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  1. L’Openjobmetis è tornata in palestra per preparare l’ultimo atto della stagione 2020/21. Obiettivo ancora lontano quello di lunedì 10 maggio a Brindisi, e pertanto riattivazione oltre la metà della settimana con 3 giorni di lavoro - oggi data segnata col circoletto rosso per le 41 candeline spente da Luis Scola - in vista del ritorno al regime normale da martedì prossimo. Ma nel turno finale della regular season c’è in palio la pur piccola “speranziella” di conquistare l’accesso ai playoff, rimontando in soli 40 minuti dall’attuale quattordicesimo all’ottavo posto. Ovviamente questa possibilità, più aritmetica che reale, non può prescindere dal segno 2 del match del PalaPentassuglia: attualmente la quota playoff è a 22 punti, dove Cremona e Trento stanno un gradino sopra i 20 di Varese. Le congiunzioni astrali perché si verifichi questa eventualità però sono molteplici, legate non solo alla conditio sine qua non della vittoria esterna dei biancorossi. Se l’OJM sbancherà il parquet della squadra di Vitucci, si qualificherà da ottava in un derby di spessore contro Milano solo con la seguente coincidenza di risultati favorevoli. Prima di tutto la sconfitta di Reggio Emilia (che vanta un 2-0 negli scontri diretti con la “Bullo’s Band”) sul campo di Venezia, chiamata a vincere per giocarsi ancora il quarto posto. Poi lo stop di Cremona, attuale detentrice dell’ottavo posto, sul campo dell’Olimpia che ha bisogno di punti per chiudere al primo posto la stagione regolare. Serve inoltre lo stop della Fortitudo Bologna a Trieste, mentre è irrilevante l’esito della sfida tra Brescia e Pesaro, entrambe già aritmeticamente fuori dalla volata per l’ottavo posto. Ma la squadra legata a filo doppio alle residue chances playoff è Trento, ossia l’unica contro la quale Varese abbia scontri diretti favorevoli (il 2-0 conquistato tra il 77-74 dell’andata e l’88-70 del ritorno). La Dolomiti Energia giocherà venerdì 7 maggio il recupero della sfida contro Brindisi originalmente in programma nel turno del 25 aprile e poi il 10 maggio sul campo della Virtus Bologna. Nel caso di vittoria trentina nel recupero della giornata 29, il sogno playoff dell’OJM tramonterà definitivamente prima della sera del 10 maggio. Ma se Trento non dovesse farcela, lo scenario di un maxi-arrivo a 22 punti con 4 squadre (Varese, Dolomiti Energia e Cremona più una tra Brescia e Pesaro) potrebbe davvero lanciare Ferrero e compagni nella post-season grazie agli 8 punti in classifica avulsa con le altre tre compagne di viaggio. Quindi l’Ojm dovrà tifare Brindisi e poi batterla per guadagnarsi una possibilità aritmetica, legata comunque alle notizie dagli altri campi. Le chances sono ridottissime, ma finchè l’aritmetica lascia aperti spazi per sognare... Giuseppe Sciascia
  2. C’è solo un comandamento nello stordimento di quest’ebbrezza post Forum: vietato gridare al miracolo. Varese ha espugnato Milano per gli stessi motivi, solo capovolti di senso, per i quali fino a due mesi fa - ovvero fino all’arrivo di John Egbunu - era una squadra che meritava la Serie A2 più di tutte le sue colleghe. Chi oggi argomenta di carri troppo piccoli su cui salire, chi grida al complotto del criticismo (nel suo significato filosofico) risalente al passato prossimo, chi vede in questa rinascita una rivincita sulle supposte cattiverie propugnate da chi per mesi si è preoccupato - a ragione - dei destini biancorossi, sbaglia due volte: in primis si abbandona alle montagne russe dell’emotività, parola che con realtà condivide solo la rima; e - in secundis - dimentica soprattutto che il basket è una scienza esatta. Quasi esatta. Una compagine con un organico che non possiede né i chili, né i centimetri, né le capacità tecniche per competere in una zona nevralgica come quella adombrata dai canestri - sia in attacco, che in difesa - non può che fallire in uno sport che si chiama pallacanestro. La semplifichiamo al minimo, tralasciando sfortune, Covid, esperimenti, esoneri di allenatori e tutte quelle piccole cose che hanno fatto parte della storia minima di questa stagione, materia per le bocce ferme: fino a due mesi fa Varese era una squadra colpevolmente - sottolineiamo colpevolmente - costruita senza un centro di ruolo, una squadra che ha perso del tempo prezioso per trovarlo, una squadra che in virtù di tale mancanza è stata portata a disfare ogni tela costruita, a subire caterve di punti, a essere prevedibile in attacco, a ingolfare i propri esterni di responsabilità e pressioni, a non avere chimica, a far sembrare scarsi giocatori che non lo erano affatto, a ridurre al minimo le potenzialità di un vecchio (ma ancora potenzialmente decisivo) campione come Luis Scola. Dobbiamo andare avanti? No, ci fermiamo. Perché ormai tutto questo è uno ieri che val, tuttavia, la pena di ricordare: rende molto più piena, molto meno casuale, molto più ragionata e quindi fragrante la gioia odierna. Quella di una formazione che adesso - con quell’indispensabile, agognato, evocato con la gola secca per le troppe grida, fondante cambiamento sotto canestro - ha invertito totalmente la parabola. E non solo ha ripreso a vincere: permette a tutti di constatarne le beltà, addirittura i punti di forza. Con Egbunu a presidiare l’area, a cambiare le parabole altrui e ad aiutare in difesa, e a fare da boa del gioco in attacco, la Openjobmetis ha potuto scoprire di avere un leader dalla mente d’acciaio, dal tiro mortifero e capace di una pressione sulla palla micidiale come Tony Douglas; ha ristorato le qualità di un playmaker razzente, intelligente e talentuoso come Ruzzier; ha dato un senso alla classe di Scola; ha lasciato il giusto spazio alle scorribande di Beane (oggi, però, il meno luccicante), pedina (e modifica nel roster) peraltro non indispensabile. Tutte qualità che oggi si sono viste abbondantemente, insieme a una dignità fisico-atletica che è stata davvero la pepatencia sul piano partita di Milano: ogni volta che la squadra di Messina ha provato a sottomettere l’Openjobmetis con i muscoli, è stata rispedita al mittente. A quel punto si è trovata nuda, irretita da quella stanchezza (innegabile) che al momento non le permette di far valere le differenze di classe che comunque permangono e permarranno sempre. Anche perché davanti aveva una Varese che la sua classe - non banale - è riuscita a farla emergere. Nessun miracolo, quindi, semmai un’impresa. Che rende giustizia non a chi oggi fa il giochino dell’asilo del “te l’avevo detto”: togli Egbunu e questa squadra va dritta in A2; lo metti dentro e può battere addirittura Milano… Rende giustizia, invece e solamente, a chi non ha smesso di remare un minuto nelle varie tempeste che si sono abbattute - i giocatori - e a chi ora dimostra di gestire in modo sapiente la bacchetta da direttore con la stessa faccia impenetrabile di quando non ne infilava (non poteva infilare, meglio…) una giusta, Massimo Bulleri. Gente (loro sì) che adesso potrebbe dire “te l’avevo detto”, ma che invece sta zitta, se la gode, e combatte un’altra battaglia, una battaglia che non è ancora finita e chissà dove può portare. Complimenti a loro, tutti loro. Fabio Gandini
  3. L’Openjobmetis è ancora in mezzo al guado fra tamponi, test ed esami. Sabato si è negativizzato un altro giocatore professionista lasciando ai box ancora 3 elementi in quarantena dall’8 gennaio (si tratta della “seconda ondata” contagiatasi la settimana successiva allo stop decretato sabato 2 gennaio). E ieri, per la quarta domenica consecutiva, i biancorossi sono restati a guardare le altre squadre in campo nel turno di campionato dato il rinvio del match contro la Fortitudo Bologna per mancanza di “numero legale”. Ma fino ad oggi non si saprà se la squadra di Massimo Bulleri dovrà tornare in campo già mercoledì a Trieste, nel primo dei 4 recuperi da mettere in calendario entro metà febbraio. Il totale dei negativi è salito a quota 7 dopo i tamponi di ieri, per capire quanti dei 4 ancora in sospeso al di là delle certezze Ruzzier, De Vico e Scola potranno tornare in palestra a disposizione di “coach Bullo” bisognerà attendere l’esito degli esami più approfonditi previsti dai protocolli FIP per gli atleti contagiati in forma sintomatica. Se però Varese avrà a disposizione anche solo 6 effettivi, l’elenco delle partite da recuperare partirà mercoledì dalla trasferta sul campo dell’Allianz, anche a dispetto dell’assenza assai probabile dei 3 giocatori ancora ai box al secondo tentativo, che tra domani pomeriggio e martedì verificheranno per la terza volta se potranno uscire dalla quarantena. La situazione dell’OJM è ancora assai precaria, tra condizione da ritrovare dopo più di 3 settimane di inattività per quasi tutto il gruppo e una riattivazione forzatamente scaglionata. Ma le regole sono chiarissime: appena il gruppo biancorosso rientrerà nella casistica indicata dai protocolli FIP per tornare in campo, la Lega Basket fisserà al più presto possibile i recuperi delle 4 partite mancanti. Scendere in campo mercoledì a ranghi ridotti e con pochissima energia nelle gambe significherebbe sconfitta quasi certa; ma rispetto al match in calendario al 3 gennaio lo status dell’Allianz è completamente diverso (quattro vittorie in fila e qualificazione in Coppa Italia) rispetto all’ipotesi di 3 settimane fa di uno spareggio salvezza. La vera partita chiave per i destini dell’OJM sarà il derby di domenica prossima a Cantù, nel quale coach Bulleri confida di avere tutti a disposizione, tra guarigioni ed arrivi dagli Stati Uniti. Giuseppe Sciascia
  4. Il focolaio di Covid-19 interno alla Pallacanestro Varese non si è ancora spento, anche se il numero delle persone attualmente contagiate si è ridotto a sette unità. Questo l’esito dell’ultima serie di tamponi effettuati dai componenti del “gruppo squadra” (che è formato da giocatori, allenatori, staff sanitario e alcuni dirigenti) che nelle ultime settimane hanno contratto il virus. Il numero di positivi totale è ora di sette soggetti (inizialmente erano 12, poi saliti a 16 e ridiscesi a 11): secondo quanto risulta però, sei giocatori con contratto professionistico sono attualmente negativi al tampone e questa è una notazione importante. Sei infatti è il numero minimo per disputare una partita di Serie A, secondo il protocollo di Legabasket in vigore: questo fa pensare che domenica prossima (24 gennaio) la Openjobmetis possa scendere in campo contro la Fortitudo Bologna a Masnago. n realtà, però, chi è reduce dal Covid-19 (e tutte le persone coinvolte hanno avuto sintomi da “influenza pesante”) prima di tornare in campo deve nuovamente superare gli esami di idoneità sportiva senza i quali i giocatori non possono tornare neppure ad allenarsi. Gli esami verranno svolti (presumibilmente) nella giornata di giovedì e quindi, nel caso i medici dovessero dare il via libera, i “reduci biancorossi” potrebbero iniziare a preparare il match con la Fortitudo a partire da venerdì. Chiaramente la situazione è di quelle assai complicate: la Openjobmetis non si allena al completo dal 1° di gennaio (il 2 sono state individuate le prime positività), ha saltato già tre partite e nel caso dovesse affrontare Bologna lo farebbe con un numero ridottissimo di giocatori (6 “pro” più qualche giovane del vivaio), una condizione atletica disastrosa e appena 2 o 3 sedute di lavoro. Per le normative in vigore sarebbe tutto regolare ma è evidente che un match delicato come quello di domenica (la Fortitudo è tra le squadre più vicine in classifica al fanalino di coda Varese) sarebbe stato da affrontare in ben altre condizioni. Il club non ha comunque reso noti i nomi dei guariti e di chi è ancora costretto a casa con il virus (di questo secondo gruppo fa certamente parte il gm Andrea Conti): di sicuro a disposizione di coach Bulleri ci sono De Vico e Ruzzier che avevano già contratto il Covid-19 all’inizio quando giocavano a Cremona (e in queste tre settimane si sono regolarmente allenati) e Luis Scola che è stato il primo biancorosso a negativizzarsi nei giorni scorsi. Di seguito il comunicato ufficiale emesso dalla Pallacanestro Varese sulla vicenda. «Pallacanestro Varese comunica che i tamponi molecolari effettuati negli ultimi due giorni hanno evidenziato ancora sette casi di positività al Covid-19 all’interno del Team Squadra. Nel corso della settimana la situazione dei soggetti positivi verrà monitorata dallo staff medico biancorosso. La ripresa delle attività per coloro che invece sono risultati negativi, come da protocollo, sarà subordinata al rilascio del certificato d’idoneità alla pratica sportiva agonistica.» Damiano Franzetti
  5. Il coronavirus inaugura nel modo peggiore il 2021 della Pallacanestro Varese. Focolaio in corso nel Team Squadra biancorosso, con un lungo elenco di positività che hanno toccato sia i giocatori sotto contratto che gli altri membri del gruppo e dello staff tecnico. In totale 12 i casi riscontrati dai tamponi rapidi effettuati ieri sera, 48 ore prima della partenza per Trieste: nel Team squadra dell’OJM si era verificato un primo caso, prontamente isolato, la sera del 30 dicembre, ma le verifiche effettuate sul resto del gruppo nella giornata del 31 non avevano fatto riscontrare ulteriori problemi. I nuovi test nella serata di venerdì, seguendo i protocolli disposti dalla FIP, hanno evidenziato il focolaio tra numerose positività e 4 giocatori con sintomi riconducibili al coronavirus. La società biancorossa ha inviato alla Lega Basket la documentazione relativa alla situazione per l’applicazione dei protocolli previsti dalla FIP: avendo a disposizione solo 4 professionisti per scendere in campo domani a Trieste, la partita è rientrata immediatamente nella casistica di quelle rinviate d’autorità. Nel pomeriggio è arrivata l’ufficialità del rinvio per la gara fra Trieste ed Openjobmetis. Il provvedimento numero 43 emesso dalla Lega Basket ha disposto il posticipo a data da destinarsi del match originalmente in programma per domani alle 18,30 al PalaRubini, «con l'obiettivo di ridurre il rischio di un potenziale focolaio che potrebbe essere in atto e tutelare la salute di atleti e staff delle due squadre», come si legge nel comunicato ufficiale. L'attività degli allenamenti di squadra dell'Openjobmedtis è sospesa fino a data da destinarsi, potranno lavorare individualmente solo i giocatori non positivi, mentre i positivi al tampone rapido dovranno attendere 10 giorni (se asintomatici) o 14 (se sintomatici) per uscire dalla quarantena e riprendere eventualmente gli allenamenti dopo aver effettuato nuovamente la visita di idoneità alla pratica sportiva. Il tempo medio di inattività agonistica degli altri club vittime nei mesi scorsi di focolai Covid – Cantù, Cremona, Reggio Emilia, Venezia e Trieste – è stato circa di tre settimane. Per il club biancorosso si tratta del primo contatto assoluto col pianeta Covid, dopo i casi di false positività per Giancarlo Ferrero e l’assistant coach Vincenzo Cavazzana in occasione del match del 4 ottobre contro la Fortitudo Bologna. Giuseppe Sciascia
  6. La Lega Basket evita misure straordinarie per affrontare la situazione Covid-19 sul piano sportivo. La sospensione del campionato in attesa di riavere i tifosi in tribuna e il blocco delle retrocessioni restano ipotesi paventate solo al di fuori della “stanza dei bottoni” del basket italiano. L’assemblea di ieri, giovedì 29 ottobre, tra i 16 club professionistici non ha espresso soluzioni alternative al format attuale del campionato: nessun accenno alle opzioni espresse nei giorni scorsi tra uscite pubbliche sui giornali e chiacchierate informali tra diverse società. Da Cantù a Reggio Emilia L’emergenza sanitaria è conclamata: sempre ieri Reggio Emilia ha comunicato la positività di Filippo Baldi Rossi, portando a 9 su 16 i club che hanno almeno un caso di Coronavirus nel Team Squadra. Al momento, però, non è in discussione la prosecuzione sulla rotta tracciata tra maggio e giugno con i rituali e le regole di una stagione normale, pur col costoso - ma indispensabile - paracadute dei tamponi e la possibilità di rinvio delle partite in caso di focolaio. Per ora solo Cantù è incappata nel caso peggiore di contagio diffuso (otto positivi: salta anche la sfida con Trieste): la politica del presidente di Legabasket, Umberto Gandini, è quella di evitare rischi inutili, come dimostra la scelta di domenica scorsa, quando ha disposto il rinvio del match fra Treviso e Acqua San Bernardo anche se la situazione non rientrava nei canoni dei protocolli FIP. Ma è evidente che le assenze per positività potranno falsare i risultati sportivi e se pure il problema può toccare tutti, l’alea che permea il quadro generale è parecchio lontana dall’equità competitiva alla base di un campionato. Senza Piano B Comunque, per ora non c’è un piano B alla regular season da 30 giornate con playoff per le prime 8 e retrocessioni per le ultime due, anche perché nessun club con idee differenti ha sollevato ipotesi differenti, rinviate alla prossima assemblea soltanto se la situazione sanitaria dovesse peggiorare. L’attenzione si è dunque concentrata sugli aspetti economici, meno “impattanti” per i tifosi rispetto all’interruzione delle partite o al cambio del format in chiave salvezza. Ma certamente più delicati e importanti per le società, alle prese con l’azzeramento definitivo almeno per un mese dei ricavi da botteghino. Le società professionistiche fanno parte dei codici Ateco per la richiesta dei contributi a fondo perduto del Decreto Ristoro (50 milioni da suddividere per tutto lo sport italiano, dunque arriveranno solo briciole). Nessuna richiesta al Governo La Lba non chiede aiuti di Stato sotto forma di soldi freschi, ma misure che diano ossigeno immediato a casse asfittiche. L’unico sostegno liquido richiesto riguarda un contributo per i costi dell’attività di screeningdei tamponi che potrebbero superare ampiamente le previsioni iniziali di 100mila euro l’anno. Le altre richieste al Governo sono la sospensione dei versamenti di contributi e ritenute fino al 31 dicembre e la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati tramite il Credito Sportivo per spalmare a lungo termine (10-15 anni) le ingenti perdite del 2020/21. Jones firma per l’OJM C’è la firma della Pallacanestro Varese sul contratto che la legherà a Jalen Jones. Ultimo passo formale della trattativa con la 27enne ala forte ex Cleveland, Dallas e New Orleans avvenuto nella giornata di ieri, avviando le pratiche per il tesseramento attraverso il Consolato di Houston (luogo più vicino alla residenza nel Texas del nuovo acquisto biancorosso). L’emergenza Covid-19 impazza anche negli Stati Uniti, dunque non sono ancora definiti i tempi tecnici del rilascio del visto attraverso la posta prioritaria anziché tramite il ritiro di persona negli uffici del Consolato. Debutto a Pesaro? L’auspicio di Varese è che il giocatore possa arrivare entro la metà della prossima settimana e debuttare quindi l’8 novembre a Pesaro. Quel che è certo è che l’Openjobmetis potrà tesserare regolarmente Jones nel momento in cui tutti i documenti saranno pronti. Ieri si era sparso l’allarme per un possibile blocco del mercato biancorosso da parte della FIBA per un lodo perso con Antonio Iannuzzi, ma in realtà la società ha saldato il debito lo scorso 3 agosto, dunque si è trattato di un errore della Federbasket internazionale poi prontamente rettificato. Giuseppe Sciascia
  7. L’Openjobmetis prova a regalarsi una serata da grande nel turno inaugurale della stagione 2020/21. Oltre otto mesi dopo l’ultima partita di campionato giocata in casa, le porte dell’Enerxenia Arena si riaprono - sia pure con ingressi rigidamente contingentati - per la sfida contro la quotata Germani Brescia. Palla a due alle 17 (diretta streaming su Eurosport Player) per il primo derby lombardo di un campionato tutto da decifrare, tra gli 8 volti nuovi affidati al debuttante Massimo Bulleri e la situazione sempre più indecifrabile degli accessi dei palasport. Il mini sold out dei 700 spettatori ammessi a Masnago è già un successo dopo le risposte tiepide dei supporters biancorossi per la Supercoppa. Ma è chiaro che la spinta di un «Lino Oldrini» aperto al 13 per cento sarà totalmente differente rispetto a quella degli oltre 4.100 tifosi di media delle ultime tre stagioni. Ma il nuovo coach dell’OJM detta una linea basata sul coinvolgimento dei tifosi per caricare il gruppo in vista del match odierno: «Vogliamo far innamorare il pubblico mettendo in campo sin da oggi impegno, determinazione e grinta: ci aspetta un impegno complicato contro un’avversaria di alto livello, ma daremo tutto per provare l’impresa» le parole del «Bullo» alla vigilia dell’esordio. Le due sfide nella fase eliminatoria della Supercoppa, con Varese beffata allo scadere sul campo della Germani e vittoriosa al ritorno nella prima da head coach del tecnico di Cecina, hanno valore relativo. Rispetto al precampionato infatti Brescia ha aggiunto i due lunghi titolari Cline e Ristic, assenti per motivi di tesseramento, completando un roster profondissimo e ricco di alternative con le stelle Chery e Crawford come punti di riferimento sul perimetro. Se l’OJM ha tagliato del 30% il budget post-Covid 19, la Leonessa - passata nelle mani dello sponsor Mauro Ferrari, che ha acquisito il 66% delle quote - lo ha aumentato del 30%, con l’obiettivo di puntare alle semifinali in Italia e ai playoff di Eurocup. A Varese servirà un’impresa per mettere sotto la squadra di Esposito, e in passato la spinta dell’Enerxenia Arena avrebbe potuto amplificare la carica agonistica di Ferrero e compagni verso il primo scalpo nobile della stagione. Il test di stasera avrà valenze molteplici: c’è l’interesse per verificare l’impronta che Massimo Bulleri avrà saputo lasciare nelle due settimane di lavoro pieno dopo la Supercoppa, riconvertendo in parte il sistema Caja. Poi la capacità dei veterani Scola e Douglas di prendere per mano i compagni sopperendo all’ambiente in modalità distanziamento sociale. La curiosità per la prima dell’OJM è elevata, i biancorossi sapranno stupire subito per inaugurare al meglio questo 2020/21 ricco di incognite? Giuseppe Sciascia
  8. Dev’essere destino che tra Openjobmetis e Germani le partite si risolvano sempre in volata. Il match di Supercoppa, ultimo della manifestazione per entrambe le squadre, non fa eccezione ma a differenza dell’andata tocca a Varese festeggiare nella serata dell’esordio di coach Massimo Bulleri. I biancorossi vincono 102-100 al termine di una gara ricchissima di canestri e di percentuali alte, “condita” dalle prodezze del solito noto Luis Scola – 27 punti e 7 rimbalzi – ma anche da buone indicazioni dal resto della squadra. Bulleri, però, prima di tutto: il nuovo tecnico ha già messo mano alla squadra, al di là delle dichiarazioni, dando un approccio diverso in attacco, con tanto pick’n’roll ad avviare le azioni e maggiori libertà individuali. In difesa è per ora difficile giudicare: Ferrero e compagni hanno provato in alcune situazioni a stringere le maglie e alzare l’intensità (vedi per esempio nel break del terzo periodo), ma la precisione degli ospiti ha punito spesso la coperta corta della retroguardia biancorossa. Poco male, anche se per festeggiare i circa 400 tifosi hanno dovuto aspettare la sirena: Douglas, buon protagonista, si è visto sputare dal ferro la tripla della sicurezza (in precedenza aveva scaricato palla a Ferrero, autore di un canestrone decisivo dall’arco) e così Brescia ha avuto come all’andata la palla per la vittoria. Crawford però si è “incartato”, provando una conclusione da due punti ostacolato da De Vico: palla corta e festa biancorossa. Un successo che, per lo meno, evita alla OJM l’ultimo posto nella classifica del girone (appannaggio di Cantù) e regala il secondo referto rosa in precampionato oltre che una buona dose di fiducia. Attenzione, perché tra due settimane si replica sempre a Masnago e sempre con la Leonessa: sarà però campionato e i due punti in palio varranno doppio. Varese, comunque, ha dimostrato di reggere l’impatto con una squadra dall’organico superiore (nonostante le assenze tra gli ospiti) e di poter dire la propria anche in un duello ai 100 punti. Piace il fatto che la OJM non ha solo tirato bene da 3 come percentuali ma ha anche saputo costruire bene le proprie conclusioni dall’arco. Certo, manca ancora qualcosa per quanto riguarda il gioco interno (Scola escluso, ovviamente), ma c’è tempo per diversificare anche su questo aspetto. Tanti invece gli esperimenti a livello di quintetti: l’assenza di Andersson ha dato l’occasione di provare vari assetti non solo nel reparto ali. Prima di tuffarsi nella Serie A, la squadra di Bulleri avrà ancora un’amichevole a disposizione, contro Cremona (sabato 19 alle ore 18 a Masnago): da qui al 27 settembre sarà però fondamentale il lavoro in palestra. PALLA A DUE Prima assenza in sei partite per un giocatore biancorosso: Denzel Andersson, come spiegato in sede di presentazione, resta in borghese a causa di un piccolo problema al ginocchio. Nulla di preoccupante ma si è preferito procedere con le cure. In quintetto quindi ci va Ferrero a fare da “4” accanto a Scola che dall’altra parte non trova un pivot di ruolo ma gli atipici Burns e Sacchetti. Sempre assenti Cline e Ristic tra gli ospiti. Poco più di 400 gli spettatori presenti, tra i quali Javier Zanetti, amico personale di Scola e seduto sui divanetti accanto al presidente Vittorelli. LA PARTITA Q1 – Quarto interminabile: oltre mezz’ora di gioco, 20 falli complessivi fischiati e punteggio molto alto sebbene alterato dal numero di tiri liberi concessi alle due squadre. A brillare, in avvio, sono Crawford e Ferrero mentre Scola è in versione “diesel”, ma appunto si scalderà con il passare del tempo. Tante le variazioni del quintetto per Bulleri che non ha paura a sperimentare variazioni sul tema. La Openjobmetis prova a strappare in qualche occasione e alla fine è avanti di 4, 33-29. Q2 – Varese fatica un po’ nella ripartenza ma inizia a trovare pronto Scola in fase offensiva. Brescia mette in mostra il gioiellino Bortolani (ben noto qui, visto che ha giocato a Legnano), mano fatata che contribuisce al sorpasso. Si resta ugualmente appaiati con l’ottimo Chery che spariglia il punteggio prima del riposo (50-53). Q3 – Dopo la pausa, Scola si presenta nella sua versione olimpionica: il pivot argentino domina in attacco segnando 15 punti, attirando su di sé la difesa e liberando spazi per i compagni. Ne approfitta Strautins mentre la difesa si stringe e Varese scappa a +10. Dura poco: time out Esposito, Kalinoski e Burns sparano da fuori e alla fin della fiera è sorpasso esterno con Bortolani e Sacchetti (82-83). IL FINALE Di certo però, Varese non si arrende: Morse svetta in area e propizia il sorpasso, e da lì in poi Brescia pur restando a contatto non sorpasserà più. Si accende Douglas che infila due triple pesantissime, però Bortolani fa il veterano e replica. Bene, ancora, Chery che da fuori è una sentenza mentre Scola si fa perdonare due liberi sbagliati con il rimbalzo e il canestro del +4. Ancora Douglas dall’arco per arrivare a quota 18, poi l’americano forza e sbaglia ma capisce l’antifona: scarico a Ferrero – libero – e il capitano segna il 102-97. Basterebbe un errore di Brescia e invece Crawford centra la bomba a differenza di Douglas che vede il suo tiro girare sul cerchio e uscire in modo beffardo. Brescia la vuole vincere, sceglie Crawford ma l’azione nasce sbilenca e nemmeno la classe dell’ex Cremona riesce a svoltarla: tiro forzato e contestato, sirena finale sul 102-100. Damiano Franzetti
  9. La Pallacanestro Openjobmetis Varese è lieta di annunciare di aver raggiunto un accordo con Massimo Bulleri che da oggi ricoprirà il ruolo di allenatore della squadra biancorossa fino al termine dell’attuale stagione sportiva con opzione per la successiva. Per Bulleri si tratta di un gradito ritorno; a Varese, infatti, ha chiuso la sua straordinaria carriera da giocatore ed ha mosso i primi passi da allenatore ricoprendo il ruolo di assistente per due stagioni. Coach Massimo Bulleri sarà presentato alla stampa nel pomeriggio di domani, mercoledì 9 settembre, alle ore 16:00. Massimo Bulleri è uno dei personaggi più conosciuti e stimati della pallacanestro italiana. La sua carriera da giocatore è costellata di successi; con la maglia di Treviso, infatti, tra il 1999 ed il 2005 ha vinto 2 scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Saporta e 2 titoli MVP di Serie A. Con la canotta della Nazionale ha segnato 1063 punti in 127 partite vincendo l’argento all’Olimpiade di Atene nel 2004, un bronzo agli Europei di Svezia nel 2003 e un bronzo ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi nel 2001. Chiude la sua carriera nel 2017 a Varese, città nella quale inizia il suo percorso da allenatore ricoprendo il ruolo di assistente di Attilio Caja. Dopo due stagioni ai piedi del Sacro Monte, si trasferisce a Ravenna, ambiziosa squadra di A2, dove affianca Massimo Cancellieri alla guida tecnica del club.
  10. Da una parte, quella visibile, quella che in fondo dovrebbe contare di più, un allenatore che in cinque anni ha fatto le fortune, sul campo, del club che ha allenato: salvezze conquistate di slancio, una stagione con una rimonta formidabile (il campionato 2017/2018), una bella cavalcata in Europa e uno stile di gioco riconoscibile, proficuo e disciplinato. Un allenatore ben voluto dai tifosi (almeno da quelli che guardano solo ai risultati) e - fino all’inizio di quest’anno agonistico - anche da chi in società ha sempre avuto in mano le redini delle decisioni tecniche. Dall’altra un rapporto consumato. E non da oggi. Tra il coach (e la persona) Attilio Caja e chi nel tempo ha lavorato a stretto contatto con lui. I modi bruschi e spicci usati talvolta con giocatori e altri membri dello staff, alcuni contrasti, saltuari eccessi, la filosofia con cui intendere i rapporti lavorativi e quelli umani, a volte diametralmente opposta a quella di chi gli stava intorno: tutte divergenze che negli anni sono rimaste sotto traccia, nascoste dal senso di opportunità e da ciò che accedeva sul parquet, ma che in profondità hanno scavato un solco. E, forse, predisposto una miccia che aspettava solo una scintilla per poter esplodere. La scintilla si è materializzata quest’estate e prende il nome di Luis Scola. Senza l’ingombrante - a conti fatti - presenza dell’argentino, Caja oggi sarebbe ancora l’allenatore della Openjobmetis Varese. Forse solo fino a fine stagione e non fino alla naturale scadenza del contratto (il 2022), ma di sicuro quanto arrivato a far tremare la terra cestistica varesina oggi pomeriggio apparterrebbe ancora al mondo della fantasia. L’avvento di Scola, inaspettato, per alcuni aspetti fortunoso, di certo frutto anche di una conduzione propizia delle trattative da parte del sodalizio cestistico cittadino (con Caja coinvolto e convinto) non poteva non scompaginare le carte nel piccolo mondo antico varesino. Dopo anni di squadre operaie, ricche di scommesse emergenti unite a usati sicuri, squadre che vedevano in prima pagina solo l’allenatore e il lavoro con cui le plasmava, ecco un campione. Vero. E come tale condizionante. Uno dei giocatori più famosi dell’universo, uno che ha fatto la storia della pallacanestro. Varese e il suo ambiente si esaltano, sognano, sperano di poter lucrare dal clamoroso “sì” dell’argentino sia in risultati che in visibilità, ma si trovano ad affrontare due inevitabili questioni: l’integrazione di Scola sul parquet, in un gruppo formato per il resto da esordienti e giovani (Douglas a parte) e l’integrazione dello stesso argentino in quella “zona” che sta a metà tra il campo e l’esterno del campo, fatta di rapporti, abitudini, regole, consegne, opportunità e disciplina… Sulla prima questione non occorre soffermarsi troppo, almeno per chi ha gli occhi per vedere: le prime tre partite disputate quest’anno hanno dimostrato che la missione era già pressoché compiuta. Per merito della classe del giocatore, ovviamente, ma anche per merito della capacità di Caja di introdurre nelle specificità del suo riconosciuto gioco i necessari adattamenti a far brillare la stella. E il tempo avrebbe solo aiutato la crescita tecnica generale. Quasi superfluo scrivere questo paragrafo: un allenatore come l’Artiglio non può essere messo in discussione per ciò che riguarda il parquet, l’ha dimostrato con i fatti qui sotto al Sacro Monte. Sempre. E in un mondo ideale, che non esiste, conterebbe solo questo. Sulla seconda, invece, i problemi sono emersi eccome. E, trovando terreno fertile nel pregresso spiegato qualche riga sopra, hanno condotto - come in un piano inclinato - ai fatti di oggi. Luis Scola va gestito: vista l’età, ha dell’esigenze riguardo ai ritmi e alla frequenza degli allenamenti che non possono non essere considerate. Lo sa anche Caja, che infatti si dichiara disponibile e prova a fare concreti passi verso l’argentino e i suoi bisogni. Sembra andare tutto bene, ma c’è dell’altro. Ci sono i metodi umani e di lavoro che vengono considerati troppo duri. Ci sono supposti (scriviamo così perché agli allenamenti, quest’anno, vista anche l’emergenza Covid, la stampa non è mai stata ammessa) atteggiamenti troppo aspri del coach pavese, non tanto verso l’argentino, ma verso i suoi compagni e l'intero contorno, atteggiamenti che allo stesso Scola non piacciono (e non solo a lui...) e ai quali non è abituato. Ci sono dei contrasti su alcune scelte, anche dei litigi. Tutto potrebbe rimanere nascosto (più o meno: a Varese gli informati di basket hanno sempre la gola florida…), come più o meno nascosto era rimasto negli scorsi anni. Invece inizia a emergere. Si fanno riunioni, diverse, che vedono partecipi lo stesso Scola, lo stesso Caja e poi il gm Andrea Conti e in alcune anche il responsabile nel consiglio d’amministrazione dell’area tecnica Toto Bulgheroni (leggi qui). Ufficialmente si cerca di comporre la situazione in subbuglio, ma in realtà pare che emerga anche una sorta di ultimatum che preluderebbe a una scelta: così non si può più andare avanti… Si arriva a venerdì sera, al post partita contro Cantù. Scola si sarebbe ancora una volta lamentato degli allenamenti troppo duri (e sarebbe stata la terza lamentela “ufficiale” in poco tempo) e anche di alcune imposizioni prescritte da Caja verso altri compagni per i giorni successivi, giudicate dall’ex NBA troppo severe. Le lamentele giungono a Conti, c’è un’altra riunione, i toni solo alti, ma sembra che tutto - come nel passato - possa restare sotto traccia. Invece no. Dell’ennesimo alterco viene informato Toto Bulgheroni che, come dichiarato in questa breve intervista, prende la decisione di esonerare Caja , d’accordo con la proprietà. Il coach non viene avvisato se non a cose fatte. Quasi casualmente, nel secondo pomeriggio. Questi i fatti. Varese si è stancata di ciò che di Attilio Caja non si può controllare: il carattere e quello che ne è derivato. E tra lui e la “filosofia” Scola, onde anche evitare ulteriori problemi nel corso della stagione, ha scelto la seconda. Dando il benservito al coach, tenendo sempre presente tutto il pregresso. Ha deciso di dire basta ora, pensando potesse essere meglio farlo adesso piuttosto che a campionato iniziato. Su questo, difficile darle torto. Ora però si apre una parentesi non priva di nodi da sciogliere. Chi sarà il sostituto del coach (nel frattempo la squadra andrà in mano a Vincenzo Cavazzana)? Banchi, Pianigiani, Buscaglia sono i nomi degli allenatori “liberi” più famosi, ma solo il terzo è forse un’opzione che la società può economicamente considerare: l’ex coach di Trento e Reggio Emilia, esonerato dalla società emiliana in primavera, è ancora a libro paga del sodalizio reggiano e potrebbe accontentarsi di un accordo non poi così gravoso per le casse biancorosse. L’aspetto economico è tutt’altro che secondario in questo momento: Attilio Caja aveva ancora due anni di contratto con Varese (la stagione 2020/2021 e quella successiva) e richiederà - come suo diritto - ogni emolumento a essi corrispondente. Un commento a questo terremoto? È presto per scriverlo. Due cose appaiono però evidenti fin da subito. La prima. Ad Attilio Caja (qui il suo saluto) puoi chiedere (e da lui ottenere) tutto: risultati sul campo, abnegazione nel lavoro, passione, di firmare contratti con uno stipendio al minimo (lo fece all’inizio della sua avventura a Varese), di ridursi lo stipendio causa Covid (lo ha fatto, è stato tra i primi e se lo è ridotto anche più degli altri) etc etc… Ma non puoi chiedergli di cambiare il suo carattere. E quanto scritto non è un giudizio sulla decisione presa dalla società né sul carattere del nostro, ma una constatazione su cui non si può sorvolare. Lo si sa oggi, ma lo si sapeva anche ieri. La seconda. Finire così un’era ben identificabile della storia della Pallacanestro Varese, un’era fatta di dignità, di ordine, di disciplina, di risultati, di piccole gioie - quelle concesse da questa epoca di vacche magre e di rapporti di forza irrimediabilmente cambiati - tutte ottenute, un’era tecnica durata come poche altre in questi settantacinque anni, è un po' una sconfitta per tutti. E non rende onore né ad Artiglio e a quello che ha fatto per Varese, né a una società che lo ha sempre difeso contro tutto e tutti, permettendogli di lavorare come sapeva lavorare. Fino a oggi. Fabio Gandini
  11. Fulmine a ciel sereno in casa Pallacanestro Varese: la società biancorossa ha esonerato quest’oggi il capo allenatore Attilio Caja, a poche ore dalla prima vittoria stagionale in Supercoppa contro Cantù. Il club ha comunicato la decisione al tecnico nel pomeriggio di oggi, in seguito – a quanto pare – a ore burrascose seguite al match di venerdì sera. La decisione, a quanto trapela, è stata presa di concerto dai vertici della società, anche se tanta voce in capitolo l’ha avuta Toto Bulgheroni, il consigliere delegato all’area tecnica che era stato anche il principale fautore del rinnovo di contratto di Caja, il cui accordo con Varese arriva sino al giugno 2022. Una scadenza lontana e che non verrà rispettata, perché la decisione è irrevocabile, e questa sarà una grana da risolvere perché bisognerà lavorare su una risoluzione non certo semplice, anche a livello economico, per una società tutt’altro che ricca. Un divorzio che non ha motivazioni tecniche: secondo quanto si apprende da fonti vicine alla società, i vertici biancorossi hanno considerato incrinato – potremmo dire deteriorato – il rapporto tra Caja e il resto dell’ambiente. Sotto accusa ci sarebbero comportamenti giudicati irrispettosi nei confronti di giocatori e componenti degli staff: cose che possono capitare quando sono confinate in alcuni momenti, ma che alla lunga diventano difficili da accettare. Tanto più che anche in questo scampolo di stagione non sono mancati i confronti e gli avvertimenti a non eccedere con determinati modi di fare. Ora, oltre al problema della risoluzione del contratto, si apre la ricerca di un sostituto: a Desio lunedì sera, per il ritorno di Supercoppa contro Cantù, sarà il vice Vincenzo Cavazzana a guidare la Openjobmetis dalla panchina ma pare evidente che non sarà lui a proseguire il lavoro da head coach. Una strada potrebbe portare a Maurizio Buscaglia, ex tecnico di Trento che venerdì sera era a Masnago e che ha avuto proprio Cavazzana come “secondo” per diversi anni. Vedremo se l’allenatore barese può essere un’ipotesi reale o solo una suggestione. E al di là di chi dovesse arrivare, la Openjobmetis si trova ora “nel guado” a livello tecnico: Caja ha impostato il gioco della squadra sulla falsariga degli ultimi anni (pur con qualche aggiustamento per favorire le soluzioni interne di Scola) e ha partecipato attivamente alle scelte sul mercato insieme al gm Andrea Conti e allo stesso Bulgheroni. Ora, a stagione lanciata (anche se manca ancora qualche settimana al campionato) c’è la possibilità di riconsiderare i piani tecnici ma – ovviamente – non di intervenire sulla rosa dei giocatori. Damiano Franzetti
  12. La Pallacanestro Varese saluta a sorpresa Attilio Caja. La società biancorossa interromperà nelle prossime ore il rapporto con il tecnico pavese, giunto a dicembre 2016 per sostituire Paolo Moretti. Decisione inattesa dopo la vittoria di ieri sera in Supercoppa contro Cantù, non legata ad aspetti tecnici ma ad un rapporto che la dirigenza del club non considerava più adeguato al miglior rendimento del gruppo. La scelta, intrapresa da Toto Bulgheroni, consigliere delegato all’area tecnica del club prealpino, e stata condivisa da tutte le altre figure chiave tra consorzio e sponsor. La squadra verrà temporaneamente affidata all’assistant coach Vincenzo Cavazzana, che guiderà l’Openjobmetis nel match di lunedì a Desio sul campo di Cantù. Nei prossimi giorni Varese sceglierà il sostituto di Caja, con il quale dovrà cercare un accordo per la transazione dei due anni residui di contratto. Giuseppe Sciascia
  13. L’Openjobmetis cede il passo di fronte alla corazzata Milano nell’antipasto stagionale della Supercoppa. Il pallone che torna a rimbalzare all’Enerxenia Arena a 223 giorni di distanza dall’ultimo impegno ufficiale contro Trieste fotografa la netta supremazia di un’Ax Exchange implacabile nel macinare gioco (7 in doppia cifra e sontuoso 60% da 3). Nel deserto obbligato di Masnago (esattamente 63 persone, comprese tutte le categorie impegnate per lavoro, oltre a chi era in campo) il clima è più adatto ad un’amichevole che ad una partita ufficiale; la squadra di Messina sfoggia tutto il suo talento nonostante il turnover degli stranieri (in tribuna Rodriguez, Tarczewski e Micov). I 33 punti di scarto rappresentano comunque un passo avanti rispetto al meno 50 del match non ufficiale di due settimane fa; troppo forte l’Olimpia – che giovedì ne aveva rifilati 30 a Cantù – contro una OJM ancora in cerca di certezze al di là del fatturato offensivo di Luis Scola. L’argentino gioca ancora a strappi, ma è l’unico riferimento costante per Attilio Caja, con Douglas ancora da tirare a lucido e qualità intermittente sul perimetro (6/26 da 3). Martedì contro Brescia (squadra ambiziosa ma senza gli stranieri Ristic e Cline) sarà un test più probante rispetto all’inarrivabile Milano. Gara subito in ghiaccio per gli ospiti con i due dati salienti del primo quarto rappresentati dall’infallibilità perimetrale dell’Ax Exchange (7/11 da 3 alla prima pausa), subito sorretta dalla vena dall’arco di Punter e Delaney (6-17 al 4’), e le difficoltà nel produrre punti da distanza ravvicinata per una OJM che vira sul 16-32 del 10’ chiudendo con 9 errori da sotto su altrettanti tentativi. Poi la classe senza tempo di Luis Scola scioglie l’iniziale durezza delle gambe dopo un mese di preparazione: 11 punti in 5’ della superstar argentina permettono a Varese di non sprofondare a dispetto del costante mitragliamento balistico dell’Olimpia (32-47 al 15’ con 10/15 dal perimetro). I primi 20’ di Milano mostrano una qualità di gioco davvero stellare con una panchina interminabile e una profondità di rotazione stile falange macedone; il secondo quarto da 25 punti con 8/10 da 2 della truppa di Caja però è promettente per piglio e impatto interno, con Morse che non fa rimpiangere Scola per il 41-59 di metà gara. Poi però l’Ax Exchange sfodera il talento dei suoi pezzi pregiati, e piazza un mortifero 4-19 in avvio della terza frazione nella quale fa sul serio in difesa contro una OJM troppo povera di idee sul perimetro in attesa del miglior Douglas. Milano dilaga sul 45-78 del 25’, poi i padroni di casa ritrovano brio e vigore ma contro l’attacco atomico della squadra di Messina c’è ben poco da fare. IL TABELLINO Openjobmetis Varese-Ax Exchange Milano 77-110 (16-32; 41-59; 60-92) VARESE: Morse 11 (2-4), Scola 21 (8-13, 1-3), Devico 4 (2-2, 0-2), De Nicolao, Jakovics 10 (2-2, 1-4), Ruzzier 5 (1-3, 0-1), Andersson 2 (1-1), Strautins 9 (2-5, 1-5), Ferrero 6 (0-5, 2-4), Douglas 9 (2-3, 1-4), Van Velsen ne, Librizzi ne. All. Attilio Caja. MILANO: Punter 19 (2-4, 4-7), Leday 10 (2-5), Moretti 6 (2-2 da 3), Moraschini 17 (2-3 da 3), Roll 12 (4-5 da 3), Biligha, Cinciarini 2 (0-1), Delaney 13 (2-3, 2-4), Shields 10 (4-9), Brooks 3 (0-1, 1-2), Hines 6 (3-6), Datome 12 (2-2, 2-2). All. Ettore Messina. Arbitri: Vicino, Bongiorni, Galasso. Note – Tiri liberi: Varese 19/24, Milano 29/30. Rimbalzi: Varese 33 (Morse 6), Milano 33 (Leday 7). Totali al tiro: Varese 20/36 da 2, 6/23 da 3; Milano 15/30 da 2, 17/28 da 3. Assist: Varese 16 (Ruzzier, Andersson 3); Milano 22 (Hines, Delaney 4). Valutazione: Varese 72, Milano 143. Partita disputata a porte chiuse (ammesse all’impianto 125 persone compresi giocatori, allenatori ed arbitri). Giuseppe Sciascia
  14. Tocca ad Attilio Caja salire in cattedra per “montare” il sistema dell’Openjobmetis versione 2020/21. Stamattina all’Enerxenia Arena primo allenamento col pallone per la formazione biancorossa, che dopo i primi quattro giorni di lavoro riservati al preparatore Silvio Barnaba e le 36 ore di riposo tra il pomeriggio di sabato e l’intera giornata di ieri avranno il primo approccio con il coach pavese nella versione “insegnante” per la costruzione del modulo di gioco della Varese che verrà. Per il momento si alternerà ancora basket ed atletica vista la necessità di portare a regime il motore degli atleti fermi dallo scorso marzo, ma a 4 settimane dalla prima uscita ufficiale del 29 agosto in Supercoppa e 12 giorni dal “galoppo” in programma al Forum di Assago contro Milano (amichevole a porte rigorosamente chiuse in calendario il 14 agosto) è il momento giusto per il primo approccio col pallone. Da oggi si aggregheranno anche i giovani del vivaio Academy che faranno parte del gruppo di lavoro in allenamento, domani si attendono invece certezze maggiori dall’assemblea di Lega Basket nella quale si valuteranno tempistiche dell’inizio del campionato e protocolli (esclusi i tamponi ogni 4 giorni come nel calcio di serie A, obbligatori test sierologici 4 giorni prima di ogni partita amichevole o ufficiale). OJM 2020/21 VS OJM 2019/20 Ecco un’analisi ponderata giocatore per giocatore delle differenze e dei valori rispetto alla Varese di 12 mesi fa: la somma complessiva vede una squadra più competitiva e profonda sul perimetro e nel reparto lunghi, a scapito - almeno sulla carta - del settore ali dove andranno vinte le scommesse Strautins, De Vico ed Andersson. PLAY TITOLARE Josh Mayo vs Michele Ruzzier Il Mayo capocannoniere a 20,6 punti delle prime 8 giornate ha fatto esultare, quello delle 12 successive ha (spesso) fatto disperare collezionando ferri da 3. Il triestino ha meno tiro ma più spinta, linearità ed energia difensiva, sulla carta vantaggio OJM 20/21 con la spinta extra delle motivazioni del giocatore del 1993 al primo anno da titolare. PLAY DI RISERVA Ingus Jakovics vs Giovanni De Nicolao Il lettone era arrivato come vice-Clark ma poi è diventato vice (e spesso meglio) di Mayo. DeNik Junior è una scommessa a lungo termine che potrà guadagnare minuti tramite difesa e personalità. Vantaggio OJM 19/20. GUARDIA TITOLARE Jason Clark vs Toney Douglas L’ex Francoforte ha convinto appieno solo per un mese, il suo sostituto nel 2019/20 poi confermato a luglio dopo il “pacco” di Rich è atteso con entusiasmo a Masnago per dimostrare quelle qualità mostrate per soli 3 allenamenti a marzo. Vantaggio OJM 20/21. GUARDIA DI RISERVA Matteo Tambone vs Ingus Jakovics Il “Tambo” aveva disputato la miglior annata in carriera nel 2019/20, ma nel complesso la doppia dimensione di Jakovics - restituito al suo ruolo naturale - dà vantaggio all’OJM 20/21. ALA PICCOLA TITOLARE L.J. Peak vs Arturs Strautins L’ex Pistoia era stato croce (in trasferta) e delizia (a volte in casa) chiedendo di andarsene a fine gennaio. Nel passaggio al 5+5 Varese ha optato per lanciare il lettone di formazione italiana: sulla carta vantaggio OJM 19/20, ma l’auspicio è che l’ex Trieste esploda... ALA PICCOLA DI RISERVA Nicola Natali vs Niccolò De Vico “NikNat” ha lasciato un gran ricordo per professionalità ed etica del lavoro, il potenziale del 26enne monzese però è più elevato e nel testa a testa con Strautins per il ruolo da titolare non è detto che l’ex Cremona parta battuto. Vantaggio OJM 20/21. ALA FORTE TITOLARE Siim Sander Vene vs Denzel Andersson Pedigree e completezza del bagaglio tecnico sono chiaramente in favore dell’estone; lo svedese è una scommessa low cost che nelle economie di scala ha permesso di arrivare a Douglas e Scola, rispetto a Vene però ha più energia. Vantaggio OJM 19/20. ALA FORTE DI RISERVA Giancarlo Ferrero vs Giancarlo Ferrero L’unica conferma nello stesso spot di 12 mesi fa: come il buon vino d’annata delle sue parti, l’ala piemontese aveva migliorato ulteriormente i suoi numeri al quarto anno di serie A. Quest’anno gli spetterà il “tutoraggio” di Andersson come garanzia dietro lo svedese. Match pari. PIVOT TITOLARE Jeremy Simmons vs Luis Scola Da un rimbalzista - stoppatore - bloccante ad un manuale di tecnica spalle e fronte a canestro: il cambio più antitetico è stato quello sotto i tabelloni, dove al di là degli aspetti tattici il carisma di “El General” dovrà garantire il valore aggiunto senza pagare dazio sul piano atletico contro avversari più freschi. Vantaggio OJM 20/21. PIVOT DI RISERVA Luca Gandini vs Anthony Morse Il 26enne centro ex Mantova e Imola è il vero sostituto di Simmons, rispetto al quale ha caratteristiche similari: l’atleta in attesa di naturalizzazione italiana si gioca una bella chance a Varese, provando a dare energia ed atletismo quando Scola avrà bisogno di rifiatare. Vantaggio OJM 20/21. Giuseppe Sciascia
  15. La Pallacanestro Varese è lieta di riabbracciare Ingus Jakovičs, che ha firmato un contratto fino al termine della stagione 2020-2021 con opzione per quella successiva. Play/guardia classe 1993 di grande dinamismo, Jakovičs torna in biancorosso dopo l’ottima esperienza dello scorso anno nel corso della quale ha mostrato tutte le sue ottime qualità sia da un punto di vista difensivo che offensivo. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo contenti di aver firmato Ingus perché è un ragazzo che ha sempre tenuto molto a tornare a Varese. Ci ha dato moltissimo lo scorso anno da piacevole sorpresa e siamo consapevoli che possa diventare una bella conferma per il roster dell’anno prossimo. Continuiamo con la linea di avere in squadra giocatori molto motivati». Jakovičs nasce a Madona, in Lettonia, e comincia la sua carriera giovanissimo quando, ancora sedicenne, inizia a farsi le ossa nella seconda lega lettone vestendo le maglie di Gulbenes buki e BAA Riga. Le prestazioni sono fin da subito convincenti, tanto che, nella stagione 2011-2012, firma un biennale per il Liepajas Lauvas, squadra del massimo campionato lettone con la quale arriva a totalizzare quasi 11 punti di media a partita. Da qui il trasferimento al VEF Riga e quindi, nel 2016-2017, dopo una breve esperienza con il Nižnij Novgorod (dove ha giocato anche con Siim-Sander Vene), al Ventspils, dove vi rimane fino al termine della stagione 2018-2019 e dove riesce a ritagliarsi un ruolo da protagonista sia in campionato (quasi 10 punti e 3 assist a partita) che in Basketball Champions League, dove realizza 11.5 punti di media grazie a prestazioni davvero importanti. Lo scorso anno veste la maglia della Openjobmetis risultando una delle migliori sorprese dell’annata biancorossa (9.8 punti e 1.8 assist di media a partita). Jakovičs ha vestito anche la maglia del proprio paese vincendo un argento ai campionati europei Under 20 nel 2013 e partecipando, con la Nazionale maggiore, alle recenti qualificazioni ai Mondiali (8 punti e 3 assist ad allacciata di scarpe).
  16. La Varese grandi firme riporta l’entusiasmo attorno al progetto biancorosso. Vincente la scelta di puntare su una campagna acquisti con almeno due frontman ben identificati - Luis Scola e Toney Douglas, sostituto in extremis del “paccaro” Jason Rich - in grado di rappresentare dei punti di riferimento ben identificati per i tifosi. I kit per le prelazioni sugli abbonamenti “bruciati” in una settimana - esauriti sabato i mille posti messi in vendita - sono un segnale concreto del gradimento dell’ambiente per il mercato dell’Openjobmetis. Anche la tegola Rich superata in tempi rapidissimi dall’area tecnica Bulgheroni-Conti-Caja cavalcando l’alternativa Douglas ha evitato di vivere con angoscia il voltafaccia del bomber ex Avellino. Ma in generale il popolo biancorosso ha gradito le strategie di mercato impostate due mesi fa da quel CdA allargato a sponsor, consorziati e Trust dal quale l’appello “Tutti per Uno” si è materializzato nei fatti. Le idee di base erano improntate verso una Varese più italiana - e il play titolare sarà l’azzurro Michele Ruzzier - ma allo stesso tempo più sfrontata nella costruzione del roster, rinunciando alla “omologazione” degli elementi del quintetto base nel nome della volontà di piazzare almeno due colpi ad effetto. Meno risorse uguale più idee: così è stato, pur con il jolly Scola pescato per una congiunzione astrale favorevole (ma comunque “coltivato” e calato sul piatto nel contesto ottimale a dispetto dei rilanci della Fortitudo Bologna e dei tentativi di Trieste e Reggio Emilia). La stella argentina sarà ovviamente l’uomo immagine della nuova OJM, e il suo approdo in biancorosso ha già creato - e creerà ancora - una serie di vantaggi extratecnici che offriranno possibilità importanti per un club sempre in caccia di risorse fresche. La differenza sostanziale però l’ha data il “mood” con cui Varese si è posta di fronte alla gestione dell’era post-Covid 19: il quadro della situazione economica che aveva portato Alberto Castelli a lanciare un appello a febbraio in cerca di nuove forze non si è magicamente risolto. Però l’intera famiglia biancorossa, responsabilizzata ognuno nel proprio ambito in quel CdA allargato di due mesi fa, ha saputo rimboccarsi le maniche e costruire una serie di situazioni ed iniziative improntate verso una svolta sotto molti aspetti. Tra il richiamo mediatico dell’operazione Scola e la curiosità di rivedere a Masnago un altro giocatore dai lunghi trascorsi Nba come Toney Douglas (394 gettoni tra i professionisti: un idolo recente come Eric Maynor ne aveva totalizzati 267...), ne è scaturita una squadra che i tifosi giudicano intrigante in attesa di scoprire le tante scommesse (dai titolari Ruzzier, Andersson e De Vico-Strautins agli emergenti Morse e De Nicolao pescati in A2). Oggi invece sarà la giornata decisiva per Matteo Tambone, che aspetta la risposta definitiva da Pesaro relativamente alla possibilità di accasarsi alla Vuelle: se l’esterno romano sposerà la causa della Carpegna Prosciutti, l’Ojm chiuderà per il ritorno di Ingus Jakovics. Che con Ferrero sarebbe l’unico a dare continuità rispetto al 2019/20: stagione nella quale Varese era solida ma troppo spesso “piatta”. Nel 2020/21 l’Enerxenia Arena vuol provare emozioni, confidando che la squadra di Caja - CTS permettendo - gliene offra a piene mani... Giuseppe Sciascia
  17. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare l’ingaggio di Anthony Morse, centro statunitense di 203 centimetri per 103 chili che ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2020-2021. Morse lo scorso anno ha vestito la maglia di Imola, in A2, risultando uno dei migliori giocatori del torneo grazie a 18 punti ed oltre 7 rimbalzi di media. Per lui si tratta della prima esperienza in Serie A. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo contenti che Anthony abbia firmato per noi perché crediamo molto nelle sue doti atletiche e tecniche. Avrà modo di mettersi alla prova ad un livello più alto rispetto a quello a cui è stato abituato negli ultimi due anni, ma siamo convinti che la sua energia possa esserci utile». Anthony Keith Morse si forma alla Tennessee Tech University dove, nel suo ultimo anno, mette a referto quasi 8 punti, 6 rimbalzi e 2 stoppate di media a partita. Terminati gli studi, si trasferisce subito in Europa vestendo prima la maglia dell’Atomeromu in Ungheria e poi, nella stagione 2017-2018, quella del Braunschweig, in Germania, dove mette in mostra le sue qualità con 6.2 punti e 4.8 rimbalzi ad allacciata di scarpe. L’anno dopo approda in Italia, a Mantova; in A2 esplode definitivamente con una stagione da 13.2 punti ed oltre 10 rimbalzi di media (il migliore del Girone Est) in 30 partite di regular season disputate, risultando uno degli elementi decisivi nell’approdo ai playoff dei suoi. La passata stagione firma per Imola; con la maglia dell’Andrea Costa, prima della sospensione del campionato per l’emergenza Covid, è protagonista assoluto dei con una stagione da 18 punti e 7.3 rimbalzi di media.
  18. L’Openjobmetis ha chiuso formalmente ieri l’operazione Anthony Morse. Accordo garantito per l’intera stagione con il 26enne centro statunitense residente a Mozzate insieme alla moglie bustocca, attraverso il matrimonio con la quale riceverà in tempi relativamente brevi la cittadinanza italiana (pratiche già avviate ma bloccate dall’emergenza Covid-19). In realtà lo status regolamentare del nuovo pivot di riserva non cambierà col nuovo passaporto: a meno di una convocazione con l’Italbasket per una partita ufficiale, Morse giocherà in quota stranieri pur facendo a meno del visto extracomunitario. «Ci siamo accordati per l’intera stagione anche alla luce dell’opportunità della cittadinanza italiana che potrebbe arrivare durante l’anno - spiega Andrea Conti - Anthony ha le caratteristiche che ci servivano a costi accessibili, è una scommessa su un giocatore nel quale vediamo un buon potenziale». Resta l’ultimo punto interrogativo legato alla situazione di Matteo Tambone: la guardia romana sarebbe una opzione calda per Pesaro, disposta eventualmente ad offrigli anche un posto in quintetto base se l’alternativa Ariel Filloy non dovesse accettare l’offerta biennale recapitatagli dalla Vuelle. L’impasse sull’offerta di rinnovo “allunga e spalma” di Varese sembra ormai impossibile da sbloccare: a meno di colpi di scena - leggi nessuna offerta concreta per accasarsi altrove - l’esterno del 1994 lascerà l’Openobmetis entro il termine del 10 luglio dell’uscita dall’attuale contratto che il club biancorosso aveva chiesto di rinegoziare. Evidente che la società del presidente Vittorelli non compirà alcuna mossa in attesa di comunicazioni dal giocatore, e cercherà un sostituto solo nel momento in cui Tambone formalizzerà la sua partenza. In tal caso però non servirà una ricerca particolarmente approfondita virando sulla conferma di Ingus Jakovics, in attesa di un cenno da Varese sin dal momento in cui la società biancorossa aveva salutato Josh Mayo. Entro una settimana la matassa si sbroglierà ma qualsiasi finale diverso dal copione apparentemente già scritto sarebbe una grossa sorpresa. Giuseppe Sciascia
  19. È con grande orgoglio che Pallacanestro Varese annuncia l’ingaggio di Luis Scola che ha firmato un contratto con il club biancorosso valido fino al termine della stagione sportiva 2020-2021 con opzione di rinnovo per quella successiva. “El General” è una leggenda della pallacanestro mondiale che ha sposato il progetto varesino con entusiasmo e la professionalità che ha sempre contraddistinto il suo percorso nel basket. Una carriera, la sua, costellata di successi di squadra ed individuali, nei club e con la Nazionale, che l’hanno portato ad essere uno dei migliori giocatori del panorama internazionale. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo orgogliosi di poter aggiungere alla già gloriosa storia di Pallacanestro Varese un giocatore del calibro di Luis Scola. Crediamo fortemente che la sua presenza possa servirci sia in campo, da un punto di vista tecnico, che, soprattutto, fuori, grazie alle sue innate doti carismatiche e di leadership che ha sempre dimostrato. Anche in questo caso, è d’obbligo il ringraziamento nei confronti della proprietà, composta da “Varese nel Cuore” ed “Il Basket Siamo Noi”, il gruppo “Orgoglio Varese” e tutti gli sponsor che gravitano intorno al nostro mondo». Luis Scola nasce a Buenos Aires il 30 aprile 1980. Inizia a giocare a basket fin da bambino nel Club Ferro Carril Oeste debuttando in Prima Squadra nella stagione 1996-97. Da qui si trasferisce in Spagna, a Vitoria, dove, ad esclusione di una stagione in prestito a Gijon, vi rimane fino al 2007. Con la maglia del Baskonia Scola fa incetta di trofei: un campionato, tre Coppe del Re e due Supercoppe. A livello individuale vince due premi come MVP della Liga ACB, uno come MVP della Supercoppa e per due volte viene inserito nel primo quintetto di Eurolega. Nel 2007 approda in NBA; tra i pro rimane dieci anni (Houston, Phoenix, Indiana, Toronto e Brooklyn) per un totale di oltre 740 partite. Dopo due anni in Cina, lo scorso anno Milano lo porta in Italia: in LBA gioca 15 partite mettendo a referto 11.2 punti e 3.2 rimbalzi in 19’ medi di utilizzo, mentre in Eurolega (con lo stesso minutaggio) viaggia a più di 9 punti e 4.4 rimbalzi. Scola è anche e soprattutto una colonna della sua Nazionale, con la quale ha vinto l’oro nell’Olimpiade del 2004, il bronzo in quella del 2008, e due medaglie d’argento ai Mondiali del 2002 e del 2019. In quest’ultima edizione Scola ha segnato 18 punti e catturato 8 rimbalzi di media finendo nel miglior quintetto della manifestazione.
  20. È con piacere che Pallacanestro Varese annuncia l’avvenuto ingaggio di Jason Rich. Guardia statunitense classe ‘86, Rich ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2020-2021. Rich torna in Italia per la quinta volta in carriera dopo le esperienze a Cantù (2008-2009), a Cremona (da gennaio 2012 e poi nella stagione 2013-2014) e ad Avellino (2017-2018), annata, quest’ultima, chiusa da MVP del campionato. Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo orgogliosi dell’arrivo di Jason, che rappresenta quel giocatore importante che stavamo cercando. Sia io che coach Caja conosciamo bene la persona e siamo felici che non abbia esitato a firmare con il nostro amato club. Dobbiamo ringraziare la proprietà e gli sponsor che sostengono e continueranno a sostenere il nostro progetto». Jason Rich nasce a Pensacola, in Florida, il 5 maggio 1986. Si forma alla Florida State University e poi approda subito in Europa nelle fila di Cantù, squadra con la quale mette in mostra le sue qualità realizzative chiudendo l’anno con una media di 9.8 punti (45% da due e 39% da tre). Le due successive stagioni le trascorre in Israele (Maccabi Haifa e all’Hapoel Gerusalemme) e poi, nel 2011-2012, va in Belgio, ad Ostenda, dove segna 15.7 punti di media in campionato e 13.3 in Eurocup. Il 31 gennaio 2012 torna in Italia rispondendo alla chiamata di Cremona; agli ordini di coach Caja è autore di un ottimo girone di ritorno, chiuso con ben 16 punti in 33’ di utilizzo. Dopo una stagione trascorsa in Russia (Enisey Krasnojarsk), nell’estate del 2013 torna a vestire la maglia della Vanoli Cremona (17.3 punti, 6 rimbalzi e 3.3 assist ad allacciata di scarpe), e quindi si trasferisce in Francia dove rimane tre anni tra Élan Chalon e Paris-Levallois. Nel 2017-2018 torna nuovamente in Italia, stavolta ad Avellino; con gli irpini è autore di una stagione devastante (18.4 punti) che gli vale, a fine anno, il titolo di MVP del campionato. Nelle ultime due stagioni Rich ha giocato in Turchia nelle fila di Beşiktaş e Gaziantep.
  21. Pallacanestro Varese è contenta di annunciare l’ingaggio di Denzel Andersson. Ala di nazionalità svedese di 203 centimetri per 95 chili, ha firmato un contratto con la società biancorossa fino al termine della stagione sportiva 2020-2021 con opzione per quella successiva. Per Andersson si tratta della prima esperienza lontana dal suo paese di origine; lo scorso anno, con la maglia del Basketball Club Luleå, è stato nominato miglior giocatore svedese del campionato oltre che miglior difensore. Denzel è un atleta dinamico sia in attacco, dove spesso conclude al ferro, sia in difesa, dove ha mostrato un ottimo tempismo per le stoppate; inoltre è capace di aprire il campo con un buon tiro da 3 punti. Denzel Andersson, ala Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono super entusiasta di giocare per il pubblico varesino e non vedo l’ora di conoscere i miei nuovi compagni di squadra e tutta la struttura di Pallacanestro Varese. Sono sicuro che il prossimo anno ci divertiremo». Denzel è nato a Sundsvall il 21 settembre 1996 e, seguendo le orme del padre Jerome (campione NBA con la maglia di Boston nel 1976) e della madre Kristina (allenatrice), inizia fin da subito a giocare basket ai Sundsvall Dragons prima di trasferirsi al BG Luleå BK, nel secondo livello del campionato svedese di pallacanestro. Nel 2015 sale di categoria trasferendosi al Basketball Club Luleå; il suo rendimento migliora di anno in anno (prezioso il suo apporto nella vittoria del campionato nel 2017) fino alla stagione scorsa quando, grazie a 15 punti (34.3% da 3) e 7 rimbalzi di media a partita, è decisivo nella vittoria della coppa nazionale e viene nominato miglior giocatore svedese e miglior difensore del campionato. Andersson, lo scorso anno, ha anche indossato la maglia della propria nazionale in occasione dei preliminari di Eurobasket 2021. In due partite disputate ha messo a referto 4.5 punti, 4 rimbalzi e 1.5 assist ad allacciata di scarpe.
  22. Luis Scola ha pronunciato il sì più atteso da Varese. Non è ancora quello della firma del contratto che lo legherà all’OJM per la stagione 2020/21, ma è l’assenso ad avviare le negoziazioni economiche per portare a termine la trattativa per il suo approdo in maglia biancorossa. Un passo avanti potenzialmente decisivo per quello che potrebbe essere il colpo più importante della storia recente della Pallacanestro Varese alla luce della carriera da superstar del giocatore del 1980. Il colloquio di ieri mattina con Attilio Caja ha trasmesso alla stella argentina le sensazioni giuste sul fatto che il coach pavese e l’Enerxenia Arena possano essere la situazione ottimale per la sua voglia di continuare a giocare dopo 22 anni da professionismo tra Europa e Stati Uniti (sbarcato in Spagna nel 1998 e dal 2007 al 2017 in Nba con 12,0 punti di media in 743 partite). “Artiglio” aveva già espresso negli incontri precedenti le sue idee tecniche sull’utilizzo del lungo argentino, il quale nello scacchiere tattico dell’OJM che verrà sarebbe il pivot titolare con possibilità di utilizzare la sua doppia dimensione interna ed esterna in fase offensiva. Ieri il giocatore ex Olimpia Milano, che nel 2019/20 ha prodotto 9,2 punti e 4,4 rimbalzi di media in Eurolega, ha voluto approfondire la conoscenza del suo potenziale futuro allenatore in un dialogo a tutto campo al di là di tecnica e tattica. Scartata la soluzione Trieste logisticamente fuori portata per i suoi desideri di vivere vicino alla famiglia che resterà nella casa di Milano messa a disposizione dall’Olimpia, lunedì scorso Scola era stato anche a Reggio Emilia, che aveva messo sul piatto la sua proposta tecnica e logistica per convincere l’atleta del 1980. Ma Varese è stata sin dall’inizio la scelta del giocatore ex Vitoria; per l’Ojm il passo avanti di ieri potrebbe essere quello decisivo: «L’idea iniziale era “Se devo giocare in Italia, probabilmente lo farò a Varese”, ma quella fase è superata. Luis ha fatto le sue verifiche, probabilmente sono positive, adesso siamo al punto di partenza di una negoziazione economica. Fedele a Trapattoni e al suo “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” attendiamo fiduciosi notizie positive» spiega il consigliere biancorosso Toto Bulgheroni, colui che più di tutti si è speso per convincere il campione olimpico del 2004 e vicecampione mondiale del 2019 a vestire la maglia dell’Openjobmetis. Dunque, oggi si entrerà nel vivo della trattativa provando a mettere a fuoco quei dettagli di ordine pratico - l’appartamento a Milano, la scuola per i quattro figli, l’eventuale appoggio logistico a Varese - indispensabili per far quadrare il cerchio della trattativa. Il sì ufficiale e definitivo è atteso entro la giornata di domani, ma il più importante sembra quello pronunciato ieri dalla superstar argentina. Giuseppe Sciascia
  23. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare l’ingaggio di Michele Ruzzier. Playmaker classe 1993 di 183 centimetri per 82 chili, ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione 2020-2021 con opzione di rinnovo per la stagione successiva. Ruzzier è un giocatore che ama attaccare il ferro in modo aggressivo e con grande velocità concludendo le azioni sia per se stesso che per i compagni di squadra. «Sono molto felice di ritrovare coach Attilio Caja ed Andrea Conti, due professionisti con i quali ho già avuto il piacere di lavorare -le sue prime parole da biancorosso-. Allo stesso tempo sono anche orgoglioso di indossare la maglia della Pallacanestro Varese, club storico ed unico nel nostro panorama. Sono carico e non vedo l’ora di iniziare». Michele Ruzzier nasce il 9 febbraio 1993 a Trieste, città nella quale, all’età di quattro anni, inizia a muovere i primi passi nel mondo del basket. Dopo gli anni trascorsi all’Azzurra Trieste, “Ruz” si trasferisce alla Pallacanestro Trieste, dove termina il percorso delle giovanili ed esordisce in Prima Squadra in A Dilettanti. L’anno successivo inizia a trovare maggiore spazio e contribuisce alla promozione in LegaDue della formazione triestina con oltre 8 punti di media in più di 21 minuti di utilizzo. Dopo due buone stagioni, nel 2014 si trasferisce alla Reyer Venezia, squadra con la quale mette a referto 82 partite facendo il suo esordio in Serie A. Nel 2016-2017 gli orogranata lo cedono in prestito alla Fortitudo Bologna, in LegaDue. Nonostante una stagione estremamente condizionata dagli infortuni, Michele mette in mostra tutte le sue qualità risultando comunque prezioso per l’approdo dei suoi in finale promozione, poi vinta da Brescia. L’anno successivo torna in Serie A nelle fila di Cremona agli ordini di coach Sacchetti, dove compie il definitivo salto di qualità affiancando Trevis Diener in cabina di regia. Nel 2018-2019 vince la Coppa Italia (per lui 12 punti con 3/6 da tre nella finale contro Brindisi) e contribuisce a trascinare la Vanoli ad uno storico secondo posto in campionato. La passata stagione migliora ulteriormente le sue medie, chiudendo con 9.5 punti e 3.1 assist di media a partita. Ruzzier è da molti anni nel giro delle squadre nazionali. Con l’Under 20 ha conquistato l’Europeo del 2013 in Estonia. L’anno dopo ha partecipato alla Nazionale Sperimentale allenata da coach Caja. Lo scorso anno, infine, ha esordito con la Nazionale A disputando le gare contro Russia ed Estonia valide per le qualificazioni ad EuroBasket 2021.
  24. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare l’avvenuto ingaggio di Niccolò De Vico che vestirà la canotta della Openjobmetis fino al termine della stagione sportiva 2021-2022. L’ala classe 1994 arriva nella Città Giardino dopo le esperienze in Serie A con Reggio Emilia (dal 2017 al 2019) e Cremona (lo scorso anno). «Sono contentissimo ed emozionato di essere arrivato a Varese, una squadra importante ed una piazza storica del nostro basket -le sue prime parole-. Non vedo l’ora di cominciare e di giocare di fronte al pubblico biancorosso che è sempre carico più che mai». Nato a Monza il 19 luglio del 1994, De Vico cresce nel settore giovanile della Pallacanestro Biella, squadra con cui fa il suo esordio nella massima serie nel 2010 e con cui, nel 2014, conquista la Coppa Italia LNP. Nel 2016 diventa capitano della formazione piemontese e contribuisce a trascinarla ai playoff di categoria con 12 punti (41% da 2 e 36% da 3) e 4 rimbalzi di media, cifre che riesce a migliorare nelle 5 gare di post-season disputate (oltre 15 punti e 5 rimbalzi ad allacciata di scarpe). Il suo rendimento non passa inosservato in Serie A tanto da ricevere la chiamata di Reggio Emilia che lo blinda con un biennale (con opzione per una terza e una quarta stagione). In due anni, in maglia Grissin Bon, produce 5.5 punti di media in 17.7 minuti di utilizzo. Il 10 luglio 2019 si trasferisce a Cremona, alla corte di Meo Sacchetti; proprio contro Varese, il 21 dicembre 2019, disputa la sua miglior partita in fatto di punti: 14 in 18’ con il 75% da 2 ed il 40% da 3.
  25. Trovato il bomber, ora manca il direttore d’orchestra. In attesa di finalizzare l’aspetto contrattuale dell’affare Jason Rich, con la certezza della volontà dell’ex Mvp della serie A 2017/18 di tornare a giocare per Attilio Caja, l’Openjobmetis prepara per oggi un summit decisivo sulla scelta dell’erede di Josh Mayo in regia. L’investimento importante per il bomber ex Avellino e la possibilità concreta di inserire un altro realizzatore come Luis Scola (entro fine settimana la superstar argentina scioglierà la riserva) spinge Varese verso un uomo d’ordine e di sostanza, sia per motivi di costi che di incastri tecnici. Se Rich ed - auspicabilmente - l’ex Olimpia saranno i punti di riferimento offensivi sul perimetro e dentro l’area, la società prealpina ha bisogno di un giocatore che garantisca equilibrio, impatto difensivo ed affidabilità. Ma finora la lista degli stranieri visionati non ha fatto scaturire un profilo adeguato alle necessità tecniche - ed alle disponibilità economiche - che l’Ojm ha a disposizione per il suo nuovo playmaker. Per questo potrebbe prendere quota l’ipotesi Michele Ruzzier, che possiede caratteristiche in grado di combaciare con le necessità tecniche della compagine biancorossa. Il 27enne playmaker triestino che Attilio Caja ebbe nel 2014 in Nazionale Sperimentale ed Andrea Conti portò a Cremona nel 2017/18 è in uscita dalla Vanoli (dove ha contratto - decisamente pingue e a 6 cifre - per la stagione 2020/21) alla luce dell’incertezza sul futuro del club lombardo. L’atleta del 1993 è reduce dalla migliore annata della sua carriera in A (9,5 punti e 3,1 assist in 26,6 minuti medi): sulle piste del giocatore c’è la sua alma mater Trieste, pronta a convincerlo con un’offerta economica importante per farlo tornare a casa dopo 6 stagioni tra Venezia e Cremona. Ma all’Allianz dovrebbe dividersi i minuti con Juan Fernandez, mentre l’Ojm potrebbe prospettargli quel ruolo da titolare che desidera per confermarsi in azzurro dopo le due apparizioni con l’Italbasket a febbraio 2020 (7 punti in 18’ contro la Russia e 2 in 12’ contro l’Estonia). Una volta trovata la quadra per lasciare la Vanoli, Trieste sarebbe pronta a chiudere con Ruzzier; se a Varese il giocatore interessa dovrà muoversi in fretta, ma al momento è opzione vagliata e non definitiva in attesa di visionare un altro gruppo di papabili nel brainstorming che l’area tecnica biancorossa svolgerà oggi con Attilio Caja. Se spunterà uno straniero migliore nel pacchetto complessivo tra caratteristiche e costi, allora l’Ojm non approfondirà il discorso. Altrimenti intavolerà una trattativa concreta con il giocatore del 1993, anche nell’ipotesi di proporsi in una versione “Mini Club Italia” con soli 4 stranieri e 6 italiani in organico. Ma oggi sarà giornata decisiva anche su un altro fronte con la risposta definitiva di Matteo Tambone alla proposta di Varese di rinegoziare il contratto in essere allungando fino al 2022 (ma con uscita fra 12 mesi) il rapporto attualmente in essere fino al 2021. La volontà di entrambe le parti era, è e resta quella di andare avanti insieme; se però il problema dell’intesa economica ancora da raggiungere si rivelasse insormontabile, l’Ojm potrebbe virare su Ruzzier per la regia e riaprire il discorso con Ingus Jakovics come primo cambio degli esterni. Giuseppe Sciascia
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