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  1. Non passa l’esame esterno di sardo la Openjobmetis, buona per mezza partita ma in difficoltà nella seconda metà di gara sul campo di Sassari, contro una Dinamo che al contrario resta imbattuta (77-61 il risultato) e se ne va in carrozza alle Final Eight di Coppa Italia a Bologna con un record immacolato di 4 vittorie e 0 sconfitte. Chi si aspettava una Varese pronta alla riscossa è rimasto piuttosto deluso: molti biancorossi hanno navigato al di sotto della sufficienza e la squadra di Vertemati è apparsa meno incisiva proprio dove – in attacco – fino a ora aveva dato buona prova di sé. Al PalaSerradimigni invece la ripresa è stata una discreta via crucis: 9 punti segnati nel terzo periodo (quello in cui il Banco Sardegna ha preso il largo), un solo uomo in doppia cifra e cioè Wilson (18, mezzo bottino a partita ormai segnata) e una valanga di palle perse, ben 17, a vanificare percentuali buone al tiro. Ma anche l’energia è sembrata ridotta e il dato dei tiri liberi guadagnati ampiamente favorevole a Sassari (31-11) mostra con quanta veemenza gli uni abbiano attaccato l’area e gli altri siano andati leggeri. Tanto più in presenza di un arbitraggio che è parso ampiamente sufficiente. Insomma, la chiusura della Supercoppa lascia più di un dubbio sulla caratura di una Openjobmetis che, va ricordato, ha affrontato l’impegno senza il proprio playmaker titolare, Trey Kell. Che non sarà il Magic Johnson dello Showtime ma che certamente darà equilibrio all’intero complesso oltre ad aumentare il volume di gioco sui due lati del campo. Sperando che la sua presenza futura faccia da catalizzatore anche al resto di un gruppo nel quale hanno steccato, contemporaneamente, gli altri big: Gentile, Egbunu, Jones, Beane questa volta sono stati evanescenti. Da salvare, almeno, l’impatto delle seconde linee compreso un Caruso ispirato in attacco e la prova di Wilson che, seppure con larghe pause, ha mostrato le qualità dall’arco. Ora, con dieci giorni ancora da utilizzare per prepararsi al meglio, Vertemati dovrà affrettare i tempi e sperare di riavere un Kell già in buona forma: l’esordio con Brescia sarà importante per non partire ad handicap visto che poi Varese dovrà sfidare Virtus e Milano. Intanto per tre giorni riapre la campagna abbonamenti: prestazioni come questa non fanno cassetta, ma il popolo biancorosso sa quanto conti stare accanto alla squadra, specie in un momento storico simile. PALLA A DUE Giò De Nicolao in quintetto e Gentile ala: confermato per Vertemati lo schieramento iniziale già visto con Cremona. Sotto canestro derby (poi deludente) tra Egbunu e Mekowulu con Cavina che conferma il quintetto dell’andata con Stefano Gentile in campo e Logan-Battle pronti al subentro dalla panchina. LA PARTITA Q1 – Avvio molto complicato della Openjobmetis, che dopo pochi minuti di gioco si trova sotto 12-2 e paga a caro prezzo forzature, palle perse e difesa così così. Vertemati taglia e cuce finché trova il quintetto buono in cui Wilson centra il canestro da fuori, De Nicolao mette pressione e Sorokas aggiunge energia. Nel frattempo Sassari rallenta e viene infilzata a fil di sirena da Beane con la tripla del sorpasso, 17-18. Q2 – David Logan tiene un clinic su come si può essere decisivi in meno di 3′ del secondo periodo: il veterano piazza 11 punti in un amen e rilancia l’azione sassarese. Varese però, paziente e piuttosto attenta tiene botta: Caruso si presenta bene in attacco, Gentile infila la tripla-jolly da 10 metri, Wilson ne esplode un’altra e così alla pausa lunga i giochi sono aperti nonostante il +5 interno (triple di Chessa), 40-35. Q3 – Dopo l’intervallo però, la OJM si presenta in campo dando una preoccupante idea di mollezza: Egbunu trova il -3 in un momento in cui nessuno segna, poi Varese non ne azzecca una mentre Burnell e Bendzius spingono Sassari più in là. Gli uomini di Cavina valicano la doppia cifra di vantaggio e consolidano subito il distacco trovando punti un po’ da tutta la squadra. Il terzo gong ha il sapore della sentenza, 60-44. IL FINALE Per mezzo periodo non cambia nulla salvo che i biancorossi trovano qualche punto senza tuttavia impensierire una Dinamo arrivata anche a +20. Poi Wilson torna a scaldare la mano e bruciare la retina: una sua doppietta dall’arco vale una risalita improvvisa sino al -12, però Devecchi risponde alla stessa maniera e spegne subito le speranze. Finale senza sussulti con Sassari che manda a referto anche il lungo Borra, chiudendo con 12 uomini a segno. Dalla parte opposta, invece fioccano le palle perse e non mancano le preoccupazioni. Damiano Franzetti
  2. Il primo commento in sala stampa di Adriano Vertemati è sincero e condivisibile: «Con questa partita ci siamo “tolti la scimmia” della prima vittoria». Il resto è ancora in buona parte da costruire, in casa Openjobmetis, dove si festeggia il primo “referto rosa” della stagione grazie all’86-78 contro Cremona ma dove è evidente che la squadra abbia ancora tanti passi avanti da compiere da qui all’avvio del campionato. Una partita trabocchetto, quella di Masnago, contro una Vanoli senza nulla da perdere e per questo imbottita di giovani e giovanissimi, con Galbiati che negli ultimi minuti ha varato un quintetto di 2002 e 2003 che però non è crollato, anzi, ha limitato i danni contro una Varese ancora alla ricerca del gioco e della forma migliori. Intendiamoci: analizzando la singola partita dei giocatori dell’Openjobmetis si trovano diversi spunti positivi (e questo è un dato piacevole), però l’impressione ricavata a fine serata è quella già sottolineata, di un cantiere aperto. L’assenza di Kell (uno degli architravi della OJM per ruolo, leadership e contributo fisico) e il telaio particolarissimo della Vanoli odierna (l’unico pivot a referto, il 2003 Agbabmu, ha avuto presto problemi di falli) hanno costretto Varese a una serie di adattamenti sia in attacco sia in difesa; a protezione del proprio canestro si sono visti ancora “buchi”, errori di valutazione e meccanismi da rivedere, motivo per cui la squadra di Vertemati non è mai riuscita a proteggere i break generati in attacco. Da dove comunque arrivano buone notizie: in primis l’impatto di Jones che pian piano aggiunge forma fisica e che nel frattempo chiude da top scorer a 19 (con tripla quasi decisiva nel finale). E poi Wilson che specie nella prima metà trova i ritmi giusti per fare canestro dalla media e dalla lunga, nella prima recita di buon livello in biancorosso. Altro protagonista è Ferrero, 4/5 dal campo nel momento del bisogno mentre Gentile ha lavorato tanto per innescare i compagni (8 assist) dopo la scorpacciata di punti con Sassari. Insomma, le cose si muovono e lo fanno nella giusta direzione tanto da rendere curiosa la trasferta sassarese di martedì (ore 19), inutile ai fini della classifica ma interessante per il percorso di crescita della Openjobmetis. «Andiamo là per provare a vincere, altrimenti non avrebbe senso giocarla» lascia intendere Vertemati, e anche qui non gli si può dare torto. PALLA A DUE In assenza di Kell, questa volta tocca a Giovanni De Nicolao prendere la cabina di regia, lasciando Gentile nel più consono ruolo di ala piccola. Wilson resta in quintetto così come i due lunghi, Jones ed Egbunu, con il nigeriano che si trova davanti il giovane – e interessante – Agbamu. Galbiati conferma l’utilizzo di Poeta dalla panchina mandando subito Spagnolo sul parquet; rispetto all’andata c’è Miller ma manca Sanogo (oltre a McNeace ed Harris). LA PARTITA Q1 – Avvio interessante dei biancorossi, con Gentile più attento a passare la palla e Jones che attacca l’area fin da subito. Poco dopo anche Wilson si mette in mostra guadagnandosi i primi applausi di Masnago, ma appena superata la metà del periodo la Openjobmetis comincia a concedere rimbalzi in attacco a Cremona. I gialloazzurri rientrano e sorpassano, ma Beane ridà il vantaggio a Varese prima della pausa (24-19). Q2 – Le pause biancorosse sui due lati del campo consentono a Pecchia (5 punti in fila) e al giovane Gallo (tripla) di operare il controsorpasso cremonese. Gentile allora rompe il ghiaccio affiancato da Jones che centra la tripla, presto riequilibrata da Tinkle. Qualche fischio fa storcere il naso al pubblico di casa, poi la OJM sembra prendere la strada giusta nel finale di periodo ma ancora una volta fallisce il tentativo di break e va al riposo sul +3, 45-42. Q3 – L’Ale Gentile in versione “attiraraddoppi” si mostra a inizio ripresa, quando dal post basso distribuisce palloni invitanti per Beane e Wilson, appostati sul perimetro e autori delle triple del nuovo minibreak. A complicare le cose per Galbiati arriva, poco dopo la metà del tempo, il quinto fallo di Agbamu che costringe la Vanoli a quintetti naniformi ma anche Varese ad adattarsi. Egbunu vive sopra al ferro e schiaccia di prepotenza ma gli ospiti non si spaventano e tengono botta con Spagnolo (64-59). IL FINALE Varese non perde mai il comando delle operazioni, però allo stesso tempo non va oltre la doppia cifra di vantaggio e così la gara resta più o meno equilibrata fino al termine. Il protagonista diventa Ferrero, 8 punti in 6′ nell’ultimo periodo: i suoi canestri danno l’ennesima spinta in avanti di una Varese che negli ultimi minuti potrebbe dilagare e che invece fatica a far canestro contro la banda di ragazzini terribili schierata da Galbiati, alcuni dei quali si tolgono la soddisfazione di muovere il punteggio. Una tripla di Jones e un balzo di Sorokas, comunque, tengono lontani gli ospiti per l’86-78 finale: per questa sera va bene così. Damiano Franzetti
  3. Se è vero che le sconfitte fanno sempre male, è altrettanto chiaro che c’è modo e modo di perdere. E quello della Openjobmetis di questa sera (KO 82-92 in casa con Sassari) è ben diverso da quello mostrato appena 48 ore prima a Cremona. Contro un’avversaria più forte, completa, decisamente profonda e con qualche giorno in più di lavoro, la squadra di Vertemati disputa un incontro di gran lunga migliore. Sia per l’atteggiamento, combattivo e concentrato, sia sul lato tecnico nonostante l’assenza in regia di Kell e le non perfette condizioni del suo vice De Nicolao. In sostanza, Varese ha retto bene l’urto contro gli isolani, favoriti per la vittoria nel girone e probabili protagonisti di un campionato alle spalle delle tre grandi. A trascinare la OJM in attacco ci ha pensato ancora Alessandro Gentile che, sì, accentra molto il gioco nelle proprie mani, ma che ha anche dipinto 31 punti con percentuali buone e alcuni momenti di onnipotenza offensiva. Una recita terminata in anticipo a causa di una espulsione innescata da una gomitata di Mekowulu al talento casertano. Cacciati entrambi, ma uscendo dal campo AleGent si è preso la prima scarica di applausi veri dai 600 di Masnago, passo avanti verso la normalità sugli spalti. Che poi ci sia ancora tanto da fare, per Vertemati e il suo staff, è cosa palese, ci mancherebbe. Sassari ha tirato con medie altissime da lontano (ha chiuso al 62% ma a un certo punto era 9/10), la difesa – che a tratti ha graffiato – ha bisogno di registrarsi mentre è ovvio che in attacco la conformazione gentilecentrica dovrà essere smussata quando rientrerà Kell. Anche a livello di condizione fisica Varese deve crescere in alcuni uomini, con Jones andato calando e Beane ancora alla ricerca del top (ma in difesa ha dato segnali importanti). La micropausa nel calendario di Supercoppa permetterà di tirare leggermente il fiato, poi domenica sera alla Enerxenia Arena arriverà Cremona e lì l’obiettivo dovrà essere la vittoria per certificare i miglioramenti. Abbiamo tenuto per ultimo il discorso su Wilson, ancora una volta in difficoltà. Sappiamo tutti che il suo ingaggio è stato la “scommessa stagionale” di Varese nell’ottica del contenimento costi. In questo momento è il giocatore che ha più bisogno di attenzioni e di sostegno (dallo staff e dalla gente): mugugnare è inutile, speriamo che sfrutti queste due settimane per alzare il livello. PALLA A DUE Vertemati dà alla Openjobmetis lo stesso aspetto di Cremona, quindi con Gentile play e Beane ala con i due che invertono i ruoli in difesa. Giocano, ma non al meglio fisicamente, sia De Nicolao sia Sorokas mentre stavolta va regolarmente a referto Caruso. Sul fronte sardo Cavina ha la squadra completa, schiera subito Stefano Gentile (ma su Wilson) e tiene di rincorsa Logan. Sfida tutta nigeriana in area tra Egbunu e Mekowulu. LA PARTITA Q1 – Una Varese ben diversa rispetto a Cremona, sia per atteggiamento sia per “fatturato”, prende di petto il quarto iniziale già nel segno di Gentile: tripla e bel duello con Burnell, anch’esso caldo. I biancorossi sfruttano una doppietta dall’arco di Ferrero per un minibreak, subito ricucito però dall’eterno Logan. Il 26-23 è ancora di Gentile che vuole l’ultima palla e la trasforma in avvicinamento. Q2 – Sassari non ci sta e con Logan e Battle mette il naso avanti costringendo Vertemati al timeout. Il tempo di storcere il naso per qualche fischio (o “non fischio” come l’abbattimento di Beane in volo) arbitrale che la Dinamo allunga, ancora con Logan e Burnell. Gentile allora arma il braccio e con lo stesso “schema” – palleggio prolungato fino a crearsi un piccolo spazio per il tiro dai 3-4 metri – inizia a martellare il canestro. Poi Beane porta a casa una schiacciata spaziale ma due liberi di Mekowulu sparigliano il punteggio, con Gentile (21 alla pausa) che fallisce l’ultimo assalto: 45-47. Q3 – Al rientro tocca a Clemmons guidare le operazioni biancoblu: si va a strappi ma ogni volta si ha l’impressione che il Banco guadagni qualcosina. Gentile riparte con i suoi raid e dimezza lo svantaggio, poi nuova mini-fuga sarda in avanti con nuova tripla di Logan che non sbaglia mai. Prima della pausa arrivano una tripla di Sorokas e gli ultimi punti di Gentile che sfonda quota 30; il punteggio resta a favore di Sassari che trova buone cose anche da Battle per il 67-74. IL FINALE Egbunu (schiacciata) e Ferrero (tripla) non bastano a recuperare terreno perché Logan e soci viaggiano su percentuali tremende toccando il 90% da 3 punti e colpendo anche con Bendzius. A 4′ dalla fine il fattaccio: traffico sotto canestro, Mekowulu allarga il gomito contro Gentile che non si tira indietro e lo spintona prima dell’arrivo degli altri giocatori, bravi a disinnescare la miccia. Ma i provvedimenti arrivano e sono due espulsioni. Sassari prova a vivere un finale senza patemi finché, a un certo punto, Wilson ruba la palla che può riaprire il match ma prima spara sul ferro da 3 e poi sfonda dopo un rimbalzo amico. Sipario, passa il Banco 82-92. Damiano Franzetti
  4. Il basket d’estate non si presta, solitamente, a giudizi troppo sbilanciati nel bene o nel male ma per questa Openjobmetis vista a Cremona possiamo fare un’eccezione senza remore. Varese perde, perde malissimo, perde senza poter avere alibi per una prestazione del genere. Al PalaRadi finisce 80-70 a favore di Cremona, una Vanoli in campo senza tre stranieri, con una formazione ricca di giovanissimi – però volenterosi e affamati – a supportare pochi veterani, che portano a termine il compito più ovvio, fare canestro. Una cosa che a Varese non riesce mai: 70 punti, l’11% nel tiro pesante, circondato da tanta supponenza a rimbalzo (e la naniforme Vanoli di fatto pareggia la lotta sotto canestro), nelle palle perse (13, contro 7), in quelle recuperate (10 contro 3), negli errori da sotto canestro, nelle schiacciate fallite da Egbunu. Poi, quando le cose iniziano ad andare improvvisamente male, la Openjobmetis ha anche paura: prende 32 punti di parziale nel terzo periodo e comincia ad affidarsi solo e soltanto a Gentile. Lui (che ha fatto tanta Eurolega) e Jones (che ha fatto tanta NBA), ovvero quelli che non devono dimostrare nulla, sono gli unici a prendersi responsabilità (24 punti l’italiano, 15 l’americano) ma non basta. Quando Cremona azzecca la striscia vincente da tre punti, guidata dal volpone Poeta, su Varese cala il buio. A contorno dalla nefasta trasferta di Cremona, c’è anche l’incredibile assenza di Guglielmo Caruso: è possibile che un giocatore annunciato il 10 di luglio non sia stato tesserato in tempo per la mancanza di un documento arrivato solo stamattina dagli USA? Nella Serie A di calcio, una cosa del genere causerebbe il rotolamento di teste e mille pagine di polemiche. AGGIORNAMENTO – Secondo quanto appreso in tarda serata, Varese avrebbe richiesto alla Federazione la situazione del nullaosta di Caruso lo scorso 26 luglio (il giocatore aveva nel frattempo giocato in Nazionale) ricevendo rassicurazioni sul suo utilizzo. Negli ultimi giorni è invece emersa una criticità e solo oggi è giunto il documento che gli permetterà di giocare regolarmente mercoledì. Sbagliamo di tanto a pensare che, forse, la società (che ha pure tenuto a riposo Kell per gestire un’infiammazione tibiale) abbia preso questa Supercoppa solo per fare qualche sgambata, nonostante ci fosse – ci sia – la possibilità di giocare per il passaggio del turno? Chiediamo, visto che gli spettatori pagheranno il biglietto nelle due partite di Masnago. Mercoledì, a proposito, ci sarà la “prima” interna contro Sassari, ovvero la favorita del Girone. Il consiglio è di cambiare marcia, almeno a livello di impegno e mentalità, anche se è gradito vedere qualche canestro in più. Magari da Wilson, tiratore da 0/7 da 3 fino a 10” dalla fine della partita, o da Egbunu, o da Beane, o da De Nicolao. Perché la pesante assenza di Kell, non può certo giustificare quel che si è visto al PalaRadi. PALLA A DUE Senza Kell, in borghese accanto a Caruso, tocca ad Alessandro Gentile fungere da play titolare della Openjobmetis in un quintetto per il resto tutto straniero in cui Beane fa l’ala ma marca il play avversario (Spagnolo). Cremona parte senza Poeta, che esce dalla panchina, con Pecchia incursore e l’ivoriano Sanogo sotto canestro contro Egbunu. Pubblico presente al PalaRadi ma con numeri molto bassi, circa 200 spettatori. LA PARTITA Q1 – Varese comincia benino ma palesa presto le difficoltà di non avere in campo un play. Non certo per colpa di Gentile, che nel primo periodo colleziona comunque 6 punti, ma per l’assenza di una circolazione di palla che imbriglia il gioco d’attacco anche perché Egbunu pare in ferie e non tiene un pallone. Cremona allora ne approfitta, mette la testa avanti con Pecchia e senza fare faville chiude avanti 19-16. Q2 – Gentile rompe l’incantesimo biancorosso dall’arco (0/5 nel primo periodo) e arriva in doppia cifra prima di rifiatare. Sul fronte opposto Galbiati ha poche munizioni a disposizione e quando deve schierare i giovanissimi Varese sorpassa con un guizzo di Beane e con le incursioni di Jones. La OJM però perde qualche buona occasione per scappare e poi – dopo un paio di minuti di basket “bassamente amatoriale” da ambo le parti – riesce a chiudere a +8 con un altro balzo dell’americano, un po’ arruffone ma molto volenteroso. Q3 – Dopo la pausa Varese dà l’impressione di poter finalmente prendere in mano la partita, dà uno strappetto ma all’improvviso si scopre nuda. Cremona prende coraggio con un paio di “canesto e fallo”, infila qualcosa dall’arco ed è addosso con un Pecchia indiavolato. Poeta capisce che è il momento giusto: lui e Tinkle imbucano da lontano e la OJM cade vittima della proprie paure. Per un po’ ci pensa Sorokas a convertire qualche scarico in area ma poi si completa un parziale di 32-17 senza che gli uomini di Vertemati sappiano che pesci pigliare (61-54 alla mezz’ora). IL FINALE Il tempo per raddrizzarla ci sarebbe anche, se però Varese ogni tanto trovasse canestri da fuori o punti da giocatori che non siano Alessandro Gentile, che con il suo arresto e tiro in avvicinamento valica quota 20. Ma i suoi canestri non bastano, e Cremona completa l’opera aggredendo il canestro a rimbalzo offensivo (bravo Agbamu) e trovando con Poeta, Pecchia e Cournooh i cesti della sicurezza. Nel finale, a una manciata di secondi, Wilson segna la prima tripla dopo sette bombe cacciate sul ferro, emblema di una partita da dimenticare in fretta, per lui e per tutti noi. Damiano Franzetti
  5. L’Openjobmetis scopre le carte nella prima partita ufficiale dell’era Adriano Vertemati. La truppa biancorossa debutta nel pomeriggio odierno al PalaRadi di Cremona (palla a due alle 18,30; diretta streaming su Eurosport player) nel secondo turno del girone B della fase di qualificazione della Supercoppa. Sarà la prima di quattro partite ufficiali che Varese disputerà nel giro di otto giorni nel gruppo a tre squadre che coinvolge anche Sassari, di scena mercoledì, 8 settembre, all’Enerxenia Arena nella première casalinga aperta al pubblico (venduto oltre il 50% dei circa 1.700 posti disponibili). Test interessante per l’OJM a dispetto dei problemi di formazione dei padroni di casa. Ranghi certamente ridotti per Cremona, che così come già avvenuto nell’esordio di sabato sera a Sassari, potrà schierare solo due dei cinque stranieri del suo roster. Ancora assenti per motivi burocratici Jalen Harris e l’ultimo arrivato Malcolm Miller, ai box per infortunio invece il pivot Jamuni McNeace. Ma anche in questa versione largamente incompleta, Cremona ha dato filo da torcere fino alla fine a Sassari, e dunque il match offrirà certamente spunti interessanti a un Adriano Vertemati curioso di vedere la reazione della sua OJM ai primi spunti agonistici di una partita ufficiale. Qualche problema di organico anche per i biancorossi: mancherà Guglielmo Caruso, il cui tesseramento è stato bloccato per motivi burocratici (il documento mancante dovrebbe giungere per consentirgli di scendere in campo mercoledì). Ancora in forte dubbio c’è Anthony Beane, dolorante alla gamba destra per i postumi dell’iperestensione rimediata venerdì sera: la guardia statunitense proverà comunque nella rifinitura e una decisione sul suo utilizzo sarà preso in extremis. Disponibile invece Trey Kell, pur dolorante per quel problema a una tibia che si trascina da una decina di giorni e lo condiziona soprattutto in difesa. Se Cremona sarà incompleta prevalemente sul perimetro, pur con la coppia Poeta-Spagnolo (leader dell’Under 20 azzurra allenata in estate da Adriano Vertemati) a dettare i temi del gioco, Varese dovrà verificare l’impatto del suo reparto lunghi che nel galoppo casalingo contro Tortona era parso meno “in palla” rispetto al suo parco esterni. Occhi puntati soprattutto sulla coppia Jones-Egbunu: il ritardo dell’ala texana era prevedibile, ma c’è bisogno di mostrare progressi contro l’agile Sanogo della Vanoli. E allo stesso modo c’è bisogno che il centro nigeriano aumenti la sua autonomia (specie alla luce dell’assenza di Caruso) per dipendere meno dalle condizioni di Jones. Come tutte le gare di precampionato, conterà più il modo di stare in campo rispetto al risultato finale. Ma con le partite ufficiali, anche il risultato ha un peso, proprio perchè figlio della preparazione svolta finora, e dello stato di avanzamento della messa a punto. Il primo ciclo di 4 impegni ufficiali al via con la trasferta odierna di Cremona dovrà fotografare in maniera più compiuta la situazione del cantiere OJM: pur con gli intoppi Kell e Beane a rallentare i lavori, la parola del campo darà i primi riscontri concreti. Le formazioni VANOLI CREMONA: 0 Agbamu, 1 Zacchigna, 3 Sanogo, 5 Gallo, 6 Pecchia, 8 Poeta, 9 Spagnolo, 10 Vecchiola, 11 Errica, 13 Tinkle, 15 Cournooh. All. Paolo Galbiati. OPENJOBMETIS VARESE: 0 Bottelli, 3 Kell, 5 Gentile, 7 Beane, 9 Sorokas, 10 De Nicolao, 11 Wilson, 13 Librizzi, 15 Egbunu, 18 Virginio, 21 Ferrero, 22 Jones. All. Adriano Vertemati. Arbitri: Lanzarini, Nicolini, Pierantozzi. TV – Diretta streaming su Eurosport Player dalle 18.25. Risultati, classifica e prossimo turno GIRONE B, RISULTATI (1° turno): Banco Sardegna Sassari-Vanoli Cremona 80-74. Oggi, ore 18.30: Cremona-Openjombetis Varese. CLASSIFICA: Sassari punti 2 (1 giocata); Cremona 0 (1); Varese 0 (0). PROSSIMI TURNI - Mercoledì, ore 19.30: Varese-Sassari. Venerdì, ore 21: Cremona-Sassari. Domenica, ore 20.30: Varese-Cremona. Martedì 14/9, ore 20: Sassari-Varese. Giuseppe Sciascia
  6. Per fortuna delle coronarie di tutti noi, il test tra Openjobmetis e Bertram Tortona è stata solo un’amichevole, e neppure ufficiale. A Masnago, davanti agli occhi di Meo Sacchetti (nel primo tempo), si sono contati ben 19 sorpassi nel punteggio e 12 parità, segno di una partita in cui l’equilibrio ha retto da cima a fondo tanto che Varese l’ha spuntata di un solo punto, 89-88. Gara vera, però, dal punto di vista dell’agonismo pur tra due formazioni che hanno ancora diverse cose da registrare sui due lati del campo da qui all’inizio del campionato. Non sorprende Tortona, pienamente in gara pur con tre assenze come l’ex Wright, Cannon e Sanders (ma i sostituti hanno fatto bene), non dispiace Varese tra le cui fila sono più le note positive di quelle negative, anche se rispetto alla prima uscita non ci sono nomi che spiccano in modo particolare. C’è un Gentile top scorer (19) senza particolari forzature (50% al tiro), c’è un Kell leader, capace di alzare i giri quando si è trattato di vincere la partita, c’è un Beane apparso già molto in forma dal lato fisico. E poi un Wilson che per lunghi minuti ha mostrato mano dolce e tiro mortifero, 13 punti e 3/5 da lontano. Il match è servito anche a rivedere in campo Jones dopo il grave infortunio di novembre: l’americano, volenteroso, è apparso ancora lontano dalla forma migliore e ha avuto la sfortuna di incappare in un Daum rapido e ficcante, autore di 25 punti. Ma proprio partite come queste servono a risalire la china per chi, come Jalen, è stato costretto ai box per nove mesi. Vertemati fa bene a rimarcare le difficoltà oggettive, dovute alla poca conoscenza reciproca, specie nei meccanismi difensivi e anche in questo caso siamo nel campo dell’ovvio, perché certe cose si costruiscono nel tempo. Di certo Varese ha dimostrato di avere numerosi giocatori in grado di fare canestro, e questa è già una prima annotazione che tornerà utile in futuro. Ora si inizia a fare sul serio: lunedì a Cremona comincerà la Supercoppa con quattro gare utili a prendere la rincorsa per la Serie A. OPENJOBMETIS VARESE – BERTRAM TORTONA 89-88 (18-18; 40-41; 69-66) VARESE: Kell 14 (4-5, 1-3), Wilson 13 (2-2, 3-5), Gentile 18 (6-12, 1-2), Jones 9 (1-3, 1-2), Egbunu 10 (4-5); Beane 9 (1-3, 2-2), Sorokas 9 (2-4, 1-1), De Nicolao 5 (1-2, 1-1), Ferrero (0-2), Caruso 2 (0-1). Ne: Librizzi, Virginio. All. Vertemati. TORTONA: Mascolo 21 (5-8, 3-6), Filloy 20 (5-6, 3-5), Macura 1 (0-2 da 3), Daum 25 (8-8, 2-6), Cain 5 (2-4); Trunic, Tavernelli 13 (0-1, 3-4), Cattapan, Severini 3 (1-1, 0-2), Mobio (0-1). Ne: Wright. All. Remondino. NOTE. Da 2: V 21-39, T 21-29. Da 3: V 10-16, T 11-25. Tl: V 17-20, T 13-24. Rimbalzi: V 31 (7 off., Sorokas 8), T 22 (4 off., Severini 6). Assist: V 12 (Gentile 5), T 16 (Mascolo 4). Perse: V 7 (Gentile 2), T 7 (Tavernelli, Filloy 2). Recuperate: V 2 (Kell, Sorokas 1), T 4 (Tavernelli 2). LA CRONACA PRIMO PERIODO – E’ ancora Egbunu ad aprire le danze in attacco, con Filloy a rispondere dalla parte opposta. Si vede anche Wilson ed è buona cosa: tripla, stoppata, canestro acrobatico e ancora bomba per il 16-7 dopo 6′. C’è anche qualche difesa arcigna (Beane subito tosto) ma l’attacco si ferma: Mascolo allora apre il gas, segna 9 punti e pareggia a 2” dalla sirena (18-18). SECONDO PERIODO – Si riparte con un nuovo botta e risposta: Varese riparte con 5 punti di Gentile, Tavernelli bombarda due volte (27-26) e la parità non si schioda. La tripla di Daum costringe al timeout Vertemati da cui la OJM esce con 3 punti di Kell su assist di Gentile ma non basta perché Daum porta a spasso Jones e sorpassa. Il finale è ricco di errori (0/4 di Cain ai liberi, forzature biancorosse) e l’intervallo è favorevole alla Bertram (40-41). TERZO PERIODO – Cain e Jones mettono i loro primi punti, poi riecco Mascolo e Wilson. I giochi d’attacco sono ancora poco fluidi ma stavolta Varese pesca i jolly con le giocate personali. Tortona però resta avanti con Filloy e Daum e tocca il +4 prima di un trepunti di De Nicolao che ridà gas. Volano triple sul filo dei 24 (Mascolo e Beane) e alternanze in testa al punteggio, poi Varese sbaglia tre triple in un’azione vanificando i rimbalzi di Sorokas. A quel punto il lituano sfodera il tiro da 15 metri a fil di sirena e spariglia il punteggio, 69-66. QUARTO PERIODO – Una bomba per parte (di Jones quella varesina) ed è sempre testa a testa, poi il punteggio si blocca per qualche minuto. Varese la vuole vincere: tripla di Gentile, contropiede e successiva entrata di Kell per il +7 ma a 3′ dalla fine Egbunu esce per falli e l’inerzia gira ancora verso il Derthona perché Daum continua a punire Jones. L’ultimo sforzo vale un prezioso +5 con Gentile che segna e attiva Sorokas: a quel punto basta un libero di Beane per la sicurezza prima della tripla conclusiva di Filloy che vale l’89-88. Damiano Franzetti
  7. La Openjobmetis capitalizza al massimo il ritiro di Gressoney, chiuso con una vittoria larga e meritata (90-67) sui campioni svizzeri dell’Olympic Friburgo, iscritti ai preliminari di Champions League ma, onestamente, apparsi due piste indietro a una Varese ancora largamente in costruzione. Vertemati ha tenuto a riposo sia Beane (arrivato da poche ore) sia Jones, che ha fatto solo riscaldamento per non forzare un problemino muscolare, ma i biancorossi hanno già mostrato le linee guida e le gerarchie della propria stagione. Tre i capisaldi, nel solco delle attese: Trey Kell e Ale Gentile hanno subito iscritto il proprio nome tra i top scorer della squadra (20 e 18 punti rispettivamente), mostrando anche quell’atteggiamento da leader che viene loro richiesto, per ruolo e per pedigree cestistico. E poi John Egbunu, pur a corto di fiato, ha vestito i panni di signore dell’area, tra schiacciate, stoppate e rimbalzi a piene mani ad altezze inarrivabili per gli altri. L’impianto generale della squadra, insomma, si è già visto sul parquet di Gressoney Saint-Jean, e ha convinto i tifosi saliti in Valle d’Aosta per osservare da vicino la squadra: gli applausi finali non sono stati di circostanza sono stati complimenti sinceri per un gruppo che – lo ripetiamo – è ancora agli inizi. «Siamo al 10% dell’esplorazione di questa squadra» conferma Vertemati al termine della sgambata, e c’è da credergli, anche se tra attacco e difesa si sono viste le tracce del gioco e dei meccanismi che verranno. Tra i promossi di giornata ci sono senz’altro De Nicolao, tonicissimo, e il lottatore Sorokas, uno dei tanti che il coach biancorosso ha utilizzato in più ruoli mandandolo anche in posizione di “cinque”. Meno bene l’altro pivot Caruso, che ha mostrato mani dolci ma braccia un po’ molli a rimbalzo, e maluccio pure Wilson. La guardia ha messo a segno una sola tripla (a fronte di diversi errori) in un match nel quale tanti compagni hanno riempito il tabellino. Li aspettiamo dalla prossima, ovvero mercoledì 1 settembre quando a Masnago arriverà l’arrembante neopromossa Tortona per un allenamento congiunto (chiuso al pubblico) che si prospetta di livello più alto. Intanto il cammino è incominciato: buona strada, Pallacanestro Varese. LA CRONACA PRIMO PERIODO – Una schiacciata di Egbunu su assist di Sorokas è il primo canestro stagionale della OJM contro una difesa svizzera subito aggressiva. “Long John” è la prima opzione di Vertemati in attacco e ne fa 6 di fila dominando anche in difesa. Fuori lui però Friburgo risale, pareggia e sorpassa con Miljanic anche perché Varese al tiro colleziona solo “ferri”. I liberi (Amato e Sorokas) e un’acrobazia di De Nicolao ridanno punti e vantaggio prima della sirena, 14-9. SECONDO PERIODO – Kell riparte segnando in entrata e subito dopo arriva anche la prima tripla dell’anno, con Nicolò Virginio che allunga (19-9) e costringe Aleksic al timeout. Poi tocca a Gentile inaugurare il tabellino per il 23-11; l’ex Olimpia sigla il +13 ma Varese dall’arco non ne azzecca una e così il vantaggio torna sotto la doppia cifra. Finalmente, negli ultimi 4′, ecco le triple: due le infila Kell (nel mezzo stoppatona di Egbunu a Cotture), una arriva da Wilson mentre Gentile accende il turbo e sfrutta il fisico (11 punti nel quarto) per chiudere la prima metà sul 45-23. TERZO PERIODO 68-50 – Un bel canestro di Kell e una tripla di Mbala aprono le ostilità, poi di nuovo Egbunu schiaccia di prepotenza ad altezza mostruosa. Mitchell e Miljanic muovono il punteggio per l’Olympic, ma Gentile non si ferma e mette altri 4 punti a referto, prima in entrata e poi dalla media. A metà periodo, canestri anche per Caruso e Denik, poi ancora Miljanic e Cotture fanno risalire gli svizzeri tornati a -14. Un’altra scarica dall’arco di Kell – giunto a quota 20 – sopperisce agli errori di Wilson e alla mollezza di Caruso: tre bombe consecutive del playmaker valgono il 68-50. QUARTO PERIODO 90-67 – Cotture svetta tra i suoi: tripla e rubata mentre Jurkovitz fa 68-56 e costringe Vertemati alla sospensione. Egbunu dà a Gentile la bomba del 71-56 che resta un canestro isolato nell’economia di squadra, anche se i biancorossi lavorano meglio in difesa con quintetto basso. Poi Denik e Amato scartano cioccolatini per Sorokas: 4 punti del lituano e 75-56 con Friburgo costretto al timeout. Vertemati “italianizza” il quintetto e ottiene un 7-0 di parziale con Ferrero (tripla) e De Nicolao che mettono in archivio la pratica (82-56 al 37′). Spazio così anche per Librizzi e Virginio mentre Ferrero riapre il fuoco e sfiora la doppia cifra per il 90-67 conclusivo. Damiano Franzetti
  8. C’è qualche fedelissimo appostato all’ingresso del parterre, c’è qualche goccia di pioggia che fa capolino dopo giorni torridi. C’è soprattutto la voglia di ricominciare, sperando che – a differenza di quanto accaduto dodici mesi fa – si stia tornando verso la normalità e non in una nuova morsa del Covid che rischierebbe di essere fatale per tanto sport e tanto basket. In questo quadro le porte della Enerxenia Arena si sono riaperte per la Pallacanestro Varese che ha scelto il 16 agosto come data per il proprio raduno in vista di una stagione che sarà da scoprire giorno dopo giorno. In attesa che tutti i giocatori raggiungano Varese (entro fine settimana arriveranno Kell ed Egbunu dalla Summer League oltre a Beane), sono stati il gm, l’allenatore e il capitano a parlare alla stampa di questa nuova esperienza. Andrea Conti, Adriano Vertemati e Giancarlo Ferrero hanno parlato in sala Gualco (sotto lo sguardo dello sponsor Rosario Rasizza) dell’anno che verrà e di come la Varese dei canestri ha trascorso le ultime settimane senza pallone. CONTI: “ASPETTIAMO IL PUBBLICO” La prima notizia arriva da Andrea Conti e riguarda i tifosi: «Contiamo di riaprire al pubblico munito di green pass uno o due allenamenti alla settimana quando avremo la squadra al completo – ha detto il general manager – Vorremmo ritrovare normalità il prima possibile e speriamo di poter aumentare la presenza all’interno del palazzetto. Ne abbiamo bisogno». VERTEMATI: “IDEE E FILOSOFIA LA NOSTRA FORZA” La “polpa” del pomeriggio arriva però da Adriano Vertemati. Il giovane tecnico milanese respinge cordialmente le richieste di pronostici sulla stagione e spiega: «L’obiettivo è chiaro, ed è fare meglio dello scorso anno in uno dei tornei più difficili in ambito europeo. Per il resto faccio molta fatica a contestualizzare Varese nel campionato, e credo che la stessa fatica la facciano gli altri con noi. Come tutte le squadre senza budget faraonici abbiamo dovuto fare delle idee e della filosofia i nostri punti di forza» MEGLIO UN PIVOT FELICE L’assenza momentanea dell’asse play-pivot non rappresenta un problema: «Arriveranno presto, e sono curioso di vedere il gruppo al completo – prosegue l’allenatore – Sul fatto che siano alle Summer League non vedo problemi: Kell lo aveva scritto direttamente nel contratto, Egbunu ce lo ha chiesto perché teneva molto a ciò. E io preferisco avere qui un giocatore contento tre giorni dopo, piuttosto che uno arrabbiato oggi». ACQUISTI CON IL FISICO Tra general manager e allenatore non mancano gli sguardi e le parole d’intesa come quando si tocca l’argomento mercato. «A parità di condizioni abbiamo sempre preferito il giocatore più fisico, questo per mia idea e per convinzione anche di Andrea e di Toto Bulgheroni. Quando si è aperta la possibilità di avere Alessandro Gentile abbiamo lavorato per costruire un consesso tecnico al suo fianco che esaltasse le sue caratteristiche». E SCOLA? «Onestamente Scola a noi ha detto che avrebbe smesso e prima delle Olimpiadi ci ha chiesto di “fare tutto senza di me” – spiega Conti – E se un campione simile e una persona del suo spessore parla così, non penso torni qui e cambi idea. Anzi, così facendo ci ha lasciato grande libertà di fare le nostre scelte. Piuttosto, ricordo che Luis ha dato grande disponibilità per un impegno in società, a me, a Toto, a Vittorelli e Rasizza. Quando tornerà capiremo quale sarà il suo ruolo dentro al club. Speriamo diventi una figura importante dentro alla Pallacanestro Varese. Se poi il 3 settembre, al ritorno da Creta, vorrà scendere in campo, vedremo cosa fare». FERRERO, IL SETTIMO “PRIMO GIORNO DI SCUOLA” “Persi” due veterani NBA come Scola e Douglas, Giancarlo Ferrero è sempre più l’uomo chiave a livello di spogliatoio ed esperienza nel gruppo biancorosso. Nei giorni scorsi il capitano si è allenato con alcuni dei nuovi compagni, è salito al Sacro Monte tirando un gruppo che comprendeva anche “El General” argentino e si è nuovamente calato nel suo ruolo. «Oggi è il mio settimo “primo giorno di scuola”, Andrea parlava della necessità di tornare alla normalità e anche come giocatori abbiamo bisogno di avere il pubblico al palazzetto. Credo che, per come è stata costruita, questa squadra possa tornare a infiammare la nostra gente: sono molto carico». Damiano Franzetti
  9. L’Openjobmetis ha ufficialmente esaurito le operazioni di mercato con l’annuncio del ritorno in biancorosso di John Egbunu. Di fatto il club è riuscito, un rilancino dopo l’altro, a raggiungere la richiesta iniziale del centro nigeriano, attraverso i risparmi massicci operati con le operazioni Wilson e Sorokas negli spot complementari di cecchino perimetrale e cambio dei lunghi. Sul piano strettamente numerico il mercato 2021 si è chiuso con cinque conferme – in ordine di ruolo De Nicolao, Beane, Ferrero, Jones ed Egbunu – e cinque volti nuovi – mantenendo lo stesso principio Kell, Wilson, Gentile, Sorokas e Caruso – per un puzzle nel quale in tutti gli spot ci sarà un volto vecchio ed una new entry. Sotto certi aspetti la squadra è cambiata più del previsto: nel caso di Ruzzier per volontà del giocatore, cavalcando la proposta last minute della Virtus Bologna. Nel caso di Strautins e De Vico, che avevano contratto garantito senza uscite a differenza del triestino, per volontà di Varese che ha ripercorso la via dei 6 stranieri per tutelarsi sul recupero di Jalen Jones (investimento postergato per non gravare il bilancio 2020/21 dopo l’infortunio all’esordio). Meglio o peggio della Varese 2020/21 che si è salvata col brivido pur con due giocatori di grande pédigrèe come Toney Douglas e Luis Scola? Come sempre ogni roster di una squadra del range economico dell’OJM ci sono imprevisti e probabilità in svariati aspetti. Il roster, con 10-giocatori-10 e un livello di fisicità diffusa in tutti i ruoli compreso il perimetro, con un regista massiccio come Kell e un all-around potente come Ale Gentile, soddisfa le richieste del coach Adriano Vertemati nel garantire atletismo e taglia in tutti gli spot. Il play pescato in Polonia e l’ex azzurro avranno il pallino del gioco in mano sia in termini realizzativi che di creazione per i compagni: la scommessa principale è quella sul ritorno ad alto livello di “AleGent”, che però sembra posto nel contesto tecnico ed ambientale ottimale per sfruttare le sue qualità con la palla in mano e nascondere i suoi limiti al tiro. Che non è la specialità della casa di Kell, più combo-guard moderna rispetto ad un regista più puro come Ruzzier: basterà il cecchino Wilson per evitare difese chiuse a protezione dell’area? Il campione di Polonia in carica avrà sufficiente playmaking per evitare di sovraccaricare di responsabilità l’unico regista di ruolo Giovanni De Nicolao? Sotto canestro, al di là della tenuta di Egbunu, dipenderà molto da Jones e dai tempi del suo completo recupero – trattandosi di giocatore che vive di prorompenza più che di tecnica – per non chiedere a Paulius Sorokas di avere subito impatto da protagonista in A in caso di difficoltà di messa a punto del titolare. Se le premesse troveranno tutte conferma sul campo, la squadra potrà praticare un basket aggressivo e coinvolgente; basta però un pezzo del puzzle fuori sintonia, o una scommessa non vinta secondo gli auspici, per mettere in difficoltà un sistema legato a filo doppio ad equilibri che debbono funzionare tutti insieme. Giuseppe Sciascia
  10. Quando sono iniziati i lavori per costruire la rosa della Openjobmetis, divenuta definitiva ieri mattina con la firma ufficiale di John Egbunu? E quali sono stati i (tanti) passaggi effettuati tra le varie componenti degli staff societari prima di arrivare a comporre un puzzle che ha solo dieci pezzi, ma che deve essere incastrato con grande attenzione? In tutto questo periodo, il braccio destro del gm Andrea Conti è stato Matteo Jemoli: 32 anni, di Gemonio, è stato per diverse stagioni assistente allenatore biancorosso (con un’esperienza anche a Trapani) e ora ricopre il ruolo di responsabile scouting della Pallacanestro Varese. Un lavoro dietro alle quinte rispetto a quello della triade Conti-Bulgheroni-Vertemati che però in questo periodo emerge in modo forte, specie in un mercato nel quale la Openjobmetis ha percorso strade differenti dall’usato sicuro prediletto negli anni di Attilio Caja. Matteo, prima di tutto: qual è il metodo di lavoro utilizzato per fare scouting in Pallacanestro Varese? «Si parte da lontano: a settembre io e Andrea ci siamo suddivisi i campionati da tenere sotto controllo. Grecia, Polonia, Belgio, Germania, Israele, Turchia, Lega Adriatica… poi le coppe e alcuni giocatori particolari per i quali avevamo segnalazioni, per esempio certi impegnati in G-League con aspirazioni europee. Da quel momento in poi, ogni settimana ho guardato una serie di partite e iniziato a “profilare” gli atleti più interessanti. Io li suddivido in quattro settori: fisico, gioco offensivo, difesa e una quarta parte che chiamo “extra” dove metto notizie di ogni tipo». Fino a quando prosegue questa selezione? «Fino a febbraio-marzo, perché a quel punto iniziamo a scremare gli elenchi, preparando diverse liste a seconda del ruolo. Liste a loro volta suddivise in fasce in base al gradimento e al costo che prevediamo possano avere. Questo permette di intervenire in corsa in caso di necessità: per esempio noi sino a fine giugno avevamo un playmaker, Ruzzier, che poi è andato via. Però i nomi erano già pronti e ci siamo mossi di conseguenza». Oltre a voi, chi collabora alla stesura delle liste? «Le proposte passano al vaglio anche di Bulgheroni ma anche lo staff tecnico lavora a tutto il “progetto”. Sia coach Vertemati, sia i suoi assistenti Cavazzana e Seravalli hanno un database simile al mio: tutto è utile per un confronto quando si stringe su un nome». I due acquisti più curiosi sono quelli di Kell e Wilson, entrambi dalla Polonia? A che punto vi siete spinti nello scommettere su di loro? «Io non ritengo che Kell sia una scommessa. L’abbiamo osservato a lungo, credo di avere visto 10-12 partite della sua squadra: ha fatto un buon campionato, giocato in Fiba Cup e ha dimostrato leadership e impatto difensivo, al di là dei numeri d’attacco. Spesso ha marcato l’avversario più pericoloso. La scommessa maggiore è Wilson, ma in quel ruolo abbiamo una garanzia come Beane e la possibilità di variare assetti con anche De Nicolao e Kell. Elijah infine non è una guardia che chiede di avere la palla in mano: sa tirare sugli scarichi senza fermare l’attacco». La Openjobmetis sarà squadra molto fisica: una precisa richiesta del coach? «Sì: Vertemati ha voluto dare questa impronta. Gli piace avere forza fisica tra gli esterni: Kell sa attaccare spalle a canestro, Beane è atletico, Wilson ha stazza. E poi Gentile: un’operazione che non era preventivata a inizio mercato, ma che siamo felici che sia capitata e sia andata a buon fine. La fisicità accomuna tutti: De Nicolao e Caruso stanno lavorando per potenziare la muscolatura, Ferrero è abituato a giocare da ala forte, Jones e Sorokas hanno corpo ed energia. Poi è arrivata la conferma finale di Egbunu, che tutti conosciamo dal punto di vista atletico». Al di là dell’energia, ci sono altri tratti che contraddistinguono la rosa della Openjobmetis? «Abbiamo giocatori che vogliono dimostrare di poter salire di livello. Questo vale per i “polacchi” e per Sorokas che puntano ad affermarsi in un torneo più competitivo, per i giovani italiani che stanno facendo un percorso di crescita, per Jones che torna dall’infortunio. Senza parlare di Gentile che ha alle spalle una carriera super e vuole tornare a quei livelli, o di Egbunu che dopo i travagli fisici del passato cerca di confermarsi in una stagione completa». Ultime due domande. La prima: c’è un giocatore che avete seguito a lungo e vi sarebbe piaciuto, ma che alla fine è andato altrove? «Qualcuno, come il canadese Bell-Hynes è rapidamente uscito dai radar per le sue prestazioni di altissimo livello con i tedeschi di Crailsheim (giocherà al Breogan, in Spagna ndr). Tra gli altri se devo dire un nome faccio quello di Kris Richards: lo seguiamo da tanto e se non fosse andato allo Zielona Gora lo avremmo preso per sostituire Jakovics. Lo sfiorammo prima che arrivasse Beane. Quest’anno al momento giusto non c’è stata l’occasione e lui è tornato in Romania, visto che ha il passaporto di quel Paese dove ha già vinto due titoli». Per concludere: non le manca la panchina? «Il mio attuale ruolo piace parecchio. Resto vicino alla squadra e durante le partite siedo ancora in panchina, cercando di avere sempre l’occhio da allenatore. Però ora voglio proseguire il lavoro che sto facendo: mi piacerebbe muovermi di più per osservare partite e giocatori dal vivo. Il Covid ha fermato questa possibilità, mi auguro di tornare presto “in missione”». Damiano Franzetti
  11. Pallacanestro Openjobmetis Varese è lieta di annunciare il rinnovo contrattuale con l’atleta John Egbunu. Il centro nigeriano riparte dunque da Varese dopo le 12 partite disputate nella scorsa stagione con la divisa biancorossa in cui ha messo in mostra le sue doti atletiche e fisiche, la sua presenza difensiva nel pitturato e la sua dedizione al lavoro. La prima esperienza in LBA si è chiusa a 8.4 punti, 7.6 rimbalzi e 1.5 stoppate per gara con un high di 14 punti, 13 rimbalzi e 31 di valutazione nella sfida contro Trieste. John Egbunu, giocatore Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono davvero felice di tornare a Varese! Non vedo l’ora di riprendere a lavorare per preparare una grande stagione finalmente davanti al pubblico dell’Enerxenia Arena».
  12. E se l’ultimo tassello per la Openjobmetis fosse quello che era “già in casa”? La possibilità che il pivot titolare biancorosso sia di nuovo John Egbunu è in rapida risalita per una serie di ragioni che si sono accavallate nelle ultime ore. L’OFFERTA – La prima: Varese ha fatto un’offerta, buona per gli standard biancorossi, e in pratica non l’ha mai ritirata, nemmeno quando all’agente del giocatore era stato dato un ultimatum, giorni fa. Sul tavolo la Openjobmetis ha messo quei soldi e li garantisce. IL CASTING – La seconda: i sondaggi esplorativi effettuati dallo staff varesino non hanno portato risultati particolarmente interessanti. Tolti dal radar quei giocatori troppo cari (tipo Elegar, andato all’asta al rialzo tra Reggio, Napoli e la Corea), gli altri pivot visionati non hanno scaldato più di tanto il cuore. Certo, non dispiaceva un giocatore come Sims per via di alcune caratteristiche tecniche, ma nulla da far scoccare amore a prima vista. LA FRANCIA – Terzo, e forse più importante. I procuratori di Egbunu – che fanno il loro lavoro – pensavano di piazzare Long John in Francia, dove pare che il Limoges più di altri fosse interessato al nigeriano. Con uno stipendio superiore a quello proposto da Varese. Ma le squadre francesi fino a oggi non hanno affondato il colpo, e anche a livello fiscale non ci sarebbero grandi vantaggi rispetto all’Italia, anzi. Non stupisce quindi che l’entourage di Egbunu abbia riconsiderato quello che Varese ha messo sul piatto (tanto che un sito specializzato, Sportando, segnala il dietro-front in direzione Masnago). Viste le premesse quindi, le possibilità che il centrone nigeriano torni a vestire la maglia biancorossa sono di nuovo molto solide. La sua presenza difensiva è sicuramente molto considerata in casa varesina, così come il fatto di non essere un “mangia palloni” e di poter sfruttare i tagli in area quando in post basso va un bravo passatore come Gentile. E poi c’è quella durezza nei blocchi che ha dato una mano a brillare a Ruzzier nella seconda parte di stagione: aiutare il play – in questo caso Kell, esordiente in Italia – ad avere spazi larghi all’inizio dell’azione è un’altra qualità importante che Egbunu può mettere in campo. Nelle prossime ore, probabilmente, ne sapremo di più. Damiano Franzetti
  13. Pallacanestro Openjobmetis Varese è felice di annunciare l’accordo per la stagione sportiva 2021-2022 con l’ala grande Paulius Sorokas. Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Siamo contenti di aggiungere al roster Paulius. Merita il passaggio in LBA dopo stagioni importanti in A2 dove ha giocato da protagonista per lungo tempo. È un giocatore che porta in dote il giusto mix di fisicità, energia ed atletismo nel settore lunghi così come risulterà preziosa la sua doppia dimensione tecnica». Cresciuto nel settore giovanile dello Zalgiris, dopo le prime esperienze in patria con Zalgiris-Sabonio mokykla Kaunas, KK Baltai e Pieno Zvaigzdes Pasvalys si trasferisce in Italia, raggiungendo così la sorella pallavolista della nazionale Indre Sorokaite, iniziando così la sua lunga permanenza nel nostro Paese. Nella stagione 2014-2015 si mette in luce alla Pallacanestro Piacentina in A2 Silver mettendo a referto 15.4 punti e 8.7 rimbalzi di media. Nell’estate del 2015 passa Treviglio con cui disputa due stagioni intervallate da un’esperienza a Jesi, prima di approdare al Derthona. Con i piemontesi conquista la Coppa Italia LNP 2018 chiudendo l’annata con una doppia-doppia di 15.1 punti e 10.1 rimbalzi per gara. Le prestazioni in costante crescita accendono su di lui gli occhi dei club esteri. Nella stagione 2018-2019 disputa 30 partite in Belgio allo Charleroi a 7.2 punti e 5.0 rimbalzi, prima di fare rientro in Italia con il ruolo di “straniero di coppa” per la Dinamo Sassari. Nel dicembre del 2019 esordisce in LBA con proprio contro l’Openjobmetis mettendo a segno 13 punti, mentre in Basketball Champions League disputa 16 gare a 3.9 punti e 2.4 rimbalzi di media fermandosi agli ottavi di finale contro i futuri campioni di Burgos. La scorsa stagione torna in A2 confermandosi protagonista di una stagione da 15.7 punti e 8.6 rimbalzi con Chieti.
  14. Continuano gli arrivi in casa Pallacanestro Varese: dopo la sorprendente “presa” di ieri – la guardia americana Elijah Wilson pescata dal campionato polacco – ecco l’ingaggio di Paulius Sorokas, ala lituana che ha già una buona esperienza nei campionati italiani e che (soprattutto) ha già giocato agli ordini di coach Adriano Vertemati a Treviglio per due anni, tra il 2015 e il 2017. Sorokas ha quasi 29 anni, è alto 2 metri ed è originario di Kaunas; nello scacchiere biancorosso andrà a ricoprire il ruolo di ala forte, alternandosi in quella posizione con Jalen Jones. Il giocatore baltico potrebbe essere in quintetto base, almeno fino a quando l’americano non sarà al 100% dopo l’infortunio al tendine d’achille (sta comunque recuperando). Il nuovo acquisto ha giocato nell’ultima stagione in Serie A2 a Chieti e sembrava diretto a Brescia, ma l’offerta della Openjobmetis è stata convincente: in passato ha calcato soprattutto i parquet della seconda categoria nazionale tra Piacenza, Treviglio, Jesi e Tortona anche se vanta una buona stagione (2018-19) in Belgio, allo Spirou Charleroi (7,2 punti e 5 rimbalzi). Senza grossi spunti invece l’unica esperienza in Serie A: nel 2019 venne preso da Sassari, allenata da Pozzecco, ma alla Dinamo fu utilizzato praticamente come “straniero di coppa” visto che disputò 16 partite in Champions League con due sole presenze in campionato (una delle due proprio contro Varese, un match “viziato” da un contestatissimo fallo antisportivo ai danni di Siim-Sander Vene). Nella passata stagione con la Lux Chieti il lituano ha messo a referto cifre interessanti, con 15,8 punti e 8,6 rimbalzi a partita anche se la sua percentuale nel tiro pesante non è stata particolarmente brillante (27,8%) e se fosse confermata a Varese, potrebbe essere un problema visto che in quintetto a parte Wilson (che andrà rivalutato al saldo del campionato italiano) non ci sono tiratori di spicco. Anche la scelta di Sorokas va comunque in direzione di quello che segnalavamo ieri in occasione dell’ingaggio di Wilson: Vertemati avrà a disposizione una squadra con giocatori che possono ricoprire più ruoli e quindi numerose soluzioni tattiche. L’arrivo del lituano, intanto, tende ad allontanare un ritorno all’agonismo di Luis Scola dopo le Olimpiadi, visto che il ruolo è proprio quello che sarebbe eventualmente stato assegnato al campionissimo argentino. Gli ingaggi degli ultimi giorni, tra l’altro, dovrebbero garantire un discreto margine di manovra a livello finanziario (parametrando sempre il giudizio a una squadra da budget basso…) per quanto riguarda l’acquisto del pivot titolare, che nelle intenzioni dello staff biancorosso dovrà essere un giocatore di grande importanza. Damiano Franzetti
  15. Pallacanestro Openjobmetis Varese ha il piacere di annunciare l’accordo fino al termine della stagione sportiva 2021-2022 con il giocatore statunitense Elijah Wilson. Il classe ’94, ottimo tiratore da tre punti e difensore versatile grazie alle sue doti fisiche, occuperà la posizione di guardia nel roster di coach Vertemati. Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Crediamo che Elijah rappresenti il giusto incastro tra le caratteristiche degli altri componenti del reparto esterni grazie alla sua taglia fisica e alle sue ottime doti di tiratore». Originario del North Carolina, ha trascorso quattro stagioni NCAA con Coastal Carolina College chiudendo l’esperienza collegiale a 13.2 punti di media. Nel 2017 approda in Europa disputando due stagioni in Austria prima con Wels poi ai Kapfenberg Bulls con cui mette a segno il “triplete” conquistando campionato (18.6 punti di media), coppa e supercoppa nazionale risultando anche come MVP sia finali playoff, sia della supercoppa. Nella stagione 2019-2020 firma in Olanda con gli Heroes Den Bosch confermando le ottime doti realizzative e la precisione dall’arco con 16.6 punti e il 42.3% da tre. Nell’ultima stagione ha disputato 30 gare con il MKS Dąbrowa Górnicza a 14.8 punti tirando con l’ottima percentuale da tre punti di 42.1.
  16. Nel gioco dell’oca del mercato, l’Openjobmetis è costretta a tornare alla casella di partenza. Tutto da rifare per il club biancorosso nella caccia ai due lunghi mancanti da affiancare al confermato Jalen Jones e alla new-entry Guglielmo Caruso. Il tentativo di Varese con Kruize Pinkins è andato a vuoto: l’ala forte ex Casale Monferrato e Torino ha declinato la proposta del club biancorosso. Scelta puramente personale e non legata a discorsi economici: il giocatore del 1993 ha espresso il desiderio di «staccare la spina» per un paio di mesi - almeno fino a settembre - dopo aver concluso la stagione 2020/21 con la gara 5 dei playoff di A2 disputata lo scorso 29 giugno. Dunque, non volendo prendere impegni che prevedano raduni e pre-season da metà agosto, Pinkins ha passato la mano. E per Varese riprende la caccia senza profili caldissimi né per l’ala forte né per il pivot, dopo la definitiva rottura delle trattative con John Egbunu che ha detto no anche all’ultimo rilancio OJM nella serata di giovedì (e al momento sembra avere declinato anche le proposte dalla Francia). Tutto da rifare... quantomeno sotto il profilo degli incastri tecnici: l’accoppiata Pinkins-Egbunu convinceva per il suo assortimento anche in rapporto agli altri due giocatori già in organico. Ora Varese deve riaprire la caccia a 360 gradi, e senza l’ex Torino cambiare anche il profilo del centro. Il discorso è allo stesso tempo tecnico ed economico: l’OJM ha ancora in canna un «colpo» da titolare sotto canestro, e per provare a confermare Egbunu aveva individuato un profilo ad hoc come caratteristiche e costi (limitati) per alternarsi a Jones. Perché il ruolo di ala forte che possa dare qualche minuto anche da pivot offre pochi profili low-cost: se il colpo principale dovesse arrivare in quel ruolo, allora il pivot mancante sarà una scommessa, contrariamente alla precedente coppia messa nel mirino dall’area tecnica biancorossa. Ma proprio perché il «4 e mezzo» è il giocatore più difficile da reperire sul mercato, l’OJM prova a concentrare l’attenzione su quel tassello andando a scegliere di conseguenza il pivot titolare. A questo punto potrebbe tornare d’attualità l’ipotesi Henry Sims, il 31enne centro attaccante ex Cremona e Fortitudo Bologna (15,6 punti e 8,9 rimbalzi nel 2019/20), che però necessiterebbe di essere accoppiato con un altro lungo specialista nel settore difesa e rimbalzi per evitare un bis del 2020/21 con Luis Scola capocannoniere in attacco e la peggior difesa del campionato a penalizzare gli sforzi dell’OJM. Più che il valore del singolo giocatore conta la compatibilità con il progetto-squadra in fase di messa a punto; questo è il criterio con cui prosegue la ricerca dei profili ad hoc. Di sicuro non c’è l’intenzione di aspettare Luis Scola, a meno che non sia lo stesso «General» a comunicare la sua disponibilità a tornare in campo nel 2021/22: cosa che, a dispetto dei contatti tutto sommato frequenti in corso con la stella argentina, non è mai avvenuta, dunque resta il chiaro messaggio «Non fate affidamento su di me» trasmesso e più volte reiterato dal giocatore prima della partenza per Las Vegas. Mentre sulla guardia titolare, a meno di colpi di fulmine per giocatori dal rapporto costo-rendimento particolarmente appetitoso, si aspetterà fine mercato con i residui della caccia ai due lunghi mancanti. Il prezzo di Tyler Kalinoski è sceso su cifre più abbordabili rispetto alle richieste della scorsa settimana... ma è considerato ancora troppo alto per una Varese che non vuole distogliere risorse in un momento delicato della sua campagna acquisti. Giuseppe Sciascia
  17. L’Openjobmetis aspetta il sì definitivo di Kruize Pinkins e apre la caccia al nuovo centro dopo il no - virtualmente definitivo - di John Egbunu. Lo stato dell’arte del mercato biancorosso si sostanzia nel differente esito delle due trattative per riempire le caselle vacanti del reparto lunghi. PINKINS, SI STRINGE La 28enne ala forte ex Torino e Casale Monferrato dovrebbe dare risposta in tempi rapidi alla proposta messa sul piatto da Varese per dividersi i minuti con Jalen Jones nello spot di numero 4. L’OJM gradisce il mix di energia e duttilità che il giocatore della Florida potrebbe portare in dote al puzzle dei 4 lunghi da alternare sul parquet: Pinkins, giocatore dinamico con buon impatto a rimbalzo e pericolosità frontale, sarebbe un efficace alter ego di Jones con la possibilità di giocare qualche minuto anche da centro se inizialmente Guglielmo Caruso dovesse dimostrare la necessità di un periodo di apprendistato al suo primo impatto con la serie A. Il club biancorosso vuole chiudere in fretta la trattativa per concentrarsi poi sulla scelta del pivot titolare. JOHN VERSO LA FRANCIA A proteggere l’area colorata dell’OJM 2021/22 non ci sarà però John Egbunu. L’ultimatum recapitato dall’area tecnica prealpina al centro nigeriano è scaduto 24 ore fa senza risposte positive da parte del giocatore e della sua agenzia. In realtà Il centro del 1994 si accaserà con ogni probabilità in Francia, dove il suo passaporto nigeriano vale doppio (le regole della Pro A prevedono ancora divisione tra extracomuintari ed europei come in Italia fino al 2018, ed Egbunu rientra fra i “Cotonou Players” che possono giocare in quota europei). Per Egbunu una possibile destinazione transalpina sarebbe Limoges, dove l’allenatore è l’italiano Massimo Cancellieri (due anni fa head coach in A2 a Ravenna con Massimo Bulleri come assistente). Ma per il lungo ex Florida ci sarebbero sirene anche dalla Turchia su cifre superiori a quelle che Varese può permettersi di spendere per il centro titolare: in ogni caso il giocatore è dato in firma altrove in tempi relativamente rapidi, dunque il club biancorosso ha voltato pagina. LE ALTERNATIVE OJM La lista dei giocatori al vaglio è ancora molto lunga, dato che i sondaggi sono stati avviati da poco: si spazia a 360 gradi tra profili già visti in Europa e giocatori emergenti che hanno militato nella G-League americana. L’idea è quella di cercare comunque un giocatore con caratteristiche simili a quelle di Egbunu: fisicità, vigore atletico e impatto difensivo dovranno essere le peculiarità principali del nuovo pivot biancorosso. Per questo l’ipotesi Henry Sims non è stata presa in considerazione: il 31enne centro portato in Italia nel 2017 da Andrea Conti a Cremona è un grande attaccante che però non fa al caso dell’OJM, in cerca di un rimbalzista-difensore-stoppatore come Egbunu, non volendo inserire un lungo troppo invasivo nel gioco spalle a canestro che sarà terreno di caccia di Alessandro Gentile. VALUTARE CON CALMA In ogni caso Varese valuterà con calma le disponibiltà del mercato, decisa a far fruttare il suo «gruzzoletto» per il pivot titolare: se è vero che Egbunu lo ha considerato insufficiente, sarebbe comnque superiore al primo contratto OJM con Tyler Cain nell’estate 2017, e all’ingaggio di due anni fa di Jeremy Simmons. Oggi intanto incontro decisivo per chiudere il discorso con Nicolò De Vico (servirà una transazione dell’anno residuo di contratto per consentirgli di accasarsi a Torino) mentre Anthony Morse è tornato in A2 accasandosi alla Bakery Piacenza dopo aver scartato l’ipotesi di un contratto nella massima lega ungherese all’Alba Fehervar. Giuseppe Sciascia
  18. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare di aver trovato un accordo con Trey Kell, playmaker statunitense classe ’96 che vestirà la maglia biancorossa fino al termine dell’attuale stagione sportiva. Kell è un giocatore dotato di buona stazza fisica (193 cm per 95 kg) che ama attaccare il canestro per sé o per mettere in ritmo i compagni; può inoltre contare su un buon tiro dalla media e dalla lunga distanza. Lo scorso anno ha vinto il campionato polacco e raggiunto la finale di FIBA Europe Cup con lo Stal Ostrow. Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Siamo estremamente contenti della firma di Kell, playmaker di grande fisicità. Crediamo molto nelle sue capacità di innescare i compagni e riteniamo che sia un pezzo importante del nostro puzzle». Carriera Trey Kell è originario di San Diego, dove ha anche disputato l’NCAA con la maglia degli Aztecs con la quale è esploso nel suo anno da junior dove è stato il migliore dei suoi per punti (13.3), assist (2.9), rubate (1.4) e percentuale ai liberi. Terminata l’esperienza collegiale, nel 2018-2019, dopo una breve parentesi con i bosniaci dell’Igokea, si trasferisce ai Moncton Magic, formazione della NBL canadese, dove disputa 25 partite fatturando 22.4 punti, 7.8 rimbalzi, 4.8 assist e 1.8 rubate ad allacciata di scarpe contribuendo alla vittoria del titolo nazionale grazie ad una prestazione clamorosa (41 punti con 11/17 al tiro, 9 rimbalzi, 6 assist e 3 rubate) nella decisiva gara-4 che gli vale il titolo di MVP delle Finals. Lo scorso anno ha vestito la maglia dello Stal Ostrow squadra con la quale ha vinto il campionato e disputato anche la FIBA Europe Cup arrivando in finale. Kell possiede il passaporto della Siria, nazionale con la quale ha esordito lo scorso novembre per due sfide della FIBA Asia Cup. Contro Qatar ed Iran ha messo a segno rispettivamente 35 e 34 punti.
  19. Varese affida le chiavi della squadra a Trey Kell. Nuovo playmaker... a metà con la NBA per l’Openjobmetis: l’accordo in chiusura, annunciato nella notte dall’agenzia americana dell’atleta, contiene una escape in favore del giocatore, che disputerà la Summer League di Las Vegas con i Phoenix Suns. Kell è un regista di taglia importante (193 centimetri per 95 chili), assecondando le richieste di Adriano Vertemati di puntare su giocatori con fisicità da Eurolega. Il giocatore del 1995 ha all’attivo tre stagioni di esperienza in Europa, l’ultima delle quali in Polonia dove ha vinto il titolo nazionale con lo Stal Ostrow (16,1 punti più 4,8 rimbalzi e 5,1 assist) dove è sbarcato a gennaio 2021 insieme all’ex meteora biancorossa Denzel Andersson. Le esperienze precedenti da professionista sono state all’Igokea in Bosnia, in Canada ai Moncton Magic (dove ha vinto il titolo nazionale nel 2019) e ad Hong Kong nella ASEAN League del Sudest asiatico. Attraverso questa esperienza ha ottenuto anche il passaporto siriano per giocare con la Nazionale mediorientale le qualificazioni ai campionati asiatici della FIBA. Si tratta di un regista realizzatore, non un playmaker puro, che ha punti nelle mani e capacità di produrre gioco per sé e per gli altri. L’accordo con Varese è subordinato all’esito della sua avventura a Las Vegas, dove sarà impegnato dal 7 al 18 agosto con la franchigia dell’Arizona: l’uscita in favore del giocatore è valida qualora Kell strapperà un invito al Veteran Camp di Phoenix con un contratto garantito. Se invece l’atleta uscito nel 2018 dalla San Diego State University non strapperà un accrdo NBA potrà aggregarsi in corsa alla squadra, che dovrebbe radunarsi attorno a metà agosto, alla conclusione della sua esperienza alla Summer League. Giuseppe Sciascia
  20. Pallacanestro Varese è felice di annunciare l’ingaggio di Guglielmo Caruso che vestirà la maglia della Openjobmetis fino al termine della stagione 2022-2023 con opzione per quella successiva. Centro classe ’99, Caruso è uno dei migliori prospetti italiani in circolazione dotato di fisicità sotto canestro e di un buon tiro da 3. Nonostante la giovane età, ha già esordito con la Nazionale italiana nella VTG Supercup disputata dagli Azzurri lo scorso giugno in preparazione del preolimpico di Belgrado. Guglielmo Caruso, nuovo giocatore della Pallacanestro Varese: «Sono onorato di avere la possibilità di giocare per una piazza così prestigiosa del basket italiano come Varese, sono sicuro che non mancherà il calore dei tifosi. Non vedo l’ora di iniziare e migliorarmi sotto ogni aspetto sperando di poter dare il mio più grande contributo possibile alla squadra». Carriera Nato a Napoli il 3 luglio 1999, Guglielmo è cresciuto nel settore giovanile della PMS Moncalieri, società con la quale, nel 2017, vince il titolo italiano Under 20. La stagione successiva si trasferisce alla Cuore Napoli Basket, in A2, dove fattura 8.3 punti e 5.5 rimbalzi di media in 15 partite. Nel 2018-2019 decide di intraprendere la carriera collegiale negli Stati Uniti in California con Santa Clara University; con la maglia dei Broncos, in tre anni (dal 2018 fino allo scorso anno), Caruso migliora nettamente le sue statistiche personali, mettendo in mostra un repertorio offensivo completo sia vicino che lontano da canestro. Caruso ha già esordito con la maglia della Nazionale maggiore lo scorso 18 giugno in occasione della vittoria contro la Tunisia nella VTG Supercup; per lui 4 punti, 2 rimbalzi, 1 stoppata e 2 assist in poco più di 6 minuti. Con le selezioni giovanili, invece, ha vinto una medaglia d’argento ai Mondiali Under 19 in Egitto nel 2017 ed una medaglia di bronzo agli Europei Under 18 in Turchia nel 2016.
  21. Chi se lo aspettava guascone e sfrontato, come spesso ce lo ricordiamo in campo, è rimasto spiazzato. Nella prima uscita da giocatore di Varese, Alessandro Gentile è apparso all’opposto: calmo, umile, attento a misurare le parole e a raccontare come gli ultimi anni – un po’ travagliati – e il Covid lo abbiano aiutato a cambiare prospettiva. In campo e fuori. Affiancato da Andrea Conti, nella conferenza stampa di presentazione, Gentile ha spiegato chiaramente che dalla sua esperienza alla Openjobmetis si aspetta prima di tutto di «tornare a giocare a pallacanestro, e a divertirmi a giocare a pallacanestro». Quasi una confessione, davanti ai microfoni, prima di tuffarsi nel mondo biancorosso. «Sono felice di essere qui a Varese: il mio arrivo è nato in modo semplice e veloce e il fatto che Andrea e Adriano (Conti e Vertemati ndr) siano venuti a casa mia a parlarmi di persona mi ha dato grande motivazione. Mi sono sentito benvoluto, per me è stata una grande dimostrazione, quello di cui avevo bisogno. Voglio ripartire con grande entusiasmo da una piazza storica come Varese: conosco il valore di Vertemati, ho grande fiducia in lui ma anche in questa società e spero di di ripagarla sul campo». Dal punto di vista fisico – assicura – il covid non ha lasciato problemi: «La malattia mi ha cambiato sotto alcuni aspetti, ma vi assicuro che sotto il profilo atletico non sono mai stato meglio: mi sento in gran forma, mi alleno tutti i giorni. Arriverò al raduno pronto. Gioco da tanti anni, ho fatto esperienze di tanti tipi, alcune positive e altre meno, ma tutte mi hanno insegnato qualcosa. L’Alessandro Gentile che viene a Varese è un uomo più maturo». E un segno di maturità è anche il respingere – delicatamente – il ruolo di “pietra angolare” della squadra per grazia ricevuta. «Avere un ruolo centrale è per me molto importante: negli ultimi tre anni, per diversi motivi, non ho mai cominciato una stagione con la preparazione estiva e quest’anno lo potrò fare. Però deciderà l’allenatore chi saranno i giocatori chiave: io sono qui per dare il mio contributo, partiremo tutti allo stesso modo». Membro di una famiglia che fin dagli anni Ottanta è stata protagonista di confronti arroventati – tra il padre Nando, lui stesso e il fratello Stefano – contro Varese, Alessandro manda un messaggio anche ai tifosi biancorossi. «Da avversario ho vissuto tante partite in questo palazzetto, conosco l’ambiente che si respira, è un posto abituato a grandissimi campioni. Ci sono state sfide accese nel passato, spero prima di tutto che la gente possa tornare a rivivere la normalità della partita al palazzetto, e poi mi piacerebbe che i tifosi di Varese utilizzino quella energia che conosco, a favore della squadra e a mio favore». Infine il doveroso tributo alla maglia azzurra dopo l’impresa olimpica di Belgrado. «È giusto fare i complimenti alla Nazionale: un risultato storico, meritato, arrivato giocando una grandissima pallacanestro. Però non ho rimpianti per non esserci stato, perché in questo periodo post covid, come ho già detto, ho imparato a conoscere tante sfumature della vita che prima non conoscevo. E quindi sono contento del percorso che sto facendo in questo momento. La Nazionale non è un mio obiettivo in questo punto della carriera. Voglio prima di tutto tornare a giocare a pallacanestro ed essere felice in campo». E poi, sfumate le domande e salutati i dirigenti, c’è tempo per chiedere un pallone, fare canestro da centrocampo (dopo un paio di tentativi) e trascorrere qualche minuto a palleggiare e tirare insieme a due ragazzini presenti al palazzetto. Forse, la strada per il divertimento sotto i tabelloni, è cominciata questa sera. Damiano Franzetti
  22. L’Openjobmetis inizia a calibrare le strategie per la scelta dei quattro stranieri mancanti all’appello. Ancora non c’è la certezza ufficiale del cambio di format da 5+5 a 6+6, ma l’area tecnica ragiona ormai dando per acquisita la necessità di cercare uno straniero in più rispetto alla precedente versione con Michele Ruzzier. Play e guardia titolare e due lunghi: sul taccuino dell’asse Bulgheroni, Conti, Vertemati c’è questo poker di X da riempire con incastri tecnici ed economici. Per ora le certezze sono Anthony Beane e Jalen Jones ma, proprio per non dipendere troppo dall’ala texana, Varese vuole cercare due giocatori da quintetto per far scalare in panchina - almeno inizialmente, fin quando non recupererà il 100 per cento della brillantezza atletica - il 28enne giocatore ex Vitoria. L’Openjobmetis aveva messo nel mirino un paio di lunghi stranieri interconnessi al profilo dell’ala forte da quintetto, ma il meno costoso dei due - il 24enne James Dickey, nella scorsa annata in Ungheria - si è accasato in Germania. Sul piatto invece c’è ancora Dererk Pardon, il 25enne centro visto nel 2019/20 a Reggio Emilia che Varese aveva seguito con interesse già 12 mesi fa, salvo vederlo accasare molto presto in Bundesliga al Bayreuth. Il giocatore classe 1996 ha disputato una stagione positiva nelle file del Medi (11,2 punti più 6,2 rimbalzi e 1,2 stoppate): lungo esplosivo e potente (203 centimetri per 107 chili), è il classico giocatore interno che vive di giocate di energia sulla modalità dell’ex biancorosso di due anni fa Cedric Simmons. Pardon piaceva lo scorso anno e piace quest’anno per dinamicità e atletismo, ma è un’ipotesi che Varese porterà avanti se i costi saranno compatibili alle risorse per gli altri incastri. L’interesse c’è, ma va calibrato con il prezzo: investire tanto sul centro titolare potrebbe erodere le disponibilità per l’ala forte, che dovrà comunque essere un giocatore importante vista la necessità di proteggere Jones. Nel frattempo c’è massima attenzione sul ruolo di playmaker, dove l’Openjobmetis ha bisogno di un giocatore sicuro e affidabile dopo l’addio di Michele Ruzzier. In quello spot la caccia è ancora aperta e i profili al vaglio sono ancora molteplici, ma è evidente la necessità di pescare un elemento dal rendimento garantito e che conosca già il basket europeo. In ordine cronologico, comunque, l’ultimo giocatore da scegliere sarà con ogni probabilità la guardia straniera da incastrare tra il nuovo play e Alessandro Gentile. Ad oggi le priorità sono il pivot e il regista titolare, ma solamente cogliendo le occasioni giuste per non doversi accontentare almeno sull’altro lungo da inserire nel puzzle. E poi c’è il calcolo sulla strategia delle tempistiche: con la Summer League Nba posticipata dal 7 al 18 agosto, c’è la chance che nell’ultima decade del prossimo mese si liberino per l’Europa tanti buoni giocatori a prezzi di realizzo. Vale la pena aspettare i saldi di fine estate, almeno per uno o due dei quattro tasselli mancanti, a costo di aspettare i primi di settembre per avere il roster al gran completo? Giuseppe Sciascia
  23. Michele Ruzzier lascerà l'Openjobmetis Varese per accasarsi nelle file della Virtus Bologna. Il playmaker triestino ha esercitato l'escape a suo favore per uscire dal contratto 1+1 stipulato lo scorso anno con la società del presidente Vittorelli. Blitz a sorpresa ma non troppo, come ventilato già questa mattina sulle colonne della Prealpina: Ruzzier giocherà con la maglia dei campioni d'Italia, che hanno voluto allungare la rotazione dei playmaker insieme all'azzurro Alessandro Pajola per preservare Milos Teodosic in campionato. Il giocatore del 1993 ha deciso nelle ultime ore di accettare la proposta della Virtus Bologna, che verserà nelle casse di Varese un buyout da 20mila euro previsto per il passaggio del giocatore in un club di Eurocup: era una facoltà prevista dal contratto entro le 24 odierne, e la decisione del giocatore costringe ovviamente l'OJM a rivedere parzialmente i propri piani sul mercato per quanto riguarda gli incastri tra italiani e stranieri. Il sostituto di Ruzzier sarà straniero, in ogni caso Varese non uscirà dal contratto di Anthony Beane scartando l'opzione Giordano Bortolani come alternativa al regista triestino. Nei piani del club prealpino potrebbe rientrare invece Nicolò De Vico, optando per un cambio italiano nello spot di ala forte che potrebbe portare l'area tecnica biancorossa a rivedere la posizione di Jalen Jones puntando su un giocatore più sicuro rispetto all'ala texana. Oppure l'alternativa potrebbe essere quella di virare verso il format con 6 italiani e 6 stranieri per mantenere la formula con 3 stranieri sotto canestro. Di sicuro la decisione di Ruzzier modifica comunque le strategie di mercato biancorosso. Giuseppe Sciascia
  24. Varese pesca in Campania anche il secondo acquisto del mercato 2021. Accordo raggiunto fra l’Openjobmetis e Guglielmo Caruso: il 22enne centro napoletano ha accettato la proposta 2+1 della società del presidente Vittorelli, con la cui maglia debutterà in serie A al termine del suo ciclo triennale negli Stati Uniti con l’università di Santa Clara. L’agenzia del giocatore ha dato l’ok all’operazione, illustrata nei dettagli dai suoi rappresentanti al giocatore in un incontro svoltosi ieri a Napoli: oggi dovrebbe arrivare la firma che ratificherà un corteggiamento durato qualche settimana. Dopo il casertano Gentile, ecco il partenopeo classe 1999: il profilo è totalmente diverso rispetto a quello dell’esterno ex Olimpia Milano, se “AleGent” rappresenta una certezza sia pur con la necessità di rilanciarsi ad alto livello, Caruso rientra invece nel comparto scommesse visto che nella sua carriera non ha all’attivo alcun minuto in serie A, ed ha assaggiato il basket senior solo nell’A2 versione 2017/18 (8,7 punti più 5,3 rimbalzi e 1,5 stoppate in 22,7 minuti di media). Però il centro del 1999 ha stazza (208 centimetri), tocco frontale, senso del gioco e mani morbidissime: tutte doti che hanno intrigato Adriano Vertemati, pronto a mettersi di buzzo buono per lavorare su un progetto tecnico di trasformare Caruso da prospetto a certezza. Insomma l’opera di player development per il quale l’Ojm ha voluto il tecnico di Cornaredo: il lungo napoletano dovrà inizialmente lavorare tanto con la prospettiva di giocare poco in una rotazione con 3 compagni stranieri. Ma l’obiettivo di Varese, condiviso ovviamente con il giocatore, è quello che al termine dei tre anni di lavoro - coincidenti con l’orizzonte temporale del contratto di Vertemati -, Caruso sarà progredito sviluppando al meglio le sue qualità e limando alcuni limiti. Dunque un’operazione più futuribile che immediata: solo il tempo dirà se il nuovo giocatore sarà in grado di diventare un Galanda anziché un Morena (per paragonarlo a due giocatori del passato biancorosso con centimetri e tiro frontale). Di sicuro però è il secondo segnale che l’effetto Vertemati ha un fascino importante sugli italiani, siano essi suoi ex allievi come Gentile o giovani di prospettiva desiderosi di lavorare con un tecnico conosciuto per le sue capacità di sviluppatore di talenti. Ora però il mercato degli italiani è concluso, o meglio lo sarà allo scoccare della mezzanotte di oggi se Michele Ruzzier non eserciterà l’escape per le coppe prevista dal suo contratto: le voci incontrollate di un possibile interesse della Virtus Bologna per il play triestino non hanno trovato riscontri, a meno di sorpresissime l’ex Cremona avrà ancora il bastone del comando nelle mani nel 2021/22. E da domani l’Openjobmetis potrà concentrarsi sulla caccia ai tre stranieri mancanti. Giuseppe Sciascia
  25. Michele Ruzzier e Anthony Beane da confermare, Guglielmo Caruso da contrattualizzare. Dopo il colpo a sorpresa Alessandro Gentile, che ha inaugurato col botto il mercato OJM ponendo la pietra angolare sulla quale sarà costruita l’impalcatura tecnica della Varese griffata Vertemati, la settimana iniziata ieri, lunedì 28 giugno potrebbe aumentare l’elenco delle certezze del roster. Le opzioni di uscita in favore del play triestino e della guardia ex Virtus Roma scadranno mercoledì: se non verranno esercitate, dall’1 luglio automaticamente scatterà la loro conferma in maglia biancorossa. Entrambi sono pedine fortemente volute dall’area tecnica negli incastri post Gentile. Il rischio «Fuga per l’Eurolega» del regista che si sta giocando le ultime chance azzurre a Belgrado sembra ormai scongiurato, anche nel caso peggiore di una chiamata a sorpresa entro le prossime 72 ore; l’arrivo dell’esterno campano dà comunque garanzie a Varese di non trovarsi scoperta nel parco italiani, ma sembra comunque probabile che il bastone del comando in regia resti nelle mani di Ruzzier. Allo stesso modo l’OJM gradisce le doti di difensore e incursore di Beane, che dovrebbe uscire dalla panchina nel ruolo di primo cambio di Gentile e del tiratore da individuare in una dimensione analoga a quella nella quale ha prodotto 11,8 punti e 2,4 assist in 24,3 minuti del 2020/21. Due conferme e un volto nuovo con la trattativa per assicurarsi le prestazioni di Guglielmo Caruso che dovrebbe chiudersi positivamente nei prossimi giorni. Tutelata la rotazione degli interni con la strategia dei 3 lunghi stranieri senza chiedere al centro napoletano di rivestire un ruolo da protagonista all’esordio in serie A, Varese vuole finalizzare l’accordo con il 22enne centro di 208 centimetri per 100 chili. Ossia il prototipo del giocatore futuribile e da sviluppare, sul quale investire a lungo termine (2 anni+1?) puntando sull’effetto Vertemati per trasformarlo da progetto a certezza nel percorso di crescita. Una volta scaduti i termini delle opzioni di uscita e portata a termine la trattativa per Caruso, l’OJM potrebbe arrivare a fine settimana con 7 giocatori già in organico. Se non ci saranno intoppi, da giovedì l’evoluzione del roster sarà improntata in questo modo: Ruzzier e De Nicolao in regia, il tiratore americano da individuare e Beane in guardia, Gentile e Ferrero in ala piccola ed infine Jalen Jones, un centrone e un cambio straniero sotto canestro insieme a Caruso. Insomma lo stato dei lavori nel cantiere biancorosso sarebbe decisamente avanzato, consentendo alla troika Bulgheroni, Conti e Vertemati di riflettere con calma sugli incastri giusti per la scelta - tecnica ed economica - dei tre stranieri mancanti all’appello. Concedendo tutto il tempo necessario a individuare i pezzi giusti per completare il puzzle. Giuseppe Sciascia
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