inizia ufficialmente oggi l’era di Andrea Conti a Varese. Nel pomeriggio il nuovo general manager biancorosso si insedierà negli uffici di piazza Monte Grappa: dopo la presentazione di venerdì al CdA della Pallacanestro Varese, l’erede di Claudio Coldebella riceverà la prime consegne dal suo predecessore relativamente ai dossier mercato e alle situazioni di rinnovo delle sponsorizzazioni in scadenza (a partire dal main sponsor Openjobmetis: sicura la conferma, imminente la trattativa relativa all’importo) oltre alla ricerca del partner che accompagnerà i biancorossi in FIBA Europe Cup. Tanto lavoro soprattutto sui fronti extratecnici, dato che il futuro dirigente di Kazan aveva già lavorato tanto di concerto con Attilio Caja e Toto Bulgheroni: la Varese che verrà è fatta per 7 decimi, e nel corso della settimana arriverà la sospirata fumata bianca per Antonio Iannuzzi, per il quale è già pronta una bozza d’intesa da formalizzare dopo la definitiva separazione tra l’atleta avellinese e l’Auxilium Torino. Di fatto i tasselli mancanti sono due: l’ala piccola titolare che prenderà il posto di Stan Okoye, e il cambio degli esterni da inserire alle spalle di Aleksa Avramovic (stasera di nuovo in campo con la Serbia contro la Germania, l’auspicio è che Djordjevic lo getti nella mischia dopo i 40’ di panchina di venerdì contro la Georgia). E il più che probabile ritorno in Nazionale del mancino del 1994 nella finestra per le nazionali di settembre, che presuppone due partite tra il 14 e il 18 con 20 giorni di preparazione, è un fattore condizionante nella scelta degli ultimi due tasselli. L’assenza di Avramovic nella prima fase di preparazione dedicata ai tornei presuppone l’impossibilità di puntare su un altro elemento nel giro delle varie Nazionali: il sistema Caja va metabolizzato in precampionato, dunque l’ipotesi vagliata di puntare su Thomas Scrubb (l’ala in uscita da Avellino che nel 2017/18 aveva totalizzato 10,5 punti col 53% da 3) si scontra con la sicura convocazione con il Canada per l’atleta del 1992. D’altra parte la mancanza di Avramovic per le prime 8 amichevoli significa che il giocatore che Varese sceglierà come cambio degli esterni avrà inizialmente spazio da titolare per dover poi rientrare nei ranghi col ritorno del mancino serbo. Dunque servirà un elemento con le motivazioni giuste per accettare un ruolo in uscita dalla panchina; se anche in questo comparto prevarrà il concetto dell’usato sicuro già utilizzato per Moore ed Archie, facile pensare ad uno straniero “pescato” tra coloro che hanno esperienza in A2 desiderosi di mettersi alla prova al piano superiore. Ma il cambio degli esterni sarà comunque l’ultimo tassello del mercato, scelto in funzione delle caratteristiche tecniche – e dei costi – dell’ala piccola titolare. Varese sta provando a focalizzare l’attenzione su obiettivi mirati ma per ora fuori portata economica; in ogni caso, con sette giocatori... e tre quarti già in organico, il nuovo g.m. predica calma per arrivare al miglior “incastro” possibile sul piano tecnico ed economico. Giuseppe Sciascia
  8. simon89

    Conti dice sì a Varese

    Andrea Conti sarà il nuovo general manager della Pallacanestro Varese. L’accordo ufficiale verrà formalizzato stasera, venerdì 29 giugno, in un nuovo incontro con Toto Bulgheroni per siglare il contratto per due stagioni con opzione sulla terza che legherà il 44enne dirigente al club del quale era già stato giocatore (39 presenze in serie A tra il 1992 e il 1998). L’insediamento del nuovo dirigente sul ponte di comando di piazza Monte Grappa avverrà lunedì 2 luglio, alla scadenza naturale del contratto che lo legava a Cremona fino al 30 giugno: l’accordo per la prossima stagione non era infatti ancora stato formalizzato, e dunque Conti ha avuto la possibilità di firmare per Varese senza vincoli contrattuali di sorta. Un dettaglio importante per Bulgheroni, che non voleva forzare la mano ad un dirigente vincolato per un altro club, ed ha apprezzato la correttezza con la quale il futuro g.m. biancorosso ha approcciato con la società di piazza Monte Grappa. Il consigliere delegato all’area tecnica ha affrontato con grande efficacia la potenziale crisi legata all’improvviso addio di Claudio Coldebella, trovando nel giro di qualche giorno un sostituto all’altezza della situazione che si porterà in dote un solido bagaglio di esperienza da gm di serie A. La conferma, indiretta ma inequivocabile, dell’arrivo di Conti a Varese arriva attraverso un comunicato stampa emesso nella serata di ieri, giovedì 28 giugno, dalla Vanoli: «Andrea Conti ha manifestato la volontà di interrompere il rapporto di pluriennale collaborazione con la nostra società, accettando la proposta ricevuta dalla Pallacanestro Varese. Amareggiati per modalità e tempi con cui si è giunti a questa conclusione, Vanoli Basket Cremona augura ad Andrea le migliori soddisfazioni nel proseguimento della sua carriera». Dopo la formalità della firma del contratto Conti prenderà dunque servizio dalla prossima settimana, ricevendo il testimone da Coldebella, che resterà al suo fianco fino al definitivo passaggio di consegne. L’ormai ex d.g. biancorosso rimarrà comunque in piazza Monte Grappa per qualche settimana, nell’ambito dell’accordo raggiunto con Bulgheroni per un’uscita di scena morbida e signorile. Le parti hanno convenuto che Coldebella verserà la penale da 30mila euro prevista dal suo contratto anche se l’escape era scaduta il 30 maggio, e continuerà ad operare fino a quando il suo successore sarà completamente padrone della situazione. Il dirigente di Castelfranco Veneto è operativo nella trattativa con Antonio Iannuzzi oltre che sugli altri aspetti non legati all’area tecnica dei quali si stava occupando. Pertanto Varese non ha mai smesso di essere pienamente operativa, sia sul mercato che nella programmazione della stagione 2018/19. Ora toccherà a Conti raccogliere l’eredità di Coldebella, che lascia comunque un roster già completo per 8 decimi nel momento in cui Iannuzzi chiuderà l’accordo definitivo con il club di piazza Monte Grappa (il lungo classe ‘91 ha detto sì all’Openjobmetis, ora si tratta per trovare un’intesa con Torino con il quale il giocatore ha un altro anno di contratto più opzione per il 2019-20, ndr). Per il 44enne dirigente sarà una sfida importante alla prima occasione “fuori casa” (a Cremona infatti aveva chiuso la carriera da giocatore e lascerà la famiglia). Ma la conoscenza dell’ambiente di Varese, e le competenze già dimostrate nell’ottimizzare budget non di prima fascia, depongono a favore di Conti: sicuramente la miglior scelta possibile per minimizzare il potenziale trauma legato alla perdita pesante di Claudio Coldebella. Giuseppe Sciascia
  9. Varese spera nella doppia fumata bianca per Andrea Conti e Antonio Iannuzzi. Giornata decisiva per gli obiettivi più caldi per scrivania e roster dell'Openjobmetis: se il pivot avellinese ha preso la direzione di piazza Monte Grappa e ora bisognerà stringere gli aspetti contrattuali dopo la rescissione con Torino, pratica ancora in mano all'uscente d.g. Claudio Coldebella, l'attuale dirigente di Cremona darà risposta in giornata alla proposta formale sottopostagli dal club biancorosso. 24 ore di riflessione per Conti, che dovrà decidere se accettare il contratto biennale da general manager proposto da Varese, o restare nella città dove si è stabilito dopo aver chiuso l'attività agonistica nel 2013. L'accordo in essere con la Va-noli non è un ostacolo insormontabile, trattandosi di un accordo informale senza un vincolo contrattuale vero e proprio; toccherà al 44enne dirigente rhodense stabilire se considera Varese come un upgrade di una carriera professionale che inizierebbe fuori dalla sua città, oppure il richiamo della famiglia avrà la meglio. Di certo Conti sembra lusingato ed attratto dalle attenzioni della società di piazza Monte Grappa, e il colloquio con Toto Bulgheroni ha avuto l'effetto di affascinare l'attuale d.g. della Vanoli. Che conoscendo bene Varese e il suo ambiente ne apprezza ovviamente la tradizione, ma anche le potenzialità future legate agli sviluppi societari in divenire. Al momento sembrano esserci buone possibilità che Conti accetti la proposta dell'Openjobmetis e possa insediarsi in fretta - già la prossima settimana? - dietro là scrivania biancorossa, laddove comunque Claudio Coldebella sta rispettando il patto con Toto Bulgheroni nel garantire continuità - non solo sul fronte Iannuzzi ma anche nelle esplorazioni iniziali sull'ala piccola titolare - per quanto riguarda i dossier aperti sul suo tavolo. Insomma se non ci saranno colpi di scena Varese avrà trovato in tempi rapidi la miglior soluzione possibile per "cadere in piedi" dopo l'addio anticipato del suo direttore generale. Anche se non bisogna sottovalutare la possibilità di un no in extremis dopo il colloquio che Conti ha avuto ieri con la dirigenza della Vanoli (dove un possibile sostituto in caso di divorzio sarebbe Gianmaria Vacirca, ex dirigente con Meo Sacchetti a Capo d'Orlando e visto anche a Varese nel 2013/14). Al momento il club di piazza Monte Grappa non ha un "piano B", in caso di fumata nera con Conti dovrà ripartire un nuovo giro di orizzonti tra profili liberi o liberabili. Qualora il dirigente di Cremona accettasse la proposta di Varese il mandato iniziale dovrebbe essere comunque relativo all'area tecnica, visto che il club sta valutando un'aggiunta a tempo pieno nell'area marketing dopo le partenze per nuove esperienze lavorative nel corso dell'ultima stagione di Luna Tovaglieri ed Elisa Fabris. Giuseppe Sciascia
  10. Claudio Coldebella ha festeggiato il cinquantesimo compleanno con un nuovo contratto triennale all'Unics Kazan. Il direttore generale della Pallacanestro Varese ha comunicato ieri mattina al club di piazza Monte Grappa la decisione di lasciare l'incarico con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto, perché ha accettato la proposta del club russo che disputerà l'edizione 2018/19 dell'Eurocup. Un grande - e meritato - upgrade per il dirigente di Castelfranco Veneto, non soltanto in termini economici personali (si parla di un salario quasi triplo rispetto a quello percepito a Varese) ma soprattutto di prospettive future, considerando gli oltre 12 milioni di euro del budget 2017/18 del club militante in VTB League. Ma anche un grande problema per la società di piazza Monte Grappa, che si trova a fine giugno senza più la figura chiave della sua struttura operativa. Sul tavolo di Coldebella non c'erano soltanto i dossier relativi al mercato, con l'operazione Roland Moore chiusa nello scorso weekend, ma anche le questioni relative a sponsorizzazioni vecchie e nuove nell'ambito dell'ampio mandato che il club biancorosso gli aveva affidato nel 2016. L'escape dal contratto 2+1 stipulato due anni fa era scaduta al 30 maggio e la continuità del rapporto sembrava a prova di bomba; evidentemente l'offerta di Kazan era davvero irrinunciabile, ma altrettanto evidente è la difficoltà nella quale si viene a trovare la società in un momento delicato della gestione sportiva e non. Lecito domandarsi se il via libera di Varese alla richiesta di Coldebella di lasciare le Prealpi sia effettivamente la scelta migliore per la società, considerata la difficoltà di sostituire un elemento che aveva competenze a 360 gradi e non solo per quanto riguarda l'area tecnica. A spiegare le ragioni che hanno portato il club a concedere l'uscita dal contratto a Coldebella è direttamente Toto Bulgheroni, colui che più di ogni altro era a stretto contatto con l'ormai ex d.g.: «Raramente in 50 anni di attività ho lavorato con una persona competente e corretta come Claudio Coldebella; nella mia vita ho fatto tante cose, ma tenere una persona prigioniera di un contratto non fa parte del mio stile - spiega - Sicuramente ci darà una mano nella gestione della transizione fino all'arrivo del suo sostituto, la sua clausola rescissoria era scaduta ma questo non rappresenta un problema perché tra persone perbene si trova sempre un accordo». Di sicuro, dunque, non si tratterà di una separazione traumatica: Coldebella rientrerà oggi a Varese da una breve vacanza in Grecia e garantirà la continuità del lavoro per i prossimi 10-15 giorni - a partire dalla fase finale della trattativa con Antonio Iannuzzi, che nelle prossime 24 ore dovrebbe sciogliere la riserva tra Varese e Brindisi - oltre al passaggio di consegne nelle mani del sostituto ancora da individuare. Giuseppe Sciascia
  11. È Roland Moore il direttore d’orchesta scelto dalla Openjobmetis per dettare i tempi del gioco della stagione 2018/19. Il 30enne playmaker statunitense dirigerà l’attacco varesino in coppia con Aleksa Avramovic nello spot di guardia. La certezza della permanenza dell’esterno serbo - scaduta alle 24 di ieri, lunedì 25 giugno, l’escape a favore dell’atleta - ha permesso al club di piazza Monte Grappa di affondare il colpo sul giocatore ex Caserta e Pistoia, mettendo nelle sue mani esperte le chiavi della manovra. Una scelta che soddisfa pienamente Attilio Caja, conquistato dalla patente di affidabilità acquisita anno dopo anno dall’atleta che a Varese giocherà la sua quinta stagione italiana: «Nel comparto dell’usato sicuro è un giocatore rodato ed affidabile che sa far giocare la squadra ma anche prendere i suoi tiri - comenta il tecnico pavese - Si tratta di un elemento che ha fatto registrare una crescita costante nel suo percorso in Italia; il fatto che Esposito lo abbia voluto con sé per 4 stagioni consecutive e che a Pistoia fosse anche capitano dimostra il suo valore anche sul piano umano; con Avramovic formerà una coppia ben assortita, e la sua esperienza insieme a quella di Archie sarà un valore aggiunto per una squadra che col doppio impegno avrà bisogno di elementi capaci di leggere le partite». Moore è un playmaker d’ordine che avrà principalmente compiti di tessitura del gioco: nel 2017/18 è stato il secondo miglior passatore della serie A (5.8 assist dietro a Luca Vitali), anche se il dato migliore della sua carriera tricolore sono i 6,2 del 2015/16 quando raggiunse i playoff con Pistoia. Ma rispetto al suo primo anno a Caserta, quando si trattava di un giocatore con indiscusse doti da attivatore ma con tiro da fuori rivedibile, Moore si è progressivamente costruito qualità balistiche rispettabili (36,8% da 3 nell’ultima stagione in Toscana rispetto al 20% e al 22% delle prime due annate in serie A). Dunque un giocatore adatto a dare i tempi dell’attacco a fianco di un incursore come Avramovic, ma soprattutto un elemento dal rendimento costante e garantito che nelle idee dello staff tecnico rappresenta un upgrade rispetto ai suoi predecessori Cameron Wells e Tyler Larson. La scelta dell’Openjobmetis è stata proprio quella di puntare su un giocatore in grado di dare maggior continuità del playmaker-guardia texano, bocciato per quel mix di imperscrutabilità nel rendimento sul campo e “subalternità” sul piano caratteriale che ha reso necessario puntare su un regista dopo l’infortunio di Waller. Con la conferma di “Avra” e Tambone e l’arrivo di Moore il parco esterni del 2018/19 è virtualmente al completo per quanto riguarda i costruttori di gioco; il tassello mancante nel ruolo di cambio di guardia ed ala piccola sarà italiano o straniero in funzione dell’esito finale della telenovela Iannuzzi. Giuseppe Sciascia
  12. Aleksa Avramovic sarà il quinto giocatore dell’Openjobmetis versione 2018/19. L’esterno del 1994, beniamino del PalA2A per il suo adrenalinico stile di gioco, sarà il terminale principe della Varese che verrà dopo essersi guadagnato sul campo lo status di prima punta con i 19,3 punti fatturati tra la rimonta playoff e la serie contro Brescia (inserito dalla Lega Basket nel secondo quintetto ideale della post season insieme all’altro confermato Tyler Cain). Tecnicamente la scadenza dell’escape in favore dell’esterno mancino è fissata per oggi, ma è ormai acclarata la volontà del giocatore serbo - in caccia di una maglia per le prossime partite della Nazionale contro Georgia e Germania - di rispettare l’ultimo dei tre anni di contratto stipulati nel 2016 con la società di piazza Monte Grappa. La nuova Varese che la troika Coldebella, Bulgheroni e Caja sta costruendo a poco a poco offre ad Avramovic la possibilità di consacrarsi ad alto livello dopo il brillante finale della passata stagione. Un’annata da protagonista in una squadra che gli offrirà minuti e responsabilità da primattore, che il mancino del 1994 si è guadagnato sul campo passando in 12 mesi da sesto esterno a titolare fisso nello spot di guardia, per proiettarsi verso palcoscenici più elevati da free agent al 30 giugno 2019. E gli permetterà di affacciarsi anche sul palcoscenico internazionale con un club, richiamo importante per un atleta che sotto le Prealpi ha attirato l’attenzione di Sasha Djordjevic in ottica della sua Nazionale. Dalla partenza di Avra a fine contratto Varese non guadagnerà nulla, al contrario dei 50mila euro di buyout prefissati nel caso in cui entro le 24 di oggi Avramovic dovesse esercitare la clausola rescissoria a suo favore. Ma aver scovato, migliorato e infine lanciato un giovane emergente con un progetto triennale di crescita permetterà al club biancorosso di guadagnare credibilità sul mercato ed essere attrattiva per un altro prospetto da sviluppare, magari già durante l’estate 2018 nel ruolo di cambio degli esterni dalla panchina se la telenovela Iannuzzi avrà esito positivo (al momento però non ci sono aggiornamenti positivi in materia). La permanenza a Varese dell’esterno del 1994 darà ai tifosi biancorossi un punto di riferimento importante, assecondando i desideri dei moltissimi che avevano posto Avra e Cain in cima alla lista dei giocatori da trattenere per la stagione 2018/19. Con più di mezza squadra già fatta, con tre titolari come Avramovic, Archie e Cain e tre sicurezze in panchina come Tambone, Natali e Ferrero, ora il club di piazza Monte Grappa può concentrarsi senza fretta sulle altre operazioni. All’appello mancano play ed ala piccola titolari, cambio degli esterni e cambio dei lunghi: sugli ultimi due servirà definire prima di tutto gli incastri dei passaporti, la permanenza di Aleksa potrebbe invece dare un’accelerazione sulla scelta del nuovo regista. Quantomeno circoscrivendo alla tipologia del direttore d’orchesta l’area di ricerca di Claudio Coldebella, visto che ad Avramovic apparterrà quello del primo violino. Giuseppe Sciascia
  13. simon89

    Varese cerca nuove strade

    L'Openjobmetis inizia a studiare piani di battaglia alternativi alla soluzione Antonio lannuzzi. L'impasse perdurante sulla situazione contrattuale del centro irpino spinge Varese a valutare altre strade per completare il pacchetto italiani con un rinforzo di qualità dalla panchina. Il problema principale riguarda i tempi dell'operazione e la relativa incertezza legata ad una situazione a forte rischio stallo.Torino non ha alcuna fretta di risolvere il contratto valido per il 2018/19 (con opzione per l'annata successiva) con il lungo del 1991, aspettando che sia il giocatore a fare la prima mossa; nessun club interessato al centro ex Omegna - compresa ovviamente Varese - è però in grado di pareggiare l'attuale importo del legame con l'Auxilium. E se lannuzzi non farà un passo indietro, non c'è modo di sapere se e quando la matassa si sbroglierà; per questo la società di piazza Monte Grappa, non potendo correre il rischio di restare "incartata" su un unica ipotesi né di aspettare a tempo indeterminato con la possibilità che si inseriscano altri club in extremis, sta iniziando a valutare altre strade. Ma soprattutto altri incastri relativi ai passaporti: il centro del 1991 è infatti l'unico lungo di valore che Attilio Caja considera arruolabile nel reparto in temi, e se non dovesse essere disponibile allora l'Openjobmetis cambierà strategia, puntando su un rinforzo italiano sul perimetro e completando il reparto lunghi Archie, Ferrero e Cain con uno straniero da mettere alle spalle del centro statunitense. Anche perchè, se il mercato dei lunghi italiani non offre alternative, quello degli esterni è leggermente più ricco; però i tempi non sono eterni, perché gli italiani da serie A sono i primi ad accasarsi, e le spese folli dell'A2 con tre promozioni hanno già tolto di scena altri potenziali "papabili". Tra i candidati plausibili spicca David Cournooh, la 28enne guardia-playmaker in scadenza di contratto a Cantù (6.9 punti e 2.3 assist in 21.2 minuti) che difficilmente resterà in Brianza e non sembra vicinissimo a Reggio Emilia, al momento l'unico club di serie A che lo ha sondato. Un elemento rodato con 6 stagioni alle spalle nel massimo campionato (172 presenze e 5.5 punti di media tra Siena, Brindisi e Pistoia oltre al suo ultimo club) che però non può essere l'unico obiettivo al vaglio: Attilio Caja non ha paura di pescare nel "mare magnum" degli emergenti di A2, anche se probabilmente ormai è tardi per l'ipotesi Matteo Martini (la guardia ex Legnano sembra vicinissima a Pistoia). Ma l'ipotesi di scommettere su un altro elemento proveniente dalla categoria inferiore che possa ripetere la parabola di crescita di Matteo Tambone non spaventa l'area tecnica biancorossa. Che dalla prossima settimana, una volta acquisito il sempre più probabile sì di Aleksa Avramovic, si concentrerà anche sulla scelta degli ultimi due italiani locali da allenamento per i ruoli di undicesimo e dodicesimo giocatore. Giuseppe Sciascia
  14. Varese attende la scelta di Aleksa Avramovic prima di entrare nel vivo della questione playmaker. A soli quattro giorni dal termine ultimo entro il quale la guardia serba potrà esercitare l’ escape a pagamento per uscire dal suo terzo e ultimo anno di contratto, l’ Openjobmetis sonda a tutto campo il mercato dei playmaker con esperienza italiana per farsi trovare pronta ad ogni evenienza. La posizione di “Avra” sarà una prima e fondamentale discriminante per la scelta della tipologia di regista al quale Attilio Caja affiderà le chiavi della stagione 2018/19. La conferma - molto probabile ma ancora non certa al 100 per cento - dell’esterno mancino indirizzerebbe l’area tecnica varesina verso un uomo d’ordine, se invece il serbo - che nelle ultime 9 gare di stagione dopo l’infortunio di Cameron Wells ha viaggiato a 19.3 punti di media a partita, un ritmo da capocannoniere della serie A - dovesse lasciare a sorpresa le Prealpi servirebbe a quel punto un elemento in grado di garantire anche un fatturato offensivo importante. L’unico vincolo richiesto da “Artiglio” riguarda un livello elevato di affidabilità che solo una precedente esperienza italiana può garantire: l’esperienza con Wells non è stata positiva, alla luce dei troppi sbalzi di rendimento e dell’imperscrutabilità di un giocatore che era arrivato con la fama del leader e invece ha evidenziato personalità da comprimario. Dunque il playmaker titolare della Varese che verrà dovrà dare garanzie tecniche e umane già evidenziate in Italia; il raggio di azione è comunque ampio contando ovviamente anche i giocatori con trascorsi nel “Belpaese” che nel 2017/18 hanno militato all’estero come nel caso di Dominque Archie. Un giocatore che piaceva tantissimo al coach pavese era Josh Mayo, 31enne regista con trascorsi italiani a Montegranaro, Roma e Scafati che nelle ultime due stagioni ha giocato in Bundesliga a Bonn. Ma per convincere l’atleta del 1987 a esercitare l’ escape dal contratto con la formazione tedesca entro domenica scorsa serviva una cifra totalmente fuori portata (richiesta attorno ai 200mila dollari), e infatti Mayo resterà per il terzo anno consecutivo nella compagine che il prossimo anno disputerà la Champions League FIBA. Esclusa anche la pista Ryan Arcidiacono, che in Italia non ha mai giocato, ma conosce bene Attilio Caja per l’esperienza comune in Nazionale Sperimentale nel 2014: il 24enne regista americano (con evidenti ascendenze tricolori ma al momento senza doppio passaporto) ha costi importanti, ma soprattutto pone il vincolo di inserire una NBA escape a fine luglio con l’intento di disputare la Summer League e cercare un altro posto tra i professionisti. Ma l’area di ricerca resta ampia, soprattutto fino a quando non si scioglierà il nodo Avramovic: una volta definita la posizione della guardia serba, si capirà se il playmaker della Varese 2018/19 avrà attitudine da direttore d’orchestra o da primo violino. Giuseppe Sciascia
  15. La Pallacanestro Varese è pronta a giocare il jolly del ritorno in Europa. La società di piazza Monte Grappa ha optato per l’iscrizione alla FIBA Europe Cup, la quarta competizione internazionale nella quale sarà l’unica rappresentante italiana nel 2018/19. Per la quarta volta nelle ultime 6 stagioni il team biancorosso si dividerà tra campionato e coppa (nel 2013/14 Varese disputò l’Eurocup, nel 2015/16 la FIBA Europe Cup che allora era la terza coppa e nel 2016/17 la Champions League): è il consigliere Toto Bulgheroni a confermare la volontà del club di onorare il diritto acquisito sul campo con il sesto posto finale della stagione 2017/18. «Ci siamo orientati verso il sì all’Europa: l’iscrizione si farà anche senza la certezza dell’abbinamento che ci accompagni in questa avventura, restando comunque fiduciosi nella possibilità di trovare un partner interessato a legare il proprio marchio alla competizione internazionale» spiega il dirigente che ha il mandato sull’area tecnica e che insieme al coach Attilio Caja aveva subito visto con favore l’opportunità di riaffacciarsi in Europa (in 19 anni da proprietario iscrisse 12 volte Varese all’allora Coppa Korac più 2 partecipazioni alla Coppa dei Campioni). «Le ragioni per cui abbiamo optato per esercitare il diritto acquisito sul campo sono tre: il primo è relativo al prestigio della società legata alla tradizione, la casa di Varese è l’Europa – aggiunge Bulgheroni - Questo vale anche per il nostro pubblico, che riteniamo favorevole a questa iniziativa. Terza ragione è l’appeal che le coppe hanno nei confronti dei giocatori: crediamo che un impegno internazionale possa rappresentare una importante occasione di crescita tecnica. Dunque non soltanto per i giocatori attualmente già sicuri di far parte dell’organico come Archie, Cain e i tre italiani confermati, ma anche per altri che potranno restare o arrivare, la vetrina della FIBA Europe Cup ci potrà rendere più attrattivi». Evidente il riferimento a giocatori attualmente compresi nei “piani di battaglia” del club di piazza Monte Grappa come Aleksa Avramovic e Antonio Iannuzzi. Il giocatore serbo, entrato grazie ai progressi nelle file dell’Openjobmetis nel giro della sua Nazionale (decisivo all’esordio a febbraio contro l’Austria e ora di nuovo inserito nella lista dei 24 di Sasha Djordjevic), avrà una chance in più di verificarsi a livello internazionale nel suo eventuale (ma probabilissimo) terzo anno in maglia biancorossa. Il lungo irpino, che nel 2017/18 ha assaggiato il clima delle coppe a Torino in Eurocup ed era stato convocato da Meo Sacchetti per l’attività dell’Italbasket a novembre, ha perso il posto in azzurro nelle ultime due tornate di convocazioni ma sicuramente una finestra sull’Europa potrebbe aumentare l’attrattività della proposta di Varese. Giuseppe Sciascia
  16. L’Openjobmetis saluta positivamente l’ufficialità dello sbarco a Torino di Larry Brown. La nomina del nuovo coach dell’Auxilium dovrebbe sbloccare l’impasse sulla posizione di Antonio Iannuzzi: l’elemento più desiderato da Attilio Caja per aggiungere un italiano di qualità alle rotazioni, legato al club piemontese per la prossima stagione con opzione per il 2019/’20, non fa comunque più parte dei piani futuri della società del presidente Antonio Forni. Ma prima di poter intavolare concretamente una trattativa con il ventisettenne pivot avellinese, servirà che Torino e il giocatore trovino una intesa per la separazione consensuale alla luce del contratto a sei cifre abbondanti con scatti salariali a salire nell’estate 2017 dopo l’esplosione a Capo d’Orlando (8,7 punti e 4.2 rimbalzi all’esordio in serie A dopo tre stagioni consecutive a Omegna) che lo rende attualmente fuori portata per qualsiasi acquirente. Ossia a oggi Varese e Brindisi, al momento le uniche due “contendenti” per il centro entrato lo scorso anno nel giro azzurro di Meo Sacchetti (debutto in Nazionale nel novembre 2017 a Torino): all’Happy Casa il lungo cresciuto alla Mens Sana Siena ha disputato gli ultimi tre mesi del 2017/’18 (6,8 punti e 4.5 rimbalzi in 18 minuti medi) e Frank Vitucci vorrebbe affidargli il ruolo di cambio di due stranieri. L’Openjobmetis confida invece nell’appeal di Attilio Caja nei confronti del lungo del 1991, già allenato ai tempi della Nazionale Sperimentale, e nell’intesa tecnica già sperimentata due anni fa a Capo d’Orlando tra Dominique Archie e il centro irpino. Di certo Varese farà il possibile per assicurarsi le prestazioni di Iannuzzi, che ha l’età e il potenziale per rappresentare l’acquisto italiano di maggior spicco dai tempi di Achille Polonarae Andrea De Nicolao nel 2012. Anche perché le alternative scarseggiano: se si vuole puntare su un terzo lungo italiano in grado di dare 12-15 minuti di riposo a Cain e giocare anche qualche minuto con il centro del Minnesota (già a Capo d’Orlando infatti Iannuzzi aveva spazio anche in ala forte), il mercato non offre praticamente più nulla. Troppo interno Daniele Magro, comunque già promesso ad Avellino; esclusa l’idea Jakub Wojchiekowski che resterà in Polonia dopo aver vinto il titolo all’Anwil, improponile il ritorno di Luca Campani (che comunque ha svolto una pulizia di routine del ginocchio destro, quello non operato nel 2017), troppo perimetrale - e troppo caro - Raphael Gaspardo che è conteso tra Reggio Emilia e Torino. Dunque non esiste un piano B sui lunghi italiani, in caso di fumata nera, bisognerà rivolgersi al mercato straniero puntando su un esterno italiano dalla panchina. Giuseppe Sciascia
  17. Dieci giorni di attesa per capire se Aleksa Avramovic sarà ancora la guardia titolare dell'Openjobmetis versione 2018/19. La clausola rescissoria a favore dell'atleta serbo contenuta nel contratto triennale stipulato dal d.g. Claudio Coldebella - il primo in assoluto siglato nell'era del dirigente veneto nel giugno 2016 - andrà eventualmente esercitata entro il 25 giugno; dopo quella scadenza il contratto diventerà garantito e qualsiasi acquirente dovrà eventualmente intavolare una trattativa con il club di piazza Monte Grappa. Possibilità che qualche "amatore" internazionale investa i 50mila euro del buyout prefissato per liberare "Avra" avendo pronta per lui una proposta pluriennale? Al momento non molte, quantomeno dall'Italia: le nuove regole di eleggibilità che hanno tolto i vincoli di passaporti per gli stranieri (da 3 extra e 4 europei a 6 stranieri liberi) hanno ridotto il valore del suo status da Bosman B. Che invece ha ancora appeal in Spagna, dove sono ammessi 2 soli extracomunitari e 6 europei; ma le big di Eurolega ed Eurocup al momento sembrano pensare più in grande. A oggi il dialogo con l'esterno del 1994 è costante, e il messaggio che Attilio Caja ha lanciato su queste colonne al giocatore balcanico sembra avere buone possibilità di trovare condivisione da parte dell'atleta. Esclusa la chance di un ulteriore rinnovo contrattuale rispetto all'accordo in essere, "Avra" pare sensibile alla possibilità di essere il punto di riferimento offensivo dell'Openjobmetis 2018/19: il ruolo da guardia titolare con responsabilità da primo terminale sembrano calzare a pennello ai desideri del mancino di Cacak. Che a meno di proposte "indecenti" nei prossimi 10 giorni potrebbe sposare nuovamente la causa biancorossa con l'obiettivo di completare il suo percorso triennale a Varese: un anno da protagonista sotto le Prealpi, stabilizzando il suo rendimento su livelli elevati come richiestogli da "Artiglio" dopo i 12,6 punti e 2,2 assist del 2017/18 (ma 16,3 punti tra ritorno e playoff, chiusi a quota 20,0), potrebbe lanciarlo tra i pezzi pregiati del mercato internazionale nell'estate 2019, quando sarà libero di scegliere eventualmente la sua destinazione futura senza più vincoli con il club di piazza Monte Grappa. La discriminante della partecipazione ad una manifestazione internazionale non sembra così vincolante sulla scelta di "Avra", anche se ovviamente l'esterno del 1994 preferirebbe una vetrina europea per consolidare il suo status anche in ottica Nazionale (inserito dal et. Sasha Djordjevic nella lista dei 24 da consegnare alla FIBA per gli impegni di fine giugno e inizio luglio). La conferma di Avramovic darebbe una svolta importante al mercato mettendo un primo punto fermo nel reparto esterni, e spingendo Varese alla ricerca di un playmaker che garantisca leadership e personalità prima ancora che punti (specialità della casa del serbo). Di sicuro il club di piazza Monte Grappa eserciterà le opzioni di uscita dagli 1+1 con Cameron Wells, Taj Waller e Tyler Larson aprendo la caccia ad un giocatore che dia l'impronta tecnica e caratteriale alla versione 2018/19 della compagine di Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  18. Attilio Caja fa il punto della situazione sul mercato dell'Openjobmetis dopo l'ufficialità della firma di Dominique Archie. Il secondo straniero biancorosso, già inseguito 12 mesi fa dal club di piazza Monte Grappa, è elemento dal rendimento garantito (13.5 punti e 6.1 rimbalzi in 54 gare italiane con Capo d'Orlando) che "Artiglio" descrive così: «E un giocatore che seguivamo da tempo perché interpreta un basket votato al gioco di squadra e in campo può avere una dimensione sia interna sia esterna. È pericoloso da tre punti e allo stesso tempo ha un fisico che gli permette di attaccare il canestro. Ci piacciono la sua aggressività e la sua propensione a recuperare rimbalzi. Queste caratteristiche sono indicatori im- portanti del suo modo di essere uomo squadra e giocatore di carattere». Quindi metà Varese è già fatta, in particolare al reparto lunghi manca solo una pedina... «Vero, ma nel quintetto di partenza ci sono solo 2 giocatori; ancora da individuare sono 3 giocatori dello starting five e i due primi cambi, in pratica cinque dei primi 7. Di sicuro è il reparto lunghi ad essere più completo: con Archie, Cain e Ferrero ci sono tre dei 4 elementi della rotazione, anche se quello che manca darà una connotazione decisiva in termini di incastri dei passaporti al resto del roster». Questione Avramovic: come vede la situazione della guardia serba, che a breve dovrà decidere se restare onorando l'anno residuo di contratto? «Ad Aleksa ho ricordato che in 12 mesi è passato da giocatore che non entrava in campo a riserva, poi a riserva con spazio ed infine a elemento del quintetto a causa dell'infortunio di un compagno. Negli ultimi due mesi ha raggiunto spesso picchi da 8 e mezzo ma ha avuto anche passaggi da 4 e mezzo; ritengo che a lui farebbe bene un altro anno da noi, nel quale possa stabilizzare il suo rendimento tra il 6,5 e il 7,5 acquisendo quella continuità ad alto livello necessaria per un ulteriore salto di qualità». Quali saranno le prossime mosse in ordine cronologico? «La scelta dell'italiano per la panchina è fondamentale per definire se il sesto straniero sarà un lungo o un piccolo, e la decisione di Avramovic lo è per definire caratteristiche e impatto dell'ala piccola. In ordine di priorità l'italiano che manca all'appello, che sia un pivot o un esterno sarà il mercato a stabilirlo, e il playmaker straniero sul quale avremo più margine di manovra sono i due obiettivi sui quali potremo muoverci in maniera più rapida». Questione coppe: qual è la sua opinione in materia? «Giocare in Europa è un diritto che ci siamo conquistati sul campo e sarebbe bello onorare quello che ci siamo guadagnati con l'esaltante rimonta del 2017/18. Non essendo Venezia, Bologna o Avellino, la FIBA Europe Cup rappresenterebbe uno step iniziale adatto alle nostre attuali possibilità. Però le scelte saranno come sempre condivise con la società, che dovrà stabilire se ci sono le coperture necessarie per affrontare con le necessarie garanzie l'eventuale doppio impegno. Di sicuro non ne faccio una malattia: se si farà bene, altrimenti bene lo stesso». Giuseppe Sciascia
  19. L’Openjobmetis inaugura con Dominique Archie la casella delle entrate del mercato 2018/19. Accordo raggiunto tra il club di piazza Monte Grappa e la trentenne ala statunitense, che tornerà in Italia con la maglia biancorossa dopo l’esperienza poco felice in Israele al Bnei Herziliya. Trattativa perfezionata velocemente dalla società di piazza Monte Grappa, che subito dopo la fine della stagione 2017/18 aveva riaperto il canale già percorso dodici mesi fa; Varese aveva provato Siim Sander Vene a restare in coppia con Tyler Cain, ma l’ala estone ha detto no alla proposta economica del club del presidente Vittorelli, mentre Archie – sondato immediatamente come alternativa all’ex Reggio Emilia – ha accettato l’offerta della società “prealpina” con l’entusiasmo di chi conosce il nostro campionato e la realtà tecnica ed organizzativa della società che ha scelto per il 2018/19. Nelle due stagioni disputate a Capo d’Orlando, il nuovo straniero biancorosso – sul quale si era informata anche Cremona - ha fatturato 13.5 punti e 5.9 rimbalzi col 52% da 2 e il 40% da 3; non solo intelligenza cestistica e capacità di stare in un sistema, che ne fanno l’uomo perfetto per il basket di Attilio Caja, ma anche buone doti realizzative nello spot di ala forte a fianco di un giocatore sostanzioso come Cain. Nelle idee dell’area tecnica varesina, Archie dovrà garantire alla causa biancorossa sostanza ed anche punti, dando la possibilità di sopperire alla partenza di Stan Okoye in termini di impatto offensivo e sotto i tabelloni. Messi al sicuro i due punti fermi nei ruoli interni, ora l’Openjobmetis ragiona sugli altri quattro pezzi vacanti nel puzzle del roster 2018/19: da individuare playmaker ed ala piccola stranieri che completeranno il quintetto base insieme ad Archie, Cain ed auspicabilmente Aleksa Avramovic, che nelle idee di dirigenza e staff dovrà essere la prima punta della Varese futura. Sugli altri due elementi della panchina bisognerà far combaciare gli incastri sui passaporti, visto che uno dovrà forzatamente essere italiano. Si attendono sempre le evoluzioni relative alla panchina di Torino – che ha scelto Matteo Soragna come team manager ma non ha affondato il colpo su Gianmarco Pozzecco, e oggi in pole position è balzato Pino Sacripanti – per capire a quali condizioni sarà disponibile Antonio Iannuzzi, mentre restano aperte le altre ipotesi italiane nel ruolo di cambio degli esterni – da Stefano Gentile, sul quale però c’è Sassari, a Fabio Mian che è conteso da Trento e Torino – per avere alternative da vagliare in caso di nulla di fatto con il centro del 1991 nell’ultima parte del 2017/18 a Brindisi. Vista l’importanza di allungare le rotazioni con un giocatore rodato e affidabile, Varese vuole comunque investire buone risorse per il necessario upgrade della panchina emerso come priorità evidente nel corso della serie playoff contro Brescia. A meno di clamorosi colpi di scena, il secondo acquisto del mercato 2018/19 avrà la bandiera tricolore sul passaporto; difficile però che gli incastri tra le tempistiche del mercato e del budget da definire possano generare novità imminenti. Giuseppe Sciascia
  20. L’Openjobmetis sposa la linea della continuità più assoluta per quanto riguarda la gestione dell’area tecnica.Messa in sicurezza in larghissimo anticipo la conferma di Attilio Caja, mossa lungimirante col senno di poi per mettere il coach pavese al riparo delle sirene di Avellino, è un dato di fatto anche quella di Claudio Coldebella, che con Toto Bulgheroni completa la “troika” alla quale spetta decidere le strategie del mercato biancorosso. Il direttore generale di Castelfranco Veneto - che sabato ha ricevuto un premio alla carriera dal comitato FIP di Treviso nel galà del basket della sua provincia d’origine - resterà per la terza stagione consecutiva in un ruolo che va ben al di là di quello di architetto della campagna acquisti. Coldebella aveva infatti siglato il club di piazza Monte Grappa un accordo 2+1 nella primavera del 2016, quando i vertici di “Varese nel Cuore” lo avevano individuato come figura ad hoc per guidare l’intera attività del club all’esterno del CdA. Considerato che nessuna delle due parti ha utilizzato la clausola d’uscita prevista dal contratto, è implicita la permanenza del d.g. biancorosso anche per la stagione 2018/19. Non è una sorpresa visto l’elevato gradimento che Coldebella ha saputo conquistarsi nei vertici di società e consorzio, ma rappresenta comunque una certezza importante per dare continuità all’elevato feeling con il coach per il quale il manager veneto aveva giocato a Milano e del quale era stato assistente sempre all’Olimpia prima di dedicarsi alla carriera dirigenziale. D’altra parte il fitto e costante dialogo tra “Artiglio”, Coldebella e Bulgheroni è alla base della gestione delle “risorse umane” a disposizione in palestra del tecnico e non solo delle strategie del mercato estivo. E dunque la continuità rispetto al 2018/19 è garantita anche dalla possibilità di fare nuovamente leva sui tre pezzi chiave dell’area tecnica, oltre all’intero staff che lavora quotidianamente con Caja (conferma in blocco anche per gli assistenti Matteo Jemoli, Raimondo Diamante e Massimo Bulleri). Toccherà a tutti loro, in un lavoro di brain-stormingquotidiano, scovare i 3 stranieri mancanti - fatta salva la permanenza di Aleksa Avramovic, al quale il coach ha parlato col cuore in mano - nei ruoli di playmaker, ala piccola e cambio (se degli esterni o dei lunghi dipenderà dalla scelta dell’italiano la panchina). Toccherà invece al nuovo CdA successivo al riassetto societario, con la conclusione dell’operazione Orgoglio Varese e con Gianfranco Ponti in attesa degli eventi per esercitare la sua opzione fino al 20 per cento delle quote del club, valutare poi per il futuro la posizione di Coldebella che lavora per programmare la stagione che verrà col contratto in scadenza al termine della prossima annata sportiva. Giuseppe Sciascia
  21. Un italiano di valore per aggiungere qualità alle rotazioni e dare corpo ai sogni playoff. Il mercato "tricolore" è già terreno di caccia per tutte le big, e anche l'Openjobmetis sta muovendo le sue pedine per delineare le sue strategie in cerca di un rinforzo importante da aggiungere all'attuale trio Tambone, Ferrero e Natali. Per ora si tratta di idee e sondaggi, perchè comunque il budget ancora da mettere a fuoco impedisce mosse decise e definitive in un quadro generale comunque ancora molto ricco di incastri. Il piano A, non necessariamente il più fattibile, indirizza verso Antonio lannuzzi, preferito di Attilio Caja sin dalla primavera 2015 e già nel mirino di Varese ai tempi della partenza di Norvel Pelle verso Torino. Di mezzo c'è però un contrattone a sei cifre abbondanti che lega ancora il centro avellinese all'Auxilium: per questo, prima della scelta del nuovo coach torinese - difficilissimo Buscaglia, possibile Sacripanti o qualche sorpresa straniera - è escluso che la situazione possa sbloccarsi in un senso o nell'altro, escludendo comunque un rientro nei ranghi della Fiat del giocatore del 1991 alla luce degli interessamenti per Cusin o Crosariol del club piemontese. Le tempistiche non imminenti di Torino potrebbero aiutare una Varese che a sua volta ha bisogno di qualche settimana per calibrare in maniera precisa il budget; nel frattempo però lannuzzi piace anche ad altri (su tutte Brindisi che gli preferirebbe Zerini, troppo simile ad Archie e Ferrero per fare al caso di Varese, ma anche Brescia se salteranno i le prime scelte Cusin e Zerini). Per questo l'Openjobmetis considera con attenzione anche il piano B, che porta a cercare un esterno italiano utilizzan-do lo slot di sesto straniero per il cambio del pivot. In quest'ottica la pista più praticabile sembra quella che porta verso Stefano Gentile: la guardia-play del 1989, in scadenza con la Virtus Bologna, porterebbe in dote duttilità ed esperienza in un reparto guardie nel quale Varese confida di trattenere Avramovic (magari attraverso la vetrina internazionale in FIBA Cup, per la quale si cerca uno sponsor per l'Europa) e cerca un playmaker importante le cui caratteristiche saranno adeguabili a quelle di Tambone e dell'eventuale altro italiano. Al momento sull'atleta campano non ci sono piste calde (potrebbe essere un nome per Sassari che però è attiva su play e pivot straniero), restano però da capire i costi dell'operazione al cambio delle risorse disponibili per il club di piazza Monte Grappa. La variante sul tema esterni potrebbe essere quella di puntare su un giocatore meno perimetrale come Fabio Mian: la guardia-ala ex Pistoia, passata da Varese dal 2009 al 2011, avrebbe costi inferiori rispetto al maggiore dei figli di Nando, anche se per l'atleta del 1992 c'è una lunga lista di pretendenti (Torino, Sassari, Trento e la stessa Reggio Emilia) pur senza una proposta concreta. In questo contesto potrebbe aprirsi spazio salariale per una ulteriore scommessa dalla A2: il legnanese Matteo Martini, comunque concupito da Cremona e Brindisi, potrebbe essere una opzione, in caso contrario si provvederà con gli ultimi due contratti locali con Matteo Piccoli in cima alla lista delle preferenze se accetterà le condizioni economiche proposte da Varese rinunciando a qualcosa in più da Jesi per giocarsi la carta della serie A nella sua città. Giuseppe Sciascia
  22. L’Openjobmetis saluta Siim Sander Vene ed è pronta ad abbracciare Dominique Archie. La 31enne ala statunitense sarà con ogni probabilità il sostituto dell’atleta estone nello scacchiere tattico della Varese che verrà. Il giocatore ex Capo d’Orlando è vicinissimo all’accordo con la società di piazza Monte Grappa, che lo aveva avvicinato dopo il primo impasse nelle trattative per il rinnovo del contratto con l’uomo della svolta della seconda metà del 2017/18. Ma mentre le richieste di Vene non collimavano con le proposte del club prealpino, Archie ha preso in seria considerazione l’offerta economica biancorossa e l’operazione è ai dettagli in vista di una fumata bianca attesa a metà della settimana entrante. Il giocatore del 1987 era già stato sondato 12 mesi fa dall’Openjobmetis per occupare lo spot di ala forte titolare, ma la richiesta economica dopo l’ottima stagione disputata a Capo d’Orlando (13,7 punti più 5,5 rimbalzi, 1,0 assist, 1,0 stoppate e il 42% da 3) era stata considerata fuori portata da Varese che aveva ripiegato poi sulla scommessa Stan Okoye (ingaggiato al 50% della richiesta dell’atleta della Georgia). Archie aveva firmato in Israele al Bnei Herziliya per una cifra ancor più alta; ma la sua stagione 2017/18 non è stata felicissima (8,6 punti e 4,5 rimbalzi), complice un gruppo ricco di solisti nel quale il prodotto di South Carolina University ha faticato ad adattare le sue doti di elemento di sistema. Che al contrario lo rendono elemento molto adatto al basket di Attilio Caja, sia pur con qualche differenza rispetto a Vene: le capacità di facilitatore offensivo (una sorta di playmaker occulto) e leader della difesa dell’estone saranno una perdita importante, ma di fianco al confermato Cain nel ruolo di centro un’ala con atletismo e qualità balistiche come Archie può comunque dare garanzie importanti. Rispetto a Vene garantisce sulla carta più punti ma soprattutto un maggior impatto a rimbalzo (7.9 e 3.2 rispettivamente le cifre stagionali dell’estone, il cui impatto però andava al di là delle pure statistiche); e questo è un aspetto importante per una Varese che oggi non ha alcuna certezza di poter nuovamente contare su Stan Okoye, che nel 2017/18 ha contribuito alla causa non solo con 15,1 punti ma anche con 7,5 rimbalzi di media (secondo solo agli 8,9 di Cain). Inoltre l’atleta del 1987 è ormai un americano “europeizzato” che conosce molto bene l’Italia: lo scelse Gianmarco Pozzecco nell’estate 2013 per l’A2 di vertice a Capo d’Orlando, lo confermo la Betaland per il 2014-15 dopo il ripescaggio estivo in serie A (13.2 punti e 6.3 rimbalzi nel suo primo assaggio del massimo campionato) salvo poi cederlo a salvezza acquisita in Belgio al Telenet Ostenda, nelle cui file Archie ha vinto due scudetti e una coppa nazionale (fu avversario dell’Openjobmetis nella prima fase della FIBA Europe Cup 2015-16). Nel 2016-17 il ritorno in Sicilia conquistando i playoff con la formazione di Gennaro Di Carlo, dopo la sofferta stagione in Israele Archie ha scelto di tornare nuovamente in Italia in un club e con un coach in grado di garantirgli la giusta collocazione e la giusta vetrina. Ed anche se per le certezze definitive sul fronte budget serviranno ancora 7-10 giorni, con l’operazione Archie ai dettagli l’Openjobmetis è pronta a dare un segnale forte di credibilità dei suoi programmi anche per la stagione che verrà. Se non ci saranno intoppi dell’ultima ora, la firma dell’ala statunitense con Varese inaugurerà ufficialmente il mercato 2018/19 per tutta la serie A italiana. La conferma di Cain e l’arrivo di Archie sono due bei regali per chi si è abbonato “al buio” a maggio... Giuseppe Sciascia
  23. Tyler Cain non lascia ma raddoppia. Il centro del Minnesota firmerà nelle prossime ore il rinnovo per le prossime due stagioni con l'Openjobmetis, chiudendo felicemente una trattativa avviata da un paio di mesi. Notizia decisamente positiva per tutti gli appassionati di Varese che hanno imparato ad apprezzare nel corso della stagione 2017/18 il mix di qualità tecniche ed umane del lungo del 1988. Giocatore poco appariscente ma molto sostanzioso, Cain ha saputo guadagnarsi con il passare dei mesi il gradimento dei tifosi del PalA2A, diventando uno dei beniamini dei fans biancorossi. Oltre ad essere la vera architrave del sistema di gioco di Attilio Caja, che attorno al pivot statunitense ha costruito difesa ed attacco: le cifre finali (9,4 punti più 8,9 rimbalzi e 1,5 assist) non danno il giusto rilievo alle capacità del centro ex Forlì di chiudere i varchi sugli aiuti difensivi e di fungere da regista occulto in attacco dove i suoi blocchi granitici sono stati spesso decisivi per i tiratori. Un annuncio che arriverà appena dopo la chiusura della prima tranche della campagna abbonamenti premiando con i fatti la fedeltà dei tifosi che hanno sottoscritto la tessera auspicando il rinnovo di Cain. E che rappresenta un primo ma importante segnale di continuità, chiave di volta per provare a puntare nuovamente in alto nel 2018/19 secondo le richieste del coach pavese. Negli anni scorsi Varese ha provato più volte a rinnovare gli elementi più apprezzati dalla stagione precedente - Eric Maynor nell'estate 2015, Chris Wright nel maggio 2016 e Christian Eyenga lo scorso anno- non riuscendo però a coronare i suoi sogni di inizio mercato. Stavolta il d.g. Claudio Coldebella si è mosso in largo anticipo e ha "cesellato" raccordo che accontenta entrambe le parti sfruttando la voglia di Cain di dare stabilità anche alla famiglia (accompagnato da moglie e figlioletto di quasi due anni che hanno gradito molto la permanenza a Varese). Dunque sul piano dei contratti mezza Openjobmetis versione 2018/19 è già in cassaforte; l'area tecnica biancorossa sta lavorando ad altri rinnovi a partire da quello di Siim Sander Vene, al momento però l'ala estone ha preso tempo per questioni legate alla vetrina internazionale al di là del discorso economico e si attende una decisione in tempi rapidi del giocatore del 1990. Oggi invece le porte del PalA2A si riapriranno per un allenamento che servirà a valutare altre due potenziali caselle da riempire per la stagione 2018/19. Un gruppo di 10 giocatori locali - il più noto è Matteo Piccoli quest'anno in A2 a Jesi, poi i prodotti del vivaio Calzavara, Lo Biondo e De Vita più altri elementi militanti in B come Pagani, Rosignoli, Marusic e Hidalgo più Bertoglio e Turano - svolgeranno un allenamento di prova con la prospettiva di occupare i ruoli di undicesimo e dodicesimo senior nel roster della prossima annata sportiva. Ancora incerta però la presenza di Attilio Caja, colpito da un grave lutto familiare (ieri ai funerali del suocero) con la possibilità di una seconda convocazione la prossima settimana se il tecnico pavese dovesse dare forfait. Giuseppe Sciascia
  24. Il mercato dell’Openjobmetis versione 2018/19 inizierà dagli italiani. O comunque dall’italiano – almeno uno, in attesa di capire l’entità definitiva delle risorse disponibili – in fase di individuazione per allungare le rotazioni della panchina nell’ottica del nuovo regolamento che imporrà dal prossimo campionato il passaggio da 7 a 6 stranieri. Tenendo conto della conferma del trio Tambone-Natali-Ferrero, le aree tecniche di ricerca sembrano circoscritte nei ruoli di guardia o guardia-ala e di centro, laddove nelle gerarchie finali del 2017/18 c’erano Tomas Dimsa e Mario Delas. In attesa di certezze sul fronte budget, il giro di orizzonti del d.g. Claudio Coldebella è servito per valutare disponibilità e costi con l’obiettivo di farsi trovare pronto quando dalla stanza dei bottoni della società arriveranno indicazioni definitive sulle risorse da investire per costruire il roster. Non è questione di ruolo, ma di disponibilità: se Varese sceglierà un esterno il cambio del pivot sarà straniero o viceversa. Posto che Varese non potrà comunque arrivare ai superbig Michele Vitali (piace ad Avellino ma resterà a Brescia), Pascolo (verso Trento) o Flaccadori (verso la Virtus Bologna), c’è bisogno di certezze economiche in tempi relativamente rapidi perché il mercato italiano offre un numero limitato di giocatori: un giocatore rodato come Valerio Mazzola – in uscita da Torino con un contratto a sei cifre - è già conteso tra Avellino e Brescia. E se si escludono giocatori che potrebbero parzialmente “coprire” gli spazi di quelli già in organico, come le ali forti Gaspardo e Zerini oppure i play Cournooh e Giuri, l’elenco dei papabili è relativamente corto. Si va dal veterano Stefano Gentile (ex Cantù e Virtus Bologna) all’ex biancorosso Mian (visto dal 2009 al 2011 a Varese, in uscita da Pistoia nel reparto perimetrale, mentre tra i centri italiani – considerando poco compatibile Andrea Crosariol con “Artiglio” - Antonio Iannuzzi sarebbe il candidato più gettonato (ma dovrà prima sbrogliare la matassa del contratto con Torino di cui comunque non fa più parte dei piani) e l’unica alternativa potrebbe essere l’ex tricolore Magroin uscita da Pistoia. A oggi non ci sono trattative in corso, perché senza definire con esattezza il budget è impossibile indirizzarsi su questo o quel profilo. Dopodiché, se le future “contenders” per i playoff 2018/19 che hanno bucato l’obiettivo nel 2017/18 schiereranno italiani come Polonara (vedi Sassari), Aradori, Baldi Rossi e forse Flaccadori (vedi Virtus Bologna), Poeta e qualche big sognando Fontecchio se non tornasse a Milano (vedi Torino), per ripetersi tra le prime otto servirà un’altra impresa se la panchina non sarà in grado di supportare lo starting five. Se il budget sarà analogo a quello di 12 mesi fa e Coldebella e Caja dovranno pescare ancora tra le scommesse della A2, l’obiettivo sarà analogo a quello dell’inizio del 2017/18. Se invece le risorse per la squadra saranno simili a quelle del 2016/17, un italiano di qualità – e magari un investimento su un giovane futuribile – sarebbero indispensabili per provare a riconquistare i playoff. Giuseppe Sciascia
  25. Varese prende in seria considerazione l'opzione Europa. Ma ripartendo dalla FIBA Europe Cup sfiorata due anni fa a Chalon, senza inseguire il sogno di una Champions League rivelatasi indigesta perché troppo competitiva per le sue forze nella stagione passata. Tra le ipotesi al vaglio del club, impegnato nelle operazioni di definizione del budget per l'annata 2018/19 che è legato a filo doppio alle trattative in corso per l'ingresso dei nuovi soci (il progetto "Orgoglio Varese" che fa capo a Rosario Rasizza e di conseguenza Gianfranco Ponti), c'è anche l'idea di sfruttare il diritto acquisito sul campo di giocare una competizione internazionale. Evitando però uno step considerato troppo impegnativo a livello tecnico - e di pari passo anche economico - per la stagione inaugurale del nuovo corso. L'Europa ha attualmente un numero di "grandi elettori" superiore ai detrattori, puntando però sulla seconda competizione organizzata dalla FIBA anziché alla Champions League alla quale l'Openjobmetis ha conquistato sul campo la facoltà di iscrizione. Dal punto di vista formale non ci sarebbero vincoli: la FIP ha diritto ad un posto in caso di richiesta da parte di un club italiano, le squadre che in classifica hanno preceduto Varese hanno già comunicato di preferire Eurocup e Champions League, e dunque qualora venisse esercitata questa facoltà l'ammissione sarebbe automatica. Sull'opzione FIBA Europe Cup, nel caso di sì all'Europa da parte della proprietà, sarebbe favorevole lo stesso Attilio Caja: la storia recente di Varese insegna che la "coppetta" di due anni fa fu preziosa per la crescita progressiva della coesione della squadra (nonché utile per le casse del club, ma non ci sono più i maxi-bonus della premialità del 2015/16...). Al contrario la Champions dello scorso anno si rivelò troppo competitiva per una squadra comunque problematica sul piano tecnico, finendo per zavorrare a lungo il cammino in campionato dell'Openjobmetis che non a caso si risollevò solo dopo la fine della competizione europea. Almeno nella prima fase, il vantaggio della FIBA Europe Cup - con 6 partite garantite da ottobre a dicembre, altre 6 per il passaggio del turno fino a febbraio e playoff con doppio turno dagli ottavi di finale - è rappresentato dalla possibilità di utilizzarla come "valvola di sfogo" infrasettimanale per giocatori meno utilizzati o giovani da sviluppare. Giocando una competizione più adeguata alle sue attuali possibilità, Varese potrebbe comunque godere del supplemento di appeal sul mercato straniero garantito dall'esposizione internazionale senza rischiare di svenarsi. E come dimostrano i risultati del 2015/16, provare a competere fino in fondo per un obiettivo concreto è in grado di rendere appetibile per il pubblico e l'ambiente - e magari anche qualche sponsor ad hoc - anche quella che per tanti mesi era stata considerata una "coppetta". I tempi della decisione non saranno lunghi: serve comunicare l'interesse alla FIP entro il 16 giugno e perfezionare l'iscrizione entro il 23, insieme al primo snodo sull'Europa si auspica di poter dare il via anche alle operazioni di mercato. Giuseppe Sciascia
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