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  1. Michael Arcieri racconta la versione della Pallacanestro Varese sull’esonero a sorpresa di Johan Roijakkers deciso nella giornata di ieri, giovedì 14 aprile, per «condotta contraria alla politica della società». E si assume completamente la responsabilità della decisione che ha condiviso con l’a.d. Luis Scola: «Non condividerò dei dettagli di quello che è successo mercoledì, né di quello che è accaduto negli ultimi tre mesi. A nostro avviso Johan ha superato una linea che per noi non doveva essere superata: la decisione è stata inevitabile. Nella mia vita sono stato licenziato: è un provvedimento grave, non mi è piaciuto doverlo fare, ma è una decisione totalmente mia della quale mi assumo al cento per cento la responsabilità. Ho discusso della situazione con Luis Scola e lui è stato completamente d’accordo». Arcieri esclude procedimenti giudiziari per arrivare alla rescissione per giusta causa (in ogni caso è in arrivo una lettera di contestazione dell’accaduto che verrà portata davanti a un collegio arbitrale: avvenne anche con Attilio Caja che fu multato di 500 euro) e ribadisce che si è trattata di una decisione inevitabile senza alcun confronto post partita con Roijakkers. «Ho usato la parola licenziare per farmi capire, la decisione che abbiamo preso non ha avuto nulla a che fare con la pallacanestro. La nostra decisione è stata inevitabile a fronte di quello che è accaduto. Non c’è stato alcun confronto post partita con Scola né con me. Eravamo molto contenti con Johan per la maniera in cui abbiamo giocato. Capisco che sia una sorpresa perché la rivoluzione che ha portato ha reso tutti contenti, ma quel che è accaduto stata una sorpresa anche per me». Dunque per Arcieri non c’era alcun sentore della situazione prima della partita di mercoledì: «Prima della partita non c’era alcuna idea di cambiare allenatore. In questi tre mesi ci eravamo confrontati con Luis e Johan con divergenze di opinione, ma sono cose che succedono quando si costruisce un’ organizzazione. Lui era contento della squadra, non aveva chiesto rinforzi. Sono rimasto molto deluso del suo comportamento, per me è un momento difficile perchè sono io che l’avevo raccomandato a Luis». Il dirigente biancorosso non entra nel merito del caso Reyes né dei rapporti tra il coach olandese e i giocatori: «Non parlerò dei rapporti umani e tecnici tra Roijakkers e giocatori. Non so se è la realtà che non funzionava il rapporto, ho solo visto che stava giocando poco, ma non è questo il punto. Nè posso entrare nella mente dei giocatori su quanto è accaduto tra il coach e i ragazzi. I frequenti cambi di allenatore di Varese? Danno immagine di instabilità, ma ribadisco che non si poteva fare diversamente». Arcieri conclude facendo il punto sulla situazione di classifica e sulla decisione di affidare la squadra ad Alberto Seravalli: «Siamo preoccupati della situazione di classifica dal momento che sono arrivato qui a gennaio. Vogliamo vincere ogni partita a partire da quella di domani, sabato 16 aprile, con Tortona: c’è un progetto di sviluppo da portare avanti e siamo concentrati su quello. Abbiamo molta fiducia in Seravalli: è qui dall’inizio della stagione, conosce bene la situazione e i giocatori e quello che ha fatto Johan per ribaltare la situazione. Con lui faremo le stesse cose». Giuseppe Sciascia
  2. Clamoroso a Varese: l’Openjobmetis ha esonerato Johan Roijakkers dopo la sconfitta di ieri, mercoledì 13 aprile, contro Trieste. Non è un pesce d’aprile in ritardo, ma è tutto vero: la decisione l’hanno presa i vertici della società dopo un post-partita burrascoso. LA CONDOTTA CONTESTATA «Condotta non in linea con i principi del club» la motivazione ufficiale del comunicato emesso dalla società. Dunque sotto accusa non sono i risultati sportivi, che in tre mesi avevano portato l’OJM dall’ultimo all’ottavo posto grazie ad un ciclo di 7 vittorie in 8 gare, sebbene poi ridimensionato dalle 4 sconfitte nelle ultime 5 gare facendo scivolare di nuovo i biancorossi ai margini della zona calda. LA GESTIONE DI REYES L’oggetto del contendere sarebbe la gestione extratecnica di Roijakkers, in particolare quella di Justin Reyes, giocatore ingaggiato il giorno dell’approdo in Italia del tecnico olandese (senza condividerne l’arrivo con relativo utilizzo dell’ultimo visto?) e sempre utilizzato col contagocce. In particolare nella partita contro Trieste, dove è partito in quintetto uscendo però dopo soli 90 secondi, e venendo definitivamente bocciato al rientro (canestro subito da Mian perdendosi completamente l’uomo sul blocco). Dopo aver pesantemente attaccato il giocatore portoricano al momento del cambio, a fine gara il coach olandese avrebbe avuto parole dure nei confronti di Reyes, mantenendo le sue posizioni anche di fronte all’intervento immediato dell’a.d. Luis Scola. LO STILE VARESE Nella mattinata odierna la decisione della società di far scattare il clamoroso provvedimento per motivi disciplinari: una sorta di bis di quanto avvenuto a settembre 2020 con Attilio Caja? Sia come sia, la società ha deciso che lo “stile Varese” conta più del valore tecnico del coach. Ora la squadra è stata affidata all’assistente Alberto Seravalli, che aveva già diretto l’OJM in occasione del successo contro Venezia del 14 gennaio, quando il tecnico olandese non aveva ancora il patentino per allenare in Italia. Sarà il coach ferrarese a portare a termine la stagione 2021/22 cercando di ottenere il successo mancante per la salvezza, mentre Varese avrà comunque due allenatori esonerati – Adriano Vertemati e Johan Roijakkers – a libro paga fino al 30 giugno 2023. Giuseppe Sciascia
  3. Sarà Tomas Woldetensae il sostituto di Alessandro Gentile nelle rotazioni dell’Openjobmetis. Accordo raggiunto tra il club biancorosso e il 23enne tiratore nativo di San Lazzaro di Savena: la società del presidente Vittorelli ha prelevato la guardia-ala del 1998 dalla Lux Chieti, club di serie A2 dove stava viaggiando a 8,5 punti e 3,4 rimbalzi di media. Un investimento per l’oggi su un tiratore che ha chiuso col 38% dall’arco la sua carriera NCAA (primi due anni ad Indian Hills, poi a Virginia University). Ma soprattutto un investimento per il domani, con un contratto triennale (scadenza 30 giugno 2024) dopo averlo prelevato mediante buyout dal club dove aveva iniziato la sua carriera professionistica. Dopo il tentativo senza esito di qualche settimana fa con Riccardo Visconti, l’OJM ha puntato su un giocatore futuribile come la guardia-ala emiliana, che entrerà nelle rotazioni delle ali facendo concorrenza anche a Justin Reyes. Woldetensae, guardia-ala con origini eritree ma nato e cresciuto a Bologna, ha iniziato l’attività nelle giovanili di San Lazzaro di Savena; nel 2017 ha lasciato l’Italia per completare il suo percorso di crescita tecnica nelle università americane. Nel giugno 2021 era stato convocato da Meo Sacchetti, insieme al suo nuovo compagno Guglielmo Caruso, per la fase iniziale del raduno dell’Italbasket dal 5 al 13 giugno a Pinzolo. La guardia-ala di classe 1998 dovrebbe arrivare in città domani, venerdì 11 febbraio, mettendosi a disposizione del coach Johan Roijakkers. Giuseppe Sciascia
  4. Varese e Alessandro Gentile hanno trovato l’accordo per chiudere il rapporto. Soluzione di compromesso tra il club biancorosso e l’esterno casertano: dopo il nulla di fatto nella trattativa con Riccardo Visconti che avrebbe garantito una contropartita tecnica all’OJM per la partenza del suo capocannoniere, le parti hanno trovato una soluzione di mutua soddisfazione per la separazione consensuale. Il giocatore del 1992 potrà dunque firmare per Brindisi, che lo aveva chiesto già tra Natale e Capodanno – quando ancora l’ex capitano dell’Olimpia era considerato incedibile dal club biancorosso – e attendeva gli sviluppi della situazione con Varese sin da quando coach Johan Roijakkers lo aveva allontanato dall’allenamento di lunedì 24 gennaio, mettendolo di fatto fuori squadra. Gentile potrà firmare già oggi, giovedì 27 gennaio, il nuovo contratto con l’Happy Casa, che potrà tesserarlo in tempo per la partita di domenica 30 gennaio contro Sassari (dove sfiderà il fratello maggiore Stefano). L’OJM affronterà la trasferta di Trento in programma domani, venerdì 28 gennaio, col debuttante Justin Reyes al posto di Gentile, ma sta lavorando per chiudere in tempi rapidi almeno un rinforzo – una pista aperta è quella con il lungo Elijah Childs, attualmente in forza a Trapani in A2 – pur con i vincoli inderogabili dei passaporti (uno straniero senza visto e un italiano) per le due pedine che ancora mancano all’appello. Giuseppe Sciascia
  5. Alessandro Gentile a Brindisi, Riccardo Visconti a Varese: è questo lo scenario a cui si sta lavorando dopo la rottura tra l’ala casertana e la Openjobmetis, con conseguente – forte – interessamento da parte della Happy Casa per l’ormai ex numero 5 biancorosso. In Salento la presenza di Gentile – che piace soprattutto al presidente Marino – andrebbe a togliere spazio a uno degli altri italiani allenati dall’ex coach varesino Frank Vitucci e l’esubero potrebbe essere proprio il giovane torinese Visconti (gli altri sono Gaspardo e Udom, entrambi più orientati alla posizione di ala forte). Che può diventare così una contropartita utile a Varese, magari non per produzione (circa 6 punti di media in 15′ di impiego) ma per avere un giocatore italiano in grado di entrare nelle rotazioni di Roijakkers. La guardia-ala di classe 1998 (1,96 di altezza), fratello minore di Alessandra ben conosciuta a Varese per la militanza nella squadra femminile cittadina, è cresciuto nel vivaio della Reyer e si è fatto le ossa in A2 tra Verona e Mantova prima di approdare a Brindisi lo scorso anno. La trattativa per un trasferimento nella Città Giardino è avviata e – addirittura – pare si sia ulteriormente sbloccata in serata: difficile dire quali siano le condizioni ma la Openjobmetis sembrava interessata a un accordo con un orizzonte superiore a quello della stagione in corso, visto che Visconti è reputato giocatore di buon talento anche in prospettiva. Della questione avrebbero parlato direttamente Marino e Scola e non si esclude che nella giornata di mercoledì si possa arrivare a una conclusione positiva. Visconti andrebbe a rimpolpare il reparto esterni, già piuttosto ricco (Keene, De Nicolao, Beane, il giovane Librizzi e volendo anche Reyes) ma, appunto, potrebbe garantire alcuni minuti utili al cambio di ritmo e a fare rifiatare i titolari, sperando che possa crescere individualmente dal punto di vista difensivo. Resta aperta la questione pivot, di primaria importanza ma di più difficile soluzione. Damiano Franzetti
  6. Varese e Alessandro Gentile, questo matrimonio non s’ha da continuare. Il travagliato rapporto tra l’Ojm e la sua stella italiana sembra arrivato agli sgoccioli dopo l’episodio accaduto nel pomeriggio di oggi, lunedì 24 gennaio. Il coach Johan Roijakkers ha allontanato l’ex capitano dell’Olimpia Milano dall’allenamento dopo pochissimi minuti di seduta: la scintilla sarebbe scoccata per un errore banale in un esercizio di riscaldamento, ma dietro questa situazione - considerando che sarebbe stato il secondo allontanamento nel giro di una settimana - c’era evidentemente un malessere legato a qualche seduta saltata da Gentile (adducendo problemi a un piede) dopo la certezza del rinvio della trasferta di Reggio Emilia. Già in mattinata il coach olandese e il giocatore casertano avevano avuto un confronto; l’episodio dell’allontanamento sembra mettere la parola fine al rapporto tra Varese e l’atleta del 1992. A breve la società incontrerà i rappresentanti di Gentile, ma sembra scontato il divorzio (pronto ad accoglierlo ci sarebbe l’Happy Casa Brindisi, che 20 giorni fa lo aveva richiesto ufficialmente) tra l’Ojm e il giocatore, che dopo la sua cacciata dalla seduta ha liberato l’armadietto. Sarà il quarto giocatore in fuga in poco più di un mese dal club biancorosso dopo le partenze di Egbunu, Kell e Jones; ma AleGent era comunque una scelta figlia della vecchia gestione Conti-Vertemati, e la prima scelta del nuovo corso dell’area tecnica Arcieri-Roijakkers è stata quella di ingaggiare Justin Reyes, ossia un elemento con caratteristiche tecniche e fisiche sostanzialmente analoghe a quelle dell’ala italiana. Nonostante il colloquio chiarificatore con Luis Scola dopo il cambio di allenatore sacrificando il suo mentore Adriano Vertemati, il rapporto con Roijakkers - allenatore con stile “sergente di ferro” - non è mai decollato. Sembra a questo punto impossibile che le posizioni possano riconciliarsi: Varese sacrificherà il suo elemento più quotato, ma allo stesso tempo il più discusso (e fischiato da una parte del pubblico nell’ultima partita in casa con Venezia). E probabilmente riaprirà il mercato in cerca di un play e un pivot, affidandosi a Reyes per il ruolo di ala piccola. Giuseppe Sciascia
  7. Johan Roijakkers rilegge a mente fredda il quaderno di appunti riempito di idee ed impressioni nei 40 minuti da “shadow-coach” della sua Openjobmetis. Il tecnico olandese ha assistito nel parterre alla partita sedendo a fianco del nuovo g.m. Michael Arcieri, e senza contatti diretti con la coppia Seravalli-Jemoli ha annotato tanti aspetti, lasciando agli assistenti la conduzione della partita pur impostata da lui nelle 48 ore precedenti. Per questo il coach rifugge i complimenti per la svolta difensiva generata nei soli due giorni del suo lavoro in palestra, girandoli allo staff ed ai giocatori che sono scesi in campo sabato: «Con due soli giorni di lavoro non si potevano pretendere miracoli. Ma tutti, non solo io, abbiamo dato il massimo per iniziare nel modo migliore questa nuova avventura. Intanto ci tengo a fare grandi complimenti ai miei assistenti per come hanno gestito la partita, ed ai giocatori per l’energia che hanno messo in campo. Io li ho aiutati, ma il merito è loro». Venerdì aveva chiesto alla squadra di cambiare impatto difensivo, aggredire la partita fin dall’avvio, mettere in partita il pubblico e lottare per 40 minuti. Esattamente quello che è accaduto durante la partita... «Sono molto contento di aver toccato le corde giuste, ma è evidente che riuscire a mettere in pratica esattamente la strategia pianificata non potrà ripetersi costantemente. Altrimenti non perderemo mai... La priorità era partire dalla difesa, ed è quello che abbiamo fatto mettendo in campo il giusto atteggiamento sin dall’avvio. Sicuramente possiamo fare molto meglio in tanti particolari limitando errori che si potevano evitare, ma l’aspetto fondamentale è che la squadra abbia combattuto per quaranta minuti ed abbia messo in partita il pubblico col suo modo di stare in campo». Rispetto al passato sono cambiati assetti, rotazioni, compiti e responsabilità, partendo dall’idea di aumentare la pressione sulla palla con De Nicolao in quintetto... «Quando mi sono presentato alla squadra ho chiarito subito sin dal primo allenamento che saremmo ripartiti tutti da zero. A me non interessa del passato, tutti avrebbero avuto una nuova chance. Ho messo De Nicolao in quintetto perché era l’elemento giusto per aumentare il ritmo in difesa e mettere pressione sulla palla. Keene ha avuto un grande impatto dalla panchina dandoci una eccellente spinta in attacco». Interessante anche la novità di coinvolgere maggiormente Caruso sotto canestro e far esordire Librizzi con compiti difensivi... «Difficile tenere elevata l’intensità ruotando con 7-8 giocatori, per questo motivo ho allungato le rotazioni con i giovani. Librizzi mi era piaciuto molto in allenamento e gli ho dato spazio, anche se per un paio di minuti ci ha comunque aiutato a tenere alta la pressione sulla palla. Caruso è un ragazzo promettente, deve imparare ad usare meglio il fisico ma ha stazza e qualità, ci potrà sicuramente essere utile». Qual è l’aspetto che le è piaciuto di più della partita? «Sul piano tecnico c’è da lavorare, ma la base di partenza a livello caratteriale è promettente. Quando siamo andati sotto di 15 punti a metà del terzo quarto sarebbe stato più facile arrendersi e crollare. Invece non abbiamo mai smesso di lottare, facendo leva sulla difesa in attesa di trovare un guizzo in attacco. Al di là del risultato, il fatto che la squadra abbia continuato a combattere anche nei momenti più critici è molto importante». Come proseguirà il suo lavoro nella settimana intera di lavoro in palestra che l’aspetta in vista dell’anticipo di sabato a Reggio Emilia? «La vittoria è importantissima per il morale, ma per costruire un’identità serviranno tempo e lavoro. Quando sono arrivato qui l’idea è stata quella di non cambiare molto sul piano tecnico, almeno in fase offensiva, e questo concetto voglio portarlo avanti. Mutare schemi e strategie può rallentare il nostro processo di crescita perché ci costringerebbe a pensare, meglio concentrarsi sui dettagli da migliorare». La vittoria contro Venezia rende meno urgente la scelta dell’ultimo rinforzo sul mercato? «Sono d’accordo: dobbiamo prendere una buona decisione e la fretta è mai utile in queste circostanze. Prendiamoci il tempo giusto per riflettere, ma in ogni caso a me piace la squadra che ho a disposizione in attesa di aggiungere Reyes. E lavorare con questi giocatori è comunque stimolante». Giuseppe Sciascia
  8. La panchina dell’Openjobmetis si colora di arancione. Sarà l’olandese Johan Roijakkers il sostituto di Adriano Vertemati alla guida tecnica della Pallacanestro Varese. Il 41enne coach di nazionalità “orange”, veterano del campionato tedesco con 9 stagioni in Bundesliga tra Goettingen e Bamberg, dovrebbe firmare nelle prossime ore il contratto che lo legherà al club biancorosso. IL LINK CON SCOLA Dal casting nazionale ed internazionale realizzato dall’a.d. Luis Scola è spuntato il nome di un allenatore straniero senza esperienza italiana ma con trascorsi NBA: il link tra Scola e Roijakkers risale ai tempi di Houston, quando il “General” era la stella dei Rockets, e il coach olandese aveva seguito il suo mentore Chris Finch (attuale capo allenatore NBA a Minnesota) come assistente della squadra satellite dei Rio Grande Valley Vipers (due anni da vice dal 2009 al 2011 in Texas). IL RITORNO IN EUROPA Poi Roijakkers è tornato in Europa e dopo l’esordio in Slovacchia al Previedza si è fatto un nome in Germania, portando in massima serie il Goettingen e conquistando la salvezza per 5 anni di fila. Nel 2020 la chiamata del Bamberg, dove lo scorso anno ha allenato l’azzurro Michele Vitali; nell’annata in corso l’avvio non è stato dei migliori con l’esonero a fine novembre. TRATTATIVA LAMPO Ora la chiamata di Varese, con una trattativa-lampo decollata nella serata di ieri, martedì 11 gennaio: dopo qualche schermaglia sulla durata del contratto (offerta 6 mesi, richiesta un anno e mezzo, punto di caduta con clausole varie) le parti avrebbero trovato l’intesa. A questo punto la firma parrebbe una formalità: sarà Roijakkers, tecnico che ama dare libertà in attacco ma predica una difesa aggressiva ed usa metodi “alla Caja”, a cercare di dare la scossa ad una Openjobmetis sola all’ultimo posto della classifica. Giuseppe Sciascia
  9. Le voci che si erano succedute nella tarda serata di ieri – lunedì 10 gennaio – hanno trovato conferma questa mattina: Adriano Vertemati è stato esonerato dall’incarico di allenatore della Pallacanestro Varese. Una decisione presa alla luce dei pessimi risultati raccolti dall’allenatore milanese, esordiente in Serie A: 4 vittorie e 13 sconfitte tra campionato (3-10) e supercoppa (1-3) con conseguente ultimo posto in solitaria della Openjobmetis in Serie A dopo lo scontro diretto di domenica sera con la Fortitudo. Una svolta netta, dopo che Vertemati non era mai stato messo pubblicamente in discussione nelle settimane precedenti, fors’anche per via delle varie problematiche che la squadra ha dovuto affrontare tra assenze legate al covid (lo stesso tecnico aveva dovuto saltare due partite) e diverse cessioni dei giocatori del quintetto base. Le continue sconfitte, alcune delle quali con margini imbarazzanti (quella interna con la Reggio di Caja, quella di Bologna contro la Virtus), e le evidenti carenze in fase difensiva hanno infine convinto la società a decidere di cambiare guida tecnica. Lo stesso Vertemati, dopo il KO con Napoli di metà dicembre, aveva detto di “non aver ancora capito qual è il quintetto che ci fa vincere le partite”. Una frase che, già allora, metteva in evidenza problematiche irrisolte nonostante quattro mesi di lavoro. Ora la società dovrà affrontare il seguito della vicenda visto che Vertemati aveva firmato un contratto biennale con opzione per una terza stagione. Il successore non avrà compito facile visto che la Openjobmetis ha solo sei punti e che quest’anno saranno due le squadre retrocesse in Serie A2. Però ci sono all’orizzonte 17 partite e non tutto è perduto: Luis Scola ha deciso di tracciare una rotta netta che dovrebbe completarsi con l’arrivo di due nuovi giocatori. Finalmente, a quanto pare, per il pivot si è deciso di puntare su un giocatore americano a costo di utilizzare l’ultimo visto a disposizione mentre per la guardia ci si rivolgerà al mercato europeo. E il lungo potrebbe essere il veterano Jackie Carmichael, 32 anni e una lunga esperienza nei club e nei campionati europei. Per il tecnico si vedrà: il profilo migliore sulla piazza è quello di Maurizio Buscaglia, artefice delle migliori stagioni di Trento (il suo assistente era Vincenzo Cavazzana, ora vice a Varese) che è stato appena esonerato dall’Hapoel Holon. Un altro nome interessante potrebbe essere quello dell’ex Fortitudo Luca Dalmonte mentre tra gli stranieri c’è l’americano Tom Bialaszewski, già assistente di Messina a Milano nell’anno in cui Scola ha giocato con l’Olimpia. Damiano Franzetti
  10. Sarà con ogni probabilità Jackie Carmichael il sostituto di John Egbunu nel ruolo di pivot titolare dell’Openjobmetis. SCOLA IN AZIONE Il 31enne centro di 206 centimetri per 108 chili è il profilo spuntato dal casting virtuale delle ultime 48 ore effettuato dall’a.d. biancorosso Luis Scola, che ha agito in prima persona per la scelta del nuovo centro. In attesa di capire chi sarà ad allenarlo, Varese sarebbe molto vicina alla scelta del primo dei due rinforzi necessari in chiave salvezza. Il lungo statunitense di classe 1990 è un veterano di lungo corso delle leghe europee, con un ampio bagaglio di esperienza tra Spagna, Francia, Turchia, Russia e Lega Adriatica nel corso di una carriera da professionista iniziata nel 2013. IL PRIMATO Recordman di stoppate ad Illinois State University, Carmichael ha girato mezza Europa con l’ultima tappa nelle file del Cedevita-Olimpia Lubiana, il club da cui Varese aveva prelevato Marcus Keene a novembre. Il lungo del 1990 è dunque già stato compagno del precedente correttivo operato dall’OJM: in 9 gare dell’ABA Liga disputate con la maglia del club sloveno aveva totalizzato 4,8 punti e 4,6 rimbalzi di media. ACCORDO VICINISSIMO L’accordo sarebbe questione di ore, una volta finalizzato il club biancorosso darà il via alle procedure per il rilascio del visto, spendendo così l’ultimo slot disponibile per il tesseramento di un giocatore extracomunitario. Giuseppe Sciascia
  11. Da tre giorni Siim-Sander Vene è nuovamente, per la terza volta, un giocatore della Pallacanestro Varese. Un ritorno gradito nell’ambiente Openjobmetis, che riabbraccia un giocatore affidabile e intelligente, in un momento delicato della stagione. La squadra biancorossa è in piena fase di ristrutturazione e, dopo le partenze di John Ebgunu, Jalen Jones e Trey Kell, il primo tassello inserito per dare un nuovo volto alla compagine di Adriano Vertemati è stato proprio Siim-Sander, che nelle due precedenti esperienze all’ombra del Sacro Monte ha spesso riscosso buone “recensioni”. A presentare Vene nel corso della conferenza stampa è stato il team manager Max Ferraiuolo, che ha spiegato la decisione societaria di puntare su di lui: «Siim è uno che più negli ultimi anni ha segnato aspetti positivi nella nostra squadra. Non ha bisogno di presentazioni, lo stimiamo per le sue qualità tecniche e umane, un po’ come gli altri estoni nella storia di Varese come Kangur e Talts, garanzie assolute in campo e fuori. Proprio per questo, quando abbiamo capito che Jones voleva uscire dal contratto, ci siamo informati su Siim e senza esitazioni lo abbiamo firmato. È fermo da un mese e mezzo, ha giocato in Francia fino a novembre, ma le sue doti mentali sopperiranno a quelle fisiche. Esordirà domenica a Bologna anche se non potrà allenarsi con la squadra». Le prime parole di Vene strizzano l’occhio alle cose buone fatte in passato: «Sono contento di essere tornato. So che il team è cambiato ma molte cose sono le stesse. La situazione è complicata però anche la prima volta che sono venuto a Varese la squadra era in una posizione simile e ce la siamo cavata bene. Cercheremo di fare come allora: cambiare la rotta. Il periodo di inattività non sarà un problema: sono motivato e sicuro di dare qualcosa alla squadra. Questo è il nostro lavoro e siamo pronto per combattere». Grazie alle sua intelligenza in campo e la capacità di adattarsi sul parquet, è possibile che – in attesa del lungo che sostituirà Egbunu – a Vene venga chiesto di giocare qualche minuto da centro. «Abbiamo parlato del mio ruolo – spiega l’estone – e credo non cambi di molto rispetto al solito: fare da collante tra esterni e pitturato. È una situazione dura, so che Sorokas ha già giocato qualche minuto da centro e anche io posso adattarmi in caso di bisogno. Nel corso di una stagione può succedere e bisogna sapersi mettere a disposizione». Nello spogliatoio Vene ritroverà un amico come Paulius Sorokas, che non permetterà all’estone di vestire la maglia numero 9. «Il numero – spiega Siim-Sander con un sorriso – mi è stata portata via da un buon amico e il numero di maglia non è un grande problema ora (Vene vestirà il numero 11, ndr). Con lui ho parlato della situazione ma sapevo già di dove sarei arrivato. Ho visto anche alcune partite di Varese, anche se sono andate male. Non posso dire altro che: siamo pronti». Francesco Mazzoleni
  12. La morsa del covid da un lato, quella del mercato dall’altro. Il momento della Openjobmetis Varese è sempre più complicato, non solo per il fatto che la squadra biancorossa si trovi all’ultimo posto della classifica di Serie A in coabitazione con Cremona e Fortitudo ma a -4 dal gruppo che precede. CONTAGI A QUOTA SEI – Il fronte del virus, per via del quale la Pallacanestro non ha potuto giocare a Trento nella serata di Santo Stefano, si allarga: le quattro positività nel “gruppo squadra” riscontrate nelle ore precedenti il giorno di Natale sono diventate ora sei come comunicato oggi – martedì 28 – dal club. Anche per questo motivo, l’attività agonistica rimane sospesa fino a nuovo ordine che sarà dato dall’ATS quando verrà rilevato il calo dei contagi. Di questo passo, inizia a essere in bilico anche la prossima partita prevista per il 2 gennaio, in casa con Venezia ma è inutile anticipare eventuali decisioni visto che gli scenari cambiano di giorno in giorno. Anche la Reyer, intanto, ha annunciato di avere alcuni uomini positivi. KELL E JONES VIA? – Intanto però, le notizie che arrivano da piazzale Gramsci sono spiazzanti dal punto di vista della squadra. Secondo una ricostruzione odierna di Prealpina e una anticipazione di ieri su Sportando, altri due componenti del quintetto base di Varese sono pronti a seguire le orme di John Egbunu che se n’è andato sbattendo la porta per trovare immediatamente casa a Gerusalemme (quindi, probabilmente, ha salutato con la certezza di avere un altro contratto). Parliamo di Trey Kell e di Jalen Jones i quali, a differenza di Egbunu, avrebbero una clausola del contratto che in caso di addio porterebbe un “contributo” nelle casse della Openjobmetis. Kell è concupito dal campionato cinese che può mettere tanto denaro sonante sul tavolo sia di Varese sia del giocatore, Jones avrebbe mercato in Francia e potrebbe rimpinguare uno stipendio che al momento non è alto visto che era il frutto di una “spalmatura” del contratto dello scorso anno quando il giocatore si infortunò. Il problema è che se i due lasciassero Varese, la Openjobmetis si troverebbe senza mezza squadra (oltre che in quarantena: Jones e Kell tra l’altro sarebbero tra i contagiati), non certo la condizione migliore per chi dovrebbe chiudersi in palestra e lavorare senza sosta. Inoltre i biancorossi hanno un solo visto spendibile per extracomunitari (una condizione che incide verso chi arriva dall’estero, non su eventuali americani o africani già impegnati in Italia) e ciò complica ulteriormente il mercato. L’unico lato positivo in questo senso è che liberando il monte stipendi di tre giocatori e incassando due buy out, la dirigenza potrebbe avere un pizzico di libertà a livello di ingaggi. Fors’anche per questo il primo pensiero è in direzione di Siim-Sander Vene, già visto due volte da queste parti. Il secondo invece potrebbe essere per Tyler Larson, impegnato a Pesaro (e provvisto di visto), altro giocatore che ha già vestito il biancorosso. Al netto della possibilità di tutte queste operazioni, resta il disorientamento nei confronti dei tifosi che del quintetto originale (Kell-Wilson-Gentile-Jones-Egbunu) potrebbero ritrovare il solo azzurro alla ripresa dei giochi. Rivoluzionare la squadra tra Natale e Capodanno è un’operazione rischiosissima e complicata per via dei tanti incastri che devono combaciare. Farlo sull’orlo del burrone aggiunge ulteriore incertezza. Anche perché la pazienza della gente verso questa situazione è davvero terminata, e il pericolo peggiore si chiama “disaffezione”. Che sarebbe una sconfitta irreparabile. Damiano Franzetti
  13. Si concluderà subito dopo Natale l’avventura varesina di John Egbunu, ma quella sul parquet è già terminata. Dopo gli atteggiamenti in allenamento di ieri, sfociati con il litigio con un compagno (Keene), la giornata di oggi – 23 dicembre – era quella indicata per prendere una delle due strade possibili, il divorzio o la (difficile) riconciliazione ma come prevedibile si è andati in direzione della separazione. La notizia ufficiale arriverà lunedì o martedì prossimo: il tempo di lavorare all’accordo per una separazione consensuale, la via più indolore per entrambe le parti (anche a livello economico). Di certo, la Openjobmetis viaggerà in direzione di Trento senza il suo unico pivot di ruolo, oltre che di un secondo giocatore risultato positivo al covid di cui non è stato reso noto il nome. L’assetto della squadra di Vertemati sarà quindi quello visto in occasione delle partite (due delle quali vinte) disputate senza lo stesso Egbunu e Wilson per via del contagio. Tornando sulla vicenda del nigeriano, il pivot 27enne si era sfogato in giornata con una stories di Instagam nella quale diceva testualmente «Visto che sono io il problema… vi ho fatto un favore. Ora vedremo chi è davvero il problema». Una scritta poi cancellata – magari su consiglio del procuratore? – che nella seconda parte sembra rivolta a qualche altro componente del gruppo, allenatore, giocatore o dirigente che sia. Oggi nel frattempo il pivot non si è allenato, completando così un’esperienza fatta di 24 partite (tra campionato e Supercoppa), 229 punti (9,5 di media), 195 rimbalzi (8,1) e 33 stoppate “elargite” agli avversari. Gesti atletici che, insieme alle tante schiacciate, lo hanno fatto diventare una presenza fissa negli highlights della Serie A. Ora Varese sarà costretta a tornare sul mercato degli stranieri, perché la “toppa” Sorokas non può essere utilizzata a dismisura. Di certo, si cercherà un pivot più abile in difesa che in attacco: l’aggiunta di un play tiratore come Keene e la presenza di ali che amano giostrare vicino a canestro (Jones in entrata, Gentile da post basso) garantiscono attacco e richiedono un centro che possa fare lavoro sporco e lasciare qualche spazio d’area. Sulla carta, disegnare l’identikit non è difficile, la realtà però è differente. Damiano Franzetti
  14. Il rinforzo della Openjobmetis si chiama Marcus Keene ed è un playmaker di 26 anni che andrà giocoforza a variare gli equilibri su cui Varese aveva costruito la squadra nella scorsa estate. Americano, appena 1,75 di altezza su un fisico comunque abbastanza massiccio in relazione ai centimetri, Keene arriva dal Cedevita Olimpija Lubiana con cui ha rescisso il contratto che aveva firmato a inizio luglio. Un innesto che, presumibilmente, causerà l’addio di Elijah Wilson – la guardia è anche ferma per Covid da tre partite – e che ridisegnerà l’assetto tattico biancorosso. Keene infatti è un folletto tiratore dotato di grandi doti realizzative, tanto da essere stato capocannoniere nella scorsa stagione della VTB League (il torneo sovranazionale che ricalca quello dell’ex Urss) disputata con la maglia del Kalev Cramo di Tallin a 20 punti netti di media. Se la sua vena da bomber è indubbia, qualche perplessità desta il modo di stare in campo di Keene, giocatore che ama gestire la palla in prima persona e che guarda più il canestro dei compagni. Nulla di male in generale, perché la Openjobmetis ha bisogno sia di punti sia di pericolosità dall’arco (41% complessivo a Tallin, 41,2% nell’esperienza al Cedevita Olimpija), ma il suo basket andrà valutato alla luce anche dei compagni. Ovvero di un Alessandro Gentile indiscusso leader della squadra, attorno al quale è stato costruito tutto l’impianto di gioco biancorosso e di un Trey Kell preso per fare il playmaker ma impiegato già ora da guardia, anche se il finale di partita (vincente) di Trieste ci ha permesso di ammirare quelle qualità – nella gestione dei possessi chiave – per cui era stato scelto. Insomma, toccherà ad Adriano Vertemati mettere al posto giusto i tasselli per evitare di dover “giocare con due palloni”, come si suol dire quando tanti giocatori amano tenere la sfera in mano. L’allenatore avrà comunque tempo di lavorare alle “varianti del progetto” durante la pausa per la nazionale: pare infatti molto difficile che Keene possa già esordire sabato sera con Tortona. EGBUNU ANCORA AI BOX Chi prosegue nella sua assenza a causa del contagio da covid è invece John Egbunu: ennesimo tampone positivo per il lungo nigeriano che quindi resta in quarantena a casa e va verso il quarto match saltato consecutivo. Il margine per vederlo in campo tra quattro giorni sembra davvero ridotto. EUROLEGA GIOVANILE: VOLATA FINALE Ore di attesa in casa Academy per l’assegnazione di un girone dell’Eurolega giovanile che il club biancorosso ha richiesto qualche settimana fa. Il verdetto doveva arrivare venerdì scorso ma è slittato di qualche giorno: a questo punto dovrebbe arrivare a ore, e comunque mercoledì dovrebbe parlare il patron Gianfranco Ponti. BUCCHI A SASSARI Cambio di panchina in Serie A: è già terminata l’esperienza di Demis Cavina alla guida del Banco Sardegna Sassari. L’avvio deludente di campionato (la Dinamo ha solo 6 punti) è costato l’esonero all’allenatore bolognese che sarà rimpiazzato da un uomo di grande esperienza come Piero Bucchi. Damiano Franzetti
  15. Il CdA della Pallacanestro Varese ratifica il ruolo da timoniere di Luis Scola. “El General” sarà il nuovo plenipotenziario dell’area tecnica biancorossa, acquisendo le competenze decisionali del dimissionario Andrea Conti. L’a.d. nominato il mese scorso avrà la gestione strategica del club, avvalendosi di figure già presenti nell’organigramma societario per la gestione dell’ordinaria amministrazione. Al team manager Max Ferraiuolo toccheranno i compiti da “ufficiale di collegamento” tra la squadra e Scola, mentre Mario Oioli si occuperà dei rapporti con gli agenti e degli aspetti burocratici. Come previsto non ci saranno nuovi ingressi nell’organigramma biancorosso al posto di Conti, limitandosi ad anticipare il ruolo centrale di Scola nella fase embrionale del suo impegno progressivo nelle quote della società biancorossa (in tempi relativamente brevi l’acquisizione del 10%, ma a culmine del progetto quinquennale la stella argentina dovrebbe arrivare al 51%). Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, confermata la fiducia ad Adriano Vertemati al quale è stato chiesto un cambio nelle strategie tecniche funzionale alle idee del “General”, al momento non sembrano in vista operazioni di mercato imminenti in attesa di verificare il personale tecnico attuale nel contesto della nuova identità. Giuseppe Sciascia
  16. Non passa l’esame esterno di sardo la Openjobmetis, buona per mezza partita ma in difficoltà nella seconda metà di gara sul campo di Sassari, contro una Dinamo che al contrario resta imbattuta (77-61 il risultato) e se ne va in carrozza alle Final Eight di Coppa Italia a Bologna con un record immacolato di 4 vittorie e 0 sconfitte. Chi si aspettava una Varese pronta alla riscossa è rimasto piuttosto deluso: molti biancorossi hanno navigato al di sotto della sufficienza e la squadra di Vertemati è apparsa meno incisiva proprio dove – in attacco – fino a ora aveva dato buona prova di sé. Al PalaSerradimigni invece la ripresa è stata una discreta via crucis: 9 punti segnati nel terzo periodo (quello in cui il Banco Sardegna ha preso il largo), un solo uomo in doppia cifra e cioè Wilson (18, mezzo bottino a partita ormai segnata) e una valanga di palle perse, ben 17, a vanificare percentuali buone al tiro. Ma anche l’energia è sembrata ridotta e il dato dei tiri liberi guadagnati ampiamente favorevole a Sassari (31-11) mostra con quanta veemenza gli uni abbiano attaccato l’area e gli altri siano andati leggeri. Tanto più in presenza di un arbitraggio che è parso ampiamente sufficiente. Insomma, la chiusura della Supercoppa lascia più di un dubbio sulla caratura di una Openjobmetis che, va ricordato, ha affrontato l’impegno senza il proprio playmaker titolare, Trey Kell. Che non sarà il Magic Johnson dello Showtime ma che certamente darà equilibrio all’intero complesso oltre ad aumentare il volume di gioco sui due lati del campo. Sperando che la sua presenza futura faccia da catalizzatore anche al resto di un gruppo nel quale hanno steccato, contemporaneamente, gli altri big: Gentile, Egbunu, Jones, Beane questa volta sono stati evanescenti. Da salvare, almeno, l’impatto delle seconde linee compreso un Caruso ispirato in attacco e la prova di Wilson che, seppure con larghe pause, ha mostrato le qualità dall’arco. Ora, con dieci giorni ancora da utilizzare per prepararsi al meglio, Vertemati dovrà affrettare i tempi e sperare di riavere un Kell già in buona forma: l’esordio con Brescia sarà importante per non partire ad handicap visto che poi Varese dovrà sfidare Virtus e Milano. Intanto per tre giorni riapre la campagna abbonamenti: prestazioni come questa non fanno cassetta, ma il popolo biancorosso sa quanto conti stare accanto alla squadra, specie in un momento storico simile. PALLA A DUE Giò De Nicolao in quintetto e Gentile ala: confermato per Vertemati lo schieramento iniziale già visto con Cremona. Sotto canestro derby (poi deludente) tra Egbunu e Mekowulu con Cavina che conferma il quintetto dell’andata con Stefano Gentile in campo e Logan-Battle pronti al subentro dalla panchina. LA PARTITA Q1 – Avvio molto complicato della Openjobmetis, che dopo pochi minuti di gioco si trova sotto 12-2 e paga a caro prezzo forzature, palle perse e difesa così così. Vertemati taglia e cuce finché trova il quintetto buono in cui Wilson centra il canestro da fuori, De Nicolao mette pressione e Sorokas aggiunge energia. Nel frattempo Sassari rallenta e viene infilzata a fil di sirena da Beane con la tripla del sorpasso, 17-18. Q2 – David Logan tiene un clinic su come si può essere decisivi in meno di 3′ del secondo periodo: il veterano piazza 11 punti in un amen e rilancia l’azione sassarese. Varese però, paziente e piuttosto attenta tiene botta: Caruso si presenta bene in attacco, Gentile infila la tripla-jolly da 10 metri, Wilson ne esplode un’altra e così alla pausa lunga i giochi sono aperti nonostante il +5 interno (triple di Chessa), 40-35. Q3 – Dopo l’intervallo però, la OJM si presenta in campo dando una preoccupante idea di mollezza: Egbunu trova il -3 in un momento in cui nessuno segna, poi Varese non ne azzecca una mentre Burnell e Bendzius spingono Sassari più in là. Gli uomini di Cavina valicano la doppia cifra di vantaggio e consolidano subito il distacco trovando punti un po’ da tutta la squadra. Il terzo gong ha il sapore della sentenza, 60-44. IL FINALE Per mezzo periodo non cambia nulla salvo che i biancorossi trovano qualche punto senza tuttavia impensierire una Dinamo arrivata anche a +20. Poi Wilson torna a scaldare la mano e bruciare la retina: una sua doppietta dall’arco vale una risalita improvvisa sino al -12, però Devecchi risponde alla stessa maniera e spegne subito le speranze. Finale senza sussulti con Sassari che manda a referto anche il lungo Borra, chiudendo con 12 uomini a segno. Dalla parte opposta, invece fioccano le palle perse e non mancano le preoccupazioni. Damiano Franzetti
  17. Il primo commento in sala stampa di Adriano Vertemati è sincero e condivisibile: «Con questa partita ci siamo “tolti la scimmia” della prima vittoria». Il resto è ancora in buona parte da costruire, in casa Openjobmetis, dove si festeggia il primo “referto rosa” della stagione grazie all’86-78 contro Cremona ma dove è evidente che la squadra abbia ancora tanti passi avanti da compiere da qui all’avvio del campionato. Una partita trabocchetto, quella di Masnago, contro una Vanoli senza nulla da perdere e per questo imbottita di giovani e giovanissimi, con Galbiati che negli ultimi minuti ha varato un quintetto di 2002 e 2003 che però non è crollato, anzi, ha limitato i danni contro una Varese ancora alla ricerca del gioco e della forma migliori. Intendiamoci: analizzando la singola partita dei giocatori dell’Openjobmetis si trovano diversi spunti positivi (e questo è un dato piacevole), però l’impressione ricavata a fine serata è quella già sottolineata, di un cantiere aperto. L’assenza di Kell (uno degli architravi della OJM per ruolo, leadership e contributo fisico) e il telaio particolarissimo della Vanoli odierna (l’unico pivot a referto, il 2003 Agbabmu, ha avuto presto problemi di falli) hanno costretto Varese a una serie di adattamenti sia in attacco sia in difesa; a protezione del proprio canestro si sono visti ancora “buchi”, errori di valutazione e meccanismi da rivedere, motivo per cui la squadra di Vertemati non è mai riuscita a proteggere i break generati in attacco. Da dove comunque arrivano buone notizie: in primis l’impatto di Jones che pian piano aggiunge forma fisica e che nel frattempo chiude da top scorer a 19 (con tripla quasi decisiva nel finale). E poi Wilson che specie nella prima metà trova i ritmi giusti per fare canestro dalla media e dalla lunga, nella prima recita di buon livello in biancorosso. Altro protagonista è Ferrero, 4/5 dal campo nel momento del bisogno mentre Gentile ha lavorato tanto per innescare i compagni (8 assist) dopo la scorpacciata di punti con Sassari. Insomma, le cose si muovono e lo fanno nella giusta direzione tanto da rendere curiosa la trasferta sassarese di martedì (ore 19), inutile ai fini della classifica ma interessante per il percorso di crescita della Openjobmetis. «Andiamo là per provare a vincere, altrimenti non avrebbe senso giocarla» lascia intendere Vertemati, e anche qui non gli si può dare torto. PALLA A DUE In assenza di Kell, questa volta tocca a Giovanni De Nicolao prendere la cabina di regia, lasciando Gentile nel più consono ruolo di ala piccola. Wilson resta in quintetto così come i due lunghi, Jones ed Egbunu, con il nigeriano che si trova davanti il giovane – e interessante – Agbamu. Galbiati conferma l’utilizzo di Poeta dalla panchina mandando subito Spagnolo sul parquet; rispetto all’andata c’è Miller ma manca Sanogo (oltre a McNeace ed Harris). LA PARTITA Q1 – Avvio interessante dei biancorossi, con Gentile più attento a passare la palla e Jones che attacca l’area fin da subito. Poco dopo anche Wilson si mette in mostra guadagnandosi i primi applausi di Masnago, ma appena superata la metà del periodo la Openjobmetis comincia a concedere rimbalzi in attacco a Cremona. I gialloazzurri rientrano e sorpassano, ma Beane ridà il vantaggio a Varese prima della pausa (24-19). Q2 – Le pause biancorosse sui due lati del campo consentono a Pecchia (5 punti in fila) e al giovane Gallo (tripla) di operare il controsorpasso cremonese. Gentile allora rompe il ghiaccio affiancato da Jones che centra la tripla, presto riequilibrata da Tinkle. Qualche fischio fa storcere il naso al pubblico di casa, poi la OJM sembra prendere la strada giusta nel finale di periodo ma ancora una volta fallisce il tentativo di break e va al riposo sul +3, 45-42. Q3 – L’Ale Gentile in versione “attiraraddoppi” si mostra a inizio ripresa, quando dal post basso distribuisce palloni invitanti per Beane e Wilson, appostati sul perimetro e autori delle triple del nuovo minibreak. A complicare le cose per Galbiati arriva, poco dopo la metà del tempo, il quinto fallo di Agbamu che costringe la Vanoli a quintetti naniformi ma anche Varese ad adattarsi. Egbunu vive sopra al ferro e schiaccia di prepotenza ma gli ospiti non si spaventano e tengono botta con Spagnolo (64-59). IL FINALE Varese non perde mai il comando delle operazioni, però allo stesso tempo non va oltre la doppia cifra di vantaggio e così la gara resta più o meno equilibrata fino al termine. Il protagonista diventa Ferrero, 8 punti in 6′ nell’ultimo periodo: i suoi canestri danno l’ennesima spinta in avanti di una Varese che negli ultimi minuti potrebbe dilagare e che invece fatica a far canestro contro la banda di ragazzini terribili schierata da Galbiati, alcuni dei quali si tolgono la soddisfazione di muovere il punteggio. Una tripla di Jones e un balzo di Sorokas, comunque, tengono lontani gli ospiti per l’86-78 finale: per questa sera va bene così. Damiano Franzetti
  18. Se è vero che le sconfitte fanno sempre male, è altrettanto chiaro che c’è modo e modo di perdere. E quello della Openjobmetis di questa sera (KO 82-92 in casa con Sassari) è ben diverso da quello mostrato appena 48 ore prima a Cremona. Contro un’avversaria più forte, completa, decisamente profonda e con qualche giorno in più di lavoro, la squadra di Vertemati disputa un incontro di gran lunga migliore. Sia per l’atteggiamento, combattivo e concentrato, sia sul lato tecnico nonostante l’assenza in regia di Kell e le non perfette condizioni del suo vice De Nicolao. In sostanza, Varese ha retto bene l’urto contro gli isolani, favoriti per la vittoria nel girone e probabili protagonisti di un campionato alle spalle delle tre grandi. A trascinare la OJM in attacco ci ha pensato ancora Alessandro Gentile che, sì, accentra molto il gioco nelle proprie mani, ma che ha anche dipinto 31 punti con percentuali buone e alcuni momenti di onnipotenza offensiva. Una recita terminata in anticipo a causa di una espulsione innescata da una gomitata di Mekowulu al talento casertano. Cacciati entrambi, ma uscendo dal campo AleGent si è preso la prima scarica di applausi veri dai 600 di Masnago, passo avanti verso la normalità sugli spalti. Che poi ci sia ancora tanto da fare, per Vertemati e il suo staff, è cosa palese, ci mancherebbe. Sassari ha tirato con medie altissime da lontano (ha chiuso al 62% ma a un certo punto era 9/10), la difesa – che a tratti ha graffiato – ha bisogno di registrarsi mentre è ovvio che in attacco la conformazione gentilecentrica dovrà essere smussata quando rientrerà Kell. Anche a livello di condizione fisica Varese deve crescere in alcuni uomini, con Jones andato calando e Beane ancora alla ricerca del top (ma in difesa ha dato segnali importanti). La micropausa nel calendario di Supercoppa permetterà di tirare leggermente il fiato, poi domenica sera alla Enerxenia Arena arriverà Cremona e lì l’obiettivo dovrà essere la vittoria per certificare i miglioramenti. Abbiamo tenuto per ultimo il discorso su Wilson, ancora una volta in difficoltà. Sappiamo tutti che il suo ingaggio è stato la “scommessa stagionale” di Varese nell’ottica del contenimento costi. In questo momento è il giocatore che ha più bisogno di attenzioni e di sostegno (dallo staff e dalla gente): mugugnare è inutile, speriamo che sfrutti queste due settimane per alzare il livello. PALLA A DUE Vertemati dà alla Openjobmetis lo stesso aspetto di Cremona, quindi con Gentile play e Beane ala con i due che invertono i ruoli in difesa. Giocano, ma non al meglio fisicamente, sia De Nicolao sia Sorokas mentre stavolta va regolarmente a referto Caruso. Sul fronte sardo Cavina ha la squadra completa, schiera subito Stefano Gentile (ma su Wilson) e tiene di rincorsa Logan. Sfida tutta nigeriana in area tra Egbunu e Mekowulu. LA PARTITA Q1 – Una Varese ben diversa rispetto a Cremona, sia per atteggiamento sia per “fatturato”, prende di petto il quarto iniziale già nel segno di Gentile: tripla e bel duello con Burnell, anch’esso caldo. I biancorossi sfruttano una doppietta dall’arco di Ferrero per un minibreak, subito ricucito però dall’eterno Logan. Il 26-23 è ancora di Gentile che vuole l’ultima palla e la trasforma in avvicinamento. Q2 – Sassari non ci sta e con Logan e Battle mette il naso avanti costringendo Vertemati al timeout. Il tempo di storcere il naso per qualche fischio (o “non fischio” come l’abbattimento di Beane in volo) arbitrale che la Dinamo allunga, ancora con Logan e Burnell. Gentile allora arma il braccio e con lo stesso “schema” – palleggio prolungato fino a crearsi un piccolo spazio per il tiro dai 3-4 metri – inizia a martellare il canestro. Poi Beane porta a casa una schiacciata spaziale ma due liberi di Mekowulu sparigliano il punteggio, con Gentile (21 alla pausa) che fallisce l’ultimo assalto: 45-47. Q3 – Al rientro tocca a Clemmons guidare le operazioni biancoblu: si va a strappi ma ogni volta si ha l’impressione che il Banco guadagni qualcosina. Gentile riparte con i suoi raid e dimezza lo svantaggio, poi nuova mini-fuga sarda in avanti con nuova tripla di Logan che non sbaglia mai. Prima della pausa arrivano una tripla di Sorokas e gli ultimi punti di Gentile che sfonda quota 30; il punteggio resta a favore di Sassari che trova buone cose anche da Battle per il 67-74. IL FINALE Egbunu (schiacciata) e Ferrero (tripla) non bastano a recuperare terreno perché Logan e soci viaggiano su percentuali tremende toccando il 90% da 3 punti e colpendo anche con Bendzius. A 4′ dalla fine il fattaccio: traffico sotto canestro, Mekowulu allarga il gomito contro Gentile che non si tira indietro e lo spintona prima dell’arrivo degli altri giocatori, bravi a disinnescare la miccia. Ma i provvedimenti arrivano e sono due espulsioni. Sassari prova a vivere un finale senza patemi finché, a un certo punto, Wilson ruba la palla che può riaprire il match ma prima spara sul ferro da 3 e poi sfonda dopo un rimbalzo amico. Sipario, passa il Banco 82-92. Damiano Franzetti
  19. Il basket d’estate non si presta, solitamente, a giudizi troppo sbilanciati nel bene o nel male ma per questa Openjobmetis vista a Cremona possiamo fare un’eccezione senza remore. Varese perde, perde malissimo, perde senza poter avere alibi per una prestazione del genere. Al PalaRadi finisce 80-70 a favore di Cremona, una Vanoli in campo senza tre stranieri, con una formazione ricca di giovanissimi – però volenterosi e affamati – a supportare pochi veterani, che portano a termine il compito più ovvio, fare canestro. Una cosa che a Varese non riesce mai: 70 punti, l’11% nel tiro pesante, circondato da tanta supponenza a rimbalzo (e la naniforme Vanoli di fatto pareggia la lotta sotto canestro), nelle palle perse (13, contro 7), in quelle recuperate (10 contro 3), negli errori da sotto canestro, nelle schiacciate fallite da Egbunu. Poi, quando le cose iniziano ad andare improvvisamente male, la Openjobmetis ha anche paura: prende 32 punti di parziale nel terzo periodo e comincia ad affidarsi solo e soltanto a Gentile. Lui (che ha fatto tanta Eurolega) e Jones (che ha fatto tanta NBA), ovvero quelli che non devono dimostrare nulla, sono gli unici a prendersi responsabilità (24 punti l’italiano, 15 l’americano) ma non basta. Quando Cremona azzecca la striscia vincente da tre punti, guidata dal volpone Poeta, su Varese cala il buio. A contorno dalla nefasta trasferta di Cremona, c’è anche l’incredibile assenza di Guglielmo Caruso: è possibile che un giocatore annunciato il 10 di luglio non sia stato tesserato in tempo per la mancanza di un documento arrivato solo stamattina dagli USA? Nella Serie A di calcio, una cosa del genere causerebbe il rotolamento di teste e mille pagine di polemiche. AGGIORNAMENTO – Secondo quanto appreso in tarda serata, Varese avrebbe richiesto alla Federazione la situazione del nullaosta di Caruso lo scorso 26 luglio (il giocatore aveva nel frattempo giocato in Nazionale) ricevendo rassicurazioni sul suo utilizzo. Negli ultimi giorni è invece emersa una criticità e solo oggi è giunto il documento che gli permetterà di giocare regolarmente mercoledì. Sbagliamo di tanto a pensare che, forse, la società (che ha pure tenuto a riposo Kell per gestire un’infiammazione tibiale) abbia preso questa Supercoppa solo per fare qualche sgambata, nonostante ci fosse – ci sia – la possibilità di giocare per il passaggio del turno? Chiediamo, visto che gli spettatori pagheranno il biglietto nelle due partite di Masnago. Mercoledì, a proposito, ci sarà la “prima” interna contro Sassari, ovvero la favorita del Girone. Il consiglio è di cambiare marcia, almeno a livello di impegno e mentalità, anche se è gradito vedere qualche canestro in più. Magari da Wilson, tiratore da 0/7 da 3 fino a 10” dalla fine della partita, o da Egbunu, o da Beane, o da De Nicolao. Perché la pesante assenza di Kell, non può certo giustificare quel che si è visto al PalaRadi. PALLA A DUE Senza Kell, in borghese accanto a Caruso, tocca ad Alessandro Gentile fungere da play titolare della Openjobmetis in un quintetto per il resto tutto straniero in cui Beane fa l’ala ma marca il play avversario (Spagnolo). Cremona parte senza Poeta, che esce dalla panchina, con Pecchia incursore e l’ivoriano Sanogo sotto canestro contro Egbunu. Pubblico presente al PalaRadi ma con numeri molto bassi, circa 200 spettatori. LA PARTITA Q1 – Varese comincia benino ma palesa presto le difficoltà di non avere in campo un play. Non certo per colpa di Gentile, che nel primo periodo colleziona comunque 6 punti, ma per l’assenza di una circolazione di palla che imbriglia il gioco d’attacco anche perché Egbunu pare in ferie e non tiene un pallone. Cremona allora ne approfitta, mette la testa avanti con Pecchia e senza fare faville chiude avanti 19-16. Q2 – Gentile rompe l’incantesimo biancorosso dall’arco (0/5 nel primo periodo) e arriva in doppia cifra prima di rifiatare. Sul fronte opposto Galbiati ha poche munizioni a disposizione e quando deve schierare i giovanissimi Varese sorpassa con un guizzo di Beane e con le incursioni di Jones. La OJM però perde qualche buona occasione per scappare e poi – dopo un paio di minuti di basket “bassamente amatoriale” da ambo le parti – riesce a chiudere a +8 con un altro balzo dell’americano, un po’ arruffone ma molto volenteroso. Q3 – Dopo la pausa Varese dà l’impressione di poter finalmente prendere in mano la partita, dà uno strappetto ma all’improvviso si scopre nuda. Cremona prende coraggio con un paio di “canesto e fallo”, infila qualcosa dall’arco ed è addosso con un Pecchia indiavolato. Poeta capisce che è il momento giusto: lui e Tinkle imbucano da lontano e la OJM cade vittima della proprie paure. Per un po’ ci pensa Sorokas a convertire qualche scarico in area ma poi si completa un parziale di 32-17 senza che gli uomini di Vertemati sappiano che pesci pigliare (61-54 alla mezz’ora). IL FINALE Il tempo per raddrizzarla ci sarebbe anche, se però Varese ogni tanto trovasse canestri da fuori o punti da giocatori che non siano Alessandro Gentile, che con il suo arresto e tiro in avvicinamento valica quota 20. Ma i suoi canestri non bastano, e Cremona completa l’opera aggredendo il canestro a rimbalzo offensivo (bravo Agbamu) e trovando con Poeta, Pecchia e Cournooh i cesti della sicurezza. Nel finale, a una manciata di secondi, Wilson segna la prima tripla dopo sette bombe cacciate sul ferro, emblema di una partita da dimenticare in fretta, per lui e per tutti noi. Damiano Franzetti
  20. L’Openjobmetis scopre le carte nella prima partita ufficiale dell’era Adriano Vertemati. La truppa biancorossa debutta nel pomeriggio odierno al PalaRadi di Cremona (palla a due alle 18,30; diretta streaming su Eurosport player) nel secondo turno del girone B della fase di qualificazione della Supercoppa. Sarà la prima di quattro partite ufficiali che Varese disputerà nel giro di otto giorni nel gruppo a tre squadre che coinvolge anche Sassari, di scena mercoledì, 8 settembre, all’Enerxenia Arena nella première casalinga aperta al pubblico (venduto oltre il 50% dei circa 1.700 posti disponibili). Test interessante per l’OJM a dispetto dei problemi di formazione dei padroni di casa. Ranghi certamente ridotti per Cremona, che così come già avvenuto nell’esordio di sabato sera a Sassari, potrà schierare solo due dei cinque stranieri del suo roster. Ancora assenti per motivi burocratici Jalen Harris e l’ultimo arrivato Malcolm Miller, ai box per infortunio invece il pivot Jamuni McNeace. Ma anche in questa versione largamente incompleta, Cremona ha dato filo da torcere fino alla fine a Sassari, e dunque il match offrirà certamente spunti interessanti a un Adriano Vertemati curioso di vedere la reazione della sua OJM ai primi spunti agonistici di una partita ufficiale. Qualche problema di organico anche per i biancorossi: mancherà Guglielmo Caruso, il cui tesseramento è stato bloccato per motivi burocratici (il documento mancante dovrebbe giungere per consentirgli di scendere in campo mercoledì). Ancora in forte dubbio c’è Anthony Beane, dolorante alla gamba destra per i postumi dell’iperestensione rimediata venerdì sera: la guardia statunitense proverà comunque nella rifinitura e una decisione sul suo utilizzo sarà preso in extremis. Disponibile invece Trey Kell, pur dolorante per quel problema a una tibia che si trascina da una decina di giorni e lo condiziona soprattutto in difesa. Se Cremona sarà incompleta prevalemente sul perimetro, pur con la coppia Poeta-Spagnolo (leader dell’Under 20 azzurra allenata in estate da Adriano Vertemati) a dettare i temi del gioco, Varese dovrà verificare l’impatto del suo reparto lunghi che nel galoppo casalingo contro Tortona era parso meno “in palla” rispetto al suo parco esterni. Occhi puntati soprattutto sulla coppia Jones-Egbunu: il ritardo dell’ala texana era prevedibile, ma c’è bisogno di mostrare progressi contro l’agile Sanogo della Vanoli. E allo stesso modo c’è bisogno che il centro nigeriano aumenti la sua autonomia (specie alla luce dell’assenza di Caruso) per dipendere meno dalle condizioni di Jones. Come tutte le gare di precampionato, conterà più il modo di stare in campo rispetto al risultato finale. Ma con le partite ufficiali, anche il risultato ha un peso, proprio perchè figlio della preparazione svolta finora, e dello stato di avanzamento della messa a punto. Il primo ciclo di 4 impegni ufficiali al via con la trasferta odierna di Cremona dovrà fotografare in maniera più compiuta la situazione del cantiere OJM: pur con gli intoppi Kell e Beane a rallentare i lavori, la parola del campo darà i primi riscontri concreti. Le formazioni VANOLI CREMONA: 0 Agbamu, 1 Zacchigna, 3 Sanogo, 5 Gallo, 6 Pecchia, 8 Poeta, 9 Spagnolo, 10 Vecchiola, 11 Errica, 13 Tinkle, 15 Cournooh. All. Paolo Galbiati. OPENJOBMETIS VARESE: 0 Bottelli, 3 Kell, 5 Gentile, 7 Beane, 9 Sorokas, 10 De Nicolao, 11 Wilson, 13 Librizzi, 15 Egbunu, 18 Virginio, 21 Ferrero, 22 Jones. All. Adriano Vertemati. Arbitri: Lanzarini, Nicolini, Pierantozzi. TV – Diretta streaming su Eurosport Player dalle 18.25. Risultati, classifica e prossimo turno GIRONE B, RISULTATI (1° turno): Banco Sardegna Sassari-Vanoli Cremona 80-74. Oggi, ore 18.30: Cremona-Openjombetis Varese. CLASSIFICA: Sassari punti 2 (1 giocata); Cremona 0 (1); Varese 0 (0). PROSSIMI TURNI - Mercoledì, ore 19.30: Varese-Sassari. Venerdì, ore 21: Cremona-Sassari. Domenica, ore 20.30: Varese-Cremona. Martedì 14/9, ore 20: Sassari-Varese. Giuseppe Sciascia
  21. Per fortuna delle coronarie di tutti noi, il test tra Openjobmetis e Bertram Tortona è stata solo un’amichevole, e neppure ufficiale. A Masnago, davanti agli occhi di Meo Sacchetti (nel primo tempo), si sono contati ben 19 sorpassi nel punteggio e 12 parità, segno di una partita in cui l’equilibrio ha retto da cima a fondo tanto che Varese l’ha spuntata di un solo punto, 89-88. Gara vera, però, dal punto di vista dell’agonismo pur tra due formazioni che hanno ancora diverse cose da registrare sui due lati del campo da qui all’inizio del campionato. Non sorprende Tortona, pienamente in gara pur con tre assenze come l’ex Wright, Cannon e Sanders (ma i sostituti hanno fatto bene), non dispiace Varese tra le cui fila sono più le note positive di quelle negative, anche se rispetto alla prima uscita non ci sono nomi che spiccano in modo particolare. C’è un Gentile top scorer (19) senza particolari forzature (50% al tiro), c’è un Kell leader, capace di alzare i giri quando si è trattato di vincere la partita, c’è un Beane apparso già molto in forma dal lato fisico. E poi un Wilson che per lunghi minuti ha mostrato mano dolce e tiro mortifero, 13 punti e 3/5 da lontano. Il match è servito anche a rivedere in campo Jones dopo il grave infortunio di novembre: l’americano, volenteroso, è apparso ancora lontano dalla forma migliore e ha avuto la sfortuna di incappare in un Daum rapido e ficcante, autore di 25 punti. Ma proprio partite come queste servono a risalire la china per chi, come Jalen, è stato costretto ai box per nove mesi. Vertemati fa bene a rimarcare le difficoltà oggettive, dovute alla poca conoscenza reciproca, specie nei meccanismi difensivi e anche in questo caso siamo nel campo dell’ovvio, perché certe cose si costruiscono nel tempo. Di certo Varese ha dimostrato di avere numerosi giocatori in grado di fare canestro, e questa è già una prima annotazione che tornerà utile in futuro. Ora si inizia a fare sul serio: lunedì a Cremona comincerà la Supercoppa con quattro gare utili a prendere la rincorsa per la Serie A. OPENJOBMETIS VARESE – BERTRAM TORTONA 89-88 (18-18; 40-41; 69-66) VARESE: Kell 14 (4-5, 1-3), Wilson 13 (2-2, 3-5), Gentile 18 (6-12, 1-2), Jones 9 (1-3, 1-2), Egbunu 10 (4-5); Beane 9 (1-3, 2-2), Sorokas 9 (2-4, 1-1), De Nicolao 5 (1-2, 1-1), Ferrero (0-2), Caruso 2 (0-1). Ne: Librizzi, Virginio. All. Vertemati. TORTONA: Mascolo 21 (5-8, 3-6), Filloy 20 (5-6, 3-5), Macura 1 (0-2 da 3), Daum 25 (8-8, 2-6), Cain 5 (2-4); Trunic, Tavernelli 13 (0-1, 3-4), Cattapan, Severini 3 (1-1, 0-2), Mobio (0-1). Ne: Wright. All. Remondino. NOTE. Da 2: V 21-39, T 21-29. Da 3: V 10-16, T 11-25. Tl: V 17-20, T 13-24. Rimbalzi: V 31 (7 off., Sorokas 8), T 22 (4 off., Severini 6). Assist: V 12 (Gentile 5), T 16 (Mascolo 4). Perse: V 7 (Gentile 2), T 7 (Tavernelli, Filloy 2). Recuperate: V 2 (Kell, Sorokas 1), T 4 (Tavernelli 2). LA CRONACA PRIMO PERIODO – E’ ancora Egbunu ad aprire le danze in attacco, con Filloy a rispondere dalla parte opposta. Si vede anche Wilson ed è buona cosa: tripla, stoppata, canestro acrobatico e ancora bomba per il 16-7 dopo 6′. C’è anche qualche difesa arcigna (Beane subito tosto) ma l’attacco si ferma: Mascolo allora apre il gas, segna 9 punti e pareggia a 2” dalla sirena (18-18). SECONDO PERIODO – Si riparte con un nuovo botta e risposta: Varese riparte con 5 punti di Gentile, Tavernelli bombarda due volte (27-26) e la parità non si schioda. La tripla di Daum costringe al timeout Vertemati da cui la OJM esce con 3 punti di Kell su assist di Gentile ma non basta perché Daum porta a spasso Jones e sorpassa. Il finale è ricco di errori (0/4 di Cain ai liberi, forzature biancorosse) e l’intervallo è favorevole alla Bertram (40-41). TERZO PERIODO – Cain e Jones mettono i loro primi punti, poi riecco Mascolo e Wilson. I giochi d’attacco sono ancora poco fluidi ma stavolta Varese pesca i jolly con le giocate personali. Tortona però resta avanti con Filloy e Daum e tocca il +4 prima di un trepunti di De Nicolao che ridà gas. Volano triple sul filo dei 24 (Mascolo e Beane) e alternanze in testa al punteggio, poi Varese sbaglia tre triple in un’azione vanificando i rimbalzi di Sorokas. A quel punto il lituano sfodera il tiro da 15 metri a fil di sirena e spariglia il punteggio, 69-66. QUARTO PERIODO – Una bomba per parte (di Jones quella varesina) ed è sempre testa a testa, poi il punteggio si blocca per qualche minuto. Varese la vuole vincere: tripla di Gentile, contropiede e successiva entrata di Kell per il +7 ma a 3′ dalla fine Egbunu esce per falli e l’inerzia gira ancora verso il Derthona perché Daum continua a punire Jones. L’ultimo sforzo vale un prezioso +5 con Gentile che segna e attiva Sorokas: a quel punto basta un libero di Beane per la sicurezza prima della tripla conclusiva di Filloy che vale l’89-88. Damiano Franzetti
  22. La Openjobmetis capitalizza al massimo il ritiro di Gressoney, chiuso con una vittoria larga e meritata (90-67) sui campioni svizzeri dell’Olympic Friburgo, iscritti ai preliminari di Champions League ma, onestamente, apparsi due piste indietro a una Varese ancora largamente in costruzione. Vertemati ha tenuto a riposo sia Beane (arrivato da poche ore) sia Jones, che ha fatto solo riscaldamento per non forzare un problemino muscolare, ma i biancorossi hanno già mostrato le linee guida e le gerarchie della propria stagione. Tre i capisaldi, nel solco delle attese: Trey Kell e Ale Gentile hanno subito iscritto il proprio nome tra i top scorer della squadra (20 e 18 punti rispettivamente), mostrando anche quell’atteggiamento da leader che viene loro richiesto, per ruolo e per pedigree cestistico. E poi John Egbunu, pur a corto di fiato, ha vestito i panni di signore dell’area, tra schiacciate, stoppate e rimbalzi a piene mani ad altezze inarrivabili per gli altri. L’impianto generale della squadra, insomma, si è già visto sul parquet di Gressoney Saint-Jean, e ha convinto i tifosi saliti in Valle d’Aosta per osservare da vicino la squadra: gli applausi finali non sono stati di circostanza sono stati complimenti sinceri per un gruppo che – lo ripetiamo – è ancora agli inizi. «Siamo al 10% dell’esplorazione di questa squadra» conferma Vertemati al termine della sgambata, e c’è da credergli, anche se tra attacco e difesa si sono viste le tracce del gioco e dei meccanismi che verranno. Tra i promossi di giornata ci sono senz’altro De Nicolao, tonicissimo, e il lottatore Sorokas, uno dei tanti che il coach biancorosso ha utilizzato in più ruoli mandandolo anche in posizione di “cinque”. Meno bene l’altro pivot Caruso, che ha mostrato mani dolci ma braccia un po’ molli a rimbalzo, e maluccio pure Wilson. La guardia ha messo a segno una sola tripla (a fronte di diversi errori) in un match nel quale tanti compagni hanno riempito il tabellino. Li aspettiamo dalla prossima, ovvero mercoledì 1 settembre quando a Masnago arriverà l’arrembante neopromossa Tortona per un allenamento congiunto (chiuso al pubblico) che si prospetta di livello più alto. Intanto il cammino è incominciato: buona strada, Pallacanestro Varese. LA CRONACA PRIMO PERIODO – Una schiacciata di Egbunu su assist di Sorokas è il primo canestro stagionale della OJM contro una difesa svizzera subito aggressiva. “Long John” è la prima opzione di Vertemati in attacco e ne fa 6 di fila dominando anche in difesa. Fuori lui però Friburgo risale, pareggia e sorpassa con Miljanic anche perché Varese al tiro colleziona solo “ferri”. I liberi (Amato e Sorokas) e un’acrobazia di De Nicolao ridanno punti e vantaggio prima della sirena, 14-9. SECONDO PERIODO – Kell riparte segnando in entrata e subito dopo arriva anche la prima tripla dell’anno, con Nicolò Virginio che allunga (19-9) e costringe Aleksic al timeout. Poi tocca a Gentile inaugurare il tabellino per il 23-11; l’ex Olimpia sigla il +13 ma Varese dall’arco non ne azzecca una e così il vantaggio torna sotto la doppia cifra. Finalmente, negli ultimi 4′, ecco le triple: due le infila Kell (nel mezzo stoppatona di Egbunu a Cotture), una arriva da Wilson mentre Gentile accende il turbo e sfrutta il fisico (11 punti nel quarto) per chiudere la prima metà sul 45-23. TERZO PERIODO 68-50 – Un bel canestro di Kell e una tripla di Mbala aprono le ostilità, poi di nuovo Egbunu schiaccia di prepotenza ad altezza mostruosa. Mitchell e Miljanic muovono il punteggio per l’Olympic, ma Gentile non si ferma e mette altri 4 punti a referto, prima in entrata e poi dalla media. A metà periodo, canestri anche per Caruso e Denik, poi ancora Miljanic e Cotture fanno risalire gli svizzeri tornati a -14. Un’altra scarica dall’arco di Kell – giunto a quota 20 – sopperisce agli errori di Wilson e alla mollezza di Caruso: tre bombe consecutive del playmaker valgono il 68-50. QUARTO PERIODO 90-67 – Cotture svetta tra i suoi: tripla e rubata mentre Jurkovitz fa 68-56 e costringe Vertemati alla sospensione. Egbunu dà a Gentile la bomba del 71-56 che resta un canestro isolato nell’economia di squadra, anche se i biancorossi lavorano meglio in difesa con quintetto basso. Poi Denik e Amato scartano cioccolatini per Sorokas: 4 punti del lituano e 75-56 con Friburgo costretto al timeout. Vertemati “italianizza” il quintetto e ottiene un 7-0 di parziale con Ferrero (tripla) e De Nicolao che mettono in archivio la pratica (82-56 al 37′). Spazio così anche per Librizzi e Virginio mentre Ferrero riapre il fuoco e sfiora la doppia cifra per il 90-67 conclusivo. Damiano Franzetti
  23. C’è qualche fedelissimo appostato all’ingresso del parterre, c’è qualche goccia di pioggia che fa capolino dopo giorni torridi. C’è soprattutto la voglia di ricominciare, sperando che – a differenza di quanto accaduto dodici mesi fa – si stia tornando verso la normalità e non in una nuova morsa del Covid che rischierebbe di essere fatale per tanto sport e tanto basket. In questo quadro le porte della Enerxenia Arena si sono riaperte per la Pallacanestro Varese che ha scelto il 16 agosto come data per il proprio raduno in vista di una stagione che sarà da scoprire giorno dopo giorno. In attesa che tutti i giocatori raggiungano Varese (entro fine settimana arriveranno Kell ed Egbunu dalla Summer League oltre a Beane), sono stati il gm, l’allenatore e il capitano a parlare alla stampa di questa nuova esperienza. Andrea Conti, Adriano Vertemati e Giancarlo Ferrero hanno parlato in sala Gualco (sotto lo sguardo dello sponsor Rosario Rasizza) dell’anno che verrà e di come la Varese dei canestri ha trascorso le ultime settimane senza pallone. CONTI: “ASPETTIAMO IL PUBBLICO” La prima notizia arriva da Andrea Conti e riguarda i tifosi: «Contiamo di riaprire al pubblico munito di green pass uno o due allenamenti alla settimana quando avremo la squadra al completo – ha detto il general manager – Vorremmo ritrovare normalità il prima possibile e speriamo di poter aumentare la presenza all’interno del palazzetto. Ne abbiamo bisogno». VERTEMATI: “IDEE E FILOSOFIA LA NOSTRA FORZA” La “polpa” del pomeriggio arriva però da Adriano Vertemati. Il giovane tecnico milanese respinge cordialmente le richieste di pronostici sulla stagione e spiega: «L’obiettivo è chiaro, ed è fare meglio dello scorso anno in uno dei tornei più difficili in ambito europeo. Per il resto faccio molta fatica a contestualizzare Varese nel campionato, e credo che la stessa fatica la facciano gli altri con noi. Come tutte le squadre senza budget faraonici abbiamo dovuto fare delle idee e della filosofia i nostri punti di forza» MEGLIO UN PIVOT FELICE L’assenza momentanea dell’asse play-pivot non rappresenta un problema: «Arriveranno presto, e sono curioso di vedere il gruppo al completo – prosegue l’allenatore – Sul fatto che siano alle Summer League non vedo problemi: Kell lo aveva scritto direttamente nel contratto, Egbunu ce lo ha chiesto perché teneva molto a ciò. E io preferisco avere qui un giocatore contento tre giorni dopo, piuttosto che uno arrabbiato oggi». ACQUISTI CON IL FISICO Tra general manager e allenatore non mancano gli sguardi e le parole d’intesa come quando si tocca l’argomento mercato. «A parità di condizioni abbiamo sempre preferito il giocatore più fisico, questo per mia idea e per convinzione anche di Andrea e di Toto Bulgheroni. Quando si è aperta la possibilità di avere Alessandro Gentile abbiamo lavorato per costruire un consesso tecnico al suo fianco che esaltasse le sue caratteristiche». E SCOLA? «Onestamente Scola a noi ha detto che avrebbe smesso e prima delle Olimpiadi ci ha chiesto di “fare tutto senza di me” – spiega Conti – E se un campione simile e una persona del suo spessore parla così, non penso torni qui e cambi idea. Anzi, così facendo ci ha lasciato grande libertà di fare le nostre scelte. Piuttosto, ricordo che Luis ha dato grande disponibilità per un impegno in società, a me, a Toto, a Vittorelli e Rasizza. Quando tornerà capiremo quale sarà il suo ruolo dentro al club. Speriamo diventi una figura importante dentro alla Pallacanestro Varese. Se poi il 3 settembre, al ritorno da Creta, vorrà scendere in campo, vedremo cosa fare». FERRERO, IL SETTIMO “PRIMO GIORNO DI SCUOLA” “Persi” due veterani NBA come Scola e Douglas, Giancarlo Ferrero è sempre più l’uomo chiave a livello di spogliatoio ed esperienza nel gruppo biancorosso. Nei giorni scorsi il capitano si è allenato con alcuni dei nuovi compagni, è salito al Sacro Monte tirando un gruppo che comprendeva anche “El General” argentino e si è nuovamente calato nel suo ruolo. «Oggi è il mio settimo “primo giorno di scuola”, Andrea parlava della necessità di tornare alla normalità e anche come giocatori abbiamo bisogno di avere il pubblico al palazzetto. Credo che, per come è stata costruita, questa squadra possa tornare a infiammare la nostra gente: sono molto carico». Damiano Franzetti
  24. L’Openjobmetis ha ufficialmente esaurito le operazioni di mercato con l’annuncio del ritorno in biancorosso di John Egbunu. Di fatto il club è riuscito, un rilancino dopo l’altro, a raggiungere la richiesta iniziale del centro nigeriano, attraverso i risparmi massicci operati con le operazioni Wilson e Sorokas negli spot complementari di cecchino perimetrale e cambio dei lunghi. Sul piano strettamente numerico il mercato 2021 si è chiuso con cinque conferme – in ordine di ruolo De Nicolao, Beane, Ferrero, Jones ed Egbunu – e cinque volti nuovi – mantenendo lo stesso principio Kell, Wilson, Gentile, Sorokas e Caruso – per un puzzle nel quale in tutti gli spot ci sarà un volto vecchio ed una new entry. Sotto certi aspetti la squadra è cambiata più del previsto: nel caso di Ruzzier per volontà del giocatore, cavalcando la proposta last minute della Virtus Bologna. Nel caso di Strautins e De Vico, che avevano contratto garantito senza uscite a differenza del triestino, per volontà di Varese che ha ripercorso la via dei 6 stranieri per tutelarsi sul recupero di Jalen Jones (investimento postergato per non gravare il bilancio 2020/21 dopo l’infortunio all’esordio). Meglio o peggio della Varese 2020/21 che si è salvata col brivido pur con due giocatori di grande pédigrèe come Toney Douglas e Luis Scola? Come sempre ogni roster di una squadra del range economico dell’OJM ci sono imprevisti e probabilità in svariati aspetti. Il roster, con 10-giocatori-10 e un livello di fisicità diffusa in tutti i ruoli compreso il perimetro, con un regista massiccio come Kell e un all-around potente come Ale Gentile, soddisfa le richieste del coach Adriano Vertemati nel garantire atletismo e taglia in tutti gli spot. Il play pescato in Polonia e l’ex azzurro avranno il pallino del gioco in mano sia in termini realizzativi che di creazione per i compagni: la scommessa principale è quella sul ritorno ad alto livello di “AleGent”, che però sembra posto nel contesto tecnico ed ambientale ottimale per sfruttare le sue qualità con la palla in mano e nascondere i suoi limiti al tiro. Che non è la specialità della casa di Kell, più combo-guard moderna rispetto ad un regista più puro come Ruzzier: basterà il cecchino Wilson per evitare difese chiuse a protezione dell’area? Il campione di Polonia in carica avrà sufficiente playmaking per evitare di sovraccaricare di responsabilità l’unico regista di ruolo Giovanni De Nicolao? Sotto canestro, al di là della tenuta di Egbunu, dipenderà molto da Jones e dai tempi del suo completo recupero – trattandosi di giocatore che vive di prorompenza più che di tecnica – per non chiedere a Paulius Sorokas di avere subito impatto da protagonista in A in caso di difficoltà di messa a punto del titolare. Se le premesse troveranno tutte conferma sul campo, la squadra potrà praticare un basket aggressivo e coinvolgente; basta però un pezzo del puzzle fuori sintonia, o una scommessa non vinta secondo gli auspici, per mettere in difficoltà un sistema legato a filo doppio ad equilibri che debbono funzionare tutti insieme. Giuseppe Sciascia
  25. Quando sono iniziati i lavori per costruire la rosa della Openjobmetis, divenuta definitiva ieri mattina con la firma ufficiale di John Egbunu? E quali sono stati i (tanti) passaggi effettuati tra le varie componenti degli staff societari prima di arrivare a comporre un puzzle che ha solo dieci pezzi, ma che deve essere incastrato con grande attenzione? In tutto questo periodo, il braccio destro del gm Andrea Conti è stato Matteo Jemoli: 32 anni, di Gemonio, è stato per diverse stagioni assistente allenatore biancorosso (con un’esperienza anche a Trapani) e ora ricopre il ruolo di responsabile scouting della Pallacanestro Varese. Un lavoro dietro alle quinte rispetto a quello della triade Conti-Bulgheroni-Vertemati che però in questo periodo emerge in modo forte, specie in un mercato nel quale la Openjobmetis ha percorso strade differenti dall’usato sicuro prediletto negli anni di Attilio Caja. Matteo, prima di tutto: qual è il metodo di lavoro utilizzato per fare scouting in Pallacanestro Varese? «Si parte da lontano: a settembre io e Andrea ci siamo suddivisi i campionati da tenere sotto controllo. Grecia, Polonia, Belgio, Germania, Israele, Turchia, Lega Adriatica… poi le coppe e alcuni giocatori particolari per i quali avevamo segnalazioni, per esempio certi impegnati in G-League con aspirazioni europee. Da quel momento in poi, ogni settimana ho guardato una serie di partite e iniziato a “profilare” gli atleti più interessanti. Io li suddivido in quattro settori: fisico, gioco offensivo, difesa e una quarta parte che chiamo “extra” dove metto notizie di ogni tipo». Fino a quando prosegue questa selezione? «Fino a febbraio-marzo, perché a quel punto iniziamo a scremare gli elenchi, preparando diverse liste a seconda del ruolo. Liste a loro volta suddivise in fasce in base al gradimento e al costo che prevediamo possano avere. Questo permette di intervenire in corsa in caso di necessità: per esempio noi sino a fine giugno avevamo un playmaker, Ruzzier, che poi è andato via. Però i nomi erano già pronti e ci siamo mossi di conseguenza». Oltre a voi, chi collabora alla stesura delle liste? «Le proposte passano al vaglio anche di Bulgheroni ma anche lo staff tecnico lavora a tutto il “progetto”. Sia coach Vertemati, sia i suoi assistenti Cavazzana e Seravalli hanno un database simile al mio: tutto è utile per un confronto quando si stringe su un nome». I due acquisti più curiosi sono quelli di Kell e Wilson, entrambi dalla Polonia? A che punto vi siete spinti nello scommettere su di loro? «Io non ritengo che Kell sia una scommessa. L’abbiamo osservato a lungo, credo di avere visto 10-12 partite della sua squadra: ha fatto un buon campionato, giocato in Fiba Cup e ha dimostrato leadership e impatto difensivo, al di là dei numeri d’attacco. Spesso ha marcato l’avversario più pericoloso. La scommessa maggiore è Wilson, ma in quel ruolo abbiamo una garanzia come Beane e la possibilità di variare assetti con anche De Nicolao e Kell. Elijah infine non è una guardia che chiede di avere la palla in mano: sa tirare sugli scarichi senza fermare l’attacco». La Openjobmetis sarà squadra molto fisica: una precisa richiesta del coach? «Sì: Vertemati ha voluto dare questa impronta. Gli piace avere forza fisica tra gli esterni: Kell sa attaccare spalle a canestro, Beane è atletico, Wilson ha stazza. E poi Gentile: un’operazione che non era preventivata a inizio mercato, ma che siamo felici che sia capitata e sia andata a buon fine. La fisicità accomuna tutti: De Nicolao e Caruso stanno lavorando per potenziare la muscolatura, Ferrero è abituato a giocare da ala forte, Jones e Sorokas hanno corpo ed energia. Poi è arrivata la conferma finale di Egbunu, che tutti conosciamo dal punto di vista atletico». Al di là dell’energia, ci sono altri tratti che contraddistinguono la rosa della Openjobmetis? «Abbiamo giocatori che vogliono dimostrare di poter salire di livello. Questo vale per i “polacchi” e per Sorokas che puntano ad affermarsi in un torneo più competitivo, per i giovani italiani che stanno facendo un percorso di crescita, per Jones che torna dall’infortunio. Senza parlare di Gentile che ha alle spalle una carriera super e vuole tornare a quei livelli, o di Egbunu che dopo i travagli fisici del passato cerca di confermarsi in una stagione completa». Ultime due domande. La prima: c’è un giocatore che avete seguito a lungo e vi sarebbe piaciuto, ma che alla fine è andato altrove? «Qualcuno, come il canadese Bell-Hynes è rapidamente uscito dai radar per le sue prestazioni di altissimo livello con i tedeschi di Crailsheim (giocherà al Breogan, in Spagna ndr). Tra gli altri se devo dire un nome faccio quello di Kris Richards: lo seguiamo da tanto e se non fosse andato allo Zielona Gora lo avremmo preso per sostituire Jakovics. Lo sfiorammo prima che arrivasse Beane. Quest’anno al momento giusto non c’è stata l’occasione e lui è tornato in Romania, visto che ha il passaporto di quel Paese dove ha già vinto due titoli». Per concludere: non le manca la panchina? «Il mio attuale ruolo piace parecchio. Resto vicino alla squadra e durante le partite siedo ancora in panchina, cercando di avere sempre l’occhio da allenatore. Però ora voglio proseguire il lavoro che sto facendo: mi piacerebbe muovermi di più per osservare partite e giocatori dal vivo. Il Covid ha fermato questa possibilità, mi auguro di tornare presto “in missione”». Damiano Franzetti
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