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  1. Luis Scola passa agli acquisti. Non di un nuovo allenatore o di qualche giocatore, per il momento, bensì della maggioranza di Pallacanestro Varese. Il “General” si è presentato al consiglio di amministrazione della società biancorossa convocato per il pomeriggio di oggi – lunedì 16 maggio – e ha comunicato «la volontà di esercitare l’opzione di acquisizione del 51% delle quote societarie, così come previsto dal contratto firmato la scorsa estate». La risposta è stata positiva, o meglio era già contenuta nella opzione medesima: nei mesi scorsi Scola aveva infatti opzionato la possibilità di acquisire o la maggioranza assoluta (appunto il 51%) oppure il 10,2% ogni anno per cinque anni; la terza possibilità era quella di far decadere la stessa opzione ma questa eventualità è tramontata – nei fatti – dal momento in cui il 42enne argentino si è seduto sulla poltrona di general manager biancorosso. Con i documenti firmati, Scola aveva già gettato quindi le basi per diventare il principale proprietario della società e con la dichiarazione odierna ha dato seguito a questa volontà. A cedere le quote sarà il consorzio (formato da imprenditori del terriotorio) denominato “Varese nel Cuore” che in questo momento detiene il 95% e scenderà quindi al 44%, mentre il 5% resterà nelle mani de “Il basket siamo noi”, ovvero il trust formato dai tifosi e presieduto da Umberto Argieri che ha partecipato (da esterno) al Cda odierno. Come e quando Scola diventerà a tutti gli effetti il numero uno del club? Presto, non subito, per via di una serie di passaggi e pratiche burocratiche necessarie in questo genere di operazioni: allora sapremo anche quali saranno i suoi compagni di viaggio all’interno del soggetto (che dovrebbe chiamarsi “Varese Sport and Entertainment”) a cui saranno ricondotte le quote. «Se mi chiedete se sono contento, rispondo senza esitazione di sì» è il commento di Alberto Castelli raccolto da VareseNews al termine del CdA. «Quando concedemmo a Luis l’opzione per l’acquisto delle quote lo facemmo pensando che la sua proposta fosse una possibilità vera e solida arrivata sul nostro tavolo. Concedendo l’opzione allora, noi del Consorzio avevamo già dato il benestare: il suo ingresso permetterà alla società di fare ancora meglio il proprio lavoro. “Varese nel Cuore” ha sempre fatto le cose per bene garantendo continuità, ora resterà accanto a Scola – come ho già spiegato in una intervista a Varesenews – dando il proprio apporto per un club sempre più forte». «Sono estremamente contento di questa possibilità – sono invece le parole di Scola “consegnate” al comunicato ufficiale della Pallacanestro Varese – Sono fiducioso che questa soluzione, presa al fine di dare ancora più corpo al lavoro iniziato durante la stagione, possa portare numerose soddisfazioni in futuro». E al di là dei già citati passaggi burocratici, il primo passo concreto sarà quello di ricercare (e quindi scegliere) l’allenatore cui affidare l’Openjobmetis del prossimo campionato. Damiano Franzetti
  2. Un approccio scientifico stile NBA per un castingdel nuovo coach che sposi la filosofia di Luis Scola e Michael Arcieri. Tra le mosse da compiere per costruire l’Openjobmetis del futuro, la prima in ordine cronologico tra quelle dell’area tecnica sarà la scelta del nuovo allenatore. Alberto Seravalli resterà con ogni probabilità nei quadri tecnici, ma il club biancorosso sembra intenzionato a cercare un nuovo tecnico con caratteristiche specifiche. E che prima di tutto possa sposare l’approccio di Scola basato sui numeri. Dalle statistiche avanzate dei singoli e della squadra - i cosiddetti analytics -, basilari per lo screening del mercato e per le tattiche di gioco, alla rilevazione statistica di ogni attività cestistica settimanale, allenamenti compresi, che attraverso gli algoritmi generano informazioni chiave da sottoporre allo staff tecnico nelle scelte di assetti e quintetti. ESTRAZIONE AMERICANA La storia della stagione 2021/22 ha dimostrato chiaramente che la filosofia di Scola funziona quando attorno a sé ha persone che la condividono: ereditato Vertemati che era figlio di un’altra area tecnica, la svolta generata da Roijakkers è arrivata quando il “General” e Arcieri hanno individuato un tecnico adatto al loro modo di concepire il basket. Perciò sembra assai probabile che l’allenatore chiamato da Scola per l’anno I del suo progetto abbia un’estrazione culturale americana, più adatta a tale tipo di mentalità. Potrebbe un allenatore come Meo Sacchetti - il cui contratto con la Fortitudo Bologna scadrà il 30 giugno - adattarsi a una filosofia del genere? Oggettivamente improbabile, così come per il c.t. dell’Italbasket anche per i tanti free agent d’esperienza disponibili sul mercato italiano, da Pino Sacripanti a Luca Dalmonte passando per Max Menetti (che tecnicamente è ancora sotto contratto con Treviso). C’è un italiano che potrebbe far parte dell’eventuale casting? Solo perché lavora negli Stati Uniti: si tratta di Riccardo Fois, membro dell’attuale staff tecnico dell’Italbasket. Il 35enne ex compagno di Gigi Datome nelle giovanili di Olbia sembra però intenzionato a perseguire una carriera a stelle e strisce, e parrebbe improbabile che possa lasciare un promettente percorso (prima a Phoenix e ora da associated coach - qualcosa più che assistente allenatore - ad Arizona) per sposare l’eventuale causa dell’OJM. IL MERCATO DEGLI STRANIERI E allora si guarda al mercato degli stranieri con trascorsi negli Usa: tale era Roijakkers, anche se molto più europeo che americano, pur con le referenze vincenti sull’asse Finch-Rosas delle conoscenze dirette di Scola. Che lo scorso anno, prima di partire per il raduno pre-Olimpiadi di Tokyo, aveva caldeggiato - nel momento del ballottaggio tra Vertemati e Sacchetti - il nome di Tom Bialaszewski, tecnico americano dal 2019 al 2021 assistente di Ettore Messina col quale aveva lavorato nella sua stagione all’Olimpia. Oggi l’ex vice dei Lakers è ancora libero: non è detto che sia il nome giusto, ma la ricerca sarà con ogni probabilità su quel tipo di profilo. Giuseppe Sciascia
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