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  1. L’Openjobmetis prova a regalarsi una serata da grande nel turno inaugurale della stagione 2020/21. Oltre otto mesi dopo l’ultima partita di campionato giocata in casa, le porte dell’Enerxenia Arena si riaprono - sia pure con ingressi rigidamente contingentati - per la sfida contro la quotata Germani Brescia. Palla a due alle 17 (diretta streaming su Eurosport Player) per il primo derby lombardo di un campionato tutto da decifrare, tra gli 8 volti nuovi affidati al debuttante Massimo Bulleri e la situazione sempre più indecifrabile degli accessi dei palasport. Il mini sold out dei 700 spettatori ammessi a Masnago è già un successo dopo le risposte tiepide dei supporters biancorossi per la Supercoppa. Ma è chiaro che la spinta di un «Lino Oldrini» aperto al 13 per cento sarà totalmente differente rispetto a quella degli oltre 4.100 tifosi di media delle ultime tre stagioni. Ma il nuovo coach dell’OJM detta una linea basata sul coinvolgimento dei tifosi per caricare il gruppo in vista del match odierno: «Vogliamo far innamorare il pubblico mettendo in campo sin da oggi impegno, determinazione e grinta: ci aspetta un impegno complicato contro un’avversaria di alto livello, ma daremo tutto per provare l’impresa» le parole del «Bullo» alla vigilia dell’esordio. Le due sfide nella fase eliminatoria della Supercoppa, con Varese beffata allo scadere sul campo della Germani e vittoriosa al ritorno nella prima da head coach del tecnico di Cecina, hanno valore relativo. Rispetto al precampionato infatti Brescia ha aggiunto i due lunghi titolari Cline e Ristic, assenti per motivi di tesseramento, completando un roster profondissimo e ricco di alternative con le stelle Chery e Crawford come punti di riferimento sul perimetro. Se l’OJM ha tagliato del 30% il budget post-Covid 19, la Leonessa - passata nelle mani dello sponsor Mauro Ferrari, che ha acquisito il 66% delle quote - lo ha aumentato del 30%, con l’obiettivo di puntare alle semifinali in Italia e ai playoff di Eurocup. A Varese servirà un’impresa per mettere sotto la squadra di Esposito, e in passato la spinta dell’Enerxenia Arena avrebbe potuto amplificare la carica agonistica di Ferrero e compagni verso il primo scalpo nobile della stagione. Il test di stasera avrà valenze molteplici: c’è l’interesse per verificare l’impronta che Massimo Bulleri avrà saputo lasciare nelle due settimane di lavoro pieno dopo la Supercoppa, riconvertendo in parte il sistema Caja. Poi la capacità dei veterani Scola e Douglas di prendere per mano i compagni sopperendo all’ambiente in modalità distanziamento sociale. La curiosità per la prima dell’OJM è elevata, i biancorossi sapranno stupire subito per inaugurare al meglio questo 2020/21 ricco di incognite? Giuseppe Sciascia
  2. Dev’essere destino che tra Openjobmetis e Germani le partite si risolvano sempre in volata. Il match di Supercoppa, ultimo della manifestazione per entrambe le squadre, non fa eccezione ma a differenza dell’andata tocca a Varese festeggiare nella serata dell’esordio di coach Massimo Bulleri. I biancorossi vincono 102-100 al termine di una gara ricchissima di canestri e di percentuali alte, “condita” dalle prodezze del solito noto Luis Scola – 27 punti e 7 rimbalzi – ma anche da buone indicazioni dal resto della squadra. Bulleri, però, prima di tutto: il nuovo tecnico ha già messo mano alla squadra, al di là delle dichiarazioni, dando un approccio diverso in attacco, con tanto pick’n’roll ad avviare le azioni e maggiori libertà individuali. In difesa è per ora difficile giudicare: Ferrero e compagni hanno provato in alcune situazioni a stringere le maglie e alzare l’intensità (vedi per esempio nel break del terzo periodo), ma la precisione degli ospiti ha punito spesso la coperta corta della retroguardia biancorossa. Poco male, anche se per festeggiare i circa 400 tifosi hanno dovuto aspettare la sirena: Douglas, buon protagonista, si è visto sputare dal ferro la tripla della sicurezza (in precedenza aveva scaricato palla a Ferrero, autore di un canestrone decisivo dall’arco) e così Brescia ha avuto come all’andata la palla per la vittoria. Crawford però si è “incartato”, provando una conclusione da due punti ostacolato da De Vico: palla corta e festa biancorossa. Un successo che, per lo meno, evita alla OJM l’ultimo posto nella classifica del girone (appannaggio di Cantù) e regala il secondo referto rosa in precampionato oltre che una buona dose di fiducia. Attenzione, perché tra due settimane si replica sempre a Masnago e sempre con la Leonessa: sarà però campionato e i due punti in palio varranno doppio. Varese, comunque, ha dimostrato di reggere l’impatto con una squadra dall’organico superiore (nonostante le assenze tra gli ospiti) e di poter dire la propria anche in un duello ai 100 punti. Piace il fatto che la OJM non ha solo tirato bene da 3 come percentuali ma ha anche saputo costruire bene le proprie conclusioni dall’arco. Certo, manca ancora qualcosa per quanto riguarda il gioco interno (Scola escluso, ovviamente), ma c’è tempo per diversificare anche su questo aspetto. Tanti invece gli esperimenti a livello di quintetti: l’assenza di Andersson ha dato l’occasione di provare vari assetti non solo nel reparto ali. Prima di tuffarsi nella Serie A, la squadra di Bulleri avrà ancora un’amichevole a disposizione, contro Cremona (sabato 19 alle ore 18 a Masnago): da qui al 27 settembre sarà però fondamentale il lavoro in palestra. PALLA A DUE Prima assenza in sei partite per un giocatore biancorosso: Denzel Andersson, come spiegato in sede di presentazione, resta in borghese a causa di un piccolo problema al ginocchio. Nulla di preoccupante ma si è preferito procedere con le cure. In quintetto quindi ci va Ferrero a fare da “4” accanto a Scola che dall’altra parte non trova un pivot di ruolo ma gli atipici Burns e Sacchetti. Sempre assenti Cline e Ristic tra gli ospiti. Poco più di 400 gli spettatori presenti, tra i quali Javier Zanetti, amico personale di Scola e seduto sui divanetti accanto al presidente Vittorelli. LA PARTITA Q1 – Quarto interminabile: oltre mezz’ora di gioco, 20 falli complessivi fischiati e punteggio molto alto sebbene alterato dal numero di tiri liberi concessi alle due squadre. A brillare, in avvio, sono Crawford e Ferrero mentre Scola è in versione “diesel”, ma appunto si scalderà con il passare del tempo. Tante le variazioni del quintetto per Bulleri che non ha paura a sperimentare variazioni sul tema. La Openjobmetis prova a strappare in qualche occasione e alla fine è avanti di 4, 33-29. Q2 – Varese fatica un po’ nella ripartenza ma inizia a trovare pronto Scola in fase offensiva. Brescia mette in mostra il gioiellino Bortolani (ben noto qui, visto che ha giocato a Legnano), mano fatata che contribuisce al sorpasso. Si resta ugualmente appaiati con l’ottimo Chery che spariglia il punteggio prima del riposo (50-53). Q3 – Dopo la pausa, Scola si presenta nella sua versione olimpionica: il pivot argentino domina in attacco segnando 15 punti, attirando su di sé la difesa e liberando spazi per i compagni. Ne approfitta Strautins mentre la difesa si stringe e Varese scappa a +10. Dura poco: time out Esposito, Kalinoski e Burns sparano da fuori e alla fin della fiera è sorpasso esterno con Bortolani e Sacchetti (82-83). IL FINALE Di certo però, Varese non si arrende: Morse svetta in area e propizia il sorpasso, e da lì in poi Brescia pur restando a contatto non sorpasserà più. Si accende Douglas che infila due triple pesantissime, però Bortolani fa il veterano e replica. Bene, ancora, Chery che da fuori è una sentenza mentre Scola si fa perdonare due liberi sbagliati con il rimbalzo e il canestro del +4. Ancora Douglas dall’arco per arrivare a quota 18, poi l’americano forza e sbaglia ma capisce l’antifona: scarico a Ferrero – libero – e il capitano segna il 102-97. Basterebbe un errore di Brescia e invece Crawford centra la bomba a differenza di Douglas che vede il suo tiro girare sul cerchio e uscire in modo beffardo. Brescia la vuole vincere, sceglie Crawford ma l’azione nasce sbilenca e nemmeno la classe dell’ex Cremona riesce a svoltarla: tiro forzato e contestato, sirena finale sul 102-100. Damiano Franzetti
  3. La Pallacanestro Openjobmetis Varese è lieta di annunciare di aver raggiunto un accordo con Massimo Bulleri che da oggi ricoprirà il ruolo di allenatore della squadra biancorossa fino al termine dell’attuale stagione sportiva con opzione per la successiva. Per Bulleri si tratta di un gradito ritorno; a Varese, infatti, ha chiuso la sua straordinaria carriera da giocatore ed ha mosso i primi passi da allenatore ricoprendo il ruolo di assistente per due stagioni. Coach Massimo Bulleri sarà presentato alla stampa nel pomeriggio di domani, mercoledì 9 settembre, alle ore 16:00. Massimo Bulleri è uno dei personaggi più conosciuti e stimati della pallacanestro italiana. La sua carriera da giocatore è costellata di successi; con la maglia di Treviso, infatti, tra il 1999 ed il 2005 ha vinto 2 scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Saporta e 2 titoli MVP di Serie A. Con la canotta della Nazionale ha segnato 1063 punti in 127 partite vincendo l’argento all’Olimpiade di Atene nel 2004, un bronzo agli Europei di Svezia nel 2003 e un bronzo ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi nel 2001. Chiude la sua carriera nel 2017 a Varese, città nella quale inizia il suo percorso da allenatore ricoprendo il ruolo di assistente di Attilio Caja. Dopo due stagioni ai piedi del Sacro Monte, si trasferisce a Ravenna, ambiziosa squadra di A2, dove affianca Massimo Cancellieri alla guida tecnica del club.
  4. Da una parte, quella visibile, quella che in fondo dovrebbe contare di più, un allenatore che in cinque anni ha fatto le fortune, sul campo, del club che ha allenato: salvezze conquistate di slancio, una stagione con una rimonta formidabile (il campionato 2017/2018), una bella cavalcata in Europa e uno stile di gioco riconoscibile, proficuo e disciplinato. Un allenatore ben voluto dai tifosi (almeno da quelli che guardano solo ai risultati) e - fino all’inizio di quest’anno agonistico - anche da chi in società ha sempre avuto in mano le redini delle decisioni tecniche. Dall’altra un rapporto consumato. E non da oggi. Tra il coach (e la persona) Attilio Caja e chi nel tempo ha lavorato a stretto contatto con lui. I modi bruschi e spicci usati talvolta con giocatori e altri membri dello staff, alcuni contrasti, saltuari eccessi, la filosofia con cui intendere i rapporti lavorativi e quelli umani, a volte diametralmente opposta a quella di chi gli stava intorno: tutte divergenze che negli anni sono rimaste sotto traccia, nascoste dal senso di opportunità e da ciò che accedeva sul parquet, ma che in profondità hanno scavato un solco. E, forse, predisposto una miccia che aspettava solo una scintilla per poter esplodere. La scintilla si è materializzata quest’estate e prende il nome di Luis Scola. Senza l’ingombrante - a conti fatti - presenza dell’argentino, Caja oggi sarebbe ancora l’allenatore della Openjobmetis Varese. Forse solo fino a fine stagione e non fino alla naturale scadenza del contratto (il 2022), ma di sicuro quanto arrivato a far tremare la terra cestistica varesina oggi pomeriggio apparterrebbe ancora al mondo della fantasia. L’avvento di Scola, inaspettato, per alcuni aspetti fortunoso, di certo frutto anche di una conduzione propizia delle trattative da parte del sodalizio cestistico cittadino (con Caja coinvolto e convinto) non poteva non scompaginare le carte nel piccolo mondo antico varesino. Dopo anni di squadre operaie, ricche di scommesse emergenti unite a usati sicuri, squadre che vedevano in prima pagina solo l’allenatore e il lavoro con cui le plasmava, ecco un campione. Vero. E come tale condizionante. Uno dei giocatori più famosi dell’universo, uno che ha fatto la storia della pallacanestro. Varese e il suo ambiente si esaltano, sognano, sperano di poter lucrare dal clamoroso “sì” dell’argentino sia in risultati che in visibilità, ma si trovano ad affrontare due inevitabili questioni: l’integrazione di Scola sul parquet, in un gruppo formato per il resto da esordienti e giovani (Douglas a parte) e l’integrazione dello stesso argentino in quella “zona” che sta a metà tra il campo e l’esterno del campo, fatta di rapporti, abitudini, regole, consegne, opportunità e disciplina… Sulla prima questione non occorre soffermarsi troppo, almeno per chi ha gli occhi per vedere: le prime tre partite disputate quest’anno hanno dimostrato che la missione era già pressoché compiuta. Per merito della classe del giocatore, ovviamente, ma anche per merito della capacità di Caja di introdurre nelle specificità del suo riconosciuto gioco i necessari adattamenti a far brillare la stella. E il tempo avrebbe solo aiutato la crescita tecnica generale. Quasi superfluo scrivere questo paragrafo: un allenatore come l’Artiglio non può essere messo in discussione per ciò che riguarda il parquet, l’ha dimostrato con i fatti qui sotto al Sacro Monte. Sempre. E in un mondo ideale, che non esiste, conterebbe solo questo. Sulla seconda, invece, i problemi sono emersi eccome. E, trovando terreno fertile nel pregresso spiegato qualche riga sopra, hanno condotto - come in un piano inclinato - ai fatti di oggi. Luis Scola va gestito: vista l’età, ha dell’esigenze riguardo ai ritmi e alla frequenza degli allenamenti che non possono non essere considerate. Lo sa anche Caja, che infatti si dichiara disponibile e prova a fare concreti passi verso l’argentino e i suoi bisogni. Sembra andare tutto bene, ma c’è dell’altro. Ci sono i metodi umani e di lavoro che vengono considerati troppo duri. Ci sono supposti (scriviamo così perché agli allenamenti, quest’anno, vista anche l’emergenza Covid, la stampa non è mai stata ammessa) atteggiamenti troppo aspri del coach pavese, non tanto verso l’argentino, ma verso i suoi compagni e l'intero contorno, atteggiamenti che allo stesso Scola non piacciono (e non solo a lui...) e ai quali non è abituato. Ci sono dei contrasti su alcune scelte, anche dei litigi. Tutto potrebbe rimanere nascosto (più o meno: a Varese gli informati di basket hanno sempre la gola florida…), come più o meno nascosto era rimasto negli scorsi anni. Invece inizia a emergere. Si fanno riunioni, diverse, che vedono partecipi lo stesso Scola, lo stesso Caja e poi il gm Andrea Conti e in alcune anche il responsabile nel consiglio d’amministrazione dell’area tecnica Toto Bulgheroni (leggi qui). Ufficialmente si cerca di comporre la situazione in subbuglio, ma in realtà pare che emerga anche una sorta di ultimatum che preluderebbe a una scelta: così non si può più andare avanti… Si arriva a venerdì sera, al post partita contro Cantù. Scola si sarebbe ancora una volta lamentato degli allenamenti troppo duri (e sarebbe stata la terza lamentela “ufficiale” in poco tempo) e anche di alcune imposizioni prescritte da Caja verso altri compagni per i giorni successivi, giudicate dall’ex NBA troppo severe. Le lamentele giungono a Conti, c’è un’altra riunione, i toni solo alti, ma sembra che tutto - come nel passato - possa restare sotto traccia. Invece no. Dell’ennesimo alterco viene informato Toto Bulgheroni che, come dichiarato in questa breve intervista, prende la decisione di esonerare Caja , d’accordo con la proprietà. Il coach non viene avvisato se non a cose fatte. Quasi casualmente, nel secondo pomeriggio. Questi i fatti. Varese si è stancata di ciò che di Attilio Caja non si può controllare: il carattere e quello che ne è derivato. E tra lui e la “filosofia” Scola, onde anche evitare ulteriori problemi nel corso della stagione, ha scelto la seconda. Dando il benservito al coach, tenendo sempre presente tutto il pregresso. Ha deciso di dire basta ora, pensando potesse essere meglio farlo adesso piuttosto che a campionato iniziato. Su questo, difficile darle torto. Ora però si apre una parentesi non priva di nodi da sciogliere. Chi sarà il sostituto del coach (nel frattempo la squadra andrà in mano a Vincenzo Cavazzana)? Banchi, Pianigiani, Buscaglia sono i nomi degli allenatori “liberi” più famosi, ma solo il terzo è forse un’opzione che la società può economicamente considerare: l’ex coach di Trento e Reggio Emilia, esonerato dalla società emiliana in primavera, è ancora a libro paga del sodalizio reggiano e potrebbe accontentarsi di un accordo non poi così gravoso per le casse biancorosse. L’aspetto economico è tutt’altro che secondario in questo momento: Attilio Caja aveva ancora due anni di contratto con Varese (la stagione 2020/2021 e quella successiva) e richiederà - come suo diritto - ogni emolumento a essi corrispondente. Un commento a questo terremoto? È presto per scriverlo. Due cose appaiono però evidenti fin da subito. La prima. Ad Attilio Caja (qui il suo saluto) puoi chiedere (e da lui ottenere) tutto: risultati sul campo, abnegazione nel lavoro, passione, di firmare contratti con uno stipendio al minimo (lo fece all’inizio della sua avventura a Varese), di ridursi lo stipendio causa Covid (lo ha fatto, è stato tra i primi e se lo è ridotto anche più degli altri) etc etc… Ma non puoi chiedergli di cambiare il suo carattere. E quanto scritto non è un giudizio sulla decisione presa dalla società né sul carattere del nostro, ma una constatazione su cui non si può sorvolare. Lo si sa oggi, ma lo si sapeva anche ieri. La seconda. Finire così un’era ben identificabile della storia della Pallacanestro Varese, un’era fatta di dignità, di ordine, di disciplina, di risultati, di piccole gioie - quelle concesse da questa epoca di vacche magre e di rapporti di forza irrimediabilmente cambiati - tutte ottenute, un’era tecnica durata come poche altre in questi settantacinque anni, è un po' una sconfitta per tutti. E non rende onore né ad Artiglio e a quello che ha fatto per Varese, né a una società che lo ha sempre difeso contro tutto e tutti, permettendogli di lavorare come sapeva lavorare. Fino a oggi. Fabio Gandini
  5. Fulmine a ciel sereno in casa Pallacanestro Varese: la società biancorossa ha esonerato quest’oggi il capo allenatore Attilio Caja, a poche ore dalla prima vittoria stagionale in Supercoppa contro Cantù. Il club ha comunicato la decisione al tecnico nel pomeriggio di oggi, in seguito – a quanto pare – a ore burrascose seguite al match di venerdì sera. La decisione, a quanto trapela, è stata presa di concerto dai vertici della società, anche se tanta voce in capitolo l’ha avuta Toto Bulgheroni, il consigliere delegato all’area tecnica che era stato anche il principale fautore del rinnovo di contratto di Caja, il cui accordo con Varese arriva sino al giugno 2022. Una scadenza lontana e che non verrà rispettata, perché la decisione è irrevocabile, e questa sarà una grana da risolvere perché bisognerà lavorare su una risoluzione non certo semplice, anche a livello economico, per una società tutt’altro che ricca. Un divorzio che non ha motivazioni tecniche: secondo quanto si apprende da fonti vicine alla società, i vertici biancorossi hanno considerato incrinato – potremmo dire deteriorato – il rapporto tra Caja e il resto dell’ambiente. Sotto accusa ci sarebbero comportamenti giudicati irrispettosi nei confronti di giocatori e componenti degli staff: cose che possono capitare quando sono confinate in alcuni momenti, ma che alla lunga diventano difficili da accettare. Tanto più che anche in questo scampolo di stagione non sono mancati i confronti e gli avvertimenti a non eccedere con determinati modi di fare. Ora, oltre al problema della risoluzione del contratto, si apre la ricerca di un sostituto: a Desio lunedì sera, per il ritorno di Supercoppa contro Cantù, sarà il vice Vincenzo Cavazzana a guidare la Openjobmetis dalla panchina ma pare evidente che non sarà lui a proseguire il lavoro da head coach. Una strada potrebbe portare a Maurizio Buscaglia, ex tecnico di Trento che venerdì sera era a Masnago e che ha avuto proprio Cavazzana come “secondo” per diversi anni. Vedremo se l’allenatore barese può essere un’ipotesi reale o solo una suggestione. E al di là di chi dovesse arrivare, la Openjobmetis si trova ora “nel guado” a livello tecnico: Caja ha impostato il gioco della squadra sulla falsariga degli ultimi anni (pur con qualche aggiustamento per favorire le soluzioni interne di Scola) e ha partecipato attivamente alle scelte sul mercato insieme al gm Andrea Conti e allo stesso Bulgheroni. Ora, a stagione lanciata (anche se manca ancora qualche settimana al campionato) c’è la possibilità di riconsiderare i piani tecnici ma – ovviamente – non di intervenire sulla rosa dei giocatori. Damiano Franzetti
  6. La Pallacanestro Varese saluta a sorpresa Attilio Caja. La società biancorossa interromperà nelle prossime ore il rapporto con il tecnico pavese, giunto a dicembre 2016 per sostituire Paolo Moretti. Decisione inattesa dopo la vittoria di ieri sera in Supercoppa contro Cantù, non legata ad aspetti tecnici ma ad un rapporto che la dirigenza del club non considerava più adeguato al miglior rendimento del gruppo. La scelta, intrapresa da Toto Bulgheroni, consigliere delegato all’area tecnica del club prealpino, e stata condivisa da tutte le altre figure chiave tra consorzio e sponsor. La squadra verrà temporaneamente affidata all’assistant coach Vincenzo Cavazzana, che guiderà l’Openjobmetis nel match di lunedì a Desio sul campo di Cantù. Nei prossimi giorni Varese sceglierà il sostituto di Caja, con il quale dovrà cercare un accordo per la transazione dei due anni residui di contratto. Giuseppe Sciascia
  7. L’Openjobmetis cede il passo di fronte alla corazzata Milano nell’antipasto stagionale della Supercoppa. Il pallone che torna a rimbalzare all’Enerxenia Arena a 223 giorni di distanza dall’ultimo impegno ufficiale contro Trieste fotografa la netta supremazia di un’Ax Exchange implacabile nel macinare gioco (7 in doppia cifra e sontuoso 60% da 3). Nel deserto obbligato di Masnago (esattamente 63 persone, comprese tutte le categorie impegnate per lavoro, oltre a chi era in campo) il clima è più adatto ad un’amichevole che ad una partita ufficiale; la squadra di Messina sfoggia tutto il suo talento nonostante il turnover degli stranieri (in tribuna Rodriguez, Tarczewski e Micov). I 33 punti di scarto rappresentano comunque un passo avanti rispetto al meno 50 del match non ufficiale di due settimane fa; troppo forte l’Olimpia – che giovedì ne aveva rifilati 30 a Cantù – contro una OJM ancora in cerca di certezze al di là del fatturato offensivo di Luis Scola. L’argentino gioca ancora a strappi, ma è l’unico riferimento costante per Attilio Caja, con Douglas ancora da tirare a lucido e qualità intermittente sul perimetro (6/26 da 3). Martedì contro Brescia (squadra ambiziosa ma senza gli stranieri Ristic e Cline) sarà un test più probante rispetto all’inarrivabile Milano. Gara subito in ghiaccio per gli ospiti con i due dati salienti del primo quarto rappresentati dall’infallibilità perimetrale dell’Ax Exchange (7/11 da 3 alla prima pausa), subito sorretta dalla vena dall’arco di Punter e Delaney (6-17 al 4’), e le difficoltà nel produrre punti da distanza ravvicinata per una OJM che vira sul 16-32 del 10’ chiudendo con 9 errori da sotto su altrettanti tentativi. Poi la classe senza tempo di Luis Scola scioglie l’iniziale durezza delle gambe dopo un mese di preparazione: 11 punti in 5’ della superstar argentina permettono a Varese di non sprofondare a dispetto del costante mitragliamento balistico dell’Olimpia (32-47 al 15’ con 10/15 dal perimetro). I primi 20’ di Milano mostrano una qualità di gioco davvero stellare con una panchina interminabile e una profondità di rotazione stile falange macedone; il secondo quarto da 25 punti con 8/10 da 2 della truppa di Caja però è promettente per piglio e impatto interno, con Morse che non fa rimpiangere Scola per il 41-59 di metà gara. Poi però l’Ax Exchange sfodera il talento dei suoi pezzi pregiati, e piazza un mortifero 4-19 in avvio della terza frazione nella quale fa sul serio in difesa contro una OJM troppo povera di idee sul perimetro in attesa del miglior Douglas. Milano dilaga sul 45-78 del 25’, poi i padroni di casa ritrovano brio e vigore ma contro l’attacco atomico della squadra di Messina c’è ben poco da fare. IL TABELLINO Openjobmetis Varese-Ax Exchange Milano 77-110 (16-32; 41-59; 60-92) VARESE: Morse 11 (2-4), Scola 21 (8-13, 1-3), Devico 4 (2-2, 0-2), De Nicolao, Jakovics 10 (2-2, 1-4), Ruzzier 5 (1-3, 0-1), Andersson 2 (1-1), Strautins 9 (2-5, 1-5), Ferrero 6 (0-5, 2-4), Douglas 9 (2-3, 1-4), Van Velsen ne, Librizzi ne. All. Attilio Caja. MILANO: Punter 19 (2-4, 4-7), Leday 10 (2-5), Moretti 6 (2-2 da 3), Moraschini 17 (2-3 da 3), Roll 12 (4-5 da 3), Biligha, Cinciarini 2 (0-1), Delaney 13 (2-3, 2-4), Shields 10 (4-9), Brooks 3 (0-1, 1-2), Hines 6 (3-6), Datome 12 (2-2, 2-2). All. Ettore Messina. Arbitri: Vicino, Bongiorni, Galasso. Note – Tiri liberi: Varese 19/24, Milano 29/30. Rimbalzi: Varese 33 (Morse 6), Milano 33 (Leday 7). Totali al tiro: Varese 20/36 da 2, 6/23 da 3; Milano 15/30 da 2, 17/28 da 3. Assist: Varese 16 (Ruzzier, Andersson 3); Milano 22 (Hines, Delaney 4). Valutazione: Varese 72, Milano 143. Partita disputata a porte chiuse (ammesse all’impianto 125 persone compresi giocatori, allenatori ed arbitri). Giuseppe Sciascia
  8. Tocca ad Attilio Caja salire in cattedra per “montare” il sistema dell’Openjobmetis versione 2020/21. Stamattina all’Enerxenia Arena primo allenamento col pallone per la formazione biancorossa, che dopo i primi quattro giorni di lavoro riservati al preparatore Silvio Barnaba e le 36 ore di riposo tra il pomeriggio di sabato e l’intera giornata di ieri avranno il primo approccio con il coach pavese nella versione “insegnante” per la costruzione del modulo di gioco della Varese che verrà. Per il momento si alternerà ancora basket ed atletica vista la necessità di portare a regime il motore degli atleti fermi dallo scorso marzo, ma a 4 settimane dalla prima uscita ufficiale del 29 agosto in Supercoppa e 12 giorni dal “galoppo” in programma al Forum di Assago contro Milano (amichevole a porte rigorosamente chiuse in calendario il 14 agosto) è il momento giusto per il primo approccio col pallone. Da oggi si aggregheranno anche i giovani del vivaio Academy che faranno parte del gruppo di lavoro in allenamento, domani si attendono invece certezze maggiori dall’assemblea di Lega Basket nella quale si valuteranno tempistiche dell’inizio del campionato e protocolli (esclusi i tamponi ogni 4 giorni come nel calcio di serie A, obbligatori test sierologici 4 giorni prima di ogni partita amichevole o ufficiale). OJM 2020/21 VS OJM 2019/20 Ecco un’analisi ponderata giocatore per giocatore delle differenze e dei valori rispetto alla Varese di 12 mesi fa: la somma complessiva vede una squadra più competitiva e profonda sul perimetro e nel reparto lunghi, a scapito - almeno sulla carta - del settore ali dove andranno vinte le scommesse Strautins, De Vico ed Andersson. PLAY TITOLARE Josh Mayo vs Michele Ruzzier Il Mayo capocannoniere a 20,6 punti delle prime 8 giornate ha fatto esultare, quello delle 12 successive ha (spesso) fatto disperare collezionando ferri da 3. Il triestino ha meno tiro ma più spinta, linearità ed energia difensiva, sulla carta vantaggio OJM 20/21 con la spinta extra delle motivazioni del giocatore del 1993 al primo anno da titolare. PLAY DI RISERVA Ingus Jakovics vs Giovanni De Nicolao Il lettone era arrivato come vice-Clark ma poi è diventato vice (e spesso meglio) di Mayo. DeNik Junior è una scommessa a lungo termine che potrà guadagnare minuti tramite difesa e personalità. Vantaggio OJM 19/20. GUARDIA TITOLARE Jason Clark vs Toney Douglas L’ex Francoforte ha convinto appieno solo per un mese, il suo sostituto nel 2019/20 poi confermato a luglio dopo il “pacco” di Rich è atteso con entusiasmo a Masnago per dimostrare quelle qualità mostrate per soli 3 allenamenti a marzo. Vantaggio OJM 20/21. GUARDIA DI RISERVA Matteo Tambone vs Ingus Jakovics Il “Tambo” aveva disputato la miglior annata in carriera nel 2019/20, ma nel complesso la doppia dimensione di Jakovics - restituito al suo ruolo naturale - dà vantaggio all’OJM 20/21. ALA PICCOLA TITOLARE L.J. Peak vs Arturs Strautins L’ex Pistoia era stato croce (in trasferta) e delizia (a volte in casa) chiedendo di andarsene a fine gennaio. Nel passaggio al 5+5 Varese ha optato per lanciare il lettone di formazione italiana: sulla carta vantaggio OJM 19/20, ma l’auspicio è che l’ex Trieste esploda... ALA PICCOLA DI RISERVA Nicola Natali vs Niccolò De Vico “NikNat” ha lasciato un gran ricordo per professionalità ed etica del lavoro, il potenziale del 26enne monzese però è più elevato e nel testa a testa con Strautins per il ruolo da titolare non è detto che l’ex Cremona parta battuto. Vantaggio OJM 20/21. ALA FORTE TITOLARE Siim Sander Vene vs Denzel Andersson Pedigree e completezza del bagaglio tecnico sono chiaramente in favore dell’estone; lo svedese è una scommessa low cost che nelle economie di scala ha permesso di arrivare a Douglas e Scola, rispetto a Vene però ha più energia. Vantaggio OJM 19/20. ALA FORTE DI RISERVA Giancarlo Ferrero vs Giancarlo Ferrero L’unica conferma nello stesso spot di 12 mesi fa: come il buon vino d’annata delle sue parti, l’ala piemontese aveva migliorato ulteriormente i suoi numeri al quarto anno di serie A. Quest’anno gli spetterà il “tutoraggio” di Andersson come garanzia dietro lo svedese. Match pari. PIVOT TITOLARE Jeremy Simmons vs Luis Scola Da un rimbalzista - stoppatore - bloccante ad un manuale di tecnica spalle e fronte a canestro: il cambio più antitetico è stato quello sotto i tabelloni, dove al di là degli aspetti tattici il carisma di “El General” dovrà garantire il valore aggiunto senza pagare dazio sul piano atletico contro avversari più freschi. Vantaggio OJM 20/21. PIVOT DI RISERVA Luca Gandini vs Anthony Morse Il 26enne centro ex Mantova e Imola è il vero sostituto di Simmons, rispetto al quale ha caratteristiche similari: l’atleta in attesa di naturalizzazione italiana si gioca una bella chance a Varese, provando a dare energia ed atletismo quando Scola avrà bisogno di rifiatare. Vantaggio OJM 20/21. Giuseppe Sciascia
  9. La Pallacanestro Varese è lieta di riabbracciare Ingus Jakovičs, che ha firmato un contratto fino al termine della stagione 2020-2021 con opzione per quella successiva. Play/guardia classe 1993 di grande dinamismo, Jakovičs torna in biancorosso dopo l’ottima esperienza dello scorso anno nel corso della quale ha mostrato tutte le sue ottime qualità sia da un punto di vista difensivo che offensivo. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo contenti di aver firmato Ingus perché è un ragazzo che ha sempre tenuto molto a tornare a Varese. Ci ha dato moltissimo lo scorso anno da piacevole sorpresa e siamo consapevoli che possa diventare una bella conferma per il roster dell’anno prossimo. Continuiamo con la linea di avere in squadra giocatori molto motivati». Jakovičs nasce a Madona, in Lettonia, e comincia la sua carriera giovanissimo quando, ancora sedicenne, inizia a farsi le ossa nella seconda lega lettone vestendo le maglie di Gulbenes buki e BAA Riga. Le prestazioni sono fin da subito convincenti, tanto che, nella stagione 2011-2012, firma un biennale per il Liepajas Lauvas, squadra del massimo campionato lettone con la quale arriva a totalizzare quasi 11 punti di media a partita. Da qui il trasferimento al VEF Riga e quindi, nel 2016-2017, dopo una breve esperienza con il Nižnij Novgorod (dove ha giocato anche con Siim-Sander Vene), al Ventspils, dove vi rimane fino al termine della stagione 2018-2019 e dove riesce a ritagliarsi un ruolo da protagonista sia in campionato (quasi 10 punti e 3 assist a partita) che in Basketball Champions League, dove realizza 11.5 punti di media grazie a prestazioni davvero importanti. Lo scorso anno veste la maglia della Openjobmetis risultando una delle migliori sorprese dell’annata biancorossa (9.8 punti e 1.8 assist di media a partita). Jakovičs ha vestito anche la maglia del proprio paese vincendo un argento ai campionati europei Under 20 nel 2013 e partecipando, con la Nazionale maggiore, alle recenti qualificazioni ai Mondiali (8 punti e 3 assist ad allacciata di scarpe).
  10. La Varese grandi firme riporta l’entusiasmo attorno al progetto biancorosso. Vincente la scelta di puntare su una campagna acquisti con almeno due frontman ben identificati - Luis Scola e Toney Douglas, sostituto in extremis del “paccaro” Jason Rich - in grado di rappresentare dei punti di riferimento ben identificati per i tifosi. I kit per le prelazioni sugli abbonamenti “bruciati” in una settimana - esauriti sabato i mille posti messi in vendita - sono un segnale concreto del gradimento dell’ambiente per il mercato dell’Openjobmetis. Anche la tegola Rich superata in tempi rapidissimi dall’area tecnica Bulgheroni-Conti-Caja cavalcando l’alternativa Douglas ha evitato di vivere con angoscia il voltafaccia del bomber ex Avellino. Ma in generale il popolo biancorosso ha gradito le strategie di mercato impostate due mesi fa da quel CdA allargato a sponsor, consorziati e Trust dal quale l’appello “Tutti per Uno” si è materializzato nei fatti. Le idee di base erano improntate verso una Varese più italiana - e il play titolare sarà l’azzurro Michele Ruzzier - ma allo stesso tempo più sfrontata nella costruzione del roster, rinunciando alla “omologazione” degli elementi del quintetto base nel nome della volontà di piazzare almeno due colpi ad effetto. Meno risorse uguale più idee: così è stato, pur con il jolly Scola pescato per una congiunzione astrale favorevole (ma comunque “coltivato” e calato sul piatto nel contesto ottimale a dispetto dei rilanci della Fortitudo Bologna e dei tentativi di Trieste e Reggio Emilia). La stella argentina sarà ovviamente l’uomo immagine della nuova OJM, e il suo approdo in biancorosso ha già creato - e creerà ancora - una serie di vantaggi extratecnici che offriranno possibilità importanti per un club sempre in caccia di risorse fresche. La differenza sostanziale però l’ha data il “mood” con cui Varese si è posta di fronte alla gestione dell’era post-Covid 19: il quadro della situazione economica che aveva portato Alberto Castelli a lanciare un appello a febbraio in cerca di nuove forze non si è magicamente risolto. Però l’intera famiglia biancorossa, responsabilizzata ognuno nel proprio ambito in quel CdA allargato di due mesi fa, ha saputo rimboccarsi le maniche e costruire una serie di situazioni ed iniziative improntate verso una svolta sotto molti aspetti. Tra il richiamo mediatico dell’operazione Scola e la curiosità di rivedere a Masnago un altro giocatore dai lunghi trascorsi Nba come Toney Douglas (394 gettoni tra i professionisti: un idolo recente come Eric Maynor ne aveva totalizzati 267...), ne è scaturita una squadra che i tifosi giudicano intrigante in attesa di scoprire le tante scommesse (dai titolari Ruzzier, Andersson e De Vico-Strautins agli emergenti Morse e De Nicolao pescati in A2). Oggi invece sarà la giornata decisiva per Matteo Tambone, che aspetta la risposta definitiva da Pesaro relativamente alla possibilità di accasarsi alla Vuelle: se l’esterno romano sposerà la causa della Carpegna Prosciutti, l’Ojm chiuderà per il ritorno di Ingus Jakovics. Che con Ferrero sarebbe l’unico a dare continuità rispetto al 2019/20: stagione nella quale Varese era solida ma troppo spesso “piatta”. Nel 2020/21 l’Enerxenia Arena vuol provare emozioni, confidando che la squadra di Caja - CTS permettendo - gliene offra a piene mani... Giuseppe Sciascia
  11. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare l’ingaggio di Anthony Morse, centro statunitense di 203 centimetri per 103 chili che ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2020-2021. Morse lo scorso anno ha vestito la maglia di Imola, in A2, risultando uno dei migliori giocatori del torneo grazie a 18 punti ed oltre 7 rimbalzi di media. Per lui si tratta della prima esperienza in Serie A. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo contenti che Anthony abbia firmato per noi perché crediamo molto nelle sue doti atletiche e tecniche. Avrà modo di mettersi alla prova ad un livello più alto rispetto a quello a cui è stato abituato negli ultimi due anni, ma siamo convinti che la sua energia possa esserci utile». Anthony Keith Morse si forma alla Tennessee Tech University dove, nel suo ultimo anno, mette a referto quasi 8 punti, 6 rimbalzi e 2 stoppate di media a partita. Terminati gli studi, si trasferisce subito in Europa vestendo prima la maglia dell’Atomeromu in Ungheria e poi, nella stagione 2017-2018, quella del Braunschweig, in Germania, dove mette in mostra le sue qualità con 6.2 punti e 4.8 rimbalzi ad allacciata di scarpe. L’anno dopo approda in Italia, a Mantova; in A2 esplode definitivamente con una stagione da 13.2 punti ed oltre 10 rimbalzi di media (il migliore del Girone Est) in 30 partite di regular season disputate, risultando uno degli elementi decisivi nell’approdo ai playoff dei suoi. La passata stagione firma per Imola; con la maglia dell’Andrea Costa, prima della sospensione del campionato per l’emergenza Covid, è protagonista assoluto dei con una stagione da 18 punti e 7.3 rimbalzi di media.
  12. L’Openjobmetis ha chiuso formalmente ieri l’operazione Anthony Morse. Accordo garantito per l’intera stagione con il 26enne centro statunitense residente a Mozzate insieme alla moglie bustocca, attraverso il matrimonio con la quale riceverà in tempi relativamente brevi la cittadinanza italiana (pratiche già avviate ma bloccate dall’emergenza Covid-19). In realtà lo status regolamentare del nuovo pivot di riserva non cambierà col nuovo passaporto: a meno di una convocazione con l’Italbasket per una partita ufficiale, Morse giocherà in quota stranieri pur facendo a meno del visto extracomunitario. «Ci siamo accordati per l’intera stagione anche alla luce dell’opportunità della cittadinanza italiana che potrebbe arrivare durante l’anno - spiega Andrea Conti - Anthony ha le caratteristiche che ci servivano a costi accessibili, è una scommessa su un giocatore nel quale vediamo un buon potenziale». Resta l’ultimo punto interrogativo legato alla situazione di Matteo Tambone: la guardia romana sarebbe una opzione calda per Pesaro, disposta eventualmente ad offrigli anche un posto in quintetto base se l’alternativa Ariel Filloy non dovesse accettare l’offerta biennale recapitatagli dalla Vuelle. L’impasse sull’offerta di rinnovo “allunga e spalma” di Varese sembra ormai impossibile da sbloccare: a meno di colpi di scena - leggi nessuna offerta concreta per accasarsi altrove - l’esterno del 1994 lascerà l’Openobmetis entro il termine del 10 luglio dell’uscita dall’attuale contratto che il club biancorosso aveva chiesto di rinegoziare. Evidente che la società del presidente Vittorelli non compirà alcuna mossa in attesa di comunicazioni dal giocatore, e cercherà un sostituto solo nel momento in cui Tambone formalizzerà la sua partenza. In tal caso però non servirà una ricerca particolarmente approfondita virando sulla conferma di Ingus Jakovics, in attesa di un cenno da Varese sin dal momento in cui la società biancorossa aveva salutato Josh Mayo. Entro una settimana la matassa si sbroglierà ma qualsiasi finale diverso dal copione apparentemente già scritto sarebbe una grossa sorpresa. Giuseppe Sciascia
  13. È con grande orgoglio che Pallacanestro Varese annuncia l’ingaggio di Luis Scola che ha firmato un contratto con il club biancorosso valido fino al termine della stagione sportiva 2020-2021 con opzione di rinnovo per quella successiva. “El General” è una leggenda della pallacanestro mondiale che ha sposato il progetto varesino con entusiasmo e la professionalità che ha sempre contraddistinto il suo percorso nel basket. Una carriera, la sua, costellata di successi di squadra ed individuali, nei club e con la Nazionale, che l’hanno portato ad essere uno dei migliori giocatori del panorama internazionale. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo orgogliosi di poter aggiungere alla già gloriosa storia di Pallacanestro Varese un giocatore del calibro di Luis Scola. Crediamo fortemente che la sua presenza possa servirci sia in campo, da un punto di vista tecnico, che, soprattutto, fuori, grazie alle sue innate doti carismatiche e di leadership che ha sempre dimostrato. Anche in questo caso, è d’obbligo il ringraziamento nei confronti della proprietà, composta da “Varese nel Cuore” ed “Il Basket Siamo Noi”, il gruppo “Orgoglio Varese” e tutti gli sponsor che gravitano intorno al nostro mondo». Luis Scola nasce a Buenos Aires il 30 aprile 1980. Inizia a giocare a basket fin da bambino nel Club Ferro Carril Oeste debuttando in Prima Squadra nella stagione 1996-97. Da qui si trasferisce in Spagna, a Vitoria, dove, ad esclusione di una stagione in prestito a Gijon, vi rimane fino al 2007. Con la maglia del Baskonia Scola fa incetta di trofei: un campionato, tre Coppe del Re e due Supercoppe. A livello individuale vince due premi come MVP della Liga ACB, uno come MVP della Supercoppa e per due volte viene inserito nel primo quintetto di Eurolega. Nel 2007 approda in NBA; tra i pro rimane dieci anni (Houston, Phoenix, Indiana, Toronto e Brooklyn) per un totale di oltre 740 partite. Dopo due anni in Cina, lo scorso anno Milano lo porta in Italia: in LBA gioca 15 partite mettendo a referto 11.2 punti e 3.2 rimbalzi in 19’ medi di utilizzo, mentre in Eurolega (con lo stesso minutaggio) viaggia a più di 9 punti e 4.4 rimbalzi. Scola è anche e soprattutto una colonna della sua Nazionale, con la quale ha vinto l’oro nell’Olimpiade del 2004, il bronzo in quella del 2008, e due medaglie d’argento ai Mondiali del 2002 e del 2019. In quest’ultima edizione Scola ha segnato 18 punti e catturato 8 rimbalzi di media finendo nel miglior quintetto della manifestazione.
  14. È con piacere che Pallacanestro Varese annuncia l’avvenuto ingaggio di Jason Rich. Guardia statunitense classe ‘86, Rich ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2020-2021. Rich torna in Italia per la quinta volta in carriera dopo le esperienze a Cantù (2008-2009), a Cremona (da gennaio 2012 e poi nella stagione 2013-2014) e ad Avellino (2017-2018), annata, quest’ultima, chiusa da MVP del campionato. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo orgogliosi dell’arrivo di Jason, che rappresenta quel giocatore importante che stavamo cercando. Sia io che coach Caja conosciamo bene la persona e siamo felici che non abbia esitato a firmare con il nostro amato club. Dobbiamo ringraziare la proprietà e gli sponsor che sostengono e continueranno a sostenere il nostro progetto». Jason Rich nasce a Pensacola, in Florida, il 5 maggio 1986. Si forma alla Florida State University e poi approda subito in Europa nelle fila di Cantù, squadra con la quale mette in mostra le sue qualità realizzative chiudendo l’anno con una media di 9.8 punti (45% da due e 39% da tre). Le due successive stagioni le trascorre in Israele (Maccabi Haifa e all’Hapoel Gerusalemme) e poi, nel 2011-2012, va in Belgio, ad Ostenda, dove segna 15.7 punti di media in campionato e 13.3 in Eurocup. Il 31 gennaio 2012 torna in Italia rispondendo alla chiamata di Cremona; agli ordini di coach Caja è autore di un ottimo girone di ritorno, chiuso con ben 16 punti in 33’ di utilizzo. Dopo una stagione trascorsa in Russia (Enisey Krasnojarsk), nell’estate del 2013 torna a vestire la maglia della Vanoli Cremona (17.3 punti, 6 rimbalzi e 3.3 assist ad allacciata di scarpe), e quindi si trasferisce in Francia dove rimane tre anni tra Élan Chalon e Paris-Levallois. Nel 2017-2018 torna nuovamente in Italia, stavolta ad Avellino; con gli irpini è autore di una stagione devastante (18.4 punti) che gli vale, a fine anno, il titolo di MVP del campionato. Nelle ultime due stagioni Rich ha giocato in Turchia nelle fila di Beşiktaş e Gaziantep.
  15. Pallacanestro Varese è contenta di annunciare l’ingaggio di Denzel Andersson. Ala di nazionalità svedese di 203 centimetri per 95 chili, ha firmato un contratto con la società biancorossa fino al termine della stagione sportiva 2020-2021 con opzione per quella successiva. Per Andersson si tratta della prima esperienza lontana dal suo paese di origine; lo scorso anno, con la maglia del Basketball Club Luleå, è stato nominato miglior giocatore svedese del campionato oltre che miglior difensore. Denzel è un atleta dinamico sia in attacco, dove spesso conclude al ferro, sia in difesa, dove ha mostrato un ottimo tempismo per le stoppate; inoltre è capace di aprire il campo con un buon tiro da 3 punti. Denzel Andersson, ala Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono super entusiasta di giocare per il pubblico varesino e non vedo l’ora di conoscere i miei nuovi compagni di squadra e tutta la struttura di Pallacanestro Varese. Sono sicuro che il prossimo anno ci divertiremo». Denzel è nato a Sundsvall il 21 settembre 1996 e, seguendo le orme del padre Jerome (campione NBA con la maglia di Boston nel 1976) e della madre Kristina (allenatrice), inizia fin da subito a giocare basket ai Sundsvall Dragons prima di trasferirsi al BG Luleå BK, nel secondo livello del campionato svedese di pallacanestro. Nel 2015 sale di categoria trasferendosi al Basketball Club Luleå; il suo rendimento migliora di anno in anno (prezioso il suo apporto nella vittoria del campionato nel 2017) fino alla stagione scorsa quando, grazie a 15 punti (34.3% da 3) e 7 rimbalzi di media a partita, è decisivo nella vittoria della coppa nazionale e viene nominato miglior giocatore svedese e miglior difensore del campionato. Andersson, lo scorso anno, ha anche indossato la maglia della propria nazionale in occasione dei preliminari di Eurobasket 2021. In due partite disputate ha messo a referto 4.5 punti, 4 rimbalzi e 1.5 assist ad allacciata di scarpe.
  16. Luis Scola ha pronunciato il sì più atteso da Varese. Non è ancora quello della firma del contratto che lo legherà all’OJM per la stagione 2020/21, ma è l’assenso ad avviare le negoziazioni economiche per portare a termine la trattativa per il suo approdo in maglia biancorossa. Un passo avanti potenzialmente decisivo per quello che potrebbe essere il colpo più importante della storia recente della Pallacanestro Varese alla luce della carriera da superstar del giocatore del 1980. Il colloquio di ieri mattina con Attilio Caja ha trasmesso alla stella argentina le sensazioni giuste sul fatto che il coach pavese e l’Enerxenia Arena possano essere la situazione ottimale per la sua voglia di continuare a giocare dopo 22 anni da professionismo tra Europa e Stati Uniti (sbarcato in Spagna nel 1998 e dal 2007 al 2017 in Nba con 12,0 punti di media in 743 partite). “Artiglio” aveva già espresso negli incontri precedenti le sue idee tecniche sull’utilizzo del lungo argentino, il quale nello scacchiere tattico dell’OJM che verrà sarebbe il pivot titolare con possibilità di utilizzare la sua doppia dimensione interna ed esterna in fase offensiva. Ieri il giocatore ex Olimpia Milano, che nel 2019/20 ha prodotto 9,2 punti e 4,4 rimbalzi di media in Eurolega, ha voluto approfondire la conoscenza del suo potenziale futuro allenatore in un dialogo a tutto campo al di là di tecnica e tattica. Scartata la soluzione Trieste logisticamente fuori portata per i suoi desideri di vivere vicino alla famiglia che resterà nella casa di Milano messa a disposizione dall’Olimpia, lunedì scorso Scola era stato anche a Reggio Emilia, che aveva messo sul piatto la sua proposta tecnica e logistica per convincere l’atleta del 1980. Ma Varese è stata sin dall’inizio la scelta del giocatore ex Vitoria; per l’Ojm il passo avanti di ieri potrebbe essere quello decisivo: «L’idea iniziale era “Se devo giocare in Italia, probabilmente lo farò a Varese”, ma quella fase è superata. Luis ha fatto le sue verifiche, probabilmente sono positive, adesso siamo al punto di partenza di una negoziazione economica. Fedele a Trapattoni e al suo “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” attendiamo fiduciosi notizie positive» spiega il consigliere biancorosso Toto Bulgheroni, colui che più di tutti si è speso per convincere il campione olimpico del 2004 e vicecampione mondiale del 2019 a vestire la maglia dell’Openjobmetis. Dunque, oggi si entrerà nel vivo della trattativa provando a mettere a fuoco quei dettagli di ordine pratico - l’appartamento a Milano, la scuola per i quattro figli, l’eventuale appoggio logistico a Varese - indispensabili per far quadrare il cerchio della trattativa. Il sì ufficiale e definitivo è atteso entro la giornata di domani, ma il più importante sembra quello pronunciato ieri dalla superstar argentina. Giuseppe Sciascia
  17. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare l’ingaggio di Michele Ruzzier. Playmaker classe 1993 di 183 centimetri per 82 chili, ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione 2020-2021 con opzione di rinnovo per la stagione successiva. Ruzzier è un giocatore che ama attaccare il ferro in modo aggressivo e con grande velocità concludendo le azioni sia per se stesso che per i compagni di squadra. «Sono molto felice di ritrovare coach Attilio Caja ed Andrea Conti, due professionisti con i quali ho già avuto il piacere di lavorare -le sue prime parole da biancorosso-. Allo stesso tempo sono anche orgoglioso di indossare la maglia della Pallacanestro Varese, club storico ed unico nel nostro panorama. Sono carico e non vedo l’ora di iniziare». Michele Ruzzier nasce il 9 febbraio 1993 a Trieste, città nella quale, all’età di quattro anni, inizia a muovere i primi passi nel mondo del basket. Dopo gli anni trascorsi all’Azzurra Trieste, “Ruz” si trasferisce alla Pallacanestro Trieste, dove termina il percorso delle giovanili ed esordisce in Prima Squadra in A Dilettanti. L’anno successivo inizia a trovare maggiore spazio e contribuisce alla promozione in LegaDue della formazione triestina con oltre 8 punti di media in più di 21 minuti di utilizzo. Dopo due buone stagioni, nel 2014 si trasferisce alla Reyer Venezia, squadra con la quale mette a referto 82 partite facendo il suo esordio in Serie A. Nel 2016-2017 gli orogranata lo cedono in prestito alla Fortitudo Bologna, in LegaDue. Nonostante una stagione estremamente condizionata dagli infortuni, Michele mette in mostra tutte le sue qualità risultando comunque prezioso per l’approdo dei suoi in finale promozione, poi vinta da Brescia. L’anno successivo torna in Serie A nelle fila di Cremona agli ordini di coach Sacchetti, dove compie il definitivo salto di qualità affiancando Trevis Diener in cabina di regia. Nel 2018-2019 vince la Coppa Italia (per lui 12 punti con 3/6 da tre nella finale contro Brindisi) e contribuisce a trascinare la Vanoli ad uno storico secondo posto in campionato. La passata stagione migliora ulteriormente le sue medie, chiudendo con 9.5 punti e 3.1 assist di media a partita. Ruzzier è da molti anni nel giro delle squadre nazionali. Con l’Under 20 ha conquistato l’Europeo del 2013 in Estonia. L’anno dopo ha partecipato alla Nazionale Sperimentale allenata da coach Caja. Lo scorso anno, infine, ha esordito con la Nazionale A disputando le gare contro Russia ed Estonia valide per le qualificazioni ad EuroBasket 2021.
  18. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare l’avvenuto ingaggio di Niccolò De Vico che vestirà la canotta della Openjobmetis fino al termine della stagione sportiva 2021-2022. L’ala classe 1994 arriva nella Città Giardino dopo le esperienze in Serie A con Reggio Emilia (dal 2017 al 2019) e Cremona (lo scorso anno). «Sono contentissimo ed emozionato di essere arrivato a Varese, una squadra importante ed una piazza storica del nostro basket -le sue prime parole-. Non vedo l’ora di cominciare e di giocare di fronte al pubblico biancorosso che è sempre carico più che mai». Nato a Monza il 19 luglio del 1994, De Vico cresce nel settore giovanile della Pallacanestro Biella, squadra con cui fa il suo esordio nella massima serie nel 2010 e con cui, nel 2014, conquista la Coppa Italia LNP. Nel 2016 diventa capitano della formazione piemontese e contribuisce a trascinarla ai playoff di categoria con 12 punti (41% da 2 e 36% da 3) e 4 rimbalzi di media, cifre che riesce a migliorare nelle 5 gare di post-season disputate (oltre 15 punti e 5 rimbalzi ad allacciata di scarpe). Il suo rendimento non passa inosservato in Serie A tanto da ricevere la chiamata di Reggio Emilia che lo blinda con un biennale (con opzione per una terza e una quarta stagione). In due anni, in maglia Grissin Bon, produce 5.5 punti di media in 17.7 minuti di utilizzo. Il 10 luglio 2019 si trasferisce a Cremona, alla corte di Meo Sacchetti; proprio contro Varese, il 21 dicembre 2019, disputa la sua miglior partita in fatto di punti: 14 in 18’ con il 75% da 2 ed il 40% da 3.
  19. Trovato il bomber, ora manca il direttore d’orchestra. In attesa di finalizzare l’aspetto contrattuale dell’affare Jason Rich, con la certezza della volontà dell’ex Mvp della serie A 2017/18 di tornare a giocare per Attilio Caja, l’Openjobmetis prepara per oggi un summit decisivo sulla scelta dell’erede di Josh Mayo in regia. L’investimento importante per il bomber ex Avellino e la possibilità concreta di inserire un altro realizzatore come Luis Scola (entro fine settimana la superstar argentina scioglierà la riserva) spinge Varese verso un uomo d’ordine e di sostanza, sia per motivi di costi che di incastri tecnici. Se Rich ed - auspicabilmente - l’ex Olimpia saranno i punti di riferimento offensivi sul perimetro e dentro l’area, la società prealpina ha bisogno di un giocatore che garantisca equilibrio, impatto difensivo ed affidabilità. Ma finora la lista degli stranieri visionati non ha fatto scaturire un profilo adeguato alle necessità tecniche - ed alle disponibilità economiche - che l’Ojm ha a disposizione per il suo nuovo playmaker. Per questo potrebbe prendere quota l’ipotesi Michele Ruzzier, che possiede caratteristiche in grado di combaciare con le necessità tecniche della compagine biancorossa. Il 27enne playmaker triestino che Attilio Caja ebbe nel 2014 in Nazionale Sperimentale ed Andrea Conti portò a Cremona nel 2017/18 è in uscita dalla Vanoli (dove ha contratto - decisamente pingue e a 6 cifre - per la stagione 2020/21) alla luce dell’incertezza sul futuro del club lombardo. L’atleta del 1993 è reduce dalla migliore annata della sua carriera in A (9,5 punti e 3,1 assist in 26,6 minuti medi): sulle piste del giocatore c’è la sua alma mater Trieste, pronta a convincerlo con un’offerta economica importante per farlo tornare a casa dopo 6 stagioni tra Venezia e Cremona. Ma all’Allianz dovrebbe dividersi i minuti con Juan Fernandez, mentre l’Ojm potrebbe prospettargli quel ruolo da titolare che desidera per confermarsi in azzurro dopo le due apparizioni con l’Italbasket a febbraio 2020 (7 punti in 18’ contro la Russia e 2 in 12’ contro l’Estonia). Una volta trovata la quadra per lasciare la Vanoli, Trieste sarebbe pronta a chiudere con Ruzzier; se a Varese il giocatore interessa dovrà muoversi in fretta, ma al momento è opzione vagliata e non definitiva in attesa di visionare un altro gruppo di papabili nel brainstorming che l’area tecnica biancorossa svolgerà oggi con Attilio Caja. Se spunterà uno straniero migliore nel pacchetto complessivo tra caratteristiche e costi, allora l’Ojm non approfondirà il discorso. Altrimenti intavolerà una trattativa concreta con il giocatore del 1993, anche nell’ipotesi di proporsi in una versione “Mini Club Italia” con soli 4 stranieri e 6 italiani in organico. Ma oggi sarà giornata decisiva anche su un altro fronte con la risposta definitiva di Matteo Tambone alla proposta di Varese di rinegoziare il contratto in essere allungando fino al 2022 (ma con uscita fra 12 mesi) il rapporto attualmente in essere fino al 2021. La volontà di entrambe le parti era, è e resta quella di andare avanti insieme; se però il problema dell’intesa economica ancora da raggiungere si rivelasse insormontabile, l’Ojm potrebbe virare su Ruzzier per la regia e riaprire il discorso con Ingus Jakovics come primo cambio degli esterni. Giuseppe Sciascia
  20. L’Openjobetis e Josh Mayo sono pronti a dirsi addio. Accordo imminente per la transazione del contratto residuo tra la società del presidente Vittorelli e il playmaker statunitense: negoziazioni fortemente intensificate ieri, con possibilità di chiusura in tempi rapidi, alla luce del pressing fortissimo sul giocatore del 1987 da Scafati e Napoli, le due realtà più ricche dell’A2 (ma anche la Givova ha incassato il no di Jalen Cannon, al quale aveva proposto un’offerta a 7 cifre superiore a quella dell’OJM). Di fatto Mayo si è convinto a lasciare Varese, e alla società biancorossa poco importa quale sarà la sua destinazione futura (ma pare che Napoli possa avere qualche atout in più rispetto al club dove aveva già militato nel 2015/16). A questo punto l’area tecnica biancorossa inizierà a valutare un’alternativa che possa comunque garantire ordine, tiro ed energia, senza però gettare sul ruolo del play titolare un gruzzolo imponente che verrà tenuto da parte per lo spot di guardia. Prima di scegliere la tipologia del playmaker straniero il g.m. Andrea Conti vuole chiudere definitivamente l’accordo con Matteo Tambone per l’operazione “allunga e spalma” fino al 2022. La volontà del giocatore romano sarebbe quella di restare a Varese, serve concretizzarla con un accordo con l’agente; solo in caso di divorzio a sorpresa dal romano (al momento improbabile) ci sarebbero chances per un ritorno di Ingus Jakovics. Senza Mayo ma con Tambone l’idea dell’OJM è quella di cercare un regista puro, aprendosi anche al mercato degli europei, per tenere da parte il “tesoretto” da investire su una guardia in grado di accendere squadra e tifosi. Sarà questa l’operazione cardine del mercato estivo biancorosso, attendendo che i big calino le pretese - siano essi Toney Douglas, Jason Rich o eventuali alternative - per arrivare all’obiettivo richiesto. Per il resto è stallo assoluto attendendo notizie da Luis Scola, transitato lunedì in città per una breve visita tra Enerxenia Arena e Campus con Toto Bulgheroni nei panni dell’anfitrione per mostrare al lungo ex Houston Rockets le strutture a disposizione del club biancorosso. Il viaggio puramente conoscitivo, senza alcuna trattativa imbastita, restringe però il cerchio delle possibilità per la 40enne superstar argentina: qualora deciderà di fermarsi in Italia e continuare l’attività, sarà Varese la scelta per giocare l’ultimo anno della sua carriera preparandosi alla quinta Olimpiade a Tokyo 2021. Ma la palla è tutta nelle mani del cestista sudamericano e della sua famiglia che dovranno decidere se mantenere la base a Milano e soprattutto se puntare allo storico record di continuità ai Giochi 17 anni dopo l’oro vinto con l’ex varesino Ruben Magnano in panchina. Per l’OJM aspettare non costa nulla: da sogno proibito della scorsa settimana l’operazione pare più concreta, ma al di là del biglietto da visita presentato all’ex Olimpia il club biancorosso non ha modo di intervenire nella decisione totalmente afferente la sfera personale di Scola. Giuseppe Sciascia
  21. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare di aver raggiunto un accordo con l’ala Artūrs Strautiņš. L’italo-lettone classe ’98 ha firmato un contratto con il club biancorosso della durata di due anni con opzione per il terzo. Strautiņš arriva a Varese dopo l’ottima stagione in Serie A2 dove, in 6 presenze, ha totalizzato 11.7 punti e 4.3 rimbalzi di media. Artūrs Strautiņš, ala Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono molto felice di aver trovato un accordo con Pallacanestro Varese, squadra storica del panorama cestistico italiano. Mi sto già allenando per arrivare pronto alla prossima stagione dove, al fianco dei tifosi biancorossi, disputeremo tante battaglie. Non vedo l’ora di cominciare». Nato a Jūrmala il 23 ottobre del 1998, Strautiņš inizia a giocare a pallacanestro vestendo la canotta del DSN Rīga, squadra con la quale esordisce anche in Prima Squadra diventando il secondo giocatore più giovane a debuttare nella LBL, all’età di 14 anni, 11 mesi e 27 giorni. Nell’estate del 2014 viene portato in Italia da Reggio Emilia dove, oltre a proseguire il suo percorso con le giovanili (grazie al quale ottiene la formazione italiana), fa il suo esordio in Serie A ed in Eurocup. Nel 2017 passa all’Orlandina dove va a referto solo in 4 occasioni fino a quando, a novembre, si trasferisce in prestito ad Orzinuovi chiudendo il campionato di A2 con 11.1 punti e 7.3 rimbalzi di media in 22 partite giocate. Nella stagione 2018-2019 firma un triennale con Trieste; il primo anno il suo contributo è prezioso e, grazie a 7 punti e 4 rimbalzi ad allacciata di scarpe, contribuisce a portare i biancorossi ai playoff. Ai quarti il suo rendimento personale aumenta, ma la formazione di coach Dalmasson è costretta ad arrendersi al cospetto di Cremona. Nonostante la buona annata, l’anno successivo (2019-2020) Strautiņš non riesce a trovare spazio nelle fila di Trieste; decide quindi di risolvere il contratto con i biancorossi di e trasferirsi ad Udine, in A2, dove chiude la stagione con 11.7 punti (36% da 3 e 38% da 2) e 4.3 rimbalzi di media.
  22. Pallacanestro Varese è felice di annunciare l’avvenuto ingaggio del giocatore Giovanni De Nicolao. Playmaker classe 1996, ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2021-2022. De Nicolao, fratello dell’ “Indimenticabile” Andrea che ha vestito la canotta biancorossa dal 2012 al 2014, lo scorso anno ha giocato in Serie A2 per la Fortitudo Agrigento. Per lui si tratta della prima esperienza in assoluto in Serie A. «Sono felicissimo ed orgoglioso di entrare a far parte della famiglia della Pallacanestro Varese -le sue prime parole-. Per me si tratta di una grande opportunità che voglio sfruttare al massimo dando sempre il 100%. Non vedo l’ora di iniziare». A contatto con la pallacanestro fin da bambino, Giovanni muove i primi passi nella Pallacanestro Vigodarzere, la società fondata da papà Stefano, con la quale, nemmeno maggiorenne, disputa il campionato di Serie C Regionale. Dopo le esperienze in serie D a Mestrino ed in C2 a Limena, indossa la maglia della Pallacanestro Vicenza, squadra con la quale vince il campionato di C1, e poi, nel 2015-2016, si trasferisce a Casale, dove si mette alla prova nel campionato di A2. La stagione successiva approda in America dove studia e gioca alla University of Texas a San Antonio; con la maglia dei Roadrunner, Giovanni riesce a mettersi in mostra mostrando non solo buone cifre ma anche e soprattutto doti da leader vero diventando uno dei migliori giovani della storia del club. Dopo la formativa esperienza statunitense, De Nicolao torna in Italia accettando l’offerta di Agrigento; con i siciliani disputa un’ottima annata (9.6 punti, 3.9 rimbalzi e 3.6 assist ad allacciata di scarpe) nel corso della quale conferma le proprie qualità.
  23. Attilio Caja esprime la sua soddisfazione per la metà dell’opera compiuta nella costruzione dell’Openjobmetis 2020/21. Completato il reparto italiani con le conferme di Ferrero e Tambone (al di là del rinnovo in evoluzione) e gli arrivi di Strautins, De Nicolao e De Vico, il tecnico pavese ci tiene a salutare Nicola Natali che si è congedato martedì dopo tre stagioni in biancorosso. «Nik è stato un compagno di viaggio prezioso, anche quando era sacrificato nel minutaggio è sempre stato presente, dimostrando la caratura elevata della persona. Tutti i compagni e lo staff lo hanno sempre apprezzato, a lui va un sentito ringraziamento per la sua professionalità. Sul suo valore umano non avevo dubbi perché lo conoscevo da quando aveva 9 anni e cenavo con suo papà a Roma: sul campo si è meritato tutto quel che ha avuto dimostrando di valere la serie A. Un esempio positivo di un giocatore che senza chiedere spazio prima si è meritato tutto quel che ha avuto». Con 5 italiani Varese è a metà dell’opera: come giudica il lavoro svolto finora? «Sono molto contento del lavoro svolto dalla società per il reparto italiani: abbiamo dato una rinfrescata a livello anagrafico, sul piano della professionalità non c’era bisogno perché anche Gandini era stato ineccepibile, ma abbiamo inserito tre ragazzi con un’età media di 24 anni, con accordi pluriennali e con l’idea di aprire un ciclo nuovo. Confidiamo di ripetere il percorso compiuto da Matteo Tambone, che arrivò a Varese a 23 anni e in tre stagioni è arrivato in Nazionale, sfruttando la guida di capitan Ferrero che è sempre un esempio per i nuovi ed è un trait d’union con la squadra. La parte di Giancarlo non è valutabile solo nei numeri ma in quel che fa giornalmente nel dimostrare con la motivazione e il lavoro il suo valore». Il meno noto, perché esordiente in A, è il 24enne play De Nicolao. «Giovanni ha un’ottima taglia fisica, si sposa bene nel nostro basket giocato a tutto campo con grande energia. È un ragazzo con grandi margini, al primo anno con grandi responsabilità ha avuto un notevole crescendo; la serie A alza l’asticella rispetto all’A2, ma siamo fiduciosi che abbia qualità per darci una mano da subito e non solo in ottica futura». Strautins, la nuova ala piccola, ha gia assaggiato la A a Trieste. «Arturs ha un’energia notevole, colpisce per il suo modo di stare in campo che sprizza intensità: è un carro armato che a volte va frenato anziché spinto, la sua energia va equilibrata facendo sì che i cavalli del motore vengano usati nel modo giusto senza andare in testacoda. Dovrà imparare ad utilizzarli tutti senza sbandare». De Vico sarà invece l’alter ego di Strautins, non solo come ruolo. «Niccolò è più tecnico, al suo controllo e alla pulizia del gesto dovrà al contrario unire qualche fuorigiri per spingere al massimo. Però quando hai controllo del corpo e tecnica puoi rischiare anche il fuorigiri: dovrà fare quel passo per dimostrare anche in A quel ritmo e quell’atletismo che aveva in A2». E i cinque stranieri che mancano all’appello, al di là di Mayo e Simmons che hanno legami contrattuali? «Abbiamo idee sulle quali stiamo lavorando. Sull’aspetto economico sta agendo la società che ha svolto un ottimo lavoro e sono certo che continuerà a farlo. I cinque italiani già in organico ci permettono di essere ragionevolmente sereni; ci sono diverse possibilità in tutti i ruoli, ma per gli acquisti già effettuati sono arrivate tutte opzioni nei piani alti della lista degli obiettivi nel rapporto qualità-prezzo. Al di là delle operazioni in corso sui contratti già in essere, se riuscissimo a farlo anche per gli stranieri sarebbe ottimo». Giuseppe Sciascia
  24. L’Openjobmetis punta lo sguardo su Jalen Cannon per il ruolo di cambio dei lunghi. Il mercato biancorosso guarda ancora verso l’A2 per i ruoli di complemento dello starting five. Dopo Arturs Strautins (che aveva già esperienza in A ma nel finale del 2019/20 ha comunque giocato nel primo campionato dilettantistico) e Giovanni De Nicolao, la società del presidente Vittorelli mette al centro dell’attenzione un altro giocatore che nella stagione passata ha militato nella categoria inferiore. Si tratta di un lungo di 198 centimetri per 102 chili che nelle ultime tre annate ha prodotto cifre importanti in A2: sbarcato in Italia nel 2017 ad Agrigento, Cannon si guadagnò la conferma nella stagione successiva aumentando ulteriormente il fatturato statistico (da 15,4 punti e 9,6 rimbalzi col 57% da 2 a 16,9 punti e 8,2 rimbalzi col 65% da 2). Nell’ultima stagione impatto offensivo ancora più brillante, totalizzando 19,2 punti nelle file della NPC Rieti e aumentando efficacia e frequenza del tiro dal perimetro (36% da 3 su 2,2 tentativi a partita). Il lungo della Pennsylvania è stato secondo miglior marcatore e primo assoluto nella valutazione statistica del girone Ovest dell’A2; non si tratta di un giocatore particolarmente esplosivo, ma di un elemento dal bagaglio tecnico completo, che sa attaccare sia fronte che spalle a canestro. Cannon ha capacità di gioco interno, buon tocco dai 3-4 metri e un tiro frontale divenuto progressivamente più affidabile col passare delle stagioni. Il lungo del 1993 giocava prevalentemente da centro a dispetto della statura, ma può dare minuti anche da ala forte, ruolo nel quale giostrava sporadicamente anche in A2. Di certo non è un giocatore appariscente per salti e prodezze atletiche, ma il suo stile è estremamente concreto; da valutare ovviamente al salto di categoria verso la serie A, mai affrontata nella sua carriera professionistica (prima dei tre anni nella nostra A2 una tappa in Messico e un’altra nella seconda lega di Israele). E la taglia fisica non è certo da omone d’area, compensata però da tecnica, mestiere e soprattutto tanta “fame” di mettersi in mostra e dimostrare di valere un livello superiore rispetto al quale si era cimentato finora. D’altra parte Varese lo scorso anno ha pescato bene in A2 con Jeremy Simmons (che però aveva già assaggiato una prima lega in Belgio); cercare giocatori a costo (relativamente) basso che mostrano disponibilità a misurarsi con una sfida intrigante è il modo giusto per provare a far fruttare le risorse disponibili senza svenarsi in attesa delle scelte sugli elementi cardine della squadra futura. Al momento non c’è ancora accordo tra le parti, ma l’offerta dell’OJM – consona ad un ruolo da cambio – è comunque abbastanza vicina alle aspettative del giocatore e sembra esserci margine per provare a stringere. Cosa che invece al momento non sembra possibile per Andrejs Graziulis, il lungo lettone lo scorso anno in A2 a Tortona sul quale c’è interesse da altri club italiani (è nella lista dei papabili per la Fortitudo Bologna di Meo Sacchetti con vetrina in Champions League) e la richiesta economica pervenuta al club biancorosso è da titolare e non certo da cambio. Riempite le cinque caselle del parco italiani col titolare a due teste Strautins-De Vico nello spot di ala piccola, l’eventuale operazione Cannon completerebbe per intero la panchina biancorossa lasciando un discreto margine per i 4 stranieri titolari tra contratti da rinegoziare e mercato da esplorare in caccia dei big. Giuseppe Sciascia
  25. Varese lavora sul mercato italiano per completare lo spot di ala piccola. Oltre ad Arturs Strautins, che sarà con ogni probabilità il primo acquisto della stagione 2020/21, ci sono altre piste aperte per affiancare il lettone di formazione tecnica tricolore nel ruolo che l’Openjobmetis riempirà con due elementi “nostrani”. I nomi in ballottaggio sono due vecchie conoscenze dei tifosi biancorossi: si tratta di Fabio Mian, già visto a Varese dal 2009 al 2011, e Niccolò De Vico, inseguito a lungo durante la campagna acquisti di tre anni fa. Due giocatori dalle caratteristiche tecniche differenti anche alla luce della fisicità: meno stazzata (192 centimetri per 91 chili) la 28enne guardia-ala reclutata da Stefano Pillastrini dopo il titolo di MVP del Trofeo “Giovani Leggende” 2009, più fisicata (200 centimetri per 93 chili) la 26enne ala di Monza cresciuta nelle giovanili di Biella. Ma per entrambi è il tiro dal perimetro il pezzo forte del repertorio. Mian arrivò a Varese giovanissimo dall’UBC Udine, in due stagioni totalizzò solo 15 punti a referto e nel 2011 venne bocciato dalla società biancorossa che utilizzò l’escape dall’accordo 2+2 siglato nel 2009. Dopo una “gavetta” in B ad Agrigento ha raggiunto la serie A nel 2014/15 a Cremona con Andrea Conti come g.m.. Una esperienza durata tre stagioni, poi il trasferimento a Pistoia dove ha disputato la sua miglior annata (9,0 punti e 2,7 rimbalzi nel 2017/18); le ultime tappe a Trento dove non sarà confermato dopo aver totalizzato 3,4 punti e 1,3 rimbalzi di media nel 2019/20, giocando peraltro la miglior partita dell’anno all’Enerxenia Arena (21 punti con 5/9 da 3). De Vico, in uscita da Cremona alla luce delle problematiche societarie del club di Aldo Vanoli, era stato seguito con attenzione dall’area tecnica di Varese con tanto di viaggio a Biella da parte di Toto Bulgheroni, Claudio Coldebella ed Attilio Caja nei playoff di A2 di tre anni fa. Alla fine però l’ala del 1994 scelse l’offerta economica più cospicua di Reggio Emilia, che dopo due stagioni da 5,3 e 5,6 punti di media esercitò l’escape dal 2+2 stipulato nel 2017; nel 2019 l’approdo a Cremona per un’annata da 5,1 punti e 1,7 rimbalzi di media, ora è sul mercato nell’ambito del restyling forzato imposto dalle incertezze sul futuro societario del club del presidente Vanoli. Sia Mian che De Vico (sul quale potrebbe esserci però un interesse di Brescia) provengono da contratti a sei cifre; di certo Varese non può prospettare gli ingaggi della stagione passata a Trento e Cremona, ma il gradimento tecnico è sostanzialmente analogo e a fare la differenza potrebbe essere l’aspetto economico. O meglio, il mix tra costo e motivazioni, così come per il play di riserva nel cui borsino calano le quotazioni di Gherardo Sabatini e riprendono quota quelle di Lorenzo Saccaggi e Giovanni De Nicolao, entrambi contesi da Napoli in A2. L’OJM offre una vetrina con minuti, responsabilità e possibilità di lanciarsi o rilanciarsi: chi insegue soldi o garanzie di utilizzo non fa per Attilio Caja, chi sposa la causa con voglia di mettersi alla prova vestirà la maglia biancorossa. Giuseppe Sciascia
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