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  1. L’Openjobmetis plaude alla prova consistente e matura di L.J. Peak, ma rimanda all’indomani della trasferta sul campo della Fortitudo Bologna le scelte sulle strategie di mercato da adottare per la seconda metà del campionato dopo i 35 giorni di pausa che intercorreranno tra la gara di domenica e la riattivazione dell’1 marzo. Il pallino non è nelle mani di Varese, ma del giocatore statunitense, che sembra nutrire una certa qual saudade per Pistoia, pronta eventualmente a riaccoglierlo come rinforzo salvezza se ribadirà il suo desiderio di non proseguire l’avventura in biancorosso. Di certo però nulla è apparso in campo nella gara contro Trieste, affrontata dallo statunitense con grande professionalità e concentrazione: il Peak di domenica - micidiale sugli scarichi e attento nelle consegne - può essere un fattore per il rush finale dell’OJM. Però vanno rispettate anche le scelte personali, qualora l’atleta confermasse la preferenza per una comfort zone anziché continuare la cura Caja per provare a fare il salto di qualità. Quantomeno superficiale però la lettura di chi lega il desiderio di Peak di cambiare aria con i metodi di lavoro di Artiglio: chiaro che il livello di impegno fisico e mentale richiesto dal coach pavese è sempre al top, ma chi si è sforzato di reggere certi ritmi e certe sollecitazioni ci ha sempre guadagnato in termini economici e di carriera (vedi Avramovic e Okoye, ma anche Scrubb e per certi versi Norvel Pelle, arrivato quest’anno a coronare il sogno Nba). Fino a domenica sera Peak sarà un giocatore di Varese, confidando che nello scontro diretto sul campo della Pompea riesca a dare continuità anche in trasferta alla bella prova di domenica. Poi la giostra si fermerà - con tanto di rompete le righe per una settimana - e a bocce ferme l’OJM farà le sue valutazioni, attendendo prima di tutto le scelte dell’atleta e approfondendo in seconda istanza l’operazione col veterano Justin Carter qualora non ci fosse un ripensamento di Peak. Che però contro Trieste ha dimostrato con i fatti la capacità di attaccare la spina quando si gioca per i due punti, e ripeterà il copione anche questa settimana. Intanto la caccia al rinforzo prosegue per le avversarie di Varese: la Fortitudo Bologna, che domenica ospiterà la truppa di Caja, aveva provato il colpaccio con Ike Udanoh di Venezia, blindato però dalla Reyer almeno fino all’eventuale conclusione dell’avventura in Eurocup. Reggio Emilia è invece ai dettagli con Will Cherry, 29enne playmaker fresco di taglio in Eurolega dove aveva giocato fino alla scorsa settimana con l’Olympiacos Atene. Oggi infine Treviso accoglierà Ivan Almeida, 31enne ala di Capo Verde con passaporto portoghese che nel 2018/19 è stato mvp delle finali in Polonia vincendo il secondo titolo consecutivo con l’Anvil Wloclavec. Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis è pronta a muoversi in uscita sul mercato dei lunghi italiani. Ma sarà Luca Gandini o Riccardo Cervi a lasciare il gruppo biancorosso? Con l'arrivo del centro di Reggio Emilia il predestinato pareva l'atleta del 1985, per il quale si sarebbe fatta viva Ravenna, dove aveva già militato nel 2018/19. Ma sulle piste di Cervi c'è interesse forte da parte di Napoli: la formazione partenopea di Pino Sacripanti - che aveva già allenato l'atleta del 1991 nel 2015/16 ad Avellino - sta provando a convincere l'ex azzurro a scendere in A2 con una lucrosa proposta pluriennale. E Varese sarebbe disposta a lasciarlo partire? La realtà dei fatti è che l'operazione Cervi finora non ha avuto i riscontri auspicati: il lungo reggiano fatica ad inserirsi nel sistema difensivo di Attilio Caja e non è riuscito ad alleviare il carico di minuti sulle spalle di Jeremy Simmons. In 5 gare a referto, Cervi ha totalizzato 25 minuti complessivi con 10 punti e 7 rimbalzi, e domenica a Treviso - dopo una comparsata poco efficace - il coach pavese non lo ha più reinserito nella ripresa utilizzando Vene per dar fiato al centro statunitense. Logico dunque che il lungo del 1991 si guardi intorno in cerca di alternative in grado di offrirgli un minutaggio maggiore: Cervi ha bisogno di giocare per riprendere fiducia dopo la lunga inattività, ma oggi come oggi l'OJM non riesce a ritagliargli quegli spazi che sarebbero necessari per fargli aumentare condizione ed autostima. L'impatto di Cervi non è stato quello auspicato, e chiudere il rapporto dopo 6 settimane sarebbe chiaramente una scommessa persa; dopo i 2" scarsi del PalaVerde i suoi rappresentanti hanno iniziato ad esplorare il mercato della serie A (possibile interesse da Trieste?) per capire se esistano alternative in grado di garantirgli più spazio. Nel frattempo però si è fatta avanti Napoli sfruttando il canale diretto tra Sacripanti ed il giocatore. La certezza assoluta è che per esigenze di bilancio, Varese non può tenere sotto contratto due lunghi italiani nel ruolo di cambio di un pivot che gioca quasi 35 minuti di media. Se alla prova del campo l'impatto di Cervi sta risultando di poco superiore a quello di Gandini, allora se Napoli dovesse convincere effettivamente il giocatore del 1991 a scendere in A2 formulando una proposta tecnica ed economica convincente, pare probabile che ad uscire sia proprio l'ultimo arrivato. Al momento però siamo ancora nel campo delle ipotesi, in attesa che giungano proposte ufficiali. Poi a decidere sarà il mercato, se solo uno dei due riceverà offerte concrete; oppure la società e lo staff tecnico, se ci sarà interesse per entrambi. Di sicuro ne resterà soltanto uno, creando comunque la possibilità di ritagliarsi un piccolo "tesoretto": la vittoria esterna di Treviso ha allontanato qualsiasi ipotesi interventistica sul mercato degli stranieri. Ma durante la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali si farà il tagliando: l'auspicio è quello di restare con il roster attuale, però è meglio farsi trovare pronti in caso di necessità. Giuseppe Sciascia
  3. Openjobmetis fuori asse con la spina dorsale Mayo-Vene sfaldatasi nel derby di Cremona. Preoccupano il calo di rendimento del play e quello di forma dell'ala forte, che hanno toccato il picco più basso al PalaRadi confermando il trend negativo delle ultime settimane. Lo statunitense, nuovamente rivedibile in avvio di gara nell'atteggiamento difensivo e nel dare poca aggressività all'attacco, ha giocato solo 20' finendo subito in panchina come ormai gli capita da diverse partite, soprattutto in trasferta. Che Mayo digerisca male i cambi punitivi - certo però quella difesa... - e necessiti di una gestione più votata alla carota che al bastone, con la necessità insomma di concedere qualche licenza come Caja faceva con Maynor? La versione spersonalizzata di sabato sul campo della Vanoli è mutile se non dannosa alla causa biancorossa, ma Andrea Conti amplia il discorso a tutto campo: «Se guardiamo i numeri, Josh sta facendo meglio delle sue ultime cinque stagioni, in cui viaggiava a 14 punti e 4 assist di media - è l'analisi del g.m. biancorosso -. Di fatto il rendimento si sta assestando dopo che ci aveva abituato troppo bene. Il problema è che non si capisce per quale motivo diventi remissivo quando giochiamo in trasferta; in realtà non è l'unico, perché tutta la squadra condivide questo atteggiamento». Il problema diffuso è legato alla personalità, sebbene almeno all'inizio Mayo sembrasse averne da vendere (vedi i 32 punti della trasferta di Trieste, unico hurrà esterno della stagione): alla prova dei fatti, colui che doveva essere leader sta dando un'impronta decisamente poco marcata alla squadra nella versione esportazione. «I giocatori non vanno mai fuori dallo spartito e - aggiunge Conti - fuori casa ci spegniamo alla prima difficoltà senza riuscire a trovare quella scintilla che in casa viene generata dalla spinta del pubblico. In realtà, sono più preoccupato da Vene, che mi pare in un momento di difficoltà legato a un calo fisico e mentale. Ma in generale mi preoccupa anche come abbiamo subito a Cremona, concedendo troppo dentro l'area e sulle penetrazioni: fatico a comprendere come una squadra che si alleni tanto e bene come la nostra possa mettere in campo una faccia così diversa come accaduto a Cremona». Oggi si torna in palestra per un Natale di lavoro preparando l'impegno casalingo di giovedì contro Pistoia: partita delicatissima nella quale ci si aspetta una risposta caratteriale importante e mettere le basi per una doppietta casalinga (domenica all'Enerxenia Arena arriverà Trento) per chiudere serenamente il 2019. L'OJM di Cremona è stata troppo brutta per esser vera, soprattutto nel modo di interpretare lo spartito dettato da Artiglio quasi per routine più che per convinzione. Aggrapparsi al fattore campo pensando con leggerezza di vincere solo perché si gioca a Masnago è la scorciatoia per farsi risucchiare nella bagarre salvezza. Giuseppe Sciascia
  4. Giancarlo Ferrero si gode il premio di MVP della tredicesima giornata assegnatogli dalla Lega Basket per la prova dei 3 record in carriera - rimbalzi, falli subiti e valutazione - con la quale ha abbattuto Pesaro. All'indomani dei 27 punti scaricati nella retina della Carpegna Prosciutti, il capitano del-l'Openjobmetis focalizza l'attenzione sull'importanza della vittoria per mantenere il ritmo in chiave Final Eight senza dare eccessivi significati alla sua gara nella quale la sua classe operaia ha spedito Varese in paradiso. «Sono contento per la mia prestazione, ma soprattutto per aver vinto una partita che poteva sembrare semplice ma non lo è stata, perché ci siamo trovati di fronte un'avversaria che è venuta all'Enerxenia Arena con grandi motivazioni. Abbiamo disputato un primo tempo non da noi, poi nella ripresa abbiamo rubato qualche pallone in più e grazie alla difesa abbiamo trovato punti facili. Due punti importanti per la classifica e per ripagare il lavoro quotidiano che portiamo avanti con grande impegno. La mia prestazione conta meno rispetto a tutto ciò...». Grinta, carica agonistica, difesa ma anche triple e bottino da stella: per una volta l'adrenalina del capitano è andata anche a referto... «Siamo una squadra nella quale tutti possono fare qualcosa di utile: non è solo questione di punti realizzati, a volte è una difesa importante o semplicemente un incoraggiamento quando serve. La nostra identità è basata sul gruppo, a Varese è così da anni e vogliamo portare avanti questo modo di essere perché ci crediamo. Sappiamo che dobbiamo farci trovare pronti perché il momento di essere protagonisti arriva per tutti; quando capita l'occasione bisogna dimostrare di esserci». E lei domenica ha dimostrato con i fatti cosa significa farsi trovare pronti, complici i falli di Vene... «A volte la palla entra più facilmente, ma farsi trovare pronti a fare qualcosa di utile per la squadra sta anche nelle piccole cose. L'identità della squadra nasce così: una partita nella quale abbiamo commesso qualche errore più del solito in difesa visto gli 87 punti concessi l'abbiamo comunque vinta facendo qualcosa di diverso con l'attacco sugli scudi». Dal 32% da sotto contro Cantù al 61% dentro il pitturato contro Pesaro: cosa cambia tra casa e trasferta? «Riusciamo ad essere più aggressivi a livello di energia ed attaccare il ferro sfruttando il ritmo più elevato che ci arriva dall'intensità della difesa. Per rompere il ghiaccio fuori casa dobbiamo limare qualche dettaglio e ridurre il numero degli errori: davanti al nostro pubblico è più facile nascondere sbavature con la spinta della gente e le buone percentuali. In trasferta è più difficile, vanno curati tutti gli aspetti nei minimi particolari». Sabato a Cremona riuscirete a fare quel regalo di Natale chiesto da Andrea Conti a Ville Ponti, sfatando il tabù esterno? «Abbiamo iniziato a lavorarci sopra, ma sono fiducioso perché le motivazioni per questa trasferta sono fortissime. Qui gli stimoli sono a mille per tutti: all'interno del gruppo ognuno di noi ha obiettivi differenti ma condivide lo stessa ambizione di fare il massimo. La stessa spinta è condivisa dallo staff tecnico e dalla società, e questo è il modo giusto per fare le cose...». Giuseppe Sciascia
  5. Openjobmetis troppo forte per rischiare nella bagarre salvezza ma ancora troppo poco consistente per inserirsi nella volata playoff. Questo il verdetto espresso dalle prime 10 giornate - per Varese 9 gare contando il turno di riposo già scontato - di una serie A dalla classifica solo apparentemente compatta, ma in realtà pronta a spaccarsi in tre tronconi. Da una parte le superbig, partendo da Milano e Bologna ma proseguendo con Sassari e Venezia che pur senza vittorie esterne è destinata a salire di tono; dall'altra il gruppo in coda composto da Cantù, Trieste, Pistoia e Pesaro che per qualità di organico e possibilità di intervento sembrano destinate a giocarsi le due retrocessioni. IL VALORE - Oggi come oggi l'OJM è dodicesima sull'ultimo vagone del secondo troncone, comandato da Brindisi e Brescia nella rincorsa ai playoff. Nel dopo gara del PalaBigi un Attilio Caja visibilmente rammaricato per l'occasione persa dai suoi ha ribadito chiaramente che l'obiettivo stagionale rimane quello di stare lontano dalla zona calda: a oggi Varese sembra avere una marcia in più rispetto al terzo troncone, ma le manca la capacità di dare continuità alle sue prove di alto livello (a Trieste e in casa contro Venezia) garantendosi quello standard di rendimento minimo imprescindibile per un rendimento costante da metà alta della classifica. CALENDARIO TERRIBILE - Il percorso della prima metà abbondante del girone d'andata ha proposto una lunga serie di test impegnativi a Ferrero e compagni. In 9 partite disputate, i biancorossi hanno affrontato Bologna, Brindisi, Sassari, Milano, Fortitudo Bologna, Reggio Emilia e Venezia: si tratta delle prime sei della graduatoria attuale, più due delle cinque squadre a quota 10 punti. Aver chiuso il ciclo terribile con uno zero tondo in media inglese e gli scalpi nobili di Brindisi e Venezia appesi alla cintura non è un ruolino di marcia disprezzabile. Anche se in trasferta il piatto piange tra problemi di taglia e personalità (leggi il meno 41 totale rimediato a Milano e Brescia) e quella di sabato a Reggio Emilia va archiviata alla voce occasioni mancate. MESE DELLA VERITÀ - Dopo il filone di tapponi dolomitici dalla pausa del 12 ottobre alla trasferta del PalaBigi, ora la strada "spiana" sotto le ruote del- l'OJM: il prossimo ciclo di 6 partite ne propone 4 in casa - Roma domenica, Pesaro il 15, poi la doppietta festiva del 26 contro Pistoia e del 29 contro Trento - e due derby lombardi a Cantù (domenica otto) e a Cremona (domenica 22). Tutte squadre che in classifica stanno appena sopra o nettamente sotto la compagine di Caja: per una squadra solida e matura sarebbe l'occasione per mettere fieno in cascina e cambiare decisamente le prospettive di classifica. Se è vero che la quota 18 punti con 16 partite di andata potrebbe valere le Final Eight di Coppa Italia, capitalizzare il poker casalingo ed aggiungere uno degli ultimi tre viaggi (la fase ascendente si chiuderà il 5 gennaio a Treviso) potrebbe mutare completamente il volto della classifica biancorossa... FATTORE CERVI - Per cogliere l'occasione offerta dal calendario l'OJM dovrà però trovare quella consistenza mancata all'appello anche a Reggio Emilia nella solare differenza di rendimento tra primo e secondo tempo. Meno sbalzi di tensione legati agli umori balistici di Mayo, più continuità da un Clark comunque in crescita, un Peak da ritrovare all'interno di un sistema che ancora digerisce a fatica: queste le tre chiavi per alzare l'asticella delle ambizioni. È poi c'è il fattore Cervi: all'ex azzurro non si può chiedere impatto immediato, ma potrà dare quella profondità offensiva alla manovra che due giocatori di rendimento ma non di post basso come Vene e Simmons non sono in grado di garantire. Giuseppe Sciascia
  6. Si avvicina il momento decisivo per l'operazione Riccardo Cervi. Il lungo di Reggio Emilia ha superato ieri mattina il test effettuato col preparatore Silvio Barnaba relativo alle sue condizioni di forma dopo i primi 10 giorni di lavoro differenziato in qualità di ospite dell'OJM. Ora il centro del 1991 potrà intensificare i carichi di lavoro degli allenamenti individuali per completare il percorso necessario prima di tornare in campo. Al momento si prevede che nella settimana successiva alla trasferta di Reggio Emilia il giocatore ex Grissin Bon possa svolgere i primi allenamenti con la squadra; nella migliore delle ipotesi comunque Cervi non sarà pronto a scendere in campo fino all'inizio del mese prossimo, fissando tra il derby dell'8 dicembre a Cantù e l'impegno casalingo del 15 contro Pesaro la data dell'eventuale debutto. Eventuale perché il momento di decidere se affondare il colpo formalizzando una proposta contrattuale al centro reggiano si sta avvicinando. Evidente come i 214 centimetri di Cervi potrebbero far comodo ad una Openjobmetis che gradirebbe un'iniezione di centimetri dentro l'area per poter dare maggiore profondità alla manovra offensiva ed essere meno dipendente dalla costruzione e dall'esito delle sue soluzioni dal perimetro. Anche se poi inserire un lungo con caratteristiche atletiche particolari come l'ex Avellino - dotato di statura ma non di particolare stazza e relativamente mobile sugli aiuti sul perimetro che fanno parte del bagaglio base del sistema difensivo di Attilio Caja - renderebbe indispensabile qualche adeguamento tattico per sfruttare al meglio le sue qualità a protezione dell'area colorata. Ma il problema non è certo di natura tecnico-tattica: l'operazione Cervi richiederebbe un extrabudget per il quale servono certezze in termini di coperture economiche, che in tempi di approvazione del bilancio 2018/19 e CdA in scadenza in vista dell'insediamento della nuova governance non sono così scontate. Vero è che rispetto ai costi estivi dell'ex azzurro sarebbe un'occasione decisamente ghiotta per rinforzarsi in un ruolo nel quale c'è un'oggettiva carenza di risorse. Altrettanto vero è che la salute dei conti della Pallacanestro Varese è decisamente migliorata nell'arco degli ultimi 24 mesi, ma la situazione finanziaria necessita un costante controllo per evitare sforamenti a carico dei soliti noti. Mentre Cervi lavora in palestra, dirigenti e proprietà lavorano sulle coperture auspicando di trovare la quadra. Giuseppe Sciascia
  7. L'Openjobmetis valuta il secondo upgrade sul telaio dell'organico costruito in estate. Sondaggi in corso sul mercato dei lunghi italiani per affiancare Jeremy Simmons in maniera più competitiva, ed allungare le rotazioni con quel giocatore in più che Attilio Caja aveva ventilato in caso di necessità nel corso della pausa. Le valutazioni riguardano principalmente Riccardo Cervi, 28enne pivot di 214 centimetri per 115 chili attualmente inattivo dopo aver esaurito un ciclo triennale a Reggio Emilia. L'ex azzurro, attualmente ai box per un piccolo infortunio riportato mentre si teneva in forma in attesa di chiamata, è Wfree agent italiano di maggior spicco tra quelli disponibili sul mercato. Ma anche se ancora non è pronto per scendere in campo - giovedì avrà un consulto per il via libera alla ripresa degli allenamenti, per il completo recupero dovrebbero servire tre settimane - Varese non è l'unica interessata. Sul centro del 1991 c'è infatti anche Brescia, che lo aveva invitato ad unirsi agli allenamenti di Enzo Esposito come ospite, ma con la prospettiva di un contratto per rinforzare la squadra in vista degli impegni in Eurocup della Leonessa. L'OJM aveva già preso informazioni la scorsa settimana, ma il giocatore si era orientato verso la Germani; ora il nuovo sondaggio con la prospettiva di aggregarsi al gruppo di Caja e seguire il percorso di recupero con Silvio Barnaba, preparatore che lo conosce già dai tempi della comune militanza ad Avellino. L'atleta sarebbe allettato da entrambe le proposte e non ha ancora sciolto la riserva su quale dei due inviti accettare; comunque l'eventuale inizio a Brescia oppure a Varese non sarebbe indice di una scelta definitiva per l'uno o l'altro club. Di sicuro l'OJM è interessata ad un giocatore italiano in grado di garantire 15-20 minuti di sostanza nel pitturato come Cervi (8,6 punti, 5,1 rimbalzi e 1,6 stoppate di media lo scorso anno a Reggio Emilia; 6,8 punti e 4,1 rimbalzi di media in 7 stagioni tra i professionisti). Chiaramente un profilo di spessore molto superiore a quello di Luca Gandini, che pur con grande volontà ed abnegazione sta faticando a prendere il ritmo della serie A: le cifre delle prime 4 gaie si limitano a zero punti e 5 rimbalzi in 20 minuti. La scommessa intrigante di puntare su un centro di riserva con tanta disponibilità e stipendio relativo, liberando risorse da investire sugli elementi cardine - su tutti Mayo e Vene, che 12 mesi fa avevano detto no a salari più bassi - del quintetto base, si è rivelata vincente sul piano economico, ma meno performante su quello tecnico. Oggi Jeremy Simmons viaggia a 33,8 minuti di media a partita, di gran lunga il più utizzato da Caja: da qui l'idea di aggiungere qualità alle spalle del titolare per alzaie il livello della competitività della squadra. E se Cervi preferisse Brescia? A meno di cercare un' altra scommessa in A2, il mercato offre poche alternative pronte all'uso. Il 29enne polacco con formazione italiana Jakub Wojchiekowski (6,9 punti e 3,8 rimbalzi lo scorso anno a Brindisi) sta recuperando da un intervento alla schiena effettuato ad agosto e a sua volta non sarà pronto per qualche settimana. Giuseppe Sciascia
  8. Varese, istruzioni per l’uso dopo le prime tre gare di campionato. Ecco il borsino di casa OJM al cambio delle aspettative iniziali per ogni singolo. CHI SALE Lo scettro di miglior rimbalzista della serie A dopo 4 turni è significativo dell’impatto positivo con la massima serie di Jeremy Simmons. Doppia... doppia media per il centro ex Montegranaro (10,0 punti e 10,3 rimbalzi) che sfrutta gli spazi aperti dai compagni - Mayo in primis ma pure Vene - per raccogliere dentro l’area col 66% da 2; migliorabile il 28% in lunetta ma, dopo l’esordio sofferto contro Sassari, le due prove dominanti della difesa OJM portano la firma del suo pivot titolare. Freccia in su al di là del partitone contro la Fortitudo Bologna per Ingus Jakovics, adrenalinico sesto uomo (8,3 punti in 14,3 minuti) capace di strappare il posto a Milenko Tepic con la sua capacità di aggredire la partita sui due lati del campo. Superiore alle aspettative anche l’impatto di Nicola Natali: l’ala di Montecatini era partito da sesto esterno, nel cambio Jakovics-Tepic guadagnerà spazio. Da lui non ci si aspettano punti (2,7 in 14,3 minuti) ma difesa e sostanza, il più 8,3 di plus/minus è indicativo della sua efficacia. STAZIONARI Josh Mayo e Siim Sander Vene erano i pezzi pregiati della campagna acquisti estiva ed i fulcri tecnici e caratteriali del gruppo costruito dalla società biancorossa. Le risposte del campo hanno confermato il loro valore: il play ex Bonn è il punto di riferimento dell’attacco (18,7 punti e 4,3 assist) ma soprattutto ha già in mano le chiavi della squadra nella gestione dei ritmi e delle scelte di gioco. L’ala estone è il leader silenzioso della difesa e il regista occulto dell’attacco già apprezzato due anni fa; rispetto ai mesi finali del 2017/18 ha aumentato l’impatto offensivo (12,0 punti col 63% da 2 e il 41% da 3). Il rendimento dei due pilastri è all’altezza delle aspettative, così come quello di Matteo Tambone e Giancarlo Ferrero: l’esterno romano ha nascosto alla meglio l’assenza di Clark con una presenza sostanziosa al di là delle cifre (8,7 punti in 28 minuti col 30% da 2 e il 29% da 3), il capitano finora ha prodotto poco in attacco (5,3 punti col 41% da 2 e il 33% da 3) ma ha dato sempre concretezza in retroguardia. CHI SCENDE Adeguamento al sistema Caja ancora in corso per L.J. Peak: passare dalla deregulation con solisti del mitra come Dominique Johnson e Tony Mitchell della stagione passata a Pistoia alle rigide esecuzioni OJM non è facile, però l’ala ex Georgetown dev’essere più aggressivo in attacco (8,7 punti con soli 7,3 tiri a partita) e più lucido in difesa evitando di caricarsi di falli in poco tempo. Impatto difficile con la A anche per Luca Gandini: il 34enne esordiente nel massimo campionato non lesina impegno e sacrificio difensivo (1,7 punti in 5,3 minuti) ma in attacco non è un fattore (0 punti in 3 gare) e al momento Simmons è imprescindibile con i suoi 33 minuti di media. E poi c’è l’incognita Jason Clark: nello scrimmage contro Bergamo l’ex Francoforte ha mostrato tiro frontale, trattamento di palla e aggressività difensiva, caratteristiche che lo accomunano a quelle della maggior parte dei componenti del reparto esterni OJM. L’auspicio è che la guardia del 1990 possa aggiungere alla manovra la capacità di saltare l’uomo in penetrazione e ridurre la dipendenza dell’attacco biancorosso dalle percentuali dall’arco. Giuseppe Sciascia
  9. Ingus Jakovics ha conquistato l’Enerxenia Arena con i 19 punti depositati nel canestro della Fortitudo. Il mix di produttività offensiva ed aggressività difensiva profusa dall’esterno lettone ha dato la carica all’OJM, ed ha galvanizzato anche i tifosi che lo hanno eletto Mvp. C’è chi si è spinto a paragonare la guardia del 1993 al primo Avramovic; di sicuro a fine gara erano in tanti ad auspicare la sua conferma a tempo indeterminato (la società è già all’opera per accontentarli, ndr) modificando l’attuale situazione contrattuale che lo vede vincolato solo fino al 30 ottobre. «Al momento non ci penso, cerco solo di dare il massimo ogni volta che ho l’occasione di scendere in campo e guadagnarmi la fiducia del coach – così Jakovics racconta il suo stato d’animo sul suo posto di lavoro ancora precario - Solo Dio può sapere cosa cosa accadrà al 30 ottobre, la cosa importante per me è aiutare Varese a vincere il maggior numero possibile di partite. Di sicuro qui mi trovo molto bene e mi ha fatto molto piacere che i tifosi mi abbiano votato come Mvp del match contro la Fortitudo». Dallo 0/6 da 3 contro Sassari al 6/6 iniziale di domenica: un bel salto in avanti... «La prima partita era stata terribile, ma a Trieste avevo già fatto meglio; domenica è andata molto bene, un passo dopo l’altro sto cercando di abituarmi al livello del campionato italiano. Però la vittoria è stata frutto di una prova corale, io ho cercato soltanto di farmi trovare pronto ed entrare subito in partita quando sono entrato. Il risultato è stato positivo ma il merito del successo è della squadra». Triple a parte i tifosi l’hanno apprezzata molto per l’aggressività che mette sempre in campo in difesa... «È la prima cosa che l’allenatore mi chiede: tutto parte dalla difesa, cerca di essere aggressivo e mettere sempre energia in tutto quello che fai. Sull’importanza dell’aggressività il coach non perde occasione per ricordarcelo ogni volta che in spogliatoio prepariamo le partite con i video. Ritengo che domenica lo abbiamo accontentato in maniera ottimale, mettendo in campo un’intensità costante che è stata risolutiva nel piegare la resistenza degli avversari». Difesa di squadra e circolazione di palla, armi vincenti che fanno parte del bagaglio standard di coach Caja... «Abbiamo messo in campo una difesa molto intensa per 40 minuti: anche quando abbiamo commesso degli errori l’aggressività è stata sempre molto elevata, abbiamo cercato di pressare sempre la palla e negare ricezioni pulite per sporcargli ogni tiro e costringerli a prendere soluzioni complicate. Siamo stati bravi a mandare la Fortitudo fuori ritmo e questo ci ha facilitato molto il compito». Più 30 a Trieste e più 23 contro la Fortitudo: la vera OJM è quella delle ultime due gare? «Questa vittoria così netta che segue un altro scarto ampio a Trieste ci dà modo di ritrovare il feeling con i tifosi che all’esordio contro Sassari erano stati numerossimi. Ora col lavoro in palestra siamo cresciuti: la rotta è quella giusta, e vogliamo continuare a percorrerla». Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis chiude col sorriso il percorso delle amichevoli precampionato. La truppa di Attilio Caja diverte e si diverte nella prima uscita ufficiale a Masnago: l'appeal relativo della Sam Massagno produce un vernissage casalingo in versione pochi intimi (non più di 700 presenti). Ma Varese onora l'impegno mettendo in campo energia e voglia di mettere a punto i meccanismi a meno di una settimana dalla prima vera palla a due stagionale. Lo spessore relativo dello sparring partner dà valore parziale alle indicazioni dell'ultimo test di preparazione ma, alla prova del campo, il sistema offensivo funziona, con una circolazione di palla fluida e costante che arma le tante mani calde sul perimetro. Così prima Vene, poi Jakovics e infine Tambone alimentano a suon di triple la qualità della costruzione del gioco: la Sam prova a reagire al primo scossone (17-14 al 7' dopo il 14-4 del 4'), ma quando l'OJM accende il motore dal perimetro il gap si dilata in fretta (31-14 al 13' e 48-31 al 20' ). Poi nel secondo tempo Varese dilaga rapidamente (60-33 al 23') quando Peak accende il motore del contropiede e regala qualche spunto acrobatico importante insieme a Simmons. Negli ultimi 15' l'attacco biancorosso se la cava bene anche conno la zona 2-3 proposta dalla Sam, c'è gloria anche per i giovani con De Vita a referto per fissare il punteggio finale. Ma il livello di opposizione - fisica prima ancora che tecnica - messo in campo dagli svizzeri è fisiologicamente relativo: fra sei giorni, contro una big da seconda fascia come la Dinamo, Varese saprà replicare lo stesso rendimento offensivo? Di sicuro la squadra di Attilio Caja, in versione più fresca di gambe e di testa rispetto allo scorso weekend a Parma, ha beneficiato del rientro del suo leader Josh Mayo in regia, liberando al meglio le doti balistiche di Tambone e di uno Jakovics vivace e pungente. A tutt'oggi il lettone - tra tiro e pressione sulla palla - è più pimpante e di conseguenza performante rispetto a Tepic, che sa muoversi sul campo ma è penalizzato da una condizione non ottimale e sicuramente inferiore rispetto a quella dei compagni: quando tornerà Jason Clark si creerà un ballottaggio per lo slot del sesto straniero fra l'ex Ventspils e il serbo? Nel frattempo il campo ribadisce lo status da "mister utilità" di Vene, in versione mano calda dall'arco, mentre la palma di giocatore più adrenalinico è già saldamente nelle mani di L.J. Peak, erede anche in questo ruolo di Aleksa Avramovic (con l'auspicio che accorci i tempi di maturazione rispetto ai 3 anni dell'esterno serbo...). Alla fine un allenamento tonificante ma anche rinfrancante per una Varese già votata al basket di Caja per disponibilità a passarsi la palla e attitudine difensiva. Ora bisogna migliorare e cesellare i dettagli, che nel sistema OJM così attento ai particolari sono spesso quelli che fanno la differenza; giovedì prossimo contro Sassari e poi domenica a Trieste arriveranno risposte più probanti alle domande che ancora ruotano attorno alle prospettive della nuova stagione biancorossa. Giuseppe Sciascia
  11. L'Openjobmetis versione 2019/20 scatterà dalle retrovie nella griglia di partenza della stagione alle porte. I riscontri del precampionato - concluso con 2 vittorie e 3 sconfitte il ciclo degli antipasti della serie A - confermano le stime prudenziali di Attilio Caja nel valutare la nuova Varese in rapporto ad un gruppo di avversarie molto più agguerrite del passato. Quello del coach pavese non è maniavantismo, ma realismo: le 7 novità del roster allestito in estate - soprattutto con il restyling completo dei 6 stranieri - tolgono all'OJM il vantaggio della conoscenza reciproca che lo scorso anno fu la chiave della partenza sparata in modalità secondo posto dopo 13 giornate. La Varese di Parma e Pavia ha mostrato qualche luce ma anche qualche ombra, soprattutto sul fronte offensivo dove il volume del gioco macinato dal collettivo biancorosso è stato sufficiente solo quando - contro Cremona e Roma - le percentuali dall'arco l'hanno supportata. Il primo limite oggettivo riguarda la precocissima perdita di Jason Clark: la guardia titolare non è mai stata a disposizione di Attilio Caja e dovrà riuscire a tornare in corsa entro il 20 ottobre senza l'ausilio delle amichevoli di preparazione. Dietro il titolare poi ci sono due elementi in ritardo come Milenko Tepic (partito dopo gli altri e attualmente quello più fuori sintonia con il sistema Artiglio) ed Ingus Jakovics, il sostituto a termine di Clark. Al di là degli spunti positivi di Tambone - più da realizzatore che da costruttore - il potenziale offensivo del reparto esterni dell'OJM è al momento limitato, anche perchè L.J. Peak- l'unico del roster a possedere forza fisica ed atletica - viaggia ancora a fasi alterne nel trovare il feeling col sistema biancorosso. Insomma oggi le certezze di Caja sono i soliti noti Mayo e Vene più un Simmons superiore alle aspettative ma pur sempre bisognoso di ambientarsi in serie A e affinare la conoscenza dei meccanismi difensivi. Tempo, lavoro ed auspicabilmente salute aiuteranno l'OJM a crescere; al momento però lo stato di avanzamento dei lavori del cantiere biancorosso è più simile alla partenza di due anni fa - quando i volti nuovi erano 8 e Varese chiuse ultima al giro di boa di metà stagione - rispetto a 12 mesi fa. Per questo Attilio Caja predica prudenza nell'inquadrare le ambizioni biancorosse e richiede pazienza per raggiungere la messa a punto ottimale della squadra. Le amichevoli di preparazione non hanno mostrato una OJM in grado di competere per i playoff; i margini sono da ricercare nel ritorno di Clark e nella progressiva crescita della panchina (e se quando rientrerà la guardia titolare Jakovics dovesse aver convinto più di Tepic?). Oggi come oggi però Varese dovrà prima di tutto guardarsi le spalle; e alla luce un calendario in salita nelle prime dieci giornate evitare aspettative eccessive, tenendo ben centrata la barra sull'obiettivo minimo della permanenza in serie A... Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis indossa l'abito di gala per regalare una serata da profeta in patria ad Attilio Caja. Prima vittoria contro una futura avversaria per Varese, che schianta alla distanza Cremona con una prova balistica scintillante (60% dal campo con 13/23 da 3) abbinata ad una ripresa di elevato spessore difensivo. Nella sfida valida per il Memorial Di Bella e contrassegnata dalle assenze dei rispettivi leader - Mayo per i biancorossi e Diener per la Vanoli - i prealpini scacciano i cattivi pensieri post Parma con una gara brillante sul piano del ritmo e della qualità offensiva. Varese più pimpante e meno preoccupata, tante note positive per i singoli: molto bene Tambone in regia (5/7 al tiro, 8/9 ai liberi e 4 assist) in assenza del play titolare abbuiando pericolosità dall'arco e personalità nel dirigere il traffico davanti agli occhi del suo estimatore Meo Sacchetti, ma anche Jakovics ha dimostrato di potersi rendere utile alla causa fra triple e geometrie. Tanta sostanza profusa da un Vene in modalità play occulto oltre che con la mano torrida dalla distanza; ma con la squadra più fresca di gambe e di testa a beneficiarne maggiormente sono stati L.J. Peak e Jeremy Simmons. L'ala statunitense ha prodotto qualità e quantità riempiendo le caselle dello scout (6/8 al tiro, 4/4 ai liberi, 6 rimbalzi e 3 assist), mentre il lungo ex Montegranaro, una volta prese le misure agli atipici della Vanoli, ha fatto valere la sua profondità interna sotto entrambi i canestri. Alla fine 5 giocatori in doppia cifra compreso capitan Ferrero, bravo a dare la scossa dopo il meno 11 di metà secondo quarto; nell'inedito run&gun del PalaTreves si è comunque apprezzata una Varese capace di macinare basket champagne grazie alle medie brillanti dall' arco... Sin dall'avvio OJM più frizzante in attacco rispetto alle due uscite di Parma, ma il moto perpetuo di una Vanoli in versione cavalleria leggera firma i primi vantaggi cremonesi sfruttando il talento di Saunders e il dinamismo di Akele (10-16 al 5'). Varese cerca ma non sfratta sempre i mismatch, e nonostante le fiondate di Vene la Vanoli tiene il comando con le triple di Palmi e Tiby (24-32 al 13'). Sparatoria continua con Cremona che allunga sul 25-36 del 14', ma la truppa di Caja trova ritmo balistico con una tripletta dall'arco di Peak e Ferrerò che ricuce sul 41-42 del 17'. Dopo l'intervallo l'OJM completa la rimonta e mette la freccia con le scariche dall' arco di Jakovics e Tambone (50-49 al 23'). La difesa funziona meglio (12 punti subiti nel terzo quarto) con Simmons che diventa un fattore a centro area; Peak lascia il segno in penetrazione e la piog-giadi triple (7/10 nella frazione!) alimenta la fuga progressiva biancorossa (68-59 al 27') fino al 74-61 dell'ultima frazione propiziato dai dardi di Natah e Vene. Varese in controllo fino al rotondo 83-63 del 33', poi la Vanoli aggredisce e risale sull'88-79 del 36', ma l'MVP Tambone piazza la tripla della staffa. Alla fine sorrisi e serenità in casa OJM, oggi riparte l'ultima tranche della campagna abbonamenti mentre stasera la truppa di Caja sarà in vetrina in piazza Monte Grappa per la presentazione ufficiale alla città. Giuseppe Sciascia
  13. L'Openjobmetis tira un sospirane di sollievo per Josh Mayo. Gli esami specialistici svolti nella mattinata di ieri hanno escluso complicazioni serie per il playmaker statunitense dopo l'infortunio traumatico - piede su piede e ginocchio destro girato - nel finale del match di domenica contro Cantù al Memorial Bertolazzi. Smorzate le preoccupazioni che nell'immediato post partita avevano fatto temere un problema serio: il cestista del 1987 ha riportato una distorsione al ginocchio, escludendo però il coinvolgimento di legamenti e menischi. Mayo ha già iniziato un programma specifico di riabilitazione, l'obiettivo è riaverlo in gruppo per l'inizio della prossima settimana e schierarlo per il test finale del precampionato in occasione del vernissage casalingo di venerdì 20 settembre contro la Sam Massagno. La truppa biancorossa tornerà in palestra oggi per preparare l'appuntamento con il Memorial Aldo Di Bella: consueto ritorno a casa per Attilio Caja, per una sera profeta in patria nella sua Pavia per ricordare l'ex dirigente e padre dell'azzurro Fabio, che porterà in tribuna gli oltre 500 ragazzi della sua società giovanile Here You Can. Di fronte all'Openjobmetis ci sarà la Vanoli Cremona che presenterà per la prima volta in panchina Meo Sacchetti, di ritorno in Italia nella tarda serata odierna dopo aver concluso l'avventura con la Nazionale ai Mondiali. Pur senza Mayo, i biancorossi andranno in cerca della prima vittoria negli anticipi della futura serie A dopo lo zero su due di Parma contro Brescia e Cantù. Il play statunitense mancherà sicuramente anche nel secondo atto a Parma in programma nel weekend (semifinale alle 21 di sabato contro la Virtus Roma). Al di là dei risultati del campo, serve però aumentare l'energia ritrovando la verve di Bormio: vero è che la serie A italiana propone un livello fisico inferiore ma un livello atletico superiore rispetto alle avversarie internazionali dei Valtellina Circuit, ma nel weekend del Bertolazzi Varese è parsa troppo spesso sulle gambe. L'auspicio è che le tre partite in programma nei prossimi 5 giorni aiutino l'OJM ad andare in forma giocando... Giuseppe Sciascia
  14. L'Openjobmetis chiude all'ultimo posto il Memorial Bertolazzi. Una fiondata da lunghissima distanza di Corban Collins costa la sconfitta alla squadra di Attilio Caja nella finalina del quadrangolare di Panna. Il maggior brio offensivo rispetto alla semifinale contro Brescia, garantito da un impatto balistico promettente dell'ultimo arrivato Jakovics, non basta a Varese per sbloccarsi negli anticipi della futura serie A. Così la giovane Acqua San Bernardo, senza l'infortunato Clark e in attesa di inserire l'ultimo arrivato Young, prevale in volata contro un'OJM povera di continuità nell'arco di una partita all'insegna dei troppi alti e bassi. Al di là della sconfitta, a preoccupare il clan biancorosso è l'infortunio di Josh Mayo: il play statunitense è uscito nel finale per una botta al ginocchio destro dopo un contatto a centroarea, oggi gli esami specialistici verificheranno l'entità del problema, da verificare prima di tutto la presenza del leader biancorosso nel prossimo test in programma mercoledì sera a Pavia contro la Vanoli Cremona (già orientata verso il cambio del pivot Darrell Williams, sarà la prima in panchina per Meo Sacchetti di rientro dalla Cina). Effimera la partenza a razzo biancorossa col 15-2 iniziale che aveva dato segnali positivi al gruppo di tifosi al seguito de II Basket Siamo Noi. L'energia dalla panchina prodotta da Pecchia e Rodriguez -forze fresche pescate in A2 dal club brianzolo - ha permesso alla squadra di Pancotto di ricucire sul 21-15 del 10', poi nel secondo quarto di nuovo attacco ingessato per l'OJM che al di là di qualche dardo di Tambone e Natali ha faticato a trovare ritmo con continuità. Primo sorpasso canturino nella fase finale del terzo quarto con Wilson ispirato, Mayo e Natali hanno riportato a contatto la truppa di Caja fino al 70 pari del 37', ma l'infortunio del play titolare biancorosso ha tolto una pedina chiave nel rush conclusivo. Varese ha annullato il primo match ball con una tripla di Tambone a pareggiare a quota 74 dopo un 2+1 di Collins; il triplone da 8 metri abbondanti sganciato a 2" dal termine dalla guardia americana pescata in Svezia regala però il successo all'Acqua San Bernardo con la preghiera finale dei prealpini che non ha esito positivo. Nel complesso una OJM poco brillante dal punto di vista fisico, aspetto che ha condizionato anche la fase mentale del gioco: serve ritrovare la brillantezza di Bormio in vista del trittico di test - mercoledì a Pavia, poi sabato e domenica di nuovo a Parma con Roma e Trieste - che porteranno Varese a 10 giorni dalla prima contesa con in palio due punti. Giuseppe Sciascia
  15. L'Openjobmetis Varese tiene testa con onore alla corazzata Efes Istanbul. La truppa di Attilio Caja gioca alla pari per 25' con i campioni di Turchia, e conferma le sensazioni positive sul piano dell'identità corale già metabolizzata dalla nuova Varese. La cinquantina di tifosi saliti fino a Bormio per rivedere Bryant Dunston si gode nuovamente un Jeremy Simmons in gran spolvero (anche 11 rimbalzi oltre al 7/7 da 2 confermando una dimensione intrigante nel tiro dalla media per il nuovo pivot biancorosso). Il centro ex Montegranaro è la nota più positiva delle prime due amichevoli di questa intensa pre-season, nella quale l'OJM ha mostrato di tenere botta anche contro avversarie di taglia fisica nettamente superiore. Sul perimetro manca invece all'appello un giocatore che possa dare supporto con continuità a Mayo, sgravando il nuovo playmaker dalla doppia dimensione creativa e realizzativa: nei piani della società questo giocatore doveva essere Jason Clark: la sua assenza però si fa sentire nel creare alternative al tiro da 3 punti che, come e più dell'anno scorso, è in questa fase iniziale della stagione la cartina di tornasole della qualità dell'attacco bianco-rosso in vista della stagione entrante. Così quando l'Openjobmetis parte a razzo sull'asse Tepic-Vene si registra un rombante 15-5 iniziale, ma alla distanza la manovra di Varese perde progressivamente smalto dal perimetro (alla fine 8/36 da 3) e le troppe palle perse banali costano carissime alla truppa di Caja. Per due volte Varese ha la forza di replicare alle accelerazioni della formazione turca (50-50 con due triple di Tambone dopo il 43-50 del 54' e ancora 60-64 al 35' con due dardi di Vene dopo il meno 11 di inizio quarto periodo). Ma il volume balistico prodotto dagli esterni biancorossi, complice anche la comprensibile stanchezza per la gara di mercoledì contro il Galatasaray, non è sufficiente per coronare gli sforzi difensivi di una OJM mai in imbarazzo nei duelli a rimbalzo contro un parco lunghi da Eurolega (out solo l'infortunato Moerman oltre al nazionale serbo Micic). Nel complesso la nuova Varese ha convinto per spirito e coesione, sicuramente alcuni meccanismi sono da limare ma la disponibilità ad interpretare in fretta il basket di Caja è massima da parte di tutti gli effettivi. Oggi e domani si torna in palestra in vista dell'ultimo test del trittico internazionale di Bormio: domenica contro i russi dell'Enisey Krasnojarsk ci sarà anche Ingus Janovics, l'esterno lettone scelto per sopperire all'infortunio di Jason Clark. Al 26enne atleta ex Ventspils il compito di aggiungere un pizzico di pepe ad una OJM lineare e concreta ma bisognosa di maggior brio sul perimetro per non sovraccaricare di responsabilità il suo leader Josh Mayo. Giuseppe Sciascia
  16. L'Openjobmetis inaugura col sorriso il cammino del precampionato e si getta alle spalle la tegola Clark. La formazione di Attilio Caja piega con autorità il Galatasaray nella tappa inaugurale del trittico internazionale al Valtellina Circuit. Pur senza la guardia titolare e col suo alter ego Tepic ancora arrugginito dopo lo stop dei primi 10 giorni di stagione, Varese impone il suo maggior coefficiente agonistico agli incompleti turchi (oltre ai tre nazionali, out anche gli infortunati Arapovic e Whittington). I biancorossi giocano una partita gagliarda sul piano dell'intensità, pur commettendo errori di concetto e di misura (vedi il 4/25 finale da 3). Ma nell'arco dei 40 minuti il moto perpetuo in difesa (25 perse per il Gala!) paga dividendi elevati e conferma la matrice già acquisita dell'identità tanto cara a Caja. Chiaro come il volume del gioco espresso debba aumentare per evitare passaggi a vuoto come quello nel finale del primo quarto (dal 9-2 del 4' al 9-14 del 10'), ma è altrettanto chiaro che si tratta di un problema da risolvere attraverso l'innesto di mercato in fase di invididuazione per tappate la falla aperta dall'infortunio di Clark. Perché se da un lato è evidente come Josh Mayo abbia già in mano le chiavi del gioco nella gestione dei tempi di esecuzione della manovra, dall'altro è altrettanto evidente la necessità di affiancale al playmaker ex Bonn un altro esterno capace di costruire e finalizzare il gioco. Per questo i primi profili europei di Mesicek e Dulkys (più guardie-ali che guardie-play) sono stati scartati, mentre gli oltre 250 mila dollari chiesti ancora oggi da Rich lo pongono ampiamente fuori dai radar biancorossi. Però la nuova Varese conferma di assomigliare ancora tanto a quella vecchia nel modo di stare in campo con aggressività e concentrazione: la difesa tra recuperi e ripartenze è la chiave per sbloccarsi nel secondo quarto (20-16 al 5') e accelerare con decisione in avvio del terzo quando Vene e Peak salgono di tono (42-26 al 25'). Qualche passaggio a vuoto offensivo nell'ultima frazione respinto da un dardo di Tepic per ricacciare indietro i turchi dopo il massimo sforzo sul meno 7 del 35'. Nel complesso, dunque, un'OJM non ancora frizzante ma grintosa, con spunti particolarmente positivi per Jeremy Simmons: al di là di statistiche clamorose (9/9 da 2 e 11 rimbalzi) il nuovo lungo biancorosso punisce puntualmente i mis-match dentro l'area e mostra doti atletiche importanti con un campionario di schiacciate davvero intriganti. Un pivot così mobile e agile non si vedeva dai tempi di Dunston, paragone ovviamente irriverente ma la sensazione è che l'acquisto sia comunque azzeccato. E comunque oggi al Pentagono (palla a due alle ore 18) ci sarà il confronto diretto contro l'originale, pilastro della corazzata Efes che sarà in versione ben più completa rispetto al Galatasaray. Ventiquattro ore dopo le fatiche di ieri, Varese avrà le risorse fisiche per tener testa anche ai campioni di Turchia? In attesa di riscontri positivi dal mercato, l'OJM è attesa da un test davvero improbo... Giuseppe Sciascia
  17. Matteo Tambone si presta volentieri al ruolo di Cicerone dei sette nuovi compagni per aiutarli a metabolizzare in fretta il sistema Caja. Il play romano, alla sua terza stagione in maglia OJM, spiega i compiti supplementari del gruppo dei 3 confermati italiani in questa fase iniziale della stagione: «Avendo cambiato tutti gli stranieri dobbiamo lavorare più dell'anno scorso, riprendendo il copione dei due anni precedenti a Varese: tanta collaborazione difensiva ed offensiva, giocare di squadra e dare il massimo ogni giorno. A noi confermati spetta dare l'esempio giusto nel modo di stare in palestra e in campo, ma i nuovi arrivati sono sulla stessa lunghezza d'onda e nessuno si sta tirando indietro». Di sicuro la prima sgambata a Gressoney ha mostrato un'OJM già coesa... «La prima uscita di sabato non è stata troppo impegnativa per la differenza di categoria nei confronti della Robur et Fides, però il test è stato quello giusto tenendo sempre alto il livello di intensità a dispetto della differenza di valori e del punteggio. Le sensazioni sono positive, certo non c'è più Cain che teneva uniti gli americani ed era come un secondo capitano in campo, quindi dovremo essere ancora più bravi a fare gruppo». Insomma nuovi orchestrali ma lo spartito sarà lo stesso? «La nostra identità sarà la stessa anche con giocatori diversi. Non si può certo affermare che Varese sia una squadra costruita per vincere il campionato: corazzate come Milano e Venezia in partenza non sono al nostro livello. Ma come dice sempre il coach, dando il massimo si può cercare di sorprendere qualsiasi avversaria, anche chi al momento pare fuori portata». Quale sarà la ricetta per provare a stupire? «Due anni fa eravamo partiti male e poi a suon di imprese siamo arrivati ai playoff, mentre lo scorso anno siamo stati stabilmente tra le prime otto e solo nel finale siamo usciti dalla zona playoff. Con l'impegno e la coralità si può andare oltre le aspettative: i nomi altisonanti non bastano da soli a fare la differenza, con la coralità e il sistema Varese può ancora fare bene». Come vivrà le sfide nel suo ruolo con gli acquisti bomba di Milano e Virtus Bologna Rodriguez e Teodosic? «Sarà un grande stimolo confrontarmi contro giocatori di quel livello, quando non ero ancora professionista 5-6 anni fa li ammiravo in TV. Ora giocarci contro è un sogno che si avvera: lo scorso anno ho marcato James, ora ce ne sono due ancora più forti...». Ci racconta le sue sensazioni sui nuovi stranieri? «Parto da Peak, è molto giovane ma ha un grande atletismo, se si mette lì con la testa potrà dare grandi soddisfazioni. Mayo ha grandissima esperienza ad alti livelli e conosce la pallacanestro, mentre Simmons è molto più verticale di Cain, forse fa più fatica nei movimenti difensivi ma è solo questione di abitudini, è più simile a Pelle che a Tyler. Vene lo conosciamo già: fa sempre la scelta giusta ed è un buonissimo giocatore; Tepic ha giocato nei top club europei ed ha una conoscenza del basket infinita. Clark? Dobbiamo ancora scoprirlo perché l'abbiamo visto poco, sicuramente non avremo una scheggia impazzita come Avramovic che lo scorso anno ci risolveva le partite ma sono convinto che anche Jason saprà rendersi utile alla causa». Giuseppe Sciascia
  18. Pallacanestro Varese e Valle d'Aosta gettano le basi per un rapporto duraturo. Presentata ufficialmente la partnership tra il club biancorosso e la re- gione autonoma che va al di là del periodo di ritiro in corso a Gressoney: l'accordo prevede un investimento annuale di 30mila euro già deliberato dal governo regionale: «L'accordo non lega soltanto questa parte estiva, ma anche interventi mirati sulla promozione della Valle d'Aosta a Masnago durante l'anno - conferma l'assessore regionale allo Sport e Turismo Laurent Vierin -. Per noi Varese ha un richiamo importante anche sul piano turistico. Speriamo di aver dato il meglio non solo sul piano sportivo ma anche dei rapporti umani, e confidiamo che il rapporto possa essere duraturo». Di sicuro il periodo che la squadra di Attilio Caja sta trascorrendo nella località montana, nato grazie ad un contatto fra il responsabile sponsorship Marco Zamberletti e l'assessore Arianna Follis (ex fondista bronzo olimpico a Torino 2006), sta soddisfacendo pienamente l'area tecnica biancorossa: «Per noi è difficile reperire strutture ad hoc, qui abbiamo trovato una ricettività e una disponibilità ottimali. Speriamo che la partnership possa essere duratura e auspichiamo che in futuro possano nascere ulteriori collaborazioni tra camp per i giovani e magari un quadrangolare a settembre». Applausi anche da parte di Attilio Caja, che mette Gressoney al top delle località frequentate per i ritiri: «Giro ormai da 25 anni e qui siamo sul podio: avere una struttura senza vincoli orari più sala pesi e piscina è impagabile per chi lavora in precampionato, siamo stati messi nelle migliori condizioni per fare il nostro lavoro». Il coach varesino torna poi sulle prospettive stagionali dell'OJM, esponendo con l'abituale franchezza il proprio pensiero: «Vogliamo fare il meglio possibile, ma non dipende solo da noi: ci aspetta il campionato più difficile degli ultimi anni e sarà molto duro ed impegnativo puntare ai playoff. È un obiettivo per il quale servono soldi: ci sono realtà che spendono molto di più e sedendosi al tavolo da poker con chi non ha vincoli per rilanciare è difficile arrivare a certi obiettivi». L'obiettivo dunque è quello di far rendere al meglio i giocatori a disposizione: «Sono qui per aiutarli a migliorare, è gratificante vedere elementi che incrementano il proprio status e vanno altrove a guadagnare di più. Certo se avessimo potuto tenere Avramovic, Scrubb e Cain sarei stato intellettualmente disonesto a non puntare ai playoff, però non è stato possibile. Se ci si aspetta che porti Varese ai playoff come obiettivo minimo è meglio cercare un altro allenatore perché non moltiplico pani e pesci...». La chiosa finale è per il consigliere Riccardo Polinelli: «Sono certo che anche quest'anno faremo il meglio possibile, però ricordo che questa società gloriosa ha rischiato più volte di sparire. E la nostra preoccupazione è quella di scongiurare questo rischio, chiedendo aiuto a territorio ed istituzioni». Giuseppe Sciascia
  19. Violare nuovamente le leggi della matematica attraverso le formule della chimica tecnica ed umana. L'OJM versione 2019/20 è rinnovatissima negli uomini, ma non nella filosofia e nei metodi di lavoro: Attilio Caja l'ha plasmata ad immagine e somiglianza del suo basket fatto di sostanza e coralità. E siccome la gente di Varese ha imparato ad apprezzare il pragmatismo del coach pavese visti i risultati del campo degli ultimi due anni, il credito nei confronti della nuova squadra è elevatissimo - vedi il bagno di folla ed entusiasmo di ieri -anche senza più un frontman in grado di incendiare l'Enerxenia Arena come Aleksa Avramovic. Nelle idee dell'area tecnica, la nuova OJM sarà meno adrenalinica e più costante: il fil rouge dell'esperienza e della conoscenza del gioco uniscono tutti i nuovi acquisti, ed in paricolare Mayo e Vene sono elementi capaci di migliorare il livello di rendimento dei compagni al di là del loro impatto da singoli. Ma perchè 2 più 2 arrivino a totalizzare 5 e Varese possa sognare di strappare un posto ai playoff ad una delle 10 o più società che hanno speso più dei biancorossi, quali saranno le chiavi di volta? Sfruttare al meglio le tanti mani calde dall'arco (Mayo su tutti, ma anche Vene e Clark hanno tirato oltre il 40% da 3 nella stagione passata), confidare che Simmons non faccia rimpiangere il ministro della difesa Tyler Cain e Gandini garantisca 10 minuti di impatto difensivo, auspicare che Peak segua i suoi predecessori Okoye e Scrubb nel rendere più dell'annata precedente nel ruolo chiave di ala piccola e attraverso l'esterno ex Pistoia far quadrare i conti nella lotta sotto i tabelloni, dove sulla carta l'OJM non ha uno specialista della pulizia dei cristalli in nessun ruolo. Ovvio che al contrario, se la coppia di lunghi pescati in A2 faticherà ad adeguarsi alla nuova categoria, si soffrirà nella battaglia delle aree colorate contro avversarie più stazzate e l'assenza di un terminale offensivo designato pesasse più della capacità del collettivo di estrarre un protagonista diverso a rotazione, allora l'OJM dovrà guardarsi alle spalle anziché in alto, pur con la garanzia dell'esperienza dei suoi veterani per evitare di farsi coinvolgere nella bagarre di una zona retrocessione raddoppiata col passaggio a due passi indietro in A2. Ma la stagione alle porte sarà decisiva per la partita ai vertici della società che Alberto Castelli sta giocando ormai da due anni e mezzo: il presidente di Varese nel Cuore dovrà affinare ulteriormente le sue doti da tessitore per condurre in porto le operazioni di entrata nel capitale azionario di Orgoglio Varese e Gianfranco Ponti. Alla viglia dell'entrata in vigore delle nuove regole sul fair play finanziario di Lega Basket, si tratta di una partita chiave per delineare gli scenari futuri: solo una Varese più forte grazie ad una proprietà condivisa tra consorzio e forze nuove potrà alzare l'asticella guardando a playoff e coppe europee come obiettivi minimi anziché sogni da coronare facendo meglio di quel che si spende. Altrimenti ci sarà da tirare ancora (parecchio) la cinghia, spostando l'asticella verso l'obiettivo di conservare il posto in serie A... Giuseppe Sciascia
  20. La carica dei 600 dà la spinta alla nuova Openjobmetis nel primo atto della nuova stagione. Bagno di folla iniziale per salutare la rinnovata formazione di Attilio Caja nel primo allenamento dell'annata 2019/20. Oltre seicento i tifosi accorsi all'Enerxenia Arena per vedere dal vivo i 7 volti nuovi della squadra biancorossa: un'accoglienza che ha subito trasmesso ai numerosi acquisti estivi il ruolo primario rivestito dalla Pallacanestro Varese nel panorama sportivo della provincia. Un entusiasmo genuino anche senza più un punto di riferimento di valore assoluto come Aleksa Avramovic che ha indotto coach Caja - di gran lunga il più applaudito dai supporters - a ringraziare i supporters per la calda accoglienza. «Il pubblico di Varese non tradisce mai: ringrazio tutti voi per la presenza, anche quest'anno avremo bisogno del vostro aiuto sotto forma di incitamento e partecipazione». Sin dal primo giorno l'OJM ha sudato agli ordini di Artiglio e del preparatore Silvio Barnaba: mezz'ora nel segreto dello spogliatoio per il discorso alla squadra da parte del coach e del g.m. Andrea Conti, poi tutti sul campo (salvo Mayo e Tepic che esauriranno in mattinata la pratica delle visite mediche) per la base iniziale di lavoro atletico e qualche esercizio di fondamentali con il pallone. Poi spazio ai tifosi per l'assalto ai giocatori a suon di selfie ed autografi: calore per i pochissimi confermati - in particolare per capitan Ferrero, che ha iniziato il quinto anno a Varese col contratto in tasca fino al 2022 - e tanta curiosità per i nuovi arrivati, anche se il più gettonato dei fans è stato il cavallo di ritorno Siim Sander Vene. Il mantra di Caja rimane sempre improntato sul lavoro: «Altre squadre hanno ingaggiato giocatori di nome, noi invece abbiamo puntato su elementi di sostanza: il lavoro quotidiano sarà la base per provare a fare meglio degli altri». Ma il supporto dei tifosi serve anche ad attutire il peso della fatica per seguire i dettami tecnico-tattici di Artiglio; tra i tanti tifosi presenti all'Enerxenia Arena, tra quali qualche Vip come il sindaco Davide Galimberti e Max Laudadio presente il main sponsor Rosario Rasizza, il cui rapporto con la Pallacanestro Varese vanta maggior longevità rispetto a quello di tutti componenti del roster e dello staff tecnico: «Davvero tantissima gente, un affetto e un seguito del genere rappresentano una bella cosa per la città» ha affermato l'a.d di Openjobmetis, ringraziato pubblicamente da un Attilio Caja in versione pubblicità progresso per richiamare ulteriori partner: «Grazie a chi anche quest'anno ci mette nelle migliori condizioni per operare, dunque il consorzio ed anche il cavalier Rasizza che insieme al presidente Vittorelli ci ha nuovamente dato fiducia. E spero che altri possano seguire il loro esempio, aumentando il numero di contributori che sostengano con i fatti la nostra squadra». Già, perchè i tifosi accorrono anche per un allenamento senza basket solo per vedere dal vivo i loro nuovi beniamini, ma alla voce sponsor servono novità per riempire qualche spazio rimasto vuoto sulle maglie. Per la prima uscita della nuova OJM serviranno ancora 20 giorni, e per la prima palla a due con due punti in palio ci vorranno 7 settimane. Ma gli oltre 600 tifosi presenti ieri a Masnago confermano che Varese possiede una insaziabile fame di basket a prescindere da chi veste la sua maglia. A patto ovviamente che dia il massimo per onorarla al meglio, ma sotto questo aspetto il credo di Attilio Caja è la miglior garanzia perchè chi arrivi all'Enerxenia Arena ne condivida l'etica del lavoro... Giuseppe Sciascia
  21. La nuova Pallacanestro Varese prepara l'inizio della stagione giocando d'anticipo sul primo allenamento dell'annata 2019/20. Attesi in città già oggi cinque dei sei nuovi stranieri bianco-rossi, in anticipo rispetto al raduno fissato ufficialmente per il pomeriggio di giovedì. Il club di piazza Monte Grappa ha organizzato i viaggi dei giocatori provenienti da fuori Italia per cercare di guadagnare tempo sulle formalità burocratiche relative a visite mediche e logistica. Gli uffici della società si sono mossi in anticipo sulla questione visti, anche grazie ai tempi anticipati del mercato se si eccettua Jason Clark (che comunque giungerà in città nei tempi previsti). Una sorta di prologo della nuova stagione alle porte che nasce dalla volontà di sfruttare al massimo il tempo della preparazione per creare il più rapidamente possibile l'identità tecnica e caratteriale della nuova Varese. Come già accaduto negli anni scorsi dunque l'anticipo dell'arrivo in città dei giocatori - e in particolare degli stranieri - sarà utile per dare la possibilità ad Attilio Caja ed al preparatore Silvio Barnaba di avere la massima concentrazione dagli atleti biancorossi a partire dal primo allenamento di dopodomani. Il calendario degli arrivi sarà inaugurato in mattinata da L.J. Peak e Jeremy Simmons con il volo transoceanico dalla costa Est degli Stati Uniti; in serata giungeranno Milenko Tepic da Belgrado e Siim Sander Vene da Tallinn, mentre l'ultimo a sbarcare a mezzanotte sarà Clark, l'ultimo acquisto che nella stagione passata militava in Germania ai Fraport Skyliners. In tal modo domani i nuovi arrivati in maglia biancorossa potranno effettuare tutte le tappe preliminari - dai test medici alla consegna di auto e alloggi - e smaltire il fuso orario per arrivare pronti all'appuntamento con il primo allenamento del pomeriggio di giovedì, Ma di fatto già domani faranno conoscenza con la città -non nuova per il solo Vene, già in maglia OJM nella seconda metà del 2017/18 - mentre l'unico straniero a sbarcare a Varese il giorno del raduno sarà Josh Mayo, atteso alla Malpensa nella mattinata del giorno del primo appuntamento con il pallone. Arrivo anticipato anche per gli italiani, dai confermati Ferrero, Tambone e Natali all'unica novità Gandini, più i giovani Seck, Naldini e Raskovic e Christian Cattaneo, la guardia di Marnate aggiunta in extremis per completare il parco italiani. L'unico assente giustificato, a meno di colpi di scena dell'ultimissima ora ad Udine, sarà Nicolò Virginio, che oggi dovrebbe ricevere dallo staff tecnico dell'Italia Under 16 la conferma dell'inserimento nell'elenco dei 12 convocati per gli Europei della sua categoria in programma dal 9 al 17 agosto in Friuli (l'ala del 2003 si aggregherà eventualmente più avanti in occasione del ritiro di Gressoney). Giuseppe Sciascia
  22. Andrea Conti tira le somme del mercato estivo chiuso con la firma di Jason Clark(c’è quella del giocatore, manca quella del presidente Vittorelli ma è un dettaglio). Il g.m. dell’Openjobmetis sottolinea allestito un roster con un senso logico. I giocatori debbono essere funzionali alle richieste tecniche dell’allenatore; tutte le scelte sono state fatte all’interno di un budget sostenibile. Eccetto Peak abbiamo giocatori esperti, che possono sposare facilmente la filosofia del coach, e soprattutto duttili con la possibilità per molti di loro di giostrare in due ruoli». Mayo e Vene i colpi del mercato 2019 dopo che nel 2018 avevano detto no? «Si sono fatti corteggiare molto, ma il fatto che Vene sia tornato significa che è stato bene a Varese e con Attilio, e dopo le tre squadre cambiate lo scorso anno ha voluto fare una scelta di stabilità. Gli sforzi economici più importanti sono stati fatti perMayo e per Siim». Clark ultimo tassello sul perimetro, nome proposto da lei e approvato dal coach: come si è arrivati alla scelta? «Le opzioni nel ruolo sono state numerose, qualcuno lo abbiamo scartato noi, qualcun altro ha preferito le coppe o aspettare alternative. La scelta su Clark è stata quella di dare un supporto a Mayo: nelle ultime stagioni Josh è sempre stato abituato ad avere a fianco una spalla, per questo gli abbiamo affiancato un giocatore che ha punti nelle mani e buona predisposizione difensiva con leve molto lunghe. Comunque è stato mvp in Belgio e nelle ultime tre stagioni ha disputato le coppe». Sarà una OJM più pericolosa sul perimetro? «Tutti e tre possono costruire con la palla in mano, ed unisco anche Tepic tra coloro che possono giocare un pick&roll. Pur senza una prima punta avremo una maggior propensione offensiva rispetto allo scorso anno; Mayo, Clark e Peak sono tutti pericolosi, logico che Vene e Simmons dovranno fare il loro, ma rispetto alla stagione passata dovremmo avere qualche punto in più nelle mani sul perimetro». C’è il rischio di soffrire a rimbalzo? «Sulla carta siamo piccoli, ma andare a rimbalzo è un aspetto che va allenato e dunque il nostro sistema difensivo saprà farsi valere in questo ambito. Gli allenamenti ci diranno qualcosa, ma sono convinto che avremo una copertura sufficiente: tra Simmons che è più atletico di Cain, Peak che va istruito ad usare le sue lunghe leve e Vene che può darci una mano non credo che avremo carenze sotto i tabelloni». La scommessa Simmons saprà nascondere la perdita di Cain? «Avrà meno sapienza tattica rispetto a Tyler, ma certamente è un protettore del ferro migliore grazie alle sue doti atletiche. Possiamo avere un giocatore che sporca i tiri o è più intimidatore, inoltre ha quel tiretto da 3-4 metri che lo rende funzionale ai nostri 3 esterni creativi dal palleggio». Giuseppe Sciascia
  23. Assalto a vuoto per l'Openjobmetis sulla pista James Blackmon. A sostanziale parità di offerta economica, l'esterno ex Pesaro sceglierà Trento grazie alla vetrina dell'Eurocup messa a disposizione dalla Dolomiti Energia. Una sorta di (parziale) replay dell'affaire Tyler Cain, che ha preferito Brescia a Varese per la vetrina internazionale garantita dalla Germani (wild card per l'Eurocup). D'altra parte il secondo marcatore della serie A era stato chiaro sin dall'inizio, cercando una collocazione con la possibilità di giocare in Europa, passerella vitale ai fini di mettersi in mostra. Dunque, nel momento in cui l'Aquila si è mossa, l'OJM ha dovuto arrendersi. Nel frattempo anche la pista Rayvonte Rice è definitivamente tramontata: l'esterno ex Ferrara ha firmato con i Phoenix Suns un contratto Exhi-bitW che permetterà alla franchigia dell'Arizona di parcheggiarlo nella squadra satellite di G-League con un salario non troppo inferiore alla proposta dell'Openjobmetis. Tutto da rifare in piazza Monte Grappa nella caccia alla guardia titolare? In realtà l'area tecnica biancorossa lavora su altri profili, principalmente non visti in Italia, visto che né Tekele Cotton né Demonte Harper sembrano corrispondere all'identikit del realizzatore necessario per la quadratura del cerchio. L'operazione Tepic per completare la panchina ha lasciato un gruzzoletto neppure trascurabile nelle mani della troika formata da Bulgheroni, Conti e Caja: la guardia che manca all'appello dovrebbe avere il terzo salario del roster. Però occorre trovare il profilo adatto, scandagliando a tutto campo un mercato che propone ancora tanti elementi in cerca di collocazione. Ovvio che a questo punto il concetto di usato sicuro rischia di essere superato dagli eventi, ma d'altra parte - prima con Allerik Freeman e poi con Darius Thompson - gli operatori di mercato di Varese hanno già dimostrato apertura verso le scommesse provenienti dall'estero. Del resto i veterani Mayo, Vene e Tepic danno garanzie più che sufficienti all'allenatore Attilio Caja. A meno di colpi di scena Jason Rich resterà un sogno - ad oggi l'OJM ha a disposizione metà della somma che chiede l'ex avellinese - e il sostituto di Avramovic sarà... un altro Avramovic, ossia un giovane emergente al quale il club biancorosso darà la possibilità di mettersi in luce con un ruolo da prima punta nel contesto di un gruppo molto equilibrato. La ricerca è in pieno svolgimento, l'obiettivo è quello di stringere l'elenco dei profili per chiudere il mercato entro fine mese. L'importante è non farsi prendere dalla frenesia. Quel che è certo è che Attilio Caja vuole avere la squadra al completo in palestra l'8 agosto per il raduno già fissato da tempo. Giuseppe Sciascia
  24. Nel gioco delle coppie dell'Openjobmetis cambiano i profili degli elementi al centro dell'attenzione dell'area tecnica biancorossa. Escono di scena sia Phil Goss che Darius Thompson nella lista degli obiettivi primari di Varese: il veterano visto in maglia Cimberio nel 2010/11 e nella fase finale del 2011/12 ha deciso di ritirarsi per intraprendere la carriera da allenatore (sarà assistente nella squadra di G-League dei Washington Wizards, nel cui staff tecnico sta disputando la Summer League di Las Vegas), mentre il capocannoniere della FIBA Europe Cup con Leiden, dopo una settimana di traccheggiamenti in attesa della decisione dei Toronto Raptors (giovedì notte partito in quintetto, chance per una chiamata al camp?), è stato scartato dalla troika biancorossa dopo un supplemento di scouting su partite dell'ultima stagione che avrebbero fatto emergere dubbi su una tenuta difensiva considerata non del tutto affidabile. Oggi, dunque, in cima alla lista dei desideri è balzato Rayvonte Rice: la potente guardiona (193 centimetri per 100 chili) che ha totalizzato 27,6 punti e 6,3 rimbalzi di media nelle ultime 6 gare della stagione passata a Jesi - senza però evitare la retrocessione in B dell' Aurora - darà risposta a Varese all'inizio della prossima settimana quando terminerà la Summer League di Las Vegas che sta disputando con la maglia dei Phoenix Suns. Il giocatore del 1992, che Attilio Caja aveva seguito già 12 mesi fa dopo il 2017/18 a Ravenna, ha doti fisiche importanti e capacità di attaccare il ferro oltre a garantire un volume solido a rimbalzo; nell'economia del quintetto biancorosso potrebbe giostrare anche da ala piccola sfruttando la duttilità di LJ. Peak, che con le sue capacità nel trattamento di palla potrebbe slittare nello spot di guardia. L'alternativa resta sempre Allerik Freeman, che però - al di là del problema legato ai costi - pone come pregiudiziale il desiderio di giocare principalmente da playmaker: un ruolo che nello scacchiere tattico dell'OJM è saldamente nelle mani di Josh Mayo. Lasciata cadere l'opzione del passaggio al 5+5 - con Marco Giuri cambio degli esterni - visto che il sogno proibito Jason Rich è destinato a rimanere tale con richieste superiori a 250mila dollari totalmente fuori portata per le casse di Varese, oggi Rice è l'opzione più calda tra quelle al vaglio per lo spot da titolare. E senza più Goss come sesto uomo, le alternative per completare il parco stranieri sono due. Il veterano multiruolo Milenko Tepic, 32enne ex nazionale serbo già visto a Capo d'Orlando e Brindisi che giostra principalmente da ala piccola ma sa giocare anche con la palla in mano. E la 26enne guardia Tre Demps, che l'anno scorso a Cremona ha prodotto 10,4 punti in 19,5 minuti chiudendo la stagione in Grecia al Kolossos Rodi. Un esterno con buone qualità offensive (21 punti contro l'OJM nella gara d'andata) che nel gioco delle coppie con Rice sarebbe probabilmente meno duttile di Tepic, ma più funzionale a far quadrare il cerchio del roster biancorosso. Giuseppe Sciascia
  25. Varese sfoglia la margherita su tutte e tre le piste aperte per completare il parco esterni straniero. A Darius Thompson e Phil Goss si aggiunge anche Rayvonte Rice, 27enne guardia-ala veterano dell'A2 - Verona, Ravenna e Jesi le tappe italiane in carriera dell' esterno di 195 centimetri per 98 chili - che l'OJM aveva già considerato con attenzione lo scorso anno nel ruolo di cambio degli esterni. Ma andiamo con ordine: la vicenda Thompson è ancora nel pensatoio, la scorsa notte il g.m. Andrea Conti ha avuto una conversazione telefonica con l'atleta del 1995 impegnato a Las Vegas con i Toronto Raptors (4 punti con 2/5 dal campo in 20' nella terza partita della Summer League di martedì notte). Occasione utile per illustrare al giocatore il progetto tecnico di Varese e l'utilizzo che Attilio Caja vorrebbe farne sul parquet, affidandogli il ruolo di incursore e terminale offensivo di una squadra che ha bisogno di un realizzatore creativo e in grado di incidere in penetrazione. La situazione è monitorata costantemente dal club di piazza Monte Grappa, ma l'auspicata risposta non sta arrivando, anche se l'agenzia che lo rappresenta parla di tempi brevissimi per la decisione di Thompson. Sul quale però ci sarebbe movimento da altre nazioni (Germania su tutte) e dunque non è detto che la proposta dell'OJM possa andare a buon fine, anche se il sogno NBA del'ex capocannoniere della FIBA Europe Cup non dovesse avere esito positivo. Invece, per Goss bisognerà attendere la fine della Summer League di Las Vegas per capire se i Washington Wizards - nel cui staff tecnico ha lavorato per preparare l'appuntamento estivo - gli offriranno un ruolo da allenatore eventualmente anche nella squadra satellite di G-League. L'altro ostacolo da smussare sarebbe legato agli impegni personali del cestista del 1983 che gli impedirebbero di rispondere alla chiamata di Varese per il raduno dell'8 agosto, aspetto sul quale Attilio Caja non transige. E allora la pista Rice potrebbe prendere quota, visto che l'esterno del 1982 ha taglia fisica e qualità realizzative: nel 2017/18 a Ravenna aveva totalizzato 18,8 punti e 4,3 rimbalzi, nell'ultima stagione ha vissuto un percorso travagliato - prima in Iran, poi in Messico - prima di arrivare a Jesi, dove ha fatturato 27,6 punti e 6,7 rimbalzi nelle ultime 6 gare senza però evitare la retrocessione in B con l'Aurora. L'esterno del 1992, alternativo a Goss ma per certi versi considerabile anche alternativo allo stesso Thompson, aumenterebbe la fisicità della squadra a rimbalzo pur con caratteristiche relativamente simili a quelle di L.J. Peak. L'OJM ha formulato una proposta ufficiale, più bassa di quelle di altri club di A2 - Ferrara su tutte - ma comunque gradita all'atleta che vorrebbe provare a cimentarsi con la serie A. Intanto, però, Rice sta mostrando buoni spunti alla Summer League di Las Vegas con Phoenix (19 punti nella gara d'esordio) e potrebbe strappare una chiamata con i Suns al termine della kermesse del Nevada. Insomma per l'OJM c'è tanta carne al fuoco - non dimenticando l'opzione Allerik Freeman, che dopo il 18 luglio potrebbe essere esplorata di nuovo in mancanza di firme - ma nessuna trattativa in chiusura. Giuseppe Sciascia
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