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  1. Ingus Jakovics ha conquistato l’Enerxenia Arena con i 19 punti depositati nel canestro della Fortitudo. Il mix di produttività offensiva ed aggressività difensiva profusa dall’esterno lettone ha dato la carica all’OJM, ed ha galvanizzato anche i tifosi che lo hanno eletto Mvp. C’è chi si è spinto a paragonare la guardia del 1993 al primo Avramovic; di sicuro a fine gara erano in tanti ad auspicare la sua conferma a tempo indeterminato (la società è già all’opera per accontentarli, ndr) modificando l’attuale situazione contrattuale che lo vede vincolato solo fino al 30 ottobre. «Al momento non ci penso, cerco solo di dare il massimo ogni volta che ho l’occasione di scendere in campo e guadagnarmi la fiducia del coach – così Jakovics racconta il suo stato d’animo sul suo posto di lavoro ancora precario - Solo Dio può sapere cosa cosa accadrà al 30 ottobre, la cosa importante per me è aiutare Varese a vincere il maggior numero possibile di partite. Di sicuro qui mi trovo molto bene e mi ha fatto molto piacere che i tifosi mi abbiano votato come Mvp del match contro la Fortitudo». Dallo 0/6 da 3 contro Sassari al 6/6 iniziale di domenica: un bel salto in avanti... «La prima partita era stata terribile, ma a Trieste avevo già fatto meglio; domenica è andata molto bene, un passo dopo l’altro sto cercando di abituarmi al livello del campionato italiano. Però la vittoria è stata frutto di una prova corale, io ho cercato soltanto di farmi trovare pronto ed entrare subito in partita quando sono entrato. Il risultato è stato positivo ma il merito del successo è della squadra». Triple a parte i tifosi l’hanno apprezzata molto per l’aggressività che mette sempre in campo in difesa... «È la prima cosa che l’allenatore mi chiede: tutto parte dalla difesa, cerca di essere aggressivo e mettere sempre energia in tutto quello che fai. Sull’importanza dell’aggressività il coach non perde occasione per ricordarcelo ogni volta che in spogliatoio prepariamo le partite con i video. Ritengo che domenica lo abbiamo accontentato in maniera ottimale, mettendo in campo un’intensità costante che è stata risolutiva nel piegare la resistenza degli avversari». Difesa di squadra e circolazione di palla, armi vincenti che fanno parte del bagaglio standard di coach Caja... «Abbiamo messo in campo una difesa molto intensa per 40 minuti: anche quando abbiamo commesso degli errori l’aggressività è stata sempre molto elevata, abbiamo cercato di pressare sempre la palla e negare ricezioni pulite per sporcargli ogni tiro e costringerli a prendere soluzioni complicate. Siamo stati bravi a mandare la Fortitudo fuori ritmo e questo ci ha facilitato molto il compito». Più 30 a Trieste e più 23 contro la Fortitudo: la vera OJM è quella delle ultime due gare? «Questa vittoria così netta che segue un altro scarto ampio a Trieste ci dà modo di ritrovare il feeling con i tifosi che all’esordio contro Sassari erano stati numerossimi. Ora col lavoro in palestra siamo cresciuti: la rotta è quella giusta, e vogliamo continuare a percorrerla». Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis chiude col sorriso il percorso delle amichevoli precampionato. La truppa di Attilio Caja diverte e si diverte nella prima uscita ufficiale a Masnago: l'appeal relativo della Sam Massagno produce un vernissage casalingo in versione pochi intimi (non più di 700 presenti). Ma Varese onora l'impegno mettendo in campo energia e voglia di mettere a punto i meccanismi a meno di una settimana dalla prima vera palla a due stagionale. Lo spessore relativo dello sparring partner dà valore parziale alle indicazioni dell'ultimo test di preparazione ma, alla prova del campo, il sistema offensivo funziona, con una circolazione di palla fluida e costante che arma le tante mani calde sul perimetro. Così prima Vene, poi Jakovics e infine Tambone alimentano a suon di triple la qualità della costruzione del gioco: la Sam prova a reagire al primo scossone (17-14 al 7' dopo il 14-4 del 4'), ma quando l'OJM accende il motore dal perimetro il gap si dilata in fretta (31-14 al 13' e 48-31 al 20' ). Poi nel secondo tempo Varese dilaga rapidamente (60-33 al 23') quando Peak accende il motore del contropiede e regala qualche spunto acrobatico importante insieme a Simmons. Negli ultimi 15' l'attacco biancorosso se la cava bene anche conno la zona 2-3 proposta dalla Sam, c'è gloria anche per i giovani con De Vita a referto per fissare il punteggio finale. Ma il livello di opposizione - fisica prima ancora che tecnica - messo in campo dagli svizzeri è fisiologicamente relativo: fra sei giorni, contro una big da seconda fascia come la Dinamo, Varese saprà replicare lo stesso rendimento offensivo? Di sicuro la squadra di Attilio Caja, in versione più fresca di gambe e di testa rispetto allo scorso weekend a Parma, ha beneficiato del rientro del suo leader Josh Mayo in regia, liberando al meglio le doti balistiche di Tambone e di uno Jakovics vivace e pungente. A tutt'oggi il lettone - tra tiro e pressione sulla palla - è più pimpante e di conseguenza performante rispetto a Tepic, che sa muoversi sul campo ma è penalizzato da una condizione non ottimale e sicuramente inferiore rispetto a quella dei compagni: quando tornerà Jason Clark si creerà un ballottaggio per lo slot del sesto straniero fra l'ex Ventspils e il serbo? Nel frattempo il campo ribadisce lo status da "mister utilità" di Vene, in versione mano calda dall'arco, mentre la palma di giocatore più adrenalinico è già saldamente nelle mani di L.J. Peak, erede anche in questo ruolo di Aleksa Avramovic (con l'auspicio che accorci i tempi di maturazione rispetto ai 3 anni dell'esterno serbo...). Alla fine un allenamento tonificante ma anche rinfrancante per una Varese già votata al basket di Caja per disponibilità a passarsi la palla e attitudine difensiva. Ora bisogna migliorare e cesellare i dettagli, che nel sistema OJM così attento ai particolari sono spesso quelli che fanno la differenza; giovedì prossimo contro Sassari e poi domenica a Trieste arriveranno risposte più probanti alle domande che ancora ruotano attorno alle prospettive della nuova stagione biancorossa. Giuseppe Sciascia
  3. L'Openjobmetis versione 2019/20 scatterà dalle retrovie nella griglia di partenza della stagione alle porte. I riscontri del precampionato - concluso con 2 vittorie e 3 sconfitte il ciclo degli antipasti della serie A - confermano le stime prudenziali di Attilio Caja nel valutare la nuova Varese in rapporto ad un gruppo di avversarie molto più agguerrite del passato. Quello del coach pavese non è maniavantismo, ma realismo: le 7 novità del roster allestito in estate - soprattutto con il restyling completo dei 6 stranieri - tolgono all'OJM il vantaggio della conoscenza reciproca che lo scorso anno fu la chiave della partenza sparata in modalità secondo posto dopo 13 giornate. La Varese di Parma e Pavia ha mostrato qualche luce ma anche qualche ombra, soprattutto sul fronte offensivo dove il volume del gioco macinato dal collettivo biancorosso è stato sufficiente solo quando - contro Cremona e Roma - le percentuali dall'arco l'hanno supportata. Il primo limite oggettivo riguarda la precocissima perdita di Jason Clark: la guardia titolare non è mai stata a disposizione di Attilio Caja e dovrà riuscire a tornare in corsa entro il 20 ottobre senza l'ausilio delle amichevoli di preparazione. Dietro il titolare poi ci sono due elementi in ritardo come Milenko Tepic (partito dopo gli altri e attualmente quello più fuori sintonia con il sistema Artiglio) ed Ingus Jakovics, il sostituto a termine di Clark. Al di là degli spunti positivi di Tambone - più da realizzatore che da costruttore - il potenziale offensivo del reparto esterni dell'OJM è al momento limitato, anche perchè L.J. Peak- l'unico del roster a possedere forza fisica ed atletica - viaggia ancora a fasi alterne nel trovare il feeling col sistema biancorosso. Insomma oggi le certezze di Caja sono i soliti noti Mayo e Vene più un Simmons superiore alle aspettative ma pur sempre bisognoso di ambientarsi in serie A e affinare la conoscenza dei meccanismi difensivi. Tempo, lavoro ed auspicabilmente salute aiuteranno l'OJM a crescere; al momento però lo stato di avanzamento dei lavori del cantiere biancorosso è più simile alla partenza di due anni fa - quando i volti nuovi erano 8 e Varese chiuse ultima al giro di boa di metà stagione - rispetto a 12 mesi fa. Per questo Attilio Caja predica prudenza nell'inquadrare le ambizioni biancorosse e richiede pazienza per raggiungere la messa a punto ottimale della squadra. Le amichevoli di preparazione non hanno mostrato una OJM in grado di competere per i playoff; i margini sono da ricercare nel ritorno di Clark e nella progressiva crescita della panchina (e se quando rientrerà la guardia titolare Jakovics dovesse aver convinto più di Tepic?). Oggi come oggi però Varese dovrà prima di tutto guardarsi le spalle; e alla luce un calendario in salita nelle prime dieci giornate evitare aspettative eccessive, tenendo ben centrata la barra sull'obiettivo minimo della permanenza in serie A... Giuseppe Sciascia
  4. L'Openjobmetis indossa l'abito di gala per regalare una serata da profeta in patria ad Attilio Caja. Prima vittoria contro una futura avversaria per Varese, che schianta alla distanza Cremona con una prova balistica scintillante (60% dal campo con 13/23 da 3) abbinata ad una ripresa di elevato spessore difensivo. Nella sfida valida per il Memorial Di Bella e contrassegnata dalle assenze dei rispettivi leader - Mayo per i biancorossi e Diener per la Vanoli - i prealpini scacciano i cattivi pensieri post Parma con una gara brillante sul piano del ritmo e della qualità offensiva. Varese più pimpante e meno preoccupata, tante note positive per i singoli: molto bene Tambone in regia (5/7 al tiro, 8/9 ai liberi e 4 assist) in assenza del play titolare abbuiando pericolosità dall'arco e personalità nel dirigere il traffico davanti agli occhi del suo estimatore Meo Sacchetti, ma anche Jakovics ha dimostrato di potersi rendere utile alla causa fra triple e geometrie. Tanta sostanza profusa da un Vene in modalità play occulto oltre che con la mano torrida dalla distanza; ma con la squadra più fresca di gambe e di testa a beneficiarne maggiormente sono stati L.J. Peak e Jeremy Simmons. L'ala statunitense ha prodotto qualità e quantità riempiendo le caselle dello scout (6/8 al tiro, 4/4 ai liberi, 6 rimbalzi e 3 assist), mentre il lungo ex Montegranaro, una volta prese le misure agli atipici della Vanoli, ha fatto valere la sua profondità interna sotto entrambi i canestri. Alla fine 5 giocatori in doppia cifra compreso capitan Ferrero, bravo a dare la scossa dopo il meno 11 di metà secondo quarto; nell'inedito run&gun del PalaTreves si è comunque apprezzata una Varese capace di macinare basket champagne grazie alle medie brillanti dall' arco... Sin dall'avvio OJM più frizzante in attacco rispetto alle due uscite di Parma, ma il moto perpetuo di una Vanoli in versione cavalleria leggera firma i primi vantaggi cremonesi sfruttando il talento di Saunders e il dinamismo di Akele (10-16 al 5'). Varese cerca ma non sfratta sempre i mismatch, e nonostante le fiondate di Vene la Vanoli tiene il comando con le triple di Palmi e Tiby (24-32 al 13'). Sparatoria continua con Cremona che allunga sul 25-36 del 14', ma la truppa di Caja trova ritmo balistico con una tripletta dall'arco di Peak e Ferrerò che ricuce sul 41-42 del 17'. Dopo l'intervallo l'OJM completa la rimonta e mette la freccia con le scariche dall' arco di Jakovics e Tambone (50-49 al 23'). La difesa funziona meglio (12 punti subiti nel terzo quarto) con Simmons che diventa un fattore a centro area; Peak lascia il segno in penetrazione e la piog-giadi triple (7/10 nella frazione!) alimenta la fuga progressiva biancorossa (68-59 al 27') fino al 74-61 dell'ultima frazione propiziato dai dardi di Natah e Vene. Varese in controllo fino al rotondo 83-63 del 33', poi la Vanoli aggredisce e risale sull'88-79 del 36', ma l'MVP Tambone piazza la tripla della staffa. Alla fine sorrisi e serenità in casa OJM, oggi riparte l'ultima tranche della campagna abbonamenti mentre stasera la truppa di Caja sarà in vetrina in piazza Monte Grappa per la presentazione ufficiale alla città. Giuseppe Sciascia
  5. L'Openjobmetis tira un sospirane di sollievo per Josh Mayo. Gli esami specialistici svolti nella mattinata di ieri hanno escluso complicazioni serie per il playmaker statunitense dopo l'infortunio traumatico - piede su piede e ginocchio destro girato - nel finale del match di domenica contro Cantù al Memorial Bertolazzi. Smorzate le preoccupazioni che nell'immediato post partita avevano fatto temere un problema serio: il cestista del 1987 ha riportato una distorsione al ginocchio, escludendo però il coinvolgimento di legamenti e menischi. Mayo ha già iniziato un programma specifico di riabilitazione, l'obiettivo è riaverlo in gruppo per l'inizio della prossima settimana e schierarlo per il test finale del precampionato in occasione del vernissage casalingo di venerdì 20 settembre contro la Sam Massagno. La truppa biancorossa tornerà in palestra oggi per preparare l'appuntamento con il Memorial Aldo Di Bella: consueto ritorno a casa per Attilio Caja, per una sera profeta in patria nella sua Pavia per ricordare l'ex dirigente e padre dell'azzurro Fabio, che porterà in tribuna gli oltre 500 ragazzi della sua società giovanile Here You Can. Di fronte all'Openjobmetis ci sarà la Vanoli Cremona che presenterà per la prima volta in panchina Meo Sacchetti, di ritorno in Italia nella tarda serata odierna dopo aver concluso l'avventura con la Nazionale ai Mondiali. Pur senza Mayo, i biancorossi andranno in cerca della prima vittoria negli anticipi della futura serie A dopo lo zero su due di Parma contro Brescia e Cantù. Il play statunitense mancherà sicuramente anche nel secondo atto a Parma in programma nel weekend (semifinale alle 21 di sabato contro la Virtus Roma). Al di là dei risultati del campo, serve però aumentare l'energia ritrovando la verve di Bormio: vero è che la serie A italiana propone un livello fisico inferiore ma un livello atletico superiore rispetto alle avversarie internazionali dei Valtellina Circuit, ma nel weekend del Bertolazzi Varese è parsa troppo spesso sulle gambe. L'auspicio è che le tre partite in programma nei prossimi 5 giorni aiutino l'OJM ad andare in forma giocando... Giuseppe Sciascia
  6. L'Openjobmetis chiude all'ultimo posto il Memorial Bertolazzi. Una fiondata da lunghissima distanza di Corban Collins costa la sconfitta alla squadra di Attilio Caja nella finalina del quadrangolare di Panna. Il maggior brio offensivo rispetto alla semifinale contro Brescia, garantito da un impatto balistico promettente dell'ultimo arrivato Jakovics, non basta a Varese per sbloccarsi negli anticipi della futura serie A. Così la giovane Acqua San Bernardo, senza l'infortunato Clark e in attesa di inserire l'ultimo arrivato Young, prevale in volata contro un'OJM povera di continuità nell'arco di una partita all'insegna dei troppi alti e bassi. Al di là della sconfitta, a preoccupare il clan biancorosso è l'infortunio di Josh Mayo: il play statunitense è uscito nel finale per una botta al ginocchio destro dopo un contatto a centroarea, oggi gli esami specialistici verificheranno l'entità del problema, da verificare prima di tutto la presenza del leader biancorosso nel prossimo test in programma mercoledì sera a Pavia contro la Vanoli Cremona (già orientata verso il cambio del pivot Darrell Williams, sarà la prima in panchina per Meo Sacchetti di rientro dalla Cina). Effimera la partenza a razzo biancorossa col 15-2 iniziale che aveva dato segnali positivi al gruppo di tifosi al seguito de II Basket Siamo Noi. L'energia dalla panchina prodotta da Pecchia e Rodriguez -forze fresche pescate in A2 dal club brianzolo - ha permesso alla squadra di Pancotto di ricucire sul 21-15 del 10', poi nel secondo quarto di nuovo attacco ingessato per l'OJM che al di là di qualche dardo di Tambone e Natali ha faticato a trovare ritmo con continuità. Primo sorpasso canturino nella fase finale del terzo quarto con Wilson ispirato, Mayo e Natali hanno riportato a contatto la truppa di Caja fino al 70 pari del 37', ma l'infortunio del play titolare biancorosso ha tolto una pedina chiave nel rush conclusivo. Varese ha annullato il primo match ball con una tripla di Tambone a pareggiare a quota 74 dopo un 2+1 di Collins; il triplone da 8 metri abbondanti sganciato a 2" dal termine dalla guardia americana pescata in Svezia regala però il successo all'Acqua San Bernardo con la preghiera finale dei prealpini che non ha esito positivo. Nel complesso una OJM poco brillante dal punto di vista fisico, aspetto che ha condizionato anche la fase mentale del gioco: serve ritrovare la brillantezza di Bormio in vista del trittico di test - mercoledì a Pavia, poi sabato e domenica di nuovo a Parma con Roma e Trieste - che porteranno Varese a 10 giorni dalla prima contesa con in palio due punti. Giuseppe Sciascia
  7. L'Openjobmetis Varese tiene testa con onore alla corazzata Efes Istanbul. La truppa di Attilio Caja gioca alla pari per 25' con i campioni di Turchia, e conferma le sensazioni positive sul piano dell'identità corale già metabolizzata dalla nuova Varese. La cinquantina di tifosi saliti fino a Bormio per rivedere Bryant Dunston si gode nuovamente un Jeremy Simmons in gran spolvero (anche 11 rimbalzi oltre al 7/7 da 2 confermando una dimensione intrigante nel tiro dalla media per il nuovo pivot biancorosso). Il centro ex Montegranaro è la nota più positiva delle prime due amichevoli di questa intensa pre-season, nella quale l'OJM ha mostrato di tenere botta anche contro avversarie di taglia fisica nettamente superiore. Sul perimetro manca invece all'appello un giocatore che possa dare supporto con continuità a Mayo, sgravando il nuovo playmaker dalla doppia dimensione creativa e realizzativa: nei piani della società questo giocatore doveva essere Jason Clark: la sua assenza però si fa sentire nel creare alternative al tiro da 3 punti che, come e più dell'anno scorso, è in questa fase iniziale della stagione la cartina di tornasole della qualità dell'attacco bianco-rosso in vista della stagione entrante. Così quando l'Openjobmetis parte a razzo sull'asse Tepic-Vene si registra un rombante 15-5 iniziale, ma alla distanza la manovra di Varese perde progressivamente smalto dal perimetro (alla fine 8/36 da 3) e le troppe palle perse banali costano carissime alla truppa di Caja. Per due volte Varese ha la forza di replicare alle accelerazioni della formazione turca (50-50 con due triple di Tambone dopo il 43-50 del 54' e ancora 60-64 al 35' con due dardi di Vene dopo il meno 11 di inizio quarto periodo). Ma il volume balistico prodotto dagli esterni biancorossi, complice anche la comprensibile stanchezza per la gara di mercoledì contro il Galatasaray, non è sufficiente per coronare gli sforzi difensivi di una OJM mai in imbarazzo nei duelli a rimbalzo contro un parco lunghi da Eurolega (out solo l'infortunato Moerman oltre al nazionale serbo Micic). Nel complesso la nuova Varese ha convinto per spirito e coesione, sicuramente alcuni meccanismi sono da limare ma la disponibilità ad interpretare in fretta il basket di Caja è massima da parte di tutti gli effettivi. Oggi e domani si torna in palestra in vista dell'ultimo test del trittico internazionale di Bormio: domenica contro i russi dell'Enisey Krasnojarsk ci sarà anche Ingus Janovics, l'esterno lettone scelto per sopperire all'infortunio di Jason Clark. Al 26enne atleta ex Ventspils il compito di aggiungere un pizzico di pepe ad una OJM lineare e concreta ma bisognosa di maggior brio sul perimetro per non sovraccaricare di responsabilità il suo leader Josh Mayo. Giuseppe Sciascia
  8. L'Openjobmetis inaugura col sorriso il cammino del precampionato e si getta alle spalle la tegola Clark. La formazione di Attilio Caja piega con autorità il Galatasaray nella tappa inaugurale del trittico internazionale al Valtellina Circuit. Pur senza la guardia titolare e col suo alter ego Tepic ancora arrugginito dopo lo stop dei primi 10 giorni di stagione, Varese impone il suo maggior coefficiente agonistico agli incompleti turchi (oltre ai tre nazionali, out anche gli infortunati Arapovic e Whittington). I biancorossi giocano una partita gagliarda sul piano dell'intensità, pur commettendo errori di concetto e di misura (vedi il 4/25 finale da 3). Ma nell'arco dei 40 minuti il moto perpetuo in difesa (25 perse per il Gala!) paga dividendi elevati e conferma la matrice già acquisita dell'identità tanto cara a Caja. Chiaro come il volume del gioco espresso debba aumentare per evitare passaggi a vuoto come quello nel finale del primo quarto (dal 9-2 del 4' al 9-14 del 10'), ma è altrettanto chiaro che si tratta di un problema da risolvere attraverso l'innesto di mercato in fase di invididuazione per tappate la falla aperta dall'infortunio di Clark. Perché se da un lato è evidente come Josh Mayo abbia già in mano le chiavi del gioco nella gestione dei tempi di esecuzione della manovra, dall'altro è altrettanto evidente la necessità di affiancale al playmaker ex Bonn un altro esterno capace di costruire e finalizzare il gioco. Per questo i primi profili europei di Mesicek e Dulkys (più guardie-ali che guardie-play) sono stati scartati, mentre gli oltre 250 mila dollari chiesti ancora oggi da Rich lo pongono ampiamente fuori dai radar biancorossi. Però la nuova Varese conferma di assomigliare ancora tanto a quella vecchia nel modo di stare in campo con aggressività e concentrazione: la difesa tra recuperi e ripartenze è la chiave per sbloccarsi nel secondo quarto (20-16 al 5') e accelerare con decisione in avvio del terzo quando Vene e Peak salgono di tono (42-26 al 25'). Qualche passaggio a vuoto offensivo nell'ultima frazione respinto da un dardo di Tepic per ricacciare indietro i turchi dopo il massimo sforzo sul meno 7 del 35'. Nel complesso, dunque, un'OJM non ancora frizzante ma grintosa, con spunti particolarmente positivi per Jeremy Simmons: al di là di statistiche clamorose (9/9 da 2 e 11 rimbalzi) il nuovo lungo biancorosso punisce puntualmente i mis-match dentro l'area e mostra doti atletiche importanti con un campionario di schiacciate davvero intriganti. Un pivot così mobile e agile non si vedeva dai tempi di Dunston, paragone ovviamente irriverente ma la sensazione è che l'acquisto sia comunque azzeccato. E comunque oggi al Pentagono (palla a due alle ore 18) ci sarà il confronto diretto contro l'originale, pilastro della corazzata Efes che sarà in versione ben più completa rispetto al Galatasaray. Ventiquattro ore dopo le fatiche di ieri, Varese avrà le risorse fisiche per tener testa anche ai campioni di Turchia? In attesa di riscontri positivi dal mercato, l'OJM è attesa da un test davvero improbo... Giuseppe Sciascia
  9. Matteo Tambone si presta volentieri al ruolo di Cicerone dei sette nuovi compagni per aiutarli a metabolizzare in fretta il sistema Caja. Il play romano, alla sua terza stagione in maglia OJM, spiega i compiti supplementari del gruppo dei 3 confermati italiani in questa fase iniziale della stagione: «Avendo cambiato tutti gli stranieri dobbiamo lavorare più dell'anno scorso, riprendendo il copione dei due anni precedenti a Varese: tanta collaborazione difensiva ed offensiva, giocare di squadra e dare il massimo ogni giorno. A noi confermati spetta dare l'esempio giusto nel modo di stare in palestra e in campo, ma i nuovi arrivati sono sulla stessa lunghezza d'onda e nessuno si sta tirando indietro». Di sicuro la prima sgambata a Gressoney ha mostrato un'OJM già coesa... «La prima uscita di sabato non è stata troppo impegnativa per la differenza di categoria nei confronti della Robur et Fides, però il test è stato quello giusto tenendo sempre alto il livello di intensità a dispetto della differenza di valori e del punteggio. Le sensazioni sono positive, certo non c'è più Cain che teneva uniti gli americani ed era come un secondo capitano in campo, quindi dovremo essere ancora più bravi a fare gruppo». Insomma nuovi orchestrali ma lo spartito sarà lo stesso? «La nostra identità sarà la stessa anche con giocatori diversi. Non si può certo affermare che Varese sia una squadra costruita per vincere il campionato: corazzate come Milano e Venezia in partenza non sono al nostro livello. Ma come dice sempre il coach, dando il massimo si può cercare di sorprendere qualsiasi avversaria, anche chi al momento pare fuori portata». Quale sarà la ricetta per provare a stupire? «Due anni fa eravamo partiti male e poi a suon di imprese siamo arrivati ai playoff, mentre lo scorso anno siamo stati stabilmente tra le prime otto e solo nel finale siamo usciti dalla zona playoff. Con l'impegno e la coralità si può andare oltre le aspettative: i nomi altisonanti non bastano da soli a fare la differenza, con la coralità e il sistema Varese può ancora fare bene». Come vivrà le sfide nel suo ruolo con gli acquisti bomba di Milano e Virtus Bologna Rodriguez e Teodosic? «Sarà un grande stimolo confrontarmi contro giocatori di quel livello, quando non ero ancora professionista 5-6 anni fa li ammiravo in TV. Ora giocarci contro è un sogno che si avvera: lo scorso anno ho marcato James, ora ce ne sono due ancora più forti...». Ci racconta le sue sensazioni sui nuovi stranieri? «Parto da Peak, è molto giovane ma ha un grande atletismo, se si mette lì con la testa potrà dare grandi soddisfazioni. Mayo ha grandissima esperienza ad alti livelli e conosce la pallacanestro, mentre Simmons è molto più verticale di Cain, forse fa più fatica nei movimenti difensivi ma è solo questione di abitudini, è più simile a Pelle che a Tyler. Vene lo conosciamo già: fa sempre la scelta giusta ed è un buonissimo giocatore; Tepic ha giocato nei top club europei ed ha una conoscenza del basket infinita. Clark? Dobbiamo ancora scoprirlo perché l'abbiamo visto poco, sicuramente non avremo una scheggia impazzita come Avramovic che lo scorso anno ci risolveva le partite ma sono convinto che anche Jason saprà rendersi utile alla causa». Giuseppe Sciascia
  10. Pallacanestro Varese e Valle d'Aosta gettano le basi per un rapporto duraturo. Presentata ufficialmente la partnership tra il club biancorosso e la re- gione autonoma che va al di là del periodo di ritiro in corso a Gressoney: l'accordo prevede un investimento annuale di 30mila euro già deliberato dal governo regionale: «L'accordo non lega soltanto questa parte estiva, ma anche interventi mirati sulla promozione della Valle d'Aosta a Masnago durante l'anno - conferma l'assessore regionale allo Sport e Turismo Laurent Vierin -. Per noi Varese ha un richiamo importante anche sul piano turistico. Speriamo di aver dato il meglio non solo sul piano sportivo ma anche dei rapporti umani, e confidiamo che il rapporto possa essere duraturo». Di sicuro il periodo che la squadra di Attilio Caja sta trascorrendo nella località montana, nato grazie ad un contatto fra il responsabile sponsorship Marco Zamberletti e l'assessore Arianna Follis (ex fondista bronzo olimpico a Torino 2006), sta soddisfacendo pienamente l'area tecnica biancorossa: «Per noi è difficile reperire strutture ad hoc, qui abbiamo trovato una ricettività e una disponibilità ottimali. Speriamo che la partnership possa essere duratura e auspichiamo che in futuro possano nascere ulteriori collaborazioni tra camp per i giovani e magari un quadrangolare a settembre». Applausi anche da parte di Attilio Caja, che mette Gressoney al top delle località frequentate per i ritiri: «Giro ormai da 25 anni e qui siamo sul podio: avere una struttura senza vincoli orari più sala pesi e piscina è impagabile per chi lavora in precampionato, siamo stati messi nelle migliori condizioni per fare il nostro lavoro». Il coach varesino torna poi sulle prospettive stagionali dell'OJM, esponendo con l'abituale franchezza il proprio pensiero: «Vogliamo fare il meglio possibile, ma non dipende solo da noi: ci aspetta il campionato più difficile degli ultimi anni e sarà molto duro ed impegnativo puntare ai playoff. È un obiettivo per il quale servono soldi: ci sono realtà che spendono molto di più e sedendosi al tavolo da poker con chi non ha vincoli per rilanciare è difficile arrivare a certi obiettivi». L'obiettivo dunque è quello di far rendere al meglio i giocatori a disposizione: «Sono qui per aiutarli a migliorare, è gratificante vedere elementi che incrementano il proprio status e vanno altrove a guadagnare di più. Certo se avessimo potuto tenere Avramovic, Scrubb e Cain sarei stato intellettualmente disonesto a non puntare ai playoff, però non è stato possibile. Se ci si aspetta che porti Varese ai playoff come obiettivo minimo è meglio cercare un altro allenatore perché non moltiplico pani e pesci...». La chiosa finale è per il consigliere Riccardo Polinelli: «Sono certo che anche quest'anno faremo il meglio possibile, però ricordo che questa società gloriosa ha rischiato più volte di sparire. E la nostra preoccupazione è quella di scongiurare questo rischio, chiedendo aiuto a territorio ed istituzioni». Giuseppe Sciascia
  11. Violare nuovamente le leggi della matematica attraverso le formule della chimica tecnica ed umana. L'OJM versione 2019/20 è rinnovatissima negli uomini, ma non nella filosofia e nei metodi di lavoro: Attilio Caja l'ha plasmata ad immagine e somiglianza del suo basket fatto di sostanza e coralità. E siccome la gente di Varese ha imparato ad apprezzare il pragmatismo del coach pavese visti i risultati del campo degli ultimi due anni, il credito nei confronti della nuova squadra è elevatissimo - vedi il bagno di folla ed entusiasmo di ieri -anche senza più un frontman in grado di incendiare l'Enerxenia Arena come Aleksa Avramovic. Nelle idee dell'area tecnica, la nuova OJM sarà meno adrenalinica e più costante: il fil rouge dell'esperienza e della conoscenza del gioco uniscono tutti i nuovi acquisti, ed in paricolare Mayo e Vene sono elementi capaci di migliorare il livello di rendimento dei compagni al di là del loro impatto da singoli. Ma perchè 2 più 2 arrivino a totalizzare 5 e Varese possa sognare di strappare un posto ai playoff ad una delle 10 o più società che hanno speso più dei biancorossi, quali saranno le chiavi di volta? Sfruttare al meglio le tanti mani calde dall'arco (Mayo su tutti, ma anche Vene e Clark hanno tirato oltre il 40% da 3 nella stagione passata), confidare che Simmons non faccia rimpiangere il ministro della difesa Tyler Cain e Gandini garantisca 10 minuti di impatto difensivo, auspicare che Peak segua i suoi predecessori Okoye e Scrubb nel rendere più dell'annata precedente nel ruolo chiave di ala piccola e attraverso l'esterno ex Pistoia far quadrare i conti nella lotta sotto i tabelloni, dove sulla carta l'OJM non ha uno specialista della pulizia dei cristalli in nessun ruolo. Ovvio che al contrario, se la coppia di lunghi pescati in A2 faticherà ad adeguarsi alla nuova categoria, si soffrirà nella battaglia delle aree colorate contro avversarie più stazzate e l'assenza di un terminale offensivo designato pesasse più della capacità del collettivo di estrarre un protagonista diverso a rotazione, allora l'OJM dovrà guardarsi alle spalle anziché in alto, pur con la garanzia dell'esperienza dei suoi veterani per evitare di farsi coinvolgere nella bagarre di una zona retrocessione raddoppiata col passaggio a due passi indietro in A2. Ma la stagione alle porte sarà decisiva per la partita ai vertici della società che Alberto Castelli sta giocando ormai da due anni e mezzo: il presidente di Varese nel Cuore dovrà affinare ulteriormente le sue doti da tessitore per condurre in porto le operazioni di entrata nel capitale azionario di Orgoglio Varese e Gianfranco Ponti. Alla viglia dell'entrata in vigore delle nuove regole sul fair play finanziario di Lega Basket, si tratta di una partita chiave per delineare gli scenari futuri: solo una Varese più forte grazie ad una proprietà condivisa tra consorzio e forze nuove potrà alzare l'asticella guardando a playoff e coppe europee come obiettivi minimi anziché sogni da coronare facendo meglio di quel che si spende. Altrimenti ci sarà da tirare ancora (parecchio) la cinghia, spostando l'asticella verso l'obiettivo di conservare il posto in serie A... Giuseppe Sciascia
  12. La carica dei 600 dà la spinta alla nuova Openjobmetis nel primo atto della nuova stagione. Bagno di folla iniziale per salutare la rinnovata formazione di Attilio Caja nel primo allenamento dell'annata 2019/20. Oltre seicento i tifosi accorsi all'Enerxenia Arena per vedere dal vivo i 7 volti nuovi della squadra biancorossa: un'accoglienza che ha subito trasmesso ai numerosi acquisti estivi il ruolo primario rivestito dalla Pallacanestro Varese nel panorama sportivo della provincia. Un entusiasmo genuino anche senza più un punto di riferimento di valore assoluto come Aleksa Avramovic che ha indotto coach Caja - di gran lunga il più applaudito dai supporters - a ringraziare i supporters per la calda accoglienza. «Il pubblico di Varese non tradisce mai: ringrazio tutti voi per la presenza, anche quest'anno avremo bisogno del vostro aiuto sotto forma di incitamento e partecipazione». Sin dal primo giorno l'OJM ha sudato agli ordini di Artiglio e del preparatore Silvio Barnaba: mezz'ora nel segreto dello spogliatoio per il discorso alla squadra da parte del coach e del g.m. Andrea Conti, poi tutti sul campo (salvo Mayo e Tepic che esauriranno in mattinata la pratica delle visite mediche) per la base iniziale di lavoro atletico e qualche esercizio di fondamentali con il pallone. Poi spazio ai tifosi per l'assalto ai giocatori a suon di selfie ed autografi: calore per i pochissimi confermati - in particolare per capitan Ferrero, che ha iniziato il quinto anno a Varese col contratto in tasca fino al 2022 - e tanta curiosità per i nuovi arrivati, anche se il più gettonato dei fans è stato il cavallo di ritorno Siim Sander Vene. Il mantra di Caja rimane sempre improntato sul lavoro: «Altre squadre hanno ingaggiato giocatori di nome, noi invece abbiamo puntato su elementi di sostanza: il lavoro quotidiano sarà la base per provare a fare meglio degli altri». Ma il supporto dei tifosi serve anche ad attutire il peso della fatica per seguire i dettami tecnico-tattici di Artiglio; tra i tanti tifosi presenti all'Enerxenia Arena, tra quali qualche Vip come il sindaco Davide Galimberti e Max Laudadio presente il main sponsor Rosario Rasizza, il cui rapporto con la Pallacanestro Varese vanta maggior longevità rispetto a quello di tutti componenti del roster e dello staff tecnico: «Davvero tantissima gente, un affetto e un seguito del genere rappresentano una bella cosa per la città» ha affermato l'a.d di Openjobmetis, ringraziato pubblicamente da un Attilio Caja in versione pubblicità progresso per richiamare ulteriori partner: «Grazie a chi anche quest'anno ci mette nelle migliori condizioni per operare, dunque il consorzio ed anche il cavalier Rasizza che insieme al presidente Vittorelli ci ha nuovamente dato fiducia. E spero che altri possano seguire il loro esempio, aumentando il numero di contributori che sostengano con i fatti la nostra squadra». Già, perchè i tifosi accorrono anche per un allenamento senza basket solo per vedere dal vivo i loro nuovi beniamini, ma alla voce sponsor servono novità per riempire qualche spazio rimasto vuoto sulle maglie. Per la prima uscita della nuova OJM serviranno ancora 20 giorni, e per la prima palla a due con due punti in palio ci vorranno 7 settimane. Ma gli oltre 600 tifosi presenti ieri a Masnago confermano che Varese possiede una insaziabile fame di basket a prescindere da chi veste la sua maglia. A patto ovviamente che dia il massimo per onorarla al meglio, ma sotto questo aspetto il credo di Attilio Caja è la miglior garanzia perchè chi arrivi all'Enerxenia Arena ne condivida l'etica del lavoro... Giuseppe Sciascia
  13. La nuova Pallacanestro Varese prepara l'inizio della stagione giocando d'anticipo sul primo allenamento dell'annata 2019/20. Attesi in città già oggi cinque dei sei nuovi stranieri bianco-rossi, in anticipo rispetto al raduno fissato ufficialmente per il pomeriggio di giovedì. Il club di piazza Monte Grappa ha organizzato i viaggi dei giocatori provenienti da fuori Italia per cercare di guadagnare tempo sulle formalità burocratiche relative a visite mediche e logistica. Gli uffici della società si sono mossi in anticipo sulla questione visti, anche grazie ai tempi anticipati del mercato se si eccettua Jason Clark (che comunque giungerà in città nei tempi previsti). Una sorta di prologo della nuova stagione alle porte che nasce dalla volontà di sfruttare al massimo il tempo della preparazione per creare il più rapidamente possibile l'identità tecnica e caratteriale della nuova Varese. Come già accaduto negli anni scorsi dunque l'anticipo dell'arrivo in città dei giocatori - e in particolare degli stranieri - sarà utile per dare la possibilità ad Attilio Caja ed al preparatore Silvio Barnaba di avere la massima concentrazione dagli atleti biancorossi a partire dal primo allenamento di dopodomani. Il calendario degli arrivi sarà inaugurato in mattinata da L.J. Peak e Jeremy Simmons con il volo transoceanico dalla costa Est degli Stati Uniti; in serata giungeranno Milenko Tepic da Belgrado e Siim Sander Vene da Tallinn, mentre l'ultimo a sbarcare a mezzanotte sarà Clark, l'ultimo acquisto che nella stagione passata militava in Germania ai Fraport Skyliners. In tal modo domani i nuovi arrivati in maglia biancorossa potranno effettuare tutte le tappe preliminari - dai test medici alla consegna di auto e alloggi - e smaltire il fuso orario per arrivare pronti all'appuntamento con il primo allenamento del pomeriggio di giovedì, Ma di fatto già domani faranno conoscenza con la città -non nuova per il solo Vene, già in maglia OJM nella seconda metà del 2017/18 - mentre l'unico straniero a sbarcare a Varese il giorno del raduno sarà Josh Mayo, atteso alla Malpensa nella mattinata del giorno del primo appuntamento con il pallone. Arrivo anticipato anche per gli italiani, dai confermati Ferrero, Tambone e Natali all'unica novità Gandini, più i giovani Seck, Naldini e Raskovic e Christian Cattaneo, la guardia di Marnate aggiunta in extremis per completare il parco italiani. L'unico assente giustificato, a meno di colpi di scena dell'ultimissima ora ad Udine, sarà Nicolò Virginio, che oggi dovrebbe ricevere dallo staff tecnico dell'Italia Under 16 la conferma dell'inserimento nell'elenco dei 12 convocati per gli Europei della sua categoria in programma dal 9 al 17 agosto in Friuli (l'ala del 2003 si aggregherà eventualmente più avanti in occasione del ritiro di Gressoney). Giuseppe Sciascia
  14. Andrea Conti tira le somme del mercato estivo chiuso con la firma di Jason Clark(c’è quella del giocatore, manca quella del presidente Vittorelli ma è un dettaglio). Il g.m. dell’Openjobmetis sottolinea allestito un roster con un senso logico. I giocatori debbono essere funzionali alle richieste tecniche dell’allenatore; tutte le scelte sono state fatte all’interno di un budget sostenibile. Eccetto Peak abbiamo giocatori esperti, che possono sposare facilmente la filosofia del coach, e soprattutto duttili con la possibilità per molti di loro di giostrare in due ruoli». Mayo e Vene i colpi del mercato 2019 dopo che nel 2018 avevano detto no? «Si sono fatti corteggiare molto, ma il fatto che Vene sia tornato significa che è stato bene a Varese e con Attilio, e dopo le tre squadre cambiate lo scorso anno ha voluto fare una scelta di stabilità. Gli sforzi economici più importanti sono stati fatti perMayo e per Siim». Clark ultimo tassello sul perimetro, nome proposto da lei e approvato dal coach: come si è arrivati alla scelta? «Le opzioni nel ruolo sono state numerose, qualcuno lo abbiamo scartato noi, qualcun altro ha preferito le coppe o aspettare alternative. La scelta su Clark è stata quella di dare un supporto a Mayo: nelle ultime stagioni Josh è sempre stato abituato ad avere a fianco una spalla, per questo gli abbiamo affiancato un giocatore che ha punti nelle mani e buona predisposizione difensiva con leve molto lunghe. Comunque è stato mvp in Belgio e nelle ultime tre stagioni ha disputato le coppe». Sarà una OJM più pericolosa sul perimetro? «Tutti e tre possono costruire con la palla in mano, ed unisco anche Tepic tra coloro che possono giocare un pick&roll. Pur senza una prima punta avremo una maggior propensione offensiva rispetto allo scorso anno; Mayo, Clark e Peak sono tutti pericolosi, logico che Vene e Simmons dovranno fare il loro, ma rispetto alla stagione passata dovremmo avere qualche punto in più nelle mani sul perimetro». C’è il rischio di soffrire a rimbalzo? «Sulla carta siamo piccoli, ma andare a rimbalzo è un aspetto che va allenato e dunque il nostro sistema difensivo saprà farsi valere in questo ambito. Gli allenamenti ci diranno qualcosa, ma sono convinto che avremo una copertura sufficiente: tra Simmons che è più atletico di Cain, Peak che va istruito ad usare le sue lunghe leve e Vene che può darci una mano non credo che avremo carenze sotto i tabelloni». La scommessa Simmons saprà nascondere la perdita di Cain? «Avrà meno sapienza tattica rispetto a Tyler, ma certamente è un protettore del ferro migliore grazie alle sue doti atletiche. Possiamo avere un giocatore che sporca i tiri o è più intimidatore, inoltre ha quel tiretto da 3-4 metri che lo rende funzionale ai nostri 3 esterni creativi dal palleggio». Giuseppe Sciascia
  15. Assalto a vuoto per l'Openjobmetis sulla pista James Blackmon. A sostanziale parità di offerta economica, l'esterno ex Pesaro sceglierà Trento grazie alla vetrina dell'Eurocup messa a disposizione dalla Dolomiti Energia. Una sorta di (parziale) replay dell'affaire Tyler Cain, che ha preferito Brescia a Varese per la vetrina internazionale garantita dalla Germani (wild card per l'Eurocup). D'altra parte il secondo marcatore della serie A era stato chiaro sin dall'inizio, cercando una collocazione con la possibilità di giocare in Europa, passerella vitale ai fini di mettersi in mostra. Dunque, nel momento in cui l'Aquila si è mossa, l'OJM ha dovuto arrendersi. Nel frattempo anche la pista Rayvonte Rice è definitivamente tramontata: l'esterno ex Ferrara ha firmato con i Phoenix Suns un contratto Exhi-bitW che permetterà alla franchigia dell'Arizona di parcheggiarlo nella squadra satellite di G-League con un salario non troppo inferiore alla proposta dell'Openjobmetis. Tutto da rifare in piazza Monte Grappa nella caccia alla guardia titolare? In realtà l'area tecnica biancorossa lavora su altri profili, principalmente non visti in Italia, visto che né Tekele Cotton né Demonte Harper sembrano corrispondere all'identikit del realizzatore necessario per la quadratura del cerchio. L'operazione Tepic per completare la panchina ha lasciato un gruzzoletto neppure trascurabile nelle mani della troika formata da Bulgheroni, Conti e Caja: la guardia che manca all'appello dovrebbe avere il terzo salario del roster. Però occorre trovare il profilo adatto, scandagliando a tutto campo un mercato che propone ancora tanti elementi in cerca di collocazione. Ovvio che a questo punto il concetto di usato sicuro rischia di essere superato dagli eventi, ma d'altra parte - prima con Allerik Freeman e poi con Darius Thompson - gli operatori di mercato di Varese hanno già dimostrato apertura verso le scommesse provenienti dall'estero. Del resto i veterani Mayo, Vene e Tepic danno garanzie più che sufficienti all'allenatore Attilio Caja. A meno di colpi di scena Jason Rich resterà un sogno - ad oggi l'OJM ha a disposizione metà della somma che chiede l'ex avellinese - e il sostituto di Avramovic sarà... un altro Avramovic, ossia un giovane emergente al quale il club biancorosso darà la possibilità di mettersi in luce con un ruolo da prima punta nel contesto di un gruppo molto equilibrato. La ricerca è in pieno svolgimento, l'obiettivo è quello di stringere l'elenco dei profili per chiudere il mercato entro fine mese. L'importante è non farsi prendere dalla frenesia. Quel che è certo è che Attilio Caja vuole avere la squadra al completo in palestra l'8 agosto per il raduno già fissato da tempo. Giuseppe Sciascia
  16. Nel gioco delle coppie dell'Openjobmetis cambiano i profili degli elementi al centro dell'attenzione dell'area tecnica biancorossa. Escono di scena sia Phil Goss che Darius Thompson nella lista degli obiettivi primari di Varese: il veterano visto in maglia Cimberio nel 2010/11 e nella fase finale del 2011/12 ha deciso di ritirarsi per intraprendere la carriera da allenatore (sarà assistente nella squadra di G-League dei Washington Wizards, nel cui staff tecnico sta disputando la Summer League di Las Vegas), mentre il capocannoniere della FIBA Europe Cup con Leiden, dopo una settimana di traccheggiamenti in attesa della decisione dei Toronto Raptors (giovedì notte partito in quintetto, chance per una chiamata al camp?), è stato scartato dalla troika biancorossa dopo un supplemento di scouting su partite dell'ultima stagione che avrebbero fatto emergere dubbi su una tenuta difensiva considerata non del tutto affidabile. Oggi, dunque, in cima alla lista dei desideri è balzato Rayvonte Rice: la potente guardiona (193 centimetri per 100 chili) che ha totalizzato 27,6 punti e 6,3 rimbalzi di media nelle ultime 6 gare della stagione passata a Jesi - senza però evitare la retrocessione in B dell' Aurora - darà risposta a Varese all'inizio della prossima settimana quando terminerà la Summer League di Las Vegas che sta disputando con la maglia dei Phoenix Suns. Il giocatore del 1992, che Attilio Caja aveva seguito già 12 mesi fa dopo il 2017/18 a Ravenna, ha doti fisiche importanti e capacità di attaccare il ferro oltre a garantire un volume solido a rimbalzo; nell'economia del quintetto biancorosso potrebbe giostrare anche da ala piccola sfruttando la duttilità di LJ. Peak, che con le sue capacità nel trattamento di palla potrebbe slittare nello spot di guardia. L'alternativa resta sempre Allerik Freeman, che però - al di là del problema legato ai costi - pone come pregiudiziale il desiderio di giocare principalmente da playmaker: un ruolo che nello scacchiere tattico dell'OJM è saldamente nelle mani di Josh Mayo. Lasciata cadere l'opzione del passaggio al 5+5 - con Marco Giuri cambio degli esterni - visto che il sogno proibito Jason Rich è destinato a rimanere tale con richieste superiori a 250mila dollari totalmente fuori portata per le casse di Varese, oggi Rice è l'opzione più calda tra quelle al vaglio per lo spot da titolare. E senza più Goss come sesto uomo, le alternative per completare il parco stranieri sono due. Il veterano multiruolo Milenko Tepic, 32enne ex nazionale serbo già visto a Capo d'Orlando e Brindisi che giostra principalmente da ala piccola ma sa giocare anche con la palla in mano. E la 26enne guardia Tre Demps, che l'anno scorso a Cremona ha prodotto 10,4 punti in 19,5 minuti chiudendo la stagione in Grecia al Kolossos Rodi. Un esterno con buone qualità offensive (21 punti contro l'OJM nella gara d'andata) che nel gioco delle coppie con Rice sarebbe probabilmente meno duttile di Tepic, ma più funzionale a far quadrare il cerchio del roster biancorosso. Giuseppe Sciascia
  17. Varese sfoglia la margherita su tutte e tre le piste aperte per completare il parco esterni straniero. A Darius Thompson e Phil Goss si aggiunge anche Rayvonte Rice, 27enne guardia-ala veterano dell'A2 - Verona, Ravenna e Jesi le tappe italiane in carriera dell' esterno di 195 centimetri per 98 chili - che l'OJM aveva già considerato con attenzione lo scorso anno nel ruolo di cambio degli esterni. Ma andiamo con ordine: la vicenda Thompson è ancora nel pensatoio, la scorsa notte il g.m. Andrea Conti ha avuto una conversazione telefonica con l'atleta del 1995 impegnato a Las Vegas con i Toronto Raptors (4 punti con 2/5 dal campo in 20' nella terza partita della Summer League di martedì notte). Occasione utile per illustrare al giocatore il progetto tecnico di Varese e l'utilizzo che Attilio Caja vorrebbe farne sul parquet, affidandogli il ruolo di incursore e terminale offensivo di una squadra che ha bisogno di un realizzatore creativo e in grado di incidere in penetrazione. La situazione è monitorata costantemente dal club di piazza Monte Grappa, ma l'auspicata risposta non sta arrivando, anche se l'agenzia che lo rappresenta parla di tempi brevissimi per la decisione di Thompson. Sul quale però ci sarebbe movimento da altre nazioni (Germania su tutte) e dunque non è detto che la proposta dell'OJM possa andare a buon fine, anche se il sogno NBA del'ex capocannoniere della FIBA Europe Cup non dovesse avere esito positivo. Invece, per Goss bisognerà attendere la fine della Summer League di Las Vegas per capire se i Washington Wizards - nel cui staff tecnico ha lavorato per preparare l'appuntamento estivo - gli offriranno un ruolo da allenatore eventualmente anche nella squadra satellite di G-League. L'altro ostacolo da smussare sarebbe legato agli impegni personali del cestista del 1983 che gli impedirebbero di rispondere alla chiamata di Varese per il raduno dell'8 agosto, aspetto sul quale Attilio Caja non transige. E allora la pista Rice potrebbe prendere quota, visto che l'esterno del 1982 ha taglia fisica e qualità realizzative: nel 2017/18 a Ravenna aveva totalizzato 18,8 punti e 4,3 rimbalzi, nell'ultima stagione ha vissuto un percorso travagliato - prima in Iran, poi in Messico - prima di arrivare a Jesi, dove ha fatturato 27,6 punti e 6,7 rimbalzi nelle ultime 6 gare senza però evitare la retrocessione in B con l'Aurora. L'esterno del 1992, alternativo a Goss ma per certi versi considerabile anche alternativo allo stesso Thompson, aumenterebbe la fisicità della squadra a rimbalzo pur con caratteristiche relativamente simili a quelle di L.J. Peak. L'OJM ha formulato una proposta ufficiale, più bassa di quelle di altri club di A2 - Ferrara su tutte - ma comunque gradita all'atleta che vorrebbe provare a cimentarsi con la serie A. Intanto, però, Rice sta mostrando buoni spunti alla Summer League di Las Vegas con Phoenix (19 punti nella gara d'esordio) e potrebbe strappare una chiamata con i Suns al termine della kermesse del Nevada. Insomma per l'OJM c'è tanta carne al fuoco - non dimenticando l'opzione Allerik Freeman, che dopo il 18 luglio potrebbe essere esplorata di nuovo in mancanza di firme - ma nessuna trattativa in chiusura. Giuseppe Sciascia
  18. Varese mette gli occhi su Darius Thompson in attesa di riscontri dalla Summer League di Las Vegas. Il 24enne esterno statunitense, capocannoniere della FIBA Europe Cup 2018/19 a 22,1 punti di media, è un giocatore considerato con grande interesse dal club di piazza Monte Grappa. La guardia del 1995 ha giocato la sua stagione d’esordio in Europa nelle file degli olandesi dello ZZ Leiden, chiudendo la stagione come capocannoniere e MVP della lega dei Paesi Bassi. Potrebbe essere Thompson il sostituto di Aleksa Avramovic nello scacchiere tattico biancorosso: un esterno potente ed aggressivo, che ama attaccare il canestro con energia, ossia proprio l’attaccante utile a completare il puzzle di una Varese ricca di giocatori di squadra o dalla grande intelligenza cestistica come Mayo e Vene. Il giocatore laureato a Western Kentucky University gode del gradimento dell’area tecnica biancorossa, ma ci sono due condizioni da realizzare per concretizzare l’interesse di Varese. La prima è l’effettiva disponibilità dell’atleta, impegnato da questa notte alla Summer League di Las Vegas con la maglia dei Toronto Raptors. La società di piazza Monte Grappa ha formulato una proposta ufficiale, ma al momento Thompson è concentrato sulle prospettive NBA: se nelle prime gare della franchigia canadese appena laureatasi campione del Mondo il giocatore del 1995 non dovesse trovare spazio, allora la soluzione OJM avrebbe buone chances di diventare percorribile. Se invece l’esterno statunitense dovesse convincere Toronto nel corso della kérmesse del Nevada e strappare anche solo l’invito al camp prestagionale, allora Varese dovrà guardare altrove. L’altra condizione è quella di cercare un giocatore con trattamento di palla che parta dalla panchina: Thompson è un attaccante creativo che sa costruirsi il tiro dal palleggio, ma a differenza di Avramovic non è molto efficace nel pick&roll. Ed allora l’opzione di un veterano che possa dare una mano in regia e alla costruzione del gioco – in tal caso il 36enne Phil Goss, ancora competitivo lo scorso anno a Salonicco, sarebbe l’ipotesi più gradita per un ruolo da una ventina di minuti – sarebbe l’incastro ad hoc nel famoso gioco delle coppie dei due stranieri ancora da inserire nel puzzle. Intanto però l’ipotesi Allerik Freeman non pare del tutto tramontata, visto che a farsi risentire sono stati giocatore ed agente (chiedendo però tempo oltre la metà di luglio). Oggi come oggi l’idea Thompson, se affiancato da un espertone dietro le spalle, sembra però quella maggiormente gettonata alla luce del potenziale di crescita del 24enne bomber statunitense. Ma solo a metà della prossima settimana si capirà se la pista è percorribile o se la NBA lo strapperà a Varese. Giuseppe Sciascia
  19. Attilio Caja promuove a pieni voti l’accoppiata Mayo-Vene come doppio obiettivo primario raggiunto nel mercato dell’Openjobmetis. Il tecnico pavese racconta così il suo stato d’animo dopo l’ufficialità della firma dell’ala estone: «Sono molto contento di come siamo state condotte queste operazioni - racconta il coach di Varese -: Toto Bulgheroni per il suo input finale ed Andrea Conti per come le ha portate avanti meritano grandi complimenti. Vene volevamo confermarlo anche l’anno scorso, poi abbiamo fatto esperienze diverse ma ci siamo ritrovati con estremo piacere. L’ossatura della squadra è già ben consolidata: un mese fa ci mancavano 7 giocatori da inserire, ora ce ne mancano solo 3...». Il nuovo play e l’ala forte di ritorno all’OJM saranno i pezzi forti della nuova squadra? «Si tratta di due giocatori con le caratteristiche perfette per interpretare un certo tipo di pallacanestro. Con Vene ci conosciamo già, mentre Mayo è l’elemento adatto per essere il leader del gruppo. Entrambi hanno capacità individuali importanti che garantiranno anche qualità offensiva, inoltre il loro quoziente intellettivo cestistico è in grado di mettere i compagni nelle condizioni ottimali per rendere al meglio e dare un equilibrio alla squadra». Il ritorno di Vene sconfessa la vox populi che considera Caja come allenatore bravo ma duro in palestra col rischio fuga dei giocatori? «Non bado a queste cose, mi importa la crescita dei giocatori e il loro massimo impegno: Siim è tornato perché sa cosa troverà in termini di mentalità ed etica del lavoro, adesso speriamo di trovare altri Okoye ed Avramovic, ossia ragazzi che qui hanno dato il massimo e poi hanno strappato bei contratti a livello più alto. Con Mayo e Vene abbiamo l’ossatura di giocatori di talento ed esperienza per assistere la crescita di altri elementi». Il prossimo arrivo sarà il cambio del pivot italiano per completare il reparto lunghi? «L’idea è di non investire eccessive risorse in un ruolo importante ma comunque limitato nel minutaggio. Inutile sovradimensionare l’impegno in uno spot da cambio: la scelta di Iannuzzi è stato un mio errore, del quale mi assumo ogni responsabilità. Ma dagli errori bisogna imparare, dunque sceglieremo un elemento dal valore rapportato al minutaggio che dovrà avere ed in linea agli altri elementi della panchina sia sul piano dell’utilizzo che economico». Quali caratteristiche dovranno avere gli ultimi due stranieri sul perimetro? «Su guardia titolare e sesto uomo dietro guardia e play abbiamo idee chiare, in linea di principio vorremmo un elemento emergente e uno più rodato dietro Peak che è un semiesordiente. In ogni caso vogliamo gente entusiasta e motivata: per quelli che ci hanno pensato troppo il tempo è scaduto... All’interno del nostro budget ci siamo mossi molto bene; il mio compito sarà valorizzare quelli che ci sono e di dare chiarezza ai ruoli. Siamo già a buon punto, ora cercheremo di piazzare un altro colpetto per arrivare a quota 8 in un campionato che se davvero va verso le 16 squadre con 2 retrocessioni sarà ancora più impegnativo». Giuseppe Sciascia
  20. Varese batte Fuenlabrada e riporta a casa Siim Sander Vene. Stavolta il duello di mercato con il club spagnolo che due anni fa aveva strappato Chris Evenga all'Openjobmetis si conclude con un esito favorevole alla società di piazza Monte Grappa. Per l'ufficialità serviranno ancora 48 ore, perché solo oggi il Gran Canaria - il sodalizio iberico nel quale si era accasato a dicembre disputando anche l'Eurolega - eserciterà Vescape dal contratto 1+1 con l'ala estone. Ma stavolta Varese ha giocato le carte giuste per convincere il giocatore del 1990, attraverso un lungo corteggiamento durato un mese ed una proposta economica tale da far digerire a Vene anche il sofferto no alle coppe. Come nel caso di Mayo, si tratta di un altro colpo di mercato a scoppio ritardato rispetto a 12 mesi fa: la conferma del cestista che galanti la svolta dall'ultimo posto di fine andata al sesto conclusivo era il primo obiettivo del mercato 2018. Ma la proposta economica dell'OJM non convinse l'ala estone, che però trovò squadra soltanto a settembre in Spagna vivendo una stagione da precario - 6 gare al Manre-sa, una a Fuenlabrada e 18 al Gran Canaria - senza grandi acuti (nel complesso 5,7 punti e 1,5 rimbalzi in 14,5 minuti nelle 44 gare disputate tra Liga ABC edEurolega). Varese si è mossa in largo anticipo già all'inizio di giugno, con un lavoro ai fianchi che aveva già avuto praticamente esito positivo quando era apparsa la notizia dell'ammissione in Champions League del club prealpino. Il passo indietro in Europa dell'OJM non ha comunque interrotto i rapporti: l'offerta sottoposta dal g.m. biancorosso Andrea Conti - con ritocco al rialzo rispetto a quello che Vene aveva chiesto 12 mesi fa - era sul piatto da quasi due settimane. Nella giornata di ieri il via libera dell'estone, con Varese preferita al ritorno in Spagna a Fuenlabrada: sbrigate le formalità legate alla conclusione odierna del rapporto con Gran Canaria, Vene siglerà un accordo annuale con l'OJM, consentendo ad Attilio Caja di centrare un altro obiettivo primario della sua lista dopo la firma di Josh Mayo. Il valore aggiunto del 29enne estone è la conoscenza già approfondita del sistema Artiglio e l'elevato quoziente intellettivo cestistico che ne faranno un perfetto raccordo di un roster che avrà il suo asse portante incentrato su di lui e sul nuovo playmaker. Vene sarà l'ala forte titolare della nuova Varese e, se il cambio dei lunghi italiano sarà scelto al risparmio per aumentare le risorse da allocare per guardia titolare e cambio degli esterni, potrà giocare anche qualche minuto da pivot come già accaduto nei playoff 2017/2018, quando Mario Delas non convinceva il coach pavese. Ora con 7 giocatori su 10 in organico si lavora sul lungo italiano di riserva, poi senza fretta sugli ultimi 2 stranieri tra guardia titolare e primo cambio degli esterni. Giuseppe Sciascia
  21. Josh Mayo sarà con ogni probabilità il play titolare dell'Openjobmetis. Fumata bianca ormai imminente al termine di un lungo corteggiamento durato una ventina di giorni: la prima scelta di Attilio Caja nel ruolo chiave di playmaker avrebbe accettato la proposta di Varese, ed è pronto a siglare l'accordo biennale concordato a parole, che le parti stanno mettendo a punto nella notte italiana. A meno di sorprese dell'ultimissima ora, il 32enne giocatore nativo dell'Indiana sarà il leader della squadra biancorossa per le prossime due stagioni. Dopo tre playoff consecutivi raggiunti con la maglia del Telekom Bonn (due settimi ed un quinto posto in Germania tra il 2016 e il 2019), Mayo è pronto a sposare la causa di Varese dove arriverà con moglie e due figli. Un investimento importante su un giocatore che nelle idee di Artiglio avrà le chiavi del gioco in mano: Mayo è elemento che può segnare (14,5 punti nell'ultima stagione a Bonn) ma anche creare per i compagni (3,4 assist di media), ed ha una gittata molto profonda dall'arco dove è stato il migliore della Bundesliga tedesca nelle percentuali da 3 punti (49,3% su 6,6 tentativi a partita). Un upgrade notevole in regia rispetto a Ronnie Moore - tanto diligente quanto offensivamente improduttivo - per un giocatore già inseguito 12 mesi fa ma subito fuori mercato per l'offerta di rinnovo da parte di Bonn non raggiungibile per l'OJM. Ora le economie di scala messe a punto dal club di piazza Monte Grappa con gli arrivi di Peak e Simmons hanno consentito di poter accantonare un mini tesoretto da allocare sugli altri tre ruoli mancanti del quintetto. Mayo è una scelta da usato sicuro che garantisce qualità offensive ma soprattutto capacità di dirigere la squadra col piglio e l'autorità di un generale del parquet: «Ottimo giocatore di pick and roll molto pericoloso nel tiro da 3 punti ma soprattutto un leader che potrà garantirci esperienza e personalità- spiega il g.m. Andrea Conti - Josh dovrà essere la nostra guida, ci aspettiamo possa essere l'elemento cardine della squadra per dare l'impronta in termini di leadership». La scelta di un giocatore come Mayo, che ha una taglia fisica non propriamente erculea ed ama principalmente far leva sul tiro dall'arco (quasi il triplo delle conclusioni da 3 punti rispetto a quelle da 2 nell'ultima annata a Bonn), spingerà l'OJM sulla scelta di una guardia con spiccate doti da penetratore in grado di attaccale il ferro. Al momento non pare decollare l'ipotesi Josh Bostic che ha preso tempo per guardarsi attorno, con un veterano come Mayo a dare sicurezza in regia c'è più margine per investire su un emergente. Nel radar bian-corosso era entrato Allerik Freeman, scoperto da avversario in FIBA Cup con la maglia dell' Alba Fehervar (17,7 punti e 4,0 assist di media nella competizione europea), ma per ora i costi sono proibitivi per un giocatore messo nell'elenco più come cambio degli esterni che come guardia titolare. Al momento però l'attenzione dell'OJM si concentra principalmente sulla scelta del cambio del pivot italiano - con Bruttini che sfoglia la margherita il club valuta alternative - e dell' ala forte titolare. Giuseppe Sciascia
  22. Josh Mayo, ora o mai più. Attesa entro le prossime ore la decisione definitiva del playmaker statunitense rispetto alla proposta dell’Openjobmetis: il contatto diretto tra il club biancorosso e l’atleta del 1987 ha generato un cauto ottimismo nell’ambiente di Varese. Dopo qualche giorno d’impasse, l’OJM ha rotto gli indugi e ha esplorato la volontà dell’atleta per provare a capire i tempi della scelta. E la telefonata tra l’Italia e il Texas, dove il giocatore ex Roma e Scafati risiede con moglie e due figli, ha permesso di focalizzare i dettagli della situazione. Il regista statunitense ha voluto conoscere tutti i dettagli della proposta del club di piazza Monte Grappa anche in funzione della situazione relativa alla sua famiglia, riservandosi una scelta in tempi rapidissimi tra il ritorno in Italia - destinazione gradita al clan Mayo - e la permanenza in Germania (non a Bonn che lo ha congedato, ma evidentemente il playmaker del 1987 che ha disputato gli ultimi tre playoff consecutivi in Bundesliga ha altri estimatori in quel campionato). Stavolta non è un problema di visibilità internazionale ma eventualmente di durata dell’accordo - Mayo preferirebbe due anni garantiti, scelta comprensibile per un atleta di 32 anni - anche se l’offerta di Varese è tenuta in assoluta considerazione dal giocatore al quale Attilio Caja affiderebbe volentieri le chiavi del gioco. A spingere in favore della destinazione OJM ci ha provato anche Jeremy Simmons: il nuovo pivot biancorosso è stato compagno di Mayo nel 2015/’16 a Scafati, e il solido rapporto di amicizia tra i due giocatori statunitensi potrebbe essere un asset in più da spendere nel testa a testa finale. Ormai però il dado è tratto: entro domani, mercoledì 26 giugno, Varese avrà il suo nuovo playmaker titolare, oppure dovrà iniziare a vagliare la lista delle alternative predisposte negli ultimi giorni in caso di fumata nera. Ovvio che la preferenza dell’area tecnica biancorossa sarebbe orientata verso l’arrivo di Mayo, giocatore già voluto da Artiglio 12 mesi fa ma confermato ad inizio mercato da Bonn dove anche nel 2018/’19 è stato il top scorer (14,5 punti col 49% da 3 più 3,4 assist in Bundesliga nelle file della Telekom Baskets piazzatasi al settimo posto in regular season, due posizioni sopra quel Wurzburg che ha eliminato Varese in FIBA Europe Cup). Intanto il capitolo Champions League è stato definitivamente archiviato con la rinuncia dell’Openjobmetis ufficializzata dall’organizzazione, che ha sostituito i biancorossi con il Benfica Lisbona (dove si accaserà l’ex varesino Damian Hollis con un accordo biennale). Nel frattempo ieri, lunedì 24 giugno, si è riaperta anche la pista Davide Bruttini: il club biancorosso è nella lista allargata delle pretendenti per il 32enne centro in uscita da Capo d’Orlando (pretententi anche la Virtus Roma in A più Ravenna, Forlì e Biella in A2) e anche il lungo senese dovrebbe decidere a breve la sua destinazione futura. Anche in questo caso sono pronti piani alternativi da approfondire qualora la scelta fosse diversa da quella auspicata da Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  23. L’Openjobmetis rompe gli indugi e chiude l’operazione Jeremy Simmons. In attesa di risposte da Josh Mayo e Siim Sander Vene, la società di piazza Monte Grappa ha scelto il nuovo pivot titolare. L’erede di Tyler Cain sarà il 30enne lungo statunitense pescato dalla serie A2: nelle file di Montegranaro ha totalizzato 12,4 punti, 8,6 rimbalzi e 1,4 stoppate di media a gara, chiudendo col 62% da 2 e il 58% in lunetta. Un giocatore mobile e dinamico più che stazzato (203 centimetri per 104 chili), meno fisico ma più agile rispetto al suo predecessore finito a Brescia. Varese ha preferito pescare in A2 un giocatore mai visto al piano superiore, che però aveva attirato tante attenzioni nel massimo campionato: ci avevano pensato anche Fortitudo Bologna e Cremona, mentre a marzo Reggio Emilia aveva offerto un buyout importante alla Poderosa e un contratto ghiotto a Simmons, che però aveva preferito finire la stagione nelle Marche. L’atleta del 1989 ha firmato un accordo 1+1 ad una cifra pressoché analoga all’ultimo salario di Cain, lasciando un buon margine per i prossimi acquisti nei ruoli di playmaker, guardia e ala forte sui quali l’OJM vuole investire forte. Le alternative erano tutte meno convincenti nel rapporto costo-rendimento: per convincere Mosley a lasciare Trieste servivano almeno 130mila dollari e l’autonomia dell’ex Legnano dava qualche dubbio, altri profili atleticamente importanti come l’ex Reyer Jamelle Hagins superavano quota 200mila, il veterano Ortner non dava affidabilità in termini di minuti ed atletismo, ed il lituano Mockevicius non dava garanzie in termini di presenza difensiva su basi d’asta non inferiori a quota 150mila. Invece Simmons ha le atout giuste a livello fisico ed atletico per garantire quella presenza principalmente difensiva che Varese cercava dal suo pivot titolare. «Jeremy è l’ideale per quel che serve a noi, ossia un elemento che difenda forte, presidi l’area, porti blocchi solidi e corra il campo con grande vigore - conferma il g.m. Andrea Conti - Non ha mai giocato in serie A ma in Belgio è arrivato in finale; ha energia ed atletismo oltre ad un discreto tiro frontale. Ha qualche differenza rispetto a Cain, rispetto al quale è più dinamico ma magari meno incisivo a rimbalzo, ma ha la stessa propensione al lavoro di squadra. Tra quelli che proponeva il mercato è sicuramente il profilo migliore rispetto alle nostre necessità». L’OJM si aspetta da Simmons 25-28 minuti di intensità sui due lati del campo e tanta energia profusa per sostenere la produzione offensiva dei compagni; un colletto blu dietro il quale cercare un cambio italiano dotato possibilmente di una buona taglia fisica, senza però erodere eccessivamente le risorse da investire sui tre spot vacanti nel quintetto base. Peak e Simmons saranno gli elementi di raccordo, ora sotto con i calibri pesanti... Giuseppe Sciascia
  24. Varese è pronta a rinunciare alla Champions League nonostante il posto ai preliminari assegnatole dalla FIBA. Come anticipato la scorsa settimana su queste colonne, l'OJM avrebbe diritto a partire dall'ultimo turno di qualificazione alla prima coppa FIBA. L'ente organizzatore ha infatti emesso oggi F elenco delle partecipanti: fra le 24 squadre ammesse direttamente alla regular season ci sono Sassari e Brindisi, le prime due classificate del campionato italiano che hanno presentato iscrizione. Mentre il club di piazza Monte Grappa, come terza aderente dopo le rinunce di Cremona, Trieste ed Avellino (che partirà dalla FIBA Cup), ha preso il posto riservato all'Italia nel tabellone preliminare. Ma in realtà quella depositata da Varese presso la Lega Basket era una preiscrizione non vincolante, che la società biancorossa non ha ritirato entro il termine del 15 giugno tenendo sempre una finestra aperta qualora fosse arrivato in extremis uno sponsor interessato all'Europa, o comunque in grado di aumentare il budget per adeguare il roster alla difficoltà della competizione. Niente risorse extra uguale niente Coppe: a confermarlo è lo stesso consigliere Toto Bulgheroni. «Oggi come oggi siamo intenzionati a non partecipare: la preiscrizione era stata effettuata nell'eventualità dell'arrivo di uno sponsor intenzionato a sostenerci in Europa, senza il quale confermiamo la volontà di fare un passo indietro». Nella serata di ieri il presidente Marco Vittorelli si è già attivato presso la Lega Basket, e oggi Varese scriverà una lettera alla FIBA per comunicare la volontà di non usufruire del posto che le sarebbe spettato sul campo (di fatto anche l'anno scorso l'OJM si era qualificata per i preliminari di Champions League, rinunciandovi per disputare la competizione di livello inferiore). La preiscrizione effettuata presso la Lega Basket non sarebbe infatti una vera e propria Application Form, ossia il modulo di iscrizione vero e proprio previsto dallo statuto della competizione, e dunque la società di piazza Monte Grappa avrebbe facoltà di fare un passo indietro - se dovesse essere rimpiazzata da un'altra italiana toccherebbe eventualmente a Brescia - consentendo alla FIBA di sostituirla in vista dei sorteggi per comporre il tabellone preliminare e i gironi eliminatori che si terranno il 4 luglio. «Con una squadra molto più nuova rispetto alla stagione passata giocare la Champions sarebbe troppo rischioso - conferma il g.m. Andrea Conti -. Per sobbarcarci il doppio impegno sarebbero occorse le risorse necessarie ad aggiungere un italiano di valore in rotazione, nella congiuntura attuale è preferibile concentrarsi solo sul campionato». Dunque nessun ripensamento in extremis con la decisione condivisa dall'intera area tecnica di dare priorità assoluta al campionato; intanto slitta di qualche giorno la risposta di Siim Sander Vene -l'agente spagnolo sta assistendo la moglie partoriente - mentre il Telekom Bonn non considera più Josh Mayo parte delle proprie strategie future, ma ancora non c'è risposta definitiva da parte del playmaker statunitense anche se la proposta di Varese avrebbe ricevuto il gradimento dell'entourage dell' atleta. Ma ieri F unica risposta importante è stata il no definitivo dell'OJM alla Champions League. Giuseppe Sciascia
  25. Varese resta in attesa di risposte dalle sue prime scelte nei ruoli di playmaker ed ala forte. Ancora nessuna certezza sul fronte Josh Mayo per il club di piazza Monte Grappa: il regista statunitense avrebbe dovuto comunicare entro giovedì la sua decisione relativa all'offerta della società biancorossa. Ma nessun feedback è giunto dagli Stati Uniti, pur contando il fuso orario tra l'Italia e il Texas dove risiede l'oggetto del desiderio di Attilio Caja e dell'area tecnica bianco-rossa. Probabilmente la decisione slitterà in attesa della conclusione della finale della Bundesliga tedesca, dove il nuovo allenatore di Bonn Thomas Poch è impegnato come assistente dell'Alba Berlino. Varese attenderà ancora qualche giorno la scelta di Mayo, che prima di impegnarsi con altri club vuole capire le intenzioni del club germanico dove ha militato nelle ultime tre stagioni, oppure virerà altrove cambiando orientamento anche nell'assemblaggio del roster? L'eventuale no di Mayo potrebbe indurre l'OJM a puntare su uno scorer di alto livello nello spot di guardia - escluso però il sogno proibito Jason Rich, che tornerebbe volentieri a giocare per Caja dopo l'esperienza nel 2010 a Cremona ma batte almeno 300mila dollari - e puntare su un playmaker di complemento. In tale configurazione avrebbe chances Tyler Larson: il regista di Las Vegas, già in biancorosso nella seconda metà del 2017/18 contribuendo alla rimonta dall'ultimo al sesto posto, ha disputato una stagione di alto livello a Francoforte (15,7 punti e 5,4 assist dopo aver iniziato in VTB League al Parma Basket Perm). Ma quella di Mayo non è l'unica risposta che Varese sta aspettando dai big che ha sondato: la nuova offerta al rialzo rispetto al primo tentativo della settimana scorsa è nelle mani di Siim San-der Vene, che entro il weekend dovrà decidere se accettare la proposta dell'OJM anche senza visibilità internazionale, oppure declinare definitivamente la possibilità del ritorno sotto le Prealpi attendendo eventuali alternative da Spagna e Russia. Anche questo è uno snodo fondamentale, sia a livello economico - l'eventuale ritorno del nazionale estone avrebbe un costo sostanzioso nell'economia del budget residuo da allocare - che nell'indirizzo da dare nella scelta dell'erede di Tyler Cain. Vene è un giocatore con qualità tecniche importanti tra tiro perimetrale, visione di gioco e intelligenza cestistica; però non è un fattore a rimbalzo (3,2 nella sua esperienza in biancorosso) e andrebbe dunque affiancato con un giocatore in grado di garantire un volume importante sotto i cristalli come appunto lo stesso Cain (lo scorso anno secondo rimbalzista della serie A a 10,8 di media). Il principio è lo stesso per qualsiasi giocatore che riempirà una delle sei caselle mancanti al roster; ogni firma con relativo budget allocato condizionerà le scelte successive a livello tecnico ed economico. Per questo le risposte di Mayo e Vene sono così importanti nell'ottica di costruire l'asse portante della squadra: inserire i veterani richiesti da Caja nell'ossatura portante darebbe eventualmente una direzione ben precisa alle scelte successive. In ogni caso entro il weekend il mercato dell'OJM prenderà una rotta più delineata rispetto al ventaglio delle molteplici ipotesi attuali. Giuseppe Sciascia
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